LA STRATEGIA EU 2020 Luigi Paganetto - Docente presso la Scuola Nazionale dell'Amministrazione Presidente Fondazione Economia Università di Roma ...
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LA STRATEGIA EU 2020 Luigi Paganetto Docente presso la Scuola Nazionale dell’Amministrazione Presidente Fondazione Economia Università di Roma Tor Vergata - FUET 22 settembre 2015 Scuola Nazionale dell’Amministrazione
LA STRATEGIA EUROPA 2020
La strategia Europa 2020, varata nel 2010 dopo quella di
Lisbona, era all’avanguardia nel promuovere un modello di
crescita che non si limitasse semplicemente a far crescere il
PIL.
La concentrazione successiva sul Six Pack, il Fiscal Treaty e il
Two Pack, è stata dettata da un crescente bisogno di
controllo e monitoraggio della condotta fiscale degli Stati
membri.
Il consenso di oggi sulla necessità di andare oltre le politiche
di austerità, per rilanciare la crescita e la sostenibilità sociale
e ambientale dell’economia europea hanno rilanciato
l’esigenza di una strategia di medio periodo.
La revisione della Strategia 2020, iniziata nel 2014, è ancora
in corso.
Luigi PaganettoOBBIETTIVI E STRUMENTI DI EU 2020
Al momento del suo lancio, nel 2010, l’idea, molto ambiziosa, era
di realizzare una crescita inclusiva, intelligente e sostenibile.
Per farlo si riteneva necessario perseguire 5 obbiettivi di
occupazione, R&D, energia e cambiamento climatico, istruzione,
contrasto della povertà ed esclusione, adottando 7 iniziative-faro
in materia di giovani, innovazione, formazione, uso efficiente delle
risorse, politica industriale, agenda digitale, inclusione sociale. Ad
esse si sono oggi aggiunte Horizon 2020, Piano Juncker, Energy
Union . Resource – Efficient EU,Better Regulation,Industrial
Renaissance,Digital Agenda,Youth on the Move, Innovation
Union
I Paesi, nell’ambito di EU 2020, sono impegnati a presentare ogni
anno il Programma di stabilità e convergenza, nonchè il
Luigi Paganetto
Programma delle Riforme con le procedure del SemestreIL PIANO JUNCKER
Il Piano prende atto della debolezza dell’attività d’investimento in EU e
prevede:
1. La creazione di un Fondo Europeo di Investimento Strategico
(EFSI) diretto a mettere in moto almeno 315 MD di investimenti nei
prossimi tre anni, attraverso una garanzia europea di 21 MD.
2. L’effetto moltiplicativo del Fondo è stimato pari a 1:15. Secondo
la Commissione si tratta di «stime prudenti» fondate
«sull’esperienza storica» di nuovi investimenti che «non si
verificherebbero altrimenti».
3. Sul totale di 21 MD, 16 verranno dal Budget EU e 5 dalla EIB,
presso la quale verrà collocato EFSI. Questa scelta, secondo la
Commissione, rende possibile l’avvio del Piano nella primavera
2015 e l’attività operativa del Fondo dalla metà del 2015 in poi.
Luigi PaganettoLA CADUTA DELL’ ATTIVITÀ
D’ INVESTIMENTO IN EU
La caduta del tasso d’investimento e il suo distacco dal rapporto
stabile e di lungo periodo con il tasso di sviluppo del GNP, inizia
nel 2008 con la seconda crisi, dopo quella valutaria del 2005.
Per valutare il Piano Juncker bisogna esaminare le sue premesse.
In particolare nella caduta dell’investimento:
Occorre distinguere tra il settore delle costruzioni che ha avuto un
ruolo prevalente nella crisi e gli altri settori, nonché negli
andamenti tra i differenti Paesi EU.
La situazione è differenziata non solo per singoli paesi ma anche per
gruppi di paesi. Seguendo il Rapporto EIB è utile distinguere tra
il gruppo di 11 vecchi Stati membri (OMS), accanto ai quali vanno
considerati i 4 in maggiore difficoltà, Portogallo, Irlanda, Spagna,
Grecia (FCC) e i 12 nuovi Stati membri (NMS).
Luigi PaganettoINVESTIMENTI IN COSTRUZIONI
RESIDENZIALI
Fonte: Eurostat
Nota: Data are quarterly, seasonally and working day adjusted and are in millions of
euros in 2005 chains-linked volumes. Thay are normalised to indices that equal 100
on average in 2008.
Luigi PaganettoINVESTIMENTI IN COSTRUZIONI NON
RESIDENZIALI
Fonte: Eurostat
Nota: Data are quarterly, seasonally and working day adjusted and are in millions of
euros in 2005 chains-linked volumes. Thay are normalised to indices that equal 100
on average in 2008.
Luigi PaganettoHORIZON 2020
Horizon 2020 è lo strumento di finanziamento alla ricerca scientifica e all’innovazione
della Commissione europea che ha un budget stanziato tra i più alti del mondo:
quasi 80 miliardi di euro, per 7 anni (2014 - 2020). I fondi stanziati sono a gestione
diretta. Horizon 2020 è strutturato su 3 Pilastri:
Excellent Science, Industrial Leadership, Societal Challenges;
Essi hanno al loro interno 5 programmi trasversali:
Spreading excellence and widening participation; European Institute of Innovation
and Technology (EIT); Science with and for Society, Joint Research Center, Euratom;
Le key enabling technologies sono le aree tecnologiche prioritarie per EU 2020:
Microelettronica, fotonica, le nanotecnologie, i materiali avanzati, le tecnologie
avanzate di fabbricazione e le biotecnologie;
Con il programma Horizon 2020, all’interno del secondo pilastro “Leadership
industriale” è stata definita una sezione apposita denominata “Leadership in
Enabling and Industrial Technologies”. Il programma prevede per tale sezione una
dotazione di circa 13 Miliardi € che serviranno a supportare la ricerca e lo sviluppo
anche nel campo delle KETs e quindi a far giungere sul mercato le relative
innovazioni che ne scaturiranno. Luigi PaganettoRESOURCE – EFFICIENT EU (PRODUTTIVITÀ
DELLE RISORSE MATERIALI)
Fonte: Eurostat Luigi PaganettoLIMITI DELLE INIZIATIVE «FARO»
L’assenza di un mercato interno digitale pienamente sviluppato e i crescenti ostacoli
regolatori allo sviluppo armonioso dell’ecosistema di Internet, dalle infrastrutture ai
servizi hanno fatto sì che, ad oggi, l’Unione si ritrovi molto indietro rispetto agli Stati
Uniti, alla Corea del Sud, al Giappone e ad alcune economie emergenti quanto a
sviluppo dell’agenda digitale.
Sull’iniziativa della politica industriale, hanno pesato i conflitti con i temi ambientali e
anche se i progressi nell’implementazione sono notevoli , i risultati in termini di
crescita sono ancora assai modesti.
La Commissione osserva che “dal 2008 l’Unione è riuscita a colmare circa la metà delle
lacune innovative rispetto agli Stati Uniti e al Giappone”, ma che “tuttavia le dinamiche
di convergenza interne tra le prestazioni degli stati membri in termini di innovazione
hanno subito una battuta di arresto, mentre crescono le disparità”.
L’iniziativa diretta a favorire condizioni propizie alla creazione di posti di lavoro non
registra progressi, anche se questa azione chiave rientra in una certa misura nel
semestre europeo”. Lo scarso impatto dell’iniziativa a livello macroeconomico, nonché
il (più generale) problema dello scarso collegamento con il semestre europeo hanno
avuto di certo una notevole influenza.
Manca nel quadro di Europa 2020, una chiara attribuzione di responsabilità sul single
market per la realizzazione di un’economia europea integrata e di una politica delle
infrastrutture che consenta all’intera Unione di garantire una vera mobilità e un
Luigi Paganetto
interscambio di beni, servizi e capitale umano.L’OBBIETTIVO OCCUPAZIONE
Aumento di almeno il 75% del tasso di occupazione della popolazione tra
i 20 i 64 anni
Nel 2012 il tasso di occupazione dell’UE era del 68,4%, contro il
68,5% del 2010 e il picco del 70,3% del 2008.
Il forte calo dell’occupazione verificatosi tra il 2000 e il 2012 ha
colpito buona parte degli Stati membri che attualmente hanno i tassi
più bassi. La situazione occupazionale, peraltro, varia notevolmente
da una regione all’altra, il che evidenzia squilibri e una limitata
mobilità geografica nell’UE.
Per raggiungere l’obiettivo del 75% occorrerà inserire nella vita
attiva altri 16 milioni di donne e uomini. Non basterà quindi
occupare l’ampia percentuale di giovani qualificati, ma occorrerà
anche sfruttare la forza lavoro potenziale costituita in larga parte da
donne, persone più anziane o adulti rimasti finora inattivi, compresi
gli immigrati. Luigi PaganettoGLI OBIETTIVI (occupazione) Fonte: Commissione Europea Luigi Paganetto
CAMBIA LA DOMANDA DI SKILLS 1
Fonte: Autor, D. H . And B. M. Price
Luigi PaganettoPROGRESSI A LIVELLO EU E NAZIONALE
(disoccupazione)
Fonte: Commissione Europea
Nota: Sulla base degli impegni annuali, il tasso di occupazione dell’UE potrebbe raggiungere il 71,5% entro il 2020.
* 2000 e 2001: dati UE 27.
** Stime basate sulle previsioni di autunno della Commissione del 2013 per il periodo 2014-2015, ipotizzando una
crescita dell’occupazione
ai livelli del 2014-2015
e tenendo presente una riduzione dell’1% della popolazione attiva nel corso del decennio.
*** Il Regno Unito non ha stabilito nessun obiettivo: la proiezione per l’UE ipotizza per il regno Unito un tasso del 75%
nel 2020. Luigi PaganettoPROGRESSI A LIVELLO EU E NAZIONALE
(disoccupazione)
Fonte: Commissione Europea
Nota: Nell’insieme dell’UE il tasso di occupazione è salito di 1,8 punti percentuali
nel periodo 2000 – 2012 (ascissa) e ha raggiunto il 68,4% nel 2012 (ordinata)
* 2000: dati UE 27, HR 2002 - 2012 Luigi PaganettoDOMANDA DI OCCUPATI CON HIGH & LOW
LITERACY
Fonte: Eurostat, LFS Database; Survey of Adults Skills (PIAAC) (2012).
Nota: The Survey of Adult Skills (PIAAC) is used to identify occupations associated with high
and low literacy and numeracy scores, and then time series data available from the Labour
Force Survey (LFS) Database are used to track changes in those occupations over time.
Luigi PaganettoOCCUPAZIONE PER SESSO Fonte: Eurostat, LFS Luigi Paganetto
GIOVANI DISOCCUPATI SUL TOTALE
(15-24 ANNI)
Fonte: Eurostat, LFS Luigi PaganettoDISOCCUPAZIONE GIOVANILE
(15-24 ANNI)
Fonte: Eurostat, LFS Luigi PaganettoGIOVANI NEET Fonte: Eurostat, LFS Luigi Paganetto
PROGRESSI A LIVELLO EU E NAZIONALE
(disoccupazione)
Fonte: Commissione Europea
Nota: Nel 2012 il tasso di occupazione dell’UE era del 68,4% contro un obiettivo del 75% entro
il 2020
* Il Regno Unito non ha fissato alcun obiettivo; SE: obiettivo superiore all’80%;
IE: 69% - 71% (70% ipotizzato); IT: 67% - 69% (68% ipotizzato); CT: 75% - 77% (77,5%
ipotizzato).
Luigi PaganettoL’INVESTIMENTO IN R&D
Portare gli investimenti combinati pubblici e privati in R&S al 3% del PIL
Con un livello del 2,06% nel 2012 e scarsi progressi registrati nel tempo, è
improbabile che l’obiettivo del 3% venga raggiunto nel 2020. Secondo le
previsioni gli investimenti in R&S dovrebbero salire al 2,2% entro il 2020,
percentuale che potrebbe salire al 2,6% nell’ipotesi in cui gli Stati membri
realizzino i rispettivi obiettivi nazionali. La Commissione EU osserva che
dal 2008 l’Unione è riuscita a colmare circa la metà delle lacune innovative
rispetto agli Stati Uniti e al Giappone”, ma che “tuttavia le dinamiche di
convergenza interne tra le prestazioni degli stati membri in termini di
innovazione hanno subito una battuta di arresto, mentre crescono le
disparità
L’assenza di un mercato interno digitale pienamente sviluppato e i crescenti
ostacoli regolatori allo sviluppo armonioso dell’ecosistema di Internet, dalle
infrastrutture ai servizi hanno fatto sì che, ad oggi, l’Unione si ritrovi molto
indietro rispetto agli Stati Uniti, alla Corea del Sud, al Giappone e ad alcune
economie emergenti.
L’unione per l’innovazione è riuscita a colmare circa la metà delle lacune
innovative rispetto agli Stati Uniti e al Giappone, ma è tuttora in ritardo.
Luigi PaganettoGLI OBIETTIVI (investimenti R&D) Fonte: Commissione Europea Luigi Paganetto
INTENSITÀ DI R&D RISPETTO A GDP Fonte: DG Research and innovation – Unit for the analysis and Monitoring of National Research policies Data: Eurostat, Member States Nota: IE: 2012 CZ: A target of 1% is avalaible only fot the public sector UK: A target of 2020 is not avalaible IE: The national target of 2,5% of GNP has been estimated to equal 2.0% of GDP PT: The target is between 2.70% and 3.30% Luigi Paganetto LU: The target is between 2.30% and 2.60%
PROGRESSI A LIVELLO EU E NAZIONALE
(investimenti R&D)
Fonte: Commissione europea
Nota: Gli investimenti in R&S nell’UE sono aumentati a un tasso annuo del 0,9% nel 2000 –
2010 (ascissa) e hanno raggiunto il 2.06% nel 2012 (ordinata)
Luigi PaganettoL’EUROPA CRESCE POCO: SONO POCHE LE
IMPRESE GIOVANI E INNOVATIVE?
Un motivo importante del ritardo europeo nella dinamica della produttività è il
basso peso di imprese giovani ed innovative rispetto a GDP, R&D e occupazione
nonché della crescita di grandi imprese.
EU US Japan RoW World
% yollies in firms 20 52 1.5 53 34
% yollies in R&D 7 35 0.5 27 19
% yollies in Net sales 5 16 1.5 27 11
% yollies in Employment 4 19 1.8 34 12
Fonte: Cincera e Veugelers, 2010
Luigi PaganettoPOLITICHE PER ENERGIA E AMBIENTE
L’Unione è riuscita a ridurre del 18% le emissioni di gas a effetto serra
entro il 2012. I progressi sono in parte ascrivibili alle politiche in
vigore in materia di clima e energia e in parte al rallentamento
dell’attività economica.
Dal 7,5% del 2020, la quota di energie rinnovabili aveva già raggiunto
il 14,4% nel 2012. Si ritiene pertanto che l’obiettivo del 20% possa
essere realizzato e addirittura superato entro il 2020 (intorno al
21%). Questo progresso fa dell’UE il leader mondiale degli
investimenti in energie rinnovabili
Tra il 2006, anno del picco, e il 2012 il consumo di energia primaria è
diminuito di circa l’8%. Per raggiungere l’obiettivo entro il 2020
occorre quindi un’ulteriore riduzione del 6,3%. Dato che la riduzione
del consumo è stata in buona parte indotta dal rallentamento
dell’economia, è probabile che la ripresa ostacoli ulteriori progressi.
Luigi PaganettoGLI OBIETTIVI (energie rinnovabili)
Fonte: Commissione europea
Luigi PaganettoGLI OBIETTIVI (energie rinnovabili)
Fonte: Commissione europea
Luigi PaganettoPROGRESSI A LIVELLO EU E NAZIONALE
(energia)
Fonte: Commissione europea
Nota: Nel 2012, 17 Stati membri avevano raggiunto I rispettivi obiettivi nazionali indicativi in
materia di efficienza energetica Luigi PaganettoPROGRESSI A LIVELLO EU E NAZIONALE
(energia)
Fonte: Commissione europea
Nota: Il consumo di energia primaria dell’UE potrebbe raggiungere I 542 milioni di tonnellate entro il 2020
* Le revisioni 2013 (normale amministrazione) si basano sulle politiche in corso
Luigi PaganettoPROGRESSI A LIVELLO EU E NAZIONALE
(energia)
Fonte: Commissione europea
Nota: Nel 2012 la maggior parte degli Stati membri era prossima alla media UE in
termini di progressi e intensità energetica Luigi PaganettoPROGRESSI A LIVELLO EU E NAZIONALE
(energie rinnovabili)
Fonte: Commissione europea
Nota: Stando ai recenti sviluppi e alle strategie in vigore, la quota di energie rinnovabili nel
consumo di energia potrebbe raggiungere il 20.9% entro il 2020 Luigi PaganettoPROGRESSI A LIVELLO EU E NAZIONALE
(energie rinnovabili)
Fonte: Commissione europea
Nota: La quota di energie rinnovabili sul consumo di energia è salita di 3.9 punti percentuali
nel periodo 2005 – 2012 (ascissa) e ha raggiunto il 14.4% nel 2012 (ordinata)
Luigi PaganettoPROGRESSI A LIVELLO EU E NAZIONALE
(energie rinnovabili)
Fonte: Commissione europea
Nota: Nel 2012 la quota di energie rinnovabili nell’UE era del 14.4% contro l’obiettivo del
20% entro il 2020 Luigi PaganettoOCCUPAZIONE NELLE ENERGIE
RINNOVABILI
Fonte: European Observatory on Renewable Energy 2012
Luigi PaganettoCONTRIBUTO DELLE OPZIONI DI EFFICIENZA ENERGETICA NEGLI USI FINALI
ALLA RIDUZIONE DELLE EMISSIONI DI CO2 NELLO SCENARIO ACT+ RISPETTO
ALLO SCENARIO DI RIFERIMENTO (ANNO 2020)
Fonte: Elaborazione ENEA
Luigi PaganettoTRAIETTORIE DI SVILUPPO AL 2050
DELLE TECNOLOGIE ENERGETICHE
Luigi Paganetto
Fonte: IEGLI OBIETTIVI (emissioni)
Fonte: Commissione europea
Luigi PaganettoPROGRESSI A LIVELLO EU E NAZIONALE
(emissioni)
Fonte: Commissione europea
Nota: Nell’ipotesi della prima attuazione del pacchetto clima ed energia 2020,
l’Unione potrebbe ridurre le emissioni di gas serra del 24% entro il 2020 rispetto
ai livelli del 1990 Luigi PaganettoPROGRESSI A LIVELLO EU E NAZIONALE
(emissioni)
Fonte: Commissione europea
Nota: Nel 2012 le emissioni di gas serra nell’UE per i settori non coperti dal
sistema ETS erano inferiori del 10% rispetto al 2005.
Luigi Paganetto
* Settori non ETS, comparati al 2005 sulla base di dati approssimatiPROGRESSI A LIVELLO EU E NAZIONALE
(emissioni)
Fonte: Commissione europea
Nota: Nel 2011 la maggior parte degli Stati membri era prossima alla media UE in
termini di progressi e intensità di carbonio
Luigi PaganettoSCUOLA E FORMAZIONE
Ridurre l’abbandono scolastico al di sotto del 10% e aumentare a
almeno il 40% la quota della popolazione di età compresa tra
30 e 34 anni che ha completato gli studi superiori
Si tratta di obiettivi di agevole realizzazione entro il 2020:
Il tasso di abbandono scolastico è calato dal 15,7% del 2005
al 12,7% del 2012 e la metà degli Stati membri ha già
raggiunto o sta per raggiungere i propri obiettivi nazionali.
La quota di giovani che hanno completato il ciclo di istruzione
terziaria è passata dal 27,9% del 2005 al 35,7% del 2012. Pur
variando da paese a paese, questa tendenza è ritenuta
strutturale e l’obiettivo dovrebbe essere raggiunto nel 2020.
Luigi PaganettoGLI OBIETTIVI (formazione scolastica)
Fonte: Commissione europea
Luigi PaganettoPROGRESSI A LIVELLO EU E NAZIONALE
(formazione scolastica)
Fonte: Commissione europea
Nota: Sulla base degli impegni attuali, il tasso di abbandono scolastico nell’UE
potrebbe raggiungere il 10,1% entro il 2020.
*2000 e 2001: dati UE 27
** L’ordinaria amministrazione corrisponde a un’estrapolazione in base agli Luigi Paganetto
sviluppi 2000 - 2012PROGRESSI A LIVELLO EU E NAZIONALE
(formazione scolastica)
Fonte: Commissione europea
Nota: Nell’UE il tasso medio di abbandono scolastico prematuro era del 12,7%, a
fronte di un obiettivo del 10% per il 2020. Luigi PaganettoPROGRESSI A LIVELLO EU E NAZIONALE
(formazione scolastica)
Fonte: Commissione europea
Nota: Il tasso di abbandono prematuro della scuola e della formazione nell’UE si è ridotto
dello 0.4% circa l’anno nel periodo 2002 – 2012 (ascissa) e ha raggiunto il 12.7% nel 2012
(ordinata) Luigi Paganetto
* UE 2002 - 2012ABBANDONI SCOLASTICI
Fonte: Eurostat, LFS
Luigi PaganettoEDUCAZIONE TERZIARIA
Fonte: Eurostat, LFS
Note: The national target for DE includes post – secondary non
tertiary education
Luigi PaganettoPOPOLAZIONE CON BASSE COMPETENZE
DIGITALI
Fonte: Eurostat, LFS
Luigi PaganettoGLI OBIETTIVI (istruzione)
Fonte: Commissione europea
Luigi PaganettoPROGRESSI A LIVELLO EU E NAZIONALE
(istruzione)
Fonte: Commissione europea
Nota: Sulla base degli impegni attuali, il tasso di istruzione terziaria nell’UE potrebbe raggiungere il
45,1% entro il 2020
*2000 – 2001: dati UE 27 Luigi Paganetto
** L’ordinaria amministrazione corrisponde a un’estrapolazione in base agli sviluppi 2000 - 2012PROGRESSI A LIVELLO EU E NAZIONALE
(istruzione)
Fonte: Commissione europea
Nota: Nel 2012 il tasso di istruzione terziaria nell’UE era del 35,7% contro l’obiettivo del 40% entro il
2020
* EU28, DK: almeno 40%; DE 42% compreso ISCED 4; IT:26 - 27%(26,5% ipotizzato); LV: 34 – 36%
(35% ipotizzato); NL: superiore al 40%; AT: 38% compreso ISCED 4/4°; SE: 40 – 45% (42,5
ipotizzato); UK: non ha fissato un obiettivo; FI: 42% (definizione più restrittiva); FR: popolazione fra
17 e 33 anni. Luigi PaganettoPROGRESSI A LIVELLO EU E NAZIONALE
(istruzione)
Fonte: Commissione europea
Nota: Leggenda nell’UE il tasso di istruzione terziaria è aumentato di oltre 1 punto percentuale dal
2000 (accisa) e ha raggiunto il 35,7% nel 2012 (ordinata) Luigi Paganetto
*2000 dati UE 27IL CONTRASTO DELLA POVERTÀ
Ridurre il rischio di povertà e esclusione sociale per almeno 20
milioni di persone
Il numero di quanti nell’Unione sono esposti al rischio di
povertà e di esclusione sociale (comprese le persone a
rischio di povertà da reddito, che soffrono privazioni
materiali o che vivono in famiglie senza lavoro) è aumentato
dai 114 milioni del 200922 ai 124 milioni del 2012.
L’Unione si allontana ulteriormente quindi dall’obiettivo
(pari a 96,4 milioni di persone entro il 2020) e non si
rinvengono segni di rapidi progressi che pongano rimedio a
questa situazione (entro il 2020 il numero di persone a
rischio di povertà potrebbe rimanere vicino ai 100 milioni).
Luigi PaganettoPOPOLAZIONE A RISCHIO POVERTÀ
Fonte: Eurostat, Statistics on Income and Living Conditions (EU – SILC)
Luigi Paganetto
(previous and income period)PROGRESSI A LIVELLO EU E NAZIONALE
(povertà)
Fonte: Commissione europea
Nota: In base ai tre diversi modi di misurare la povertà nel 2012, 124,2 milioni di persone erano a
rischio di povertà e esclusione sociale nell’UE (con 9,3 milioni di persone appartenenti a tutti i tra i
gruppi) Luigi PaganettoPROGRESSI A LIVELLO EU E NAZIONALE
(povertà)
Fonte: Commissione Europea,
Nota: Nel 2012 124 milioni di persone erano a rischio di povertà e esclusione sociale nell’UE, vale
a dire 28 milioni in più rispetto all’obiettivo Europa 2020.
*2005-2009: dati UE 27, 2010-2012: dati UE 28. L’obiettivo 2020 pari a 96,4 milioni di persone
corrisponde ai dati del 2008 per l’UE -27 (116,4) meno i 20 milioni di persone per le quali l’UE si
propone di eliminare il rischio di povertà e esclusione sociale. La Croazia è esclusa dal calcolo
dell’obiettivo. Luigi PaganettoPROGRESSI A LIVELLO EU E NAZIONALE
(povertà)
Fonte: Commissione Europea,
Nota: Nel 2012 la popolazione a rischio di povertà e esclusione sociale nell’UE era pari al 24,8%
ovvero circa 5 punti percentuali in più rispetto all’obiettivo Europa 2020
*L’obiettivo per il 2020 fa riferimento alla percentuale di persone a rischio di povertà ed
esclusione sociale se l’obiettivo per il 2020 è raggiunto
- Regno Unito e Svezia non sono compresi data la specificità dei rispettivi obiettivi nazionali; IE:
2011 Luigi PaganettoQuali modifiche alla Strategy
2020?
Migliorare gli indicatori(es.inserendo Cloud
computing in Digital agenda,il consumo del
suolo in Efficient Eu)
Inserendo la qualita’ delle trans-european
infrastrucures e delle PA
Smart grids europee piuttosto che nazionali
Indicatori del Public management e delle
Public policies
Collegando nuove tecnologie e formazioneRisorse e Strategia 2020
L’esigenza di ripensare al budget EU (1% del
Pil Eu e piu’ del 40% impegnato nella
CAP),anche se da poco approvato per 7 anni
Il rapporto con Stability and Growth Pact e’
troppo tenue,come gia’ osservato nel rapporto
KOK.Una precisa condizionalita’ nell’uso dei
fondi EU?
Analisi d’impatto complessive per Strategy 2020
Il rapporto tra micro e macro policy.Il ruolo del
mercato interno
Accordi di partenariato per legare flessibilita’ dei
parametri e strategia 2020 attraverso i piani diLa Relazione dei 5 Presidenti
Juncker,Draghi,Schultz,Tusk e Disselbloen(eurogruppo) hanno fatto
nel giugno 2015 una dichiarazione comune
Fase 1 ossia "approfondire facendo" (1 luglio 2015-30 giugno
2017): utilizzare gli strumenti esistenti e i vigenti trattati per
rilanciare la competitività e la convergenza strutturale, attuare
politiche di bilancio responsabili a livello sia nazionale che di zona
euro, completare l'Unione finanziaria e rafforzare il controllo
democratico
Fase 2, ossia "completare l'UEM": saranno avviati interventi di più
ampia portata per rendere il processo di convergenza più
vincolante, ad esempio attraverso una serie di parametri di
riferimento per la convergenza decisi di comune accordo, che
avrebbero carattere giuridico, e la creazione di una tesoreria
comune per la zona euro.
Fase finale (al più tardi entro il 2025):I
I 4 Pilastri della Dichiarazione
1. la creazione di un sistema di autorità per la competitività per
la zona euro; il rafforzamento dell’attuazione della procedura per gli
squilibri macroeconomici; una maggiore attenzione all’occupazione
e alla performance sociale e un più stretto coordinamento delle
politiche economiche all’interno di un semestre europeo rinnovato
2. il varo di un sistema europeo di garanzia dei depositi (EDIS)
che potrebbe essere concepito come un sistema di riassicurazione
a livello europeo dei regimi nazionali di garanzia dei depositi.
3.Verso l'Unione di bilancio A breve termine (Fase 1) i cinque
presidenti propongono l'istituzione di un Comitato consultivo
europeo per le finanze pubbliche. La funzione di stabilizzazione
potrebbe muovere in primis dal Fondo europeo per gli
investimenti strategici.
4. Rafforzare il controllo democratico, la legittimità e le
istituzioni: dalle regole alle istituzioniPuoi anche leggere