La forma del futuro - Acri
←
→
Trascrizione del contenuto della pagina
Se il tuo browser non visualizza correttamente la pagina, ti preghiamo di leggere il contenuto della pagina quaggiù
All’interno gli interventi di:
Maurizio Carta
Gianrico Carofiglio
Valeria Mancinelli
Oliviero Toscani
Flaviano Zandonai
Periodico delle Fondazioni
di origine bancaria
Gen - Feb 2020
Tariffa regime libero 20/D - Poste Italiane Spa - Spedizione in Abbonamento Postale - 70% - DCB Roma
La forma del futuro
Le città sono infrastrutture socialie città non sono solo
L scambi di merci:
sono scambi di gesti,
parole, emozioni,
memorie, tempo, saperi.
Italo Calvino,
Le città invisibili,
Einaudi 1972
1Sommario Fondazioni Gen - Feb 2020
Sommario
4 Giorgio Righetti
L'anima delle città
Maurizio Carta
Città aumentate del Neoantropocene
Editoriali
Dire no per il bene comune
Intervista a Valeria Mancinelli
6
Nuovi spazi per contaminare
Intervista a Rachele Furfaro
Social housing: un nuovo
modello di abitare
Intervista a Paola Delmonte
Cambiare le città è possibile, Città
facciamolo insieme
Intervista a Florinda Saieva
I luoghi come organismi viventi
Intervista a Gianrico Carofiglio
Le comunità restituiscono
significato ai luoghi
Intervista a Flaviano Zandonai
24 Oliviero Toscani
Oggi si vive di immagini
Intervista al fotografo
Incontri
2Sommario
Inauguriamo una rubrica dedicata a raccontare
28
l’attività delle Consulte e delle Associazioni
territoriali di Fondazioni. Iniziamo dal Piemonte.
Il futuro del Piemonte Speciale
Intervista a Giovanni Quaglia Piemonte
Una regione sempre più sostenibile
Intervista a Marco Sisti
36
Gli eventi culturali promossi
Culture
40
dalle Fondazioni in tutta Italia Territori
Dal dialogo costante
con le comunità
nascono progetti
e sperimentazioni
44
Esperienze
di innovazione sociale:
Storie
48
la voce dei protagonisti R'accolte
Città futurista di Tullio Crali
3Editoriali Fondazioni Gen - Feb 2020
L'anima delle città
di Giorgio Righetti
Direttore Generale Acri
Ascoltando in rete, dopo una re- riaffiorare solo le cose belle. Ma,
cente visita ai “Sassi” di Matera, indubbiamente, c’è anche una
alcune testimonianze di coloro verità indiscutibile: una città
che vissero lo sgombero da quel- senza comunità non è una città.
la che allora venne definita una Lo aveva ben chiaro Adriano Oli-
“vergogna nazionale”, si colgo- vetti quando, insieme a un grup-
no due aspetti contraddittori. po multidisciplinare di esperti,
Da una parte, la qualità della vita diede vita all’esperienza del Bor-
C he cosa vedrebbe
un extra-terrestre in
viaggio verso la terra?
materiale, sicuramente pessima
nei Sassi e fortemente migliora-
ta nei nuovi quartieri di destina-
go rurale de La Martella, dove
sarebbe stata reinsediata una
parte degli abitanti dei Sassi. Il
Vedrebbe, dapprima, una sfera zione. Dall’altra, la qualità delle progetto partiva dalla visione
blu, poi, avvicinandosi, degli ag- relazioni, intense e solide nei chiara che fosse indispensabile,
glomerati di luci, ampi e intensi Sassi e indebolite, sino all’an- non solo costruire gli edifici, ma
in alcune zone, più piccoli e ra- nullamento, nei nuovi quartie- ricostruire anche la comunità,
refatti in altre. Avvicinandosi an- ri. Annullamento delle relazioni senza la quale sarebbero anda-
cora, inizierebbe a distinguere che significò anche un annulla- te perse le identità e le relazioni
gli edifici, poi le macchine, poi mento della identità e del senso degli “sgomberati”.
le persone. di appartenenza. Annullamento, Ma la visione che ispirò quell’i-
Quello che non potrebbe vede- cioè, di una comunità. niziativa non fu sufficiente a ga-
re, se non scendendo dalla sua Ci può essere, senza dubbio, nei rantirne l’esito. La Martella è la
astronave e sperimentando la lontani ricordi dei protagonisti storia di un esperimento fallito
vita sulla terra, è la cosa più im- di quella pagina di storia, una o, per meglio dire, fatto fallire
portante, anche se invisibile agli sorta di nostalgia romantica, dall’insipienza e dalle gelosie
occhi. È ciò che qualifica una cit- una visione edulcorata del pas- degli amministratori locali, in-
tà, ciò che ne è la sua anima: la sato, dell’infanzia, che, col pas- teressati a mantenere il proprio
comunità. sare dei decenni, ha addolcito la dominio mediante politiche as-
Gli edifici, le piazze, gli spazi durezza della vita di allora e fatto sistenzialistiche e clientelari.
verdi, il traffico, i servizi sono le Il grande insegnamento di quella
risultanti dell’esistenza di una esperienza, che non dobbiamo
comunità e del suo agire nel cor- A qualificare mai dimenticare, come invece
so degli anni o dei secoli. una città, a troppe volte è accaduto (si pensi
Solo immergendosi nella quoti- rappresentarne alle Vele di Scampia, allo Zen di
dianità, l’extra-terrestre riusci- l'anima è la Palermo, al quartiere Librino di
rebbe a scoprire l’intensità, la comunità senza la Catania, ma si potrebbe prose-
qualità e, soprattutto, la direzio- quale, andrebbero guire all’infinito) è che senza la
ne delle relazioni di coloro che perse identità e sua anima, senza la comunità, la
abitano uno stesso luogo e che li relazioni città non può esistere
rende cittadini.
4Editoriali
Città aumentate
del Neoantropocene
di Maurizio Carta
Urbanista, architetto e docente
S iamo un pianeta di cit-
tà, in cui in solo il 2%
della superficie vive
tate” del Neoantropocene, una
nuova era in cui l’umanità torni
a prendersi cura dello spazio ur-
più di metà della popolazione, bano, torni a generare bellezza,
con una maggiore concentrazio- torni alleata della natura. Il Neo-
ne nelle nazioni più sviluppate antropocene per me è un’era in
ed una crescita esponenziale cui l’umanità assuma la consape- sociali e climatici, le Città Aumen-
nei paesi in via di sviluppo. Nel- volezza di essere la responsabile tate non sono solo più reattive
le città si produce più della metà del cambiamento climatico e ac- ai nostri cambiamenti, ma sono
della ricchezza globale con una cetta la sfida di essere responsa- esse stesse dispositivi abilitanti
insostenibile diseguaglianza di- bile della sua soluzione, agendo per migliorare la vita contempo-
stributiva, si genera e si subisce in maniera attiva e collaborativa ranea delle multi-comunità che
il maggior impatto del cambia- alla mitigazione degli impatti le abitano e le attraversano.
mento climatico, si concentrano ecologici, ma soprattutto alla pro- La Città Aumentata del Neoan-
la creatività, la cultura e l’edu- gettazione di nuovi spazi, forme tropocene, quindi, incrementa la
cazione. Nelle città vive sempre e modalità dell’abitare in grado qualità dell’insediamento umano
di più una umanità che aspira a di riattivare la potente energia attraverso l’azione congiunta di
potenziare la propria vita attra- generativa dell’ambiente urba- dispositivi cognitivi senzienti,
verso la società della conoscen- no: ambiente di cura, di giustizia, collaborativi e intelligenti, con-
za, dall’essere interconnessi, di diritti, di convivenza, spazio corre all’incremento della pro-
dall’impegno per l’adattamento plurale e fluido e mai più spazio duttività valorizzando le nuove
climatico e dall’utilizzare la po- segregato e in perenne conflitto manifatture digitali, usa la cre-
tenza creativa del riciclo del- con la natura. Città che costitui- atività per rigenerare lo spazio
le aree dismesse per ridurre lo scano di nuovo organismi vibran- pubblico e adotta il riciclo come
spreco di suolo. Davanti a queste ti di luoghi e comunità, di culture modalità di azione sulle aree,
rivoluzioni della nostra vita, le e conoscenze, di sensori e di infrastrutture ed edifici in obso-
città rimangono troppo spesso intelligenza, di visioni e di azio- lescenza. Una Città Aumentata,
desolatamente ferme all’incubo ni. In un mondo attraversato da quindi, incrementa la preziosa
dell’Antropocene! Un insosteni- cambiamenti politici, economici, resilienza per adattarsi ai muta-
bile modello erosivo, predatorio, menti ambientali, sociali ed eco-
ineguale, egoista che intrappola nomici che la attraversano.
l’umanità in un cieco presente La "Città Aumentata" La Città Aumentata non è la città
che ne ottunde e mutila il futuro. ci rivela come abitare di un futuro impossibile, ma ci
Ma non esiste solo l’eterno pre- un diverso presente, rivela come abitare un diverso
sente, perché numerose città recuperando presente, recuperando dalla sto-
posseggono le chiavi per aprire la collaborazione tra ria delle città del mondo la loro
le porte del diverso presente per le persone come forza memoria più potente: la collabo-
entrare nel futuro possibile, so- generatrice di diversità, razione tra le persone come forza
stenibile, creativo, giusto e soli- eguaglianza e futuro generatrice di diversità, egua-
dale. Io le chiamo “Città Aumen- glianza e, quindi, di futuro
5Città Fondazioni Gen - Feb 2020
La forma del futuro
Le città di fronte alle nuove sfide tra rigenerazione e comunità
ino a 150 anni fa dano l’identità degli abitanti continua evoluzione, che con-
F solo il 3% del-
la popolazione
mondiale viveva
alle generazioni successive. E
le trasformazioni economiche,
tecnologiche e sociali di questi
dividono gli spazi di vita, gio-
co, formazione, lavoro, svago.
E questi spazi cambiano la loro
in città. Oggi questa percentua- decenni rischiano di mettere in funzione nel tempo, adattando-
le ha superato il 50% e l’Onu discussione tutto questo. Da un si alle diverse necessità, come
prevede che arriverà al 70% en- lato, il turismo di massa rischia testimoniano tantissimi esem-
tro il 2050. L’umanità tenderà di snaturare l’anima delle città pi di stabilimenti industriali
sempre più a concentrarsi in storiche, depauperandole della che si trasformano in spazi di
megalopoli da decine di milioni pluralità delle loro funzioni e coworking, chiese che diven-
di abitanti. È evidente che le cit- appiattendole sulla sola funzio- tano pinacoteche, stazioni di-
tà sono e saranno il principale ne ricettiva; dall’altro, le comu- smesse in cui si aprono luoghi
scenario in cui l’umanità gio- nità cittadine sono sempre più di aggregazione, lussuose ville
cherà le grandi sfide dei pros- fluide, perché i percorsi di vita della criminalità organizzata
simi anni: l’impatto ambientale e lavorativi ci portano ad avere che ora ospitano progetti di in-
e il consumo di risorse (le città orizzonti sempre più vasti, così tegrazione sociale... Perché è
producono oltre il 70% dell’ani- che studiare e lavorare lontano proprio nelle città che si realiz-
dride carbonica del Pianeta), il dalla città in cui siamo nati sta za la cittadinanza, intesa come
contrasto delle disuguaglianze, diventando sempre più diffuso. appartenenza e protagonismo
l’invecchiamento della popola- Le città sono anche – e forse civico. Quando i cittadini non
zione, la gestione dei crescenti soprattutto – l’insieme delle sentono come proprio lo spazio
flussi migratori. relazioni tra le persone che le in cui vivono si creano degrado
Anche per questo c’è bisogno di vivono. Esse, infatti, non sono e abbandono, quando invece si
ripensare le città, avendo chiara solo gli edifici, le strade e le “appropriano” degli spazi del-
la visione di quale sia la funzio- piazze che le compongono, ma la città, prendendosene cura e
ne di questi agglomerati urbani. sono piuttosto le comunità, in riconoscendone il valore, ecco
Chi può farlo? I sindaci, gli ar- che la città diventa un “bene
chitetti, gli urbanisti, i cittadini? comune”. Senza alcuna pretesa
Nessuno di loro singolarmente. Le città non di esaustività, nelle pagine che
Le nuove città nasceranno solo sono solo edifici, seguono cerchiamo di raccon-
dall’incontro di una pluralità di strade e piazze, tare alcuni di questi temi, con
soggetti, che immagineranno ma sono piuttosto l’aiuto di diversi protagonisti,
insieme soluzioni condivise e le comunità tra rigenerazione urbana, hou-
inclusive. Perché è certo che, in continua sing sociale, recupero e ge-
oltre ad essere scrigni di patri- evoluzione che stione collettiva degli spazi ab-
moni storico-artistici e di te- condividono gli bandonati, protagonismo delle
stimonianze del passato, nelle spazi di vita, gioco, comunità, presentando anche
città sono sedimentate la storia formazione, lavoro alcune esperienze realizzate
e la cultura delle comunità che e svago negli anni dalle Fondazioni di
le hanno abitate. Esse traman- origine bancaria
6Città Fondazioni Gen - Feb 2020
Dire no per il bene comune
Intervista a Valeria Mancinelli, sindaco di Ancona
V aleria Mancinelli, riconfermata sin-
daca di Ancona nel 2018, è stata elet-
ta “Sindaco del mondo” nel 2018. Ha
cominciato ad amministrare la città quando gli
effetti della crisi economica del 2008 erano an-
cora visibili e, a piccoli passi, ha contribuito a
rendere Ancona una città sempre più vivibile,
instaurando un rapporto di fiducia e collabora-
zione con i cittadini.
Come è cambiata Ancona dal 2013?
Sicuramente Ancona è cambiata in questi anni.
Quando mi sono insediata la città viveva un mo-
mento particolarmente difficile. La crisi econo-
Valeria Mancinelli mica era al suo apice: la principale azienda pri-
Nuovi spazi per contaminare
Intervista a Rachele Furfaro, presidente Fondazione Quartieri spagnoli
« La trasformazione del-
la città, la sua possibili-
utilizzata in riferimento all’ur-
banistica. La vostra esperienza
tà di ridiventare luogo testimonia, invece, che per ri-
di accoglienza e di benessere, in- accendere una città si parte dal-
vece che di emarginazione e fra- le persone. Com’è nata quest’i-
gilità sono sfide che riguardano niziativa?
tutti, da cui nessuno può sentirsi “Rigenerazione urbana” è una
esonerato»: lo dice chiaramente definizione troppo tecnica, che
Rachele Furfaro, presidente della non rende ragione della molto
Fondazione Quartieri Spagnoli di più complessa e articolata attività,
Napoli, che è stata protagonista che comprende rifunzionalizza-
di un’originalissima operazione zioni profonde dell’intero tessuto
di “rigenerazione urbana” nel urbano, contrasto alle povertà,
centro storico di Napoli. alle marginalità, nuovi modelli di
welfare, occupazione, partecipa-
L’espressione “rigenerazio- zione. L’esperienza di Foqus nei
ne urbana” viene quasi sempre Quartieri Spagnoli è un progetto Rachele Furfaro
8Città
vata, lo stabilimento Fincantieri, aveva poche si svolge nel nostro Paese e che contribuisce
commesse e tanti operai in cassa integrazione, a creare un’immagine distorta della politica.
erano in profonda crisi le altre aziende della Quanto ha contribuito questo atteggiamento
cantieristica che producevano superyachts, ri- a creare un senso di reciproca fiducia con i
stagnava il commercio e il sistema della ricetti- suoi cittadini?
vità. A questo si aggiungeva la palude in cui si Ho stabilito un patto di sincerità con i miei con-
era cacciata la politica e, in particolare, l’am- cittadini. Il che presuppone anche dire tanti
ministrazione cittadina. Venivamo da due com- “no”. Non è stato facile conquistarsi la fiducia.
missariamenti. Abbiamo lavorato a testa bassa Nei primi due anni del mio mandato, per i pro-
per riprendere in mano tutto. Oggi i problemi blemi che raccontavo, ero chiusa quasi tutto il
restano tanti, ma molte cose sono cambiate: giorno con i miei collaboratori a lavorare a te-
abbiamo riqualificato luoghi storici della città, sta bassa per rimettere in piedi tutto: risanare il
fortemente identitari, ci siamo messi a servizio bilancio, riportare in pareggio tutte le aziende
delle imprese e dello sviluppo del territorio che partecipate, ricostruire gli asset principali su
vive un buon momento, abbiamo attratto an- cui far ripartire la nostra azione: dalle progetta-
che molti investimenti privati, abbiamo ricre- zioni all’acquisizione di fondi per fare investi-
ato orgoglio e senso di appartenenza. Ancona menti, alla gestione sana dei teatri. Non risul-
è ripartita. tavo simpaticissima, non ero proprio il sindaco
da pacche sulla spalla a tutti. Ma quando i frutti
Lei è stata premiata anche per non aver fat- di questa azione rigorosa hanno cominciato a
to “promesse esagerate”, in controtendenza produrre i loro effetti, visibili, con i fatti con-
con la campagna elettorale permanente che creti, le opere di riqualificazione, la gestione
di riqualificazione urbana inedi- e private. Oggi Foqus è una co- tà. Nell’epoca dei “non luoghi”,
to che non nasce da una iniziati- munità economica e produtti- della frantumazione del senso
va pubblica e trova spinta ideati- va di una ventina di industrie comunitario, farsi luogo, farsi
va e investimento iniziale in una culturali e creative, un modello comunità è la sfida da affronta-
scuola, che invece di limitarsi al di nuovo welfare compartecipa- re e su cui misurarsi. C’è infatti
lavoro di classe decide di investi- tivo, che promuove pratiche di bisogno di luoghi in cui pensare
re le proprie risorse per iniziare networking e coproduzione tra e agire collettivamente, in modo
un progetto di riqualificazione di i soggetti insediati, per favorire trasversale tra generazioni di
una parte fragile e problematica correlazioni tra competenze e spazi in cui contaminare sape-
di città, indicando così un diver- specializzazioni. ri, in cui “meticciare” culture.
so modo di intendere i perimetri C’è bisogno di contaminazione
della funzione educativa, per ri- Cinema, biblioteca, galleria sociale a tutti i livelli e in tutti i
considerare l’ampiezza della co- d'arte, ristorante, asilo, for- luoghi, soprattutto nelle città,
siddetta “comunità educante”. mazione, tutoraggio: Foqus è che non riescono più a rispon-
Foqus ha avviato il recupero e il tantissime realtà tutte insieme. dere alle nuove domande poste
restauro di un ex monastero di Qual è il filo rosso che le lega? da una società in continua e pro-
circa 10mila mq, progettando e L’elemento che connette ognu- fonda trasformazione.
sostenendo la formazione di gio- na e tutte queste esperienze al
vani e donne verso esperienze di progetto comune di Foqus è la Avete puntato, in partico-
auto-imprenditorialità, crean- determinata, ostinata volontà di lare, sui giovani?
do nuova occupazione e nuove costruire, in un quartiere di con- Noi siamo partiti dal coinvolge-
imprese; quindi ha selezionato traddizioni e fragilità sociale, re in modo attivo un centinaio
iniziative e imprese pubbliche un autentico luogo di comuni- di giovani, accendendo nel loro
9Città Fondazioni Gen - Feb 2020
migliore dei servizi per i cittadini….allora ho energie ed essere più efficaci.
sentito tanto crescere la fiducia delle persone
attorno a me e all’amministrazione. Una grande Può esistere una città senza una comunità
soddisfazione. Si può fare politica senza biso- sana e solidale?
gno di manipolare nessuno. No, è evidente. La tenuta sociale di una comu-
nità è imprescindibile dall’esistenza e dallo
Si può creare una comunità o la si deve ri- sviluppo di una città. E un’amministrazione ha
costruire? Il senso di bene comune e “cosa una enorme responsabilità su questo.
pubblica” possono essere “riattivati”? Può decidere quale strada percorrere. Le fac-
Il senso di comunità c’è, esiste e trova mille cio un esempio: negli anni più duri per Ancona,
rivoli per esprimersi. Penso a tutto il mondo anche dal punto di vista delle risorse economi-
dell’associazionismo e del volontariato, molto che disponibili, abbiamo deciso di non tagliare
presente nella mia città. Una amministrazio- mai un euro di spesa per il sociale già molto
ne ha il compito di riconoscere questa linfa rilevante nel nostro bilancio. In quelle cifre ci
straordinaria, esaltarla e tenerla insieme per sono le scelte che riguardano l’accoglienza,
amplificarne gli effetti. Oggi, per esempio, l’assistenza alle persone più fragili, dal mondo
noi progettiamo tanti interventi di carattere della disabilità a quello dei minori, degli anzia-
sociale mettendo attorno ad un tavolo tanti ni, delle donne vittime di violenza.
interlocutori: dalla Caritas, alle associazio-
ni di volontariato, le parrocchie, ma anche le Le città sono il frutto della visione di chi le
associazioni di categoria o singole imprese. abita e di chi le amministra. Com’è l’Ancona
Lavorare insieme consente di non disperdere del 2030 che ha in mente Valeria Mancinelli?
immaginario il desiderio di “far zione del nuovo spazio. Abbiamo Un gruppo di giovani donne
parte”, di “sentirsi parte” e il pia- chiesto loro di esprimere i loro avrebbe voluto aprire un asi-
cere di condividere. Si è messo desideri sul quartiere e sui per- lo nido nei Quartieri spagnoli,
in moto un processo che ha vi- corsi professionali individuali, dove non c’era mai stato. Abbia-
sto i giovani, dopo un periodo quindi abbiam avviato percorsi mo individuato il miglior esper-
di formazione e attraverso un di formazione mirati con tutor to sul tema, e ovviamente siamo
fare concreto, confrontarsi con nazionali. andati a Reggio Emilia, offren-
il mondo del lavoro e partecipare do a queste ragazze una prezio-
attivamente a tutte le fasi di cre- Quale impatto ha avuto Fo- sa occasione di formazione di
azione, progettazione e realizza- qus sul quartiere e sulla città? altissimo livello.
Oggi nei Quartieri Spagnoli c’è
un nido che accoglie 58 bam-
bini ed è gestito da una coope-
rativa di 9 donne che lavorano
a tempo indeterminato. Il nido
attrae, oltre i bambini del quar-
tiere, quelli provenienti da al-
tre zone della città. Questo ha
innescato un inusuale mesco-
lamento, che ha generato l’in-
contro tra adulti appartenenti
a condizioni sociali diversissi-
me: “quartierani”, operai, inse-
10Città
Il senso di comunità
trova mille rivoli
per esprimersi. Una
amministrazione ha il
compito di riconoscere
questa linfa, esaltarla
e tenerla insieme per
amplificarne gli effetti
Ancona vedrà realizzato quanto abbiamo proget- inclusiva, capace di alimentare fiducia nel futuro.
tato con i cittadini nel nostro piano strategico: la
ricucitura del rapporto tra terra e mare. Una frat- Cosa si può fare per garantire che la visione
tura che risaneremo con grandi interventi di ri- sopravviva dopo il termine della sua esperien-
qualificazione per i quali abbiamo già acquisito za amministrativa?
risorse per oltre 70 milioni di euro. Sperare di aver lasciato un buon esempio, un
E poi mi auguro che Ancona possa continuare nel modello di riferimento da seguire, la consapevo-
suo percorso di sviluppo, di crescita. Il lavoro tie- lezza che si possa fare buona politica costruen-
ne insieme tutto: non si tratta di avere solo una do più che demolendo, e, soprattutto, praticando
città più ricca, ma anche una società più sana, più più che dicendo
gnanti, professionisti e dunque tenzialità che potrebbero anco- to di modelli esportabili, ma di
un confronto foriero di trasfor- ra essere sviluppate. In uno dei esperienze e pratiche trasferi-
mazioni di comportamenti e sti- primi incontri ci hanno chiesto bili, per essere reinterpretate,
li di vita. quale fosse la nostra “theory of tradotte, e quindi "tradite", per
change”, cioè il progetto inizia- altri modelli.
I luoghi delle città cambia- le che avevamo scritto e poi rea-
no funzione nel tempo. Quasi lizzato. Noi all’inizio non aveva- Come immagina i Quartieri
vent’anni fa, immaginare di mo una teoria: avevamo avuto Spagnoli tra dieci anni?
trasformare l’ex Istituto Mon- un’intuizione, una visione. Ave- Animati da un progetto diverso
tecalvario in uno spazio che vamo certamente un obiettivo, dal nostro, perché dovremmo
crea occupazione, aggregazio- ma non avevamo un piano dise- essere superati sostituiti da altri
ne e nuova vita era un azzardo. gnato all’inizio. Abbiamo proce- progetti che a partire dal nostro
Come siete riusciti a vedere duto per adeguamenti progres- producano altri e nuovi cam-
così lontano? Foqus è un mo- sivi, seguendo le possibilità che biamenti. Il nostro lavoro ha
dello esportabile? man mano si aprivano. Quello come obiettivo l’emancipazione
Abbiamo proposto alla Colum- che abbiamo imparato, anche e l’autonomia dei cittadini dei
bia University di studiare il confrontandoci con diversi casi Quartieri Spagnoli. Non lavoria-
modello di Foqus, perché avver- europei, è che si tratta sempre di mo per creare dipendenze socia-
tivamo l’esigenza di un osser- soluzioni locali. Ogni esperien- li anche se positive, Foqus avrà
vatore esterno e scevro da ogni za è unica perché determinata svolto il suo ruolo fino e in fondo
coinvolgimento, per capire qua- dal contesto e dall’esperienza se determinerà le condizioni per
li sono gli errori che abbiamo delle persone che la generano. la crescita di tante altre esperien-
commesso e quali sono le po- Credo si debba parlare non tan- ze innovative come la nostra
11Città Fondazioni Gen - Feb 2020
©Michele D'Ottavio
Le nuove OGR
riqualificate
e restituite
alla città da
Fondazione CRT
Vivere è convivere.
La città in trasformazione
L e città sono, inevitabilmente, un pro-
dotto del loro tempo. Se pensiamo
a Milano o Torino ricordiamo ine-
mente oltre 3 miliardi di euro per realizzare cir-
ca 20mila alloggi di housing sociale in tutta la
Penisola. Oggi sono attivi 137 progetti con 6.065
vitabilmente il loro passato di città industriali, alloggi sociali già disponibili in Italia.
quando fabbriche e stabilimenti plasmarono la Raccontarli tutti è, ovviamente, difficile ma ci
loro forma e identità. Se guardiamo alle stesse sono alcuni esempi che possono aiutare a com-
città oggi, possiamo osservare gli enormi cam- prendere meglio il valore dell’housing sociale
biamenti che sono avvenuti con il passare del nel nostro Paese e il contributo delle Fondazioni
tempo. Parliamo di rigenerazione urbana, di di origine bancaria.
housing sociale e di tutti quei progetti che pro- Un caso particolarmente significativo è quello
pongono un nuovo modo di ripensare la città. di “Cenni di Cambiamento”, realizzato a Milano
Una visione conforme alle necessità dei nostri da Fondazione Cariplo. Si tratta del più grande
tempi: sostenibile e orientata al recupero di una progetto residenziale realizzato in Europa con
dimensione umana, collettiva, a volte perduta 122 alloggi, proposti in affitto a canone calmie-
nelle grandi metropoli. rato e con patto di futura vendita. Un progetto
Nel campo dell’housing sociale le Fondazioni di che prevede una serie di servizi collettivi, spazi
origine bancaria sono state pioniere nel nostro ricreativi e culturali oltre ad attività dedicate ai
Paese e, insieme a Cassa Depositi e Prestiti e giovani, con l’obiettivo di creare le condizioni
ad altri partner, hanno mobilitato complessiva- ottimali per la formazione di una rete di rapporti
12Città
di vicinato solidale. cuperato grazie all’intervento di Fondazione Crt.
Anche Firenze si è attivata in questo senso con Con un investimento di 100 milioni di euro si è
66 alloggi ad affitto calmierato per giovani cop- lavorato, infatti, per restituire ai cittadini uno
pie che saranno messi a disposizione quest’an- spazio del passato dove immaginare il futuro, un
no, a dimostrazione di come l’housing socia- luogo dove si produce cultura ed innovazione,
le sia un ottimo strumento per permettere alle popolato da torinesi e turisti.
nuove generazioni di cominciare un percorso di Un altro esempio virtuoso è quello di Cuneo,
indipendenza, intrapreso ancora troppo tardi in con il bando “Distruzioni”, attraverso il quale la
Italia rispetto ai coetanei europei.C’è poi un al- Fondazione propone di distruggere le brutture e
tro aspetto che racconta la volontà di cambiare ripristinare la bellezza, coinvolgendo le comu-
il modo di intendere la città, ed è quello del re- nità nella “presa in carico” del luogo, attraverso
cupero e della rigenerazione urbana, volta a pre- processi di partecipazione.
servare e restituire valore alla storia che le no- Le città sono prodotto del loro tempo e le Fon-
stre città conservano. Fra i casi di rigenerazione dazioni sono al fianco di chi immagina i nostri
urbana, ad esempio, spiccano Officine Grandi centri urbani come qualcosa di collettivo, che
Riparazioni, maestoso complesso industriale di sappia valorizzare la memoria e permetta a tutti
fine Ottocento nel cuore di Torino, protagonista di immaginare il futuro
della crescita della città per circa un secolo, re-
Abitiamo insieme ad Ascoli
Abitiamo Insieme, è il progetto
di housing sociale realizzato da
Fondazione Carisap, con la fina-
lità di recuperare, attraverso una
formula residenziale innovativa,
la dimensione sociale e comu-
nitaria tipica dei centri storici
delle città di provincia. Ad Ascoli,
infatti, sono attivi due progetti di
housing sociale, il primo in Corso
Di Sotto 10, il secondo a Palazzo
Sgariglia, nel centro di Ascoli. Nel
caso di Corso di Sotto 10 è stato
recuperato un complesso stori-
co risalente all’Ottocento per de-
stinarlo a giovani coppie a prezzi
contenuti includendo servizi e
spazi destinati al tempo libero,
all'aggregazione e alla socializza- nel centro storico e affittando za consumo del suolo. L'intero
zione. Nel secondo caso La Fon- 21 appartamenti a canone cal- intervento di housing sociale è
dazione Carisap ha contribuito mierato. L’operazione ha con- basato sulla partecipazione atti-
a ristrutturare Palazzo Sgariglia, sentito di perseguire gli obiettivi va alla vita del condominio, con
nel centro di Ascoli Piceno, per di housing sociale riqualificando attività organizzate dai condomi-
realizzare un progetto di housing un patrimonio della comunità, ni che vanno dai corsi di cucina
sociale, riqualificando lo stabile ripopolando il centro città sen- ai laboratori creativi per bambini.
13Città Fondazioni Gen - Feb 2020
Social housing: un nuovo
modello di abitare
Intervista a Paola Delmonte di Cdp Investimenti Sgr
D are una risposta con-
creto al disagio abi-
tativo di alcune fasce
la “fascia grigia” di popolazio-
ne, quella esclusa dal sostegno
dell’Edilizia Residenziale Pub-
per un programma che a regime
traguarda 20.000 alloggi sociali
ed 8.500 posti letto in residenze
della popolazione è lo scopo del blica ma non per questo in gra- universitarie e temporanee con-
social housing «ma non è il suo do di soddisfare sul mercato le venzionate.
unico obiettivo», spiega in que- proprie esigenze abitative in
sta intervista Paola Delmonte, presenza di un’offerta carente o A che punto siamo con il
chief business development officer inaccessibile ai budget familiari. Piano nazionale di edilizia abi-
Cdp Investimenti Sgr che dal 2011 Le Fondazioni di origine banca- tativa? Quali sono le aspetta-
si occupa di housing sociale. ria hanno avuto un ruolo essen- tive di sviluppo di housing so-
ziale in questo processo, spesso ciale sul territorio italiano per
Perché Cdp 10 anni fa ha come first mover e come porta- i prossimi anni?
ritenuto importante dare im- tori di precise istanze rivenienti Quando si parla di Piano nazio-
pulso in Italia al settore dell’e- dalla loro profonda conoscen- nale di edilizia abitativa (PNEA),
dilizia residenziale locativa za dei territori di riferimento. di cui il sistema dell’Edilizia Re-
a canone calmierato? In che Senza trascurare l’importante sidenziale Sociale privata (ERS)
misura hanno contribuito e apporto in termini di risorse fi- fa parte, l’orizzonte si estende
contribuiscono le Fondazioni nanziarie con cui le Fondazioni a tutto il tema “casa”, sia quello
di origine bancaria? hanno contributo all’intero pro- oggetto delle politiche pubbli-
Cassa Depositi e Prestiti (CDP), getto. E’ così che si è sviluppato che sia quello di appannaggio
di cui ricorrono quest’anno i 170 il movimento del social housing, dei soggetti privati che operano
dalla nascita, è da sempre un’i- che oggi muove 3 miliardi di con logiche di interesse pub-
stituzione al servizio dei territori euro di risorse, di cui 2 sotto- blico. Sul fronte dell’interven-
e dell’economia sociale di mer- scritti ed attivati da CDP con il to pubblico, da qualche tempo
cato, un operatore nazionale al Fondo Investimenti per l’Abitare assistiamo con interesse ad un
fianco degli enti locali, una cin- (FIA) e 1 sottoscritto o promosso cambio di paradigma rispetto a
ghia di trasmissione tra il setto- a livello territoriale in gran par- dieci anni fa: allora la spesa pub-
re pubblico ed il settore privato te dal sistema delle Fondazioni, blica era in profonda ritirata dal
per stimolare quegli interventi capitolo “casa”, oggi abbiamo
strategici e strutturali di cui né il programmi pubblici come il Pia-
pubblico né il privato sarebbero no Periferie o il Piano Rinascita
in grado di occuparsi autonoma- Urbana che si propongono di
mente. E’ stato quindi naturale agire in sinergia e con logica di
per Cdp una decina di anni fa co-finanziamento con i progetti
raccogliere l’istanza provenien- privati. Questo può aiutare a te-
te dai territori, proprio per il tra- nere alta l’attenzione verso il set-
mite delle Fondazioni di origine tore del social housing e, più in
bancaria, di dare una risposta a generale, verso la rigenerazione
quelle forme di disagio abitativo urbana ad impatto sociale, dove
che interessavano soprattutto Paola Delmonte si continua a registrare una do-
14Città
Dieci anni fa Cdp ha
più diffuso – solo per citare le
principali cifre del movimento Lacittàintorno
raccolto l’istanza del social housing – sono tra i Partire dalle periferie per
proveniente dai territori di principali obiettivi dell’Agenda ritrovare l’identità della città,
dare risposta a quelle forme ONU 2030 per lo Sviluppo So- iniziando dalla cultura. Si
di disagio abitativo che stenibile. condensa in poche parole
interessavano la “fascia Lacittàintorno, il grande pro-
grigia” di popolazione L’housing sociale, oltre a of- getto di Fondazione Cariplo
frire una soluzione abitativa per la rigenerazione urbana
per quella “fascia grigia” di per favorire il benessere e la
manda robusta, soprattutto nei popolazione che non può per- qualità della vita nella città, in
particolare nelle aree perife-
territori che esprimono un saldo mettersi una casa a prezzo di
riche, attraverso la partecipa-
positivo nei flussi di popolazio- mercato ma che non è neanche
zione attiva delle comunità
ne e con particolare riferimento idonea per accedere all'edili- locali. Il programma nasce
all’edilizia residenziale temati- zia popolare, genera e/o rinvi- nel 2017 e prende avvio in
ca, come quella universitaria gli gorisce le comunità? due quartieri “pilota”: Adria-
studenti fuori sede e per la cre- Certamente. Il movimento del no/Via Padova e Corvetto/
scente popolazione degli anzia- social housing non si è posto Chiaravalle rispettivamente
ni autosufficienti. solo l’obiettivo di aumentare nelle aree Nord-Est e Sud-
l’offerta abitativa accessibile alla Est della città dove, accanto
Nel Piano industriale 2019- “fascia grigia” della popolazio- alle difficoltà, ci sono anche
2021 di Cdp grande enfasi è posta ne, ma si è fatto portatore di un tante associazioni, coopera-
sul tema della sostenibilità: come vero e proprio “nuovo modello tive sociali e gruppi informali,
desiderosi di promuovere il
si innestano i progetti di housing dell’abitare”, fondato sulla crea-
protagonismo delle comunità
sociale in questa chiave? zione di comunità coese e soli-
nello sviluppo delle aree con
Il movimento del social housing dali che trovano nelle relazioni nuovi progetti artistici e di
nasce e si sviluppa per dare una umane una fonte importante di aggregazione. Oggi il pro-
risposta al disagio abitativo in collaborazione e sostentamen- gramma è in crescita grazie
termini di sostenibilità per le to in grado di auto-generare un anche al coinvolgimento di
giovani coppie, le famiglie nu- nuovo welfare di comunità, che attori diversi come istituzioni,
merose o monoparentali, gli stu- si affianca alle forme più tra- imprese, studenti e artisti
denti fuori sede, gli anziani soli, dizionali di sussidiarietà in un che stanno tutti insieme
gli immigrati regolari, laddove la processo olistico che migliora la contribuendo ad allargare i
sostenibilità si misura concreta- qualità della vita ed il benessere confini e ampliare il panora-
mente in termini di impatto del- nelle nostre città ma sociale ed economico del
territorio.
la voce “abitazione” sui budget
Foto tratta da lacittaintorno.fondazionecariplo.it
dei fruitori del servizio abitativo.
Oggi la sostenibilità è un con-
cetto più ampio, che permea le
scelte di politica economica e i
driver della crescita e dello svi-
luppo delle economie occiden-
tali. In questo senso i progetti
di housing sociale si innestano
a pieno titolo nel solco della so-
stenibilità ed, anzi, in un certo
senso, ne sono stati i pionieri: la
riduzione delle disuguaglianze,
la rivitalizzazione delle peri-
ferie, l’accesso ad un welfare
15Housing sociale
Percentuale di social housing sul
totale delle abitazioni in Europa
Olanda 30%
Austria 24%
Danimarca 21%
Svezia 19%
Regno Unito 18%
Francia 16,5%
Finlandia 13%
Irlanda 9%
Repubblica Ceca 8%
Polonia 8%
Belgio 7%
Slovenia 6%
Italia 4%
Germania 3%
Spagna 3%
Estonia 2%
Portogallo 2%ll Fondo Investimenti per l’Abitare
(fondo di fondi) movimenta complessivamente
circa 3 miliardi di euro: 2 sottoscritti e attivati
tramite il Fia, 1 sottoscritto o promosso a livello
3000
mln
territoriale in prevalenza dalle Fondazioni di
€
origine bancaria nei fondi locali.
49,3%
Hanno sottoscritto il Fia
6,9% (Fondo investimenti per l’Abitare costituito
da CDPI Sgr nel 2009):
Fia Cassa depositi e prestiti
43,8%
Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
Banche, assicurazioni, casse di previdenza
Il programma del Fia prevede di realizzare
20.000 alloggi sociali e 8.500 posti letto
20.000
in residenze temporanee e studentesche.
Finora sono stati consegnati oltre 6.000
alloggi sociali e 4.300 posti letto.
85%
Percentuale di progetti di housing
sociale realizzati tramite il recupero
del patrimonio immobiliare preesistente.
Fonti:
-CDP Investimenti SGR
-Housing Europe sito web (www.housingeurope.eu)Città Fondazioni Gen - Feb 2020
Cambiare le città è possibile,
facciamolo insieme
Intervista a Florinda Saieva, fondatrice di Farm Cultural Park
I Dieci anni fa li han-
no presi per pazzi, ma
oggi si sono dovuti ri-
eventi culturali, ha rigenerato il
paese, trasformandolo in un polo
di attrazione turistica. «Da mio
legittimamente, fortuna altrove.
Questo però rischia di continua-
re ad alimentare una spirale per-
credere. L’idea di creare un cen- padre ho preso l’amore per l’ar- versa per cui nessuno ha mai vo-
tro permanente dedicato all’arte chitettura, mio marito è appas- luto investire nella propria città,
contemporanea in un paese in sionato di arte contemporanea né si è reso protagonista in pri-
provincia di Agrigento doveva – ci dice Florinda Saieva – e que- ma persona di un’operazione di
sembrare alquanto visionario. sto ci ha portati a vivere a Parigi, riscatto. «Noi abbiamo voluto an-
Invece oggi è una sorprendente dare controcorrente – ribadisce
realtà, che ogni anno attira dall’I- Saieva –: investire nella nostra
talia e dall’estero oltre 120mila Farm è un polmone urbano città, restituendo fiducia ai nostri
visitatori e che ha fatto decupli- che ridà ossigeno alla città e concittadini. Siamo partiti con
care l’offerta di posti letto in città. un obiettivo ambizioso: trasfor-
che ha restituito ai cittadini la
Siamo a Favara, un paese di mare Favara nella seconda attra-
30mila abitanti, a 6 km dalla Val- dimensione della possibilità zione della Sicilia meridionale,
le dei Templi. Qui nel 2009 Flo- dopo la Valle dei Templi! Il sito
rinda Saieva e suo marito Andrea archeologico di Agrigento dista
Bartoli hanno dato vita a “Farm dove potevamo visitare mostre, pochissimi chilometri e abbiamo
Cultural Park” un centro cultu- musei, fiere e centri culturali. immaginato che il flusso turisti-
rale che ha ripristinato alcuni Però, quando ci siamo interroga- co potesse essere facilmente at-
edifici abbandonati del centro ti su dove volevamo costruire il tratto verso Favara». Così, l’idea
del paese e, attraverso il mecca- nostro futuro e dove far crescere imprenditoriale di due favaresi
nismo delle residenze artistiche, le nostre figlie, abbiamo prefe- ha creato le condizioni perché
ha ospitato alcuni artisti inter- rito tornare in Sicilia e restituire anche molti altri concittadini ini-
nazionali, che hanno realizzato alla nostra città tutto quello che ziassero ad attivarsi per accoglie-
opere “site specific”, poi diventa- avevamo imparato fuori». re l’inaspettato flusso di visitato-
te parte integrante del paesaggio Farm è nato come un centro cul- ri. «Forse la comunità di Favara
cittadino. Questo, insieme a un turale, ma oggi è «un polmone non ha compreso completamen-
fitto calendario di esposizioni ed urbano: un luogo che ridà ossi- te il lavoro culturale che sta rea-
geno alla città e che ha restituito lizzando la nostra iniziativa, però
ai cittadini la dimensione della l’impatto economico che ha avu-
possibilità». Questo della pos- to sulla città è sotto gli occhi di
sibilità è un concetto a cui Sa- tutti. E il Farm non è neanche il
ieva tiene moltissimo. Perché è principale beneficiario del ritor-
cresciuta in una città in cui non no economico dell’operazione».
c’era – e non c’è tutt’ora – nem- Ora, a dieci anni dall’avvio di
meno un cinema e la vita e gli questa straordinaria avventura,
stimoli culturali erano circoscrit- è tempo di un primo bilancio e
ti al capoluogo Agrigento. Oggi, di immaginare il futuro. Il ruolo
i giovani si trovano di fronte la giocato dal privato per la riattiva-
realtà di un paese immobile, che zione della comunità può essere
Florinda Saieva
rischia la decadenza, e sono ten- uno spunto per crescere anco-
tati di abbandonarlo per cercare, ra. Così, tra pochi mesi, nascerà
18Città
Spab - Società per azioni buone: bini in piccole attività di rigene-
un’impresa sociale aperta a tutti razione urbana del territorio. Si
i cittadini di Favara, che potran- compone di laboratori di archi-
no diventare soci della città, ac- tettura, urbanistica, “storytelling
quistando azioni e conferendo territoriale” e “gaming urbano”.
immobili per usi sociali. «Così Accompagnati dagli esperti, i
gli abitanti potranno iniziare a bambini ripensano lo spazio del-
ripensare insieme il futuro del- Il vero successo la città in cui vivono, traducono i
la propria città, diventandone di Farm è loro desideri in realtà realizzabili
ognuno proprietario di un pez- suscitare il senso e trasformano i luoghi della loro
zo. Il vero successo di Farm è quotidianità con piccoli inter-
di appartenenza:
suscitare il senso di appartenen- venti di riqualificazione urbana.
za: far riappropriare la comunità far riappropriare «Così facendo si riappropriano
della propria città!». la comunità della della città e iniziano a sentirla
E il successo di questo spazio è propria città come uno spazio veramente loro,
tale che oggi, oltre alle residenze di cui prendersi cura»
artistiche, attorno al Farm gravi-
tano anche una mostra biennale
di arte contemporanea, un festi-
val di architettura, una scuola di
politica e leadership per giova-
ni donne, una scuola di archi-
tettura per bambini. E proprio
quest’ultimo comincia ad essere
esportato fuori dal paese. Infatti,
all’interno delle iniziative finan-
ziate dal Fondo per il contrasto
della povertà educativa minorile,
in tre scuole a Favara, Palermo e
Roma è partito il progetto “P.ar-
ch - Playground per architetti di
comunità”, che coinvolge i bam-
19Città Fondazioni Gen - Feb 2020
I luoghi come organismi viventi
Intervista allo scrittore Gianrico Carofiglio
U n cielo azzurro «dila-
gante», un maestrale
«che spazza certe gior-
Da ragazzo volevo semplicemen-
te andarmene. Per ragioni di età
e desiderio di vedere il mondo,
nate» e quelle strade «squadra- diciamo: desiderio di avventu-
te e regolari in cui ogni angolo ra. Ma anche perché la città del
sembra il punto di fuga verso un passato (a cavallo fra gli anni
infinito pieno di promesse». È Sessanta e l’inizio degli anni Ot-
la Bari di Gianrico Carofiglio, la tanta) non era un posto troppo
città natale descritta dalla mano ricco di stimoli e opportunità.
dello scrittore che conosce per Poi, sono successe tante cose a
filo e per segno vicoli e odori di me personalmente - sono anda-
un luogo che è diventato il vero to via e sono tornato - e alla città,
protagonista dei suoi libri. Nei che è diventata un posto mol-
romanzi dello scrittore ex ma- Gianrico Carofiglio to più interessante e anche più
gistrato, conosciuto soprattutto bello. Oggi Bari e io abbiamo un
per la serie di racconti dell’av- glio in questa intervista in cui rapporto amichevole non senza
vocato Guerrieri, il luogo della svela quali sentimenti lo leghino qualche momento di diffidenza.
sua infanzia e dell’adolescenza alla sua terra d’origine. Forse è proprio questo a rende-
prende vita tra le righe del testo re la città protagonista, oltre che
e diventa un’entità a sé stante, Bari è una coprotagonista ambientazione, di molti miei ro-
spesso spia delle emozioni de- imprescindibile dei suoi libri: manzi.
gli uomini che animano le trame ogni vicolo, ogni pezzo di stra-
delle sue storie. «Oggi Bari e io da, il tramonto, il buio in città Quanto c’è di reale e di in-
abbiamo un rapporto amichevo- è spia dello stato d’animo di un ventato nel racconto della sua
le, non senza qualche momento protagonista. Che rapporto ha Bari?
di diffidenza», racconta Carofi- con la sua città? Mi piace il racconto realistico,
20Città
mi piace parlare di luoghi che il
lettore possa riconoscere o sco-
prire nel mondo reale. Al tempo
Mi piace tenere il
racconto dei luoghi
Lo scrittore
stesso, però, mi piace inserire, in
questo racconto, realistico degli in bilico fra realismo e il magistrato
spunti d’invenzione pura - risto- e una dimensione
ranti, librerie, palestre - che ten- vagamente onirica
Magistrato dal 1986,
gano il racconto dei luoghi in bi-
Gianrico Carofiglio ha
lico fra vena realistica e momenti
lavorato come pretore,
di straniamento.
una chiave di lettura? pubblico ministero
La città prende forma nei Sicuramente è una chiave di let- e come sostituto
suoi libri ma rimane sempre tura. Il libro nasce proprio come procuratore alla Direzione
in un’atmosfera soffusa, inu- una sorta di guida sentimentale distrettuale antimafia
suale, come se la volontà fosse alla città. La forma romanzesca, di Bari. Esordisce nella
quella di descrive una città “so- i personaggi, la loro storia sono scrittura nel 2002 con
spesa”. Che volontà si cela die- venuti dopo. il romanzo “Testimone
tro questa scelta stilistica? inconsapevole” (Sellerio),
Quello che dicevo rispondendo Rigenerazione urbana: un con cui introduce
alla domanda precedente. Mi tema attuale e tanto discusso. le vicende del suo
piace tenere il racconto dei luo- Come si può coniugare il re-
personaggio più famoso:
ghi in bilico fra realismo e una cupero degli spazi con la tutela
l’avvocato Guerrieri, di cui
dimensione vagamente onirica. della memoria dei luoghi e del-
le tradizioni? racconterà le avventure
“Né qui né altrove” è un libro Credo che i luoghi vadano trattati in una serie di romanzi.
diverso dai suoi famosi “legal come organismi viventi. Asse- Carofiglio ha inaugurato
thriller”: in queste pagine Bari condando le loro naturali trasfor- il legal thriller italiano,
di notte riporta alla memoria mazioni, prendendosi cura delle un genere letterario
dei protagonisti ricordi di odo- entità materiali e della memo- nato negli Stati Uniti,
ri, sensazioni, sogni passati. La ria - le tradizioni, appunto - che incentrato sulle storie
trama sembrerebbe un piace- portano con sé, ed evitando di di avvocati, pubblici
vole pretesto narrativo per rac- trasformarli in realtà immobili ministeri, giudici ed
contare la sua città. Può essere come certi musei altre figure del mondo
giudiziario.
Tra i suoi numerosi libri
ricordiamo “Il passato
è una terra straniera”
del 2004 (Rizzoli),
"L'arte del dubbio" del
2007 (Sellerio), "Né qui
né altrove" del 2008
(Laterza).
Tra le più recenti,
pubblicati da Einaudi
troviamo: “Una mutevole
verità” del 2014,
“Passeggeri notturni” e
“L'estate fredda” del 2016,
“La misura del tempo”
del 2019.
21Città Fondazioni Gen - Feb 2020
Le comunità restituiscono
significato ai luoghi
Intervista al sociologo Flaviano Zandonai
Centro Polivalente La Gloriette
a Posillipo, una villa confiscata
alla criminalità organizzata che
ospita attività per ragazzi con
disabilità. L'iniziativa è finanziata
da Fondazione Con il Sud
D a oltre vent’anni si occupa di Terzo set-
tore e impresa sociale, che studia come
sociologo e facendo formazione. Recen-
sottoutilizzo generano un effetto catalizzatore ri-
spetto a una pluralità di soggetti che altrimenti non
avrebbero modo – e forse neanche volontà – di colla-
temente, insieme a Paolo Venturi, ha scritto “Dove. borare per risolvere un problema che, letteralmen-
La dimensione di luogo che ricompone impresa e te, si palesa agli occhi di tutti. Dall’altra la necessità
società” (Egea). Abbiamo intervistato Flaviano Zan- di “provare a fare qualcosa” da parte di questi stessi
donai sul tema della rigenerazione comunitaria dei soggetti, a fronte dei limiti o dei fallimenti di solu-
luoghi. zioni già attuate dalle istituzioni pubbliche, dalle
imprese di mercato e, non da ultimo, anche dalle
Dal suo ultimo libro emerge che il nuovo uso organizzazioni della società civile. In sintesi, si trat-
degli spazi abbandonati delle città può esse- ta di un intento di rigenerazione che riguarda sia la
re una chiave per rispondere meglio ad alcune
delle principali sfide sociali della nostra epoca:
ricostruire coesione, creare lavoro, promuovere
Il vero radicalismo della rigenerazione
mobilità sociale. Come si realizza tutto questo?
non sta nell’atto generativo, ma in quello
Si realizza per una concomitanza di fattori che que-
della sua progressiva strutturazione
sti spazi contribuiscono, nel bene e nel male, a far
convergere. Da una parte l’abbandono, l’incuria, il
22Città
dimensione materiale dello spazio sia le aspirazioni
di persone e organizzazioni a fare la differenza in
un contesto in cui le vecchie soluzioni sembrano
non funzionare più.
Beni confiscati alle mafie, edifici di enti reli-
giosi non più utilizzati, demanio statale, caser-
me, stazioni dismesse possono essere trasforma-
ti in “hub comunitari”. Qual è il percorso?
Credo che il percorso muova, in primo luogo, dalla
creazione di coalizioni unite da intenti di cambia-
mento sociale, perché l’azione trasformativa è la
condizione per partire. Poi, credo che serva anche
pensare a elementi organizzativi e di governance Flaviano Zandonai
innovativi. Perché il vero radicalismo della rigene-
razione non sta nell’atto generativo, ma in quello sui processi di costruzione e gestione comunitaria,
della progressiva strutturazione. Un caso interes- dall’altro dovrebbe considerare tutti gli effetti spillo-
sante è, ad esempio quello della rigenerazione de- ver inattesi che riguardano il contesto socio-econo-
gli asset ferroviari per scopi sociali. Ci sono state mico nel quale il bene rigenerato insiste. Mi rendo
alcune esperienze interessanti di riuso da parte di conto che questo approccio mette un po’ in crisi i
enti pubblici e soprattutto di enti di terzo settore e modelli razionali-causali di valutazione, in quanto
imprese sociali, in particolare per farne help center presuppone una certa dose di inatteso e indeter-
a favore di persone vittime di esclusione sociale. minato che non può essere codificata ex ante per
Ci sono stati però altri casi in cui il processo di rige- poi misurarne gli scostamenti. Però, d’altro canto,
nerazione è stato reso più complicato dal fatto che credo sia indispensabile accettare la sfida, altrimen-
non si è riusciti a superare alcune rigidità rispetto ti il rischio è che si valutino solo output o qualche
alla destinazione d’uso, ad esempio, delle stazioni outcome a corto raggio, perdendo il bello della rige-
impresenziate. Il fatto che il trasferimento a enti so- nerazione, ovvero l’impatto sociale sulle comunità
ciali implichi il fatto di non potervi svolgere attività e sui contesti.
di natura commerciale limita il potenziale di rige-
nerazione non solo in termini economici, ma anche Il concetto di comunità non è neutro: esistono
sociali. Non a caso ci sono alcune nuove esperienze comunità chiuse e rancorose ed altre aperte e in-
in tal senso come quella della stazione ferroviaria clusive. Come si attivano processi di trasforma-
di Rovereto in Trentino dove la sfida dell’ibridazione zione verso l’apertura delle comunità?
tra settori di attività e modelli economici è invece Credo che la principale capacità comunitaria – sia
stata abilitata grazie anche alla capacità gestionale e essa autogestita o supportata – sia la gestione dell’a-
di lobby dei soggetti gestori riuniti intorno al collet- pertura. Questo significa non essere impermeabili
tivo de La Foresta. rispetto al contesto, ma neanche aperti in maniera
indiscriminata, pena il rischio di veder disperdere
Come si valuta l’impatto sociale di un pro- ogni identità dei luoghi. Da questo punto di vista
getto di rigenerazione urbana? Non sarà il le soluzioni sono basate su due fattori fortemente
tempo di cominciare a parlare di “rigenera- interrelati: il primo è quello della regolazione e il
zione comunitaria”? secondo quello della “capacità conversazionale”. Le
Esagerando un po’ si potrebbe sostenere che la ri- norme, infatti, scaturiscono e sono applicabili nel-
generazione o è comunitaria o non è. Come ricorda la misura in cui esiste un tessuto di relazioni molto
l’economista Rajan, le comunità sono ormai un ter- legato alla vita quotidiana che da una parte le fa sca-
zo e imprescindibile pilastro delle nostre società e turire e dall’altra le mette alla prova. Senza questo
non semplicemente la stampella di Stato e mercato duplice meccanismo l’informalità non regge alla
che interviene in caso di fallimento di questi ultimi. prova della crescita e, all’opposto, le norme diven-
La valutazione dovrebbe concentrarsi, da un lato, tano autoreferenziali
23Puoi anche leggere