Giochi Sportivi sull'Isola che C'è - Grest ANSPI 2019

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Giochi Sportivi sull'Isola che C'è - Grest ANSPI 2019
giochi sportivi
      Giochi Sportivi
       sull’Isola che C’è

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Giochi Sportivi sull'Isola che C'è - Grest ANSPI 2019
Lo SPORT… non Isola!                                     Se il bambino della squadra B non risponde al tiro, allora sarà lui a
              Proposta di attività con giochi sportivi                       cedere il posto al secondo giocatore.
finalità: ripercorrere i luoghi visitati della storia di Peter Pan, abbi-    Un bambino resta in campo fin quando sarà sempre un componente
nando a ciascuno uno sport in particolare, in modo da far vivere             della squadra avversaria a sbagliare.
questo linguaggio come attività ludica, non agonistica e fortemente          Perde la squadra che per prima esaurisce tutti i giocatori.
aggregativa. L’attività consente, infatti, di cimentarsi in varie disci-
pline sportive attraverso il gioco.
                                                                                              CAMPO INDIANI - Tiro con l’arco
destinatari: le attività possono essere adattate a qualsiasi età.
                                                                             Non avendo a disposizione arco e frecce, si può sostituire questo
durata: a discrezione dell’educatore.
                                                                             sport con il classico gioco delle freccette.
spazio necessario: di grandi dimensioni.
                                                                             Attenzione alle freccette, però! Dovranno avere la punta con ven-
istruzioni: di ciascuna attività sportiva sarà riportato il luogo presente   tosa, oppure essere sostituite da palline da tennis con apposti degli
della storia e lo sport corrispondente.                                      strappi da tessuto o qualcosa di colorato che possa macchiare.
                                                                             Il bersaglio dovrà essere qualcosa di liscio per la ventosa, un tessuto
                           LONDRA - Tennis                                   o un grande cartoncino. L’importante che si faccia centro!
Per questa attività si possono usare: una racchetta da tennis per squa-      Si prepara dunque un bersaglio con cerchi concentrici che assegna-
dra con pallina, oppure i classici racchettoni da mare con pallina.          no punti da 1 a 3 (il centro!) e delle scatole colorate di diverse misu-
Si dividono i bambini in squadre da 15 massimo, 20 persone.                  re! Si dividono i bambini in squadre da 15 -20 persone al massimo
                                                                             e si dispongono in fila, ognuna di fronte al proprio bersaglio.
Si va a delimitare un campo di gioco con una linea di separazione
al centro. I bambini/ragazzi vengono fatti mettere in fila, una squa-        Il bambino lancia la “freccia”, in base al numero colpito prende il
dra di fronte all’altra.                                                     corrispondente numero di scatole e corre alla postazione “base”
                                                                             della sua squadra disponendole una sull’altra, come a voler formare
Inizia il primo bambino della squadra A che, con la racchetta, lan-
                                                                             un totem. Lo stesso fa il secondo bambino, ponendo le scatole al di
cia la pallina all’avversario della squadra B, il quale dovrà rispon-
                                                                             sopra di quelle precedenti.
dere al tiro. Se il bambino della squadra B risponde al tiro, resta in
campo e la squadra A scala al secondo giocatore della fila.                  Vince la squadra che nel minor tempo possibile stabilito dall’anima-
                                                                             tore, realizza il Totem più alto.

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MONTAGNE BLU - Trekking e Orientamento                                         LA ROCCIA DEL TESCHIO - Street Basket
Per questo gioco le squadre dovranno essere di massimo 10 perso-             Per questa attività non è necessario avere un vero e proprio campo
ne e gioca la squadra per intero.                                            da basket o dei canestri.
Come per il trekking, si parte in gruppo e si arriva in gruppo.              Delle ceste poste a terra o su un rialzo possono ben rappresentare
Pertanto si andrà a costruire un percorso da seguire. Il percorso do-        un canestro. Valgono le regole dello Street Basket che prevede che
vrà essere “minato”, vale a dire che saranno utilizzate corde, birilli,      si giochi 3 contro 3.
cartoni…tutto quanto necessario per creare ostacoli da superare.             Le squadre saranno formate da almeno 15 persone e giocheranno,
Un percorso che preveda di camminare sulle punte o accovacciati              per ciascuna squadra, 3 bambini per volta. Si delimita un campo e
o all’indietro…e in cui si passa alla tappa successiva solo quando           una linea di separazione. Squadra A contro squadra B. Se squadra
tutto il gruppo avrà superato la tappa precedente. L’ultima tappa            A fa 2 canestri, squadra B sostituisce la sua terna e viceversa.
prevede l’orientamento, quindi un percorso sempre ad ostacoli dove           Vince la squadra che sarà arrivata a 16 punti con meno sostituzioni.
ogni bambino, bendato, si muoverà seguendo le indicazioni date a             Ovviamente non dimentichiamo Street Music di sottofondo e uno
voce al gruppo, che alle sue spalle aspetta il proprio turno.                speaker che animi il tutto!
Vince la squadra che completerà il percorso in minor tempo.
                                                                                               LAGUNA DELLE SIRENE - Danza
                  NASCONDIGLIO BAMBINI PERDUTI                               Le Sirene cantano e ci incantano… e noi balliamo senza rimanere
                  Tennis Tavolo/Giochi da Tavolo                             incantati, ma facendo molta molta attenzione!

Essendo questi giochi riconosciuti tra le discipline sportive, potete cre-   I bambini vengono divisi in squadre da 15. Al via, parte la musica
are, in una grande sala, varie postazioni di giochi da tavolo a cui          e le squadre dovranno seguire i passi di una semplice coreografia
prenderanno parte alcuni componenti di ciascuna squadra, sfidando            che l’animatore esegue di fronte a loro. All’improvviso si dà lo stop
avversari delle altre squadre. Tutti i tavoli giocano in contemporanea.      alla musica e i bambini devono bloccarsi nella posizione in cui si
                                                                             trovano. Chi non si blocca, ahimè, è rimasto incantato, quindi dovrà
A conclusione dell’attività si sommano i risultati che ciascun bam-
                                                                             bloccarsi davvero per tutto il resto del gioco! Riparte la musica, la
bino ha ottenuto, per la propria squadra, al proprio tavolo. Dalla
                                                                             coreografia viene riproposta a seguire e perde la squadra che pri-
somma dei singoli risultati, si andrà a decretare la squadra vincitrice
                                                                             ma si ritroverà con i bambini tutti bloccati.
che avrà ottenuto più punti.

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COVO DEI PIRATI - Pallavolo (Mini Volley)                                        IL TORRENTE DEL COCCODRILLO - Calcio
I Pirati ci attaccano con i loro cannoni e noi rispondiamo!                      Si tratta di un percorso ad ostacoli, preparato dagli animatori, che
Per questa attività si seguiranno le regole attuali del Mini Volley che          dovrà eseguire ciascun componente di una squadra portando avan-
prevede la disposizione 3 contro 3, di prendere la palla e rilanciarla.          ti e calciando un pallone.
Ma attenzione! Siamo in mare aperto, alcune palle da cannone                     Al termine di questo percorso il bambino dovrà cercare di segnare
finiscono in acqua…e l’acqua schizza!                                            in una piccola porta da una certa distanza. Avrà il tempo necessa-
                                                                                 rio solo del “Tic Tac” di un orologio che si sentirà in sottofondo. Se
Delimitare un campo e una rete, coprire la rete fino a terra con teli
                                                                                 non fa goal nei vari tentativi durante il Tic Tac, il bambino è mangia-
neri o sacchi neri (di quelli che si utilizzano per l’immondizia), in modo che
                                                                                 to dal coccodrillo, vale a dire che si daranno alla squadra 0 punti.
ogni squadra non riesca a vedere la squadra avversaria.
                                                                                 Si assegnerà invece alla squadra 1 punto per ogni goal segnato.
Preparare tanti palloncini riempiti d’acqua e fornire una cesta di               Attenzione però! Si tratta di un torrente, quindi lungo il percorso ci
palloncini per squadra.                                                          saranno animatori che disturberanno con l’acqua (piogge d’acqua,
Al via, una squadra lancia un palloncino nel campo avversario. La                fucili ad acqua, pompe d’acqua, bombe d’acqua,…) il bambino che
squadra avversaria dovrà afferrare il palloncino e rilanciarlo o, se             sta giocando in quel momento. Il loro disturbo serve a rallentare la
non riesce ad afferrarlo, quantomeno evitare di bagnarsi se questo               corsa! Vince la squadra che nel minor tempo possibile avrà svolto il
scoppia a terra.                                                                 percorso e realizzato più punti con i goal.
Lo schema di sostituzione squadra è come quello previsto per lo
Street Basket, con la differenza che qui la terna viene sostituita se
scoppia il palloncino nel campo. Perde la squadra che, ad esauri-
mento delle sue terne, risulta più bagnata.

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Volare senza polvere
         di fata si può!

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      Percorso laboratoriale alla scoperta dei principi del volo e
            del percorso storico-scientifico che ha portato
                  a questa straordinaria conquista

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Introduzione                                                   Prima tappa: IL SOGNO DI VOLARE
Nel corso di quest’anno, ricorrono numerosi anniversari impor-               Icaro: Mitico figlio di Dedalo e di Naucrate, schiava di Minosse. Rinchiuso
tanti. In particolare, due di questi ci fanno pensare a come l’uomo          con il padre nel labirinto di Creta, fuggì volando con le ali che Dedalo aveva
sia stato capace di inseguire un sogno che a prima vista appariva            adattato con la cera al proprio corpo e a quello del figlio. Ma, avvicinatosi
irrealizzabile e trasformarlo in realtà: volare!                             troppo al Sole, la cera si sciolse e Icaro cadde nel mare che da lui fu detto
Il sogno di volare, che per lungo tempo ci è sembrato ad appannag-           Icario. (da enciclopedia Treccani)
gio di supereroi e personaggi magici come il nostro Peter Pan, per
l’uomo è diventato realtà grazie alla follia, il genio e l’impegno di                                         ATTIVITÀ:
scienziati che hanno osato spingersi oltre. Ed ecco che nel 500esimo
                                                                             L’attività della prima tappa, non è prettamente scientifica, ma è ca-
anniversario della morte di Leonardo da Vinci e nel 50esimo anni-
                                                                             ratterizzata da una forte componente di narrazione e da un raccon-
versario del primo allunaggio, ripercorriamo l’affascinante storia
                                                                             to autobiografico che ha lo scopo di far immedesimare i ragazzi in
di come l’uomo sia arrivato a conquistare i cieli inseguendo idee
                                                                             coloro che per primi hanno desiderato volare. Si chiederà loro di
strampalate e grandissime intuizioni.
                                                                             eseguire le istruzioni che seguono e raccontarsi a vicenda le sensa-
Quello che vi proponiamo è un laboratorio scientifico in sei tappe           zioni che hanno provato.
da fare durante il Grest con i vostri ragazzi, offrendo loro una pro-
                                                                             –– Chiedere ai ragazzi di immaginarsi piccoli “Peter” e provare,
posta innovativa e divertente.
                                                                                scorrazzando in uno spazio libero, a spiccare il volo. Cosa pro-
Tutte le attività richiedono l’utilizzo di pochi materiali e spesso riuti-      vate nel non riuscire ad allontanarvi dalla superficie terrestre?
lizzabili. Fate con i ragazzi una riflessione su come sia importante            Quando siete riusciti a spiccare il balzo più in alto? Cosa vi co-
riciclare i materiali utilizzati per fare nuovi esperimenti e su come           stringe a terra e vi impedisce di volare?
si possa “fare scienza” anche con oggetti che troviamo spesso nelle
                                                                             –– Chiedere ai ragazzi di cercare e osservare qualche “oggetto vo-
nostre case. La scienza è sempre a portata di mano!
                                                                                lante” e descrivere i suoi movimenti (anche gli uccelli potrebbero essere
Ovviamente, in alcuni casi le attività proposte richiedono l’utilizzo           considerati oggetti volanti). Come fanno questi oggetti a svolazzare?
di materiali di piccole dimensioni e che comunque necessitano della             Come si muovono? Perché fanno proprio così?
supervisione di un adulto o di un animatore.
                                                                             –– Chiedere ai ragazzi di scrivere una breve storia nella quale, gra-
                                                                                zie ad una qualche invenzione, riescono a conquistare il super
                                                                                potere di volare. Se i bambini sono piccoli, si può chiedere loro
                                                                                di realizzare solo un disegno che descriva la loro storia.

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Seconda tappa: QUEL GRAN PAZZO DI LEONARDO                                                                          ATTIVITÀ:

Leonardo da Vinci: Pittore, architetto, scienziato (Vinci, Firenze, 15 aprile             Nell’attività, con i ragazzi, si cercherà di realizzare un tipico para-
1452 - castello di Cloux, od. Clos-Lucé presso Amboise, 2 maggio 1519). Ha                cadute leonardesco:
personificato il genio rinascimentale che rivoluzionò sia le arti figurative              Se un uomo ha un padiglione di pannolino intasato, che sia di 12 braccia
sia la storia del pensiero e della scienza. (da enciclopedia Treccani)                    per faccia e alto 12, potrà gittarsi d’ogni grande altezza senza danno
Tra le tante sfide che il nostro carissimo Leonardo decise di intra-                      di sé. (Codice Atlantico)
prendere durante la sua vita, quella per la conquista del cielo e per                     Occorre quindi procurarsi scotch, forbici, spago, cannucce e sac-
portare l’uomo a volare è stata sicuramente la più ardua e la più fol-                    chetti di plastica biodegradabile.
le. Partendo dall’osservazione di volatili di ogni specie e lasciandosi                   –– In primo luogo bisogna costruire il telaio piramidale del paraca-
ispirare dai numerosi rapaci che popolavano le sue terre, Leonardo                           dute di Leonardo: per ogni bambino occorrono 8 cannucce: 4
decise di studiare l’anatomia degli uccelli e le leggi che dominano                          di queste devono essere accorciate di 3-4 cm, mentre le altre 4
l’aria e i venti per riuscire a portare l’uomo sospeso a mezz’aria.                          restano della lunghezza originaria.
Lo sforzo di pensiero fu notevole, le sue riflessioni furono da lui                       –– Bisogna poi unire le 4 cannucce più corte in modo da creare un
immortalate nel Codice sul volo degli uccelli e in due progetti (Codice                      quadrato. Ognuna delle 4 cannucce più lunghe sarà collegata a
del Volo e Codice Atlantico), quasi sempre mai realizzati concretamente, di                  ciascun vertice del quadrato appena costruito. Le quattro cannuc-
macchine volanti. Si può dire che Leonardo progettò:                                         ce lunghe si uniranno, poi, a formare il vertice di una piramide
1. la prima macchina volante con movimento alare come quello degli uccelli                   che ha per base il quadrato piccolo.
   (orniottero),                                                                          –– Terminata la realizzazione del telaio, che sarà fissato con nastro
2. il primo prototipo di elicottero (vite aerea),                                            adesivo, si procede a rivestire le facce della piramide con dei
3. il primo aeroplano della storia (il grande nibbio),                                       ritagli di plastica biodegradabile che saranno stati realizzati ad
4. una serie sterminata di applicazioni utili al volo di oggetti più pesanti dell’aria.      hoc per ciascun paracadute. Terminata questa operazione, col-
Di queste straordinarie invenzioni quasi nessuna sembrò essere vin-                          legare ai vertici della base della piramide dei fili di spago che
cente. Sembrava proprio che Leonardo questa volta non ci avesse                              si andranno a chiudere sull’oggetto che si vuole lanciare con il
preso e che i suoi sforzi fossero stati davvero vani: troppo folle era                       paracadute. Su internet si trovano facilmente delle immagini che
stato nel credere che un uomo potesse volare!                                                rendono facilmente visibile questa realizzazione.
Almeno, però, il nostro Leonardo riuscì a creare una macchina che,                        –– A questo punto non resta che provare. Lasciare che gli animatori
anche se non permetteva di volare, permetteva di atterrare più dol-                          portino sulla cima di un’altura o su un terrazzo tutti i paracadute
cemente durante una caduta. Leonardo inventò, infatti, il primo pa-                          creati per godersi il lancio e l’atterraggio morbido che i modellini
racadute della storia.                                                                       avranno garantito.

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Giochi Sportivi sull'Isola che C'è - Grest ANSPI 2019
Terza tappa: VOLANDO COME PALLONI GONFIATI                                                                        ATTIVITÀ:
Archiviate momentaneamente le speranze di far sollevare da terra                          Si può provare con i ragazzi a fare una piccola sfida a squadre.
un oggetto più pesante dell’aria, la spasmodica ricerca di alzarsi                        Si tratta di un gioco a staffetta. I concorrenti di ciascuna squadra
da terra prende un’altra strada e le migliori menti del globo ini-                        dovranno cercare di far canestro con una pallina all’interno di un
ziano a pensare che, forse, il metodo più semplice di volare possa                        bicchiere potendo unicamente immergere la pallina in acqua e la-
essere quello di “galleggiare nell’aria”.                                                 sciandola volare via grazie alla spinta di Archimede.
Avete capito bene, abbiamo detto proprio “galleggiare”. Infatti,                          Ogni squadra dovrà scegliere un suo rappresentante che sarà chia-
l’intuizione dei fratelli Montgolfier, fu quella di creare un dispositi-                  mato a disporsi dietro una bacinella d’acqua con un bicchiere in
vo che potesse galleggiare nell’aria grazie alla famosissima Spinta                       mano. Il resto della squadra dovrà disporsi a circa 5-10 metri dalla
di Archimede, proprio la stessa che permette agli oggetti di gal-                         bacinella e in fila indiana.
leggiare nell’acqua.                                                                      Al via del capo-gioco il primo componente di ciascuna squadra par-
Solitamente la si sente enunciata in questi termini: “un corpo riceve                     tirà verso la bacinella d’acqua, qui troverà al suo interno una palli-
una spinta dal basso verso l’alto pari al peso del fluido spostato”.                      na da ping pong. Immergendola all’interno dell’acqua e lasciandola
Praticamente, se l’acqua spostata da un oggetto è più pesante dell’og-                    libera di emergere, dovrà provare a fare canestro nel bicchiere che
getto stesso allora questo galleggia, se questo non accade l’ogget-                       sarà mantenuto dal proprio amico di squadra. Quest’ultimo potrà
to affonda. Bene, anche con l’aria funziona esattamente allo stesso                       spostare il bicchiere per agevolare il canestro.
modo. Quindi se l’aria spostata da un oggetto è più pesante dell’og-                      Dopo un tentativo il concorrente tornerà al proprio posto e darà il
getto stesso (in questo caso l’aria calda della mongolfiera che è più leggera di quella   cambio al secondo giocatore che ripartirà come sopra.
fredda), quest’ultimo potrà galleggiare in aria e spostarsi verso l’alto.                 Vincerà la squadra che nel tempo prefissato avrà totalizzato il mag-
Fu grazie a questa intuizione che il 19 ottobre 1783 a Parigi, in                         gior numero di canestri.
Francia, i fratelli Montgolfier diedero il via al primo volo in mongol-                   La giornata si potrebbe chiudere anche con il lancio di alcune lan-
fiera della storia.                                                                       terne cinesi che volano grazie allo stesso identico principio di fun-
                                                                                          zionamento delle mongolfiere.

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Quarta tappa: L’ARIA CHE TIRA                                                              ATTIVITÀ:
Se è vero che riuscire a volare su mongolfiere rappresentò già una         Si può costruire insieme ai ragazzi un aerografo artigianale.
grande rivoluzione, il desiderio di volare come un uccello non ab-         L’aerografo è un apparecchio costituito dall’insieme di un compressore e
bandonò mai l’uomo. Quell’immagine di Icaro che svolazzava con             un’aeropenna, oppure una pistola a spruzzo, usato nel primo caso nella
le proprie ali e quelle macchine mai funzionanti pensate da Leonar-        pittura e nella grafica per spargere inchiostri, e nel secondo caso in
do da Vinci restavano nell’immaginario collettivo come una meta            lavori di verniciatura, quando sia necessario applicare vernici in modo
ambita, ma sempre irraggiungibile.                                         uniforme: per mezzo di un getto d’aria prodotto dal compressore la ver-
Nel bel mezzo del ‘700, un matematico e fisico svizzero, figlio e          nice (o l’inchiostro, nel caso dell’aeropenna) viene nebulizzata e lanciata
nipote di scienziati, fratello di altri scienziati, un certo Daniel Ber-   sulla superficie da trattare. (da enciclopedia Treccani)
noulli, scoprì una legge che riusciva a dimostrare una cosa com-           L’occorrente è semplicissimo: ciascun ragazzo deve avere un bic-
pletamente inattesa: quando abbiamo a che fare con un fluido (gas          chiere e due cannucce. Inoltre conviene procurarsi un po’ di co-
o liquidi), se la velocità di questo aumenta, inaspettatamente si riduce   lorante alimentare, qualche foglio di carta da riutilizzare e delle
la sua pressione. Praticamente è come se un flusso d’aria veloce           forbici.
riuscisse a risucchiare un oggetto ad esso vicino.
                                                                           Occorre riempire il bicchiere con dell’acqua e aggiungere del colo-
Grazie a Bernoulli, abbiamo trovato un metodo che ci permette di           rante alimentare. Inserire una cannuccia in acqua e tagliarla facen-
spostare gli oggetti risucchiandoli, facendo muovere l’aria nella          do in modo che quest’ultima fuoriesca dal liquido di 1/2 cm.
zona prossima all’oggetto dal lato verso il quale vogliamo che si
                                                                           A questo punto l’aerografo è già pronto. È sufficiente avvicinarsi ad
muova: vogliamo spostare un oggetto molto leggero verso destra?
                                                                           un foglio di carta che un amico manterrà in verticale e, utilizzando
Basta muovere l’aria alla sua destra. Vogliamo muoverlo verso sini-
                                                                           l’altra cannuccia, iniziare a soffiare facendo in modo che le due
stra? Basta muovere l’aria a sinistra.
                                                                           cannucce siano perpendicolari tra di loro e che l’estremità della can-
Questo semplice principio ha un’infinità di applicazioni: divertiamo-      nuccia fuori dall’acqua sia vicina all’estremità libera della cannuc-
ci con una di esse.                                                        cia immersa. Il getto d’acqua nebulizzata che ne verrà fuori potrà
                                                                           essere direzionato spostando la cannuccia che si ha tra le labbra.
                                                                           Grazie al principio di Bernoulli, l’aria veloce prodotta dal soffio
                                                                           riesce ad attrarre l’acqua nella cannuccia immersa nel liquido.
                                                                           Quando l’acqua risale sino a raggiungere lo stesso getto d’aria vie-
                                                                           ne anche spinta all’esterno, venendo nebulizzata.

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Quinta tappa: IL PRIMO VOLO                                                                    ATTIVITÀ
Se quindi l’aria veloce può essere utilizzata per spostare gli oggetti       È possibile verificare se quanto descritto sopra funziona davvero.
risucchiandoli, perché non provare a spostare gli oggetti verso l’alto       Innanzitutto, si può lanciare la sfida del “vola bolla vola”.
facendoli volare?                                                            Al via l’animatore inizierà a produrre numerose bolle di sapone e
In realtà, quel gran folle di Leonardo da Vinci, anche se non conosce-       chiederà ai ragazzi di provare a farle volare il più a lungo possibile.
va il principio di Bernoulli, aveva intuito che il segreto del volo era in   Ovviamente i ragazzi si scateneranno a sventolare sotto le bolle e si
quella strana forma geometrica che caratterizza le ali dei volatili: più     lanceranno in sfrenate “soffiate”. L’esito finale non sarà però vincente.
larga frontalmente e a sfinire verso la fine dell’ala, con una leggera       Allora, bisognerà chiedere loro di fermarsi un attimo e di ripensa-
curvatura bombata nella parte superiore e leggermente incavata nel-          re a cosa ci ha insegnato il nostro Bernoulli: l’aria veloce riesce ad
la parte sottostante, e posizionate leggermente inclinate verso l’alto.      attrarre gli oggetti. A questo punto sarà l’animatore, chiedendo a
I disegni di Leonardo già ci presentavano attenti studi su questa            tutti di non muoversi (per non creare turbolenti correnti d’aria nella stanza), a
particolarissima forma. In effetti questa forma geometrica non è ca-         far volare una bolla: basterà sventolare la propria mano SOPRA
suale: in questo modo, l’aria è costretta a correre ad alta velocità         la bolla e la vedremo salire come un uccellino. A questo punto
sopra le ali e a bassa velocità sotto le ali. Esattamente così, per il       possono provare anche i ragazzi.
principio di Bernoulli, l’ala è letteralmente risucchiata verso l’alto:      Ora è il momento di trasformarsi, dunque, in piccoli ingegneri,
ed ecco, si volaaaa!                                                         provando a costruire dei modellini di aeroplani di carta che pos-
Se allora i disegni di Leonardo erano già corretti, perché non riuscì        sano volare.
mai a costruire un dispositivo che riuscisse davvero a volare?               Occhio agli accorgimenti proposti nella parte introduttiva a pro-
Semplicemente perché, per sollevare da terra un oggetto molto pe-            posito della forma dell’ala. Inoltre, vi consigliamo di appesantire
sante, c’è bisogno che la differenza di velocità tra la parte superio-       leggermente la punta dell’aeroplanino e di creare dei piccoli alettoni
re e la parte inferiore dell’ala sia notevole, quindi serve spingere la      (flaps) sulla parte terminale delle ali, inclinandoli verso il basso.
macchina volante ad altissima velocità. Il nostro Leonardo non ave-          Quando ognuno avrà concluso la creazione del proprio modellino,
va purtroppo a disposizione la tecnologia che potesse portare le sue         divertitevi a verificare quale vola meglio!
macchine ad altissima velocità: gli mancava l’invenzione del motore.
La mente di Leonardo ha avuto la grande colpa di essere semplice-
mente troppo precoce, era in anticipo di appena 400 anni rispetto
allo sviluppo tecnologico che avrebbe reso le sue idee immediata-
mente realizzabili. Ed ecco perché, solo nel 17 dicembre 1903, an-
cora due fratellini, Wilbur e Orville Wright, riuscirono a far volare
il primo aereo della storia.

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Sesta tappa: A SPASSO NELLO SPAZIO                                                                 ATTIVITÀ:
Dopo essere riuscito a conquistare il cielo, prima con le mongolfiere     È possibile costruire insieme un razzo?
e poi con gli aeroplani, l’uomo non si è accontentato e ha iniziato       Rovistando online troverete mille soluzioni e mille tutorial per creare
a sognare la conquista dello spazio. Subito si è però palesato un         razzi artigianali, ma la nostra soluzione è sicuramente la più sempli-
grande problema: sia il volo in mongolfiera che il volo con le ali        ce: è sufficiente procurarsi un palloncino, una cannuccia, del nastro
richiede la presenza di aria attorno agli oggetti volanti.                adesivo e un filo di nylon.
Come è possibile muoversi nello spazio profondo dove aria non ce n’è?     Accorciate la cannuccia ad una misura di 5 centimetri; fate passare
Certo, non sarebbe necessaria chissà quale forza per spostarsi visto      il filo di nylon nella cannuccia e tenete fissa, in alto, una estremità
che la forza di gravità lontano dai pianeti e da altri corpi celesti si   del filo (attaccandolo ad un chiodo o facendolo reggere alla persona più alta dell’Ora-
riduce sempre più fino quasi a scomparire. Però, anche ammetten-          torio); la cannuccia, che si fermerà nella parte bassa del filo, dovrà
do di non essere sottoposti alla forza di gravità, resteremmo fermi.      essere attaccata con il nastro adesivo ad un palloncino gonfio, ma
Come fare allora per muoversi?                                            non legato (dovrete trattenerne la punta fino al momento del lancio).
La risposta della scienza è stata: basta usare “l’effetto puzzetta”!      Quando tutto è pronto, lascerete andare la bocca del palloncino
Avete capito bene: in teoria per muoversi nello spazio sarebbe suf-       che, sgonfiandosi, spiccherà il volo per propulsione, proprio come
ficiente fare delle piccole puzzette e il nostro corpo inizierebbe a      un vero e proprio shuttle. Stupore e risate sono assicurate.
muoversi nella direzione opposta alla nostra puzzetta. Detto in ter-      Provare per credere!
mini un po’ più scientifici, un corpo che lancia una parte di se stesso
con una certa velocità da una parte, vedrà il resto del suo corpo
muoversi con una certa velocità dalla parte opposta.
Si chiama conservazione della quantità di moto e sul nostro bel
pianeta la vediamo poco solo perché siamo ancorati al terreno dalla
forza di gravità e ci troviamo immersi in sostanze che ci frenano
sempre, generando attriti. Possiamo vedere questo fenomeno quan-
do le velocità e le masse degli oggetti coinvolti sono elevate.
Ad esempio, avete mai visto un carroarmato esplodere un colpo?
Una parte di sé (il proiettile) schizza via ad alta velocità da una
parte e il resto del carro armato rincula indietro per qualche metro.
Nello spazio, quindi, per muoversi basta fare piccole puzzette o,
ancor meglio, dotarsi di razzi che espellano qualcosa alle nostre
spalle per permetterci di andare in avanti!

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genitori
Serate Genitori
 per l’Isola che C’è

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Introduzione                                                                 Istruzioni
Siamo così sicuri che una volta divenuti adulti, siamo adulti per sem-     Dopo una breve introduzione, ogni serata prevede la lettura di un
pre? O forse anche “essere grandi” necessita di un impegno costan-         brano biblico o tratto da fonti religiose, accompagnato da alcune
te e di un esercizio concreto?                                             provocazioni che aiutino le famiglie a riflettere. Seguono poi alcuni
Se è pur vero che “L’Isola che C’è” è un sussidio per aiutare i ragazzi    giochi/attività che servono a sperimentare la bellezza dello stare
a crescere e scegliere di diventare adulti in pienezza, non possiamo       insieme. Un simbolo finale (che si potrebbe anche consegnare con-
dimenticare chi adulto lo è già, in particolare le famiglie, spesso        cretamente) concluderà la serata.
troppo occupate a tenere insieme tutti i tasselli della quotidianità       Nella concretezza, queste serate possono essere proposte durante
piuttosto che a custodire il segreto per vivere il proprio “essere adul-   il Grest, magari una a settimana, e prevedere anche la partecipa-
ti” in serenità.                                                           zione di tutti gli animatori. I genitori non sono facili da coinvolgere,
Le tre serate a cui sono dedicate queste pagine del sussidio sono          cercheranno in tutti i modi di declinare l’impegno per cui…
una proposta per i genitori, una traccia per dedicare ad essi un           …attenzione al giorno e agli orari: “qui c’è gente che lavora!”
momento del Grest, con l’idea che spesso, più che riflettere                 …attenzione ad una buona attività parallela con i figli, altrimenti
sull’essere adulti e riempire le nostre vite di contenuti, occorre            “chi sta con i bambini?”
fare esperienza insieme, divertendosi, riservando un po’ di
                                                                               Superate alcune resistenze iniziali, vedrete che vi ringrazieran-
tempo alle relazioni tra adulti, condividendo il proprio vis-
                                                                                no: tornando bambini per qualche ora, anche i genitori vivran-
suto anche solo cantando una canzone e incrociando gli
                                                                                 no l’esperienza di poter “volare” e riscoprire la bellezza, e
sguardi attraverso un gioco.
                                                                                 non solo il peso, dell’essere adulti.

                               370                                                                            371
PRIMA SERATA                                                                            Vangelo
                                                                             La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il ven-
           L’Isola… della Crescita                                           to infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando
                                                                             sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: “È
                                                                             un fantasma!” e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: “Co-
In questa prima serata, ci si propone di riflettere sul tema del crescere,   raggio, sono io, non abbiate paura!”. Pietro allora gli rispose: “Signore, se sei tu,
cifra di una adultità da raggiungere. Punto di partenza dell’incontro        comandami di venire verso di te sulle acque”. Ed egli disse: “Vieni!”. Pietro scese
è la paura, quella stessa paura che aveva Peter Pan: non voler di-           dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo
ventare “grande”. Con le attività proposte, si vuol riflettere sul tema      che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: “Signore,
della paura per trasformarla in possibilità di crescita autentica. La        salvami!”. E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: “Uomo di poca fede,
paura non deve essere considerata solo ostacolo alle possibilità             perché hai dubitato?”. (Mt 14,24-31)
nuove che l’esperienza di vita presenta, ma è un campanellino di
allarme che ci dice “stai attento!”.                                           Di cosa ha paura il Peter Pan che si nasconde in noi?
Nella serata si propongono una serie di attività alternate tra                  Chi o cosa ci dà il coraggio per affrontare le paure quotidiane?
giochi di fiducia e Karaoke. L’intento è quello di sottolineare                   Chi è per me il Capitan Uncino con cui mi scontro a duello?
come la paura, che naturalmente sorge nell’affrontare alcu-
                                                                                   Qual è la paura che ho dovuto superare per diventare l’adulto
ne sfide, possa essere possibilità di crescita nella misura in
                                                                                   che sono?
cui ci si fida di sé stessi e di chi si ha attorno.
                                                                                     Ci sono paure che ritengo giusto custodire per proteggere me
                                                                                     e le persone che amo?
                                                                                      Qual è la sfida più difficile che mi accingo ad affrontare nei
                                                                                      prossimi giorni o mesi?
                                                                                      Da chi o da cosa posso farmi aiutare?

                                372                                                                                   373
GIOCHI DI FIDUCIA                                                                  3. Lievitazione
                                                                                    Un giocatore si sdraia a terra al centro di un gruppetto di circa 10
                      1. Alzarsi Aiutandosi                                         persone rimanendo rigido; tutti gli altri si dispongono intorno a lui
Due partecipanti si siedono schiena contro schiena. Bisogna ag-                     e ne afferrano con sicurezza una parte del corpo (aver cura della testa).
ganciare le braccia del compagno in modo da potersi tenere forti,                   Tutti contemporaneamente sollevano la persona da terra cercando
schiena contro schiena, aiutandosi l’un l’altro per cercare di alzarsi              di alzarla più in altro possibile (lentamente). Anche la discesa deve
e poi risedersi.                                                                    essere lenta e rassicurante.
Variante: seduti faccia contro faccia, le mani palmo contro palmo.
Alzarsi e sedersi senza lasciarsi le mani.                                                             4. Goofie, Goofie, Goofie
                                                                                    Due o tre persone devono sorvegliare sull’incolumità degli altri. Tutti gli
                                 2. Il Sole                                         altri hanno gli occhi chiusi. Una persona è Goofie (designato dall’animatore
I giocatori, in numero pari, sono disposti in un cerchio strettis-                   del gioco con una pacca sulla spalla ad un giocatore) e ognuno vuole trovarlo. Ma
simo (la spalla di uno deve combaciare con quella di chi gli è accanto). Tutti si      Goofie è silenzioso e non si muove. Si cammina, dunque, tutti con
tengono per mano numerandosi per due (uno/due, uno/due, ecc.).                           gli occhi chiusi nello spazio ben delimitato e protetto, e quando si
                                                                                          incontra qualcuno gli si chiede: “Goofie? Goofie? Goofie?”. Se si
Al via, i numeri uno si tendono verso l’interno del cerchio,
                                                                                           incontra una persona che risponde ugualmente “Goofie”, vuole
mentre i numeri due si tendono verso l’esterno. Tutti i gioca-
                                                                                            dire che non è lui, e dunque si deve continuare a cercare fino al
tori mantengono i piedi fermi al suolo, le gambe rigide e si
                                                                                             momento in cui uno non riceve nessuna risposta. In questo caso
sostengono l’un l’altro con le mani. Successivamente, tutti
                                                                                             ha trovato Goofie e tutti possono aprire gli occhi.
insieme, invertono i ruoli: i numeri uno si tendono all’ester-
no ed i numeri due all’interno.
Con un po’ di pratica si può passare da una posizione
                                                                                                              5. Il corridore cieco
all’altra ritmicamente.                                                                     I partecipanti si dispongono faccia faccia su due file a ca. 1
                                                                                            m 50 / 2 m di distanza. Si dispongono in linea diritta oppu-
                                                                                            re creando delle curve in modo da creare un percorso, una
                                                                                            pista come quella del bob. A questo punto un partecipante,
                                                                                           ad occhi bendati, deve correre il più rapidamente possibile
                                                                                           fra le due file. I partecipanti in fila, con le loro mani, devono
                                                                                           mantenere il corridore sulla giusta strada.

                                      374                                                                                   375
Piegare pian piano le braccia fino ad arrivare molto vicini con i visi,
                     6. Le tapis roulant                                       senza muovere i piedi. Quando si è vicini ci si spinge dolcemente fino
Due righe di giocatori si dispongono faccia a faccia ad una distanza           ad arrivare in piedi diritti, mani contro le mani, poi ci si lascia ancora
tale che tra le due file possa passare una persona. Ognuno dei gioca-          andare in avanti e così di seguito.
tori tiene le braccia aderenti al corpo e piega i gomiti, in modo che tra
braccio ed avambraccio si formi un angolo retto. Ogni giocatore deve
alternare le sue braccia con quelle del giocatore che gli sta di fronte.
                                                                                                     8. Gente per Gente
                                                                               I partecipanti si dividono in coppie che formano un cerchio. Al centro
Si formerà così fra le due file una specie di “tappeto”, costituito dalle      del cerchio una persona da sola fa assumere pose strane alle coppie
braccia di tutti i giocatori. Un giocatore, fuori dalle righe, si dispone in   indicando due parti del corpo che si devono toccare. Ad esempio:
piedi su una sedia all’inizio del tappeto e, ad un segnale convenuto, si       “testa contro testa”, “gomito contro pancia”, “mani contro mani”, “gi-
lascia cadere sulle braccia dei compagni. A questo punto il tapis rou-         nocchio contro piede”, ecc. È importante che tutte le posizioni assunte
lant costituito dalle braccia dei partecipanti, comincerà a trasportare        vengano mantenute finché la persona al centro pronunci la frase “gen-
il giocatore facendolo scorrere fino alla fine del percorso. Colui che           te per gente”. Tutti allora si sciolgono e corrono presso il centro per
si fa trasportare resterà passivamente abbandonato, lasciando                      formare nuove coppie che ricreeranno, come all’inizio del gioco, il
che i compagni di gioco abbiano cura di trasportarlo facendolo                      cerchio. Rimane al centro chi non è riuscito a fare coppia e ricomin-
scivolare in avanti. Il giocatore che decide di farsi trasportare,                   cia a dare indicazioni agli altri. Variante: se il gruppo è composto
prima di lasciarsi cadere, può chiedere ai compagni il modo                           da un numero pari di partecipanti le figure saranno presentate
con cui vuole essere trasportato. Se, ad esempio, dirà “frul-                          da una coppia al centro del cerchio. Rimane al centro la coppia
lato”, il movimento delle braccia dovrà cercare di riprodurre                           che si è formata per ultima dopo il comando “gente per gente”.
il movimento del frullatore. Il giocatore che si lancia, può
anche sperimentare il lancio ad occhi chiusi o lasciandosi
cadere di spalle o aumentare l’altezza del lancio stesso.                                        Canzoni suggerite per il karaoke
                                                                                       Modà Come l’acqua dentro il mare - Cremonini Padre e Madre -
                7. Avanti-indietro                                                     Negramaro Meraviglioso - Modugno Volare - Celentano Pregherò
I partecipanti si dispongono a due a due, uno di fronte                                - Fabi Una buona idea
all’altro, posti ad una certa distanza in modo che, allun-
gando le braccia, le mani possano toccarsi. Quindi biso-                                             Simbolo finale della serata
gnerà mettere le mani contro le mani del compagno.
                                                                                      Un CAMPANELLINO: la paura è quel campanellino di allarme che
                                                                                      permette di scegliere la strada meno pericolosa per crescere
                                                                                     autenticamente.

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SECONDA SERATA                                    Dalle Fonti Francescane: San Francesco e il lebbroso
                                                                         [1034] Un giorno, mentre andava a cavallo per la pianura che si stende ai piedi di
    L’Isola… della Responsabilità                                        Assisi, si imbattè in un lebbroso. Quell’incontro inaspettato lo riempì di orrore. Ma,
                                                                         ripensando al proposito di perfezione, già concepito nella sua mente, e riflettendo
                                                                         che, se voleva diventare cavaliere di Cristo, doveva prima di tutto vincere se stesso,
In questa seconda serata, ci si proporrà di riflettere sul tema della    scese da cavallo e corse ad abbracciare il lebbroso e, mentre questi stendeva la
responsabilità. Essa è la capacità/abilità di dare risposta delle pro-   mano come per ricevere l’elemosina, gli porse del denaro e lo baciò. Subito risalì
prie scelte.                                                             a cavallo; ma, per quanto si volgesse a guardare da ogni parte e sebbene la cam-
È l’atto massimo della propria libertà, cifra di autentica consape-      pagna si stendesse libera tutt’intorno, non vide più in alcun modo quel lebbroso.
volezza delle proprie scelte giustificate in un orizzonte di senso che   Perciò, colmo di meraviglia e di gioia; incominciò a cantare devotamente le lodi
orienta la propria vita.                                                 del Signore, proponendosi, da allora in poi, di elevarsi a cose sempre maggiori.
Punto di partenza dell’incontro è il tentativo di fuga dinanzi alle      [1045] Poi, amante di ogni forma d’umiltà, si trasferì presso i lebbrosi, restando
situazioni che sembrano spaventarci, che chiedono uno sforzo               con loro e servendo a loro tutti con somma cura. Lavava loro i piedi, fasciava le
notevole di energie. La fuga è l’atteggiamento di chi non vuole              piaghe, toglieva dalle piaghe la marcia e le ripuliva dalla purulenza. Baciava
affrontare la realtà che sta di fronte per “accomodarsi” nel                  anche, spinto da ammirevole devozione, le loro piaghe incancrenite, lui che
rifugio dei propri limiti. La responsabilità, invece, richiede di               sarebbe ben presto diventato il buon samaritano del Vangelo.
mettersi in gioco e di sfidare liberamente i propri limiti per                  Quante volte mi sento un Peter Pan che non vuole crescere per
mettere a frutto i talenti. La responsabilità diventa quindi                    evitare responsabilità?
cifra di una nuova conoscenza di sé stessi per far ri-vivere                     Quante volte vorrei fuggire via e ritrovarmi su un’Isola-che-
il proprio compito educativo (un nuovo ripartire).                               non-c’è dove il tempo non esiste e tutto è un eterno gioco?
Nella serata si propone di realizzare alcune scenette,                            Quando devo compiere delle scelte di responsabilità mi sen-
cimentandosi in situazioni di vita concreta a partire da                          to libero o in prigione?
alcune parole chiave.
                                                                                  Mi assumo la responsabilità di tutte le mie scelte o le deman-
                                                                                  do ad altri e al succedersi degli eventi?
                                                                                 In quale occasione ho dovuto vincere me stesso e sfidare i miei
                                                                                 limiti per tener fede ad un impegno di responsabilità assunto?
                                                                                 Cosa mi spinge a ritornare a casa dopo piccole fughe nell’I-
                                                                                sola-che-non-c’è? Sono felice di farlo?

                               378                                                                                379
SCENETTE                                                         TERZA SERATA
Più gruppi di 5/8 persone devono inventarsi una situazione di vita
a partire da alcune parole chiave che di seguito riportiamo come
esempio:
                                                                               L’Isola… della Comunità
              Sigaretta - Amici - Divertimento;
                                                                     In questa terza serata ci si proporrà di riflettere sul tema della comu-
                  Internet - Chat - Incontri;                        nità. La comunità è il luogo per eccellenza della crescita reciproca.
                 Alcool - Feste - Macchina;                          È il luogo dove il gruppo degli educatori si confronta nella diversità
                                                                     per aiutare i ragazzi a crescere in maniera globale e progressiva.
                 Droga - Viaggio - Scuola;
                                                                     È il luogo dove l’adulto aiuta a crescere il più piccolo, ma senza
                 Famiglia - Litigi - Punizioni;                      sentirsi mai arrivato: l’adulto non smette mai di essere in cammino
               Oratorio - Incarichi - Assenze.                        e talvolta impara anche dal più piccolo a essere parte del tutto,
                                                                       della comunità. La diversità non è limite e ostacolo alla relazione
                                                                         educativa ma occasione e ricchezza per la comunità.
             Simbolo finale della serata
                                                                         La cura diventa la seconda parola chiave da cui partire: vuoi
Un FLAUTO: la responsabilità è quel fiato che, passando per               prenderti cura? Vivi la comunità! L’attività che si propone è
lo strumento, deve liberamente uscire dall’altro estremo, ma               sulla falsariga della prova del cuoco dove le famiglie e gli edu-
con la consapevolezza responsabile di aver prodotto un                      catori si sfidano nel preparare alcune portate di una possibile
suono melodioso.                                                            cena insieme che abbia come tema la comunità.

                               380                                                                      381
Atti degli Apostoli                                         ––   Tagliata di Angus o altra carne (carne, pomodorini, rucola, grana,
                                                                                            olio, glassa, sale,…)
Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; vendevano le loro
                                                                                       ––   Insalata completa con straccetti di pollo (insalata, rucola, carote,
proprietà e sostanze e le dividevano con tutti, secondo il bisogno di ciascuno. Ogni
                                                                                            mais, mozzarella, grana, straccetti di pollo, olio, sale e glassa)
giorno erano perseveranti insieme nel tempio e, spezzando il pane nelle case,
prendevano cibo con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo il favore     ––   Macedonia (mela, pera, kiwy, fragola, banana, arancia, ciliegia,
di tutto il popolo. Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli          limone, zucchero)
che erano salvati. (At 2,44-47)                                                        L’idea è quella di preparare piatti contenenti più ingredienti che si
                                                                                       uniscono senza perdere visivamente la loro differenza, ma che uniti
                                                                                       agli altri portino un sapore e un gusto specifico.
Mi sento parte di una famiglia con tanti Fratelli che hanno per mam-
ma la Chiesa o sono come uno dei bimbi smarriti?                                       A titolo esemplificativo: la comunità è come la macedonia, ogni
                                                                                       frutto (persona) deve essere diviso (donarsi) per realizzare il gruppo
Mi sento “adulto” nella comunità e sento che la mia comunità
                                                                                       (comunità) nella quale non perde la propria consistenza, il proprio
sia “adulta”?
                                                                                         sapore, ma aggiunge qualcosa di nuovo dovendo restare legato
Come vivo la diversità?                                                                   insieme agli altri.
Di chi sono capace di prendermi cura?                                                       La comunità non può essere un frullato di frutta poiché nel frulla-
                                                                                             to non si possono più distinguere i sapori della diversità!
                             ATTIVITÀ
                                                                                                            Simbolo finale della serata
            Cuciniamo la comunità!
                                                                                               Un BRACCIALETTO DI FILI COLORATI INTRECCIATI: come l’anello, il
Avendo in anticipo procurato gli ingredienti e risolto le                                      bracciale indica un legame, anche se meno impegnativo; per
modalità logistiche per la realizzazione delle pietanze, le                                    la sua forma circolare è simbolo della totalità, accompagna
varie squadre devono preparare alcuni piatti che possa-                                        il movimento del braccio che è la parte del corpo che si volge
no rappresentare la comunità. Ad esempio:                                                      verso l’esterno, è anche simbolo di seduzione, ma in modo
––   Minestrone di verdura (verza, sedano, carote, piselli,                                    lieve, come il suo tintinnio. L’idea è quella di un simbolo che
     cipolla, patate, cavolfiori, …)                                                           faccia sentire uniti, nella piacevolezza dello stare insieme.

                                     382                                                                                  383
spettacolo
          Copione
      Spettacolo finale
        dell’Isola che C’è
384             385
I QUADRO                                          Wendy: Quando Cenerentola arrivò al ballo si         Signor Darling (cerca di annodarsi la             Signora Darling: Moglie?
                                                  trovò circondata dai pirati. Erano brutti, cattivi   cravatta ma i ragazzi gli girano intorno):        Fratelli: Moglie?
Scenografia neutra, solo bianco, luce proiet-
tata e Ombra.                                     con uno sguardo poco rassicurante, ma il più         Ragazzi, ragazzi!
                                                                                                                                                         Signora Darling: Ma George, Wendy non
                                                  crudele di tutti era UNCINO con gli occhi blu        John: Che c’è caro babbo?
Ombra (si muove dietro al telo e parla                                                                                                                   ha ancora 13 anni!
                                                  come i “non ti scordar di me”, tranne quando
improvvisando per attirare l’attenzione del                                                            Signor Darling: C’è… c’è che questa cra-          Signor Darling: Sì, ma diventerà presto
                                                  ti apriva la pancia con l’uncino di ferro…
pubblico): io sono l’ombra di una perso-                                                               vatta non vuole annodarsi… non attorno al         una donna. Su, bambini, andate a letto. (i
na speciale, un ragazzo più o meno della          Ombra: A Peter piace ascoltare le fiabe e in         mio collo almeno!                                 bambini vanno verso i letti e origliano) Deve
vostra età, ma lui non tiene più il conto         seguito torna all’Isola che non c’è per raccon-
                                                                                                       I ragazzi stanno giocando e non ascoltano         passare meno tempo coi fratelli e più tempo
dei suoi anni. Un giorno ha deciso di non         tarle ai bambini smarriti. Il Signor Darling è
                                                                                                       il padre                                          con buone istitutrici. E poi cosa sono queste
crescere, per paura di studiare e lavorare,       un bancario che conosce il prezzo di tutto,
                                                                                                       John: Papà, Wendy adesso ti racconterà una        stupidaggini sulle avventure!
così ha abbandonato i suoi genitori e… ma         persino di un abbraccio. (Signor Darling en-
                                                  tra affannato)                                       storia!                                           Signora Darling: Ma caro…
andiamo per ordine. Il mio padrone è Peter
                                                  La Signora Darling è la più graziosa signora         Michael: Dai racconta di Noodle, il pirata        Signor Darling: Non si discute!!! Inizieremo
Pan e credo che mi stia cercando, è stata
                                                  di Bloomsbury e crede che Peter Pan sia lo           con le mani al contrario.                         subito da domani sera. Ma ora dobbiamo usci-
Nana a catturarmi ma in realtà mi sono
                                                  spirito della giovinezza. (La signora Darling        Signor Darling: Oh mio Dio!!!                     re e devo finire di prepararmi per la festa del
lasciata prendere per parlare con voi e per-
                                                  entra e rifà i letti dei bambini per farli andare                                                      direttore della banca. Ora andate a prepararvi,
ché volevo che lui scoprisse una cosa molto                                                            John: E di Uncino con i suoi occhi rossi come
                                                  a dormire)                                                                                             io mi sistemerò in salotto. (Escono gli adulti)
importante. Quindi, fate molta attenzione,                                                             il fuoco che ti sbudella la pancia.
soprattutto voi, signori grandi che pensate       I ragazzi, tuttavia, John e Michael, credono                                                           I bambini hanno ripreso a giocare.
                                                                                                       Signor Darling: Uncino? Perbacco ma come
di capire tutto, i bambini sono molto più         che Peter Pan sia una persona reale e fan-                                                             John: Ti distruggo, Peter Pan!
                                                                                                       è stato possibile? Eppure vi abbiamo dato
affidabili quando si tratta di storie. E questa   no di lui l’eroe di tutti i loro giochi. Nana, il    un’istruzione...                                  Michael: Prendi questo! Ti arrendi, Capitan
è una storia senza tempo, di ieri come di do-     loro cane, è la miglior tata a quattro zampe.
                                                                                                       Wendy: Io non sono affatto colta papà, ma         Uncino? Ti arrendi?
mani, ma quanto al luogo non v’è dubbio,          (Nana aiuta la signora Darling a preparare i
essa iniziò a Londra. Nella casa d’angolo         letti, [portare in scena coperte e cuscini] ma       so una o due cosette sui pirati. La mia ambi-     John: Mai! Devo vendicare la mano che mi
laggiù vive la famiglia Darling (cambio sce-      i ragazzi giocando guastano tutto e mandano          zione inappagata è scrivere un racconto in        hai tagliato!
na camera bambini mentre Ombra parla) e           all’aria ogni cosa). Mai esistita una famiglia       tre parti sulle mie avventure.                    Wendy (schioccando la lingua): No! Oh, no,
Peter Pan ha scelto questa casa in particola-     più felice e più semplice.                           Signor Darling: Quali avventure?                  John. Era la mano sinistra.
re perché ci sono persone che credono in lui.     Michael: «Ragazzina!» disse Uncino «è per            Wendy: Devo ancora viverle ma saranno             John: Ops, sì. Grazie Wendy
Prima di tutto Wendy, la figlia maggiore dei      la scarpetta di Vossignoria che siamo qui!»          entusiasmanti!                                    Michael: Prendi questo!
Signori Darling: racconta ogni sera ai suoi                                                            Signor Darling: Ma bambina mia, i ro-
                                                  Wendy: Come si permette di chiamarmi                                                                   John: Ti spaccherò le budella!
fratelli favole e avventure.                                                                           manzieri non hanno una grande conside-
                                                  ragazzina!
Entrano Wendy, John e Michael che stanno                                                               razione nell’alta società e poi chi vuoi che      Rientrano gli adulti.
                                                  John: Guarda che duello.
giocando. Ombra si mette a guardare da                                                                 prenda in moglie una romanziera?                  Signora Darling (esitando): Ehm, George,
una parte.                               Nana comincia ad abbaiare e a correre intor-                  Wendy: Moglie?                                    caro, sbrigati. Lo sai che non dobbiamo arri-
                                         no ai ragazzi.                                                                                                  vare in ritardo alla festa.

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Signor Darling: Finché questo nodo non             Signora Darling: George, lascia che ti aiu-         Sono sicura che Peter mi stia cercando! Ecco          Wendy cuce l’ombra. Peter si muove e salta e
sarà fatto attorno al mio collo, noi non uscire-   ti, sistemeremo tutto!                              la sua amica Campanellino, la fatina; meglio          l’ombra lo segue.
mo a cena stasera, e se non usciremo a cena        Signor Darling: Vere e proprie stupidaggi-          che mi nasconda.                                      Peter Pan: Oh come sono bravo, come
stasera, io non andrò mai più in ufficio, e se     ni! E lasciatelo dire, tutto questo è ridicolo…                                                           sono bravo.
                                                                                                       Campanellino entra su una musica dolce…
io non andrò mai più in ufficio, tu e io mori-                                                         ballando. Campanellino fruga dappertutto
                                                   Signora Darling: George! George. Ora basta.                                                               Wendy: Ah sì? E io non ho fatto niente.
remo di fame e i nostri figli saranno gettati                                                          facendo confusione. Un attimo dopo la fine-
                                                   Signor Darling: devo diventare un uomo                                                                    (Prende una coperta e si nasconde)
sul lastrico. (Geme in modo tragico)                                                                   stra si spalanca e Peter vola nella stanza.
                                                   temuto dai bambini e rispettato dagli adulti                                                              Peter Pan: Oh, no, perdonami, Wendy,
Signora Darling: Ragazzi, ragazzi, meno                                                                Peter Pan: Laggiù, Campanellino, nel suo
                                                   altrimenti finiremo tutti sul lastrico. E il cane                                                         perdonami. Una ragazza è migliore di venti
rumore per favore. (Fa il nodo alla cravatta)                                                          nascondiglio. È lì? Deve essere qui da qual-
                                                   questa sera dormirà fuori!                                                                                ragazzi.
Michael è inseguito da Nana.                       Signora Darling: George non urlare! I               che parte.                                            Wendy: Lo pensi davvero Peter?
Michael: No, no non voglio la medicina! e          vicini sentiranno...                                Mettere di nuovo il telo con luce per ombra           Peter Pan: Ma certo.
non voglio andare a letto! E non voglio fare il    Signor Darling: E che sentano tutti, devono         che fa versacci. Peter cerca di attaccarla con il
                                                                                                                                                             Wendy: È così carino quello che dici. Ora se
bagno, l’ho già fatto mercoledì!                   sentire che queste sono tutte stupidaggini!!        sapone; non riuscendo comincia a piangere.
                                                                                                                                                             lo vorrai ti darò un bacio.
Il Signor Darling soddisfatto del suo vestito      Wendy: No, papà!                                    Ombra: Non voglio proprio saperne di tor-
                                                                                                                                                             Peter Pan: Cos’è un bacio?
non si accorge di Nana e Michael che vanno a                                                           nare dal mio padrone, prima che...
                                                   Signora Darling: George!                                                                                  Wendy: Non lo sai?
sbattere con lui!                                                                                      Wendy: Ragazzo, perché piangi?
                                                   Signor Darling: E da domani, Wendy, co-                                                                   Peter: Lo saprò quando me lo avrai dato.
Signor Darling: Ahhh nooo la mia cami-             mincerai la tua istruzione e dormirai nella         Peter si ricompone e fa un bell’inchino. Wen-
cia!!! Ci rinuncio!!! Io l’ho sempre detto, cara                                                                                                             (Porge la mano come per ottenere qualcosa)
                                                   tua stanza!                                         dy si alza e fa un inchino pure lei.
Signora, che un cane come tata non è una                                                                                                                     Wendy non sapendo che fare gli dà un ditale.
                                                   Signora Darling: Calmati caro, ecco, la             Peter Pan: Come ti chiami?
cosa rispettabile! Se avessimo assunto una                                                                                                                   Peter: Ora ti darò io un bacio.
tata come le altre, non avremmo problemi di        cravatta è a posto. Ora andiamo, è tardi.           Wendy: Mi chiamo Wendy, Wendy Moira
storie con Prete Pane e Capitan Mancino e...                                                           Angela Darling.                                       Wendy attende il bacio porgendo la guancia
                                                                                                       Peter Pan: Io sono Peter Pan… e basta.                ma lui le regala una ghianda.
Wendy: Peter Pan, papà.                            II QUADRO
                                                                                                       Campanellino (imitandola): Wendy Moira…               Wendy: molte grazie, lo conserverò nella
Signor Darling: Pan, pirati... stupidaggini!       Subito dopo che il signor e la signora Darling                                                            mia catenina. Sono così felice che tu sia venu-
Wendy: Oh no, papà. Papà non hai mai...            hanno lasciato la casa, Peter e Campanellino        Peter: Su, Campanellino, sii gentile…
                                                                                                                                                             to, Peter, perché da domani non dormirò più
Non capisci! E Nana non c’entra niente, è una      volano nella stanza. Stanno cercando l’om-          Wendy: Oh, Peter Pan, sapevo che saresti              nella camera dei bambini e dovrò crescere.
tata meravigliosa!                                 bra di Peter Pan                                    tornato! La tua ombra, l’hai trovata, l’avevo
                                                                                                                                                             Peter Pan: Cosa? Crescere? No! Non vo-
Signor Darling: E va bene, continua pure a         Ombra: Dopo che il Signore e la Signora             conservata per te. Nana l’aveva strappata
                                                                                                                                                             glio! Vieni. (La tira verso le quinte)
coccolarla, nessuno coccola me. Oh, no, santi      Darling se ne sono andati, le lampade da            via e la sbatteva a destra e sinistra come
                                                   notte vicino ai letti dei bambini si spengono       uno straccio vecchio... Sai, sei proprio come         Wendy: Ma dove stiamo andando?
numi! Io sono solo chi guadagna il pane per
tutta la famiglia, perché dovrei essere cocco-     una dopo l’altra, proprio quando i bambini si       ti avevo immaginato. (Ridendo) Non puoi               Peter Pan: Sull’Isola che non c’è.
lato, perché, perché, perché?                      addormentano.                                       attaccarla col sapone, Peter. Bisogna cucirla.        Wendy: L’Isola che non c’è?

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Peter Pan: Laggiù non diventerai grande.          Michael: Oh, guarda! Una lucciola. Cosa sta       John: Mi piacerebbe tanto offenderla con voi!       Ombra: Intanto, sull’Isola i Pirati cercano i
Wendy: Oh, Peter, sarà fantastico! Ma             facendo il folletto?                              Peter Pan: È facile, tutto quello che dovete        Bambini smarriti… li guida Giacomo Uncino:
aspetta! Cosa dirà la mamma?                      Peter Pan: Parla.                                 fare è… è… è… Pensare a un pensiero felice.         d’aspetto cadaverico, nerastro in viso, i ca-
                                                                                                                                                        pelli acconciati in lunghi riccioli…
Peter Pan: Mamma? Cos’è una mamma?                Wendy: Che cosa sta dicendo?                      Wendy: Solo... solo questo? Una magnifica
Wendy: Peter, una mamma è qualcuno…                                                                 avventura…                                          Entra Uncino che non ha i capelli. L’ombra
                                                  Campanellino parla all’orecchio di Peter.
che ti ama, si prende cura di te e ti racconta                                                      John: La neve… correre con la slitta                si schiarisce la voce e Uncino mette in testa
                                                  Peter Pan: Dice che sei una gran brutta scopa.                                                        parrucca e cappello.
favole...                                                                                           Michael: Fare la pipì…
                                                  Wendy: Oh. Io invece penso che lei sia gra-                                                           Ombra: Riccioli, sì. I suoi occhi erano azzurri
Peter Pan: Bene! Allora tu sarai la nostra
                                                  ziosa.(Campanellino scuote la testa arrabbiata)   Si crea il silenzio, tutti guardano Michael.        come i Non-ti-scordar-di-me e profondamente
mamma. Vieni.
                                                  Peter Pan: Bene, vieni, Wendy. Andiamo.           Michael: Bè… Mi scappa tanto la pipì…               tristi tranne quando piantava l’uncino addos-
Wendy: Ora, aspetta un minuto, io... fammi                                                                                                              so a qualcuno; allora due luci rosse vi si accen-
un po’ vedere, devo fare le valigie. Oh, e devo   Michael: Dove stiamo andando?                     Peter Pan: Un momento ecco; io l’ho
                                                                                                    sempre fatto e a me sembra facile,ma sì…            devano e quegli occhi rilucevano orribilmente.
lasciare un biglietto per dire quando tornerò.    Wendy: Sull’isola che non c’è.
Naturalmente, non posso star via molto. E poi                                                       ci vuole polvere di fata!!!                         Alla fine del monologo
                                                  Michael: L’Isola che non c’è!
io devo.. Oh,l’Isola che non c’è. Oh, sono così                                                     Campanellino: No non ci penso nemmeno…              Capitan Uncino: Spugnaaaa!!! (Realmen-
                                                  Wendy: Ci porta Peter.
felice… vorrei darti un… un… ditale.                                                                Peter Pan: Su, Campanellino, vieni qua dai!         te gli arriva un spugna in faccia)
                                                  Peter Pan: Ci porta?
Campanellino attraversa il palco rumorosa-                                                          E ora dovete sognare, perché l’Isola deve esse-     Capitano: Distruggiamo quel Peter Pan. Se
                                                  Wendy: Naturalmente, io non posso andare          re pronta ad accogliervi altrimenti non si farà
mente e tira via Wendy da Peter.                                                                                                                        solo potessi trovare la sua lurida tana! Ma
                                                  senza Michael e John.                             trovare. Guardate… seconda stella a destra e
Campanellino: Provaci e ti strapperò tutti                                                                                                              dov’è? Sette porte ha il suo covo e non riesco
                                                  John/Michael: Sì, vogliamo venire anche noi!      poi dritto fino al mattino forza!!!                 a trovarlo! La Laguna delle Sirene?
i capelli!
                                                  Peter Pan: E va bene, ma dovrete prendere         Buio: proiezione di stelle. Musica                  Spugna: No, lì abbiamo cece..cece..cercato.
Wendy: Oh, ma che cos’è?
                                                  ordini da me                                                                                          Abbiamo perlustrato il covo dei caca..caca..
Peter Pan: Campanellino, la mia fatina!                                                             POLVERE DI FATA (Campanellino la butta pren-
                                                  John/Michael: Signorsì, signore.                  dendola da un sacchettino legato in vita)           cannibali.
Wendy: Ma, non esistono le fa…
                                                  Wendy: Ma Peter, come ci arriviamo all’Iso-       Wendy: È meraviglioso!                              Capitano: Qui! No,no,no,no.
Peter Pan (le tappa la bocca): No! Non dire       la che non c’è?
                                                                                                    Bambini: Sì, è bellissimo!                          Spugna: Quello è tete tete...
così. Tutte le volte che qualcuno dice questa
                                                  Peter Pan: Volando, naturalmente                                                                      Capitano: Ma cosa vai a pensare!!!
frase, da qualche parte una fata muore.                                                             Peter Pan: E ora, andiamo!
                                                  Wendy: Volando?                                                                                       Spugna: Volevo dire che que.. che quello è
I bambini si svegliano.                                                                             Escono dalla quinta correndo, Nana entra
                                                  John: Ma…voi offendete la ragione, signore!                                                           territorio indiano.
Michael: Ciao, Peter Pan, io sono Michael.                                                          abbaiando ed esce dietro di loro.
                                                  Peter: Ora vi farò vedere come si fa.                                                                 Capitano: Ma… aspetta… quei pellerossa
John! John, svegliati, lui è qui!
                                                                                                                                                        conoscono quest’Isola meglio di quanto io
John (assonnato): Chi? (Vede Peter) Io sono Peter vola [es. Entrano alcuni attori vestiti di        III QUADRO                                          conosca la mia nave...
John. Come va?                              nero che lo sollevano sulle spalle e lui finge
                                            di volare]                                              Far durare la canzone fino alla fine del cambio     Spugna: Che cosa intendete dire? A che-
Peter Pan: Ciao!                                                                                    scena. Scenario Nave. Entra in scena Ombra.         che… che cosa state pensando?

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