Sommario - Rete dei Comunisti
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Sommario
EDITORIALE
Il destino comune dell’union sacrée
di Redazione pag. 2
IL CIELO SOPRA BERLINO
Anno 21 n° 2 - Dicembre 2012
Autorizzazione Tribunale di Il vicolo cieco del capitale. L’alternativa può venire
Roma dai paesi emergenti?
n° 175/93 del 24-4-93 di Mauro Casadio pag. 6
Non vogliamo morire figli di troika
Direttore Responsabile
di Luciano Vasapollo pag. 12
Sergio Cararo
L’Unione Europea vuole essere una potenza globale
Direzione e di Sergio Cararo pag. 26
Amministrazione
Via di Casalbruciato 27/b Dalla crisi di plusvalore alla crisi dell’euro
00195 Roma di Guglielmo Carchedi pag. 30
tel. 06644012219
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CAPITALE E NATURA
CP 300
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Capitalismo in salsa verde. Green economy e crisi sistemica
Annuale Euro 30,00 di Domenico Vasapollo pag. 46
CCP 21009006
intestato a RILETTURE
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Via di Casalbruciato 27 Non solo macerie. La lezione di Hobsbawm
00159 Roma di Massimiliano Piccolo pag. 52
Realizzazione grafica e Studiare e comprendere la teoria marxista del
impaginazione
Natura Avventura Edizioni
valore: Pesenti
di Redazione pag. 56
di Natura Avventura S.a.s.
Via Albona 34
00177 Roma RUBRICHE
Si ringrazia Francesco Rossi per Avviso ai naviganti
alcune fotografie presenti in
questo numero.
Quando si paga il debito sovrano?
a cura di Giorgio Gattei pag. 62
Finito di stampare
dicembre 2012 Appuntamenti e iniziative
presso a cura della Redazione pag. 66
Tipografia Galluccio
Vico S. Geronimo alle Cane morto - Rubrica per i lettori e gli abbonati
Monache 37 a cura della Redazione pag. 68
80134 NapoliContropiano
EDITORIALE
Il destino comune
dell’union sacrée
N
Redazione el 1914 il Presidente della Re- Unione Europea e della sua classe dirigente.
pubblica francese, Raymond Il punto sul quale, invece, siamo apparente-
Poincaré, invitò tutti i partiti mente colti in contropiede è la passività dei
politici e le classi sociali a settori sociali più colpiti dagli attacchi mate-
stringersi attorno alla difesa riali fatti dal governo Monti. Padronali e vio-
della nazione. A quel revanscismo non molti lenti – ma ben assorbiti e introiettati come
si opposero. Ma quale nazione andava di- necessari - come mai nella storia del nostro
fesa? paese. In altre parole la condizione sogget-
1 La “finanziarizzazione” è
Difendere la nazione, dopo l’imperialismo e tiva dei lavoratori e delle classi subalterne
stata la potente controtendenza alla all’alba della prima guerra mondiale, non si- non produce reazioni adeguate al pesante at-
caduta del saggio di profitto che ha gnificava più nulla di democratico. Signifi- tacco materiale che è portato.
permesso negli ultimi trenta anni l’al- cava legittimare l’espropriazione di altri. Era Per ragionare sul perché di questa condi-
largamento del mercato mondiale e, l’idea di un destino che, ideologicamente, era zione va prima definita la natura del passag-
di conseguenza, della produzione; il dipinto ‘comune’, di là dell’appartenenza di gio che stiamo vivendo. Siamo, per così dire,
credito in sostanza sembrava risol-
vesse i limiti quantitativi del mercato
classe e di ogni sensibilità politico-culturale: in un’età di mezzo che da fase con caratteristi-
globale. Questo ha anche permesso la sua forma, in Francia, fu l’union sacrée. che maggioritarie e concertative va evolven-
l’affermazione dell’egemonia del ca- E oggi? dosi a una nuova fase dove tende a prevalere,
pitale nei termini attuali. I limiti al- La costruzione politico-imperialista dell’Eu- anche oggi, l’idea di un “destino comune”.
l’uso di questa possibilità, realizzatisi ropa e la crisi economica e finanziaria del Quella (fase) aperta negli anni ‘90 aveva un
con la crisi, spinge il capitalismo a uti- modo di produzione capitalista riaprono la segno certamente autoritario in cui sia i ca-
lizzare le altre controtendenze già de-
scritte da Marx e che possono essere
questione. ratteri della democrazia sia i rapporti di
rapidamente riassunte con la riorga- Alcuni punti certi da cui partire ci sono; non classe erano un deciso passo indietro rispetto
nizzazione produttiva tramite l’inno- siamo all’anno zero. Non aver seguito, infatti, agli anni precedenti, ma si esprimeva co-
vazione tecnologica, con il in questi anni la cultura politica dominante munque dentro una crescita economica e di
commercio estero e dunque con lo anche (se non soprattutto) a sinistra ci dota consumi determinata proprio da quella fi-
sviluppo della competizione mon- di chiavi di lettura che rende possibile co- nanziarizzazione oggi in crisi e che ha per
diale e infine, e soprattutto per noi,
con l’aumento dello sfruttamento
gliere processi che da “carsici” sono divenuti troppo tempo occultato (ai più) la vera na-
della forza lavoro e la riduzione dei palesi. tura della crisi economica1.
salari reali diretti, indiretti e differiti. I caratteri della crisi sistemica e di lunga du- Inoltre quei margini economici permette-
rata del capitale li avevamo interpretati da vano una dialettica tra le parti e un reciproco
qualche tempo, come avevamo capito che la riconoscimento; questo sia sul piano gene-
rivista della crisi generale di sovrapproduzione è cosa di- rale (ad esempio Berlusconi è stato ben at-
Rete dei Comunisti versa dalle convulsioni costituenti della tento a gestire “socialmente” il bilancio dello
2editoriale
Stato, quello che poi ha causato parte del de- imprese del nord-est). Un altro dato è la con-
bito pubblico) sia su quello sindacale dove la sistente ricchezza privata delle famiglie ita-
concertazione (con o senza CGIL) ha accom- liane che rende il peggioramento economico
pagnato le scelte di questo paese per almeno ampiamente diluito nel tempo: non si tratta
un ventennio, pur rimanendo dentro quelle solo della storica solidarietà familiare che
che erano definite le compatibilità del si- funge da ammortizzatore sociale ma sembra
stema economico. qualcosa di più consistente. Allo stesso
Ora la realtà effettuale (che è sempre un pro- modo, la cosiddetta proletarizzazione dei ceti
cesso) ha preso a muoversi in tutt’altra dire- medi svela tutta l’ambiguità della sua defini-
zione. La fantomatica globalizzazione è stata zione: il ceto medio, per quanto impoverito,
superata dall’insorgere della crisi che richiede rimane (per il momento) ceto medio. De-
al contrario una nuova union sacrée delle forze pauperato sì, certamente.
politiche e sociali (e istituzionali) e, dunque, Infine, ma non per ultimo, il ruolo che Mario
siamo tutti ideologicamente accumunati dalla Monti sta svolgendo in Europa fa trasparire
percezione di un unico orizzonte, cioè quello che la nostra situazione (ruolo, prestigio e
della competizione globale. Questa necessità funzione) non è direttamente rapportabile a
reazionaria del capitale è direttamente legata quella degli altri paesi della periferia europea:
e proporzionale al procedere della crisi, ma vale la pena di ricordare che l’Italia ha
questa, a detta di quasi tutti, non sarà supe- l’avanzo primario più alto di tutti i paesi eu-
rata rapidamente; anzi. ropei e questo obiettivamente è un dato che
Si tratta, quindi, dell’avvio di una fase nuova pesa sulle prospettive e sui margini di mano-
i cui tempi (ed esiti) non sono per nulla vra del governo. In sintesi: il dato della sog-
chiari. gettività, in altre parole della spinta al
Perché, allora, la passività di classe cui prima conflitto politico e sociale, trova una sua
facevamo cenno? condizione fondante nei livelli di reddito reali
Certamente non possiamo separare i com- e non solo nominali di cui dispone. Questo
portamenti dalla condizione materiale di é l’ambiente reale in cui stiamo operando.
classe effettiva e su questo dato bisogna la- Un altro elemento che pesa nei comporta-
vorare: la tendenza al peggioramento com- menti sociali è che oltre agli effetti pratici
plessivo è evidente ma questa va rapportata della crisi, che tendono a indebolire ulterior-
alla precedente condizione economica com- mente i rapporti di forza nella società, va
plessiva. Ad esempio nel nostro paese resiste detto che la dimensione totalizzante e la ge-
ancora la produzione manifatturiera (siamo i stione a senso unico di questo periodo dà alla
secondi in Europa dopo la Germania) e no- crisi un carattere formativo, in altre parole non
nostante la riduzione dei consumi (a livello solo si prende atto del proprio arretramento
internazionale) l’Italia rimane tra i primi di condizione ma si giustifica il tutto assu-
paesi esportatori; questa realtà si è mostrata mendo in prima persona la visione del
in tutta la sua evidenza nelle vicende del ter- mondo che è proposta e il conseguente
remoto emiliano quando è lì emersa la dina- modo di pensare. Così si rendono “logiche”
micità produttiva delle medie imprese del le politiche di sacrificio istillando la speranza rivista della
centro-nord Italia (e non quella delle piccole che portino a un superamento del presente, Rete dei Comunisti
3Contropiano
vissuto come momentanea battuta d’arresto della crisi con quelle soggettive di forze or-
e non, invece, come possibile rottura e, dun- ganizzate (Syriza, KKE, PAME e altre orga-
que, inversione di tendenza. Soggiace, cioè, nizzazioni) sicuramente radicate e
in questi convincimenti, l’idea che il tavolo rappresentative dell’opposizione sociale, ap-
non sia mai ribaltabile. La litania sugli pare paradigmatica delle difficoltà reali del-
“spread”, infatti, non solo permette i cambi l’agire politico. Nonostante tutto, infatti, in
di governo e le manovre economiche ma di- quel paese, dopo moltissimi scioperi gene-
stribuisce quella dose sufficiente di terrore rali, si vive una condizione di stallo.
che permette di fare queste stesse operazioni Non possiamo rimuovere dalla nostra rifles-
in modo politicamente indolore. sione quest’ulteriore elemento che ci dice
Siamo davanti a un quadro d’insieme, quindi, quanto pesi il processo di unificazione euro-
che conferma l’insufficienza (perché unilate- pea sul quale dobbiamo continuare ad ap-
rali) delle spiegazioni ‘politiciste’; quelle, cioè, profondire l’analisi.
che insistono sull’inadeguatezza delle forze Sull’Unione europea abbiamo già scritto e
politiche d’opposizione a sinistra. Come la detto tanto, bisogna perciò avere sempre ben
storia ha sempre insegnato, conflittualità so- presente che i processi sociali e politici de-
ciale e organizzazione politica sono cresciuti scritti hanno la loro base materiale, la loro
insieme riverberandosi dialetticamente l’uno motivazione sostanziale nella concretizza-
nell’altro. zione di quell’unificazione avviata con l’ac-
Qui subentra, com’è del tutto evidente, una cordo di Maastricht agli inizi degli anni ’90
questione centrale (che si sta concretamente ma che ora, con la crisi, questo stesso ac-
manifestando da un po’ di tempo) anche teo- cordo è entrato prepotentemente nella vita
ricamente. Stiamo assistendo, cioè, al ribal- quotidiana dei lavoratori del continente.
tamento del rapporto tra “movimento” e Quello che è percepito a livello di massa è
organizzazione; mentre nelle fasi precedenti che quella dimensione è talmente grande e
i movimenti favorivano la crescita delle distante da sembrare metafisicamente una
espressioni organizzate oggi avviene il con- monade irraggiungibile e impenetrabile
trario ovvero i movimenti sono impossibili come una casa senza porte e senza finestra ma ca-
se non c’è l’intervento delle strutture orga- pace di alimentare indefinitamente l’universo
nizzate. costituito. Cioè le forze del cosiddetto mer-
La vicenda greca, dove si sono sommate due cato (create dalla dimensione sociale del la-
condizioni apparentemente sinergiche, quella voro e dallo sfruttamento dei lavoratori)
oggettiva del massimo degli effetti devastanti acquistano una loro autonomia dal resto
rivista della
Rete dei Comunisti
4editoriale
della società, a questa si contrappongono e di
questa sono le uniche che possono deciderne
le sorti.
È percepita così un’enorme sproporzione
nei rapporti di forza sociali e si produce la
convinzione che l’unica strada da seguire è
quella che ci propone il cosiddetto mercato,
dietro questo effetto c’è un elemento strut-
turale della società capitalista che oggi si ma-
nifesta in tutta la sua potenza inibitrice non
essendoci più, in particolare nei paesi impe-
rialisti, alternative sociali credibili.
Ecco che, allora, le forze industriali e finan-
ziarie nazionali entrano in conflitto tra loro
sia all’interno della UE sia all’interno degli
stessi Stati nazionali per decidere la nuova spondere né la dimensione sindacale/sociale
gerarchia. né quella della rappresentanza politica visto
Si sta, cioè, determinando la nuova classe di- quelli che sono i loro terreni di organizza-
rigente continentale che supererà quelle na- zione.
zionali oggi agonizzanti. Bisogna rimanere sempre con i piedi per
Questa partita, fatta di compromessi e di terra ma spesso volare alto è il modo mi-
scontri, ha come corollario inevitabile la lotta gliore di piantarli in profondità. Se ora, in-
di classe dall’alto; vale a dire che il processo fatti, è legittimo politicamente ipotizzare un
di unificazione è possibile solo con i trasfe- “punto di rottura” in questa situazione, bi-
rimenti di ricchezza dai lavoratori ai centri di sogna allora immaginarsi una funzione più
potere economico-finanziario che hanno, in avanzata e all’altezza del nuovo punto posto
questo modo, i margini adeguati per gestire all’ordine del giorno. Su questo dobbiamo la-
(vanno ricordate le due ultime guerre mon- vorare: per un’aggregazione politica che vada
diali con epicentro in Europa) la strategica oltre gli specifici concreti e che sia capace di
costruzione del polo imperialista europeo. ripresentare un’idea di società alternativa.
In sintesi le due forze in atto, la crisi generale Per far questo bisogna però rompere la
e i processi di riorganizzazione europea, por- nuova union sacrée che irreggimenta l’azione e
teranno a una ripresa generale delle contrad- il pensiero: nessun destino comune per i la-
dizioni che (per l’Europa) possiamo voratori e i democratici che non hanno nulla
rappresentare con un’immagine a centri con- a che spartire né in termini materiali né ideali
centrici dove c’è un centro, composto in con i reazionari e con i ladri di ricchezza e di
buona parte dalle borghesie del Europa set- futuro.
tentrionale, ma non solo, e con capacità di Sulle nostre prospettive perciò si presentano
concertazione sociale, e una semiperiferia e due snodi complicati e in apparente con-
periferia sottoposte alle pressioni della rior- traddizione con cui siamo chiamati a misu-
ganizzazione sociale e di uno sfruttamento rarci. Il primo è la condizione soggettiva
accentuato dalla incrementata competizione delle classi subalterne che, come detto, rende
globale. difficile e complesso il nostro lavoro d’orga-
Per questo pensiamo sia necessario ripren- nizzazione del conflitto di classe.
dere la parola rivoluzione; non nel senso, ov- La seconda è capire come di fronte a tale
viamente, di aprire la questione della presa stallo si possa riuscire a trovare nuova linfa.
del potere qui e ora, ma certamente si pone Ma, come marxisti, a questa funzione non
un problema d’idealità, di prospettiva gene- possiamo e non vogliamo rinunciare.
rale, di dare cioè una sponda politica al ri-
C
fiuto profondo che si sta manifestando nella rivista della
società e tra i giovani e al quale non può ri- Rete dei Comunisti
5Contropiano
Il vicolo
cieco del capitale.1
L’alternativa può venire
dai paesi emergenti?
Q
Mauro uesta parte dell’incontro di cosiddetto socialismo reale, a capire i motivi
Casadio
oggi, a differenza delle altre di una sconfitta storica. Questa necessità di
due sessioni, non afferma capire permane tutta ma oggi avviene in una
una tesi ma pone una do- nuova condizione, infatti l’emergere della
manda perché siamo dentro crisi nei centri imperialisti e la diversa condi-
uno sviluppo della situazione internazionale zione, ancora potenziale, dei paesi finora le-
molto più rapido delle precedenti fasi che sul gati a quel modello produttivo ripropone in
fronte dei paesi emergenti, o di quella che modo meno eclatante che nel passato ma in
possiamo anche definire periferia produttiva, modo altrettanto chiaro la questione dell’al-
avrà esiti ancora non prevedibili rispetto ai ternativa sociale al capitalismo ed agli impe-
quali certamente la politica e gli Stati avranno rialismi predominanti.
una funzione determinante.
Se fino a metà del passato decennio c’era UNA NOSTRA LETTURA STORICA
omogeneità nelle tendenze economiche in-
ternazionali tra centri imperialisti e quelli che Qui si rende necessario ribadire la lettura che
sono stati definiti BRICS, da quando è abbiamo avuto come Rete dei Comunisti
emersa la crisi da sovrapproduzione di capi- sulla fase storica attuale dove le rotture rivo-
tali le tendenze alla crescita si sono divaricate luzionarie del ‘900 e le forme in cui queste
ed al blocco della crescita presente al centro rotture si sono espresse non sono, finora, al-
ha corrisposto uno sviluppo economico l’ordine del giorno. La storia del movimento
della periferia. Naturalmente questa è una ri- comunista, pur nelle sue molteplici e con-
levazione relativa agli ultimi anni di crisi ed è traddittorie varianti, ha seguito una tendenza
suscettibile di cambiamenti anche in que- alla crescita che va dalla rivoluzione Bolsce-
1 Intervento al Forum “Il vi- st’ultimi paesi ma, comunque, quella che vica del 1917 fino alla metà degli anni ‘70. I
colo cieco del capitale” promosso emerge è una contraddizione che nasce dalle motivi di questa crescita, storicamente in-
dalla Rete dei Comunisti. Napoli, 30 caratteristiche dello sviluppo capitalistico contestabile, sono molteplici e possono es-
giugno 2012. avuto dopo la fine dell’URSS. sere analizzati ed approfonditi, ma qui ci
E’ per questo che è necessaria una valuta- interessa mettere in evidenza un altro aspetto
zione sul cambiamento della situazione in- relativo alla percezione, in quella determinata
rivista della ternazionale. In questi ultimi venti anni fase storica, sia dei comunisti verso se stessi
Rete dei Comunisti siamo stati obbligati a ragionare sulla crisi del che delle classi dirigenti dei paesi capitalisti.
6il cielo sopra Berlino
Cioè si era generalmente affermata in quei dente a tutti con la visione del movimento
decenni l’idea che “l’assalto al cielo” potesse comunista del secolo passato, la differenza
riuscire e che per il fronte anticapitalistico mostra i limiti di quella concezione. Infatti il
fosse quasi a portata di mano la trasforma- dare per acquisita la prospettiva e la possibi-
zione socialista. lità irreversibile del socialismo era la con-
Come sappiamo bene così non è stato, e non vinzione profonda presente in tutte le
lo è stato non solo per motivi politici ma componenti del movimento comunista ed
fondamentalmente per motivi strutturali re- antimperialista, ed ha significato incappare
lativi sia alla possibilità per il capitalismo di in un vero e proprio errore teorico.
tenere e rilanciare sullo sviluppo, sia ai limiti Per la collocazione e la condizione del pro-
della concreta esperienza storica in costru- letariato nel capitalismo il dato della sogget-
zione del movimento operaio e comunista tività e dell’organizzazione della classe era ed
nelle sue espressioni statuali ed anche di mo- è centrale: concepire lo sviluppo storico in
vimento e organizzazione. modo meccanicistico e determinato ha im-
Poiché questo è oggi un dato di fatto evi- pedito di avere una visione complessiva dei
dente a tutti, se non si vuole rinunciare ad rapporti tra le classi e dunque di cogliere lo
una prospettiva di cambiamento sociale, la spessore effettivo delle difficoltà nella tra-
lettura alternativa alla liquidazione di tale sformazione sociale. Anche se sappiamo che
prospettiva non può essere che quella se- nell’URSS postrivoluzionaria tali questioni
condo cui la transizione dal capitalismo a erano ben chiare, soprattutto a Lenin, suc-
nuove forme sociali ricopre una intera fase cessivamente nessuno è stato esente da que-
storica, dove possono intervenire anche mo- sto difetto. Il militarismo della fase finale
menti forti di rottura rivoluzionaria ma den- dell’URSS, il politicismo dei partiti occiden-
tro un processo nel quale le spinte contro il tali, la feroce competizione tra le diverse
cambiamento non solo non sono affatto eli- forze comuniste in campo sono state il frutto
minate, cioè la lotta di classe da parte della di una lettura parziale della realtà e di un con-
borghesia, ma hanno già dimostrato di poter seguente inaridimento di quella capacità teo-
riprodurre una egemonia che fino agli Set- rica che ha permesso invece l’affermazione
tanta appariva in rotta. del movimento operaio e rivoluzionario già
Non si tratta qui di reintrodurre un gradua- dalla fine dell’800.
lismo socialdemocratico, che tra l’altro oggi Adottare il punto di vista della transizione
avrebbe ben pochi spazi dentro le macro- storica significa invece sviluppare al massimo
scopiche contraddizioni che esprime il capi- gli strumenti della analisi e la capacità di let-
talismo, ma di capire che siamo di fronte ad tura della realtà e significa anche ritrovare la
una situazione di estrema complessità, la giusta relazione tra la condizione oggettiva e
quale richiede un alto livello teorico dei sog- le capacità soggettive che nel contesto
getti in campo che devono essere in grado di odierno assumono un ruolo rilevante data
interpretare ed affrontare quella complessità appunto la estrema complessità attuale. Per
sociale prodotta proprio dall’attuale sviluppo capacità soggettiva si intende certamente
del capitalismo. quella teorica, ma si intendono anche le forze rivista della
Se confrontiamo questo dato di fatto ora evi- sociali e politiche organizzate che sono real- Rete dei Comunisti
7Contropiano
mente in campo ed, infine, la questione del meno il riferimento principale della prece-
partito che per noi va evidentemente ricol- dente fase storica, ed andare ad una revisione
locata e riaffrontata in questa nuova condi- dei principi politici che fino a quel momento
zione. avevano caratterizzato le relazioni interna-
Questa non è evidentemente una critica al zionali ed anche i rapporti di forza tra le
movimento del ‘900, non riteniamo di averne classi.
l’autorità. Il nostro problema è un altro e Questo ha portato ad una modifica delle
cioè che occorre prendere atto del prodotto concezioni economiche che seppure mante-
del processo storico per poter operare qui ed nendo gli strumenti politici, cominciare dal
ora. Questo è particolarmente importante ruolo centrale del Partito e dello Stato, che
per quelle forze che agiscono in una condi- avevano guidato quei paesi veniva accettata
zione estremamente difficile come quella che la funzione della legge del valore nelle eco-
viviamo nel nostro paese cioè per chi agisce nomie nazionali fino ad allora definite socia-
politicamente in un paese imperialista. liste. In altre parole il mercato e lo scambio
capitalistico rientravano in paesi fino a quel
COME SI ARRIVA ALL’OGGI tempo sostanzialmente a lui esterni, questo
ha riguardato prima di tutto la Cina, poi i
Ricordiamo tutto questo perché è necessario paesi dell’ex terzo mondo piegati alla logica
avere una chiave di lettura dei processi in atto di mercato in quanto vasi di coccio dello sce-
che tengano conto del contesto ma anche nario internazionale ed infine i paesi dell’In-
della dinamica storica nella quale si collocano docina, il Vietnam etc.
e ne sono uno sviluppo materiale. E’ perciò Possiamo dire che quelli che erano stati a
necessario capire come questa divaricazione pieno titolo definiti i paesi socialisti del ‘900
tra “centro” e “periferie” si manifesta e ma- sono stati costretti a fare un passo indietro
tura nel corso degli anni precedenti alla crisi che non ha avuto solo una carattere tattico
di sistema attuale. Come abbiamo già detto il ma ha corrisposto anche ad una modifica
punto di svolta è stata la crisi dell’URSS e la della concezione della transizione sociale
fine del campo socialista che ha aperto verso forme non più capitaliste o addirittura
enormi spazi di crescita al modo di produ- ad una accettazione della situazione di fatto
zione capitalista infatti da quel momento si è venuta a determinarsi.
affermata l’egemonia politica, militare e cul- La dialettica internazionale tra le classi però
turale dell’occidente e si sono aperti enormi determina sempre delle sorprese, infatti lad-
spazi di sfruttamento di nuova forza lavoro dove il controllo USA era stato totale, cioè
e nuovi mercati di sbocco delle merci. in America Latina, emergono novità politi-
In realtà la crisi di sovrapproduzione di ca- che rilevanti, grazie anche alla eccezionale ca-
pitali aveva fatto la sua comparsa già alla fine pacità strategica dei Cubani, prodotte dal
degli anni ‘80 con il crollo di Wall Street bestiale sfruttamento e repressione di quel
dell’87 e la stessa corsa alle armi stellari da continente da parte degli Stati Uniti. Il Ve-
parte degli USA aveva per presupposto la nezuela prima, poi la Bolivia, L’Ecuador ed
mancanza di spazi di sviluppo per l’econo- in altro modo il Brasile, l’Argentina ed altri
mia capitalista. La fine dell’URSS apre al- ancora si affrancano dalla tutela precedente
l’improvviso questi spazi ed una parte dei ed avviano politiche dove il ruolo dello Stato
capitali costretti nel solo mercato finanziario e le finalità sociali del vivere collettivo sono
trova uno sbocco produttivo per la propria antagoniste alla concezione liberista fino a
valorizzazione nella nuova condizione inter- quel tempo predominante, addirittura av-
nazionale. viano un’area di integrazione economica,
Questa è stata l’opportunità e la reazione da cioè l’ALBA, antagonista ai progetti statuni-
parte dei paesi egemoni mentre i paesi che si tensi per quell’area. Non è stata la rivolu-
richiamavano ad un modello sociale diverso zione socialista che si voleva ma
rivista della non potevano che prendere atto dei modifi- indubbiamente è stato un passo in avanti
Rete dei Comunisti cati rapporti di forza internazionali, venendo nella indipendenza economica e politica di
8il cielo sopra Berlino
questi paesi che, paradossalmente, li ha af-
fiancati ai paesi a “socialismo di mercato”
che avevano fatto un passo indietro ed a
quelli, come l’Iran, penalizzati dalla ritrovata
aggressività dell’imperialismo occidentale.
In sintesi le modifiche post sovietiche avute
a livello mondiale hanno messo l’economia
al primo posto rendendo secondarie le con-
traddizioni politiche internazionali, cosa che
ha permesso, in modi pure diversificati, di
mettere in sinergia gli enormi capitali finan-
ziari fino a quel momento bloccati sostan-
zialmente nei mercati imperialisti, enormi
masse di forza lavoro a basso costo, dispo-
nibilità energetiche ottenute con le buone o
con le cattive come in IRAQ ed infine mer- servizio della produzione, della crescita e
cati di sbocco composti dai paesi più svilup- della stabilità sociale necessaria ad una loro
pati e da quote di popolazione delle periferie sviluppo equilibrato per non tornare ad es-
produttive. Questa è stata la spirale “vir- sere il cortile di casa di un qualche paese im-
tuosa” che ha permesso (va detto: per meno perialista. I sintomi di una tale possibilità già
di venti anni) la stabilità sociale e politica dei si vedono nella riduzione della crescita di
paesi imperialisti e la crescita produttiva ed quei paesi causata dalla crisi economica dei
economica delle periferie produttive come mercati di sbocco occidentali. Dunque le
sopra descritte che si sono evolute da pro- scelte da fare non sono più determinate dalle
duzioni di merce a basso costo fino a pro- politiche ma sono il prodotto di una situa-
duzioni tecnologicamente più avanzate zione di crisi che si capisce non è ancora
senza, però, raggiungere i paesi dominanti. giunta al suo punto più basso, in altre parole
E’ questo sviluppo che ha reso fino alla crisi si pone, obiettivamente e non per via rivolu-
incontestabile il modo di produzione capita- zionaria, la questione della effettiva autono-
listico anche nei paesi che si sono definiti so- mia dai centri imperialisti.
cialisti.
Qui si apre una questione teorica di non CONTRADDIZIONI E ALTERNATIVA
poco conto che in questa sede non possiamo
affrontare, visto che all’ordine del giorno è il La divaricazione tra le diverse aree economi-
punto sulla crisi di sistema, e che riguarda che in un mondo privo di barriere commer-
quanto una prospettiva di trasformazione ciali, il rischio di tornare indietro nelle
sociale possa utilizzare il Modo di Produ- relazioni internazionali tra paesi, la vicenda
zione Capitalista per determinare comunque libica e quella siriana sono un segnale espli-
modifiche Socialiste. E’ certamente una que- cito in tal senso, le difficoltà sociali che co-
stione fondamentale da affrontare nei nostri munque non sono state risolte ed addirittura
prossimi appuntamenti sia sul piano politico sono state aggravate a causa della produ-
che strategico ma che qui possiamo solo ac- zione capitalistica vanno collocate dentro
cennare. una prospettiva sostanzialmente diversa da
E’ a questo punto che si è manifestata la crisi quella degli ultimi venti anni e che apre una
economica e finanziaria che modifica la con- fase di instabilità foriera di contraddizioni
dizione internazionale e conseguentemente causate dal nuovo punto di svolta avuto nel
separa le prospettive dei paesi imperialisti, 2008 con l’esplicitazione della crisi attuale.
che ripropongono le loro ricette liberiste tor- Le condizioni che si prospettano sono pe-
cendo ancora di più la funzione dello Stato al santemente negative per chi non saprà tenere
servizio del capitale finanziario, da quelli testa alla feroce competizione globale in atto rivista della
della periferia dove lo Stato deve rimanere al che incrudirà ulteriormente a causa delle ca- Rete dei Comunisti
9Contropiano
ratteristiche della crisi. stiano maturando ma certamente chi ha aspi-
Questa è infatti una crisi strutturale dove la rato alla equiparazione con i centri imperia-
sovrapproduzione di capitale ha raggiunto li- listi dovrà capire come adeguarsi a questo
velli ormai non più sostenibili. I processi di inaspettato sviluppo.
finanziarizzazione hanno permesso di supe- Questa è una crisi che riproduce le contrad-
rare la crisi degli anni ‘70 e di approfittare dizioni tra paesi imperialisti. Se dal secondo
degli spazi economici apertisi negli anni ‘90, dopoguerra gli USA sono stati la forza ege-
la classica controtendenza alla caduta ten- mone del campo capitalista oggi si manife-
denziale del saggio di profitto ha fatto però sta una palese competizione con l’Unione
il suo tempo e si è trasformata in un boo- Europea e dunque la complessità del mondo
merang per i paesi imperialisti. Questa con- attuale tenderà a crescere e con questa cre-
trotendenza non ha solo permesso la tenuta sceranno i problemi politici anche dentro il
e la crescita economica ma ha anche pro- campo imperialista.
dotto l’egemonia del capitale cioè è stata una Oggi però non stanno agendo solo le con-
condizione affinché ampi settori di popola- traddizioni specifiche del modo di produ-
zione mondiale accedesse a livelli di con- zione capitalista ma anche le condizioni
sumo più alti. La fine di questa possibilità oggettive in cui questo evolve tendono a far
conduce direttamente alla ripresa della pola- aumentare le difficoltà di uno sviluppo quan-
rizzazione sociale perché il ristabilimento dei titativo di tal fatta. Innanzitutto la dimen-
livelli di profitto ora può dipendere solo dal sione mondiale raggiunta dalla produzione
grado di sfruttamento della forza lavoro capitalistica non è mai stata così estesa, cioè
complessivamente intesa dentro la pressa l’inserimento della Cina, dell’India, della Rus-
della competizione globale. sia, dell’America Latina e di molti altri paesi
Questa è una crisi di lunga durata. Non nella produzione di merci e del mercato
siamo di fronte al tracollo del ’29, il punto mondiale ha ridotto gli spazi da poter ancora
più basso tra due guerre mondiali, ma di capitalistatizzare e da mettere a produzione
fronte ad una crisi di prospettive che segue di valore.
una lungo periodo di crescita e dunque Questo non esaurisce certo le possibilità di
anche il consumarsi della crisi avrà i suoi crescita che sono legate anche agli sviluppi
tempi “fisiologici”, non a caso siamo a circa tecnologici i quali però hanno la “controin-
cinque anni dall’inizio conclamato ma ancora dicazione” di ridurre il saggio di profitto.
punti di rottura politici forti non si intravve- Come pure la prospettiva di soppiantare le
dono. Questo non significa che questi non potenze imperialiste egemoni in questo con-
rivista della
Rete dei Comunisti
10il cielo sopra Berlino
testo “ristretto” diventa problematico se non
si considera un conflitto generalizzato che
però oggi è militarmente e tecnologicamente
a vantaggio dei paesi imperialisti.
Un’altra condizione oggettiva problematica
è legata alla questione delle risorse energeti-
che, la dimensione della produzione quanti-
tativa propria del capitalismo deve fare i
conti con i limiti tecnologici e materiali della
produzione di energia visto che alternative
sostanziali agli idrocarburi non sono ancora
emerse. Solo la crisi attuale sta contenendo i
costi dell’energia che saranno pronti a ri-
prendere la loro corsa se ci sarà una ripresa
produttiva di qualche genere.
Infine rimane sul tavolo la questione am- di trasformazione sociale del mondo e di un
bientale che non può essere risolta dalla co- modello utile a tale trasformazione, la ripresa
siddetta Green Economy lusso possibile solo dell’economia capitalista inoltre ha spinto ul-
per i paesi sviluppati che però sono una parte teriormente ad accettare il modo di produ-
ridotta della popolazione mondiale messa ca- zione capitalista ed i singoli paesi a garantirsi,
pitalisticamente in produzione e dunque ad- in base alle proprie possibilità, quello spazio
detta al consumo senza limiti dei beni di crescita praticabile dalle dimensioni na-
naturali. zionali. La crescita dei BRICS e di altri paesi
L’insieme di queste contraddizioni e condi- sono l’espressione concreta di questo adat-
zioni problematiche per uno sviluppo basato tamento di tipo nazionale ad una egemonia
solo sulla quantità prospetta una crisi di si- mondiale.
stema complessiva e pone problemi di fondo I caratteri della crisi attuali però sono tali da
sull’attuale modo di produzione. Li pone ai richiedere non una alternativa nella dimen-
paesi emergenti, li pone alle classi subalterne sione nazionale ma una alternativa di sistema
dei paesi imperialisti ma li pone all’intera tanto quanto è sistematica la crisi attuale
umanità. Per quanto riguarda i paesi emer- pena il rimanere intrappolati e coinvolti nelle
genti la questione è, per le prospettive, netta contraddizioni che oggi l’imperialismo ma-
infatti si tratta di scegliere se rimanere legati nifesta.
al carro che ha permesso la crescita econo- Naturalmente queste prospettive e queste ri-
mica di questi anni in un momento in cui flessioni non riguardano solo i paesi emer-
non traina più ed, anzi, è in crisi profonda genti ma anche le classi subalterne e le forze
mantenendo la propria subordinazione al politiche sociali dei paesi imperialisti e in par-
modello, ai paesi egemoni ed alle contraddi- ticolare, per quanto ci riguarda, quelli del-
zioni che questi incrementano e generaliz- l’Unione Europea. Questo è un argomento
zano a livello mondiale. Oppure se staccarsi, che oggi non trattiamo in via teorica ma che
nel tempo e nei modi opportuni, creando stiamo cercando di praticare sul piano del
un’area dove la pianificazione, il ruolo dello conflitto di classe e politico che sosteniamo
Stato, le sue finalità sociali e di classe siano nel nostro paese nonostante i nostri limiti e
sostanzialmente diversi da quelli imperialisti. quelli del movimento antagonista più in ge-
In altre parole creare una prospettiva che nerale.
attui un’ALBA mondiale capace di uno svi-
C
luppo indipendente ed alternativo.
Non è soltanto una velleità questa di un’area
indipendente ma è una conseguenza logica
di un processo avviato negli anni ‘90, la fine rivista della
dell’URSS ha segnato la sconfitta di una idea Rete dei Comunisti
11Contropiano
Non vogliamo morire
figli di troika1
D
Luciano 1. stessa economia di guerra è una modalità
Vasapollo
“normale” per sostenere la domanda (in-
agli inizi della Seconda Rivo- dotta e imposta) nei periodi di sottoconsumo
luzione Industriale (1871), le o di sovrapproduzione di merci e di capitali.
nuove potenze che domi- Può avvenire che la crisi finanziaria si ac-
nano le tecnologie moderne, Germania e compagni a un radicale mutamento del mo-
Stati Uniti, interdicono l’egemonia britannica dello di accumulazione capitalista e
che dominava il mondo durante il XIX se- dell’annesso sistema produttivo; ciò è avve-
colo. Quindi l’Inghilterra inizia a perdere nuto probabilmente solo in un caso, nel
parte della sua influenza nel settore militare 1929, determinando radicali cambiamenti
(l’Armata britannica), in quello economico politico-istituzionali che si associano alla de-
(industria tessile e siderurgica) e in quello fi- finizione di un diverso modello di produ-
nanziario (la sterlina). La Prima Guerra zione e di sviluppo. Ed ecco che in questo
Mondiale non dà luogo a un nuovo periodo caso la crisi assume connotati di strutturalità
di stabilità politico-economica, perché la e può nascere un nuovo modello di accumu-
Germania non riesce ad imporre il suo do- lazione capitalista, com’è avvenuto nel dopo
minio e gli Stati Uniti non esercitano la lea- ‘29 con la complessità del modello keyne-
dership mondiale. Gli anni ‘20 e ‘30 siano nelle sue diverse forme ed esplicita-
rappresentano quindi un periodo di fragilità zioni.
obiettiva del dominio capitalista che favori- Nell’ottobre del 1929 si ebbe, infatti, il fati-
sce il trionfo della rivoluzione russa e ri- dico crollo dell’economia mondiale che coin-
chiede un nuovo ciclo di scontro militare per volse tutti i paesi industrializzati; la grande
dirimere la nuova gerarchia mondiale capita- depressione, ricordata come il “Crollo di
lista (bisogna sottolineare che i grandi de- Wall Street”, ebbe conseguenze devastanti in
1 Intervento al Forum “Il vi- tentori del capitale, con tutto il loro amore tutti i paesi industrializzati e provocò oltre a
colo cieco del capitale” promosso dichiarato per il libero mercato, ricorrono drastiche riduzioni di reddito anche crolli del
dalla Rete dei Comunisti. Napoli, 30 sempre all’azione organizzata dallo Stato e commercio internazionale, dell’agricoltura e
giugno 2012. Per approfondimenti dalla forza militare per stabilire le gerarchie di tutte le produzioni. Moltissime sono state
sui temi trattati in questo controbuto
si veda:
di potere, dentro e fuori i confini nazionali, le analisi effettuate per spiegare questa grave
Vasapollo L. (con R. Martufi, J.Ar- quando vengono messe seriamente in di- crisi economica che, partendo dagli USA, si
riola) Il risveglio dei maiali. PIIGS, se- scussione). è estesa in tutto il mondo; Galbraith tra gli
conda edizione, Jaca Book, Milano, Se la crisi é un evento “normale”, e non ec- altri, spiegò che tra i motivi vi era senza dub-
2012. cezionale come pensano i keynesiani, insito bio oltre a un’errata distribuzione di reddito
nel modo di produzione capitalista per di- anche un eccesso di speculazione finanziaria
struggere quel capitale in sovrappiù che in- e una struttura sbagliata del sistema banca-
rivista della ceppa i meccanismi di accumulazione e di rio.
Rete dei Comunisti crescita del saggio di profitto, allora anche la La crisi bancaria fu soprattutto sovrappro-
12il cielo sopra Berlino
duzione di capitale, mancanza di regole certe tore di una certa importanza ed inoltre, i suoi
ecc., ma sicuramente anche allora (come territori non avevano sofferto la devasta-
oggi) si è trattato di una crisi di carattere zione bellica degli altri paesi alleati, e avevano
strutturale e quindi tutta interna allo stesso anche l’industria e il denaro sufficienti per di-
sistema di produzione, cioè di una determi- ventare il centro dello sviluppo e della rico-
nata caratterizzazione del modello di produ- struzione dell’Europa e del mondo.
zione capitalista e del suo paradigma di Questo sistema funziona fino a quando l’in-
accumulazione. dustria dell’Europa Occidentale e del Giap-
Negli anni seguenti si è poi avuta una ripresa pone verranno ricostruite e si presenteranno
economica mondiale che ha, però, cono- in una competizione internazionale, faccia a
sciuto svariate crisi di minore impatto e pic- faccia, per contendere, alle imprese statuni-
cole riprese fino ad arrivare alla soluzione tensi, i mercati internazionali.
della crisi stessa, con la seconda guerra mon- Già verso la fine degli anni ‘70 vari settori
diale, che rende possibile l’esplicitarsi in tutte produttivi dei paesi a capitalismo maturo
le sue forme dell’economia di guerra e del hanno, infatti, evidenziato un certo esauri-
keynesismo con la sua caratterizzazione mi- mento del modello di capitalismo organizza-
litare sia in termini di sostegno della do- tivo incentrato sulla fabbrica fordista, il
manda per la guerra guerreggiata sia per la cosiddetto “fordismo”.
successiva fase della ricostruzione. Dall’altro Da un lato vi era la saturazione del mercato
lato agli aspetti precedenti bisogna aggiun- sulla base dei prodotti esistenti introdotti in
gere la dinamica politica mondiale che riduce forma massiva (consumi di massa) alla fine
ancora di più il margine di manovra del ca- della Seconda Guerra Mondiale. Quando gli
pitale. Il sistema internazionale adotta la abitanti dei paesi sviluppati cominciano ad
forma di una gerarchia di nazioni che ri- avere tutti gli articoli necessari di consumo
sponde al ruolo che svolgono i differenti (Tv, lavatrice, telefono, possibilità di viaggi e
paesi nella divisione internazionale del la- vacanze, ecc.), si produce un rallentamento
voro. delle vendite e quindi anche della crescita
Al vertice, in assenza di autorità mondiali, si economica. Il mercato potenziale, che è for-
colloca lo Stato imperiale USA che esercita il mato dalla maggioranza impoverita dei paesi
ruolo di “giudice-arbitro” internazionale, periferici, non viene incorporato al consumo
dettando le regole del gioco in funzione delle perché la sua funzione nel modello di svi-
particolari necessità di riproduzione dei suoi luppo fordista consiste proprio nel lavorare
stessi capitali. in cambio di un reddito di sussistenza, pro-
durre a basso costo le materie prime, alcuni
2. beni di lusso e di consumo operaio che ven-
gono richiesti dai paesi centrali. Un altro fat-
Solo dopo la Seconda Guerra Mondiale dun- tore fondamentale del fallimento del
que, gli Stati Uniti d’America (e il dollaro) si modello capitalista organizzativo (da inten-
collocano alla testa dell’economia mondiale. dersi come organizzativista fordista) è stato
Alla fine del secondo conflitto mondiale, in- la redistribuzione del potere all’interno delle rivista della
fatti, gli Stati Uniti erano l’unico paese credi- fabbriche, dal capitale verso il lavoro. Una Rete dei Comunisti
13Contropiano
delle caratteristiche del modello è che è stato 1976, cinque anni dopo, l’FMI riconosce che
raggiunto, di fatto, dal pieno impiego della il sistema monetario non esiste più; viene so-
forza lavoro. Anche se questa caratteristica spesa la quotazione ufficiale dell’oro, ven-
coinvolse solo il 20% della popolazione gono eliminati i controlli dei tipi di cambio e
mondiale – e in un lasso di tempo non su- di conseguenza si da maggior potere al mer-
periore a venti anni, tra il 1948 e il 1968 – cato per fissare i suddetti prezzi. Queste de-
negli altri duecento anni del capitalismo, cisioni segnalano l’inizio della fine del ciclo
prima e dopo, non è esistito il pieno impiego di egemonia finanziaria statunitense.
della forza lavoro, fatto che rende questo L’indebolimento del dominio statunitense si
aspetto una rarità. traduce nella creazione delle condizioni af-
finché i paesi esportatori di materie prime re-
3. clamino un prezzo maggiore per le loro
risorse. Fino al 1973 il modello fordista aveva
A partire dagli anni ‘60, i tempi cambiano ra- generato una redditività sufficiente per il ca-
pidamente e agli Stati Uniti costa molto di pitale, funzionando con alti costi salariali in-
più mantenere la loro egemonia economica, sieme a una produttività crescente e ai costi
dovendo ricorrere, costantemente, alla poli- bassi delle materie prime. Questa situazione
tica militare (guerra di Corea, Vietnam, ecc.). cambia, e l’aumento dei prezzi delle materie
Dalla fine degli anni ’60 poi, l’oro della Ri- prime, in particolare l’energia (petrolio), ag-
serva Federale degli Stati Uniti, che serve a grava la crisi della redditività iniziata con il
garantire i dollari sparsi nel mondo, non rie- rallentamento della produttività alla fine degli
sce a coprire neppure la quinta parte di que- anni ‘70; i profitti delle imprese vanno a
sti beni. picco e il risultato è che molti paesi speri-
Tutto ciò, quando il presidente Richard mentano PIL annuali davvero negativi, ossia,
Nixon riconosce (nell’agosto del 1971) che non solo non crescono ma le loro economie
il suo paese non può garantire più di tra- vanno sempre peggio.
sformare i dollari in oro, dà origine al falli- Mentre fino agli ‘70, quindi, Keynes e la pia-
mento del sistema monetario internazionale: nificazione economica hanno influenzato
viene sospesa la convertibilità del dollaro ri- l’economia, dagli anni ‘80 e ‘90 il monetari-
spetto all’oro e il sistema economico inter- smo e tutto l’impianto neoliberista hanno
nazionale scende verso il basso. Si decreta dominato il mondo governandolo con “il
dunque con un atto di forza unilaterale la mercato senza vincoli, senza regole”.
fine degli accordi di Bretton Wood e nel È in questo momento che gli europei, gui-
rivista della
Rete dei Comunisti
14il cielo sopra Berlino
dati dall’asse franco-tedesco, decidono di è che quando rallenta si trasforma in una
creare il Sistema Monetario Europeo (1978) crisi.
per regolamentare i propri scambi ed in se- Il processo di accumulazione si produce me-
guito la moneta unica (1999) per essere liberi diante una incessante trasformazione di ric-
di difendere i modelli di cambio di fronte alla chezza naturale, per mezzo del lavoro e delle
speculazione dei mercati e per liberarsi dalla macchine, in merce,oggetti destinati ad ali-
tutela che, di fatto, continuano a stabilire gli mentare l'accumulazione o il consumo finale.
Stati Uniti sul sistema internazionale dei pa- Il denaro, tradizionale mediatore tra due
gamenti con la funzione di attivo di riserva merci scambiate sul mercato, acquista un
che i dollari continuano ad esercitare, in nuovo ruolo nell'economia capitalista come
modo predominante. regolatore del ritmo della accumulazione.
E con l’obiettivo di frantumare l’unità e la La dimensione del denaro, in quanto equiva-
forza che la classe operaia aveva espresso in lente generale del valore delle merci, nella sua
tutte le sue potenzialità negli anni ‘60 e ‘70, funzione di mediatore tra due merci nel mer-
s’impongono processi di scomposizione at- cato, è determinata dal valore delle merci di-
traverso le esternalizzazioni, le delocalizza- sponibili in un dato momento per lo
zioni, la precarizzazione del lavoro con le scambio. Il valore si esprime in termini mo-
mille forme di lavoro atipico , cioè aumenti netari in forma di prezzi. Pertanto, il volume
dello sfruttamento che portano ad un signi- del denaro equivale al volume di prezzi che si
ficativo abbattimento del costo del lavoro e devono trattare sul mercato. Tale volume si
a rapporti sempre più individuali e disaggre- esprime in termini monetari come la massa
gati della classe lavoratrice. di denaro per la velocità di circolazione.
A partire dagli anni ‘80 si è così verificato in Nella circolazione mercantile semplice il de-
Europa, anche se in maniera diversificata nei naro è endogeno e determinato dalla domanda
differenti paesi, un vero e proprio intenso (necessità di denaro).
processo di privatizzazione, con l’intento di Quando ci si confronta con la accumula-
ridimensionare la presenza pubblica nell’in- zione allargata il denaro non è solo un inter-
tero sistema produttivo e con i pesanti sacri- mediario, è il motore della trasformazione di
fici imposti al mondo del lavoro. Le azioni merce in capitale (mezzi di produzione, la-
dei Governi di questi anni confermano la vo- voro salariato) e promessa di realizzazione
lontà di attuare un programma completo di (vendita) del nuovo valore creato nel pro-
dismissione delle aziende pubbliche, con la cesso di lavoro. Il denaro è diventato credito.
motivazione ufficiale di risolvere i problemi Il denaro di credito è esogeno, e il suo volume
produttivi ed economici. A ciò hanno fatto dipende dalle aspettative dei creditori (crea-
eccezione alcuni paesi, ad esempio la Francia tori di credito ) rispetto al tasso di accumu-
e in parte la Germania, che hanno difeso la lazione realizzabile.
presenza pubblica nei settori strategici, strut- Queste le premesse teoriche per meglio ca-
turando in tal modo un modello produttivo pire cause ed effetti che con il neoliberismo
più forte ed equilibrato nella competizione nella politica economica assume un peso de-
globale. E’ così che le crisi si ripetono come, terminante il settore finanziario e i processi
ad esempio, le ultime che ricordiamo, da speculativi attraverso la deregolamentazione
quella del sistema monetario del 19922 a finanziaria, voluta dai governi Reagan e
quelle delle Borse asiatiche del 1987, ma Thatcher. Si è così eliminata ogni restrizione 2 Nel 1992 si ricorda infatti
la cosiddetta crisi del Sistema Mone-
anche quella di Wall Street del 2001 con la ai movimenti del capitale, in particolare di
tario europeo causato dalla “specula-
conseguente stagnazione che si è protratta quello fittizio, realizzando in questo caso sì la zione internazionale” che attaccò
per lunghi anni. globalizzazione ma non la mondializzazione dapprima la lira (che subì una svalu-
piena delle economie in generale ma sempli- tazione) e poi la sterlina.
4. cemente la una incontrollata internazionaliz-
zazione finanziaria. Sono state così abbattute
Una caratteristica strutturale del processo le riserve bancarie di garanzia, si sono mol- rivista della
permanente della accumulazione del capitale tiplicati i paradisi fiscali, si è permessa la pro- Rete dei Comunisti
15Contropiano
liferazione della finanza creativa e della pos- somma zero”, dove chi perde cede ad un
sibilità di scommettere in Borsa non solo sui altro la proprio quota di ricchezza comples-
flussi degli strumenti finanziari ma anche siva “giocata” nei mercati dei titoli e mone-
sulle materie prime, sui tassi di cambio, sugli tari di tutto il mondo, ma senza appunto
alimenti generando speculazioni per per- creare nulla di nuovo), possono investirli nel
mettere il guadagno facile, cioè la rendita settore produttivo per valorizzare la propria
speculativa, e quindi la determinazione dei massa di denaro che altrimenti resterebbe ca-
prezzi con superprofitti su petrolio, grano, pitale non valorizzato in termini di accumu-
mais, disinteressandosi completamente del lazione.
fatto che tali rendite significassero poi fame, Il sistema bancario-finanziario compie inol-
miseria e distruzione per interi continenti. tre un’altra funzione centrale nel processo di
Il gioco di Borsa dagli anni ‘80 ad oggi è così circolazione del capitale: quella di rendere di-
divenuto una corsa al massacro sociale: da sponibile al capitale, attraverso il sistema del
una parte si “ingrassano” i fondi di investi- credito e quello finanziario, una somma
mento leader e i grandi speculatori, dall’altra enorme di denaro che sarebbe non valoriz-
parte si trasformano i produttori di materie zabile ed utilizzarlo per estendere il proprio
prime (salariati di piantagioni, contadini, mi- potere su scala mondiale tramite investimenti
natori e operai dei Sud del mondo) in mise- diretti esteri, partecipazioni e finanziamenti
rabili e i lavoratori del centro dell’impero in innumerevoli.
precari e nuovi poveri. In tal modo si trasfe- Quindi, quella finanziaria e produttiva sono
risce, inoltre, possibilità di investimento nel- semplicemente due funzioni del capitale che
l’economia reale nel facile e apparentemente sempre più spesso convivono nello stesso
più redditizio collocamento speculativo fi- operatore economico anche nella commi-
nanziario, distruggendo volutamente in tal stione fra attività tecnico-materiali e attività
modo il capitale in eccesso a fini produttivi. di speculazione finanziaria, in particolare in
Le banche, ma oggi anche le assicurazioni e questi ultimi 25 anni con la deregolamenta-
i cosiddetti “investitori istituzionali” (Fondi zione del sistema finanziario e con l’utilizzo
pensione, Fondi investimento), sono dunque dei cosiddetti strumenti della finanza allegra
degli enormi “forzieri” di denaro non inve- e creativa.
stito. Hanno la necessità di “far fruttare” la
propria liquidità e per farlo, oltre alla specu- 5.
lazione borsistica di vario tipo (che non crea
ricchezza, ma al meglio può essere conside- L’attuale crisi del capitale, quindi, viene da
rata a medio-lungo termine un “gioco a lontano e mostra la sua strutturalità già dai
1 Per i dati citati relativi alla
Polonia e agli altri paesi presi in
esame, si veda: G. Ciulla, Ai confini del-
l’Impero, Jaca Book edizioni, marzo
2011.
rivista della
Rete dei Comunisti
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