Palio di Asti - Asti Turismo

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Palio di Asti - Asti Turismo
Palio di Asti
  17SETTEMBRE2017
Palio di Asti - Asti Turismo
ASTI

        OTTICI - OPTOMETRISTI
Corso L. Einaudi, 64 - ASTI - Tel. 0141 532707
 Via E. Filiberto, 6 - ASTI - Tel. 0141 355087
Palio di Asti - Asti Turismo
1967 | sfilata del Palio, arrivo del Carroccio in Piazza Alfieri

                      1967 | 2017
    50° anniversario
     dalla ripresa
Palio di Asti - Asti Turismo
Palio di Asti - Asti Turismo
D
               esidero rivolgere agli amici astigiani, per il tramite degli infaticabili
               organizzatori, i migliori auguri per la buona riuscita dell’edizione
               2017 del Palio, che come ogni anno abbiamo volentieri insignito
               del patrocinio regionale.
Questo evento fa ormai stabilmente parte non solo della storia locale, ma
nel tempo è diventato un vero simbolo della tradizione e dell’identità del
Piemonte tutto, oltre che fattore di attrazione di moltitudini di turisti e di
visitatori provenienti da ogni parte del mondo.
Sarà come sempre una festa, ricca di energia positiva e di pubblico, e
l’auspicio è che questa festa, che affonda più che mai le sue radici nella
storia, sia capace di trasferire ai bambini, agli adulti e agli anziani che ne
saranno spettatori, siano astigiani, piemontesi, italiani o stranieri, i valori
identitari che si mescolano agli aspetti curiosi, spettacolari, competitivi e
folkloristici.
Siamo orgogliosi che le vie e le tribune di Asti ospitino un evento
organizzato con professionalità e passione e così intensamente atteso e
vissuto, e auguriamo Buon Palio a tutti!

SERGIO CHIAMPARINO | PRESIDENTE REGIONE PIEMONTE
Palio di Asti - Asti Turismo
SMARTICKET
         UN SOLO BIGLIETTO
   PER VISITARE I MUSEI ASTIGIANI
                    PALAZZO MAZZETTI
            CRIPTA E MUSEO DI SANT’ANASTASIO
                     DOMUS ROMANA
                      TORRE TROIANA
                COMPLESSO DI SAN PIETRO

  SMARTICKET È ACQUISTABILE A PALAZZO MAZZETTI
          CORSO VITTORIO ALFIERI, 357
                          www.palazzomazzetti.it
    Il progetto, intitolato “Asti Città Museo” è curato da: Comune di Asti, Fondazione Palazzo Mazzetti,
  Fondazione Cassa di Risparmio di Asti ed è stato realizzato anche grazie ai fondi regionali del bando
“Accessibilità per tutti” e al progetto CLAN (Cultural Local Area Network) proposto dal Politecnico di Torino.

  Progetto co-finanziato con il Fondo di Sviluppo e Coesione PAR FSC Piemonte 2007-2013
Palio di Asti - Asti Turismo
«S
                 ignor Capitano, vi do licenza di correre il Palio
                 nell’anno del Signore 2017.
                 Andate, e che San Secondo vi assista!»

Quando, nel pomeriggio di domenica 17 settembre 2017, avrò l’onore di
pronunciare la frase di rito con cui il Sindaco dà inizio alla fase agonistica
della manifestazione storica che identifica lo spirito più autentico della
nostra città, vedrò realizzarsi il sogno di una vita, proprio nell’edizione che
vede la celebrazione del cinquantenario della ripresa della corsa nel 1967.
wHo infatti avuto la fortuna di nascere in una famiglia che ha dato tanto
al Palio: mio nonno già nel 1933 era tra i tanarini, mio padre è entrato nel
Comitato Palio sin dalla ripresa del 1967, mio zio Carlo è stato rettore negli
anni Ottanta e mio cugino Roberto ha vinto il Palio come rettore nel 1990.
Era inevitabile che in me maturasse quest’amore per la manifestazione e
il 18 novembre 1991, data del mio battesimo nel Comitato, è per me come
una seconda data di nascita. Da allora ho svolto il mio apprendistato nel
Comitato: prima responsabile di sede, poi membro della Commissione
cavalli, poi economo, revisore dei conti, vice rettore e, finalmente, rettore
nel 2001. Sono stato otto volte rettore del Borgo Tanaro, tra il 2001 e il 2014,
vincendo il drappo per ben due volte, nel 2002 e nel 2010 e sono stato
anche presidente del Collegio dei Rettori nel 2001 e nel 2002.
Sono, quindi, un “uomo di Palio”, abituato a vivere la manifestazione,
in tutte le sue fasi, tutti i giorni dell’anno. E resterò un “uomo di Palio”
anche da Primo cittadino: farò di tutto per essere un interlocutore
credibile e imparziale per tutti coloro si occupano di Palio tutto l’anno,
impegnandomi perché questo straordinario contenitore, che considero la
vera anima pulsante della nostra città, si riempia sempre più di passione,
di attaccamento popolare, di idee e proposte innovative, per avere - senza
naturalmente stravolgere la tradizione - anche significativi ritorni economici
e d’immagine per l’intera città.
Che l’avventura, come ogni anno, inizi sotto i migliori auspici e che il solare
drappo realizzato dal Maestro torinese Giorgio Ramella vada, per questo
Palio del Cinquantenario, veramente al migliore!

MAURIZIO RASERO | SINDACO DI ASTI
Palio di Asti - Asti Turismo
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Asti e la sua storia

La storia più antica di Asti risale a milioni di anni fa,    comuni d’Italia, ebbe diritto di battere moneta e
quando al posto delle colline che incorniciano la            diede vita ad una fitta serie di rapporti commerciali
città vi era il mare.                                        con la Francia, le Fiandre, la Germania e l’Inghilterra.
Con il passare del tempo il mare si ritirò                   Conservò la forma repubblicana fino al 1313 quando
fino a costituire un vasto ambiene terrestre,                passò agli Angioini, poi ai Visconti ed infine ai Savoia
determinando l’attuale paesaggio. Poche sono le              (1575). Nei secoli XVII e XVIII durante le guerre di
testimonianze archeologiche di presenze umane                successione di Spagna ed Austria per il possesso
per tutto il periodo preistorico così come per la            del Monferrato, fu ripetutamente invasa ed occupata.
successiva età del bronzo. L’eta del ferro, nel              In epoca napoleonica Asti divenne capoluogo del
primo millennio, si presenta con un paesaggio                Dipartimento del Tanaro, per tornare definitivamente
caratterizzato da insediamenti sparsi sul territorio,        ai Savoia dopo la Restaurazione.
abitati da popolazioni che le fonti storiche                 Dopo l’Unità d’Italia i destini della città seguirono
qualificano come Liguri.                                     quelli della neonata nazione, confondendosi

                                                   Asti oggi
                    È una città ospitale, a misura d’uomo, né troppo grande né troppo piccola;
      una città in cui è piacevole fare due passi in centro alla scoperta di torri, palazzi, musei e botteghe,
                                     inserite in un contesto urbano medievale.
                                               Abitanti | astigiani, astesi
                                    Popolazione | 76.396 abitanti (al 31/12/2016)
                                           Superficie territorio | Ha 15.182
                                           Perimetro Territorio | Km 103.5
                                               Latitudine | 44° 54’ Nord
                                                Longitudine | 8° 12’ Est
                                                Altitudine | 123 m. s.l.m.
                                                Patrono | San Secondo
                                         (si festeggia il 1° martedì di maggio)

La fondazione della romana Hasta, segnalata da               con la storia d’Italia. Caratterizzata sin dal XIII
Plinio fra le città romane di maggiore importanza            secolo da una economia vivace, ricca di traffici
dell’antica Liguria, è datata tra il 125 e il 123 a.C.       e di commerci, spesso divisa dalle faide di nobili
Dopo il periodo romano imperiale, Hasta subisce              quanto animose casate, concupita da Signorie
una profonda crisi economica.                                straniere per la ricchezza delle sue contrade e
In seguito diventa residenza episcopale ed è citata          per la posizione strategica, «Asti Repubblicana»
come sede di un importante Ducato longobardo e               conserva una gradevole atmosfera medievale. Le
di una primaria Corte di Giustizia. Costituita in Contea     torri e le caseforti, testimonianza di un passato
sotto i Franchi, governata in seguito dall’autorità dei      nobile e prestigioso, si inseriscono nel tessuto
vescovi, la città si affermò vigorosamente verso la          urbano con fierezza, armonizzando gradevolmente
fine del sec. XI diventando, in breve, il più importante     con le lunghe teorie di portici ottocenteschi, con le
libero comune del Piemonte.                                  piazzette del centro storico e con il carattere schivo,
Nel sec. XII divenne uno dei più ricchi e potenti            ma ospitale, della gente astigiana.
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Il Palio

Secondo il cronista Ogerio Alfieri, antenato del più       In quegli anni gli astigiani davano vita alla corsa del
noto Conte Vittorio, la città di Asti, «...nell’anno del   Palio: infatti la prima notizia certa della corsa risale
Signore 1280 era colma di ricchezze, chiusa da             al 1275 anno in cui, secondo Guglielmo Ventura,
solide e recenti mura e costituita quasi interamente       speziale di professione e cronista per diletto, gli
da molti edifici, torri, palazzi e case da poco            astigiani corsero il Palio, per dileggio, sotto le
costruite». Nella descrizione, precisa e puntuale,         mura della nemica città di Alba, portando danni
Ogerio cita le buone qualità dei cittadini astesi          e devastazioni alle vigne. Oggi la città conserva
giudicandoli «...assennati e nobili, ricchi e potenti» e   un tessuto urbano testimonianza dei fasti di un
dice che «in caso di necessità la città può contare        tempo; le torri e le caseforti, i palazzi medievali e
su seicento cavalieri dotati di due cavalli...» mentre     le caratteristiche vie del centro storico fanno da
«il contado può fornire centosessanta cavalieri            scenario alla affascinante rievocazione storica del
dotati di un cavallo o di una cavalla...».                 Palio.
Il Palio

Sono ventuno i contendenti che nei giorni della        sbandieratori, il variopinto mercatino, la sfilata dei
vigilia hanno vigorosamente tentato di propiziare la   bambini e le prove in pista per saggiare le forze in
vittoria con cene pantagrueliche, riti scaramantici,   campo, in un crescendo da cardiopalma.
burle salaci nei confronti degli avversari, sino       Ma per capire il Palio è necessario esserci, calarsi
all’ultimo intenso confronto in campo, preceduto       nella Festa, magari seguendo direttamente le
dal sontuoso corteo, composto da oltre                 vicende di uno dei ventuno partecipanti: dagli
milleduecento figuranti in costume medievale.          sguardi dei borghigiani, che hanno lavorato
Dopo molto impegno, tanta passione e altrettanti       un anno intero, si capirà davvero che cosa
affanni uno soltanto potrà stringere tra le            significa la passione viscerale, l’attaccamento
mani il drappo cremisino con le insegne della          fortissimo ai colori, l’irrefrenabile voglia di vincere,
città. Per tutti la grande Festa incomincia già        l’incontenibile gioia della vittoria, l’amarezza della
il fine settimana precedente con il Palio degli        sconfitta.
La pista

Nella centralissima Piazza Alfieri, cuore della città,     Mercato e la Giunta comunale decise che in quel
a settembre, si allestiscono, in una sola settimana,       nuovo sito si doveva tenere la corsa. In quegli
la pista per la corsa, le tribune per il pubblico e        anni la corsa perde la caratteristica di nobile
le scuderie che ospiteranno i cavalli da corsa. La         tenzone e diventa una competizione ippica senza
piazza si trasforma: un gruppo di esperti, coordinati      alcun richiamo al Palio. Dopo alterne vicende, nel
da un geologo, verifica l’esatta miscela di sabbie         1929 il Palio ritorna ad essere un appuntamento
astiane del pliocene superiore, così che l’impasto         importante per la città. Questa volta si corre in
non sia troppo cedevole o, al contrario, troppo            Corso Dante, ma nel ‘30 si ritorna a scegliere
consistente. La pista infatti dovrà «tenere» per tre       l’ampia Piazza del Mercato e il Palio viene corso “in
giri di corsa, sia in caso di pioggia imprevista, sia      tondo”, come oggi.
in caso di tempo asciutto, perché i cavalli, in curva      Dal 1967 al 1987, infatti, la corsa ha luogo in Campo
come in rettilineo, possano esprimere il massimo           del Palio - la “vecchia” Piazza del Mercato - e nel
in sicurezza. Proprio per questo il tracciato è
stato lungamente studiato da una commissione di
tecnici: le curve sono state calibrate in modo da
consentire la massima sicurezza in corsa e sono
protette da robusti «materassi». Dal 2011 la pista è
recintata da un segnapista appositamente studiato,
foggiato a “collo d’oca” in materiale plastico che
contiene ma non contrasta gli urti. Questo ritrovato,
unico in Italia, sulle piste per i Palii completa le
tutele di carattere tecnico adottate negli anni. La
partenza si dà «al canapo»: viene tesa una grossa
corda - immaginate la gomena di una nave - lunga
circa 15 metri e pesante quasi un quintale, che, con
un sistema di argano elettromeccanico, attraversa
la pista da un punto all’altro della linea di partenza.
Il mossiere, piazzato su un podio, chiamerà i diversi
partecipanti alla batteria e quando giudicherà
regolamentare l’allineamento, farà cadere il
canapo. A quel punto per i 450 metri di pista e
per i tre giri di corsa di ogni batteria e della finale,   1988 approda in centro città, in Piazza Alfieri.
sarà tutto in mano all’abilità dei fantini e allo sprint   Dal 2009, Asti ha applicato la normativa dettata
dei cavalli. Per allestire la pista servono circa          dall’Ordinanza dell’allora Sottosegretario alla Salute
settecento metri cubi di sabbie astiane.                   On.le Francesca Martini, in materia di corse.
                                                           Al fine di normare le varie fasi della corsa, sin dai
IL TRACCIATO NEI SECOLI                                    tempi più antichi, è stato stilato un regolamento, in
Anticamente si correva “alla lunga“, cioè lungo le         parte ancora utilizzato ed adattato alle esigenze
strade sterrate che da Viale Pilone, all’estremo           attuali.
est della città, arrivavano, attraverso Via Maestra,       Tra le varie prescrizioni, sono state recentemente
fino al cuore di Asti: di fronte a Palazzo Mazzetti di     inserite alcune nuove norme che tendono a
Frinco, infatti, era stabilito l’arrivo.                   scoraggiare comportamenti scorretti o pericolosi
Poi, nel 1861, fu realizzata la nuova Piazza del           tra i canapi o in corsa.
Dietro le quinte | Le visite

In linea con gli indirizzi ministeriali, è stato stilato   Inoltre un’équipe di Medici Veterinari
un protocollo tecnico che stabilisce il percorso di        dell’Asl garantisce un solerte servizio di
addestramento ed i controlli periodici, attitudinali       farmacosorveglianza, di identificazione dei
e sanitari, necessari a garantire il costante              soggetti e di tutela del benessere animale.
aggiornamento dell’elenco dei cavalli ritenuti             La Commissione Veterinaria seguirà i cavalli
idonei alla corsa del Palio di Asti.                       anche in pista e se alla visita che precede la finale
Tra questi i singoli Rioni, Borghi e Comuni                qualcuno di essi manifestasse segni di sofferenza
sceglieranno quelli che, dopo un’ulteriore                 tali da non renderlo idoneo alla competizione
minuziosa e severa visita veterinaria,                     finale, ha facoltà di ordinarne il ritiro, con giudizio
parteciperanno alla competizione.                          inappellabile.
Le visite vengono effettuate da una Commissione            In pista inoltre opera la Commissione Zooiatrica,
Veterinaria istituita dal Comune di Asti e composta        sempre nominata dal Comune, composta da
da Professori universitari, esperti in ippiatria, in un    Medici veterinari che effettuano il servizio di
sito scelto dal Comune, tecnicamente idoneo.               pronto soccorso, qualora si rendesse necessario.
Come eravamo | Palio 1971

È ancora il Sindaco Cesare Marchia a “governare” il       nei Comitati: all’ultimo momento alcuni sono rimasti
Palio del 1971, con l’insostituibile collaborazione del   senza fantino, altri senza cavallo (un buon cavallo
Capitano Giovanni Pasetti, veterinario, appassionato      può costare oltre un milione di lire), si teme il meteo
di cavalli e figura carismatica del Palio. Il drappo      avverso per la sfilata della domenica. I favoriti sono
è opera della pittrice astigiana Gea Baussano. La         San Lazzaro e Santa Maria Nuova: i rosa-azzurri,
corsa è programmata per il 12 settembre, sono in          notte tempo e in gran segreto, provano il cavallo in
quattordici a partecipare, undici Rioni cittadini e tre   pista, ma il purosangue è incappucciato e protetto
Comuni della Provincia: Nizza, Canelli e Costigliole.     da un mantello per non scoprire le carte con gli
Santa Caterina rinuncia alla corsa per protesta           avversari. La domenica, fortunatamente, iI meteo
contro l’assemblea del Palio e contro i “cugini” della    grazia il corteo che si svolge regolarmente con
Torretta per una questione di assegnazione dei            sfarzosi costumi. Alla fine però è Don Bosco ad
colori: la querelle si risolverà poi l’anno successivo    aggiudicarsi il Palio, con il fantino Giovanni Manca,
con la creazione di due comitati distinti. Torretta       detto Gentlemen, sul cavallo Via Veneto (Via col
Nostra Signora di Lourdes correrà, come nel 1970,         vento), il rettore è Giacinto Occhionero. Santa Maria
con i colori bianco rosso e blu e Santa Caterina con      Nuova deve accontentarsi del secondo posto e San
i colori rosso e celeste. Santa Caterina tornerà in       Lazzaro del quarto.
pista soltanto nell’edizione del 1977. C’è nervosismo     Alla mossa Alberto Castellani di Roma.
I vincitori | 1967-2016

            ANNO | Vincitore | Fantino (soprannome) | Cavallo (sprannome) | rettore | Mossiere

1967 | Don Bosco/Viatosto | Pietro Altieri              1983 | San Pietro | Domenico Ginosa | Criugleford
(Petruzzo) | Gavin | Giacinto occhionero                (Fortino) | Giovanna Maggiora | Sabatino Vanni
| Felice Appiano                                        1984 | San Martino San Rocco | Andrea Degortes
1968 | San Pietro | Andrea Degortes (Aceto)             (Aceto) | Stachys (Sotto) | elio ruffa | Sabatino Vanni
| Stereo | Giuseppe visconti | Giuseppe Giulianini      1985 | San Martino San Rocco | Mario Cottone
1969 | San Pietro | Rosario Pecoraro (Tristezza)        (Truciolo) | Prairie Speedy (Olivoli Olivolà)
| Skygirl (Losna) | Giuseppe visconti                   | italo Melotti | Ulrico Ricci
| Luigi Emanuele Necchi                                 1986 | Nizza | Leonardo Viti (Canapino)
1970 | Torretta/Santa Caterina | Sergio Ruiu            | Varigino (Elf) | Bruno verri | Ulrico Ricci
(Il Professore) | Amedeo | Giuseppe nosenzo             1987 | San Lazzaro | Massimo Coghe (Massimino)
| Alberto Castellani                                    | Akebat (Nuvola) | franco serpone | Ulrico Ricci
1971 | Don Bosco/Viatosto | Giovanni Manca
(Gentleman) | Via Veneto (Via Col Vento)
| Giacinto occhionero | Alberto Castellani
1972 | Santa Maria Nuova | Gaetano Lobue
(sostituito in finale da Luigi Sassano) | Gaytimex
(Tornado) | Bruno ercole | Alberto Castellani
1973 | San Pietro | Rinaldo Spiga (Spingarda)
| Avella (Speranza) | sergio sconfienza
| Sabatino Vanni
1974 | Canelli | Mauro Finotto (Jora) | Anin
(Spumantino) | Gian Carlo Pulacini | Sabatino Vanni
1975 | San Paolo | Renato Magari (Il Biondo)
| Capriccio | Giuseppe Cavanna | Sabatino Vanni
1976 | Torretta/N.S. Lourdes | Mario Beccaris
(Lo Scarus) | Cel | luigi de Pascale | Sabatino Vanni
1977 | Cattedrale | Marco Grattarola | Larson
| Giovanni Pasetti | Sabatino Vanni
1978 | San Paolo | Sergio Ruiu (Il Professore)
| Napo (Nobel) | secondo Magnone | Sabatino Vanni
1979 | San Paolo | Sergio Ruiu (Il Professore)          1988 | Moncalvo | Maurizio Farnetani (Bucefalo)
| Mec (Nobel II) | silvano Ghia | Sabatino Vanni        | Scodata (Aida) | ercole zanello | Ulrico Ricci
1980 | Don Bosco/Viatosto | Mariano Zedda               1989 | Moncalvo | Maurizio Farnetani (Bucefalo)
(Pepe) | Skat (Imprevisto) | lino famiglietti           | Scodata (Carmen) | ercole zanello | Lalla Novo
| Sabatino Vanni                                        1990 | Tanaro Trincere Torrazzo | Maurizio
1981 | Montechiaro | Renato Magari (Il Biondo)          Farnetani (Bucefalo) | Phantasm (Brown Davil) *
| Albert Todt (Capriccio) | Gian Marco rebaudengo       | roberto rasero | Ulrico Ricci
| Sabatino Vanni                                        1991 | San Lazzaro | Tonino Cossu (Cittino) | Blu
1982 | San Secondo | Mario Beccaris (Lo Scarus)         Bell Music (Lingotto) | franco serpone | Ulrico Ricci
| Gamble on gold (Argento) | Gino Bonino                1992 | San Silvestro | Angelo Depau (Lucifero)
| Sabatino Vanni                                        | Ulita Deis | Maria teresa Perosino | Ulrico Ricci
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Un vero trionfo e non potrebbe essere altrimenti:
alla guida delle quattro sedi c’è Dindo Capello, pilota ufficiale Audi,
tre volte vincitore della 24 ore di Le Mans. Strutture sofisticate, sportive,
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Questo grazie a uno staff eccezionale in grado di garantire servizi di altissimo livello,
e a tutti i clienti della Concessionaria che ogni giorno contribuiscono al suo successo.
I vincitori | 1967-2016

1993 | San Paolo | Giuseppe Pes (Il Pesse)             2005 | Santa Maria Nuova | Maurizio Farnetani
| Grand Prix | Beppe Briola | Ulrico Ricci             (Bucefalo) | L’Altro | franco Chierici | Renato Bircolotti
1994 | Moncalvo | Mario Cottone (Truciolo)             2006 | Santa Maria Nuova | Maurizio Farnetani
| Rapsodia * | Gaetano Guarino | Amos Cisi             (Bucefalo) | Un Altro | franco Chierici
1995 | Moncalvo | Mario Cottone (Truciolo)             | Bartolo Ambrosione
| Rapsodia * | Gaetano Guarino | Amos Cisi             2007 | San Secondo | Giovanni Atzeni (Tittia)
1996 | Don Bosco | Maurizio Farnetani (Bucefalo)       | Impera * | Marco zappa | Renato Bircolotti
| Blue Baker (Bingo) | Maddalena spessa | Amos Cisi    2008 | San Lazzaro | Giuseppe Zedde (Gingillo)
1997 | Castell’Alfero | Claudio Bandini (Leone)        | Domizia | remigio durizzotto | Renato Bircolotti
| Pierino | Piero Berrino | G.Carlo Matteucci          2009 | Santa Maria Nuova | Massimo Coghe
1998 | Castell’Alfero | Claudio Bandini (Leone) |      (Massimino) | First Lady | Barbara Concone
Pierino (Pierino bis) | Piero Berrino                  | Renato Bircolotti
| G.Carlo Matteucci                                    2010 | Tanaro Trincere Torrazzo | Gianluca Fais
1999 | San Lazzaro | Massimo Coghe (Massimino)         | Rocco | Maurizio rasero | Renato Bircolotti
| Shakuntala (Nuvoletta) | franco serpone              2011 | San Damiano | Massimo Coghe
| G.Carlo Matteucci                                    (Massimino) | Last Time | davide Migliasso
2000 Palio del Giubileo | San Secondo                  | Enrico Corbelli
| Maurizio Farnetani (Bucefalo) | Thera (Luna Rossa)   2012 | San Martino San Rocco | Maurizio
| Maurizio Bertolino | G.Carlo Matteucci               Farnetani (Bucefalo) | Ventuno | franca sattanino
2000 ed. settembre | Santa Maria Nuova | Martin        | Renato Bircolotti
Ballesteros (Pampero) | Guera | Marco Gonella          2013 | Torretta | Giuseppe Zedde (Gingillo)
| G.Carlo Matteucci                                    | Il Conte la Violina | Giovanni spandonaro
2001 | San Lazzaro | Massimo Coghe (Massimino)         | Renato Bircolotti
| Millenium Bug | franco serpone | Renato Bircolotti   2014 | Santa Caterina | Andrea Mari (Brio) | 958
2002 | Tanaro Trincere Torrazzo | Martin               | nicoletta sozio | Renato Bircolotti
Ballesteros (Pampero) | Soprano (Doctor Glass)         2015 | San Paolo | Valter Pusceddu (Bighino)
| Maurizio rasero | Renato Bircolotti                  | Salvatore | silvano Ghia | Renato Bircolotti
2003 | Santa Caterina | Giovanni Atzeni (Tittia)       2016 | Nizza | Giovanni Atzeni (Tittia)
| Ergosong | nicoletta sozio | Renato Bircolotti       | Moscato dry Santero | Pier Paolo verri
2004 | Torretta | Giuseppe Zedde (Gingillo)            | Daniele Masala
| Ergosong (Fischietto) | roberto Carosso
| Renato Bircolotti                                    * SCOSSO
Il Drappo

Il Palio, grande drappo di velluto con le insegne
di Asti, è il “sogno” cui aspirano ben ventuno
contendenti. Ma, per “Palio”, si intende la corsa
animosa e appassionata che infiamma le terre
astesi a settembre. Gli astigiani, quasi a voler
raddoppiare la festa, regalano al Santo, ogni
anno a maggio, un altro drappo con le medesime
insegne.
D’altronde, è un atto dovuto, per impetrare quella
protezione che San Secondo non ha mai mancato
di elargire alla sua Città: già nel 1275, infatti, ad
Asti, si soleva correre il Palio in occasione della
festa del Santo.
Anche oggi, come allora, il Sindaco dà licenza di
correre il Palio pronunciando antiche parole «...
andate e che San Secondo vi assista!». E per i
ventuno partecipanti incomincia una spasmodica
attesa che dura per il tempo infinito - un paio di
minuti! - di ognuna delle tre batterie e della finale.
Sette cavalli al canapo per ogni contesa, nove
per la finale e migliaia di borghigiani che sperano,
tutti, nel miracolo della vittoria.
Ma a vincere sarà uno soltanto: il più bravo, il
più fortunato e scaltro, il più irruente. La gioia
del vincitore è incontenibile. In un attimo tutto il
borgo dimentica le fatiche di un anno: il lavoro
per studiare e cucire i preziosi costumi della
sfilata, l’affanno per organizzare le feste e le cene
propiziatorie della vigilia, l’impegno per mettere a
punto bandiere e stendardi.
Si dimenticano anche le nottate passate in

                                                                       I premi
scuderia accanto al cavallo, le levatacce per
seguire gli allenamenti. Tutto è ripagato dal
drappo cremisino che stringe il Rettore tra le mani:                Al primo arrivato | il Palio
il Palio.                                                per il 2017 opera del Maestro Giorgio Ramella
I Palii sono composti da due elementi essenziali:                 Al secondo arrivato | la borsa
il «labaro» dipinto, con le insegne della Città di                     di monete d’argento
Asti e il «Palio» propriamente detto, costituito da         Al terzo arrivato | gli speroni d’argento
una lunga pezza di velluto cremisino congiunta                   Al quarto arrivato | il gallo vivo
al «labaro». Il Palio si misura in «rasi»: sedici per            Al quinto arrivato | la coccarda
il Palio della corsa, dieci per il Palio offerto alla       All’ultimo arrivato | l’inchioda (acciuga)
Collegiata. Il raso, antica misura piemontese,                             con l’insalata
corrisponde a sessanta centimetri.
Il Maestro del Palio
                       Giorgio Ramella

Giorgio Ramella nasce a Torino il 24 febbraio 1939.          “Grafica italiana contemporanea” al Museo d’Arte
Compiuti gli studi classici, frequenta l’Accademia           Moderna di Buenos Aires, San Paolo del Brasile e di
Albertina di Belle Arti di Torino dove segue il corso        Toronto; la FIAC al Grand Palais di Parigi; “Il museo
di pittura di Enrico Paulucci e di tecniche incisorie        sperimentale” al Museo d’Arte Contemporanea del
di Mario Calandri. L’esordio sulla scena artistica           Castello di Rivoli. Nel 1985, curata da Paolo Fossati
torinese è negli anni Sessanta con un’esposizione            per le Edizioni Fabbri, esce la monografia Un pittore
alla Galleria La Bussola insieme a Ruggeri, Saroni,          dipinge la pittura, che illustra l’orientamento assunto
Soffiantino e Gastini; nella stessa galleria allestisce la   in quel periodo: attraverso una messa in scena quasi
prima mostra personale nel maggio del 1964.                  cinematografica Ramella rappresenta con affettuosa
I lavori iniziali, gli Incidenti, sono caratterizzati da     ironia la figura del pittore tradizionale ottocentesco
forme e frammenti metallici che compongono                   en plein air.
strutture drammatiche e allo stesso tempo
rigorosamente calibrate. Un’opera di questa
serie è acquisita nel 1962 dalla Galleria d’Arte
Moderna di Roma, mentre altre vengono esposte
in importanti mostre nazionali, come il Premio
San Fedele a Milano nel 1961, il Premio Michetti a
Francavilla al Mare, il Premio Scipione a Macerata
nel 1964 e la Quadriennale Nazionale di Roma. Nel
1965 Ramella ottiene il primo premio di pittura al
Premio Nazionale Villa San Giovanni e nell’anno
successivo partecipa al Salone Internazionale
dei giovani, mostra itinerante alla Galleria d’Arte
Moderna di Milano, alla Scuola Grande di San
Teodoro a Venezia e alla Promotrice delle Belle Arti
di Torino. Durante questa mostra, curata da Guido
Ballo, Ramella incontra e frequenta artisti milanesi
come Pardi, Colombo, De Filippi, Marzot, Spagnulo,
Baratella e altri stranieri quali Arroyo, Aillaud,
Schmidt, Ramosa.                                             Nel 1990 a Palazzo Robellini di Acqui Terme la mostra
Nel 1970 è presente all’esposizione “Quelques                “Due stagioni allo specchio”, curata da Lorenzo Mondo
tendences de la jeune peinture italienne” a Ginevra,         e Francesco Tedeschi, mette a confronto le opere
Parigi e Bruxelles, curata da Luigi Carluccio. Dopo          del primo periodo, Incidenti, con quelle realizzate alla
aver sviluppato ricerche di impronta più astratta e          fine degli anni Ottanta Lettere e Pavimenti. Nel 1991
geometrica, nei primi anni Settanta, l’artista torna         partecipa all’esposizione, curata da Enrico Crispolti,
alla figurazione partecipando a diverse mostre               “Segni, strutture, immagini” alla Galleria Salamon di
nazionali e internazionali quali, “6 grabadores              Torino. L’esposizione personale del 1993 al Palazzo
italianos” alla Casa del Siglo XV di Segovia; il             del Comune di Spoleto, curata da Flaminio Gualdoni,
Premio Ramazzotti al Palazzo Reale di Milano;                documenta un momento significativo nella tecnica e
“Perché ancora la pittura” alla Reggia di Caserta;           articolazione del mezzo pittorico nel lavoro di Ramella.
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Il Maestro del Palio | Giorgio Ramella

Nel 1994 una sua grande Crocifissione, esposta               opere in una mostra intitolata “Ramella: dai Graffiti
nel Convento di San Bernardino di Ivrea in                   all’Oriente 1994-2006” curata da Enrico Crispolti.
una mostra presentata da Giovanni Romano,                    In questi anni prosegue il viaggio esotico di Ramella,
è acquistata dalla Fondazione De Fornaris                    dall’Oriente si spinge più a Sud verso atmosfere
per la GAM di Torino. La stessa opera è anche                africane per approdare nel settembre del 2009 con
esposta a Lione e al Palazzo Ducale di Mantova               la mostra “A Oriente verso Sud” in uno degli spazi
in occasione della mostra “La croce e il vuoto”              espositivi più affascinanti della città: l’ottocentesca
curata da Raffaella Morselli.                                fabbrica per la costruzione e manutenzione di
Tra il 1994 e il 2000 l’artista lavora, dopo un viaggio      locomotive e vagoni ferroviari. Nell’Officine Grandi
negli Stati Uniti, ai Graffiti che espone alla Maze Art      Riparazioni di Torino la curatrice Lea Mattarella
Gallery di Torino e al Castello di Barolo, e alla Galerie    propone venticinque tele di grandi dimensioni che
Unter Turm di Stoccarda e al Musée Départemental             ben si fondono negli imponenti spazi di questa
de la Préhistoire a Solutré, Mâcon.                          architettura industriale.

                         ... gli altri Maestri | 1967-2017
      1967 | Gea Baussano                      1986 | Ernesto Treccani                2002 | Ezio Gribaudo
     1968 | Gea Baussano                        1987 | Enrico Paulucci            2003 | Eugenio Guglielminetti
     1969 | Gea Baussano                         1988 | Remo Brindisi            2004 | Enrico Colombotto Rosso
      1970 | Gea Baussano                    1989 | Francesco Tabusso               2005 | Emanuele Luzzati
      1971 | Gea Baussano                      1990 | Claudio Bonichi                2006 | Silvio Ciuccetti
      1972 | Silvio Ciuccetti                 1991 | Francesco Casorati                2007 | Paolo Conte
      1973 | Gea Baussano                    1992 | Giacomo Soffiantino                2008 | Flavio Piras
      1974 | Gea Baussano                        1993 | Piero Ruggeri                2009 | Natà Rampazzo
     1975 | Ottavio Coffano                      1994 | Giuliano Vangi                 2010 | Ugo Scassa
      1976 | Gea Baussano                         1995 | Luigi Mainolfi             2011 | Antonio Guarene
      1977 | Gea Baussano                      1996 | Giovanni Buoso                  2012 | Diego Lagrosa
    1978 | Gianni Peracchio                        1997 | Paolo Fresu                2013 | Piero Sciavolino
      1979 | Silvio Ciuccetti                   1998 | Floriano Bodini                     2014 | Copia
     1980 | Gea Baussano                         1999 | Gigino Falconi                della tela seicentesca
      1981 | Amelia Platone                      2000 | Carlo Carosso                di Giovanni Francesco
      1982 | Gea Baussano                       (edizione del Giubileo)                    Lampugnani
    1983 | Emanuele Luzzati                      2000 | Ugo Nespolo                     2015 | Sergio Unia
  1984 | Eugenio Guglielminetti                (edizione di settembre)                2016 | Mauro Chessa
       1985 | Guido Tulelli                  2001 | Radu Dragomirescu                2017 | Giorgio Ramella

Nel 2001 alla Galleria La Nuova Gissi di Torino,             Così, quasi come per contrasto, altrettanto
espone per la prima volta il ciclo dedicato a Vincent        distintamente le opere di “A Oriente verso sud”
Van Gogh, che successivamente porta alla Galerie             vengono esposte nelle raffinate sale di Palazzo Litta a
di Lione e al Centre Le Polaris di Corbas.                   Milano. Fanno da sfondo paesaggi africani attraversati
Nel 2003 la Regione Piemonte dedica a Giorgio                da bimotori e ricordano vecchi francobolli le tele di
Ramella una retrospettiva al Convento dei                    “Fly Zone”; l’esposizione curata da Marco Di Capua a
Cappuccini di Caraglio; nella mostra che copre circa         dicembre del 2011 nella prestigiosa sede di Palazzo
dieci anni di lavoro sono esposte le prime opere in          Chiablese di Torino. Circa trenta opere di diverso
cui l’artista elabora una personale visione del mito         formato si accompagnano a piccoli aereoplani in
orientalista.                                                legno costruiti e dipinti dallo stesso Ramella in un
Nell’estate del 2006 presenta a Roma, nel                    allestimento che li vede sospesi al soffitto e riflettere
Complesso del Vittoriano, una trentina di grandi             le ombre sulle pareti e sui dipinti a olio.
Il museo del Palio

Inaugurato nel settembre 2015, il Museo del Palio     approfondire gli argomenti di maggior interesse.
di Asti ha sede presso il cinquecentesco Palazzo      Nella penultima sala, dedicata al Palio del’900,
Mazzola che ospita anche l’Archivio storico           oltre ad una curiosa carrellata di manifesti di
comunale, scrigno di preziosi documenti cittadini     vari periodi, di calendari e immagini, è possibile
a partire dal X secolo. Le sale del Museo, site al    vedere ed ascoltare un interessante filmato che
piano terra del palazzo, ripercorrono la storia del   cala l’utente nella più profonda emozione del
Palio e della Città, intimamente legate, attraverso   Palio dei giorni nostri. Le ultime due sale, infine,
documenti originali, manifesti, stendardi d’epoca,    sono dedicate alle mostre temporanee che, di
sonetti celebrativi.                                  volta in volta, presentano argomenti, documenti e
Postazioni multimediali aiutano il visitatore ad      cimeli di particolare significato.
Il museo del Palio

                                                          Costume realizzato e donato alla Città di asti
                                                                 dalla sartoria d.v. Costumi

Attualmente vi è allestita la mostra dedicata ai Palii   ll Museo del Palio di Asti è aperto, ad ingresso
della Collegiata, offerti ogni anno dal Comune alla      libero, dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 13;
Chiesa del Patrono, San Secondo, nel cui nome            il martedì e il giovedì, oltre all’orario mattutino, è
si corre il Palio. I drappi esposti - il più antico è    prevista l’apertura pomeridiana dalle ore 15 alle
del 1815 - sono opera dei più importanti Maestri         ore 17,30.
dell’arte contemporanea.                                 Da giugno a settembre il Museo è aperto anche il
A settembre, però, l’attuale esposizione                 sabato e la domenica dalle ore 15 alle ore 18.
temporanea sarà sostituita da due nuove                  Per informazioni e prenotazioni telefonare
mostre dedicate ai cinquant’anni dalla ripresa           in orario d’ufficio ai recapiti 0141.399.339 e
del Palio, avvenuta nel 1967 dopo circa 30 di            0141.399.359 oppure scrivere al seguente
sospensione, e ai primi quarant’anni del Palio           indirizzo di posta elettronica:
degli Sbandieratori.                                     archiviostorico@comune.asti.it
Percorso corteo
La mappa del centro storico

   MUSEO
  DEL PALIO

              PARTENZA
DOMENICA      PIAZZA CATTEDRALE | VIA CARACCIOLO | PIAZZA CAIROLI
17 SETTEMBRE 2017     CORSO ALFIERI | VIA GOBETTI | PIAZZA SAN SECONDO
      AVVIO ORE 14    VIA GARIBALDI | VIA GARDINI | PIAZZA ALFIERI

                               i
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                 zz INORSA
              Pia CAT CO
                       A
                    LL
                 DE
Il Gruppo del Comune

Il Gruppo del Comune, composto dal Capitano e          Il Carroccio, elemento comunale per eccellenza,
dal suo seguito a cavallo, apre il corteo storico,     chiude il corteo ed è scortato da una schiera di
preceduto dal Gruppo degli Sbandieratori               armigeri in rappresentanza dei ventuno partecipanti.
dell’A.S.T.A.                                          Il Carroccio rappresenta gli antichi carri da guerra:
I costumi del gruppo del Comune, realizzati su         tuttavia la sua origine è incerta anche se alcuni
bozzetti dello scenografo astigiano Eugenio            storici ne fanno risalire l’utilizzo ai saraceni e ad
Guglielminetti, richiamano i colori della città ed     alcune tribù germaniche. Il termine deriva dal latino
esaltano le funzioni di magistrati e cavalieri che     medievale “Carrochium” e significa carro a funzione
hanno il non facile compito di sovrintendere allo      sia civile sia militare, utilizzato in tutta Italia al tempo
svolgimento della corsa. Il Capitano ed i suoi         dei liberi comuni. Il Carroccio astese, trainato da
Magistrati sono, infatti, i garanti della corretta     tre coppie di candidi buoi, porta, come vuole la
interpretazione del regolamento; in caso di gravi      tradizione, le insegne della città - croce bianca
inottemperanze, possono anche comminare                in campo rosso - il gallo in ferro battuto, simbolo
sanzioni. Il Capitano e il suo gruppo partecipano      delle libertà comunali ed il Palio, ambito premio
nel corso dell’anno alle iniziative dei Rioni e alle   per il vincitore della corsa. Gli altri premi - la borsa
sedute del Consiglio del Palio, per assumere, con      di monete d’argento, gli speroni, il gallo vivo, la
i Rettori e con l’autorità comunale, le scelte più     coccarda e l’acciuga - precedono il Carroccio e
importanti in merito al Palio.                         sono portati da altrettanti messi comunali.
Il Corteo storico

L’imponente sfilata che precede la corsa è             acconciature e attrezzature storicamente corrette.
un grandioso affresco che rievoca la storia            Basti pensare che per realizzare il costume di una
medievale della Città: ogni gruppo è preceduto         dama vengono impiegati sino a dodici metri di
dal Vessillifero che porta i colori del Borgo, Rione   velluto.
o Comune, seguono i figuranti in costume che
danno vita ad un tema storico variato ogni anno.       Al miglior gruppo il Soroptimist International d’Italia,
Sin dall’inverno precedente gli storici e le sarte     club di Asti, consegnerà la “Pergamena d’autore”,
di ciascun comitato si mettono al lavoro per           ambito premio per quel comitato che avrà meglio
individuare il tema storico dell’anno. I costumi,      rappresentato il tema storico del corteo.
fedeli riproduzioni d’epoca, sono realizzati           Il premio, nato nel 1983, viene assegnato da parte
dalle sartorie di borgo e si rifanno a dipinti e       di una qualificata giuria di esperti scenografi,
affreschi di età medievale. Un lavoro minuzioso e      costumisti, docenti di storia medievale, registi e
certosino per trovare tessuti, fogge e accessori,      attori, selezionati dall’Assemblea del Club.
Rioni, Borghi e Comuni

                                              IN ORDINE DI SFILATA

COMUNE DI MONTECHIARO                                       1200 quando novantatré homines dei preesistenti
Colori Bianco e celeste | Rettore roberto fava              borghi di Pisenzana, Mairano, Malesco e Cortanze
                         Il Comune di Montechiaro,          diventarono cittadini astesi giurando fedeltà al
                         situato a 15 km da Asti in         Comune di Asti, che s’impegnò nell’edificazione, nel
                         posizione collinare, fondato       consolidamento e nella difesa della villa nova, solido
                         dagli astigiani nel XIII secolo,   avamposto contro il Marchese del Monferrato.
                         conserva un pregevole centro
                         storico medievale, con resti
                         di fortificazioni. Poco fuori      RIONE SAN SECONDO
dall’abitato, su di un poggio, si erge la Chiesa di San     Colori Bianco e rosso | Rettore Mauro Nebbiolo
Nazario, gemma del romanico risalente, probabilmente,                              Il Rione San Secondo,
al XII secolo. Suggestiva anche la pieve di Santa Maria                            comunemente detto “del
Assunta di Pisenzana con fondazioni protoromaniche,                                Santo” porta il nome del
chiesa cimiteriale sino al 1894.                                                   Santo Patrono. Situato nel
Il Comune di Montechiaro ha vinto il Palio nel 1981.                               cuore della città, comprende,
                                                                                   tra l’altro, Piazza Alfieri, sede
Il corteo nuziale                                                                  della corsa.
di Valentina Visconti e Luigi di Valois                     La Collegiata di San Secondo (risalente, nelle forme
Il Comune di Montechiaro apre il corteo storico del         riconducibili a quelle attuali, al sec. XIII) ha sede nel
cinquantennale della ripresa del Palio di Asti con la       rione, e conserva, nella cripta, una preziosa urna
rievocazione del matrimonio, avvenuto nel 1389, di          d’argento che custodisce le spoglie mortali del
Valentina Visconti, figlia di Gian Galeazzo, signore        Santo nel cui nome si corre il Palio.
di Asti e di Milano, con Luigi di Valois, duca di           Su piazza San Secondo si affacciano i più
Turenne nonché fratello                                     importanti palazzi della Città: Palazzo Civico di
del re di Francia Carlo VI.                                 gusto settecentesco su preesistenze medievali,
Luigi di Valois giunge con                                  Palazzo degli Antichi tribunali in cui si amministrava
il principe Amedeo d’Acaia                                  la giustizia, Palazzo del Podestà.
e il duca di Mantova                                        San Secondo ha vinto il Palio nel 1982 ,
Francesco Gonzaga,                                          nell’edizione del Giubileo del 2000 e nel 2007.
mentre notabili e dignitari
innalzano i vessilli                                        I Vizi in cavalcata e le Virtù in parata
raffiguranti il suo stemma                                  Nella seconda metà del
gentilizio, uno scudo                                       XV secolo, a seguito delle
azzurro seminato di gigli                                   ferventi predicazioni di
dorati e lambellato di grigio.                              San Bernardino da Siena,
Valentina Visconti è invece accompagnata dalle              in molte chiese dell’area
dame e dalle nobildonne della sua corte, recanti il         subalpina, ad Asti così
simbolo araldico familiare, il Biscione con un uomo         come in altre località,
di colore tra le fauci. Valentina portava in dote Asti e    furono realizzati cicli
numerosi paesi del territorio, tra i quali figurava Mons    pittorici che ne recepivano
Clarus, villa nova fondata dal comune astigiano nel         il messaggio dottrinale
Rioni, Borghi e Comuni

basato su simboli e immagini di facile comprensione           per i pellegrini a lui intitolati. Quale uomo d’arme
e di profondo impatto emotivo. Uno dei soggetti               nell’iconografia tradizionale viene rappresentato
più utilizzati come monito ed esortazione per i               con l’armatura e l’insegna dalla “croce trifogliata
fedeli fu la “cavalcata dei vizi”: i sette vizi capitali, e   bianca in campo nero od oro”, che figura sugli
cioè Superbia, Avarizia, Lussuria, Invidia, Gola, Ira,        edifici a lui dedicati.
Accidia, venivano rappresentati come personaggi               Per i pellegrini che giungono ad Asti percorrendo
femminili facilmente riconoscibili dall’aspetto e             la via Longobarda, ai piedi del Castelvecchio, nel
dall’atteggiamento, condotti incatenati all’Inferno           territorio di San Silvestro, viene costruita la chiesa
da cavalcature allegoriche. Contrapposto ai vizi, ad          di San Maurizio con annesso ospedale, presente
indicare l’unica strada per ottenere l’eterna salvezza,       ancora nel 1455.
si raffigurava il “settenario delle Virtù”: Fede,             L’edificio dedicato al martire, protettore di fabbri
Speranza, Carità, Giustizia, Prudenza, Fortezza e             ed armaioli, era posto al centro di un complesso di
Temperanza, rappresentate come dame dall’aspetto              botteghe artigiane, detto “Ventina degli Spadari”,
celestiale che incedono a piedi recando i simboli             ove a fine Trecento operavano coniatori e pittori di
che le identificano.                                          stendardi, oltre a mercanti, lombardi e a funzionari
                                                              orleanesi.
                                                              Il Rione Oro Argento rievoca una festa in onore di
RIONE SAN SILVESTRO                                           San Maurizio con il popolo di San Silvestro che lo
Colori Oro e argento | Rettore Maria Teresa Perosino          ringrazia per la protezione nel lavoro quotidiano.
                       Il Rione San Silvestro si trova        Seguendo le tradizioni degli antichi laudari religiosi
                       nel cuore della città nei              medioevali, il Santo viene rappresentato in tutta la
                       pressi della Torre Troyana             sua fierezza, con esaltazione delle reliquie e dei
                       o dell’Orologio. La chiesa             simboli che lo identificano.
                       attuale, da cui prende il nome
                       e i colori, è stata consacrata
                       nel 1870; sorge sul sedime             BORGO SAN PIETRO
della primitiva chiesa romanica consacrata da Papa            Colori Rosso e verde | Rettore Anna Maria La Mattina
Urbano II nel 1096. La figura storica a cui si ispira                                Il Borgo si colloca a est su
il Rione è quella di Valentina Visconti, figlia di Gian                              una antica area suburbana,
Galeazzo Visconti, signore di Asti e di Milano.                                      nei pressi dell’antica
San Silvestro ha vinto un solo Palio, quello a cui è                                 strada romana. L’elemento
stata abbinata la Lotteria nazionale, nel 1992.                                      indubbiamente più importante
                                                                                     del borgo è il pregevole
22 settembre: la festa di San Maurizio                                               complesso monumentale di
Insieme a San Silvestro, Sant’Espedito, San                   San Pietro che comprende la rotonda del Santo
Gaudenzio e San Michele, San Maurizio è                       Sepolcro (XII secolo), la casa priorale, l’ospedale
protettore del Rione Oro Argento. Comandante                  dei cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme e la
di una legione romana                                         cappella Valperga (XV secolo). Il complesso ospita
inviata nell’Elvezia                                          anche il Civico Museo Archeologico.
dall’imperatore                                               San Pietro ha vinto il Palio nel 1968, nel 1969, nel
Maximiano, Maurizio si                                        1973 e nel 1983.
rifiutò di perseguitare le
popolazioni cristiane e                                       Hec somnia.
venne giustiziato presso                                      Esperienze oniriche nel medioevo
Agauno nel 287 dopo                                           Per gli uomini del Medioevo i sogni rappresentano
Cristo. Il culto del martire                                  preziose esperienze soprannaturali, talvolta
si diffuse attraverso la                                      miracolosi, come testimonia il caso del milanese
Savoia e la Valle d’Aosta                                     Gian Paolino Brivio capitano di Asti (1425 - 1439)
e poi lungo la Via Francigena verso la Terrasanta,            che venne guarito da una cancrena alla gamba
con fondazione di chiese e ricetti ospedalieri                dal Santo martire Pietro da Verona apparsogli in
Rioni, Borghi e Comuni

sogno. Ma i sogni non                                       danzano con la Morte e talvolta scambiano con essa
erano popolati soltanto                                     un dialogo amaro e rassegnato. Il corteo si apre con
da creature fantastiche                                     i potenti, imperatori, papi, cardinali e nobili, per poi
e santi miracolosi o dalle                                  procedere via via con dame e cavalieri, artigiani,
melodie delle sfere                                         contadine, poveri, ragazzi e bambini. Le varie
che facevano sorridere                                      raffigurazioni della Morte, avvolte dai loro sudari, si
i neonati quando                                            aggirano invitando gli uomini a ballare mentre alcuni
dormivano. La Chiesa                                        musicanti scheletrici accompagnano la Danza con i
metteva in guardia dai                                      loro strumenti.
sogni fallaci perché, pur                                   Alcune figure sono il perfetto contraltare del
sembrando di natura divina, potevano nascondere             vivente di cui hanno preso il posto e ne indossano
messaggi del demonio.                                       gli attributi mondani: corone per i re oppure
Il borgo San Pietro affronta il tema del “somno             strumenti di lavoro per gli artigiani.
et vigilia”, con i suo simboli onirici, portatori di
significati più grandi di quelli del quotidiano
dell’uomo medievale.                                        BORGO TORRETTA
                                                            Colori Bianco, rosso e blu | Rettore Giovanni Spandonaro
                                                                                  Il Borgo si trova alle porte
RIONE SAN PAOLO                                                                   della città, a occidente.
Colori Oro e rosso | Rettore Giovanni Schillaci                                   La sua denominazione
                        Il Rione San Paolo, situato                               ricorda la antica torre che
                        al limite meridionale del                                 era utilizzata per vigilare la
                        centro storico medievale,                                 frequentatissima strada per
                        è sicuramente uno dei più                                 Torino. Dal 1578 al 1801 fu
                        estesi ed uno dei più antichi.      attivo il Convento dei Cappuccini di cui si conserva
                        Già nel 1292 si trova traccia       ancora parte dell’edificio e rimane il ricordo
                        della chiesa di San Paolo che,      nell’omonima località situata ai limiti del Borgo. Alla
secondo gli studiosi, era stata eretta presso il muro       ripresa del Palio ha corso sotto la denominazione
di cinta della città.                                       Torretta - Santa Caterina fino alla separazione,
L’attuale chiesa di San Paolo, da cui prende il nome        avvenuta nel 1969; dal 1970 il Borgo ha corso
il rione, è stata costruita intorno al 1790 in stile        autonomamente con la denominazione Torretta -
corinzio e custodisce, tra l’altro, il Palio che il Rione   Nostra Signora di Lourdes. Ha vinto il Palio nel
ha vinto nel 1975, settecentesimo anniversario della        1976, nel 2004 e nel 2013 .
corsa. San Paolo ha poi vinto nel 1978, nel 1979, nel
1993 e nel 2015.                                            L’epoca d’oro dei mercanti
                                                            Nel Medioevo le associazioni mercantili astigiane,
La “Danse de Macabre”:                                      Societas mercandie e Societas Mercatorum de Ast
allegoria del rapporto tra uomo e morte                     tenevano le redini della
Il Rione San Paolo intende presentare nella sua             città: i mercanti astigiani
sfilata la “Danse de Macabre”, la danza macabra             in patria esercitavano
illustrata in innumerevoli                                  un’influenza determinante
affreschi dal XII al XV                                     sulla vita politica,
secolo in Italia e in Europa                                all’estero praticavano
- secondo un’iconografia                                    il commercio al minuto
attestata anche                                             e intessevano relazioni
nell’Astigiano presso la                                    d’affari con ministri,
Canonica di Vezzolano -                                     principi e con i sovrani
in cui sono raffigurati                                     in ogni parte d’Europa.
uomini e donne di diversa                                   Gli Astigiani si occupavano del commercio delle
estrazione sociale che                                      materie prime e delle merci confezionate, di
Rioni, Borghi e Comuni

ciò che serve ad ornarsi e ad armarsi, a nutrirsi          l’arithmomachia, o ludus
e a vestirsi, specialmente delle tele di canapa            philosophorum, era il
e dei panni di lana, che importavano grezzi                passatempo privilegiato
ed esportavano a torselli. Numerosi erano gli              dalle persone colte. I
artigiani che possedevano telai a due licci e che          bambini e le fanciulle si
erano maestri nell’intrecciare, ordire e formare           dilettavano all’aperto con
l’invergatura. Il podestà, entro un mese dal suo           il cerchio e rincorrendosi
ingresso, doveva eleggere quattro inquisitori che          a “mosca cieca”, mentre
avevano l’incarico di investigare se i panni erano         era riservato agli uomini
prodotti a regola d’arte. Non mancavano, infine,           l’utile e nobile esercizio
rapporti commerciali con l’Oriente: da quelle terre        del tiro alla balestra. Vivamente osteggiato era
lontane provenivano, infatti, pietre preziose, seta,       invece il ludus pugillorum (il pugilato dell’epoca),
cotone, droghe, pepe, incenso, profumi, zucchero,          praticato prevalentemente tra le classi popolari.
cannella, e anche qualche schiavo.

                                                           RIONE SANTA CATERINA
RIONE SAN MARTINO SAN ROCCO                                Colori Rosso e celeste | Rettore Nicoletta Sozio
Colori Bianco e verde | Rettore Daniele Bruzzone           Il nome del Rione deriva dalla pregevole chiesa
                       Nella parte sud occidentale                                parrocchiale (sec. XVIII)
                       della città si estende il Rione                            dedicata a Santa Caterina
                       San Martino San Rocco che                                  d’Alessandria d’Egitto.
                       occupa, per tre quarti, quello                             Adiacente alla chiesa si
                       che fu il centro antico di Asti                            ammira la Torre Rossa o di
                       dove si possono ammirare                                   San Secondo in laterizi e
                       le torri e le dimore di nobili                             arenaria che, nella parte
famiglie astigiane quali i Pelletta, i Malabayla           inferiore, conserva la struttura della porta palatina
e i Roero. Questi ultimi, importanti mercanti e            di epoca romana (I secolo d.C.), sopraelevata poi
banchieri, ebbero torri, palazzi e caseforti nella via     in età medievale (XI secolo). Il primo Palio è stato
omonima che ancora oggi congiunge corso Alfieri            vinto nel 1970. Ha poi nuovamente vinto nel 2003
con piazza San Giuseppe e piazzetta San Rocco,             e nel 2014.
cuore del Rione. A testimonianza dell’importanza
del casato dei Roero, in epoca medievale in quella         Il corallo “fiore di sangue”
via non era consentito il passo ai funerali ed era         principio di virtù
interdetto il passaggio di condannati.                     Il corallo è simbolo di vita nei miti di molte culture,
San Martino San Rocco ha vinto il Palio nel 1984,          è ornamento ma anche talismano potente per
nel 1985 e nel 2012.                                       disperdere il male e le disgrazie. Il cristianesimo
                                                           ha raccolto e assimilato
Giochi e passatempi nell’Asti medievale                    l’eredità di diverse
Giovan Giorgio Alione definiva Asti come una               credenze ed ha esaltato
“terra de solacz”, ossia di divertimenti: infatti, oltre   il corallo nell’iconografia,
alle feste annuali della corsa del Palio e della           trasformando i rossi rami
processione del Corpus Domini, gli Astigiani               che il mito voleva nati
coglievano ogni occasione di svago. Il gioco si            dal sangue di Medusa
praticava ovunque, per le strade e soprattutto             in prezioso simbolo del
nelle piazze dei mercati poiché nelle case                 sangue di Cristo.
private, nelle botteghe e nei luoghi semichiusi            I coralli rappresentavano
era proibito. Uno dei giochi più amati era quello          il dono per eccellenza
dei dadi e in particolare la “Zara”. I giochi con le       dato alle giovani spose e ai neonati. Era
tavole venivano considerati, insieme agli scacchi,         infatti consuetudine far indossare ai neonati
il tipico divertimento della nobiltà, e tra questi         pendenti formati da rametti di corallo, ma anche
Rioni, Borghi e Comuni

somministrare come medicinale la polvere da               in Borgogna, gli Asinari di Camerano che scelsero
esso ricavata per la prevenzione e la cura delle          come area d’azione i Paesi Bassi e la Svizzera, i
crisi epilettiche, degli incubi e dei dolori della        rami di Casasco, di Dusino e di Costigliole.
dentizione. Grani rossi di corallo erano utilizzati       In Asti la prima attestazione della partecipazione
per realizzare le corone del Rosario. In alcune           di un membro della famiglia alle cariche pubbliche
pale di altare oggetti in corallo - fili di perle o di    si ha con Rozone, console del Comune nel 1197.
rametti di notevoli dimensioni - decoravano troni o       Da quel momento la partecipazione politica
baldacchini che accolgono Maria e Gesù Bambino.           degli Asinari fu continua ed essi occuparono i
Il corallo è presente nelle raffigurazioni del            maggiori uffici comunali e le cariche di governo più
Bambino del XIV e XV secolo, quale ad esempio la          prestigiose.
bella tela della Madonna con Bambino o Madonna
delle ciliegie presso l’altare laterale della chiesa di
Viatosto.                                                 COMUNE DI CANELLI
                                                          Colori Bianco e azzurro | Rettore Giancarlo Benedetti
                                                                                  Canelli, centro spumantiero
BORGO SAN MARZANOTTO                                                              noto a livello internazionale,
Colori Oro e blu | Rettore Marisa Cerato                                          si trova a 30 km a sud di
                         San Marzanotto, borgo                                    Asti. Il paese, dominato
                         arroccato sulle colline a                                dall’imponente mole del
                         sud della città, al di là del                            castello Gancia, ha il suo
                         Tanaro, è l’antico “Sanctum                              fulcro nella produzione
                         Marcianus”, citato nel diploma   vinicola di alta qualità dovuta, soprattutto, a
                         mediante il quale Federico       terreni particolarmente vocati per la coltivazione
                         Barbarossa nel 1159 conferma     del vitigno moscato, “padre” del rinomato Asti
alla Città di Asti le località del distretto.             Spumante.
Fuori dall’odierno abitato, su una collina che            Canelli ha vinto il Palio nel 1974.
si affaccia sulla valle del Tanaro, sorge, a
testimonianza dell’epoca medievale, il castello           Vini e uve: pedaggi, tasse, leggi e privilegi
di Belangero, antico feudo della nobile famiglia          Gli Statuta Revarum Civitatis Ast, pervenuti
Asinari.                                                  nella versione del 1377, sono la raccolta degli
San Marzanotto non ha ancora al suo attivo alcuna         ordinamenti che regolano nel Comune di Asti
vittoria.                                                 e nel suo distretto la riscossione di gabelle,
                                                          dazi e pedaggi. Poche sono le città che hanno
Gli Asinari                                               ordinamenti fiscali
Gli Asinari sono una delle famiglie più antiche del       così precisi, i quali
patriziato medievale astigiano, tra le più influenti      permettevano una
e attive nel commercio e in seguito nell’attività         costante e cospicua
di prestito su pegno. Lo stemma della famiglia,           entrata di denaro nelle
su uno scudo blu con il bordo rosso e argento,            casse comunali, anche
porta al centro una torre d’ oro, il cimiero raffigura    se una parte spettava
un asino nascente, il                                     all’appaltatore ed
motto, riportato alla base                                ai vari signori che si
dello stemma, recita                                      susseguirono al governo
“tutto al fin vola”. La                                   della città.
famiglia, a capo di vaste                                 Fin dall’epoca dei Liguri e dei Romani, il territorio
ed importanti attività                                    di Asti è famoso per le sue uve ed i suoi vini. Il
finanziarie all’estero, si                                vino è merce primaria per il consumo ed al dazio
suddivise in diversi rami:                                relativo sono dedicati vari capitoli negli Statuta,
gli Asinari di San Marzano                                che regolano la vendita di vino al dettaglio,
attivi prevalentemente                                    l’importazione di vino e uve, la vendita del vino
Rioni, Borghi e Comuni

all’ingrosso, la mescita. Giornalmente alle tre porte     Medioevo astese. Il Borgo
di Asti (San Pietro, San Quirico, Sant’Antonio) i         Viatosto la ricostruisce
gabellieri esigono il pedaggio sulle merci che            in parte per il corteo
entrano in città, sotto pena della loro confisca,         storico, mantenendo
compresi gli animali da soma, nel caso si eluda           l’effettiva disposizione
il pagamento. Godono di franchigia i religiosi, i         degli emblemi presenti
frati e le monache dei Conventi di Sant’Agnese,           nelle tre navate. Apre il
Sant’Anastasio, Santo Spirito e Sant’Anna; durante        corteo l’Agnello con un
la dominazione orleanese sono esenti anche il             vessillo crociato avvolti
duca, il governatore ed i castellani, ma solo per         da un cordone, simbolo
il consumo famigliare. Per portare l’uva in città,        cristologico e della Corporazione dei Lanieri.
si pagano tre soldi a carrata, ovvero bigoncia da         Seguono due conchiglie e le insegne della Città
carro, sei denari ogni soma, due denari per cesta.        di Asti. E’ quindi la volta della croce ottagona dei
Nel capitolo relativo al vino all’ingrosso si scopre      Cavalieri Gerosolimitani e di una stella, forse simbolo
che vige una legislazione particolare per vini e          di un altro ordine religioso. Due archi composti da
produttori cittadini e vengono elencate condizioni        foglie di quercia dividono idealmente l’area relativa
che definiscono il “forestiero”; vengono però             all’altare dal resto dell’edificio sacro. Nei capitelli
esclusi da questa categoria sacerdoti e poveri che        anteriori sono raffigurati il Sole e la Luna. E’ poi la
abitano in città, che “a ragione” vanno considerati       volta degli stemmi delle nobili case degli Asinari,
cittadini di Asti. Interessanti negli Statuta anche le    dei Ricci e dei Roero, grazie ai cui lasciti furono
citazioni relative al vino tagliato o “loira” e all’uva   possibili l’ampliamento alle dimensioni attuali e la
“agresta” usata per le “salse asprigne”, condimento       decorazione del tempio intorno alla metà del XIV
per le carni lesse.                                       secolo. Poco oltre l’entrata sono raffigurati due leoni
Il corteo rievoca mercanti e popolani di Canelli che      e la spiga di grano, simbolo del Borgo. Sul portale
portano in città prodotti vitivinicoli e pagano ad        sono rappresentati gli stemmi delle famiglie Scarampi
una porta della cinta muraria gli importi dovuti nelle    e Layolo. Chiude la sfilata la raffigurazione di una
mani dei gabellieri e dell’Appaltatore.                   foglia di vite, presente nella parte alta dell’esterno
                                                          della chiesa, che rievoca la tradizionale coltivazione
                                                          presente ancora oggi nelle colline circostanti.
BORGO VIATOSTO
Colori Bianco e azzurro | Rettore Roberto Boero
                       Il Borgo Viatosto -                COMUNE DI CASTELL’ALFERO
                       anticamente detto Ripa             Colori Azzurro, bianco e oro | Rettore Paolo Tognin
                       Rupta - si trova all’estremo                               Ammesso alla corsa per
                       nord della città, su un colle,                             la prima volta nel 1989,
                       graziosamente raccolto                                     Castell’Alfero, situato a 12 km
                       intorno alla chiesetta della                               da Asti in posizione collinare,
                       Madonna di Viatosto, intatto,                              è rinomato per la produzione
pregevole esempio di romanico.                                                    vinicola e per il castello dalle
Dal sagrato della chiesa si può godere il singolare                               linee settecentesche già
panorama della città di Asti.                             appartenuto ai conti Amico, ora sede del Comune.
Viatosto, insieme con Don Bosco, ha vinto il              Nota ai più la frazione Callianetto che, secondo
Palio nel 1967, 1971 e 1980. Dal 1981 Don Bosco e         la tradizione, avrebbe dato i natali alla popolare
Viatosto hanno costituito due rioni distinti.             maschera piemontese “Gianduia”. Castell’Alfero ha
                                                          vinto il Palio nel 1997 e nel 1998.
La simbologia
all’interno della chiesa di Viatosto                      Il primo podestà di Asti
L’interno della bella chiesa di Viatosto è ricco di       Guido Da Landriano 1190
una simbologia che spesso sfugge agli occhi dei           Guido da Landriano, console e comandante
visitatori o dei fedeli, ma che riflette il prestigioso   dell’esercito della Lega, uomo di vasta esperienza
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