FERRO: FONTI ALIMENTARI E ASSORBIMENTO - ALIMENTAZIONE PREVENZIONE & BENESSERE - Pacini ...

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ALIMENTAZIONE
PREVENZIONE
& BENESSERE

FERRO:
FONTI ALIMENTARI
E ASSORBIMENTO

                        9
                            anno VII

www.pacinimedicina.it
9                       anno VII

                                                          IN QUESTO NUMERO:

                                                          3          L’EDITORIALE
                                                                     di Franca Marangoni
Direttore Scientifico
Franca Marangoni                                          4          IL TEMA
                                                                     a cura di Cecilia Ranza
                                                                     Gli alimenti e i nutrienti
Direttore Responsabile                                               che favoriscono
Patrizia Alma Pacini                                                 l’assorbimento di ferro

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                                                          13         L’INTERVISTA ALL’ESPERTO
Nutrition Foundation of Italy                                        di Fabio Fioravanti
                                                                     Moderata e costante: ecco l’attività
                                                                     fisica che contribuisce a mantenere
Coordinamento redazionale                                            in salute il nostro microbiota
Alessandra Della Mura                                                Risponde Marco Pane

Redazione
                                                          19         LA SCHEDA
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ISSN 2531-3908 (online)

Edizione digitale novembre 2020

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L’EDITORIALE

L
        a carenza di ferro è la principale     In questo contesto appare particolar-
        causa di anemia, e il deficit nutri-   mente rilevante il ruolo del ferro di ori-
        zionale più diffuso nel mondo: se-     gine alimentare, al centro della review
condo l’OMS ne soffrono, a livello globa-      della letteratura sulla quale si basa il
le, il 33% della popolazione femminile, il     Tema pubblicato in questo numero di
40% delle gestanti e il 42% dei bambini.       AP&B, che ne tocca gli aspetti cruciali:
Sebbene sia associata in larga parte alla      dalle fonti principali alla biodisponibilità,
malnutrizione, l’anemia sideropenica ri-       dall’assorbimento alle interazioni con al-
guarda anche le zone del mondo in cui          tri nutrienti e alimenti.
la dieta dovrebbe essere adeguata a co-
prire il fabbisogno nutrizionale. In Italia    L’Intervista a cura di Fabio Fioravanti ri-
lo confermano i dati raccolti dai medici       prende un argomento sempre di gran-
afferenti alla Società Italiana di Medici-     de attualità, il microbiota intestinale,
na Generale: nel 2013 interessava me-          ma correlandolo, oltre che al pattern
diamente il 4,3% degli assistiti, con una      alimentare, all’attività fisica e alla sua
prevalenza tra le donne 5 volte superio-       intensità. Risponde alle sue domande
re a quella degli uomini.                      Marco Pane, microbiologo, Direttore
Al di là dei casi legati a condizioni pa-      della Ricerca di Probiotical (Novara), tra
tologiche, in un’ottica preventiva l’au-       i firmatari di un position statement sul
mentato fabbisogno di ferro e le ca-           tema recentemente pubblicato sulla ri-
renze nutrizionali correlate a diete           vista della Società internazionale di nu-
sbilanciate o di esclusione meritano           trizione dello sport.
particolare attenzione, soprattutto nel-
le fasce di popolazione a rischio mag-         Buona lettura!
giore, per le quali le conseguenze sono
potenzialmente gravi (donne in gravi-                                  Franca Marangoni
danza, bambini, anziani).                                          Direttore Scientifico AP&B

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IL TEMA

Gli alimenti e i nutrienti
che favoriscono
l’assorbimento di ferro
a cura di Cecilia Ranza

V
        iene da un articolo destinato In altri sottogruppi di popolazione,
        alla gestione dell’emocromatosi come le donne in età fertile, l’omeo-
        (condizione patologica che de- stasi marziale (e cioè l’equilibrio tra le
termina un deposito eccessivo di ferro “entrate” e le “uscite” del ferro) è spes-
nel fegato e negli altri tessuti) il più re- so penalizzata dalle perdite mestruali
cente aggiornamento sui fattori nutri- (e dalle gravidanze) e l’alimentazione
zionali e sui composti che promuovo- diventa ulteriormente più importante
no, o che riducono, l’assorbimento del per sostenere le concentrazioni emati-
ferro a livello intestinale. Le osserva- che fisiologiche del ferro stesso.
zioni raccolte dall’Autore (Niels Thorm
Milman, Dipartimento di Biochimica Cenni di fisiologia
Clinica, University College Zealand, e fabbisogno di ferro
Næstved, Danimarca) in questa revisio- Il ruolo del ferro per il mantenimento
ne della letteratura risultano tuttavia di uno stato di buona salute e benes-
di grande interesse                                              sere è indubbio a
anche per gestire o,                                             tutte le età.
meglio, prevenire la         L’assorbimento è favorito da        I 3,5-4 g di ferro fi-
ben più frequente             vitamina C e acido lattico.        siologicamente pre-
condizione oppo-                                                 senti in un organi-
                                  Meno chiaro è il ruolo
sta, l’anemia da ca-                                             smo umano adulto
renza di ferro (ane-          dei fattori che lo riducono
                                                                 e sano, sono distri-
mia sideropenica).                                               buiti tra l’emoglo-
                                             bina (65%) e la mioglobina (10%): e cioè
Nella prevenzione dell’anemia da ca- nelle proteine che trasportano l’ossigeno
renza di ferro un’alimentazione ade- dai polmoni al resto del corpo (la prima)
guata svolge un ruolo non secondario: e specificamente ai muscoli (la seconda).
in soggetti vegetariani o vegani, per Il restante 20-25% del ferro è contenuto
esempio, i livelli ematici di ferro sono nel fegato, nella milza e nel midollo os-
inferiori rispetto a quelli di chi segue seo. Il ferro garantisce inoltre l’attività di
una dieta onnivora, e quindi con un molti enzimi, oltre alla sintesi di alcuni or-
normale apporto di carni.                    moni e del tessuto connettivo.

4 |   ALIMENTAZIONE PREVENZIONE & BENESSERE
sta fascia d’età non raggiunge i 15 mg
                     Tabella 1                           di ferro necessari al giorno.
     Apporti quotidiani di ferro in grado
  di soddisfare il fabbisogno della maggior
   parte della popolazione sana, suddivisi               Gli apporti inferiori, tra 7,6 e 9,9 mg/
           per sesso e classe d’età                      die, si sono rilevati in Italia, insieme a
                            Classe          PRI          Belgio, Bosnia, Danimarca, Irlanda del
                             d’età                       Nord, UK, Galles, Scozia, Serbia, Svezia,
                           7-11 mesi     11 mg/die       Svizzera e Ungheria.
  Bambini M/F              1-6 anni      7 mg/die        Per contro, i maschi adulti superano in
                           7-11 anni     11 mg/die
                                                         genere l’apporto raccomandato di fer-
  Adolescenti M           12-17 anni     11 mg/die
                                                         ro, favorito da un maggior consumo di
  Adolescenti F           12-17 anni     13 mg/die
                                                         carni e di alcol (a dosi moderate): l’Auto-
  Uomini                   ≥ 18 anni     11 mg/die       re cita dati danesi, con apporti medi di
  Donne                                                  12 mg/die e il dato statunitense, molto
  in premenopausa*         ≥ 18 anni     16 mg/die       più elevato e in media pari a 16 mg/die.
  Donne
  in post-menopausa       ≥ 40 anni      11 mg/die
                                                         Il ferro alimentare:
  Donne
  in gravidanza*           ≥ 18 anni     16 mg/die
                                                         che cosa bisogna sapere
  Donne                                                  La biodisponibilità del ferro (e cioè la
  in allattamento*         ≥ 18 anni     16 mg/die       possibilità che il ferro stesso possa es-
 Fonte: Modif. da EFSA 2015                              sere adeguatamente assorbito ed en-
 Legenda: * per le donne in premenopausa, in gravi-
 danza o in allattamento i valori di PRI soddisfano il   trare nell’organismo) dipende dalle for-
 fabbisogno del 95% di questi gruppi di popolazione.     me chimiche in cui è contenuto negli
                                                         alimenti, distinte tra forma “eme” (or-
Per quanto riguarda l’apporto quoti-                     ganica) e “non eme” (inorganica): l’as-
                                                         sorbimento della prima (20-40%), che è
diano di ferro in grado di soddisfare il
                                                         mediata da siti altamente specifici pre-
fabbisogno di una popolazione sana
                                                         senti nella mucosa intestinale, è netta-
(PRI - population reference intake),
                                                         mente più efficiente rispetto a quella
possiamo fare riferimento alla più re-
                                                         della seconda (circa 5-10%).
cente revisione delle raccomandazioni,
rilasciata da EFSA (l’Autorità europea
                                                         L’assorbimento del ferro non eme,
che garantisce la sicurezza alimentare)                  infatti, è estremamente variabile, ed
nell’ottobre 2015 (Tabella 1).                           influenzato da molti fattori, tra cui lo
                                                         stato chimico (il ferro tecnicamente de-
Nella popolazione femminile euro-                        finito “ferroso”, o Fe2+ è assorbito me-
pea, però, l’apporto quotidiano di                       glio del ferro definito invece “ferrico”, o
ferro risulta in media inferiore, o mol-                 Fe3+), l’interazione con gli altri alimenti
to inferiore, a quanto raccomandato,                     e la regolazione inibitoria a livello della
specie nelle donne in età fertile: una                   mucosa intestinale modulata dall’epci-
review recente ha messo in luce che                      dina, ormone scoperto solo nel 2001,
tra il 61% e il 97% delle europee in que-                che ne regola l’omeostasi.

                                                           ALIMENTAZIONE PREVENZIONE & BENESSERE   | 5
Il ferro emico è presente soprattutto nel-                    globina e nella mioglobina delle car-
le carni di maiale (comprese quelle lavo-                     ni, è assorbito molto più facilmente di
rate, come prosciutto crudo e salame),                        quello non eme, anche perché scarsa-
manzo (anche lavorato, come la bresao-                        mente influenzato da altri componenti
la) e vitello, ma anche nelle carni ovine,                    dell’alimentazione.
nel pollame e in pesci, molluschi e cro-                      Questa maggiore biodisponibilità è cru-
stacei; la forma non emica prevale nei                        ciale, perché una dieta occidentale stan-
formaggi, nel tuorlo d’uovo, nei prodotti                     dard fornisce in media soltanto il 10-15%
cerealicoli (pane, pasta, riso), nella farina                 di ferro eme.
di soia, nei legumi (fagioli), nelle verdu-
re (a foglia verde scuro), nella frutta ole-                  Quanto al ferro non eme, una premessa
aginosa (anacardi) e disidratata (fichi e                     è ovvia: i fattori alimentari che ne favo-
albicocche secchi) e nel vino (in quanto                      riscono (o penalizzano) l’assorbimento
presente nella materia prima) (Tabella 2).
                                                              esercitano la loro azione soltanto se
                                                              entrambi sono assunti nello stesso pa-
I fattori che favoriscono
                                                              sto. Qui di seguito ecco i principali:
l’assorbimento del ferro
Com’è stato accennato, il ferro eme,
presente in forma ferrosa nell’emo-
                                                              •   Vitamina C (acido ascorbico). Il
                                                                  principale promotore dell’assor-

                                                     Tabella 2
                  Contenuto medio di ferro (mg) in 100 grammi di alcuni alimenti
              Carni fresche e trasformate                                           Legumi
   Salsiccia di suino                               3,2       Fagioli, secchi                            6,7
   Bresaola                                        2,4        Ceci, secchi                               6,1
   Bovino, vitellone                                2,3       Lenticchie, secche                         5,1
   Agnello                                           2        Piselli, secchi                            4,5
   Tacchino, petto                                  1,5       Fave, fresche                              1,8

                  Prodotti della pesca                                     Frutta secca a guscio
   Cozza                                           5,8        Anacardi                                    6
   Spigola                                          4,1       Nocciole, secche                           3,3
   Acciuga o alice                                 2,8        Mandorle, secche                            3
   Tonno sott’olio sgocciolato                      1,7       Noci, secche                               2,4

                             Altri                                                  Ortaggi
   Uovo di gallina, tuorlo                         4,9        Radicchio verde                            7,8
   Uovo di gallina, intero                          1,5       Spinaci                                    2,9
   Parmigiano                                      0,7        Cime di rapa                               1,5
  Fonte: Modif. da Banca Dati di Composizione degli Alimenti per gli Studi Epidemiologici in Italia Versione 1.2015

6 |   ALIMENTAZIONE PREVENZIONE & BENESSERE
Tabella 3
                   Contenuto medio di vitamina C per 100 grammi di alimento
 Vitamina C per 100 g                         Verdura                                      Frutta
 100-200 mg                       Peperoni gialli, peperoni dolci                        Ribes nero
                                      Cavolini di Bruxelles,
 50-100 mg                                                                         Kiwi, papaya, fragole
                               lattuga da taglio, cavolfiore, spinaci
                                                                             Arance, mandarini, pompelmo,
 30-50 mg                      Cavolo cappuccio, valeriana, sedano
                                                                                      mandaranci
Fonte: Modif. da Banca Dati di Composizione degli Alimenti per gli Studi Epidemiologici in Italia Versione 1.2015

bimento di ferro è l’acido ascor-                               favorevole: una proprietà che EFSA
bico, cioè la vitamina C, vitamina                              ha riconosciuto nel 2010. Nell’Unione
idrosolubile che il nostro organi-                              Europea è stato infatti autorizzato il
smo non è in grado di sintetizzare                              claim “la vitamina C contribuisce
e che dobbiamo quindi assumere                                  a incrementare l’assorbimento del
con gli alimenti. La vitamina C ten-                            ferro non eme”.
de a mantenere il ferro nello stato
+2 (ferroso), che come si ricordava                             Sono da considerare anche altri aci-
è più assorbibile del +3 (ferrico). La                          di organici presenti in frutta, verdura
Tabella 3 riporta il contenuto me-                              e frutti di bosco, l’acido citrico, l’aci-
dio della vitamina in alcuni alimen-                            do malico e l’acido tartarico: l’effetto
ti comuni.                                                      sull’assorbimento del ferro non eme
                                                                è ancora oggetto di dibattito per i
La vitamina C forma, con il ferro                               primi due, mentre l’acido tartarico,
non eme, un composto (chelato)                                  presente per esempio negli agrumi,
solubile e ben assorbito. A titolo di                           sembra promuoverne l’assorbimen-
esempio, in condizioni sperimen-                                to in modo significativo.

                                                            •
tali, il consumo di un pasto a base
di solo riso, accompagnato dall’as-                             Acido lattico. La fermentazione dei
sunzione di succhi di frutta fresca a                           carboidrati da parte di alcune spe-
diverso contenuto di vitamina C, ha                             cie di Lattobacilli e Streptococchi,
incrementato l’assorbimento di fer-                             (specie se ottenuta con il cosiddet-
ro in modo direttamente proporzio-                              to lievito madre), produce acido lat-
nale alla concentrazione, nel pasto,                            tico, che aumenta la biodisponibili-
di acido ascorbico.                                             tà del ferro non eme.
                                                                Nella produzione di birra da sorgo e
L’efficienza della vitamina C è meno                            mais, la fermentazione produce aci-
evidente se associata a un pasto                                do lattico in abbondanza, che resta
completo e composito, anche se, va-                             nel prodotto finito.
lutata nel tempo, risulta comunque                              Anche la fermentazione della farina

                                                                ALIMENTAZIONE PREVENZIONE & BENESSERE               | 7
Il pH gastrico e la modulazione dell’assorbimento di ferro
    Non sono soltanto i componenti dell’alimentazione a favorire, o inibire, l’assorbi-
    mento del ferro. L’ambiente acido dello stomaco, infatti, è il principale fattore non
    alimentare a garantire un buon assorbimento del ferro, mantenendolo nella forma
    chimica più biodisponibile.
    Ecco perché la somministrazione (ormai molto diffusa) di antagonisti dei recettori
    H2 dell’istamina, o soprattutto di inibitori della pompa protonica, riduce in modo
    significativo l’assorbimento del ferro e, in caso di uso cronico, può esporre al rischio
    di deficienza dell’elemento.
    Anche gli antiacidi, assunti in associazione con il pasto, riducono l’assorbimento-
    di ferro. Questi preparati infatti neutralizzano il pH acido gastrico; inoltre calcio e
    magnesio, che ne sono componenti base, antagonizzano specificamente l’assorbi-
    mento del ferro.

    da altri cereali produce acido latti-            ben caratterizzati, presenti nel tessu-
    co e, in questo processo, riduce un              to muscolare di tutte le carni (mam-
    fattore che sarà elencato successi-              miferi, uccelli, pesci) che risultano
    vamente tra gli inibitori dell’assorbi-          determinanti per un assorbimento
    mento di ferro non eme: i fitati.                percentuale elevato di ferro totale
                                                     (eme e non eme). Il consumo di carne
    Inoltre l’acidificazione incrementa              di manzo e pollo, in un confronto con
    la presenza di magnesio e, proba-                le proteine delle uova (ovoalbumina),
    bilmente, migliora la solubilità del             promuove infatti l’aumento dell’assor-
    ferro (in parte contribuendo a man-              bimento di ferro di un pasto completo
    tenerlo nello stato Fe2+).                       rispettivamente del 180% e del 100%.

    Anche la fermentazione dei ve-
    getali produce acido lattico, au-
                                                 •   Alcol. Il rapporto tra assunzione di
                                                     alcol e assorbimento del ferro è com-
    mentando l’assorbimento del fer-                 plesso. Si è ipotizzato che l’effetto
    ro, rispetto agli stessi vegetali non            promotore dell’alcol sull’assorbi-
    fermentati: l’esempio più comune                 mento sia indiretto, mediato dall’ini-
    è il cavolo verza, lavorato a dare i             bizione sulla sintesi epatica di epcidi-
                                                     na esercitata dall’alcol e dimostrata
    sauerkraut tipici della cucina nordi-
                                                     dopo assunzione acuta o cronica di
    ca (austrotedesca soprattutto).
                                                     una bevanda alcolica.
    Al contrario, il consumo corrente di
    latte, anche fermentato (yogurt e for-
                                                 I fattori che limitano
    maggi), non sembra influire in modo
                                                 l’assorbimento del ferro
    decisivo sull’assorbimento del ferro.

•
                                                 I principali fattori alimentari che limi-
    I “meat factors”. Sono probabilmen-          tano l’assorbimento del ferro, se as-
    te peptidi e/o proteine, a tutt’oggi non     sunti al pasto, sono:

8 |   ALIMENTAZIONE PREVENZIONE & BENESSERE
•   Acido ossalico e ossalati. Rabarba-
    ro, spinaci, bietole e portulaca (pian-
                                                       inferiore, dai cosiddetti “meat fac-
                                                       tors”.
    ta grassa edibile) contengono alte
    concentrazioni di ossalati, in forma               Anche il pane integrale è molto
    solubile (ossalati di sodio o potas-               ricco di fitati, il cui effetto negativo
    sio) o insolubile (ossalati di calcio o            sull’assorbimento di ferro può esse-
    magnesio).                                         re ridotto scegliendo un pane a lie-
    La scarsa solubilità del calcio os-                vitazione acida, in cui la forte pro-
    salato penalizza l’assorbimento di                 duzione di acido lattico neutralizza
    calcio (infatti il 75% dei calcoli uri-            gran parte dell’effetto dei fitati.

                                                   •
    nari è imputabile agli ossalati di
    calcio) e sembra inibire l’assorbi-                Polifenoli. I polifenoli sono compo-
    mento di ferro. È interessante tut-                nenti non nutrienti di frutta e verdu-
    tavia osservare che alla prova dei                 ra, di cui sono soprattutto ricchi frutti
    fatti l’assorbimento di ferro non                  di bosco, spezie, semi, farina integra-
    risulta significativamente ridotto                 le, ma anche tè, caffè, cacao amaro,
    confrontando un pasto a base di                    vino rosso, alcune tisane a base di
    pane e spinaci con uno a base di                   erbe. È noto che un adeguato appor-
    pane e cavolo riccio (kale), anche                 to quotidiano di polifenoli è molto
    aggiunto di potassio ossalato, per                 utile per il mantenimento della salu-
    fornire la stessa quantità di ossalati             te.
    degli spinaci. Il ruolo degli ossalati             D’altro canto, è altrettanto noto che
    potrebbe quindi essere minore di                   i polifenoli legano il ferro a livello in-
    quanto si pensasse.                                testinale, formando complessi (che-

•
                                                       lati), che ne riducono nettamente
    Acido fitico e fitati. I fitati, presenti          l’assorbimento.
    in cereali, legumi, semi oleosi e frut-            L’effetto è dose-dipendente: be-
    ta oleaginosa, hanno invece una                    vande che contengono, per singo-
    riconosciuta capacità di inibire                   la assunzione, 20-50 mg di polife-
    l’assorbimento del ferro, in manie-                noli totali riducono l’assorbimento
    ra dose-dipendente. Un effetto che                 di ferro tra il 50 e il 70%; se il con-
    può essere contrastato dall’assun-                 tenuto di polifenoli è maggiore
    zione, nello stesso pasto, di acido                (100-140 mg per assunzione) l’as-
    ascorbico (vitamina C) e, in misura                sorbimento viene inibito tra il 60 e

    Fitati, tannini e vitamina C
    Ridurre la presenza dei fitati nei cereali e nei legumi è possibile. È sufficiente un ammol-
    lo di alcune ore in acqua tiepida, con mezzo limone. Anche l’effetto inibente dei tannini
    del tè viene ridotto dall’aggiunta di succo di limone (ma anche dalla riduzione dei tempi
    di infusione). Senza contare che bere tè (ma anche caffè) lontano dai pasti risolve il con-
    flitto tra le assunzioni, entrambe indispensabili, di polifenoli e di ferro.

                                                       ALIMENTAZIONE PREVENZIONE & BENESSERE   | 9
il 90%, come accade per esempio                  l’apporto di latte, yogurt e formag-
    dopo consumo di una tazza di tè                  gi, secondo le porzioni raccoman-
    nero ad alto contenuto di tannini,               date, non penalizza l’assorbimento
    polifenoli presenti anche nel vino               del ferro.

                                                 •
    rosso, soprattutto se invecchiato in
    botti di quercia.                                Proteine di soia. Il contributo dei fa-
                                                     gioli di soia all’alimentazione mon-
    Ad assicurare il corretto apporto di             diale è ben noto, anche perché la
    polifenoli con la dieta senza pena-              coltivazione della soia è la più effi-
    lizzare l’assorbimento di ferro è di             ciente, in termini di quantità di pro-
    nuovo l’acido ascorbico (vitamina                teine ottenuta per ettaro.
    C), la cui affinità con il ferro è mag-          Dai fagioli di soia si ottengono fa-
    giore rispetto a quella dei polifenoli:          rina, olio, bevande, tofu, mentre
    nel caso di frutta e verdura, infatti,           la fermentazione porta a tempeh,
    la compresenza di acido ascorbico                miso, natto. Inoltre i fagioli di soia
    e di polifenoli garantisce l’appor-              possono essere consumati tal quali,
    to di questi ultimi e migliora l’as-             dopo bollitura (edamame).
    sorbimento del ferro presente nel                Il contenuto di ferro nei fagioli di
    pasto.                                           soia varia secondo le aree di colti-

•
                                                     vazione, da 4 mg/100g fino a oltre
    Calcio. Il calcio è l’unico elemento             15 mg/100 g, ed è caratterizzata da
    che inibisce in modo identico l’as-              una soddisfacente biodisponibilità.
    sorbimento sia del ferro emico e sia             Va detto però che la soia non trat-
    di quello non emico, probabilmente               tata e i prodotti derivati (farina so-
    interferendo su un passaggio co-                 prattutto) sono ricchi anche di fitati
    mune a livello degli enterociti (cel-            che, come già detto, inibiscono in-
    lule dell’epitelio intestinale).                 vece l’assorbimento di ferro.
    L’effetto negativo è stato dimostra-             La prova del nove viene dalla situa-
    to se il calcio e il ferro vengono as-           zione opposta: l’aggiunta di farina di
    sunti contemporaneamente e rag-                  soia privata della maggior parte di
    giungono l’intestino impiegando                  fitati a un pasto standard, aumenta
    gli stessi tempi.                                in modo significativo l’assorbimen-
    In condizioni reali, però, la supple-            to di ferro.

                                                 •
    mentazione a lungo termine con
    calcio non influisce negativamen-                Proteine del latte. Il latte bovino ha
    te sull’omeostasi del ferro (valutata            un trascurabile tenore di ferro. In
    tramite i valori della ferritina sierica),       condizioni sperimentali, si è rileva-
    anche in donne a rischio di carenza              to che le proteine del latte (caseina
    marziale. Una spiegazione potrebbe               e proteine del siero), come quelle
    risiedere in una risposta intestinale            della soia, inibiscono l’assorbimento
    adattativa, che normalizza progres-              del ferro.
    sivamente l’assorbimento del ferro.
    Infine, com’è stato dimostrato,                  In condizioni di vita reale, invece, è

10 |   ALIMENTAZIONE PREVENZIONE & BENESSERE
stato dimostrato che un bicchiere             do), mentre nell’albume non supera
    di latte, oppure uno yogurt, con-             0,1 mg/100g.
    sumati al pasto, non modificano
    in modo sostanziale l’assorbimen-             Inoltre, attenzione anche alle mo-
    to del ferro rispetto a quanto acca-          dalità di cottura: l’uovo non va mai
    de consumando lo stesso pasto, ma             bollito troppo a lungo, per evita-
    senza latte o yogurt.                         re che il ferro contenuto nel tuorlo

•
                                                  reagisca con il solfuro di idrogeno
    Proteine dell’uovo. Anche nel caso            dell’albume, a dare solfuro di fer-
    dell’uovo, sono le proteine (preva-           ro, che pregiudica totalmente, in
    lenti nell’albume, ma presenti anche          quanto insolubile, l’assorbimento
    nel tuorlo) a influire negativamente          del ferro.
    sulla biodisponibilità del ferro che,         La presenza di solfuro di ferro è
    in questo alimento, è concentrato             chiaramente indicata dalla “corona”
    nel tuorlo, in quantità variabili tra         verdognola sul perimetro del tuorlo
    2,7 e 5,9 mg/100 g (alimento cru-             bollito.

Conclusioni

•   Il ferro è un elemento indispensabile all’organismo. Grazie alla produzione di
    emoglobina e di mioglobina assicura la corretta distribuzione dell’ossigeno a or-
    gani e muscolatura. Inoltre partecipa alla sintesi e alla funzionalità di enzimi, or-

•
    moni e tessuto connettivo.
    Il ferro, negli alimenti, è presente in forma organica (ferro eme), o inorganica
    (ferro non eme). Il primo non è quasi mai penalizzato dagli altri componenti della
    dieta, a differenza del secondo. Questa differenza si traduce in un significativo
    maggior assorbimento percentuale del ferro eme rispetto al ferro non eme (circa
    3-4 volte maggiore). Il ferro non eme è assorbito meglio nella forma ferrosa (che

•
    tende a prevalere in ambiente acido) che nella ferrica.
    Il ferro eme è presente prevalentemente nelle carni (tutte), nei pesci, molluschi
    e crostacei. Il ferro non eme è invece fornito da latte e latticini, dal tuorlo d’uovo,

•
    da legumi, cereali, frutta oleaginosa, frutta disidratata.
    Il principale componente dell’alimentazione che favorisce l’assorbimento del fer-
    ro è l’acido ascorbico, o vitamina C, grazie alla formazione, con il ferro non eme,

•
    di un complesso solubile.
    La vitamina C agisce in modo dose dipendente sull’assorbimento del ferro pre-

•
    sente in un pasto.
    Anche l’acido lattico, prodotto durante la fermentazione dei vegetali o la lievita-

•
    zione acida, migliora l’assorbimento del ferro non eme.
    Probabilmente presenti nelle proteine di tutte le carni sono infine i cosiddetti

•
    “meat factors”, che promuovono l’assorbimento del ferro totale (eme e non eme).
    I fattori che inibiscono l’assorbimento di ferro sono diversi: ossalati, fitati, polife-
    noli, calcio e proteine della soia, del latte, delle uova.

                                                  ALIMENTAZIONE PREVENZIONE & BENESSERE   | 11
•   L’effetto di tutti questi componenti, però, molto evidente negli studi sperimenta-

•
    li, risulta meno penalizzante se valutato nelle situazioni di consumo reali.
    Questo significa, per esempio, che il consumo di latte, yogurt e formaggi, all’in-
    terno di un’alimentazione variata e rispettando le raccomandazioni nutrizionali,

•
    risulta praticamente ininfluente sull’assorbimento del ferro.
    Esula dalle interazioni strettamente alimentari il fattore pH gastrico. L’acidità
    gastrica è tuttavia un fattore indispensabile per promuovere il corretto assorbi-
    mento intestinale del ferro. L’assunzione, acuta o cronica, di antiacidi, di antago-
    nisti del recettore H2 dell’istamina, di inibitori della pompa protonica penalizza
    infatti la biodisponibilità del ferro.

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12 |   ALIMENTAZIONE PREVENZIONE & BENESSERE
L’INTERVISTA ALL’ESPERTO

di Fabio Fioravanti

Moderata e costante: ecco l’attività
fisica che contribuisce a mantenere
in salute il nostro microbiota
Risponde Marco Pane, Responsabile R&D Probiotical, Novara

E
       siste una correlazione tra l’atti- DOMANDA: Si parla sempre più di
       vità fisica e la composizione del microbiota, e dei suoi effetti sulla
       microbiota intestinale? Sembre- salute: ma sappiamo qual è il pro-
rebbe di sì, anche se con modalità che filo del microbiota che si potrebbe
dipendono dall’intensità dell’esercizio, e definire “sano”?
che sarebbero più favorevoli per l’eser- RISPOSTA: Definire quando il micro-
cizio moderato che per quello ad alta biota intestinale di un individuo in con-
intensità. L’attività                                               dizioni normo-fi-
fisica, se ben cali-                                                siologiche, come
brata,    affianche-                                                potrebbe essere
rebbe le abitudini             L’esercizio fisico aerobico,         un atleta, può es-
alimentare corret-          di intensità e durata moderate          sere classificato
te nel contribuire a              mantiene la diversità             come “sano” non
portare il microbio-        del microbiota e la sua salute          è semplice. Man-
ta verso una confi-                                                 cano ancora pa-
gurazione protet-                                                   rametri di riferi-
tiva contro le più                                                  mento condivisi.
comuni malattie che si riscontrano nella In pratica, si tratta di identificare e va-
popolazione.                                  lidare dei marcatori di salute del micro-
Questi temi sono stati affrontati in una biota che siano utili e rappresentativi.
recente review (*) pubblicata su Journal
of the International Society of Sports D.: Quali potrebbero essere, per
Nutrition; il gruppo di esperti che ha esempio?
firmato la sintesi comprende ricerca- R.: Per esempio, quelli che rilevano gli in-
tori americani, neozelandesi, canadesi, dici di biodiversità a livello intestinale. An-
britannici, nonché il dottor Marco Pane, che nel caso del microbiota sembra infatti,
microbiologo, che dirige la Ricerca e Svi- così come per tutti gli ecosistemi naturali
luppo di Probiotical, Novara, che rispon- conosciuti, che una maggiore biodiversi-
de alle nostre domande.                       tà correli con una maggiore resistenza e

                                              ALIMENTAZIONE PREVENZIONE & BENESSERE   | 13
una maggiore capacità di adattamento a         genomica (che valutano chi cambia in
fronte di eventi stressanti acuti o cronici.   termini tassonomici) quelli di metabolo-
Un esempio è la capacità del microbiota        mica (cosa cambia in termini metabolici).
intestinale di ritornare all’equilibrio dopo
un trattamento antibiotico (che solita-        D.: Una persona che pratica attività
mente abbatte gli indici di biodiversità).     sportiva si può considerare a minor
                                               rischio di incorrere nelle malattie
Dalle prime indagini disponibili sembre-       più diffuse nella nostra società?
rebbe che la biodiversità intestinale cor-     R.: È molto interessante notare che il ri-
reli positivamente con l’esercizio fisico e    schio di infezioni delle vie respiratorie, o
negativamente con uno stile di vita se-        certi sintomi gastrointestinali, seguono
dentario.                                      un andamento da curva a “J” in funzio-
Uno stile di vita attivo o sedentario,         ne del livello dell’attività sportiva. In sin-
d’altra parte, comprende un gran nu-           tesi, soggetti sedentari presentano rischi
mero di variabili, che non permette fa-        maggiori rispetto a soggetti che pratica-
cili riflessioni di natura riduzionista. Per   no attività fisica moderata: ma, sorpren-
esempio, l’osservazione che gli atleti         dentemente, gli allenamenti ad alta in-
professionisti di rugby presentano una         tensità, tipici degli sportivi professionisti,
biodiversità del microbiota intestinale        sembrano associarsi invece a un rischio
più elevata rispetto ad un gruppo con-         più elevato, rispetto a quello rilevato sia
trollo sano è dovuta alla loro maggiore        per il soggetto con attività moderata ma
attività sportiva oppure alle importan-        anche per il soggetto sedentario.
ti differenze presenti tra la loro dieta e
quella dei soggetti di controllo? La ri-       D.: Come si spiegano queste osser-
sposta sta probabilmente nel mezzo.            vazioni?
                                               R.: Un’ipotesi è che lo stress causato
È interessante constatare che gli atle-        dall’allenamento ad alta intensità porti
ti coinvolti nello studio presentano un        ad una alterazione di alcuni “elementi
incremento di specifici pathway meta-          di raccordo” tra il microbiota e il tratto
bolici, come quelli della sintesi batterica    digerente, soprattutto in termini di per-
di acidi grassi a corta catena (acetato,       meabilità intestinale e di conseguente
propionato e butirrato), ampiamente            infiammazione sistemica.
descritti in letteratura per gli effetti po-
sitivi che sembrano svolgere (come un          È affascinante notare che durante l’eser-
migliore turn-over muscolare).                 cizio fisico si verificano delle alterazioni
È d’altra parte importante precisare che       fisiologiche del tratto gastrointesitnale,
nemmeno gli indici di biodiversità sono        soprattutto in termini di riduzione del vo-
pienamente in grado di caratterizzare          lume di sangue in ambito viscerale (ipo-
sistemi così complessi. Probabilmen-           perfusione splancnica) e conseguente
te uno strumento ancora più potente è          aumento del volume di sangue a livello
la valutazione dei pathway metabolici          toracico.
funzionali del microbiota nello sportivo,
affiancando quindi agli studi di meta-         Questo fenomeno è associato a un au-

14 |   ALIMENTAZIONE PREVENZIONE & BENESSERE
mento del danno epiteliale intestinale           a una risposta immune adeguata e quin-
e a un incremento dei marcatori dell’in-         di a un decremento dei fattori di rischio
fiammazione plasmatici (MPO e calpro-            delle infezioni delle vie respiratorie.
tectina) e dei Lipopolisaccaridi (LPS),
che rappresentano una componente di              D.: Un consiglio al riguardo?
membrana cellulare esterna dei batte-            R.: Il consiglio è di non estremizzare l’at-
ri Gram-negativi con attività sistemica          tività fisica, ma di praticarla in modo
infiammatoria. E poiché gli LPS sono             moderato. Come quasi sempre, il veleno
esclusivamente di origine batterica, si          è nella dose.
deve concludere che, se l’esercizio fisi-        L’attività fisica di natura aerobica, inoltre,
co intenso porta a un aumento di que-            è tendenzialmente preferibile rispetto
ste sostanze nel circolo sistemico, vuol         all’anaerobica ad elevata intensità o lun-
dire che il microbiota intestinale concor-       ga durata. Specie se fatta all’aria aperta o
re indirettamente alle alterazioni della         in contesti naturali: meglio andare in un
permeabilità intestinale, e quindi a una         parco, piuttosto che in casa o in palestra,
condizione di endotossinemia, con con-           perché ci esponiamo ad una carica mi-
seguente vulnerabilità sistemica.                crobica naturale, ricca e varia, che con-
                                                 corre al mantenimento della biodiversità
Questo complesso di fenomeni potreb-             del nostro microbiota.
be spiegare il maggior grado di infiam-
mazione cronica che si osserva in chi pra-       D.: Fino a che punto la nutrizione
tica sport ad elevata intensità (e magari        può avere un ruolo nel regolare il
anche la maggiore frequenza di episodi           microbiota di chi pratica attività
di diarrea, di disturbi gastrointestinali o il   sportiva?
maggiore uso di antibiotici rispetto alle        R.: Svolge sicuramente un ruolo estre-
persone che svolgono un’attività fisica          mamente rilevante, e non solo per l’atle-
più moderata).                                   ta, ma anche per la popolazione genera-
                                                 le. Certamente, confrontare l’assetto del
D.: Con l’infiammazione può coesi-               microbiota di chi svolge attività sportiva
stere anche uno stato di depressio-              con quello di una persona sana, ma fisi-
ne immunitaria?                                  camente meno attiva, deve prendere in
R.: Sembrerebbe di sì. Fenomeni di im-           considerazione numerose variabili, anche
munodepressione possono rilevarsi tra            di natura alimentare.
gli atleti soggetti ad allenamento inten-        Una cosa è certa: i programmi nutrizionali
so, stress psicologico e sonno alterato,         degli sportivi seguono indicazioni prima-
con un conseguente incremento delle              riamente funzionali alla performance, ma
infezioni delle vie respiratorie. È interes-     non necessariamente benefici per il mi-
sante notare che circa il 70% del sistema        crobiota intestinale.
immunitario è localizzato a livello gastro-
intestinale (GALT, o tessuto linfoide asso-      D.: Quali sono le principali caratte-
ciato all’intestino) e che pertanto, come        ristiche dell’alimentazione tipica di
le prime evidenze sembrano conferma-             chi pratica attività sportiva?
re, un microbiota sano possa concorrere          R.: Le linee guida per queste persone

                                                  ALIMENTAZIONE PREVENZIONE & BENESSERE   | 15
suggeriscono generalmente un mag-                per gli integratori probiotici ammessi al
gior apporto di carboidrati semplici, per        commercio dovrebbe essere sempre re-
mantenere adeguati livelli di glucosio           peribile una solida bibliografia scientifi-
nel sangue anche durante lo sforzo e             ca e clinica, che rappresenta l’ossatura
massimizzare le riserve di glicogeno; un         dell’impiego razionale del prodotto. Io
alto livello di proteine animali e, aspetto      spero sempre che la scelta tra i vari pro-
degno di riflessione e studio, una ridu-         biotici disponibili sul mercato sia dettata
zione delle fibre fermentescibili (al fine       da queste informazioni, e non dalla con-
di facilitare lo svuotamento gastrico e ri-      fezione più attraente o dalla pubblicità
durre il discomfort intestinale), che tut-       più accattivante.
tavia rappresentano il nutrimento eletti-
vo del nostro microbiota.                        D.: La ricerca sta individuando nuo-
                                                 vi microrganismi che potrebbero
D.: In questo contesto, l’integrazio-            essere specificamente utili al ri-
ne probiotica può avere un ruolo                 guardo?
specifico nelle persone che svolgo-              R.: Sì, certamente. La ricerca sta proce-
no un’intensa attività sportiva?                 dendo in due macro-aree: da un lato è
R.: Si stanno accumulando evidenze sul           importante cercare di capire quali sono
contributo dell’integrazione probiotica          i regimi dietetici e di stile di vita che ga-
contribuisca al miglioramento della per-         rantiscono non solo un miglioramento
formance atletica, o perlomeno alla ridu-        in termini di prestazioni, miglior recu-
zione di alcuni effetti collaterali dell’alle-   pero muscolare o minor rischio di ma-
namento intenso.                                 lattia, ma anche una maggior tutela del
Un microrganismo probiotico può infat-           microbiota: che lo mantenga in altre
ti manifestare una ricca gamma di pos-           parole “sano”. Il passaggio, insomma,
sibili effetti favorevoli per l’organismo,       da un approccio riduzionista dieta-indi-
per esempio, incrementando l’assorbi-            viduo a uno più complesso quale dieta-
mento di alcuni specifici nutrienti, quali       microbiota-individuo, di cui il microbio-
alcuni amminoacidi, o stimolando la pro-         ta stesso è una inevitabile e sostanziale
duzione endogena di acidi grassi a corta         interfaccia.
catena.
                                                 Il secondo approccio studia quali mi-
Oppure, ancora, contribuendo a mante-            crorganismi probiotici possano miglio-
nere un sistema immunitario più sano             rare direttamente i parametri che più
e reattivo, così come a contrastare atti-        sono interessanti per coloro che svol-
vamente alcuni potenziali patogeni con           gono attività sportiva. Per esempio, la
cui lo sportivo può venire in contatto o ai      riduzione di alcuni marker dell’infiam-
quali è particolarmente vulnerabile. Non         mazione o in maggiore assorbimento di
da ultimo, a offrire un efficace affian-         nutrienti, o ancora una chiara riduzione
camento all’uso di antibiotici favorendo         di frequenza, intensità e durata delle in-
quindi il ripristino di una flora intestinale    fezioni delle vie respiratorie.
equilibrata.
È tuttavia importante segnalare che              D.: L’esposizione ai batteri ambien-

16 |   ALIMENTAZIONE PREVENZIONE & BENESSERE
tali, anche attraverso l’alimentazio-            tre anni, per ottimizzare l’assetto del
ne, sembra decisiva al riguardo. Può             microbiota.
approfondire questo tema?
R.: Attualmente, siamo sempre meno               I comportamenti a questo livello, in altre
esposti nei nostri ambienti di vita a            parole, sono drasticamente cambiati e,
una naturale carica batterica, virale o          se da un lato rileviamo che queste mo-
parassitica. A partire dalla prima infan-        dificazioni hanno determinato il crollo
zia: in passato le famiglie erano allar-         delle tossinfezioni alimentari (che era-
gate, c’erano molti animali domestici, i         no una frequente causa di malattia o di
bambini giocavano per terra, ora mol-            morte dei bambini, fino a meno di un
to meno. L’igiene era mantenuta: ma              secolo fa), osserviamo dall’altro l’impen-
                                                 nata delle malattie a carico del sistema
non in modo maniacale. L’alimentazio-
                                                 immunitario, di tipo ipo- o iper-reattivo
ne era generalmente più ricca in fibre
                                                 e al conseguente incremento delle dia-
e comprendeva molti alimenti o pre-
                                                 gnosi di allergie, di malattie su base au-
parazioni fermentate, quindi ricche di
                                                 to-immunitaria, eccetera.
microrganismi.
                                                 D.: A parte l’integrazione probiotica,
Oggi, per contro, molti alimenti sono            quali tipi di alimenti si potrebbero
additivati con conservanti e preser-             consigliare, a chi svolga un’attività
vanti che, per definizione, possiedono           fisica intensa, ma anche a chi sia
un’azione batteriostatica o battericida.         meno attivo, per mantenere il mi-
Un discorso simile riguarda le modali-           crobiota in salute?
tà del parto, che esponevano il bam-             R.: La scelta più importante è proba-
bino alla flora vaginale e fecale: cosa          bilmente un semplice yogurt bianco al
che non si verifica quando il parto av-          giorno, naturale e non dolcificato, con
viene con modalità cesarea. Anche per            i suoi fermenti lattici. È uno dei pochi
quanto riguarda l’alimentazione del              prodotti reperibili sul mercato che con-
neonato, resta preferibile l’allattamen-         tiene al suo interno microrganismi vita-
to al seno, se possibilmente per due-            li, derivati dalla fermentazione.

  Alcune regole da ricordare quando si acquista un probiotico
  Fondamentale – come ricorda Marco Pane – sarebbe la disponibilità di una chiara comu-
  nicazione scientifica, in un settore che non è ancora pienamente regolamentato (anche
  se in Italia le disposizioni ministeriali sono molto chiare). Ecco alcune informazioni utili
  per individuare prodotti di qualità:
  1. Una chiara indicazione dei microrganismi presenti nel prodotto, non un termine come
  “fermenti lattici”, o nomi generici: non danno garanzia di provenienza, né tantomeno è
  possibile ricondurli ad una letteratura di riferimento;
  2. La chiara indicazione del numero di cellule vitali presenti nel prodotto, con la garanzia
  del mantenimento del titolo fino alla scadenza;
  3. Ovviamente un razionale tecnico-scientifico, o la possibilità di rintracciarlo.

                                                   ALIMENTAZIONE PREVENZIONE & BENESSERE    | 17
Anche molte persone intolleranti al un microbiota sano: bisogna tutta-
lattosio possono consumare lo yogurt via considerare la possibilità di avere
senza problemi, proprio perché i mi- qualche leggero disturbo gastrointe-
crorganismi che trasformano il latte in stinale, come gonfiore e flatulenza. Il
yogurt lo utilizzano per potersi svilup- consiglio di un buon nutrizionista può
pare.                                    probabilmente aiutare a selezionare
                                         una dieta che possa rivelarsi benefica
Una dieta ricca in fibre contribuisce tanto per il microbiota intestinale che
poi certamente al mantenimento di per il suo ospite.

* Mohr AE, Jäger R, Carpenter KC, et al. The athletic gut microbiota. J Int Soc Sports Nutr. 2020; 17:24- 33.

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LA SCHEDA: le cipolle

Appartenenti alla famiglia delle Liliaceae le cipolle sono tra le piante coltivate più antiche al
mondo. Il bulbo, che rappresenta la parte commestibile, è utilizzato come ingrediente base
per insaporire numerose preparazioni culinarie e, insieme all’aglio, è tra le principali spezie
tipiche della dieta mediterranea. Esistono diverse cultivar che variano per forma, dimensio-
ni e colore. In Italia le più importanti sono la cipolla bianca di Barletta, la ramata di Montoro
e quella rossa di Tropea.

Che cosa contengono
Sono composte per il 92% da acqua e             Contenuto medio di energia e nutrienti
contengono una modesta quantità di                in 100 grammi di prodotto edibile
carboidrati; l’apporto calorico è quindi
                                                                     Cipolla      Cipolla cotta
piuttosto contenuto (solo 28 kcal per
                                                                     cruda          o bollita
100 grammi). Le cipolle apportano an-
che minerali, soprattutto potassio e           Energia (kcal)           28               39
fosforo, e vitamine idrosolubili, specie i     Acqua (g)                92,1            89,2
folati e la vitamina C. Interessante è il      Proteine (g)              1               1,4
loro contributo in termini di sostanze         Lipidi (g)               0,1              0,1
bioattive come gli acidi fenolici, i flavo-    Carboidrati (g)          5,7              7,8
                                               Fibra (g)                 1               1,4
noidi (presenti soprattutto nelle varietà
rosso-violacee) e i composti solforati, ai     Calcio (mg)               25               8
quali si attribuiscono proprietà antimi-       Sodio (mg)                10              165
crobiche, antifungine e probabilmen-           Potassio (mg)            140              70
te anticancerogene. Questi composti            Fosforo (mg)              35               32
contenenti zolfo, tra cui spicca l’isoal-      Tiamina (mg)            0,02             0,01
licina, sono responsabili dell’odore e         Riboflavina (mg)        0,03             0,02
del sapore pungente delle cipolle e si         Vitamina C (mg)           5               3
liberano soltanto dopo triturazione o          Acido folico (µg)        20                -
masticazione; vengono dispersi in cot-        Fonte: Modif. da CREA – Tabelle di composizione degli
tura e per questo motivo è preferibile        alimenti.
consumare le cipolle a crudo.

Che cosa bisogna sapere
Citate già nell’antichità per le loro proprietà nutrizionali, le cipolle sono ad oggi ancora og-
getto di studio in relazione a possibili effetti sull’organismo. Studi epidemiologici, oggetto di
meta-analisi, indicano proprietà protettive nei confronti di alcuni tipi di tumori (in particolare
di quello gastrico), che sembrerebbero associate alla presenza di composti solforati e flavo-
noidi, capaci di influenzare negativamente la proliferazione delle cellule tumorali. Rispetto
alle varietà bianche o dorate, le cultivar rosse-violacee mostrano un’attività antiossidante
e antinfiammatoria più elevata, attribuibile al maggior contenuto di quercetina, pigmento
vegetale responsabile della tipica colorazione. La cipolla è indicata nella lista Ministeriale dei
preparati vegetali (botanicals) che possono essere impiegati negli integratori (DM 9 gennaio
2019) associata a effetti diuretici, sulla funzione digestiva e sul metabolismo dei carboidrati.
Una curiosità: nel momento in cui si taglia uno spicchio di cipolla si attivano le difese bio-
chimiche della pianta, che rilascia sostanze volatili che provocano la lacrimazione; poiché
si tratta di composti idrosolubili, per evitare l’inconveniente è sufficiente passare la cipolla
sotto l’acqua corrente o utilizzare un coltello bagnato.

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