Premio"Michele Maronta" 2017 - L'emozione ha una voce
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I.C. Jean Piaget-Ettore Majorana Piazza Minucciano 33 00139 Roma Biblioteca scolastica Michele Maronta Premio“Michele Maronta” 2017 L’emozione ha una voce Il testo di una bella canzone ha la capacità di suscitare emozioni, sentimenti di gioia, nostalgia, dolore ma anche riflessioni su aspetti significativi della vita: un messaggio dell’autore per te. Scegli uno dei brani proposti e descrivi o illustra attraverso un testo scritto o un disegno le emozioni e le riflessioni che esso ha generato in te Raccolta degli elaborati premiati e finalisti a cura di Elisabetta Venerosi Pesciolini Referente della Biblioteca scolastica “Michele Maronta”
I.C. Jean Piaget - Ettore Majorana Piazza Minucciano 33 00139 Roma Biblioteca scolastica Michele Maronta Premio “Michele Maronta” 2017 L’emozione ha una voce Il testo di una bella canzone ha la capacità di suscitare emozioni, sentimenti di gioia, nostalgia, dolore ma anche riflessioni su aspetti significativi della vita: un messaggio dell’autore per te. Scegli uno dei brani proposti e descrivi o illustra attraverso un testo scritto o un disegno le emozioni e le riflessioni che esso ha generato in te Raccolta degli elaborati premiati e finalisti a cura di Elisabetta Venerosi Pesciolini Referente della Biblioteca scolastica “Michele Maronta” Giuria Dirigente scolastico Prof.ssa Marina Todini Prof. Enzo Bellotti, docente di Lettere classi 1H, 2H Prof. ssa Paola De Muro docente di Arte e Immagine corsi A-B-E Prof.ssa Emanuela Fiorelli, docente di Educazione Artistica corsi D-H Prof.ssa Giuliana Piras, docente di Musica corsi E-F-H Prof.ssa Annamaria Sulpizii, docente di Religione corsi B-C-D-E-G-H Elisabetta Venerosi Pesciolini, referente della Biblioteca 3
Introduzione Il Premio Michele Maronta 2017 ha avuto come titolo : L’emozione ha una voce Il testo di una bella canzone ha la capacità di suscitare emozioni, sentimenti di gioia, nostalgia, dolore ma anche riflessioni su aspetti significativi della vita: un messaggio dell’autore per te. Scegli uno dei brani proposti e descrivi o illustra, attraverso un testo scritto o un disegno, le emozioni e le riflessioni che esso ha generato in te Giunto alla 17° Edizione, il concorso ha previsto, come sempre, una sezione di scrittura creativa e una grafico-pittorica ed è stato rivolto esclusivamente alle classi terze medie, al fine di premiare, a conclusione del triennio di scuola secondaria di primo grado, gli alunni e le alunne che hanno raggiunto un alto livello di competenze, maturità e mezzi espressivi. Alla sezione di scrittura creativa hanno partecipato le classi 3A, 3C, 3D, 3F,3G, 3H, 3I per un totale di 22 alunni finalisti Alla sezione grafico-pittorica hanno partecipato le classi 3A, 3D, 3G, 3H, per un totale di 34 alunni. Il titolo del concorso ha riscosso molto successo; grazie ad esso i partecipanti hanno potuto esprimere le proprie emozioni e riflessioni su una canzone, a scelta, tra quelle proposte. Solo in rari casi, il testo non è stato pienamente compreso nel suo significato letterale ma, dopotutto, l’arte ognuno ha la possibilità di “leggerla” e interpretarla a proprio modo perchè genera in ognuno di noi suggestioni diverse, spesso soggettive In questa raccolta sono presenti i tre elaborati vincitori dell’edizione 2017, quelli che hanno comunque avuto una menzione di merito dalla giuria e tutti i finalisti, scelti dai docenti, tra coloro che hanno partecipato. La Premiazione si è svolta in occasione della festa di fine anno della scuola, il giorno 20 maggio 2017, alla presenza del signor Francesco Maronta che ha premiato i vincitori. A lui e a sua moglie Margherita va il grazie sincero di tutta la scuola e mio personale per il generoso sostegno economico che da anni offrono agli alunni vincitori e alla Biblioteca. Si ringraziano inoltre i membri della Giuria che mi hanno affiancato nel compito di valutare gli elaborati: Il Dirigente scolastico Prof.ssa Marina Todini, i docenti Enzo Bellotti, Emanuela Fiorelli, Paola De Muro, Giuliana Piras, Anna Maria Sulpizii; tutti i docenti che hanno partecipato all’iniziativa con le loro classi: Antonietta Belsito, Carmen Cirielli, Paola De Muro, Antonella Ferraro, Emanuela Fiorelli, Paola Francini, Claudine Jacobiere, Roberto Morini Cristina Rossetti, Mirella Tripi. La Bibliotecaria Elisabetta Venerosi Pesciolini Roma, 19 Giugno 2017 4
Vincitore a pari merito sezione scrittura creativa Samuele Proietti classe 3aF Motivazione Il componimento commenta con originalità e ottima proprietà di linguaggio il messaggio del testo prescelto. Dimostra notevole capacità di riflettere sul tema della bellezza della vita, come valore da apprezzare nonostante le difficoltà che vi possiamo incontrare 7
E’ pomeriggio. Contemplo con la testa poggiata al finestrino della mia macchina, le gocce di pioggia infrangersi sul blu metallico dell’auto di papà. C’è troppo silenzio, forse perché stiamo tornando a Roma da una vacanza ricca di emozioni intense e, in questo momento, le parole non servono. Rimane attivo solo il mio pensiero, la mia psiche e i miei ricordi fanno davvero male.. “Papà” dice con voce spenta e triste mio fratello “possiamo sentire almeno un pò di musica?” Papà rimane un secondo in silenzio, impassibile. Forse anche lui ha già nostalgia delle campagne umbre e degli amici del paese. Poi ecco che, imperterrito nel suo non proferire parola, preme sul pulsante RADIO E adesso ascoltiamo uno dei grandi successi di Sanremo di quest’anno: “Che sia benedetta” di Fiorella Mannoia!”, annuncia lo speaker con voce entusiasta, in netto contrasto col clima di deprimente silenzio che regna nella nostra macchina. Finalmente un suono melodico spezza la monotonia del viaggio, prevalendo sul rumore dei clacson degli altri veicoli in coda sulla Roma-Firenze. Subentra finalmente il timbro particolare ed insolito della Mannoia, che può essere tanto apprezzato quanto detestato perché ricco di peculiarità che possono piacere o non piacere e, a me personalmente, incantano. “Ho sbagliato tante volte nella vita, chissà quante volte ancora sbaglierò…” Già all’udire queste prime parole, nei pensieri di un attento ascoltatore, emergono sensazioni e ricordi di quei momenti che inevitabilmente hanno vissuto tutti quanti e che vorresti poter rivivere, per cambiare le cose e dare un colore diverso a quello che è stato, a momenti, il tuo passato. Mi si srotolano d’improvviso di fronte brutte esperienze e rimproveri personali che bruciano ma si sa bene che quando una ferita brucia è perché si sta combattendo l’infezione… Il passato, bello e brutto che sia, è uno specchio di fronte al quale, riconoscendosi, si possono pettinare i rimorsi del “prima” in vista di un“poi” pettinato. Insomma, ci si aggiusta. “Quante volte ho rovesciato la clessidra, questo tempo non è sabbia ma è la vita…” Quanta verità nascosta dietro quest’immagine! Chissà quante volte sono caduto e mi sono rialzato continuando a camminare, nonostante la caduta. E’un continuo ricominciare da capo. Un continuo rigirare la clessidra. Nel frattempo ha smesso di piovere, a mio fratello “calano” le palpabre ed io rimango, solo con i miei ricordi seduti accanto a me, a osservare, come fossi al cinema, le belle giornate al campetto con i miei amici, i momenti in cui l’amore mi ha fatto arrossire, le risate in famiglia e i sacrosanti attimi di solitudine, seduto su una panchina a guardare il tramonto tingere di rosa le acque del Trasimeno. Come per magia, ad un certo punto, arriva il ritornello, un inno alla vita, carico di voglia di vivere… “Che sia benedetta! Per quanto assurda e complessa ci sembri, la vita è perfetta!...” Parole da gridare a tutti coloro che vengono perseguitati, a tutti i profughi che scappano affidando il proprio destino al mare in tempesta, a tutti i malati, a tutti coloro che perdono ogni speranza! Ritengo che sia un ritornello da cantare a voce tanto alta da farsi sentire da Dio nei cieli, l’autore di questa splendida commedia. Una lacrima precipita dall’occhio di papà e gli scava un solco nella barba. Nulla a che fare con la tristezza, trattasi bensì di una versione alternativa a dei banali sorrisi. Commuoversi ha tutto un altro sapore. Sono questi piccoli momenti che conferiscono la forza per andare avanti. E’ davvero incredibile come poche note possano aver lentamente sconfitto la nostalgia, lasciando il posto alla gioia infinita di essere protagonisti di questa vita, la nostra vita. Una scrittrice statunitense, Emily Dickinson, ha detto che la vita è fatta di attimi che non ritorneranno mai più, ed è per questo che ogni secondo va vissuto al meglio. La prossima volta che ascolterò questa canzone, il bagaglio del mio passato sarà più dolce. Samuele Proietti Classe 3aF 8
Vincitore a pari merito sezione scrittura creativa Margherita Candela 3aH Motivazione Ha commentato il testo della canzone prescelta dimostrando grande sensibilità nell’esprimere le proprie emozioni e maturità nella riflessione personale. Il messaggio del componimento sottolinea l’importanza per ciascuno di impegnarsi a “guarire” il pianeta sul quale viviamo 9
Le canzoni hanno una forza incredibile, basta un suono o una parola per essere trasportati in un vortice di sensazioni ed emozioni. Credo che il ruolo della musica sia fondamentale nella nostra vita perché ci permette di sognare e di riflettere. Se devo pensare ad una canzone dotata di tale potenza mi viene in mente senz’altro “Heal the world”. Fate partire la musica e chiudete gli occhi, lasciandovi cullare dalla voce, forte e dolce allo stesso tempo, di Michael Jackson. Sarete immediatamente colti da una miriade di emozioni e sensazioni e non potrete opporvi, potete solo lasciar andare la mente e i pensieri ed abbandonarvi ad essi. Questa canzone è un inno, una esortazione a creare un posto nuovo e migliore nel mondo, uno spazio per noi ma non solo, anche per il resto dei suoi abitanti, perché la terra è nostra e tutti meritiamo un luogo accogliente dove vivere. E’ una canzone ricca di speranza, che ti fa sentire partecipe e pensare “io appartengo, non sono solo”, e a ogni ascolto ti riempie di energia, di voglia di cambiare e di lasciare il tuo segno, di farti sentire, perché adesso non sei più abbandonato e puoi farti avanti senza aver paura di quello che accadrà dopo. Ma se trasmettesse soltanto emozioni positive, “Heal the world” non sarebbe il capolavoro che è, infatti trasmette molto di più, trasmette anche tristezza e malinconia. Fa riflettere sul destino del nostro pianeta, devastato dalle guerre, dalle violenze ma anche dall’indifferenza. Michael Jackson canta “Guarisci il mondo” e ti fa sussultare, perché se deve essere guarito, il mondo, vuol dire che è malato e ha bisogno di aiuto, da parte di tutti, nessuno escluso. Spesso gli uomini non si sentono chiamati in causa; la terra è enorme e loro sono piccoli e non possono fare nulla per lei e devo ammettere che purtroppo anche io, il più delle volte, mi sento così, impotente e inutile nei confronti dei problemi che affliggono ciò che mi circonda. E’ questo che pensano le persone e lasciano quindi che tutto scorra e vada alla deriva, senza darsene colpa o prendersi responsabilità. Quando ascolto “Heal the word” mi sento in colpa perché dentro di me sono certa che è questo disinteresse che ha fatto ammalare il mondo; lo ha scavato in profondità e adesso lo fa marcire lentamente. E allora ecco le guerre, ecco l’astio, ecco l’egoismo perché ognuno fa e pensa per sé; i problemi che affliggono la terra ci appaiono distanti e distogliamo lo sguardo; in fondo è sempre più facile allontanarsi che affrontare i problemi. E’ doloroso riflettere su quanto invece tutto potrebbe cambiare se gli uomini si unissero. Proprio come dice la canzone, nel cuore di ognuno di noi c’è un posto dove l’odio e il dispiacere non esistono: l’amore. Se in nome di questo amore, così prezioso eppure così nascosto dentro di noi, gli uomini facessero il bene pensando non solo a loro stessi ma anche al prossimo, anche al mondo, che chiede disperatamente aiuto mentre nessuno lo ascolta, tutti troppo presi come siamo da noi stessi, la terra , che è la nostra casa e dovrebbe essere il nostro primo pensiero, ci ringrazierebbe. E’ un ragionamento che mi fa stare bene e mi scrolla di dosso un po’ di quella amarezza che mi attanaglia la mente quando mi perdo in questa melodia. Il dolore che prova il mondo deve essere simile al nostro, quello pungente che ti fa male al petto e ti fa bruciare gli occhi, ma moltiplicato per mille perché le persone che lo calpestano e lo provocano sono miliardi e lui non può difendersi. Se oggi tutti ci proponessimo di fare anche solo un gesto per aiutare il mondo, allora guarirebbe; se non ci limitassimo a pensare ad altro e gli dessimo finalmente l’attenzione che merita allora sono sicura che, giorno dopo giorno, il mondo rifiorirebbe e ci mostrerebbe il suo lato migliore, finalmente pulito e libero come desidera essere. Quando la mia testa è pervasa dalle note di “Heal the word” sono questi i pensieri che mi consumano. Ovunque io sia, se la ascolto, le sue note mi scavano dentro e mi ritrovo combattuta tra sensazioni gioiose e angoscia per ciò che ci riserva il futuro; tra la dolcezza che mi procura 10
l’immaginarmi uno spazio in cui il mondo sia finalmente guarito e l’inquietudine per la sua situazione attuale, così precaria e terribilmente dolorosa. Se non guariamo il mondo adesso non avremo un’altra possibilità. Allora se ci importa di vivere, perché ne vale la pena, vale la pena vivere per sperimentare l’affetto delle persone più care, per vivere con i propri amici, per trovare l’amore, per avere una famiglia, e perchè no, per perdersi ore e ore nel guardare un tramonto o tra le braccia di chi ti ama, perché il mondo è straordinario e ci dà la possibilità di provare sulla nostra pelle tutte queste meraviglie senza chiederci nulla in cambio; poichè fin dal nostro primo respiro ci dà ospitalità , gli dobbiamo veramente amore. Perciò tutti insieme, bambini, ragazzi, adulti, uniamoci, stringiamoci le mani e guariamo il mondo! Margherita Candela Classe 3aH 11
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Vincitore Premio “Michele Maronta” 2017 sezione grafico-pittorica 13
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Vincitore sezione grafico-pittorica Camilla Sarnari 3aG Nella sua personale interpretazione del testo di “Heal the World”, di Michael Jackson, ha dimostrato una ottima padronanza nell’ uso dell’acquerello riuscendo a realizzare la visione surreale di un mondo pieno di pace e serenità 15
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Camilla Sarnari 3 aG 17
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Menzioni di merito per la sezione scrittura creativa 19
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Tempo, tempo…che cosa è il tempo? Un ticchettio incessante di lancette, impossibili da fermare; l’unica cosa esistente su questo mondo che non si può bloccare e mandare indietro per ricominciare. Molte persone, soprattutto giovani, sovrastano il rumore delle lancette che si muovono, con l’errata idea che c’è tanto tempo ancora da vivere. Ed è proprio qui che ci sbagliamo; quando girovaghiamo senza una meta precisa, quando ci rinchiudiamo in una stanza a non fare niente, quando ci fermiamo ad aspettare che qualcosa o qualcuno dia una svolta alla giornata, perché dovremmo essere noi a cercare l’evento che ci cambia la vita! Poiché ogni minuto che ci scorre davanti agli occhi e che sciupiamo, senza utilizzarlo, per collezionare nuove esperienze da ricordare ormai è passato e per quanto possiamo rincorrerlo non lo raggiungeremo mai. Ed è proprio nel momento in cui ti accorgi che il tuo treno è partito e nessuno ti ha avvisato che potevi perderlo, che hai dieci anni in più sulle spalle, che pesano e ti impediscono di rincorrere quel treno ormai andato. Da quel momento ogni sole tramontato e poi sorto, ti accorgerai, ti porterà un passo più vicino alla fine e tu non potrai fare nulla per evitarlo. Soprattutto non potrai più tornare indietro e realizzare i tuoi sogni, i tuoi progetti, perché ti sei lasciato scorrere davanti il tempo che limitava la tua vita senza viverla a pieno! E ora, ti penti amaramente di aver sprecato ore gironzolando attorno ad un pezzo di terra lasciando che il tempo, trascorrendo, ti portasse via la speranza Chiara Cosentino 3 aH 21
La musica è un’arte, l’arte di organizzare suoni e rumori nel corso del tempo e dello spazio; è un’arte che parla da sé e che riesce ad arrivare al cuore, ai polmoni, allo stomaco… Niente come la musica sa cambiare un umore, perché la musica è emozione che diventa suono; è capace di entrare nella vita delle persone rendendosi diversa per ognuno, secondo gusti individuali, diventando un importante mezzo di sfogo, una ragione di conforto, facendosi colonna sonora di mille vite; la musica ti cresce, mi aiuta a schiarire le idee, a sgomberare la mente e anche a passare il tempo, durante i viaggi in macchina o a piedi se sono da sola; ti fa capire come il mondo sia visto da tante prospettive differenti perché la musica vera è quella fatta da chi ama, da chi ha qualcosa da dire. E’un potentissimo collante in grado di unire in qualche modo le persone, facendo dimenticare loro litigi, problemi, antipatie. Di questo parla la canzone di Michael Jackson “Heal the world”, guarisci il mondo, ovvero incita non solo ad avere cura dell’ambiente in cui viviamo, di alleviare le difficoltà del pianeta ma cerca di convincere tutti a creare un rapporto di fratellanza, di amicizia, di amore che possa vincere la guerra e l’odio che ormai regnano a causa dell’ignoranza, la stessa ignoranza che porta le persone a non avere cura di niente e di nessuno. Il messaggio che il cantante vuole dare è proprio quello di preoccuparsi di questi problemi e invita la gente a provare a risolverli nel proprio piccolo, di creare un posto migliore dove si possa vivere senza paura e timore, perché là fuori c’è gente che muore e non possiamo permettere che ciò accada, stando con le mani in mano; dobbiamo cambiare il nostro modo di affrontare la vita, perché tutto ciò che facciamo, dovremmo farlo per noi stessi e per gli altri. Michael Jackson ha ragione, quando nella canzone dice: “Finiamo di esistere ed iniziamo a vivere”, iniziamo ad aprire gli occhi smettendola di dire che i problemi come la fame, la guerra, la povertà non ci riguardano. E’ tempo di impugnare la nostra vita e capire che attorno a noi il mondo sta morendo ed è ora di iniziare a prendercene cura. Creiamo un posto che sia più luminoso del domani, donando gioia, asciugando lacrime Beatrice La Veglia 3 aH 22
Come l’acqua dentro il mare… inizialmente non pensavo che questa canzone mi sarebbe piaciuta. Questo dimostra come le persone diano a volte un pregiudizio, spesso negativo, a delle cose che non conoscono. Nel testo della canzone, il gruppo dei Moda’ vuole dare un messaggio di tranquillita’ a coloro che ascoltano, insegnando come anche un piccolo gesto, che puo’ essere anche solo un sorriso o un bacio, puo’ farti rimanere nel cuore di qualcuno. Questa esperienza l’ho vissuta da vicino con la mia bisnonna Anna. Ero piccolo e volevo molto bene alla mia nonnina tanto che, quando andavo al paese natale di mia madre, la mia prima tappa era proprio casa di nonna. Appena entravo lei mi sorrideva e mi baciava il viso. Nonna Anna era sempre sorridente. Sul letto di morte l’ultimo gesto che ha compiuto e’ stato proprio sorridere a mia madre. Purtroppo non potevo entrare in casa perche’ i mie genitori volevano che l’ultima immagine che serbassi di mia nonna fosse proprio il bacio che mi aveva dato poco prima. Questo, secondo il mio parere, dimostra che si possono ricordare le persone importanti della vita proprio con i piccoli gesti, che sono spesso i piu’ significativi. Questa canzone ha suscitato in me emozioni che non riesco a descrivere, ma sono state sia di dolore che di gioia. Dolore ripensando al trauma che ho avuto con la morte di mia nonna e gioia ripensando a tutti i bei momenti passati insieme a lei. Lasciando stare la mia storia personale questa canzone mi ha fatto riflettere su argomenti che neanche io pensavo di affrontare. Uno di questi è l’importanza di credere nei propri sogni e di fare ciò che più ci piace perchè, facendo questo, le cose ci riusciranno sempre meglio e noi saremo felici. Chi non è felice quando qualcosa gli riesce bene e riceve molti complimenti? Un’altra riflessione l’ho fatta sul dolore che porta l’amore ma non il dolore nel senso che qualcuno si lascia con il fidanzato ma il dolore che si prova quando una persona che si ama si ammala gravemente o addirittura muore. Questo e’ il più grande dolore che puo’ portare l’amore, infatti se perdi una madre o un padre nessuno te lo ridara’. Se ti lasci con la fidanzata esistono tante altre persone che ti possono dare una mano a superare la perdita, ma se perdi un parente o un caro amico nessuno lo riporterà da te. “Come l’acqua dentro il mare” inoltre, ti spinge ad andare avanti anche se accadono queste disgrazie, a non pensarci e a rispondere con coraggio perché l’importante nella vita è non farsi spezzare le ali che ti permettono di volare, oppure tutti diventeremo come l’acqua dentro il mare. Un altro argomento sul quale ho riflettuto molto è come la vita ci dia le chiavi per fare quello che ci pare e piace. Ognuno è libero di pensare, di agire e reagire liberamente. Certo ogni azione ha le sue conseguenze, che possono essere sia positive che negative. L’importante, come dice la canzone, è imparare a perdonare ed ascoltare chi ci ha fatto un torto. “Difendi la bellezza del perdono”. Questa è la frase citata nel testo che mi è piaciuta di piu’ perchè, secondo me, perdonare è la cosa più difficile di tutte. Come puoi perdonare una persona che ha ucciso tua figlia? Non è facile! In ogni modo l’importante nella vita è saper amare o finiremo tutti come l’ acqua dentro il mare. Alessandro Di Mario 3aH 23
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Menzioni di merito per la sezione grafico pittorica 25
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Luca Dondoli, Sophie De Guttry 3aH Giulia Campagnani 3 a D 27
Elisa Gattola 3a D Gilberto Contadin 3aH 28
Caterina Nevi 3 aA 29
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Altri partecipanti per la sezione scrittura creativa 31
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La musica esiste da molto tempo, nella vita dell’ Uomo, ci ha sempre accompagnati mano nella mano. Essa può esprimere rabbia, dolore, gioia, amore e nostalgia. Può farti piangere ed emozionare; attraverso le parole cantate può entrare nel cuore delle persone. Oltre a questi aspetti, l’importanza della musica si nota anche quando si guarda un film perché senza colonna sonora non esprimerebbe a pieno le emozioni che vuole trasmettere il regista. Una canzone che mi è entrata nel cuore è “Pensa” di Fabrizio Moro; credo che sia un grido di aiuto da parte del cantante perchè affronta il tema della mafia. Spesso le persone hanno paura di parlare della mafia; questo accade perché terrorizzate da quello che potrebbe accadergli, quindi sembra più facile fare finta di niente. “… una generazione costretta a non guardare a parlare a bassa voce a spegnere la luce, a commentare in pace ogni pallottola nell’aria, ogni cadavere in un fosso” Questi sono alcuni versi della canzone: un messaggio indirizzato a noi ragazzi perché come dice Fabrizio Moro, siamo costretti a non guardare, a parlare a bassa voce, a far finta che tutto questo non esista. Siamo sopraffatti dalla “legge” del silenzio. Nei confronti della mafia ormai sembriamo apatici, quasi come se ci fossimo arresi ad essa. La malavita organizzata è come il fuoco che al suo passaggio lascia solo distruzione. Nella canzone Moro parla di persone che combattono e che hanno combattuto la mafia; il cantante li paragona ad angeli mandati sulla Terra perchè hanno denunciato il più corrotto dei sistemi . “Ci sono stati uomini che hanno continuato nonostante intorno fosse tutto bruciato perché in fondo questa vita non ha significato se hai paura di una bomba o di un fucile puntato” Con queste parole il musicista ci racconta che uomini con coraggio e impegno hanno continuato a impegnarsi anche quando hanno visto che intorno a loro era tutto bruciato, che non bisogna fermarsi neanche quando hai un fucile puntato perché se hai paura di dire la verità niente ha senso. “ La giustizia no…non è soltanto una illusione”; questo è quello che dice Fabrizio Moro e ti fa capire che se tutti combattessimo contro la mafia riusciremmo a sconfiggerla perché la giustizia è reale, esiste, dobbiamo solo crederci di più Ho trovato questa canzone bellissima, una poesia, perché riflettendo sulle parole, sul significato, ti entra dentro, spiega in modo semplice cosa significa mafia. Ti dà una speranza perché alle volte non ci ricordiamo delle persone che hanno fatto la differenza. E’ un racconto che ti accompagna pian piano. Non è una canzone che mi scorderò, anzi rimarrà sempre nel mio cuore. Fa scattare qualcosa dentro di te che ti segna. Dà speranza che il sistema non sia del tutto corrotto. Dà, a chi l’ascolta, la fiducia e questo è il più prezioso dei doni Camilla Sarnari 3aG 33
Il Premio Maronta è un premio organizzato dalla scuola per ricordare un alunno morto alcuni anni fa in un incidente. Ogni anno, in sua memoria, viene proposto agli studenti di scrivere un testo o produrre un elaborato grafico pittorico su una traccia assegnata. In palio ci sono delle borse di studio. La traccia di quest’anno è sulla relazione tra musica e ragazzi; sono state proposte delle canzoni da ascoltare e comprendere: “Che sia benedetta” di Fiorella Mannoia, “Pensa” di Fabrizio Moro, “Come l’acqua dentro il mare” dei Modà, “Time” dei Pink Floyd e “Heal the world” di Michael Jackson. La musica per noi ragazzi è molto importante, perché ci accompagna per tutta la nostra giornata, nei momenti di sconforto e di gioia ed ascoltarla può condizionare e migliorare il nostro umore. Tra le canzoni proposte ho scelto “Time”. La ho scelta perché mi piacciono sia la musica, sia il testo. “Time” parla dello scorrere del tempo e del suo spreco da parte nostra; noi non ci accorgiamo come esso passi velocemente mentre ogni attimo è prezioso e importante per la nostra vita. Le emozioni che mi trasmette questa canzone sono maggiormente di tristezza e angoscia, perché è un brano che spiega come non viviamo al massimo, sciupando il momento, con l’idea che avremo comunque una seconda occasione per fare qualcosa e poter riprovare ma non ci rendiamo conto di come il tempo inizi a mancare ed accorciarsi; o forse ce ne accorgiamo, troppo tardi, come quando dice: “ You are young and your life is long and there is time to kill today and one day you find ten years have got behind you” , ovvero, “Sei giovane e la tua vita è lunga, c’è tempo da ammazzare oggi. E un giorno ti accorgi che ti sei lasciato alle spalle dieci anni” e quindi di come improvvisamente realizziamo di avere avuto delle occasioni ma di essere più vecchi. Oltre a questi sentimenti, mi fa percepire come un senso di ansia, fretta o comunque l’idea di dover andare velocemente, perché poi sarà tardi. La musica amplifica l’impressione, assieme alle parole, ma la parte cantata dura poco, infatti molti minuti sono dedicati all’introduzione e all’assolo di chitarra a metà canzone. Trovo che nonostante non dia una percezione di gioia o comunque di qualcosa di lieto, sia una bella canzone, anche grazie al suo significato, perché ogni giorno tutti noi ci rendiamo conto di quante ore trascorrano, anche solo in un giorno, senza aver compiuto i nostri doveri o aver svolto qualcosa di “utile”. Per questo sento un’affinità con questa opera. Sono una persona che va velocemente in ansia, tutti i minuti ora sono importantissimi e molte volte temo di sprecarli. Allo stesso tempo però sono una grande procrastinatrice, per cui le cose più pesanti, faticose o lunghe vengono sempre lasciate ultime oppure rimandate continuamente ed a volte finisco per ridurmi all’ultimo minuto disponibile, rischiando di svolgere la cosa velocemente o male. A causa di questo, ho sempre l’impressione di star sprecando momenti preziosi, invece di fare qualcosa di costruttivo o aiutare in casa magari sto stesa a non fare niente. Trovo che attraverso “Time” sia esternato anche il mio pensiero come può esserlo quello di molti. E’ un singolo realistico che esprime il proprio significato chiaramente a tutti noi. Questo pezzo dovrebbe farci capire, quindi, che la nostra vita, il nostro tempo passa velocemente e che non possiamo perderlo, adesso che siamo giovani e possiamo fare il massimo, perché potremmo pentircene dopo. Alice Tolve 3aG 34
Per me la musica è una droga, ma non in modo negativo, credo che sia una delle cose più belle che l’uomo abbia inventato. La musica ci tiene compagnia quando siamo soli a casa, quando cuciniamo; ci conforta quando siamo tristi oppure abbiamo dei dubbi se fare o no qualcosa. Alcune persone quando sono tristi, arrabbiate o nervose, urlano, piangono, si sfogano con il cuscino o dormono; io invece ascolto la musica e in base al mio stato d’animo la ascolto in un certo modo. Quando sono arrabbiata prendo lo stereo e a tutto volume cerco delle canzoni energetiche che mi fanno cantare a squarciagola, così che mi possa sfogare e scatenare fino a quando non mi sono calmata. Quando sono triste, prendo le cuffiette e scelgo delle canzoni deprimenti che mi fanno piangere moltissimo ma allo stesso tempo mi fanno sentire meglio. Una delle canzoni che ascolto maggiormente in questo periodo in macchina alla radio e alla tv a casa è la nuova canzone di Fiorella Mannoia “Che sia benedetta”. A me questa cantante non è mai piaciuta molto, perché le sue canzoni le ritengo un po’ noiose. Al contrario delle altre, questa la ho trovata diversa, forse perché invece di giudicare il ritmo mi sono soffermata sulle parole del testo. Il brano parla della vita, dice che dobbiamo tenercela stretta e che anche se sembra assurda e difficile, la vita è perfetta. La canzone mi piace molto non solo per le parole. Secondo me, la vita è come un gioco, con dei livelli da superare, infatti la frase, che ritengo più importante è la prima, che dice: “ Ho sbagliato tante volte nella vita, chissà quante volte ancora sbaglierò”, la trovo significativa perché nel corso della vita si fanno tanti errori che possono essere causati da vari motivi come ad esempio, mentire a qualcuno per proteggere un amico o sé stessi; però sbagliando si impara e secondo me, sbagliare e capire il proprio errore è diventare più maturi e superare uno dei tanti livelli che si dovranno affrontare, andando avanti con il gioco, ovvero la vita. Tutti sanno che durante una partita di Monopoli, ci sono dei “colpi di scena”come tornare indietro di cinque caselle, oppure dei “punti bonus”come fare dieci passi in avanti. La vita è proprio questa, come una giostra, ci sono dei momenti di “massimo splendore”, come quando incontri nuovi amori o vai bene a scuola, oppure dei momenti di sconforto e tutto ti cade addosso, come quando litighi con la tua migliore amica oppure perdi il lavoro. Grazie a questa canzone, ho capito che tutti quei momenti di sconforto servono per renderci più forti e fare ancora meglio di prima; ecco perché mi piace, perché mi ha fatto notare che devo credere di più in me stessa e ogni volta che mi si presenta un problema che non riesco a superare non devo rinunciare e cercare una scorciatoia, ma riprovare fino a quando non lo supererò e andare avanti| Michela Fracassa 3 aD 35
L’emozione ha una voce, la voce della musica; quest’arte è vita, l’amore è un sentimento che si ripete e che però varia da una persona all’altra . Le persone sono tutte diverse proprio come le canzoni, la percezione di queste ultime varia poiché ognuno ha una identità, allo stesso modo anche la musica ne possiede una propria. Proprio per questo motivo la musica esprime diverse sensazioni che possono mutare dalla gioia alla tristezza con tutte le loro sfaccettature. La gioia può essere espressa nel momento in cui, pensare ad una specifica canzone ci fa rivivere dei momenti di felicità, associati alla nostra vita: la famiglia, gli amici e tutte le fortune che possediamo e che a volte ci sembrano scontate e banali. La tristezza e tutte le sue variazioni, al contrario, sono causate da brutti ricordi o pensieri: pensieri di odio, di rabbia, di malessere che vengono spesso accomunati con una canzone anche travisandone il vero significato. A volte invece una canzone non trasmette una emozione specifica e precisa ma ci catapulta in un’altra dimensione in grado di estraniarci dalla realtà e di immaginare cose che vorremmo che accadessero. Nelle canzoni, molto spesso, sono racchiuse le riflessioni dell’autore, in particolare nella canzone “Pensa”di Federico Moro, vengono descritti molteplici pensieri ed emozioni che aumentano ad ogni ascolto. Questa composizione mi ha aiutata a crescere poiché tratta di temi fondamentali che vengono spesso trascurati. Narra di uomini che hanno avuto il coraggiosi denunciare ciò che accadeva e che ancora avviene, di denunciare il nostro sistema corrotto, persone che hanno avuto il coraggio di continuare a provare, ad andare avanti, uomini che hanno avuto la dedizione di costruire, anche se con numerose fatiche e dolori, degli obiettivi. Sono stati in grado di lasciare una impronta nella propria e nell’altrui vita, di aiutare e di non conformarsi mai con quelle persone che hanno paura o che semplicemente pensano che ciò che accade agli altri non le riguardi, non preoccupandosene. Così diventiamo morti nello spirito, nell’anima e nella testa perché lottare per le cose giuste ci rende liberi di vivere e, prima o poi, la voce della ragione vince sempre. Per questo la musica è la voce della ragione. Con essa è possibile emergere ma soprattutto vincere. Fabrizio Moro, si pone una domanda fondamentale ovvero se queste persone sono angeli o uomini. Li definisce Angeli perché hanno lottato per raggiungere una meta ma uomini perché hanno fatto il loro dovere che spesso, viene “ignorato”da chi dovrebbe al contrario occuparsene. Come dice Fabrizio Moro, bisogna pensare prima di sparare, pensare prima di giudicare, pensare prima di sparare giudizi, infatti ciò che le persone non sanno è quanto sia importante per un individuo essere amato e considerato. Un soggetto tende spesso a cambiare quando non è accettato. L’anima di un singolo viene coperta spesso da delle maschere, usate per piacere agli altri, usate per vedersi belli e allora l’identità viene persa ma può essere riacquistata grazie alla musica che ha il potere di comprendere le nostre emozioni riuscendo a colmare il vuoto che si forma dentro di noi. In conclusione, penso che tutta la musica dipenda da noi, dipende da noi la musica della vita Sofia Bucci 3aD 36
Noi ragazzi stiamo vivendo un periodo della nostra vita chiamato “adolescenza”. Essa è incomprensibile e ingiusta: litighiamo con i genitori, non veniamo capiti, ci vengono imposte cose che non riteniamo corrette e non abbiamo nessun potere di decidere. In questa fase della nostra esistenza, abbiamo bisogno di spazi, vogliamo provare nuove esperienze e tutto ciò che riguarda le mura di casa non è importante quanto quello che accade fuori. Gli amici sono fondamentali; preferiamo consultarci con loro anziché con i genitori perché i compagni sono sempre presenti, in caso di bisogno. A volte, però, ci capita di scegliere di stare soli, chiusi nella camera ad ascoltare musica. Questa è essenziale per i giovani: la riteniamo come un’amica, pronta a salvarci dai problemi o dai brutti momenti. Essa ti guarda all’interno e capisce subito come ti senti. La musica è la mano che tu afferri per uscire dalla solitudine. E’ come la vita: ti sta accanto e ti aspetta nonostante la persona che sei. Tra tutti i brani che ho ascoltato, quello che mi ha più colpito è “ Che sia benedetta” di Fiorella Mannoia. Ogni brano, ogni melodia, suscita delle emozioni differenti e questa, in particolare, mi ha fatto riflettere. Leggendo il testo più volte, ho percepito appieno il messaggio della cantante. La vita è un dono; nonostante si sbagli continuamente o non si chieda scusa è comunque speciale. Dovremmo tenercela stretta perché, per quanto ci sembri testarda e incoerente, è perfetta. La vita è una sola e non bisogna abbattersi a causa dei diversi ostacoli che ci pone. Essa passa velocemente, non dobbiamo perdere tempo ma dare il meglio di noi stessi sempre. La realtà non è uguale per tutti: ci sono persone che ora stanno combattendo in guerre che non volevano o uomini e bambini che muoiono di fame; noi siamo fortunati! La vita è una corsa, le difficoltà non devono fermarci . Questa canzone mi ha fatto pensare a quante volte io la condanno senza capire che è bellissima. Ho ricordato momenti meravigliosi e inoltre ho compreso la necessità di attribuire più importanza a ciò che mi circonda e di osservare con attenzione i particolari che il mondo ci offre. Spesso a noi ragazzi capita di essere tristi e non troviamo motivi per rallegrarci; pensiamo che tutto sia scontato, quando non ci accorgiamo delle bellezze nelle quali viviamo. Avremo il tempo di lottare, ricominciare da zero, piangere, donare l’amore, di riconoscere le nostre qualità e in tutto ciò consiste proprio la perfezione della vita. Per concludere ho scelto il testo di Fiorella Mannoia perché è quello che mi ha spinta a ragionare e a comprendere meglio che,durante l’esistenza, avremo sempre delle complicazioni da affrontare, soprattutto nell’adolescenza ma ciò nonostante la vita è affascinante e dovremmo apprezzarla per come è. Adriana D’Innocenzo 3aD 37
Ho scelto che sia benedetta perché cattura le mie emozioni ed esprime bene la mia personalità ed il mio modo di essere. Sono una persona fragile e sensibile, che non si imbarazza delle sue emozioni e che va alla ricerca del suo modo di essere. Questa canzone l’adoro perché fa capire molte cose di me, perché percorre la mia vita e allo stesso tempo rivela quello che sono. “Qui nessuno è diverso nessuno è migliore”: questa frase frullava nella mia testa in continuazione e cercavo di analizzarla e ho trovato molti significati e paragoni. È importante questa frase perché in poche parole riesce a raggruppare ciò che sta succedendo in questi mesi di totali emozioni che cambiano al cambiare di informazione. La diversità… mmm… quella parola che sento pronunciare ma che non considero valida, come se il mio cervello la rifiutasse. Questa parolina assume al giorno di oggi un significato negativo da riferire a qualcuno. Io non mi sento diversa dagli altri né migliore; penso che siamo nella stessa barca ognuno di noi ha vissuto e vive tuttora sentimenti di gioia, di dolore, di rabbia, di tristezza e di paura. Ognuno è speciale: chi lotta da sempre e sopporta il dolore, chi nasce ogni giorno e comincia il suo viaggio. È questo il bello della vita, anche se è incoerente, testarda e ti fa soffrire, se cadi ti aspetta; ti coglie come un fiore che non è riuscito ad andare avanti e che si ostina a rialzarsi. La vita è la felicita e noi siamo la sua storia. Ci dona tutto quello di cui abbiamo bisogno, ci permette di ricominciare e di andare avanti nonostante le ingiustizie. Ho sbagliato tante volte nella vita e non sono diversa dagli altri, anzi in questo caso siamo tutti uguali. Ho avuto tanta paura in alcuni episodi della mia storia personale, mi sono tante volte arrabbiata e poi ho chiesto scusa per ringraziare la vita per avermi fatto scoprire molte cose di me di cui ero totalmente incosciente ma che ho usato per affrontare i miei svariati ostacoli. Qualche anno fa la mia vita mi ha sottoposta ad una grandissima sfida, la malattia di mia mamma. Che fosse molto grave l’ho capito dai pianti di mio padre e dalle espressioni agitate dei dottori che ci passavano davanti senza notarci, nonostante le tante domande che mio nonno gli porgeva. Questo episodio ohimè durato a lungo è stato molto doloroso, però mi ha reso una grande persona, una persona forte anche un po' insicura che però non si abbatte al primo ostacolo (forse il secondo ahahaha). Sono felice se questo episodio serve per aiutare altre persone e poiché mi ha fatto acquistare più fiducia in me stessa ne andrò sempre fiera. Se lo volevate sapere mia mamma comunque è salva e solo grazie ad una persona… Dio. Vittoria Lunadei 3aI 38
Riflessioni su riflessioni, legate alla vita, alla morte, al nostro tempo. Un tempo che prima o poi finirà, che non ci permetterà di fare tutto quello che vogliamo e che, se verrà sprecato, passerà così velocemente che non ce ne accorgeremo. Come dice il testo: “Passeranno gli anni e soltanto quando sarà troppo tardi cominceremo a fare di tutto per tornare indietro, ma senza successo e capire che magari avremmo dovuto davvero iniziare a correre quando abbiamo sentito la pistola dello starter” Correre, correre e correre… evitando pause e sprechi, perché se ci fermiamo il tempo si ferma con noi. Sarebbe bello possedere qualcosa che possa permetterci di “resettare”, bloccare tutto, avendo la possibilità di fare ciò che vogliamo, ma purtroppo così la vita non andrebbe avanti, dalla nostra primaria situazione di spensieratezza si passerebbe alla noia più totale, una noia infinita. Ed è proprio per la noia che a volte lasciamo perdere gli obiettivi, per pigrizia, per colpa della nostra forza di volontà, che spesso ci abbandona e non ci convince ad andare avanti. E’ a questo punto che non bisogna arrendersi!!! Comprendere che al posto di oziare potremmo occupare il nostro tempo con qualche svago o azione produttiva. In molti ragazzi è effettivamente la produttività che manca. E questo li spinge a chiudersi in sé stessi, ad escludersi da tutto e tutti. Restare soli, questo fa male, molto male, e in quel caso si capisce come si stia perdendo tempo a “bighellonare”. E’ proprio allora che bisogna riprendere la propria via, la giusta via. Forse ho trattato discorsi troppo ampi, ma è proprio su questo che mi fa riflettere la canzone. Inoltre mi fa provare tantissima rabbia, perché sono quasi certa che anche io sto perdendo tempo. La vita mi sta scorrendo davanti e non sono in grado di salire su questo “treno” che sta passando, né di tentare di fermarlo e farlo diventare veramente mio, ripartendo insieme. Iniziare un nuovo viaggio, senza “ rimanere sospesi in una calma disperazione”. Lasciarmi tutto alle spalle, non vivere di rimpianti, non provare a riavere quel tempo passato, che non sono riuscita a vivere prima come avrei voluto. Amare il presente, questo è importante, ignorare il passato e credere nel futuro, allontanando ogni paura. In fondo tutto si riconduce allo stesso concetto, che ci fa inseguire sogni, progetti, ambizioni. Come citato dal testo qualunque cosa si allontana.. e la possibilità che ogni volontà si avveri diminuisce sempre di più, finché non ci sarà più nulla. “TIME” suscita dolore, fatica e odio per quel tempo che finirà insieme a noi e alla nostra vita. 39
“Ticchettano via i momenti di un giorno noioso, sciupi e sprechi le ore senza curartene, mentre vaghi nello stesso pezzo di terra nella tua città, aspettando qualcuno o qualcosa che ti mostri la via”….Ma nessuno verrà ad aiutarti, nessuno. Martina Meschini 3aI 40
La musica è un mezzo di aggregazione molto potente. Molto spesso un periodo particolare della vita è legato o lo ricordiamo grazie a delle canzoni in particolare, questo a partire dall’infanzia. Per omologazione, io e i miei coetanei, tendiamo ad ascoltare gli stessi cantanti e gli stessi gruppi musicali, come se ascoltare le stesse cose ci facesse sentire tutti dalla “stessa parte”. Inoltre, noi ragazzi, molto spesso, tendiamo ad imitare i nostri cantautori preferiti, sia dal punto di vista estetico, sia nel comportamento. Per prepararci ad affrontare questo tema, ci era stato chiesto di ascoltare cinque canzoni. Devo ammettere che è stato veramente originale proporci delle canzoni differenti da quelle che sentiamo nella nostra quotidianità. Ho capito che pur essendo diverse per lingua e lessico, lasciano trasparire dei concetti simili: primo fra tutti quello dell’importanza della vita. Tutte mi hanno fatto riflettere e condivido appieno molti pensieri di queste canzoni. Ci dicono che la vita è perfetta, un dono che non va sprecato ma che invece va sfruttato rimanendo sempre con la testa sulle spalle, quindi è anche molto importante pensare, prima di agire o prendere decisioni. Essendo simili dal punto di vista del contenuto, inizialmente è stato difficile sceglierne una. Poi ho notato che quella che mi aveva colpita e toccata di più è stata:”Heal the world” di Michael Jackson. Ascoltare quella cazone, mi ha fatto riflettere su alcuni valori molto importanti: fratellanza, solidarietà, amore, carità e pace che, se messi in pratica, potrebbero veramente risolvere i conflitti tutt’oggi in atto nel mondo, come ad esempio la guerra in Siria. Questa canzone mi trasmette molta positività, serenità e sicurezza. Appena la ho sentita, mi ha fatto pensare alla melodia conclusiva di un film a lieto fine, nel quale tutti vivono felici e contenti. L’autore intitola questa canzone “Heal the world”, che vuol dire “ Guarisci il mondo” e nel brano dice: “ Make it a better place for you and for me and the entire human race”, che vuol dire “ rendilo migliore per te e per me e per tutta l’umanità” Questo non potrebbe essere più vero. Infatti, se tutti contribuissimo a migliorare la Terra , sotto tutti i punti di vista, quindi politico, sociale ed economico e se sfruttassimo con meno egoismo le nostre risorse, il mondo migliorerebbe notevolmente, così da far trovare ai nostri figli, nipoti e a tutte le generazioni che verranno dopo di loro un posto dove poter vivere appieno tutti i loro sentimenti e le loro vite . Questa canzone mi ha ricordato anche una frase molto significativa di Baden Powel, il fondatore degli scout che dice: “ Lascia il mondo un po’ migliore di come lo hai trovato” La citazione scritta sopra, penso sia il riassunto del brano e il messaggio fondamentale che l’autore voleva lasciar trasparire, dalle le sue parole. Benedetta Gabrielli 3aG 41
La canzone “Che sia benedetta” è senza dubbio simbolica ed esprime sentimenti profondi in ogni frase, tali che solo poche persone possono comprenderli realmente. In un primo pensiero la cantante spiega come ognuno di noi abbia commesso tanti sbagli, che ci farebbero desiderare di tornare indietro volentieri per cambiare quel momento. Dopo afferma che ognuno di noi sbaglierà ancora tante volte, come a dire che non ci dobbiamo crucciare del passato perché sono cose che continueranno a succedere. Secondo me in generale la bravura di un cantante sta nel riuscire, in poche parole, a esprimere emozioni. A questo punto la cantante fa una similitudine, paragonando la sabbia nella clessidra alla vita, per sottolineare come la vita scorra senza fermarsi. Inoltre dice che la vita, per quanto complessa, assurda, incoerente e testarda sembri, è perfetta e se cadi sta lì ad aspettarti per continuare; sottolinea anche come siamo noi a dover impegnarci per “tenercela stretta”. A questo punto della canzone la cantante in sole due frasi esprime dei concetti grandissimi: nella prima frase “in questo traffico di sguardi senza meta” esprime come la gente sia tutta uguale, senza un proprio desiderio, un proprio obiettivo. La seconda frase, un po’ come tutto il resto, la spiegherò per come la vedo io. Infatti, secondo me, nella frase “in quei sorrisi spenti per strada” viene illustrato come tanta gente sia infelice e tenga tutto dentro e, per non farlo notare, sorrida molto spesso, anche se dentro è spenta. A questo punto nel testo viene dedicata la vita ad alcune tipologie di persone: a chi riesce a rialzarsi grazie al proprio coraggio, a chi tenta di ricominciare la propria vita in meglio ogni giorno, a chi da sempre lotta per sopportare il dolore. Qui interrompe affermando come, anche se ci si sente diversi e inferiori, nessuno sia peggiore o migliore. A questo punto continua dedicando la canzone a chi ha perso tutto e riparte da zero, perché se vuoi veramente vivere niente finisce, e a chi dona l’amore che ha dentro; poi fa una dedica molto particolare: dedica la vita a chi resta solo per paura del giudizio della gente, senza dire nulla a nessuno. Mi sembra un invito verso i depressi, quelli veri, a vivere la vita, e a rialzarsi. Una dedica a quelle persone che piangono ogni giorno, che vengono prese in giro, insultate continuamente, a chi è felice quando piove perché sta più a suo agio. Un invito a rialzarsi. Parte del testo deve far riflettere, secondo me, su un concetto ben preciso: se tutti hanno una maschera per essere come gli altri, allora anche gli altri hanno una maschera. Se tutti abbassassero questa maschera, la gente non avrebbe più bisogno di chiudersi e sarebbe più facile aiutarsi l’un l’altro. Federico Torregrossa 3aI 42
Ho scelto “Pensa” perché è una canzone che fino a poco tempo fa ascoltavo spesso. Mi ricordo ancora che la prima volta che l’ascoltai stavo ad una manifestazione contro la Mafia. Era sabato mattina e stavo alla manifestazione dato che era stata organizzata, in parte, dalla classe di mio fratello. Durante il momento in cui si elencano le vittime innocenti della Mafia c’era come sottofondo questo brano. Lì per lì neanche feci molto caso alla canzone, ma poi tornando a casa chiesi a mio fratello il titolo del brano. Dopo averla cercata su internet e averla ascoltata molte volte, è diventata quasi una delle mie canzoni preferite. Di “Pensa” di Fabrizio Moro mi piace soprattutto il significato. La canzone parla della Mafia e mette in risalto le vittime e i loro gesti: ”Uomini o angeli, mandati sulla Terra per combattere la guerra” o anche ”Ci sono stati uomini che sono morti giovani, ma consapevoli che le loro idee sarebbero rimaste nei secoli”. Sono frasi che mettono in rilievo le persone che hanno combattuto la Mafia. Queste persone infatti hanno denunciato “il più corrotto dei sistemi”, come dice la stessa canzone. Il testo mi ha fatto capire il coraggio con cui queste persone hanno combattuto contro tutti e tutto per sconfiggere la Mafia. Questa canzone, penso sia la migliore da far sentire a tutti, quando si parla di Mafia, perchè riassume tutti i gesti fatti da chi l’ ha osteggiata. La riflessione più grande va fatta sulle prime righe del testo “Ci sono stati uomini che hanno scritto pagine, appunti di una vita dal valore inestimabile, insostituibile perché hanno denunciato il più corrotto dei sistemi troppo spesso ignorato”. Questo pezzo vuole sottolineare il valore, come è giusto che sia, di queste persone, senza citare neanche i nomi più famosi come per esempio Falcone e Borsellino. Secondo me vuole mettere in evidenza tutte le persone che hanno combattuto la guerra, non il singolo. Infatti tutte queste persone vittime della Mafia si sono opposte e sono quindi persone dal grande cuore e capaci di amore per il prossimo. Fabrizio Moro nella sua canzone, inoltre, dice che ogni persona è libera di parlare, di sentire e di guardare. Una delle frasi più importanti è: “Pensa, prima di sparare pensa, prima di dire, di giudicare, prova a pensare”. Questa frase rispecchia anche un problema della società di oggi. Infatti molto spesso le persone giudicano gli altri soltanto esteriormente, senza vedere come “sono dentro”. “Idee di uguaglianza e di educazione” è una frase del brano che è molto significativa. Infatti molto spesso, le persone ritenendosi “potenti” se la prendono con quelli che ritengono “deboli”. Mi è piaciuta anche ”Che la giustizia no… non è solo un’ illusione. Infatti come scritto su ogni tribunale ”La legge è uguale per tutti”. Questo brano mi è piaciuto molto e per questo lo ho scelto. Penso sia il migliore collegato alla Mafia. La canzone è molto bella perché riassume in un testo, accompagnato musicalmente, la questione della “Mafia” su cui ci si potrebbero scrivere libri e libri. Lorenzo Geracitano 3 aI 43
Tra le canzoni che ho ascoltato quella che mi è piaciuta di più è ''Che sia benedetta'' di Fiorella Mannoia. La canzone è principalmente incentrata sulla vita. Ci sono delle frasi a mio parere significative, tra le quali: ''Per quanto assurda e complessa ci sembri la vita è perfetta''. Credo che questa frase abbia un significato importante perché molte volte crediamo che la vita faccia schifo e sia orrenda, ma non è così. La vita, penso che sia la cosa più bella del mondo, è grandiosa. La vita di ognuno di noi è perfetta, ciò è derivante dal fatto che non esiste una vita uguale alle altre, per la quale ci sono regole e manuali, la vita va vissuta man mano. Poi viene citata la frase: ''Siamo figli della nostra verità''. Io interpreto la frase come se stesse a indicare che la nostra vita dipenda dalle nostre azioni. Ogni azione ha una conseguenza. Tutto quello che si è fatto in passato si ripercuoterà nel presente. Se dopo ci si pente e, dalle proprie azioni conseguono rimorsi e sensi di colpa, si può sempre cominciare da un nuovo inizio. Bisogna però rendersi conto che il tempo scorre e bisogna cogliere l'attimo. Cita poi la frase: ''E se è vero che c'è un Dio e non ci abbandona, che sia fatta adesso la sua volontà''. Secondo me questa frase sta a indicare che se Dio ci ha dato questa vita, non l'ha fatto perché noi la disprezzassimo , ma perché siamo in grado di affrontarla. Ognuno di noi ha il coraggio e la forza, c'è chi ancora le ha dentro e chi le ha già scoperte. E' come se fossero racchiuse in un tesoro, è come se queste qualità fossero obiettivi da raggiungere in un determinato momento e che solo noi siamo in grado di decidere quando sbloccarle e quando tenerle ancora ''prigioniere'' all'interno del forziere . Questa canzone credo sia piena di significati. Da questo testo ho imparato che la vita è veramente importante e non va buttata via come fosse una pallina di carta accartocciata. Vanessa Faggetta 3 aI 44
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