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                    Mensile di informazione europea a cura del
                Centro di informazione Europe Direct
                   della Provincia di Campobasso

Anno XI - n. 11 – novembre 2018

Newsletter cofinanziata da UE Commissione Europea DG COMM nell’ambito della Convenzione Quadro di
Partenariato n. 6/2016 COMM/ROM/ED/2018-2020 tra l’UE Commissione Europea DG Comunicazione
Rappresentanza in Italia e la Provincia di Campobasso - Centro di informazione Europe Direct
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In questo numero

                                                            Focus sul Corpo
                                                            europeo di Solidarietà

                     Chi siamo
                                                            Direttamente
Il   Centro         di        Informazione         Europe   dall’Europa…
Direct MOLISE si trova a piano terra
                                                            Focus sul Piano di
della      sede              della        Provincia    di
                                                            investimenti Junker
Campobasso, in via Roma 47.
Il Centro, con il coordinamento della                       Consultazioni
Rappresentanza della Commissione
                                                            pubbliche europee:
europea in Italia, contribuisce a
                                                            Diciamo la nostra !!
far conoscere meglio, a livello locale,
l’operato       dell’Unione               europea..    Il   Bandi, concorsi, corsi,
Centro promuove eventi ed attività di                       tirocini,      progetti,
formazione          rivolte          ad     associazioni,   Servizio     volontario
scuole      e        Enti         locali,      organizza    europeo,        servizio
seminari,        dibattiti           e    incontri    con   volontario
l’obiettivo di ridurre le distanze tra                      internazionale, campi
l'Europa        e        i     cittadini,        rendendo   di lavoro
accessibili argomenti spesso riservati                      Bandi ed opportunità
agli addetti ai lavori.                                     nel settore agricolo-
Siamo aperti tutti i giorni, dal lunedì al                  forestale     e    della
venerdì dalle ore 9,00 alle ore 13,00.                      pesca
Inoltre nei pomeriggi del lunedì e del                      Parità e pari
mercoledì dalle ore 15,30 alle ore                          opportunità
18,30. Abbiamo a disposizione due
postazioni                    multimediali            con   I servizi ai cittadini
collegamento                 internet     free    e   una   nell’UE – YOUR
biblioteca con pubblicazioni su diverse                     EUROPE
tematiche europee.

                Vi aspettiamo!!!!
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Corpo Europeo di Solidarietà

Dal suo lancio nel dicembre 2016 ad oggi il Corpo europeo di solidarietà ha raggiunto i 64 mila
iscritti, giovani che hanno espresso il loro interesse ad impegnarsi in attività di solidarietà in Europa. Il
66% degli iscritti è di sesso femminile e il 74% ha optato per tutte e tre le possibilità offerte da
Corpo europeo: volontariato, lavoro, tirocinio.
I giovani italiani sono al secondo posto per numero di iscritti, dietro agli spagnoli e prima dei francesi,
con               poco             meno               di             10             mila             iscritti.
Quasi 5 mila persone hanno già avuto modo di attivarsi in progetti su tematiche varie, come
ambiente, cultura, servizi sociali, assistenza a rifugiati, migranti, bambini o anziani.
Attualmente la maggioranza dei progetti è finanziata dal Programma Erasmus+, nello specifico
tramite il Servizio volontario europeo, e riguarda i volontari; ma Corpo europeo di solidarietà è più
della sola esperienza di volontariato: è anche occasione per i giovani per sviluppare competenze e
accrescere le proprie prospettive professionali attraverso opportunità di lavoro o tirocinio.
L’Italia risulta essere il secondo Paese ospitante per numero di giovani impegnati in attività di Corpo
europeo.
Promemoria per le organizzazioni
Le istituzioni europee sono a lavoro per approvare a breve la base legale del Corpo Europeo di
Solidarietà e con essa dotare il nuovo Programma di budget proprio; l’obiettivo è lanciare la Call for
proposal in luglio e fissare per ottobre la prima scadenza per la presentazione di proposte
progettuali.
Il nuovo Programma assorbirà le attività di volontariato di Erasmus+ (ex SVE) attualmente in essere.
L’agenzia Nazione Giovani, ANG ha già comunicato alle organizzazioni che dal primo round di
selezione del 2018 è divenuto obbligatorio che i volontari europei attivi nei progetti Erasmus+ siano
iscritti a Corpo Europeo di Solidarietà e reclutati attraverso il tool PASS.
L’accreditamento per le attività di volontariato (ex SVE) con scadenza 31/12/2020 sarà valido per
partecipare allo strand volontariato di Corpo Europeo di Solidarietà; non appena avverrà
l'approvazione della base legale del nuovo Programma, gli accreditamenti in scadenza dovranno
essere rinnovati seguendo le nuove procedure che saranno comunicate sul sito di ANG.
Promemoria per i volontari
L’iscrizione al Database Corpo europeo di solidarietà è importante e obbligatoria per poter prendere
parte ai progetti di volontariato (ex SVE) 2018 realizzati nei Paesi aderenti al Programma Erasmus+:
costituirà un input di riflessione sull’importanza del volontariato come esperienza di crescita, di
acquisizione di competenze e di presa di coscienza sul ruolo di ciascuno nella società, a livello locale,
nazionale, europeo, internazionale.
Ma non solo. L’iscrizione consente di accedere ad una serie di opportunità e servizi pensati per i
giovani volontari, quali: • accesso alla nascente Community; • corsi online; • opportunità di tirocinio e
lavoro previste dal futuro Programma; • Solidarity Projects, opportunità per gruppi di giovani di
proporre         progetti      su     iniziative      da     intraprendere        a       livello     locale.
Inoltre, se impegnati in un progetto di volontariato in Erasmus+ per il quale si è stati selezionati
attraverso Corpo Europeo di Solidarietà, si ha la possibilità di ricevere, oltre allo Youthpass, il
Certificato ESC. Info ed approfondimenti qui:
http://www.agenziagiovani.it/news/173-corpo-europeo-di-solidarieta/2980-organizzazioni-volontari-
corpo-europeo-di-solidarieta-un-promemoria-guardando-al-futuro
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Direttamente dall’Europa

#Stavolta voto
“Sperare in un futuro migliore non è abbastanza: dobbiamo assumerci la responsabilità delle
nostre scelte. Per questo stavolta non ti chiediamo solo di votare, ma di convincere le persone
intorno    a     te ad        andare a         votare. Se votiamo        tutti,    vinciamo     tutti."
Con questo slogan il Parlamento europeo ha presentato la campagna “This time I’m voting” che
mira a sensibilizzare i cittadini europei alla partecipazione al voto in vista delle prossime Elezioni
europee del maggio 2019. L’obiettivo è che la gente arrivi a questo importante appuntamento con
più consapevolezza di cosa significhi essere cittadini europei e di quali sono i risultati tangibili che
l’Europa unita ha portato per i suoi cittadini.

Programma di lavoro della Commissione 2019: 15 iniziative da portare a casa

Il programma di lavoro 2019 è incentrato soltanto su 15 nuove iniziative. La Commissione segnala
inoltre 45 proposte prioritarie in sospeso di cui chiede l'adozione al Parlamento europeo e al
Consiglio prima delle elezioni europee.
La Commissione europea ha presentato il 23 ottobre il programma di lavoro per il 2019 in cui fissa
tre principali priorità per il prossimo anno: il rapido raggiungimento di un accordo sulle proposte
legislative già presentate per realizzare le sue dieci priorità politiche, l'adozione di alcune nuove
iniziative per affrontare le sfide in sospeso e la presentazione di varie iniziative che racchiudono una
prospettiva per il futuro di un'Unione a 27 per rafforzare le fondamenta per un'Europa forte, unita e
sovrana.
Il Presidente Jean-Claude Juncker ha dichiarato: "Tra sette mesi esatti, in occasione delle elezioni
europee, l'Europa avrà con gli elettori l'appuntamento più importante dell'ultima generazione. Invito
il Parlamento europeo e il Consiglio ad adottare le proposte presentate dalla Commissione negli
ultimi quattro anni. Ai cittadini non interessano le proposte, ma le leggi in vigore che conferiscono
loro diritti. Non potremmo dare agli elettori che si recheranno alle urne il prossimo anno un
messaggio migliore della dimostrazione che quest'Unione realizza risultati concreti per loro."
Il primo Vicepresidente Frans Timmermans ha dichiarato: "La Commissione si è sempre concentrata
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sulle problematiche che possono essere risolte soltanto mediante un'azione europea collettiva. Il
programma di lavoro non contiene sorprese: abbiamo presentato tutte le proposte necessarie, ma
occorre adesso che vengano accolte e che il loro impatto positivo possa esprimersi concretamente.
Guardiamo inoltre avanti con iniziative volte a garantire che l'Unione a 27 di domani sia portatrice di
una visione ottimistica per un futuro equo e sostenibile per tutti gli Europei."
Il programma di lavoro 2019 si incentra soltanto su 15 nuove iniziative e su altre 10 nuove
valutazioni REFIT volte a rivedere la normativa esistente e garantire che sia ancora adeguata al suo
scopo. Per garantire la centralità dei risultati, il programma di lavoro della Commissione elenca
inoltre 45 proposte prioritarie in sospeso nell'ambito della dichiarazione comune sulle priorità
legislative di cui chiede l'adozione al Parlamento europeo e al Consiglio prima delle elezioni
europee. La Commissione suggerisce inoltre di ritirare o abrogare 17 proposte in sospeso o
normative vigenti.
La Commissione ha già avanzato tutte le proposte legislative necessarie per realizzare le dieci
priorità della Commissione Juncker. Finora è stato raggiunto un accordo con il Parlamento europeo
e il Consiglio su circa la metà di tali proposte e un ulteriore venti percento è a un buon punto
nell'iter legislativo. La priorità per il prossimo anno è di ottenere il via libera per il maggior numero
possibile di proposte in sospeso.
La Commissione presenterà inoltre alcune nuove iniziative, in particolare per offrire ai cittadini
europei solide prospettive per il futuro: un documento di riflessione su come garantire un'Europa
sostenibile per le generazioni future, un piano coordinato sullo sviluppo dell'intelligenza artificiale in
Europa, proporremo un piano d'azione contro la disinformazione e una raccomandazione per
istituire una cartella clinica elettronica europea. Inoltre verranno valutate le barriere che ancora
ostacolano il mercato unico, proponendo idee per rimuoverle, e verrà presentata una strategia sugli
interferenti endocrini. Al fine di completare l'Unione dell'energia e affrontare i cambiamenti
climatici, verrà presentata una strategia a lungo termine per la riduzione delle emissioni di gas a
effetto serra e redatta una relazione sullo stato dell'Unione dell'energia e del piano d'azione sulle
batterie.
La Commissione sosterrà inoltre la necessità del voto a maggioranza qualificata nei settori
dell'energia, del clima, della tassazione e delle politiche sociali. Rafforzeremo ulteriormente il
quadro sullo Stato di diritto, il ruolo internazionale dell'euro, riferiremo sui progressi della
reciprocità dei visti e presenteremo idee per "Comunicare l'Europa". Saranno infine necessarie
alcune misure per adattare l'acquis dell'UE al contesto della Brexit. La Commissione europea
adatterà gli obiettivi di efficienza energetica all'UE a 27, avanzerà le proposte necessarie per i visti
per i cittadini del Regno Unito dopo la Brexit e presenterà, prima della fine del 2018, alcuni atti
delegati e legislativi necessari
Ogni anno la Commissione adotta un programma di lavoro in cui sono elencate le azioni che
prevede di realizzare nell'anno successivo. Il programma di lavoro informa i cittadini e i colegislatori
degli impegni politici in termini di presentazione di nuove iniziative, ritiro di proposte in sospeso e
riesame della normativa UE vigente.
La preparazione del programma di lavoro della Commissione 2019 è stata arricchita con
consultazioni con il Parlamento europeo e il Consiglio nel contesto dell'accordo interistituzionale
"Legiferare meglio" e dell'accordo quadro sulle relazioni tra il Parlamento e la Commissione ed è
stata basata sulla lettera di intenti inviata dal presidente Juncker e dal primo vicepresidente
Timmermans il 12 settembre dopo il discorso del presidente sullo stato dell'Unione.
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La Commissione Juncker è stata eletta dal Parlamento europeo sulla base di chiari orientamenti
politici. Le 10 priorità costituiscono la cornice della programmazione annuale della Commissione.
Dall'insediamento della Commissione Juncker, i programmi di lavoro annuali si sono incentrati su
alcune iniziative chiave con un chiaro valore aggiunto dell'UE e necessarie per attuare le priorità
concordate. I programmi annuali della Commissione Juncker non hanno previsto più di 26
iniziative prioritarie all'anno, rispetto alle circa cento dell'ultimo anno prima della nomina del
presidente Juncker.
Fonte: Rappresentanza in Italia della Commissione europea

Garanzia per i giovani cinque anni dopo: lezioni apprese

La ripresa economica in corso nell’UE ha portato a un miglioramento delle condizioni del mercato
del lavoro per i giovani europei. Il sistema di garanzia per i giovani sta dando il suo contributo
aumentando le opportunità di occupazione.

Gli ultimi dati Eurostat mostrano che il tasso di disoccupazione giovanile è sceso dal 18,7 % nel
2016 al 16,8 % entro la fine del 2017. Dopo il picco del 23,9 % registrato dopo la crisi finanziaria
del 2008, la disoccupazione giovanile è scesa a poco più di un punto percentuale sopra il tasso
prima del 2008 (15,1 %), il che dimostra i progressi positivi compiuti in questo settore negli ultimi
cinque anni.
Il sistema di garanzia per i giovani svolge un ruolo fondamentale in questo progresso da quando
gli Stati membri dell’UE si sono impegnati ad attuarlo in una raccomandazione del Consiglio
dell’aprile 2013. Con l’obiettivo di offrire a tutti i giovani di età inferiore ai 25 anni un’offerta di
lavoro, un’istruzione continua, un apprendistato o un tirocinio di buona qualità entro quattro
mesi dall’inizio della disoccupazione o dalla fine degli studi, il programma «Garanzia per i
giovani» ha contribuito a migliorare la vita di milioni di giovani europei. È sostenuto dall’Iniziativa
per l’occupazione giovanile, il principale programma di finanziamento dell’UE che ne facilita
l’attuazione.
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Risultati conseguiti finora
Secondo gli ultimi dati della Commissione europea:
      dal 2014 più di 5 milioni di giovani hanno aderito ogni anno ai sistemi di garanzia per i
         giovani;
      dal 2014 più di 3,5 milioni di giovani hanno accettato ogni anno un’offerta di lavoro, di
         studio, tirocinio o apprendistato;
      dal 2013 vi sono 2,2 milioni di giovani disoccupati in meno nell’UE e 1,4 milioni di giovani
         in meno che non studiano, non frequentano corsi di formazione e non lavorano (NEET);
      la percentuale di giovani tra i 15 e i 24 anni che non studiano, non frequentano corsi di
         formazione e non lavorano è scesa dal 13,2 % nel 2012 al 10,9 % nel 2017.
 Migliori prassi
Lo scorso anno la Commissione ha realizzato una banca dati di pratiche promettenti a sostegno
dei giovani nel loro passaggio dalla scuola al mondo del lavoro. La maggior parte di questi
programmi riceve un sostegno finanziario dall’Iniziativa per l’occupazione giovanile e dal Fondo
sociale europeo. Alcune di queste pratiche sono state sotto i riflettori in occasioni dello Youth
Guarantee Learning Forum *Forum sull’apprendimento della garanzia per i giovani+ dello scorso
anno. Organizzato dalla Commissione a Bruxelles, il forum ha consentito lo scambio e
l’apprendimento reciproco tra professionisti, mediante la condivisione di informazioni sulle
diverse misure adottate nel contesto della garanzia per i giovani.
 I mediatori per i giovani: la storia di successo bulgara
L’iniziativa della Bulgaria relativa ai mediatori per i giovani è stata una delle pratiche ispiratrici
messe in evidenza durante lo Youth Guarantee Learning Forum. L’obiettivo primario è di
identificare i giovani NEET che non sono iscritti al Servizio pubblico per l’impiego (SPI) bulgaro,
contattarli e informarli dei servizi di orientamento professionale e delle opportunità di istruzione,
occupazione o formazione. Per fornire questi servizi, i mediatori per i giovani vengono dapprima
selezionati e ricevono una formazione sulle modalità per raggiungere i NEET e comunicare con
loro nonché su come fornire informazioni e sostegno per l’attivazione.
 I mediatori per i giovani apprendono inoltre a interagire con i datori di lavoro e gli istituti che si
occupano di formazione. Al termine della formazione, il futuro mediatore per i giovani viene
messo in contatto con il mediatore del lavoro dello SPI locale e con un rappresentante
dell’ispettorato dell’istruzione locale al fine di instaurare contatti con le istituzioni formali.
 Il persistere delle sfide
Nonostante questi risultati e il continuo calo del tasso complessivo di disoccupazione nell’UE-28,
la disoccupazione giovanile rimane elevata in molti Stati membri. La Commissione riconosce
l’importanza di stabilire contatti con le regioni e i giovani più bisognosi. Uno dei modi
fondamentali in cui la Commissione intende raggiungere questo obiettivo è mediante il varo del
Fondo sociale europeo Plus (FSE+).
Il FSE+, che sarà operativo dal 2021 al 2027, comprenderà l’Iniziativa per l’occupazione giovanile
insieme ad altri fondi e programmi della Commissione, come il Fondo sociale europeo. Il nuovo
fondo è concepito per permettere all’UE e agli Stati membri di fornire un sostegno più integrato
e mirato alle persone di tutta Europa, compresi i giovani. Questo sostegno contribuirà a fornire
alle persone le competenze e l’esperienza di cui hanno bisogno per avere successo in un mercato
del lavoro in rapida evoluzione e spesso difficile.
Vi saranno cambiamenti anche a livello di programma: gli Stati membri dell’UE dovranno
destinare almeno il 10 % dei loro finanziamenti FSE+ al sostegno dell’occupazione giovanile e
dell’inserimento dei giovani sul mercato del lavoro. Con una dotazione complessiva proposta di
101,2 miliardi di EUR per il periodo di programmazione, l’FSE+ ha un notevole potenziale per
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aiutare i giovani europei ad avere successo.
«L’Europa vuole dare più potere ai suoi cittadini», ha concluso la commissaria Marianne Thyssen,
parlando della logica alla base del FSE+. «I nostri nuovi fondi sociali, flessibili e semplificati, sono
incentrati sull’investimento nelle persone: intendono garantire che queste dispongano delle
competenze adeguate, che godano di una protezione sociale moderna adattata alle nuove forme
di lavoro e che dimostrino solidarietà nei confronti di coloro che ne hanno più bisogno».
Fonte Eures

L’UE celebra 60 anni di coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale e 50 anni di
libera circolazione dei lavoratori

© EU

A 60 anni dall'introduzione della normativa UE sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale
e a 50 anni dai regolamenti che hanno istituito la libera circolazione dei lavoratori, oggi la
Commissione inaugura una nuova campagna per celebrare le tappe principali dell'integrazione
europea.
In occasione dell'avvio della campagna, Marianne Thyssen, Commissaria per l'Occupazione, gli
affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, ha dichiarato: "La libera circolazione è
più di un diritto fondamentale sancito nei trattati, è una realtà concreta, sfruttata da milioni di
persone. Una realtà che non si è concretizzata dall'oggi al domani, ma che ha richiesto una
normativa ad hoc e salvaguardie adeguate. Oggi, mentre continuiamo a perfezionare le norme,
ricordiamo le prime tappe legislative fondamentali. Abbiamo alcune proposte sul tavolo volte a
stabilire norme chiare, eque e applicabili per assicurare una mobilità equa dei lavoratori. Nelle
prossime settimane mi prodigherò affinché queste proposte siano approvate e diventino realtà".
La libera circolazione è una delle conquiste più apprezzate dell'Unione Europea. Dal proprio
insediamento nel 2014, la Commissione Juncker si è impegnata molto per agevolare la libera
circolazione dei lavoratori e tutelarne i diritti, per evitare il dumping sociale e per dotare le
autorità nazionali degli strumenti necessari a contrastare i rischi di abuso e i casi di frode.
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Abbiamo proposto diverse iniziative che vanno in questa direzione, quali la revisione della
direttiva relativa al distacco dei lavoratori, l'aggiornamento del coordinamento dei sistemi di
sicurezza sociale e la proposta di un'autorità europea del lavoro.
Maggiori informazioni sulla campagna sono reperibili qui.
Fonte: Rappresentanza in Italia della Commissione europea

#UEverofalso - L'UE uccide i nostri prodotti tipici: sarà vero?

Marchi di protezione agroalimentare UE: quali sono e come funzionano?
Grazie ad uno specifico sistema di identificazione e tutela, l’UE protegge i prodotti tipici e
tradizionali provenienti da diversi territori all’interno dei suoi confini. Denominazione di origine
protetta (DOP), indicazione geografica protetta (IGP) e specialità tradizionale garantita (STG)
sono i tre marchi europei di qualità che vengono attribuiti al " made in" nel settore
agroalimentare: DOP e IGP in particolare prevedono un’applicazione puntuale di regole di
produzione, di cui sia provata l’origine storica nel territorio dichiarato nella denominazione. Il
marchio STG non è invece necessariamente legato ad un determinato territorio.

Vogliamo mangiare italiano! Per colpa dell’UE non sappiamo più da dove proviene e cosa c’è
nel cibo delle nostre tradizioni.
Falso. Esistono prodotti quali il Parmigiano Reggiano, il prosciutto San Daniele o l’aceto
tradizionale balsamico di Modena, che godono, insieme ad altri 167 prodotti italiani registrati,
del marchio di protezione DOP dell’UE. Questo significa che quel prodotto deve essere originario
di un determinato luogo e che le sue qualità o caratteristiche sono legate ad un particolare
ambiente geografico, incluse le fasi della sua produzione.I marchi di qualità UE godono di una
protezione che può essere fatta valere su tutto il territorio dell’Unione e sono stati ideati anche
per contrastare le contraffazioni. Esistono poi prodotti tradizionali per i quali una parte della
produzione può avvenire altrove, senza pregiudicare il prodotto. In questo caso saranno inclusi
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tra i marchi IGP. Tra i 126 prodotti IGP italiani, la bresaola della Valtellina o la finocchiona, ad
esempio, non perdono la loro specificità se la carne non proviene da una specifica area
geografica.
La pizza è uno dei prodotti italiani più conosciuti ma l’UE non la tutela.
Falso. La pizza napoletana e la mozzarella sono gli unici due prodotti italiani che godono del
marchio STG. Si tratta di una particolare denominazione che identifica un prodotto caratterizzato
in una determinata tradizione dalla ricetta e dal metodo di produzione. Questo prodotto, così
come quelli necessari alla sua produzione, non sono necessariamente originari di una
determinata zona geografica, ma grazie a questo marchio la storia di queste due colonne portanti
della cucina italiana non sarà distorta, così come la loro ricetta.
L’UE non ci permette di produrre formaggi o salumi tipici perché violano le regole sanitarie.
Falso! I marchi d'eccellenza sono tutelati in tutto il territorio interno all'UE attraverso DOP e
IGP. Ciò garantisce che i prodotti sotto questo marchio non siano sottoposti ad alcune normative
comunitarie in materia, ad esempio, di sanità, igiene, produzione e conservazione dei prodotti.
Godono invece di condizioni speciali che garantiscono il mantenimento degli standard di
produzione tradizionali: è il caso, ad esempio, di alcuni formaggi o salumi che, a causa del loro
particolare processo di stagionatura, rischierebbero di essere posti fuori commercio.

L’UE non protegge il nostro "made in" dalla contraffazione.
Falso. Lo scopo dei marchi DOP, IGP e STG è proprio quello di tutelare le eccellenze dalla
contraffazione e favorire la cooperazione tra gli Stati membri, al fine di rendere i prodotti protetti
più competitivi e più difficili da contraffare . Nel novembre del 2013, su segnalazione di alcuni
consumatori, l’Italia chiese al Regno Unito un accertamento riguardo a un caso di contraffazione
di Prosciutto San Daniele, uno dei prodotti DOP italiani più conosciuti. Il reato fu accertato e la
commercializzazione del prodotto contraffatto sospesa proprio grazie al Regolamento UE sulla
protezione dei marchi IGP e DOP.

In Italia i nostri prodotti sono tutelati, ma all'estero ci copiano!
Falso. All’interno di tutti i paesi UE valgono le stesse regole di protezione che valgono in Italia.
Per i Paesi extra-UE, la Commissione lavora per garantire che, all'interno degli accordi
commerciali internazionali, siano inserite norme a tutela dei prodotti di eccellenza europei. È il
caso dell'accordo con il Canada, che protegge 143 indicazioni geografiche europee (di cui 41
prodotti DOP e IGP italiani). Lo stesso vale per l'accordo con il Giappone, che protegge più di 200
indicazioni geografiche europee. Grazie a questi accordi, prodotti come il Grana Padano o il
Prosciutto di Parma possono essere più facilmente conosciuti e apprezzati in tutto il mondo.

Ma gli accordi internazionali non fermano del tutto imitazioni come il “Parmesan”
Vero. Gli accordi commerciali stipulati dall’UE faticano in alcuni paesi a contrastare il cosiddetto
fenomeno dell’“Italian sounding”. I giochi di parole rendono infatti difficile la soluzione giudiziaria
di controversie in materia di tutela dei marchi. Tuttavia, la liberalizzazione del commercio verso
paesi extra-UE di una gamma di prodotti DOP e IGP europei, contraddistinti da un marchio di
eccellenza, attribuisce al produttore due vantaggi: l’abbassamento dei costi di esportazione e la
credibilità di un marchio di origine in grado di influenzare positivamente il consumatore. Due
elementi che permettono ai prodotti italiani ed europei di conquistare fette sempre più
importanti di mercato nel settore agroalimentare, a dispetto delle imitazioni. Allo stesso tempo,
mentre i prodotti europei arrivano sulle tavole di tutto il mondo, le loro imitazioni non possono
essere importate, grazie alle maggiori tutele presenti all’interno dell’Unione.
Per saperne di più:
- Direzione Generale agricoltura e sviluppo rurale
      ·      Identifica la politica di promozione e protezione della qualità dei prodotti agricoli
      dell'UE
      ·      Fornisce gli standard di valutazione per i consumatori e i produttori agricoli dentro l'UE
      ·      Identifica i marchi protetti: DOP e IGP
      - lista dei cibi protetti
      ·      Fornisce la lista completa dei prodotti IGP e DOP
      ·      Provvede al costante aggiornamento della lista
   - Loghi IGP DOP
      ·      Dà un'identificazione visiva dei loghi protetti dall'UE

- Regolamento europeo del novembre 2012 sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari
Fonte: Rappresentanza in Italia della Commissione europea

Erasmus+: 3 miliardi di euro previsti per il 2019, da investire nei giovani europei e
per contribuire a creare Università europee

La Commissione ha pubblicato il suo invito a presentare proposte 2019 per il
programma Erasmus+. Dei 3 miliardi di euro di bilancio previsti per il prossimo anno, 30 milioni
sono stati stanziati per le Università europeeSi tratta di una nuova iniziativa approvata dai leader
dell'Unione europea in occasione del vertice sociale di Göteborg del novembre 2017, che si
inserisce tra gli sforzi per dare vita a uno spazio europeo dell'istruzione entro il 2025.
Tibor Navracsics, Commissario per l'Istruzione, la cultura, i giovani e lo sport, ha affermato: "A un
anno di distanza, la Commissione europea sta mantenendo l'impegno assunto con gli Stati
membri di costruire uno spazio europeo dell'istruzione entro il 2025. Ci impegniamo per
un'Europa in cui l'apprendimento, lo studio e la ricerca non siano ostacolati dalle frontiere. Non
vogliamo muri a intralciare l'eccellenza, l'innovazione e l'inclusione nel settore dell'istruzione. Le
Università europee hanno un potenziale concreto per trasformare il panorama dell'istruzione
superiore in Europa, e sono orgoglioso del forte impulso che stiamo dando loro attraverso il
programma Erasmus+."
L'invito a presentare proposte 2019 nell'ambito del programma Erasmus+
Qualsiasi organismo, pubblico o privato, attivo nei settori dell'istruzione, della formazione, della
gioventù e dello sport può richiedere finanziamenti nell'ambito dell'invito a presentare proposte
2019 per il programma Erasmus+. Possono inoltre fare domanda i gruppi di giovani attivi
nell'ambito dell'animazione socioeducativa, anche se non costituiscono un'organizzazione
giovanile.
Oltre all'invito a presentare proposte, oggi la Commissione ha pubblicato anche la guida del
programma Erasmus+ in tutte le lingue ufficiali dell'UE. La guida contiene informazioni
dettagliate su tutte le opportunità per studenti, personale, tirocinanti, insegnanti, volontari e
altre categorie disponibili nell'ambito di Erasmus+ per il 2019.
30 milioni di euro per le università europee
Nel quadro della creazione di uno spazio europeo dell'istruzione entro il 2025, la Commissione ha
proposto di istituire Università europee nell'Unione europea.
Nell’ambito dell'invito a presentare proposte 2019, la Commissione intende avviare un
programma pilota a sostegno di sei alleanze tra università europee, ciascuna composta di un
minimo di 3 istituti di istruzione superiore di 3 paesi, al fine di promuovere una più forte identità
europea, incoraggiando nel contempo l'eccellenza e contribuendo a rendere più competitivi gli
istituti di istruzione superiore europei. Gli interessati devono presentare domanda di
sovvenzione all'Agenzia esecutiva per l'istruzione, gli audiovisivi e la cultura entro il 28 febbraio
2019 per le alleanze che hanno inizio tra il 1º settembre e il 1º dicembre dello stesso anno.
Un secondo invito pilota dovrebbe seguire l'anno prossimo, con una piena attuazione
dell'iniziativa prevista nell'ambito del prossimo bilancio a lungo termine dell'UE, a partire dal
2021. L'obiettivo è istituire una ventina di Università europee entro il 2024.

Contesto
In occasione del vertice sociale di Göteborg del novembre 2017, i leader dell’Unione europea
hanno delineato una visione per l'Europa in grado di sfruttare appieno il potenziale
dell'istruzione e della cultura per creare una forza lavoro resiliente, giustizia sociale, cittadinanza
attiva e un'esperienza dell'identità europea in tutta la sua diversità.
Sostenere la creazione di Università europee contribuirà al conseguimento di questo obiettivo,
mettendo insieme una nuova generazione di europei capaci di lavorare e di cooperare in diverse
culture europee e mondiali, in diverse lingue, e al di là delle frontiere, dei settori e delle
discipline accademiche.

Fonte: Rappresentanza in Italia della Commissione europea

Parere della Commissione europea sul progetto di piano di bilancio per l'Italia del
2019
La Commissione ha pubblicato un parere sul progetto di piano di bilancio italiano per il 2019.
Chiede che l'Italia presenti un progetto di bilancio rivisto al più presto, e in ogni caso entro tre
settimane dalla decisione odierna. Questa è la prima volta che la Commissione adotta tale
parere.
La valutazione della Commissione è che il progetto di piano di bilancio non è in linea con la
raccomandazione del Consiglio indirizzata all'Italia nel luglio 2018. L'Italia prevede un
deterioramento del saldo strutturale per il 2019 pari allo 0,8% del PIL, mentre il Consiglio ha
raccomandato un miglioramento dello 0,6% del PIL.
La Commissione ritiene che il progetto di piano di bilancio 2019 presentato dall'Italia per il 2019
presenti una deviazione significativa dal percorso di aggiustamento raccomandato verso
l'obiettivo di bilancio a medio termine concordato. Ciò è dovuto a un ampio deterioramento
previsto del saldo strutturale e ad un tasso di crescita della spesa pubblica, al netto delle misure
discrezionali sul reddito e di una tantum, che sono ben al di sopra del tasso di
riferimento. Inoltre, vi sono notevoli rischi al ribasso per le proiezioni presentate nel progetto di
piano di bilancio, che potrebbe aggravare la situazione. L'istituto italiano di controllo fiscale
indipendente (Ufficio Parlamentare di Bilancio) non ha approvato le previsioni macroeconomiche
alla base del progetto di bilancio del 2019.
L'espansione fiscale programmata, unita ai rischi al ribasso per la crescita del PIL nominale, mette
in pericolo la riduzione del rapporto debito pubblico / PIL ancora elevato, in particolare il
requisito, concordato da tutti gli Stati membri, di abbassare il debito verso il 60% del PIL valore di
riferimento del trattato. L'alto debito rimane una grande vulnerabilità per l'economia.
La Commissione osserva inoltre che il progetto di piano di bilancio non è in linea con gli impegni
presentati dall'Italia nel suo programma di stabilità dell'aprile 2018. Nel suo programma di
stabilità, l'Italia ha annunciato che avrebbe fissato un disavanzo dello 0,8% del PIL nel 2019. Il
2019 il progetto di piano di bilancio prevede che il disavanzo pubblico aumenterà sensibilmente
al 2,4% del PIL nel 2019, tre volte superiore a quanto inizialmente previsto.
Cosa consigliò esattamente il Consiglio all'Italia?
L'Italia è attualmente soggetta al braccio preventivo del patto di stabilità e crescita. Il 13 luglio
2018 il Consiglio, Italia compresa, ha raccomandato all'unanimità che l'Italia garantisca che il
tasso di crescita nominale della spesa pubblica primaria netta non superi lo 0,1% nel 2019,
corrispondente ad un aggiustamento strutturale annuale dello 0,6% del PIL. Tale
raccomandazione era stata inoltre avallata dal Consiglio europeo del 28 giugno 2018.
Perché lo scenario macroeconomico è problematico?
Le norme dell'UE stabiliscono che le previsioni macroeconomiche sottostanti i progetti di piani di
bilancio devono essere preparate o approvate da un organismo indipendente. Questo non è il
caso per l'Italia. L'Ufficio di bilancio parlamentare, l'ente indipendente di controllo fiscale
italiano, non ha convalidato le proiezioni macroeconomiche sottese allo scenario politico italiano
per il 2019, "poiché si trovano al di fuori della gamma di valori accettabili sulla base delle
informazioni attualmente disponibili" e sono pertanto soggette a notevoli ribassi rischi.
Hai preso in considerazione le opinioni del governo italiano?
La Commissione ha consultato l'Italia con una lettera inviata il 18 ottobre 2018, chiedendo
ulteriori informazioni. Le osservazioni della risposta dell'Italia del 22 ottobre 2018 sono state
prese in considerazione nel parere della Commissione.
La Commissione si aspetta che l'Italia cambi le sue priorità di bilancio?
L'Italia, come tutti gli altri Stati membri, ha il diritto di scegliere le sue priorità di bilancio:
investire di più nelle infrastrutture, distribuire un reddito universale o concentrarsi
sull'eliminazione della povertà. Il ruolo della Commissione consiste nel valutare se l'Italia rispetta
gli impegni fiscali che essa stessa ha assunto prima degli altri Stati membri: la raccomandazione
rivolta all'Italia in merito ai requisiti del patto di stabilità e crescita è stata, come per tutti gli Stati
membri, approvata all'unanimità da il Consiglio europeo del 28 giugno 2018 e adottato dal
Consiglio dell'Unione europea il 13 luglio 2018, compresa l'Italia.
Perché il caso italiano è diverso dagli altri paesi? Perché non hai chiesto ad altri paesi di
rivedere i loro piani?
L'Italia prevede un peggioramento del saldo strutturale per il 2019 pari allo 0,8% del PIL, mentre
il Consiglio, tra cui l'Italia, ha raccomandato un miglioramento strutturale dello 0,6% del PIL.
Innanzitutto, la raccomandazione del Consiglio all'Italia richiede un miglioramento fiscale nel
2019: date le dimensioni del debito italiano e la ripresa economica in corso, questo è il momento
giusto per adeguare e ricostruire i buffer di bilancio a livello nazionale. Le autorità italiane hanno
deciso di optare per un progetto di piano di bilancio con un impatto netto crescente del deficit di
circa l'1,2%. Mentre in passato è accaduto che gli Stati membri realizzassero un aggiustamento
fiscale inferiore a quello richiesto dal Consiglio, non vi sono casi di ampia espansione fiscale
quando ai paesi veniva raccomandato di effettuare uno sforzo di bilancio.
In secondo luogo, secondo i piani propri dell'Italia, il divario tra il previsto deterioramento fiscale
e l'adeguamento raccomandato dal Consiglio ammonterebbe all'1,4% del PIL. Un divario così
ampio rispetto al requisito del Consiglio, basato sui piani degli Stati membri, non ha precedenti
dall'introduzione del processo concordato congiuntamente per la valutazione dei progetti di piani
di bilancio per gli Stati membri dell'area dell'euro nel 2013.
Dove sta l'Italia per quanto riguarda il debito pubblico?
Il rapporto debito pubblico / PIL dell'Italia, al 131,2% nel 2017, è il secondo più grande
dell'Unione europea in termini relativi e uno dei più grandi al mondo. Nel 2017, ha rappresentato
un onere medio di € 37.000 per abitante. L'ampio stock di debito pubblico priva l'Italia dello
spazio fiscale di cui ha bisogno per stabilizzare la sua economia in caso di shock macroeconomici
e rappresenta un onere intergenerazionale che pesa sul tenore di vita dei futuri italiani. Il fatto
che i costi del servizio del debito assorbano una quantità considerevole di risorse pubbliche in
Italia rispetto al resto dell'area dell'euro penalizza anche la spesa produttiva del paese. La spesa
per interessi dell'Italia si è attestata nel 2017 a circa 65,5 miliardi di euro, pari al 3,8% del PIL, che
era sostanzialmente la stessa quantità di risorse pubbliche dedicate all'istruzione.
Inoltre, un ampio debito pubblico, in assenza di politiche fiscali prudenti, potrebbe anche
amplificare l'effetto degli shock di fiducia dei mercati sui rendimenti dei titoli sovrani, con un
impatto negativo proporzionalmente maggiore sia sul conto interessi pagato dal paese, sia sul
costo complessivo del finanziamento per l'economia reale.
Quali sono le circostanze economiche rilevanti per l'opinione di oggi?
L'economia italiana è caratterizzata da una crescita debole e da dinamiche di produttività
rispetto alla media dell'Unione europea, con conseguenze occupazionali e sociali
negative. Promuovere la crescita potenziale e affrontare una stagnazione duratura della
produttività richiede una strategia di riforma globale. Tuttavia, le misure incluse nel progetto di
bilancio 2019 indicano anche un rischio di retrocessione delle riforme che l'Italia aveva adottato
in linea con le passate raccomandazioni specifiche per paese, nonché per quanto riguarda gli
aspetti strutturali di bilancio delle raccomandazioni rivolte all'Italia dal Consiglio il 13 luglio 2018.
In che modo l'Italia ha beneficiato della flessibilità del patto di stabilità e crescita?
L'Italia è stata il principale beneficiario della flessibilità applicata nel patto di stabilità e crescita
negli ultimi anni, per un importo dell'ordine di 30 miliardi di euro (pari all'1,8% del PIL) tra il 2015
e il 2018. Ciò è dovuto a una varietà di fattori, tra cui cattive condizioni economiche, sostegno a
riforme strutturali e investimenti, e "eventi insoliti" legati alle minacce alla sicurezza, alla crisi dei
rifugiati e ai terremoti.
In quale altro modo l'UE ha sostenuto l'Italia?
L'Italia è il secondo maggior beneficiario del piano Juncker, il piano di investimenti per l'Europa
iniziato a fine 2014. In tale contesto, il finanziamento totale in Italia ha raggiunto gli 8,9 miliardi
di euro, che dovrebbero generare oltre 50 miliardi di euro di nuovi investimenti. Inoltre, l'Italia è
il secondo più grande beneficiario dei fondi strutturali e di investimento europei, con 44,7
miliardi di euro di sostegno dell'Unione nel periodo 2014-2020, che rappresenta una media di
735 euro a persona dal bilancio dell'Unione.
Quali sono i prossimi passi?
In base alle norme applicabili che gli Stati membri hanno concordato congiuntamente (articolo 7,
paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 473/773), il governo italiano dispone ora di tre settimane
per presentare un progetto di bilancio riveduto. La Commissione valuterà tale piano e
pubblicherà un parere entro la fine di novembre.
La Commissione intende pubblicare le previsioni economiche per l'autunno l'8 novembre 2018.
Per maggiori informazioni
La Commissione europea invita l'Italia a presentare un progetto di bilancio riveduto per il 2019
Bozze di piani di bilancio 2019 Regolamento (UE) n. 473/2013

Anno europeo del patrimonio culturale: a che punto siamo??

Vertice di Bruxelles del Consiglio dell’economia e Finanze del 5 Novembre
Il 5 di novembre i Ministri dell' Economia dell'Eurozona, il Vicepresidente Dombrovskis e il
Commissario Moscovici in qualità di rappresentanti della Commissione europea, hanno discusso
della valutazione in corso dei documenti programmatici di bilancio degli Stati membri della zona
euro per il 2019 e del parere formale espresso dalla Commissione in merito al documento
programmatico di bilancio dell'Italia. L'eurogruppo ha ricordato l'importanza di avere finanze
pubbliche sane e la necessità che esse siano coordinate con il patto di stabilità e di crescita. E'
una condizione indispensabile per garantire una crescita economica durevole ed il buon
funzionamento dell' Unione Economica e Monetaria (UEM). I Ministri si augurano che l'Italia
voglia collaborare strettamente con la Commissione per la revisione del bilancio.

WiFi4EU | Wi-fi gratuito per gli europei

Con l’iniziativa WiFI4EU la Commissione europea intende promuovere le connessioni wi-fi
gratuite per i cittadini e i visitatori in spazi pubblici quali parchi, piazze, edifici pubblici,
biblioteche, musei e centri sanitari in tutta l'Europa. L’invito a presentare candidature per il 2018
è stato aperto il 7 novembre alle ore 13,00 e terminerà il 9 novembre alle ore 18.00. L'iniziativa è
accessibile mediante procedure semplici e non burocratiche, quali domande online, pagamenti
effettuati con buoni e requisiti di controllo leggeri.
L'iniziativa WiFi4EU, con un bilancio di 120 milioni di euro tra il 2017 e il 2019, favorirà
l’installazione di dispositivi per il wi-fi all’avanguardia nei centri della vita comunitaria.
I progetti saranno selezionati in base all'ordine di presentazione. I promotori dei progetti che
chiedono di partecipare all'iniziativa dovrebbero proporre di attrezzare le zone in cui non esiste
ancora un hotspot wi-fi pubblico o privato gratuito con caratteristiche simili.
I primi 2 800 comuni che parteciperanno al bando riceveranno un buono WIFI4EU e a ogni Stato
membro saranno garantiti almeno 15 buoni.
Il buono WiFi4EU prevede un importo fisso di 15 000 euro per ciascun comune. I comuni che
ricevono i buoni sceglieranno i “centri della vita pubblica” in cui gli hotspot WiFi4EU (punti di
accesso senza fili) saranno installati. I buoni dell’iniziativa WiFi4EU possono essere utilizzati
anche per finanziare parzialmente un progetto di valore superiore.
Nei prossimi due anni saranno pubblicati altri tre bandi WIFI4EU, circa uno ogni sei mesi. Le reti
finanziate da WIFI4EU saranno gratuite, senza pubblicità e senza raccolta di dati personali. I
finanziamenti saranno destinati a reti che non duplicano offerte preesistenti, private o pubbliche,
di qualità analoga.
Per partecipare: https://www.wifi4eu.eu/#/home

2019: urne aperte per il rinnovo del Parlamento europeo

                      Stavolta sperare in un futuro migliore non è abbastanza:
                      dobbiamo assumerci la responsabilità delle nostre scelte.
                                  Se votiamo tutti, vinciamo tutti.

                #stavoltavoto #thistimeimvoting
Questo è lo slogan della nuova campagna promossa dal Parlamento europeo per rendere tutti
noi consapevoli dell’importanza di andare al voto nel 2019 per il rinnovo di questo
importantissimo organo dell’Unione europea.
Solo sperare in un futuro migliore non è abbastanza: dobbiamo assumerci la responsabilità delle
nostre scelte. Mai come ora il nostro impegno personale è fondamentale per far capire alle
istituzioni europee quello che vogliamo davvero che facciano per noi.
Non solo dobbiamo impegnarci in prima persona andando alle urne ma possiamo convincere gli
altri a votare, perché Se votiamo tutti, vinciamo tutti.
Segui la procedura che ti viene suggerita su https://www.thistimeimvoting.eu/. Verrai aggiornato
su tutte le novità che riguardano le elezioni, Se condividi sui social, saprai anche quante persone
hanno aderito al tuo invito.
Le elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo nel 2019 si terranno nei 27 stati membri
dell'Unione europea (per la prima volta non parteciperà il Regno Unito per l'uscita dall'UE dopo
la Brexit). Le elezioni sono a suffragio universale e devono essere tenute ogni cinque anni nel
primo fine settimana disponibile al termine del precedente mandato elettorale. Nel 2014 si sono
tenute dal 22 al 25 maggio, nel 2019 dal 23 al 26 maggio. Ogni Stato membro dell'Unione
europea avrà la libertà di definire in quali e per quanti giorni tenere le urne aperte nel proprio
territorio, sempre nei limiti temporali individuati. E’ possibile anche scegliere dei giorni abituali:
l’Italia e la Germania scelgono sempre la domenica ad esempio.
Lo spoglio dei voti inizierà in contemporanea alle 23.00 del 26 maggio, in modo tale da rendere lo
scrutinio simultaneo in tutta l'Unione. Le elezioni europee del 2019 rappresenteranno la nona
tornata elettorale per il rinnovo del Parlamento europeo, la prima risale al 1979.
In tutti gli Stati membri l'età prevista per esercitare il diritto di voto è 18 anni, tranne in Austria,
dove è 16 anni. Votare è obbligatorio in quattro Stati membri (Belgio, Lussemburgo, Cipro e
Grecia); l'obbligo si applica tanto ai cittadini dello Stato membro quanto ai cittadini di altri Stati
membri dell'UE registrati. In occasione delle elezioni al Parlamento europeo ogni cittadino
dell'Unione residente in uno Stato membro di cui non è cittadino ha il diritto di voto nello Stato
membro in cui risiede, alle stesse condizioni dei cittadini di detto Stato (articolo 22 del TFUE).
Tuttavia, la nozione di residenza varia ancora da uno Stato membro all'altro. Stati come l’Estonia,
la Finlandia, la Francia, la Germania, la Polonia, la Romania e la Slovenia richiedono il domicilio o
la residenza abituale sul territorio elettorale. Altri invece, come Cipro, Danimarca, Grecia, Irlanda,
Lussemburgo, Slovacchia, Svezia, richiedono che vi si soggiorni abitualmente, altri ancora che si
sia iscritti all'anagrafe (Belgio, Repubblica ceca). Nessuno può presentarsi come candidato in più
di uno Stato membro nel corso delle stesse elezioni. L'età minima per candidarsi alle elezioni è di
18 anni nella maggior parte degli Stati membri; fanno eccezione il Belgio, la Bulgaria, Cipro, la
Repubblica ceca, l'Estonia, l'Irlanda, la Lettonia, la Lituania, la Polonia e la Slovacchia (21), la
Romania (23), l'Italia e la Grecia (25).
Piano europeo degli investimenti

      investEU
Questi i progetti finanziati in Italia con il Piano Europeo degli
investimenti
                           Assistenza sanitaria di alta qualità che
                           porta benefici economici
                           L’ISMETT – Istituto Mediterraneo per Trapianti e
                           Terapie ad alta specializzazione – è la prima struttura
                           ospedaliera e sanitaria in Italia ad essere stata costruita
                           esclusivamente per trapianti e per la cura delle
                           insufficienze terminali di organi vitali. È riconosciuto in
                           tutta Europa come un punto di riferimento per la
                           comunità medica, ma è anche un motore economico a
                           livello regionale. Garanzie finanziarie dalla Regione
                           Sicilia e dall’UE hanno permesso di aumentare la qualità
                           dei servizi offerti da ISMETT.
                           La rinascita di un museo porta benefici
                           culturali ed economici
                           Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria è da
                           sempre un fiore all’occhiello per l’intera Regione, ma
                           per molti anni le cattive condizioni dell’edificio ne
                           hanno limitato il potenziale. Un progetto di
                           riqualificazione    della   sua     sede,     sostenuto
                           dall’amministrazione regionale della Calabria e dall’UE,
                           ha ridato vita al museo.
                           Occupazione per il settore dell’assistenza
                           domestica
                           Il settore dell’assistenza domestica può essere
                           problematico: chi riceve questo servizio è spesso nelle
                           mani di persone impreparate, mentre molti assistenti
                           fanno fatica a integrarsi e a trovare lavoro legalmente.
                           Per superare questi ostacoli, la Regione Piemonte
                           assieme all’UE ha sviluppato un programma che unisce
                           politiche per le pari opportunità, lavoro e formazione
                           professionale, con un beneficio diretto per più di 26.000
                           persone.
Pompei: Preservare la                    storia      per
valorizzare il territorio
105 milioni di euro di investimenti per interventi di
conservazione e restauro del Parco archeologico di
Pompei - uno dei più importanti al mondo e il più esteso
- riconosciuto Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.
Questo è il Grande Progetto Pompei, cofinanziato
dall’Unione europea con 78 milioni di euro, per la
riqualificazione dell’antica città romana e lo sviluppo
economico del territorio, grazie alla promozione del
turismo e dell’indotto locale

L'integrazione passa per il lavoro
Grazie all'istruzione e al lavoro gli immigrati possono
integrarsi nella società finlandese. Il progetto "Social
Impact Bond" (SIB) ha lo scopo di aiutare 2 500
immigrati a trovare lavoro e fornire ai settori
caratterizzati da carenza di manodopera i lavoratori di
cui hanno bisogno. Il progetto, che durerà dal 2016 al
2019, dovrebbe far risparmiare allo Stato 28 milioni di
euro entro la fine del 2022 grazie alla riduzione della
spesa per il welfare e l'integrazione e all'aumento del
gettito fiscale.

Dare credito per creare imprese
La Regione Marche ha scommesso sulle idee per
combattere la disoccupazione. Attraverso il Prestito
d’Onore, la Regione ha potuto concedere piccoli
finanziamenti a persone senza lavoro, ma con un
progetto imprenditoriale. Grazie anche all’offerta di
strumenti formativi e servizi di assistenza tecnica
gratuiti, tra il 2006 ed il 2015 il Prestito d’Onore ha
permesso la creazione di 1.355 nuove imprese nel
territorio marchigiano.
Un trampolino di lancio per l’hi-tech
dell’Emilia-Romagna
Ricerca    industriale,    sviluppo     sperimentale    e
trasferimento di tecnologie: sono solo alcuni dei punti
forti del progetto per la promozione di 10 Tecnopoli
nella Regione Emilia-Romagna, finanziato anche dall’UE.
Il progetto ha portato alla firma di oltre 3.000 contratti
tra imprese e laboratori, trasformando la regione in uno
dei più grandi centri d’innovazione dell’UE.
Concorsi, corsi, tirocini, progetti,
Servizio    volontario     europeo,
servizio volontario internazionale,
campi di lavoro

Trovare lavoro grazie all'Ue
Se in Italia le opportunità scarseggiano per i giovani, questo non vuol dire che oltre confine non ci
siano delle possibilità interessanti. Tra le varie iniziative proposte dall'Unione Europea, sono tre i
progetti che mirano ad aiutare giovani e meno giovani a trovare un lavoro nell'Ue. Si tratta
di YfEj (Your first Eures job) dedicato ai giovani tra i 18 e i 35 anni, Reactive per gli over 35
e Drop’pin @EURES, per promuovere tirocini e corsi di formazione. Andiamo a vedere nel
dettaglio come funzionano e come è possibile accedere a queste iniziative.

Your first Eures job: lavoro per i giovani tra i 18 e i 35 anni
Il progetto Your first Eures job, raggiungibile attraverso il Portale Europeo della Mobilità
professionale, mira ad aiutare i giovani tra i 18 e i 35 anni, nati in uno dei 28 Stati dell'Ue (a cui
vanno aggiunti Norvegia e Islanda), a trovare un lavoro in uno dei Paesi dell'Unione europea. Allo
stesso tempo il progetto aiuta anche i datori di lavoro, che in questo modo possono trovare le
giuste risorse per le posizioni che non riescono ad occupare.
La Piattaforma EUJOB4EU raccoglie in un unico luogo il curriculum di giovani candidati in cerca di
lavoro e le offerte di impiego o tirocinio dei datori di lavoro europei. Il servizio assolve tutte le fasi,
dalle informazioni al reclutamento, fino al matching tra i candidati e la posizione più adatta alle
loro conoscenze.
YfEj è uno degli strumenti realizzati dalla Commissione Europea per contrastare la disoccupazione
in Europa e per potervi accedere bisogna essere in possesso dei seguenti requisiti:
    Nazionalità di uno dei 28 paesi membri dell’UE + Islanda e Norvegia;
       Età compresa tra i 18-35 anni;
       Legalmente residenti in uno dei 28 paesi membri dell’UE + Islanda e Norvegia;
       Essere alla ricerca di un lavoro/tirocinio in uno dei 28 paesi membri dell’UE + Islanda e
        Norvegia.
Invece, per quanto riguarda le piccole o medie imprese che offrono opportunità di lavoro, l'unico
requisito necessario è avere una sede all'interno dei 28 Paesi dell'Ue, più Norvegia e Islanda. La
vera 'forza' di Your first Eures job sta nella sicurezza di trovare un'occupazione a norma di legge,
che rispetti tutti i criteri di necessari attraverso le seguenti modalità:
     Contratto della durata minima di 6 mesi, impiego full-time o part-time (con un monte ore
        minimo non inferiore al 50% dell’equivalente full-time);
     Sede in uno dei 28 paesi membri dell’UE + Islanda e Norvegia diverso dal paese di residenza
        del candidato;
     Essere conforme alla legislazione nazionale in materia di lavoro e protezione sociale ed
        assicurare protezione e benefici adeguati;
     Assicurare retribuzione e contratto scritto;
     Per tirocinio: fornire gli strumenti per l’apprendimento e la formazione di specifiche abilità
        sul posto di lavoro con relativo rilascio di certificato/dichiarazione che attesti l’effettiva
        acquisizione di competenze e abilità alla fine dell’incarico.
Un progetto che ha nella mobilità europea la sua prima prerogativa, un fattore che oltre a
combattere il fenomeno della disoccupazione, punta a migliorare e fortificare l'integrazione tra
popoli di diverse nazionalità e il senso di appartenenza. Più che di cervelli in fuga, sarebbe meglio
parlare di cervelli in circolo. Per accedere all'iniziativa, inserire il proprio curriculum, osservare le
opportunità lavorative e proporre la propria candidatura basta collegarsi al Portale Eures e
accedere alla sezione per i candidati.

Reactivate: lavoro per gli over 35
Ma il fenomeno della disoccupazione e la ricerca di un lavoro stabile non sono problemi che
riguardano soltanto i giovani, proprio per questo l'Unione europea ha ideato “Reactivate”, un
programma di mobilità lavorativa rivolto ai cittadini con più di 35 anni e ai datori di lavoro che
cercano personale over 35. Il progetto assicura che le organizzazioni e aziende con sede in un
Paese      dell’Ue       e che    partecipano       al     programma        offrano       un contratto di
lavoro/apprendistato/tirocinio per una durata minima di 6 mesi, che prevede una remunerazione
e che rispetta la legislazione fiscale e del lavoro del loro paese. Per i candidati, gli unici requisiti
necessari sono la nazionalità e la residenza in uno dei 28 Paesi Ue, un'età superiore ai 35 anni e la
necessità di trovare e accettare un'opportunità lavorativa in un Paese europeo. Reactivate è un
progetto Pilota coordinato dalla Città Metropolitana di Roma Capitale e cofinanziato dall’Unione
Europea nell’ambito del Programme for Employment and Social Innovation "EaSI" 2014-2020 e per
avere maggiori informazioni è possibile collegarsi al sito http://ec.europa.eu/social/easi.
Come per YfEj, Reactivate offre diversi servizi sia per i candidati che per i datori di lavoro.
Servizi per i candidati:
     Orientamento professionale e supporto nella preparazione della propria candidatura;
     Sviluppo delle competenze professionali: opportunità formative (sulle competenze
        trasversali e le conoscenze linguistiche), bilancio delle competenze, informazioni sulle
        offerte di lavoro;
     Accesso a offerte di lavoro europee: pubblicazione di opportunità lavorative a livello
        europeo, partecipazione a giornate di recruitment, partecipazione a pre-selezioni
        attraverso la Piattaforma di Reactivate, organizzazione di colloqui di lavoro;
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