IL MODELLO DI WELFARE DEL DOMANI

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IL MODELLO DI WELFARE DEL DOMANI
NUMERO 22
                                                 NOVEMBRE/
                                              DICEMBRE 2013
                                                    ANNO II

    MONDO DEL LAVORO

            IL MODELLO DI
         WELFARE DEL DOMANI
    Intervista al Senatore Maurizio sacconi

    LAVORO E ISTITUZIONI

        LA POLITICA AL LAVORO
    Europa, Regione, Provincia e Comune:
             quali opportunità?

    LAVORO E TERRITORIO

            NEGOZI A LUTTO:
       il racconto di una commerciante

    EVENTI ASSOCIAZIONE

           ROAD SHOW TRA
          LE IMPRESE VENETE
    Intervista all’eurodeputata Lara Comi

1                                                EDITORIALE
IL MODELLO DI WELFARE DEL DOMANI
IL NOSTRO MAGAZINE

Carissimi lettori,
l’associazione “IlCantiere” è nata per met-         di approfondire i temi strettamente locali,      fondimenti ed articoli cerchiamo di af-
tere in rete esperienze in attività sociali e       senza tralasciare anche quelli di carattere      frontare i tanti temi che riguardano noi
politiche, per coinvolgere, attraverso l’incon-     regionale e nazionale.                           cittadini in prima persona.
tro e l’interazione di diverse generazioni, i       Tutto questo è possibile grazie ad una squa-
cittadini in attività culturali e formative.        dra di ragazzi, che ogni mese condividono        Buona lettura,
Attraverso il nostro Magazine, nato oltre           con noi le loro riflessioni e loro conoscenze.   Isabella Cimino
due anni e mezzo fa, ogni mese cerchiamo            È così che attraverso interviste, appro-         (Direttore resposabile)

                                                  DIRETTORE RESPONSABILE
                                                            Isabella Cimino

                                                       CAPOREDATTORE
                                                             Matteo Marino

                                                   HANNO COLLABORATO
                                                        Serenella Bettin
                                                         Enrico Bianco
                                                        Luca Cadamuro
                                                        Alvise Canniello
                                                           Lara Comi
                                                        Paolino D’Anna
                                                       Massimo Meneghetti
                                                         Luca Morosin
                                                        Maurizio Sacconi
                                                        Olimpia Scappini
                                                          Giulia Toldo

                                                           ART DIRECTOR
                                                        Alberto Casagrande
IL MODELLO DI WELFARE DEL DOMANI
INDICE
Chiusura lavori: 25/11/2013                                 EDITORIALE

                                                     6      “Chi ha i denti non ha il pane,
                                                            chi ha il pane non ha i denti”
                                                            di Isabella Cimino

                                MONDO DEL LAVORO
                                “Il lavoro è un diritto?”
                                   di Luca Cadamuro
                                                            8

                                                            MONDO DEL LAVORO

                                                     9      “Il modello di Welfare del domani”
                                                            Intervista al Sen. Sacconi
                                                            di Isabella Cimino

                               MONDO DEL LAVORO
                     ”I giovani che si creano il lavoro”
                                           Redazione
                                                            11

                                                            MONDO DEL LAVORO
                                                 12         “Donne ai vertici, la sensibilità non guasta”
                                                            di Serenella Bettin

                              MONDO DEL LAVORO
       “Inserimento lavorativo ai diversamente abili”
                                 di Isabella Cimino         13

                                                            MONDO DEL LAVORO
                                                 14         “Italia, ritorno al futuro”
                                                            di Enrico Bianco

                              LAVORO E ISTITUZIONI
        “La politica al lavoro per il lavoro dei giovani”
                                    di Matteo Marino
                                                            16
IL MODELLO DI WELFARE DEL DOMANI
INDICE
Chiusura lavori: 25/11/2013                             LAVORO E ISTITUZIONI

                                            17          “Regione: quali servizi?”
                                                        Redazione

                           LAVORO E ISTITUZIONI
             “Provincia di Venezia: quali strutture?”
                                        Redazione
                                                        18

                                                        LAVORO E ISTITUZIONI
                                             19         “È il nostro compito”
                                                        di Luca Morosin

                         LAVORO E TERRITORIO
                  “Porto Marghera l’incompiuta...”
                       di Massimo Meneghetti
                                                        21

                                                        LAVORO E TERRITORIO
                                             22         “Veniceland: ragioniamo di testa, non di pancia”
                                                        di Matteo Marino

                      LAVORO E TERRITORIO
                              “Negozi a lutto”
                        di Olimpia Scappini
                                                        23

                                                        EVENTI ASSOCIAZIONE
                                             25         “Gli incontri de ilCantiere”
                                                        di Alvise Canniello

                             EVENTI ASSOCIAZIONE
            “Intervista all’eurodeputata Lara Comi”
                                 di Matteo Marino
                                                        26
IL MODELLO DI WELFARE DEL DOMANI
EDITORIALE
IL MODELLO DI WELFARE DEL DOMANI
CHI HA I DENTI NON HA IL PANE
                             CHI HA IL PANE NON HA I DENTI
    L’esclusione dell’asse Venezia/Nord Est dalla candidatura a capitale della cultura suona come l’ennesima
figuraccia che la città è costretta a subire. A fronte di quest’ennesima bocciatura, viene da chiedersi quale sia
  il futuro di una città che, ormai da troppi anni, non riesce più a stare al passo con le sfide della modernità.

                                                      di Isabella Cimino

L    a capitale europea della cultura del    resse né a partecipare né tantomeno            perché invece Londra ha ospitato le
2019 non sarà Venezia.                       a vincere, ma tanto valeva provare.            Olimpiadi nel 2012), di offrire qual-
La città lagunare, infatti, è stata esclu-   A prescindere da quali possano esse-           cosa di diverse rispetto a quello che
sa dalle sei semifinaliste della compe-      re i motivi dietro questo fallimento il        quotidianamente offre la città.
tizione, preferendovi Matera, Lecce,         risultato non cambia, perché Venezia           Forse è proprio questo il problema.
Ravenna.                                     non sarà la capitale europea della cul-        Venezia vive sugli allori del passato, su
                                                                                            ciò che nei secoli è stato costruito, li-
                                                                                            mitandosi a conservarlo, ma non rivol-
                                                                                            gendo mai lo sguardo al futuro. Dif-
                                                                                            ficilmente ricordiamo un’opera o una
                                                                                            grande iniziativa degli ultimi anni che
                                                                                            abbia interessato la nostra città, proiet-
                                                                                            tandola verso l’esterno, continuando a
                                                                                            manifestare un atteggiamento di supe-
                                                                                            riorità che, se forse aveva fondamento
                                                                                            nei secoli passati, ora non ha proprio
                                                                                            ragion d’essere.
                                                                                            Ma forse non c’è da stupirsi di
                                                                                            ciò se il Primo Cittadino etichetta
                                                                                            come “campagnoli” i residenti della
                                                                                            terraferma.
                                                                                            Siamo completamente inadeguati ad
Senza nulla togliere alle città rimaste in   tura. La città del Tintoretto, di Marco        affrontare le sfide del futuro, non ab-
gara, queste non possono essere nean-        Polo, dei Dogi, della Fenice, di Palaz-        biamo idea del ruolo che Venezia deb-
che lontanamente essere paragonate a         zo Grassi, della Biennale, del Carne-          ba svolgere nel Veneto, in Italia e nel
Venezia, la quale per la sua storia e per    vale e della Mostra del Cinema non             mondo. Abbiamo un unico settore che
il ruolo mondiale che riveste non trova      é stata ritenuta idonea a concorrere a         si autoalimenta, il turismo, e non riu-
molti altri competitori in Italia, e non     tale competizione.                                       sciamo nemmeno a gestirlo,
avrebbe neanche dovuto sforzarsi più         Questa bocciatura risulta es-
                                                                                     Questa           lo subiamo, e quando decidia-
                                                                               bocciatura   risulta
di tanto per vincere la competizione.
Eppure siamo riusciti a perdere, spen-
                                             sere l’ennesima di una trop-
                                             po lunga serie di sconfitte
                                                                               essere l’ennesima mo        di gestirlo lo blocchiamo
                                                                                                      ideologicamente come è suc-
dendo chissà quanti soldi per la can-        cui Venezia sembra essere
                                                                                 di una troppo cesso con le grandi navi.
                                             oramai affezionata.
                                                                                 lunga  serie di Non propongo certo l’a-
didatura.
                                             Solo negli ultimi anni ab-
                                                                                  sconfitte cui sfaltatura dei canali e dei rii,
Il fallimento si può spiegare in tre
                                             biamo assistito all’esclusio-
                                                                                Venezia sembra come volevano i futuristi ad
modi: o si è partecipato alla com-
                                             ne dall’Expo 2015 e dalle
                                                                                 essere oramai inizio ‘900, ma una proposta
petizione ritenendo di vincere facil-
mente, viste le altre città candidate        Olimpiadi 2020, talvolta
                                                                                   affezionata innovativa ogni tanto non sa-
e, quindi, non si è prestata la dili-        manifestando un certo snobismo nei             rebbe sgradita.
genza necessaria; o si voleva vincere,       confronti di tali candidature, quasi a         Più passa il tempo e più attuale ap-
ma per incapacità non si è riusciti a        dire che tanto Venezia non ha biso-            pare questo vecchio detto: chi ha il
proporre una proposta valida ov-             gno di tutto ciò, di farsi ulteriore pub-      pane non ha i denti e chi ha i denti
vero non c’è mai stato un vero inte-         blicità (un giorno mi spiegheranno             non ha il pane.

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IL MODELLO DI WELFARE DEL DOMANI
Mondo del
 LAVORO
IL MODELLO DI WELFARE DEL DOMANI
IL LAVORO È UN DIRITTO?
                          Spesso si scende in piazza per manifestare in difesa dei propri diritti.
                                  Ma siamo davvero sicuri che il lavoro sia un diritto?
                             E se dovesse essere un diritto, che cosa si intende veramente?

                                                        di Luca Cadamuro

I  n molte occasioni, il lavoro viene         quindi considerandolo, a fini espli-        non è scontata né è priva di connota-
proposto, a tutti gli effetti, come un        cativi, come un qualunque individuo,        zioni di stampo ideologico. Se, infatti,
diritto spettante agli individui. Nulla       ci dobbiamo chiedere quale sia la           i mezzi di produzione appartenesse-
di più vero, si potrà dire: la Repubblica     c.d. parte passiva di questo rapporto,      ro allo Stato e l’imprenditore fosse lo
riconosce a tutti i cittadini il diritto al   posto che chi vanta la pretesa e cioè       Stato, lo Stato sarebbe titolare di tutte
lavoro e promuove le condizioni che           colui che ha il diritto ed è la c.d. parte  le attribuzioni riconosciute in capo
rendano effettivo questo diritto (arti-       attiva è il cittadino. Il problema, in-     all’imprenditore dalla legislazione, ivi
colo 4 Cost.). Tralasciando, per il mo-       fatti, deve essere affrontato in termini    compresa quella di assumere dipen-
                                                                                          denti e dirigere il lavoro e il diritto
                                                                                          in questione vedrebbe lo Stato come
                                                                                          parte passiva del rapporto. La legisla-
                                                                                          zione italiana, tuttavia, non costruisce
                                                                                          un’economia come quella suesposta:
                                                                                          il combinato disposto di articoli 41 e
                                                                                          42 della Costituzione conferisce agli
                                                                                          individui attribuzioni tali da consen-
                                                                                          tire l’esercizio libero dell’attività eco-
                                                                                          nomica e la proiezione della propria
                                                                                          volontà sui beni di proprietà e benché
                                                                                          tali regole incontrino una mitigazio-
                                                                                          ne in disposizioni costituzionali (v.
                                                                                          ad es. artt. 35-40 Cost.) che, a livello
                                                                                          sistematico, conferiscono importanti
                                                                                          tutele (si parla di tutele, quindi di ar-
mento, l’analisi giuridica dell’articolo      di “rapporto”, dal momento che un           gomenti che non attengono pretta-
4, apparirebbe giustificata la tesi di chi    “diritto” ha senso solo ed esclusiva-       mente al “diritto” al lavoro), almeno
si approccia ad una lettura profana –         mente laddove vi sia un rapporto in-        programmatiche, al lavoratore, non
ma forse più che mai saggia – della           tersoggettivo.                              è possibile vedere nell’imprenditore
Costituzione: il lavoro è un diritto.         È proprio quando cerchiamo di dare          esercente una sua libertà la contropar-
Avvicinandoci ad una lettura più ap-          un volto alla parte passiva del rappor-     te passiva del diritto dell’individuo ad
profondita, tuttavia, ci si deve chie-        to che ci accorgiamo quanto                            avere un lavoro. Non si può,
dere cosa sia, in termini prettamente         sia difficile sostenere la tesi        Non si          quindi, costringere concre-
giuridici, un “diritto”. Ricorrendo           del “lavoro” quale “diritto”. può,costringere tamente un imprenditore a
ad una ricostruzione necessariamen-           Espresso in altri termini: se concretamente un dare lavoro.
te semplificata, possiamo dire che il         la legge riconosce agli indi- imprenditore a Per questi motivi è difficile
diritto è una “pretesa” che qualcuno          vidui il diritto al lavoro e Ti- dare lavoro . pensare al “lavoro” come
vanta nei confronti di qualcun altro          zio è un individuo, allora Ti-                         un “diritto” e ciò era noto
che si troverà in una situazione di           zio, in quanto individuo, avrà diritto al   anche al costituente che esplicitò la na-
“soggezione”. Nel caso di specie, il          lavoro; ma alla porta di chi deve bus-      tura meramente programmatica della
titolare del diritto a lavorare è colui       sare Tizio affinché il suo diritto possa    disposizione, intesa come invito al le-
che la Costituzione dice essere il cit-       trovare soddisfazione? Come si può          gislatore ad adottare una politica che
tadino. Non interessando, in questa           osservare, il ragionamento non riesce       favorisse l’occupazione in armonia
sede, capire chi sia il “cittadino” e         a trovare una conclusione e la risposta     con gli altri principi giuslavoristici.

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IL MODELLO DI WELFARE DEL DOMANI
IL MODELLO DI WELFARE DEL DOMANI
                     INTERVISTA AL SEN. SACCONI
         È ancora sostenibile l’attuale modello sociale italiano? Abbiamo chiesto al Senatore Maurizio
         Sacconi di raccontarci il suo punto di vista, affrontando diversi temi: dalla crisi occupazionale
            giovanile sino alle madri lavoratrici, dal calo delle nascite al principio di sussidiarietà.

                                                   di Isabella Cimino

Senatore Sacconi, la crisi eco-             più appropriate, meno burocrati-      nedetto XVI. Nella perdita di
nomico-finanziaria degli ulti-              che e sostenute dal calore relazio-   senso la natalità perde il suo si-
mi anni ha messo a dura prova               nale delle forme sociali non pro-     gnificato di compimento naturale
l’attuale sistema di Welfare, il            fittevoli che le garantiscono.        della persona, le istituzioni stes-
quale appare non più in grado
di far fronte alle esigenze delle
dinamiche economico sociali
della nostra società.
Quali sono stati i fattori di cri-
si dell’attuale modello sociale
italiano?
Il modello sociale italiano, come
peraltro la gran parte dei model-
li sociali in Europa, attraversa la
crisi tipica dei modelli prevalente-
mente o esclusivamente risarcito-
ri, che intervengono cioè quando
il danno allo stato di benessere
della persona si è già prodotto,
a questo elemento si aggiungo-
no fattori di ordine demografico
perché la caduta delle nascite e            Come si coniugano le diverse          se, ma anche le imprese, non ri-
l’allungamento delle aspettative            esigenze di una società carat-        conoscono questo carattere della
di vita evidentemente aumenta               terizzata dal costante aumen-         natalità e si determina un circolo
il numero e le esigenze di colo-            to della prospettiva di vita e il     vizioso che incoraggia il rattrap-
ro che beneficiano di prestazioni           calo delle nascite?                   pimento. Al contrario occorre
e riduce il numero di coloro che            Il calo delle nascite deve essere     promuovere quanto più i princi-
contribuiscono al finan-                               arrestato attraverso una   pi della tradizione nazionale che
ziamento del sistema.
                                   La caduta           politica prima di tutto    fanno riconoscere il valore della
La risposta a questa crisi
                                 delle nascite  e
deve essere soprattut-
                            l’allungamento delle culturale,        di incorag-
                                                       giamento alla natalità
                                                                                  vita, a partire dal significato della
                                                                                  accoglienza della nuova vita, e in
to dedicata a prevenire,
                              aspettative di vita perché la ragione del           modo tale che anche nel mercato
lungo l’arco di vita, il
                            aumenta     il numero e rattrappimento demo-          del lavoro si riconosca quanto la
formarsi dello stato di
                             le esigenze di coloro grafico risiede molto          natalità consenta il compimento
bisogno, a invertire il
                               che beneficiano di prima che nella carenza         di una persona e la renda in quan-
declino demografico de-
                             prestazioni   e riduce di servizi o di politiche     to più matura più produttiva.
terminando condizioni
                              il numero di coloro pubbliche comunque              La disoccupazione giovanile
idonee alla natalità e uti-
                              che contribuisconol dedicate alla natalità in       ha raggiunto negli ultimi tempi
lizzando infine il criterio
                                 finanziamento quella perdita di senso            percentuali molto preoccupan-
della sussidiarietà, che
                                  del sistema.         che ha caratterizzato      ti. Si può lavorare d’anticipo
consente risposte ai bisogni meno           molta parte delle società, come       per far sì che i giovani possa-
costose e contemporaneamente                ha opportunamente rilevato Be-        no entrare prima e meglio nel

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IL MODELLO DI WELFARE DEL DOMANI
mondo del lavoro? Ad esempio              reciproca tra impresa e lavorato-      sociale. Per fortuna nella nostra
attraverso una maggiore siner-            re, tra impresa e lavoratrice. Così    cultura la persona non è una en-
gia tra scuola e impresa?                 come devono essere aiutate da una      tità isolata ma votata alla socialità.
Certamente l’occupabilità dei gio-        diffusione dei servizi di cura, che    Anzi, la persona si realizza proprio
vani si realizza attraverso l’inte-       si possono ragionevolmente realiz-     nella relazione con gli altri. Il che
grazione tra scuola e lavoro, tra         zare non solo con i servizi pubbli-    significa che c’è un sedimento cul-
apprendimento teorico                               ci ma anche con i servizi    turale, depositato dalla tradizione,
ed esperienza pratica.           L’occupabilità aziendali e interaziendali,      sulla base del quale possiamo dif-
Ciascun giovane può e           dei giovani si ma anche con un fenome-           fondere ancor più le reti di relazio-
deve essere portato a realizza attraverso no, quello delle cosiddette            ne che consentano alle persone in
competenze di ordine l’integrazione tra “mamme di giorno” che                    difficoltà di essere sostenute non
superiore se può sce- scuola e lavoro, in altri paesi si è diffuso               solo da algide burocrazie pubbli-
gliere - opportunamente tra apprendimento e in Italia ancora non si              che ma anche dal calore di coloro
sostenuto nelle scelte teorico ed esperienza ha trovato una sua realiz-          che in modo particolare si dedica-
educative - tra più pos-           pratica          zazione ma che pure cor-     no agli altri.
sibilità: tra quelle scola-                         risponde all’importanza      La diffusione di queste reti re-
stiche e tradizionali, dalle opzioni      che assegniamo alla famiglia italia-   lazionali dipende anche molto
liceali a quelle tecniche e profes-       na come luogo di cura non solo dei     dalle funzioni pubbliche, se esse
sionali, fino ad esperienze lavora-       figli propri ma, a certe condizioni,   riconoscono spazi a queste for-
tive che si coniugano con percorsi        anche dei figli altrui.                me generose e non profittevoli
di apprendimento più generale, in         Nella nostra società notiamo           con le quali le persone donano sé
un contratto di apprendistato di          che il singolo individuo si trova      agli altri. Quando le funzioni pub-
cosiddetto primo livello, cioè per        sempre più solo nell’affrontare        bliche hanno invece la pretesa di
giovani che anche attraverso di           e nel gestire le inevitabili diffi-    svolgere tutto invasivamente sono
esso devono poter realizzare quel         coltà che gli si presentano (figli     costose per un verso, sono meno
diritto/dovere ai 12 anni di ap-          minori e/o disabili, anziani, li-      efficienti per l’altro e negano lo
prendimento più volte affermato.          cenziamenti). Recuperare una           spazio alla società civile. Dove
Questo significa che già dall’e-          rete territoriale di sostegno so-      sono efficienti, dove cioè costano
tà di 14 anni questo contratto di         ciale, attraverso un sistema di        poco e danno molto, riconoscono
apprendistato deve poter essere
praticato, che deve essere ricono-
sciuto a pieno titolo nei percorsi
educativi, con la stessa dignità
socialmente riconosciuta ad una
scelta liceale.
Occorre liberare da forti vincoli
burocratici questi percorsi, oggi
difficili per l’impresa che volesse
realizzarli, così come occorre di-
sporre di attività formative pros-
sime alle imprese e utili a questi
percorsi di apprendistato di primo
livello.
Quali misure possono essere
prese per aiutare le donne lavo-
ratrici nella maternità?
Le donne lavoratrici possono es-          offerta di servizi ed interventi       il valore sussidiario di queste for-
sere aiutate nella maternità sia at-      economici, potrebbe aiutare le         me non profittevoli.
traverso accordi utili a conciliare       persone ad affrontare queste           Tutto il mio Libro bianco sul futu-
il tempo di lavoro col tempo di           difficoltà?                            ro del modello sociale fu ispirato
famiglia, e quindi accordi relativi       Sono assolutamente convinto che        ad un principio di sussidiarietà e
all’orario di lavoro, che è un aspet-     la solitudine costituisca la fon-      al riconoscimento del valore del
to fondamentale per l’adattabilità        damentale ragione di esclusione        dono.

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I GIOVANI CHE SI CREANO IL LAVORO
In una fase occupazionale giovanile così complessa non tutti si scoraggiano e gettano la spugna. Alcuni ragazzi
trovano il coraggio e la forza di “crearsi” un vero e proprio lavoro. Vi raccontiamo la storia di Giulia, giovane
laureata, che dopo aver perso il lavoro per colpa della crisi, ha trasformato il suo hobby in una vera e propria attività.

                                                          Redazione

C    ome è nata questa tua passio-          Come funziona questa tua attività?          Il cucito sembra ormai passato di
ne per il cucito e perché ha scelto         Il mio laboratorio è in casa. Ho a di-      moda, ma stando a quanto raccon-
di farne un lavoro?                         sposizione una stanza dove ho po-           ti invece c’è molta richiesta. Credi
La mia passione è iniziata molto pre-       tuto mettere un grande tavolo che           che riscoprire mestieri di “un tem-
sto; avevo all’incirca 7 anni quando        uso per il taglio dei tessuti e uno più     po” sia importante oggigiorno?
mia mamma mi mandò, durante il              piccolo che accoglie la mia macchina        In effetti più di qualcuno all’inizio
periodo delle vacanze estive, da una        da cucire. Per il momento va bene           rideva di questa cosa dicendo che è
signora che insegnava a ricamare alle       così, per farsi le ossa e cominciare a      lavoro da nonne. Io non la vedo così,
bambine. In realtà quella per l’ago e il    farsi un giro è più che sufficiente. L’a-   anzi. Ci ritroviamo tanti abiti negli ar-
filo è un’attrazione innata, ricordo di     spetto più positivo? Sicuramente la         madi che non usiamo o perché fuori
avercela sempre avuta, ma fu proprio        flessibilità e la possibilità di decidere   moda o perché scuciti o rotti; eppure
in quella occasione che cominciai a         autonomamente, soprattutto gli orari        basterebbe poco per ridare loro vita!
coltivarlo come hobby. Poi, essendo         di lavoro; ho notato di essere molto        Fino a qualche anno fa si gettavano
cresciuta fianco a fianco con la nonna      più produttiva il tardo pomeriggio e la     semplicemente e se ne acquistavano
che sapeva cucire meravigliosamente,        sera quindi non è raro trovarmi con         di nuovi; ora però che la crisi ha col-
era quasi scontato che per spirito di       ago e filo in mano anche ben oltre la       pito un po’ tutti (me compresa) ci si
emulazione imparassi da lei. Carne-         mezzanotte. La mattina la investo in-       pensa più di due volte prima di sba-
vale poi era una sorta di “banco di         vece nell’aggiornarmi e nell’aggiorna-      razzarsi dei vecchi abiti.
prova”, visto che l’abito me lo cucivo      re le pagine della rete e andare a caccia   Ed è qui che si riscopre la bellezza
da sola usando la vecchia macchina da       di stoffe nei vari negozi e mercerie.       e l’utilità di un “vecchio mestiere”.
cucire a pedale. È una passione che mi      Quali sono state le difficoltà che          E poi diciamocelo, un abito confe-
ha sempre accompagnato anche du-            hai trovato all’inizio?                     zionato in serie non vestirà mai così
rante il liceo e i miei studi accademici.   L’inizio è sempre difficile, per qual-      bene e non sarà mai un pezzo unico
Finita l’università ho trovato subito la-   siasi attività artigianale. L’ostacolo      solo nostro come uno confezionato a
voro come commerciale estero (sono          maggiore forse è la pubblicità, far-        mano su misura!
laureata in relazioni internazionali e      si conoscere, fare in modo che la           Quale consiglio ti sentiresti di dare
conosco tre lingue): viaggi, fiere, tut-    gente sappia che ci sei. Anche qui          a dei giovani che vogliono intra-
to bene fino alla crisi che ha colpito      ho dovuto in qualche modo arran-            prendere il tuo percorso?
duramente il settore del mobile dove        giarmi e ho sfruttato le potenzialità       Il mio consiglio è non mollare! Non
lavoravo. Poi un bel giorno quella che      della rete: in particolare Faceboook        lasciatevi desistere dalle difficoltà
per tre anni fu la mia routine, cambiò      e il blog. Ho creato la pagina con          che incontrerete, anche dalla fami-
di punto in bianco. Stare con le mani       il nome del mio brand a cui è se-           glia che considererà la vostra solo
in mano ad aspettare un altro lavoro,       guito il mio blog Giulicious. Cerco         una perdita di tempo o dagli amici
che probabilmente vista la situazione       di aggiornarli costantemente con            che vi prenderanno in giro. I ragazzi
del nordest non arriverà, non fa per        foto, proposte, tutorial in modo            di oggi non sono ne bamboccioni ne
me, è così, come dico: “ho fatto di ne-     tale da mantenere alta la curiosità         tanto meno choosy!
cessità virtù”. Ho ripreso in mano il       degli altri. Infine c’è l’immancabile       Non demordete, stringete i denti e
mio hobby. Mi sono iscritta ad un cor-      passaparola, che è sempre un’arma           continuate a perseguire il vostro ob-
so di sartoria e quando non studio, la-     vincente, soprattutto perché si basa        biettivo. Lamentarsi di non trovare
voro con una sarta di professione che       sulla fiducia delle persone: se uno         lavoro è una perdita di tempo voi
mi insegna i trucchi del mestiere e poi     consiglia il mio lavoro significa che       investitelo nelle vostre capacità! Io
a casa, aiutandomi a volte con inter-       si è trovato bene e dà il via ad un         dico: chi il lavoro non ce l’ha il lavo-
net in cerca di idee, tutorial, consigli.   “effetto domino”.                           ro se lo inventa!

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DONNE AI VERTICI,
                            LA SENSIBILITÀ NON GUASTA
       Il sesso femminile alla conquista di posizioni fondamentali. Tra mondo del lavoro e mondo politico,
     sono molte le donne che ricoprono ruoli primari. La società moderna saprà sconfiggere inutili stereotipi?

                                                 di Serenella Bettin

S  ono sempre di più in Italia le        vengono discriminate all’interno         di cose un obbligo di quote rose
donne che vedono la propria vita         degli ambiti lavorativi che invece       per favorire una maggior presenza
divisa tra lavoro, figli, marito e fa-   dovrebbero favorirle. Complice un        femminile ai vertici delle industrie
miglia. E sempre di più si cerca di      sistema che non aiuta, il problema       perché se assumiamo le donne
non dare una soluzione a questo          non sono le leggi, non                             per legge poi non sap-
problema che è in continuo aumen-        sono le norme, perché
                                                                              La
to. La vita media si è allungata, le     queste qualora fossero
                                                                         percentuale piamo           se l’abbiamo fatto
                                                                                            per meritocrazia o perché
donne non se ne stanno più a casa        applicate garantirebbero
                                                                           di donne
a cucinare e rammentare calzini e il     comunque la donna, vedi
                                                                         presenti  nei qualcuno         ha imposto di
                                                                                            farlo. L’Italia infatti nel
mondo che le aspetta non è certo         ad esempio l’articolo 37
                                                                          consigli di 2011 ha introdotto una
dei migliori. Che ci sia una questio-    della Nostra Costituzione
                                                                       amministrazione
ne femminile in Italia è evidente,       che tutela la donna lavora-
                                                                         si è alzata, legge,        la Golfo – Mosca,
                                                                                            dal nome delle due firma-
che questa non si affrontata come si     trice o il Piano Nazionale
                                                                        passando da tarie, che prevede l’obbli-
deve lo è altrettanto. Il nostro Paese   per l’inclusione delle don-
                                                                          un 10%ad go di quote rosa nei con-
secondo una recente relazione pre-       ne nel mercato del lavoro;
                                                                           un 17%           sigli di amministrazione e
sentata al Senato occupa il penulti-     il problema è invece sradicare gli       collegi sindacali delle società quo-
mo posto sull’equiparazione di ge-       stereotipi e smuovere le coscienze.      tate e partecipate pubbliche. Tale
nere e donne ai vertici istituzionali    Questo è il problema, cioè favo-         legge che è in vigore da agosto
e politici sono sempre meno. Perfi-      rire l’ingresso della donna anche        2012 ha prodotto già i suoi effetti,
no l’ Afghanistan supera la nostra       alle dirigenze, non guardarla con        la percentuale di donne presenti
rappresentanza politica femminile        gli occhi ancor di chi conserva un       nei consigli di amministrazione si
                                                                                  è alzata, passando da un 10% ad
                                                                                  un 17%. C’è chi dice che è ancora
                                                                                  poco, c’è chi dice che le quote rosa
                                                                                  non servono, fatto sta che essa ha
                                                                                  prodotto i suoi frutti anche se
                                                                                  non ha ancora raggiunto i livelli
                                                                                  di Paesi nordici come la Norvegia
                                                                                  che vanta il primato di presenza
                                                                                  femminile all’interno delle pro-
                                                                                  prie aziende. Forse… forse oltre a
                                                                                  prevedere tali quote, occorrerebbe
                                                                                  attuare un movimento di sensibi-
                                                                                  lizzazione che abitui tutti a non
                                                                                  vedere più la donna come soltanto
                                                                                  moglie, mamma, figlia, ma anche
                                                                                  come lavoratrice, dirigente, rap-
che si stabilizza a quota 20%, come      retaggio culturale per cui le donne      presentante. Forse si la donna è
afferma la Dott.ssa Rossana Scari-       dovevano stare a casa ad accudire        sensibile per prendere le redini di
cabarozzi, responsabile programma        i figli o erano esseri troppo sensi-     una multinazionale, ma è chiaro
diritti delle donne ActionAid Italia.    bili per poter prendere le redini di     ed evidente che vista la situazione
Infatti le donne o abbandonano il        un’azienda. Questo forse non vuol        anche attuale, un minino di sensi-
lavoro dopo la prima gravidanza, o       nemmeno dire prevedere per forza         bilità non guasti.

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INSERIMENTO LAVORATIVO
                                   AI DIVERSAMENTE ABILI
                  La Convenzione quadro per l’inserimento lavorativo nelle cooperative sociali dei
                 lavoratori disabili, con gravi difficoltà di inserimento nel ciclo lavorativo ordinario.

                                                     di Isabella Cimino

Anche la Provincia di Venezia il            lettivi). A breve si aggiungeranno le       •Il disabile viene inserito in un con-
19 novembre u.s. ha firmato uffi-           firme di altre organizzazioni sinda-        testo lavorativo ed organizzativo
cialmente la “Convenzione quadro”           cali e territoriali.                        “protetto”.
prevista dall’articolo 14 del d.lgs.        Oggetto                                     Parti coinvolte
276/2003, che ha come obiettivo la          La Convenzione ha ad oggetto                Le parti coinvolte sono i servizi pro-
creazione di nuovi posti di lavoro,         “la disciplina delle modalità, delle        vinciali per l’impiego, le associazio-
promuovendo al contempo lo svi-             condizioni e degli effetti del con-         ni sindacali dei datori di lavoro, dei
luppo della cooperazione sociale.           ferimento alle cooperative sociali          prestatori di lavoro, le associazioni
Vediamola bene nel dettaglio.               di commesse di lavoro da parte dei          di rappresentanza, assistenza e tutela
Si sono dovuti attendere quasi dieci        datori di lavoro, anche a parziale co-      delle cooperative e consorzi di coo-
anni per la firma della “Convenzione        pertura dell’obbligo di assunzione di       perative.
quadro per l’inserimento lavorativo         disabili previsto dalla legge” (Art. 2),    Dati
nelle cooperative sociali dei lavoratori    volendo incrementare gli “strumenti         I Centri per l’impiego provinciale
disabili, con gravi difficoltà di inseri-   di politiche attive del lavoro nell’otti-   hanno registrato nel semestre dal
mento nel ciclo lavorativo ordinario”.      ca di implementare l’integrazione dei       1/1/13 al 30/6/13 questi dati:
La Provincia di Venezia è l’ultima          servizi e delle risorse del sistema”,       • 48 Convenzioni Integrazione La-
Provincia del Veneto ad adottare            essendo uno strumento integrativo           vorativa
questo strumento, perché negli anni         della già vigente normativa in mate-        • 154 Avviamenti differiti (in con-
passati aveva trovato forti resistenze      ria di diritto al lavoro ai disabili”.      venzione di programma)
alla sua attuazione. Tali resistenze        A cosa serve?                               • 949 Prospetti informativi gestiti
erano date dal timore che l’articolo        La Convenzione quadro vuole “fa-            • 94 Esoneri concessi
14 sminuisse la funzione sociale del        vorire l’inserimento lavorativo dei         • 543 Certificati d’ottemperanza
lavoro dei disabili, ed incentivasse        lavoratori disabili”.                       • 219 Nulla Osta
una visione quasi di “obbligo” di           Stando alla legge n. 68/1999 ogni
un adempimento normativo, piutto-           azienda deve assumere un certo nu-          Le aziende agevolate sono state:
sto che un percorso di inserimento          mero di persone con abilità diverse         • 4, ammesse ai benefici del Fondo
nell’assunzione dei cittadini disabili.     in riferimento alla propria dotazione       Regionale per l’occupazione dei di-
Così, sulla base del successo dell’ap-      organica.                                   sabili;
plicazione della Convenzione nelle          Aderendo a questa Convenzione,              • 39, segnalate alla Regione per l’am-
altre Province venete, anche nel ve-        un’azienda che voglia trasferire all’e-     missione ai benefici del Fondo Na-
neziano, senza non poche difficoltà,        sterno un proprio servizio (es: pu-         zionale.
si è arrivati alla sua firma.               lizie) ad una cooperativa sociale di
Chi ha firmato la convenzione?              tipo B (cioè le cooperative finalizzate     Ringrazio l’Assessore Provinciale al
Tutto questo è stato frutto di un ac-       all’inserimento lavorativo di persone       Lavoro Paolino D’Anna per averci for-
cordo territoriale avviato dall’Asses-      svantaggiate) può “trasferire” l’obbli-     nito il materiale necessario alla stesura
sore provinciale al Lavoro Paolino          go di assunzione del disabile, sempre       dell’articolo, senza il quale non sarebbe
D’Anna con le categorie e le parti          entro certi limiti previsti per legge,      stato possibile scriverlo.
sociali, che ad oggi ha trovato la fir-     alla cooperativa sociale affidataria.       Ma, soprattutto, per la grande disponibili-
me delle OO.SS, UIL, CISL, AVA,             I vantaggi sono che:                        tà mostrata a collaborare con i ragazzi de
Federsolidarietà Venezia, Legaco-           •L’azienda assolve l’obbligo di cui         “ilCantiere”, permettendoci così di appro-
operative di Venezia, CSU, Anci             alla legge n. 68/1999.                      fondire le nostre conoscenze sul ruolo che
Venezia, ANFFAS (associazione               •La cooperativa acquisisce una com-         la Provincia di Venezia svolte in tema di
nazionale famiglie di disabili intel-       messa di lavoro.                            diritto del lavoro.

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ITALIA, RITORNO AL FUTURO
                        Imprese e delocalizzazione: un breve viaggio tra numeri e statistiche
                        per analizzare una delle tematiche più delicate parlando di impresa.

                                                        di Enrico Bianco

C    ’erano anni in cui si considera-       creati oltrefrontiera sono stati poco       quel paese, e dall’aumento dei costi
va Timisoara come l’ottava provin-          più di 1.500.000. Tra i settori più se-     dei trasporti: non a caso stanno rifio-
cia del Veneto. Eravamo a cavallo           gnati da questo fenomeno, il com-           rendo, anche da noi, società di logi-
tra gli anni ’90 e il Duemila: allora       mercio all’ingrosso (alimentari, high-      stica, che permettono la distribuzio-
il Nordest era considerato il mira-         tech), il manifatturiero, e la logistica.   ne del prodotto just in time, evitando
colo economico italiano. In Veneto          Non necessariamente, a questo fe-           i costi relativi all’immagazzinamento
si rasentava la piena occupazione, le       nomeno, è seguito un calo dei posti         della merce.
fabbriche operavano a pieno regime,         di lavoro nel nostro paese: tra il 2000     Un aiuto in questo senso viene an-
gli operai macinavano straordinari, le      e il 2010, ad esempio, si è osservato       che dall’utilizzo delle nuove tecno-
zone industriali si ampliavano a mac-       che solo il 10% dei posti di lavoro         logie, della robotica, e dall’utilizzo
chia d’olio, e così, dalla Marca Tre-
vigiana, iniziarono a spostarsi verso
la Romania: terre economicamente
ancora vergini, e con abbondante
manodopera a bassissimo costo.
Ma non sempre si è trattato di costi
monetari. Spesso si è trattato di costi
invisibili, che in questo paese pesa-
no come macigni: la giustizia lenta e
inefficace, la burocrazia elefantiaca,
il deficit infrastrutturale e il costo
dell’energia, superiore del 30% ri-
spetto alla media europea. Non è un
caso, infatti, che tra i paesi destina-
tari delle imprese nostrane troviamo,
al primo posto, la Francia, con ben
2562 imprese trasferite, seguita dagli
Stati Uniti (2408 aziende), la Ger-         persi sono dipesi dalla delocalizza-        della rete: in una recente intervista
mania (2099) e solo al quarto posto         zione, mentre il 25% dei posti per-         al Corriere Gaetano Marzotto, pre-
la Romania (1992). Nazioni econo-           si sono stati dovuti dal fallimento         sidente di Pitti Uomo, conferma
micamente mature hanno accolto le           dell’impresa, e il 60% dalle ristruttu-     questa tendenza nel tessile. Oramai i
aziende italiane, quindi.                   razioni aziendali.                          tempi della scelta della merce si sono
Secondo calcoli della CGIA, al 2011,        Da qualche anno, poi, si inizia a no-       accorciati quanto un click, per cui bi-
le imprese andate all’este-                            tare un fenomeno inverso:        sogna battere sul tempo la produzio-
ro, anche solo parzialmen-            Tra il           il ritorno verso le economie     ne, e questo a scapito delle produ-
te, sono state 27.100. Tra          2000   e  il       mature di imprese che ave-       zioni economiche, ma lontane. Una
il 2000 e il 2011 l’aumento 2011 l’aumento vano delocalizzato. Negli                    buona notizia per il nostro Made in
delle imprese che si sono delle imprese Stati Uniti questo fenome-                      Italy, così come le 72 imprese che
affacciate fuori dei nostri        che si sono no ha riguardato il 14% del-             sono tornare in Italia nel solo 2012,
confini ha toccato ben il       affacciate   fuori le imprese delocalizzate, ed         secondi a livello mondiale dopo gli
+65%, anche se bisogna         dei  nostri confini     alcune molto famose come         Usa: nella speranza che questi im-
dire che dal 2008 al 2011, ha toccato ben la Ford. Anche Apple sta                      prenditori di ritorno non vengano
nel periodo conclamato               il +65% ripensando alla sua strategia              soffocati dalla morsa fiscale, e buro-
della crisi, l’aumento in percentuale è     di produrre in Cina, spinto dall’au-        cratica, che sopprime le energie cre-
stato solo del 4,5%. I posti di lavoro      mento delle rivendicazioni salariali in     ative di questo Paese.

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LAVORO
e istituzioni
LA POLITICA AL LAVORO
                              PER IL LAVORO DEI GIOVANI
                          L’Unione Europea e le sue opportunità: conoscerle per sfruttarle.

                                                  di Matteo Marino

A   bituati a storcere il naso parlan-   colare carenza di informazioni che      pagna di sensibilazione promossa
do di Unione Europea, un po’ per         provengono dai nostri rappresen-        dall’On. Lara Comi che mira a dif-
sfiducia e un po’ per disinteresse, i    tanti al Parlamento Europeo la si-      fondere tra i giovani italiani le op-
giovani italiani non sanno che stan-     tuazione si complica maggormente.       portunità che l’Europa concede.
no perdendo molte opportunità            Per invertire questo trend negativo     Vi proponiamo quindi qui di se-
per conoscere il mondo del lavoro        e per aiutare l’entrata dei giovani     guito alcuni link che auspichiamo
e conseguentemente per accedervi.        nel mondo del lavoro, questo breve      possano essere utili per voi e per le
Se a questo aggiungiamo una parti-       articolo vuole riprendere una cam-      persone a voi vicine.

                 1                                        2                                       3
      Tirocini per laureati               Portale europeo per i giovani                        EURES
L’UE propone ai giovani laure-                   Informazioni e opportunità               Il portale europeo della
ati una serie di tirocini nelle sue                per i giovani in europa.               mobilità professionale.
sedi e nelle sedi delle sue istituzio-   L’European Youth Portal è un por-       EURES (EURopean Employment
ni che sono localizzate nel terri-       tale online dove i giovani possono      Services - Servizi europei per l’im-
torio comunitario. In particolare        trovare tutte le informazioni che ne-   piego) è una rete di cooperazione
sono attivabili tirocini presso i        cessitano su determinate tematiche a    formata dai servizi pubblici per
seguneti enti:                           livello europeo. In particolare, come   l’impiego, a cui partecipano an-
Banca centrale europea                   si vede nella home page del portale,    che i sindacati e le organizzazioni
Banca europea per gli investimenti       vengono trattate le seguenti aree:      dei datori di lavoro. Il suo obietti-
Comitato delle regioni                   Inclusione sociale                      vo è facilitare la libera circolazione
Comitato economico e sociale europeo     Attività di volontariato                dei lavoratori nello Spazio econo-
Commissione europea                      Creatività e cultura                    mico europeo (i 27 paesi mem-
Consiglio dell’Unione europea            Partecipazione                          bri dell’Unione europea, Norve-
Corte dei conti europea                  Istruzione e formazione                 gia, Liechtenstein e Islanda) e in
Corte di giustizia                       Occupazione e imprenditorialità         Svizzera.
Mediatore europeo                        I giovani e il mondo                    Il portale è rivolto sia alle perso-
Parlamento europeo                       Salute e benessere                      ne che sono in cerca di lavoro nel
Servizio europeo per l’azione esterna                                            territorio comunitario, sia ai dato-
                                         All’interno di ciascuna macrotema-      ri di lavoro che vogliono assumere
Per maggiori informazioni vi invi-       tica vengono poi egregiamente svi-      persone straniere.
tiamo a visitare il sito:                luppati i temi ad essa inerenti.
                                                                                 Per maggiori informazioni:
http://europa.eu/about-eu/working-       Per consultare il portale:              https://ec.europa.eu/eures/home.
eu-institutions/graduates/index_it.htm   http://europa.eu/youth/it               jsp?lang=it

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REGIONE: QUALI SERVIZI?
     Riportiamo in questo articolo i servizi offerti dalla Regione, relativamente alla formazione , al lavoro e
     all’orientamento. I servizi offerti sono davvero moltissimi, quindi abbiamo cercato di riportare quelli che
          ci paiono più interessanti, aggiungendovi per maggiori informazioni il link cui fare riferimento.

                                                                 Redazione

FORMAZIONE                                       • L’inserimento lavorativo per i soggetti         Direzione Regionale Lavoro
Programma e gestisce diverse tipo-               con maggiori difficoltà psico-sociali.            Fondamenta Santa Lucia - Venezia
logie di corsi rivolte a diversi utenti.         Alcuni di questi servizi, accompa-                Cannaregio, 23-30121 Venezia
• Obbligo formativo: percorsi trien-             gnati eventualmente da sostegni                   E-mail: uff.orienta@regione.veneto.it
nali per l’assolvimento del diritto/             al reddito, sono erogati dai diver-               Numero Verde: 800 998300 da lunedì
dovere all’istruzione e formazione               si soggetti accreditati in base alle              a venerdì 9.00 - 13.00
professionale, rivolti ad utenti con             esigenze individuali dei lavoratori               Orari di apertura al pubblico: lunedì e
meno di 18 anni.                                 disoccupati per i quali non sono                  giovedì dalle ore 9.00 - 13.00
• Cerco corso: guida per giovani ed              previsti ammortizzatori sociali o
adulti, sia occupati che disoccupati,            in cassa integrazione. Il “pacchet-               Vuoi avere maggiori informazioni?
in cerca di un corso di aggiorna-                to” di servizi di politica attiva del             La Regione del Veneto ha realizzato
mento e/o riqualificazione.                      lavoro, accompagnati da indennità                 alcune banche dati:
• Percorsi di formazione e istruzione            di sostegno al reddito, costituisce la
(gestiti dalla Direzione Istruzione):            dote lavoro (che prevede l’erogazio-              Sopralamedia
percorsi riguardanti l’alternanza                ne, ai lavoratori che ne hanno dirit-             Sito rivolto a tutti coloro che, al
scuola-lavoro, la formazione tec-                to, di un sostegno al reddito unito               termine della scuola secondaria di
nica superiore e la formazione di                a servizi personalizzati finalizzati              primo grado, devono scegliere il
terza area.                                      alla riqualificazione professionale               percorso scolastico secondario di
                                                 e all’eventuale ricollocazione nel                secondo grado o quello formativo
www.regione.veneto.it/web/for-                   mercato del lavoro).                              professionale.
mazione/                                         Beneficiari delle doti lavoro:
                                                 • I lavoratori beneficiari della cassa integra-   Cicerone
LAVORO                                           zione in deroga;                                  Guida interattiva alla scelta dopo la
Promuove la piena e buona occu-                  • I lavoratori ammessi alla mobilità in           scuola media superiore e costituisce
pazione dei cittadini, in particolare            deroga;                                           uno strumento di base per la cono-
di coloro che accedono con mag-                  • I disoccupati con precedenti contratti a        scenza dell’offerta formativa univer-
gior difficoltà al mercato del lavoro,           progetto o a collaborazione coordinata e          sitaria ed i servizi per il diritto allo
provvedendo con specifiche misure                continuativa (con intervento regionale            studio del Veneto. Sono inoltre di-
anticrisi.                                       chiuso ad aprile dello scorso anno).              sponibili: informazioni sulle tenden-
Referente:                                       La Regione inoltre favorisce ini-                 ze del mercato del lavoro nel Veneto
Direzione Regionale Lavoro - Segreteria          ziative per la mobilità di studenti e             e altre opportunità formative post-
Fondamenta Santa Lucia                           lavoratori, le relazioni e la collabora-          diploma presenti nel territorio.
Cannaregio, 23 - 30121 Venezia                   zione con altre regioni italiane ed europee.
Tel. 0412795924                                                                                    Univenetorienta
Fax 0412795948-5237                              www.regione.veneto.it/web/lavoro/                 Qui, sono disponibili test per l’au-
Tra i principali servizi vi sono:                                                                  tovalutazione delle conoscenze mi-
• L’orientamento ai percorsi di istruzione       ORIENTAMENTO                                      nime richieste per un buon avvio
e formazione e al mondo del lavoro;              Questa sezione è dedicata agli ope-               del percorso universitario.
• La formazione continua per l’aggiorna-         ratori dell’orientamento, giovani e
mento dei lavoratori;                            adulti che necessitano di informa-                Borsino delle Professioni
• La formazione in apprendistato;                zioni sulle opportunità di istruzione             Strumento per supportare le scelte
• L’intermediazione tra domanda e                e formazione presenti nel Veneto.                 professionali dei giovani e facilitare
offerta di lavoro, garantita dalla rete          Recapiti:                                         i processi d’incontro tra domanda
dei servizi per il lavoro, pubblici e privati;   Ufficio Orientamento e Informazione               ed offerta di lavoro.

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PROVINCIA DI VENEZIA:
                                     QUALI STRUTTURE?
     Da molti non conosciute, da altre ignorate: quali sono le strutture di ausilio previste dalla Provincia?

                                                      Redazione

In un momento occupazionale              poco o, peggio ancora, ignorano.          sono le strutture provinciali che si
difficile, dove la disoccupazione        Facendo fede alla nostra mission          occupano di occupazione.
giovanile è sempre più incalzante        che è quella di informare e for-          Con la speranza che questo breve
e chi perde il lavoro in età matu-       mare allo stesso tempo, abbiamo           articolo possa essere d’aiuto a chi
ra vede difronte a sé un baratro, le     incontrato l’Assessore al Lavoro          è in cerca di lavoro, vi alleghiamo
istituzioni offrono delle strutture di   della Provincia di Venezia, Paolino       alcuni link che reputiamo essere
ausilio che molti di noi conoscono       D’Anna, che ci ha spiegato quali          molto utili.

                  1                                        2                                        3
      Servizi per l’impiego                    Centri di formazione                Centri per l’impiego provinciali
I Servizi per l’Impiego compren-                  professionale                     (ex uffici di collocamento)
dono una serie di servizi e sportel-     I centri di formazione professionale      Il Centro per l’Impiego è una strut-
li, che sono sono rivolti ad alcuni      (CFP) sono degli istituti finalizzati     tura che fornisce servizi e propone
particolari utenti, cercando di so-      ad aiutare le persone a perfezionare      interventi personalizzati a sostegno
stenere, formare, accompagnare ed        la propria formazione professionale,      dell’occupazione nel territorio.
orientare coloro che sono in cerca       aiutandoli ad entrare nel mondo del       Sono presenti moltissimi tipi di
di lavoro.                               lavoro.                                   servizi, volti sia a dare una risposta
Questi servizi per l’impiego offro-      I servizi all’utenza offerti dai Centri   adeguata alle domande della strut-
no percorsi personalizzati di orien-     per l’Impiego si integrano con quel-      tura produttiva ed economica loca-
tamento, modulati a seconda del          li offerti dai Centri di Formazione       le, sia a promuovere e a sostenere
bisogno espresso dall’utente.            Professionale. Nel territorio opera-      le iniziative che mirano alla piena
Qui potrai trovare informazione sui      no tre Centri di Formazione Profes-       occupabilità.
seguenti punti:                          sionale che offrono: Corsi di Forma-      I servizi attivati sono volti ad otti-
• Mobilità                               zione di base e Corsi di Formazione       mizzare l’incontro tra la domanda e
• Controversie Collettive                superiore e continua a qualifica rico-    l’offerta di lavoro.
• Donne                                  nosciuti a livello regionale, nazionale
• Apprendistato                          e dell’Unione Europea.                    Per maggiori informazioni visita
• Immigrati e imprese                                                              il sito:
                                         Per maggiori informazioni visita il       http://portalelavoro.provincia.ve-
Per maggiori informazioni visita il      sito:                                     nezia.it/cgi-bin/WebObjects/Por-
sito:                                    http://portalelavoro.provincia.ve-        taleLavoro.woa/2/wa/Navigation/
http://portalelavoro.provincia.ve-       nezia.it/cgi-bin/WebObjects/Por-          goTo?cm=18
nezia.it/cgi-bin/WebObjects/Por-         taleLavoro.woa/2/wa/Navigation/
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È IL NOSTRO COMPITO
                 Occupazione e istituzioni: la testimonianza di un giovane amministratore comunale.
                                                          di Luca Morosin

Il problema del lavoro è sempre più            blica amministrazione attraverso ap-         tecnologico-consorzio che possa far
una piaga sociale che soffoca la nostra        palti di opere pubbliche e lavori sul        emergere nei paesi arabi o del BRIC
realtà. Molti per non dire tutti, sono         territorio è uno dei primi azionisti che     le realtà aziendali del territorio. O più
i comuni che ogni giorno, costante-            continuamente offre prezioso ossigeno        semplicemente fare rete con le asso-
mente, vivono e cercano di gestire, per        all’economia, alla produzione e quindi       ciazioni per poter offrire ai disoccupati
quel che possono, tutto ciò. Quando la         all’occupazione, ma questo ovviamen-         del territorio lavoretti santuari legati ad
tv trasmette di continuo il medesimo           te è vincolato da ciò che possiamo e si      eventi o al decoro urbano comunale.
film della stessa casa produttrice, le         può investire e quindi spendere. Minor       Essere sempre attenti e scovare tutte
pubbliche amministrazioni devono or-           introiti/fondi comportano minori spe-        le opportunità che vengono proposte
ganizzarsi, escogitare attività, soluzioni     se, investimenti, lavori e futuro lavoro.    dalla Regione e dall’Unione Europea
e strumenti utili, a volte diversi, finaliz-   In questa situazione sono moltissime         attraverso bandi e finanziamenti fi-
                                                                                            nalizzati alla riduzione del problema
                                                                                            e volti ad incentivare l’assunzione
                                                                                            partendo proprio dalla formazione di
                                                                                            giovani, cassa integrati e disoccupati.
                                                                                            Sotto il piano fiscale, quale ammini-
                                                                                            strazione vorrebbe lasciare invariate
                                                                                            le aliquote di competenza evitando di
                                                                                            compromettere il potere di acquisto,
                                                                                            quindi domanda e produzione? Pen-
                                                                                            so tutte, ma la realtà è ben diversa. La
                                                                                            situazione economica dei comuni, i
                                                                                            minor introiti e finanziamenti statali,
                                                                                            gli accordi che inchiodano il bilancio,
                                                                                            hanno portato molte giunte ad au-
                                                                                            mentare la tassazione.
zati a limitare questa grande difficoltà.      le amministrazioni che scavalcano la         Quali conclusioni possiamo trarre da
Partiamo però da un preconcetto:               tuonante critica ad un sistema stata-        tutto ciò, quali aspettative possiamo
grandi decisioni devono essere finaliz-        le sterile e con inventiva cercano di        avere, come le pubbliche amministra-
zate a grandi cambiamenti e devono             proporre alla cittadinanza e al mondo        zioni devono comportarsi e reagire?
essere adottate dalle principali realtà        produttivo iniziative e attività rivolte     Ci ritroviamo con le mani legate, non
istituzionali italiane e sovranazionali.       alla riduzione del problema lavoro.          possiamo mollare, è il nostro compito,
In mano alle piccole realtà comunali,          Prima di tutto bisogna partire da una        dobbiamo lottare, ma il grande cam-
a causa anche di limitazioni econo-            base fondamentale, l’informazione            biamento deve arrivare il prima pos-
miche, vi è una minima libertà di ma-          e la cultura del lavoro e per il lavoro.     sibile perché questa realtà non è più
novra amministrativa che purtroppo             Senza ciò si rischia di trovarsi vulne-      paragonabile ad un tunnel dove si può
può solo lievemente alleggerire la             rabili, e facilmente ingabbiati nelle dif-   scovare lo spiraglio di luce. Tutto ciò
situazione.                                    ficoltà. Curriculum, colloquio, tipi di      è invece simile ad una grotta ed avvi-
Molti ritengono che i Comuni non               contratti, agenzie interinali, come cer-     cinarsi sempre più alla fine ci porterà
abbiano competenze per risolvere i             care lavoro, informare la cittadinanza       in una situazione di buio totale dalla
problemi dell’occupazione, del lavoro          delle opportunità nel territorio, sono i     quale non ne usciremo vivi. Investi-
e dello sviluppo delle imprese. È un’i-        primissimi passi.                            menti seri, rivedere i trattati, costruire
dea sbagliata.                                 Costruire un rapporto di collaborazio-       finalmente un piano economico-in-
Allora cosa può realmente fare un co-          ne e lavoro constante con associazioni,      dustriale e quindi un piano occupazio-
mune per ridurre questa preoccupan-            cooperative e aziende della zona, cer-       nale devono essere i primi obiettivi
te realtà sociale?                             cando di costruire progetti e iniziative,    perché, di soli bandi non possiamo
Innanzitutto ricordiamo che una pub-           ad esempio la costruzione di un polo         più sopravvivere.

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LAVORO
e territorio
PORTO MARGHERA L’INCOMPIUTA...
Il presente e il futuro di Porto Marghera sono sempre stati un argomento spinoso. E negli anni sono state proposte moltissime soluzioni.
     Abbiamo voluto sentire il punto di vista di una persona che ci lavora in mezzo per sentire quale futuro vede per Porto Marghera.

                                                     di Massimo Meneghetti
                                                       Segr. Gen. Femca Cisl Venezia

Di chi è la colpa? La colpa è di               stria, del porto e del settore turistico.      pianti utili a creare quel lavoro (nuova
quella politica e di quelle istituzioni        Noi come Cisl abbiamo prima perse-             occupazione) che da troppo tempo
che non hanno saputo coglierne le              guito e sostenuto il riconoscimento            manca in questa importante realtà.
opportunità e programmarne il rilan-           di Porto Marghera quale area di Crisi          Non servono nuovi patti per lo svi-
cio. Quella politica che ha prima rin-         Complessa e il successivo accordo di           luppo per Porto Marghera, come sta
corso le paure di uno sparuto grup-            programma del 16.04.2012 per accel-            dicendo qualcuno, basta sostenere il
petto di agitatori sociali, poi sfociate       lerare gli iter autorizzativi e i processi     nuovo PRRI con interventi e risorse
in un referendum, sostenuto dall’am-           di bonifica delle aree libere, per poi         appropriate che vanno stanziate dal
ministrazione Cacciari, che ha decre-          concretizzare Unitariamente, con Cgil          Governo e trovate in questo Terri-
                                                                                              torio. Parlare di nuovi patti, significa
                                                                                              abbandonare definitivamente questa
                                                                                              strada e imboccare nuovamente la
                                                                                              strada dell’incompiutezza e dell’in-
                                                                                              concludenza che hanno fatto il male
                                                                                              di Porto Marghera, continuando
                                                                                              solo e inutilmente a perdere tempo.
                                                                                              Per finire il nuovo sviluppo di Porto
                                                                                              Marghera passa inevitabilmente per la
                                                                                              valorizzazione della marittima attuale
                                                                                              e per l’individuazione di soluzioni che
                                                                                              permettano di far arrivare a Venezia
                                                                                              anche le navi oltre le 96.000 tn. Una
                                                                                              soluzione che potrebbe coincidere
                                                                                              con la realizzazione del nuovo porto
tato la fine della nostra chimica e della      e Uil e assieme a Regione, Provincia,          d’altura dopo l’escavo del canale con-
nostra industria, facendo esplodere            Regione, Confindustria, Apindustria            torta S. Angelo. Ma inevitabilmente il
la disoccupazione, che oggi supera il          e le Associazioni Artigiane un pro-            nuovo sviluppo dovrà passare anche
25%. Ma chi è arrivato dopo non ha             getto di sviluppo, denominato Piano            attraverso progetti che rilancino le
fatto meglio; l’attuale amministrazio-         di Riconversione e Riqualificazione            aziende partecipate dallo stato (Eni,
ne comunale prima a definito e appro-          Industriale (PRRI), che tracciava le           Enel, Fincantieri ecc..), facendole di-
vato il Pat, confermando la vocazione          linee strategiche per la crescita e lo         ventare la locomotiva di questo nuovo
industriale e portuale delle due Z.I. di       sviluppo di Porto Marghera, quali il           progetto di rilancio. E da Eni ci aspet-
Porto Marghera, per poi mettere in di-         Manifatturiero, la Chimica, la Cantie-         tiamo progetti veri di riconversione
scussioni tali scelte con la proposta di       ristica, l’industria sostenibile, la Green     della chimica locale, che dopo la raf-
portare le grandi navi proprio in que-         Economy, la Portualità, la Logistica, il       fineria ci permetta di rilanciare anche
sta strategica realtà. Una scelta nefasta      Polo del Riciclaggio e delle Energie in-       il cracking e lo faccia con un impatto
quest’ultima che va in netto contrasto         novative e sostenibili. Questo proget-         occupazionale almeno in pareggio e
con le decisioni assunte con il nuovo          to, già presentato al Ministero per lo         investimenti che oltre a valorizzare
Piano di Asseto del Territorio e che           Sviluppo Economico, individua ben              le attività esistenti, permettano di co-
se sommata al nuovo PTRC prodot-               4,2 miliardi di investimenti pubblici e        struire nuovi impianti per la realizza-
to dalla Regione Veneto, rischia di            privati che potrebbero riscrivere una          zione di prodotti innovativi legati alla
mettere definitivamente in ginocchio           nuova pagina dello sviluppo locale,            green-chemistry. Di questo ha biso-
centinaia di attività produttive e alcu-       insediando nuove realtà produttive,            gno Porto Marghera per rialzarsi, non
ne migliaia di posti di lavoro dell’indu-      realizzando nuove infrastrutture e im-         di altre inutili chiacchere...

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