Sostenendo la Siria verso la pace - QUADERNI DI ARMADILLA SCS ONLUS a cura di Vincenzo Pira e Marco Pasquini

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Sostenendo la Siria verso la pace - QUADERNI DI ARMADILLA SCS ONLUS a cura di Vincenzo Pira e Marco Pasquini
QUADERNI DI ARMADILLA SCS ONLUS

    Sostenendo la Siria verso la
             pace
a cura di Vincenzo Pira e Marco Pasquini
                                           n. 4 – Aprile 2019
Introduzione
Armadilla è una organizzazione non lucrativa di utilità sociale impegnata nell’ambito della
cooperazione internazionale. (www.armadilla.coop)

Svolge anche attività di formazione e informazione sui temi dell’agenda 2030 proposta dalle
Nazioni Unite, per la difesa dei diritti umani e per il raggiungimento dei 17 obiettivi per lo
sviluppo umano sostenibile: https://www.unric.org/it/agenda-2030

In questo ambito questi Quaderni vogliono contribuire a divulgare tra gli studenti e l’opinione
pubblica a cui Armadilla si rivolge, informazione, analisi critiche, possibili risposte ai problemi
prioritari che si affrontano.

La raccolta di tutti i Quaderni dal 2015 a oggi si trova in: http://armadilla.coop/quaderni/

In questo Quaderno vogliamo aggiornare informazioni e analisi sulla situazione in Siria e il
percorso possibile per costruire percorsi di pace e di rispetto dei diritti umani dei cittadini
siriani. In particolare presentiamo alcune conclusioni fatte nella Conferenza "Supporting the
Future of Syria and the Region", organizzata dalla Commissione Europea, a Bruxelles, dal 12 al
14 Marzo 2019 e un documento che riassume le posizioni delle ONG di cooperazione
elaborato da Oxfam Internazionale e Danish Refugee Council.
Armadilla opera in Siria dal 2004 in attività di cooperazione internazionale e aiuti umanitari.
L'interscambio tra partner ha visto diverse entità italiane collaborare con omologhe siriane: la
cooperativa Open Group e la fondazione ASPHI di Bologna in progetti in favore di persone con
disabilità, l'Università di Reggio Emilia e Modena sul tema della terapia occupazionale.
Ha come principale partner locale l’associazione di donne “Zaharet Al Madan – ZAM”.
Collabora, inoltre, con OCHA, Ufficio di Coordinamento delle Nazioni Unite per gli Affari
Umanitari e con UNICEF e il supporto dell’ufficio Otto per Mille della Chiesa Valdese Italiana,
dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e della Provincia Autonoma di Trento.
Nonostante i drammatici eventi che da oltre otto anni colpiscono il paese siriano, Armadilla
continua a realizzare la sua azione a Damasco nell’ambito degli aiuti umanitari di emergenza,
coordinati da entità delle Nazioni Unite. La scelta di non abbandonare il paese, a seguito
dell’inizio e del successivo aggravarsi della situazione, nasce dalla convinzione che il
sostegno alla popolazione locale non può venire a mancare, ma anzi deve essere rafforzato,
in questa fase che continua ad essere delicata e complessa.

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1. "Supporting the Future of Syria and the Region"
La Commissione Europea ha organizzato, in coordinamento con le Nazioni Unite, la terza
conferenza internazionale sulla Siria dal titolo "Supporting the Future of Syria and the Region"
che si è realizzata a Bruxelles dal 12 al 14 Marzo 2019.
I partecipanti hanno riconosciuto, nel documento finale, la straordinaria generosità dei paesi
confinanti, in particolare Giordania, Libano e Turchia, e delle comunità ospitanti che hanno
garantito l'accoglienza a milioni di sfollati siriani. Hanno ribadito la continuità a tale sostegno
per affrontare adeguatamente le specifiche sfide a breve, medio e lungo termine a causa del
conflitto.
Le entità partecipanti alla conferenza hanno assunto impegni concreti per la Siria e la
regione: 7 miliardi di dollari (6,2 miliardi di euro) per il 2019 e impegni pluriennali prossimi
a 2,4 miliardi di dollari (2,1 miliardi di euro) per il 2020 e oltre. Le istituzioni finanziarie
internazionali e i donatori hanno promesso prestiti a condizioni agevolate per circa $ 20,7
miliardi (€ 18,5 miliardi). Si è ribadito che i bisogni umanitari e di resilienza delle persone
all'interno della Siria e nella regione rimangono comunque enormi. Nel 2019, il Piano di
risposta umanitaria per la Siria ha un costo previsto di 3,3 miliardi di dollari USA per fornire
assistenza immediata per salvare vite umane, protezione e resilienza a 11,7 milioni di
persone. Per realizzare il piano regionale per i rifugiati e la resilienza (3RP) sono richiesti 5,5
miliardi di dollari per garantire l'assistenza umanitaria e di resilienza nelle comunità
ospitanti in Turchia, Libano, Giordania, Iraq ed Egitto.
La Conferenza di Bruxelles ha visto un coinvolgimento senza precedenti delle organizzazioni
della società civile (OSC) sia durante i preparativi sia nei tre giorni della Conferenza e negli
eventi collaterali. Le Giornate per il Dialogo hanno visto la partecipazione di oltre 1.000
persone in rappresentanza di oltre 400 organizzazioni siriane, regionali e internazionali.
Tali organizzazioni sono state consultate su tutti gli argomenti chiave che riguardano il
conflitto siriano: la situazione delle comunità locali, le soluzioni possibili per i rifugiati e sfollati
interni (IDP), la protezione, l'accesso ai servizi fondamentali che riguardano la salute,
l'istruzione, la protezione dei minori, la ripresa economica regionale, gli strumenti digitali,
l'occupazione, la partecipazione delle donne e la coesione sociale in Siria.
La Conferenza ha posto un accento particolare sulla condizione delle donne siriane e sulle
organizzazioni che hanno riconosciuto l'importanza degli sforzi per portare la pace e
ripristinare il tessuto sociale della Siria.
Il comitato consultivo per le donne siriane ha tenuto una sessione specifica con la
vicepresidente della CE, Federica Mogherini e con l'inviato speciale delle Nazioni Unite in
Siria, Geir Pedersen, fornendo spunti su come promuovere la partecipazione delle donne e
garantire che l'agenda sui diritti delle donne resti fondamentale per il processo politico.
La Conferenza ha ribadito che una soluzione sostenibile al conflitto in Siria può basarsi solo
sulla piena attuazione della Risoluzione 2254 (del 2015) del Consiglio di sicurezza dell'ONU
che chiede un processo politico che rispetti l'ownership siriana, processo facilitato dalle
Nazioni Unite per raggiungere una soluzione politica che soddisfi le legittime aspirazioni del
popolo siriano. Tale processo politico mira a porre fine al conflitto in Siria, a stabilire una

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governance credibile e inclusiva, non settaria e a definire un processo per la stesura di una
nuova costituzione che spiana la strada a elezioni libere ed eque sotto la supervisione delle
Nazioni Unite. I partecipanti hanno anche ricordato l'impegno della comunità internazionale
per la salvaguardia della sovranità, dell'indipendenza, dell'unità e dell'integrità territoriale
della Siria.
È stato ribadito quanto il Consiglio europeo ha proposto in relazione agli obiettivi strategici
dell'UE in Siria:
Porre fine alla guerra attraverso un'autentica transizione politica, in linea con la Risoluzione
2254, negoziata dalle parti in conflitto sotto l'egida dell'inviato speciale dell'ONU per la Siria
e con il sostegno dei principali attori internazionali e regionali.
L'UE è fermamente convinta che non vi possa essere una positiva soluzione militare al
conflitto ed è impegnata a favore dell'unità, della sovranità, dell'integrità territoriale e
dell'indipendenza dello Stato siriano. Solo una soluzione politica credibile, quale definita
nell'UNSCR 2254 e nel comunicato di Ginevra del 2012, garantirà la stabilità della Siria e
permetterà di sconfiggere definitivamente Da'esh e altri gruppi terroristi inseriti negli
elenchi delle Nazioni Unite. L'UE continua a sostenere gli sforzi della coalizione
internazionale nella lotta contro il Da'esh in Siria e in Iraq.
L'UE sostiene con vigore l'attività dell'inviato speciale dell'ONU e la ripresa dei colloqui di
Ginevra. L'UE continuerà a fornire un sostegno politico al processo di Ginevra a guida ONU, di
cui ribadisce il primato, attraverso l'iniziativa regionale dell'alto rappresentante che
promuove il dialogo politico con i principali attori della regione al fine di individuare un terreno
comune nel quadro del mandato conferito dal Consiglio europeo di dicembre. Il Consiglio
conviene di intensificare gli sforzi dell'UE volti a garantire la piena ed effettiva partecipazione
delle donne e la consultazione e il dialogo costanti con la società civile nel processo politico.
La realizzazione di progressi a Ginevra dipenderà dagli sforzi tesi a ridurre la violenza e a
creare fiducia sul campo. In tale contesto il Consiglio riconosce il contributo a favore di una
nuova e completa cessazione delle ostilità e prende atto dell'istituzione, durante gli incontri
di Astana, del meccanismo trilaterale per osservare e garantire il pieno rispetto del cessate
il fuoco. Esprime profonda preoccupazione per le continue violenze commesse dai terroristi e
per le azioni militari dirette contro obiettivi civili e non terroristici, anche da parte del regime
e dei suoi alleati.
Il Consiglio esorta tutte le parti a rispettare il cessate il fuoco e invita la Russia, la Turchia e
l'Iran a mantenere fede ai propri impegni in quanto garanti e ad assicurarne la piena
attuazione. Ulteriori incontri in tale ambito dovrebbero consentire progressi nell'assicurare
un accesso umanitario pieno e senza restrizioni a tutto il paese, la fine degli assedi e la
liberazione di tutte le persone detenute arbitrariamente, in particolare donne e bambini.
Il Consiglio europeo incoraggia le parti siriane a confrontarsi in modo costruttivo e senza
precondizioni sull'agenda delineata dall'inviato speciale dell'ONU e accoglie con favore
l'approccio positivo adottato dall'Alto comitato di negoziazione, per quanto concerne sia
l'approvazione di una delegazione maggiormente inclusiva sia la presentazione di proposte
moderate e pragmatiche. Il Consiglio ha accolto con favore l'integrazione nell'Alto comitato
di negoziazione del comitato consultivo delle donne e la progressiva promozione della loro

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piena ed effettiva partecipazione. Esorta il governo siriano a presentare i suoi piani per
un'autentica transizione politica inclusiva. Il processo politico deve essere pienamente
inclusivo per assicurare la partecipazione di tutti i settori della società siriana alla
realizzazione dell'unità e della riconciliazione future della Siria.
Il Documento finale della terza Conferenza di Bruxelles sulla Siria ha espresso il suo forte
sostegno all'inviato speciale delle Nazioni Unite, Geir Pedersen, e al processo politico e alle
priorità delineate nella sua presentazione al Consiglio di sicurezza del 28 febbraio 2019, con
l'obiettivo di lavorare su più dimensioni del processo politico verso la piena attuazione della
risoluzione 2254, a cominciare dalla discussione misure di rafforzamento della fiducia con le
parti e la creazione di un ambiente sicuro, calmo e neutrale per coinvolgere una vasta gamma
di siriani nel processo, comprese donne siriane, come oltre la metà della popolazione, e aiutare
le parti internazionali a coordinare e migliorare le loro sostegno al processo di pace.
 La Conferenza ha accolto con favore l'enfasi posta dall'inviato speciale sulla necessità di
rilasciare i detenuti e chiarire il destino delle persone scomparse, nonché la sua intenzione di
perseguire attivamente gli sforzi per aumentare e dare priorità all'azione su questo tema nel
suo impegno con tutte le parti coinvolte.
La Conferenza ha ricordato che la detenzione arbitraria e le sparizioni forzate sono violazioni
dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario e ha esortato tutte le parti, in
particolare i civili siriani, gli attori militari e della sicurezza, a rilasciare persone detenute
arbitrariamente in linea con le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
Il destino degli attivisti della società civile che rientrano in Siria, o con sede in zone
recentemente riprese dall'esercito siriano o attualmente sotto il controllo di gruppi armati
di opposizione, solleva serie preoccupazioni. L'accesso senza ostacoli a tutte le strutture di
detenzione per i controllori indipendenti e le organizzazioni umanitarie internazionali è una
necessità, così come il lavoro per continuare a monitorare e fornire informazioni sulle
sparizioni forzate e sulle persone scomparse.
La Conferenza ha inoltre accolto con favore in particolare gli sforzi dell'inviato speciale per
facilitare la creazione di un comitato costituzionale equilibrato, inclusivo e credibile, con
almeno il 30% di rappresentanza femminile, come primo passo verso la piena attuazione
della risoluzione 2254. I partecipanti hanno ribadito le forti preoccupazioni della comunità
internazionale sui rischi di un'ulteriore escalation della violenza in Siria e sulla minaccia
rappresentata dal terrorismo. Gli sforzi per combattere il terrorismo devono rispettare gli
obblighi di tutte le parti in base al diritto internazionale. Si sono invitate tutte le parti coinvolte
a mantenere i loro impegni e trovare una soluzione per mantenere gli accordi inerenti al
cessate il fuoco, in particolare il memorandum d'intesa del settembre 2018 tra Russia e
Turchia per stabilire una zona smilitarizzata nel nord-ovest, affrontare la minaccia posta da Al-
Nusra / Hayat Tahrir al-Sham nel nord-ovest, e dare la priorità alla protezione ai circa tre milioni
di civili nella provincia e prevenire una catastrofe umanitaria.
La Conferenza ha sottolineato che una definitiva sconfitta dell'ISIS/Da'esh e di altri gruppi
terroristici deve rimanere una priorità internazionale, compresi gli sforzi per evitare qualsiasi
prospettiva di ripresa del terrorismo. I partecipanti hanno anche ribadito che uno

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sradicamento duraturo del terrorismo in Siria richiede una vera soluzione politica che affronti
le cause alla radice del conflitto.
La Conferenza ha osservato che l'assistenza e protezione umanitaria rappresentano
un'ancora di salvezza essenziale per alleviare alcuni dei peggiori effetti del conflitto. In
media, 5 milioni di persone hanno ricevuto mensilmente, in Siria, qualche forma di
assistenza e protezione, dando come unica priorità alla gravità del bisogno. Tuttavia, ridurre
in modo sostenibile il numero di persone bisognose e prevenire un ulteriore deterioramento
della situazione umanitaria richiederà un migliore accesso umanitario e un lavoro concordato
sulla creazione di mezzi di sussistenza e coesione e inclusione a livello comunitario, nonché
sforzi per iniziare a risolvere le cause profonde e i necessità, ripristinare i servizi di base,
garantire i diritti umani e prevenire il ricorso a strategie dannose quali il lavoro minorile e il
matrimonio precoce.
I partecipanti hanno ribadito che attualmente ci sono circa 11,7 milioni di persone, quasi la
metà delle quali sono bambini, bisognosi di assistenza umanitaria in Siria, tra cui 5 milioni di
persone in aree di maggiore necessità. Circa 6,2 milioni di persone sono persone sfollate
all'interno del paese, con 1,1 milioni di persone in aree classificate come difficili da
raggiungere e oltre 5,6 milioni di profughi siriani nei paesi limitrofi.
La Conferenza ha riconfermato l'importanza di fornire assistenza umanitaria ai civili ovunque
si trovino, in base alle loro esigenze e in linea con i principi umanitari di umanità, neutralità,
imparzialità e indipendenza. I partecipanti hanno ribadito la necessità di continuare a
utilizzare tutte le modalità di risposta umanitaria in modo complementare per raggiungere i
più bisognosi.
La Conferenza ha accolto con favore l'adozione nel dicembre 2018 della risoluzione 2449 del
Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che ha prorogato di un anno l'autorizzazione
dell'assistenza umanitaria transfrontaliera.
I copresidenti (UE e ONU) hanno invitato tutte le parti in conflitto a rispettare i loro obblighi
giuridici, ad esercitare pienamente le loro responsabilità e a facilitare l'accesso umanitario
incondizionato, sicuro, tempestivo, libero e duraturo a tutti i bisognosi in ogni parte della
Siria. Agli operatori umanitari deve essere permesso di svolgere valutazioni imparziali e
indipendenti delle esigenze, selezionare i beneficiari e monitorare i programmi, compreso il
monitoraggio della protezione, senza restrizioni e indipendentemente da considerazioni
diverse da quelle di vulnerabilità e necessità.
Nelle aree che hanno recentemente spostato il controllo, sono necessari sforzi per assicurare
la continuità dei servizi a tutte le persone bisognose e per potenziare ulteriormente
l'assistenza e la protezione umanitarie sulla base delle esigenze, con particolare attenzione a
donne e ragazze e altri gruppi vulnerabili, tra cui Violenza sessuale e di genere. Mentre
l'accesso ha visto miglioramenti in alcune di queste aree, rimangono le sfide di accesso per gli
attori umanitari in altri.
La Conferenza ha sottolineato che in Siria permane una crisi umanitaria con molteplici sfide di
protezione che riguardano la vita di milioni di siriani. Ha osservato che, nonostante una
riduzione relativa del livello generale di violenza nella seconda metà del 2018, il conflitto ha
continuato a mietere vite, causare distruzione e sofferenza. Il potenziale per un'ulteriore

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escalation rimane una delle principali fonti di preoccupazione, in particolare nel
Governatorato di Idlib e nelle aree circostanti nel nord-ovest della Siria e nel nord-est del
paese. Occorre inoltre affrontare le questioni relative alla libertà di movimento e ai rischi
specifici connessi ai Resti Esplosivi di Guerra per garantire la protezione dei civili e
promuovere un maggiore accesso alle persone nei bisogni. La conferenza ha inoltre
sottolineato la necessità di una maggiore protezione tramite la presenza e di un rafforzato
monitoraggio della protezione in tutta la Siria. Ha ricordato che la protezione dei civili,
compreso lo staff umanitario siriano, e delle infrastrutture civili è un obbligo senza deroghe
previsto dal diritto internazionale umanitario.
La Conferenza ha ricordato che un accesso alla documentazione civile come la nascita, il
matrimonio e i certificati di morte o carte d'identità è una preoccupazione chiave per la
protezione. I partecipanti hanno chiesto il rispetto per l'alloggio, i diritti di proprietà e
terreni e l'accesso a tutti i siriani e la disponibilità di servizi di base a tutti, senza alcuna
limitazione o limitazione di alcun tipo. Hanno inoltre sottolineato che il diritto alla casa, alla
terra e alla proprietà, nonché la restituzione di questi diritti, sono un fattore chiave per la
ricostruzione della società siriana, garantendo la sua stabilità e la capacità dei siriani di
proiettare il loro futuro insieme in pace.
 La Conferenza ha rilevato che circa 1,4 milioni di sfollati sono rientrati in alcune zone della
Siria nel 2018, circa il 95% dei quali sfollati internamente. Allo stesso tempo, il conflitto ha
continuato a generare sfollamenti su larga scala di persone, con circa 1,6 milioni di persone
sfollate nel solo 2018. Ha rilevato il costante impegno delle organizzazioni umanitarie a
contribuire all'eliminazione degli ostacoli al rientro e al sostegno dei rifugiati e degli sfollati
interni che sono ritornati spontaneamente. I copresidenti e la comunità dei donatori
concordano, tuttavia, che le condizioni all'interno della Siria non si prestano alla
promozione o alla facilitazione di rimpatri volontari organizzati in condizioni di sicurezza e
dignità in linea con il diritto internazionale. I partecipanti hanno sottolineato che il
rendimento è un diritto individuale, da esercitare al momento della scelta personale, e ha
ribadito l'importanza delle soglie di protezione e dei parametri per il ritorno dei rifugiati in
Siria che vengono discussi con le autorità competenti.
È stata rilevata l'importanza del sostegno a lungo termine per i bambini colpiti dal conflitto,
tra cui il sostegno psicosociale e l'accesso a un'istruzione di qualità. I partecipanti hanno
ricordato che tutti i bambini presumibilmente associati a gruppi armati avversari e catturati
nel corso di operazioni militari dovrebbero essere trattati principalmente come vittime del
reclutamento e dell'uso e in conformità con l'IHL e le norme e le norme internazionali relative
ai diritti del bambino.
Il piano di interventi di aiuti umanitari del 2019 sottolinea la necessità di bilanciare il
sostegno immediato per la sopravvivenza con azioni che rafforzino la resilienza. L'elevata
incidenza della povertà (stimata tra il 64% e l'85%), le infrastrutture di servizio di base
danneggiate e distrutte e il tessuto sociale teso richiedono una maggiore attenzione su
attività mirate e integrate, sensibili ai conflitti legate ai bisogni di sopravvivenza delle
persone colpite.

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Il sostegno continuerà a dare la priorità alle continue esigenze umanitarie in grado di salvare
vite umane, concentrandosi maggiormente sulle opportunità di sostentamento e sullo
sviluppo delle competenze, in particolare per i giovani e le donne. La partecipazione e
l'emancipazione della comunità nell'articolazione e la definizione delle priorità dei bisogni
rimangono fondamentali. È stato sottolineato che le decisioni di finanziamento devono essere
attinenti ai conflitti, basarsi su valutazioni indipendenti delle esigenze, non devono in alcun
modo avvantaggiare o assistere le parti che hanno presumibilmente commesso crimini di
guerra o crimini contro l'umanità e non condonare, né indirettamente trincerarsi, l'ingegneria
sociale e demografica.
La comunità internazionale ha confermato il suo impegno costante a sostenere i vicini siriani,
in uno spirito di collaborazione e condivisione delle responsabilità, nell'affrontare le molteplici
sfide che devono affrontare, anche sostenendo gli aiuti umanitari e il sostegno alla resilienza
e rafforzando i sistemi nazionali e le capacità di risposta.
I donatori continueranno a sostenere processi che rafforzino le capacità nazionali, la proprietà
e la leadership dei vicini della Siria sulla risposta. La questione globale dei rifugiati può essere
affrontata al meglio aumentando la reattività, la forza e la capacità di recupero delle economie
dei paesi ospitanti.
La conferenza ha riconosciuto i progressi compiuti dai governi, dai donatori e dalle Nazioni
Unite nel rispettare gli impegni assunti in occasione di precedenti conferenze a Londra e
Bruxelles, anche attraverso le priorità del partenariato UE-Giordania e UE-Libano, il
meccanismo per i rifugiati in Turchia e i documenti di partenariato Giordania, Libano e Turchia
preparati per la Conferenza di Bruxelles II. In un contesto di persistente vulnerabilità estrema,
occorre tuttavia fare di più per mantenere un'efficace protezione dei rifugiati, migliorare
ulteriormente il loro accesso alla documentazione legale e / o alla residenza temporanea,
ampliare le loro possibilità di autosufficienza e, nel contempo, contribuire allo sviluppo dei
loro paesi di accoglienza. Il Fondo fiduciario regionale dell'UE in risposta alla crisi siriana ha
mobilitato 1,6 miliardi di euro, di cui 1,55 miliardi di euro già stanziati, alle azioni a sostegno
dei rifugiati nei paesi vicini e alle comunità di accoglienza principalmente in Giordania, Libano,
Iraq e Turchia, lungo con altri paesi della regione.
 Il sostegno continuo a un approccio integrato alla resilienza è fondamentale, compresi
impegni pluriennali per l'istruzione e la sanità, riforme economiche e del mercato del lavoro,
sviluppo del settore privato, crescita sostenibile e inclusiva e opportunità di sostentamento,
compresi i gruppi vulnerabili come giovani e donne, in linea con gli impegni assunti da
Giordania e Libano in precedenti conferenze internazionali. I partecipanti hanno ribadito la
necessità di continuare a migliorare e ampliare l'accesso a un'istruzione di qualità, anche
attraverso il rafforzamento dei sistemi educativi nazionali e l'aumento delle opportunità di
formazione per i rifugiati siriani e l'accoglienza dei bambini e dei giovani delle comunità. Per il
2019, il 3RP dovrebbe fornire assistenza a 5,6 milioni di rifugiati e fino a 3,9 milioni di
membri della comunità ospitante nei cinque paesi, a sostegno degli sforzi nazionali.
La conferenza ha riconosciuto il reinsediamento nei paesi terzi come strumento di protezione
essenziale per i rifugiati con maggiori rischi di protezione. La sua importanza è stata

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evidenziata, insieme ad altri percorsi legali, nell'offrire un accesso sicuro e dignitoso alla
sicurezza oltre la regione immediatamente circostante.
La Conferenza ha accolto con favore il nuovo governo del Libano sotto la guida del Primo
Ministro Hariri e ha lodato gli sforzi significativi compiuti dal Libano per ospitare un gran
numero di rifugiati siriani, tra cui 951.000 registrati. In seguito alla conferenza economica di
aprile 2018 a Parigi per lo sviluppo attraverso le riforme e il settore privato (CEDRE), ha
accolto con favore il rinnovato slancio per intraprendere le riforme istituzionali, economiche
e sociali concordate e per avviare un processo di follow-up in modo trasparente, in
collaborazione con la società civile e il settore privato, al fine di dare priorità ai progetti di
investimento e alle riforme. La Conferenza ha ribadito il suo sostegno a questo processo e il
suo impegno per la stabilità e la sicurezza del Libano.
L'UE ha ribadito il proprio impegno a dare seguito alla conferenza di Roma del marzo 2018 sul
tema "Sostegno alle forze di sicurezza del Libano".
La Conferenza ha lodato gli sforzi compiuti dalla Giordania negli ultimi anni per ospitare un
gran numero di rifugiati siriani, tra cui oltre 670.000 registrati, e fornire loro
documentazione legale, accesso ai servizi essenziali e opportunità di lavoro in alcuni settori.
Ha accolto con favore la visione della Giordania in merito alla trasformazione economica, alla
crescita e alle riforme verso la realizzazione dell'agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile
presentata alla conferenza dell'iniziativa di Londra il 28 febbraio 2019 e il suo impegno ad
attuare tale visione nell'ambito della tabella quinquennale di riforma e crescita.
La Conferenza ha lodato con forza la Turchia per aver continuato a fornire protezione a circa
3,6 milioni di siriani e per aver fornito loro, sulla base della legge sugli stranieri e la
protezione internazionale e del regolamento sulla protezione temporanea, l'accesso a
servizi nazionali tra cui salute, istruzione, mercato del lavoro e servizi sociali e comunali.
Con la sua risposta globale a una situazione di rifugiati su larga scala, la Turchia ha attivamente
contribuito con buone pratiche, lezioni apprese e preziose esperienze allo sviluppo del Global
Compact on Refugees.
La Conferenza ha applaudito la stretta cooperazione tra gli attori del 3RP e la Turchia nel
pianificare il sostegno alla risposta dei rifugiati in Turchia, in particolare investendo
nell'autosufficienza e resilienza dei rifugiati e delle comunità ospitanti e sostenendo la loro
inclusione nei servizi forniti attraverso le istituzioni pubbliche livelli nazionali, provinciali e
comunali. La conferenza ha evidenziato il principale contributo nazionale della Turchia e la
proficua cooperazione tra l'UE e la Turchia nell'affrontare le esigenze più importanti dei
rifugiati e delle comunità di accoglienza, attraverso il meccanismo dell'UE per i rifugiati in
Turchia.
La Conferenza ha inoltre pienamente riconosciuto e apprezzato gli sforzi dell'Iraq
nell'ospitare e sostenere i rifugiati siriani, principalmente nella regione del Kurdistan. I
partecipanti si sono impegnati a mantenere un alto livello di sostegno all'Iraq nel rispondere
alle sue esigenze di crisi umanitaria e ai bisogni specifici derivanti dalla crisi siriana.
La Conferenza ha riconosciuto e accolto con favore il contributo significativo dell'Egitto
nell'ospitare i rifugiati siriani e le politiche inclusive adottate dal governo egiziano in termini

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di servizi sanitari, istruzione e servizi pubblici. La Conferenza ha anche preso atto della volontà
dell'Egitto di rafforzare il proprio sistema di asilo e di proteggere i diritti dei rifugiati siriani.

 I partecipanti hanno rinnovato il loro pieno impegno a continuare a promuovere la
responsabilità e la giustizia come parte integrante di qualsiasi processo significativo di
riconciliazione autentica e sostenibile in Siria. Tutti i responsabili di violazioni del diritto
internazionale, compreso l'uso di armi chimiche e le palesi violazioni del diritto internazionale
umanitario e dei diritti umani, di cui alcuni potrebbero costituire crimini di guerra e crimini
contro l'umanità, devono essere ritenuti responsabili.
I co-presidenti hanno elogiato il lavoro della commissione indipendente d'inchiesta e hanno
preso atto della sua relazione del 28 febbraio 2019. Hanno inoltre accolto favorevolmente lo
sviluppo del meccanismo internazionale indipendente e imparziale (IIIM) e il suo continuo
impegno per la giustizia e la responsabilità e ha invitato la comunità internazionale a
continuare a garantire il sostegno e il finanziamento necessari per il suo funzionamento.
Hanno chiesto che la situazione in Siria sia sottoposta alla Corte penale internazionale.
La Conferenza ha sottolineato l'importanza di continuare a lavorare con e a sostenere la
società civile siriana.
L'UE continuerà a seguire gli impegni finanziari assunti nel corso della conferenza,
collaborando con le Nazioni Unite, come nel caso di Bruxelles I e Bruxelles II, e riferendo sui
progressi compiuti in Giordania e Libano in merito agli impegni strategici fondamentali delle
precedenti conferenze. Al fine di continuare a canalizzare i fondi in modo efficiente, intende
anche proporre l'estensione del fondo fiduciario regionale dell'UE in risposta al conflitto
siriano.
I partecipanti hanno concordato di mantenere e aggiornare periodicamente i piani di
preparazione, anche attraverso il meccanismo di pianificazione post-accordo delle Nazioni
Unite avviato nel 2016. Nel frattempo, i paesi donatori e l'UE hanno ribadito che la
ricostruzione e il sostegno internazionale per la sua attuazione saranno possibili solo dopo
una credibile soluzione politica, in linea con la risoluzione 2254 del Consiglio di sicurezza e
il comunicato di Ginevra, è in corso. Un processo di ricostruzione di successo richiede anche
condizioni minime di stabilità e inclusività, un governo democratico e inclusivo che garantisca
la sicurezza e la sicurezza delle persone, una strategia di sviluppo concordata e sensibile al
conflitto, interlocutori attendibili e legittimi e garanzie in termini di assunzione di fondi.
Nessuna di queste condizioni è ancora soddisfatta in Siria.

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2. Analisi e proposte delle ONG di cooperazione
Durante la Conferenza di Bruxelles è stato presentato un documento elaborato da Oxfam e
Danish Refugee Council dal titolo "Aid in Limbo - Why Syrians deserve support to rebuild their lives"
il cui testo integrale si trova in

https://www.oxfam.org/en/research/aid-limbo-why-syrians-deserve-support-rebuild-their-lives .

Dopo otto anni di crisi in Siria, milioni di donne, uomini e bambini continuano a trovarsi in un
disperato bisogno di assistenza umanitaria. Rimangono in condizioni di difficoltà 11,7 milioni
di persone in Siria, con 5 milioni in grave necessità. 7,2 milioni di queste persone vivono in aree
controllate dal governo. Un approccio globale continuerà ad essere richiesto per raggiungere
tutte le persone in condizioni di estrema vulnerabilità. Ma mentre cambiano i modelli di
conflitto, centinaia di migliaia di persone non vivono più in comunità colpite da conflitti armati
e con conseguente mutamento dei bisogni umanitari.

Le sfide umanitarie possono essere affrontate in modo appropriato solo se le persone sono al
centro della risposta, i loro diritti sono rispettati ed è favorita la loro partecipazione. Tuttavia,
l'accesso continuo e senza ostacoli rimane una sfida significativa per le operazioni nella Siria,
anche nelle aree controllate dal governo. Vi sono ostacoli e restrizioni sulle valutazioni dei
bisogni; ritardi nelle approvazioni di programmi, attività, permessi e le restrizioni sui visti
hanno tutti un impatto sulle capacità delle organizzazioni di supportare al meglio le esigenze
delle persone. Il governo della Siria deve favorire l'accesso alle organizzazioni umanitarie.

L'operatività umanitaria indipendente all'interno della Siria è fortemente limitata, anche se
diverse organizzazioni siriane forniscono già aiuti molto necessari. Tuttavia, il governo della
Siria e gli attori umanitari devono lavorare insieme per trovare il modo di garantire che i
civili che ricevono aiuti possano indirizzare il tipo di assistenza che ricevono, fornire un
feedback indipendente sulla qualità dell'assistenza e informare i cambiamenti di
programmazione per soddisfare meglio le loro esigenze.

Una risposta umanitaria basata su tali principi è possibile solo quando le prospettive di genere
e delle donne sono incorporate in tutte le fasi. Occorre quindi prestare particolare attenzione
alla creazione di spazi per le donne per impegnarsi nella pianificazione e nel monitoraggio degli
interventi, tenendo conto delle peculiarità culturali locali.

I siriani ribadiscono spesso che il tipo di sostegno che vogliono è il ripristino delle
infrastrutture di base, la riabilitazione e il sostegno a loro e alle loro famiglie per diventare
più autosufficienti attraverso il sostegno ai mezzi di sostentamento.

Nonostante ciò, il finanziamento e l'attuazione di programmi di riabilitazione nella Siria
controllata dal governo sta diventando sempre più difficile. Molti donatori sono stati chiari
sul fatto che non sono disposti a discutere della ricostruzione in Siria fino a quando una
qualche forma di transizione politica non sarà in atto e stanno creando collegamenti errati
tra ricostruzione e assistenza umanitaria. Vi sono crescenti preoccupazioni sul fatto che le
strategie e gli slogan politici stiano oscurando le discussioni tecniche necessarie sulla
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transizione dalle sole risposte di emergenza a un sostegno dignitoso, sostenibile ed
economicamente vantaggioso per le comunità fragili.

Le organizzazioni umanitarie devono essere chiare sui principi che sostengono il loro lavoro:
aderenza agli standard umanitari di imparzialità, indipendenza e neutralità operativa;
reattività di genere; sensibilità al conflitto; e la centralità della protezione (in linea con gli
standard dell'Inter Agency Standing Committee).

Sostenere le comunità nei processi di ricostruzione sarà un processo complesso. Questo
lavoro richiede che il governo siriano garantisca l'accesso umanitario sostenibile e tempestivo
e che tutti gli attori smettano di politicizzare gli aiuti all'interno della Siria. I donatori
dovrebbero investire in approcci sostenibili ed economicamente vantaggiosi, non
semplicemente evitare di sostenere i servizi di base e concentrare invece tutti i loro sforzi sulle
persone colpite da conflitti partendo dalle loro esigenze.

RACCOMANDAZIONI

Ai donatori

   •   Assumere l'impegno a finanziare tutte le attività proposte nel Piano di aiuti umanitari
       includendo il pronto intervento e fornendo glia aiuti necessari alla salvaguardia delle vite
       umane indipendentemente da chi ha il controllo dei territori.
   •   Aumentare i finanziamenti umanitari a lungo termine (almeno 24 mesi), sostenere le
       organizzazioni che lavorano a Damasco per attuare la programmazione progettata dalla
       comunità e negoziare il processo di approvazione, riconoscendo che gli ostacoli burocratici che
       possono impedire l'avvio immediato dei progetti.
   •   Continuare a sostenere i programmi che recuperino le infrastrutture esistenti per aumentare
       l'accesso ai servizi di base per la popolazione civile, l'erogazione dei servizi sociali e la capacità
       di gestione, con particolare attenzione ai servizi che forniscono un beneficio immediato alle
       popolazioni più vulnerabili. I programmi dovrebbero avere la priorità in base ai bisogni e al
       grado di vulnerabilità.
   •   Supportare le persone per riprendere e rafforzare le attività e le capacità di produzione
       alimentare, aumentare la disponibilità di cibo per le famiglie e favorire progetti generatori di
       reddito.
   •   Sostenere programmi per i siriani coinvolti in conflitti per accedere ai mezzi di sussistenza,
       compresi programmi di formazione professionale e sovvenzioni per le piccole e medie imprese,
       la riabilitazione dei mercati locali e delle catene del valore per nuove opportunità di lavoro. I
       programmi dovrebbero dare pari opportunità di genere e quindi sostenere le donne che
       entrano in nuove attività economiche, essere coerenti con le richieste del mercato e del
       commercio favorendo le persone in base alle necessità e alla vulnerabilità.
   •   Richiedere e fornire supporto agli attori umanitari per produrre strategie coerenti di
       superamento dei conflitti e sostenere, oltre ai singoli progetti, strategie collettive di recupero
       e resilienza nelle aree sotto il controllo del governo.
   •   Sostenere le organizzazioni con sede a Damasco per sviluppare procedure operative e
       standard comuni per le attività nelle zone periferiche, concordando modalità che favoriscano
       una più efficace condivisione del rischio tra organizzazioni umanitarie e donatori.

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Al governo della Siria

   •   Ridurre la burocrazia per quanto riguarda le approvazioni degli interventi umanitari,
       includendo la valutazione e il monitoraggio dei progetti. Aumentare la trasparenza e ridurre i
       ritardi nei processi di approvazione.
   •   Assicurare la libera circolazione degli operatori umanitari affinché lavorino regolarmente e
       liberamente nelle aree di bisogno.
   •   Garantire che tutti gli atti militari non causino danni a civili o a infrastrutture civili e rispettino
       il diritto internazionale umanitario.
   •   Consentire a più organizzazioni di lavorare a Damasco, consentendo di raggiungere più
       persone bisognose di aiuti umanitari.
   •   Garantire che i siriani, in particolare le donne siriane, siano in grado di accedere alla
       documentazione civile e legale che protegge i loro diritti di proprietà degli alloggi e terreni, e
       garantire che tale sostegno possa essere fornito alle popolazioni senza documentazione,
       consentendo agli operatori umanitari di sviluppare programmi intorno a popolazioni stabili.
   •   Facilitare i visti per il personale internazionale permanente e temporaneo affinché possano
       sviluppare e sostenere programmi di riabilitazione efficaci e facilitare i loro spostamenti in
       tutta la Siria.

A tutte le parti in conflitto

   •   Garantire che tutti gli atti militari non causino deliberatamente danni a civili o infrastrutture
       civili e rispettino il diritto internazionale umanitario.
   •   Facilitare l'accesso umanitario senza ostacoli alle popolazioni bisognose.

Alle Nazioni Unite

   •   Assumere un ruolo di leadership nel sostenere programmi di riabilitazione affinchè aumentino
       l'accesso ai servizi fondamentali e la resilienza, garantendo nel contempo il soddisfacimento
       dei bisogni nelle situazioni di emergenza.
   •   Aumentare il dialogo con i donatori e le ONG per condividere l'analisi dei conflitti e dei rischi e
       garantire un approccio collaborativo per rispondere ai bisogni umanitari in Siria.
   •   Continuare la discussione con i donatori su procedure operative e standard comuni per le
       operazioni fuori dal centro di Damasco, comprese le modalità concordate per una più efficace
       condivisione del rischio tra organizzazioni umanitarie e donatori.
   •   Favorire la collaborazione a Damasco tra le agenzie delle Nazioni Unite e le ONG per migliorare
       e condividere l'analisi dei conflitti e dei rischi nella progettazione degli interventi e definire
       piani di superamento dei conflitti con programmi da realizzare indipendentemente dal fatto
       che facciano parte o meno del Piano di aiuti umanitari formalmente approvato.

Alle ONG internazionali che lavorano da Damasco

   •   Migliorare e condividere l'analisi dei conflitti e dei rischi nella progettazione degli interventi
       assicurando che i programmi non danneggino ma migliorino la protezione dei civili.
   •   Garantire che i programmi siano concepiti con il coinvolgimento della comunità locale
       (compreso il governo locale) per assicurare che soddisfino i bisogni identificati dalle
       popolazioni colpite dal conflitto e aumentino l'assunzione di responsabilità a livello locale.

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•   Quando si realizzano programmi di riabilitazione e di resilienza, assicurarsi che non mettano a
    rischio i diritti di proprietà di case e terreni e garantiscano la protezione delle persone.
•   I programmi devono essere progettati rispettando la prospettiva di genere per garantire che le
    donne possano cogliere opportunità economiche in tutte le aree del mercato del lavoro,
    seguendo un'analisi della catena di valore e le potenzialità del mercato.
•   Aumentare il dialogo con le diverse entità locali per garantire che siano consapevoli dei principi
    umanitari e siano titolari di un accesso più ampio ai servizi. Intraprendere la pianificazione a
    livello di area.
•   Garantire la centralità della protezione in tutti i programmi, includendo la riduzione della
    violenza di genere.

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