RIFLESSIONE E CONSAPEVOLEZZA DENTRO GLI STEREOTIPI DELLA VIOLENZA - CONTIENE UN INSERTO PER RAGAZZI

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RIFLESSIONE E CONSAPEVOLEZZA DENTRO GLI STEREOTIPI DELLA VIOLENZA - CONTIENE UN INSERTO PER RAGAZZI
RIFLESSIONE E CONSAPEVOLEZZA DENTRO GLI STEREOTIPI DELLA VIOLENZA

                  CONTIENE UN INSERTO PER RAGAZZI
Pensare alle prime esperienze d’amore in         violenza sessuale all’interno delle rela-
                                       adolescenza evoca immagini di felicità e         zioni di coppia, è sempre più presente tra
                                       spensieratezza oltre che il mettersi in gioco    i giovanissimi e per questo devono essere
                                       nel rapporto con un’altra persona. Può però      proprio loro i principali destinatari dei pro-
                                       accadere che, proprio in questa fase della       grammi di prevenzione contro la violenza.
                                       vita, i giovani si trovino a vivere esperien-
                                       ze molto diverse da quelle immaginate,           Uno dei problemi maggiori nell’affrontare il
                                       spesso senza rendersi conto di quanto            fenomeno è quello di far capire ai ragaz-
                                       stia succedendo loro e senza sapere come         zi che quanto stanno vivendo è violenza,
                                       e a chi rivolgersi per chiedere sostegno e/o     non normalità; spesso infatti alcuni atti e
                                       aiuto.                                           comportamenti non sono riconosciuti come
                                                                                        inaccettabili, ma come “normali”. Per que-
                                       Le ultime ricerche ci dicono che la violenza     sto motivo è fondamentale aiutare i ragazzi
                                       è un fenomeno rilevante e in crescita tra gli    a diventare più consapevoli dei rapporti e
                                       adolescenti, tanto da aver già una denomina-     dei comportamenti nelle relazioni intime at-
                                       zione: teen dating violence. Uno studio effet-   traverso programmi di prevenzione sul tema.
                                       tuato nel 2017 presso il Soccorso Violen-        Come riporta l’articolo sopra citato, l’Orga-
                                       za Sessuale e Domestica (SVSeD) della            nizzazione Mondiale di Sanità ha rilevato che
                                       Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale             per un terzo delle ragazze nel mondo la
                                       Maggiore Policlinico e pubblicato su In-         prima esperienza sessuale è forzata.
                                       ternational Journal of Obstetrics and Gyne-
                                       cology ha mostrato che il fenomeno della

     I numeri della                           Più di 1 ragazza
                                              su 10
                                                                                        1 adolescente
                                                                                        su 10
    violenza tra gli                          ha vissuto esperienze di                  ha subito violenze fisiche
          studenti                            violenza nella coppia prima
                                              dei 18 anni
                                                                                        in coppia

    Studio condotto in Italia su un
campione di oltre 700 studenti delle          Il 16% delle                              Il 14% delle
scuole secondarie di secondo grado.           ragazze e l’8%                            ragazze e l’8%
                                              dei ragazzi                               dei ragazzi
                                              ha subito gravi e ripetute                ha subito violenze o
                                              violenze psicologiche o                   molestie sessuali
                                              persistenti comportamenti
                                              di dominazione e controllo
Io Non Ho Detto Sì è un percorso di pre-            tipi di genere, dei reati penalmente persegui-      controllo, che potrebbe riprodursi anche nel-     PERFINO PER NOI ADULTI QUESTA
venzione e sensibilizzazione sul tema               bili, del consenso morale e materiale.              le future relazioni adulte, per questo motivo     COSA PUÒ RISULTARE MOLTO COM-
complesso e delicato della violenza di                                                                  risulta cruciale un intervento precoce.           PLESSA! Questo processo, motivazionale
genere, rivolto a ragazzi di età compresa tra       I professionisti, avvocati e psicologi                                                                e decisionale, implica una capacità emotiva,
gli 11 e i 19 anni.                                 dell’Associazione SVS DAD Onlus e                   UN PERCORSO DI CONSAPEVOLEZZA                     l’essere in grado di valutare cosa sia bene
                                                    dell’Associazione Valeria hanno lavorato            Il tema centrale dei nostri incontri è stato il   per noi stessi o cosa, invece, potrebbe met-
PERCHÉ QUESTO PROGETTO È COSÌ                       alla costruzione di un percorso multidisci-         consenso e le sue modalità di espressione.        terci in situazione di rischio, di pericolo; la
IMPORTANTE? Io Non Ho Detto Sì è un                 plinare, dove proprio le diverse competenze                                                           capacità di riuscire a non farsi influenzare
progetto importante perché ha l’obiettivo di        e i diversi approfondimenti specifici, hanno        I ragazzi che hanno partecipato al proget-        dalle aspettative degli altri e non aderire al
dare informazioni sulla violenza di genere,         reso il percorso di sensibilizzazione unico e       to di solito hanno risposto “di getto” che il     desiderio di essere sempre accettati; la ca-
ma ha anche altri due obiettivi complementa-        innovativo.                                         consenso si esprime dicendo un “sì” o un          pacità di saper riconoscere i propri bisogni.
ri, che lo rendono di fatto un’occasione molta                                                          “no”. Parlare di cosa si intende per consenso
apprezzata soprattutto dai ragazzi:                 MA COME SPIEGARE AI RAGAZZI LA                      soprattutto nella sfera delle relazioni e ancor   Parlare di consenso dentro la relazione,
                                                    VIOLENZA? Noi professionisti ci siamo               di più nella sfera sessuale è una questione       comporta anche saper dire “No!”, ponendo
1. sensibilizzare su un tema tanto com-             interrogati su quale fosse il modo miglio-          molto complessa. Se ci pensiamo un atti-          l’accento sull’ascolto e sul rispetto recipro-
plesso quanto delicato, troppo spesso               re per spiegare la violenza di genere ai ra-        mo riuscire a dire “no” non è sempre facile,      co, che vada oltre i ruoli di genere e i modelli
costellato da pregiudizi e stereotipi che col-      gazzi, consapevoli di come l’aspetto più            specialmente tra gli adolescenti o in giovane     culturali socialmente appresi su ciò che sia
piscono soprattutto le vittime;                     problematico e oscuro della violenza sia            età, quando, quello che l’altro pensa o vuole     maschile o femminile. Significa andare oltre
                                                    proprio la difficoltà di riconoscerla nei           è spesso più importante del rispetto di sé        gli stereotipi da cui nasce la violenza di ge-
2. creare uno strumento di comunicazio-             suoi aspetti più insidiosi, nei piccoli gesti       stessi.                                           nere.
ne che lasci aperto un canale di confronto          di gelosia o di controllo dell’altro (nei vestiti
con i ragazzi, ai quali non servono paternali       ad esempio, nelle amicizie che si possono o
e insegnamenti “dall’alto” che non lasciano         non frequentare, nel controllare telefonini e
possibilità di replica, ma occasioni di rifles-     social network).
sione e di crescita personale. Secondo noi,
creare l’incontro con i ragazzi vuol dire rico-     Ci siamo chiesti: “Come possiamo aiutare i
noscere loro uno spazio di riflessione condi-       ragazzi a riconoscerla? Come riuscire a far
viso, in cui raccontarsi, esprimere il proprio      comprendere i suoi segnali?”. I campanelli
personale punto di vista sul mondo, dimo-           d’allarme sono spesso difficili da cogliere,        Intervista alla psicologa e psicoterapeuta Elisabetta Giribaldi
strando così che il loro pensiero e le loro         basti pensare come alcuni comporta-
emozioni hanno valore e possono essere              menti di gelosia, di controllo e di domi-                     Stimolati e provocati, i ragazzi si mettono in gioco e attivano tra di loro
prezioso oggetto di scambio con noi adulti.         nazione vengano spesso scambiati per                          dei confronti sinceri a proposito del consenso alla sessualità: “Però è dura
                                                    amore e innamoramento (“è geloso per-                         farvi capire che a volte vogliamo fermarci...”; “Per voi diventiamo subito
Un percorso di informazione e conoscenza,           ché mi ama troppo”, “non vuole che parli con                  finocchi o pensate di non essere belle invece, magari, abbiamo paura...
psicologico e giuridico, dove i ragazzi pos-        altri ragazzi perché ha paura di perdermi”) o                 Come voi insomma”; “Anche voi però a dire che poi vi viene male lì!”; “...
sono sentirsi coinvolti e liberi di esprimersi in   il controllo venga giustificato (“mi ha urlato                Però è anche vero che se vogliamo fermarci lo possiamo fare”.
un progetto attivo di condivisione, riflessione     e mi ha spinto solo perché era nervoso”), la
e apprendimento.                                    violenza fisica minimizzata (“se non faccio                   Tutte queste frasi fanno emergere come spesso si attribuisce all’altro pen-
                                                    l’amore con lui, sicuramente mi lascerà”) e la                sieri propri e come il giudizio dell’altro impatta di più del rispetto verso
Un luogo dove potersi sperimentare, capaci          pressione sessuale non riconosciuta.                          di sé.
di dare e ricevere fiducia, potersi mettere in
discussione, in un clima di consapevolezza          Le ragazze e i ragazzi, sono maggiormente                     Il valore del consenso passa attraverso la chiarezza di ciò che è stereo-
e di riflessione riguardo a temi difficili, come    a rischio di fare proprio un modello di rela-                 tipo di genere. Soprattutto nella scuola, è importante confrontarsi per
quello della violenza di genere, degli stereo-      zione di coppia improntato sul dominio, sul                   integrare il maschile ed il femminile e per offrire la possibilità di pensare
                                                                                                                  “pensieri diversi” .
Analizzando meglio il tema, anche attraver-      d’incoscienza o perché si è troppo giova-               Le ragazze si sono mostrate subito entusiaste e ricordavano perfettamen-
so l’uso di video metaforici (es. video della    ni) non è possibile esprimere un consenso               te quanto accaduto, al punto che alcune di loro hanno raccontato a me
tazza del tè) ed esempi concreti, gli studenti   valido.                                                 e ad un paio di ragazzi assenti all’incontro precedente, ciò che avevano
hanno compreso, invece, che il consenso/                                                                 sperimentato e appreso, confrontandosi tra loro quando il percepito ri-
non consenso può esprimersi anche attra-         I ragazzi hanno riflettuto anche sul fatto              sultava diverso. Hanno fatto molte domande in merito alle conseguenze
verso dei gesti, con il tono della voce, con     che l’espressione del consenso può essere               di un eccessivo
delle frasi indirette e con comportamenti        condizionato da determinati fattori esterni
non verbali; che si può esprimere “consen-       (ad esempio la situazione concreta vissuta,             o cattivo utilizzo dei social, soprattutto portando il tema dei profili fake,
so” a parole, ma “dissenso” con i gesti; che     il condizionamento del gruppo) e che oc-                costituiti al solo fine di controllare costantemente amici e fidanzati (pro-
il consenso può essere revocato in ogni          corre sempre, per non commettere un reato               fili di reato di stalking). Abbiamo affrontato il tema degli stereotipi, più
momento e che, in determinate situazioni         sessuale, la manifestazione di un consenso              che il tema del consenso, e le ragazze si sono confrontate su situazioni
(quale ad esempio l’essere sotto l’effetto di    valido e libero.                                        accadute, raccontando di esperienze personali vissute, tutto con grande
sostanze alcoliche o psicotrope o in stato                                                               coraggio e trasparenza.

                                                                                                         Complessivamente un’esperienza arricchente e soddisfacente, un vero
                                                                                                         “incontro” con ragazzi e ragazze molto eterogenei tra loro, ma tutti inte-
                                                                                                         ressanti ed interessati. Ho trovato particolarmente stimolante e proficua
Intervista all’avvocata Laura Benetti                                                                    la compresenza delle due professionalità per fornire al contempo contenu-
                                                                                                         ti e contenitori di natura psicologica e legale.
          La mia esperienza presso le classi nel progetto “Io Non Ho Detto Sì” si è
          purtroppo realizzata in maniera “incompleta” avendo io partecipato ad
          un primo ed un secondo incontro in due classi differenti.

          Difetto, pertanto, di uno sguardo d’insieme coerente, ma dall’altra parte,
                                                                                               ABBIAMO RIBALTATO GLI STEREOTI-                   un percorso più personale, partecipativo
          pur avendo avuto la possibilità di svolgere solo 2 incontri con i ragazzi,
                                                                                               PI! Affrontare il tema degli stereotipi sul-      ed efficace. Ogni fase del percorso, è quel-
          vanto un’esperienza comunque significativa.
                                                                                               la violenza di genere è fondamentale per          la che permette un ulteriore passaggio di
                                                                                               comprendere come siamo intrisi di modi di         pensiero, più emotivo, più riflessivo consen-
          Il gruppo classe era formato dall’unione di due classi eterogenee, circo-
                                                                                               pensare comuni “ci sta, guarda come è ve-         tendo così ai ragazzi di smantellare i ruoli
          stanza che preoccupava assai le insegnanti. In realtà la collega psicote-
                                                                                               stita”, “se l’è cercata”, “ è stata colpa tua”.   stereotipici di genere, maschile e femminile,
          rapeuta ed io abbiamo lavorato molto bene, alternandoci in modo fluido
                                                                                               Partendo da questa assunzione, ci siamo           così consolidati nella nostra identità inter-
          e proficuo e lasciando spazio agli interventi dei ragazzi, risultati intelli-
                                                                                               domandati come promuovere nei ragazzi un          personale e sociale.
          genti e pertinenti, con grande partecipazione di tutti nonostante appar-
          tenessero a due gruppi ben distinti.                                                 pensiero critico, interno e personale, che
                                                                                               non appoggiasse solo su slogan contro la          Durante l’intero percorso, avvocato e psi-
                                                                                               violenza di genere, senza capirne il reale si-    coterapeuta, hanno condiviso con i ragazzi
          Nel lavoro con i post-it (forse bisognerebbe spiegare di cosa si tratta. Dopo
                                                                                               gnificato.                                        storie di situazioni di violenza, di stalking,
          nell’intervista della De Leo viene spiegato) si sono molto impegnati, pro-
                                                                                                                                                 soffermandosi con loro per discuterne sia
          seguendo anche durante la pausa dell’intervallo.
                                                                                               Il percorso “Io Non Ho Detto Sì” è stato          gli aspetti più emotivi sia quelli più legali,
          Hanno chiesto di leggere personalmente i vantaggi e gli svantaggi dell’es-           pensato come una piccola matrioska che            spesso quest’ultimi molto lontani dal loro
          sere maschi e femmine e ne hanno parlato approfonditamente e appas-                  via via si dipana nelle sue componenti. La        senso di realtà. Si sono lette e dibattute
          sionatamente. Sono rimasti molto colpiti dal caso pratico di cui ho letto            ricerca del materiale video, dei film, le at-     denunce, affrontando insieme i quesiti e i
          il capo di imputazione. Abbiamo lavorato casi più soft per spiegare loro             tività di condivisione di gruppo, sono stati      dubbi dei ragazzi e permettendo loro di fare
          che tutti gli atti sessuali imposti (perché senza consenso o con consenso            oggetto di grande studio e riflessioni tra gli    domande per se stessi o a nome di qualcun
          “viziato”) costituisco reato (ad es. il bacio o il palpeggiamento). Molto            esperti che si sono interrogati sul come ac-      altro.
          interessati e curiosi, soprattutto i maschi.                                         compagnare i ragazzi nella costruzione di
Intervista all’avvocata Roberta De Leo                                                   COME GLI STEREOTIPI DI GENERE                     la circonda, una ragazza (e un ragazzo) si
      Si sono posizionati in cerchio (su nostra indicazione) e dopo un giro di           CAMBIANO IL MODO IN CUI VERRÀ                     costruirà un’immagine di sé che la (lo) ve-
      presentazioni reciproche abbiamo mostrato loro due brevi video, uno sul            VISSUTA LA PROPRIA VITA.                          drà “aderente” a determinati ruoli culturali,
      tema del consenso in generale, con una parodia animata sul rito del tè                                                               modelli di relazione e di vita.
      (divertente e molto efficace) e l’altro, verso la fine dell’incontro, invece sul   Le informazioni sui ruoli di genere vengo-
      tema dell’equivoco e della provocazione. Si è trattato di uno spezzone del         no acquisiti da bambini, tramite moltissimi       COSA CI AVETE RACCONTATO?
      film “Sotto Accusa” con Jodie Foster e del momento in cui lei e altri ragazzi
                                                                                         modelli culturali, sociali, storici e politici.
      bevono e ballano in un bar. Il suo comportamento provocante scatenerà poi
                                                                                         Modelli intrafamiliari ed extrafamiliari ed è     VANTAGGI E SVANTAGGI NELL’ESSERE
      la furia dello stupro (scene non mostrate).
                                                                                         difficile, se non addirittura impossibile, es-    RAGAZZO E RAGAZZA
      Ci siamo quindi addentrate ad affrontare il tema degli stereotipi con-             serne immuni. Durante l’adolescenza questi
      segnando loro dei post-it di due colori diversi per maschi e femmine e li          ruoli vengono spesso consolidati, influen-        Abbiamo chiesto ai ragazzi di scrivere su
      abbiamo invitati a scrivere quali fossero a loro giudizio i vantaggi e gli         zati dall’ambiente familiare ma soprattut-        dei foglietti anonimi, quali pensavano fos-
      svantaggi discendenti dal genere.                                                  to sociale. Ovviamente, a seconda delle           sero i vantaggi e gli svantaggi nell’essere
                                                                                         informazioni che riceve dall’ambiente che         uomo o donna.
      Hanno compilato moltissimi foglietti, che hanno poi sparso a terra, e che
      abbiamo letto insieme.

      Ne è nato uno scambio molto interessante, intenso e stimolante.

      Io e la collega psicologa, ci siamo alternate molto fluidamente nel mante-
      nere la conversazione sui temi degli stereotipi, cercando di focalizzare il
      loro interesse su aspetti meno evidenti delle dinamiche relazionali (pregiu-
      dizi e automatismi inconsapevoli), nonché su risvolti, appena accennati,
      di carattere giuridico.

      La risposta della classe è stata davvero sorprendente, dato il loro acceso
      interesse per i temi trattati. Li abbiamo lasciati con il compito di portare
      dei testi musicali che affrontassero qualcuna delle questioni affrontate.

      Nel secondo incontro siamo partite dall’analisi dei testi di alcune canzoni
      di rapper molto significative. Esprimevano violenza e desiderio di vendet-
      ta per il tradimento (o più semplicemente perché erano stati lasciati) della
      partner. Abbiamo cercato, con qualche difficoltà, di farli riflettere sul pas-
      saggio strisciante (una sorta di sdoganamento della violenza di genere) di
      disvalori quali il possesso e il controllo dell’altro. Abbiamo incontrato la
      resistenza di chi concede, al testo musicale, di essere “contro” per defini-
      zione. Ci hanno fatto notare che anche i Rolling Stones o i Beatles inneg-
      giavano alla droga! Ne è nato uno scambio impegnativo per noi, ma molto
      costruttivo.

      Io poi li ho guidati dentro un processo per concorso in violenza sessuale
      di gruppo, invitandoli a immaginarsi nelle vesti dei vari attori del proce-
      dimento, anche per evidenziare come sia diverso il linguaggio della legge
      rispetto al loro. Ho raccontato l’esito di quello che poi era un vero processo
      e il loro impatto emotivo è stato significativo.

      La coppia psicologa/avvocato è a mio avviso molto efficace.
“Devi stare attenta a
come ti vesti e a cosa fai”.
                                                       TESTIMONIANZE            TESTIMONIANZE
“Se non te ne frega sei
un maschiaccio, se
                                      FEMMINILI                                 MASCHILI
te ne frega troppo sei
una troia”.                    “Siamo inferiori          “Abbiamo meno
                               rispetto ad un            possibilità
                               uomo”.                    lavorative”.           “Possiamo essere più
“Quando io passeggio                                                            menefreghisti”.           “Siamo fisicamente
in strada da donna,                                                                                       più forti”.
mi sento sempre dire,                                    “I ragazzi non
come sei bella, come ti        “Lo svantaggio            rischiano di           “Dobbiamo dimostrarci
chiami, sei stupenda.          dell’uomo è avere         essere abusati”.       come la massa per
Sono sempre uomini             più responsabilità                               essere accettato dagli    “Noi ragazzi
molto più grandi               di noi lavorativa ed                             altri”.                   abbiamo meno
di me. È una cosa              economica”.                                                                paranoie riguardo
                                                         “Subire almeno                                   l’apparenza”.
fastidiosissima.”                                        una volta nella
                                                         vita avance in
                                                         modi “crudi”.          “Sono un ragazzo
                               “Dobbiamo sempre          Oppure la classica
“ Se il ragazzo                essere sistemate                                 maschio e le persone
non rispetta                                             toccata in metro”.     che mi incontrano         “L’uomo è l’unico
                               (in maniera
le aspettative                 obbligatoria) per non                            possono pensare che       che deve fare le cose
degli altri viene              sentirsi giudicate da                            io sia un fattone ma      più impegnative:
considerato uno                altre ragazze”.                                  invece è il contrario”.   lavorare, guidare…”.
                                                         “Svantaggi
sfigato”.
                                                         principali ciclo e
                                                         dover partorire”.
                                                                                “I genitori si
“Non si può                    “Gli uomini                                                                “Facciamo lavori
                                                                                aspettano il massimo,
essere troppo                  pensano che                                                                più pericolosi”.
                                                                                devi sempre eccellere”.
forti perché sei               dobbiamo                  “A seconda
un maschiaccio,                lavare, stirare           dell’aspetto
neanche essere                 ma possono farlo          fisico le persone
                               anche loro”.                                     “Se ho tante ragazze      “Siamo più
troppo debole                                            si aspettano                                     intelligenti.
                                                         determinate cose”.     sono un figo e non un
perché se ne                                                                                              È biologico”.
                               “Dobbiamo piacere                                poco di buono”.
approfittano
tutti”.                        alle altre persone,
                               vestiti, tacchi,
                                                                                                          “Non accettiamo
                               trucco”.                                         “Abbiamo il
                                                         “I ragazzi hanno                                 un NO come
“Uno svantaggio                                          meno situazioni        peso di essere            risposta”.
è che se non sei                                         di pericolo di noi e   capofamiglia”.
bella ti possono               “Si pensa che siamo       possono difendersi
prendere in giro               più deboli. Ragazzi e     più facilmente con
tutti”.                        adulti”.                  la forza”.
Dal confronto con i ragazzi, emerge la pre-        rivelando la mancata progettualità della vita      di vita, non solo perché con il passare delle settimane e da un incontro
senza di uno stereotipo sociale che sanci-         se non in funzione dell’uomo. Poche le voci        all’altro, ci ritrovavamo davanti all’amara realtà di nuovi eclatanti epi-
sce la superiorità del maschile sul femmi-         femminili fuori dal coro: “ma cosa dici? Devi      sodi di violenza sulle donne riportati nei programmi tv o tg nazionali,
nile, in termini di forza fisica, di possibilità   stare sempre dietro a lui? Scordatelo!”, la-       ma anche perché alcuni ragazzi nell’infinita dolcezza della loro genuina
di scelta e di lavoro. Il femminile esprime        sciando però questa domanda cadere nel             sensibilità, spesso quasi inaspettatamente per noi, hanno sentito di poter
una situazione di disagio e di svantaggio          vuoto.                                             condividere in quel contesto alcuni episodi riguardanti piccole forme di
globale rispetto all’uomo, consapevoli della                                                          violenza a cui avevano assistito o di cui si sono sentiti vittime.
condizione di sub-alternità della donna nel        D’altra parte il maschile chiede l’autorizza-
mondo del lavoro rispetto agli uomini.             zione a piangere (“se piangi non vuol dire         È stato molto affascinante osservare come una medesima proposta ripe-
                                                   che sei un finocchio!”) e ad essere aiuta-         tuta in classi diversi, abbia finito sempre per prendere una forma nuova
Spesso si è rilevata una rigidità dei modelli      to (“come fa oggi a lavorare solo l’uomo?          suscitando reazioni e domande molto varie. In tutte le classi, da quelle
familiari, culturali dove si sono strutturate      I miei me lo dicono sempre che oggi è im-          che definirei dei più “romantici” a quelle composte dai cosiddetti “ragaz-
le idee delle ragazze (“si deve essere belle       possibile! Ti copri di debiti!”).                  zi di strada”, abbiamo trovato anime interessanti e interessate.
per forza”) e in cui ci sono gli aspetti econo-
mici importanti (“si devono scegliere gli uo-      Dalle riflessioni scritte dai ragazzi, emer-       Le domande che ci hanno rivolto riguardavano principalmente i mec-
mini in carriera perché almeno ci mantengo-        gono spunti estremamente interessanti,             canismi interni della vittima che a volte sembra non reagire e gli aspetti
no”). Con difficoltà le ragazze si autorizzano     sui quali noi adulti, formatori, genitori, inse-   legali riguardanti l’uso di eventuali oggetti per difendersi da parte di
a “fare carriera” perché “tanto poi si deve        gnanti dovremmo soffermarci a riflettere e a       chi si sente in pericolo. Questo dà già di per sé un riscontro di quanto
rinunciare... mica lascio i miei soldi ad una      interrogarci.                                      questi ragazzi si siano connessi con noi non solo ad un livello cogniti-
altra persona. Faccio crescere io i bambini”                                                          vo-informativo ma anche e soprattutto ad un livello più emotivo, “empa-
                                                                                                      tizzando” con le vittime o potenziali vittime e, dunque, portando fuori
                                                                                                      emozioni comuni come la rabbia del non essere creduti, il disgusto per
                                                                                                      essere importunanti anche solo verbalmente, la paura di rimanere da soli
Intervista alla psicologa e psicoterapeuta Claudia Travia                                             in certi luoghi.
           “Io Non Ho Detto Sì” è un progetto di prevenzione e sensibilizzazione sul
           tema complesso e delicato della violenza, ma riterrei riduttivo darne solo                 È venuta molte volte fuori l’esigenza di sentirsi protetti dal gruppo insie-
           questa semplice definizione. “Io Non Ho Detto Sì” è il frutto della collabo-               me alla percezione del “posto sicuro” che è rappresentato dal gruppo di
           razione tra diversi professionisti, nello specifico avvocati e psicoterapeu-               amici quando sono a scuola, in discoteca, al pub o semplicemente stanno
           ti, che nonostante la diversa formazione hanno collaborato in perfetta                     camminando per strada. Tutte le loro parole ci hanno dato la bellissima
           armonia guidati da una mission profondamente condivisa.                                    sensazione che, aldilà delle problematiche con cui questi adolescenti si
                                                                                                      confrontano quotidianamente mettendo spesso a dura prova gli adulti di
           La prima cosa che ho avuto il piacere di riscontrare è che ho sempre in-                   riferimento, noi che eravamo lì con loro in quel momento stavamo semi-
           contrato ragazzi e ragazze disponibili al confronto, vogliosi di esporre                   nando qualcosa di buono in un terreno già di per sé molto fertile.
           il loro pensiero sull’argomento e capaci di ampliare o modificare i loro
           punti di vista, spesso dati, come è normale quando si è molto giovani, da
           una visione parziale delle cose.

           Così, ogni volta, è stata un’emozione grandissima aprire il dialogo con
           loro. È bastato di fatto spostare l’attenzione dai tatuaggi e dai loro jeans
           strappati ai loro occhi, è bastato far loro sentire che “per me è importante
           confrontarmi con te” e “per me è interessante sapere cosa pensi tu”.

           Gli incontri infatti sono stati strutturati e condotti in modo da avere una
           partecipazione attiva dei ragazzi. Abbiamo parlato di violenza partendo
           dal concetto di “consenso”, ma ancora di più abbiamo parlato di storie
Io Non Ho Detto Sì VA A SCUOLA PER                   dova e il quartiere Adriano di Milano. Nella                  psicologica delle vittime. È stato anche importante sottolineare la dif-
GLI ADULTI Il percorso di sensibilizzazione          seconda, l’Associazione Mamme a Scuola                        ferenza tra tale reato e quello degli abusi di mezzi di correzione che,
e informazione si è rivolto anche a istituzioni      ha richiesto il nostro intervento per affron-                 anche se hanno una finalità educativa, sono illeciti considerate le mo-
scolastiche per adulti, la cui frequenza è per       tare con le donne, provenienti da culture e                   dalità (violente) di espressione. Si è trattato anche il tema dello Stalking,
la maggior parte di persone immigrate nel            religioni differenti, il delicato tema della vio-             evidenziando loro la differenza tra il cosiddetto “corteggiamento” e gli
nostro paese. Due esperienze di formazio-            lenza su donne e minori.                                      atti persecutori che pongono la vittima in uno stato d’animo di ansia e
ne e informazione importanti e arricchenti,                                                                        di paura costante.
modificate nella loro struttura didattica per        In questo caso gli interventi sono stati ca-
meglio rispondere alle esigenze dei nostri           librati in modo diverso e sono stati prepa-                   Infine abbiamo trattato il delicato tema del reato della violenza sessua-
ascoltatori. In entrambe le occasioni è stato        rati insieme alle operatrici dei due centri,                  le mettendo al centro del discorso la necessità del consenso all’atto. Sì è
previsto un unico incontro.                          tenendo conto delle differenze culturali di                   anche precisato che tale reato si configura non soltanto con il cosiddet-
                                                     cui tenere conto per presentare il tema del-                  to “stupro” ma anche con qualsiasi atto di violenza sessuale che venga
La prima è stata una serata condotta da              la violenza, in questo caso soprattutto in                    posto in essere sul corpo dell’altro contro la volontà di quest’ultimo. In
due avvocati, entrambi di sesso maschile,            famiglia.                                                     conclusione, abbiamo da un lato sottolineato i gravi danni (soprattutto
alla Scuola di Villa Pallavicini, sita tra via Pa-                                                                 sotto il profilo psicologico) che le vittime di violenza subiscono, dall’altro
                                                                                                                   la possibilità da parte dei soggetti maltrattanti di intraprendere un per-
                                                                                                                   corso terapeutico al fine di non reiterare il reato.
Intervista all’avvocato Giorgio Conti
                                                                                                                   Nel complesso gli studenti hanno dimostrato interesse e seria partecipa-
           La mia esperienza nell’ambito del progetto “Io Non Ho Detto Sì” è con-
                                                                                                                   zione. Per noi due avvocati è stato senza dubbio un’esperienza unica e
           sistito nella partecipazione alle riunioni di preparazione del progetto
                                                                                                                   ripetibile
           complessivo e un intervento effettuato assieme all’avvocato Andrea Pru-
           denzano (collega e caro amico del centro Antiviolenza SVSeD della Clini-
           ca Mangiagalli di Milano). Si tratta, in sintesi, di un’associazione i cui
           operatori, in modo dedito e coraggioso, impartiscono per lo più lezioni di
           italiano per stranieri (rivolte a persone di diverse culture e religioni che
           per varie ragioni necessitano di impararlo).

           Ad Andrea e me, due operatori simpatici e appassionati, hanno propo-
           sto di tenere un incontro di due ore ai loro studenti avente ad oggetto il
           tema della violenza sulle donne.
                                                                                                         Il nostro viaggio si è concluso, con una tap-    alcune forme di dominio relazionale e ses-
           Tema molto delicato se si pensa che la maggior parte degli allievi era                        pa importante e speciale: una delle sedi         suale siano, in Italia, reati perseguibili.
           di sesso maschile e proveniente da culture dove le donne vivono ancora                        dell’associazione “Mamme a scuola” che
           quantomeno di fatto in una posizione di inferiorità, rispetto a quella                        ha come utenti donne straniere che voglio-       Abbiamo parlato delle diverse forme di vio-
           degli uomini. La “platea” era costituita anche da soggetti di età diversa:                    no imparare la lingua e integrarsi in maniera    lenza, quelle “visibili” e quelle “invisibili”, e
           da qualche adolescente sino ad adulti ultra cinquantenni. Inoltre, come                       piena nel nostro paese. In questo modulo le      abbiamo dato voce al sentire, ai vissuti e ai
           già rilevato, erano soggetti provenienti dal mondo orientale (Pakistan,                       formatrici erano due psicologhe. Abbiamo         pensieri di ognuna. Questo ci ha permesso
           Sri Lanka), dall’Africa, dal Sudamerica e dall’Europa. Per alcuni di loro                     quindi avuto modo di affrontare il tema della    di farle sentire ascoltate e accolte sul piano
           è stata preziosa la presenza di due interpreti che hanno saputo con gran-                     violenza con giovani donne di diverse cul-       emotivo e ci ha dato l’occasione di sfatare
           de professionalità tradurre il nostro intervento. Oggetto di quest’ultimo,                    ture (in particolare arabe e cinesi). Spesso     falsi miti. È stato questo il nostro atto finale
           come detto, è stato il difficile tema della violenza affrontato, per di più                   quest’ultime, vittime di profondi condizio-      di un progetto bello e intenso attraverso cui
           sotto il profilo penale (essendo entrambi avvocati penalisti).                                namenti culturali e familiari, tanto da avere    abbiamo voluto affermare a voce alta che la
                                                                                                         poca, se non nessuna, consapevolezza di          violenza non ha mai giustificazioni... nean-
           Abbiamo, affrontato il reato di maltrattamenti in famiglia evidenziando                       come la violenza stessa sia culturale e che      che culturali!
           come certi atti siano lesivi non soltanto dell’integrità fisica ma anche
VIOLENZA VISIBILE
                                 CONCLUSIONI                                     gioco. Hanno portato scambi di riflessioni,
                                                                                 le loro personali idee di consenso, la dispo-
                                 L’atteggiamento che scegliamo e adottiamo       nibilità a cambiare idea o semplicemente ad
                                 quando ci avviciniamo a qualcuno influisce      ampliare i loro punti di vista, hanno condi-
                                 sempre sulla reazione dell’altro. Cosa ab-      viso le loro canzoni e, in alcuni casi, le loro
                                 biamo trovato nello spazio d’incontro con       esperienze, in cui un valore saldo è risultato
                                 i ragazzi? Di fatto noi abbiamo scelto di       essere sempre l’amicizia, intesa come ave-
                                 entrare nelle classi che ci hanno ospitato,     re qualcuno su cui si può sempre contare
                      UCCIDERE   con un atteggiamento aperto e disponibi-        nei momenti di difficoltà. Ci hanno portato
                                 le ad accogliere e ad ascoltare: questo ha      le loro domande sia su ciò che provano in
                                 avuto un forte effetto sui ragazzi che a loro   determinate circostanze, sia sugli aspetti le-
                                 volta si sono mostrati pronti a raccontarsi,    gali di specifiche condotte. Infine ci hanno
                                 ma soprattutto a farlo autenticamente. I        mostrato la loro capacità di contagiarsi e in-
                                 ragazzi hanno condiviso le loro sensazioni      contrarsi nello smantellamento di stereotipi
                                 e stati d’animo; alcuni di loro hanno usato     e giudizi di cui spesso loro stessi si sentono

    PICCHIARE                    espressioni come “oggi mi sento norma-
                                 le” ad indicare la serenità con cui iniziava-
                                                                                 vittime. Lo abbiamo sentito nei loro racconti
                                                                                 quanto a volte il giudizio diventi una forma
                                 no questo mini-viaggio con noi, altri hanno     di violenza dura e segnante, che fa sentire
                                 usato espressioni del tipo “mi sento un po’     soli e impossibilitati a reagire, specie quan-
                                 strano” quasi a sottolineare la poca abitudi-   do amplificata e veicolata dai social. Molti
                                 ne a confrontarsi con degli adulti in modo      dei ragazzi che abbiamo incontrato hanno
                                 così libero, qualcun’altro ha detto “sono       dimostrato che può essere possibile anche

                   MINACCIARE    davvero curioso di capire se faremo qual-
                                 cosa di diverso o è sempre il solito incontro
                                                                                 una scelta consapevole dei loro gesti e del-
                                                                                 le loro parole. Gli adolescenti sono un ter-

                   DI PRENDERE   sulla violenza”. Di fatto la sensazione che
                                 abbiamo avuto alla fine del percorso, data
                                                                                 reno fertile e per aiutarli a fiorire, è neces-
                                                                                 sario dare spazio e fiducia, essere presenti
                                 la partecipazione attiva e presente, è che
                     I BAMBINI   siamo riusciti a non essere così scontati al
                                                                                 e ascoltarli.

                                 punto che i ragazzi si sono davvero messi in               Avv. Paola Landriani. Riflessioni

     ISOLARE,

                                    “
  TENERE LONTANO
    DAGLI ALTRI
                                            Lo abbiamo sentito nei loro racconti
                                        quanto a volte il giudizio diventi una
                                       forma di violenza dura e segnante, che
                                      fa sentire soli e impossibilitati a reagire,
                                     specie quando amplificata e veicolata dai
VIOLENZA INVISIBILE                                   social.
Intervista psicologa e psicoterapeuta Manuela Dell’Anna                                 Informazione e orientamento di ragazzi, ragazze, genitori e insegnanti
      Il valore aggiunto di questo percorso è stato dato sicuramente dal pre-
      zioso contributo dei professionisti che hanno deciso di credere in questo
      progetto. La passione, il valore umano, l’accoglienza, la professionali-
      tà sono state le fondamenta, tra noi professionisti, sul quale costruire
      questo percorso. L’integrazione di esperti sulla violenza di genere, avvo-
      cati e psicoterapeute, ha richiesto un lavoro complesso, una tessitura di
      tanti piccoli pezzetti di esperienza come le trame di un tappeto antico.
                                                                                        www.stannefuori.it
      Un percorso che mira a essere un modello diverso ed efficace, un modello
      psico- giuridico. E i ragazzi questa voglia di condividere, di esplorare, di        Dove in maniera anonima è possibile avere informazioni sui tipi di
      accogliere, l’hanno percepito, fidandosi di noi.
                                                                                           violenza e sui recapiti cui rivolgersi in situazioni critiche. Un utile
      Un doveroso grazie va ai Reggenti delle scuole, agli insegnati, quest’ulti-         strumento per insegnanti e genitori, semplicemente per guardarlo
      mi aimè bistrattati dalle loro aule ma, questo solo per lasciare sgombro                             insieme, per dire a loro che esiste.
      “il campo” ai ragazzi e consentirgli di sentirsi liberi di esprimersi.

      Questa esperienza ha arricchito indubbiamente i ragazzi ma soprattutto            Questo sito è uno strumento che è stato appositamente studiato per essere d’aiuto
      noi adulti, che ancora una volta, ci siamo confrontati con un mondo gio-          ai giovani, sia per la loro propensione all’utilizzo del web, ma anche perché i ragazzi
      vanile che “mette a dura prova”, perché sfida o si protegge, perché o odia        e le ragazze, che hanno vissuto o stanno vivendo una relazione violenta, raramente
      o ama. Lasciando a noi adulti il compito di ribaltare, proporre, esplorare        chiedono aiuto in maniera diretta, perché bloccati da vergogna, senso di colpa,
      nuove vie per ascoltarli.                                                         timore di non essere creduti, confusione per i sentimenti provati, auto colpevoliz-
                                                                                        zazione. Di fronte alla violenza fisica o verbale i giovani sono spesso soli,
                                                                                        come dimostra uno studio europeo per il quale in Italia il 50% dei genitori
                                                                                        ignora che i figli abbiano visto immagini a sfondo sessuale online e l’80%
                                                                                        non è a conoscenza che i figli abbiano subito minacce o violenze. Ecco
                                                                                        perché è importante fornire strumenti più vicini alle loro necessità e specificità.

                                         IO NON HO DETTO SI
                                                                                     PER ESSERE CONSAPEVOLE DEI MIEI SÌ E DEI MIEI NO
Progetto realizzato con il finanziamento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

    DIREZIONE GENERALE DEL TERZO SETTORE
E DELLA RESPONSABILITÀ SOCIALE DELLE IMPRESE
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