Alimentiamo il contagio positivo della conoscenza - Rendicontazione finale
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Rendicontazione finale dell’attività del progetto Responsabili del progetto Comune di Cremona Dott. Cinzia Vuoto, Responsabile P.O. Comune di Cremona EngageMinds HUB – Università Cattolica Del Sacro Cuore Prof.ssa Guendalina Graffigna, Facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari, Ambientali-‐ Università Cattolica del Sacro Cuore Team di progetto Graphic Designer: Marina Barello, EngageMinds HUB – Università Cattolica Del Sacro Cuore Responsabile comunicazione: Stefano Boccoli, EngageMinds HUB – Università Cattolica Del Sacro Cuore Ricercatore: Mariarosaria Savarese, EngageMinds HUB, Facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari, Ambientali-‐ Università Cattolica del Sacro Cuore Docenti coinvolti nei workshop Prof. Lorenzo Morelli, DiSTAS -‐ Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari per una filiera agro-‐alimentare Sostenibile, Facoltà di Scienze Agrarie, alimentari e ambientali Prof. Guendalina Graffigna, EngageMinds HUB, Facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari, Ambientali-‐ Università Cattolica del Sacro Cuore Dott.ssa Margherita Dall’Asta, Facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari, Ambientali Dott.ssa Mariarosaria Savarese, EngageMinds HUB, Facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari, Ambientali-‐ Università Cattolica del Sacro Cuore Data inizio progetto: 1 agosto 2020 Data fine progetto: 30 novembre 2020 2
INDICE Introduzione al progetto Pag. 4 FASE 1 Pag. 6 FASE 2 Pag. 15 FASE 3 Pag. 18 FASE 4 Pag. 20 FASE 5 Pag. 21 Strategia di comunicazione Pag. 22 Elementi della comunicazione Pag. 23 Conferenze stampa Pag. 25 Rassegna stampa Pag. 25 Meeting di coordinamento Pag. 25 Bibliografia Citata Pag. 26 Allegati https://drive.google.com/drive/folders/1q2J5o10XL06sAUOIEDYe_Un3RguB gnMC?usp=sharing 3
Introduzione al progetto Il territorio italiano sta recentemente affrontando numerose sfide sociali, ambientali, economiche e di salute (anche in relazione all’attuale emergenza sanitaria da nuovo coronavirus SARS-‐CoV-‐2 -‐ Covid-‐19) che richiedono profonde riconfigurazioni dello stile di vita e di consumo di tutti i cittadini, e rischiano di alimentare il loro senso di incertezza per il futuro. Questo aspetto è enfatizzato dal declino della fiducia pubblica nella ricerca scientifica e nelle istituzioni che rischia di erodersi a causa dalla mancanza di dialogo ed engagement tra mondo “esperto” e mondo “laico” rispetto a questa emergenza (Battiston, Kashyap & Rotondi, 2020). Tutto ciò rischia di sfociare in un maggiore disorientamento informativo e in condotte disfunzionali dei cittadini, in particolare se si tratta di target sensibili ai cambiamenti come i giovani. Una conseguenza visibile dell’impatto psicologico di questo fenomeno è l’aumento di persone che hanno creduto a notizie false (fake news) sul tema alimentare (Castellini G., Palamenghi L., Savarese M., Barello S. & Graffigna G., 2020). La letteratura scientifica ha infatti evidenziato il rischio per i cittadini italiani di incorrere in modelli alimentari che si discostano dalla dieta Mediterranea, da sempre riconosciuta come un fattore protettivo nello sviluppo di patologie croniche (Romagnolo D.F. & Selmin O.I., 2017) per via della circolazione di informazioni fallaci (Bracale R. & Vaccaro C.M., 2020). Inoltre, i cambiamenti imposti dalla pandemia di COVID-‐19 stanno avendo un impatto enorme anche sullo spreco e la perdita di cibo a livello globale (Amicarelli V. & Bux C., 2020). In questo scenario, Cremona, così come l’intera zona circostante, che ha subito forti perdite economiche nelle prime fasi dell’emergenza sanitaria, rischia di essere penalizzata. Il comparto agro-‐alimentare, che è alla base dell’economia della zona (Food Valley), ha infatti subito perdite anche per via dell’iniziale scetticismo e boicottaggi da parte di consumatori spaventati dalla possibile contaminazione dei prodotti provenienti da quelle zone (Savarese M., Castellini G., Palamenghi L., Barello S., Graffigna G., 2020). Infine, da non dimenticare le ingenti perdite umane, che hanno amplificato l’impatto psicologico di questa crisi per i cittadini della zona rispetto alla situazione attuale e futura. In sintesi, la profonda crisi che vede oggi protagonista il territorio cremonese ha indubbiamente avuto effetti negativi profondi sul tessuto sociale ed economico della zona che rischiano di innescare modelli di consumo alimentare negativi per le persone e per il territorio. Allo stesso tempo, tale stessa crisi può trasformarsi in un’occasione di apprendimento -‐ in letteratura definito “teachable moment” (Lawson, P. J., & Flocke, S. A., 2009) – soprattutto per i giovani, per favorire l’adozione di nuovi stili di vita e alimentari salutari e sostenibili, volti a valorizzare il territorio in cui vivono e a limitare gli sprechi. Tutto ciò è possibile facendo leva sulla ricostruzione di un patto di fiducia tra scienza e giovani cittadini. Alla luce di queste premesse l’obiettivo di questo progetto è stato quello di creare un programma educativo per i giovani cittadini del cremonese “ALIMENTIAMO IL CONTAGIO POSITIVO DELLA CONOSCENZA” volto ad aumentare la loro consapevolezza verso l’utilizzo di informazioni corrette e l’adozione di stili alimentari adeguati, salutari e sostenibili in termini ambientali e di limitazione degli sprechi. Nello specifico, gli obiettivi sono stati così dettagliati: 4
-‐ aumentare la consapevolezza dei giovani cremonesi circa le loro capacità di raccolta ed elaborazione di informazioni alimentari; -‐ ridurre il rischio di incorrere e credere alle fake news; -‐ orientare i giovani verso stili alimentari salutari, sostenibili e scientificamente validati. L’approccio del progetto è quello di favorire un processo di apprendimento collaborativo attraverso la ricostruzione di un dialogo tra cittadini e scienziati sull’alimentazione salutare che presenta i seguenti risultati attesi: • Porre le basi per diffondere una corretta cultura scientifica nei giovani e a cascata nella popolazione; • Creare uno spazio di dialogo collaborativo, e non solo di trasmissione di informazioni, tra giovani cittadini e istituzioni; • Consegni strumenti psicologici di engagement per diventare più consapevoli circa i processi di fruizione ed elaborazione delle informazioni sulla dieta e la salute, che renda i cittadini stessi “testimoni” di buone pratiche di fruizione e gestione di queste informazioni e di dialogo con la ricerca scientifica in ambito agro-‐alimentare. 5
FASE 1: Mappatura degli stakeholders coinvolgibili nel progetto in qualità di formatori laici Descrizione e obiettivi La prima fase del progetto ha avuto come obiettivo quello di mappare le principali realtà di aggregazione giovanile del territorio cremonese per identificare soggetti da coinvolgere nel progetto in qualità di formatori laici e di identificarne risorse (in termini di literacy alimentare e di capacità di engagement percepite) e bisogni scoperti. Per rispondere a questi obiettivi è stata realizzato un questionario di screening costruito su items ad hoc (Allegato 1), volto a sondare: 1) la disponibilità ad entrare a far parte del progetto; 2) la rete di contatto/connessione dello stakeholders con potenziali giovani da sensibilizzare/coinvolgere nel progetto; 3) la valutazione di autoefficacia in merito alle competenze formative e di sensibilizzazione dei giovani sulle tematiche oggetto del progetto; 5) i bisogni formativi/le aspettative verso il progetto formativo stesso. Il questionario è stato somministrato in modalità CAWI (Computer Assisted Web Interview) attraverso i principali canali comunicativi e social del Comune di Cremona e del centro di ricerca EngageMinds HUB e la stessa pagina Facebook del progetto (maggiori dettagli nella sezione Elementi della comunicazione). Il comune di Cremona, nella persona della Dott.ssa Cinzia Vuoto – ha inoltre contattato personalmente diverse realtà coinvolgibili nel progetto, che sono state indirizzate poi alla compilazione del questionario. In prima battuta, il questionario è stato condiviso con insegnanti, coach sportivi e rappresentanti di studenti, in quanto figure riconosciute come figure chiave nella formazione dei giovani, autorevoli e rassicuranti per il target di riferimento, al fine di operare in una logica partecipativa e a cascata la diffusione successiva dei contenuti e delle competenze acquisite. Principali risultati I soggetti che sono stati contattati, e che hanno manifestato interesse per il progetto e dichiarato l'intenzione di realizzarlo presso le associazioni, scuole, società sportive di riferimento sono di seguito elencati. Tra questi, N 79 hanno preso parte ai workshop, diventando di fatto i formatori che diffonderanno i temi trattati presso i giovani di riferimento, e 96 soggetti hanno ricevuto il materiale informativo -‐ TOOL KIT (cfr. FASE 2), tra questi 22 Dirigenti scolastici che coinvolgeranno il personale docente. In dettaglio, le realtà coinvolte sono così dettagliabili: • 5 plessi scolastici ognuno dei quali è costituito da scuole materne, primarie, scuole secondarie di primo grado per un totale di n. 4735 studenti • 17 Scuole Secondarie di Secondo Grado per un totale di 7651 studenti coinvolti • 20 Associazioni, tra queste Legambiente, Sloow Food, Cisvol Lombardia, Coldiretti, Filiera Corta e Solidale, Focr ( Associazione degli oratori cremonesi) 6
• 15 Cooperative sociali • 11 Società Canottieri • 12 Palestre • 35 Società Sportive • stampa locale • Ufficio Food Policy di Milano • Master “Cibo&Società” Università Bicocca di Milano • Società Està -‐Milano • Uffici comunali: Assessorato allo Sport, Assessorato alle Politiche educative, Assessorato al Turismo e rigenerazione urbana, Ufficio Ambiente, Ufficio Comunicazione ,CUG ( comitato Unico di Gestione) • 25 soggetti (tra i quali genitori, giovani referenti di associazioni, insegnati ) hanno partecipato di libera iniziativa alle attività di formazione dopo essere stati informati dalla stampa o dai social A quanti parteciperanno alle prossime attività in programma – e non l’avessero ancora fatto -‐ sarà chiesto di compilare il questionario. Le realtà coinvolte nel progetto Il questionario è stato diffuso dal 15 ottobre fino alla fine del progetto. Ad oggi, il questionario è stato compilato in totale da 35 soggetti appartenenti a 17 diverse realtà. Nel dettaglio, i partecipanti al questionario appartengono principalmente a realtà comunali (Fig. 1). Figura 1. Appartenenza delle realtà mappate Nazionale, 10 Comunale, 20 Regionale, 5 7
Mappatura delle attività formative svolte sul territorio In 21 realtà su 35 sono state condotte attività di educazione alimentare per i giovani, per lo più sotto forma di attività modulari e laboratori specifici (Altro), materiali distribuiti, convegni, identificazione di siti web dedicati e iniziative a distanza (Fig. 2). Figura 2. Tipologia di attività di educazione alimentare svolte Altro Distribuzione materiali Convegni Iniziative a distanza (es. news-‐ "Sito web" Sportello di ascolto Numero verde 0 5 10 15 In 13 casi, queste attività hanno previsto il coinvolgimento di esperti, tra i quali principalmente Ricercatori universitari, Nutrizionisti, Dietologi e altre figure (Altro) come Biologi, Naturopata, Personale tecnico Ats o i docenti stessi (Fig. 3). Figura 3. Professionisti coinvolti nelle attività di educazione alimentare svolte Nutrizionisti Altro (speciqicare) Ricercatori universitari Dietologi Medici di medicina generale Psicologi Personal trainer 0 1 2 3 4 5 6 7 8
Per quanto riguarda il target principale a cui sono rivolte queste attività – oltre ai giovani stessi – sono stati evidenziati gli insegnanti, i genitori e l’opinione pubblica in generale (Fig. 4). Figura 4. Target delle attività di educazione alimentare svolte (oltre ai giovani) Insegnanti Genitori Opinione pubblica in generale Nessuno Professionisti 0 2 4 6 8 10 In 9 casi le attività formative sono state ripetute nel tempo, per lo più con cadenza annuale. Infine, in 8 casi sono stati previsti momenti di valutazione, principalmente attraverso la somministrazione di questionari o lo svolgimento di report e progetti. I bisogni formativi Tutte le persone che hanno compilato il questionario manifestano la volontà di partecipare a iniziative di formazione sui temi dell’educazione alimentare per i giovani. Tra le attività a cui parteciperebbero si evidenziano la distribuzione di materiali informativi, la partecipazione a convegni, la possibilità di contattare un numero verde (Fig. 5). 9
Figura 5. Tipologia di attività di educazione alimentare che svolgerebbero Distribuzione materiali Convegni Numero verde Altro Sportello di ascolto Iniziative a distanza (es. news-‐letter, conferenze web, ...) "Sito web" 0 2 4 6 8 10 12 Per quanto riguarda le priorità tematiche identificate dai partecipanti al questionario si evidenzia la necessità di entrare in possesso di strumenti per comprendere e limitare la diffusione di fake news, contenuti sui temi della sostenibilità alimentare e di gestione dello spreco alimentare. Ritenute di interesse anche le tematiche riguardanti la nutrizione e il coinvolgimento dei giovani (Fig. 6). 10
Figura 6. Priorità formative QUANTO SAREBBE INTERESSATO A PARTECIPARE AD INIZIATIVE DI AGGIORNAMENTO/FORMAZIONE SULLE SEGUENTI TEMATICHE? (su una scala da 1=per niente a 5=moltissimo) Strumenti e teorie per limitare la diffusione delle fake news in ambito alimentare Sostenibilità ambientale e alimentare Gestione dello spreco alimentare Nutrizione e principi nutritivi degli alimenti Promozione del coinvolgimento dei giovani nella salute e nella prevenzione Alimentazione e Covid-‐19 Gestione dell’igiene degli alimenti 0,0 0,5 1,0 1,5 2,0 2,5 3,0 3,5 4,0 4,5 5,0 Secondo i partecipanti, oltre ai giovani, tali attività dovrebbero essere rivolte prioritariamente ad insegnanti, genitori e all’opinione pubblica in generale (Fig. 7). Figura 7. Target delle attività di educazione alimentare future (oltre ai giovani) Genitori Insegnanti Opinione pubblica in generale Professionisti Nessuno 0 5 10 15 20 25 30 35 11
Risorse e competenze percepite dai partecipanti È stato infine chiesto ai partecipanti al questionario di auto-‐valutarsi sulla base di alcune affermazioni presentate. I risultati mostrano come i rappresentanti coinvolti nelle diverse realtà di aggregazione giovanile cremonesi che hanno aderito al progetto affermano di sentirsi in grado di comprendere in pieno gli argomenti che riguardano l’educazione alimentare dei giovani, di avere le informazioni necessarie legate all’alimentazione. Si ritengono meno preparati invece sul tema delle fake news (Fig. 8). Figura 8. Competenze percepite dai partecipanti al progetto QUANTO SI RITIENE D’ACCORDO CON LE SEGUENTI AFFERMAZIONI? (DA 1 A 5, DOVE 1=PER NIENTE D’ACCORDO E 5=TOTALMENTE D’ACCORDO) Sento di comprendere in pieno argomenti che riguardano l’educazione alimentare dei giovani Sento di avere le informazioni necessarie per insegnare ai giovani tematiche legate all’alimentazione Sento di non avere conoscenze e strumenti appropriati per affrontare e limitare il fenomeno delle fake news (notizie false) in ambito alimentare Sento di possedere le competenze necessarie per insegnare ai giovani tematiche legate all’alimentazione 0,0 0,5 1,0 1,5 2,0 2,5 3,0 3,5 4,0 4,5 5,0 In parallelo, i partecipanti si ritengono mediamente molto in accordo con l’affermazione che riguardano il diretto coinvolgimento degli enti pubblici e privati nell’educazione dei giovani. Inoltre, essi ritengono che il problema delle fake news in ambito alimentare sia molto rilevante (Fig. 9). 12
Figura 8. Ruolo degli enti e rilevanza delle fake news secondo i partecipanti QUANTO SI RITIENE D’ACCORDO CON LE SEGUENTI AFFERMAZIONI? (DA 1 A 5, DOVE 1=PER NIENTE D’ACCORDO E 5=TOTALMENTE D’ACCORDO) Gli enti pubblici e privati di aggregazione dei giovani dovrebbero occuparsi della loro educazione alimentare Credo che il fenomeno delle fake news (notizie false) in ambito alimentare sia oggi un problema molto rilevante 0,0 0,5 1,0 1,5 2,0 2,5 3,0 3,5 4,0 4,5 5,0 Infine, seppur i partecipanti si ritengano mediamente molto in accordo con il percepire una relazione diretta tra alimentazione, salute e qualità di vita, essi si ritengono meno d’accordo con il ritenersi primi responsabili della propria salute. Questo risultato evidenzia la necessità di interventi formativi volti a supportare la presa di consapevolezza a cascata circa il proprio ruolo nella prevenzione e nella gestione dello stile di vita (Fig. 9). Figura 9. Alimentazione, salute e stile di vita QUANTO SI RITIENE D’ACCORDO CON LE SEGUENTI AFFERMAZIONI? (DA 1 A 5, DOVE 1=PER NIENTE D’ACCORDO E 5=TOTALMENTE D’ACCORDO) C’è una relaziona diretta tra l’alimentazione, la salute e la qualità di vita Ritengo di essere io il primo responsabile della mia salute 0,0 0,5 1,0 1,5 2,0 2,5 3,0 3,5 4,0 4,5 5,0 13
Sintesi Ad un primo lancio, il questionario di mappatura delle realtà aggregative della zona cremonese ha visto il coinvolgimento di enti per lo più comunali. Tra questi, l’attività di educazione dei giovani sui temi dell’alimentazione appare piuttosto diffusa, soprattutto in termini di distribuzione di materiali, di organizzazione di convegni e di altre attività formative, che coinvolgono esperti delle scienze dell’alimentazione e hanno come target prioritario – oltre ai giovani – insegnanti e genitori. I partecipanti mostrano apertura verso ulteriori azioni formative, soprattutto sui temi delle fake news alimentari, dello spreco ma anche del coinvolgimento di giovani. Per quanto riguarda le competenze percepite, i partecipanti si ritengono mediamente formati sulle principali tematiche che riguardano la gestione dell’alimentazione e si considerano in prima linea responsabili della formazione dei giovani. Tuttavia, emerge come elemento critico la scarsa consapevolezza di questi partecipanti circa l’importanza del proprio ruolo nella gestione della salute e dello stile di vita. Alla luce di questi risultati emerge un territorio cremonese attivo e aperto nei confronti di iniziative come il progetto “ALIMENTIAMO IL CONTAGIO POSITIVO DELLA CONOSCENZA”, esperto di alcune tematiche “tecniche” che riguardano l’alimentazione, ma meno formato sui temi della psicologia e dei principali meccanismi che sottostanno le scelte alimentari. Tali informazioni risultano tuttavia necessarie per il panorama odierno dove il proliferare di informazioni alimentari ha contribuito ad un generale disorientamento dei giovani, che sempre di più cadono nelle trappole delle fake news. In questa cornice si evidenzia il valore multi-‐disciplinare del progetto che può quindi colmare questi gap. 14
FASE 2: Generazione della “TOOL KIT” di engagement Descrizione e obiettivi Nella FASE 2, il team di progetto ha lavorato nella costruzione di una TOOL KIT di materiali informativi multidisciplinari e basati su teorie e modelli scientificamente validati, che è stata alla base della formazione proposta nella FASE 3, con l’obiettivo di favorire il coinvolgimento (engagement) dei partecipanti nel progetto. In particolare, la TOOL KIT è stata creata grazie al contributo di docenti esperti dell’Università Cattolica, poi relatori nella formazione della FASE 3. L’obiettivo della TOOL KIT è di fornire ai futuri formatori laici un vocabolario di base utile per la comprensione e la trasmissione delle informazioni sui temi chiave del progetto. La TOOL KIT è infatti volta a coprire le seguenti aree disciplinari: Psicologia dei Consumi e della Salute, Nutrizione Umana, Microbiologia e Scienze dell’Alimentazione. Le informazioni descritte nella TOOL KIT sono state selezionate dal team di progetto, che ha successivamente lavorato in collaborazione con il graphic designer per adattare i contenuti al target di riferimento e renderli accattivanti per il pubblico giovanile. La TOOL KIT si compone di due parti: booklet informativi e quiz, di seguito dettagliati. Struttura della TOOL KIT PARTE 1: booklet informativi Booklet 1-‐ Psicologia dei Consumi e della Salute (Allegato 2 a e 2 b) La psicologia dei consumi e della salute consente di studiare le dinamiche che guidano preferenze e scelte dei cittadini, con particolare riferimento a quelle che riguardano l’alimentazione e lo stile di vita. Comprendere i meccanismi psicologici che sono alla base delle scelte alimentari può infatti aiutare a sostenere la presa di consapevolezza (engagement) circa l’importanza di assumere un ruolo attivo e a diventarne più consapevoli circa tali scelte. La maggiore consapevolezza può infine diventare uno strumento per difendersi dalla persuasività di notizie fallaci che possono andare a detrimento della salute e della relazione con le istituzioni. Più nel dettaglio, nella prima sezione della TOOL KIT sono inclusi materiali che affrontano i seguenti argomenti: -‐ La psicologia del consumatore applicata alle scelte alimentari: le principali prospettive teoriche e applicative; -‐ Le caratteristiche comunicative ed emotive che rendono così persuasive le fake news in ambito agro-‐alimentare; -‐ Le strategie psicologiche per diventare più consapevoli dei propri processi di scelta nei consumi alimentari e “difendersi dalle fake news”; -‐ Le teorie del cambiamento per favorire scelte alimentari adeguate. 15
Booklet 2 -‐ Gli stili alimentari sani e sostenibli (Allegato 3) Il secondo booklet comprende le principali informazioni che riguardano l’alimentazione sana e sostenibile per fornire ai formatori laici i contenuti di base per potersi orientare tra le diverse opzioni alimentari e supportare i giovani nelle loro scelte. In particolare, in questi materiali informativi viene trattata la definizione di alimentazione e dei principali meccanismi che impattano su di essa (fisiologici, culturali, economici, …), soffermandosi sul tema della salubrità e delle relative sfide per la popolazione mondiale oggi. In questa sezione viene presentata la Piramide Alimentare come modello scientificamente validato di alimentazione, e ne vengono approfondite possibili applicazioni. Infine, la sezione tratta le principali linee guida riconosciute e consensualizzate scientificamente alla base di una corretta alimentazione. Booklet 3 -‐ Sistema immunitario e cibo (Allegato 4) Il terzo booklet include contenuti che riguardano la relazione tra alimentazione e sistema immunitario. A partire dalle più recenti conoscenze scientifiche, verrà fornita ai partecipanti una selezione di materiali di approfondimento completo ma semplice da consultare. Conoscere i principali meccanismi biologici che favoriscono o meno l’alimentazione adeguata al sistema immunitario è elemento imprescindibile per orientarsi tra le informazioni spesso fallaci. A tal riguardo, in questo booklet sono inoltre presentate alcune riflessioni circa sul valore della scienza e della relazione tra scienza e cittadini che consentiranno ai partecipanti di imparare a consultare solo fonti valide di informazione. PARTE 2: il QUIZ di Alimentiamo il contagio positivo della conoscenza Il QUIZ DI ALIMENTIAMO IL CONTAGIO POSITIVO DELLA CONOSCENZA è il gioco da tavolo nato nell’ambito dello stesso progetto ed è volto a coinvolgere i giovani nell’apprendimento delle nuove conoscenze attraverso una modalità interattiva e fortemente esperienziale. Durante lo svolgimento del gioco è infatti possibile ripercorrere e approfondire con i propri docenti e formatori le principali tematiche trattate nel progetto, definite nei booklet informativi e approfondite durante i workshop con i docenti esperti (FASE 3 del progetto). Il gioco si ispira alla struttura e alle modalità del “Gioco dell’Oca”, e si basa su facili esercizi e domande su cui sfidarsi. Si compone di un tabellone da gioco sul quale sono rappresentate 30 caselle, corrispondenti a 30 card. Tutti i materiali sono stati validati dai docenti e resi graficamente accantivanti dalla graphic designer. Ogni card offre una pillola informativa relativa alla psicologia dei consumi o alle scienze della nutrizione e degli alimenti, da leggere e discutere con i partecipanti al gioco. 3 card prevedono la risposta da una domanda che consentirà ai partecipanti di avere un vantaggio o uno svantaggio sul proseguimento del gioco, e quindi di incentivare la dinamica di apprendimento e verifica. Il gioco è ad ogni età, ma è consigliata la supervisione di insegnanti e/o formatori che sono stati istruiti nel corso della FASE 3 del progetto, a garanzia della correttezza delle conoscenze trasmesse. Il gioco viene consegnato in formato cartaceo ai partecipanti al progetto che si impegnano nel suo 16
svolgimento e nella raccolta di video e testimonianze, in rielaborazione di quanto appreso. Questo consentirà al team di progetto di avere un feedback circa l’esito del progetto. La versione digitale del gioco è allegata (Allegato 5). Sintesi Alla luce delle informazioni raccolte tramite il questionario di mappatura è stato possibile identificare alcuni bisogni informativi delle realtà aggregative della zona del cremonese. A partire da tali risultati è stata costruita una TOOL KIT di engagement, ovvero un insieme di materiali informativi e di sperimentazione delle conoscenze multi-‐disciplinari alla base del progetto. La TOOL KIT è stata diffusa ai partecipanti del progetto e sarà oggetto di sensibilizzazione a cascata (FASE 3). La TOOL KIT è stata realizzata con un linguaggio semplice e adatto anche ai target più giovani. Per questo motivo, è stata inoltre realizzata in forma ludica e graficamente accattivante. 17
FASE 3: Formazione ai formatori “laici” Descrizione e obiettivi Per la realizzazione della FASE 3 è stato previsto lo svolgimento di 3 woskshop. Inizialmente previsti dal vivo presso il Comune, tali interventi sono stati successivamente ripensati in modalità online sincrona in modo da garantire il rispetto alle misure di distanziamento fisico imposte per il contenimento del rischio di contagio da COVID-‐19. I workshop sono stati erogati in streaming, tramite piattaforma Blackboard e registrati, previo consenso dei partecipanti. Obiettivo della formazione è stato quello di passare sia “competenze di contenuto” (i.e. relative al sapere tecnico-‐scientifico sulla corretta alimentazione e la corretta gestione della salute) sia “competenze trasversali” (i.e. relative alla capacità di engagement nella salute e di sensibilizzazione tra pari). In questa fase è stato previsto il coinvolgimento di docenti universitari (Università Cattolica del Sacro Cuore di Cremona), di diversi settori disciplinari (i.e. Scienze Agrarie, Alimentari, Ambientali; Nutrizione umana; Psicologia della salute). Seppur a distanza, la didattica è stata organizzata in maniera interattiva, con dibattito e scambio tra esperti e partecipanti, per favorire il loro coinvolgimento nel progetto. Programma e docenti dei workshop e partecipazione Il programma dettagliato dei workshop è disponibile in allegato (Allegato 6). I workshop sono stati condotti il 3, 4 e 5 novembre 2020, dalle ore 15 alle ore 17. Ad ogni workshop hanno partecipato circa 80 persone, alcune delle quali avevano precedentemente compilato il questionario e dimostrato la volontà di adesione alle giornate formative. Alcuni dei partecipanti al workshop, invece, hanno aderito in maniera spontanea, grazie al passaparola che il progetto ha suscitato nel territorio cremonese (cfr. Sezione Elementi della comunicazione). Altri, infine, avevano aderito ai workshop in maniera diretta tramite contatto con il Comune di Cremona. La platea era quindi di natura mista per ruolo e per disciplina; erano infatti presenti giornalisti, insegnanti di scuole medie e licei, studenti universitari, rappresentanti delle realtà associative del territorio cremonese, ma anche genitori. Durante il primo workshop, i lavori sono stati avviati dal saluto istituzionale della Dott.ssa Cinzia Vuoto e della Prof.ssa Guendalina Graffigna responsabili del progetto, che ha inoltre fornito ai partecipanti un quadro di insieme dell’intero progetto. I lavori sono proseguiti con l’intervento della Dott.ssa Margherita Dall’Asta, nutrizionista e docente presso Facoltà di Scienze Agrarie Alimentari Ambientali dell’Università Cattolica di Piacenza. Diversamente da iniziale programma, l’intervento del Prof. Lorenzo Morelli, Direttore DISTAS presso Facoltà di Scienze Agrarie Alimentari e Ambientali e Professore Ordinario presso la stessa Facoltà è stato realizzato durante il secondo workshop, seguito dall’intervento della Prof.ssa Guendalina Graffigna, Direttore di EngageMinds HUB, Università Cattolica del Sacro Cuore di Cremona e Professore Ordinario presso la Facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari, Ambientali della stessa Università. Il terzo workshop ha previsto l’intervento della Dott.ssa Mariarosaria Savarese, assegnista di ricerca presso la Facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari, Ambientali della stessa Università e collaboratore di ricerca presso il centro di ricerca EngageMinds HUB. 18
Per favorire il clima di partecipazione ed engagement dei protagonisti, durante il terzo workshop ampio spazio è stato dedicato alla discussione. Il dibattito è stato animato e ha visto la condivisione guidata di esperienze e “best practices” di progetti di educazione giovanile, sui temi dell’alimentazione, dello spreco e della sostenibilità. Tali interventi hanno consentito lo scambio di informazioni e idee utili alle diverse realtà presenti, e hanno inoltre favorito la creazione di una rete di persone a vario titolo coinvolte nel progetto, ma di potenziale interesse anche per la realizzazione di iniziative future. A conclusione delle giornate formative, è stato presentato il prodotto finale “IL QUIZI DI ALIMENTIAMO IL CONTAGIO POSITIVO DELLA CONOSCENZA” che è entrato a far parte della TOOL KIT di engagement. Anche le registrazioni dei workshop sono stati resi disponibili per i partecipanti al progetto, su consenso dei docenti e dei partecipanti stessi. Sintesi Da parte di tutti i partecipanti il feedback al progetto “Alimentiamo il contagio positivo della conoscenza” è stato positivo: sono state ritenute di particolare valore le modalità di “formazione a cascata”, che consentono di creare conoscenza “dal basso” e targettizzata sulla base dei bisogni formativi emersi dalla prima rilevazione. Il network di formatori laici ha infine espresso volontà nel diventare loro stessi formatori dei giovani appartenenti alle loro realtà di riferimento e di accompagnarli nel processo di apprendimento. Sono stati concordati con gli stessi momenti di verifica degli apprendimenti, che verranno definiti in ogni realtà in maniera spontanea sulla base delle risorse e delle possibilità (anche legate all’emergenza sanitaria). Le registrazioni dei workshop sono disponibili tra i materiali allegati (Allegato 7). 19
FASE 4: Sensibilizzazione e coinvolgimento tra pari Descrizione e obiettivi Successivamente alla realizzazione dei workshop e alla distribuzione della TOOL KIT di engagement ad ogni formatore laico è stato chiesto di impegnarsi della costruzione di un proprio progetto di disseminazione e sensibilizzazione dei giovani sulla base dei contenuti e delle competenze apprese. Sulla base della formazione ricevuta e della TOOLKIT, i formatori laici identificati nella prima fase del progetto si impegnano infatti in un processo a cascata di sensibilizzazione di altri giovani della loro rete al fine di promuovere un cambiamento nell’approccio alla salute e all’alimentazione. Le iniziative di formazione sono supervisionate dal team del progetto al fine di garantirne adeguato supporto esperto ai formatori. Ad ogni formatore laico è richiesto di procedere alla sensibilizzazione di almeno 10 giovani della loro rete rispetto ai contenuti e alle competenze oggetto del progetto. La FASE 4 è stata avviata nel mese di Novembre ed è tutt’ora in svolgimento. L’aggravarsi della situazione pandemica in Italia ha limitato le possibilità per i formatori di coinvolgere grandi quantità di giovani. Inoltre, le norme per il distanziamento fisico di questi mesi non hanno facilitato la partecipazione attiva e la possibilità di sperimentare gli apprendimenti in modo creativo. I formatori e il team di progetto sono continuamente impegnati – e si impegneranno – nel proseguimento del progetto che ha raggiunto un notevole successo nel territorio. Primi risultati dalle realtà coinvolte In prima battuta, sono state identificate due realtà aggregative pilota per la sperimentazione del modello di sensibilizzazione a cascata: il Liceo Vida e la Scuola di Danza “Teatro Danza”, entrambi provenienti dal comune di Cremona. A questi due enti è stata fornita la TOOL KIT di engagement, comprensiva di materiali di approfondimento e del QUIZ. Entrambe gli enti hanno cominciato la sperimentazione con feedback positivi da parte dei giovani coinvolti. Teatro Danza, in particolare, sta provvedendo alla creazione di un balletto volto a “mettere in scena” alcune delle principali informazioni oggetto del progetto: le scelte di consumo tra razionalità e piacere e l’ABC della sana alimentazione. È inoltre prevista la testimonianza di una ballerina professionista, volta a condividere la propria esperienza circa l’alimentazione, riprendendo i materiali condivisi nella TOOL KIT. Il video sarà editato dal grafico del team di progetto e condiviso, previo consenso, con tutti i partecipanti e sui principali canali di comunicazione degli enti promotori. Sono in corso contatti con i soggetti di riferimento per avviare a breve e compatibilmente con la situazione legata all'emergenza sanitaria, attività anche in presenza con i giovani coinvolti per divulgare i contenuti del progetto. 20
FASE 5: Convegno finale Alla fine del progetto era previsto un momento finale di condivisione delle esperienze (non solo formative ma anche di disseminazione e sensibilizzazione tra pari) in cui valorizzare i passi compiuti e fare un bilancio dei problemi ancora aperti. Obiettivo principale di questo convegno è infatti quello di favorire il dialogo tra scienza e comunità cremonese e di fertilizzare un processo di sensibilizzazione ampio dei giovani e della loro comunità di riferimento in merito ai temi della promozione dell’alimentazione corretta e salutare e della gestione delle fake news. Conseguentemente all’aggravarsi dell’emergenza Covid-‐19, il team di progetto ha preferito sospendere il convegno e di non prevederlo in modalità online. Per la natura stessa del progetto, infatti, si è preferito rimandare l’evento per poter auspicare – in tempi favorevoli -‐ la partecipazione dal vivo della comunità di Cremona, dei diversi stakeholders oltre che dei media locali all’evento. Il team crede che le modalità di svolgimento online, seppur funzionali, possano smorzare la filosofia stessa del progetto, che punta molto sulla dimensione relazionale. Compatibilmente con la situazione epidemiologica futura, si prevede lo svolgimento del convegno nella primavera 2021. 21
Strategia di comunicazione Il progetto “ALIMENTIAMO IL CONTAGIO POSITIVO DELLA CONOSCENZA”, condotto dal Comune di Cremona, in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore e con il centro di ricerca ENGAGEMINDS-‐Hub, è quello di creare un programma educativo per i giovani cittadini del cremonese volto ad aumentare il loro coinvolgimento attivo (engagement) nella gestione dell’alimentazione e la loro consapevolezza nell’utilizzo di informazioni corrette per consumi alimentari adeguati, salutari e sostenibili in termini ambientali e di limitazione degli sprechi. Il progetto ambisce a generare una sensibilizzazione a cascata dei giovani -‐ a partire dai principi della psicologia applicata ai consumi alimentari e dell’engagement -‐ grazie al supporto di rappresentanti delle principali realtà di aggregazione giovanile radicate nel territorio cremonese. I rappresentanti coinvolti potranno diventare loro stessi formatori e sensibilizzare altri giovani della loro rete, promuovendo un coinvolgimento dal basso ed un cambiamento nell’approccio alla salute e all’alimentazione. La collaborazione tra questi enti affiancata dalla strategia di dissemination ha consentito -‐ e consentirà -‐ di coinvolgere gli stakeholders sia interni che esterni al progetto al fine di accrescere la consapevolezza rispetto ai risultati raggiunti dal progetto a ogni livello. La DISSEMINATION STRATEGY è stata strutturata sulla base di alcuni elementi chiave della comunicazione: • Definizione degli obiettivi della DISSEMINATION; • Identificazione dei target di riferimento e degli stakeholders; • Descrizione delle azioni di comunicazione; • Comunicazione dei risultati agli attori parte del progetto e agli attori esterni; • Identificazione di strumenti di comunicazione; • Coinvolgimento di enti e istituzioni locali; • Pubblicazione dei risultati di progetto su quotidiani e riviste scientifiche. 22
Elementi della comunicazione Logo e immagine coordinata La realizzazione del logo per “ALIMENTIAMO IL CONTAGIO POSITIVO DELLA CONOSCENZA” ha significato comunicare i valori del progetto ed esprimerne le caratteristiche. I due termini su cui si è progettata la grafica del logo e l’immagine coordinata del progetto sono CONTAGIO e CONOSCENZA. La graphic designer ha prodotto numerose varianti di logo che sono state valutate e considerate dagli enti promotori a partire dal tema e dal messaggio che il progetto stesso mira a diffondere: CONOSCENZA, ALIMENTAZIONE, CONTAGIO, ENGAGEMENT, NUTRIZIONE, PSICOLOGIA. Il logo è stato pensato tenendo conto del target di riferimento e del contesto nel quale il progetto è realizzato. Il simbolo vuole richiamare il processo a cascata di “contagio positivo” della conoscenza. La mela è stata scelta infatti come simbolo prototipico dell’alimentazione sana; la testa esprime la conoscenza. I due simboli rimandano inoltre al tema dell’intreccio tra discipline: le scienze dell’alimentazione e la psicologia che si incontrano in questo progetto. L’ibridazione e la contaminazione a cascata espressa dai cerchi intrecciati descrive sia le modalità di svolgimento sia lo spirito del progetto. I toni del verde sono stati scelti perché rappresentativi dei temi trattati: alimentazione, salute, sostenibilità. Il nome del progetto è stato incorporato nel logo per esprimere unitarietà e favorirne la memorizzazione. La grafica del logo è stata sviluppata in differenti formati (jpeg., tif., png., pdf., id., ai., psd.). 23
Power Point template Tutta l’attività di formazione e comunicazione de progetto è stata svolta su template sviluppati ad hoc dalla graphic designer in modo da rendere l’immagine coordinata di ALIMENTIAMO IL CONTAGIO POSITIVO DELLA CONOSCENZA maggiormente riconoscibile e facilmente individuabile. L’immagine coordinata è stata progettata per essere adattata a differenti formati (psd., pdf., ppt., doc., etc.). Il logo è l’icona di riferimento, i colori dello stesso vengono riproposti in tutte i materiali di comunicazione, inclusi i testi scritti, le presentazioni in ppt., poster, presentazioni. I template sono stati essere utilizzati anche dai docenti coinvolti nei workshop. Altri materiale informativi I testi presentati nell’ambito del progetto sono stati impaginati nella forma grafica del progetto e con il logo, così da essere visivamente accattivanti. L’obiettivo è stato infatti quello di diffondere il materiale informativo, sia cartaceo che digitale, cercando di attrarre il maggior numero possibile di pubblici. Tra i materiali informativi si evidenziano: il comunicato stampa dell’avvio del progetto (Allegato 8), il leaflet informativo per la diffusione del questionario (Allegato 9), il programma dei workshop (Allegato 6). Social Media Strategy e diffusione La Social Media Strategy ha previsto l’apertura della pagina Facebook del progetto, in dialogo con la pagina del centro ENGAGEMinds HUB (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano) e del Comune di Cremona. La pagina conta ad oggi circa 50 iscritti, e si auspica una maggiore diffusione in concomitanza con la FASE 4 del progetto. Si prevede di utilizzare questa pagina come principale catalizzatore della rete di riferimento, luogo virtuale dove favorire lo scambio e la condivisione di materiali e notizie. Ad oggi infatti la pagina ha avuto l’obiettivo di vetrina per la diffusione del progetto e l’iscrizione ai workshop. Tale obiettivo è stato raggiunto dal momento che alcune realtà hanno contattato in modo spontaneo tramite Facebook il team di progetto per la partecipazione ai workshop. In questa fase la pagina è alimentata dal team con alcune pillole informative del progetto derivanti dai materiali della TOOL KIT e dei workshop, al fine di favorire l’interessamento di soggetti esterni. Sulla pagina, inoltre, è previsto settimanalmente il rimando agli obiettivi del progetto e alla raccolta di partecipanti. Video Pitch di presentazione del progetto È stato inoltre realizzato dal team di progetto un video pitch di presentazione del progetto (Allegato 10) condiviso in occasione della conferenza stampa di presentazione del progetto e diffuso sui Social Media. Il video pitch consiste in un video animato di circa 1 minuto e 30 secondi che descrive in forma accattivante il progetto nelle sue premesse fondative e nelle fasi. Il video pitch è stato anche trasmesso sul canali televisivi locali. 24
Conferenze stampa Si segnala la conferenza stampa di presentazione del progetto avvenuta il 15 ottobre 2020, presso il Comune di Cremona, che ha previsto la presenza del Sindaco di Cremona Dott. Gianluca Galimberti, dei referenti del progetto Dott.ssa Cinzia Vuoto, del Comune di Cremone e della Prof.ssa Guendalina Graffigna del centro di ricerca EngageMinds HUB e dei giornalisti locali. I dettagli sono riportati nel comunicato stampa sul sito del Comune di Cremona accessibile al seguente link: https://www.comune.cremona.it/node/497846 Rassegna stampa L’attività di ufficio stampa (produzione e raccolta di uscite stampa) è stata svolta dal team di progetto al fine di attrarre l’attenzione dei media nel contesto di specifici eventi o particolari pubblicazioni di rilievo. Si segnalano in allegato le diverse uscite stampa sul progetto (Allegato 11). Meeting di coordinamento L’intera attività di coordinamento del progetto è stata cadenzata da meeting settimanali tra i referenti del progetto. Tali incontri hanno consentito il coordinamento in progress delle attività e il continuo aggiornamento circa lo stato e le prospettive del progetto. Tale collaborazione è stata fruttuosa non solo in termini di efficienza dei risultati raggiunti con questo progetto, ma anche in termini di possibilità future di collaborazione tra gli enti coinvolti. 25
Bibliografia Citata Amicarelli, V., Bux, C., & Lagioia, G. (2020). How to measure food loss and waste? A material flow analysis application. British Food Journal. Battiston, P., Kashyap, R., & Rotondi, V. (2020). Trust in science and experts during the COVID-‐19 outbreak in Italy. Castellini G., Savarese M., Palamenghi L., Barello S., Graffigna G. (2020) “COVID-‐19 e alimentazione: opinioni e comportamenti degli italiani”. Lawson, P. J., & Flocke, S. A. (2009). Teachable moments for health behavior change: a concept analysis. Patient education and counseling, 76(1), 25-‐30. Romagnolo, D. F., & Selmin, O. I. (2017). Mediterranean diet and prevention of chronic diseases. Nutrition today, 52(5), 208. Savarese M., Castellini G., Barello M., Barello S., Bosio C., Palamenghi L., Graffigna G. (2020) “L’epidemia da coronavirus e le percezioni dei consumatori: tra «psicosi» ed engagement”. 26
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