DIETRO LE FACCINE. ALLE ORIGINI DELLA SCRITTURIZZAZIONE DEL VOLTO NELLA COMUNICAZIONE ONLINE - IRIS UNI TORINO
←
→
Trascrizione del contenuto della pagina
Se il tuo browser non visualizza correttamente la pagina, ti preghiamo di leggere il contenuto della pagina quaggiù
underkammer 1 123 Gabriele Marino DIETRO IL CALENDARIOMM LE FACCINE. REPUBBLICANO ALLE FR ORIGINI DELLA SCRITTURIZZAZIONE DEL VOLTO NELLA COMUNICAZIONE ONLINE Il volto che si fa scrittura e la scrittura che si fa volto molte app (per esempio Satispay, dedicata ai e piattaforme più (Snapchat, FaceApp) o meno del computer o dello smartphone non siamo pagamenti digitali) costringono i neo-iscritti a (Instagram, TikTok) specializzati. È questo un materialmente in grado di percepire alcune Quello che per brevità possiamo chiamare caricare foto profilo in cui il volto sia mostrato volto che potremmo definire proiettivo: proie- dimensioni semiotiche e i relativi segnali, vo- semplicemente “volto” accompagna, marca in chiaro, frontalmente e senza accessori, pena zione del volto che vorremmo (anche se maga- lontari e involontari, che queste possono pro- e determina la nostra comunicazione online l’impossibilità di completare l’iscrizione e uti- ri soltanto effimeramente e ludicamente), ma durre, quali sguardo ed espressioni facciali e in molti modi1. I nostri avatar (alla lettera, le lizzare quindi il servizio. Oggi, insomma, siamo anche risultato della proiezione su di esso di tratti soprasegmentali come tono della voce, nostre “incarnazioni” digitali), per esempio le costretti, come si dice, a “metterci la faccia”. La vari dispositivi che potremmo definire para- prosodia e inflessione; segnali che, nella inte- nostre foto profilo su un dato social network, quale resta, però, un dispositivo semiotico es- facciali, i quali lo truccano, accessoriano, tra- razione in praesentia, consentono una decodi- sono quasi sempre un’immagine del nostro senzialmente sintattico, posizionale: se come ducono; pensiamo ai filtri che ci dotano di len- fica più completa e auspicabilmente corretta volto: tipicamente, un nostro ritratto fotogra- foto profilo, invece del mio volto “naturale”, tiggini od orecchie a punta, che ci snelliscono, dei messaggi (oltre che della stessa situazione fico. E quando pure questi avatar non mostri- scelgo di mostrare l’immagine del mio gatto, la invecchiano o fanno cambiare genere, oppure comunicativa)5. Una certa frase può essere no il nostro volto, essi significano sempre e bandiera arcobaleno simbolo delle rivendica- a quelli che trasformano una foto in cartoon o detta in maniera neutra, ossia seriamente: comunque in riferimento a esso, per differen- zioni LGBTQ+, una foto di Vladimir Putin o un vi intervengono plasticamente applicando un quando semantica e pragmatica si sovrappon- za, ponendosi implicitamente in opposizione monocromo nero, sto invitando i miei contatti dato stile pittorico. gono punto per punto e l’intenzione, quindi, al classico modello della fototessera (o del social a considerare de facto come “mio volto”, A un volto che si fa scrittura e (ci) rappresenta, è veicolare quel messaggio che è desumibile selfie: il formato dell’autoritratto fotografico euforicamente e sinergicamente oppure disfo- in accordo con formati e grammatiche cristal- dalla mera decodifica della sequenza alfanu- testimoniale per eccellenza)2. Il nostro volto ricamente e polemicamente, quelle immagini. lizzati (avatar, selfie, filtri), fa da controcanto merica che compone il testo. Oppure la mede- ci identifica all’interno di una ecologia mediale Così inteso, partecipe della dimensione origi- una scrittura, parimenti metabolizzata in seno sima frase può essere detta giocando entro lo che è la Rete della – supposta, dichiarata – tra- nariamente indessicale del mezzo e del testo ai nostri abiti comunicativi digitali, che prova a spazio di possibilità che si apre tra semantica e sparenza: quel social web che si è andato au- fotografico, adoperato come metonimia e si- darsi un volto: che prova, anzi, a farsi volto. Il pragmatica: per esempio ricorrendo all’ironia, tonormando in opposizione all’Internet delle neddoche della persona, il volto assume un volto delle “faccine”4. atto linguistico la cui forza illocutoria mira a origini (fatto di chatroom, forum, blog), in cui valore mimetico (deve, vuole somigliarci) e rovesciare il senso proposto alla lettera dalla anonimato anagrafico e camouflage visivo rap- identitario (ci individua, ci situa), anche qua- locuzione. È proprio per rendere conto della presentavano non l’eccezione ma la regola3. lora non rivesta una funzione in senso stretto Emoticon dimensione – direbbero i semiologi – timica Oggi, invece, molte piattaforme social (per rappresentativa (referenziale) ma costruttiva e patemica implicata ma difficilmente disim- esempio Facebook) costringono utenti dai (utopica): è il caso del volto interpolato dall’ap- Le faccine nascono come “volti diacritici”; plicabile dalla scrittura in sé, specialmente a nomi “strani” (manifestamente pseudo o ete- plicazione, effettuata in tempo reale (quando metasegni esplicativi, disambiguatori la cui fronte di tempi (la messaggistica è in tempo re- ronomici) a cambiare username, richiedendo ci autoinquadriamo tramite la camera dello funzione è essenzialmente vicaria: sopperire ale) e spazi ridotti (la rapidità dell’interazione addirittura l’invio della copia di un documento smartphone) o ex post (a partire da uno scatto alla povertà paralinguistica tipica della co- implica la sua concisione, brachilogia; nei primi d’identità, pena il blocco dell’account, mentre fotografico), dei filtri disponibili su programmi municazione mediata. Davanti allo schermo sms o su Twitter vi è un limite preciso al nume- Gabriele M arino I LAVORI
underkammer 1 125 ro di caratteri adoperabili), che ci si è inventati lizzano elementi paralinguistici, come punti allo scopo di marcare il nostro apprezzamento La somiglianza semantico-lessicale di questo le emoticon: per provare a rendere esplicito il esclamativi e, appunto, faccine, in maggiore o comunque il nostro atteggiamento rispetto a termine con emoticon è sì opportuna, ma del nostro stato d’animo, con tutto quello che ne quantità rispetto agli utenti avanzati8. Al di là un dato contenuto9. tutto paretimologica: in giapponese e (絵) si- consegue. dei singoli esempi analizzati e del dato aned- gnifica “immagine” e moji (文字) “personaggio”. All’ennesimo malinteso e conseguente bat- dotico-filologico, questo studio è importante Se le emoticon nascono per esplicitare le emo- tibecco scoppiato sulla board di discussione anche perché, presentando in appendice una Emoji zioni e per farlo ricorrono alla stilizzazione del della Carnegie Mellon University di Pittsbur- serie di memorandum preparati da istituzio- volto umano, nel canone kuritiano, al contra- gh, in Pennsylvania, ospitata della piattafor- ni e aziende per spiegare ai propri membri Nell’altalena della pragmatica linguistica, che rio, la presenza del volto – e del volto fisio- ma Usenet (storico precursore dei forum), e dipendenti come decodificare e utilizzare oscilla tra cristallizzazione e usura, da una par- gnomicamente connotato – appare piuttosto l’utente Scott E. Fahlman, trentaquattrenne correttamente le faccine, testimonia un im- te, e moltiplicazione e rinnovamento, dall’altra, marginale: le emoji, allora, sono essenzialmen- formatosi come informatico al MIT di Boston, portante momento all’interno del processo le emoticon hanno ampliato sempre più la loro te immagini stilizzate, non più da “guardare di propone di utilizzare un espediente (tipo)gra- di informalizzazione della lingua: quella che gamma di utilizzi e il loro vero e proprio diritto sbieco”, la cui vocazione è raccontare storie12. fico per segnalare le battute (jokes), inserendo utilizziamo online è, infatti, una sorta di in- di parola. Hanno cominciato a indicare non più Se le prime sono grassroots, ossia nascono dal a fine frase il “personaggio” (character) :-) (da terlingua, un ibrido che non può fare a meno solo una data emozione o atteggiamento as- basso, dalle comunità di parlanti (Fahlman), le “leggersi di traverso”, inclinando cioè il capo a di simulare alcune caratteristiche del parla- sociati a un dato enunciato, ma hanno assunto seconde nascono corporate (Kurita per DoCo- sinistra), e di marcare gli enunciati “che NON to e dell’interazione faccia-a-faccia in forma la funzione di strutturatori del discorso, una Mo): le emoji appaiano subito proiettate nel sono battute” con :-(. Fahlman aggiunge che scritta, ricorrendo a un linguaggio grafico-vi- vera e propria punteggiatura vicaria (la faccina mondo non tanto della comunicazione, quanto sarebbe assai più conveniente impiegare so- sivo. Le emoticon guadagnano un immediato, sorridente sta anche per un punto esclamati- più propriamente del marketing13. Lo statu- lamente quest’ultimo simbolo, dato che le bat- enorme successo proprio per questo motivo: vo, suggeriva già lo studio del 1987), e hanno to subito istituzionalizzato di queste nuove tute sono molto più numerose delle frasi dette rispondono a un’esigenza specifica, pressante cominciato a sostituire, grazie alla loro capa- faccine sembra essere confermato anche dal seriamente. La conversazione viene salvata e e diffusa, sono facili da utilizzare e a disposi- cità sintetica, intere parole: se intendo dire a confronto con un mondo dell’arte sempre più fa testo, cosicché non abbiamo solo un anno zione di tutti; quella che Fahlman considera qualcuno, allusivamente, vorrei darti un bacio, influenzato dal design e dalla comunicazione di nascita, ma anche il giorno e l’ora esatti: 19 una propria creatura non è, infatti, mai sta- posso dire anche vorrei darti un :-*10. Da ele- digitale: lo dimostra l’acquisizione, avvenuta settembre 1982, 11:446. ta coperta da copyright (accadrà lo stesso, menti accessori per definizione, dalla portata nel 2016, del set originale realizzato dal desi- Queste due faccine polari (divertente vs nel 2007, con l’invenzione dello #hashtag su semantica generalmente giudicata limitata11, gner giapponese da parte del MoMA di New non-divertente) vengono battezzate smi- Twitter). hanno acquisito sempre più un significato pie- York14. ley-faces o smileys, con una controintuitiva Nel corso del tempo l’impiego di questi segni si no e quindi autonomia di significato. Sono di- Il successo delle emoji surclasserà quello del- sovraestensione della declinazione euforica a è moltiplicato (si sono presto create le faccine ventate altro. le antenate emoticon (anche grazie a un certo scapito di quella disforica (che ne rivela la fun- più disparate per veicolare i più disparati stati Nel 1999 il designer ventisettenne Shigetaka “favoritismo tecnologico”; Apple integrerà su zione in ogni caso ludica), e cominceranno a d’animo come, per esempio, lo stupore di :-O) Kurita elabora un set di 176 simboli pittogra- iPhone la tastiera emoji nel 2011, rendendo essere chiamate sistematicamente emoticon, ed è stato istituzionalizzato, ontologizzato da fici, 12x12 pixel ciascuno, per conto di NTT organico l’utilizzo di tale linguaggio per i pro- parola macedonia di emotion e icon, solo dalla linguaggi di codifica, piattaforme e software: DoCoMo, una delle aziende leader nel setto- pri clienti), portando a compimento un per- metà degli anni novanta (alcune fonti diziona- lo standard Unicode, incorporato nei principali re telefonia in Giappone, e in particolare per il corso di affermazione pienamente linguistica, riali riportano come anno il 1994)7. In uno dei programmi di videoscrittura, come Microsoft servizio Web i-mode, pensato per essere fru- oltre il dato paralinguistico, che vedrà l’Oxford primissimi studi sull’argomento, datato 1987, Word, trasforma automaticamente le stringhe ito dai più giovani tramite dispositivi portatili English Dictionary eleggere parola dell’anno tale termine (emoticon), in verità, veniva già :-) e :-(, basate sulla codifica del testo alfanu- come i cellulari: l’idea è facilitare la comunica- 2015, quasi a ribadire l’idea di iconic turn pro- registrato; si tratta di una tesi di laurea che merico in ASCII (American Standard Code for zione tra gli utenti consentendo la produzione posta da Gottfried Boehm, non un elemento indaga le strategie paralinguistiche adoperate Information Interchange), rispettivamente in di contenuti articolati, ma maneggevoli, in ma- lessicale ma la “faccina con le lacrime di gioia” all’interno dei messaggi di posta elettronica e . La loro coda lunga arriva fino alle re- niera rapida e divertente. Nascono quelle che (face with tears of joy), giudicata particolarmen- contenuti nei carteggi di sedici specializzandi actions varate da Facebook nel 2016, “faccine” chiamiamo emoji: il sole ( ), una nuvoletta ( ), te rappresentativa dello Zeitgeist contraddit- in biblioteconomia, articolati in due gruppi in che rappresentano una evoluzione dei likes un ombrello aperto ( ), un pupazzo di neve ( ), e torio e paradossale del momento: . base all’expertise posseduta rispetto al nuovo disponibili sui diversi social (pollici in su per poi un paio di occhi preoccupati ( ), un gatti- La proliferazione delle emoji ha comportato sistema comunicativo: i novizi delle mail uti- Facebook, cuoricini per Twitter e Instagram) no sorridente ( ), un orologio ( ) eccetera. una sorta di movimento au contraire rispet- Gabriele M arino I LAVORI
underkammer 1 127 to alla funzione originaria delle faccine: se le essere comunicata, ma rischia inopinatamen- più subdolamente raffinata, dal suo impiego perché ci mette di fronte alla verità dell’uso emoticon servivano a disambiguare, le emoji te di essere soppiantata dai pittogrammi18. È stilisticamente impacciato: alcune faccine ormai del tutto prostetico che facciamo delle sono spesso o così astratte o così articolate da chiaro che considerazioni di questo tipo non sono invecchiate velocemente, sono passate faccine operando uno spostamento mediale, risultare ambigue. Uno studio del 2016 con- riescono, pure ambendovi, ad andare – direb- di moda, e il loro uso appare esausto; chi do- passando cioè dallo scritto al parlato, onde dotto dal gruppo di ricerca GroupLens Rese- be Gianfranco Marrone – “oltre il bar della co- vesse utilizzarle si autodichiarerebbe così, renderlo maggiormente rilevabile. Se il bravo arch dell’Università del Minnesota ha mostra- municazione”19, visto che sembrano ignorare involontariamente, fuori dal proprio tempo. scrittore è tanto “sommozzatore del testo”26 to come spesso “non sappiamo cosa stiamo almeno quattro elementi fondamentali: ogni Uno studio del 2021 curato dall’agenzia Per- quanto dell’animo umano e sa, quindi, essere dicendo quando usiamo un’emoji”; una buona nuova adozione si assesta come habitus anche spectus Global, basato su un sondaggio som- anche semiologo, ben consapevole che la di- percentuale del campione interrogato, infatti, grazie alla sovraesposizione iniziale ricevuta, ministrato a 2000 inglesi tra i 16 e i 29 anni (la sposizione sintagmatica di alcune passioni ap- non è stata in grado di assegnare con certezza ai discorsi “meta-” che la chiosano e quindi coorte della cosiddetta Generazione Z o degli pare inafferrabile, ossia che alcune delle no- un sentiment (valorizzazione neutra, positiva o moltiplicano (ossia: che la sovrarappresenta- Zoomer, i nati tra la fine degli anni novanta stre sono “passioni senza nome”27 (“Rimango negativa) ad alcune tra le emoji maggiormen- no); scrivere nell’ambiente digitale e online del Novecento e i primi duemiladieci), mostra Ctrl+Alt+Senza parole. Neanche le emoticon te diffuse o, al contrario, vi ha assegnato un non può essere una semplice rimediazione come i giovani, che in media utilizzerebbero possono esprimere l’orrore che provo”28 ), è sentiment opposto rispetto a quello codificato trasparente della scrittura su carta, tenden- 76 emoji a settimana nei loro messaggi, pos- vero anche che, se ci fingiamo in un Gedanke- (esistono dei lemmari ufficiali a cui ci si può do piuttosto naturalmente verso una spiccata siedano precisi dos and don’ts pittografici. Se nexperiment per cui ci fosse improvvisamente appellare in caso di dubbio, a partire da Emoji- multimodalità e multimedialità; l’uso delle fac- appare deprecabile, perché “imbarazzante” precluso di utilizzare faccine nei nostri mes- pedia)15, come nel caso della programmatica- cine, anche di quelle tristi o più genericamente (cringeworthy), l’uso di alcune emoji “vecchio saggi, ci troveremmo in profondo imbarazzo mente contraddittoria grimace face (che, con disforiche, come già accennato, è praticamen- stampo”, come molti dei modi principali per (ci produrremmo forse noi stessi in un re-e- il suo sorriso contrito, potremmo tradurre te sempre accompagnato da una sfumatura dire “ok” (la manina che fa il gesto unendo in- nactment della grimace face): costretti come come “smorfia di imbarazzo”: )16. ludica e autoriflessiva; l’uso delle faccine non dice e pollice, quella con il pollice in su – giudi- saremmo a volgere in parole concetti e imma- si dà mai come esclusivo, ossia come radical- cata “roba vecchia” dal 24% degli intervistati gini che ormai siamo abituati ad affidare alla mente alternativo e sostitutivo rispetto alla – o la spunta del checked, “fatto!”), come il cuo- icasticità della stilizzazione o, al contrario, alla Faccine da non fare o di cui non possiamo parola scritta20. ricino rosso, la faccina che piange a dirotto o sottile preterizione e alla decisa ambiguità as- fare a meno Se, da una parte, alcuni sembrerebbero va- quella contrita in una smorfia di disappunto sociate a certe faccine. gheggiare un tanto romanticheggiante quan- (la già ricordata grimace face), altre come la A fronte della evidente componente di com- to improbabile ritorno alla pura parola scritta, celebrata face with tears of joy, la faccina con- plessità pragmatica che informa questi picco- agli occhi del semiologo appare chiaro come tornata da cuoricini, quella pazzerella con gli Protofaccine li segni visivi, stupiscono – mentre per altro questo nuovo linguaggio “ribolla come la su- occhi strabuzzati (zany face), la melenzana verso, non stupiscono affatto – le campagne perficie del sole”21, per cui se alcune cose (dalle spiccate connotazioni falliche) o la fiam- La vulgata ha sempre storicamente asse- di vero e proprio boicottaggio periodicamente vengono generate e altre si fondono assieme, mella riscuotono, invece, ampio e trasversale gnato la paternità delle emoticon al forum ordite ai danni di faccine et similia allo scopo di altre ancora si freddano e seccano, in un gioco consenso24. Usenet, all’utente Fahlman, alla funzione pa- colpire, tra tutte le componenti classicamen- continuo di moti convettivi tra strati interni e Ci fa sorridere il personaggio di Gina Linet- ralinguistica. Nel tempo però, come per ogni te attribuite alle forme della comunicazione superficiali, centro e margini. A fronte della ti (l’attrice Chelsea Peretti), segretaria del mito che si rispetti, si è cominciato a retroda- online, quella storicamente considerata come consapevolezza che emoticon ed emoji siano 99o distretto della polizia di New York dalla tare ad libitum l’origine delle faccine, essen- la più deprecabile: la semplificazione17. È suf- ormai comprese nelle competenze digitali personalità eufemisticamente sopra le righe, do quello dell’origine esso stesso un mito da ficiente pescare tra i primi risultati restituiti più largamente condivise22, oggi il cosiddetto quando comincia a parlare in modo bizzarro cui sembra difficile riuscire a sottrarsi (spe- da Google alla ricerca di informazioni sul caso analfabetismo funzionale non sarebbe più se- con i propri colleghi e, per spiegare il proprio cialmente in un ambito che, pure eminente- della “parola dell’anno 2015”, per averne una gnalato dall’impiego tecnicamente e pragma- comportamento, dice che “La lingua inglese mente linguistico-comunicativo, finisce per testimonianza tipica: l’autore del breve inter- ticamente scorretto di una data faccina (come non è in grado di catturare appieno la profon- essere trattato come di pertinenza anche del vento si improvvisa semiologo e distingue tra poteva esserlo ai tempi del sito When Parents dità e complessità dei miei pensieri, quindi sto tecnologico-mediale, ambito particolarmen- scrittura e digitazione, perorando la causa del- Text, archivio Wiki costruito per sottolinea- incorporando emoji nella mia parlata per po- te ossessionato dal topos dell’invenzione). Il la parola scritta ed esplicita, la quale richiede re bonariamente i malapropismi dei genitori termi esprimere al meglio. Faccina che strizza primo passo è la retrodatazione all’interno tempo per essere formulata e coraggio per alle prese con sms e chat)23 ma, in maniera l’occhio [winky face]”25; ci fa sorridere, ma solo del mondo digitale. Gabriele M arino I LAVORI
underkammer 1 129 Come riportato in un articolo, adesso offline [la] prima comunità online nonché l’incuba- sul “New York Times”. In realtà, Nabokov parla Ecco come l’ha usata nella sua ultima lettera: (ma recuperabile tramite Internet Archive), tore originale del social computing [compren- di quell’intervista, e di come fosse stata solo in “Tua cugina Vernie è di nuovo una bionda na- pubblicato nel 2000 su “E-mail & More” (co- dendo]: messaggistica istantanea, chat room, minima parte pubblicata, all’interno di una rac- turale —) Will Wamsley è il nuovo sovrinten- stola della celebre rivista specializzata “Smart forum di messaggi, il primo giornale online al colta di interventi più tarda, risalente al 197334. dente della fabbrica. Marge Pinkleman dice Computing”): mondo, narrativa interattiva, emoticon, ani- Lo scambio tra il giornalista Alden Whitman e che hanno cercato di convincere suo marito ad mazioni, beni virtuali ed economie virtuali, una Nabokov, in cui lo scrittore vagheggerebbe la accettare il lavoro —) ma lui ha detto loro che Il 12 aprile 1979, [l’utente] Kevin MacKen- fiorente comunità di sviluppatori, MUD (dun- necessità di introdurre una sorta di punteggia- non poteva accettare meno di 12.000 dollari zie suggerì un modo per vivacizzare i mes- geon multiutente), pubblicazioni personali, tura emotiva, espunto poi dalla pubblicazione all’anno —)”35. saggi di posta elettronica, aridi e privi di screen saver31. sul giornale, recita quanto segue: emozioni. In un’e-mail a MsgGroup (una lista Andando ancora indietro nel tempo e pro- di discussione, nonché una delle prime mai- Dalla metà degli anni settanta, forse già dal Whitman: Come si classifica tra gli scrittori (vi- cedendo dal campo della comunicazione ling list in assoluto), suggerì di aggiungere 1972, su PLATO vengono impiegate configu- venti) e dell’immediato passato? verbale a quello della comunicazione visiva del “sentimento” alle e-mail utilizzando alcu- razioni di caratteri che, grazie alle peculiarità Nabokov: Penso spesso che dovrebbe esiste- e del design, non si può non ricordare la fami- ni simboli visivi e la punteggiatura, come -) di videoscrittura del sistema (è possibile so- re un segno tipografico speciale per indicare liarizzazione con il pittogramma “faccina” ap- per una frase da intendere in modo ironico vrapporre più caratteri gli uni sugli altri), con- un sorriso: una sorta di segno concavo, una portata dalla diffusione su scala globale dello [tongue-in-cheek sentence]. È così che sono sentono di creare figurazioni particolarmente parentesi tonda supina, che è poi quello che smiley giallo: quello inventato nel 1963 dal nate le emoticon . 29 articolate: veri e propri personaggi (alcuni vorrei tracciare in risposta alla sua domanda. grafico Harvey Ball, per conto di una agenzia dei quali verranno anche dotati di nomi dagli assicurativa di Worcester, Massachusetts – Una ulteriore retrodatazione digitale fa riferi- utenti, derivanti dalle combinazioni necessarie Nabokov immagina, insomma, qualcosa del ge- secondo leggenda, per la somma di 45 dollari mento alla piattaforma PLATO. Come ricorda per generarli; per esempio Wobtax: 32), pro- nere: . – e, anche qui, mai coperto da copyright. Lo lo specialista Brian Dear: tagonisti di giochi e intere storie, e non quindi Nel 2007, nel venticinquennale delle emoticon smiley per antonomasia sarà tra i simboli del precursori delle emoticon, quanto piuttosto fahlmaniane, la giornalista del sito Snopes.com movimento psichedelico, durante la prima Il sistema PLATO è stato creato nel 1960 delle emoji. È immaginabile che queste facci- Barbara Mikkelson, specializzata in debunking (1967) e seconda (1988) cosiddetta Summer presso l’Università dell’Illinois. Inizialmente ne non siano assurte agli onori della cronaca e intenzionata a smentire la nota paternità di of Love36. funzionava come un sistema a un unico termi- poiché PLATO rappresentava un’esperienza quell’invenzione, pubblica la notizia per cui già Sempre nel 2007 il lessicografo Benjamin nale collegato al computer ILLIAC. Nel 1963, di nicchia, riservata ai primissimi geeks dell’in- nel 1967 sarebbe stato noto come la corrispon- Zimmer inserisce in una sua breve “Preisto- il sistema era in esecuzione su un CDC 1604 formatica di massa; inoltre, il sito che rende denza privata, cartacea, dei cittadini americani ria delle emoticon” il riferimento a un saggio, con più utenti simultanei. Nel 1972, il sistema possibile a tutti accedere alla sua storia è onli- contenesse segni grafici il cui scopo era rende- For brevity and clarity, scritto nel 1887, in cui si era espanso per gestire un migliaio di uten- ne dal 2000 (nel 2002, per il ventennale delle re elementi paralinguistici, per esempio il tono lo scrittore Ambrose Bierce allude tra il serio ti simultanei su un mainframe CDC CYBER. emoticon fahlmaniane, vi apparirà un breve con cui leggere una determinata affermazione. e il faceto a una “riforma del linguaggio” che La Control Data Corporation ha iniziato a trafiletto polemico proprio per ricordare come Mikkelson lo desume dall’estratto di un articolo comporti l’utilizzo di una punteggiatura capa- commercializzare PLATO nel 1976, cosicché PLATO fosse “arrivato prima” e come sia stato scritto dal giornalista del “Sunday Sun” di Balti- ce di esplicitare quando una frase vada intesa PLATO è stato installato in dozzine di città in invece dimenticato) e il libro che raccoglie le mora Ralph Reppert inserito in un numero del come scherzosa o ironica, ricorrendo a quello tutto il mondo. Molti di questi sistemi erano ricerche del suo curatore, Dear, è stato pubbli- “Reader’s Digest”. Il caso riguarda l’esplicita- che definisce “punto di risatina” (snigger point) interconnessi, rendendo possibile lo scambio cato solo nel 201733. zione di una ironia pungente (in inglese, come o “nota di risata a crepapelle” (note of cachinna- di posta elettronica e accessi remoti attraver- Un ulteriore passo retrodatativo è il salto “al visto, si parla di tongue-in-cheek humour). tion). Sembra lecito pensare che la “parentesi so la rete. Per quasi dieci anni, ci sono stati più di qua” del mondo digitale. Qui il mito dell’ori- distesa” di cui avrebbe parlato una ottantina di utenti su PLATO che su ARPANET, il precurso- gine si fa leggenda, nel senso di quelle metro- Molte persone scrivono lettere che conten- anni dopo Nabokov fosse molto simile. re di Internet30. politane (o quantomeno delle semi-bufale). gono espressioni forti, ma mia zia Ev è l’unica Generalmente, infatti, la notizia relativa a una persona che conosco in grado di scrivere un’e- Nel riformare il linguaggio agogno di intro- PLATO nasce come sistema educativo compu- supposta preconizzazione delle emoticon da spressione facciale. L’espressione di zia Ev è un durre un miglioramento nella punteggiatura: ter based, ma nel giro di qualche tempo, sor- parte dello scrittore Vladimir Nabokov men- simbolo che assomiglia a questo: —) Rappre- il punto di risatina, o la nota di risata a cre- prendentemente, diventa ziona un’intervista pubblicata nell’aprile 1969 senta la sua lingua infilata nella sua guancia. papelle. È scritto così e rappresenta, per Gabriele M arino I LAVORI
underkammer 1 131 quanto possibile, una bocca sorridente. Deve su passioni ed emozioni’. Non sono coperte da e io mi siederò / Sulle mie rovine (sorridendo nei (studiati nei primi anni settanta da André essere aggiunto, con il punto, a ogni frase diritto d’autore. Gioia. Melancolia. Indifferenza. ancora :)”40. Leroi-Gourhan); quelli à la Henry Moore, vec- scherzosa o ironica; oppure, senza punto, a Stupore. 38 . Seguendo questa logica, del resto, si finirebbe chi di diecimila anni, scavati nella roccia a Lene ogni frase scherzosa o ironica di un periodo per retrodatare le faccine all’età della pietra. Hara, nei pressi di Timor Est; quelli brancusiani, altrimenti intendibile come serio, così: “Il sig. Il che è precisamente quanto si è provato e pittati in nero su fondo rossiccio, nelle grotte Edward Bok è l’opera più nobile di Dio .” “Il La ricerca del primo token, segnale della si prova a fare. I media generalisti hanno da di Angoulême, vecchi ventisettemila anni (i più nostro rispettato e stimato contempora- necessità di installare un nuovo type co- tempo, furbamente, imparato a tematizzare vecchi finora ritrovati). L’appello a questi “primi neo, il signor Sylvester Vierick, che per le sue municativo, conduce a quel vero e proprio le scoperte paleoantropologiche, tipicamente volti” ci porta a interrogarci su due componenti virtù veneriamo e il suo successo invidiamo complottismo percettivo-cognitivo che è relative alle primissime espressioni grafiche delle nostre faccine tra loro strettamente in- , sta andando al diavolo al massimo della la pareidolia, l’autosuggestione visiva. Nel create da mano umana, richiamando l’idea terrelate: la loro natura iconica e la loro diacro- velocità che i suoi due tacchi gli consentono.” 2009 un blog del “New York Times” dedica- che queste forme stilizzate anticipino le fac- nicità e diatopicità; ossia, da una parte, la loro “Il diacono Harvey, un uomo veramente buo- to alla ricerca storica discute la scoperta di cine della comunicazione digitale. Un esem- mimesi e stilizzazione e, dall’altra, la loro – solo no , si è fatto da sé nel senso più ampio una proto-emoticon all’interno di un discor- pio tra le decine possibili: nel febbraio 2021 apparente – universalità. del termine; perché, sebbene sia nato grande, so del presidente Lincoln pubblicato su un “The Jerusalem Post” parla de “Le ‘emoji’ più Tradizionalmente le emoticon vengono con- saggio e ricco, l’inclinazione del suo naso è numero del quotidiano risalente al 1862, a antiche del mondo portate alla luce in un sito siderate segni iconici. In quanto tali, parteci- tutta opera sua”37. indicare che in quel punto specifico il pubbli- preistorico in Israele”; uno studio pubblicato pano delle caratteristiche del segno iconico co aveva applaudito e riso. sul “Quaternary International Journal” testi- tout court; “funzionando”, quindi, per mimesi, Bierce sembra qui anticipare sub specie tipo- monia la scoperta di un frammento d’osso ca- ossia rimandando al referente in termini di grafica quei Laughing Out Loud (ridere a crepa- AMICI CITTADINI: Credo sia la prima volta ratterizzato da una serie di incisioni verticali somiglianza. Quello dell’iconismo, ossia – in pelle) e Rolling On The Floor Laughing My Ass/ che appaio qui davanti a voi in questa forma, che, datate centoventimila anni fa, rappresen- accordo con la vocazione critica, in senso Arse Off (rotolarsi sul pavimento schiattando [applausi] ma è pure vero che non vi sono terebbero tra i più antichi esempi di utilizzo di kantiano, della semiotica – quello delle con- dal ridere) poi resi anacronimamente come precedenti neppure per il vostro essere simboli da parte dell’uomo41. Questo tipo di dizioni di possibilità del segno iconico, è un LOL e ROTFL/LMAO nel primo gergo inter- qui, voi stessi, (applausi e risate ;) e offro, a filogenia viene suggerita in effetti anche dagli problema classico della semiotica visiva, di nettiano. giustificazione di tutto ciò, che a un attento stessi studiosi. Nel presentare le sue ricerche cui si è lungamente occupato, in particolare, Ancora nel 2007 fa la sua timida comparsa su scrutinio, non ho trovato nulla del genere sui segni geometrici diffusi nell’Europa dell’E- Umberto Eco tra gli anni sessanta e settanta Wikipedia l’immagine, da quel momento in poi nella Costituzione. [Nuovo applauso.] ra Glaciale, la paleoantropologa canadese Ge- del Novecento. Si chiede il semiologo: che citatissima, che testimonia come già nel marzo nevieve von Petzinger spiega come “gli esseri cosa significa davvero che qualcosa “somi- 1881, sul periodico satirico newyorkese “Puck La sequenza che poi diventerà il sorrisino con umani utilizzino simboli per comunicare e vei- glia”, “è simile”, presenta “le stesse proprietà”, Magazine”, la tipografia venisse utilizzata in strizzatina d’occhio (punto e virgola + paren- colare emozioni fin dall’Età della Pietra”, speri- la “stessa forma” dell’oggetto di cui è testimo- modo creativo per disegnare volti stilizzati e tesi chiusa), da leggersi inclinando il capo a mentando con “segni visivi che hanno spianato ne? Il semiologo risponde che considerare la rendere emozioni e passioni. sinistra – ;) – è un hapax nel corpus dei discor- la strada allo sviluppo della scrittura e, più di questione in questi termini ci “impedisce di si “sbobinati” del presidente e così pure nelle recente, la creazione dei simboli moderni, in- analizzare il segno iconico come prodotto Ci auguriamo si capisca chiaramente che il convenzioni giornalistiche dell’epoca e va cluse le emoji”42. sociale, e cioè come oggetto di convenzione. reparto tipografia di questo giornale non si quindi considerato un typo, un semplice errore E quindi ci impedisce di vederne la storia, di farà metter sotto da nessuna tirannica folla tipografico39. esercitarne il controllo, di metterne in luce gli di artisti esistenti. Intendiamo far vedere al Per i medesimi motivi, valga lo stesso giudi- Stilizzazione e universalità eventuali spessori ideologici”43. Quello dell’i- pubblico che possiamo stendere, all’interno zio, quantomeno sospeso, per la (pseudo) conismo è un problema a uno stesso tempo della nostra linea tipografica, tutti i fumettisti proto-emoticon scoperta nel 2014 da Levi Per la sensibilità contemporanea, nutrita di percettologico, gnoseologico ed estetologi- che mai hanno camminato sul pianeta Terra. Stahl, blogger appassionato di letteratura arte modernista, fumetti e graphic design, i co; nei nostri termini possiamo ridurlo alla Per paura di far trasalire il pubblico, daremo (nonché redattore presso la University of primi volti tracciati dall’uomo sulla pietra ap- questione, squisitamente linguistica (a lungo solo un piccolo esempio delle realizzazioni ar- Chicago Press), all’interno di un poemetto paiono sorprendentemente familiari: quelli approfondita, per esempio, da Luis Prieto), tistiche a nostra disposizione, a mo’ di assag- dell’inglese Robert Herrick datato 1648, To picassiani e matissiani, vecchi diciassettemila della pertinenza: la rappresentazione econo- gio. Le seguenti sono tratte dalla serie ‘Studi fortune, in cui si legge il passaggio: “Abbattimi anni, incisi nella grotta di Marsoulas nei Pire- mica del volto proposta in segni come emoti- Gabriele M arino I LAVORI
underkammer 1 133 con ed emoji passa attraverso un processo di volta organizzato e sostanzializzato cambia: Esempi come quello ideografico ci consentono no i suoni, e qui cambiano i segni grafici, ma “amplificazione per semplificazione” di tratti di epoca in epoca, di luogo in luogo. Le emo- di sottolineare una componente particolar- funzione e valore restano, all’interno di una distintivi, selezionati tra i tanti possibili all’in- ticon giapponesi (kaomoji, dove kao – 顔 – si- mente interessante dei pittogrammi digitali; medesima comunità di riferimento, immutati. terno della “maschera facciale”44. Quando si gnifica “faccia”), diffuse dalla metà degli anni la loro intermedialità, da intendere nei termini Sempre nel 2016, la cinquantaseienne Diane dà, quindi, faccia; e di quale faccia si tratta? ottanta come filiazione diretta della moda originari proposti per tale concetto dal teorico Hill partecipa al progetto Open Doors lancia- Di nuovo, comprendiamo meglio questo di- della ASCII art, propongono una diversa se- Fluxus Dick Higgins50. L’intermedium è un me- to dalla locale sezione della BBC (Coventry spositivo semiotico se lo inquadriamo in ma- lezione e organizzazione dei tratti pertinenti, dium che ne simula un altro, al punto da creare & Warwickshire) proponendo le sue emOL- niera squisitamente sintattica, posizionale: una loro differente valorizzazione (per esem- una situazione terza e mediana, per cui non si Dji: una serie di emoji autoironiche, “pensate su quello che viene postulato come sfondo, pio, nei termini della rappresentazione del dà più né l’uno né l’altro, ma allo stesso tempo dagli anziani per gli anziani” (un tripudio di e che identifichiamo con un ovale (effettiva- genere), nonché una diversa segmentazione entrambi. È questo il caso – un testo verbale occhiali da vista, schiene doloranti, dentie- mente realizzato oppure solamente virtuale, del continuum degli stati emotivi. Le faccine che disegna una figura, una figura disegnata a re e numeri del bingo). Emoji di questo tipo perché non effettivamente tracciato)45, deve giapponesi “ridono con gli occhi” e non con mezzo di un testo verbale – dei carmi figurati corrispondono in qualche modo a un inserto individuarsi una qualche discontinuità per cui la bocca, proponendo in opposizione al clas- della Grecia antica e dei calligrammi di Guillau- di code mixing (come delle intrusioni gergali emerga il sistema occhi e/o naso e/o bocca sico modello occidentale, da fruire “di lato” me Apollinaire, del point d’amour introdotto dal in un più ampio contesto di lingua di koiné) o (gli et/vel ci servono soprattutto per elimina- (sideways), quello “orizzontale” (realizzato, romanziere Hervé Bazin51, della già richiamata a veri e propri neologismi di settore (che, in re elementi la cui presenza non pare essere nei sistemi digitali, per primo da PLATO)47. ASCII art. Emoticon ed emoji (queste ultime, quest’ultimo caso, potremmo denominare: così decisiva, in questa sede, come le orec- Consentono di distinguere tra volto maschile non a caso, definite da Marcel Danesi pictu- gerontosemiotica). chie) nei termini di una serie di opposizioni (^_^) e femminile (^.^) in base alla forma del- re-words)52 sembrano in tal senso partecipare binarie. Quelle relative a occhi, bocca, naso, la bocca. Risultano particolarmente raffinate del medesimo slancio utopico, potenzialmente fronte, accessori, ripetizione (di alcuni ele- nella resa di determinate passioni, la cui arti- universalistico, di alcuni linguaggi artificiali in- Faccine (com)e meme menti), aspetto (direzione da assegnare alla colazione appare, in quella cultura, sorpren- termediali, come i pittogrammi di Leibnitz o il lettura del pittogramma) individuate dalla lin- dentemente complessa (è il caso dell’imba- linguaggio Bliss53. Considerare, sulla scorta di quanto proposto guista Michele Zappavigna paiono fare eco a razzo, per cui esistono diversi segni grafici, La non universalità di emoticon ed emoji ap- per primo da Patrick Davison54, le emoticon quelle proprie del metalinguaggio della semi- capaci ciascuno di esprimere un diverso “gra- pare chiara – al di là, quindi, della questione come sorta di Internet meme “primitivi” ci otica plastica proposta da Algirdas Greimas e do” di questo stato passionale)48. delle diverse pertinenze attivabili in contesti consente di illuminare meglio tanto le prime, dai suoi allievi (particolarmente Jean-Marie Uno studio inquadrabile come tipologico, in differenti – anche se si tengono in conside- quanto i secondi: ci consente, cioè, di inserire Floch), con riferimento all’articolazione del- senso linguistico, ossia di confronto tra siste- razione i veri e propri correttivi al modo di più compiutamente le emoticon nell’ecologia le tre categorie eidetica (relativa alle forme), mi culturali differenti, appare ineludibile ai fini rappresentazione etnocentrico che sono sta- mediale contemporanea e di evidenziare con cromatica (a luci e colori) e topologica (alla una piena comprensione semiotica di questi ti proposti nel tempo, in chiave pienamente maggiore chiarezza la dialettica tra strutture e disposizione degli elementi nel piano), e alla fenomeni. Basti pensare a come all’interno di postcoloniale, ampliando il parco di figure figure nei meme di Internet. loro capacità di descrivere tratti e formanti. sistemi linguistici diversi da quello occidentale atte a sostanzializzare una medesima forma: Per Internet meme intendiamo configurazio- Particolarmente ricca, per esempio, per Zap- confliggano componenti propriamente simbo- all’omino sorridente standard, di un giallo ni semiotiche sincretiche che costituiscono pavigna, l’articolazione plastica della bocca: liche e iconiche: in cinese, per esempio, il ricor- considerato innaturale e quindi acconcia- i tormentoni delle nostre interazioni onli- che può essere aperta, del tutto o in parte, so agli ideogrammi, singole unità segniche che mente neutro ( ), si sono affiancate, su pres- ne quotidiane: testi, immagini o frammenti oppure chiusa, e chiusa piatta o chiusa incur- – pure internamente articolate – condensano sione di varie comunità di utenti, versioni con audiovisivi (quasi sempre, parimenti, dotati vata, e in quest’ultimo caso incurvata all’insù, interi concetti, avviene a dispetto del loro si- diversi colori della pelle ed equipaggiate da di una controparte testuale verbale, tipica- all’ingiù oppure in maniera mista46. gnificato letterale; l’ideogramma 囧 (jiong), che diversi accessori con valore identitario. È il mente didascalie) che in termini semiotici Che vi siano tratti in una certa misura univer- significa originariamente “finestra decorata” o caso del volto femminile dotato di hijab ( ) – in accordo con la classica tipologia della sali e che ci si debba euristicamente porre il “lucentezza”, ma la cui forma ricorda una faccia di cui si è fatta promotrice Rayouf Alhumedi, transtestualità proposta da Gérard Genet- problema che tratti del volto siano ricono- con gli occhi strabuzzati e la bocca spalancata, studentessa saudita quindicenne residente te – sono ipertesti trasformativi ludici, ossia, sciuti come essenziali in contesti differenti è diventa così l’emoticon che esprime “fastidio” in Germania, nel 2016. Emoji di questo tipo tecnicamente, parodie. I meme vengono co- un dato di fatto. Ma il modo in cui questo pa- e il personaggio di un webcomic che dice “Non rappresentano una sorta di obliquo corri- munemente considerati i contenuti “virali” radigma di salienze possibili viene di volta in voglio (fare questa cosa!)”49. spettivo degli allofoni della fonetica: cambia- per antonomasia, la cui diffusione si sviluppa Gabriele M arino I LAVORI
underkammer 1 135 “a macchia d’olio”, in maniera incontrollabile di un ragazzo ventiduenne, Eric Wu, il quale, tura, meme che bastano a sé, autosufficienti, re dalle loro manifestazioni superficiali. Al di ecc.; sono, allora, quei frammenti mediali, il su richiesta degli utenti, ricreava le espres- perché non alludono a conoscenze esterne là dell’ossessione eziologica per l’origine e la cui ciclo di vita discorsivo è spesso bruciante sioni facciali delle emoticon56. Faccine più o a essi. Se per ridere di una meme icon come primogenitura che abbiamo visto all’opera con ed effimero, ma di cui tutti parlano, che tutti meno stilizzate, più o meno fumettistiche, più Chuck Norris o Kim Jong-un dobbiamo rico- le proto-faccine, al di là di quella tipologica che condividono e tutti contribuiscono a creare in o meno grottesche, riempiono il mediascape noscere quel volto e quel personaggio (quel sembra accompagnare da sempre il lavoro del un dato momento (parlando ciascuno di sé e memetico dalle origini a oggi. Sono a tutti gli referente), e conoscerne quindi le vicende ex- semiologo, appare rivelatore che, a oggi, pres- della propria semiosfera di riferimento, con la effetti faccine “impazzite” le rozze Rage faces, tratestuali (competenze queste che Eco ha de- soché tutto il lussureggiante universo visivo scusa di parlare dell’attualità e di quello di cui disegnate con Microsoft Paint, nate sul forum finito enciclopediche), per attivare un meme a ipertestuale che è moneta comune di scam- parlano tutti gli altri). per nerd 4chan o i personaggi delle vere e template o a etichetta, e riderne, come quello bio fàtico nelle interazioni social possa esse- Per Davison le emoticon rappresentano un proprie saghe dedicate agli NPC (acronimo di del Fidanzato distratto (Distracted boyfriend; il re modellizzato a partire da una duplice linea prototipo dei meme: semplici, divertenti, alla Non Playable Character), ai Chad e ai Wojak quale si volta indietro a guardare una ragaz- genealogica; la cui origine, peraltro, predata disponibilità di tutti, utilizzabili da tutti. In (ne esistono decine, se non centinaia di tipi di- za, richiamato in malo modo con lo sguardo non solo Internet ma più in generale il mondo particolare, presentano quel nonattribution versi, ciascuno adatto a un possibile stato d’a- dalla ragazza con cui si sta già accompagnan- digitale (si tratta di dispositivi semiotici ap- (meta)meme – a suo modo già profetizzato nimo, carattere, situazione). Derivano da un do), dobbiamo semplicemente riconoscerne parsi entrambi, per quello che ne sappiamo in da “Puck Magazine” in quanto anonimato e vero e proprio processo di emoticonizzazione, il valore allegorico (competenza pragmatica), questa fase della ricerca, in coincidenza con lo copyleft – che Davison giudica importante, se di trasformazione in emoticon, i volti stilizza- atto a risignificare potenzialmente all’infini- scoppio della Seconda guerra mondiale). Da non fondamentale, ai fini della libera circo- ti, utilizzati per commentare all’uopo un dato to una singola struttura narrativa essenziale una parte, la forza e l’efficacia della formula, di lazione di un dato contenuto, ossia della sua contenuto, che riportano le espressioni esage- composta da tre attanti, in cui vi sia qualcosa cui è precorritrice la frase Keep calm and carry efficacia virale (della sua longevità, in termini rate degli attori Nicolas Cage (You don’t say!, o qualcuno attratto da qualcosa o qualcuno on, prototipo della struttura semivuota (Keep strettamente memetici)55; le emoticon sono “Ma non mi dire!”), Jackie Chan (WTF-What a sfavore di qualcosa o qualcuno: vi è un sog- calm and X), da completare e risemantizzare state “inventate” ma non “brevettate”, sono di the Fuck!, “Che cazzo!”), Neil Patrick Harris getto agente, un oggetto di valore che attiva continuamente. Dall’altra, la forza e l’efficacia nessuno e di tutti. Nei nostri termini, ripren- (nei panni del personaggio della serie How I l’azione e un soggetto opponente. dell’icona (e del volto), di cui è precorritore il dendo Nelson Goodman, rappresentano un met your mother Barney Stinson; True story, Scavare archeologicamente sotto e attorno a graffito Kilroy was here, prototipo di ogni facci- perfetto esempio di segno allografico, che “Tutto vero”). Sono fumettistiche icone me- fenomeni comunicativi pervasivi come i meme na buffa (e sottilmente ambigua). Ulteriori stu- si dà appieno nella dimensione della replica metiche, pronte all’uso, i volti congelati nelle ci consente di portare obliquamente avanti, in di in questa direzione ci consentiranno di com- e della moltiplicazione; ciò accade perché, a image macro, come quella del Sarcastic Wonka uno scenario radicalmente differente, il pro- prendere con sempre maggiore profondità e ben vedere, una emoticon e, ancor di più, una (l’attore Gene Wilder), tutti muniti di doppia getto strutturalista dello studio delle forme, precisione il ruolo del volto e delle sue diverse emoji identificano più una forma dell’espres- didascalia, top e bottom text, protasi e apodosi, intese in senso tecnico, della cultura, a parti- scritturizzazioni nella comunicazione online57. sione che non una sostanza specifica, ossia in- premise e punchline. dividuano una classe, un type, non un token: Esiste insomma una vasta gamma di meme si veda come ogni sistema operativo (iOS/ facciali, incentrati su volti poiché incentrati sui Apple vs Android), piattaforma (Facebook personaggi che, sempre deformandoli, li “in- vs Twitter) o browser (Mozilla vs Chrome) dossano”. Sono questi dei meme fumettistici, proponga la propria versione personalizza- comici perché ritraggono personaggi dall’e- ta della medesima faccina. Le differenze su- spressività fumettistica e comica, la quale fun- perficiali sono di natura figurativa, mentre le ge da barthesiano punctum dell’immagine. Ma configurazioni plastiche essenziali restano le esistono pure meme “sfacciati”, senza focus medesime. su volti o personaggi; “sfacciati” anche per- Le faccine sono, per Davison, i meme originari. ché potenzialmente adatti, poiché adattabili, Ma faccine e meme sono strettamente inter- a qualsiasi contesto che ne rispetti le poche relati anche per altri motivi. Uno dei primissi- regole di felicità e corretta formazione. Sono mi “fenomeni di Internet” a essere chiamato questi dei meme bonne à tout faire, che essen- propriamente meme è stato, nel 1998, il sito zialmente coincidono con loro stessa strut- Gabriele M arino I LAVORI
underkammer 1 137 Note 11 Si veda Crystal 2011, p. 23. ricavare significati e significanti”, allora i “semiologi 37 Si veda Zimmer 2007. La citazione di Bierce è trat- 1 Questo articolo fa parte di FACETS – Face Aesthe- 12 Nel 2010 Fred Benenson, informatico già tra i fon- possono riposare”. ta da Bierce 1912, pp. 386-387. tics in Contemporary E-Technological Societies, pro- datori di Kickstarter, realizza, ricorrendo al sistema 19 Si veda Marrone 2012. 38 Fonte: File:Emoticons Puck 1881 with Text.png, in getto finanziato da ERC (European Research Coun- di crowdsourcing Amazon Mechanical Turk, una ver- 20 Si registrano, come visto, alcune eccezioni notevoli Wikipedia, 30 novembre 2007. Le proto-emoticon cil) nell’ambito del programma Horizon 2020 (grant sione pittografica del classico Moby Dick di Melville (e che, in quanto tali, confermano la regola); si veda si trovano sul numero 212 di “Puck”, p. 65 (furono agreement n. 819649). (si veda Benenson 2010). Nel 2017 l’intero testo del supra, nota 12. ripubblicate anche sullo “Auckland Star” nel giugno 2 Selfie è stata eletta “parola dell’anno 2013” Pinocchio di Collodi verrà tradotto in “emojitaliano” 21 Celebre espressione con cui Jurij Lotman descrive dello stesso anno). dall’Oxford English Dictionary. (si veda Chiusaroli, Monti, Sangati 2017). Operazioni l’incessante attività della semiosfera: l’ecologia semi- 39 Si veda Lee 2009. 3 Riprendo l’opposizione (social) web vs Internet (del- ostentatamente artificiose come queste, in qualche otica o, più semplicemente, la cultura. 40 Si veda Stahl 2014. le origini) dai lavori del collega Mattia Thibault. modo memori delle contraintes dell’OuLiPo, sembra- 22 “La categoria delle ‘nuove forme di alfabetizzazio- 41 Si veda Tercatin 2021. 4 La “scritturizzazione” cui ci si riferisce nel titolo indi- no essere particolarmente care alle lingue artificiali ne’ [new literacies] copre quelle che vengono spesso 42 Citazioni tratte da von Petzinger 2016b. Si veda ca questo secondo fenomeno. digitali. In LOLspeak, l’inglese sistematicamente definite come pratiche testuali ‘post-tipografiche’ anche: von Petzinger 2016a. 5 Una decodifica “più corretta” nei termini della ri- sbagliato parlato dai LOLcats (un inglese come ce lo [inclusi] linguaggi semiotici (come […] le emoticon (gli 43 Tratto da Eco 1970. costruzione di quella che Umberto Eco ha definito si potrebbe immaginare smozzicato da un gatto, in- smiley) utilizzate nelle email, nelle chat online o nelle 44 Si veda McCloud 1993, p. 30. intentio auctoris, ossia l’intenzione comunicativa con- casellabile tra quelle che sono state definite SILV – messaggistica istantanea)” (Lankshear, Knobel 2003, 45 Può cioè mancare quella che, forzando leggermen- segnata dall’autore empirico al testo che ha prodotto. Special Internet Language Varieties), è stata tradotta p. 16). te un fortunato termine proposto dal teorico del fu- La differenza fondamentale tra segni paralinguistici una riduzione della bibbia (si veda Grondin 2010). A 23 Si veda whenparentstext.tumblr.com, sito creato metto Scott McCloud (1993), possiamo immaginare “naturali” e “artificiali” è che questi ultimi, come nel margine, si può notare come alcuni testi si prestino, nel 2011. come la closure del volto. caso degli smileys, “devono essere aggiunti inten- per la loro spiccata natura mitopoietica, a una reitera- 24 Per una sintesi dello studio, Feehan 2021. 46 Si veda Zappavigna 2012, pp. 71-82. zionalmente al testo” (pertengono quindi, nei nostri ta ipertestualità: Umberto Eco aveva supervisionato 25 Tratto dall’episodio di Brooklyn 9/9, S1 E22, 2014, 47 Si delinea così una correlazione, che i semiologi de- termini, a un atto di comunicazione e non di significa- la realizzazione di un tautogramma di Pinocchio, ossia Charges and Specs. finiscono semisimbolica, tra le categorie “occidentali- zione) e la loro assenza non necessariamente “implica una sua riduzione in cui ogni parola cominciava con la 26 Si veda Fulvio Abbate, Teledurruti – Doposcuola: Ro- tà/orientalità” e “verticalità/orizzontalità”. che all’utente manchi quella data emozione” (Crystal stessa lettera, la “p” (si veda Eco 1995). land Barthes, studioso dei segni, youtube.com, video 48 Si veda Galofaro 2002. L’ASCII art è implicata an- 2001, p. 34, nota 15). Il linguista David Crystal cri- 13 Di questa natura smaccatamente “commercia- caricato il 29 marzo 2014. che in un caso, esemplare, di retrodatazione spuria; tica, così, l’applicazione eccessivamente ristretta del le”, intendendo il termine anche nella sua accezione 27 Si veda Landowski 2004. nel marzo 2009 viene pubblicata sul sito spaceghet- termine “paralinguistico” proposta da Mark Dery spregiativa, partecipa un’operazione come The emoji 28 Tratto da Palahniuk 2013, p. 43. to.com una “sceneggiatura di film ASCII” attribuita a (1993), sottolineando inoltre l’aspetto puntuale del movie, regia di Tony Leondis, anno 2017, largamente 29 Tratto da Shaw 2000. L’articolo rappresenta l’unica Takeshi Kitano e datata 1970 (“Il samurai sul water”), Netspeak (linguaggio online) in opposizione a quello giudicato “uno dei film peggiori di sempre”. fonte affidabile riguardo a questa attestazione. che sintetizza in una sequenza di quattro kaomoji la continuo del linguaggio naturale: “Nella lingua online, 14 Si veda Shigetaka Kurita, Emoji, 1998-1999, moma. 30 Tratto da Platohistory.org. ILLIAC, CDC 1604 e “storia” di un samurai che va in bagno, mostrando l’e- l’emoticon ‘sorriso’ può essere aggiunta a una singo- org. CYBER sono tutti tipi di supercomputer. voluzione delle sue espressioni facciali: inizialmente il la enunciazione, mentre il parlante può continuare a 15 Si veda emojipedia.org, sito creato nel 2013. 31 Tratto da Friendlyorangeglow.com. volto è in tensione e, alla fine, è rilassato e contento: ‘sentire’ quell’emozione per più turni conversaziona- 16 Per una sintesi dello studio si veda Coren 2016. La 32 “Se digitavi W e poi MAIUSC[SHIFT]-spazio, poi (>_
Puoi anche leggere