IL MODELLO DI WELFARE DEL DOMANI
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NUMERO 22 NOVEMBRE/ DICEMBRE 2013 ANNO II MONDO DEL LAVORO IL MODELLO DI WELFARE DEL DOMANI Intervista al Senatore Maurizio sacconi LAVORO E ISTITUZIONI LA POLITICA AL LAVORO Europa, Regione, Provincia e Comune: quali opportunità? LAVORO E TERRITORIO NEGOZI A LUTTO: il racconto di una commerciante EVENTI ASSOCIAZIONE ROAD SHOW TRA LE IMPRESE VENETE Intervista all’eurodeputata Lara Comi 1 EDITORIALE
IL NOSTRO MAGAZINE Carissimi lettori, l’associazione “IlCantiere” è nata per met- di approfondire i temi strettamente locali, fondimenti ed articoli cerchiamo di af- tere in rete esperienze in attività sociali e senza tralasciare anche quelli di carattere frontare i tanti temi che riguardano noi politiche, per coinvolgere, attraverso l’incon- regionale e nazionale. cittadini in prima persona. tro e l’interazione di diverse generazioni, i Tutto questo è possibile grazie ad una squa- cittadini in attività culturali e formative. dra di ragazzi, che ogni mese condividono Buona lettura, Attraverso il nostro Magazine, nato oltre con noi le loro riflessioni e loro conoscenze. Isabella Cimino due anni e mezzo fa, ogni mese cerchiamo È così che attraverso interviste, appro- (Direttore resposabile) DIRETTORE RESPONSABILE Isabella Cimino CAPOREDATTORE Matteo Marino HANNO COLLABORATO Serenella Bettin Enrico Bianco Luca Cadamuro Alvise Canniello Lara Comi Paolino D’Anna Massimo Meneghetti Luca Morosin Maurizio Sacconi Olimpia Scappini Giulia Toldo ART DIRECTOR Alberto Casagrande
INDICE Chiusura lavori: 25/11/2013 EDITORIALE 6 “Chi ha i denti non ha il pane, chi ha il pane non ha i denti” di Isabella Cimino MONDO DEL LAVORO “Il lavoro è un diritto?” di Luca Cadamuro 8 MONDO DEL LAVORO 9 “Il modello di Welfare del domani” Intervista al Sen. Sacconi di Isabella Cimino MONDO DEL LAVORO ”I giovani che si creano il lavoro” Redazione 11 MONDO DEL LAVORO 12 “Donne ai vertici, la sensibilità non guasta” di Serenella Bettin MONDO DEL LAVORO “Inserimento lavorativo ai diversamente abili” di Isabella Cimino 13 MONDO DEL LAVORO 14 “Italia, ritorno al futuro” di Enrico Bianco LAVORO E ISTITUZIONI “La politica al lavoro per il lavoro dei giovani” di Matteo Marino 16
INDICE Chiusura lavori: 25/11/2013 LAVORO E ISTITUZIONI 17 “Regione: quali servizi?” Redazione LAVORO E ISTITUZIONI “Provincia di Venezia: quali strutture?” Redazione 18 LAVORO E ISTITUZIONI 19 “È il nostro compito” di Luca Morosin LAVORO E TERRITORIO “Porto Marghera l’incompiuta...” di Massimo Meneghetti 21 LAVORO E TERRITORIO 22 “Veniceland: ragioniamo di testa, non di pancia” di Matteo Marino LAVORO E TERRITORIO “Negozi a lutto” di Olimpia Scappini 23 EVENTI ASSOCIAZIONE 25 “Gli incontri de ilCantiere” di Alvise Canniello EVENTI ASSOCIAZIONE “Intervista all’eurodeputata Lara Comi” di Matteo Marino 26
CHI HA I DENTI NON HA IL PANE CHI HA IL PANE NON HA I DENTI L’esclusione dell’asse Venezia/Nord Est dalla candidatura a capitale della cultura suona come l’ennesima figuraccia che la città è costretta a subire. A fronte di quest’ennesima bocciatura, viene da chiedersi quale sia il futuro di una città che, ormai da troppi anni, non riesce più a stare al passo con le sfide della modernità. di Isabella Cimino L a capitale europea della cultura del resse né a partecipare né tantomeno perché invece Londra ha ospitato le 2019 non sarà Venezia. a vincere, ma tanto valeva provare. Olimpiadi nel 2012), di offrire qual- La città lagunare, infatti, è stata esclu- A prescindere da quali possano esse- cosa di diverse rispetto a quello che sa dalle sei semifinaliste della compe- re i motivi dietro questo fallimento il quotidianamente offre la città. tizione, preferendovi Matera, Lecce, risultato non cambia, perché Venezia Forse è proprio questo il problema. Ravenna. non sarà la capitale europea della cul- Venezia vive sugli allori del passato, su ciò che nei secoli è stato costruito, li- mitandosi a conservarlo, ma non rivol- gendo mai lo sguardo al futuro. Dif- ficilmente ricordiamo un’opera o una grande iniziativa degli ultimi anni che abbia interessato la nostra città, proiet- tandola verso l’esterno, continuando a manifestare un atteggiamento di supe- riorità che, se forse aveva fondamento nei secoli passati, ora non ha proprio ragion d’essere. Ma forse non c’è da stupirsi di ciò se il Primo Cittadino etichetta come “campagnoli” i residenti della terraferma. Siamo completamente inadeguati ad Senza nulla togliere alle città rimaste in tura. La città del Tintoretto, di Marco affrontare le sfide del futuro, non ab- gara, queste non possono essere nean- Polo, dei Dogi, della Fenice, di Palaz- biamo idea del ruolo che Venezia deb- che lontanamente essere paragonate a zo Grassi, della Biennale, del Carne- ba svolgere nel Veneto, in Italia e nel Venezia, la quale per la sua storia e per vale e della Mostra del Cinema non mondo. Abbiamo un unico settore che il ruolo mondiale che riveste non trova é stata ritenuta idonea a concorrere a si autoalimenta, il turismo, e non riu- molti altri competitori in Italia, e non tale competizione. sciamo nemmeno a gestirlo, avrebbe neanche dovuto sforzarsi più Questa bocciatura risulta es- Questa lo subiamo, e quando decidia- bocciatura risulta di tanto per vincere la competizione. Eppure siamo riusciti a perdere, spen- sere l’ennesima di una trop- po lunga serie di sconfitte essere l’ennesima mo di gestirlo lo blocchiamo ideologicamente come è suc- dendo chissà quanti soldi per la can- cui Venezia sembra essere di una troppo cesso con le grandi navi. oramai affezionata. lunga serie di Non propongo certo l’a- didatura. Solo negli ultimi anni ab- sconfitte cui sfaltatura dei canali e dei rii, Il fallimento si può spiegare in tre biamo assistito all’esclusio- Venezia sembra come volevano i futuristi ad modi: o si è partecipato alla com- ne dall’Expo 2015 e dalle essere oramai inizio ‘900, ma una proposta petizione ritenendo di vincere facil- mente, viste le altre città candidate Olimpiadi 2020, talvolta affezionata innovativa ogni tanto non sa- e, quindi, non si è prestata la dili- manifestando un certo snobismo nei rebbe sgradita. genza necessaria; o si voleva vincere, confronti di tali candidature, quasi a Più passa il tempo e più attuale ap- ma per incapacità non si è riusciti a dire che tanto Venezia non ha biso- pare questo vecchio detto: chi ha il proporre una proposta valida ov- gno di tutto ciò, di farsi ulteriore pub- pane non ha i denti e chi ha i denti vero non c’è mai stato un vero inte- blicità (un giorno mi spiegheranno non ha il pane. 6 EDITORIALE
IL LAVORO È UN DIRITTO? Spesso si scende in piazza per manifestare in difesa dei propri diritti. Ma siamo davvero sicuri che il lavoro sia un diritto? E se dovesse essere un diritto, che cosa si intende veramente? di Luca Cadamuro I n molte occasioni, il lavoro viene quindi considerandolo, a fini espli- non è scontata né è priva di connota- proposto, a tutti gli effetti, come un cativi, come un qualunque individuo, zioni di stampo ideologico. Se, infatti, diritto spettante agli individui. Nulla ci dobbiamo chiedere quale sia la i mezzi di produzione appartenesse- di più vero, si potrà dire: la Repubblica c.d. parte passiva di questo rapporto, ro allo Stato e l’imprenditore fosse lo riconosce a tutti i cittadini il diritto al posto che chi vanta la pretesa e cioè Stato, lo Stato sarebbe titolare di tutte lavoro e promuove le condizioni che colui che ha il diritto ed è la c.d. parte le attribuzioni riconosciute in capo rendano effettivo questo diritto (arti- attiva è il cittadino. Il problema, in- all’imprenditore dalla legislazione, ivi colo 4 Cost.). Tralasciando, per il mo- fatti, deve essere affrontato in termini compresa quella di assumere dipen- denti e dirigere il lavoro e il diritto in questione vedrebbe lo Stato come parte passiva del rapporto. La legisla- zione italiana, tuttavia, non costruisce un’economia come quella suesposta: il combinato disposto di articoli 41 e 42 della Costituzione conferisce agli individui attribuzioni tali da consen- tire l’esercizio libero dell’attività eco- nomica e la proiezione della propria volontà sui beni di proprietà e benché tali regole incontrino una mitigazio- ne in disposizioni costituzionali (v. ad es. artt. 35-40 Cost.) che, a livello sistematico, conferiscono importanti tutele (si parla di tutele, quindi di ar- mento, l’analisi giuridica dell’articolo di “rapporto”, dal momento che un gomenti che non attengono pretta- 4, apparirebbe giustificata la tesi di chi “diritto” ha senso solo ed esclusiva- mente al “diritto” al lavoro), almeno si approccia ad una lettura profana – mente laddove vi sia un rapporto in- programmatiche, al lavoratore, non ma forse più che mai saggia – della tersoggettivo. è possibile vedere nell’imprenditore Costituzione: il lavoro è un diritto. È proprio quando cerchiamo di dare esercente una sua libertà la contropar- Avvicinandoci ad una lettura più ap- un volto alla parte passiva del rappor- te passiva del diritto dell’individuo ad profondita, tuttavia, ci si deve chie- to che ci accorgiamo quanto avere un lavoro. Non si può, dere cosa sia, in termini prettamente sia difficile sostenere la tesi Non si quindi, costringere concre- giuridici, un “diritto”. Ricorrendo del “lavoro” quale “diritto”. può,costringere tamente un imprenditore a ad una ricostruzione necessariamen- Espresso in altri termini: se concretamente un dare lavoro. te semplificata, possiamo dire che il la legge riconosce agli indi- imprenditore a Per questi motivi è difficile diritto è una “pretesa” che qualcuno vidui il diritto al lavoro e Ti- dare lavoro . pensare al “lavoro” come vanta nei confronti di qualcun altro zio è un individuo, allora Ti- un “diritto” e ciò era noto che si troverà in una situazione di zio, in quanto individuo, avrà diritto al anche al costituente che esplicitò la na- “soggezione”. Nel caso di specie, il lavoro; ma alla porta di chi deve bus- tura meramente programmatica della titolare del diritto a lavorare è colui sare Tizio affinché il suo diritto possa disposizione, intesa come invito al le- che la Costituzione dice essere il cit- trovare soddisfazione? Come si può gislatore ad adottare una politica che tadino. Non interessando, in questa osservare, il ragionamento non riesce favorisse l’occupazione in armonia sede, capire chi sia il “cittadino” e a trovare una conclusione e la risposta con gli altri principi giuslavoristici. 8 MONDO DEL LAVORO
IL MODELLO DI WELFARE DEL DOMANI INTERVISTA AL SEN. SACCONI È ancora sostenibile l’attuale modello sociale italiano? Abbiamo chiesto al Senatore Maurizio Sacconi di raccontarci il suo punto di vista, affrontando diversi temi: dalla crisi occupazionale giovanile sino alle madri lavoratrici, dal calo delle nascite al principio di sussidiarietà. di Isabella Cimino Senatore Sacconi, la crisi eco- più appropriate, meno burocrati- nedetto XVI. Nella perdita di nomico-finanziaria degli ulti- che e sostenute dal calore relazio- senso la natalità perde il suo si- mi anni ha messo a dura prova nale delle forme sociali non pro- gnificato di compimento naturale l’attuale sistema di Welfare, il fittevoli che le garantiscono. della persona, le istituzioni stes- quale appare non più in grado di far fronte alle esigenze delle dinamiche economico sociali della nostra società. Quali sono stati i fattori di cri- si dell’attuale modello sociale italiano? Il modello sociale italiano, come peraltro la gran parte dei model- li sociali in Europa, attraversa la crisi tipica dei modelli prevalente- mente o esclusivamente risarcito- ri, che intervengono cioè quando il danno allo stato di benessere della persona si è già prodotto, a questo elemento si aggiungo- no fattori di ordine demografico perché la caduta delle nascite e Come si coniugano le diverse se, ma anche le imprese, non ri- l’allungamento delle aspettative esigenze di una società carat- conoscono questo carattere della di vita evidentemente aumenta terizzata dal costante aumen- natalità e si determina un circolo il numero e le esigenze di colo- to della prospettiva di vita e il vizioso che incoraggia il rattrap- ro che beneficiano di prestazioni calo delle nascite? pimento. Al contrario occorre e riduce il numero di coloro che Il calo delle nascite deve essere promuovere quanto più i princi- contribuiscono al finan- arrestato attraverso una pi della tradizione nazionale che ziamento del sistema. La caduta politica prima di tutto fanno riconoscere il valore della La risposta a questa crisi delle nascite e deve essere soprattut- l’allungamento delle culturale, di incorag- giamento alla natalità vita, a partire dal significato della accoglienza della nuova vita, e in to dedicata a prevenire, aspettative di vita perché la ragione del modo tale che anche nel mercato lungo l’arco di vita, il aumenta il numero e rattrappimento demo- del lavoro si riconosca quanto la formarsi dello stato di le esigenze di coloro grafico risiede molto natalità consenta il compimento bisogno, a invertire il che beneficiano di prima che nella carenza di una persona e la renda in quan- declino demografico de- prestazioni e riduce di servizi o di politiche to più matura più produttiva. terminando condizioni il numero di coloro pubbliche comunque La disoccupazione giovanile idonee alla natalità e uti- che contribuisconol dedicate alla natalità in ha raggiunto negli ultimi tempi lizzando infine il criterio finanziamento quella perdita di senso percentuali molto preoccupan- della sussidiarietà, che del sistema. che ha caratterizzato ti. Si può lavorare d’anticipo consente risposte ai bisogni meno molta parte delle società, come per far sì che i giovani possa- costose e contemporaneamente ha opportunamente rilevato Be- no entrare prima e meglio nel 9 MONDO DEL LAVORO
mondo del lavoro? Ad esempio reciproca tra impresa e lavorato- sociale. Per fortuna nella nostra attraverso una maggiore siner- re, tra impresa e lavoratrice. Così cultura la persona non è una en- gia tra scuola e impresa? come devono essere aiutate da una tità isolata ma votata alla socialità. Certamente l’occupabilità dei gio- diffusione dei servizi di cura, che Anzi, la persona si realizza proprio vani si realizza attraverso l’inte- si possono ragionevolmente realiz- nella relazione con gli altri. Il che grazione tra scuola e lavoro, tra zare non solo con i servizi pubbli- significa che c’è un sedimento cul- apprendimento teorico ci ma anche con i servizi turale, depositato dalla tradizione, ed esperienza pratica. L’occupabilità aziendali e interaziendali, sulla base del quale possiamo dif- Ciascun giovane può e dei giovani si ma anche con un fenome- fondere ancor più le reti di relazio- deve essere portato a realizza attraverso no, quello delle cosiddette ne che consentano alle persone in competenze di ordine l’integrazione tra “mamme di giorno” che difficoltà di essere sostenute non superiore se può sce- scuola e lavoro, in altri paesi si è diffuso solo da algide burocrazie pubbli- gliere - opportunamente tra apprendimento e in Italia ancora non si che ma anche dal calore di coloro sostenuto nelle scelte teorico ed esperienza ha trovato una sua realiz- che in modo particolare si dedica- educative - tra più pos- pratica zazione ma che pure cor- no agli altri. sibilità: tra quelle scola- risponde all’importanza La diffusione di queste reti re- stiche e tradizionali, dalle opzioni che assegniamo alla famiglia italia- lazionali dipende anche molto liceali a quelle tecniche e profes- na come luogo di cura non solo dei dalle funzioni pubbliche, se esse sionali, fino ad esperienze lavora- figli propri ma, a certe condizioni, riconoscono spazi a queste for- tive che si coniugano con percorsi anche dei figli altrui. me generose e non profittevoli di apprendimento più generale, in Nella nostra società notiamo con le quali le persone donano sé un contratto di apprendistato di che il singolo individuo si trova agli altri. Quando le funzioni pub- cosiddetto primo livello, cioè per sempre più solo nell’affrontare bliche hanno invece la pretesa di giovani che anche attraverso di e nel gestire le inevitabili diffi- svolgere tutto invasivamente sono esso devono poter realizzare quel coltà che gli si presentano (figli costose per un verso, sono meno diritto/dovere ai 12 anni di ap- minori e/o disabili, anziani, li- efficienti per l’altro e negano lo prendimento più volte affermato. cenziamenti). Recuperare una spazio alla società civile. Dove Questo significa che già dall’e- rete territoriale di sostegno so- sono efficienti, dove cioè costano tà di 14 anni questo contratto di ciale, attraverso un sistema di poco e danno molto, riconoscono apprendistato deve poter essere praticato, che deve essere ricono- sciuto a pieno titolo nei percorsi educativi, con la stessa dignità socialmente riconosciuta ad una scelta liceale. Occorre liberare da forti vincoli burocratici questi percorsi, oggi difficili per l’impresa che volesse realizzarli, così come occorre di- sporre di attività formative pros- sime alle imprese e utili a questi percorsi di apprendistato di primo livello. Quali misure possono essere prese per aiutare le donne lavo- ratrici nella maternità? Le donne lavoratrici possono es- offerta di servizi ed interventi il valore sussidiario di queste for- sere aiutate nella maternità sia at- economici, potrebbe aiutare le me non profittevoli. traverso accordi utili a conciliare persone ad affrontare queste Tutto il mio Libro bianco sul futu- il tempo di lavoro col tempo di difficoltà? ro del modello sociale fu ispirato famiglia, e quindi accordi relativi Sono assolutamente convinto che ad un principio di sussidiarietà e all’orario di lavoro, che è un aspet- la solitudine costituisca la fon- al riconoscimento del valore del to fondamentale per l’adattabilità damentale ragione di esclusione dono. 10 MONDO DEL LAVORO
I GIOVANI CHE SI CREANO IL LAVORO In una fase occupazionale giovanile così complessa non tutti si scoraggiano e gettano la spugna. Alcuni ragazzi trovano il coraggio e la forza di “crearsi” un vero e proprio lavoro. Vi raccontiamo la storia di Giulia, giovane laureata, che dopo aver perso il lavoro per colpa della crisi, ha trasformato il suo hobby in una vera e propria attività. Redazione C ome è nata questa tua passio- Come funziona questa tua attività? Il cucito sembra ormai passato di ne per il cucito e perché ha scelto Il mio laboratorio è in casa. Ho a di- moda, ma stando a quanto raccon- di farne un lavoro? sposizione una stanza dove ho po- ti invece c’è molta richiesta. Credi La mia passione è iniziata molto pre- tuto mettere un grande tavolo che che riscoprire mestieri di “un tem- sto; avevo all’incirca 7 anni quando uso per il taglio dei tessuti e uno più po” sia importante oggigiorno? mia mamma mi mandò, durante il piccolo che accoglie la mia macchina In effetti più di qualcuno all’inizio periodo delle vacanze estive, da una da cucire. Per il momento va bene rideva di questa cosa dicendo che è signora che insegnava a ricamare alle così, per farsi le ossa e cominciare a lavoro da nonne. Io non la vedo così, bambine. In realtà quella per l’ago e il farsi un giro è più che sufficiente. L’a- anzi. Ci ritroviamo tanti abiti negli ar- filo è un’attrazione innata, ricordo di spetto più positivo? Sicuramente la madi che non usiamo o perché fuori avercela sempre avuta, ma fu proprio flessibilità e la possibilità di decidere moda o perché scuciti o rotti; eppure in quella occasione che cominciai a autonomamente, soprattutto gli orari basterebbe poco per ridare loro vita! coltivarlo come hobby. Poi, essendo di lavoro; ho notato di essere molto Fino a qualche anno fa si gettavano cresciuta fianco a fianco con la nonna più produttiva il tardo pomeriggio e la semplicemente e se ne acquistavano che sapeva cucire meravigliosamente, sera quindi non è raro trovarmi con di nuovi; ora però che la crisi ha col- era quasi scontato che per spirito di ago e filo in mano anche ben oltre la pito un po’ tutti (me compresa) ci si emulazione imparassi da lei. Carne- mezzanotte. La mattina la investo in- pensa più di due volte prima di sba- vale poi era una sorta di “banco di vece nell’aggiornarmi e nell’aggiorna- razzarsi dei vecchi abiti. prova”, visto che l’abito me lo cucivo re le pagine della rete e andare a caccia Ed è qui che si riscopre la bellezza da sola usando la vecchia macchina da di stoffe nei vari negozi e mercerie. e l’utilità di un “vecchio mestiere”. cucire a pedale. È una passione che mi Quali sono state le difficoltà che E poi diciamocelo, un abito confe- ha sempre accompagnato anche du- hai trovato all’inizio? zionato in serie non vestirà mai così rante il liceo e i miei studi accademici. L’inizio è sempre difficile, per qual- bene e non sarà mai un pezzo unico Finita l’università ho trovato subito la- siasi attività artigianale. L’ostacolo solo nostro come uno confezionato a voro come commerciale estero (sono maggiore forse è la pubblicità, far- mano su misura! laureata in relazioni internazionali e si conoscere, fare in modo che la Quale consiglio ti sentiresti di dare conosco tre lingue): viaggi, fiere, tut- gente sappia che ci sei. Anche qui a dei giovani che vogliono intra- to bene fino alla crisi che ha colpito ho dovuto in qualche modo arran- prendere il tuo percorso? duramente il settore del mobile dove giarmi e ho sfruttato le potenzialità Il mio consiglio è non mollare! Non lavoravo. Poi un bel giorno quella che della rete: in particolare Faceboook lasciatevi desistere dalle difficoltà per tre anni fu la mia routine, cambiò e il blog. Ho creato la pagina con che incontrerete, anche dalla fami- di punto in bianco. Stare con le mani il nome del mio brand a cui è se- glia che considererà la vostra solo in mano ad aspettare un altro lavoro, guito il mio blog Giulicious. Cerco una perdita di tempo o dagli amici che probabilmente vista la situazione di aggiornarli costantemente con che vi prenderanno in giro. I ragazzi del nordest non arriverà, non fa per foto, proposte, tutorial in modo di oggi non sono ne bamboccioni ne me, è così, come dico: “ho fatto di ne- tale da mantenere alta la curiosità tanto meno choosy! cessità virtù”. Ho ripreso in mano il degli altri. Infine c’è l’immancabile Non demordete, stringete i denti e mio hobby. Mi sono iscritta ad un cor- passaparola, che è sempre un’arma continuate a perseguire il vostro ob- so di sartoria e quando non studio, la- vincente, soprattutto perché si basa biettivo. Lamentarsi di non trovare voro con una sarta di professione che sulla fiducia delle persone: se uno lavoro è una perdita di tempo voi mi insegna i trucchi del mestiere e poi consiglia il mio lavoro significa che investitelo nelle vostre capacità! Io a casa, aiutandomi a volte con inter- si è trovato bene e dà il via ad un dico: chi il lavoro non ce l’ha il lavo- net in cerca di idee, tutorial, consigli. “effetto domino”. ro se lo inventa! 11 MONDO DEL LAVORO
DONNE AI VERTICI, LA SENSIBILITÀ NON GUASTA Il sesso femminile alla conquista di posizioni fondamentali. Tra mondo del lavoro e mondo politico, sono molte le donne che ricoprono ruoli primari. La società moderna saprà sconfiggere inutili stereotipi? di Serenella Bettin S ono sempre di più in Italia le vengono discriminate all’interno di cose un obbligo di quote rose donne che vedono la propria vita degli ambiti lavorativi che invece per favorire una maggior presenza divisa tra lavoro, figli, marito e fa- dovrebbero favorirle. Complice un femminile ai vertici delle industrie miglia. E sempre di più si cerca di sistema che non aiuta, il problema perché se assumiamo le donne non dare una soluzione a questo non sono le leggi, non per legge poi non sap- problema che è in continuo aumen- sono le norme, perché La to. La vita media si è allungata, le queste qualora fossero percentuale piamo se l’abbiamo fatto per meritocrazia o perché donne non se ne stanno più a casa applicate garantirebbero di donne a cucinare e rammentare calzini e il comunque la donna, vedi presenti nei qualcuno ha imposto di farlo. L’Italia infatti nel mondo che le aspetta non è certo ad esempio l’articolo 37 consigli di 2011 ha introdotto una dei migliori. Che ci sia una questio- della Nostra Costituzione amministrazione ne femminile in Italia è evidente, che tutela la donna lavora- si è alzata, legge, la Golfo – Mosca, dal nome delle due firma- che questa non si affrontata come si trice o il Piano Nazionale passando da tarie, che prevede l’obbli- deve lo è altrettanto. Il nostro Paese per l’inclusione delle don- un 10%ad go di quote rosa nei con- secondo una recente relazione pre- ne nel mercato del lavoro; un 17% sigli di amministrazione e sentata al Senato occupa il penulti- il problema è invece sradicare gli collegi sindacali delle società quo- mo posto sull’equiparazione di ge- stereotipi e smuovere le coscienze. tate e partecipate pubbliche. Tale nere e donne ai vertici istituzionali Questo è il problema, cioè favo- legge che è in vigore da agosto e politici sono sempre meno. Perfi- rire l’ingresso della donna anche 2012 ha prodotto già i suoi effetti, no l’ Afghanistan supera la nostra alle dirigenze, non guardarla con la percentuale di donne presenti rappresentanza politica femminile gli occhi ancor di chi conserva un nei consigli di amministrazione si è alzata, passando da un 10% ad un 17%. C’è chi dice che è ancora poco, c’è chi dice che le quote rosa non servono, fatto sta che essa ha prodotto i suoi frutti anche se non ha ancora raggiunto i livelli di Paesi nordici come la Norvegia che vanta il primato di presenza femminile all’interno delle pro- prie aziende. Forse… forse oltre a prevedere tali quote, occorrerebbe attuare un movimento di sensibi- lizzazione che abitui tutti a non vedere più la donna come soltanto moglie, mamma, figlia, ma anche come lavoratrice, dirigente, rap- che si stabilizza a quota 20%, come retaggio culturale per cui le donne presentante. Forse si la donna è afferma la Dott.ssa Rossana Scari- dovevano stare a casa ad accudire sensibile per prendere le redini di cabarozzi, responsabile programma i figli o erano esseri troppo sensi- una multinazionale, ma è chiaro diritti delle donne ActionAid Italia. bili per poter prendere le redini di ed evidente che vista la situazione Infatti le donne o abbandonano il un’azienda. Questo forse non vuol anche attuale, un minino di sensi- lavoro dopo la prima gravidanza, o nemmeno dire prevedere per forza bilità non guasti. 12 MONDO DEL LAVORO
INSERIMENTO LAVORATIVO AI DIVERSAMENTE ABILI La Convenzione quadro per l’inserimento lavorativo nelle cooperative sociali dei lavoratori disabili, con gravi difficoltà di inserimento nel ciclo lavorativo ordinario. di Isabella Cimino Anche la Provincia di Venezia il lettivi). A breve si aggiungeranno le •Il disabile viene inserito in un con- 19 novembre u.s. ha firmato uffi- firme di altre organizzazioni sinda- testo lavorativo ed organizzativo cialmente la “Convenzione quadro” cali e territoriali. “protetto”. prevista dall’articolo 14 del d.lgs. Oggetto Parti coinvolte 276/2003, che ha come obiettivo la La Convenzione ha ad oggetto Le parti coinvolte sono i servizi pro- creazione di nuovi posti di lavoro, “la disciplina delle modalità, delle vinciali per l’impiego, le associazio- promuovendo al contempo lo svi- condizioni e degli effetti del con- ni sindacali dei datori di lavoro, dei luppo della cooperazione sociale. ferimento alle cooperative sociali prestatori di lavoro, le associazioni Vediamola bene nel dettaglio. di commesse di lavoro da parte dei di rappresentanza, assistenza e tutela Si sono dovuti attendere quasi dieci datori di lavoro, anche a parziale co- delle cooperative e consorzi di coo- anni per la firma della “Convenzione pertura dell’obbligo di assunzione di perative. quadro per l’inserimento lavorativo disabili previsto dalla legge” (Art. 2), Dati nelle cooperative sociali dei lavoratori volendo incrementare gli “strumenti I Centri per l’impiego provinciale disabili, con gravi difficoltà di inseri- di politiche attive del lavoro nell’otti- hanno registrato nel semestre dal mento nel ciclo lavorativo ordinario”. ca di implementare l’integrazione dei 1/1/13 al 30/6/13 questi dati: La Provincia di Venezia è l’ultima servizi e delle risorse del sistema”, • 48 Convenzioni Integrazione La- Provincia del Veneto ad adottare essendo uno strumento integrativo vorativa questo strumento, perché negli anni della già vigente normativa in mate- • 154 Avviamenti differiti (in con- passati aveva trovato forti resistenze ria di diritto al lavoro ai disabili”. venzione di programma) alla sua attuazione. Tali resistenze A cosa serve? • 949 Prospetti informativi gestiti erano date dal timore che l’articolo La Convenzione quadro vuole “fa- • 94 Esoneri concessi 14 sminuisse la funzione sociale del vorire l’inserimento lavorativo dei • 543 Certificati d’ottemperanza lavoro dei disabili, ed incentivasse lavoratori disabili”. • 219 Nulla Osta una visione quasi di “obbligo” di Stando alla legge n. 68/1999 ogni un adempimento normativo, piutto- azienda deve assumere un certo nu- Le aziende agevolate sono state: sto che un percorso di inserimento mero di persone con abilità diverse • 4, ammesse ai benefici del Fondo nell’assunzione dei cittadini disabili. in riferimento alla propria dotazione Regionale per l’occupazione dei di- Così, sulla base del successo dell’ap- organica. sabili; plicazione della Convenzione nelle Aderendo a questa Convenzione, • 39, segnalate alla Regione per l’am- altre Province venete, anche nel ve- un’azienda che voglia trasferire all’e- missione ai benefici del Fondo Na- neziano, senza non poche difficoltà, sterno un proprio servizio (es: pu- zionale. si è arrivati alla sua firma. lizie) ad una cooperativa sociale di Chi ha firmato la convenzione? tipo B (cioè le cooperative finalizzate Ringrazio l’Assessore Provinciale al Tutto questo è stato frutto di un ac- all’inserimento lavorativo di persone Lavoro Paolino D’Anna per averci for- cordo territoriale avviato dall’Asses- svantaggiate) può “trasferire” l’obbli- nito il materiale necessario alla stesura sore provinciale al Lavoro Paolino go di assunzione del disabile, sempre dell’articolo, senza il quale non sarebbe D’Anna con le categorie e le parti entro certi limiti previsti per legge, stato possibile scriverlo. sociali, che ad oggi ha trovato la fir- alla cooperativa sociale affidataria. Ma, soprattutto, per la grande disponibili- me delle OO.SS, UIL, CISL, AVA, I vantaggi sono che: tà mostrata a collaborare con i ragazzi de Federsolidarietà Venezia, Legaco- •L’azienda assolve l’obbligo di cui “ilCantiere”, permettendoci così di appro- operative di Venezia, CSU, Anci alla legge n. 68/1999. fondire le nostre conoscenze sul ruolo che Venezia, ANFFAS (associazione •La cooperativa acquisisce una com- la Provincia di Venezia svolte in tema di nazionale famiglie di disabili intel- messa di lavoro. diritto del lavoro. 13 MONDO DEL LAVORO
ITALIA, RITORNO AL FUTURO Imprese e delocalizzazione: un breve viaggio tra numeri e statistiche per analizzare una delle tematiche più delicate parlando di impresa. di Enrico Bianco C ’erano anni in cui si considera- creati oltrefrontiera sono stati poco quel paese, e dall’aumento dei costi va Timisoara come l’ottava provin- più di 1.500.000. Tra i settori più se- dei trasporti: non a caso stanno rifio- cia del Veneto. Eravamo a cavallo gnati da questo fenomeno, il com- rendo, anche da noi, società di logi- tra gli anni ’90 e il Duemila: allora mercio all’ingrosso (alimentari, high- stica, che permettono la distribuzio- il Nordest era considerato il mira- tech), il manifatturiero, e la logistica. ne del prodotto just in time, evitando colo economico italiano. In Veneto Non necessariamente, a questo fe- i costi relativi all’immagazzinamento si rasentava la piena occupazione, le nomeno, è seguito un calo dei posti della merce. fabbriche operavano a pieno regime, di lavoro nel nostro paese: tra il 2000 Un aiuto in questo senso viene an- gli operai macinavano straordinari, le e il 2010, ad esempio, si è osservato che dall’utilizzo delle nuove tecno- zone industriali si ampliavano a mac- che solo il 10% dei posti di lavoro logie, della robotica, e dall’utilizzo chia d’olio, e così, dalla Marca Tre- vigiana, iniziarono a spostarsi verso la Romania: terre economicamente ancora vergini, e con abbondante manodopera a bassissimo costo. Ma non sempre si è trattato di costi monetari. Spesso si è trattato di costi invisibili, che in questo paese pesa- no come macigni: la giustizia lenta e inefficace, la burocrazia elefantiaca, il deficit infrastrutturale e il costo dell’energia, superiore del 30% ri- spetto alla media europea. Non è un caso, infatti, che tra i paesi destina- tari delle imprese nostrane troviamo, al primo posto, la Francia, con ben 2562 imprese trasferite, seguita dagli Stati Uniti (2408 aziende), la Ger- persi sono dipesi dalla delocalizza- della rete: in una recente intervista mania (2099) e solo al quarto posto zione, mentre il 25% dei posti per- al Corriere Gaetano Marzotto, pre- la Romania (1992). Nazioni econo- si sono stati dovuti dal fallimento sidente di Pitti Uomo, conferma micamente mature hanno accolto le dell’impresa, e il 60% dalle ristruttu- questa tendenza nel tessile. Oramai i aziende italiane, quindi. razioni aziendali. tempi della scelta della merce si sono Secondo calcoli della CGIA, al 2011, Da qualche anno, poi, si inizia a no- accorciati quanto un click, per cui bi- le imprese andate all’este- tare un fenomeno inverso: sogna battere sul tempo la produzio- ro, anche solo parzialmen- Tra il il ritorno verso le economie ne, e questo a scapito delle produ- te, sono state 27.100. Tra 2000 e il mature di imprese che ave- zioni economiche, ma lontane. Una il 2000 e il 2011 l’aumento 2011 l’aumento vano delocalizzato. Negli buona notizia per il nostro Made in delle imprese che si sono delle imprese Stati Uniti questo fenome- Italy, così come le 72 imprese che affacciate fuori dei nostri che si sono no ha riguardato il 14% del- sono tornare in Italia nel solo 2012, confini ha toccato ben il affacciate fuori le imprese delocalizzate, ed secondi a livello mondiale dopo gli +65%, anche se bisogna dei nostri confini alcune molto famose come Usa: nella speranza che questi im- dire che dal 2008 al 2011, ha toccato ben la Ford. Anche Apple sta prenditori di ritorno non vengano nel periodo conclamato il +65% ripensando alla sua strategia soffocati dalla morsa fiscale, e buro- della crisi, l’aumento in percentuale è di produrre in Cina, spinto dall’au- cratica, che sopprime le energie cre- stato solo del 4,5%. I posti di lavoro mento delle rivendicazioni salariali in ative di questo Paese. 14 MONDO DEL LAVORO
LAVORO e istituzioni
LA POLITICA AL LAVORO PER IL LAVORO DEI GIOVANI L’Unione Europea e le sue opportunità: conoscerle per sfruttarle. di Matteo Marino A bituati a storcere il naso parlan- colare carenza di informazioni che pagna di sensibilazione promossa do di Unione Europea, un po’ per provengono dai nostri rappresen- dall’On. Lara Comi che mira a dif- sfiducia e un po’ per disinteresse, i tanti al Parlamento Europeo la si- fondere tra i giovani italiani le op- giovani italiani non sanno che stan- tuazione si complica maggormente. portunità che l’Europa concede. no perdendo molte opportunità Per invertire questo trend negativo Vi proponiamo quindi qui di se- per conoscere il mondo del lavoro e per aiutare l’entrata dei giovani guito alcuni link che auspichiamo e conseguentemente per accedervi. nel mondo del lavoro, questo breve possano essere utili per voi e per le Se a questo aggiungiamo una parti- articolo vuole riprendere una cam- persone a voi vicine. 1 2 3 Tirocini per laureati Portale europeo per i giovani EURES L’UE propone ai giovani laure- Informazioni e opportunità Il portale europeo della ati una serie di tirocini nelle sue per i giovani in europa. mobilità professionale. sedi e nelle sedi delle sue istituzio- L’European Youth Portal è un por- EURES (EURopean Employment ni che sono localizzate nel terri- tale online dove i giovani possono Services - Servizi europei per l’im- torio comunitario. In particolare trovare tutte le informazioni che ne- piego) è una rete di cooperazione sono attivabili tirocini presso i cessitano su determinate tematiche a formata dai servizi pubblici per seguneti enti: livello europeo. In particolare, come l’impiego, a cui partecipano an- Banca centrale europea si vede nella home page del portale, che i sindacati e le organizzazioni Banca europea per gli investimenti vengono trattate le seguenti aree: dei datori di lavoro. Il suo obietti- Comitato delle regioni Inclusione sociale vo è facilitare la libera circolazione Comitato economico e sociale europeo Attività di volontariato dei lavoratori nello Spazio econo- Commissione europea Creatività e cultura mico europeo (i 27 paesi mem- Consiglio dell’Unione europea Partecipazione bri dell’Unione europea, Norve- Corte dei conti europea Istruzione e formazione gia, Liechtenstein e Islanda) e in Corte di giustizia Occupazione e imprenditorialità Svizzera. Mediatore europeo I giovani e il mondo Il portale è rivolto sia alle perso- Parlamento europeo Salute e benessere ne che sono in cerca di lavoro nel Servizio europeo per l’azione esterna territorio comunitario, sia ai dato- All’interno di ciascuna macrotema- ri di lavoro che vogliono assumere Per maggiori informazioni vi invi- tica vengono poi egregiamente svi- persone straniere. tiamo a visitare il sito: luppati i temi ad essa inerenti. Per maggiori informazioni: http://europa.eu/about-eu/working- Per consultare il portale: https://ec.europa.eu/eures/home. eu-institutions/graduates/index_it.htm http://europa.eu/youth/it jsp?lang=it 16 LAVORO E ISTITUZIONI
REGIONE: QUALI SERVIZI? Riportiamo in questo articolo i servizi offerti dalla Regione, relativamente alla formazione , al lavoro e all’orientamento. I servizi offerti sono davvero moltissimi, quindi abbiamo cercato di riportare quelli che ci paiono più interessanti, aggiungendovi per maggiori informazioni il link cui fare riferimento. Redazione FORMAZIONE • L’inserimento lavorativo per i soggetti Direzione Regionale Lavoro Programma e gestisce diverse tipo- con maggiori difficoltà psico-sociali. Fondamenta Santa Lucia - Venezia logie di corsi rivolte a diversi utenti. Alcuni di questi servizi, accompa- Cannaregio, 23-30121 Venezia • Obbligo formativo: percorsi trien- gnati eventualmente da sostegni E-mail: uff.orienta@regione.veneto.it nali per l’assolvimento del diritto/ al reddito, sono erogati dai diver- Numero Verde: 800 998300 da lunedì dovere all’istruzione e formazione si soggetti accreditati in base alle a venerdì 9.00 - 13.00 professionale, rivolti ad utenti con esigenze individuali dei lavoratori Orari di apertura al pubblico: lunedì e meno di 18 anni. disoccupati per i quali non sono giovedì dalle ore 9.00 - 13.00 • Cerco corso: guida per giovani ed previsti ammortizzatori sociali o adulti, sia occupati che disoccupati, in cassa integrazione. Il “pacchet- Vuoi avere maggiori informazioni? in cerca di un corso di aggiorna- to” di servizi di politica attiva del La Regione del Veneto ha realizzato mento e/o riqualificazione. lavoro, accompagnati da indennità alcune banche dati: • Percorsi di formazione e istruzione di sostegno al reddito, costituisce la (gestiti dalla Direzione Istruzione): dote lavoro (che prevede l’erogazio- Sopralamedia percorsi riguardanti l’alternanza ne, ai lavoratori che ne hanno dirit- Sito rivolto a tutti coloro che, al scuola-lavoro, la formazione tec- to, di un sostegno al reddito unito termine della scuola secondaria di nica superiore e la formazione di a servizi personalizzati finalizzati primo grado, devono scegliere il terza area. alla riqualificazione professionale percorso scolastico secondario di e all’eventuale ricollocazione nel secondo grado o quello formativo www.regione.veneto.it/web/for- mercato del lavoro). professionale. mazione/ Beneficiari delle doti lavoro: • I lavoratori beneficiari della cassa integra- Cicerone LAVORO zione in deroga; Guida interattiva alla scelta dopo la Promuove la piena e buona occu- • I lavoratori ammessi alla mobilità in scuola media superiore e costituisce pazione dei cittadini, in particolare deroga; uno strumento di base per la cono- di coloro che accedono con mag- • I disoccupati con precedenti contratti a scenza dell’offerta formativa univer- gior difficoltà al mercato del lavoro, progetto o a collaborazione coordinata e sitaria ed i servizi per il diritto allo provvedendo con specifiche misure continuativa (con intervento regionale studio del Veneto. Sono inoltre di- anticrisi. chiuso ad aprile dello scorso anno). sponibili: informazioni sulle tenden- Referente: La Regione inoltre favorisce ini- ze del mercato del lavoro nel Veneto Direzione Regionale Lavoro - Segreteria ziative per la mobilità di studenti e e altre opportunità formative post- Fondamenta Santa Lucia lavoratori, le relazioni e la collabora- diploma presenti nel territorio. Cannaregio, 23 - 30121 Venezia zione con altre regioni italiane ed europee. Tel. 0412795924 Univenetorienta Fax 0412795948-5237 www.regione.veneto.it/web/lavoro/ Qui, sono disponibili test per l’au- Tra i principali servizi vi sono: tovalutazione delle conoscenze mi- • L’orientamento ai percorsi di istruzione ORIENTAMENTO nime richieste per un buon avvio e formazione e al mondo del lavoro; Questa sezione è dedicata agli ope- del percorso universitario. • La formazione continua per l’aggiorna- ratori dell’orientamento, giovani e mento dei lavoratori; adulti che necessitano di informa- Borsino delle Professioni • La formazione in apprendistato; zioni sulle opportunità di istruzione Strumento per supportare le scelte • L’intermediazione tra domanda e e formazione presenti nel Veneto. professionali dei giovani e facilitare offerta di lavoro, garantita dalla rete Recapiti: i processi d’incontro tra domanda dei servizi per il lavoro, pubblici e privati; Ufficio Orientamento e Informazione ed offerta di lavoro. 17 LAVORO E ISTITUZIONI
PROVINCIA DI VENEZIA: QUALI STRUTTURE? Da molti non conosciute, da altre ignorate: quali sono le strutture di ausilio previste dalla Provincia? Redazione In un momento occupazionale poco o, peggio ancora, ignorano. sono le strutture provinciali che si difficile, dove la disoccupazione Facendo fede alla nostra mission occupano di occupazione. giovanile è sempre più incalzante che è quella di informare e for- Con la speranza che questo breve e chi perde il lavoro in età matu- mare allo stesso tempo, abbiamo articolo possa essere d’aiuto a chi ra vede difronte a sé un baratro, le incontrato l’Assessore al Lavoro è in cerca di lavoro, vi alleghiamo istituzioni offrono delle strutture di della Provincia di Venezia, Paolino alcuni link che reputiamo essere ausilio che molti di noi conoscono D’Anna, che ci ha spiegato quali molto utili. 1 2 3 Servizi per l’impiego Centri di formazione Centri per l’impiego provinciali I Servizi per l’Impiego compren- professionale (ex uffici di collocamento) dono una serie di servizi e sportel- I centri di formazione professionale Il Centro per l’Impiego è una strut- li, che sono sono rivolti ad alcuni (CFP) sono degli istituti finalizzati tura che fornisce servizi e propone particolari utenti, cercando di so- ad aiutare le persone a perfezionare interventi personalizzati a sostegno stenere, formare, accompagnare ed la propria formazione professionale, dell’occupazione nel territorio. orientare coloro che sono in cerca aiutandoli ad entrare nel mondo del Sono presenti moltissimi tipi di di lavoro. lavoro. servizi, volti sia a dare una risposta Questi servizi per l’impiego offro- I servizi all’utenza offerti dai Centri adeguata alle domande della strut- no percorsi personalizzati di orien- per l’Impiego si integrano con quel- tura produttiva ed economica loca- tamento, modulati a seconda del li offerti dai Centri di Formazione le, sia a promuovere e a sostenere bisogno espresso dall’utente. Professionale. Nel territorio opera- le iniziative che mirano alla piena Qui potrai trovare informazione sui no tre Centri di Formazione Profes- occupabilità. seguenti punti: sionale che offrono: Corsi di Forma- I servizi attivati sono volti ad otti- • Mobilità zione di base e Corsi di Formazione mizzare l’incontro tra la domanda e • Controversie Collettive superiore e continua a qualifica rico- l’offerta di lavoro. • Donne nosciuti a livello regionale, nazionale • Apprendistato e dell’Unione Europea. Per maggiori informazioni visita • Immigrati e imprese il sito: Per maggiori informazioni visita il http://portalelavoro.provincia.ve- Per maggiori informazioni visita il sito: nezia.it/cgi-bin/WebObjects/Por- sito: http://portalelavoro.provincia.ve- taleLavoro.woa/2/wa/Navigation/ http://portalelavoro.provincia.ve- nezia.it/cgi-bin/WebObjects/Por- goTo?cm=18 nezia.it/cgi-bin/WebObjects/Por- taleLavoro.woa/2/wa/Navigation/ taleLavoro.woa/2/wa/Navigation/ goTo?cm=625 goTo?cm=178 18 LAVORO E ISTITUZIONI
È IL NOSTRO COMPITO Occupazione e istituzioni: la testimonianza di un giovane amministratore comunale. di Luca Morosin Il problema del lavoro è sempre più blica amministrazione attraverso ap- tecnologico-consorzio che possa far una piaga sociale che soffoca la nostra palti di opere pubbliche e lavori sul emergere nei paesi arabi o del BRIC realtà. Molti per non dire tutti, sono territorio è uno dei primi azionisti che le realtà aziendali del territorio. O più i comuni che ogni giorno, costante- continuamente offre prezioso ossigeno semplicemente fare rete con le asso- mente, vivono e cercano di gestire, per all’economia, alla produzione e quindi ciazioni per poter offrire ai disoccupati quel che possono, tutto ciò. Quando la all’occupazione, ma questo ovviamen- del territorio lavoretti santuari legati ad tv trasmette di continuo il medesimo te è vincolato da ciò che possiamo e si eventi o al decoro urbano comunale. film della stessa casa produttrice, le può investire e quindi spendere. Minor Essere sempre attenti e scovare tutte pubbliche amministrazioni devono or- introiti/fondi comportano minori spe- le opportunità che vengono proposte ganizzarsi, escogitare attività, soluzioni se, investimenti, lavori e futuro lavoro. dalla Regione e dall’Unione Europea e strumenti utili, a volte diversi, finaliz- In questa situazione sono moltissime attraverso bandi e finanziamenti fi- nalizzati alla riduzione del problema e volti ad incentivare l’assunzione partendo proprio dalla formazione di giovani, cassa integrati e disoccupati. Sotto il piano fiscale, quale ammini- strazione vorrebbe lasciare invariate le aliquote di competenza evitando di compromettere il potere di acquisto, quindi domanda e produzione? Pen- so tutte, ma la realtà è ben diversa. La situazione economica dei comuni, i minor introiti e finanziamenti statali, gli accordi che inchiodano il bilancio, hanno portato molte giunte ad au- mentare la tassazione. zati a limitare questa grande difficoltà. le amministrazioni che scavalcano la Quali conclusioni possiamo trarre da Partiamo però da un preconcetto: tuonante critica ad un sistema stata- tutto ciò, quali aspettative possiamo grandi decisioni devono essere finaliz- le sterile e con inventiva cercano di avere, come le pubbliche amministra- zate a grandi cambiamenti e devono proporre alla cittadinanza e al mondo zioni devono comportarsi e reagire? essere adottate dalle principali realtà produttivo iniziative e attività rivolte Ci ritroviamo con le mani legate, non istituzionali italiane e sovranazionali. alla riduzione del problema lavoro. possiamo mollare, è il nostro compito, In mano alle piccole realtà comunali, Prima di tutto bisogna partire da una dobbiamo lottare, ma il grande cam- a causa anche di limitazioni econo- base fondamentale, l’informazione biamento deve arrivare il prima pos- miche, vi è una minima libertà di ma- e la cultura del lavoro e per il lavoro. sibile perché questa realtà non è più novra amministrativa che purtroppo Senza ciò si rischia di trovarsi vulne- paragonabile ad un tunnel dove si può può solo lievemente alleggerire la rabili, e facilmente ingabbiati nelle dif- scovare lo spiraglio di luce. Tutto ciò situazione. ficoltà. Curriculum, colloquio, tipi di è invece simile ad una grotta ed avvi- Molti ritengono che i Comuni non contratti, agenzie interinali, come cer- cinarsi sempre più alla fine ci porterà abbiano competenze per risolvere i care lavoro, informare la cittadinanza in una situazione di buio totale dalla problemi dell’occupazione, del lavoro delle opportunità nel territorio, sono i quale non ne usciremo vivi. Investi- e dello sviluppo delle imprese. È un’i- primissimi passi. menti seri, rivedere i trattati, costruire dea sbagliata. Costruire un rapporto di collaborazio- finalmente un piano economico-in- Allora cosa può realmente fare un co- ne e lavoro constante con associazioni, dustriale e quindi un piano occupazio- mune per ridurre questa preoccupan- cooperative e aziende della zona, cer- nale devono essere i primi obiettivi te realtà sociale? cando di costruire progetti e iniziative, perché, di soli bandi non possiamo Innanzitutto ricordiamo che una pub- ad esempio la costruzione di un polo più sopravvivere. 19 LAVORO E ISTITUZIONI
LAVORO e territorio
PORTO MARGHERA L’INCOMPIUTA... Il presente e il futuro di Porto Marghera sono sempre stati un argomento spinoso. E negli anni sono state proposte moltissime soluzioni. Abbiamo voluto sentire il punto di vista di una persona che ci lavora in mezzo per sentire quale futuro vede per Porto Marghera. di Massimo Meneghetti Segr. Gen. Femca Cisl Venezia Di chi è la colpa? La colpa è di stria, del porto e del settore turistico. pianti utili a creare quel lavoro (nuova quella politica e di quelle istituzioni Noi come Cisl abbiamo prima perse- occupazione) che da troppo tempo che non hanno saputo coglierne le guito e sostenuto il riconoscimento manca in questa importante realtà. opportunità e programmarne il rilan- di Porto Marghera quale area di Crisi Non servono nuovi patti per lo svi- cio. Quella politica che ha prima rin- Complessa e il successivo accordo di luppo per Porto Marghera, come sta corso le paure di uno sparuto grup- programma del 16.04.2012 per accel- dicendo qualcuno, basta sostenere il petto di agitatori sociali, poi sfociate lerare gli iter autorizzativi e i processi nuovo PRRI con interventi e risorse in un referendum, sostenuto dall’am- di bonifica delle aree libere, per poi appropriate che vanno stanziate dal ministrazione Cacciari, che ha decre- concretizzare Unitariamente, con Cgil Governo e trovate in questo Terri- torio. Parlare di nuovi patti, significa abbandonare definitivamente questa strada e imboccare nuovamente la strada dell’incompiutezza e dell’in- concludenza che hanno fatto il male di Porto Marghera, continuando solo e inutilmente a perdere tempo. Per finire il nuovo sviluppo di Porto Marghera passa inevitabilmente per la valorizzazione della marittima attuale e per l’individuazione di soluzioni che permettano di far arrivare a Venezia anche le navi oltre le 96.000 tn. Una soluzione che potrebbe coincidere con la realizzazione del nuovo porto tato la fine della nostra chimica e della e Uil e assieme a Regione, Provincia, d’altura dopo l’escavo del canale con- nostra industria, facendo esplodere Regione, Confindustria, Apindustria torta S. Angelo. Ma inevitabilmente il la disoccupazione, che oggi supera il e le Associazioni Artigiane un pro- nuovo sviluppo dovrà passare anche 25%. Ma chi è arrivato dopo non ha getto di sviluppo, denominato Piano attraverso progetti che rilancino le fatto meglio; l’attuale amministrazio- di Riconversione e Riqualificazione aziende partecipate dallo stato (Eni, ne comunale prima a definito e appro- Industriale (PRRI), che tracciava le Enel, Fincantieri ecc..), facendole di- vato il Pat, confermando la vocazione linee strategiche per la crescita e lo ventare la locomotiva di questo nuovo industriale e portuale delle due Z.I. di sviluppo di Porto Marghera, quali il progetto di rilancio. E da Eni ci aspet- Porto Marghera, per poi mettere in di- Manifatturiero, la Chimica, la Cantie- tiamo progetti veri di riconversione scussioni tali scelte con la proposta di ristica, l’industria sostenibile, la Green della chimica locale, che dopo la raf- portare le grandi navi proprio in que- Economy, la Portualità, la Logistica, il fineria ci permetta di rilanciare anche sta strategica realtà. Una scelta nefasta Polo del Riciclaggio e delle Energie in- il cracking e lo faccia con un impatto quest’ultima che va in netto contrasto novative e sostenibili. Questo proget- occupazionale almeno in pareggio e con le decisioni assunte con il nuovo to, già presentato al Ministero per lo investimenti che oltre a valorizzare Piano di Asseto del Territorio e che Sviluppo Economico, individua ben le attività esistenti, permettano di co- se sommata al nuovo PTRC prodot- 4,2 miliardi di investimenti pubblici e struire nuovi impianti per la realizza- to dalla Regione Veneto, rischia di privati che potrebbero riscrivere una zione di prodotti innovativi legati alla mettere definitivamente in ginocchio nuova pagina dello sviluppo locale, green-chemistry. Di questo ha biso- centinaia di attività produttive e alcu- insediando nuove realtà produttive, gno Porto Marghera per rialzarsi, non ne migliaia di posti di lavoro dell’indu- realizzando nuove infrastrutture e im- di altre inutili chiacchere... 21 LAVORO E TERRITORIO
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