Rendere l' Istruzione e Formazione Professionale maggiormente attrattiva

Rendere l’ Istruzione e Formazione Professionale maggiormente attrattiva I risultati del gruppo tematico European Network for Quality Assurance in Vocational Education and Training

European Network for Quality Assurance in Vocational Education and Training I risultati del gruppo tematico Rendere l’ Istruzione e Formazione Professionale maggiormente attrattiva

2 INDICE Pagina INTRODUZIONE RINGRAZIAMENTI SINTESI 1. IL CONTESTO POLITICO 1.1 Introduzione 1.2 Il mandato 1.3 Obiettivi e programma di lavoro 2.

MIGLIORARE LA CAPACITA’ DI ATTRAZIONE DELL’IFP 2.1 Introduzione 2.2 Disomogeneità dell’IFP nell’Unione Europea 2.3 Istruzione e Formazione Iniziale 2.4 La spendibilità sul mercato del lavoro delle qualifiche rilasciate dai percorsi di Istruzione e Formazione Iniziale 2.5 L’utenza di riferimento 2.6 La capacità di attrazione dell’Istruzione e Formazione Iniziale 2.7 Istruzione e Formazione Iniziale e cultura del miglioramento della qualità 3. PROMUOVERE LA QUALITA’ PER INCENTIVARE LA CAPACITA’ DI ATTRAZIONE DELL’ISTRUZIONE E FORMAZIONE INIZIALE 3.1 Contesto 3.2 Legislazione e programmazione delle politiche 3.3 Analisi dei fabbisogni e ricerca finalizzata 3.4 Governance e organizzazione 3.5 La rilevanza dell’Istruzione e Formazione Iniziale per il mercato del lavoro 3.6 Le qualifiche dell’Istruzione e Formazione Iniziale 3.7 Gestione della Qualità dell’Istruzione e Formazione Iniziale 3.8 La qualificazione dei mediatori di apprendimento dell’Istruzione e Formazione Iniziale 3.9 Orientamento e informazione 3.10 Migliorare lo status e l’immagine delle qualifiche dell’Istruzione e Formazione Iniziale 4.

EVIDENZE E MESSAGGI DI POLICY 4.1 Introduzione 4.2 Contestualizzare le evidenze 4.3 Le condizioni per rendere l’Istruzione e la Formazione Iniziale più attraente agli occhi dell’utenza 4.4 Il Quadro Europeo di Riferimento per l’Assicurazione della Qualità dell’Istruzione e Formazione Professionale (EQARF) ALLEGATO 1: Una fotografia dell’Istruzione e Formazione Iniziale nei Paesi partecipanti ALLEGATO 2: Indagine relativa ai premi assegnati nei Paesi partecipanti ALLEGATO 3: Bibliografia ALLEGATO 4: Elenco dei Partecipanti 7 4 5 5 5

INTRODUZIONE Il lavoro intrapreso nell’ambito del programma di lavoro della Rete Europea per la Qualità dell’Istruzione e Formazione Professionale (ENQA-VET) (2008-2009), finanziato dalla Commissione Europea nel quadro del Programma Lifelong Learning, ha avuto una duplice valenza. Ha puntato, da un lato, a produrre materiale che aiutasse gli Stati Membri ad elaborare strumenti utili ai fini dell’attuazione della Raccomandazione sul Quadro Europeo di Riferimento per l’Assicurazione della Qualità dell’Istruzione e Formazione Professionale (EQARF), e ha contribuito, dall’altro, grazie all’intensa cooperazione tra i Paesi in settori di interesse strategico, ad affinare la comprensione dei singoli sistemi, a promuovere l’apprendimento reciproco, e a disseminare una più attiva cultura di garanzia della qualità negli Stati Membri.

Il processo ha visto coinvolti decisori politici, strutture formative e parti sociali nella formulazione di idonee risposte a problematiche attuative delle politiche, in ambito regionale e nazionale, all’interno degli Stati Membri. Il lavoro svolto dai gruppi tematici ha consentito di mobilitare decisori politici e specialisti in ambiti di interesse chiave, ai fini del potenziamento della qualità nell’Istruzione e Formazione Professionale (IFP), quali: la condivisione degli indicatori, la peer review, la redazione di linee guida a sostegno della qualità e azioni volte ad incrementare la capacità di attrazione dell’IFP.

Le risultanze del lavoro costituiranno un utile supporto per gli Stati Membri in sede di formulazione dei rispettivi piani nazionali per l’attuazione dell’EQARF, e serviranno altresì ad informare il processo decisionale a livello europeo e degli Stati Membri.

Di non minore interesse sarà il lavoro svolto dai gruppi tematici per la Commissione Europea che si troverà a dibattere come meglio sostenere una positiva attuazione dell’EQARF negli anni a venire. Le relazioni stilate dai gruppi tematici non sono state pensate sotto il segno della staticità. Vogliono piuttosto rappresentare la summa del pensiero in un dato momento temporale. Saranno, quindi, impiegate a livello più generale, con il coinvolgimento di attori e Paesi in diversi stadi di sviluppo, in sede di riflessione su cosa potrà significare un’efficace attuazione dell’EQARF nei rispettivi contesti.

Il materiale confluirà poi nel processo a sostegno dello sviluppo di un graduale apprendimento delle politiche, che molta parte riveste nel metodo aperto di coordinamento applicato a istruzione e formazione. Sean Feerick Direttore della Rete Europea per la Qualità dell’Istruzione e Formazione Professionale (ENQA-VET) 3

RINGRAZIAMENTI Il Segretariato ringrazia i componenti del Gruppo Tematico che hanno concorso alla redazione degli esiti pubblicati nel presente rapporto. L’impegno profuso nella condivisione delle esperienze e nella stretta collaborazione tra gli incontri ha assicurato rilevanza e utilità al materiale prodotto. La ricerca e le pubblicazioni curate dal CEDEFOP hanno dato un forte impulso al lavoro del gruppo. Un ringraziamento particolare va alla rappresentante del CEDEFOP, Tina Bertzeletou, per il suo prezioso contributo ai lavori.

Si ringrazia in particolare il Kunsill Malti ghall-Kwalifiki ‐ Malta Qualifications Council -, l’Hessisches Kulturministerium – il Dipartimento per l’Istruzione tedesco - e la Skolverket – l’Agenzia Nazionale Svedese per l’Istruzioneper aver ospitato i lavori del Gruppo Tematico, Shawn Mendes per aver diretto e moderato il Gruppo ed Elizabeth Watters per aver facilitato la comunicazione tra le diverse figure coinvolte e curato la redazione del rapporto finale.

SINTESI Il 2010 rappresenta l’anno di riferimento dell’azione dell’Unione Europea, volta a fare diventare i sistemi europei di istruzione e formazione professionale un riferimento mondiale di qualità. Gli Stati Membri hanno lavorato alacremente, a livello individuale e collettivo, per conseguire l’obiettivo. In seno all’UE, nel quadro del “processo di Copenhagen” e del più vasto Programma comunitario ‘Istruzione e Formazione 2010’, si è dato corso ad iniziative di ammodernamento e miglioramento dell’IFP, a garanzia della trasparenza e portabilità delle qualifiche. L’elaborazione e l’implementazione dei quadri e degli strumenti di riferimento europei quali: il Quadro Europeo delle Qualifiche e delle Competenze (EQF), il Quadro Europeo di Riferimento per l’Assicurazione della Qualità dell’Istruzione e Formazione Professionale (EQARF), il Sistema Europeo di Trasferimento dei Crediti per l’Istruzione e la Formazione Professionale (ECVET), le Linee guida Europee per la Validazione dell’Apprendimento non Formale e Informale e il Quadro Comunitario Unico per la Trasparenza delle Qualifiche e delle Competenze (EUROPASS) hanno costituito l’impianto comune dal quale ha preso le mosse la riforma dell’IFP a livello regionale e nazionale.

Sforzi congiunti, orientati al conseguimento di obiettivi comuni, hanno consentito ai decisori politici di approfondire la comprensione di altri sistemi di IFP e di dotarsi di riferimenti rispetto ai quali misurare la propria azione. Nel quadro del Programma di Lavoro biennale (2008-2009), l’ENQA-VET ha focalizzato la propria attenzione sul lavoro preliminare, propedeutico all’implementazione dell’EQARF, adottato dal Consiglio nel maggio 2009. Il sostegno al coinvolgimento attivo degli stakeholder in una “cultura del miglioramento della qualità” costituisce l’elemento fondante della Raccomandazione sull’EQARF.

Di qui la scelta di affrontare il tema di come il miglioramento della qualità concorra a innalzare la capacità di attrazione dell’IFP. Il gruppo incaricato di sviluppare il tema è stato istituito a giugno 2008 e si è incontrato quattro volte nel corso dell’anno. Il presente rapporto condensa i risultati del dibattito portato avanti dagli esperti dei sedici Stati Membri che hanno affrontato il tema sotto il profilo della qualità e della rilevanza delle politiche e dell’erogazione dell’Istruzione e Formazione Iniziale: la qualità come chiave della capacità di attrazione dell’Istruzione e Formazione Iniziale e lo status e l’immagine/la visibilità dell’Istruzione e Formazione Iniziale da un punto di vista qualitativo, ovvero, la qualità come strumento per dimostrare la capacità di attrazione dell’Istruzione e Formazione Iniziale, percepite come “due facce della stessa medaglia”.

Il secondo Capitolo del presente rapporto vuole essere uno spazio di riflessione sulla differenziazione dell’Istruzione e Formazione Iniziale all’interno dell’Unione Europea, in considerazione delle differenze dei sistemi sociali ed economici che è chiamata a servire, e sulla necessità di articolare le iniziative politiche a livello europeo, in linea con il ruolo e la tradizione che l’Istruzione e Formazione Iniziale vanta negli Stati Membri, e che si riflette nella governance, nell’organizzazione e nell’erogazione della stessa. Il terzo Capitolo illustra le iniziative messe in campo dagli Stati Membri per “rendere più attraente l’Istruzione e la Formazione Iniziale”, mentre il quarto Capitolo traccia un’analisi degli andamenti e dei messaggi che il gruppo reputa utili per i decisori politici chiamati ad attuare l’EQARF.

1. IL CONTESTO POLITICO 1.1. Introduzione Il gruppo incaricato di dibattere su come ‘migliorare la capacità di attrazione dell’IFP’ è stato istituito a giugno 2008 dalla Rete Europea per la Qualità dell’Istruzione e Formazione Professionale (ENQA-VET), nel quadro del proprio Programma di Lavoro biennale (2008-2009). Gli esiti del programma di lavoro sono intesi a sostenere l’attuazione del Quadro Europeo di Riferimento per l’Assicurazione della Qualità dell’Istruzione e Formazione Professionale (EQARF - VET)1 .

Priorità cardine della politica di istruzione e formazione europea è il miglioramento della qualità e della capacità di attrazione dell’IFP2 .

Il Comunicato di Bordeaux (2008) sul “processo di Copenhagen3 ” e il più recente rapporto congiunto sull’implementazione del Programma comunitario “Istruzione e Formazione 20104 ” legano in modo indissolubile la capacità di attrazione dell’IFP alla qualità5 . Il Comunicato la segnala come azione prioritaria6 per raccogliere le sfide della disoccupazione giovanile (che si attestava interno al 15,5% nel 2007), dell’abbandono scolastico precoce (il 14,8% dei giovani abbandona il sistema scolastico, avendo conseguito la sola istruzione secondaria inferiore) e del mercato del lavoro che si prevede richiederà, entro il 2020, "il doppio di soggetti con qualifiche di medio livello rispetto a soggetti con qualifiche di alto livello per sostituire coloro che vanno in pensione o che lasciano il mercato del lavoro per altri motivi".

Molteplici le azioni proposte, non ultime: fondare le politiche in materia di IFP su evidenza oggettiva, moltiplicare i partenariati tra scuole e imprese, garantire equità di accesso e partecipazione all’IFP, assicurare un migliore accesso a informazione, orientamento e consulenza, mettere a punto quadri e sistemi di qualifiche basati sui risultati conseguiti da un percorso di apprendimento, aprire i percorsi per facilitare il passaggio da un livello di qualifica all’altro, incentivare la garanzia di qualità e incoraggiare lo sviluppo dell’IFP. Nel 2008, l’attenzione si è concentrata intorno alle potenzialità dell’IFP di contribuire all’inversione della deriva recessiva, ma motivare i soggetti a investire tempo e risorse nell’aggiornamento delle competenze e nell’acquisizione di nuove competenze dipende in larga misura dalla forza attrattiva dell’offerta formativa.

6 1 La Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio sull’istituzione di un Quadro Europeo di Riferimento per la Garanzia della Qualità dell’Istruzione e della Formazione Professionale (EQARF) (2 aprile 2009) si basa su comuni riferimenti europei ed è in evoluzione dal 2002 2 Bozza del 2008 del rapporto congiunto sullo stato di avanzamento dell’implementazione del Programma di Lavoro “Istruzione e Formazione 2010, COM (2007) 703 finale 3 La Dichiarazione di Copenhagen e la Risoluzione del Consiglio sulla promozione di una maggiore cooperazione europea in materia di IFP (novembre 2002) sottendono il ‘Processo di Copenhagen’, che punta ad attuare una visione condivisa di come l’IFP nell’UE vada modulata e migliorata al fine di conseguire gli obiettivi europei.

4 Il rapporto sugli ‘Obiettivi Futuri e Concreti dei Sistemi di Istruzione e Formazione’ (2001), costituisce la base del Programma, poi ribattezzato ‘Istruzione e Formazione 2010’ (riferimento per il Programma 2002-2010). 5 Recentemente reiterata nelle Conclusioni del Consiglio su un quadro strategico per la cooperazione europea in materia di istruzione e formazione ("ET 2020"), 13 maggio 2009 6 Priorità n. 2: “Migliorare la qualità e l’attrattività dei sistemi di IFP”

1.2. Il mandato ‘Sostenere l’ENQA-VET nella riflessione sulla capacità di attrazione dell’IFP e produrre suggerimenti concreti a sostegno dell’implementazione delle politiche all’interno dei sistemi nazionali e regionali, secondo necessità’.

Il lavoro del gruppo tematico era inteso a facilitare ‘un miglioramento qualitativo in termini di riflessione ed elaborazione strategica rispetto alla capacità di attrazione dell’IFP’. Partendo dal presupposto che l’istruzione e la formazione professionale di qualità, pertinente, accessibile, equa e con pari dignità eserciti un’indubbia forza di attrazione, il gruppo ha puntato sul confronto riguardo a come l’IFP sia in grado di soddisfare tali criteri nei Paesi partecipanti e su uno scambio di informazioni su esempi di buone prassi e politiche rilevanti.

Tenuto conto del ruolo dell’ENQA-VET, a sostegno dello sviluppo continuo e dell’adozione dell’EQARF, ha poi cercato di considerare come l’attuazione del Quadro Europeo di Riferimento per l’Assicurazione della Qualità dell’Istruzione e Formazione Professionale potesse concorrere al processo di innalzamento della capacità di attrazione dell’IFP. 1.3. Obiettivi e programma di lavoro Gli obiettivi del gruppo tematico erano i seguenti: accrescere la conoscenza reciproca all’interno del gruppo, costruire la conoscenza della tematica sulla base dell’esperienza collettiva per ricavare dalla discussione utili messaggi rivolti ai decisori politici, incaricati di dare attuazione all’EQARF.

Le quattro fasi del programma di lavoro, che hanno coinciso con gli incontri, sono state dedicate alla: 1.Riflessione sui concetti chiave ed esame generale della tematica, ivi compresa l’esigenza di incrementare la capacità di attrazione dell’Istruzione e Formazione Iniziale (Capitolo due); 2.Individuazione e illustrazione delle innovazioni nazionali/regionali volte ad accrescere la capacità di attrazione dell’Istruzione e Formazione Iniziale (Capitolo tre); 3.Estrapolazione di messaggi immediatamente fruibili per i decisori politici (Capitolo quattro). Il gruppo ha utilizzato termini e relative definizioni contenuti nel Glossario e nel Thesaurus del Cedefop e nel Glossario Eurydice.

2. MIGLIORARE LA CAPACITA’ DI ATTRAZIONE DELL’IFP 2.1. Introduzione A fronte di una tematica così vasta e complessa e al fine di produrre messaggi utili e immediatamente fruibili per i decisori politici relativamente all’innalzamento della capacità di attrazione dell’IFP, si è ritenuto opportuno circoscrivere il campo d’indagine e assicurare la reciproca comprensione dei concetti chiave. Il secondo Capitolo riporta le motivazioni che hanno sotteso la scelta di privilegiare l’Istruzione e la Formazione Iniziale, una breve analisi di settore e uno studio del termine ‘capacità di attrazione’ e dei concetti associati, nonché una disamina delle spinte in direzione di un rafforzamento dell’attrazione dell’Istruzione e Formazione Iniziale.

2.2. Disomogeneità dell’IFP7 nell’Unione Europea All’interno dell’Unione Europea, l’IFP è definita e organizzata in base alla diversa tradizione politica, economica e sociale di ciascuno Stato Membro8 . Alle diverse forme di governance e di impianto organizzativo corrispondono altrettante forme di erogazione che possono essere integrate, collegate o totalmente distinte rispetto ai sistemi formali di istruzione e formazione. Una parte rilevante della formazione professionale formale viene erogata anche al di fuori del sistema di istruzione e formazione pubblico che regola l’IFP iniziale e avanzata, tra cui: la formazione in azienda e la formazione esterna mirata all’occupazione; la formazione a distanza, la formazione assistita dalle tecnologie informatiche e di comunicazione e da altri media e una serie infinita di tipologie di IFP non formale.

Ne emerge un continuum di sistemi e ordinamenti diversificati che rende non facile l’analisi comparativa. Qualunque tentativo di analisi comparativa della capacità di attrazione di ciascun sistema di IFP e della relativa offerta nei Paesi partecipanti è stato giudicato non fattibile. Data la rappresentanza nel gruppo essenzialmente del settore dell’Istruzione e Formazione Iniziale9 e mancando la rappresentanza delle Parti Sociali, si è deciso di concentrarsi unicamente sull’Istruzione e Formazione Iniziale. Un campo che è stato poi ulteriormente circoscritto ai soli percorsi e programmi formali di Istruzione e Formazione Iniziale, erogati nel quadro del sistema formale di istruzione e formazione con rilascio di qualifiche riconosciute sul mercato del lavoro.

7 L’IFP in Europa è definita (Terminologia della politica di formazione professionale, Cedefop 2004) come: Istruzione e formazione che mira a trasmettere alle persone le conoscenze, il know-how, le abilità e/o le competenze necessari per svolgere determinate professioni o, più in generale, soddisfare le richieste sul mercato del lavoro. Una definizione che lega in modo indissolubile l’IFP al mondo del lavoro e all’occupabilità dei singoli. 8 Una ricerca comparativa sui sistemi di IFP in Europa rivela l’esistenza di una molteplicità di modelli. W.D. Greinert (Towards a history of VET in Europe in a comparative perspective Cedefop 2004) fa riferimento a tre tipologie predominanti in Europa, a) il modello della libera economia di mercato in cui la formazione è regolamentata dalle forze di mercato b) il modello burocratico regolamentato dallo Stato con un approccio accademico alla formazione e c) il modello dual-corporativista, in cui la formazione è retta dal principio professionale.

Modelli ibridi s’innescano su quest’ultimo con diverso peso 9 Ai fini del presente studio, l’Istruzione e Formazione Iniziale è definita come: istruzione di carattere professionale e formazione di secondo livello o istruzione e formazione ulteriore, generalmente rivolta a giovani sotto i 25 anni di età, che sfocia in una qualifica spendibile sul mercato del lavoro. L’istruzione e formazione iniziale ‘può interessare qualsiasi livello dell’iter scolastico generico o professionale (formazione di tipo scolastico a tempo pieno o formazione in alternanza) o dell’apprendistato’. Glossario Cedefop 2009.

2.3. Istruzione e formazione iniziale L’Istruzione e Formazione Iniziale comprende un vasto spettro di percorsi di apprendimento che s’interfacciano con l’istruzione di carattere generico e terziario e con il mondo del lavoro. Le caratteristiche, la funzione, la forma e le dimensioni di ciascun percorso di Istruzione e Formazione Iniziale sono correlate ai bisogni sociali ed economici di una data nazione o regione da come possono essere completamente soddisfatti, ad opera dei diversi comparti, nel quadro del continuum istruzione e formazione.

Nel corso dell’ultimo ventennio, la spinta all’equità e all’inclusione e altre pressioni sociali sono diventate uno dei principali volani delle politiche in materia di Istruzione e Formazione Iniziale, all’interno dell’UE10 , aprendo la strada all’elaborazione di nuovi percorsi o alla riformulazione dei percorsi preesistenti.

Questi percorsi coesistono con i percorsi sviluppati dal sistema economico, alcuni dei quali vantano una consolidata tradizione e sono fortemente radicati nel contesto sociale. In base al prevalere di una spinta rispetto all’altra, i bisogni che i percorsi e i programmi di Istruzione e Formazione Iniziale sono chiamati a soddisfare, gli obiettivi posti e le loro forme di governo, organizzazione e finanziamento, possono differire notevolmente.

La diversità può rappresentare un indicatore di qualità, in quanto fabbisogni diversi vengono parimenti soddisfatti, ma può anche generare confusione e incertezza tra allievi, orientatori e datori di lavoro, con indubbie conseguenze a livello di capacità di attrazione dell’Istruzione e Formazione Iniziale. E’ possibile definire la capacità di risposta dei diversi percorsi di Istruzione e Formazione Iniziale alle spinte economiche e sociali, sulla base delle seguenti domande:
  • Quali sono gli scopi prioritari: l’occupabilità e la competitività economica o la crescita personale e la coesione sociale?
  • Chi è responsabile della definizione delle politiche: i governi, le imprese e le parti sociali e come, semmai, è gestito un processo decisionale concertato?
  • Quali standard prevalgono nel corso di Istruzione e Formazione Iniziale: educativi o occupazionali, e come sono eventualmente conciliati?
  • Chi sono i principali attori responsabili della definizione dei risultati dell’apprendimento, dell’elaborazione dei contenuti, dei metodi e della valutazione delle competenze, ecc: essenzialmente rappresentanti istituzionali o esponenti del mondo delle aziende?
  • Quale status e spendibilità sono attribuiti alle qualifiche acquisite, in rapporto alle prospettive di occupazione ed avanzamenti di carriera e/o a ulteriori percorsi di apprendimento?
  • Qual è la principale funzione del mediatore di apprendimento: educatore o potenziatore delle competenze? Queste e altre caratteristiche che differenziano l’Istruzione e Formazione Iniziale hanno un peso, tra l’altro su: come vengono determinati, gestiti e garantiti i criteri di qualità dei programmi associati; come viene definita e garantita la rilevanza della formazione e la misura in cui i diversi stakeholder coinvolti ritengono attrattivi i percorsi di IFP.

10 Il significativo supporto del Fondo Sociale Europeo (FSE) 9

2.4. La spendibilità sul mercato del lavoro delle qualifiche rilasciate dai percorsi di Istruzione e Formazione Iniziale Affinché le qualifiche rilasciate in uscita da un percorso di Istruzione e Formazione Iniziale siano spendibili sul mercato del lavoro, i sistemi e gli ordinamenti devono essere collegati allo sviluppo economico della realtà locale/regionale/statale e stare al passo con la rapida evoluzione dell’economia. In un contesto improntato al cambiamento, emerge la costante necessità dell’Istruzione e Formazione Iniziale di sviluppare con il mondo privato (attori economici) e pubblico (portatori d’interesse locali/regionali/statali) leadership, sostegno e coinvolgimento attivo.

Il partenariato pubblico-privato deve apportare l’esperienza necessaria per elaborare metodi, standard, curricula e contenuti, nonché per valutare, convalidare e certificare l’apprendimento. I mediatori di apprendimento, i docenti e i formatori dell’IFP devono possedere la capacità di trasferire agli allievi conoscenze, competenze e abilità di carattere professionale aggiornate. Scopo dell’Istruzione e Formazione Iniziale è offrire agli allievi l’opportunità di acquisire conoscenze, abilità e competenze funzionali a un’occupazione (presente e futura) e al prosieguo del percorso di apprendimento.

Diverse tipologie di Istruzione e Formazione Iniziale offrono un’ampia gamma di contesti e opportunità di apprendimento all’interno dei quali coltivare potenzialità e talenti, dando spazio a diversi modi di apprendere, conseguire obiettivi ed eccellere. Mantenere viva la diversità è la chiave per far leva sulle potenzialità di ciascuno e affrontare le sfide attuali e future da e con molteplici prospettive e capacità, aspetto non trascurabile alla luce della trasformazione economica in atto e della struttura demografica in evoluzione. Una pluralità di contesti e opportunità di apprendimento è garanzia di crescita di un ‘capitale sociale’ vario e versatile, necessario a società ed economie equilibrate e ricche di risorse.

Le caratteristiche principali di un programma di Istruzione e Formazione Iniziale collegato ad un settore professionale sono di essere orientato alla carriera professionale, promuovere l’etica del lavoro e facilitare il passaggio dal mondo della scuola a quello produttivo. Per poter utilizzare e incentivare il ricorso alle nuove tecnologie occorre aver sviluppato una consuetudine con esse ed aver acquisito le necessarie abilità e competenze. I contesti di apprendimento devono simulare l’ambito lavorativo e/o prevedere occasioni di apprendimento sul posto di lavoro. Occorre trasferire le conoscenze specifiche legate ad una data attività lavorativa, potenziare e valutare competenze e abilità connesse e garantire che la risultante certificazione e qualifica siano spendibili sul mercato del lavoro.

Di seguito, si riportano le tre tipologie di percorso di Istruzione e Formazione Iniziale sfocianti in qualifiche spendibili sul mercato del lavoro individuate nei Paesi partecipanti. Una “fotografia ” delle diverse tipologie di percorso è riportata nell’Allegato II. 11 I dati che hanno concorso a tracciare questa ‘fotografia’ sono approssimativi e incompleti per alcuni Paesi, ma forniscono comunque una qualche utile indicazione su come sia organizzata l’Istruzione e la Formazione Iniziale e su come possano variare i tassi di partecipazione ai diversi percorsi formativi, a seconda dei Paesi, a conferma del fatto che qualunque azione collegata all’attrattività dell’Istruzione e Formazione Iniziale non possa prescindere da un inquadramento rispetto ai percorsi formativi in essere.

All’interno di ciascun tipo di percorso formativo si segnalano non di rado significative differenze tra i Paesi quanto a funzioni e obiettivi, governance e organizzazione, piano di studi, contenuti e metodologia, profilo dei docenti/formatori e discenti, numero degli iscritti, tassi di accesso all’attività formativa e di completamento della stessa, nonché livelli di qualifiche associate a ciascun tipo di percorso. Il Gruppo ha voluto esaminare queste differenze e come esse condizionano qualità, rilevanza, status e immagine dell’IFP nei diversi Paesi e le conseguenze sulla capacità di attrazione dell’Istruzione e Formazione Iniziale.

2.5. L’utenza di riferimento L’utenza di riferimento comprende giovani che si accingono a vagliare le possibilità future di formazione e allievi già iscritti a programmi di Istruzione e Formazione Iniziale. I primi comprendono soggetti convinti che le proprie capacità e i propri talenti meglio si adattino ai lavori per i quali sono richieste qualifiche rilasciate dall’Istruzione e Formazione Iniziale, che rispondono bene agli approcci di apprendimento adottati da un tale percorso formativo e che vogliono conseguire quanto prima una qualifica che consenta loro di accedere al mercato del lavoro.

Sono anche compresi coloro che non riescono a decidersi tra le diverse opzioni e che non hanno sufficientemente preso in considerazione l’Istruzione e Formazione Iniziale come opzione. Essendo stato prescelto come opzione di apprendimento privilegiata, il programma di Istruzione e Formazione Iniziale deve risultare "all’altezza" delle aspettative del giovane, se non si vuole rischiare che lo stesso opti per un diverso percorso, abbandoni precocemente l’attività formativa o renda meno di quanto dovrebbe o potrebbe. Non bisogna dimenticare infatti che molti giovani vivono l’accesso all’Istruzione e Formazione Iniziale come una costrizione, in quanto si sono trovati nella necessità di dover completare il ciclo di istruzione obbligatoria o vi sono stati avviati in tenera età e si sono poi ritrovati a corto di valide alternative.

Particolari sforzi vanno profusi al fine di innalzare il livello di soddisfazione per il percorso formativo scelto. Sono i giovani stessi a spiegare i motivi per cui trovano attraenti o meno percorsi e programmi di istruzione e Formazione Iniziale.

In alcuni Paesi, le indagini conoscitive condotte tra gli allievi apportano utili complementi informativi, ma, nella maggior parte dei casi, gli elementi di conoscenza del punto di vista dei giovani non sono disponibili o accessibili, problema questo che va opportunamente affrontato. Mancando il punto di vista diretto degli allievi, si è tenuto conto del parere dei componenti del Gruppo Tematico, molti dei quali hanno alle spalle Tipo A Tipo B Tipo C Apprendimento scolastico, in genere con esperienza di lavoro simulata Apprendimento scolastico Sistema duale basato sull’azienda / modello di apprendistato nell’ambito del quale la maggior parte della formazione viene erogata sul lavoro Talvolta con una breve esperienza lavorativa di stage in azienda (0-4 settimane l’anno) Con una corposa esperienza lavorativa di stage in azienda (5-10 settimane l’anno) Con apprendimento scolastico (1-2 giorni a settimana o “blocchi” di 9-12 settimane l’anno) 11

12 Il punto di vista del discente e il giudizio che formula sono condizionati da come la società vede l’Istruzione e Formazione Iniziale: pari, genitori, role model, mezzi di comunicazione, mentori, docenti, datori di lavoro, ecc. Dibattere il tema dal punto di vista di questi attori richiederebbe molto più tempo e un gruppo decisamente più rappresentativo di partecipanti. Si terrà comunque conto di come influenzarne positivamente il giudizio. anni di esperienza a stretto contatto con i giovani nel settore dell’Istruzione e Formazione Iniziale, parere suffragato dall’esperienza dei pari e dal dato documentale.

Le parole chiave prescelte in riferimento alla capacità di attrazione dell’Istruzione e Formazione Iniziale per gli allievi comprendono: status, immagine, rilevanza e qualità12 .

2.6. La capacità di attrazione dell’Istruzione e Formazione Iniziale La capacità di attrazione è di per sé un concetto soggettivo. Di qui l’evidente difficoltà che s’incontra nel voler definire e misurare la capacità di attrazione dell’Istruzione e Formazione Iniziale. La capacità di attrazione di un programma e di un percorso di Istruzione e Formazione Iniziale è infatti connessa alla sua qualità e rilevanza, nonché al modo in cui quest’ultima è resa visibile ed è considerata dalla società. Il valore che il mercato del lavoro e la società attribuiscono ad un percorso di Istruzione e Formazione Iniziale conferisce a quest’ultimo uno status. Un esame delle caratteristiche dei programmi e dei percorsi di Istruzione e Formazione Iniziale che si correlano al loro status, immagine, rilevanza e qualità può fornire utili indicatori di capacità di attrazione. In particolare esse sono:
  • Politiche e pratiche in materia di Istruzione e Formazione Iniziale, improntate alla ricerca dell’eccellenza;
  • Cooperazione qualitativa tra i diversi stakeholder/partner, ivi compresa un’opportuna collaborazione tra l’Istruzione e la Formazione Iniziale e il mercato del lavoro in materia di analisi dei fabbisogni ed elaborazione di standard e contenuti;
  • Formazione di docenti/formatori improntata alla gestione della qualità e a garanzia di qualità;
  • Organismi erogatori di Istruzione e Formazione Iniziale opportunamente accreditati e provvisti di un sistema di assicurazione qualità;
  • Ricorso ad approcci, metodologie e strumenti di apprendimento efficaci;
  • Qualifiche con garanzia di qualità, apprezzate dalla società e dal mercato del lavoro e riconosciute per l’avanzamento a un livello di qualifica più elevato;
  • Servizi di informazione, orientamento e consulenza improntati alla qualità;
  • Collegamenti tangibili e proattivi tra l’istituto di Istruzione e Formazione Iniziale e il mercato del lavoro che favoriscano l’esperienza di lavoro;
  • Contesto, clima e strutture pensati per i giovani. 12

13 Anche laddove i percorsi di Istruzione e Formazione Iniziale soddisfino criteri di qualità, se non si tiene conto di pertinenza, status e immagine, essi potranno non risultare attraenti ai discenti. Le suddette caratteristiche saranno esaminate nel terzo Capitolo dal punto di vista della qualità e della rilevanza delle politiche e dell’erogazione dell’Istruzione e Formazione Iniziale, la qualità come chiave della capacità di attrazione dell’Istruzione e Formazione Iniziale, ovvero la qualità come strumento per dimostrare la capacità di attrazione dell’Istruzione e Formazione Iniziale, percepite come “due facce della stessa medaglia”.

Dimostrare la capacità di attrazione che un’Istruzione e una Formazione Iniziale di qualità e pertinente esercita sui giovani dipende in larga parte dalla sua visibilità e dai canali di promozione utilizzati. Un utile contributo al potenziamento della capacità di attrazione può venire dai servizi di informazione e orientamento di eccellenza ed erogati prima dell’iscrizione e durante la formazione. 2.7. Istruzione e Formazione Iniziale e cultura del miglioramento della qualità E’ nella qualità che va ricercata la chiave per incidere sulla capacità di attrazione dell’Istruzione e Formazione Iniziale, e criterio imprescindibile per promuovere la qualità è la garanzia di rispondenza del percorso formativo alle esigenze del mercato del lavoro e all’accesso a una formazione ulteriore.

Il sostegno al coinvolgimento attivo degli stakeholder in una "cultura del miglioramento della qualità"13 costituisce l’elemento fondante della Raccomandazione sull’EQARF, laddove per "cultura" s’intende una condivisione di etica, Sensibilizzare l’utenza sulle prospettive lavorative e alla conoscenza di sé, delle proprie ambizioni, dei propri talenti e delle proprie capacità Orientare l’autovalutazione dell’utenza attraverso il percorso di apprendimento Informare e orientare l’utenza circa le opportunità di lavoro e le opzioni di istruzione e formazione ulteriore Orientare l’autovalutazione di talenti e capacità rispetto allo sbocco lavorativo auspicato Orientare l’utente nella scelta di un percorso e di un programma accessibile e appetibile: requisiti di ingresso, organizzazione, ambiente, condizioni Sensibilizzare l’utenza all’importanza dei percorsi di apprendimento che danno accesso a istruzione e formazione continua, oltre che a un lavoro Informare e offrire consulenza all’utenza per insegnarle a conciliare aspirazioni lavorative con capacità e qualifiche 13

14 ‘La qualità è comunemente intesa come ‘l’essere di valore’. Il che la relativizza: che genere di valore? valore per chi? e valore per cosa? Occorre quindi contestualizzarla, perché è proprio all’interno del contesto che si formulano i giudizi. Non esiste un metro globale, assoluto e obiettivo per misurarla. Si tratta piuttosto di qualcosa intorno al quale trovano un consenso le ‘comunità’ (come che siano definite e quale ne sia la composizione): siano esse comunità scientifiche o comunità di pratica. Saranno loro a definirne procedure e processi e/o criteri di riferimento quantitativi ai fini di un’attuazione e di un’esecuzione sotto il segno della reciprocità.’ Elizabeth Watters: Quality of VET: The EU Dimension.

Der Konferenz: Qualität in der beruflichen Bildung, 6 Oktober 2008 Wien.

15 L’insieme delle attività di gestione che determinano la politica per la qualità, gli obiettivi e le responsabilità e li traducono in pratica, nell’ambito del Sistema Qualità, con mezzi quali la pianificazione, il controllo, l'assicurazione e il miglioramento della qualità. Fonte: ISO 8402. Cedefop Glossary ‘Quality in Training‘ (2003) conoscenze e comportamenti da parte dei soggetti impegnati nell’apprendimento sociale. Il termine qualità è legato al contesto14 .

Il coinvolgimento di un gruppo di stakeholder dell’Istruzione e Formazione Iniziale in una cultura del miglioramento della qualità e della responsabilità punta a condividere il sapere acquisito, migliorare collettivamente conoscenze e prassi condivise e dar prova di miglioramento ai fini di una valutazione.

La cultura della comunità di pratica si trasferisce verso un processo osmotico, difficilmente misurabile. E’ tuttavia possibile constatare oggettivamente i buoni risultati dell’apprendimento sociale, laddove la comunità di pratica pone in essere dispositivi di gestione della qualità15 .

Il Gruppo Tematico ha proposto di considerare il collegamento intercorrente tra il coinvolgimento degli stakeholder in una ‘cultura del miglioramento della qualità’ e gli elementi che rendono più attraente l’Istruzione e la Formazione Iniziale. Le mosse in direzione di una potenziata capacità di attrazione si correlavano ai quadri di riferimento comunitari, legati alla Raccomandazione sull’EQARF - ivi compresi il Quadro Europeo delle Qualifiche e delle Competenze (EQF), il Sistema Europeo di Trasferimento dei Crediti per l’Istruzione e la Formazione Professionale (ECVET) - e a una risultante accentuata convalida dell’apprendimento non formale e informale.

L’approccio adottato per cogliere e distillare messaggi generali utili all’implementazione della Raccomandazione integra il lavoro svolto dai tre gruppi tematici istituiti dall’ENQA-VET (2008-2009), con l’incarico di focalizzare l’attenzione sugli strumenti dell’EQARF: l’attuazione del Quadro Comune Europeo di Assicurazione Qualità (CQAF), l’ulteriore sviluppo di indicatori per valutare la qualità e la peer review nel quadro della garanzia di qualità nell’IFP.

14 L’insieme delle attività di gestione che determinano la politica per la qualità, gli obiettivi e le responsabilità e li traducono in pratica, nell’ambito del Sistema Qualità, con mezzi quali: la pianificazione, il controllo, l'assicurazione e il miglioramento della qualità. Fonte: ISO 8402. Cedefop Glossary ‘Quality in Training‘ (2003) 17 Parte della gestione per la qualità mirata a dare fiducia che i requisiti per la qualità saranno soddisfatti. Fonte: ISO 9000 Citato nel Cedefop Glossary ‘Quality in Training‘ (2003) 3. PROMUOVERE LA QUALITA’ PER INCENTIVARE LA CAPACITA’ DI ATTRAZIONE DELL’ISTRUZIONE E FORMAZIONE INIZIALE 3.1 Contesto Strategie politiche che puntano a migliorare la qualità, la pertinenza, l’immagine e lo status dell’Istruzione e della Formazione Iniziale e a potenziarne l’attrattività vanno pianificate, attuate, monitorate, valutate e riviste a tutti i livelli: di programmazione, definizione, conversione delle politiche in processi applicativi e attuazione delle stesse.

Nel corso dell’ultimo decennio si è assistito nei Paesi partecipanti a un fiorire di partenariati multiattoriali tra portatori di interesse chiave ed esperti di processi di elaborazione di politiche in materia di Istruzione e Formazione Iniziale. Il partenariato multi-attore obbliga i partecipanti a “pensare fuori dagli schemi”, a riflettere sugli scopi e le funzioni e a tener conto del variegato ventaglio di aspettative dei diversi attori coinvolti, predisponendo a una mescolanza di approcci e aprendo all’innovazione, tutti ingredienti necessari per integrare l’Istruzione e la Formazione Iniziale in un processo continuo di apprendimento permanente.

Gli attori chiave dell’Istruzione e Formazione Iniziale risultano inoltre sempre più coinvolti in partenariati europei e convogliano le conoscenze acquisite nei processi di elaborazione delle politiche. Una cultura della cooperazione e dello sforzo congiunto rappresenta il fondamento della cultura della qualità. Come si è avuto modo di far rilevare nel precedente capitolo, il significato del termine qualità è intimamente legato al contesto spaziale.

La cultura della qualità di un partenariato di sviluppo o di una comunità di pratica si regge sulle capacità di gestione della qualità16 di ciascun partner e sul Sistema di Qualità posto in essere singolarmente da ognuno. I componenti del gruppo tematico hanno riferito che l’applicazione del “ciclo della qualità” allo sviluppo delle politiche è ormai prassi consolidata e che le procedure di garanzia di qualità dei processi interessati mostrano un netto miglioramento.

Sempre più ricorrenti, nei documenti in materia di Istruzione e Formazione Iniziale, sono i riferimenti alla gestione e alla garanzia della qualità17 .

Nel corso del dibattito, i partecipanti hanno esaminato il solido corpus di leggi e politiche dei rispettivi Paesi che ha concorso e continua a concorrere a dare qualità e pertinenza all’Istruzione e alla Formazione Iniziale. E’ ormai un dato di fatto che politiche e prassi che funzionano in un dato contesto vengono sempre più adattate e implementate in altri contesti e Paesi.

Un forte impulso, a riguardo, è venuto da programmi di azione e iniziative comunitarie, vecchie ormai di un ventennio (quali: PETRA, Leonardo da Vinci), dal programma di lavoro “Istruzione e Formazione 2010”, nonché da procedure di reporting, attività di ricerca e divulgative (CEDEFOP, ETF).Ne consegue che una politica di recente introduzione in un Paese può vantare una lunga tradizione in un altro. 15

I partecipanti si sono soffermati sugli sviluppi occorsi nell’ultimo decennio, passibili di incidere sul miglioramento della qualità e della rilevanza dell’Istruzione e Formazione Iniziale nei rispettivi Paesi o destinati a farlo nel tempo, e hanno individuato in un arco di cinque anni il lasso temporale medio necessario a che le politiche abbiano un impatto sull’erogazione dell’Istruzione e Formazione Iniziale. Questi sviluppi possono essere così raggruppati:
  • Legislazione e programmazione delle politiche basata su prove di efficacia
  • Governance e organizzazione
  • Rilevanza di Istruzione e Formazione Iniziale per il mercato del lavoro
  • Qualifiche dell’Istruzione e Formazione Iniziale
  • Gestione della qualità dell’Istruzione e Formazione Iniziale
  • Qualifiche dei mediatori di apprendimento dell’Istruzione e Formazione Iniziale
  • Servizi di informazione e orientamento
  • Status e immagine dell’Istruzione e Formazione Iniziale Nelle successive sezioni del presente rapporto, si esamineranno detti sviluppi a fronte della rispettiva intrinseca potenzialità di migliorare qualità, rilevanza, status e immagine dell’Istruzione e Formazione Iniziale, accrescendone la capacità di attrazione. Saranno passati in rassegna i processi di sviluppo per documentare evidenze di migliorata qualità.

ESEMPI DI LEGISLAZIONE E PIANIFICAZIONE DELLE POLITICHE CHE CONCORRONO A INNALZARE L’ATTRATTIVITA’ DELL’ISTRUZIONE E FORMAZIONE INIZIALE Austria Emendamento della Legge sulla Formazione Professionale (2006) Le qualifiche dei docenti di istituti di IFP rappresentano una priorità Piano per l’attuazione del QNQ (2008) Cipro L’equità per gli utenti dei percorsi di IFP costituisce una priorità nel quadro dell’attuale azione di riforma. Proposta di un nuovo e moderno apprendistato (2007) Danimarca Nuovo apprendistato (2006) Riforma dell’IFP e quadro per il riconoscimento dell’apprendimento pregresso (2007) Elaborazione di un QNQ (avviata nel 2007) Estonia Emendamento della legge sugli Enti di Formazione (Vocational Institutions Act) (2005) e gli standard (Vocational Education Standard) (2006), Legge per normare l’apprendistato (2007), emendamento della legge sulle professioni (Professions Act) (2008).

Elaborazione di un QNQ (2008 rev), piani di studio nazionali relativi all’IFP (2009) Finlandia Revisione dei core curricula nazionali per l’IFP (2007-10) Raccomandazioni sulla Gestione della Qualità nell’IFP (2008) Proposta di un QNQ (2009) Strategia per incrementare l’attrattività dell’IFP (2009) Germania Revisione della Legge in materia di Formazione Professionale (2005) Pacchetto di innovazioni nell’IFP (garanzia di qualità, misure di equità rivolte alle minoranze etniche, ecc.) (2007) Proposta di un QNQ (2009) Irlanda Legge sulle Qualifiche – l’Istruzione e la Formazione (Qualifications [Education and Training] Act) (1999), Istituzione di un QNQ e di un Consiglio per il riconoscimento della formazione e dell’istruzione post-obbligatoria (Awards Councils) (2003) Legge sugli istituti tecnici (Institutes of Technology Act)(2006) Italia Legge in materia di accreditamento delle strutture formative (2001) Disposizioni disciplinanti il riconoscimento dell’apprendimento pregresso - Legge per regolamentare l’apprendistato Malta Informativa sull’istituzione del Malta Qualifications Council e dei descrittori del QNQ (2005) Istituzione del QNQ (2007) Romania Legge in materia di garanzia di qualità (2006) Istituzione dell’Autorità Nazionale in materia di Qualifiche Svezia Decisione di elaborare un QNQ (2008) Processi per l’accreditamento dei soggetti erogatori di istruzione e formazione (2008) Consigli su programmi, standard e curricula (2011) Commissione per le qualifiche del corpo docente 16

17 LA PROGRAMMAZIONE DELLE COMPETENZE IN FINLANDIA Il Finnish National Board of Education (Consiglio Nazionale Finlandese per l’Istruzione) ha concepito il ‘Mitenna Model’ per prevedere i fabbisogni di competenze e di formazione su scala nazionale e regionale. Il modello si basa su dati statistici. Nel 2005, il Governo centrale ha istituito la Foresight Network composta da rappresentanti di tutti i ministeri e dall’Ufficio del Primo Ministro. La rete si prefigge di coordinare le attività previsionali di tutti i ministeri, di promuovere attività analoghe a livello regionale e garantire la confluenza degli esiti nella definizione delle politiche, agendo in stretto contatto con gli istituti di ricerca e pubblicando relazioni.

Ogni anno tiene il Foresight Forum, che funge da tavolo di discussione tra ministeri, governi regionali e locali e organizzazioni del mercato del lavoro.

Il Mitenna Model e la Foresight Network puntano a incrementare la qualità e la pertinenza dell’IFP, fornendo un corpus informativo utile e affidabile circa la tipologia e il volume di istruzione necessari a soddisfare i fabbisogni di competenze futuri e a preservare un bacino di manodopera qualificata. Le informazioni raccolte vengono utilizzate per orientare l’IFP: afflusso di studenti bersaglio, rilevazione di colli di bottiglia nella forza lavoro e individuazione precoce di un’eventuale offerta sovradimensionata. Particolare attenzione è poi rivolta alle previsioni a livello regionale e al dialogo.

I risultati conseguiti vanno a tutto beneficio degli studenti attraverso l’azione di orientamento professionale.

L’esito del processo previsionale rappresenta una risorsa per il Piano di Sviluppo dell’Istruzione e della Ricerca varato ogni quattro anni dal Governo centrale. Il servizio informativo on-line – l’ ENSTI – si basa sul Mitenna Model ed è stato specificatamente messo a punto a servizio di utenti e produttori di dati previsionali sul mondo dell’istruzione e del lavoro. 18 Nel quadro del ‘Processo di Copenhagen’, il Programma Comunitario ‘Istruzione e Formazione 2010’ e le linee guida della Strategia Europea per l’Occupazione (EES) e del Fondo Sociale Europeo (ESF) 19 Definizioni dell’EQF: ‘qualifica’ risultato formale di un processo di valutazione e validazione, acquisito quando l'autorità competente stabilisce che i risultati dell'apprendimento di una persona corrispondono a standard definiti; ‘sistema nazionale di qualifiche’ complesso delle attività di uno Stato membro connesse con il riconoscimento dell'apprendimento e altri meccanismi che raccordano l'istruzione e la formazione con il mercato del lavoro e la società civile.

Ciò comprende l'elaborazione e l'attuazione di disposizioni e processi istituzionali in materia di garanzia della qualità, valutazione e rilascio delle qualifiche. Un sistema nazionale di qualifiche può essere composto di vari sottosistemi e può comprendere un quadro nazionale di qualifiche; ‘quadro nazionale di qualifiche’ strumento di classificazione delle qualifiche in funzione di una serie di criteri basati sul raggiungimento di livelli di apprendimento specifici. Esso mira a integrare e coordinare i sottosistemi nazionali delle qualifiche e a migliorare la trasparenza, l'accessibilità, la progressione e la qualità delle qualifiche rispetto al mercato del lavoro e alla società civile.

SVILUPPI 3.2 Legislazione e programmazione delle politiche Gli Stati Membri si sono impegnati ad ammodernare l’Istruzione e la Formazione Iniziale introducendo priorità di riforma consensualmente convenute18 . Una rivisitazione della recente legislazione e dei programmi politici formulati nei Paesi partecipanti rivela la centralità di queste priorità comunitarie. Tra le tematiche più ricorrenti figurano: > l’integrazione dell’Istruzione e Formazione Iniziale in un processo continuo di apprendimento permanente, migliorando accessibilità e percorsi di progressione, quali la modularizzazione, i sistemi di crediti, il riconoscimento dell’apprendimento pregresso, i sistemi e i quadri di qualifiche19 .

l’aumento della rilevanza dell’Istruzione e Formazione Iniziale ai fini dell’inserimento nel mercato del lavoro tramite analisi affidabili dei fabbisogni di competenze, standard occupazionali ad hoc, esperienze lavorative integrate, ecc.; > il miglioramento della qualità dell’Istruzione e Formazione Iniziale, attraverso il rafforzamento della qualificazione degli insegnanti, il potenziamento degli approcci di garanzia di qualità, ecc. I processi e le procedure di qualità che migliorano la formulazione della legislazione e la programmazione delle politiche a livello nazionale prevedono: > una cooperazione inter-ministeriale e partenariati trilaterali; > processi di partnership più aperti e trasparenti; > analisi dei fabbisogni e ricerca mirata a sostegno di politiche e legislazione; > costruzione del consenso tra i vari stakeholder coinvolti attraverso la consultazione e il negoziato; > processi mirati a potenziare partecipazione e coinvolgimento attivo, al fine di facilitare l’attuazione di politiche e normative;

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