L'uso della forza e i droni armati - Archivio Disarmo
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Periodico mensile IRIAD – - Febbraio 2018
Periodico mensile IRIAD - ISSN 2611-3953 n.6 Ottobre 2018
https://www.independent.co.uk/news/uk/home-news/ministrof-
defence-mod-german-tank-deal-manufacturer-krauss-maffei-w
L'uso della forza e i droni armati
1SOMMARIO IRIAD REVIEW. Studi sulla pace e sui conflitti. - ISSN 2611-3953
Mensile dell’IRIAD (Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarm
Via Paolo Mercuri 8, 00193 – Roma (RM)
Analisi e ricerche C.F. 97018990586, P.Iva 04365231002 Tel. + 39 06 36000343
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Direttore Editoriale: Maurizio Simoncelli
Direttore Responsabile: Fabrizio Battistelli
Registrazione Tribunale di Roma n. 53/2018
3 Copyright © IRIAD (Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarm
La corsa agli armamenti. L'uso della forza e i droni
armati. Il rapporto Italia-NATO
di Francesca Flamini
25
Cronaca di una morte annunciata: il ritiro
americano dal trattato INF
di Alessandro Pascolini
Rubriche
32 Focus
Le sanzioni statunitensi all’Iran
di Maurizio Simoncelli
Foto di copertina:
RQ-4 Block 20 Global Hawk unmanned reconnaissance
system - Farnborough 2010
Photo credit: Anguskirk on VisualHunt / CC BY-NC-ND
https://visualhunt.com/f2/photo/4835658252/ced8ceb3cc/
2La corsa agli armamenti. L'uso della forza e i droni armati. Il rapporto Italia-Nato
di Francesca Flamini
ABSTRACT
L’Italia nel 2004 acquista il Predator A per In 2004 Italy purchased Predator A which was
utilizzarlo, poco dopo, nella missione Antica subsequently used in the Ancient Babylon
Babilonia del 30 Gennaio 2005. mission of January 30, 2005.
The drones at Italy’s disposal have the unique
I droni di cui si è dotata l’Italia inizialmente
function of monitoring, but at same time
hanno la funzione unica di sorvegliare pur they are predisposed to be armed.
essendo predisposti per essere armati. Following Washington’s authorization, wich
In seguito al via libera di Washington, received on November 4, 2015, Italy had
pervenuto il 4 novembre 2015, l’Italia si been prepared to arm its drones.
prepara ad armare i droni. It seems that drones stationed in Italian Nato
Dalle basi italiane Nato sembra, però, siano bases have already started to carry out
targeted killings against alleged terrorists.
già partiti dei droni per portare a
For this reason, the ECCHR European Center
compimento delle uccisioni mirate contro dei for Constitutional and Human Rights filed an
presunti terroristi. appeal with the Italian Regional
Per questa ragione l’ECCHR (European Center Administrative Court (TAR) in July 2017, in
for Constitutional and Human Rights) ha order to request the declassification of the
presentato ricorso al Tar italiano, nel luglio agreement which granted Italy’s
2017, per chiedere la desecretazione authorization to shipments.
The analysis focuses on the international
dell’accordo con il quale l’Italia ha concesso
agreements that are binding upon Italy so as
l’autorizzazione alle spedizioni. to assess how such agreements affect the
Nel corso della trattazione si analizzano gli legitimacy of drones’ deployment.
accordi internazionali vincolanti per l’Italia .
per comprendere come questi incidano sulla
legittimità dell’utilizzo dei droni.
Parole chiave: Key Words:
droni armati - Italia - NATO - uccisioni armed drones - Italy - NATO - targeted
mirate - uso della forza - diritto umanitario killings - use of force - humanitarian law
Francesca Flamini, si è laureata in
Giurisprudenza presso l’Università degli
Studi Roma Tre. Ha conseguito il Master di
II livello in Tutela Internazionale dei Diritti
Umani all’Università La Sapienza. Da
maggio 2018 svolge uno stage presso
IRIAD.
3a livello strutturale ad affrontare più
incisivamente la lotta al terrorismo.
Introduzione
Alla luce dei recenti sviluppi riguardo
l’incremento della spesa militare italiana, per
quanto concerne l’approvvigionamento
dell’armamentario per i droni militari1, la
concessione e l’utilizzo di basi militari sul
territorio italiano, occorre analizzare con
maggiore attenzione le implicazioni del
Trattato Nato dal quale discende l’alleanza
Italia- Stati Uniti.
L’Italia si è già dotata di UAV
(unmanned aerial vehicles), i Predator e i
Reaper, il cui uso, inizialmente, è stato
In questo clima mondiale di tensione
limitato alla sorveglianza e alla raccolta di
un’analisi del sistema legale concernente «i
informazioni, poiché pur essendo strutturati
droni armati deve essere il punto di inizio per
per poter essere armati2 si doveva attendere
ogni implicazione circa il suo utilizzo»5.
il via libera di Washington.
In seguito all’attacco dell’11
Il via libera è arrivato il 4 novembre
settembre 2001 viene, per la prima volta,
20153 e oggi l’Italia si prepara ad affrontare
invocato l’art. 5 del Trattato Nato, il quale
un’ingente spesa militare.
disciplina la difesa collettiva degli Stati parte
L’Italia non è l’unica potenza militare
in caso di attacco ad uno dei membri
che si prepara ad affrontare un incremento
dell’Alleanza.
della propria spesa pubblica.
Sono state stabilite precise direttive
dai vertici Nato4 che richiedono di prepararsi
4
Vertice di Strasburgo-Kehl 3-4 aprile 2009; Vertice di
1
IRIAD, Droni militari: proliferazione o controllo?, Lisbona 19-20 novembre 2010; Vertice Chicago 20-21
«aeromobili a pilotaggio remoto, APR (o Unmanned maggio 2012.
5
Aerial Vehicles), comunemente noti come droni, sono Alex Holder, Elizabeth Minor, Michael Mair,
veicoli privi di pilota umano e controllati a distanza o Targeting Legality: The armed drone as a Socio-
in modo automatico», p. 17. technical and Socio-legal System, Journal of the Oxford
2
IRIAD, op. su cit., p. 32. centre for Socio-legal Studies, p. 1, trad. nostra,«of the
3
G. Gaiani, Il Sole 24 Ore Mondo, Via libera dagli Usa: armed drone should be the starting point for any
i droni italiani saranno armati, 4 novembre 2015. analytical engagement with its use».
5Così ha inizio quella che prenderà il Prima ancora dell’entrata in vigore
nome di “war on terror” che, ancora oggi, dello Statuto Onu il diritto internazionale già
dopo ben 17 anni, continua a mietere si era occupato di disciplinare le norme
vittime. riguardanti i conflitti armati, oggi confluite
Uno degli aspetti più controversi della nella grande branca del diritto umanitario7.
war on terror è la classificazione di questa La Convenzione dell’Aja del 1907,
stessa come guerra. Ciò è necessario per ancora vigente, pone un limite all’esercizio
comprendere quale normativa poter ritenere indiscriminato della violenza prevedendo
applicabile, se il diritto internazionale delle norme di condotta che i belligeranti
umanitario che disciplina le regole dei sono tenuti a rispettare.
conflitti armati o il diritto internazionale, in Le norme della Convenzione sono
special modo i diritti umani, e le normative state recepite e ampliate dalle Convenzioni di
nazionali vigenti in tempo di pace. Ginevra del 1949 regolando ogni ipotesi di
Le fonti legali che disciplinano conflitto armato, sia qualora questo sia
l’utilizzo della forza armata nei conflitti e le riconosciuto dalle parti come guerra sia
regole di diritto umanitario sono molteplici6. quando si tratti di qualsiasi ipotesi di uso
Innanzi tutto, la Carta delle Nazioni della violenza da parte di gruppi armati.
Unite all’art. 2 par. 4 vieta espressamente Lo scopo finale è quello di garantire il
l’utilizzo della forza nei rapporti fra Stati ed rispetto della dignità umana8 anche di fronte
invita questi a porre in essere tutte le misure a situazioni di disordine generale.
ed i comportamenti necessari per il Molti dubbi sulla liceità dell’uso dei
mantenimento della pace e della sicurezza. droni nei conflitti sono stati sollevati.
La Carta, però, prevede due eccezioni In primis, poiché eliminando i confini
a questo divieto. La prima che incontriamo è territoriali del conflitto spesso si colpiscono i
prevista dall’art. 51 riguardante l’uso della civili (le cd. casualties) con numeri che non
forza per legittima difesa in caso di attacco, sono giustificabili in relazione all’obiettivo da
mentre la seconda è prevista dall’art. 107. raggiungere; ed in secondo luogo perché
L’art 107 ha una portata molto meno l’utilizzo della violenza da una postazione
ampia dell’art. 51 poiché consente l’uso della comoda a centinaia di chilometri di distanza
forza solo nei confronti delle inimicizie crea un’asimmetria molto forte nell’uso della
createsi nella seconda guerra mondiale forza e pone il pilota del drone in una
rispetto agli Stati firmatari della Carta. differente percezione delle proprie azioni,
L’art. 51 rende lecito l’uso della forza quasi sfiorando l’indifferenza9.
per difendersi da un attacco armato ed è, Qualora, invece, non si trattasse
dunque, la norma di riferimento per dell’utilizzo di droni in guerra si
l’impiego della forza fra Stati. applicherebbe, senza riserve, la normativa
riguardante i diritti umani ed in particolare il
7
Y. Dinstein, The Conduct of Hostilities under the Law
6
B. Simma, Nato, the UN and the Use of Force: legal of International Armed Conflict, 2010, p. 19.
8
aspects, 1999, «the obligation on states to respect and International Criminal Tribunal for the former
protect the basic rights of all human persons is the Yugoslavia ICTY, 10 december 1998, Furundzija, trial
concern of all states, that is, they are owed erga chamber, par. 163.
9
omnes», p. 2. G. Chamayou, Teoria del drone, 2014.
6diritto fondamentale alla vita e le uccisioni rifiutano di cessare i comportamenti
mirate su territori estranei al proprio stato illegittimi. Gli Stati intervenienti possono
sarebbero da considerare esecuzioni adottare misure di carattere economico fino
extragiudiziali10. ad un vero e proprio attacco armato.
Si propone, però, dopo una disamina L’idea secondo la quale i diritti umani
della normativa internazionale, una maggiore devono avere validità erga omnes si è
attenzione alla normativa prevista dal affermata all’indomani del secondo dopo
Trattato Nato, in quanto è dal rapporto fra i guerra, quando i responsabili dei crimini
membri dell’Alleanza (nel caso specifico commessi dall’esercito tedesco furono
Italia-Stati Uniti) che deriva l’utilizzo dei droni processati e condannati dal tribunale di
sul territorio italiano. Norimberga, pur in assenza di una norma
Le operazioni Nato, che hanno avuto penale interna al loro ordinamento che
come obiettivo il mantenimento della pace, proibisse i loro comportamenti11.
sono state considerate dall’Onu come Il tribunale, nella specie un tribunale
l’adempimento di quell’invito ad “adottare militare internazionale, fu istituito con
ogni misura” per il mantenimento della pace l’accordo di Londra dell’8 agosto 1945 per
stessa e della stabilità geopolitica. evitare che i tribunali nazionali lasciassero
Il ruolo occupato dalla Nato, come cadere le accuse provocando l’impunità degli
difensore della pace, è una conseguenza attori delle atrocità naziste.
delle difficoltà dell’Onu di arginare la L’Onu confermò a maggioranza
violazione massiccia dei diritti umani da parte assoluta dei suoi membri, con la Risoluzione
di alcuni Stati, che con le loro azioni hanno n. 95 del 1946, l’esistenza del diritto a punire
seriamente messo a rischio l’esistenza stessa i crimini contro l’umanità, attraverso
dell’Onu. l’ampliamento della definizione precedente
Da ciò è derivato che gli Stati sono che riguardava i suddetti crimini solo se
implicitamente autorizzati a considerare le avvenuti durante la guerra.
violazioni massicce e sistematiche dei diritti I crimini contro l’umanità furono
umani come un’offesa nei propri confronti, recepiti nelle Convenzioni internazionali
convenendone il potere di intervento negli successive (Convenzione contro il Genocidio
affari degli Stati violatori. 1948, Convenzioni di Ginevra 1949 e
Il diritto di ingerenza negli affari di un successive) e ad oggi sono diventati parte
altro Stato, dunque, è determinato dal fatto dello ius cogens.
che i diritti umani hanno validità erga omnes
e in quanto tali la scelta di non rispettarli non
rientra nell’esercizio dei poteri sovrani dello 1. La legittimità dell’uso della forza
Stato.
Di conseguenza, secondo questa ratio, L’art. 51 dello Statuto delle Nazioni
gli Stati possono intervenire nel caso in cui gli Unite disciplina i casi in cui l’uso della forza
Stati, nei quali i diritti umani sono può essere considerato legittimo.
sistematicamente e massicciamente violati,
11
A. Marchesi, La protezione internazionale dei diritti
10
IRIAD, op. cit. umani, 2011, p. 20 e s.
7Gli elementi necessari affinché si una politica di limitazione della Sovranità
possa legittimamente invocare l’applicazione nazionale in favore degli organi
dell’art. 51 sono che vi sia un attacco armato, internazionali.
che questo sia immediato per cui non sia Il divieto dell’uso della forza come
possibile chiedere l’autorizzazione del mezzo di risoluzione delle controversie
Consiglio di Sicurezza ed infine che le misure internazionali trovava, già, una prima
adottate per reagire all’attacco siano portate formulazione nel Patto Briand-Kellogg
all’attenzione del Consiglio, il quale valuterà firmato il 15 agosto 1928 da 15 Potenze: «Le
quali siano le più idonee per ristabilire la Alte Parti contraenti solennemente
pace e la sicurezza. dichiarano in nome dei loro rispettivi popoli
Nonostante ciò, l’art. 51 deve sempre che loro condannano il ricorso alla guerra per
essere considerato un’eccezione al principio, la risoluzione delle controversie
espresso all’art. 2 par. 4, di assoluto divieto di internazionali, e vi rinunciano, come
uso della forza fra gli Stati, strumento di politica nazionale nelle relazioni
Il divieto di uso della forza fra Stati è reciproche».
oggi un principio di ius cogens12, così come Lo scopo del Patto era quello di
affermato dalla Corte di Giustizia indurre gli Stati ad abdicare al potere sovrano
Internazionale nel caso riguardante le attività che esercitavano sin dall’antichità, il quale
militari e paramilitari in Nicaragua e contro il prevedeva l’uso della guerra come strumento
Nicaragua (Nicaragua contro Stati Uniti)13, di di affermazione del potere sovrano stesso.
conseguenza trova applicazione nei confronti Purtroppo, il Patto non trovò mai
di tutti gli Stati. applicazione in quanto conteneva
La Corte di Giustizia ha condannato gli prevalentemente principi generali senza la
Stati Uniti in quanto il loro supporto ai ribelli previsione di sanzioni in caso di violazione del
del Nicaragua non rientrava nella definizione Patto. Ne rimane, però, il forte valore ideale,
di legittima difesa collettiva con il risultato di che sarà riaffermato nei vari accordi
violare sia il divieto di aggressione sia il internazionali del secondo dopoguerra, primo
divieto di ingerenza. fra tutti lo Statuto Onu.
Purtroppo gli Stati Uniti non hanno La Carta delle Nazioni Unite, infatti,
dato esecuzione alla sentenza della Corte, ripudia la guerra come mezzo di risoluzione
esautorandola così di ogni potere giuridico delle controversie internazionali «in maniera
effettivo nei confronti delle grandi Potenze che la pace e la sicurezza internazionale, e la
mondiali14. giustizia, non siano messe in pericolo»15, ad
Nonostante l’insuccesso della Corte eccezione delle ipotesi di legittima difesa
nel mostrare una posizione forte, però, si è (individuale o collettiva).
mosso un primo passo verso la costruzione di Tuttavia, il principio di legittima
difesa, spesso, è interpretato molto
12
B. Conforti, Diritto Internazionale, 2002, Napoli, p. estensivamente dagli Stati a causa del suo
187.
13
International Court of Justice ICJ, 27 giugno 1986.
carattere generale.
14
L. Pistelli, Il caso Usa-Nicaragua di fronte alla Corte
Internazionale di Giustizia, in periodico mensile
Sistema Informativo a Schede (Archivio disarmo),,
15
novembre 1987. Art. 2 co. 3 Carta delle Nazioni Unite.
8Un aspetto molto controverso L’utilizzo della forza trovava un
riguarda, ad esempio, la difesa collettiva. appiglio giuridico nell’art. 42 dello Statuto
Poiché la disposizione non specifica cosa Onu il quale prevede, per il caso di violazione
deve intendersi per difesa collettiva, non si delle misure previste da una Risoluzione del
riescono a identificare chiaramente le ipotesi Consiglio, la legittimità di «ogni azione che
in cui questa può essere legittimamente sia necessaria per mantenere o ristabilire la
invocata. pace e la sicurezza internazionale»18.
Un elemento che sembra essere L’aspetto che più ha fatto discutere
indispensabile, al fine di poter invocare la dal punto di vista giuridico riguarda la
legittima difesa collettiva, è il consenso dello dottrina del “preemptive use of force”, la
Stato il cui territorio si trova sotto attacco. quale, utilizzata già nel 1962 da J. F. Kennedy,
In assenza del consenso dello Stato afferma la necessità di dover utilizzare la
non dovrebbe essere possibile alcun legittima difesa senza attendere il primo
intervento senza incorrere nella violazione attacco per poter assicurarsi il successo
del divieto di non ingerenza. dell’operazione.19
Eppure vi sono casi in cui si è agito La dottrina della difesa preventiva è,
anche in assenza di tale consenso, invocando però, più risalente, avendo il suo “case law”
il diritto ad intervenire per sanzionare la in quello che è stato denominato il “caso
violazione sistematica e massiccia dei diritti Caroline”, in virtù del nome
umani. dell’imbarcazione americana incendiata dai
L’invocato diritto di intervento britannici nel 1837.
costituisce la ratio della Responsibility to L’imbarcazione trasportava armi e
Protect16 di cui si parlerà più avanti. personale di soccorso all’insorto esercito
Ritornando agli elementi costitutivi canadese, il quale stava radunando un
della legittima difesa si è detto essere sempre maggiore numero di volontari in
necessaria l’autorizzazione del Consiglio di un’isola canadese inabitata sul fiume
Sicurezza, ma in molte occasioni questa Niagara.
autorizzazione è mancata. Nell’operazione britannica restarono
Nel caso dell’intervento militare in uccisi due cittadini americani, in ragione di
Iraq del 2004, ad esempio, si è utilizzata ciò il Segretario di Stato americano Daniel
l’interpretazione estensiva della Risoluzione Webster pretese una giustificazione per
del Consiglio di Sicurezza n. 678 del 199017. l’operazione.
Questa legittimava all’uso della forza, Per essere giustificata tale azione
esperito con ogni mezzo, per fermare avrebbe dovuto rispettare una serie di
l’attacco armato dell’Iraq contro il Kuwait e parametri indicati dal Segretario:
ristabilire la pace. 1. La minaccia deve essere reale ed
immediata.
18
Art. 42 Carta delle Nazioni Unite.
16 19
U. Gaudino, Ascesa e Declino dell’interventismo J.F. Kennedy, Discorso alla Nazione sulla costruzione
umanitario, Sistema Informativo a Schede (Archivio di missili sovietici a Cuba, 22 ottobre 1962: «[W]e no
Disarmo), dicembre 2016. longer live in a world where only the actual firing of
17
R. Wedgwood, Legal authority exists for a strike on weapons represent a sufficient challenge to a nation’s
Iraq, in Financial Times, 14 Marzo, 2003. security to constitute maximum peril».
92. La minaccia non deve lasciare altra Quando le vie pacifiche sono esaurite
possibilità di scelta, né il tempo di l’uso della forza non rimane senza limiti, ma
riflessione. deve muoversi nei confini stabiliti dal diritto
3. Le misure adottate non devono essere umanitario.
eccessive e non necessarie20. Pietra miliare del diritto umanitario è
Questi limiti, circa la legittima difesa la sentenza della Corte Internazionale di
preventiva, vennero richiamati nel processo Giustizia che pone i punti chiave circa
di Norimberga, in cui21 si discuteva sulla l’utilizzo delle armi nucleari:
necessità dell’invasione della Norvegia per «I principi cardinali contenuti nel
l’esercito tedesco22. testo che costituiscono la fabbrica del diritto
L’autotutela preventiva o umanitario sono i seguenti: Il primo ha lo
23
anticipatoria è stata invocata da Israele per scopo di proteggere la popolazione civile e gli
legittimare l’attacco all’esercito egiziano nel obiettivi civili e stabilisce la distinzione fra
1967. combattenti e non combattenti; gli Stati non
Il Presidente egiziano Nasser, devono mai avere come obiettivo di un
sentendosi obbligato dal suo popolo ad una attacco i civili e non devono di conseguenza
dimostrazione di forza, aveva inviato mai utilizzare armi che siano incapaci di
l’esercito nel Sinai sperando di risolvere poi la distinguere fra civili e obiettivi militari. In
questione con una trattativa diplomatica. base al secondo principio, è proibito causare
Così non avvenne e Israele attaccò l’esercito una non necessaria sofferenza ai
egiziano senza prima tentare alcuna via combattenti: ed è di conseguenza proibito
pacifica, affermando che l’ingresso nel utilizzare armi che causino loro un danno del
territorio del Sinai costituiva una minaccia genere o che inutilmente aggravino la loro
alla pace e come tale implicava il ricorso alla sofferenza. In applicazione del detto secondo
legittima difesa preventiva24. principio, gli Stati non hanno un’illimitata
Ugualmente nel caso dell’attacco libertà di scelta di mezzi nelle armi che
israeliano al reattore nucleare iracheno nel adoperano. Allo stesso modo la Corte fa
1980, il quale però, a contrario del riferimento, in relazione a questi principi, alla
precedente fu condannato dagli Stati Uniti Clausola Martens, la quale fu originariamente
per essere stato esperito senza prima tentare inclusa nella II Convenzione Aja avendo
vie alternative all’uso della forza25. riguardo alle Leggi e Costumi della Guerra
Terrestre del 1899 e che ha dimostrato di
20
Lettera da Daniel Webster, Segretario di Stato degli essere un mezzo effettivo di guida nella
Stati Uniti, a Henry Fox, Ambasciatore britannico a
Washington, 24 aprile 1841, BRITISH AND FOREIGN rapida evoluzione della tecnologia militare.
STATE PAPERS 1840-1841. Una versione moderna della clausola
21
United Nations, The Blue Helmets- A review of
è rintracciabile nell’articolo 1, paragrafo 2,
United Nations Peace-keeping, 1990, p.4 «born of
necessity, largely improvised, a pratical response to a del I Protocollo Addizionale del 1977, il quale
problem requiring action». recita come segue:
22
T. Weatherall, Jus cogens: international law and
social contract, Cambridge, 2015, p. 370.
“Nei casi non coperti da questo
23
IRIAD, op. cit., p. 70. Protocollo o da altri accordi internazionali,
24
S. Viola, La guerra-lampo che Israele vinse e non civili e combattenti rimangono sotto la
seppe finire, Repubblica, 27 maggio 2007.
25
Risoluzione 487 (1981), 18 Giugno 1981. protezione e l’autorità dei principi di diritto
10internazionale derivanti dal diritto assimilabile ad una guerra e più simile ad una
consuetudinario, dal principio di umanità e caccia all’uomo. Questo tipo di operazioni
dai dettami della pubblica coscienza”. sono da considerarsi più come campagne di
In conformità con i principi esecuzioni extragiuridiche, perché lo scopo
summenzionati, il diritto umanitario, alla sua delle uccisioni mirate (targeted killings) è la
base, proibisce un certo tipo di armi sia per il garanzia della difesa sociale, attraverso
loro effetto indiscriminato su combattenti e l’eliminazione degli individui pericolosi, e non
civili sia per la non necessaria sofferenza uno scontro fra due parti.
causata ai combattenti, da intendersi come Ciò pone non pochi problemi giuridici
un danno più grande di quello inevitabile per nei confronti del summenzionato principio di
raggiungere i legittimi obiettivi militari. sovranità territoriale, rispetto a quei territori
Se la previsione dell’uso delle armi in cui sono condotte queste operazioni,
non incontra i requisiti del diritto umanitario, poiché il fondamento del potere statuale
la minaccia di impiegarle in un simile uso consiste proprio nell’esercizio esclusivo della
sarebbe contraria anche a quel diritto»26. forza, la cui violazione deve essere
In conseguenza di quanto evidenziato considerata alla luce del divieto di non
dalla Corte l’utilizzo dei droni armati non può ingerenza.
non far sorgere delle legittime domande. Elemento ancor più delicato è l’alto
Un elemento di grande discussione è numero di civili coinvolti che vengono
quello riguardante la proporzionalità tra il considerati come danno collaterale
mezzo impiegato e la minaccia. dell’impiego del drone.
Si parla di guerra asimmetrica in Il problema va attentamente
quanto chi utilizza il drone si trova in una analizzato alla luce del principio di distinzione
comoda postazione in cui non rischia nulla, per il quale è proibito l’utilizzo di armi che
mentre chi si trova sul campo di battaglia non siano in grado di distinguere fra civili e
rischia la propria vita. Così «si rende la combattenti.
battaglia impossibile, quando si trasforma lo Numerose ricerche mostrano che i
scontro armato in esecuzione, è la volontà droni abbiano spesso colpito obiettivi civili
stessa dei combattenti avversari a essere disarmati per un erronea valutazione28.
annichilita»27. Ancora più controversa, dal punto di
Questa nuova tecnologia di guerra va vista della sua legittimità, è la politica
ad inficiare la definizione della stessa come statunitense della “global war on terror” che
duello fra due parti contendenti, la quale per giustifica le operazioni di uccisioni mirate in
essere tale richiede che i nemici combattano territori estranei alla guerra.
l’uno contro l’altro per vincere. É regola generale che per legittimare
Questo tipo di combattimento l’uso della forza in tempo di pace bisogna
assume le forme di una battuta di caccia con ricorrere agli istituti della legittima difesa e
un cacciatore ed una preda che fugge, dello stato di necessità, i quali devono
perdendo così ogni tipo di connotato sottostare alle condizioni già viste parlando
28
Amnesty International, Assistenza mortale: il ruolo
26
ICJ, 8 luglio 1996, par.78. degli Stati europei negli attacchi americani con i droni,
27
G. Chamayou, op. cit., p. 55-56. 2018; IRIAD, op. cit.
11della dottrina del “preemptive use of force”. Il pericolo e che violano il diritto alla vita (art. 2
pericolo deve essere imminente, la reazione CEDU), il diritto ad un giusto processo (art. 6
deve essere necessaria alla difesa e la forza CEDU), il diritto alla libertà e sicurezza (art. 5
deve essere proporzionata all’attacco. CEDU), il diritto alla vita privata e familiare
Mentre riguardo alla necessità (art. 8 CEDU), il diritto ad un ricorso effettivo
dell’uccisione dei presunti terroristi, per (art. 13 CEDU) e il diritto a non subire
mezzo dei droni armati, prima che questi trattamenti disumani e degradanti (art. 3
mettano a rischio la vita di un numero di gran CEDU).
lunga maggiore di persone, può essere Nel panorama nazionale,
oggetto di discussione, un aspetto che fondamentale punto di partenza per la tutela
appare palesemente carente di dei diritti umani è il caso Abu Omar svoltosi
giustificazione è quello che concerne la innanzi alle corti italiane30, in cui gli agenti
proporzionalità del mezzo rispetto americani della Cia e quelli italiani del Sismi
all’obiettivo. sono stati convocati per rispondere delle
I danni collaterali, ossia il numero di gravi violazioni dei diritti commessi contro
civili coinvolti, causati dall’utilizzo di droni Abu Omar.
sono sproporzionati rispetto al vantaggio Purtroppo la decisione delle corti
materiale, concreto e diretto. italiane non è stata ritenuta dalla Corte Edu
Ancora non si è avuto dinnanzi alla sufficiente per garantire un’adeguata tutela
CEDU Corte Europea dei diritti dell’uomo un al ricorrente, in quanto alcuni atti sono
ricorso circa la responsabilità dell’Italia rimasti, nell’ambito del procedimento,
rispetto ai droni militari partiti dalla base coperti dal Segreto di Stato.
Nato di Sigonella (territorio italiano in In entrambi i casi gli Stati sono stati
concessione agli Stati Uniti) per i danni condannati (Macedonia ed Italia) per
derivanti dall’utilizzo di queste armi, ma è da violazione degli artt. 5, 13 e 3 della
guardare positivamente la decisione della Convenzione Edu, per non aver protetto i
Corte nel caso El-Masri e nel caso Abu Omar, cittadini contro questi abusi gravissimi dei
in cui l’Italia è chiamata a rispondere per le loro diritti e per non aver adeguatamente
extraordinary renditions. perseguito i responsabili dei crimini in
La CEDU ha condannato la prassi delle questione.
extraordinary renditions29 (che consiste nella Ciò ha creato una breccia nella
cattura e nel sequestro di un individuo muraglia dell’impunità dietro la quale
sospettato di terrorismo, al di fuori di ogni rimanevano gli atti commessi dagli Stati
garanzia giurisdizionale e in assenza di un nell’ambito della war on terror.
giusto processo) in quanto misure Davanti alla Corte di Strasburgo si è
palesemente sproporzionate rispetto al già in altri casi discusso circa la violazione del
diritto alla vita in situazioni che non
29
CEDU, 13 dicembre 2012, El-Masri c. l’ex Repubblica rientravano in atti legittimi di guerra.
di Iugoslavia di Macedonia, par. 221 «An extra judicial
transfer of persons from one jurisdiction or State to
L’art. 2 della Convenzione non pone
another, for the purposes of detention and solo un obbligo negativo in capo agli Stati, ma
interrogation outside the normal legal system, where
there was a real risk of torture or cruel, inhuman or
30
degrading treatment». Cass. 19 settembre 2012, n.46340.
12anche un obbligo positivo di mettere in atto Carta che prevede il divieto di ingerenza e di
tutte quelle misure necessarie a tutelare il interferenza nel territorio di altri Stati.
diritto alla vita31. Per questo è considerato
Il diritto alla vita è un diritto un’eccezione alla regola, prevista per il caso
fondamentale ed inalienabile nel nostro in cui non sia possibile l’utilizzo di altro
ordinamento ed in quello europeo, che può mezzo per proteggere la popolazione civile.
vedere delle limitazioni solo in caso di guerra. Lo scopo è, infatti, proprio quello di
L’uccisione di un uomo per mezzo di proteggere i civili dalla violazione del diritto
un drone armato, in tempo di pace, è da umanitario e delle norme internazionali
considerarsi illegittima. riguardanti i diritti umani33.
Per questa ragione l’Italia potrebbe L’intervento umanitario, però, non
essere chiamata a rispondere per i droni che prevede un’assenza di limiti nelle modalità di
sono stati inviati dalle basi Nato site sul intervento, ma anzi richiede il rispetto di una
territorio italiano e come tali rientranti sotto serie di regole al fine di considerarlo lecito.
la giurisdizione italiana. Alle norme previste dallo Statuto Onu,
Purtroppo del silenzio in materia di riguardanti i presupposti per la legittima
droni è responsabile la giustizia difesa e l’autorizzazione del Consiglio di
internazionale che non ha saputo dare Sicurezza, si aggiungono le norme di diritto
un’adeguata risposta al terrorismo e porre un internazionale generale.
limite ai mezzi impiegati per combatterlo, Queste dispongono:
devolvendo agli Stati il potere di risolvere la • Il principio di buona fede in ragione
crisi internazionale. del quale l’intervento deve avere
Il risultato è stato un «vuoto di come finalità prevalente quello di
responsabilità sugli eventi legati ai droni»32. impedire la violazione delle gross
violations e non nasconda secondi
fini.
2. L’intervento umanitario e la Responsibility • L’assoluta necessità dell’intervento,
to Protect. dunque che sia impossibile risolvere
la controversia diversamente
Un’ulteriore evoluzione del diritto
essendosi esperite tutte le misure
internazionale bellico si ha con il principio di
pacifiche.
intervento umanitario, il quale venne coniato
• Il principio di proporzionalità per il
per giustificare l’intervento della Nato nel
quale l’obiettivo deve essere quello di
1999 in Kosovo in assenza dell’autorizzazione
far cessare le gross violations.
del Consiglio di Sicurezza, il quale si trovava
• Il principio dell’effetto utile che
paralizzato da veti e contro veti.
richiede la cessazione dell’intervento
L’intervento umanitario deroga il
una volta raggiunto lo scopo oppure
principio espresso dall’art. 2 par. 4 della
31
N. Lettieri, L’art. 2 della Convenzione sui diritti
umani sul diritto alla vita, in giur. merito, 9, 2009, p.
2312 b.
32 33
IRIAD, op.cit., p. 53. A. Marchesi, op. cit., p. 170 s.
13quando l’obiettivo non sia più discussione dall’avanzata dell’Armata Rossa e
raggiungibile34. dalle due polarità in cui andava
suddividendosi il mondo.
Qualora manchi uno di questi In conseguenza del vuoto di potere
elementi l’intervento umanitario è legittimo formatosi a seguito della disfatta delle due
astrattamente ai sensi dello Statuto Onu, ma potenze del Giappone e della Germania,
violando i principi di diritto internazionale l’Armata rossa intraprese una campagna di
generale è da considerarsi illegittimo. espansione territoriale36.
Il principio di intervento umanitario Il Trattato venne firmato il 4 aprile
costituisce la base della Responsibility to 1949, con esso gli Stati firmatari si
protect la quale investe gli Stati della impegnavano a garantire la difesa collettiva
responsabilità di garantire il rispetto dei contro un eventuale attacco armato e
diritti umani erga omnes, superando riaffermavano «la loro fede negli scopi e nei
definitivamente il principio di non ingerenza principi dello Statuto delle Nazioni Unite e il
nei confronti dello Stato nel quale si loro desiderio di vivere in pace con tutti i
consumino gravi violazioni dei diritti umani e popoli e con tutti i governi»37.
quest’ultimo non possa o non voglia Questi principi si affermavano in
proteggere i cittadini dalle violazioni in modo ancor più incisivo negli artt. 1 e 5 del
questione35. Trattato, rispettivamente l’astensione
La Responsibility to Protect veniva dall’uso della forza se non nei casi di legittima
formulata in risposta all’invito di Kofi Annan difesa e le modalità di esercizio della stessa.
che nel Rapporto del Millennio domandava Le ipotesi di uso legittimo della forza
«Se l'intervento umanitario è, infatti, un sono le stesse previste dall’art. 51 dello
inaccettabile assalto alla sovranità, allora Statuto Onu, il quale richiede l’autorizzazione
come dovremmo dare risposte al Ruanda, a del Consiglio di Sicurezza per legittimare
Srebrenica, e alle violazioni gravi e l’azione.
sistematiche dei diritti umani che offendono In assenza dei presupposti stabiliti
ogni precetto della nostra comune dall’articolo 5 ogni azione militare posta in
umanità?». essere dai membri della Nato risulta essere
illegittima.
3. La Nato e la difesa collettiva. L’art. 5 del Trattato Nato venne
invocato, per la prima volta, successivamente
L’Accordo Transatlantico nasce all’attacco terroristico alle Torri Gemelle
proprio dall’esigenza di garantire la pace, dell’11 settembre 2001.
quella stessa ricercata dallo Statuto Onu del La risposta degli alleati fu immediata:
26 giugno 1945, che fu nuovamente messa in già il 4 ottobre gli Stati membri dell’Alleanza
«hanno convenuto di adottare otto misure,
34
P. Picone, La ‘guerra del Kosovo’ e il diritto individualmente e collettivamente, per
internazionale generale, in Rivista di diritto
internazionale, fasc. 2, 2000.
aumentare le opzioni disponibili nella
35
International Commission on Intervention and State
36
Sovereignty (ICISS), Report on the Responsibility to Servizio informazioni della Nato, L’alleanza
Protect, Biblioghrafy and Background, 15 agosto 2001, atlantica, Bruxelles, 1983.
37
p.399. Preambolo Nato 4 aprile 1949.
14campagna contro il terrorismo. Queste in quanto il nuovo governo afghano,
misure includevano il dislocamento nel appoggiato da Stati Uniti e Nato, non riesce
Mediterraneo orientale di navi delle forze ancora oggi a controllare effettivamente il
navali permanenti dell’Alleanza e quello di territorio42, richiedendo così un costante
aerei AWACS negli Stati Uniti»38. supporto dell’Alleanza.
Ben presto, però, alcuni degli Stati All’interno della Nato la condivisone
sostenitori della guerra al terrorismo fecero degli oneri e dei rischi non è equa, ma
un passo indietro a causa del crescente calo significativamente sostenuta dall’esercito
del consenso pubblico nei confronti del Usa tanto che si parla di americanizzazione.
sostegno a quella che è stata definita “la Parlano chiaro i numeri relativi al contributo
guerra infinita”39. degli Stati alla missione ISAF (International
La guerra in Afghanistan ha Security Assistance Force).
ridisegnato il ruolo della Nato, non più
unicamente come Alleanza con lo scopo
difensivo, ma anche con il fine di sradicare e
distruggere il terrorismo e le armi di
distruzione di massa40.
Gli Stati Uniti affermarono che
avrebbero distrutto Al Qaeda ovunque si
trovasse, eliminando i confini territoriali nei
quali avrebbero combattuto questa guerra.
L’Onu decise di legittimare la
posizione degli Stati Uniti e con la risoluzione
1373 del 2001 conferì un mandato quasi
illimitato all’utilizzo della forza contro i
terroristi, prevedendo una serie di misure
che tutti gli Stati avrebbero dovuto adottare
per prevenire e fermare gli attacchi
terroristici41.
Gli Stati Uniti ebbero la convinzione di
sconfiggere con una guerra lampo Al Qaeda
ed il regime talebano che lo sosteneva.
Invece, il conflitto in Afghanistan si è
rivelato di gran lunga più difficile da risolvere,
38
C. Bennett, Aiutare l’America, in Rivista della Nato,
inverno 2001/2002, p. 5.
39
L. Balzarotti, B. Miccolupi, Afghanistan 2001-2016 la
guerra infinita, Corriere della sera, 7 ottobre 2016.
40
A. R. Hoehn, S. Harting, Risking NATO: Testing the
Limits of the Alliance in Afghanistan, 2010, p. 25.
41 42
M. Byers, Terrorism, The Use of Force and R. Bongiorni, Afghanistan: così la «guerra infinita»
International Law after 11 September, in International non scongiura il ritorno dei talebani, Il Sole 24 ore
& Comparative Law, 2002. Mondo, 3 febbraio 2018
15Fonte: A. R. Hoehn, S. Harting, Risking NATO: Testing the Limits of the Alliance in Afghanistan, 2010, p. 51
16La missione è stata approvata dal strumento con il quale l’esercito avrebbe
Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite in abbattuto i propri nemici senza mettere a
data 20 dicembre 2001; con la Risoluzione n. rischio la vita dei propri soldati.
1386 ha autorizzato il dispiegamento di una La scelta di devolvere alla Nato la
Forza multinazionale denominata responsabilità della missione di
International Security Assistance Force peacekeeping, conferma, ancora una volta,
(ISAF), avente il compito di supportare le l’incapacità dell’ONU di fronteggiare le crisi in
istituzioni politiche provvisorie afghane e di assenza di un esercito proprio di cui disporre
mantenere un ambiente sicuro. e di conseguenza l’ampio potere che questo
L'11 agosto 2003 il mandato ha comportato per l’Alleanza.
dell’operazione è stato assunto da parte Anche nello Statuto della Nato, si è
della Nato. detto, si incontrano i limiti previsti dallo
Il riconoscimento da parte dell’Onu, Statuto Onu nell’utilizzo della forza.
non cambiò la percezione rispetto alla Per tale ragione fu stipulato un nuovo
perdita di tante vite umane che rese la Nato accordo fra i membri Nato, nel quale
sempre più impopolare tra gli europei; disciplinare i casi che non rientravano
inoltre cominciò a diminuire il consenso nell’art. 5.
anche fra i cittadini statunitensi e ciò Il Documento di Washington, termine
determinò la ricerca di un mezzo per con cui si identifica il Nuovo Concetto
raggiungere l’obiettivo perdite zero. Strategico di Alleanza Atlantica, venne
Un Progetto di Ricerca condotto dalla approvato a Washington il 24 aprile 1999.
Brown University e pubblicato nel 2011, ci In seguito alla partecipazione della
rivela che «più di 31,000 persone sono NATO alla guerra in Kosovo, si formò un
morte, tra quelle in uniforme e i military nuovo assetto politico che vedeva l’Alleanza
contractors, includendo le forza di sicurezza e non più solo limitata alla difesa collettiva, ma
altre forze militare irachene e afghane alleate che includeva anche il mantenimento della
con gli Stati Uniti»43. sicurezza, espandendone così il raggio
A ciò si aggiunge il malcontento d’azione.
rispetto alla ripartizione del rischio tra i La sicurezza collettiva implica, oltre al
membri Nato, che è stata ritenuta ristabilimento della pace durante i conflitti, la
fortemente iniqua dagli Stati che hanno dato tutela dei diritti fondamentali, l’intervento in
il maggior supporto in termini di truppe caso di catastrofi naturali e la riparazione
(Canada, Gran Bretagna, Estonia, Danimarca, della violazione dei diritti44.
Stati Uniti). Di fronte a questa espansione delle
I droni rappresentarono proprio per competenze dell’Alleanza, che venivano
questo la risposta al problema: uno confermate dal Documento di Washington, ci
si chiedeva la compatibilità di questa con
43
Report degli studenti con il Progetto di Ricerca
Eisenhower presso il Watson Institute for
International Studies della Brown University,
Estimated cost of post-9/11 wars: 225,000 lives, up 44
E. Cannizzaro, La nuova dottrina strategica della
to $4 trillion, 29 Giugno 2011, traduzione nostra. Nato e gli interventi “fuori area”, in Rivista di diritto
internazionale, 1999, p. 727 s.; E. Chiti,
L’amministrazione militare, Milano, 2007, p. 82.
17l’ordinamento internazionale45 e con l’art. 11 sgretolamento dell’impero sovietico, che fra
della Costituzione italiana, il quale «ripudia la le altre conseguenze aveva portato alla
guerra come strumento d’offesa alla libertà guerra in Jugoslavia.
degli altri popoli e come mezzo di risoluzione I conflitti sul territorio proseguivano
delle controversie internazionali» e consente da quasi un decennio, in totale violazione
le «limitazioni di sovranità necessarie ad un delle numerose raccomandazioni
ordinamento che assicuri la pace e la giustizia internazionali.
fra le nazioni»46. Alla luce del difficile ruolo
La missione in Kosovo è la prima istituzionale dei moderni sistemi di legalità
operazione Nato al di fuori della propria internazionale che ancora faticavano ad
tradizionale area di azione, la quale fu assumere un potere giurisdizionale, la Nato
determinata dallo stallo del Consiglio di mutò veste e si erse a difensore della
Sicurezza, impossibilitato ad agire a causa dei sicurezza mondiale.
veti e dei contro veti fra Russia e Stati Uniti. Solo a partire dagli anni ‘90 molti Stati
In questa stasi l’Alleanza decise di nazionali iniziarono ad autolimitarsi
entrare in azione facendo uso della forza conferendo ad organizzazioni sovranazionali,
senza attendere l’autorizzazione del Consiglio volte alla promozione della pace, il potere di
di Sicurezza. dirimere le controversie fra Stati; in questa
L’azione venne interpretata molto fase iniziale di assestamento gli Stati Uniti
positivamente da parte del Segretario delle giocarono un ruolo fondamentale nel
Nazioni Unite Kofi Annan, il quale si garantire l’equilibrio occidentale.
auspicava che l’alleanza Nato potesse La guerra in Afghanistan rappresentò
continuare a cooperare per divenire per la Nato un banco di prova per consolidare
promotrice del ristabilimento della pace nel il proprio ruolo di difensore della sicurezza
mondo47, pur ribadendo poi in sede di globale48.
Conferenza stampa, a Bruxelles, che Questa prova, però, non è stata
“normalmente è richiesta una Risoluzione del superata in quanto molti alleati si sono
Consiglio di Sicurezza”. rifiutati di condividere equamente i rischi e le
Lo scenario politico prospettatosi va spese.
letto alla luce della forte instabilità Gli Stati Uniti stessi si sono prima
geopolitica creatasi a causa dello ritirati dall’Afghanistan per poi dover
ritornare sul territorio ed evitare una
45
gravissima crisi geopolitica.
N. Ronzitti, Le basi militari della NATO e di paesi
esteri in Italia, in Camera dei deputati, 1990, p. 1 s. D’altra parte gli alleati incontrano un
46
Art. 11 Cost. sempre maggior rischio politico
47
B. Simma, NATO, the UN and the Use of Force: Legal
nell’appoggiare pubblicamente la guerra
Aspects, 1999, «Let me conclude by congratulating you
on the upcoming 50th anniversary of the alliance, and dopo il fallimento della missione in Iraq.
wish you all success in your deliberations on devising a
new strategic concept for the next century. How you
define your role, and where and how you decide to
48
pursue it, is of vital interest to the United Nations, A. R. Hoehn, S. Harting, op. cit., p. 15, «Members
given the long tradition of cooperation and and nonmembers alike would inevitably question
coordination between NATO and the UN in matters of wether NATO is indeed able to perform succesfully as a
war and peace». global security provider».
18Infatti, con esso tramontò l’era marginalizzato l’Onu, con gravi conseguenze
dell’unipolarismo statunitense che aveva per la pace mondiale52.
dominato gli equilibri internazionali dalla Non si può non condividere
guerra fredda in poi49. quantomeno il dubbio che il segretario Onu
In questo contesto, dominato da Trygve Lie avesse ragione, per due
equilibri precari, si va verso una forma di motivazioni:
multipolarismo o di assenza di polarismo50. Innanzitutto non si vede la ragione di
avere due organi internazionali con lo stesso
4. Il rapporto fra Stati Uniti ed Italia. scopo, ossia il mantenimento della pace a
livello globale, soprattutto considerando che
Il rapporto che impegna l’Italia nei comunque il secondo (la Nato) per
confronti degli Stati Uniti è figlio intervenire deve (o forse è meglio dire
dell’interesse bilaterale che vede gli Stati dovrebbe) rispettare, ugualmente, la
Uniti desiderosi di avere un porto sul procedura prevista dall’articolo 51 dello
mediterraneo e l’Italia un potente alleato in Statuto Onu.
termini economici e bellici. In secondo luogo perché gli Stati Uniti,
Questo interesse emerse già nel che di fatto hanno il ruolo più incisivo
secondo dopoguerra quando gli Usa, con il all’interno della Nato, sono la potenza che
piano Marshall, permisero la ricostruzione più rifugge il rispetto del diritto
dell’Italia e la ripresa dell’economia, evitando internazionale, rifiutando qualunque tipo di
così che l’Italia finisse sotto l’influenza obbligo che contrasti con gli interessi
dell’URSS. nazionali (America first).
Questa relazione fu fortemente Non è una storia nuova quella per cui
influenzata dalla crisi economica in cui tutta ciascuna Nazione per quanto mossa dagli
l’Europa versava alla fine della seconda intenti migliori agisca, nella migliore delle
guerra mondiale, momento nel quale gli Stati ipotesi, per tutelare i propri interessi53.
Uniti assunsero un ruolo predominante nella Una iusta causa è una delle condizioni
ripresa degli Stati51. necessarie per legittimare la guerra di fronte
L’aiuto economico da parte degli Stati all’opinione pubblica e ciò mette i governi
Uniti è il primo passo verso la Nato. d’innanzi alla necessità di trovare uno scopo
Il segretario dell’Onu Trygve Lie non capace di veicolare il consenso per iniziare la
mostrò lo stesso entusiasmo del suo guerra.
successore Kofi Annan, quando vide profilarsi Quando, però, non si dispone di una
questo sistema alternativo di sicurezza legittimazione reale se ne crea una, così è
internazionale, temendo che questo avrebbe
52
J. B. Duroselle, Storia diplomatica dal 1919 ai giorni
nostri, 1998, «Se i popoli accettano che le alleanze
regionali sostituiscano la sicurezza collettiva, la
speranza di una pace durevole sarà gravemente
49
J.S.Nye Jr., U.S., Power and Strategy after Iraq, in colpita” egli diceva; aggiungeva, comunque, “gli
“Foreign Affairs”, 82, 2003. accordi regionali possono essere uno strumento molto
50
C. Coker, Why Nato should return home, the case for utile per la costruzione di un sistema di sicurezza
a twenty-first century Alliance, p. 6. collettiva se è riconosciuta la supremazia della carta
51
M. Campus, L’Italia, gli Stati Uniti e il piano dell’Organizzazione delle Nazioni Unite».
53
Marshall, 1947-1951, 2008. N. Chomsky, Per ragioni di Stato, 2005.
19avvenuto «nella strategia attuata nel eseguire le risoluzioni pubbliche e quello di
2002/03 da Bush jr. e da Blair, partendo dalle punire i delitti o le controversie dei privati56».
due accuse (entrambe infondate) circa la Il discorso di Montesquieu risulta
detenzione di armi di distruzione di massa da ancora attuale per comprendere le
parte di Saddam Hussein e il suo appoggio al dinamiche che hanno interessato gli ultimi
terrorismo internazionale. È sintomatico che conflitti internazionali, in cui non vi è stata
tali giustificazioni per la guerra all’Iraq del una ripartizione dei poteri a livello
2003 facessero entrambe appello a quella internazionale, ma vi sono state delle
che Nye definisce «la sopravvivenza della potenze che hanno deciso quando è giusto
società», ovvero gli atti del nemico venivano rispettare le regole e quando invece no.
dichiarati minacce dirette alla propria Per questo il nuovo ordine mondiale,
sicurezza»54. creatosi dopo la guerra fredda, è stato
La “sicurezza”, venendo alla Nato di tacciato di rappresentare una forma di
“oggi”, è il baluardo della politica della global neocolonialismo, in quanto le regole stabilite
war on terror dietro la quale si nasconde andrebbero a vantaggio unicamente delle
l’interesse degli Usa «di rimanere una potenze forti per renderle ancora più forti e
superpotenza globale che domina il mondo in di conseguenza minando gravemente il
ogni suo ambito - economico, politico, mantenimento della sicurezza e della pace
militare»55. nel mondo.
Il desiderio del potere è la ragione per È, come si è già sottolineato,
la quale nessuna potenza dovrebbe avere il necessario che l’organo che abbia il potere di
diritto di intervenire negli affari interni di dirimere le controversie internazionali sia un
un’altra nazione, motivo per cui la decisione organo imparziale rispetto agli interessi in
circa l’ingerenza negli affari interni alle gioco, come ci si auspicava fosse
nazioni dovrebbe spettare ad un organo l’Organizzazione delle Nazioni Unite.
terzo ed imparziale. L’impossibilità di questo organo di
Le fondamenta delle Costituzioni operare efficacemente, purtroppo, dipende
moderne si basano proprio sul principio di dalla struttura stessa dell’organizzazione, il
separazione dei poteri e sul principio cui vertice decisionale è rappresentato dal
democratico per evitare che le forme di Consiglio di Sicurezza.
governo cadano nella tentazione della Il Consiglio di Sicurezza, che ha il
tirannide. potere di decidere quando si deve intervenire
«Tutto sarebbe perduto se un’unica per ristabilire la pace e la sicurezza globale, è
persona, o un unico corpo di notabili, di composto da 5 membri permanenti (Stati
nobili o di popolo esercitasse questi tre Uniti, Russia, Cina, Francia, Regno Unito) e 10
poteri: quello di fare le leggi, quello di eletti ogni due anni dall’Assemblea generale
delle Nazioni Unite. Ogni Risoluzione del
Consiglio di Sicurezza necessita
dell’unanimità o dell’astensione dei contrari.
54
F. Battistelli, M. G. Galantino, L. Fay Lucianetti, L. Questo fa sì che qualora vi sia in gioco un
Striuli, Opinioni sulla guerra, 2012, p. 53-54.
55
V. Tret’ Jakov, Chi comanda il mondo, in Limes,
56
marzo 2017, p.89. C.L. de Montesquieu, Lo spirito delle Leggi, 1748.
20interesse di uno dei membri il Consiglio si • gli interventi umanitari;
trovi paralizzato. • gli interventi a favore di uno Stato non
Inoltre l’assenza di rotazione, come membro della Nato, che sia stato
avviene invece per gli altri 10 membri, oggetto di attacco armato;
permette che certe prassi non si modifichino. • anche il post-conflict peace building è
Questa è la ragione per cui la ormai entrato a far parte delle
presenza di altre organizzazioni competenze non- Articolo 5»59.
internazionali, che condividono gli scopi dello Queste operazioni non possono
Statuto Onu, è interpretata positivamente da essere considerate come azioni di difesa
molti, affinché la sovranità degli Stati non collettiva mancandone gli elementi
infici mai la supremazia del diritto fondamentali.
dell’umanità57. In alcuni casi ciò che manca è il
Nonostante le perplessità espresse da consenso dello Stato sotto attacco, in altri
una parte della dottrina, la Corte di manca l’attacco armato contro uno Stato.
Cassazione ha ritenuto pienamente In quest’ultima circostanza, come si è
compatibile con l’ordinamento italiano e in già sottolineato parlando del caso Kosovo, le
particolare con l’art. 11 della Costituzione la missioni Nato si presentano come delle
partecipazione italiana all’Alleanza missioni di “polizia” per ristabilire l’ordine in
58
Atlantica . uno Stato in cui vi sia la violazione
La compatibilità fra l’art. 11 Cost. e la sistematica dei diritti umani.
Nato è avallata dal fatto che la Nato si La legittimità delle missioni non
presenta come un’organizzazione volta al articolo 5, e di conseguenza non autorizzate
promovimento della pace e che preveda la dal Consiglio di Sicurezza si pone, nello
guerra solo in caso di legittima difesa. specifico, riguardo l’uso dei droni armati
Ciò, invece, pone dei seri dubbi circa nelle basi Nato situate in Italia.
la compatibilità dell’Alleanza con Le basi Nato presenti in Italia sono a
l’ordinamento costituzionale, quando la Nato tutti gli effetti territorio italiano e come tale
opera fuori dai suoi scopi (Operazione non soggette al principio di sovranità dello Stato
Articolo 5). italiano.
Le operazioni “non articolo 5” Le norme che disciplinano l’utilizzo
«comprendono: delle basi Nato sul territorio italiano si
• il peace-keeping; trovano nei seguenti atti normativi:
• altre operazioni sotto “l’autorità” del «• art. 3 del Trattato Istitutivo della Nato
Consiglio di sicurezza delle Nazioni (Patto Atlantico del 1949);
Unite o sotto la “responsablità” • il Nato SOFA (1951) che regola la presenza
dell’Osce; di personale Nato sul territorio di un altro
• le peace support operations Paese dell’Alleanza;
(comprensive sia del peace-keeping • il Promemoria di intesa relativo
sia del peace enforcement); all’applicazione in Italia nei confronti delle
57
Forze Armate degli Stati Uniti d’America della
Intervista al Ministro degli Esteri Roland Dumas, il 4
aprile 1991, sul diritto di ingerenza umanitario.
58 59
Cass., 22 marzo 1984, n. 1920. N. Ronzitti, op. cit., p. 6.
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