L'ERA DEL MARKETING CONVERSAZIONALE - COME AUMENTARE LE PERFORMANCE AZIENDALI E DI BRAND - Noovle

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L'ERA DEL MARKETING CONVERSAZIONALE - COME AUMENTARE LE PERFORMANCE AZIENDALI E DI BRAND - Noovle
L’ERA DEL MARKETING
  CONVERSAZIONALE

COME AUMENTARE LE PERFORMANCE
      AZIENDALI E DI BRAND
L'ERA DEL MARKETING CONVERSAZIONALE - COME AUMENTARE LE PERFORMANCE AZIENDALI E DI BRAND - Noovle
INDICE

1   COME NASCE IL MARKETING CONVERSAZIONALE
    1.1                  LA RIVOLUZIONE DEL MARTECH
    1.2                  COS’È IL MARKETING CONVERSAZIONALE

    COME CAMBIA LA CUSTOMER JOURNEY
2   NELL’ERA DEL MARKETING CONVERSAZIONALE

    2.1                  CONVERSATIONAL SEARCH
                         LA RICERCA DIVENTA CONVERSAZIONE

    2.2                  CONVERSATIONAL ASSISTANCE
                         GLI UTENTI CERCANO ASSISTENZA TRAMITE
                         LA CONVERSAZIONE

    2.3                  CONVERSATIONAL E-COMMERCE
                         GLI UTENTI ACQUISTANO GRAZIE A UN PROCESSO
                         CONVERSAZIONALE

    COME CAMBIANO LE STRATEGIE DI ACQUISIZIONE LEAD GRAZIE
3   AL MARKETING CONVERSAZIONALE E AL MARKETING AUTOMATION
    3.1                  DOVE FINISCE LA CONVERSAZIONE ENTRA
                         IN GIOCO IL MARKETING AUTOMATION

    3.2                  GLI STRUMENTI DEL MARKETING
                         AUTOMATION

    3.3                  L’ESEMPIO CHEBANCA!

    IL MARKETING CONVERSAZIONALE RIVOLUZIONA GLI E-COMMERCE
4   E IL MONDO RETAIL
    4.1                  LA DIGITAL TRANSFORMATION
                         NEL MONDO RETAIL

    4.2                  L’ESEMPIO DI AXA

5   SCENARI FUTURI

6   CONCLUSIONI

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COME NASCE IL MARKETING CONVERSAZIONALE

L’attuale contesto, particolarmente complesso e sfidante, richiede una profonda
riflessione alla luce delle nuove abitudini del consumatore: con il proliferare dei diversi
canali di vendita e di comunicazione, i rinnovati processi d’acquisto impongono alle
aziende l’adozione di soluzioni in grado di governare sistemi sempre più eterogenei
e complessi. L’obiettivo è quello di riuscire a sfruttare appieno la ricchezza di
informazioni provenienti dai diversi canali, valorizzando il più possibile la relazione con
il cliente e offrendo risposte ed esperienze personalizzate.
Già nel 2016, uno studio realizzato da Twilio, dichiarava che il 90% dei consumatori
preferiva utilizzare strumenti di messaging per comunicare con il venditore
(privilegiandoli anche rispetto alle stesse email).
Il tema è di forte attualità anche oggi, a tre anni di distanza: le persone amano
comunicare in chat perché è veloce, senza interruzioni e dà l’idea di instaurare una
conversazione reale, umana.

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1.1 LA RIVOLUZIONE DEL MARTECH

Per comprendere appieno le potenzialità dell’epoca attuale, definita della
trasformazione digitale, occorre fare riferimento al cosiddetto MarTech, crasi di
Marketing e Technology, che indica l’insieme dei software che servono a:

      � Gestire e analizzare i dati (CRM, Customer Relationship Management e Data
      Analytics)
      � Produrre e archiviare i contenuti multimediali (CMS, Content Management
      System)
      � Automatizzare le attività (Marketing Automation) come l’invio delle mail alla
      targetizzazione delle campagne ADV

Gli strumenti di Marketing Automation sono diventati fondamentali per i marketer,
un vero e proprio “pozzo magico” dove è possibile immagazzinare e attingere a
tutte le informazioni relative ai clienti, analizzarle e riuscire così a inviare le giuste
comunicazioni al giusto target, nel momento più opportuno.
Grazie all’utilizzo di questi strumenti è dunque possibile porre l’utente al centro delle
interazioni, conoscerlo e riuscire ad anticipare i suoi bisogni: un imperativo strategico
per qualsiasi azienda decisa a restare sul mercato e guadagnare un vantaggio
competitivo, raccogliendo dati non più solo quantitativi ma anche e soprattutto
qualitativi da cui generare insight rilevanti e contestuali per la propria audience.
Per questo motivo è nato il marketing conversazionale.

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1.2 COS’È IL MARKETING CONVERSAZIONALE

Secondo la definizione di Timothy Smith, Chief Marketing Officer di UK Best Essays,
“il Marketing Conversazionale sfrutta il potenziale delle app di messaggistica per
raggiungere direttamente il target di riferimento, stabilendo relazioni più umane con
i potenziali clienti”.
La disciplina si avvale di tecnologie basate sull’intelligenza artificiale, le quali
consentono ai brand online di interagire con i propri clienti tramite interfacce chat e
voce sui canali digitali.
Non si tratta di mera tecnologia in realtà, ma di un nuovo paradigma che, rimettendo
al centro l’utente, consente all’azienda di utilizzare un canale di comunicazione
bidirezionale con il cliente, ascoltando le sue necessità, anticipandole in certi contesti,
rispondendo in maniera chiara e puntuale, al fine di innalzare il livello di fiducia tra
l’azienda ed il suo interlocutore.
Come sostiene, Phil Libin, Founder di All Turtles e Evernote, “Tutti i trend del
commercio negli ultimi vent’anni sono stati indirizzati verso l’abilità di scovare
i clienti. Piuttosto che costringere i tuoi clienti a venire da te, vai dove sono loro.
L’evoluzione di questo modello è il conversational commerce. È inevitabile che tutti
debbano incorporare le conversazioni all’interno di Messenger, e più in generale nelle
piattaforme di social media per vendere le cose in modo più efficace.”

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COME CAMBIA LA CUSTOMER JOURNEY
NELL’ERA DEL MARKETING CONVERSAZIONALE

Le aspettative degli utenti online sono cambiate: oggi i clienti non vogliono più
semplicemente acquistare un prodotto o un servizio ma si aspettano di trovare il
miglior contesto dove reperire informazioni sugli articoli più adatti alle loro esigenze.
Per questo i servizi di messaging e assistenza diventano particolarmente efficaci e
strategici per favorire le vendite online.
Il Customer Lifetime Value (CLV) diventa perciò il nuovo KPI da tenere in conto per
una strategia online efficace. Fare una stima del valore delle relazioni con i clienti è
fondamentale per il proprio successo.

Sfruttare l’interfaccia conversazionale per
veicolare l’utente in un nuovo contesto
di esperienza diventa una possibilità ed
un’esigenza quindi per le aziende.

In uno scenario in cui l’interazione avviene
su touchpoint differenti, dal sito all’app,
dalle campagne di advertising online ai
social media, diventa imperativo affidarsi
ad un nuovo approccio basato su logiche
conversazionali. “Conversational is the
new UX” (Conversational is the new
user experience) è il nuovo paradigma
omnicanale:      un modello riconducibile
alla capacità delle digital properties
aziendali di supportare e affiancare l’utente
anticipandone bisogni, accompagnandolo
nell’esperienza    d’acquisto.   Reingaggio,
up e cross selling, comunicazione su altri
canali (es. mail) sono alcune delle possibili
esperienze di navigazione utente tramite la
Conversational UX.
                                          Fonte: salesforce Research, State of the Connected Costumer

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Sulla base di questi nuovi modelli di interazione fra utente e canali digitali sono nati i
primi assistenti virtuali.

Gli assistenti virtuali sono basati su un motore cognitivo che consente la
comprensione di concetti, senza doversi appoggiare ad una struttura rigida a
domanda/risposta, tipica del Chatbot. A differenza di quest’ultimo, identificato
come un software programmato per simulare una chat e basato su una alberatura
domande/risposte effettuate in successione in modo da erogare una risposta
predeterminata e definita, l’Assistente Virtuale entra in relazione con l’utente in
modalità esclusiva, poiché comunica in linguaggio naturale e segue la struttura di
conversazione che imposta l’utente, senza forzare.

Ad oggi possiamo distinguere gli assistenti virtuali sulla base della customer
experience che offrono all’utente. Scopriamone insieme alcuni nei prossimi paragrafi.

2.1 CONVERSATIONAL SEARCH
LA RICERCA DIVENTA INTERATTIVA
In ambito web sono particolarmente
utilizzati gli assistenti virtuali dedicati
alla Conversational Search: le ricerche
vengono effettuate per frasi complesse e
non più per parola chiave. Il motore, basato
su Intelligenza Artificiale, è in grado di
disambiguare e supportare l’utente in azioni
informative, dispositive o interrogative ed
instradare l’utente.
La ricerca conversazionale crea un
meccanismo di feedback fra motore di
ricerca e utente, consentendo a quest’ultimo
di trovare esattamente ciò che sta cercando
e al brand di assolvere altre funzioni, come
l’offerta di nuovi prodotti e, nel tempo, la
possibilità di contattare potenziali clienti
per nuove proposte commerciali.
Un esempio eclatante è H&M che tramite il
suo chatbot permette di affinare la ricerca
del vestito giusto ricercandolo in base alle
informazioni fornite dall’utente. Attraverso
semplici domande e consigli l’assistente è
in grado di guidare l’utente verso le aree
del negozio online più indicate e suggerirgli
non solo il miglior prodotto, ma un intero
outfit, calcolando immediatamente il
prezzo totale per tutti gli articoli.

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2.2 CONVERSATIONAL ASSISTANCE
GLI UTENTI CERCANO ASSISTENZA TRAMITE LA CONVERSAZIONE

Il Customer Service è un servizio particolarmente oneroso ma vitale per le aziende.
Grazie all’intelligenza artificiale è possibile creare servizi di assistenza attivi 24x7x365,
pronti a rispondere alle richieste dei clienti, gestire i reclami e fornire informazioni
rilevanti ai fini del supporto alle vendite o alle attività post-vendita. Per questo motivo
molte aziende stanno implementando assistenti virtuali nei loro canali web, social e
persino sulle loro app per Alexa o Google Smart Home.
Tra i settori che maggiormente si avvalgono di questa tecnologia c’è sicuramente il
mondo finance/ banking.

Capital One ad esempio ha creato Eno, un assistente virtuale per la piattaforma Alexa
di Amazon, che aiuta i clienti a gestire le proprie finanze. Eno può adattarsi da solo
alle caratteristiche dell’utente imparando a riconoscerne, oltre che la voce, anche le
“abitudini finanziarie”. I clienti Capital One possono essere informati sui pagamenti
da effettuare, controllare gli estratti conto ed effettuare pagamenti tramite semplici
comandi vocali.

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2.3 CONVERSATIONAL E-COMMERCE
GLI UTENTI SI ORIENTANO NELL’ACQUISTO DI PRODOTTI GRAZIE
A UN PROCESSO CONVERSAZIONALE

Sono sempre di più le aziende che utilizzano strumenti conversazionali per ridurre il
tasso di abbandono dal proprio e-commerce.
Secondo la ricerca “Beyond smartphone shopping – the rise of smart assistants”
realizzata dal Consumer Lab di Ericsson, sulla base di un sondaggio svoltosi in diversi
paesi, 4 intervistati su 10 ritengono indispensabile introdurre uno shopping assistant
per accompagnare l’utente nelle fasi di acquisto, gestire i resi e fare confronti di
prezzi.

Un esempio divertente ed efficace di questa nuova frontiera dell’assistenza cliente
è Ralph, L’assistente virtuale di LEGO nato per raccogliere la sfida più difficile per un
assistente: consigliare nella scelta del regalo più appropriato.
Ralph “The Gift Bot” fornisce consigli personalizzati all’interno di Facebook Messenger
nella pagina Facebook di Lego. Una volta ingaggiato il Bot propone domande
semplici, come luoghi, età e budget a disposizione. Una volta individuato il prodotto,
l’utente riceve un link nel proprio carrello in modo da procedere all’acquisto.
Il bot ha aiutato LEGO a ridurre il cost per conversion del 31%.

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COME CAMBIANO LE STRATEGIE DI ACQUISIZIONE
LEAD GRAZIE AL MARKETING CONVERSAZIONALE E
AL MARKETING AUTOMATION

L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando le strategie di Lead generation delle
aziende. Il motivo è semplice, come riporta una ricerca di Drift del 2017 su un
campione di consumatori statunitensi.
Gli strumenti classici di marketing infatti, secondo la ricerca, generano i seguenti
risultati:

      � Solo il 43% delle persone risponde alle chiamate di telemarketing
      � Il tasso indicativo medio di apertura di una DEM o newsletter è del 20%
      � Il conversion rate di una landing page è solo del 2.35%

Si è reso quindi necessario esplorare nuovi canali di comunicazione e contatto con i
prospect con tassi di conversione più alti.
Per questo motivo molti brand si servono di un mix di marketing conversazionale e
marketing automation per abbassare il cosiddetto churn rate, la percentuale di clienti
che ha abbandonato un servizio in un dato lasso di tempo rispetto al numero totale di
clienti che ne ha usufruito nello stesso periodo. Come? Esistono diverse tecnologie a
disposizione dei marketer.
Grazie all’Intelligenza Artificiale, ad esempio, è possibile avviare una conversazione
in tempo reale ogni qualvolta i visitatori di un sito, ad esempio, compilano un form,
acquisendo automaticamente tutte le informazioni di contatto inserite. L’ Intelligenza
Artificiale può inoltre analizzare i dati storici dei lead per conoscere le loro abitudini
“digitali” e individuare i momenti esatti in cui è più probabile che aprano e-mail,
facciano clic sul sito web o interagiscano in altro modo con i contenuti forniti da un
brand.

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Grazie alla messaggistica in tempo reale è possibile catturare più lead. I chatbot
infatti permettono di avviare un contatto con il lead 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per
rispondere immediatamente ai nuovi lead.
Secondo una ricerca di InsideSales e Harvard Business Review “Lead Response
Management Best Practices”, rispondere ad una richiesta di un utente con un ritardo
di soli 5 minuti può far abbassare di 10 volte le possibilità di tramutare quella richiesta
in un lead commerciale.
L’Intelligenza Artificiale permette inoltre di classificare e qualificare i lead, dando
priorità a quelli più “caldi” e scartare o rendere meno prioritari quelli meno
significativi.

                          Fonte: Drift Clearbit, State of Conversational Marketing, 2017

3.1 DOVE FINISCE LA CONVERSAZIONE ENTRA IN GIOCO IL
MARKETING AUTOMATION

È facile intuire quanto queste tecnologie diventino vitali per aumentare il ROI,
specialmente in ambito B2B.
Integrando strumenti basati sull’Intelligenza Artificiale (IA) con piattaforme di
marketing automation è possibile effettuare operazioni fondamentali per accrescere
il proprio business, come ad esempio:

      � Generare lead di qualità elevata
      � Consolidare le relazioni con i clienti
      � Calcolare il ROI delle campagne e ottimizzare le successive azioni
      � Velocizzare le Pipeline di vendita

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3.2 GLI STRUMENTI DEL MARKETING AUTOMATION

Esistono diverse piattaforme che permettono di processare i dati ricavati dagli
assistenti virtuali, trasferendoli ai team di marketing e vendite automatizzando al
contempo le attività più basiche come la prenotazione di una call fra prospect e
team vendita. Queste piattaforme sono in grado di processare i dati ricavati dall’IA e
mostrare quale tipo di utenti abbiano più probabilità di diventare clienti sulla base
di punteggi e grafici di facile intuizione, nonché automatizzare attività ripetitive ma
fondamentali tra cui:

      � Email Marketing e Landing Pages
      � Gestione delle Campagne
      � Contact Scoring
      � Gestione Lead e Integrazione con il CRM
      � Social media Marketing
      � Marketing Analytics

Con buona probabilità, ciascuna delle attività sopra elencate è già parte integrante
della strategia di un marketer, ma il valore aggiunto di dotarsi di queste piattaforme
di Marketing Automation sta nella capacità di integrare i dati ricavati dalle singole
attività, metterli in comunicazione tra loro estraendo insights di valore che
consentano ai dipartimenti aziendali preposti di:

      � Eseguire automaticamente le campagne
      � Spedire una sequenza di messaggi separati per diversi segmenti
      � Cambiare i messaggi a seconda del comportamento dei contatti
      � Collegarli a Google AdWords per tracciare i potenziali clienti con cui l’azienda
      entra in contatto
      � Modificare in modo dinamico i contenuti di siti web e email in base
       al punteggio, alla classificazione, al settore, al titolo e ad altre caratteristiche dei
      potenziali clienti
      � Assegnare i lead ai rappresentanti di vendita automaticamente e nei giusti
      tempi

Per capire meglio l’efficacia di questi strumenti riportiamo qui sotto un esempio di
come cambia la customer journey grazie al Marketing Automation.

                          Fonte: salesforce pardot, The B2B Marketer’s Lead Generation Field Guide

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3.3 L’ESEMPIO DI CHEBANCA!

Per CheBanca! gestire i correntisti in modo efficiente ha un’importanza strategica. La
banca retail ha perciò deciso di adottare una piattaforma di Marketing Automation,
per tracciare gli step di avanzamento del cliente nell’uso nella procedura di richiesta
di un nuovo prodotto finanziario, ad esempio una carta di credito, e capire perché a
volte i clienti si bloccano nel corso di queste procedure online.
Con gli strumenti di Marketing Automation è possibile sapere quale sia il punto
preciso in cui il cliente ha interrotto il proprio percorso di acquisto e, grazie a questa
informazione, creare nuovi punti di contatto per aiutarlo a completare il processo.
Il servizio implementato da Chebanca! permette di scegliere tempi di intervento e
modalità di contatto diversi: email, SMS o una chiamata da parte del gestore.
Dopo la sua implementazione, l’istituto bancario, riconosciuto come una delle venti
migliori Challenger Bank, ha recentemente incrementato i depositi raccolti e ha
registrato un netto miglioramento del proprio NPS (Net Promoter Score).

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IL MARKETING CONVERSAZIONALE RIVOLUZIONA
GLI E-COMMERCE E IL MONDO RETAIL

Nel settore retail la trasformazione digitale è iniziata da tempo ma è in costante
accelerazione. Secondo uno studio condotto a luglio 2018 da Forrester Consulting per
conto di SAP®, circa l’81% dei retailer più innovativi ha iniziato o completato la propria
trasformazione digitale e sta effettuando importanti investimenti nel marketing,
nel customer engagement, nelle vendite, nella catena di approvvigionamento e nel
merchandising.
Gli intervistati considerano l’Internet of Things (88%), Analytics in tempo reale (86%)
e il machine learning/Intelligenza Artificiale (84%) come tecnologie di primaria
importanza per la trasformazione del retail.

4.1 LA DIGITAL TRANSFORMATION NEL MONDO RETAIL

Obiettivo primario dei retailer è la conoscenza dei clienti a 360 gradi e questo implica
raccogliere dati, online e offline, analizzarli, per poi attivare azioni di marketing
personalizzate e rilevanti per l’utente: invio di email, pagine web e promozioni su
misura, costruite intorno alle esigenze e alle abitudini di ogni consumatore.

4.2 L’ESEMPIO DI AXA

Un esempio di chi ha abbracciato appieno la trasformazione digitale
in ambito e-commerce è AXA, brand leader nel mondo insurance. Per
anni il suo modello si è basato principalmente su una rete di agenti
che potessero vendere i prodotti della compagnia ai clienti finali. Il
brand ha deciso di diventare un player innovativo nel mercato italiano
offrendo ai clienti servizi e innovazioni tecnologiche disruptive, in ottica
multicanale, aprendo un nuovo canale di vendita digitale e migliorando
il funnel di conversione dei propri utenti online.
Il banco di prova di questa nuova proposition è il processo di vendita
di «Nuova Protezione Casa» una polizza già disponibile per la
preventivazione/acquisto online.
La soluzione scelta da AXA è stata Letizia, l’assistente virtuale nato per
fornire un supporto per l’utente e cercare di rispondere a eventuali
dubbi che si possono incontrare durante la compilazione del preventivo
e migliorare quindi il funnel di conversione.
Il bot si avvale di un motore conversazionale in grado di riconoscere
gli intenti, mappare la natura delle informazioni ricevute e fornire la
risposta corretta all’utente. Il bot segue l’utente chiarendo i suoi dubbi
in merito a garanzie, fornendo preventivi personalizzati e aiutandolo
nel processo finale di acquisto (recap e check out del prodotto).

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SCENARI FUTURI

Il panorama degli assistenti digitali sta velocemente conquistando grosse fette di
mercato. L’intelligenza artificiale è ormai presente in svariati servizi online e in molti
prodotti altamente tecnologici: dal commercio online al customer care, dai servizi di
recruitment alla guida automatica dei veicoli.
Secondo una ricerca di Grand View Research, il mercato globale delle soluzioni
chatbot nel 2019 ha raggiunto un valore di circa $ 80 miliardi e prevede di toccare $
1,25 miliardi entro il 2025.
Inoltre rapidi sviluppi nel Natural Language Processing (NLP) renderanno gli
assistenti virtuali attuali molto più efficienti rispetto alle generazioni precedenti nel
riconoscere l’intenzione di un utente.
Con molta probabilità, a breve, il mercato metterà a disposizione device provvisti di
bot basati su tecnologia vocale.

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CONCLUSIONI

Se sei arrivato in fondo a questa ricerca hai già avuto modo di comprendere l’impatto
che il marketing conversazionale può avere sulle aziende, ma esaminiamone
rapidamente i benefici:

 1. Creare un’esperienza di acquisto più personale: con il marketing
 conversazionale, il sito web non sembrerà più un negozio freddo e asettico, ma si
 potrà interagire con i propri clienti o prospect sviluppando una conversazione non
 invasiva.

 2. Apprendere maggiori informazioni sui clienti: i moduli di contatto possono
 raccogliere informazioni anagrafiche, ma non forniscono davvero un quadro
 completo sui lead. Le conversazioni possono facilmente mostrare perché i clienti
 arrivano su un sito, quali sono i loro interessi e quali caratteristiche del prodotto sono
 più importanti per loro.

 3. Aggiungere una nuova fonte per la generazione di lead online: lead ottenuti
 attraverso le conversazioni (detti CQL, Conversational Qualified Lead) si convertono
 in vendite più rapidamente rispetto ai lead generati attraverso i metodi tradizionali.

 4. Aumentare il ROI. Fornendo assistenza h24 personalizzata si aiuta l’utente ad
 orientarsi e a scegliere il prodotto giusto da acquistare, aumentando il conversion
 rate.

 5. Risparmiare costi di gestione: l’implementazione del marketing conversazionale
 ottimizza il processo di CRM e di raccolta lead, consentendo di risparmiare tempo e
 risorse.

                                     HAI SCOPERTO I VANTAGGI
                                     DEL MARKETING CONVERSAZIONALE,
                                     SE VUOI IMPLEMENTARE
                                     QUESTE TECNOLOGIE
                                     PER MIGLIORARE IL TUO BUSINESS
                                     INIZIA UNA CONVERSAZIONE CON NOI.

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               Noovle è un’azienda italiana di consulenza strategica
               e system integration specializzata nella fornitura di
               progetti cloud complessi.

               Nel 2018 Noovle compare fra le 300 aziende italiane
               indicate come “Campioni della Crescita” nel rapporto
               stilato dall’Istituto Tedesco Qualità e Finanza, teso ad
               individuare quali sono le imprese che, in virtù del loro
               dinamismo, offrono maggiori impulsi all’economia
               italiana. Nello stesso anno Noovle si posiziona tra le
               prime 100 società di software e servizi del settore ICT
               nella classifica “TOP 100 software e servizi” elaborata
               da IDC.

               L’azienda vanta una capillare conoscenza del mercato
               italiano e una profonda competenza tecnica delle
               soluzioni che porta sul mercato. Si distingue per il
               suo staff di eccellenza formato da un team di 130
               persone - di cui più di 60 certificate - che la rendono
               uno dei principali centri di competenza nel settore
               dell’integrazione di soluzioni ICT e soluzioni cloud.

               A inizio 2018 Noovle diventa uno dei tre Partner Reseller
               Cloud di SalesForce in Italia, nel 2019 conquista la
               partnership con SAP® e viene nominata da Google
               come Top EMEA Cloud Search Partner.
               L’azienda, da sempre, opera in qualità di integratore di
               tecnologie innovative e soluzioni Cloud. Le partnership
               consolidate con SalesForce, Google, Liferay e
               Brightcove consentono a Noovle di avere competenze
               ed esperienza in molteplici settori, che prevedono
               una conoscenza approfondita dei processi e delle
               esigenze specifiche delle aziende. Noovle ha inoltre al
               suo interno una divisione dedicata a progetti di Digital
               Transformation che abbracciano soluzioni di Smart
               Working e di Marketing automation con le soluzioni
               SalesForce di Marketing Cloud e Pardot.

               Con quattro importanti aperture strategiche a Lugano
               (Noovle International), Parigi, Bratislava e Malta,
               l’azienda aspira a diventare uno dei più grandi system
               integrator sia nel territorio nazionale che in Europa.

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                                       Nimai “from audience to clients” è una digital
                                       company che aiuta imprese e brand ad aumentare
                                       il proprio valore, ottimizzando le performance di
FROM AUDIENCE TO CLIENTS               marketing nei canali digitali e social attraverso
STRATEGY, CONTENT AND PERFORMANCE TO
                                       analisi, strategie, campagne e contenuti creativi ad
INCREASE BRAND VALUE.
                                       alta rilevanza.

                                       Brand come Unicredit, Tod’s, Cantine Ferrari,
                                       Scrambler Ducati, TIM, Unipol, Cirio, Peroni si sono
                                       affidati a Nimai per l’analisi e il miglioramento dei
                                       propri presidi online o l’attivazione di progetti con
                                       obiettivi specifici, dalla brand awareness ed equity
                                       fino all’incentivazione di intention to buy e sell-out.

                                       Campagne famose e pluripremiate come
                                       #MilanInSight o #MilionidiPassioni sono state
                                       ideate, create e gestite da Nimai: esempi eloquenti
                                       della capacità di trovare concept penetranti, nati
                                       dall’identificazione di insight, profilazione delle
                                       audience e creazione di contenuti creativi rilevanti.

                                       Oggi, la combinazione di data-driven creativity,
                                       social CRM e Influencer marketing permette a
                                       Nimai di posizionarsi tra le realtà indipendenti più
                                       dinamiche del comparto.

                                       Le attività di digital business - non solo e-commerce,
                                       dalla lead generation alla creazione di traffico in
                                       store - e quelle di influencer marketing hanno
                                       due business unit dedicate: Widely è la scuderia di
                                       talenti che attraverso la propria voce fotografica e
                                       video interpreta concept di comunicazione e valori
                                       di brand ampliandone il messaggio verso i propri
                                       pubblici.

                                       Nimai detiene, infine, la cattedra di Digital
                                       Marketing alla Bologna Business School, la business
                                       school internazionale dell’Università di Bologna.

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BIBLIOGRAPHY

•    5 Ecommerce Chatbots (Plus How To Build Your Own In 15 Minutes)

•    5 Most Innovative Chatbot Examples in 201 [+ How to Build Your Own Bot] -
Botfleeq

•     9 Most Innovative Chatbot Examples in 2019 from Top Brands [+ How to Build
Your Own]

•   Chatbot Ecommerce - Bot che ti aiutano a facilitare la procedura di acquisto
ecommerce

•    Chatbot Market Size And Share Analysis | Industry Report, 2014 - 2025

•    Chatbot Report 2018: Global Trends and Analysis – Chatbots Magazine

•    Chatbots and Conversational Search are the future of every brand - Clustaar
Chatbot Platform

•      How Capital One taught Amazon’s Alexa AI assistant to help you manage your
money | Applications | Marketing Automation, le statistiche che spiegano i vantaggi per
le aziende

•     Rise of the Chat Bots: How A.I. Changed Customer Service - Salesforce.com -
Salesforce.com

•     Shopping da smartphone, IA e assistente virtuale il futuro dell’e-commerce |
Studio - HDblog.it

•    Smart Speakers Sales Grow 300% in 2017, 24 Million Globally Says Strategy
Analytics - Voicebot

•    State of Conversational Marketing 2017 [Free Report] | Drift Blog

•    Top 10 AI Chatbots revolutionising customer service

•    Twilio study: most consumers now want to use messaging to interact with
businesses | TechCrunch

•    WAS_ThinkForward_2019_spread.pdf

•    What is Conversational Marketing? – Drift

•    InsideSales- Lead Response Management best practice

•    Axa Lancia il Chatbot

                                        19
Puoi anche leggere