FEDERCONSORZI, GALLINELLA, M5S: HANNO DETTO NO A PER - Agricolae

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FEDERCONSORZI, GALLINELLA, M5S: HANNO DETTO NO A PER - Agricolae
FEDERCONSORZI,    GALLINELLA,
M5S:   HANNO   DETTO   NO   A
EMENDAMENTO      SOLO     PER
DIPENDENTI PERCHE AVREBBE
INIBITO QUALUNQUE TENTATIVO
DI ACCEDERE A TESORETTO

“L’emendamento su Federconsorzi è stato bocciato ma la cosa
strana è che nelle leggi di Stabilità precedenti si è sempre
voluto chiudere il contenzioso tra Federconsorzi e Stato senza
chiarire però a chi sarebbero ancate le risorse in un vicenda
certamente oscura”. Commenta così con AGRICOLAE Filippo
Gallinella, M5S, la bocciatura dell’emendamento per chiudere
la faccenda relativa ai crediti dei dipendenti dei consorzi
agricoli. “Con la mia proposta si sarebbe chiuso il
contenzioso liquidando però solo le pendenze nei confronti del
personale”, precisa Gallinella. Ma non solo: “Con questo
emendamento oltretutto si sarebbe inibito qualunque futuro
tentativo di accedere al tesoretto legato a alla
FEDERCONSORZI, GALLINELLA, M5S: HANNO DETTO NO A PER - Agricolae
Federconsorzi. Forse è per questo – conclude – che ci hanno
detto di no. Strane le obiezioni ricevute”.

PESCA,   VENITTELLI   (PD):
TRAGUARDO SIGNIFICATIVO PER
SETTORE ITTICO

Venittelli:Approvata    una
risoluzione che faciliterà
l’accesso al credito da
parte delle imprese di
pesca.   Conseguito   un
traguardo significativo

“Un   risultato   storico”   ottenuto   ieri   nella   Commissione
Agricoltura della Camera dei deputati dalla deputata dem Laura
Venittelli che corona “un mandato caratterizzato anche per le
battaglie al fianco della categoria degli operatori ittici e
della pesca”. Approvata una risoluzione che faciliterà
l’accesso al credito da parte delle imprese di pesca. Una
proposta su cui la deputata “ha lavorato in profondità assieme
ai suoi colleghi dem in Commissione, riuscendo a centrare
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l’obiettivo”.

“Non posso negare la consapevolezza di aver conseguito un
traguardo significativo per il settore ittico, ma non ci
fermeremo qui e in questo scorcio finale di legislatura
proveremo a portare alla categoria ulteriori provvedimenti
favorevoli, tanto che sulla base di questa risoluzione
calendarizzeremo in Commissione Agricoltura anche delle
ulteriori audizioni, per finalizzare al massimo lo sforzo che
poi dovrà essere compiuto dal Governo”, ha commentato
Venittelli, che con questo provvedimento impegna l’esecutivo
di Palazzo Chigi a favorire l’accesso al credito delle imprese
della pesca e dell’acquacoltura mediante le garanzie accordate
da Ismea, con ogni strumento utile a legislazione vigente,
anche mediante l’intervento diretto di Ismea, nei limiti delle
risorse disponibili ed utilizzabili a tali scopi, verificando
la percorribilità dell’impiego delle risorse del Feamp nel
contesto della duplice finalità del più agevole accesso al
credito e di un sistema efficiente di gestione del rischio.

PESCA: M5S, OK                           A      NOSTRE
MISURE ANTI-CRISI
FEDERCONSORZI, GALLINELLA, M5S: HANNO DETTO NO A PER - Agricolae
M5S: Approvata la nostra
risoluzione a prima firma
Silvia Benedetti che impegna
il Governo ad attuare una
serie di misure a sostegno
del settore ittico

“Approvata la nostra risoluzione a prima firma Silvia
Benedetti che impegna il Governo ad attuare una serie di
misure a sostegno del settore ittico, in particolare:
consentire alle aziende del comparto di accedere alle misure
assicurative per la pesca, oltre a quelle per l’acquacoltura e
usare i finanziamenti anche per le consulenze sulle strategie
aziendali e di mercato. Purtroppo però nella riformulazione
del testo da parte della maggioranza non è stata accolta la
parte in cui si chiedeva che per accedere al microcredito non
fosse necessaria anche la valutazione economica finanziaria,
condizione dunque con cui dovranno fare i conti gli operatori
del comparto. E’ davvero un peccato non aver osato con un atto
di coraggio in più, visto che le aziende sono strozzate da
richieste di garanzie sempre più inasprite e da misure che di
certo non facilitano l’accesso a questi fondi, oggi più che
mai vitali per il settore”. Così i deputati del MoVimento 5
Stelle della Commissione Agricoltura commentano l’approvazione
della risoluzione sul Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e
la Pesca (FEAMP).
FEDERCONSORZI, GALLINELLA, M5S: HANNO DETTO NO A PER - Agricolae
PIZZA,   DE   LUCA:   GRANDE
RICONOSCIMENTO PER L’ITALIA,
NAPOLI E LA CAMPANIA

L’Arte    del   Pizzaiuolo
Napoletano proclamata questa
mattina         Patrimonio
dell’Umanità, è un grande
riconoscimento per l’Italia,
per Napoli e la Regione
Campania

“L’Arte del Pizzaiuolo Napoletano proclamata questa mattina
Patrimonio dell’Umanità, è un grande riconoscimento per
l’Italia, per Napoli e la Regione Campania”. Così il
presidente della Regione Vincenzo De Luca ha commentato
l’importante successo ottenuto grazie all’impegno del Capo
dell’Ufficio Legislativo della Regione, prof. Luigi Petrillo,
che ha seguito personalmente, da Parigi fino in Corea, il
FEDERCONSORZI, GALLINELLA, M5S: HANNO DETTO NO A PER - Agricolae
dossier che ha portato a questo riconoscimento mondiale.
L’iscrizione nella Lista Rappresentativa del Patrimonio
Culturale Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO da parte del
Comitato intergovernativo dell’UNESCO riunitosi in Corea, a
Jeju, è avvenuta questa mattina a conclusione di un lungo iter
che ha visto la Regione Campania protagonista accanto al
Mipaf. Con il riconoscimento all’arte dei pizzaiuoli
napoletani, la Campania si conferma la prima regione italiana
al mondo per la sua produzione culturale agroalimentare.
Infatti gli unici due elementi italiani iscritti nella lista
dell’UNESCO del patrimonio culturale immateriale sono Campani:
la Dieta Mediterranea iscritta nel 2010 e, oggi, l’arte dei
pizzaiuoli napoletani.

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“La Campania è il luogo in cui l’eccellenza alimentare diventa
cultura, questo è quanto dimostra il riconoscimento dell’Arte
del Pizzaiuolo quale Patrimonio Immateriale dell’UNESCO. Per
il futuro la Campania deve muoversi nel sentiero di una
valorizzazione innovativa del suo patrimonio, capace di unire
la storia millenaria del territorio alla creatività di
artigiani e famiglie. Sono loro, i pizzaiuoli, protagonisti di
una tradizione che, a partire dalla manipolazione di prodotti
semplici quali l’acqua e la farina, realizzano veri capolavori
dell’alimentazione che tutto il mondo ci invidia” sottolinea
il Presidente Vincenzo De Luca commentando il prestigioso
riconoscimento.
“Questo risultato premia la tenacia dei pizzaiuoli e delle
loro associazioni, impegnati al fianco del Ministero
dell’Agricoltura e della Regione Campania nella lunga strada
che dal 2009 ad oggi ha portato al raggiungimento del
fondamentale riconoscimento dell’UNESCO. Grazie anche al
professor Pier Luigi Petrillo, capo dell’ufficio legislativo
della Regione, che ha scritto il dossier di candidatura dei
Pizzaiuoli napoletani e ha coordinato il negoziato
internazionale” ha concluso De Luca.
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OCM    VINO,    USCITE    LE
GRADUATORIE MA IN TOSCANA
VANNO AL SORTEGGIO PUBBLICO

Uscite le graduatorie con decreto direttoriale
del ministero delle Politiche agricole. Ma in
Toscana tirano la monetina in alto per decidere
a chi andranno i fondi per promuovere il vino
made in Italy all’estero

Uscite le graduatorie con decreto direttoriale del ministero
delle Politiche agricole. Ma in Toscana tirano la monetina in
alto per decidere a chi andranno i fondi per promuovere il
vino made in Italy all’estero. E la convocazione è il prossimo
12 dicembre 2017 alle ore 9:30 presso gli uffici Sviluppo
Toscana Spa.

Questo è quanto si legge dalla documentazione di cui AGRICOLAE
FEDERCONSORZI, GALLINELLA, M5S: HANNO DETTO NO A PER - Agricolae
è venuta in possesso in merito alla misura della promozione
del vino sui mercati dei paesi terzi Regolamento (UE)
1308/2013. Campagna 2017/2018 – Convocazione sorteggio
pubblico. “Al fine di procedere al sorteggio pubblico previsto
al punto 8.5 dell’allegato A della deliberazione Giunta
Regionale n. 1101 del 9 ottobre 2017, previsto in caso di
parità di punteggio fra i soggetti proponenti che hanno
aderito alla misura in oggetto, i soggetti in indirizzo sono
convocati per il prossimo martedì 12 dicembre 2017 alle ore
9,30, presso gli uffici di Sviluppo Toscana Spa – Via Cavour
39 – Firenze 2° piano”, si legge in una nota dello Sviluppo
Toscana. “E’ richiesta la partecipazione da parte del soggetto
che ha firmato la domanda di contributo o di un suo delegato,
munito di delega scritta accompagnata da fotocopia del
documento di identità del delegante”.

OCM VINO, ECCO LE GRADUATORIE   MIPAAF

Posted by Redazione × Pubblicato il 07/12/2017 at 12:06

                                                Arrivati entro
                                                come previsto
                                                entro  il  6
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                                                graduatoria
                                                Ocm vino. Da
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                                           però, fino a
                                           ieri al Mipaaf
                                           si         era
                                           convinti    di
prorogare il termine e di aspettare le sentenze del Tar.
 Un’accelerazione che potrebbe far pensare che si stiano
sciogliendo alcuni nodi

Qui di seguito Agricolae pubblica la graduatoria:
Decreto_Direttoriale_n._88707_del_6_dicembre_2017_Approvazione
_graduator…

PIZZA UNESCO, DE CASTRO: ORA
AVANTI CON COLLINE PROSECCO
“Dopo la Dieta mediterranea nel 2010, primo elemento culturale
al mondo a carattere alimentare iscritto nella lista
dell’Unesco, arriva anche per l’arte dei pizzaiuoli napoletani
il riconoscimento a patrimonio dell’umanità dell’Unesco”. Così
Paolo De Castro, Primo Vice Presidente della Commissione
agricoltura del Parlamento europeo, commenta la notizia
arrivata questa notte dalla Corea. “Dopo la battaglia a
Bruxelles- prosegue De Castro- che ha portato nel 2010 a
iscrivere la pizza napoletana nell’elenco delle specialità
tradizionali garantite dell’Unione europea, quello di oggi è
un altro importante risultato ottenuto nel percorso di tutela
e valorizzazione di quello che e’ forse uno dei prodotti più
amati e conosciuti del Made in Italy agroalimentare”.
L’eurodeputato conclude con un augurio: “speriamo che sia
possibile ottenere la stessa bella notizia al più presto anche
per “Le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene” la
cui candidatura è stata ufficialmente presentata quest’anno
dal Ministro Martina”.
PIZZA UNESCO, C’E’ CHI E’
FELICE MA NON TROPPO. AD EXPO
NON C’ERA. MENTRE IN USA
RAPPRESENTAVA    UN  VERA   E
PROPRIA ‘SLICE’ DEL GOVERNO
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lo napoletano è diventata patrimonio dell’umanità Unesco. Ma
tra gaudio e soddisfazione, il deputato di Forza Italia Paolo
Russo ricorda la ‘mortificazione’ ad Expo. Che ha escluso
proprio la pizza. “L’Unesco riconosce all’arte dei pizzaioli
napoletani il suo sigillo! Un successo per la Campania che
con la Dieta Mediterranea e la Festa dei Gigli di Nola é la
regione più presente nella lista rappresentativa del
patrimonio culturale immateriale” scrive il deputato e
coordinatore FI della città metropolitana di Napoli, Paolo
Russo.

“Questo successo non mi fa però dimenticare, anzi esalta, gli
imbarazzi, le titubanze e le scelte scellerate di quanti oggi
esultano e saltano sul carro dei vincitori e dei pizzaioli, ma
ieri relegarono proprio la pizza ad una insostenibile
marginalità in occasione dell’Expo di Milano. Fu una scelta
geopolitica: non vi erano multinazionali pronte ad investire,
non vi erano avveduti ed apprezzati (prevalentemente dal
sistema bancario!) imprenditori settentrionali, non vi erano –
ha aggiunto il deputato – “giornaloni” pronti a sostenere le
ragioni di un prodotto che rispondeva come nessuno alla
domanda dell’Expo nutrire il pianeta”

Agricolae aveva affrontato, proprio nel 2015, il tema.
Approfondendo anche il potere delle lobby politiche americane:

PIZZA: IN ITALIA CANDIDATA A PATRIMONIO UNESCO. IN USA UNA
DELLE LOBBY DEL CIBO PIU’ POTENTI DI WASHINGTON. MA AD EXPO
NON C’E’. SCHIERATA DALLA PARTE DEI REPUBBLICANI, A SUON DI
EMENDAMENTI, CUI IL SETTORE HA DATO 1,3 MLN DOLLARI CONTRO I
157MILA DATI AI DEMOCRATICI

Posted by Redazione × Pubblicato il 26/03/2015 at 14:45
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ata a diventare patrimonio Unesco dopo la bocciatura del 2012,
dall’altra parte dell’Oceano è espressione di una delle più
potenti lobby del cibo Usa e motivo di opposizione fra
democratici e repubblicani. Ma ad Expo sarà un prodotto come
un altro inserito nel percorso sensoriale assieme alle
eccellenze agricole ed agroalimentari italiane. Ma se lo spot
Expo-Rai andato in onda sulle reti pubbliche prendeva proprio
la pizza come esempio dell’italianità “mancata” e non
sfruttata riportando il caso dell’inglese che ne ha fatto un
business mondiale, al padiglione Italia di Milano se ne
parlerà poco. “Parliamone all?expo”, chiudeva lo spot. E la
“forza” che la pizza ha all’estero è la dimostrazione di
quanto potrebbe essere – a dirla con lo spot Rai – una vera
occasione mancata. Negli Stati Uniti infatti rappresenta a
tutti gli effetti una vera e propria “slice” di governo del
paese. Negli Usa è anche espressione di chi difende – a suon
di emendamenti – gli interessi di quella fresca e chi invece
quelli della surgelata. Si parla della pizza, alimento simbolo
del Made in Italy nel mondo. Proprio oggi la pizza è
protagonista di una giornata di mobilitazione in occasione
della convocazione della Commissione Italiana Unesco a Roma
per l’atteso via libera nazionale all’inserimento dell’Arte
dei Pizzaiuoli napoletani nella “Lista del patrimonio
culturale immateriale dell’umanità”. Un alimento molto amato,
anche negli Stati Uniti, dove però negli ultimi anni è finito
sotto attacco nell’ambito delle campagne salutistiche portate
avanti in primis dalla first lady Michelle Obama.

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ltre lobby del cibo rappresentate a Washington, quella della
pizza non ha assecondato le richieste del governo, come ha
riscostruito un’inchiesta dell’agenzia americana Bloomberg
intitolata “Dentro la potente lobby che sta combattendo per il
tuo diritto di mangiare pizza”.

Circa 41 milioni di americani, più della popolazione della
California, mangia un pezzo di pizza tutti i giorni. Da
qualche anno però l’atteggiamento è cambiato e la pizza è
diventata un bersaglio al pari di soda e patatine fritte. I
nuovi standard federali sulla nutrizione per i pasti
scolastici, parte di una legge del 2010, l’hanno messa in
discussione. Le regole di etichettatura dei menu, entrate in
vigore alla fine di quest’anno, sono sembrate particolarmente
onerose per i proprietari di pizzerie. Le nuove leggi e
l’opinione pubblica avevano convinto altri a cambiare le
proprie politiche molto prima che il governo lo richiedesse.
McDonald, per esempio, ha tolto volontariamente la soda dagli
Happy Meals e ha aggiunto il numero delle calorie ai suoi
menu. I sostenitori della pizza hanno optato invece per una
strada diversa. Si sono separati dalle altre lobby alimentari
e hanno scelto una via più combattiva. L’anno scorso per
attività di lobbying hanno speso 500 mila dollari, e 1,5
milioni di dollari in contributi nelle ultime due tornate
elettorali.

L’American Pizza Community (APC) ha fatto notare che visto le
potenziali combinazioni di condimenti della pizza, fornire
informazioni precise sulle calorie sarebbe “quasi
impossibile”, mentre le catene specializzate in consegna hanno
sostenuto che non avrebbe senso un menu con informazioni sulle
calorie quando pochissimi clienti le leggerebbero.

Altro punto che ha fatto storcere il naso è stato che nei
regolamenti proposti dalla Food and Drug amministration le
pizzerie dovevano indicare le calorie di una pizza intera
piuttosto che di una sola fetta. Quasi tutte le pizze di
solito non supera le 4000 calorie – riporta ancora Bloomberg -
, ma i sostenitori della pizza fanno notare come la maggior
parte degli americani ne mangia uno o più fette ma quasi mai
una intera.
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resso ha approvato un aggiornamento nutrizionale per il pranzo
delle scuole federali sovvenzionate, sostenuto da Michelle
Obama. Quando l’Usa, il Dipartimento dell’Agricoltura
americano, ha pubblicato i dettagli è comparsa una norma
apparentemente oscura che aumentava la quantità minima di
concentrato di pomodoro necessario per essere considerata come
una porzione di verdura – e si è acceso un faro sulla lobby
della pizza surgelata (che ormai si muove in modo separato da
quella fresca forse da quando Domino – una della più grandi
catene del settore – l’aveva definita pochi anni fa come “la
radice di tutti i mali” sui suoi cartoni).

Al concentrato di pomodoro veniva dato un credito
supplementare. Quindi 2 cucchiai di concentrato di pomodoro –
grosso modo la quantità su una fetta di pizza – era
considerato l’equivalente di una porzione di verdure. Ma le
nuove regole dovrebbero modificare questo aspetto. Nel 2011
l’Istituto nazionale della pizza congelata ha inviato una
lettera all’Usda sostenendo che si sarebbe dovuta aumentare
così tanto la quantità di pomodoro concentrato da rendere poi
impossibile aggiungere formaggio o altri condimenti.
Nell’agosto dello stesso anno un nutrizionista parlando al
Congresso sottolineò come le norme proposte avrebbero
eliminato dalle mense molti alimenti ricchi di nutrienti fra
cui appunto la pizza.

Nel novembre 2011, il Congresso ha bloccato alcuni cambiamenti
nutrizionali proposti dal Dipartimento dell’agricoltura. Da
allora, le riduzioni di sodio e gli aumenti di cereali
integrali hanno subito dei ritardi – appoggiati dalla lobby
della pizza surgelata.

La lobby della pizza spera ora in tempi migliori. Da sempre
infatti tende a sostenere i repubblicani. Negli ultimi due
cicli elettorali, i candidati federali repubblicani hanno
ricevuto circa 1,3 milioni dollari dal settore a fronte dei
157 mila dollari andati ai democratici. (Il più grande
beneficiario nel 2012 è stato il candidato presidenziale Mitt
Romney).

Adesso con i repubblicani che guidano il Congresso, si parla
di invertire alcune politiche nutrizionali che i conservatori
considerano come progetti della first lady e un esempio di
politica sbilanciata. Per gli amanti della pizza la speranza è
che le due lobby del settore, fresca e congelata, possano
superare le loro spaccature e unire le forze in difesa di un
alimento che è diventato simbolo d’America al pari della torta
di mele.

PIZZA, RUSSO, FI: MENO MALE
CHE     C’E’      L’UNESCO.
RICONOSCIMENTO                                  RIPAGA
MORTIFICAZIONE EXPO
L’Unesco riconosce all’arte dei pizzaioli napoletani il suo
sigillo!   Un successo per la Campania     che con la Dieta
Mediterranea e la Festa dei Gigli di Nola é la regione più
presente nella lista rappresentativa del patrimonio culturale
immateriale”: così il deputato e coordinatore FI della città
metropolitana di Napoli, Paolo Russo.

“La nostra impareggiabile storia, la cultura e le manifatture,
i luoghi, il clima, la bonomia, la giovialità ed il saper
vivere: questa la ricetta del nostro successo. Grazie a quanti
hanno consentito tutto ciò, a partire da Alfonso Pecoraro
Scanio e da Coldiretti che hanno iniziato questa avvincente
sfida”: ha proseguito Russo.

“Questo successo non mi fa però dimenticare, anzi esalta, gli
imbarazzi, le titubanze e le scelte scellerate di quanti oggi
esultano e saltano sul carro dei vincitori e dei pizzaioli, ma
ieri relegarono proprio la pizza ad una insostenibile
marginalità in occasione dell’Expo di Milano. Fu una scelta
geopolitica: non vi erano multinazionali pronte ad investire,
non vi erano avveduti ed apprezzati (prevalentemente dal
sistema bancario!) imprenditori settentrionali, non vi erano –
ha aggiunto il deputato – “giornaloni” pronti a sostenere le
ragioni di un prodotto che rispondeva come nessuno alla
domanda dell’Expo nutrire il pianeta”

“Un prodotto facilmente replicabile, a basso costo, ad alto
valore nutritivo, dalla grande storia ed interprete di una
agricoltura legata ai territori. Olio, mozzarella, farina e
pomodoro.

Ma tant’è. Oggi godiamoci questo successo e proviamo a
declinarlo in chiave di valore condiviso di civiltà e
dignità”, ha concluso Paolo Russo.

Agricolae aveva scritto:

PIZZA: IN ITALIA CANDIDATA A PATRIMONIO UNESCO. IN USA UNA
DELLE LOBBY DEL CIBO PIU’ POTENTI DI WASHINGTON. MA AD EXPO
NON C’E’SCHIERATA DALLA PARTE DEI REPUBBLICANI, A SUON DI
EMENDAMENTI, CUI IL SETTORE HA DATO 1,3 MLN DOLLARI CONTRO I
157MILA DATI AI DEMOCRATICI

Posted by Redazione × Pubblicato il 26/03/2015 at 14:45

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ata a diventare patrimonio Unesco dopo la bocciatura del 2012,
dall’altra parte dell’Oceano è espressione di una delle più
potenti lobby del cibo Usa e motivo di opposizione fra
democratici e repubblicani. Ma ad Expo sarà un prodotto come
un altro inserito nel percorso sensoriale assieme alle
eccellenze agricole ed agroalimentari italiane. Ma se lo spot
Expo-Rai andato in onda sulle reti pubbliche prendeva proprio
la pizza come esempio dell’italianità “mancata” e non
sfruttata riportando il caso dell’inglese che ne ha fatto un
business mondiale, al padiglione Italia di Milano se ne
parlerà poco. “Parliamone all?expo”, chiudeva lo spot. E la
“forza” che la pizza ha all’estero è la dimostrazione di
quanto potrebbe essere – a dirla con lo spot Rai – una vera
occasione mancata. Negli Stati Uniti infatti rappresenta a
tutti gli effetti una vera e propria “slice” di governo del
paese. Negli Usa è anche espressione di chi difende – a suon
di emendamenti – gli interessi di quella fresca e chi invece
quelli della surgelata. Si parla della pizza, alimento simbolo
del Made in Italy nel mondo. Proprio oggi la pizza è
protagonista di una giornata di mobilitazione in occasione
della convocazione della Commissione Italiana Unesco a Roma
per l’atteso via libera nazionale all’inserimento dell’Arte
dei Pizzaiuoli napoletani nella “Lista del patrimonio
culturale immateriale dell’umanità”. Un alimento molto amato,
anche negli Stati Uniti, dove però negli ultimi anni è finito
sotto attacco nell’ambito delle campagne salutistiche portate
avanti in primis dalla first lady Michelle Obama.

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ltre lobby del cibo rappresentate a Washington, quella della
pizza non ha assecondato le richieste del governo, come ha
riscostruito un’inchiesta dell’agenzia americana Bloomberg
intitolata “Dentro la potente lobby che sta combattendo per il
tuo diritto di mangiare pizza”.
Circa 41 milioni di americani, più della popolazione della
California, mangia un pezzo di pizza tutti i giorni. Da
qualche anno però l’atteggiamento è cambiato e la pizza è
diventata un bersaglio al pari di soda e patatine fritte. I
nuovi standard federali sulla nutrizione per i pasti
scolastici, parte di una legge del 2010, l’hanno messa in
discussione. Le regole di etichettatura dei menu, entrate in
vigore alla fine di quest’anno, sono sembrate particolarmente
onerose per i proprietari di pizzerie. Le nuove leggi e
l’opinione pubblica avevano convinto altri a cambiare le
proprie politiche molto prima che il governo lo richiedesse.
McDonald, per esempio, ha tolto volontariamente la soda dagli
Happy Meals e ha aggiunto il numero delle calorie ai suoi
menu. I sostenitori della pizza hanno optato invece per una
strada diversa. Si sono separati dalle altre lobby alimentari
e hanno scelto una via più combattiva. L’anno scorso per
attività di lobbying hanno speso 500 mila dollari, e 1,5
milioni di dollari in contributi nelle ultime due tornate
elettorali.

L’American Pizza Community (APC) ha fatto notare che visto le
potenziali combinazioni di condimenti della pizza, fornire
informazioni precise sulle calorie sarebbe “quasi
impossibile”, mentre le catene specializzate in consegna hanno
sostenuto che non avrebbe senso un menu con informazioni sulle
calorie quando pochissimi clienti le leggerebbero.

Altro punto che ha fatto storcere il naso è stato che nei
regolamenti proposti dalla Food and Drug amministration le
pizzerie dovevano indicare le calorie di una pizza intera
piuttosto che di una sola fetta. Quasi tutte le pizze di
solito non supera le 4000 calorie – riporta ancora Bloomberg -
, ma i sostenitori della pizza fanno notare come la maggior
parte degli americani ne mangia uno o più fette ma quasi mai
una intera.
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resso ha approvato un aggiornamento nutrizionale per il pranzo
delle scuole federali sovvenzionate, sostenuto da Michelle
Obama. Quando l’Usa, il Dipartimento dell’Agricoltura
americano, ha pubblicato i dettagli è comparsa una norma
apparentemente oscura che aumentava la quantità minima di
concentrato di pomodoro necessario per essere considerata come
una porzione di verdura – e si è acceso un faro sulla lobby
della pizza surgelata (che ormai si muove in modo separato da
quella fresca forse da quando Domino – una della più grandi
catene del settore – l’aveva definita pochi anni fa come “la
radice di tutti i mali” sui suoi cartoni).

Al concentrato di pomodoro veniva dato un credito
supplementare. Quindi 2 cucchiai di concentrato di pomodoro –
grosso modo la quantità su una fetta di pizza – era
considerato l’equivalente di una porzione di verdure. Ma le
nuove regole dovrebbero modificare questo aspetto. Nel 2011
l’Istituto nazionale della pizza congelata ha inviato una
lettera all’Usda sostenendo che si sarebbe dovuta aumentare
così tanto la quantità di pomodoro concentrato da rendere poi
impossibile aggiungere formaggio o altri condimenti.
Nell’agosto dello stesso anno un nutrizionista parlando al
Congresso sottolineò come le norme proposte avrebbero
eliminato dalle mense molti alimenti ricchi di nutrienti fra
cui appunto la pizza.

Nel novembre 2011, il Congresso ha bloccato alcuni cambiamenti
nutrizionali proposti dal Dipartimento dell’agricoltura. Da
allora, le riduzioni di sodio e gli aumenti di cereali
integrali hanno subito dei ritardi – appoggiati dalla lobby
della pizza surgelata.

La lobby della pizza spera ora in tempi migliori. Da sempre
infatti tende a sostenere i repubblicani. Negli ultimi due
cicli elettorali, i candidati federali repubblicani hanno
ricevuto circa 1,3 milioni dollari dal settore a fronte dei
157 mila dollari andati ai democratici. (Il più grande
beneficiario nel 2012 è stato il candidato presidenziale Mitt
Romney).

Adesso con i repubblicani che guidano il Congresso, si parla
di invertire alcune politiche nutrizionali che i conservatori
considerano come progetti della first lady e un esempio di
politica sbilanciata. Per gli amanti della pizza la speranza è
che le due lobby del settore, fresca e congelata, possano
superare le loro spaccature e unire le forze in difesa di un
alimento che è diventato simbolo d’America al pari della torta
di mele.

PIZZA,                                 CONFEURO:
RICONOSCIMENTO                       IMPORTANTE.
ISTITUIRE   CARTA   MIGLIORI
PRODUZIONI REGIONALI
“L’iscrizione da parte dell’Unesco dell’arte del pizzaiuolo
napoletano nella lista degli elementi dichiarati patrimonio
dell’umanità – dichiara in una nota il presidente nazionale
Confeuro, Andrea Michele Tiso – rappresenta un riconoscimento
importante per l’enogastronomia campana e italiana, nonché un
chiaro segnale su quale evoluzione deve avere il settore
primario nostrano nel prossimo futuro. Come Confeuro –
prosegue Tiso – siamo assolutamente certi del valore della
qualità delle produzioni agroalimentari del Bel Paese; ed è
per questo che insistiamo sulla necessità di avere politiche
agricole nazionali ed europee che guardino a questo aspetto
più che a quello della quantità delle derrate alimentari
prodotte. Ci teniamo inoltre a sottolineare – conclude Tiso –
che riteniamo ancora valida la nostra proposta di istituire
una carta delle migliori produzioni agricole regionali. Il
riconoscimento da parte dell’Unesco dell’arte del pizzaiuolo
napoletano conferma infatti il valore culturale e sociale
delle produzioni locali italiane e il grande potenziale,
ancora inesplorato, che si cela dietro di esse”.

PAC POST 2020, AGROMECCANICI
VENETO   PRONTI    A   SFIDA
INNOVAZIONE

Pac post 2020: agromeccanici
del Veneto, con le loro
1.200 le imprese associate a
Fimav, pronte a raccogliere
la sfida dell’innovazione

“Gli agromeccanici del Veneto, con le loro 1.200 le imprese
associate a Fimav, sono pronte a raccogliere la sfida
dell’innovazione, della lotta ai cambiamenti climatici, della
sostenibilità sociale ed occupazionale, con l’obiettivo di
accompagnare la diffusione della tecnologia nelle imprese
agricole e migliorarne la redditività. Il nostro comparto, che
sviluppa un fatturato aggregato di 50 milioni di euro su scala
regionale, non può tuttavia essere l’unico anello della
filiera chiamato ad assumersi il rischio di impresa”. Lo ha
detto Gianni Dalla Bernardina all’assemblea dei quadri e
dirigenti della Federazione delle imprese di meccanizzazione
agricola del Veneto, che ha visto la partecipazione di oltre
120 persone e più di 70 imprese dei servizi per conto terzi in
agricoltura.

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L’attenzione al settore è stata manifestata anche dal
governatore del Veneto, Luca Zaia, in un messaggio e
dall’assessore all’Agricoltura del Veneto, Giuseppe Pan,
presente all’evento, che ha rassicurato la platea annunciando
che ha preso il via l’iter per permettere ai contoterzisti di
edificare in aree rurali e altre attività legate alla
certificazione e all’innovazione.

Nel mirino di quadri e dirigenti di Fimav, anche la Politica
agricola comune 2020-2027, che si pone gli obiettivi di
garantire l’equo tenore di vita degli agricoltori, la
protezione dell’ambiente, contrastare i cambiamenti climatici.
“Il nuovo modello della Pac – ha detto Alberto Zannol della
Direzione Agroalimentare della Regione Veneto – stabilisce che
l’Unione europea fissi i parametri politici di base, come ad
esempio gli obiettivi economici, sociali e ambientali, approva
i piani strategici nazionali e regionali, mentre gli Stati
Membri scelgono ed elaborano gli interventi in funzione la
propria realtà, elaborano un piano strategico per il Primo e
Secondo pilastro, definiscono il loro contributo agli
obiettivi dell’Ue, stabiliscono le conformità e le misure di
controllo, hanno la responsabilità del rispetto del bilancio”.

#####

Sarà una Pac che guarda con attenzione agli investimenti, alle
nuove tecnologie, i big data, l’economia circolare, che
pianifica attentamente un modello di gestione dei rischi e
che, nell’ambito dell’innovazione, stabilisce una forte
sinergia con le politiche di ricerca e sviluppo, formazione e
consulenza.

“Le imprese di meccanizzazione agricola, in quest’ambito,
potranno svolgere un ruolo di ancora maggiore responsabilità,
per garantire una produzione crescente, una più equa
redistribuzione dei redditi, nel rispetto della sostenibilità
ambientale, occupazionale ed economica”, ha ribadito Dalla
Bernardina. Alcune azioni mirate agli investimenti si
ritroveranno anche nella Legge di Stabilità, che per il 2018
replica sostegni strategici per le imprese agromeccaniche come
il super-ammortamento del 140%, l’iper-ammortamento al 250%
per investimenti innovativi e digitali inseriti nel Piano
industria 4.0, la Sabatini Ter, dedicata alle micro, piccole e
medie imprese che vogliono acquisire impianti, attrezzature,
macchinari e beni strumentali, hardware, software e tecnologie
digitali ad uso produttivo.
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