Piani di Sicurezza dell'Acqua nei sistemi idropotabili - Esperienza applicativa in HERA - Gruppo ...

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Piani di Sicurezza dell'Acqua nei sistemi idropotabili - Esperienza applicativa in HERA - Gruppo ...
Piani di Sicurezza dell’Acqua
nei sistemi idropotabili
Esperienza applicativa in HERA

Claudio Anzalone, Laura Minelli
Hera S.p.A.

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Due parole sul Gruppo Hera

Nasce nel 2002 dalla fusione di 11
società pubbliche di servizi in Emilia-
Romagna.
Oggi ha circa 8000 dipendenti, eroga
servizi pubblici essenziali a oltre
4 milioni di cittadini.

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Il Servizio Idrico Integrato è uno dei principali settori di attività

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Dati dimensionali Hera SpA – Servizio Acquedotto

 Lunghezza di rete idrica (km)                  27.295                                                     (Dati al 31/12/2016)
Acqua immessa in rete uso civile (Mmc)           298

N° impianti di potabilizzazione                  34

N° pozzi per captazione acqua                    231
                                                                                           ATO 6
N° impianti di sollevamento acquedotto           867

Ripartizione acqua uso civile immessa in rete

                ATO 5 - BOLOGNA
  34%           103                                                ATO 4
                                                                                   ATO 5           ATO 7
                ATO 4 - MODENA
  17%
                50
                ATO 9 - RIMINI
  14%           41
                ATO 7 - RAVENNA                                                                    ATO 8      ATO 9
  13%           39
                ATO 8 – FORLÌ CESENA
  12%           35                                       Comuni serviti: 166
                ATO 6 - FERRARA                          Utenze servite: 1,1 milioni
  10%           30                                                                                                     4
                                                         Popolazione residente: 2,8 milioni
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L'attuale sistema di controllo qualità della filiera idropotabile
Si avvale essenzialmente di due parti coordinate e complementari:

  un Sistema di Telecontrollo che consente un monitoraggio online del corretto
  funzionamento degli impianti di potabilizzazione e distribuzione e di alcuni parametri
  dell'acqua erogata (torbidità, disinfettante residuo, pH, ecc)
  L’applicazione di Piani di Controllo Analitici per un monitoraggio programmato e
  approfondito della qualità dell'acqua captata, potabilizzata e distribuita, da parte del
  Laboratorio interno

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Il sistema di telecontrollo   Consente di:
                                 monitorare in tempo reale il funzionamento
                                 delle reti e degli impianti a fluido
                                 intervenire a distanza in caso di anomalie
                                 attivare il servizio di pronto intervento
                                 sull’intero territorio.

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I Piani di Controllo

La definizione dei Piani di Controllo Analitico è
oggetto di apposita procedura del Sistema Qualità
che definisce:
  Ruoli e responsabilità
  Finalità e modalità di progettazione dei controlli
  per tutte le matrici e le fasi di processo
  Modalità di controllo
  Registrazioni

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Criteri di definizione dei Piani di Controllo

Nella pianificazione dei controlli si tiene conto dei seguenti criteri e dati di conoscenza:

    Il rispetto delle norme vigenti a livello locale, nazionale e
    comunitario in tema di parametri analitici da sottoporre a
    controllo e dei relativi limiti cogenti
    L’ identificazione di punti di campionamento
    rappresentativi lungo la filiera idropotabile (fonte,
    processo e rete).
    La conoscenza, sulla base degli esiti analitici e delle non
    conformità, del grado di vulnerabilità delle fonti idriche e
    delle criticità strutturali e gestionali di impianti e reti.

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I controlli analitici sulla filiera acqua

                   Numero di cui sulla rete di
                    analisi  distribuzione
ATO Bologna         83.494      42.490
ATO Ferrara         54.054      15.296
ATO Forlì-Cesena    43.651      32.099
ATO Modena          35.173      15.772
ATO Ravenna         42.153      31.903
ATO Rimini          35.436      28.010
TOTALE             293.961      165.570

Nel 2017 nei laboratori di Hera sono state effettuate sulle acque naturali destinate alla
potabilizzazione e sulle acque potabili circa 300.000 analisi di cui quasi il 60% sulle
reti di distribuzione. A questi esiti vanno addizionati i controlli di processo effettuati
con strumentazione online collegata ai sistemi di automazione locale ed al sistema di
telecontrollo e i controlli effettuati a cura delle AUSL.

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I controlli analitici sulla filiera acqua: sono tanti? pochi? troppi?

Difficile dirlo, se non effettuando una valutazione sulla base di
un'analisi di rischio che tenga conto dei programmi di controllo
interni (del gestore) ed esterni (delle Aziende USL).

                              1. considerazione:
                              i programmi di controllo interni ed esterni nella generalità
                              dei casi vengono strutturati in maniera indipendente e
                              presentano ampie sovrapposizioni.
                              Dal 2012 al 2017 abbiamo sperimentato, insieme a
                              AUSL e ARPAE, una metodologia di razionalizzazione
                              dell’ attività di controllo basata sui principi WSP.
                              Approfondimento in appendice
                                                                                             10
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I controlli analitici sulla filiera acqua: sono adeguati?

                 2. considerazione:
                 molte sono le sfide a cui oggi il gestore è chiamato a
                 far fronte.

                 3. considerazione:
                 gli indicatori tradizionali appaiono sempre meno
                 adeguati per una complessiva valutazione del rischio.

                                                                          11
      1
L'approccio Water Safety Plan rivoluziona ed evolve il concetto di controllo

   Da approccio RETROSPETTIVO:
   basato sul controllo di conformità
   di una serie di parametri analitici
   predefiniti (Direttiva 98/83/CE)

      consente una razionalizzazione delle      Ad approccio PREVENTIVO:
      attività di controllo:                    basato sulla valutazione e gestione dei
      è applicabile a sistemi acquedottistici   rischi, dunque suIla prevenzione dei
      diversi per tipologia e dimensione;       pericoli (Direttiva Ue 1787/2015)
      comporta la cooperazione fra Enti di
      controllo e Gestore.

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        1
La metodologia WSP consente di razionalizzare i controlli interni ed esterni

La scelta di parametri adeguati per il controllo deve tenere conto delle
condizioni locali per ciascuna filiera idro-potabile e dei controlli interni che il      Controlli interni
gestore è tenuto ad effettuare per la verifica della qualità dell'acqua destinata al   art. 7 D.Lgs. 31/01
consumo umano, di cui all'art. 7, che dovranno essere fondati su una                        - Gestore -
valutazione del rischio a cura del gestore, come stabilito nella parte C.

I programmi di controllo possono basarsi sulla valutazione del rischio                  Controlli esterni
stabilita nella parte C, sulla base della valutazione eseguita dal gestore del         art. 8 D.Lgs. 31/01
servizio idrico.                                                                        - Azienda USL -

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Modifica dell'allegato II del D.Lgs. 31/01

1. È possibile derogare ai parametri e alle frequenze di campionamento
di cui alla parte B, a condizione che venga effettuata una valutazione del
rischio in conformità alla presente parte.
2. La valutazione del rischio di cui al punto 1 dovrà essere eseguita dal
gestore del servizio idrico anche al fine di definire i controlli interni di cui
all'art. 7.
                                                                                    Controlli esterni
                                                                                   art. 8 D.Lgs. 31/01
                                                                                    - Azienda USL -
5. Sulla base dei risultati della valutazione del rischio viene ampliato
l'elenco dei parametri di cui al punto 2 della parte B e/o vengono
aumentate le frequenze di campionamento di cui al punto 3 della parte B,
se …
6. Sulla base dei risultati della valutazione del rischio, possono essere
ridotti l'elenco dei parametri di cui al punto 2 della parte B e le frequenze
di campionamento di cui al punto 3 della parte B, a condizione che …

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I PSA dei sistemi di gestione idropotabile

                                              Con il decreto del 14 giugno 2017
                                              il Ministero della Salute ha recepito a livello
                                              nazionale la direttiva UE 2015/1787 e ha
                                              introdotto l’obbligo di adozione dell’approccio
                                              PSA per i sistemi di gestione idropotabile.
                                              La scadenza più probabile per l’adozione dei
I PSA (WSP) sono stati introdotti dall’OMS    PSA da parte di tutti i gestori idrici sembra
nelle Linee guida per la qualità dell’acqua
                                              essere il 2025. Tale scadenza è in linea con le
destinata al consumo umano (III ed.2004)
                                              indicazioni della Commissione europea
 Le linee guida per la valutazione e
                                              contenute nella proposta di revisione della
 gestione del rischio nella filiera delle     direttiva 98/83/CE, attualmente in discussione
 acque destinate al consumo umano             in Parlamento europeo e con le regolazioni
 secondo il modello Water Safety Plan _       della qualità tecnica del servizio integrato
 Rapporti Istisan 14/21                       elaborate in sede ARERA.
                                                                                         15
       1
PSA in HERA: i primi sistemi acquedottistici presi in esame

L’implementazione in HERA
dei Piani di sicurezza è
avvenuta sotto la guida
dell’Istituto Superiore di
Sanità con cui è stato
stipulato un accordo di
collaborazione per due
sistemi acquedottistici:
    San Giovanni in
    Persiceto
    Sistema Imolese

                                                              16
        1
I due sistemi a confronto: gli impianti di potabilizzazione

                                                              17
    1
I due sistemi a confronto: la rete e gli impianti di distribuzione

                                                                     18
    1
La metodologia WSP prevede un approccio strutturato e documentato

                                                          …che operativamente si traduce in..
                                                          Costituzione del team multidisciplinare
                                                          Predisposizione di una piattaforma
                                                          informatica di condivisione
                                                          Descrizione del sistema acquedottistico
                                                          Compilazione di check list_ISS
                                                          Ispezioni in campo e interviste ai gestori
                                                          d’impianto
                                                          Raccolta della documentazione tecnica
                                                          Compilazione della matrice di rischio
                                                          Redazione della relazione PSA
                                                          Approvazione del PSA da parte dell’ISS
Fonte: Le linee guida per la valutazione e gestione del
rischio nella filiera delle acque destinate al consumo
umano secondo il modello Water Safety Plan _                                                           19
Rapporti Istisan 14/21
             1
Piattaforma di condivisione: architettura ad albero

                                                      20
    1
La compilazione della matrice di rischio comporta una serie di passaggi

   Descrizione del sistema acquedottistico in nodi e internodi
   Individuazione degli eventi pericolosi e dei pericoli per ciascuna
   unità funzionale
   Analisi delle misure di controllo e loro grado di efficacia
   Validazione delle misure di controllo
   Rivalutazione della probabilità di rischio
   Individuazione di azioni specifiche di miglioramento
   Monitoraggio operativo

La matrice di rischio rappresenta il cuore del Piano di sicurezza

                                                                          21
        1
Compilazione della Matrice di rischio –
Nodi e internodi del sistema acquedottistico

I nodi sono le infrastrutture della filiera idropotabile dove avviene un cambiamento delle
caratteristiche dell’acqua: fonti, centro di potabilizzazione, serbatoi, sollevamenti, clorazioni di rete.
Gli internodi sono le tratte di rete di adduzione e di distribuzione, ecc.

                                                                                                        22
       1
Parametri di controllo
Misure di controllo

                                                   23
                      1
Compilazione della Matrice di rischio –
         Calcolo di R1

              Per ogni fase del trattamento di potabilizzazione (nodo) e nella                          G
              rete di distribuzione (internodo) vengono individuati gli eventi
              pericolosi e i relativi pericoli.                                               1    2    3 4         5
                                                                                        1     1    2    3 4         5
              A ciascun evento pericoloso individuato viene attribuito (in una
              scala da 1 a 5):                                                          2     2    4    6 8        10
                   un valore di probabilità (P1) di accadimento,                      P 3     3    6    9 12       15
fase 1

                   un valore di gravità (G) dei relativi pericoli (C=chimici,
                   B=batteriologici, F=fisici, I=interruzione del servizio)             4     4    8   12 16       20
                   un valore di rischio R1 (P1xG).                                      5     5   10   15 20       25
              Per l’attribuzione di P1, è stato considerato il grado di protezione     15
              della fonte (PTA RER), la caratteristica tecnica strutturale della     basso medio alto molto alto
              sezione d’impianto potenzialmente interessata da un
              determinato evento pericoloso, l’esito delle check list specifiche     Classificazione del rischio
              e la frequenza di accadimento in passato (intervista al gestore).      secondo OMS e ISS

                                                                                                                   24
          1
Compilazione della Matrice di rischio –
         Analisi delle misure di controllo

             Per ogni evento pericoloso individuato è stata effettuata l’analisi
             delle misure di controllo esistenti, suddividendole in disponibilità di:

               barriere fisiche (chiariflocculazione, filtrazione) e barriere chimiche
fase 2

              (disinfezione)
               allarmi da telecontrollo
               procedure/istruzioni/documenti tecnici/linee guida aziendali
               ridondanza (ad esempio, generatore di scorta, di pompe di scorta
              ecc)

             Le misure di controllo sono le barriere di cui l’impianto è stato dotato
             per fronteggiare i pericoli potenziali, in particolare quelli di natura
             sanitaria.
                                                                                         25
         1
Compilazione della Matrice di rischio –
         Validazione delle misure di controllo

          La validazione delle misure di controllo consiste nell’ analisi dell’ efficacia delle
          misure di controllo, sulla base di:

             tipologia di trattamento (se ritenuta idonea in base a dati di letteratura)
fase 3

             esiti delle analisi chimiche e batteriologiche dell’ultimo triennio (2015-2017) –
            registrazione in LIMS (software laboratorio)
             esito delle verifiche gestionali inserite nei Piani di Conduzione e
            Manutenzione – registrazione in SAP (software gestionale aziendale)
             esito delle analisi on line (cloro residuo libero, torbidità, ozono residuo) –
            registrazione in PVSS (software telecontrollo)

                                                                                                  26
          1
Compilazione della Matrice di rischio –
         Rivalutazione della probabilità di rischio P2 e del rischio R2

          Rivalutazione della probabilità P (P2) in base alla validazione o meno delle
          misure di controllo esistenti

          Individuazione di azioni specifiche di miglioramento nel caso le misure
          non siano ritenute efficaci o nel caso sia necessario aumentare o
          implementare controlli. Per ogni azione specifica viene individuata:
fase 4

          • scadenza
          • costo previsto
          • stato d’avanzamento
          • validazione

          Ricalcolo del rischio (R2) in base alla validazione o meno delle misure di
          controllo esistenti e delle azioni di miglioramento adottate

                                                                                         27
          1
Compilazione della Matrice di rischio –
         Monitoraggio operativo della performance delle misure di controllo

         Il Monitoraggio operativo si basa sugli esiti:
            Parametri telecontrollati con soglie di allarme per eventuale
            intervento degli operatori, registrati in PVSS;                          Il monitoraggio operativo
            Parametri gestionali analizzati in campo dagli operatori, per            non verifica la conformità
            verificare il corretto funzionamento delle barriere di                   dell’acqua ai parametri di
            trattamento chimiche e fisiche (torbidità, disinfettanti residui);       legge.
            Parametri analizzati in laboratorio come da Piano di                     Per monitoraggio operativo
fase 5

            controllo analitico (annuale), con mail di allerta da LIMS al            s’intende una sequenza di
            gestore in caso di superamento del valore di parametro del D.            misurazioni per mezzo delle
            Lgs. 31/01; per alcuni parametri significativi ai fini gestionali,       quali il gestore verifica che
            la mail di allerta riguarda valori soglia inferiori al relativo valore   ogni misura di controllo sia
            normativo;                                                               funzionante.
            Verifiche gestionali elencate nei Piani di conduzione e                  La sua finalità è quella di
            manutenzione, programma di attività gestionali riguardanti               segnalare i fuori controllo.
            verifiche ed eventuali regolazioni d’impianto.

                                                                                                                28
         1
Conclusioni

A prescindere dagli obblighi di legge, i WSP rappresentano un'opportunità di
miglioramento gestionale consentendo:
   Una valutazione di tutti i rischi anche solo potenziali
   Una minimizzazione dei rischi individuati
   Una migliore gestione dei rischi residuali

La qualità e l'efficacia dei Piani passa necessariamente dalla condivisione delle
conoscenze e dalla cooperazione fra tutti i soggetti che, pur con compiti e responsabilità
diverse, sono chiamati a garantire la qualità del nostro principale alimento e con essa il
benessere delle comunità.

                                                                                         29
      1
Appendice

    Valutazione ed ottimizzazione dei Piani di Controllo Analitico

                                                                     30
1
Obiettivo

Trovare criteri e metodi adeguati di ottimizzazione delle attività di controllo
fondate su una valutazione del rischio

                                                                                  31
        1
Sperimentazione metodologia in ER

Nel 2011 la Regione Emilia-Romagna ha avviato
un progetto finalizzato a sperimentare una
metodologia applicativa basata sui principi
WSP che potesse razionalizzare il sistema di
controlli sulla qualità dell'acqua potabile attraverso:
•   la valorizzazione delle conoscenze degli enti di
    controllo e dei gestori SII;
•   l'applicazione di tecniche statistiche e
    probabilistiche sulle serie storiche di dati          ARPAE Direzione Tecnica
    esistenti;                                            AUSL Bologna/Forlì/Ferrara/Modena
                                                          HERA SpA
•   lo sviluppo di alcuni casi studio.                    IREN SpA
                                                          Romagna Acque Società delle Fonti SpA
                                                          Università degli Studi di Ferrara

                                                          Coordinamento: Regione Emilia-Romagna,
                                                          Direzione Generale Cura della Persona, Salute32
                                                                                                        e
                                                          Welfare
          1
Metodologia FMEA/FMECA

È apparso opportuno utilizzare una metodologia collaudata in ambito processi produttivi di risk
analysis and assessment denominata FMEA/FMECA (failure modes-effects / critical analysis).

FMEA effettua un’analisi di tipo qualitativo dei singoli
componenti di un sistema per determinarne i failure
modes (inconvenienti) e gli effects (effetti) sul
sistema. FMECA aggiunge un percorso di
valutazione orientato all’assunzione di decisioni
operative coerenti. FMEA/FMECA nell’uso corrente
sono ormai sinonimi.

Predisposizione di un modello per la valutazione quantitativa del rischio nel controllo
delle acque potabili che tenga conto degli indici di complessità specifici per ciascuna fase
del processo.
                                                                                               33
         1
Metodologia FMEA/FMECA

Elemento cardine di un'applicazione FMEA è il calcolo dell’indice di priorità del rischio (IPR).
È un indice numerico costruito attraverso scale di punteggio che considerano:
• la probabilità di accadimento di un evento avverso (P)
• la probabilità che venga rilevato (R)                                                        G, P, R
• la gravità delle sue conseguenze (G)
                                                                                                 sono
                                                                                        fattori indipendenti
                                                  IPR = G*P*R
                                                                                          l'uno dall'altro
Nel nostro caso:
G = gravità, criticità di ciascun parametro in relazione ai suoi effetti sulla salute

P = probabilità che si verifichi un evento avverso in un determinato punto dell’acquedotto

R = rilevabilità, presenza/concentrazione di una sostanza in relazione al valore del limite di legge

Nell'applicazione è stata adottata una scala 1-5 per ciascuno dei tre fattori; di conseguenza l'IPR si colloca
nel range 1-125.
                                                                                                               34
          1
Applicazione pratica

    Scelta di una serie di variabili esplicative su cui progettare il modello:
     • Acquedotto e relativi punti di campionamento
     • Intervallo temporale

    Scelta delle variabili dipendenti:
     • Parametri rappresentativi nella filiera di potabilizzazione e distribuzione delle
         acque

    Quantificazione dei fattori G, P ed R delle variabili scelte ai fini di quantificare
    IPR

                                                                                           35
      1
Parametri rappresentativi
Sono stati scelti i parametri ritenuti più rappresentativi valutando sia i parametri “indicatori”
(allegato I parte C) sia quelli “significativi” (allegato I parte A e B) del D.Lgs. 31/2001

       PARAMETRI              PARAMETRI
       INDICATORI            SIGNIFICATIVI
         Ammonio                   Nitrito
         Alluminio                  IPA
           Ferro                  Mercurio
        Manganese                  Cromo
          Cloruro                 Piombo
   Batteri Coliformi a 37C         Clorito
        Conduttività              Bromato
          Durezza                  Nichel
             pH                    Nitrato
           Sodio             Trialometani Totali
                              Tricloroetilene
          Torbidità          +Tetracloroetilene
          Solfato                  E. coli
                                                                                                    36
                               Enterococchi
             1
Fattore di gravità G

I valori di G sono stati definiti, prevalentemente su indicazione AUSL, tenendo conto della
criticità di ciascun parametro in relazione al suo significato sanitario.
                          G=1                    G=2                     G=3                            G=4                     G=5
                                       1-3               2                               2
                          Alluminio              Ferro                   Alluminio                      Cromo                   Bromato
                                                                 2                       2                    1-3                         2
                          Ammonio                Manganese               Ammonio                        IPA                     E.coli
                                                             3                                      2
                          Cloruro                E. coli                 Batteri Coliformi a 37°C       Nichel                  Mercurio

                                   1                                 3             1-3                  Tetra+                                2
                          E.coli                 Enterococchi            Nitrati                                          1-3   Nitrato
                                                                                                        Tricloroetilene
                          Conduttività                                                                  Piombo                  Nitrito
                                             1                                                                                                          2
                          Enterococchi                                                                                          Tetra+Tricloroetilene
                          Durezza                                                                                               Trialometani totali
                                                                                                                                                  2
                          Ferro                                                                                                 Enterococchi
                          Manganese                                                                                             Clorito
                                                                                                                                      2
                          pH                                                                                                    IPA
                          Sodio
                          Solfato
                          Torbidità
 Note:
     (1) captazione superficiale/subalveo
     (2) punto di rete
     (3) captazione profonda
                                                    Per un dato parametro, il valore di G può variare in
                                                    funzione del punto della filiera considerato.                                                           37
               1
Fattore di probabilità P

Probabilità che si verifichi un evento avverso in una determinata porzione della filiera
acquedottistica.
Captazioni: caratteristiche dei fattori antropici circostanti, grado di protezione delle fonti, classificazione dei
corpi idrici (D.Lgs. 152/06), reale utilizzo.
Uscita centro: qualità della filiera di trattamento, affidabilità dell’impianto, sistemi di controllo.
Punti di rete: densità abitativa, presenza di "utenze sensibili" (ospedali, scuole, etc), caratteristiche tecniche
della rete distributiva (età, frequenza degli interventi manutentivi, etc).
La determinazione di P è fortemente dipendente
                                                                    •   Recuperare informazioni rilevanti
dalle caratteristiche antropiche, territoriali e
strutturali dell’acquedotto quindi, tale fattore                    •   Analizzare documenti e dati
deve essere necessariamente valorizzato, per                            disponibili
punti/aree dell’acquedotto, da chi ha esperienza
e conoscenza di queste caratteristiche.                             •   Utilizzare criteri oggettivi

    La corretta valutazione di P rappresenta la fase più impegnativa della metodologia proposta
                                                                                                                38
          1
Fattore di rilevabilità R

Deriva esclusivamente dall’analisi dei dati storici del periodo prescelto.
È associato al valore misurato di ciascun parametro.
L’intervallo dei valori compreso fra 0 e il limite di legge (LL) è diviso in cinque settori di uguale ampiezza
(LL/5) e ad R è assegnato un valore in scala 1-5 secondo lo schema seguente:
I parametri di interesse vengono suddivisi in tre classi:
  A)   parametri left censored i cui valori sono tutti inferiori al Limite di Rilevabilità (LR);
  B)   parametri con parte dei valori left censored;
  C) parametri con tutti i valori > LR.
Per i parametri in classe A)     R=1;
Per i parametri in classe B e C, R assume il valore del settore (da 1 a 5) nel quale si colloca il valore del 95°
percentile della relativa distribuzione ordinata (P95).
                                                                                            Nella nostra casistica:
                                                                                            A) metalli pesanti
                                                                                            B) manganese, ferro
                                                                                            C) pH, conducibilità, durezza
                                                                                                                    39
           1
Clusterizzazione di IPR

               IPR    1                25                50                75               100               125

     Classe IPR
       (CIPR)                 1                 2                  3                 4                  5

           Allerta          basso           medio-basso         medio           medio-alto             alto

Per le valutazioni sintetiche finali, l'indice di priorità del rischio (IPR) viene suddiviso in 5 cluster (CIPR), da
basso ad alto.

Ovviamente ciascun IPR (e quindi CIPR) sarà riferito:

   a un dato parametro;

   a una determinata serie storica;

   a uno o più punti di campionamento (rappresentativi di una certa parte della filiera) in funzione di come
   sono stati aggregati i dati.
                                                                                                                    40
           1
Casi studio

              Il gruppo di lavoro RER, AUSL,
              ARPAE, GESTORI è stato supportato
              nella fase iniziale dall'Università di
              Ferrara.
              Il primo caso studio ha riguardato la
              rete acquedottistica del Comune di
              Bologna. Le prime valutazioni si
              sono concluse nell'estate del 2013.
              Successivamente sono stati
              sviluppati ulteriori casi studio per gli
              acquedotti di Vignola (MO), di Forlì,
              Ferrara, Reggio Emilia, Fellegara
              (RE), Novafeltria (RN).

                                                    41
    1
Un esempio di risultati

                                                          CIPR
                                                        CIPR   Borgo
                                                             Captazione
                                                    Parametro 2009-2011
                                                                        A                  Distribuzione dei
                                A lluminio (A l)
                             A mmonio (NH4)
                                       Bromato
                                                                                           parametri per classe di
                                         C lorito
                                 C loruro (C l-)
                               C oliformi totali
                      C onducibilita a 20 degC
                                                                                           IPR (CIPR)
                                   C romo (C r)
                                        Durezza
SOSTANZA

                              Escherichia coli
                                    Ferro (Fe)
                                             IPA
                             Manganese (Mn)
                               Mercurio (Hg)
                                    Nichel (Ni)
                                Nitrato (NO 3)
                                 Nitrito (NO 2)
                                              pH
                                 Piombo (Pb)
                                    Sodio (Na)
                                Solfato (SO 4)
                                                                                                                   Classificazione dei quartieri
                                      Torbidita
                            Trialometani totali
           Tricloroetilene + Tetracloroetilene                                                                     per classe di IPR (CIPR)
                                                    1           2             3    4   5
                                                                            CIPR
                                                                                                                                   CIPR Borgo
                                                                                                                                  CIPR Captazione
                                                                                                                                 Quartieri 2009-2011   A
                                                                                             Q UA RTIERI   C IPR

            Si individuano chiaramente:                                                          BO RGO
                                                                                                   A
                                                                                                              1
                                                                                                              2
                                                                                                                                                                        C IPR
                                                                                                                                                                            1
                                                                                                                                                                            2
                                                                                                              3
                                                                                                                                                                            3

                     i parametri e le aree non critiche                                        Pre rete
                                                                                              PRE-RETE        1
                                                                                                              2

                     (sulle quali ipotizzare una                                                              3

                     riduzione del numero di controlli)                                           RENO
                                                                                                   B
                                                                                                              1
                                                                                                              2
                                                                                                              3

                     i parametri e le aree sui quali                                               C
                                                                                            SA RA GO ZZA      1
                                                                                                              2
                                                                                                                                                                 42
                                                                                                              3
                     mantenere più alta l'attenzione                                                                                                                   42
                                                                                                                   0       100
                                                                                                                                       42  200
                                                                                                                                          Count
                                                                                                                                                           300   400

                                    1
Indice F

In linea generale la categorizzazione del rischio per i 7 acquedotti non ha fatto emergere
particolari criticità, il sistema è stato tarato per evidenziare al massimo l’eventualità di un
pericolo prima che si verifichi, pertanto per le aree con indice IPR
Esempio di utilizzo dell'indice F

Per un’ipotesi di rimodulazione di frequenza sono stati considerati i protocolli di verifica
semplificata utilizzati da AUSL.
Nei calcoli è stato considerato il protocollo di verifica costituito da 19 parametri
effettivamente inclusi nei calcoli statistici.
        VALORE IPR=1 100%                                 Parametri                              Protocolli
                                                         Verifica (19)                            Verifica
            RIDRACOLI                                        912                                     48
                                                                                    Probabilità di non individuare dati che
           Variazione percentuale Protocolli             Numerosità                potrebbero passare da classe 1 a classe
                 Verifica Semplificata         (Parametri Verifica Semplificata)                        2
                                                                                                (falsi negativi)
                +25% (+12 protocolli)                       1140                                   0,60%
                 Valore di partenza                          912                                   0,80%
                 -10% (-5 protocolli)                        817                                   0,85%
                -25% (-12 protocolli)                        684                                   0,90%
                -50% (-24 protocolli)                        456                                   1,20%

Sulla base dei dati ottenuti è possibile utilizzare le informazioni derivanti dagli indici F
come supporto per la pianificazione delle attività di campionamento al fine di ottimizzare e
tenere sotto controllo nel tempo il rischio categorizzato attraverso l’IPR.                44
       1
Considerazioni sulla metodologia

La metodologia testata per la valutazione del Piano di Controllo Analitico appare
interessante perchè:
   rende oggettiva e documentata l'analisi di rischio
   valorizza i dati analitici già posseduti
   ha flessibilità applicativa (analisi di interi acquedotti o di singole parti)
   dà indicazioni quantitative risk based per "scalare" il Piano in termini di parametri e
   frequenze con la riduzione dei controlli ridondanti e l’intensificazione di quelli relativi a
   punti/parametri critici.

                                                                                                   45
        1
Grazie per l’attenzione

Claudio Anzalone
claudio.anzalone@gruppohera.it

Laura Minelli
laura.minelli@gruppohera.it

                                              46
                                 www.gruppohera.it
           1
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