Corso MOTOSEGA Ed. 2020: uso corretto e manutenzione == - ISCRIZIONI APERTE

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Corso MOTOSEGA Ed. 2020: uso corretto e manutenzione == - ISCRIZIONI APERTE
Corso MOTOSEGA Ed. 2020: uso
corretto e manutenzione ==>
ISCRIZIONI APERTE

Corso di Formazione sul corretto utilizzo e manutenzione della
motosega (Art. 37 e 73 del D.Lgs. 81/08 e s.m.i.)

Obiettivi del corso: a seguito dell’evoluzione delle normative
sulla sicurezza, l’utilizzo di diverse attrezzature di lavoro
è oggi soggetto all’obbligo di formazione degli
utilizzatori. L’obiettivo è quello di fornire un’adeguata
preparazione teorica e pratica per operare in sicurezza
nell’uso e nella manutenzione della motosega in ambito urbano
e privato.

Destinatari: corso mirato a tecnici, operatori del settore,
operatori agricoli, ed a tutti coloro che vogliono conoscere
in maniera approfondita l’utilizzo corretto e la manutenzione
ordinaria della motosega.

Durata: 8 ore totali di formazione

Contenuti della formazione:
1 Modulo – TECNICO – TEORICO – 4 ore:

     Cenni normativi;
     Descrizione e funzionamento della motosega: elementi e
     parti che la compongono;
     Dispositivi di protezione individuale per l’uso della
     motosega;
     Sicurezza sui cantieri riguardante l’uso della motosega;
     Manutenzione della motosega;
     Affilatura corretta e descrizione dei denti di taglio;
     Tecniche di taglio sia di sramatura che di abbattimento.

2 Modulo PRATICO – Esercitazioni pratiche operative – 4 ore:

     Manutenzione della motosega;
     Corretta pratica di affilatura;
     Approccio al cantiere e valutazione dei rischi;
     Esercitazioni pratiche su l’utilizzo della motosega;
     Tagli di abbattimento, corretta sramatura e depezzatura
     degli alberi abbattuti.

Docenti: Formatori qualificati secondo gli art 6, 32, 37
D.Lgs.81/2008 – Accordo Stato-Regioni 26/01/2006, D.I.
06/03/2013    ed Operatori esperti nell’utilizzo della
motosega.

Metodologia, strumenti didattici e verifiche: Lezioni
frontali, con utilizzo di strumenti multimediali e prova
pratica. Il corso sarà realizzato con metodologie interattive,
in modo da coinvolgere gli allievi, sollecitarne l’interesse,
favorire la discussione su casi pratici provenienti dalla loro
esperienza. Per la verifica dell’apprendimento è prevista la
somministrazione a ciascun partecipante di un test intermedio
a risposta multipla per il modulo teorico e prove pratiche
finali inerenti il corretto utilizzo dell’attrezzatura.

La frequenza al corso è obbligatoria. Al termine verrà
rilasciato un attestato di partecipazione alla formazione
(valido su tutto il territorio nazionale) solo a coloro che
avranno partecipato al 100% del monte ore di formazione
previste e avranno superato con esito positivo il test
intermedio le prove di verifiche pratiche finali.

Aggiornamento della formazione: L’aggiornamento del corso non
è normato, ma consigliamo di aggiornarlo comunque entro 5 anni
dalla data di rilascio dell’attestato del corso di base.

Informazioni e prenotazioni: Abruzzo Consulting Srl – Tel.
0871/411530 – info@abruzzoconsulting.it
Macchine   Agricole:  Nuove
scadenze per le revisioni

Revisione macchine agricole: con il decreto 28 febbraio 2019
(che modifica il decreto 20 maggio 2015) il ministero dei
Trasporti ha dettato le nuove tempistiche per l’adempimento.

Le nuove tempistiche – riportate nell’allegato I – sono le
seguenti:

Veicoli immatricolati entro il 31 dicembre 1983
Revisione entro il 30 giugno 2021

Veicoli immatricolati dal 1° gennaio 1984 al 31 dicembre 1995
Revisione entro il 30 giugno 2022

Veicoli immatricolati dal 1° gennaio 1996 al 31 dicembre 2018
Revisione entro il 30 giugno 2023

Veicoli immatricolati dopo il 1° gennaio 2019
Revisione al quinto anno entro la fine del mese di prima
immatricolazione

Uso in sicurezza dei prodotti
fitosanitari     –    schede
tecnico-informative INAIL

L’uso dei prodotti fitosanitari (PF) nel settore agricolo sta
ricevendo negli ultimi anni una particolare attenzione per le
ricadute che l’impiego di tali prodotti ha sulla salute degli
operatori agricoli, dei consumatori e per la tutela
dell’ambiente e della biodiversità.

L’opuscolo viene proposto sia come ausilio per la
realizzazione dei percorsi di formazione e di informazione dei
lavoratori sia come compendio sintetico degli adempimenti di
legge previsti in tema di tutela della salute e della
sicurezza in ambito professionale. Il testo è strutturato in
schede monotematiche dedicate alle principali fasi di impiego
del PF, integrate da sezioni relative alla sicurezza chimica
in ambito professionale. Viene inoltre trattata la tutela
dell’ambiente tramite l’impiego di metodologie agronomiche
alternative a basso apporto di PF.

Uso in sicurezza dei prodotti fitosanitari – schede tecnico-
informative

FONTE: www.inail.it

INAIL. Oleare la sicurezza –
I rischi per i lavoratori
nella coltivazione dell’olivo
e la produzione delle olive
                La Campania è tra le cinque regioni italiane a
                maggior produzione di olio di oliva e negli
                ultimi anni si è affermata sul mercato con
                prodotti di alta qualità.

Gli oliveti sono per la maggior parte ubicati su terreni con
caratteristiche orografiche difficili che non sempre
permettono la meccanizzazione delle pratiche colturali e,
pertanto, richiedono un significativo impiego di manodopera.
Anche nelle aziende a gestione familiare l’attività formativa
viene data per scontata ed è facile che le cattive prassi si
siano consolidate nel tempo, provocando decine di infortuni
sul lavoro.
Oleare la sicurezza – I rischi per i lavoratori nella
coltivazione dell’olivo e la produzione delle olive

FONTE: www.inail.it

Esenzione                 IMU       per        terreni
agricoli
                L’esenzione IMU per terreni agricoli vale
                anche per coltivatori diretti e imprenditori
                agricoli in pensione. Lo ha chiarito il Mef.

L’esenzione IMU prevista per coltivatori diretti e
imprenditori agricoli professionali riguarda anche coloro che
sono già pensionati, iscritti nella previdenza agricola, che
continuano a condurre i propri terreni. Il chiarimento arriva
dal dipartimento Finanze del Mef con la risoluzione n. 1/Df
del primo marzo 2018.

IMU per coltivatori       diretti   e   imprenditori   agricoli
professionali

La legge di stabilità 2016 ha stabilito che, a decorrere dal
2016, sono esenti dall’IMU i terreni agricoli posseduti e
condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli
professionali, iscritti nella previdenza agricola,
indipendentemente dalla loro ubicazione.

Per beneficiare del trattamento agevolato è necessaria la
contestuale sussistenza delle seguenti condizioni:

     possesso del fondo
persistenza dell’utilizzazione agro-silvo-pastorale,
     mediante l’esercizio di attività dirette alla
     coltivazione del fondo
     qualifica soggettiva di coltivatore diretto o di
     imprenditore agricolo professionale (ex articolo 1, Dlgs
     99/2004)
     iscrizione nella previdenza agricola.

Quesito su IMU e risposte del dipartimento Finanze

Sono pervenuti al dipartimento delle Finanze alcuni quesiti
relativi alla compatibilità dello status di pensionato con la
qualifica di coltivatore diretto e di imprenditore agricolo
professionale e l’eventuale conseguente esonero dal pagamento
IMU sui terreni agricoli posseduti dal pensionato.

Il dipartimento delle Finanze ricorda innanzitutto le
definizioni di coltivatore diretto e imprenditore agricolo
professionale:

     è coltivatore diretto chi si dedica direttamente e
     abitualmente alla coltivazione del fondo, con il lavoro
     proprio o della sua famiglia, sempreché la sua forza
     lavorativa non sia inferiore a un terzo di quella
     complessiva richiesta dalla normale conduzione del fondo
     (cfr articolo 1647 c.c e articolo 2, legge 9/1963)
     è imprenditore agricolo professionale chi, in possesso
     di conoscenze e competenze professionali, dedica alle
     attività agricole indicate dall’articolo 2135 c.c.,
     direttamente o in qualità di socio di società, almeno il
     50% del proprio tempo di lavoro complessivo e che ricava
     dalle stesse attività almeno 50% del proprio reddito
     globale da lavoro. A tal fine, dal reddito globale di
     lavoro sono escluse le pensioni di ogni genere, gli
     assegni a esse equiparati, le indennità e le somme
     percepite per l’espletamento di cariche pubbliche,
     ovvero in associazioni e altri enti operanti nel settore
     agricolo (articolo 1, comma 1, Dlgs. 99/2004).
Da queste definizioni e dalla lettura sistematica della
disciplina legislativa è possibile ricavare, innanzitutto, che
non è richiesto che coltivatori diretti e imprenditori
agricoli professionali traggano dal lavoro della terra la loro
esclusiva fonte di reddito.

Inoltre, il legislatore ha previsto per coloro che sono
qualificati come coltivatori diretti e imprenditori agricoli
professionali l’obbligo di iscriversi nella gestione
previdenziale dei coltivatori diretti, purché svolgano tale
attività con abitualità e prevalenza.

La valutazione dell’abitualità e prevalenza deve essere
effettuata rispetto a un’altra attività lavorativa. La
percezione di un trattamento pensionistico, quindi, non fa
venire meno l’obbligo di iscrizione. Del resto, la normativa
previdenziale prevede che i lavoratori che versano i
contributi successivamente alla data di decorrenza della
pensione possono percepire un supplemento della stessa.

Inoltre, con specifico riferimento agli imprenditori agricoli
professionali, la risoluzione ricorda che la compatibilità
dello svolgimento dell’attività agricola con lo status di
pensionato si evince chiaramente dalla circostanza che dal
calcolo del 50% del reddito globale da lavoro per la verifica
del requisito richiesto dalla legge per il riconoscimento
della relativa qualifica sono escluse, tra l’altro, le
pensioni di ogni genere. Ne consegue che la qualifica di Iap
può essere riconosciuta anche a un soggetto già in pensione.

In conclusione, anche i coltivatori diretti e imprenditori
agricoli pensionati non devono pagare l’IMU sui terreni
agricoli.

FONTE “BibLus-net by ACCA – biblus.acca.it“
Sicurezza sul Lavoro – Check
Up Gratuito per le Imprese
                Informiamo tutte le imprese del territorio che
                abbiamo attivato un servizio gratuito in
                materia di Sicurezza sul Lavoro. L’ufficio
                Ambiente e Sicurezza di Unimpresa Chieti, ha
organizzato un servizio di assistenza mirato a rilevare tutti
i dati aziendali per un check up gratuito della ditta in
materia di “sicurezza sul lavoro”.

Il servizio offerto, erogato da tecnici esperti in tale
settore, consiste in:

– un check-up presso la sede/i produttive dell’azienda a
fronte delle normative cogenti vigenti in materia di salute e
sicurezza sul lavoro;

– analisi dei rischi;

– controllo scadenze dei Corsi di Formazione già effettuati;

– un report sui risultati della visita in cui vengano
evidenziate le eventuali carenze e gli interventi da adottare
per rispondere ai requisiti legislativi.

Per prenotare il check-up GRATUITO direttamente presso la Sua
    azienda è possibile contattare gli uffici ai seguenti
                          recapiti:

  Tel. 0871/411530 – 339/5866100 – info@abruzzoconsulting.it
oppure è possibile venirci a trovare direttamente presso i ns.
 uffici in Via D. Spezioli (Galleria Comm.le TheateCenter) a
                           Chieti.
LA RICHIESTA E’ SENZA IMPEGNO, ANCHE DOPO IL CHECK UP NON C’E’
                        ALCUN OBBLIGO

EU-OSHA. Proteggere la salute
e la sicurezza dei lavoratori
nei settori dell’agricoltura,
dell’allevamento,
dell’orticoltura    e   della
silvicoltura
                Questa guida non obbligatoria riporta
                informazioni ed esempi di buone prassi
                sull’attuazione delle direttive in materia di
                salute e sicurezza nonché ogni altro elemento
                necessario, come spiegazioni ed esempi pratici
                sui pericoli e i rischi in tutte le fasi
                dell’attività agricola, dell’orticoltura e
                della silvicoltura. La guida è stata concepita
                per aiutare tutte le parti interessate, in
particolare agricoltori, supervisori (soprattutto nelle PMI),
datori di lavoro, i lavoratori e i loro rappresentanti e
altri, ad attuare e a gestire adeguatamente la prevenzione dei
rischi sul posto di lavoro. La guida comprende alche una
sintesi delle varie direttive UE, i riferimenti e la
bibliografia delle fonti, un glossario, l’elenco delle
questioni principali e un indice per argomento, una tabella di
esempi pratici e una tabella generale sui doveri delle parti
interessate. La guida contiene vari esempi di buone prassi che
sono state riprese da guide vigenti negli Stati membri o che
sono state studiate appositamente per questo documento. La
pubblicazione è disponibile in formato stampabile in tutte le
lingue.

FONTE: osha.europa.eu/it

Download

Opuscolo INAIL Infor.MO – Il
Ribaltamento dei Mezzi
                Rischio ribaltamento mezzi: dati descrittivi,
                fattori di rischio, dinamiche infortunistiche.
                Inoltre, misure preventive generali e
specifiche per carrelli elevatori e mezzi movimento terra.

Il rischio ribaltamento mezzi è una delle cause più frequenti
degli infortuni mortali nei luoghi di lavoro.

Per approfondire il tema, di seguito è possibile scaricare
l’opuscolo Inail “Il ribaltamento dei mezzi“.

Infor.MO - Il Ribaltamento dei Mezzi

Agricoltura: Unimpresa, in 10
anni persi 100mila posti di
lavoro
                 I dati di Unimpresa in uno studio inserito fra
                 le richieste inviate al governo, nell’ambito
                 del documento programmatico approvato ieri dal
                 consiglio    nazionale    dell’associazione.
Proposto un patto di settore fra aziende e istituzioni che
coinvolga la scuola e università; e poi più innovazione e meno
burocrazia. Il vicepresidente Braga: “Va modernizzata l’intera
filiera, ma gli imprenditori devono assumersi maggiori
responsabilità”.

Più di 100.000 posti di lavoro persi nell’agricoltura e
nell’agroalimentare in Italia nell’arco degli ultimi 10 anni.
Con la produzione del settore che è rimasta sostanzialmente
immobile, passando dai 50 miliardi di euro del 2005 ai 57
miliardi del 2015 con una crescita pari ad appena il 14%,
mentre la media europea è stata del 22%. Questi i dati
principali di uno studio di Unimpresa pubblicato nel documento
inviato al governo con una serie di proposte: l’associazione,
in particolare, chiede una cabina di regia che coinvolta
scuola e università, con un pacchetto di misure volte a
incentivare l’innovazione e a ridurre la burocrazia a carico
delle aziende agricole. Il documento è stato approvato ieri
dal consiglio nazionale di Unimpresa riunitosi a Castellammare
di Stabia, in provincia di Napoli. “Va modernizzata l’intera
filiera con un patto istituzionale, che coinvolga l’Istruzione
e le imprese: anche gli imprenditori devono fare la loro
parte, assumendosi maggiori responsabilità perché i rifiuti
nel retro della stalla non aiutano a risanare l’azienda” dice
il vicepresidente di Unimpresa con delega all’agroalimentare,
Mario Braga.

Secondo i dati di Unimpresa, tra il 2005 e il 2015 la
produzione agricola italiana è cresciuta solo del 14%,
passando da 50 miliardi a 57 miliardi. Nello stesso arco di
tempo la crescita media nei paesi membri dell’Unione europea è
stata del 22%. Un andamento che, per il nostro Paese, ha
comportato, tra l’altro, un sensibile calo dell’occupazione,
scesa di 100.000 unità. Insufficienti anche i risultati del
rapporto tra export e import: le esportazioni nel 2015 hanno
toccato quota 6,6 miliardi, registrando uno crescita rispetto
al 2005 di 2,5 miliardi; le importazioni, invece, nel 2015
sono state pari a 13,8 miliardi, in salita di 4,6 miliardi sul
2005. Negativo il confronto, tra Italia ed Europa, anche per
quanto riguarda i redditi del settore: se nel nostro Paese
sono saliti del 14%, nel Vecchio continente è stato registrato
un aumento del 40%.

Regia, programmazione, accompagnamento all’innovazione e allo
sviluppo sono i fattori indispensabili menzionati nelle
proposte inviata al governo al quale viene chiesto anche una
riforma volta alla semplificazione della burocrazia. “Allo
stesso tempo gli imprenditori agricoli devono assumersi
maggiori responsabilità guardando la realtà in tutti i suoi
aspetti. Non meno rilevante è il ruolo che devono svolgere le
professioni tecnico intellettuali per promuovere una
agricoltura innovativa, con capacità organizzative e tecniche
migliori, per favorire aggregazioni, reti e filiere più
organizzate e strutturate”        si   legge   nel   documento
dell’associazione.

Unimpresa propone una soluzione che passa attraverso una
stretta sinergia fra istituzioni, imprese agricole e
professioni intellettuali volta a favorire la promozione di un
“piano di governo del settore agroalimentare”. Il piano
andrebbe attuato attraverso uno stretto raccordo con la scuola
agraria e le università, le professioni e le imprese
demandando al ministero per le Politiche agricole, in sinergia
con il ministero della Pubblica istruzione, la competenza in
materia di programmazione didattica degli istituti tecnici
agrari e delle Università “agrarie”. Anche i settori della
ricerca e della sperimentazione pubblici (gestiti dallo Stato
e dalle Regioni) vanno riformati raccordandoli all’università,
alle imprese agroalimentari e alle professioni intellettuali.

Secondo Unimpresa, è essenziale e urgente è la promozione di
una concreta profonda e radicale semplificazione burocratica,
attuando il progetto della “Buona burocrazia”, amica e
strumento di crescita, qualità e sviluppo. È indispensabile
liberare l’agricoltura da un’antistorica pressione burocratica
e da una superata rappresentatività di settore.

Il documento analizza anche il fenomeno dei prezzi. Viene
suggerito, in particolare, di addentrarsi anche nelle cause
che provocano la volatilità dei “listini”, fattore di
instabilità, di freno alla programmazione, di rallentamento ai
processi di crescita delle reti e della collaborazione fra
imprese agroalimentari, è essenziale. Si rileverebbero così
anche le cause di responsabilità storico strutturali che hanno
rallentato e frenato lo sviluppo del settore agroalimentare.
La volatilità dei prezzi in agricoltura determina cicliche
crisi che purtroppo trascinano una destrutturazione del
settore.

Unimpresa suggerisce, poi, di rivedere profondamente le
politiche di finanziamento dei progetti di ammodernamento,
innovazione e sviluppo delle imprese. Il credito di rischio e
di sviluppo dovrebbe essere riformato costituendo un fondo
nazionale dell’agroalimentare. Pur essendo stata assicurata
sul pieno coinvolgimento ai tavoli istituzionali non è mai
stata coinvolta e convocata.

“Col pensiero rivolto alle gravi difficoltà in cui operano e
resistono le imprese agricole delle zone terremotate,
esprimendo loro la nostra vicinanza e solidarietà, guardiamo
alle agricolture e all’agroalimentare italiano con particolare
preoccupazione” spiega ancora Braga, secondo il quale “occorre
cambiare marcia passando dalle enunciazioni e dai buoni
propositi alle politiche concrete che favoriscano
l’ammodernamento dell’intera filiera agro-alimentare, dunque
bisogna costruire un nuovo modello agroalimentare italiano”.

Proroga al 31/12/2017 per la
formazione addetti macchine
agricole e trattori
               Con il “Decreto Milleproroghe” (Decreto Legge
               30 dicembre 2016, n. 244), pubblicato in G.U.
               il 28 febbraio, slitta al 31 dicembre 2017
               l’entrata in vigore delle disposizioni sul
               cosiddetto patentino, ovvero l’obbligo di
               abilitazione all’uso delle macchine agricole.

Ricordiamo che il Decreto Legislativo 81/2008 prevede che
chiunque utilizzi trattori agricoli e forestali debba essere
in possesso di una formazione ed addestramento adeguati e
specifici, tali da consentire l’utilizzo delle attrezzature in
modo idoneo e sicuro, anche in relazione ai rischi che possano
essere causati ad altre persone.

Viene altrsì prorogato al 31 dicembre 2018 l’obbligo di
effettuare i corsi di aggiornamento per l’utilizzo dei
trattori per lavoratori del settore agricolo in possesso di
esperienza documentata almeno pari a 2 anni. La precedente
scadenza era stata fissata al 12 marzo 2017.
Fitosanitari.        Proroga
autorizzazioni – Regolamento
UE n. 487/2014
                E’ stato aggiornato l’elenco riguardante la
                proroga delle autorizzazioni dei prodotti
                fitosanitari contenenti alcune sostanze
                attive, la cui scadenza è stata modificata in
                attuazione del Regolamento UE n. 487/2014
                della Commissione europea, contenuto nel
                comunicato ministeriale del 25 luglio 2014.

Consulta l’ elenco dei prodotti prorogati, aggiornato al 13
febbraio 2017

FONTE: www.salute.gov.it

Etichetta Nutrizionale: dal
13 dicembre entrerà in vigore
il nuovo regolamento Ue
                Il prossimo 13 dicembre sarà il termine ultimo
                per l’adeguamento delle etichette dei prodotti
                alimentari al regolamento UE 1169/11.

Infatti, per tutti gli operatori del settore alimentare, con
il cui nome o con la cui ragione sociale è commercializzato il
prodotto, scartta l’obbligo di inserire una “Dichiarazione
nutrizionale” sulla confezione o sull’etichetta degli alimenti
preconfezionati.

Secondo le nuove disposizioni,   la “dichiarazione nutrizionale”
obbligatoria indicherà il         contenuto energetico e le
percentuali di ogni singola       sostanza riportata, come di
seguito meglio specificato,      in una tabella comprensibile
sull’imballaggio. Tutte le       informazioni dovranno essere
espresse per 100 g o per 100     ml e potranno, inoltre, anche
essere espresse in porzioni.

Gli elementi da dichiarare obbligatoriamente sono:
– valore energetico
– grassi
– grassi saturi
– carboidrati
– zuccheri
– proteine e sale.

Il Regolamento 1169 all’allegato V definisce i casi in cui non
è obbligatorio indicare la tabella nutrizionale:

     i prodotti non trasformati che comprendono un solo
     ingrediente o una sola categoria di ingredienti;
     i prodotti trasformati che sono stati sottoposti
     unicamente a maturazione e che comprendono un solo
     ingrediente o una sola categoria di ingredienti.
     le acque destinate al consumo umano, comprese quelle che
     contengono come soli ingredienti aggiunti anidride
     carbonica e/o aromi
     le piante aromatiche, le spezie o le loro miscele, il
     sale e i succedanei del sale
     gli edulcoranti da tavola
     i prodotti contemplati dalla direttiva 1999/4/CE del
     Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 febbraio
     1999, relativa agli estratti di caffè e agli estratti di
     cicoria, i chicchi di caffè interi o macinati e i
chicchi di caffè decaffeinati interi o macinati
  le infusioni a base di erbe e di frutta, i tè, tè
  decaffeinati, tè istantanei o solubili o estratti di tè,
  tè istantanei o solubili o estratti di tè decaffeinati,
  senza altri ingredienti aggiunti tranne aromi che non
  modificano il valore nutrizionale del tè
  gli aceti di fermentazione e i loro succedanei, compresi
  quelli i cui soli ingredienti aggiunti sono aromi
  gli aromi e gli additivi alimentari
  i coadiuvanti tecnologici
  gli enzimi alimentari e i lieviti
  la gelatina e i composti di gelificazione per marmellate
  le gomme da masticare
  gli alimenti confezionati in imballaggi o contenitori la
  cui superficie maggiore misura meno di 25 cm e quelli,
  anche confezionati in maniera artigianale, forniti
  direttamente dal fabbricante di piccole quantità di
  prodotti al consumatore finale o a strutture locali di
  vendita al dettaglio che forniscono direttamente al
  consumatore
  Tutti i prodotti       alcolici   (vini,    liquori   e
  superalcolici) con grado alcolico superiore al 1,2%
  (Reg. UE 1169/11 art. 16 punto 4). Per le bevande con
  tenore alcolico >1,2% la dichiarazione nutrizionale può
  limitarsi al solo valore energetico

Volume  INAIL:   Lavori  in
prossimità     di     linee
elettriche aeree. Valutazione
del rischio e misure di
prevenzione
                Secondo quanto definito dal Testo Unico sulla
                Sicurezza del lavoro (d.lgs. 81/2008 e s.m.i.,
                artt. 83 e 117), è fatto obbligo al datore di
                lavoro di provvedere affinché i lavori svolti
                in vicinanza di parti attive (che di solito
                sono lavori non elettrici) non siano eseguiti
                a distanze inferiori ai limiti di cui alla
                Tabella 1 dell’Allegato IX al Testo Unico,
                salvo disposizioni organizzative e procedurali
idonee a proteggere i lavoratori dai conseguenti rischi.

Spesso in aree di cantiere sono occorsi infortuni gravi o
addirittura mortali dovuti al contatto o all’avvicinamento di
attrezzature di lavoro o di macchine utensili a linee
elettriche aeree. Obiettivo della pubblicazione è fornire uno
strumento utile per i RSPP, i RLS e i lavoratori esposti al
rischio di contatto o avvicinamento a linee elettriche aeree,
per prevenirne gli effetti attraverso una puntuale valutazione
e gestione (ad esempio, predisponendo opportune procedure di
lavoro ed adottando misure di prevenzione).

FONTE: www.inail.it

INAIL Lavori in prossimità di linee elettriche aeree
Etichetta          Prodotti
Alimentari: Torna l’obbligo
indicazione           dello
stabilimento.
                Il Ministero delle politiche agricole
                alimentari e forestali rende noto che il
                Consiglio dei Ministri ha approvato lo schema
                di disegno di legge di delegazione europea che
all’art.4 contiene la delega per la reintroduzione nel nostro
ordinamento dell’indicazione obbligatoria della sede dello
stabilimento di produzione o confezionamento per i prodotti
alimentari e per l’adeguamento della normativa nazionale alle
disposizioni del regolamento n. 1169/2011 in materia di
etichettatura.

L’obbligo di indicazione della sede dello stabilimento
riguarderà gli alimenti prodotti in Italia e destinati al
mercato italiano. Allo stesso tempo partirà a breve la
notifica della norma alle autorità europee per la preventiva
autorizzazione. L’Italia insisterà sulla legittimità
dell’intervento in applicazione di quanto previsto
dall’articolo 38 del regolamento n. 1169/2011, motivandola in
particolare con ragioni di più efficace tutela della salute
dei consumatori.

“Quello di oggi – ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina –
è un passo importante che conferma la volontà del Governo di
dare indicazioni chiare e trasparenti al consumatore sullo
stabilimento di produzione degli alimenti. Diamo una risposta
anche alle tantissime aziende che hanno chiesto questa norma e
hanno continuato in questi mesi a dichiarare lo stabilimento
di produzione nelle loro etichette. Non ci fermiamo qui,
porteremo avanti la nostra battaglia anche in Europa, perché
l’etichettatura sia sempre più completa, a partire
dall’indicazione dell’origine degli alimenti. Per noi si
tratta di un punto cruciale, perché la valorizzazione della
distintività del modello agroalimentare italiano passa anche
da qui. Lo scorso anno per la prima volta il Governo ha
chiamato i cittadini a esprimersi ufficialmente su questa
materia, attraverso una consultazione pubblica online. Il 90%
dei 26 mila italiani che hanno risposto ha detto che vuole
leggere la provenienza chiaramente indicata sui prodotti che
consuma”.

Il CdM ha anche approvato, in esame preliminare, un decreto
legislativo recante disposizioni sanzionatorie per la
violazione del regolamento (UE) n. 29/2012 della commissione,
del   13   gennaio    2012,    relativo    alle   norme    di
commercializzazione dell’olio d’oliva e del regolamento (CEE)
n. 2568/91 relativo alle caratteristiche degli oli d’oliva e
degli oli di sansa d’oliva, nonché ai metodi ad essi
attinenti. Nello specifico con l’intervento, che si affianca a
quello già realizzato con la legge 9 del 14 gennaio 2013, sono
state inserite le sanzioni riguardanti l’indicazione
obbligatoria  dell’origine, nonché quelle relative alla
leggibilità delle informazioni     in   etichetta   (origine   e
denominazione di vendita).

FONTE: www.politicheagricole.it

INAIL. Pubblicate le misure
di    sicurezza   per    lo
svolgimento di                         lavori            su
alberi con funi
               Il Ministero del Lavoro e delle politiche
               sociali ha emanato la circolare n. 23 del 22
               luglio 2016 allo scopo di divulgare le
               “Istruzioni per l’esecuzione in sicurezza di
               lavori su alberi con funi”.

Fornire un utile strumento operativo per tutti gli operatori
del settore. E’ questo lo scopo delle nuove Istruzioni per
l’esecuzione in sicurezza di lavori su alberi con funi, che
illustrano e chiariscono le disposizioni contenute nel decreto
legislativo 81 del 2008 e sue modifiche.
I lavori su alberi possono esporre gli operatori addetti a
rischi particolarmente gravi per la loro salute e sicurezza.
In particolare, ci si riferisce al rischio di caduta dall’alto
che purtroppo determina ogni anno un significativo numero di
infortuni con conseguenze spesso mortali.

Il fenomeno in tutta la sua gravità è emerso dallo studio
svolto dall’Osservatorio sugli infortuni mortali e gravi nel
settore agricolo e forestale, curato dal settore ricerca
dell’Inail, che nello svolgimento delle relative attività
utili a rilevare ed elaborare le informazioni riguardanti gli
infortuni occorsi a tutti i lavoratori del settore d’interesse
– ivi compresi quelli per i quali non ricorre la tutela
assicurativa dell’Inail – si avvale delle segnalazioni degli
Organi di sorveglianza territoriale (Ausl), nonché della
consultazione dei principali mezzi di informazione (quotidiani
ed agenzie di stampa).

I dati dell’Osservatorio, pur non essendo esaustivi del
fenomeno infortunistico in agricoltura possono fornire una
panoramica generale degli infortuni occorsi anche fuori
dall’attività lavorativa principale. In particolare, i dati
estratti relativi ai lavori su alberi, hanno mostrato come nel
corso del 2015 sono stati registrati 38 eventi infortunistici
determinati da cadute da alberi, dei quali 11 hanno avuto
conseguenze letali. È evidente che molti di questi infortuni,
hanno coinvolto soggetti non esperti, mentre svolgevano
operazioni di raccolta di frutti o potatura di alberi, in
palese non ottemperanza alle disposizioni previste nel decreto
legislativo 81 del 2008.

Per questo, il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali
ha emanato la circolare n. 23 del 22 luglio 2016 allo scopo di
divulgare le Istruzioni, con l’intento di illustrare adeguate
misure di sicurezza per lo svolgimento di lavori su alberi, di
accesso e posizionamento mediante funi e di fornire
informazioni per la corretta scelta e uso dei dispositivi di
protezione individuale e delle attrezzature di lavoro.

FONTE: www.inail.it

Istruzioni Esecuzione in Sicurezza di Lavori sugli Alberi
con Funi
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