L'alimentazione nel primo anno di vita - INIZIARE A NUTRIRSI BENE FIN DA PICCOLI PER CRESCERE SEMPRE MEGLIO

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L'alimentazione nel primo anno di vita - INIZIARE A NUTRIRSI BENE FIN DA PICCOLI PER CRESCERE SEMPRE MEGLIO
L’alimentazione nel primo
anno di vita
         INIZIARE A NUTRIRSI BENE FIN DA PICCOLI
         PER CRESCERE SEMPRE MEGLIO
L'alimentazione nel primo anno di vita - INIZIARE A NUTRIRSI BENE FIN DA PICCOLI PER CRESCERE SEMPRE MEGLIO
Indice
          Premessa............................................................................................ 01

01 L’ALLATTAMENTO............................................................................... 03

02 IL BAMBINO È NATO: COMINCIA L’ALLATTAMENTO................ 07
          Come allattare correttamente.................................................................10
          I dubbi dell’allattamento........................................................................ 22
          Allattare in situazioni difficili................................................................... 28

03 LO SVEZZAMENTO.............................................................................. 31

04 CONSIGLI SULL’USO DEL FLUORO E DELLO IODIO..................... 37
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L’alimentazione nel primo anno di vita   1

Premessa
      L’obiettivo di quest’opuscolo è di fare il punto sulle conoscenze piú
      aggiornate nel campo dell’alimentazione del neonato, creando cosí
      le premesse per una crescita ottimale ed equilibrata nella prima
      infanzia.
      Questa seconda edizione nasce dalla stretta collaborazione tra i responsabili
      dell’Assessorato alla sanità, dei reparti di pediatria delle Aziende sanitarie,
      di alcuni pediatri di libera scelta, dell’Associazione per la Formazione perma-
      nente dei pediatri di base altoatesini, della Federazione italiana medici pedia-
      tri – Alto Adige e dell’Associazione consulenti per l’allattamento in Alto Adi-
      ge/Italia IBCLC. Il numero e la qualità delle informazioni e dei consigli che
      contiene fanno di quest’opuscolo un contributo importante allo spirito e
      all’attività della prevenzione.
      Si tratta infatti di una guida basata sulle direttive scientifiche europee, e sul-
      la convinzione, ormai assodata, che i complessi meccanismi digestivi del lat-
      tante, pur non avendo ancora un grado sufficiente di maturità, devono garan-
      tire un apporto nutritivo adeguato in una fase di crescita molto rapida. Oltre
      ad illustrare le nozioni piú salienti sull’alimentazione del neonato sano, gli
      autori ribadiscono l’importanza fondamentale del latte materno, non solo
      perché esso contiene tutte le sostanze di cui il neonato necessita per
      crescere e rafforzare il proprio sistema immunitario, ma anche perché l’al-
      lattamento crea i presupposti migliori per il legame emotivo tra la madre e il
      bambino. L’opuscolo, quindi, vuole anche incoraggiare le gestanti e le madri
      di neonati a scegliere l’allattamento al seno, un fattore d’indubbio beneficio
      per la salute sia propria, sia del proprio figlio.

      L’assessore alla sanità e politiche sociali
      dott. Richard Theiner
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L’alimentazione nel primo anno di vita   3

L’ALLATTAMENTO
      Sono ormai diversi anni che gli esperti nutrizionisti di tutto il mondo sottoli-
      neano in ogni occasione che il latte materno, grazie alla sua composizione
      ottimale, rappresenta l’alimentazione di gran lunga piú indicata nei primi
      mesi di vita.

      Per il neonato, infatti, il latte materno possiede tutti i requisiti per farlo cre-
      scere sano:
      • è ben tollerabile e facilmente digeribile;
      • contiene gli anticorpi che lo proteggono dalle infezioni;
      • ha sempre la temperatura giusta;
      • è sempre pulito e quasi sterile;
      • è disponibile in qualsiasi momento;
      • è ormai quasi certo che prevenga negli anni la tendenza all’obesità.

      Per riuscire ad allattare bene, però, occorrono alcuni presupposti davvero
      importanti: pazienza, tempo e tranquillità.
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COME PREPARARSI ALL’ALLATTAMENTO DURANTE LA
GRAVIDANZA

L’allattamento è un’attività che riguarda in prima persona la madre ed il
bambino, ma ciò non toglie che anche il padre e i fratelli maggiori andrebbe-
ro coinvolti. Se state aspettando un figlio, quindi, annunciate ai vostri
familiari la vostra intenzione di allattarlo. Altrettanto importante è che
il vostro medico e il vostro pediatra di famiglia abbiano un atteggiamento
positivo verso l’allattamento al seno, e vi siano realmente d’aiuto qualora ci
fossero dei problemi. Infine, se avete già deciso di allattare, cercate di par-
torire in una struttura che favorisca attivamente l’allattamento al seno.

IL SENO DURANTE LA GRAVIDANZA

Col progredire della gravidanza le ghiandole mammarie s’ingrossano
per prepararsi all’allattamento ed i cambiamenti ormonali in atto possono
determinare una maggiore pigmentazione dei capezzoli e delle areole.
Non c'è motivo di preoccuparsi se osservate delle piccole perdite di latte
prima del prato: potrete inoltre riuscire ad allattare il vostro bambino anche
se avete capezzoli piatti o cavi. Per saperne di piú, comunque, potete rivol-
gervi al personale specializzato.1

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    Ostetriche ed ostetrici, pediatre e pediatri, vigilatrici o vigilatori d'infanzia, infermiere ed infermieri
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I VANTAGGI PER LA MAMMA

Allattando al seno la mamma riesce a ripristinare piú velocemente il proprio
equilibrio fisiologico dopo il parto. L’utero, ingrossatosi durante la gravidan-
za, con l’allattamento torna piú rapidamente alle proprie dimensioni norma-
li, senza contare che allattando si riduce anche il rischio di perdere troppo
sangue durante il puerperio. Inoltre, se siete aumentate molto di peso, allat-
tando al seno riuscite a smaltire piú facilmente i chili in eccesso. Una donna
che allatta è inoltre meno esposta al pericolo di contrarre il cancro del seno
o dell’ovaio.
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IL BAMBINO È NATO:
COMINCIA L’ALLATTAMENTO
      Il neonato sano andrebbe messo a contatto di pelle con la madre e attacca-
      to al seno materno già nelle prime ore di vita. Il suo istinto di suzione, infat-
      ti, è lo stimolo migliore per l’allattamento: favorisce la secrezione d’ormoni
      che stimolano la formazione del latte nelle ghiandole mammarie. Non va
      dimenticato, poi, che per la madre e il bambino questo contatto immediato è
      una sensazione estremamente appagante.
      Oggigiorno, inoltre, sono sempre piú numerosi i padri che vogliono assistere
      al parto, e possono essere di grande aiuto e sostegno psicologico per la par-
      toriente. In questi casi, quindi, il contatto fisico immediato col neonato può
      rinsaldare anche i legami familiari.

      IL ROOMING-IN

      L’espressione inglese rooming-in sta ad indicare che la madre e il neonato
      sono ospitati nella stessa camera fino al momento in cui sono dimessi, e
      diversamente dal passato, al giorno d’oggi questa formula rappresenta ormai
      la regola. In questo modo si aiuta la neomamma a creare un rapporto
      sempre piú stretto col proprio bambino (allattandolo, prendendolo tra le brac-
      cia, ecc.) e si rinforza la fiducia del neonato verso la genitrice.
      Con queste modalità di cure, inoltre, si permette alla coppia mamma-bimbo
      di adattarsi reciprocamente nel ritmo sonno-veglia.
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L’INIZIO DELL’ALLATTAMENTO

Se possibile, l’allattamento dovrebbe cominciare subito dopo il parto. Quan-
to prima si comincia ad allattare, infatti, tanto piú rapidamente inizia a for-
marsi il latte, e tanto meno dolorosa diventa la montata lattea per la madre.
Subito dopo il parto, inoltre, il primo latte prodotto, detto “colostro”, è molto
ricco di anticorpi e sostanze nutritive importanti per il bambino.
Se siete in regime di rooming-in e potete tenere il bambino vicino, attacca-
telo al seno ogni volta che lo desidera. Di solito, nei primi giorni vuole esse-
re allattato tra le otto e le dodici volte nell’arco delle 24 ore. L’importante è
cogliere i segnali di fame del neonato (muove la bocca in cerca del capezzo-
lo, si lecca le labbra, emette rumori di suzione, suoni o gemiti lievi, muove la
mano verso la bocca e diventa irrequieto).
In ogni caso, piú spesso attaccate il bambino al seno, piú latte si forma.

Non usate il “ciuccio” o la tettarella prima che il bambino abbia imparato a
succhiare al seno, poiché sono due modi diversi di succhiare.
L’alimentazione nel primo anno di vita   9

Ricordatevi che l’allattamento è un’esperienza nuova tanto per voi, quanto
per il bambino. Abbiate quindi pazienza e non pretendete che tutto funzioni
subito alla perfezione.

Ogni neonato è una persona con la propria individualità: alcuni succhiano
subito, altri vanno incoraggiati, qualcuno beve molto e tutto in una volta, un
altro magari preferisce succhiare di meno, ma piú frequentemente. Spesso
ci vuole un po’ di tempo prima che la mamma e il bambino trovino la loro
armonia nell’allattamento, ma è fondamentale che fin dall’inizio il neonato
sia attaccato al seno in modo corretto: non esitate così a farvi consigliare dal
personale specializzato in ospedale e, dopo il ritorno casa, dal vostro pedia-
tra o dagli operatori specializzati del consultorio. Anche in caso di problemi
legati a un travaglio prolungato, un taglio cesareo o modeste malattie mater-
ne o neonatali, potete comunque allattare senza problemi, l’importante è non
scoraggiarsi. Anche nel caso di una temporanea separazione tra madre e
neonato è possibile offrire il proprio latte semplicemente estraendolo con una
pressione manuale o utilizzando un tiralatte.
COME ALLATTARE CORRETTAMENTE
      Mettetevi nella posizione piú comoda possibile, sdraiate o sedute a seconda
      delle vostre preferenze, eventualmente usando un cuscino per sostenere le
      braccia. Se non volete essere disturbate, fate in modo di restare sole col
      bambino. Ciò non significa, ovviamente, che per allattare ci si debba nascon-
      dere, ma un ambiente troppo frenetico, o troppa gente che vi gira intorno,
      può nuocere all’allattamento. Il bambino dovrebbe essere sdraiato con la
      pancia adagiata su quella della madre e in posizione tale da raggiungere il
      capezzolo senza dover ruotare la testa. A questo punto, afferrate il seno nel-
      la presa “a C” (v. figura in alto a destra) e appoggiate il capezzolo sul labbro
      inferiore del neonato, finché non apre bene la bocca.
      Appena il bambino ha il capezzolo in bocca, avvicinatelo velocemente a voi,
      facendo in modo che durante la suzione non stringa in bocca solo il capez-
      zolo, ma anche una parte dell’areola, in modo che possa succhiare efficace-
      mente senza causarvi lesioni o ragadi. Ricordate che durante l’allattamento
      il neonato, attraverso le narici, respira comunque una quantità d’aria suffi-
      ciente.
      Mentre allattate, poi, tenete il neonato il piú possibile vicino al vostro corpo.
      Fatevi aiutare senza timore da un’infermiera o da un’ostetrica. Ad ogni pop-
      pata offrite sempre entrambi i seni, cominciando ogni volta dallo stesso lato
      per stimolare omogeneamente la secrezione di latte.
      Approfittate del ricovero in ospedale o in clinica per iniziare bene l’allatta-
      mento. Tutto il personale sarà lieto d’esservi d’aiuto.
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QUANTO DEVE DURARE UNA POPPATA

L’ideale è lasciare che il neonato succhi finché non si stacca spontaneamen-
te dal seno.
Se però avete la necessità d’interrompere la poppata – per esempio perché
il bambino non è attaccato correttamente o perché sentite dolore – non
estraete bruscamente il capezzolo dalla sua bocca, ma infilate delicatamen-
te il vostro mignolo prima tra le sue labbra nell’angolo della bocca e poi tra
le gengive. Solo dopo che il bambino ha aperto la bocca potete staccarlo dal
seno.

IL “RUTTINO”

Dopo la poppata, date al bambino la possibilità di espellere l’aria inghiottita,
appoggiandolo con la testa sulla vostra spalla.
Spesso è utile favorire il primo ruttino già al passaggio da un seno all’altro,
ma può anche accadere che il bambino allattato non abbia la necessità
d’espellere aria. Se quindi anche dopo alcuni minuti d’attesa non accade nul-
la, riponetelo nella culla sdraiato sulla schiena. Se si inquieta, riprendetelo in
braccio un attimo e, a questo punto, quasi sempre il “ruttino” arriva da solo.
Anche un rigurgito di piccole quantità di latte è un evento normale dopo la
poppata, e non pregiudica il normale aumento di peso del neonato.
DOPO LA POPPATA

Una volta conclusa la poppata, se ne avete il tempo, trattenete ancora un po’
il bambino con voi. Un neonato, infatti, non necessita solo di nutrimento ma
anche dell’affetto e del calore materno.

UN’AVVERTENZA IMPORTANTE

Se invece dopo la poppata il bambino vomita quantità ingenti di latte o se
avete la sensazione che non aumenti abbastanza di peso non esitate a con-
sultare il pediatra.

DUE ULTIME AVVERTENZE

• Nei primi giorni successivi al parto, un neonato sano può perdere fino
  al 10 percento del proprio peso alla nascita, recuperandolo però al piú
  tardi entro due settimane.
• Per alcuni giorni dopo il parto la madre può avvertire dolori e contrazioni
  all’utero. È un fatto normale, poiché l’allattamento fa ritornare veloce-
  mente l’utero alle sue dimensioni normali.
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COME PRENDERSI CURA DEL SENO DURANTE L’ALLATTAMENTO

Di fatto, non occorrono cure particolari se non la normale igiene personale.
Una cosa importante è lavarsi accuratamente le mani prima d’allattare.
Ricordate, inoltre, che l’aria fresca, la luce e i raggi del sole fanno sempre
bene al seno che allatta. Dopo la poppata, lasciate asciugare sul capezzolo il
latte e i residui di saliva del bambino. Eccezionalmente può essere necessa-
rio spalmare sui capezzoli un leggero strato di pomata, e se volete sapere
quali sono i prodotti piú adeguati, consultate il personale specializzato.

QUANDO ARRIVA LA MONTATA LATTEA

Piú o meno dopo due o tre giorni dal parto potreste avvertire un senso di
tensione: il seno si fa piú duro e gonfio. È il momento in cui comincia
la secrezione piena del latte. A volte potreste avvertire una sensazione di
congestione o di dolore. In questi casi si può alleviare la tensione allattando
frequentemente, anche di notte. Trascorsi alcuni giorni queste sensazioni
iniziali si riducono e il seno riacquista la normale morbidezza. Anche
un reggiseno da allattamento, se indossato con buona aderenza, dà un
sostegno efficace al seno pesante e sollievo alla madre che allatta.
GLI ORARI DELL’ALLATTAMENTO

La frequenza delle poppate dipende essenzialmente da quanto spesso il
bambino vuole succhiare: ciascun neonato ha i propri ritmi. Quasi tutti,
comunque, all’inizio cercano il seno ogni tre ore circa il che equivale ad otto
poppate al giorno. Ma non è raro che il bambino preferisca intervalli piú
lunghi o piú brevi (da 5 a 12 poppate).
In ogni caso, è importante che la madre dia al bambino il tempo e la tranquil-
lità necessaria a trovare il proprio ritmo.

All’inizio è bene far succhiare il bambino da entrambi i seni. Se possibile,
iniziate dal lato in cui il neonato ha bevuto per l’ultima volta, lasciatelo suc-
chiare per almeno un quarto d’ora, poi fategli fare il ruttino e subito dopo
attaccatelo all’altro seno. Verso la fine della poppata il latte è molto nutrien-
te, sicché al bambino va sempre lasciato il tempo necessario per bere a
sufficienza da ogni seno. Una volta acquisita dimestichezza, per molti
bambini è poi sufficiente succhiare ogni volta da una parte sola.

Ogni bambino – e naturalmente ogni madre – è una persona diversa. Cerca-
te quindi di comprendere le sue esigenze e non guardate l’orologio. Verso il
terzo mese di vita il lattante potrebbe mantenere intervalli regolari di 5 – 6
ore e saltare la poppata notturna ma è anche possibile che il piccolo richie-
da tempi piú lunghi.
L’alimentazione nel primo anno di vita   15

SUCCHIERÀ ABBASTANZA?

È del tutto normale che un neonato cali di peso nei primi giorni dopo nasci-
ta, per poi recuperarlo entro un paio di settimane. Entro la fine del sesto
mese, poi, avrà raddoppiato il suo peso alla nascita, e lo avrà triplicato entro
il primo anno di vita.
Nei primi tempi è importante far controllare regolarmente la crescita del
bambino presso i consultori. Il pediatra valuterà poi in occasione delle visite
periodiche (bilanci di salute) che vi sia una crescita regolare ed armonica
associata ad un adeguato sviluppo neuromotorio. Può succedere che il vostro
bambino non cresca bene: allattatelo piú frequentemente (ricordate, piú il
seno viene stimolato dalla suzione, tanto piú latte produce) e controllate con
regolarità in questo periodo il peso del bambino. Rivolgetevi con fiducia al
vostro pediatra ed al personale del consultorio che sapranno aiutarvi e darvi
le giuste indicazioni. Cercate sostegno anche dai vostri familiari, che dovran-
no garantire a voi ed al vostro bambino la giusta tranquillità.

Ricordate che non sempre un bambino piange perché ha fame: a volte lo fa
perché non si sente a proprio agio o semplicemente perché cerca il vostro
affetto. Nel giro di qualche settimana, però, imparerete a distinguere il pian-
to per fame dai vagiti motivati da cause diverse e vi accorgerete che, se il
bambino non piange per fame, attaccandolo al seno si placa solo per pochi
istanti o non si placa affatto.
In generale, comunque, si può essere certi che il bambino si nutra a suffi-
cienza se:
• ha un aspetto sano;
• aumenta regolarmente di peso;
• bagna il pannolino cinque o sei volte al giorno;
• scarica a sufficienza, il che significa, nelle prime sei settimane,
   almeno 2 o 3 evacuazioni al giorno. Alcuni lattanti defecano anche dopo
   ogni poppata.

LE FECI DEL NEONATO ALLATTATO AL SENO

Durante l’allattamento al seno le feci del bambino sono morbide e a fiocchi,
ma a volte anche pastose e friabili, se non addirittura viscose. Il colore va dal
giallognolo al verdastro, mentre l’odore è acidulo, ma non sgradevole.

LE FASI DI CRESCITA

Quasi tutte le mamme hanno abbastanza latte, ma può capitare che il bam-
bino per qualche giorno voglia essere allattato piú spesso, e queste fasi (nor-
mali nella sua crescita) si riscontrano sovente nella 2a settimana, tra la 4a e
la 6a settimana e verso il 3° mese. Quando si verificano, è sufficiente attac-
care il bambino al seno piú spesso.
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IL BAMBINO VA ALLATTATO ANCHE DI NOTTE?

Nei primi mesi di vita, quasi tutti i neonati si svegliano la notte e quando capi-
ta la cosa piú semplice è portarseli a letto, allattarli, e subito dopo riporli
nella culla. Proprio per questo, se possibile, nei primi mesi di vita il bambino
dovrebbe dormire nella camera dei genitori, ma nel proprio lettino. Alcuni
imparano presto a non svegliarsi la notte, altri invece continuano a lungo a
svegliarsi e a voler essere allattati. Se però il bambino per una volta doves-
se dormire piú a lungo del solito e voi sentiste il seno pieno e teso, anziché
svegliarlo per la poppata potete decongestionare il seno facendo uscire il lat-
te con una leggera spremitura manuale.

COME ALIMENTARSI CORRETTAMENTE DURANTE
L’ALLATTAMENTO

Un’alimentazione equilibrata aiuta molto la madre a sentirsi in forma e ripo-
sata, e deve essere varia negli ingredienti e sufficiente nelle quantità. La pre-
ferenza va data agli alimenti ad alto potere nutritivo che garantiscono un
apporto adeguato di proteine (cibi a base di carne, pesce o latticini “magri”,
utili anche per soddisfare il maggiore fabbisogno di calcio durante l’allatta-
mento). Altrettanto essenziali sono i cereali, le verdure, la frutta fresca ed i
grassi pregiati degli oli vegetali. Se non siete solite consumare molto latte o
latticini, cercate di assumere il calcio di cui avete bisogno con altri alimenti
che lo contengono, come la verdura verde, i legumi, le noci e la frutta secca,
oppure bevete molta acqua minerale ad alto tenore di calcio. È utile consu-
mare piccoli pasti intermedi e bere parecchio, non solo quando si ha sete.
In linea di massima se allattate potete mangiare di tutto e non ci sono
pietanze espressamente sconsigliate. Ma a volte il neonato può reagire con
sensibilità a certe sostanze, per esempio diventando molto irrequieto dopo
che la madre ha ingerito alimenti come noci, cioccolato o latte vaccino in
quantità elevata. Se capita provate ad escludere questi alimenti dalla dieta
per qualche giorno, osservando le reazioni del bambino. In ogni caso, ricor-
datevi che nei mesi in cui allattate non dovete mangiare solo per voi ma
anche per assicurare a vostro figlio le sostanze nutritive di cui necessita per
crescere in modo equilibrato. Per la secrezione del latte, infatti, una parte
delle sostanze ingerite è sottratta alla madre e fornita al bambino tramite
l’allattamento.
Infine, è bene evitare una dieta che esclude troppi alimenti. Un’alimentazio-
ne varia ed equilibrata, infatti, è essenziale sia per voi, sia per il bambino
che state allattando. Non dimenticate inoltre che in questo periodo il vostro
fabbisogno nutritivo è superiore al normale.

Tutti i farmaci, ma anche la nicotina, l’alcol e le altre droghe finiscono in
quantità piú o meno rilevanti nel latte materno e sono quindi assorbite dal
neonato. Pertanto, prima di assumere qualunque farmaco, consultate sem-
pre un medico.
L’alimentazione nel primo anno di vita   19

UN BAMBINO ALLATTATO AL SENO HA BISOGNO DI BERE ANCHE
TÈ O ACQUA?

No, un bambino allattato completamente al seno non ha bisogno di altri
liquidi.

LA VITAMINA K, LA VITAMINA D E IL FLUORO

Piuttosto, in aggiunta al latte il vostro bambino ha bisogno di vitamina K
per la coagulazione del sangue, vitamina D per la corretta mineralizzazione
delle ossa e fluoro per la profilassi della carie. Per l’indicazione, il dosaggio
e la scelta dei preparati piú idonei consultate il vostro pediatra.
CHE FARE QUANDO NON SIETE PRESENTI AD UNA POPPATA DEL
BAMBINO

Se una volta dovete assentarvi e non potete allattare personalmente il vostro
bambino, potete preparare una scorta del vostro latte spremendolo manual-
mente dal seno o estraendolo con un tiralatte. Esistono tiralatte manuali o
elettrici, acquistabili nei negozi d’articoli sanitari o noleggiabili in farmacia.
Per imparare la tecnica corretta, fatevi consigliare dal personale specializza-
to.

Il latte materno, raccolto in un recipiente pulito e asciutto (lavato in lavasto-
viglie o in acqua bollente, di vetro o di plastica resistente alla cottura) e poi
chiuso accuratamente, può essere conservato fino a due giorni in frigorifero.
Se però non prevedete di usarlo entro 48 ore, subito dopo l’estrazione pone-
telo in congelatore a –18 gradi, dove si può conservare fino a sei mesi. Pri-
ma d’essere dato al bambino, con un cucchiaino o col biberon, il latte va
riscaldato a bagnomaria, ma non nel forno a microonde.
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PER QUANTO TEMPO VA ALLATTATO UN NEONATO

Il latte materno contiene tutti i liquidi e le sostanze nutritive di cui un bambi-
no necessita nei primi sei mesi di vita. Fino a quest’età, quindi, il bambino
andrebbe esclusivamente allattato al seno, dopodichè si può iniziare a som-
ministrargli degli alimenti solidi. Parallelamente, però, anche dopo il sesto
mese potete continuare ad allattarlo finché fa piacere a voi e al bambino,
volendo anche oltre il primo anno d’età.
I DUBBI DELL’ALLATTAMENTO
       Capita sovente che le madri, soprattutto per il primo figlio, siano colte da una
       serie di dubbi ed incertezze. In questo capitolo abbiamo cercato di dare
       risposta ai quesiti piú frequenti. Se però vi servissero altre informazioni, non
       esitate a rivolgervi al personale specializzato.

       SONO CONSIGLIABILI LE COPPETTE PROTEGGI-CAPEZZOLO?

       Per chi ha problemi d’allattamento (per esempio le ragadi) le coppette pos-
       sono essere una soluzione transitoria.

       Ma non va dimenticato che le coppette proteggi-capezzolo hanno degli
       inconvenienti:
       • il seno non è piú stimolato a sufficienza e cala la secrezione lattea;
       • le poppate durano molto piú a lungo;
       • gli ingorghi mammari sono assai piú frequenti;
       • il bambino impara una suzione sbagliata, e piú avanti farà molta fatica a
         riabituarsi a bere dal seno nudo.

       Ecco perché, prima di usarle, è bene riflettere con attenzione e farsi consi-
       gliare dal personale specializzato.
L’alimentazione nel primo anno di vita   23

IL MIO LATTE HA UN ASPETTO DILUITO E ACQUOSO.
È NORMALE?

Sí, è normale. Se nei primi giorni il vostro latte (soprattutto il colostro) è den-
so e cremoso, piú avanti il suo aspetto cambia e diventa piú acquoso, ma ciò
nonostante continua a fornire al bambino tutte le sostanze nutritive di cui ha
bisogno.

DOPO AVER ALLATTATO PER UNA SETTIMANA IL SENO È RIM-
PICCIOLITO. MI STA ANDANDO VIA IL LATTE?

No! Il latte è ancora sufficiente, ma i tessuti del seno si sono abituati all’al-
lattamento. È del tutto normale, quindi, che vi sia una riduzione delle dimen-
sioni.

A VOLTE HO DELLE PERDITE DI LATTE DAL SENO. CHE COSA POS-
SO FARE?

Potete fare pressione sul capezzolo col palmo della mano. Inserite nel
reggiseno delle coppette assorbilatte: cambiatele spesso, in modo che i
capezzoli restino asciutti.
COME SI PUÒ EVITARE DI AVERE TROPPO LATTE?

Si tratta di due semplici accorgimenti che iniziano entrambi a non stimolare
troppo il seno e quindi di conseguenza a produrre meno latte:

• offrire ad ogni poppata un solo seno;
• non utilizzare un tiralatte per eliminare il latte in eccesso.

Per evitare gli ingorghi mammari potrete far uscire una certa quantità di
latte massaggiando manualmente il seno. Anche il tè di salvia o di menta
aiutano a ridurre la secrezione di latte ma chiaramente vanno assunti con
una certa cautela.

COME SI POSSONO EVITARE IL DOLORE AI CAPEZZOLI E
LE RAGADI?

Nei primi giorni d’allattamento è piuttosto normale che i capezzoli siano piú
sensibili o dolenti ma, se la situazione non migliora, verificate se state attac-
cando il bambino nel modo corretto. Fate in modo che succhiando non irriti
ulteriormente la parte piú dolente del capezzolo, magari cambiando posizio-
ne. Oppure, prima d’iniziare ad allattare, spremete con la mano qualche goc-
cia di latte dal seno in modo che esso perda tensione e il bambino lo possa
afferrare meglio. Se vi duole solo uno dei due capezzoli, iniziate la poppata
sempre dal lato opposto e solo dopo, quando il bambino è già quasi sazio e
non succhia piú con troppa avidità, attaccatelo al seno piú sensibile.
L’alimentazione nel primo anno di vita   25

Esponete piú spesso possibile il seno nudo all’aria fresca in modo da ridurre
la sensibilità. Dopo aver allattato lasciate asciugare i residui di latte sui
capezzoli. Eventualmente, potrebbe esservi d’aiuto una pomata apposita,
applicata in un velo sottile. Se avete già le ragadi non occorre che smettiate
di allattare, ma chiedete consiglio al personale specializzato.

CHE COSA POSSO FARE QUANDO IL SENO È TESO, DOLENTE E
PIENO?

Provate a fare uscire il latte in eccesso con la spremitura manuale. Se il lat-
te non scorre, potete aiutarvi con un impacco caldo e umido o una doccia
calda accompagnata da un massaggio delicato sulla parte congestionata.
Dopo la poppata, invece, un impacco freddo allevia il dolore. Attaccate inol-
tre il neonato piú spesso al seno che sentite piú pieno, cambiando piú volte
la posizione di allattamento.

SE COMPARE UN PUNTO ARROSSATO E DOLENTE SUL SENO
BISOGNA PREOCCUPARSI?

Ogni arrossamento dolente sul seno può indicare un ingorgo e, piú raramen-
te un inizio di mastite. Pertanto, è meglio che vi rechiate subito da un medi-
co soprattutto se avvertite altri sintomi come cefalea, febbre o stordimento.
Per favorire l’efficacia di ogni terapia è meglio aumentare la frequenza delle
poppate e osservare il riposo a letto. Pure in questo caso, vale la regola del
calore prima dell’allattamento - per favorire l’afflusso di latte - e del freddo
dopo la poppata, per alleviare il dolore. Anche una mastite, comunque, se
trattata tempestivamente non obbliga quasi mai ad interrompere l’allatta-
mento. Parlatene col vostro medico!

SE IL BAMBINO S’AMMALA SI PUÒ PROSEGUIRE
L’ALLATTAMENTO?

È naturale che un bambino malato abbia meno appetito di uno sano ma
l’allattamento deve assolutamente continuare: proprio quando è malato, un
neonato ha più bisogno di quelle sostanze contenute nel latte materno che lo
aiutano a difendersi dalle infezioni. Se poi il bambino ha la febbre ha piú biso-
gno di liquidi, quindi è bene attaccarlo al seno piú spesso.

QUANDO LA MAMMA È MALATA PUÒ CONTINUARE AD
ALLATTARE?

Sí! In quasi tutte le patologie acute, anche se accompagnate da febbre, pote-
te tranquillamente proseguire l’allattamento.
Se dovete assumere dei farmaci dite al medico che volete continuare ad
allattare e fatevi prescrivere dei preparati che non pregiudichino la salute del
bambino.
L’alimentazione nel primo anno di vita   27

CHI ALLATTA DEVE SMETTERE DEL TUTTO DI FUMARE, BERE
ALCOLICI E ASSUMERE FARMACI?

Un bicchiere di vino o una birra ogni tanto, dopo aver allattato, non sono un
problema, ma vanno evitati del tutto i liquori e i superalcolici.
Quanto alle sigarette, se proprio non riuscite a non fumare, fatelo il meno
possibile, solo dopo la poppata e in ogni caso mai nella stanza in cui si tro-
va il neonato.
Per i farmaci, infine, limitatevi a quelli prescritti da un medico che sia al cor-
rente del vostro allattamento.

È VERO CHE FINCHÉ SI ALLATTA NON SI PUÒ RESTARE INCINTE?

No! È vero che in alcune donne l’ovulazione e il ciclo mestruale riprendono
solo alcuni mesi dopo il parto, e che la probabilità di un concepimento in que-
sto periodo è piú bassa, ma allattare, di per sé, non dà alcuna protezione da
una gravidanza indesiderata. E poiché l’uso della pillola anticoncezionale può
provocare un calo della secrezione lattea, in questo periodo è meglio sceglie-
re altri metodi contraccettivi, consultando il proprio ginecologo.
ALLATTARE IN SITUAZIONI DIFFICILI
       Per il neonato malato o prematuro, potersi alimentare col latte materno è
       ancora piú importante. Non è raro, infatti, che questi bambini necessitino di
       controlli e assistenza medica costanti e che quindi non possano vivere fin
       dall’inizio coi genitori. Anche in questi casi, però, la madre non appena si
       riprende dal parto può cominciare ad usare un tiralatte per stimolare la
       secrezione lattea, facendosi insegnare dal personale specializzato come
       eseguire correttamente queste operazioni. E se all’inizio la quantità di latte
       estratto fosse esigua non scoraggiatevi e siate fiduciose: anche una quantità
       ridotta può essere di grande aiuto al neonato.

       CHE FARE QUANDO NON SI PUÒ ALLATTARE

       Ovviamente può accadere che, in seguito ad una malattia grave, un’opera-
       zione al seno o altri motivi contingenti, la mamma non possa allattare il
       bambino. In questi casi, il neonato dovrà fare a meno del latte materno, ma
       non dell’amore e dell’affetto che i genitori possono dargli. Prendetevi tutto il
       tempo necessario per dargli il biberon, tenendolo in braccio e facendolo sen-
       tire a contatto con la vostra pelle. Per vostro figlio è essenziale il calore e il
       contatto col corpo materno, poiché solo cosí può sentirsi sicuro e protetto.
       Non dimenticate, poi, che lo stesso affetto e le stesse attenzioni gli possono
       essere date anche dal padre o da altre persone di riferimento e questo sarà
       un sollievo, sia per il bambino, sia per voi, nei casi in cui non riuscirete ad
       essergli accanto di persona. Per il modo corretto di alimentare artificialmente
       un neonato vedi l’appendice a quest’opuscolo sul latte artificiale.
L’alimentazione nel primo anno di vita   29

L’AGGIUNTA DI LATTE ARTIFICIALE

Dare del latte artificiale ad un bambino allattato al seno e che cresce bene
non è solo superfluo, ma può turbare il suo ritmo di suzione naturale e il suo
senso di fame e sazietà.

Se avete la sensazione che la vostra secrezione di latte stia calando cercate
per prima cosa di aumentare il numero delle poppate, arrivando anche a 10
al giorno. Se anche questo accorgimento si rivela inefficace, consultate
il vostro pediatra che vi confermerà la regolare crescita del vostro bambino
e che, in caso contrario, ma solo dopo aver escluso altre cause mediche di
scarso accrescimento ponderale, vi consiglierà il latte artificiale (di formula
o di proseguimento) piú idoneo al vostro caso. In ogni caso è sempre con-
sigliabile acquistare un latte artificiale su prescrizione medica.
L’alimentazione nel primo anno di vita   31

LO SVEZZAMENTO
      Verso la fine del sesto mese, il latte materno non è piú in grado di soddisfa-
      re l’intero fabbisogno nutritivo del bambino. Se non si integra la sua dieta con
      alimenti solidi, quindi, si rischia di rallentare o addirittura arrestare la sua
      crescita.
      L'apporto calorico quotidiano garantito dal latte, infatti, non è piú sufficiente,
      e soprattutto un'alimentazione esclusivamente a base di latte materno o arti-
      ficiale non garantisce a questa età un corretto apporto di proteine, ferro,
      acidi grassi essenziali, vitamine ed oligoelementi.
      Col termine di “svezzamento” si intendono tutti gli alimenti al di fuori del lat-
      te e dei latticini.
      Per il bambino l’aggiunta di alimenti solidi alla dieta comporta anche un
      modo nuovo di assumere il cibo: deve infatti imparare a mangiare dal cuc-
      chiaio e a bere dal bicchiere. Infatti accadrà che un appropriato sviluppo psi-
      comotorio farà regredire gradualmente l'istinto di suzione e indurrà i primi
      movimenti masticatori. Ben presto inoltre spunteranno i primi denti da latte.
      Inoltre, anche sul piano psicologico, il passaggio agli alimenti solidi è una
      tappa importante con cui il bambino acquista piú autonomia, riducendo la
      dipendenza dalla madre e consentendo anche a quest’ultima di allentare
      quella simbiosi strettissima che la lega al bambino nei suoi primi mesi di vita.
      Del resto, diversamente dal latte materno, la pappa può essere data al bam-
      bino anche dal padre o dai fratelli piú grandi.
      Sarà il pediatra, conoscendo il comportamento e il grado di sviluppo del neo-
      nato, a consigliarvi quando e come iniziare con lo svezzamento e insieme a
      lui troverete il modo migliore per alimentare vostro figlio in modo ottimale
      anche nei mesi successivi, fino ad integrarlo del tutto nelle abitudini alimen-
      tari della famiglia (pietanze preferite, orari, ecc.), in modo che alla fine del
      primo anno consumi buona parte dei suoi pasti a tavola con gli altri.
Ma ci sono alcune regole che valgono in generale per tutti i bambini a
quest’età:
• per introdurre i cibi solidi nella dieta occorrono gradualità, elasticità e
  pazienza;
• aggiungere sempre un solo alimento nuovo alla volta;
• non aggiungere zucchero ai cibi;
• anche l’aggiunta di sale è del tutto superflua;
• fino al primo anno d’età, al bambino non va dato latte vaccino fresco;
• la quantità giusta di cibo dipende sempre dall’appetito del bambino,
  sicché cercate di osservarlo bene per entrare in sintonia con le sue
  esigenze. Capirete ben presto quali sono i cibi che predilige e quelli che
  rifiuta, ma ciò non significa che dovete assecodarlo troppo, né tantomeno
  proporgli una dieta troppo ripetitiva;
• mangiare insieme agli altri familiari stimola l’appetito e rinsalda i legami
  interpersonali!

Un modo pratico per iniziare l’aggiunta di alimenti solidi potrebbe esse-
re il seguente:

Cominciate a proporre al bambino, prima della poppata di mezzogiorno, una
purea di verdure, ottenuta lessando in acqua non salata patate, carote e zuc-
chine, ridotte in poltiglia e insaporite con olio d’oliva e parmigiano.
L’alimentazione nel primo anno di vita   33

Poi potete aggiungere ogni 3-7 giorni un alimento nuovo, scelto tra cereali
(sempre senza glutine prima del sesto mese!), altre verdure, carne, pesce e
(una volta la settimana) tuorlo d’uovo sodo.

A volte il bambino impiega qualche giorno ad abituarsi alla nuova assunzio-
ne del cibo e, se all’inizio si rifiuta di mangiare la nuova pappa, non è il caso
di insistere. Continuate ad allattarlo al seno o col biberon come avete sem-
pre fatto e riprovate coi cibi solidi dopo qualche giorno.
Le prime volte il bambino assumerà non piú di qualche cucchiaiata, ma nel
giro di una o due settimane quasi sempre si riesce a sostituire un pasto com-
pleto con la pappa solida.
Dopo circa 4 settimane potete cominciare ad introdurre un secondo pasto
solido nel pomeriggio, per esempio a base di frutta (all’inizio mela, pera o
banana) e fiocchi di cereali.

A quest’età è importante che il bambino riceva piú volte la settimana delle
proteine ad alto valore nutritivo e ferro, due sostanze indispensabili per la sua
crescita. Entrambe sono contenute nella carne e nel pesce, in una porzione
che può variare da 40 a 70 grammi.
Lo yogurt, la ricotta e l’uovo, invece, è meglio che non compaiano nella sua
dieta per piú di una volta alla settimana.
Analogamente al latte anche la purea di verdure non va riscaldata per il pasto
successivo, poiché in questo modo si formano dei composti chimici che favo-
riscono la proliferazione batterica.
L’alimentazione nel primo anno di vita   34

In compenso, la verdura fresca appena lavorata e cotta può essere tranquil-
lamente congelata in singole porzioni, pronte da scongelare poco prima del
pasto.
Col passare delle settimane la pappa va lasciata sempre piú grossolana, in
modo che il bambino si abitui a masticare.
Infine, entro il primo anno di vita, la dieta del bambino sarà sempre piú simi-
le a quella degli adulti e lo si potrà far mangiare a tavola insieme agli altri.

GLI ALIMENTI SOLIDI E IL RISCHIO DI ALLERGIE

Se già altri familiari (genitori o fratelli maggiori) soffrono di allergie (asma,
raffreddore da fieno, dermatite atopica o altro) evitate di dare al bambino i
seguenti alimenti nel primo anno di vita, tranne nei casi consigliati espressa-
mente dal pediatra: uova, latte vaccino e suoi derivati, pesce, frutti esotici (ad
eccezione della banana) e noci di qualunque tipo.

LA SETE

Col passaggio agli alimenti solidi, la dieta del bambino non è piú esclusiva-
mente liquida. Pertanto, per garantirgli un sufficiente apporto di liquidi, la sua
dieta va integrata con acqua o tè (non zuccherato), che il bambino dovrebbe
bere dal bicchiere.
L’alimentazione nel primo anno di vita   35

ANCORA TRE AVVERTENZE IMPORTANTI

• Non mettetevi mai in bocca la tettarella o il cucchiaio del bambino (ad
  esempio per pulirli dopo che sono caduti). In questo modo, infatti,
  gli trasmettete precocemente i batteri che causano la carie.
• Un altro fattore altrettanto importante per la salute dei suoi denti è
  l’alimentazione: evitate il piú possibile di dare al bambino zucchero,
  miele o dolci di qualunque genere. Soprattutto le bevande zuccherate
  assunte dal biberon sono un vero e proprio veleno per la salute dei suoi
  denti. Il biberon non deve sostituire il ciuccio.
• Fino al terzo anno d’età evitate di dare a vostro figlio dei cibi troppo duri
  che potrebbero soffocarlo, per esempio noci di tutti i tipi, carote crude
  intere, ciliegie o caramelle dure. Anche oltre il terzo anno di vita man-
  giando questo tipo di alimenti il bambino dovrebbe essere tenuto sotto
  controllo perché sussistono ancora rischi di soffocamento.
L’alimentazione nel primo anno di vita   37

CONSIGLI SULL’USO DEL FLUORO
E DELLO IODIO
       IL FLUORO

       Il fluoro è un oligoelemento che si deposita sotto forma di cristalli nello smal-
       to dei denti, proteggendolo dall’aggressione della carie.
       In piccole quantità il fluoro è contenuto nell’acqua potabile, ma normalmen-
       te in Alto Adige queste concentrazioni non sono sufficienti a garantire una
       profilassi efficace della carie. Ecco perché, nel corso del primo anno di vita,
       bisognerebbe cominciare a somministrare al bambino il fluoro in gocce. Piú
       avanti, invece, lo smalto si rinforza grazie allo spazzolamento quotidiano dei
       denti con un dentifricio a base di fluoro, senza contare che si può ricorrere
       alle pastiglie o al sale da cucina fluorato. Il vostro pediatra, comunque, vi
       potrà consigliare anche alla luce della concentrazione di fluoro nell’acqua
       potabile locale e dello stato dentale del bambino.
       Per conoscere il tenore di fluoro nell’acqua potabile ci si può rivolgere al pro-
       prio Comune, al pediatra o all’Ufficio analisi acqua di Bolzano.

       LO IODIO

       Per favorire una prevenzione efficace del gozzo, soprattutto in un territorio
       povero di iodio come il nostro, è consigliabile usare sistematicamente sale da
       cucina iodurato.
Note
Quest’opuscolo è edito dalla: Provincia Autonoma di Bolzano
Ripartizione sanità
Ufficio igiene e salute pubblica
2a edizione

Autore della 1a edizione: prof. Klaus Pittschieler
Primario del Reparto di pediatria dell’Ospedale di Bolzano e membro della Società europea di
gastroenterologia, epatologia e alimentazione pediatrica (ESPGHAN)

Una parte dei testi è tratta dall’opuscolo „Stillen – Ein guter Beginn“ con l’autorizzazione del
Ministero austriaco della salute e delle donne

Rielaborazione della 2a edizione a cura di: prof. Klaus Pittschieler, prof. Joseph Egger (pri-
mario del Reparto di pediatria dell’Ospedale di Merano), dott. Gianni Galassini (pediatra di base
di Bolzano, membro della Federazione italiana medici pediatri – Alto Adige e dell’Associazione
per la formazione permanente dei pediatri di base altoatesini - AFPA), Elisabeth Krennmayr
(Associazione consulenti per l’allattamento in Alto Adige/Italia IBCLC), dott.ssa. Margarethe
Mair (pediatra di base di San Lorenzo di Sebato, membro dell’AFPA), Dorothea Morandell
(coordinatrice infermieristica, con la collaborazione del Reparto puerpere dell’Ospedale di Mera-
no), dott. Claudio Paganini (pediatra di base di Laives, membro della Federazione italiana
medici pediatri – Alto Adige e dell’AFPA), dott.ssa Emanuela Pedevilla (pediatra di base di
Bressanone, membro dell’AFPA), Christina Tauber (Associazione consulenti per l’allattamento
in Alto Adige/Italia IBCLC), dott.ssa Gertrud Zanon (pediatra di base di Bressanone, membro
dell’AFPA)

Coordinamento editoriale: dott.ssa Antje Trenkwalder e dott.ssa Giulia Morosetti
Ufficio igiene e salute pubblica

Traduzione italiana: dott. Alberto Clò, Bolzano

Foto pag. 28: Paolo Bramezza, Bolzano

Grafica: Blauhaus, Bolzano

Stampa: Tezzele, Laives 2006

Materiale informativo approvato dal Ministero della salute in conformità al D.M. 16 gennaio 2002.
Ripartizione sanità · Ufficio igiene e salute pubblica · Corso Libertà 23 · 39100 Bolzano
             Tel: 0471 411740 · Fax: 0471 411759 · igiene@provincia.bz.it
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