ISOTOPI AMBIENTALI, METODI DI MONITORAGGIO IN DISCARICA

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ISOTOPI AMBIENTALI, METODI DI MONITORAGGIO IN DISCARICA
ECOSCIENZA Numero 2 • Anno 2021

            ISOTOPI AMBIENTALI, METODI DI
            MONITORAGGIO IN DISCARICA
            LE INDAGINI IDROCHIMICHE E ISOTOPICHE SUGLI ACQUIFERI DEI TERRAZZI PLEISTOCENICI
            DELL’APPENNINO PIACENTINO, NELLA ZONA DELLA DISCARICA DI CA’ DEL MONTANO (PONTE
            DELL’OLIO) RAPPRESENTANO UN IMPORTANTE CONTRIBUTO ALLA CONOSCENZA PER LO
            SVOLGIMENTO DI ATTIVITÀ DI TUTELA E PREVENZIONE AMBIENTALE.

            L’
                      utilizzo di tecniche idrochimiche e                                                         Discarica di Ca’ del Montano           Lago ovest
                      isotopiche in zone contraddistinte
                      dalla presenza di opere
            antropiche, potenzialmente impattanti
            sull’ambiente, come l’area del piacentino
            dove è stata realizzata la discarica oggetto
                                                                     Rio Rimore
            di questa ricerca, rappresentano un
ATTUALITÀ

            importante contributo alle attività di
            tutela e prevenzione ambientale. Questo                           Rio Busone
            studio è stato realizzato grazie a una
                                                                      Lago Villa
            collaborazione tra Arpae, sede di Piacenza,
            e il Dipartimento di Scienze della terra
            e dell’ambiente dell’Università di Pavia
            nell’ambito di un lavoro di tesi di laurea          FIG. 1 MAPPA
            magistrale in Scienze geologiche applicate.         Inquadramento territoriale dell’area di studio.
            L’area di studio è situata in località Ca’
            del Montano (Ponte dell’Olio, PC).                  sottosuolo (depositi ghiaiosi, orizzonti                            stato realizzato un modello 3D della zona
            Il territorio si sviluppa sui terrazzi              e lenti di argille di spessore variabile, e                         della discarica (figura 2). Le variazioni
            alluvionali pleistocenici dell’appennino            localmente depositi limoso o argilloso-                             della superficie piezometrica in risposta
            piacentino (figura 1). La discarica, adibita        limosi). Nel sottosuolo si riconoscono,                             alle precipitazioni hanno stabilito non
            allo stoccaggio di Rsu e assimilabili, è            pertanto, terreni aventi una permeabilità                           solo l’attendibilità dei dati acquisiti, ma
            entrata in funzione a partire dal 1992.             estremamente variabile. È stato possibile                           hanno contribuito alla caratterizzazione
            Nel 1995 la discarica originaria, esaurita,         individuare modesti acquiferi profondi che                          idrodinamica generale della zona.
            è stata soggetta, successivamente, a                costituiscono un sistema, sostanzialmente,
            un ampliamento denominato Ca’ del                   a multifalda, spesso confinata o
            Montano 2, a cui fanno riferimento i dati           semiconfinata.
            considerati nel presente studio. Dal 2002           Superficialmente sono state riconosciute
                                                                                                                                    Indagini idrochimiche
            il sito è entrato in fase post operativa            spesso sia coperture limose sia ghiaiose.
                                                                                                                                    L’elaborazione delle analisi eseguite ha
            con l’applicazione del relativo piano di            I corpi idrici più superficiali riconosciuti
                                                                                                                                    mostrato alcune differenze idrochimiche
            monitoraggio.                                       alimentano le sottostanti zone a multifalda.
                                                                                                                                    dei circuiti idrici superficiali e sotterranei
                                                                In letteratura sono presenti altri lavori
                                                                                                                                    dell’area in esame. In particolare, dagli
                                                                di studio che riguardano la provincia di
                                                                                                                                    andamenti temporali della concentrazione
                                                                Piacenza, in particolare in Val Nure e in Val
            Modello idrogeologico del territorio                Trebbia. Questi evidenziano alcuni sistemi
                                                                                                                                    di alcuni composti di origine spesso
                                                                                                                                    antropica nelle acque sotterranee (nitrati,
                                                                acquiferi profondi che riportano le stesse
            Il modello idrogeologico nella zona di Ca’                                                                              cloruri e solfati) è emerso che questi
                                                                caratteristiche individuate in questa ricerca.
            del Montano ha permesso di individuare                                                                                  sono sostanzialmente in linea con le
            i rapporti idrologici presenti tra le acque                                                                             caratteristiche delle acque sotterranee
            superficiali e quelle sotterranee.                                                                                      di tutto il territorio esaminato. Nelle
            La rete idrografica superficiale è                  Monitoraggio piezometrico                                           acque superficiali le concentrazioni dei
            rappresentata da piccoli corsi d’acqua                                                                                  macrocostituenti sono mediamente
            naturali e da un sistema di origine                 Grazie ai dati acquisiti da Arpae, relativi                         maggiori in quanto risentono direttamente
            artificiale dedicato all’irrigazione (piccoli       alla rete di monitoraggio piezometrica                              degli effetti legati alle precipitazioni e
            canali e alcuni laghetti artificiali) (figura 1).   della vasca II della discarica in esame,                            alle pratiche agricole della zona. Nei
            La circolazione idrica sotterranea è stata          unitamente ai dati delle precipitazioni                             laghi monitorati circostanti la discarica le
            individuata tramite la ricostruzione                giornaliere misurate, è stato verificato il                         variazioni risultano, invece, modeste.
            litostratigrafica dettagliata del sottosuolo        corretto funzionamento dei piezometri                               Per quanto riguarda le acque sotterranee,
            e sulla base delle indagini idrodinamiche e         di controllo della qualità delle acque                              le analisi dei parametri idrochimici non
            idrochimiche-isotopiche.                            sotterranee, per un arco temporale relativo                         hanno evidenziato particolari criticità
            Dall’analisi eseguita emerge una spiccata           al periodo 1996-2019. Per una miglior                               legate a fenomeni di contaminazione
            eterogeneità della litostratigrafia del             comprensione del quadro idrogeologico è                             antropica.

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ISOTOPI AMBIENTALI, METODI DI MONITORAGGIO IN DISCARICA
ECOSCIENZA Numero 2 • Anno 2021

                                              che risultano maggiormente protette                                          possono essere considerati elementi di
Analisi isotopiche                            dall’azione di filtraggio e mitigazione del                                  disturbo a elevato impatto antropico.
                                              suolo e dei terreni superficiali.
Le determinazioni isotopiche di δ¹⁸O
                                              Dall’analisi dei risultati ottenuti emerge                                   Riccardo Toloni1, Lia Barazzoni2,
e δD della molecola dell’acqua hanno
                                              come la metodologia utilizzata nella                                         Giorgio Pilla1
fornito un prezioso contributo alla
                                              presente ricerca può essere utilizzata
ricerca. Esse hanno ricoperto un arco                                                                                      1. Dipartimento di Scienze della terra e
                                              come efficace strumento per valutazioni
temporale tra il 2015 e il 2019.                                                                                           dell’ambiente, Università di Pavia
                                              di impatto ambientale in territori dove                                      2. Unità analitica chimica isotopia,
Le analisi sono state condotte dall’ Unità
                                              insistono impianti tecnologici che                                           Arpae Emilia-Romagna
analitica chimica isotopia presso il Ctr
Radioattività di Piacenza. Sono stati
osservati gli andamenti dei rapporti                                           perimetro della vasca II              superficie topografica di Ca’ del Montano 2
isotopici dei campioni analizzati rispetto
alla retta delle precipitazioni del Nord
Italia (Longinelli & Selmo, 2003)
riportati nel diagramma in figura 3. I
dati relativi alle acque sotterranee sono
sostanzialmente in accordo con i
rapporti isotopici delle precipitazioni
dell’Italia settentrionale, indicandone
                                                                                                                       direzioni del deflusso idrico superficiale
quindi un’origine meteorica, con
variazioni imputabili alla stagionalità.      FIG. 2
                                              SUPERFICIE
Le acque superficiali si dimostrano più       TOPOGRAFICA                                   superficie topografica
suscettibili a fattori come temperatura                                                     di Ca’ del Montano 2
ed evaporazione. In particolare, si
                                              Modello 3D della                       Perimetro della vasca II
osserva che la maggior parte dei valori       superficie topografica                                                                                                direzioni di deflusso
di δ¹⁸O e δD dei corsi d’acqua ricade in                                                                                                                            idrico superficiale
                                              della discarica di Rsu
prossimità della retta meteorica locale,      e assimilabili di Ca’ del                                                                                             perimetro vasca II discarica
                                                                                                                                                                    di Ca’ del Montano
mentre le acque dei laghi risentono           Montano 2.
di frazionamenti isotopici legati a
fenomeni di evaporazione (figura 3). Per
                                                                            δD‰ vs V-Smow

quanto riguarda i dati isotopici misurati
nei percolati prodotti nelle vasche
della discarica, si evidenzia che essi si
discostano notevolmente dall’andamento
generale delle acque sia sotterranee che
superficiali.
Infatti, nel classico diagramma δD-
δ18O (figura 3) si collocano molto al
di sopra della retta meteorica locale. È      FIG. 3
risaputo che durante la formazione del        DIAGRAMMA
percolato in una discarica avvengono          δ18O E δD
processi biochimici che provocano un
forte frazionamento isotopico, con            Acque dei corpi idrici
                                              superficiali, sotterranei e
arricchimento in deuterio, causando           del percolato dei due lotti
deviazioni dalla retta delle precipitazioni   della discarica.
                                                                                                                                                                      δ18O‰ vs V-Smow
locali (Fuganti et al., 2003). La diversa
marcatura isotopica del percolato ne
consente una differenziazione rispetto
                                                    RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
alle acque sotterranee e superficiali.
Non riconoscendo questi frazionamenti                Longinelli A., Selmo E. (2003), “Isotopic composition of precipitation in Italy: a first
                                                     overall map”, J. Hydrol., 270, 1-2, 75-88.
nella composizione isotopica delle acque
                                                     Clark I., Fritz P. (1997), Environmental isotopes in Hydrogeology, Lewis Publishers.
sotterranee, si può concludere che non
                                                     New York.
esistono nell’intorno dell’impianto
                                                     Tazioli A., Boschi G., Carlini A. (2005), “Monitoraggio dell’inquinamento da discariche:
tecnologico delle contaminazioni da parte            metodi isotopici per individuare la presenza di contaminazione delle acque
del percolato nelle acque sia sotterranee            sotterranee”, Giornale di Geologia Applicata, 2, 130-136.
che superficiali.                                    Medioli G., Barazzoni L., Repetti M., Braghi B., Pilla G. (2018), “Hydrogeological study
                                                     of the aquifer of Piacenza plain with the contribution of hydrochimic and isotopic
                                                     techniques”, Atti del Convegno “La previsione idrogeologica sulla risorsa acqua”,
                                                     Roma, 22 marzo 2018. Accademia Nazionale dei Lincei, 99-105, Bardi Edizioni, Roma.
Conclusioni                                          Calabrese L., Di Dio G. (2009), Note illustrative e carta geologica in scala 1: 50.000 del
                                                     Foglio 180 - Salsomaggiore Terme, Servizio Geologico d’Italia, A.T.I.-S.El.Ca.
Le analisi idrochimiche mostrano quanto              Fuganti A., Eichinger L., Morteani G., Preinfalk C. (2003), “L’utilizzo degli isotopi trizio,
le acque superficiali siano molto più                ossigeno18, deuterio e carbonio13 per la valutazione dei rapporti tra discariche di
esposte a fenomeni di contaminazione                 rifiuti ed acque sotterranee”, Geologia Tecnica & Ambientale, 2/03, 5-10.
puntuale rispetto alle acque sotterranee,

                                                                                                                                                                                                   75
ISOTOPI AMBIENTALI, METODI DI MONITORAGGIO IN DISCARICA
ECOSCIENZA Numero 2 • Anno 2021

            AGIRE PER IL CAMBIAMENTO,
            UNA GUIDA PRATICA
            FOCSIV HA REALIZZATO LA “GUIDA PER COMUNITÀ E PARROCCHIE SULL’ECOLOGIA
            INTEGRALE”, CON L’OBIETTIVO DI DECLINARE IL CONCETTO INTRODOTTO DA PAPA FRANCESCO
            NELL’ENCICLICA LAUDATO SI’ NEI PROCESSI E NELLE INIZIATIVE PASTORALI DELLE COMUNITÀ
            CRISTIANE. RACCOGLIE BUONE PRATICHE E PERCORSI CONCRETI E PRATICABILI.

            L
                     e risposte che siamo chiamati                                                         all’ambiente, all’economia solidale, alla
                     a dare utilizzando al meglio
                                                           Buone pratiche di ecologia integrale            solidarietà e all’inclusione sociale.
                     le ingenti risorse messe a            per la transizione ecologica                    Esperienze e buone pratiche generative
            disposizione dal Next generation Eu sono                                                       che è importante conoscere e far conoscere,
            l’occasione per riprendere in mano la          L’enciclica Laudato si’, così come              per attivare processi di replicabilità a
            Laudato si’ - Enciclica per la cura della      l’Agenda 2030 firmata anch’essa nel 2015,       partire dalla presa di coscienza e dalla
            casa comune di papa Francesco che, a 6         hanno avviato, alimentato e sostenuto           consapevolezza che il cambiamento è
ATTUALITÀ

            anni dalla sua pubblicazione (24 maggio        processi di cambiamento irreversibili sul       possibile e che qualcuno lo sta già facendo.
            2015), continua a essere un testo più che      versante economico, politico e sociale          Nasce da qui l’idea della Guida per comunità
            mai attuale nella sua capacità di leggere      in Italia e nel mondo. Tante sono le            e parrocchie sull’ecologia integrale realizzata
            la complessità e la radicalità della crisi     esperienze e buone pratiche che grazie          dalla Focsiv-Volontari nel mondo, per
            di questo nostro tempo, non ultima la          al crescente impegno di istituzioni, enti       raccontare alcune esperienze realizzate nella
            drammatica pandemia del Covid-19.              locali, imprese, centri di ricerca, ma          comunità cristiana e declinare l’ecologia
            Pandemia che, è bene ricordarlo, è tutta       anche associazioni, parrocchie, comunità        integrale nei processi e nelle iniziative
            interna alla crisi socio-ambientale,           religiose, singoli cittadini e famiglie         pastorali come segno visibile e concreto di
            cresciuta tra le molteplici “crepe del         promuovono percorsi, iniziative, attività       un profondo cambiamento sociale, culturale
            pianeta che abitiamo” come la riduzione        cercando di tenere assieme l’attenzione         e spirituale.
            senza precedenti di biodiversità, base
            della struttura stessa della vita, causata
            dalla crescente occupazione e distruzione         LA GUIDA PER COMUNITÀ E PARROCHIE SULL’ECOLOGIA INTEGRALE
            di natura da parte dell’uomo.
            In questa prospettiva, la riflessione             La Guida per comunità e parrocchie sull’ecologia integrale realizzata dalla
            sull’ecologia integrale proposta                  Focsiv–Volontari nel mondo, presenta 20 pratiche scelte sulla base di una buona
                                                              conoscenza e raccolta di informazioni a livello nazionale. Le esperienze presentate
            dall’enciclica rivela tutta la sua attualità      raccontano la vivacità, la ricchezza, l’impegno di una Chiesa in uscita incarnata da
            e forza innovativa quale paradigma                persone – religiosi e laici, anziani e giovani – con una forte vocazione, motivazione
            attraverso cui leggere una realtà in cui          e tenacia che hanno saputo costruire percorsi concreti di cambiamento basati su
            “tutto è connesso, tutto è in relazione”.         relazioni di fiducia e di speranza.
            Per iniziare a immaginare un mondo                La guida è disponibile all’indirizzo https://lavoro.chiesacattolica.it/guida-per-
            post-pandemia in grado di fronteggiare            lecologia-integrale-2020.
            la crisi climatica, abbiamo bisogno
            anzitutto di adottare un approccio
            integrale nel quale la questione ecologica
            non è separata dalla società, ma è parte
            integrante della vita sociale, politica,
            economica, culturale e si intreccia
            con tutti i livelli dell’agire da quello
            individuale a quello familiare, da quello
            comunitario-locale a quello nazionale
            e internazionale. Un approccio la cui
            ricaduta interessa la vita delle persone dal
            punto di vista professionale, intellettuale,
            affettivo, spirituale nella direzione di
            un profondo cambiamento, di una vera
            “conversione ecologica” in grado di
            trasformare tanto la dimensione interiore,
            quanto l’agire quotidiano nel segno di
            una maggiore attenzione all’ambiente e
            alle persone.

   76
ISOTOPI AMBIENTALI, METODI DI MONITORAGGIO IN DISCARICA
ECOSCIENZA Numero 2 • Anno 2021

                                               Italiana e che vede tra i media partner          A partire da iniziative concrete, il corso
                                               anche la rivista Ecoscienza.                     vuole dunque promuovere nuove idee
                                               La dimensione educativa è fondamentale           per il cambiamento sociale ed economico
                                               per sviluppare conoscenze, capacità di           per orientare l’azione locale, ma anche
                                               ascolto e di discernimento, cultura del          per favorire una più forte connessione
                                               rispetto e della cura, capacità di agire in      tra le pratiche e la politica. Si tratta di
                                               modo che le buone intenzioni possano             un passaggio fondamentale per dare
                                               essere concretamente declinate in scelte         concretezza ai programmi del Piano
                                               adeguate e giuste, in grado anche di             nazionale di ripresa e resilienza e ai
                                               attivare percorsi economici innovativi           relativi Piani regionali che dovranno
                                               e sostenibili. La proposta del corso è di        essere attuati nel prossimo futuro. Solo
                                               educare trasmettendo pratiche di fiducia         con il sostegno e la partecipazione attiva
                                               e speranza riportate nella Guida per             delle comunità sarà infatti possibile
                                               comunità e parrocchie sull’ecologia integrale    accompagnare nei territori la difficile
                                               e in altre pubblicazioni recenti come            transizione ecologica nel segno della
                                               il rapporto Territori civili - Indicatori,       giustizia e della solidarietà.
                                               mappe e buone pratiche verso l’ecologia
                                               integrale, realizzato da Caritas Italiana e
                                                                                                Matteo Mascia
                                               Legambiente e il Rapporto I territori e gli
                                               obiettivi di sviluppo sostenibile realizzato     Fondazione Lanza
                                               da Asvis (Alleanza italiana per lo               Co-autore della Guida

                                               sviluppo sostenibile).
In particolare, le buone pratiche
raccontate nella Guida vengono articolate
in sei dimensioni che definiscono e
articolano la proposta dell’ecologia
integrale: l’ecologia naturale, direttamente
collegata alla cura del creato; l’ecologia
economica, per introdurre comportamenti
e scelte orientate a un cambiamento del
modello economico; l’ecologia sociale,
che pone l’attenzione alle persone e al
supporto alle fasce più deboli; l’ecologia
politica, che promuove la partecipazione
attiva e responsabile; l’ecologia culturale,
per una profonda azione culturale ed
educativa; l’ecologia umana, di ricerca
interiore nel rapporto con se stessi, con
gli altri, con l’ambiente e con Dio.
Sei ambiti d’azione tra loro strettamente
interdipendenti per leggere, orientare e,
in prospettiva, misurare le iniziative della
comunità cristiana (a livello diocesano
e parrocchiale) nella direzione di una
pastorale rinnovata: una sorta di mappa
che indica percorsi possibili, anche molto
diversi tra loro, ma concreti e praticabili        IL CORSO DI FORMAZIONE
per dare concretezza al concetto di
ecologia integrale.                                                                     Il corso di formazione per comunità e
                                                                                        parrocchie verso l’ecologia integrale intende
                                                                                        sensibilizzare e formare animatori, operatori,
                                                                                        sacerdoti e guide spirituali, giovani che
Dalle buone pratiche                                                                    vogliono essere soggetti attivi e promotori
                                                                                        di nuove idee per il cambiamento sociale ed
alla formazione per l’azione                                                            economico per orientare l’azione locale nella
                                                                                        realizzazione dell’ecologia integrale e dello
                                                                                        sviluppo sostenibile.
Le esperienze, se adeguatamente
conosciute e comunicate, rappresentano                                                  Il corso si articola in 10 webinar, a partire da
                                                                                        settembre 2021:
un forte elemento generativo per
                                                                                        2 incontri di riflessione teologica e pastorale
stimolare nuovi percorsi e pratiche                                                     sull’ecologia integrale; 7 dedicati alle buone
virtuose a livello locale. In questa                                                    pratiche presenti nei territori, 1 su altre
direzione si inserisce la proposta del                                                  esperienze in una prospettiva “glocale” di
primo corso nazionale di formazione                                                     giustizia e pace.
per comunità e parrocchie verso                                                         Per informazioni sul programma e iscrizioni:
l’ecologia integrale ideato e promosso                                                  www.fondazionelanza.it
da Fondazione Lanza, Focsiv, Caritas

                                                                                                                                              77
ISOTOPI AMBIENTALI, METODI DI MONITORAGGIO IN DISCARICA
ECOSCIENZA Numero 2 • Anno 2021

            IL 5G IN ITALIA E I POTERI
            DI COMUNI E REGIONI
            LA NUOVA GENERAZIONE DI COMUNICAZIONI MOBILI COMPORTERÀ L’INSTALLAZIONE DI
            NUMEROSE ANTENNE, AUMENTANDO LA PREOCCUPAZIONE RELATIVA ALL’ESPOSIZIONE AI
            CAMPI ELETTROMAGNETICI. LE DECISIONI DEGLI ENTI COMPETENTI DI FRONTE A QUANTO
            PREVEDE LA NORMATIVA E AL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE.

            P
                    er l’attivazione delle reti 5G, la
                    quinta generazione della telefonia
                    mobile, gli operatori del settore
            dovranno installare sul territorio
            comunale numerose nuove antenne.
            L’aumento del numero di antenne
            comporterà l’esposizione della
ATTUALITÀ

            popolazione a campi elettromagnetici e la
            conseguente preoccupazione dei cittadini
            circa i possibili rischi per la loro salute.
            Saranno avviati presso i comuni
            numerosi procedimenti amministrativi
            che potranno provovare del contenzioso
            davanti ai giudici amministrativi a causa
            dei ricorsi proposti, sia dai gestori di
            telefonia mobile nel caso di diniego
            delle autorizzazioni all’installazione
            degli impianti, sia da parte di cittadini e
            comitati in ipotesi di rilascio del titolo      ha chiarito che: “Anche se nel Trattato il         scientifica, se ne dovrà tenere debito conto,
            abilitativo.                                    principio di precauzione viene menzionato          purché la credibilità e la reputazione di tale
                                                            esplicitamente solo nel settore dell’ambiente,     frazione siano riconosciute”.
                                                            il suo campo d’applicazione è molto più vasto.     Dopo tali premesse, potrebbero sembrare
                                                            Esso comprende quelle specifiche circostanze       legittime le ordinanze adottate dai sindaci
            Le ordinanze sindacali                          in cui le prove scientifiche sono insufficienti,   in detta materia. Ma così non è.
            e il principio di precauzione                   non conclusive o incerte e vi sono                 Infatti, in tema di esposizione della
                                                            indicazioni, ricavate da una preliminare           popolazione ai campi elettromagnetici,
            Molti comuni hanno recentemente                 valutazione scientifica obiettiva, che esistono    il principio di precauzione è assicurato
            adottato ordinanze sindacali vietando sul       ragionevoli motivi di temere che gli effetti       quando sono stati rispettati i limiti posti
            proprio territorio la sperimentazione.          potenzialmente pericolosi sull’ambiente            dal legislatore statale mediante il Dpcm
            In particolare, dette ordinanze                 e sulla salute umana, animale o vegetale           8 luglio 2003, che ha fissato i parametri
            richiamano documenti e studi scientifici        possono essere incompatibili con il livello di     relativi ai limiti si esposizione, ai valori
            che evidenziano rischi sanitari per             protezione prescelto”.                             di attenzione e agli obiettivi di qualità
            la popolazione esposta ai campi                 Nel caso di specie possiamo affermare              (confronta Tribunale Milano, sez. X,
            elettromagnetici generati dalla tecnologia      che sussistono opinioni divergenti                 3.3.2018, n. 2520).
            5G per poi vietarne l’utilizzo, ispirandosi     nella comunità scientifica circa                   Ciò in quanto ai sensi dell’art. 3 della
            al principio di precauzione di cui agli         l’esistenza o meno di rischi per la salute         legge 22.02.2001 n. 36 la determinazione
            articoli 191, comma 2, del Trattato sul         della popolazione esposta ai campi                 di detti limiti è ispirata alla finalità di
            funzionamento dell’Unione europea e             elettromagnetici generati da impianti che          prevenire effetti dannosi per la salute della
            3-ter del Codice dell’ambiente.                 utilizzano le frequenze del 5G.                    popolazione, sia da effetti acuti (limiti di
            Al riguardo occorre rilevare che il             Sempre la sopra citata Commissione,                esposizione) sia da possibili effetti a lungo
            principio di precauzione trova immediata        al punto 6.2 della comunicazione, ha               termine (valore di attenzione).
            applicazione ogniqualvolta sussistano           stabilito: “La mancanza di prove scientifiche      La giurisprudenza amministrativa ha
            incertezze riguardo all’esistenza o alla        dell’esistenza di un rapporto causa/effetto, un    stabilito: “Il principio di precauzione
            portata di rischi per la salute delle           rapporto quantificabile dose/risposta o una        finalizzato a prevenire i danni, anche solo
            persone, non occorrendo attendere che           valutazione quantitativa della probabilità         potenziali, di attività ritenute lesive per
            siano esaurientemente dimostrate la realtà      del verificarsi di effetti negativi causati        l’ambiente, in mancanza di conoscenze
            e la gravità di tali rischi (cfr. Tar Liguria   dall’esposizione non dovrebbero essere             scientifiche certe, deve indirizzare l’azione
            Genova, sez. II, 15.10.2010, n. 9501).          utilizzati per giustificare l’inazione. Anche      dei pubblici poteri volta a prevenire
            La Commissione europea, al punto 3              se il parere scientifico è fatto proprio solo da   eventuali danni. Non risulta tuttavia
            della Comunicazione del 2/2/2000,               una frazione minoritaria della comunità            ammissibile un richiamo generale al

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ISOTOPI AMBIENTALI, METODI DI MONITORAGGIO IN DISCARICA
ECOSCIENZA Numero 2 • Anno 2021

principio in questione quando l’attività          Il Governo ha recepito in parte le             i presupposti di necessità e urgenza che
posta in essere è stata oggetto di puntuale       proposte contenute nel Piano per il            costituiscono requisiti di validità dei
definizione legislativa. Ne consegue il divieto   rilancio “Italia 2020-2022”, prevedendo        decreti legge. Infatti è evidente nel caso
di applicazione analogica del principio di        nell’art. 38 del Dl n. 76 del 16/07/2020       di specie l’insussistenza di una situazione
precauzione” (confronta Tar Piemonte              (convertito dalla legge 11/09/2020, n.         di fatto comportante la necessità e
Torino, sez. I, 3.5.2010, n. 2294).               120) delle “Misure di semplificazione          l’urgenza di provvedere in ordine alla
Pertanto le ordinanze sindacali                   per reti e servizi di comunicazioni            semplificazione del procedimento
difficilmente resisterebbero al vaglio di         elettroniche”.                                 amministrativo relativo all’autorizzazione
legittimità del giudice amministrativo.           Secondo un’interpretazione letterale           di impianti di comunicazione elettronica.
Tuttavia i limiti previsti dal Dpcm 8             dell’art. 38, comma 2 del D l76/2020,          Infine ritengo che l’art. 38, comma
luglio 2003 individuati circa 17 anni             la norma consente l’installazione di           6, del decreto legge n. 76/2020 sia
fa, debbono essere riesaminati e, se              infrastrutture per impianti radioelettrici     costituzionalmente illegittimo per
necessario, ridotti in funzione dei risultati     di qualunque tecnologia e potenza in           violazione dell’art. 117, comma 3, della
della ricerca scientifica e del controllo del     deroga ai regolamenti adottati dagli enti      Costituzione, atteso che priva le Regioni
loro impatto sulla salute umana.                  locali, che verranno tutti autorizzati in      delle loro attribuzioni in materia di
Del resto non risulta che il Comitato             futuro mediante le procedure semplificate      governo del territorio.
interministeriale competente abbia                dell’art. 87 bis del decreto legislativo n.    Infatti, sotto il profilo della disciplina
adempiuto al compito di procedere, nei            259 del 2003 (Codice delle comunicazioni       costituzionale, “il governo del territorio”
tre anni successivi all’entrata in vigore         elettroniche), abrogando di fatto il           è una delle materie di legislazione
del predetto decreto, “all’aggiornamento          procedimento di autorizzazione ordinario       concorrente nelle quali spetta alle Regioni
dello stato delle conoscenze, conseguenti         previsto dall’art. 87 del predetto codice,     la potestà legislativa, salvo che per la
alle ricerche scientifiche prodotte a livello     il quale prevede un iter amministrativo        determinazione dei principi fondamentali,
nazionale ed internazionale, in materia           che garantisce meglio il diritto               riservata alla legislazione dello Stato.
dei possibili rischi sulla salute originati dai   all’informazione e alla salute dei cittadini   Non sembra che tra i principi
campi elettromagnetici” (v. art. 7 Dpcm           e il corretto insediamento urbanistico e       fondamentali della legislazione statale
8.7.2003).                                        territoriale degli impianti.                   vigente possa annoverarsi l’esecizio delle
Pertanto l’adozione da parte dei                  In particolare:                                funzioni relative alla localizzazione degli
Comuni di ordinanze sindacali che                 - il termine entro cui il comune può           impianti per comunicazioni elettroniche.
vietano l’installazione, l’utilizzo e la          comunicare un provvediemnto di diniego         Occore evidenziare che l’art. 8, comma
sperimentazione delle tecnologie 5G sul           all’installazione dell’impianto viene          1, della legge 22 febbraio 2001, n. 36
loro territorio derivano da una decisione         ridotto da 90 giorni a 30 giorni               (legge quadro sulla protezione dalle
eminentemente politica ispirata al                - conseguentemente anche il termine            esposizioni a campi elettrici, magnetici
principio di precauzione che potrebbero           di formazione del silenzio assenso viene       ed elettromagnetici), per quanto
essere ritenute legittime soltanto                ridotto da 90 giorni a 30 giorni in ipotesi    qui interessa, stabilisce che sono di
dimostrando che i limiti fissati dal              in cui il comune non comunichi un              competenza delle Regioni “l’esercizio delle
legislatore nel lontano 2003 sono troppo          provvedimento di diniego                       funzioni relative all’individuazione dei siti
elevati e, quindi, dannosi per la salute          - l’istanza di autorizzazione dell’impianto,   di trasmissione e degli impianti per telefonia
della popolazione esposta. Trattasi di            contrariamente a quanto previsto dall’art.     mobile, degli impianti radioelettrici e degli
prova particolarmente difficile da fornire.       87, comma 4, del Dlgs n. 259/2003, non         impianti per radiodiffusione” (lett. a) e “le
                                                  è soggetto a pubblicazione da parte del        modalità per il rilascio delle autorizzazioni
                                                  comune                                         alla installazione dei predetti impianti”
                                                  - non è prevista la possibilità da parte       (lett. c).
I poteri dei Comuni                               del responsabile del procedimento              Al riguardo la stessa Corte Costituzionale,
con il decreto “Semplificazioni”                  di richiedere l’integrazione della             con sentenza n. 307 del 7 ottobre 2003,
                                                                                                 ha affermato: “È logico che riprenda pieno
                                                  documentazione prodotta dal gestore del
Il 5G è uno dei punti contenuti nel               servizio di comunicazione elettronica,         vigore l’autonoma capacità delle Regioni
Piano per il rilancio “Italia 2020-2022”          contrariamente a quanto previsto dall’art.     e degli enti locali di regolare l’uso del
redatto dal Comitato di esperti in                87, comma 5, del Dlgs n. 259/2003.             proprio territorio, purché ovviamente criteri
materia economica e sociale nominati dal          Ma vi è di più.                                localizzativi e standard urbanistici rispettino
precedente governo, guidato da Vittorio           L’art. 38, comma 6, del decreto legge n.       le esigenze della pianificazione nazionale
Colao, dove viene ritenuto fondamentale                                                          degli impianti e non siano, nel merito, tali da
                                                  76 del 2020, nel sostituire il comma 6
                                                                                                 impedire o di ostacolare ingiustificatamente
completare su tutto il territorio                 dell’art. 8 della legge quadro, impedisce
                                                                                                 l’insediamento degli stessi”.
nazionale la posa della rete in fibra             di fatto, ai comuni di regolamentare
                                                                                                 In conclusione, per chi scrive appare
ottica, complementare al pieno sviluppo           il corretto insediamento urbanistico e
                                                                                                 necessario che i Comuni si riapproprino
della rete 5G che deve a sua volta essere         territoriale degli impianti e minimizzare
                                                                                                 dei poteri relativi alla localizzazione
realizzata rapidamente, in linea con i paesi      l’esposizione della popolazione ai campi
                                                                                                 di impianti di telecomunicazioni al
più avanzati.                                     elettromagnetici, residuando soltanto la
                                                                                                 fine di minimizzare l’esposizione della
In particolare si propone in detto                possibilità di regolamentare l’installazione
                                                                                                 popolazione ai campi elettromagnetici.
Piano di “adeguare i livelli di emissione         degli impianti riferiti ai siti sensibili
elettromagnetica in Italia ai valori europei,     individuati in modo specifico, quali
oggi circa 3 volte più alti e radicalmente        ospedali, case di cura, scuole, asili ecc.     Roberto Tiberi
inferiori ai livelli di soglia di rischio, per    Le norme in esame appaiono a chi               Avvocato, Ancona
accelerare lo sviluppo delle reti 5G” e di        scrive costituzionalmente illegittime.
“escludere opponibilità locale se protocolli      Innanzitutto per violazione
nazionali sono rispettati”.                       dell’art. 77 della Costituzione, difettando

                                                                                                                                                   79
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