Sito di/ Site de Madonna del Sasso (VB), Italia

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Ensemble au-delà les frontières                                                FESR
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        MASSA ~ Projet financé par l’objectif 2 –Mesure 2.2 du Programme Interreg IVC
           ALCOTRA « Alpes Latines Coopération Transfrontalière » 2007-2013

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 1. Inquadramento e dati storici - Localisation et historique

 La rupe di Madonna del Sasso (Comune di Madonna del Sasso, Provincia di
 Verbania, Italia) si colloca lungo la sponda occidentale del lago d’Orta, a monte
 dell’abitato di Pella, in corrispondenza di un santuario settecentesco di elevato
 interesse artistico, ad una quota di circa 650 m s.l.m.m. (Figura 1). Il sito è
 perfettamente accessibile tramite la strada di accesso al santuario. La parte
 sommitale della porzione instabile è occupata da un piazzale panoramico; la discesa
 lungo i fianchi della rupe richiede tecniche di roccia ed il supporto di personale
 specializzato.

 L’instabilità dello sperone roccioso sommitale della rupe è probabilmente nota da
 sempre, sembrerebbe infatti che un’antica chiesa, alcune pietre della quale sono
 ancora osservabili lungo il muro perimetrale del belvedere, fosse stata trasferita
 appunto per fenomeni di instabilità. La fase “attuale” di attenzione alle condizioni di
 stabilità della rupe data dalla fine degli anni ’80, quando sul piazzale antistante il
 santuario si palesarono evidenti indizi di instabilità, sostanzialmente consistenti in
 lesionamenti del piazzale lungo le tracce delle discontinuità principali. Gli uffici del
 Genio Civile di Novara si interessarono allora al fenomeno, finanziando una
 campagna di sondaggi ed uno studio del Politecnico di Torino; su tale studio, del
 1991, si basano in larga parte le conoscenze di base riportate nella presente nota.

                                  Figura 1 Ubicazione dell’area

 Fiche Madonna del Sasso                                                         Pagina 1 di 19
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 2. Contesto geologico e morfologico generale - Contexte géologique et
    morphologique général
 La rupe di Madonna del Sasso è costituita da uno sperone roccioso granitico ad
 orientazione E-O, limitato verso nord, est e sud da pareti subverticali alte circa 200 m
 . La rupe è integralmente costituita dal Granito di Alzo, che costituisce uno dei
 principali ammassi in cui è frazionato, entro le rocce cristalline del Massiccio dei
 Laghi, il grande batolite granitico che si estende dal Lago Maggiore allo sbocco della
 Valle dell'Orco (Figura 2). Le altre masse principali sono quelle di Mergozzo, di
 Montorfano, di Baveno, di Quarna, della Bassa Valsesia, del Biellese e, estrema
 propaggine occidentale, quella di Belmonte, tradizionalmente ascritta alla "Zona del
 Canavese". L'età permiana del complesso di vulcaniti, che orla la parte meridionale
 del Massiccio del Laghi ed i rapporti tra questo complesso e le masse granitiche,
 permettono di attribuire l'intrusione granitica al ciclo magmatico ercinico, o
 tardoercinico, del Paleozoico superiore. Si ricorda che fin dall'antichità il granito di
 Alzo costituente la rupe è stato oggetto di attività estrattive. Il materiale utilizzato
 come pietra da rivestimento è stato coltivato a cielo aperto mediante gradonature
 impostate prevalentemente su discontinuità subverticali. La Figura 3 riporta una
 panoramica generale dell’area.

                                                               γ        Granito bianco
                                                              q2        Fluvioglaciale Wurm
                                                              mow       morenico Wurm
                                                              d         detrito di falda
                                                              dc        detrito di cava
                 γ
                                                                         Madonna del Sasso
                                   d
                                                              Stralcio da: Carta geologica dei graniti dei
                                                              Laghi (Valsesia, Cusio e Verbano - Provincie
                                                              di Vercelli e Novara). DIpartimento di Scienze

                 dc                             q2 mow        della Terra, Università degli Studi di Milano.
                                                              Rendiconti della Società Italiana di Mineralogia
                                                              e Petrologia, vol. 43/1988, Fasc. 2, dedicato a
                                                              Ettore Artini.

                                                              Non in scala

                                  Figura 2 – Inquadramento geologico

 Fiche Madonna del Sasso                                                                      Pagina 2 di 19
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                                                            A

   Figura 3 - Veduta aerea della Rupe di Madonna del Sasso. L’intero ammasso è costituito da granito
    bianco. La lettera A indica la porzione rocciosa instabile principale (vedi oltre). A sinistra le tracce
                                        della passata attività di cava.

 3. Geometria e stato di fratturazione della massa rocciosa instabile- Géométrie
    et fracturation de la masse instable

 L' analisi strutturale eseguita ha permesso di segnalare con chiarezza la presenza di
 quattro sistemi principali di discontinuità, riportati nella Tabella 1 e nello
 stereogramma di Figura 4 (proiezione sull’emisfero inferiore).

                                       K            Ψ (°)         α (°)
                                       K1            75           110
                                       K2            80             0
                                       K3            15           150
                                       K4            75            50
                                     Fronte          80            50
                            Tabella 1 – orientazione delle principali discontinuità

 Fiche Madonna del Sasso                                                                          Pagina 3 di 19
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       Figura 4 – Rappresentazione stereografica delle principali discontinuità (emisfero inferiore).

 Le condizioni generali delle discontinuità rilevate sono riportate nella Tabella 2 e di
 seguito sommariamente descritte.

 Spaziatura. La spaziatura è generalmente metrica; nelle zone limitrofe a piani Kl la
 frequenza è maggiore.
 Persistenza. Le osservazioni svolte alla scala dell'affioramento hanno permesso di
 stabilire che i sistemi principali osservati si sono sovrapposti presumibilmente con il
 seguente ordine cronologico dal più antico al più recente: K3, Kl, K2 e K4. Tutti i
 sistemi osservati hanno persistenza da decimetrica ad ettometrica, pervasivi e
 generalmente poco dislocati.
 Scabrezza. Non sono state eseguite misure dirette, bensi dall'esame visivo le pareti
 delle discontinuità presentano profili piani e lisci, mentre
 a grande scala si osservano ondulazioni con diversi punti di·contatto tra le pareti che
 modificano talora sensibilmente l'andamento geometrico delle discontinuità;
 Apertura - grado di alterazione - materiali di riempimento. Dalle osservazioni
 effettuate in sito si è evidenziato che in prevalenza le discontinuità sono aperte con
 apertura da millimetrica a centimetrica (valori massimi 30 + 50 cm - foto 20 + 25). Le
 pareti presentano talora variazioni di colore imputabili a processidi alterazione
 colorazione nera dovuta alla percolazione dell'acqua) . Il materiale di riempimento è
 prevalentemente assente, in alcune discontinuità (appartenenti ai sistemi Kl - K3) si
 rileva sabbia limosa e roccia disgregata.

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 Presenza d'acqua. Non si sono osservate emergenze d'acqua; le discontinuità, a
 causa della loro apertura e dell'assenza del materiale di riempimento, costituiscono
 dei condotti ove l'acqua di precipitazione scorre liberamente.

                           Tabella 2 – condizioni generali delle discontinuità

 Dal rilievo eseguito è stato possibile realizzare una planimetria (tav. l) ed
 un'assonometria (tav. 3) in cui si sono ubicate le tracce dei principali piani di
 discontinuità (Kl + K4) al fine di evidenziare i volumi delle porzioni rocciose
 potenzialmente instabili. Le zone a stabilità precaria sono state denominate A e B. I
 principali piani di discontinuità rilevati sono stati riportati graficamente in fig. l
 (diagrammi di Schmidt), si è inoltre utilizzato il test di Markland. L'angolo di attrito
 utilizzato nelle verifiche grafiche di stabilità è pari a 65° ed è stato valutato tenendo
 conto dell'angolo di base a volume costante (Ø = 35°, data la grana grossa
 dell'ammasso in esame) e degli effetti di incastro delle discontinuità, corrispondenti
 ad un angolo di dilatanza di 30°.

 La Figura 5 riporta le verifiche grafiche di stabilità. L'area compresa tra il cerchio
 rappresentante l’angolo di attrito ø, relativo al problema in esame, ed il cerchio
 meridiano corrispondente al fronte del settore esaminato, indica condizioni di
 instabilità. Se l'intersezione delle tracce di due piani (rottura tridimensionale) con:

 - inclinazione >= angolo di attrito;
 - inclinazione < di quello del fronte;

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 - inclinazione > di quella del pendio superiore.

 attraversa queste zone si è in condizioni di instabilità soprattutto qualora l'angolo tra
 direzione di scivolamento ed immersione del fronte sia minore o uguale a 20°.

                                  Figura 5 – Verifiche grafiche di stabilità

 Aree potenzialmente instabili

 Le verifiche grafiche di stabilità sono state eseguite considerando i principali piani di
 discontinuità su cui si possono innescare cinematismi più importanti. Per ciascuna
 delle zone a rischio (zone A, A1 e B) si descrive di seguito l'assetto strutturale ed il
 cinematismo che può innescarsi:

 Zona A

 La zona A è cosi delimitata (figure 6÷10):
    • a monte dai piani di discontinuità K1 e K4;
    • lateralmente (lato Sud) dal piano di discontinuità K2, e, lato Nord, libero;
    • alla base dal piano di discontinuità K3 (suborizzontale).

 La porzione rocciosa è bloccata al piede ed il cinematismo si innesca solo nel
 momento in cui tale supporto viene a mancare.

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 Attualmente si rilevano porzioni rocciose particolarmente fratturate con dimensioni da
 decimetriche a metriche, come si osserva dalle figure 6÷10. Lo scivolamento avviene
 lungo l'intersezione dei piani di discontinuità K1 e K2 (sul piazzale si osservano
 alcune lesioni aventi la medesima direzione dei piani K1 - K2 - K4). La verifica grafica
 di stabilità eseguita conferma quanto sopra esplicitato . Il volume roccioso che si può
 mobilizzare ha un valore approssimato di 12.000 m3 .

 Nell'ambito della zona A si può isolare una sottozona A1 che risulta essere così
 delimitata:
     • a monte dal piano di discontinuità K4;
     • lateralmente (lato Sud) dal piano di discontinuità K2 e, lato Nord, libero;
     • alla base dal piano di discontinuità K3.
 La verifica di stabilità riportata in Figura 5 mostra che si è in condizioni analoghe a
 quelle prima indicate per l'intera zona A. Il volume roccioso costituente la sottozona
 A1 ha un valore approssimato di 5.000 m3 .

 Zona B

 La zona B è così delimitata (figure 6÷10):
    • a monte dal piano di discontinuità K4;
    • lateralmente (lato Nord) dal piano di discontinuità K2 e, lato Sud, libero;
    • alla base dal piano di discontinuità K3.

 Nel caso dovesse verificarsi lo scivolamento della zona A, (figure 6÷10) la porzione B
 priva di contrasto sui piani subverticali verrebbe a poggiare solamente sul piano K3.
 In condizioni statiche lo scivo1amento sul piano di base risulta essere
 potenzialmente ostacolato dall'attrito mobilitato sul piano stesso. Tuttavia non è da
 escludere che durante lo scivo1amento dell'ammasso A, porzioni instabili di
 dimensioni inferiori possano ricadere sull'ammasso B introducendo azioni che ne
 possano produrre il ribaltamento. Il volume roccioso costituente la zona B ha un
 valore approssimato di 7.500 m3 .

 Fiche Madonna del Sasso                                                         Pagina 7 di 19
Sito di/ Site de Madonna del Sasso (VB), Italia
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                                                                                 Développement Régional
Ensemble au-delà les frontières                                                            FESR
    Insieme oltre i confini                                                           Fondo Europeo
                                                                                  di Sviluppo Regionale
        MASSA ~ Projet financé par l’objectif 2 –Mesure 2.2 du Programme Interreg IVC
           ALCOTRA « Alpes Latines Coopération Transfrontalière » 2007-2013

           Figura 6 - Assonometria della rupe, vista da NE verso SO, da Lancellotta et alii, 1991.

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                                                                                    Développement Régional
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      Figura 7 Pianta del piazzale e traccia delle principali discontinuità (da Lancellotta et alii, 1991)

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                                                     Figura 8 - Panoramica della parete con
                                                     evidenziate le porzioni instabili descritte nel
                                                     testo

                                                     Figura 9 -Panoramica della parete con
                                                     evidenziate le porzioni instabili descritte nel
                                                     testo

 Fiche Madonna del Sasso                                                                 Pagina 10 di 19
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Ensemble au-delà les frontières                                                FESR
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                                                                      della parete con
                                                                      indicazioni delle porzioni
                                                                      instabili descritte nel
                                                                      testo.

 4. Monitoraggi - Dispositif de mesures

 Nel 1981 vennero realizzati sul piazzale cinque sondaggi geognostici tre dei quali
 attrezzati con inclinometro (Figura 11).             Tali sondaggi hanno incontrato
 esclusivamente granito più o meno fratturato; la distribuzione delle zone fratturate
 ben si accorda col modello generale di fratturazione ed instabilità sopra descritto. Gli
 inclinometri (strumentazione, invero, inadatta alla fattispecie in esame) vennero
 misurati sino ai primi anni ’90. Gli spostamenti massimi rilevati furono nell’ordine dei
 10 mm; tali valori riflettono probabilmente effetti di deriva termica stagionale.

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                 Figura 11 Sezione vista da nord con traccia dei sondaggi effettuati nel 1981.

 Nel settembre 1991 venne attivata una rete di controllo geomeccanica consistente in
 10 misuratori di giunti per misurare la porzione A; 5 sulla parete nord, lungo la
 frattura K1 e 5 sulla parete sud, lungo la frattura K2. Il sistema rimase in funzione
 alcuni anni prima di essere totalmente distrutto da ripetuti malfunzionamenti legati
 alla caduta di fulmini. Le risultanze sono così riassumibili (Figura 12):

     •    I misuratori di giunti individuano movimenti massimi dell’ordine dei 3-4 mm/a
          nella parte alta del blocco A e movimenti minimi, circa 1/mm/a nella parte
          bassa ;
     •    il volume roccioso instabile presenta un movimento stagionale legato alle
          temperature medie. L' apertura delle fratture è massima nel periodo invernale

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          e minima nel periodo estivo, tali valori estremi sono collegati da trend
          primaverili ed estivi
     •    abbastanza uniformi;
     •    al termine dei cicli annuali osservati le fessure hanno mantenuto un' apertura
          residua con valore sino a 2 mm/a .
     •    le velocità massime di apertura o chiusura delle discontinuità sono nell' ordine
          massimo dei 0.25 mm/giorno
     •    le velocità di apertura non presentano ben definiti e sembrano essere in
          relazione con 1' andamento medio della temperatura su periodi medio-lunghi
          più che non con le variazioni giornaliere.

                           Figura 12 Interpretazione dati fessurimetrici

 Nei primi anni ’90 venne proposto il ripristino del sistema di controllo. Due geofoni
 (uno sulla parete est ed uno inserito nel foro dell’inclinometro I1 non hanno mai
 funzionati causa sopravvenuti problemi con le ditte installatrici.
 Due estensimetri a filo installati sul piazzale (ES1 ed ES2) registrano dalla fine del
 2007, ancorché in maniera discontinua causa problemi tecnici. I dati disponibili
 indicano unicamente modeste derive legate alla variazione termica stagionale
 (Figura 13).

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                             Rupe di Madonna del Sasso - Andam ento dei dati estensim etrici

           4                                                                                           40
                                   ES1
                                   ES2
           3                       Poli. (T)                                                           30

           2                                                                                           20
     mm

                                                                                                             °C
           1                                                                                           10

           0                                                                                           0

           -1                                                                                          -10
                25/09/07
                10/10/07
                25/10/07
                09/11/07
                24/11/07
                09/12/07
                24/12/07
                08/01/08
                23/01/08
                07/02/08
                22/02/08
                08/03/08
                23/03/08
                07/04/08
                22/04/08
                07/05/08
                22/05/08
                06/06/08
                21/06/08
                06/07/08
                21/07/08
                05/08/08
                20/08/08
                04/09/08
                19/09/08
                04/10/08
                19/10/08
                03/11/08
                18/11/08
                03/12/08
                18/12/08
                02/01/09
                17/01/09
                01/02/09
                16/02/09
                03/03/09
                18/03/09
                02/04/09
                17/04/09
                02/05/09
                17/05/09
                01/06/09
                16/06/09
                01/07/09
                16/07/09
                           Figura 13 Risultanze degli estensimetri a filo tra il 2007 ed il 2010

 Dal febbraio 2006 è attivo un sistema di controllo topografico, costituito da:

     -    due colonne porta-stazione di riferimento (denominate sta01 e sta02), poste in
          area stabile;
     -    quattro capisaldi di verifica (T0, T1, T2, T3), posti in area potenzialmente
          instabile.

 La tabella sottostante riepiloga gli spostamenti totali compiuti dai quattro capisaldi
 T0, T1, T2, T3 nel periodo intercorso tra la lettura di origine (febbraio 2006) e l’ultima
 di esercizio (23 febbraio u.s).

   caposaldo          Spostamento              Spostamento     Spostamento Risultante x/y           Azimut (°N)
                      asse x (mm) *            asse y (mm) *   asse z (mm) *   (mm)
     T1-ctm1                   8.43                2.82             -11.50              8.89            71.50
     T2-ctm2                   7.90                3.81             -10.00              8.77            64.30
     T3-ctm3                   6.11                1.08             -11.50              6.20            79.92
     T0-ctm4                   5.09                -0.30             -9.00              5.10            93.37
  Tabella 3 – Monitoraggio topografico, risultanze dall’origine - Per asse x si intende la direzione Est (+) – Ovest
    (-); per asse y si intende la direzione Nord (+) – Sud (-); per asse z si intende l’asse verticale (+ aumento di
                                            quota e – diminuzione di quota)

 Fiche Madonna del Sasso                                                                              Pagina 14 di 19
FEDER
                                                                               Fonds Européens pour le
                                                                               Développement Régional
Ensemble au-delà les frontières                                                          FESR
    Insieme oltre i confini                                                         Fondo Europeo
                                                                                di Sviluppo Regionale
        MASSA ~ Projet financé par l’objectif 2 –Mesure 2.2 du Programme Interreg IVC
           ALCOTRA « Alpes Latines Coopération Transfrontalière » 2007-2013

 Le risultanze ottenute (Tabella 3) delineano, in accordo con i dati precedenti, un trend
 preciso, caratterizzato da un progressivo spostamento dei punti T0, T1 e T2 verso E-
 NE; il punto T3 manifesta invece una di direzione di spostamento E-SE; per tutti i
 punti lo spostamento prevalente è comunque verso E. Gli spostamenti rilevati
 sull’asse verticale (asse z) presentano, per tutti i capisaldi di controllo, andamenti tra
 loro coerenti; i dati mediati indicano abbassamenti cumulati (dal 2006) da 9 mm a
 11.50 mm. Analizzando tutta la serie di letture si osserva una variazione stagionale
 delle risultanze sull’asse z, con abbassamenti nel periodo tardo invernale e lievi
 innalzamenti o stabilità nel periodo autunnale.

 Presso parete nord della rupe sono state installate, il 23/03/2007, 2 basi
 distanziometriche, su cui, lo stesso giorno, è stata eseguita la misura di origine. Nel
 febbraio 2009 è stata effettuata la prima lettura di esercizio, con spostamenti inferiori
 al cm su entrambe le basi; considerata la tipologia degli strumenti impiegati e le
 difficoltose condizioni di misura, le entità registrate sono ancora comprese
 nell’ambito dell’errore strumentale.

 La Tabella 4 riporta schematicamente le risultanze delle misure sino ad oggi
 disponibili. La Figura 14 riporta il quadro della strumentazione installata.

  Tipo strumento        Numero     Intervallo     Dislocazioni/velocità               note
                       strumenti     attività          osservate
                                                                          Dislocazioni minime, legate
 inclinometri              3       1981-1991      10 mm max               alle variazioni termiche
                                                                          stagionali
                                                                          Dislocazioni legate in parte
 Misuratori di                                                            alle alle variazioni termiche
                           10      1991-1994      Sino a 3-4 mm/a
 giunti                                                                   stagionali con componente
                                                                          residua di circa 2 mm/a
                                                                          Dislocazioni minime legate
 Estensimetri a
                           2       2007-2010      Sino a 3 mm/a           alle variazioni termiche
 filo
                                                                          stagionali
                                                  Velocita su XY sino a   Le misure presentano una
 Basi                                             2.2 mm/a circa          componente legata alle
                           4       2006-2010
 topografiche                                     Velocità su Z sino a    variazioni termiche
                                                  quasi 4 mm/a            stagionali
 Basi
                           2       2007-2009      20 mm max               Una sola misura di esercizio
 distometriche

                                       Tabella 4- misure disponibili

 Fiche Madonna del Sasso                                                                     Pagina 15 di 19
Comune di Madonna del Sasso (VB) - località Rupe Santuario

                                 Quadro generale strumentazione installata

                                                                                                                       SC. 22

                                                                                                      Centro Regionale per le Ricerche

                                                                                                              Territoriali e Geologiche

                                                                                                       STRUMENTAZIONE

                                                                 T2                                   TOPOGRAFICO TRADIZIONALE
                                                           T1                                  G"     INCLINOMETRO AMOVIBILE
                                                                                                J&
                                                                                                      CLINOMETRO
                                          D1                                                   Q'
                                                                                                      DISTOMETRO A NASTRO
                                    D2
                                                                                               |x
                                                                            T3                        ESTENSIMETRO A FILO
                                                                                                F(
                                                                                                      SPIA FESSURIMETRICA
                                                         "
                                                       x G             "
                                                                       G                       º"
                                                                                                      CAPOSALDO TOPOGRAFICO GPS
                                                     x|
                                                     |                                         K'
                                                                                                      TERMOMETRO
                                                 S1                                            8"
                                                                                                      INCLINOMETRO
                                    "
                                    G            T0
                                                                            "
                                                                            G                    C%
                                                                                                      MISURATORE DI GIUNTI
                                                                                                L(
                                                                                                      CENTRALINA
                                         Es2
                                                                 C%"
                                                                 G                             x%     DISTANZIOMETRO LASER
                                                                                               ¶"
                                                                                                      MISURATORE DI PORTATA
                                                 F(                                             R(
                                                                                                      PIEZOMETRO
                                          Es1
                                                                        %                      }x
                                                                                                      GEOFONO
                                                       F(C%            &x
                                                                       D                       ²"
                                                                                                      INCLINOMETRI FISSI
                                                                                               ³"
                                                                                                      TDR
                                                                                                P&
                                                                                                      ESTENSIMETRO DI PROFONDITA'
                                               G
                                               "C%              S2                             A"
                                                                                               H $    ESTENSIMETRI MULTIBASE IN FORO

                                                                                                      SISTEMA DI TELETRASMISSIONE
                                                                                                D&
                                                                                                  IFFI - INVENTARIO FENOMENI FRANOSI

                                                      S5                                                          Aggiornamento 2008

                                                                                                       n.d.

                                                                                                       Crollo/Ribaltamento

                                                                                                       Scivolamento rotazionale/traslativo

                                                                                                       Espansione

                                                                                                       Colamento lento

                                                                                                       Colamento rapido

                                                                                                       Sprofondamento

                                                                                                       Complesso

                                                                                                       Deformazione Gravitativa Profonda di Versante

                                                                                                       Aree soggette a crolli/ribaltamenti diffusi

                                                                                                       Aree soggette a sprofondamenti diffusi

                     Figura 14
                                                                                                       Aree soggette a frane superficiali diffuse

                                                                                                       Settore CARG (Progetto CARtografia Geologica)

Fogli CTR 094010                                                                 scala 1:500

                                                                                                                     planimetria prodotta il 12/03/2008
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                                                                                          Fonds Européens pour le
                                                                                          Développement Régional
Ensemble au-delà les frontières                                                                     FESR
    Insieme oltre i confini                                                                    Fondo Europeo
                                                                                           di Sviluppo Regionale
        MASSA ~ Projet financé par l’objectif 2 –Mesure 2.2 du Programme Interreg IVC
           ALCOTRA « Alpes Latines Coopération Transfrontalière » 2007-2013

 Elementi esposti – Enjeux

 Elementi esposti in caso di distacco dei volumi instabili (Figura 15):
  • Il piazzale panoramico del Santuario, è uno dei principali punti di attrazione
    turistica della zona;
  • Il Santuario monumento storico, è posto alle spalle delle porzioni rocciose
    instabili ma un eventuale distacco in massa creerebbe quasi certamente
    problemi di stabilità anche a tale struttura ;
  • Alla base del versante corre una strada comunale ;
  • Alla base del versante si trovano una decina di fabbricati, civili, artigianali ed
    industriali

  Per la protezione degli elementi alla base del versante venne realizzato (1993-1995)
        un rilevato paramassi in terra rinforzata alla base del versante (Figura 15,
                                          Figura 16,
 Figura 17). Trattenere in toto volumi rocciosi dell’ordine dei volumi totali stimati per le
 porzioni A e B è ovviamente impossibile. In fase di progetto venne prese in
 considerazione il fatto che, in fase di primo impatto alla base del versante, i volumi
 principali si frantumerebbero seguendo i sistemi di frattura esistenti; il che ha portato
 a stimare in circa 500 m3 i volumi unitari che potrebbero impattare il rilevato.
 Considerata l’energia in gioco, comunque enorme, il progetto ha previsto la
 realizzazione di un rilevato con antistante vallo, di altezza 8 m e lunghezza 160 m a
 doppia sezione trapezia ; il nucleo a monte è rinforzato con tessuto in polipropilene,
 quello a valle è costituito da semplice terra compattata.

                             Porzioni instabili
                                                              Perimetro con fabbricati esposti

                           santuario              paramassi                     Strada comunale

 Fiche Madonna del Sasso                                                                              Pagina 17 di 19
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                                                                                      Développement Régional
Ensemble au-delà les frontières                                                                 FESR
    Insieme oltre i confini                                                                Fondo Europeo
                                                                                       di Sviluppo Regionale
        MASSA ~ Projet financé par l’objectif 2 –Mesure 2.2 du Programme Interreg IVC
           ALCOTRA « Alpes Latines Coopération Transfrontalière » 2007-2013

                           Figura 15 – elementi esposti e traccia del rilevato paramassi

           Schema del rilevato paramassi di
           Madonna del Sasso
           (L = 5 m; H = 8 m; sviluppo~ 160 m)

           Figura 16 – Schema e caratteristiche del rilevato paramassi in terra rinforzata

                 Figura 17 – Rilevato paramassi due anni circa dopo la realizzazione.

 Fiche Madonna del Sasso                                                                          Pagina 18 di 19
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Ensemble au-delà les frontières                                                  FESR
    Insieme oltre i confini                                                 Fondo Europeo
                                                                        di Sviluppo Regionale
         MASSA ~ Projet financé par l’objectif 2 –Mesure 2.2 du Programme Interreg IVC
            ALCOTRA « Alpes Latines Coopération Transfrontalière » 2007-2013

 5. Interesse del sito per il progetto Massa - Intérêt du site pour le projet
    MASSA

 Gli elementi di interesse per il progetto Massa nell’ambito dell’azione 2 (installazione
 di strumentazione geofisica) sono così riassumibili:

     •    facilità di accesso per l’installazione e la manutenzione della strumentazione
          da installare;
     •    chiara definizione delle porzioni instabili;
     •    è l’unico sito, tra quelli previsti in progetto, su rocce cristalline granitiche;
     •    modalità di fratturazione diverse da quelle sugli altri siti-campione, tutti su
          rocce sedimentarie (calcari, arenarie, argilliti).

 6. Bibliografia - Références

     •    Andrea Lazzari, Carlo Troisi & Giovanni Arcuri (1996) Protezione di nuclei
          abitati contro la caduta di massi mediante rilevati in terra rinforzata:
          esperienze della Regione Piemonte, atti della giornata di studio su la
          protezione contro la caduta massi dai versanti rocciosi, associazione
          Georisorse e Ambiente, Torino, ottobre 1996.
     •    Renato Lancellotta, Paola Gigli & Cristina Pepe, (1991) Rupe del Santuario di
          Madonna del Sasso, Relazione tecnica riguardante la caratterizzazione
          geologico-strutturale dell'ammasso roccioso e le condizioni di stabilità della
          rupe , relazione tecnica commissionata dal Ministero dei Lavori Pubblici -
          Provveditorato alle Opere Pubbliche per il Piemonte e la Valle d'Aosta

 Fiche Madonna del Sasso                                                           Pagina 19 di 19
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