UIL Scuola Molise: Notizie 07 gennaio 2018: Contratto, Diplomati magistrale, Finanziaria, Concorsi DS e docenti, Pensioni, Supplenze ATA, Storia ...

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[UIL Scuola Molise: Notizie] 07 gennaio 2018: Contratto,
Diplomati magistrale, Finanziaria, Concorsi DS e docenti,
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Aran | Chiesto un calendario serrato di incontri. Prossimo appuntamento già giovedì 4 gennaio
Turi: riaffermato il concetto di burocrazia zero per questo contratto
Uil: non c’è logica di scambio, piuttosto un principio, peraltro parziale, di risarcimento economico e
normativo dopo dieci anni di blocco del contratto.

Il riavvio della trattativa di oggi all’Aran, e la firma del contratto degli Statali, fanno ben sperare di
poter chiudere rapidamente. Abbiamo chiesto un calendario serrato di incontri. Il prossimo è fissato
per giovedì 4 gennaio quando si parlerà di relazioni sindacali e Rsu.
Bisogna, tuttavia, che il contratto del comparto sia visto e discusso nella sua specificità e non come
un’omologazione di quello del settore ammnistrativo.

Siamo in presenza di una funzione essenziale dello Stato e non di una semplice erogazione di un
servizio. Serve un contratto che (ri)dia dignità e ruolo al personale, attraverso gli organismi di
autogoverno.

Dobbiamo superare con la stipula del contratto, una vera e propria interruzione della democrazia
partecipativa di questo Paese e riportare alla sua fisiologia, il sistema scolastico statale.

Il rinnovo contrattuale, arriva dopo molti anni di blocco, un tempo infinito per una comunità che vive
e gestisce i continui cambiamenti sociali: va realizzato un contratto che riconosca le specificità della
scuola. Va evitato ogni rischio di un contratto che sia costituito su una logica impiegatizia. Ci
dobbiamo sforzare di fare un contratto che sia cucito sulla specificità della scuola.

Deve essere un contratto a burocrazia zero che, partendo dai necessari presupposti di supporto
economico degli 85 euro e del ripristino di corrette relazioni sindacali, previsti dall’accordo del 30
novembre, dovrà trovare i correttivi ad istituti della 107 che si sono rilevati fallimentari e che stanno
indebolendo il livello di qualità della nostra scuola statale. Occorre, spostare l’asse delle decisioni
dall’organo monocratico agli organi collegiali e riportare fisiologicamente, al rango che le compete,
quello costituzionale, la libertà di insegnamento, così come previsto dalla legge.

Quanto all’aspetto economico, a legge di bilancio approvata, appare, ora necessario
contrattualizzare le varie risorse come elemento di rilancio di un settore che ha pagato oltre ogni
limite accettabile la crisi finanziaria di questi anni.
Pertanto, in questo contratto non ci può essere una logica di scambio piuttosto un riallineamento dei
diritti ed obblighi del personale, messi in discussione anche dalle scelte sbagliate della legge 107
che vanno modificate e riportate nell’alveo del modello di scuola partecipata, autogovernata,
integrata nella più ampio principi di autonomia, previsti dal titolo V della costituzione.

La UIL Scuola, ritiene che il tempo per rinnovare il contratto sia abbondantemente scaduto e
bisogna fare presto, contemporaneamente, non è disponibile a sottoscrivere un contratto pur che sia
che non risponda al modello di scuola che, peraltro abbiamo indicato nel manifesto della scuola di
tutte e tutti.
Non si tratta solo di una battaglia sindacale, ma anche culturale a cui le forze politiche sono
chiamate a rispondere con i loro programmi nelle imminenti elezioni politiche.

Comparto istruzione e ricerca, riparte il 2 gennaio la trattativa per il contratto. “Accolta la nostra
richiesta di immediata riapertura del negoziato”

“Prendiamo atto con soddisfazione che è stata finalmente accolta la nostra richiesta di una
immediata ripresa delle trattative per il nuovo contratto”. Così i segretari generali dei maggiori
sindacati del comparto istruzione (Flc Cgil, CISL FSUR, Uil Scuola RUA, Snals Confsal) commentano
la convocazione per l’incontro con cui, il prossimo 2 gennaio, riparte all’ARAN il negoziato per il
rinnovo del contratto per i lavoratori della scuola, dell’università e AFAM e della ricerca.

“Non c’è ragione per lasciar trascorrere altro tempo – sostengono i segretari generali Francesco
Sinopoli, Maddalena Gissi, Giuseppe Turi e Elvira Serafini - la trattativa è ferma dal primo incontro
del 9 novembre, i presupposti su cui procedere alla definizione del nuovo contratto sono quelli
dell’accordo di palazzo Vidoni sottoscritto a fine 2016”.

“Il blocco dei rinnovi contrattuali che dura ormai da anni ha reso ancor più critica una situazione di
generale sottovalutazione del lavoro che si svolge in settori di importanza strategica come quelli cui
fa riferimento il nostro comparto. Da qui l’esigenza di rinnovare il contratto, attraverso il quale
(ri)dare dignità ai lavoratori del settore troppo spesso sacrificati dalle scelte di politica finanziaria di
questi anni. Il percorso verso il riconoscimento di uno status economico e normativo più dignitoso
parte dal rinnovo del contratto di lavoro che presuppone un innalzamento più generale dei livelli di
investimento in conoscenza, lo stiamo rivendicando da tempo e continueremo a farlo chiedendo che i
temi dell’istruzione, della formazione e della ricerca ricevano a livello politico la dovuta attenzione.
Saremo in questo senso interlocutori esigenti con le forze politiche impegnate nell’imminente
campagna elettorale e più ancora col nuovo Parlamento e il nuovo Governo”.

“Continueremo nel frattempo a presidiare col massimo impegno gli spazi che le prerogative
contrattuali ci consegnano – concludono i segretari generali – a partire dall’incontro già fissato per il
4 gennaio al MIUR in cui saranno affrontati i temi relativi agli effetti della sentenza del Consiglio di
Stato che potrebbero avere ricadute pesanti sia sul personale che sulla continuità didattica per gli
alunni. Prerogative di rappresentanza che abbiamo esercitato e continueremo a esercitare a tutela
degli interessi dei lavoratori e che con la forza del nuovo contratto vogliamo consolidare, utilizzando
le opportunità offerte dall’intesa di palazzo Vidoni per riconquistare definitivamente al negoziato
ogni aspetto di regolazione del rapporto di lavoro. Nell’interesse dei lavoratori che rappresentiamo,
ma con benefici evidenti anche per l’efficacia del sistema di istruzione e ricerca del Paese”.

Roma, 29 dicembre 2017

Flc CGIL

Francesco Sinopoli

CISL FSUR

Maddalena Gissi

UIL Scuola Rua

Giuseppe Turi

SNALS Confsal

Elvira Serafini

CONTRATTO | Incontro all'Aran su relazioni sindacali e risorse contrattuali Turi: ancora non ci
siamo Risposte deludenti e parziali. Prossimo incontro l'11 mattina.

Abbiamo ricevuto risposte deludenti e parziali su relazioni sindacali e aumenti retributivi -
commenta il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi, dopo l'incontro di questa mattina
all'Aran.

Ci sono troppe rigidità per un settore che invece ha bisogno di flessibilità e di misure specifiche.

E' proprio su questo punto che abbiamo chiesto, e ottenuto, un calendario di incontri sulle specifiche
sezioni (scuola, università, ricerca e Afam).

In merito ai tempi, l'orientamento è quello di una trattativa da svolgere in maniera rapida. Per
poterlo fare servono delle pre-condizioni che al momento non ci sono.

Insisteremo per chiedere un contratto che non sia in contrasto con i principi costituzionali
omologandolo con quello delle 'Funzioni centrali' (Statali).

La normativa è obbiettivamente complessa ma con le rigidità da ambo le parti non si risolvono i
problemi. Abbiamo dimostrato ampia disponibilità ci aspettiamo risposte coerenti per portare a
termine il negoziato.

Nell'articolato che l'Aran starebbe predisponendo restano da risolvere le questioni legate a:

· riequilibrio nei rapporti tra dirigente scolastico e organi collegiali, salvaguardando l'autonomia di
questi.

· La modifica delle norme di legge (107 e Brunetta) nella direzione della specificità della scuola,
superando la sindrome impiegatizia e le rigidità burocratiche.

· Nella stessa ottica vanno viste le sanzioni per il personale della scuola che vanno riviste

· Resta sempre sullo sfondo l'esigenza di garantire gli 85 euro medi procapite di comparto previsti
dall'accordo del 30 novembre.

Prossimo incontro - per la scuola - è fissato per l'11 gennaio alle 9.30

Una soluzione politica che ricomponga i diritti di tutti
Si è aperto oggi, 4 gennaio, in seguito alla richiesta dei sindacati, il confronto con il Ministero della
Pubblica Istruzione in merito alle conseguenze della decisione dell'Adunanza Plenaria del Consiglio
di Stato che nega il diritto ai diplomati magistrali prima del 2001-2002 ad essere inseriti nelle
graduatorie ad esaurimento.
Unitariamente FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e GILDA Unams hanno
posto sul tavolo le loro richieste, considerando come priorità:
· salvaguardare l'anno in corso, tutelando la continuità didattica e la serenità del lavoro dei tanti
docenti che in forza delle sentenze cautelari stanno operando con serietà nelle scuole

· riaprire le graduatorie d'istituto per permettere l'inserimento dei docenti che, collocati in GAE e
quindi in prima fascia d'istituto, erano stati esclusi dalla seconda fascia

· salvaguardare i punteggi acquisiti mediante il servizio svolto in questi anni in forza delle sentenze
cautelari

· A regime prevedere una norma ad hoc al fine di ricomporre i diritti dei docenti a vario titolo
interessati al contenzioso in questione

Il Ministero, ritenendo necessario acquisire un preventivo parere dell'Avvocatura dello Stato sulle
modalità con cui gestire una vicenda con aspetti di rilevante complessità giuridica, si è detto pronto
a riconvocare i sindacati non appena conclusa tale fase di approfondimento. Ha inoltre convenuto
sulla necessità di una riflessione generale sui meccanismi di reclutamento da utilizzare per la scuola
dell'infanzia e primaria, anche alla luce delle soluzioni già adottate dal Governo per i precari della
secondaria di primo e secondo grado.
"Occorre pensare ad una soluzione politica del problema" sostengono i segretari generali Francesco
Sinopoli, Maddalena Gissi, Giuseppe Turi, Elvira Serafini e Rino Di Meglio. "Ci troviamo di fronte ad
un quadro complesso ma bisogna tutelare gli interessi di tutti.. Non si può pensare di cancellare
un'intera categoria di lavoratori e lavoratrici che in molti casi operano già da anni nella scuola.
L'Amministrazione dovrà trovare una soluzione che riconosca i diritti di tutti e non lasci a casa
nessuno".
Roma, 4 gennaio 2018
FLC CGIL Francesco Sinopoli CISL SCUOLA Maddalena Gissi UIL SCUOLA RUA Giuseppe Turi
SNALS CONFSAL Elvira Serafini
GILDA UNAMS Rino Di Meglio
Allegato: VERBALE INCONTRO 4 GENNAIO 2018

Il giorno 4 gennaio 2018, presso il MIUR, il Sottosegretario Vito De Filippo, il Capo di Gabinetto, il
Capo del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione e il Direttore generale
per il personale scolastico hanno incontrato i segretari generali delle Organizzazioni Sindacali
rappresentative per il comparto Istruzione e Ricerca, presso il Ministero dell'istruzione,
dell'università e della ricerca, in merito alla sentenza n. 11 del 2017 resa dal Consiglio di Stato in
Adunanza Plenaria.
La sentenza riguarda l'utilità del titolo di diploma magistrale conseguito entro l'anno scolastico
2001/2002 ai fini dell'inserimento nelle graduatorie ad esaurimento, successivamente alla loro
costituzione a partire dalle ex graduatorie permanenti.

La legge n. 341 del 1990 (articolo 3, comma 2) ha previsto per la prima volta che il diploma di laurea
costituisse titolo necessario per l'accesso ai concorsi nella scuola dell'infanzia e primaria, e quindi
anche per l'inserimento nelle graduatorie prima permanenti, poi ad esaurimento, che danno accesso
al ruolo. Precedentemente, il titolo previsto per la partecipazione ai concorsi era invece quello di
diploma magistrale.

I predetti corsi di laurea furono però attivati solo a partire dall'anno accademico 1999/2000. Perciò,
con il decreto interministeriale 10 marzo 1997 fu previsto un regime transitorio, che conservò ai
diplomi magistrali conseguiti entro l'a.s. 2001/2002 il valore di titolo idoneo a consentire la
partecipazione alle sessioni riservate di abilitazione all'insegnamento finalizzate alla inclusione nelle
graduatorie permanenti o ai concorsi per titoli ed esame a posti di insegnamento.

Negli anni si è instaurato un corposo contenzioso dinanzi soprattutto ai giudici amministrativi, col
quale numerosi diplomati magistrali (con titolo conseguito entro il 2001/2002) non iscritti nelle ex
graduatorie permanenti, hanno vantato l'ulteriore utilità del loro titolo di studio anche al fine
dell'inserimento nelle graduatorie ad esaurimento.

A seguito della sentenza in adunanza plenaria del Consiglio di Stato n. 11 del 2017, tali richieste
sono state dichiarate infondate giuridicamente. Al riguardo, si sottolinea che la decisione assunta in
adunanza plenaria del Consiglio di Stato ha la funzione di assicurare che i giudici amministrativi
interpretino in maniera uniforme la normativa, in occasione delle future sentenze, tenuto conto che
in passato vi erano stati diversi orientamenti giurisprudenziali.

Il Sottosegretario De Filippo, richiamata brevemente la predetta complessa situazione giuridica
risalente a numerosi anni addietro, informa le Organizzazioni Sindacali che la presenza di diritti e
interessi contrapposti, tra i diplomati magistrali e gli altri abilitati all'insegnamento nella scuola
dell'infanzia e primaria, impone la massima attenzione nella doverosa esecuzione della sentenza e
delle successive sentenze di merito da parte dell'autorità amministrativa. In attesa dei nuovi giudizi
di merito, il Ministero, al fine di poter ottemperare correttamente alla predetta decisione, ha
analizzato tutte le diverse situazioni giuridiche e di fatto esistenti e/o consolidate, con particolare
riferimento alla concreta gestione delle graduatorie e dei rapporti di lavoro nelle more instauratisi
con i soggetti già inseriti (seppure con riserva) nelle GAE.

Proprio per questo, l'Amministrazione il 22 dicembre 2017 ha tempestivamente coinvolto
l'Avvocatura Generale dello Stato, chiedendo un parere sui tempi e sulle corretta modalità di
esecuzione della suddetta decisione considerate le diverse fattispecie ed al fine di garantire
l'uniformità di attuazione sul territorio nazionale.

Il Direttore generale per il personale scolastico ha, quindi, fornito i dati principali in merito al
numero di soggetti coinvolti. I diplomati magistrali iscritti nelle GAE a seguito dei contenziosi di cui
trattasi sono più di 43.000, mentre sono più di 6.000 quelli che sono stati assunti in ruolo, pur se con
riserva non essendo destinatari di sentenze passate in giudicato. Questi ultimi sono concentrati per
lo più nelle regioni del Nord.

Le OO.SS., prendendo atto della posizione dell'Amministrazione, hanno rappresentato l'esigenza di
una soluzione complessiva della questione.

Al termine del confronto le Parti hanno convenuto di riconvocare il tavolo politico non appena
intervenuto il parere dell'Avvocatura dello Stato, tenuto conto della esigenza condivisa di una
ordinata conclusione dell'anno scolastico in corso e convenendo tra l'altro sulla necessità di una
riflessione generale sul meccanismo di reclutamento da utilizzare per la scuola dell'infanzia e
primaria, anche alla luce delle soluzioni già adottate dal Governo per la scuola secondaria.

Nelle more di tale riconvocazione, le Parti si impegnano a monitorare congiuntamente e
costantemente, in apposito tavolo tecnico, l'evolversi della situazione.

>
> È ufficiale: gli insegnanti devono riposare a Natale per evitare il burnout Un nuovo studio ha
scoperto che tenersi lontani dal lavoro durante il periodo delle festività è fondamentale per evitare il
burnout.
>
> La scuola apre le porte durante le vacanze di Natale. In tre città alcuni istituti hanno deciso di non
chiudere durante la pausa natalizia. Non si studierà ma si faranno laboratori e mini gite. Per venire
incontro ai genitori che lavorano anche in questi giorni. Tra pro e contro dei pedagogisti DI ILARIA
VENTURI
> Sono cominciate le due settimane di vacanza, anzi no. La scuola riapre già tra tre giorni. Non per
lo studio, si faranno laboratori, tra teatro e fumetti, e mini gite. Soprattutto, non si starà soli a casa
davanti alla tv e ai videogiochi mentre i genitori sono in ufficio. L’ultima frontiera delle scuole aperte
è a Natale. Dopo il piano del Miur per attività nelle aule durante l’estate ….
> PROROGATO IL CONTRATTO SULLA MOBILITA’ DEL PERSONALE DELLA SCUOLA
LIMITATAMENTE ALL’ANNO SCOLASTICO 2018-19
>
> FLC Cgil, CISL Scuola, UIL Scuola Rua e il Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca, in attesa
di regolare pienamente la materia nell’ambito del prossimo rinnovo contrattuale 2016-2018, hanno
convenuto di prorogare integralmente, e limitatamente all’anno scolastico 2018-19, la validità del
vigente Contratto sulla mobilità del personale della scuola.
> Le ragioni di tale scelta risiedono innanzitutto nella necessità di assicurare un sereno e ordinato
inizio del prossimo anno scolastico.
> In questa fase, infatti, fino a quando non verrà definito il nuovo Contratto nazionale, il cui
negoziato è appena iniziato, non sarà possibile né regolare un nuovo Contratto di mobilità con
validità triennale (come prevede l’atto di indirizzo del Governo all’ARAN), né apportare significative
modifiche migliorative rispetto alle deroghe di legge acquisite lo scorso anno.
> Modifiche che hanno già eliminato diversi punti negativi della Legge 107/2015 ripristinando la
facoltà di trasferimento del personale sulle singole scuole e neutralizzando in grandissima parte la
cosiddetta chiamata diretta.
> La proroga potrà assicurare una maggiore fluidità nelle procedure di mobilità grazie anche
all’accorciamento dei tempi a disposizione degli organi di controllo, trattandosi di un contratto già
da essi approvato, e grazie all’utilizzazione della modulistica e dalle configurazioni di sistema già
utilizzate per trasferimenti, assegnazioni provvisorie e utilizzazioni riferiti al corrente anno
scolastico.
> Ciò avrà peraltro riflessi positivi sul lavoro delle istituzioni scolastiche che potranno operare con
tempi più distesi sia sulla formulazione delle proposte di organico sia sul trattamento delle domande
di mobilità.
> Cosi come sarà positivo ai fini del rientro nelle sedi di residenza dei docenti il finanziamento di
150 milioni di euro previsto nella legge di bilancio 2018 al fine di aumentare i posti in organico di
diritto utili alle operazioni di mobilità.
> Infine è stata acquisita la disponibilità del Miur a individuare le necessarie soluzioni al fine di
superare le criticità emerse lo scorso anno in fase di applicazione del Ccni.
> Rimane ferma la volontà di FLC Cgil, CISL Scuola, UIL Scuola RUA di ricondurre in maniera
definitiva l’argomento della mobilità nell’ambito contrattuale, con l’obiettivo di cancellare ogni
aspetto deleterio della legge 107/2015 che in tale materia ha operato forzature, tutte da superare,
sui diritti dei lavoratori, sulla libertà di insegnamento e sull’imparzialità dell’amministrazione.
>
> Roma, 22 dicembre 2017
>
> Flc CGIL
> Francesco Sinopoli
> CISL Scuola
> Maddalena Gissi
> UIL Scuola Rua
> Giuseppe Turi

> Sindacati e MIUR, il confronto prosegue il 4 gennaio; riprendere subito la trattativa per il rinnovo
del CCNL
> Il confronto avviato a livello politico con l’incontro del 21 dicembre tra i sindacati e il
sottosegretario Vito De Filippo proseguirà ai primi di gennaio per un ulteriore approfondimento su
diverse problematiche evidenziate nel corso della riunione, tra cui anche quelle derivanti dalla
recente sentenza del Consiglio di Stato sui diplomati magistrali e la prosecuzione del tavolo di
confronto sul personale ATA.
> L’impegno di rivedersi il 4 gennaio è riportato nel verbale dell’incontro, nel quale si sottolinea
anche l’esigenza, da tutti condivisa, di una sollecita ripartenza delle trattative per il rinnovo del
contratto, “avendo come riferimento imprescindibile l’accordo del 30 novembre 2016 a Palazzo
Vidoni” e la sua concreta attuazione come ribadito oggi in una dichiarazione congiunta dei segretari
generali di CGIL CISL e UIL in cui si rivendicano 85 euro medi per comparto e il pieno ripristino
delle prerogative negoziali su organizzazione del lavoro e orari. Proprio per evidenziare questo
obiettivo condiviso dalle parti il MIUR ha inviato una nota al Gabinetto del Ministro per la Pubblica
Amministrazione.
> Nel corso dell’incontro sono state esaminate anche le novità derivanti da interventi emendativi al
testo della legge di bilancio in corso di approvazione, novità che vedono positivamente accolte
alcune delle richieste sostenute da Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola RUA .
> Tra queste lo stanziamento di 150 milioni di euro a copertura di un incremento degli organici del
personale docente che favorirà tra l'altro il rientro di un maggior numero di docenti nei luoghi di
origine, l’istituzione di uno specifico fondo con risorse destinate alla contrattazione, il
riconoscimento della possibilità di sostituire il personale assistente amministrativo e tecnico assente
per lunghi periodi, l’accesso al concorso per DSGA riconosciuto agli assistenti amministrativi facenti
funzione a prescindere dal possesso del titolo, l’assunzione in ruolo di chi da anni opera con contratti
di collaborazione nelle segreterie delle scuole e nei laboratori.
> Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola RUA considerano quanto emerso dal confronto in atto come un
primo positivo avvio di un percorso che a partire dal rinnovo del contratto dovrà proseguire in
prospettiva attraverso scelte politiche coerenti di rafforzato investimento nei settori dell’istruzione,
dell’università e della ricerca e di adeguata valorizzazione delle professionalità operanti nel
comparto.
> Contestualmente si è deciso oggi di prorogare il CCNI sulla mobilità annuale in attesa del nuovo
Ccnl del comparto.
> Roma, 22 dicembre 2017
>
> Flc CGIL
> Francesco Sinopoli
> CISL Scuola
> Maddalena Gissi
> UIL Scuola Rua
> Giuseppe Turi

>
>

Contratto Statali - Rinnovo 2016-2018 Dopo otto anni di attesa, finalmente il 23 dicembre 2017 è
arrivato il rinnovo 2016-2018 del Contratto degli Statali.

Il nuovo CCNL è stato firmato dall'Aran e dai sindacati di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa, Confsal e
coinvolge circa 250mila lavoratori pubblici. Parliamo dei dipendenti pubblici appartenenti alle
Funzioni Centrali, il nuovo comparto nel quale sono finite le aree dei Ministeri, Agenzie Fiscali, Enti
Pubblici non economici, Agid, Cnel ed Enac.

Ma questi sono solo una piccola parte dei dipendenti pubblici, che in totale sono circa 3 milioni.
Rimangono infatti fuori da questo rinnovo la Sanità , Scuola e Enti Locali .

Vediamo in dettaglio le novità di questo rinnovo degli Statali:
Aumenti dei minimi retributivi: l'incremento economico è compreso tra i 63 euro lordi (I F1; A1) e i
117 euro lordi a partire dal:
1 marzo 2018
Una tantum: a febbraio 2018 arriva la tranche degli arretrati, circa 545 euro lordi medi 
Straordinari: fissato a 200 ore il tetto massimo di ore di straordinario previste in un anno
Pausa pranzo: dopo tante discussioni, il periodo di pausa resta di almeno 30 minuti nel caso di lavoro
oltre le sei ore
Contratti a tempo determinato: i contratti a termine potranno durare al massimo 3 anni (più altri 12
mesi in via eccezionale), con un intervallo tra contratti di almeno 10 giorni
Permessi orari retribuiti: per motivi personali o familiari i lavoratori statali possono richiedere 18
ore di permesso retribuito all'anno che possono essere fruiti anche ad ore
Welfare: come nel privato, anche nel pubblico arriva la possibilità di richiedere dei servizi integrativi
alla retribuzione per:
sostegno al reddito
istruzione dei figli
attività culturali
polizze sanitarie integrative
Assenteismo: verrà tolto lo stipendio (da 11 giorni fino ad un massimo di sei messi) a chi effettua fino
a due assenze ingiustificate dal servizio in continuità con le giornate festive o di riposo settimanale e
nel caso di ingiustificate assenze collettive nei periodi di picco di lavoro (es. festività)

> A vent’anni dalla scomparsa iniziativa oggi a Roma al Liceo Caetani
> Turi: la libertà di insegnamento è valore fondante della scuola - Uil: mettere a disposizione delle
scuole le lezioni del maestro Manzi ancora coperte da copyright Rai.
>
> Alberto Manzi: il maestro d'Italia nel mondo «NON SI PUÒ PARLARE DI EDUCAZIONE SE PRIMA
NON SI COMPRENDE APPIENO IL SIGNIFICATO DELLA PAROLA LIBERTÀ»
> A un personaggio dei suoi racconti Alberto Manzi fa dire:
> «Quando devo fare una cosa, mi metto nei panni degli altri.
> Ogni altro sono io, capite? Ogni altro, sono io».

> «Non si può parlare di educazione se prima non si comprende appieno il significato della parola
libertà».
> «Quando devo fare una cosa, mi metto nei panni degli altri. Ogni altro sono io, capite? Ogni altro,
sono io»
> Alberto Manzi
>
>
> Libertà, istruzione, insieme: sono queste le parole centrali dell’esperienza professionale del
maestro Manzi ricordato oggi a Roma nel corso di una iniziativa promossa dal Centro Alberto Manzi
in collaborazione con la Uil Scuola Rua e l’Irase.
>
> A venti anni dalla scomparsa – ha detto il segretario generale della Uil Scuola nel corso
dell’incontro - la lezione di Alberto Manzi è di grande attualità. La sua didattica innovativa, quella di
‘Non è mai troppo tardi’, realizzata attraverso un dialogo costante e quotidiano con gli studenti
appartiene alla storia della nostra scuola statale.
>
> Al liceo Caetani, presente anche la figlia Giulia Manzi, abbiamo voluto ricordare insieme ai tanti
studenti e alle loro famiglie, anche il suo grande impegno educativo tra le comunità più povere del
Sud America, il suo impegno contro l'analfabetismo, rischiando la vita in nome della libertà e della
democrazia, valori fondanti della nostra scuola Italiana.
>
> Con il suo esempio di maestro e di padre, Manzi lascia a tutti noi un patrimonio culturale da
preservare ed utilizzare nella nostra azione. E’ nel modello Uil Scuola difendere la libertà ed in
particolare quella di insegnamento. C’è un episodio che colpisce molto – ha detto Turi -mettendo in
evidenza il gesto sincero che fece Manzi quando alla Rai gli fu dato un copione. Lui disse che non
era quello il modo in cui intendeva insegnare, abbandonò il copione e svolse le proprie lezioni, con
gli strumenti della libertà e dell’onestà intellettuale che lo caratterizzavano.
>
> Ora spiace constatare – commenta Turi - che le lezioni svolte alla Rai da Manzi siano coperte da un
copyright che le rende inutilizzabili nelle scuole italiane. Di qui l’impegno assunto con Fabio Porta,
deputato eletto all’estero, che ha preso parte al convegno, per fare in modo che il patrimonio
custodito in RAI sia messo a disposizione delle scuole in Italia e all’estero. Su questo punto
attiveremo ogni possibile proficuo coinvolgimento della ministra Fedeli.
>
> >>> On line sul sito Uil Scuola: http://www.uil.it/uilscuola/node/5195
> § la biografia
> § il Sud America
> § la scheda
> § la locandina dell'iniziativa di Roma al Liceo Caetani
> § TG 2 | Insieme del 4 dicembre 2012 dedicato al maestro Alberto Manzi (parte 1)
> § L’ultima intervista al maestro Alberto Manzi.
> § Roberto Farné presenta il filmato "Tv buona maestra: la lezione di Alberto Manzi" ed il libro
"Alberto Manzi, l'avventura di un maestro"
> § Alberto Manzi: lettera agli alunni di quinta elementare
> § Video intervista al maestro Manzi
>
> Sono disponibili on line, sul canale Youtube della Uil Scuola, una video intervista a Pino Turi nel
viaggio verso Barbiana e il video report della presentazione del Manifesto per la Scuola al teatro di
> Vicchio. Questi i link diretti:
> UIL a Barbiana https://youtu.be/duT6hqKrhO0
> UIL Scuola presentazione del manifesto per la Scuola https://youtu.be/1YH5DDUF-ec
>
>> Concorso dirigenti scolastici: Sei un/a ns iscritto/a? Ti interessa partecipare? Scrivici una mail, ti
manderemo gratuitamente il ns materiale che certamente ti sarà utile, se non esaustivo.
Concorso Dirigenti scolastici: i prossimi step Si sono concluse il 29 dicembre, alle ore 14:00, le
iscrizioni al concorso per dirigenti scolastici.
Il calendario della prova preselettiva del concorso, comprensivo del giorno e dell’ora dello
svolgimento della prova stessa, sarà reso noto sul numero del 27 febbraio 2018 della 4^ Serie
Speciale, Concorsi ed Esami, della Gazzetta Ufficiale. Su quello stesso numero della Gazzetta sarà
resa nota anche la data di pubblicazione dell’archivio di 4.000 domande da cui saranno estratti i
quesiti della prova preselettiva. La banca dati dei quiz sarà comunque pubblicata sul sito del Miur
almeno venti giorni prima dell’inizio della prova. L’elenco delle sedi della prova preselettiva e le
ulteriori istruzioni operative saranno comunicati almeno 15 giorni prima della data di svolgimento
delle prove, tramite avviso pubblicato sul sito internet del Ministero.

Ricordiamo che il regolamento del concorso, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 20 settembre,
prevede tre fasi: una concorsuale vera e propria, una formativa di due mesi e una di tirocinio presso
le scuole.

La fase concorsuale prevede una prova preselettiva unica a livello nazionale nel caso in cui le
candidature siano almeno tre volte superiori ai posti messi a bando. Le candidate e i candidati
dovranno rispondere a 100 quiz che saranno estratti da una banca dati resa nota tramite
pubblicazione sul sito del Ministero almeno 20 giorni prima dell’avvio della prova. Le domande
punteranno a verificare le conoscenze di base per l’espletamento delle funzioni dirigenziali. La prova
sarà svolta al computer. Sarà ammesso allo scritto, in base al punteggio ottenuto (il massimo è 100),
un numero di candidate e candidati pari a tre volte il numero dei posti disponibili per il corso di
formazione dirigenziale.

La prova scritta prevede:

cinque domande a risposta aperta su: normativa del settore istruzione, organizzazione del lavoro e
gestione del personale, programmazione, gestione e valutazione presso le scuole, ambienti di
apprendimento, diritto civile e amministrativo, contabilità di Stato, sistemi educativi europei;
due domande a risposta chiusa in lingua straniera (livello B2) su: organizzazione degli ambienti di
apprendimento, sistemi educativi europei.
Le candidate e i candidati che otterranno il punteggio minimo di 70 punti potranno accedere
all’orale che mira ad accertare la preparazione professionale delle e degli aspiranti dirigenti anche
attraverso la risoluzione di un caso pratico. Saranno testate anche le conoscenze informatiche e di
lingua straniera. Entrambe le fasi sono uniche a livello nazionale.

Le candidate e i candidati che supereranno le prove scritta e orale saranno ammessi, sulla base di
una graduatoria che tiene conto anche dei titoli, al corso di formazione dirigenziale e di tirocinio
selettivo, finalizzato all’arricchimento delle competenze professionali delle candidate e dei candidati.

Due i mesi di lezione in aula previsti e quattro quelli di tirocinio a scuola, che potranno essere
integrati anche da sessioni di formazione a distanza. Al termine le candidate e i candidati dovranno
affrontare una valutazione scritta e un colloquio orale. Saranno dichiarati vincitori del corso-
concorso le candidate e i candidati che saranno collocati in posizione utile in graduatoria generale di
merito.

>>
>> Dopo la sentenza del Consiglio di Stato: migliaia di insegnanti con diploma magistrale
potrebbero essere licenziati e restare fuori dalle graduatorie, a rischio il loro diritto e la continuità
didattica per gli alunni.
>> Turi: serve una soluzione politica
>> Questo accade quando si delega alla magistratura, la soluzione dei problemi - I ricorsi non sono
in grado di dare risposte collettive, ma solo individuali.
>>
>> Una soluzione politica – questa la richiesta del segretario generale della Uil scuola, Pino Turi,
per superare la situazione nella quale verranno a trovarsi migliaia di insegnanti diplomati alle
magistrali, dopo la sentenza del Consiglio di Stato.
>>
>> I numeri
>> 55.000/60.000
>> ricorrenti inseriti con riserva in Gae
>> 2.300
>> ricorsi passati già in giudicato tra immissioni in ruolo ed inserimento in Gae
>> 1.300 circa
>> ricorrenti immessi in ruolo con riserva
>> 80%
>> dei ricorrenti provengono dal Centro/Sud ma quasi tutti inseriti nelle graduatorie del Nord
>>
>> Si è creata una situazione paradossale nella quale la stratificazione burocratica delle norme va
ad incidere sul lavoro e sul futuro delle persone– aggiunge Turi. Questo accade quando la politica
delega alla magistratura la soluzione dei problemi.
>>
>> Chiederemo alla Ministra Fedeli di assumere la vicenda e riportarla nell’alveo giusto: quello
della buona politica.
>>
>> D’altra parte che il titolo dei diplomati magistrali, prima del 2001/2002 – precisa Turi - sia
abilitante non è messo in discussione neanche dalla Sentenza del Consiglio di Stato, in adunanza
plenaria.
>>
>> Siamo intenzionati – aggiunge Turi - a indicare e perseguire soluzioni politiche e sindacali per
garantire i lavoratori senza che siano costretti a cadere nell’alea dei contenziosi e nei ricorsi
giurisdizionali che, per loro natura, non sono in grado di dare risposte collettive, ma solo individuali.
>>
>> Siamo in presenza di un evidente disparità di trattamento – sottolinea Turi – che abbiamo già
evidenziato quando si è discusso della delega sulla formazione iniziale dei docenti della secondaria.
>>
>> Quell’impianto presenta, infatti, una inaccettabile disparità di trattamento, proprio perché lascia
fuori il segmento primario che avrebbe titolo ad avere la fase transitoria di reclutamento, in modo
analogo a quanto previsto per i colleghi della secondaria.
>>
>> Il punto di partenza è dunque quello dell’unicità della funzione docente – osserva il segretario
generale della Uil Scuola - è da lì che bisogna partire per trovare il bandolo della matassa, ma per
farlo occorre un provvedimento normativo che è ormai affidato alla prossima legislatura.
>>
>> Continueremo nelle azioni legali, anche a livello europeo, se non ci saranno le risposte certe che,
a questo punto, sono doverose, non solo per i lavoratori, ma anche per le scuole, le famiglie e gli
studenti stessi.
>>
>> In allegato:
>> - La nota dell’ufficio legale Uil scuola
>> - La sentenza del Consiglio di Stato
>>
>> L’intervista a Pino Turi su Orizzontescuola:
>>
https://www.orizzontescuola.it/diplomati-magistrale-pino-turi-uil-abilitazione-non-discussione-chieder
emo-fase-transitoria-anche-infanzia-primaria-fallimento-legge-107-bisogna-ricominciare-daccapo/
>> Diplomati magistrale. Pino Turi (UIL): abilitazione non in discussione, chiederemo fase
transitoria anche per infanzia e primaria. Fallimento legge 107
>> Uno dei primi commenti alla sentenza che ha negato ai diplomati magistrale con titolo
conseguito entro l’a.s. 2001/02 è quello del segretario nazionale del sindacato UIL, Pino Turi.
>>
>> Un commento che si intreccia con le riflessioni di fine legislatura. Una richiesta precisa arriva
dal sindacato: come per la secondaria, bisogna trovare anche per infanzia e primaria un modello di
reclutamento che preveda una fase transitoria. La nostra intervista (OrizzonteScuola)
>>
>> Oggi è stata diffusa la sentenza relativa alla richiesta dei diplomati magistrali di inserimento
nelle GaE. Come commenta la sentenza? Può essere considerata una sentenza “politica”?
>>
>> Siamo in presenza di una brutta storia! Questo accade quando la politica delega alla
magistratura, la soluzione dei problemi che attengono la gestione e la governance di una Istituzione
costituzionale e complessa come quella della scuola.
>>
>> Quali saranno le prossime iniziative del sindacato a tutela dei docenti che hanno promosso il
ricorso?
>>
>> Innanzitutto chiederemo alla Ministra Valeria Fedeli di assumere la vicenda e riportarla
nell’alveo giusto: quello della buona politica. D’altro canto anche noi come sindacato, suggeriremo e
perseguiremo soluzioni politiche e sindacali che sono quelle che garantiscono i lavoratori senza che
siano costretti a cadere nell’alea del contenzioso e dei ricorsi che, per loro natura, non sono in grado
di dare risposte collettive, ma solo individuali. Continueremo nelle azioni legali solo se non ci
saranno le risposte certe che, a questo punto, sono doverose, non solo per i lavoratori, ma anche per
le scuole, le famiglie e gli studenti stessi.
>>
>> A livello legislativo quali misure chiederà la UIL per arrivare alla stabilizzazione dei docenti il cui
diploma è dichiarato abilitante? Per i docenti della secondaria è già in atto un concorso semplificato,
crede che una misura analoga possa essere richiesta anche per infanzia e primaria?
>>
>> Sarà ormai la prossima legislatura a trovare soluzioni utili per dare veramente lo stop ad ogni
forma di precariato e adottare sistemi omogenei di reclutamento. Che il titolo dei “diplomati
magistrali” prima del 2001/2002, sia abilitante non è messo in discussione neanche dalla Sentenza
del Consiglio di Stato in adunanza plenaria.
>>
>> Già in sede di confronto avuto con il MIUR sulla delega della formazione iniziale dei docenti
della secondaria, avevamo rilevato e denunciato una inaccettabile disparità di trattamento, proprio
perché lasciava fuori il segmento primario che avrebbe titolo ad avere sia la fase transitoria di
reclutamento, che lo stesso sistema previsto per i colleghi della secondaria, stante l’unicità della
funzione docente, ma per farlo occorre un provvedimento legislativo che è ormai affidato alla
prossima legislatura.
>>
>> Come commenta le parole dell’ex Sottosegretario D’Onghia “Entrare in ruolo vuol dire aver
lavorato nella scuola, conoscere le innovazioni del sistema scolastico di oggi. Pertanto se vogliamo
garantire la migliore scuola possibile, dobbiamo avere garanzie sulla preparazione degli insegnanti
che accedono dalle Gae, garanzie che vanno verificate anche con la frequenza di un corso specifico
di formazione”.
>>
>> Più che commentare le parole del Sottosegretario, che nei giorni scorsi si è dimesso per non
avere realizzato il programma di governo, bisogna interpretarle nel senso di riconoscere il
sostanziale fallimento della 107. Una legge che non ha realizzato gli obiettivi prefissati e ora bisogna
ricominciare daccapo.
>>
>> Bisogna solo sperare che non si ricominci con il solito spartito: l’idea che le Gae e le graduatorie
in genere, non siano in grado di garantire qualità e siano da eliminare per sostituirle con non chiari
sistemi di reclutamento, non rientra nell’alveo della garanzia di autonomia ed indipendenza che deve
essere assicurata al personale docente per consentire una scuola di tutte e di tutti, libera e laica di
cui ha bisogno un paese moderno.
>>
>> Infine, non ci pare superfluo ricordare che, qualunque riforma relativa al sistema scolastico,
fatta senza il coinvolgimento del personale è destinata a fallire. Ci auguriamo che ci sia tale
consapevolezza.
>>

> BENE, SI INVERTE LA ROTTA lo proponeva il nostro Segretario Di Menna anni fa:
https://www.youtube.com/watch?v=5Er1wi_jAWg&feature=em-subs_digest-wl
>
>
> Ho ricevuto: Grazie per la tua firma, Ferdinando Ho appena firmato la petizione "Sergio
Mattarella: INSERIMENTO IN GAE DI TUTTI I DIPLOMATI MAGISTRALI ANTE 2001-2002" su
Change.org . È importante. Puoi firmarla anche tu? Ecco il link:
>
https://www.change.org/p/sergio-mattarella-inserimento-in-gae-di-tutti-i-diplomati-magistrali-ante-20
01-2002?
 utm_medium=email&utm_source=petition_signer_receipt&utm_campaign=triggered&share_contex
t=signature_receipt&recruiter=65316100
> Grazie, Ferdinando
>

>
>>
>> CONTRATTO | IL PUNTO selezione dalla rassegna stampa Gli articoli sono on line sul sito Uil
Scuola, di seguito i link.
>> Contratto, spunta il nodo degli aumenti differenziati tra i vari comparti della Pa
>> Foccillo: rispettare il tavolo di trattativa nei termini dell'accordo del 30 novembre
>> Contratto statali, mancano i fondi
>>
>> E' on line sul sito Uil Scuola, il video racconto della presentazione del Manifesto per la scuola
che si è svolto a Vicchio e a Barbiana
>> Questo il link diretto per visualizzarlo e scaricarlo. https://youtu.be/pBKoIemikgg
>> Come funzionano le ferie per il contratto a progetto
>> Arriva un importante sentenza per tutti i lavoratori che hanno un contratto a progetto : le ferie
vanno sempre pagate e chi non è stato retribuito deve essere risarcito.
>> Questo è quello che prevede la sentenza della Corte di Giustizia Europea (C-214/16). Le ferie
anche per i co.co.co sono un diritto e devono essere retribuite. Se il collaboratore non ha fatto ferie
ha diritto ad essere risarcito, nel caso invece le abbia fatte senza essere retribuito deve riceverne il
pagamento.
>>
>> Negli ultimi anni il Jobs Act ha ridotto di molto la portata dei contratti a progetto, spingendo i
datori di lavoro ad utilizzare soprattutto il contratto a tutele crescenti , soprattutto per via degli
incentivi previsti per le assunzioni. Comunque ancora oggi, in particolare in alcuni settore specifici,
la collaborazione a progetto viene largamente utilizzata.
>>
>> Ciò che è importante sottolineare è che secondo la Corte UE il diritto alle ferie annuali
retribuite non spetta solo ai lavoratori dipendenti, come nel caso delle ferie non godute , ma anche a
quelli autonomi (collaboratori, occasionali, intermittenti). Secondo la legge italiana nel caso le ferie
non vengano utilizzate, il lavoratore può richiederne il risarcimento entro 10 anni.
>>
>> Questa sentenza, e ciò che ne consegue in positivo per i collaboratori a progetto, va a rafforzare
le tutele che negli ultimi anni si stanno cercando di estendere anche ai lavoratori autonomi. Come
per esempio quanto è accaduto con il Jobs Act sul lavoro autonomo che ha imposto regole chiare per
chi ha un contratto a progetto e non solo.
>>
>>
>> PENSIONI e sistemazione contributiva 2018 - PRESSO di noi, assistenza e consulenza gratuita
>> Ulteriori info: UIL Scuola Molise Segreteria Regionale 86100 CAMPOBASSO Via Conte Verde, 3
>> Tel. 338 8987 029 - 328 86 98 791 – 0865 195 6044 (segr. telefonica) - Fax 02 301 320 47
>> www.uilscuola.it nfratangelo@uilscuola.it fmancini@uilscuola.it molise@uilscuola.it
>
>> Storia della Uil e della Uil Scuola - On line le schede di sintesi
>>
http://www.uil.it/uilscuola/sites/default/files/images/files/scheda_sintetica__storia_della_uil_scuola.pd
f
>>
>> http://www.uil.it/uilscuola/sites/default/files/images/files/scheda_sintetica__storia_della_uil.pdf
>>
>> Concorso dirigenti scolastici: guida alla presentazione delle domande Entro le ore 14:00 del
prossimo 29 dicembre il personale docente ed educativo che intende partecipare alla procedura
concorsuale per dirigente scolastico deve produrre apposita istanza on line di partecipazione.
Illustriamo nel dettaglio la procedura di presentazione delle domande tramite POLIS.
>>
>> Informiamo che al link www.petizioni.net/manifesto-scuola-bene-comune è possibile aderire,
apponendo la propria adesione, al “Manifesto per la scuola aperta a tutte e a tutti”.
>> Appare di particolare importanza dare forza e visibilità al modello di scuola che vogliamo
realizzare.
>>
>> Questa volta sono coinvolti intellettuali, costituzionalisti, accademici, insegnanti, genitori,
alunni…
>> Per una scuola laica, libera, statale e democratica, occorre che TUTTI manifestino la loro
adesione attraverso la seguente procedura:
>>
>> 1. Cliccare sul link www.petizioni.net/manifesto-scuola-bene-comune
>> 2. Cliccare su “Firma la petizione” in basso a sinistra
>>
>> 3. Compilare il modulo
>>
>> 4. Inserire obbligatoriamente solo l’indirizzo mail
>>
>> Successivamente una richiesta di conferma verrà inviata all’indirizzo di posta elettronica
comunicato. Per confermare l’adesione, sarà sufficiente fare click sul link nel messaggio.
>>
>>

>> Un Manifesto per la Scuola aperta a tutti e a tutte
>> Il 18 novembre FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola Rua e SNALS Confsal diffonderanno, con
iniziative organizzate in tutta Italia, il Manifesto per la Scuola. La Scuola è aperta a tutti e a tutte,
già presentato alla stampa giovedì scorso in concomitanza con l’apertura delle trattative per il
rinnovo del contratto.
>> L‘appuntamento principale si svolgerà simbolicamente al Teatro Giotto di Vicchio (FI), comune
di cui fa parte Barbiana, dove si è realizzata la straordinaria esperienza della scuola di Don Lorenzo
Milani, della cui scomparsa ricorre quest’anno il cinquantesimo anniversario.
>>
>> Il Manifesto rilancia un’idea di scuola come bene comune che appartiene al Paese, aperta e
inclusiva, pronta ad accogliere anche i “nuovi italiani” e chiunque viva nel nostro Paese; una scuola
fondata sul pluralismo, sull’autonomia e la collegialità e che afferma la centralità della persona
all’interno del processo educativo; che garantisce il diritto all’apprendimento a tutte e a tutti.
>>
>> In questa idea di Scuola, ispirata ai valori della Costituzione, è centrale lo studente, ma lo sono
anche il lavoro e la professionalità di tutto il personale che, a diverso titolo, concorre alla
progettazione e alla realizzazione del progetto educativo.
>>
>> FLC Cgil, CISL Scuola, UIL Scuola RUA e SNALS Confsal chiedono da tempo che a una più
chiara consapevolezza del ruolo fondamentale svolto dalla scuola nel promuovere crescita e sviluppo
delle persone, corrisponda anche un adeguato riconoscimento normativo e retributivo di tutte le
professionalità che vi operano; rivendicano a tal fine scelte politiche indispensabili a colmare il
divario che vede l’Italia ancora lontana dalla media dei Paesi OCSE per quanto riguarda sia gli
investimenti in istruzione e formazione, sia le retribuzioni del personale scolastico.
>>
>> Col Manifesto per la scuola e le iniziative in calendario il 18 novembre i sindacati promotori
intendono sollecitare su queste tematiche un coinvolgimento ampio della società civile, ritenendo
che anche il Contratto di lavoro per il cui rinnovo sono fortemente impegnati costituisca un
indispensabile strumento per migliorare efficacia e qualità del sistema scolastico, nell’interesse delle
giovani generazioni e dell’intera comunità sociale.
>>
>> Roma, 16 novembre 2017
>>
>> E' possibile aderire al Manifesto firmando online all'indirizzo
www.petizioni.net/manifesto-scuola-bene-comune
>> Stiamo aggiornando il sito con le varie iniziative in programmazione.
>>
>>
>>

Scuola, stabilizzazioni e nuovo concorso, 80mila assunzioni Noemi Secci 21 dicembre 2017
Stabilizzazione di 18mila insegnanti precari grazie alla legge di bilancio 2018 e nuovo concorso in
arrivo: previsti 80mila assunti in 10 anni.
18mila stabilizzazioni subito e 80mila nuove assunzioni di precari in 10 anni. Per quanto riguarda le
stabilizzazioni, arriva il posto fisso, finalmente, per 18mila insegnanti precari: grazie a un recente
correttivo alla legge di bilancio 2018 appena approvato, difatti, sono stati stanziati i fondi per
consentire la stabilizzazione di 18mila docenti. I 18mila posti fissi deriveranno dalla trasformazione
in cattedre stabili delle 18.762 cattedre in organico di fatto (in parole semplici, l’organico che serve
per adeguare le esigenze delle scuole e delle famiglie), organico che era già stato ridotto da oltre
30mila posti agli attuali 18mila grazie a una trasformazione avvenuta di recente. Ci sarà un posto
fisso, grazie alle nuove stabilizzazioni, anche per 813 ex lavoratori socialmente utili (Lsu) assimilati
al personale Ata.

Alle stabilizzazioni si aggiungono, poi, ulteriori 80mila assunzioni di docenti precari: a questo
proposito, è stato firmato un apposito decreto ministeriale, che autorizza un nuovo concorso, il
primo delle tre procedure previste per regolamentare il periodo di transizione tra vecchie e nuove
norme in relazione al reclutamento nella scuola. Le assunzioni, però, non avverranno tutte insieme,
ma avverranno nell’arco di 10 anni.

Nuovo concorso docenti precari, chi può candidarsi

Il concorso da 80mila assunzioni, tuttavia, non sarà aperto a tutti ma riservato ai docenti in possesso
dell’abilitazione all’insegnamento: i destinatari sono, dunque, gli insegnanti precari che hanno
conseguito il Tfa, il Pas o la Ssise che sono rimasti esclusi dalle graduatorie a esaurimento (Gae), che
danno diritto al ruolo nella quota del 50% dei posti messi a disposizione dal ministero ogni anno.
Potranno partecipare per il sostegno anche i docenti abilitati e in possesso della specializzazione per
l’insegnamento agli alunni disabili, assieme agli insegnanti tecnico-pratici iscritti nelle Gae o nelle
graduatorie di istituto, nella seconda fascia.

Come funzionerà il nuovo concorso per i già abilitati
Il nuovo concorso sarà su base regionale. Considerando che il concorso è riservato ai docenti già
abilitati, vi sarà una sola prova, che consisterà in una lezione simulata, durante la quale il candidato
dovrà esporre le sue scelte metodologiche e didattiche e la commissione verificherà la padronanza
della lingua straniera prescelta. In tutto potranno essere assegnati 100 punti, di cui soltanto 40
destinati alla prova d’esame (3 al massimo per lingua straniera e altri 3 per le competenze
informatiche) e 60 ai titoli.
Concorsi per i docenti non abilitati
Sarà poi indetta una nuova procedura di reclutamento per i docenti che, senza abilitazione,
insegnano almeno da tre anni: in tutto, si tratta di circa 65mila precari.

In seguito, partiranno i nuovi concorsi ordinari per i laureati con almeno 24 Cfu(crediti formativi
universitari) in materie pedagogico-didattiche, i cui vincitori saranno immessi in percorsi triennali di
formazione (Fit):la prova finale di valutazione darà accesso, in caso di esito positivo, all’immissione
in ruolo.

Le pensioni uniformano l’età: requisiti uguali per uomini e donne L'innalzamento generalizzato di
cinque mesi dei requisiti per andare in pensione che tanto ha fatto discutere nelle ultime settimane
scatterà nel 2019. Ciò non toglie, però, che da gennaio per andare in pensione, in alcuni casi, si
dovrà attendere qualche mese in più. Infatti l'anno prossimo verrà parificato il requisito anagrafico
per accedere al trattamento di vecchiaia: sia uomini che donne dovranno avere almeno 66 anni e 7
mesi di età.

Tornano le Olimpiadi di Italiano, iscrizioni entro il 23 gennaio
Al via anche quest'anno le Olimpiadi di Italiano, la competizione, giunta all'ottava edizione,
organizzata dal Miur nell'ambito dell'annuale Programma nazionale di valorizzazione delle
eccellenze. Le iscrizioni da parte delle scuole dovranno essere effettuate entro il 23 gennaio 2018,
nel sito delle Olimpiadi di Italiano (www.olimpiadi-italiano.it/ ) dove sono disponibili anche materiali
e informazioni utili per la preparazione alle prove.

Il concorso
Le Olimpiadi spiega il ministero in una nota, vogliono rafforzare nelle scuole lo studio della lingua
italiana e sollecitare tutte i giovani a migliorare la padronanza della propria lingua. Lo scorso anno
gli studenti che hanno partecipato alle selezioni sono stati oltre 57mila, con una «crescita record»
rispetto alle prime edizioni. Le Olimpiadi sono gare individuali di lingua italiana, rivolte a tutti gli
alunni delle scuole Superiori italiane (anche all'estero), statali e
paritarie. Quattro le categorie previste: Junior, Senior, Junior-E (esteri) e Senior-E (esteri). Le prove
sono distinte in base al livello scolastico dei partecipanti e al contesto d'uso della lingua italiana.

La finale a Firenze
Novità di quest'anno il ritorno della finale nazionale a Firenze (martedì 27 marzo 2018), nell'ambito
dell'iniziativa di valorizzazione della lingua e della letteratura intitolata "Giornate della lingua
italiana", organizzata dal Miur dal 26 al 28 marzo. Alla fine la potranno accedere 84 studenti che
avranno superato le varie fasi di selezione, da quella di istituto a quella provinciale e regionale, in
Italia e all'estero.
La competizione anche quest'anno è promossa con la collaborazione di ministero degli Affari Esteri,
Uffici Scolastici Regionali, Accademia della Crusca, Associazione per la Storia della Lingua Italiana,
Associazione degli Italianisti e del Premio Campiello Giovani. Per la seconda volta, la Rai è Main
Media Partner dell'iniziativa.

RICEVIAMO: Troppi Progetti e Poca Didattica, Mai Avrei Pensato ad una Scuola Ridotta Così
Da sempre uno degli scopi principali della scuola non è quello di insegnare delle vuote nozioni
teoriche agli studenti, ma anche quello di prepararli nel miglior modo possibile ad inserirsi nel
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