SENTIERI DELLA RESISTENZA
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NUMERO 16 - serie V - anno XXVIII 28 APRILE 2023
I SENTIERI DELLA RESISTENZA
Autorizzazione del Tribunale di Torino n. 1788 del 29.3.1966
SENTIERI
DELLA
RESISTENZA
nese
Un itinerario Le 14 tappe Sergio e Reginalda
ella
unico tra storia
e natura
con i protagonisti una graphic
CRONACHE DA PALAZZO CISTERNA
partigiani 1
novel
degli studentiI SENTIERI DELLA RESISTENZA
I SENTIERI DELLA RESISTENZA
Il valore del 25 aprile 3
Gli ottant’anni della lotta di Liberazione 4
Quei giorni in cui i torinesi riacquistarono
la libertà 5
Il patrimonio diffuso della Resistenza, tra
storia e natura sulle montagne 7
Sui Sentieri della Resistenza,
un itinerario unico nella storia 9
Un protagonista per ogni tappa 14
Un fumetto sui partigiani
della Val Sangone, per non dimenticare 22
Fino a metà maggio
la Città metropolitana di Torino
rispetterà le regole imposte
dalla par condicio in occasione
delle elezioni amministrative
sul territorio
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Questa settimana per la categoria chiese, piazze e monumenti è stata selezionata la fotografia di Paolo Massa Bova Bovat
"Sentieri della Resistenza, Tappa 3"
Direttore responsabile Carla Gatti Redazione e grafica Cesare Bellocchio, Denise Di Gianni, Michele Fassinotti, Anna Randone, Giancarlo Viani, Alessandra
Vindrola Hanno collaborato Desirèe Berinato, Zahra Boukachaba, Alessandra Maritano e Marco Sguayzer Foto Archivio Fotografico Città metropolitana
di Torino “Andrea Vettoretti” Cristiano Furriolo Amministrazione Patrizia Virzi Progetto grafico e impaginazione Ufficio Grafica Città metropolitana di
Torino Ufficio stampa corso Inghilterra, 7 - 10138Torino - tel. 011 8617612-6334 - stampa@cittametropolitana.torino.it - www.cittametropolitana.torino.it
2 CRONACHE DA PALAZZO CISTERNAI SENTIERI DELLA RESISTENZA
Il valore del 25 aprile
S
ono trascorsi 78 anni da rese possibile la Resistenza. Si pegno, con la partecipazione,
quel 25 aprile diventato tratta di un'eredità morale che con la forza della democrazia.
data simbolo per il no- dobbiamo tutte e tutti sentire Servono esempi: le parole non
stro Paese. il dovere di custodire e difen- sono più sufficienti. Abbiamo
Un giorno in cui si segnò, nelle dere. Alla memoria di quelle bisogno di una partecipazione
piazze e nelle strade d'Italia, il donne e quegli uomini va il no- vera, di inaugurare una stagio-
momento della Liberazione di stro pensiero grato, commos- ne dei diritti. Chi si è battuto
un Paese che finalmente, dopo so e partecipe. Ma quella me- durante la lotta di liberazione,
la devastazione della guerra e moria non deve svanire con i nella Resistenza, anche con
dell'oppressione, poteva guar- protagonisti, dobbiamo senti- orientamenti politici diversi, lo
dare al futuro con ritrovata spe- re l’urgenza, l'importanza e la ha fatto per costruire un’Italia
ranza. E con la voglia di riparti- necessità di tramandare quelle unita, libera e democratica, per
re, nel ricordo di una primavera pagine buie di generazione in il riscatto delle classi sociali
che si annunciava, più che mai, generazione. Oggi è poi impos- meno abbienti. Lo ha fatto per
come vero simbolo di rinascita. sibile non rivolgere il nostro contribuire ad una rinascita
A Torino dobbiamo riconosce- pensiero commosso all’attua- che coinvolgesse tutte e tutti. Il
re il massimo tributo alle tan- lità, verso quella popolazione ricordo della Resistenza, la lot-
te donne e ai tanti uomini che che sta subendo una tremenda ta di quei giovani e i loro ideali
diedero la vita per la libertà e la guerra di invasione in Europa. devono essere per noi un moni-
democrazia, per consentire – a In Ucraina stiamo assistendo a to, un esempio da seguire, una
tutti noi – la convivenza civile uno scenario che mai avremmo base su cui costruire.
e la pace. Conquiste ottenute voluto vedere nuovamente, che Il Sindaco
con fatica, spesso attraverso lo ci costringe a vivere una nuova della Città metropolitana di Torino
stesso sacrificio di quelle don- fase di incertezza e tormenti.
ne e quegli uomini impegnati Guardare al domani con fidu-
per gli ideali di libertà e demo- cia spesso non è facile, soprat-
crazia. Conquiste grazie alle tutto dopo le pesanti conse-
quali oggi godiamo dei diritti guenze della pandemia. Non
civili e politici. Ancora oggi dobbiamo mai dimenticare
celebriamo con dovuta ricono- che i morti in Europa sono
scenza e profonda consapevo- stati milioni, e oggi ci trovia-
lezza ideali e principi del 25 mo ad assistere al tormen-
aprile, riaffermandone il valo- to di una popolazione che
re irrinunciabile, e ricordando, subisce l’invasione militare
inoltre, che sono il fondamento di chi vorrebbe imporre la
stesso della nostra Costituzio- forza delle armi su quella
ne. Quei principi furono ispi- del diritto. Se il nostro Pa-
razione per tante e tanti, nel ese è in grado di persegui-
momento più buio della nostra re e costruire sempre un
storia, quando il peggio sem- futuro di giustizia, pace
brava inevitabile. Fu il coraggio e libertà, lo deve alla sua
di compiere scelte e agire, fu storia, una storia fatta di
quella parte del paese che si fa- coraggio e valori. Il fa-
ceva comunità e che si riuniva scismo e l’autoritarismo
in mobilitazione che animò e si combattono con l’im-
CRONACHE DA PALAZZO CISTERNA 3I SENTIERI DELLA RESISTENZA
Gli ottant’anni della lotta di Liberazione
Un intervento del presidente del Polo del ‘900
P
ensate ai nomi di alcuni istituti del Polo
del ‘900: Primo Levi, Gramsci, Gobetti,
Antonicelli, Agosti, Donat-Cattin. Pensa-
te a che cosa significhi lavorare per far
vivere le loro idee, le loro opere. Che cosa signi-
fichi farlo accanto alle insegne del Museo della
Resistenza, dell’Istituto storico della Resisten-
za, dell’Archivio cinematografico della Resisten-
za, delle associazioni partigiane.
Se lo pensate, avrete chiaro con quale spirito le
donne e gli uomini, i vecchi e i giovani (molti
giovani) che operano a Palazzo San Daniele e a
Palazzo San Celso hanno lavorato al centenario
organizzando convegni, traendo dai fatti e dai
della Marcia su Roma e del sanguinoso assalto
protagonisti del passato idee e indicazioni per
squadrista alla Camera del Lavoro di Torino, al
affrontare il futuro, evitare di ripetere errori, es-
Giorno della Memoria, alla Giornata del Ricordo,
sere ancora capaci di speranza e di progetto.
al 25 Aprile.
Abbiamo tre anni per raccontare quanto sia co-
stato arrivare alla Liberazione e come, dopo il
25 Aprile 1945, abbiamo interpretato le parole
Libertà, Democrazia, Costituzione. Certo, ci ac-
corgeremo che, nonostante il tempo passato, ci
resta molto da fare per la migliore comprensio-
ne e la piena attuazione di quelle parole, diven-
tate bene comune dei figli e nipoti di quanti sta-
vano al di qua e di quanti stavano al di là della
barricata.
Lavoriamo per l’Italia della ragione, della soli-
Capirete con quale impegno stiano affrontando
darietà che scoraggia le divisioni, delle chiusure
questo 2023 in cui si celebrano gli ottant’anni
che diventano aperture. Consapevoli che fare
dell’inizio in Italia della Lotta armata di libera-
cultura significa, prima di tutto, questo.
zione; i vent’anni del Museo della Resistenza di
Torino; i vent’anni della morte di Alessandro Alberto Sinigaglia
Galante Garrone protagonista della Resistenza Presidente del Polo del ‘900
in Piemonte; i cent’anni di Piero Gobetti edito-
re che per le sue riviste e per quanto vi scrisse
e pubblicò morì di botte fasciste; i sessant’anni
della “Tregua” di Primo Levi che con quel libro
successivo a “Se questo un uomo” diventava un
simbolo mondiale della Shoah, la grande trage-
dia del Novecento, e anche il più importante e
noto volto di Torino e della sua cultura.
Il ruolo del Polo del ‘900 è scavare nella storia e
custodire la memoria perché non vada perduta,
perché non sia cancellata. Lo facciamo renden-
do vivi e utili gli archivi, incoraggiando ricerche,
4 CRONACHE DA PALAZZO CISTERNAI SENTIERI DELLA RESISTENZA
Quei giorni in cui i torinesi
riacquistarono la libertà
“
Con ardita determinazio- comando partigiano, di cui fan- tetti o ai piani alti dei palazzi, i
ne” l’articolazione pie- no parte tutti i partiti, dai libe- cecchini, perlopiù fascisti delle
montese del Comitato di rali ai comunisti, passando per truppe della Repubblica Sociale
Liberazione Nazionale, il i democristiani, gli azionisti e Italiana, prendono di mira sia i
16 aprile 1945, lancia ai torine- i socialisti, ordina: “I criminali partigiani che i civili. Stanarli e
si l’appello per lo sciopero ge- di guerra e i collaborazionisti renderli inoffensivi è rischio-
nerale del 18: “Aderite in massa sono deferiti al Tribunale di sissimo e i tiri proseguono per
contro la fame e il terrore nazi- guerra; fascisti e tedeschi de- diversi giorni. Nelle ore e nei
fascista: si fermi il lavoro nelle vono essere catturati e avviati giorni immediatamente succes-
fabbriche, nei tribunali, nelle ai campi di concentramento; sivi all’ingresso dei primi par-
scuole; chiudano i negozi; si qualsiasi saccheggio e uso di tigiani in città, che avviene il
blocchi la circolazione tranvia- armi è represso con la pena di 27 aprile, i combattimenti sono
ria. Il segnale è la sirena della morte”. Mentre lo sciopero si aspri. Ma scarseggiano le armi,
prova d’allarme”. Alle 10 del 18 diffonde in tutti i luoghi di la- soprattutto quelle pesanti: per
aprile i tram si bloccano, per- voro, davanti alla Fiat Mirafiori questo i partigiani riescono ad
ché i manovratori incrociano le i tedeschi schierano i carri ar- iniziare la liberazione di Torino
braccia. Nelle ore successive vo- mati, mentre i fascisti entrano due giorni dopo l’insurrezione
lontari fascisti si sostituiscono alla Grandi Motori. di Milano, iniziata il 25. A mez-
ai tranvieri e uno di loro fa de- zogiorno del 28 aprile le ulti-
ragliare e capovolgere un mez- me truppe tedesche e fasciste
zo. Volantini e scritte sui muri ORE DI PAURA, ATROCITÀ fuggono. Il 3 maggio entrano in
invitano all’insurrezione, che, a E VENDETTE città gli Alleati, ma l’incubo dei
dire il vero, gli angloamericani Nelle ore in cui le formazioni cecchini non è ancora del tut-
temono possa trasformarsi in partigiane iniziano la liberazio- to finito. Testimoni oculari (tra
una rivoluzione comunista. Il ne della città, asserragliati sui cui il padre di chi scrive) rac-
CRONACHE DA PALAZZO CISTERNA 5I SENTIERI DELLA RESISTENZA
store della Chiesa torinese non
ha cessato di far sentire la sua
voce, per denunciare la bestia-
lità della guerra e delle rappre-
saglie indiscriminate compiute
dai nazifascisti contro la popo-
lazione civile e contro giovanis-
simi partigiani che hanno l’u-
nica colpa di difendere la loro
Patria. Dopo il 25 aprile Fossati
invita tutti ad evitare vendette
sommarie e senza regolari pro-
cessi, indicando nella riconci-
liazione e nel rispetto delle leg-
gi la strada per ricostruire una
civile convivenza, pur nella do-
verosa ricerca dei colpevoli di
orrendi crimini di guerra.
contano di un soldato alleato di che pacifica: sono usciti da To- INIZIA UNA LUNGA
colore che, incurante del peri- rino nella notte tra il 27 e il 28
RICOSTRUZIONE
colo di essere colpito e di cade- aprile, ma il 30 hanno massa-
re nel vuoto, si arrampica su un crato 67 civili a Grugliasco, tra i Il segno che, lentamente e a fa-
pluviale di una delle palazzine quali il sacerdote salesiano Ma- tica, si sta tornando ad una par-
dell’ospedale delle Molinette, rio Caustico, cappellano parti- venza di normalità, è la notizia
sino a raggiungere il tetto, per giano. Quello stesso giorno al che il 13 maggio sono rientra-
stanare e neutralizzare un cec- cimitero generale il cardinale te a Torino le reliquie dei santi
chino “di retroguardia”, but- arcivescovo Maurilio Fossati ce- che, all’inizio della guerra, era-
tandolo ancora vivo in strada. lebra i funerali partigiani e dei no state riparate in chiese di
Quando le truppe alleate arri- patrioti caduti per la liberazio- campagna: i martiri della Legio-
vano a Torino i partigiani han- ne di Torino. ne Tebea, Giovanni Bosco, Giu-
no già occupato da tempo le seppe Benedetto Cottolengo,
Giuseppe Cafasso, Maria Do-
fabbriche, il Municipio, la Pre- UN PASTORE CHE DENUNCIA
fettura, le caserme Valdocco e menica Mazzarello, Domenico
I CRIMINI NAZIFASCISTI E INVITA Savio. Il 31 ottobre la Sindone
Cernaia, l’Albergo Nazionale e
ALLA RICONCILIAZIONE ritornerà dall’abbazia benedet-
la Casa Littoria. I primi soldati
alleati ad entrare in città fanno Domenica 6 maggio in piaz- tina di Montevergine. Intanto,
parte della Forca Expediciona- za Vittorio Veneto ai Volonta- il 18 maggio viene ripristinato
ria Brasileira della V Armata. ri della libertà è consegnata la il servizio postale fra Torino
La grande paura è appena fini- bandiera di combattimento. In- e il resto d’Italia, interrotto l’8
ta ed è stata terribile, perché, vitato dal CLN, il cardinale Fos- settembre 1943. Il 19 maggio
prima di partire il generale Er- sati celebra la Messa davanti ai tornano le comunicazioni fer-
nest Schlemmer ha minacciato partigiani schierati. L’8 luglio roviarie fra Torino e Milano, Ca-
di radere al suolo la città se le alla prima commemorazione sale Monferrato e Alba. Il primo
sue truppe, 75.000 uomini, non dei Martiri del Martinetto par- treno per Roma parte da Porta
avessero potuto sgomberare la tecipano 100.000 torinesi. Il Nuova il 25 agosto e impiega
piazza indisturbate. Il CLN re- cardinale arcivescovo celebra la 32 ore per arrivare a destina-
gionale ha respinto le richieste Messa nel luogo in cui venivano zione. La lunga rinascita civile,
e ha assunto tutti i poteri. La giustiziati i condannati politici. sociale ed economica è appena
partenza dei tedeschi in ritirata Anche nei mesi più bui dell’oc- cominciata.
verso nord-est è stata tutt’altro cupazione nazifascista il pa- Michele Fassinotti
6 CRONACHE DA PALAZZO CISTERNAI SENTIERI DELLA RESISTENZA
Il patrimonio diffuso della Resistenza,
tra storia e natura sulle montagne
S
i è concluso a fine marzo il grande lavoro Il piano ha voluto supportare l'appropriazione e
avviato all’inizio del 2019 e mai interrot- consapevolezza del patrimonio culturale comu-
to, nonostante la pandemia, sviluppato ne da parte dei giovani e del grande pubblico,
nell’ambito del piano tematico Pa.C.E. fi- la messa in rete di siti del patrimonio diffuso,
nanziato dal programma transfrontaliero Alco- il coinvolgimento attivo degli attori locali: con
tra Italia-Francia: obiettivo del piano è stata la questi obiettivi, la Città metropolitana di Tori-
creazione di un’informazione diffusa e condivi- no ha coordinato la parte del piano tematico
sa che diventi fonte di conoscenza dei territori dedicata ai sentieri della Resistenza, con il po-
di Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria e Francia dal sizionamento della segnaletica sui sentieri cen-
punto di vista culturale, storico, turistico ed eco- siti sul territorio da Alpette sino a Pian Prà, con
nomico, anche attraverso la creazione di mappe l'accatastamento dei sentieri nella banca dati
storiche per evidenziare il patrimonio cultura- della Regione Piemonte e la realizzazione della
le meno noto, percorsi e circuiti storici legati al segnaletica lungo tutto il percorso.
patrimonio materiale e immateriale delle feste e Si è lavorato per la valorizzazione della memo-
delle tradizioni. ria storica della Resistenza al nazifascismo, in-
CRONACHE DA PALAZZO CISTERNA 7I SENTIERI DELLA RESISTENZA
serendo e mettendo a sistema anche un itinera- In particolare, i Sentieri Della Resistenza rappre-
rio italo-francese, in una prospettiva di turismo sentano un itinerario che collega luoghi e segni
sostenibile, facendo emergere un patrimonio di memoria della Resistenza nelle Alpi occiden-
spesso poco conosciuto, ma che abbina contesti tali. Lungo 217 chilometri, si snoda tra l'alto Ca-
naturali e paesaggistici di grande pregio a me- navese occidentale e le valli di Lanzo, di Susa,
morie storiche che hanno profondamente segna- del Sangone, del Chisone, del Germanasca e del
to le popolazioni locali, rilevanti per la costru- Pellice, individua punti di notevole interesse sto-
zione della nostra democrazia. rico, oltre a percorrere sentieri che i partigiani
Tra gli obiettivi del progetto, quello di creare utilizzavano nei loro spostamenti, nella splendi-
un percorso diffuso della Resistenza sparso su da cornice paesaggistica e ambientale montana.
tutto il territorio transfrontaliero e reso fruibi- I lavori hanno previsto definizione, rilevamento
le sia fisicamente, attraverso la messa a sistema e rappresentazione cartografica dell'itinerario
dei sentieri partigiani che sono stati teatro della (14 tappe), oltre al coinvolgimento e all’anima-
lotta di Liberazione, sia virtualmente, attraverso zione degli oltre 30 Comuni del territorio, per
il censimento dei siti Internet delle realtà tran- arrivare all’accatastamento e alla registrazione
sfrontaliere ed il supporto ai nuovi allestimenti nella Rete Percorsi Escursionistici.
di realtà ecomuseali tra cui gli spazi al Colle del
Carla Gatti
Lys, ad Alpette, a Coazze, a Mompantero, a Tor-
re Pellice e a Traves.
8 CRONACHE DA PALAZZO CISTERNAI SENTIERI DELLA RESISTENZA
Sui Sentieri della Resistenza,
un itinerario unico nella storia
S
entieri della Resistenza è tinerario può essere affrontato corso passa per l'Alpe Musrai
il primo, e per il momen- nelle migliori condizioni tra l'i- e perviene al Colletto La Bassa.
to unico, itinerario escur- nizio estate e il medio autunno, Tra i pascoli prosegue quindi
sionistico a lunga percor- quando i corsi d'acqua, il gelo o alla volta della cappella di San
renza dedicato alla Guerra di
la neve non creano insidie. Chi Bernardo di Mares, del Colle
Liberazione.
“cammina per ricordare” può delle Pesse e dell'Alpe Caluso,
Progettato dalla Città metropo-
d'altronde contare sul puntuale fino a raggiungere la vetta ton-
litana di Torino nell’ambito di
supporto delle strutture ricetti- deggiante, da cui la vista spazia
un piano tematico finanziato
ve e degli esercizi commercia- abbracciando insieme i gruppi
dal programma transfrontalie-
li, mentre la rete del trasporto del Monte Rosa, del Gran Para-
ro Alcotra Italia- Francia, co-
pubblico da e verso Torino gli diso e del Monviso. Una rapida
niuga il rispetto dell'ambiente
rende possibile una fruizione discesa conduce infine al Rifu-
alpino, la conoscenza del terri-
anche solo parziale dell'itine- gio Alpe Soglia, posto-tappa a
torio montano e la consapevo-
rario. 1711 metri di altezza.
lezza storica e civile.
Vuole in particolare far cono-
scere i luoghi in cui i partigiani PRIMA E SECONDA TAPPA
hanno vissuto la propria stra- Le prime due tappe di Sentie-
ordinaria esperienza e i segni ri della Resistenza si svolgono
materiali a cui le comunità lo- nell'Alto Canavese occidentale,
cali hanno affidato l'espressio- dove durante la Guerra di Li-
ne della propria riconoscenza. berazione ha combattuto la 4ª
Lungo 217 chilometri e artico- divisione Garibaldi. Con la pri-
lato in 14 tappe, Sentieri della ma tappa, la più corta dell'iti-
Resistenza si ambienta nelle nerario, si sale per sentiero da
Alpi del Torinese, snodandosi Alpette, a 957 metri di quota
tra l'Alto Canavese occidenta- nella Valle dell'Orco, al Monte
le e le valli di Lanzo, di Susa, Soglio, a 1971 metri. Immerso
del Sangone, del Chisone, del nel bosco di latifoglie, il per-
Germanasca e del Pellice. Nel-
la splendida cornice paesaggi-
stica e ambientale delle quo-
Il percorso della seconda tap-
te altimetriche medio-basse e
pa, interamente su sentiero,
utilizzando una secolare rete
segue per un lungo tratto lo
di sentieri, il percorso accom-
spettacolare spartiacque tra
pagna i camminatori in alpeggi
la Valle dell'Orco e le valli del
e villaggi in cui le formazioni
Malone e del Tesso, affaccian-
partigiane hanno posto le pro-
dosi al Colle della Croce d'In-
prie basi e indica loro lapidi,
tror, a 1947 metri, e salendo al
monumenti, parchi ed ecomu-
Monte Vaccarezza, alto 2203
sei che ridanno concretezza ad
metri. Dopo aver assaporato
eventi ormai lontani.
lo straordinario scenario delle
Interamente segnalato con bolli
Alpi Pennine, Graie e Cozie, il
di continuità e dotato nei posti
camminatore inizia la discesa
tappa di cartelli esplicativi, l'i-
seguendo per un tratto ancora
CRONACHE DA PALAZZO CISTERNA 9I SENTIERI DELLA RESISTENZA
lo spartiacque, lasciandolo poi della Stura di Viù, per presto
per abbassarsi rapidamente nel abbandonarlo a favore del sel-
selvaggio vallone del Rio Ajat, vaggio e pianeggiante canyon
e infine raggiungere il posto- scavato dall'affluente rio Ri-
tappa al Rifugio Salvin, a 1580 chiaglio. Dal borgo di Richia-
metri di quota. glio, posto a 736 metri di quo-
ta, il camminatore sale poi in
direzione del colle Lunella nel
bosco di latifoglie e servendosi
di un'antica mulattiera. Giunto
alle Case Morinera, a 1220 me-
tri, il sentiero confluisce in una
strada sterrata che, costeggiata
la cappella dedicata a San Vito,
si dirige a mezza costa verso i
colli della Portia, affacciato su
Valdellatorre e sulla Val Caster-
del Monte Lunella, un tempo
none, e raggiungibile con breve
meta prediletta degli scalatori
deviazione su mulattiera, e del
torinesi. Una volta risalito il bo-
Lys, comunicante con la bassa
scoso vallone del Rio Ordagna
Val di Susa. Il posto-tappa si
e toccate le Case Bramafam, dal
trova al rifugio Colle del Lys, a
valico inizia la discesa verso
1311 metri di altezza.
Viù, posto-tappa a 775 metri.
Per un lungo tratto il tracciato
TERZA E QUARTA TAPPA utilizza una mulattiera che per SESTA E SETTIMA TAPPA
secoli è servita al trasporto dei Alla Valle di Susa, dove du-
La terza, la quarta e la quinta
minerali ferrosi e, attraverso rante la Guerra di Liberazione
tappa di Sentieri della Resi-
gli alberi, apre piacevoli scor- operò la 3 divisione Garibaldi,
stenza attraversano le Valli di
ci di panorama sull'imponente Sentieri della Resistenza dedi-
Lanzo, nelle quali durante la
mole del monte Civrari. ca due tappe, la seconda delle
Resistenza ha operato la 2ª di-
quali condivide il tracciato con
visione Garibaldi. Quasi intera-
mente in discesa, la terza tap- QUINTA TAPPA la Val Sangone. Lasciate le Alpi
Graie per le Cozie, la sesta tap-
pa riserva splendidi panorami Da Viù, il percorso della quin-
pa, perlopiù ombreggiata dai
sulle Alpi Graie meridionali nel ta tappa scende lungo il corso
tratto sullo spartiacque tra la
Valle del Tesso e la Val Gran-
de, dal Colle della Forchetta, a
1666 metri, a Chiaves, a 1049
metri. Immergendosi nel bosco
di latifoglie, il tracciato si ab-
bassa poi nella valle della Stura
di Lanzo attraversando i terri-
tori di Pessinetto e, dopo breve
salita, Mezzenile; per arrivare
infine a Traves, posto-tappa a
632 metri di quota.
Con la quarta tappa l'itinerario
si sposta in Val di Viù attra-
verso il Colle Pra' Lorenzo, a
1388 metri di altezza, in vista
10 CRONACHE DA PALAZZO CISTERNAI SENTIERI DELLA RESISTENZA
boschi di latifoglie, si articola OTTAVA E NONA TAPPA mente. Raggiunta la pista agro-
tra un primo settore nel val- In Val Sangone, dove Sentieri silvo-pastorale che risale il ver-
lone del Messa, che collega il della Resistenza staziona nel- sante a solatìo, il camminatore
Colle del Lys al Colle La Bassa la seconda metà della settima passa accanto alla cascata Loja
a 1439 metri un secondo che tappa, in tutta l'ottava e nella Scura, attraversa il torrente per
scende il vallone del Sessi fino la terza volta e infine trova ri-
a Celle, a 991 metri, un terzo poso nell'elegante rifugio Pa-
che, sotto lo sguardo severo lazzina Sertorio, posto-tappa a
dell'abbazia di San Michele 1454 metri di altezza.
della Chiusa, conduce ancora Con la nona tappa il cammi-
in discesa a Torre del Colle e, natore porta a compimento la
al di là della Dora Riparia, a risalita della valle del Sangone.
Sant'Ambrogio, posto-tappa a Un sentiero conduce dapprima
353 metri di quota. all'Alpe Sellery superiore e in-
fine al Colle La Roussa, a 2019
metri, dal quale si abbraccia
con lo sguardo il gruppo del
Monviso. Sempre per sentie-
ro, la discesa sulla Val Chiso-
ne avviene nel vallone del Rio
Balma: costeggiate le alpi Clot
della Croce e Colletto, pervie-
prima parte nella nona, i parti- ne a Roure, poco sopra gli 800
giani furono soprattutto orga- metri di quota. Attraversato il
nizzati dalla 43ª divisione Au- torrente Chisone, il tracciato,
tonoma. Il tracciato dell'ottava ora diretto al vallone di Bou-
tappa attraversa una prima vol- rcet, riprende a salire nel bosco
ta il torrente Sangone per por- di latifoglie raggiungendo dap-
tarsi sulla strada sterrata che prima l'abitato in parte diroc-
risale il versante inverso della cato di Casette e infine la bor-
valle. Oltre il Colletto del For- gata Chasteiran, dove si trova
La settima tappa transita ini- no, a circa 1000 metri di quota, il posto-tappa presso il Rifugio
zialmente nelle immediate vi- dalla strada si stacca un sentie- Serafin, a 1510 metri.
cinanze della millenaria Sacra ro che s'abbassa all'alveo del
e, seguendo il boscoso Sentie- torrente per superarlo nuova- DECIMA TAPPA
ro dei Franchi, risale la Val di La parte iniziale della decima
Susa sul versante destro attra- tappa attraversa l'incantevole
versando i suggestivi borghi zona di Bourcet, costellata di
di Basevino, Bennale e Fola- minuscoli insediamenti rurali
tone. Il passaggio in Val San- abbarbicati alle pareti scoscese
gone avviene tramite il Colle del vallone. L'intero scenario è
Bione, a 1420 metri d'altezza, pienamente godibile dal colle
che offre un'incantevole vista Clapier, a 2010 metri, tramite
sul Rocciamelone. La discesa, il quale l'itinerario passa nella
interamente su sentiero, tocca Val Germanasca. Lasciati i pa-
in sequenza l'abitato rurale di scoli, la discesa avviene sul ver-
Pianiermo, la borgata Matto- sante orografico sinistro della
nera Alta e la Collina del Ca- valle, toccando l'Alpe Muret e
stello prima di concludersi a le Grange Bovile. Immerso nei
Coazze, posto-tappa a 750 boschi via via di larici, faggi
metri. e castagni, uno straordinario
CRONACHE DA PALAZZO CISTERNA 11I SENTIERI DELLA RESISTENZA
anche l'undicesima tappa e la stenza – il tracciato abbandona
prima parte della dodicesima. la spalla erbosa affacciata sul-
Tornato nella valle del Germa- la Val Germanasca per portarsi
nasca, il tracciato dell'undice- sul lungo spartiacque che sepa-
sima tappa attraversa il tor- ra il vallone di Pramollo dalla
rente a Pomaretto, raggiunge Val d'Angrogna. Sempre per
il caratteristico borgo di Mas- sentiero, oltrepassa le sommi-
selli e da qui prende a risalire tà dei monti Cialmetta e Servin
il versante orografico destro e perviene al Colle Vaccera, a
su una mulattiera immersa in 1465 metri, da dove un tratto
un fitto castagneto. Raggiunta su strada sterrata conduce in
la borgata Albarea, il traccia- località Bagnòu. Nuovamente
to utilizza una strada sterrata con un sentiero, ora avvolto dai
che, toccate le località Comba- boschi, la discesa sfiora due af-
garino e Sartrea, tra faggete, la- fascinanti esempi di riparo at-
riceti e pascoli perviene infine trezzato sotto roccia, le barme
al colle Las Arà, a 1595 metri de l'Ours e Mounastìra, prima
tratto su mulattiera lastricata
di quota e punto di passaggio di terminare poco a valle di Pra'
e contornata da caratteristici
tra la Val Germanasca e il val- del Torno, a 883 metri. Un ulti-
cumuli da spietramento con-
lone di Pramollo, afferente alla mo tratto in salita, perlopiù su
duce alla strada che, in breve,
Val Chisone. Ancora su strada strada sterrata, permette infine
raggiunge la borgata Cerisieri.
il camminatore scende infine a di arrivare ai 1220 metri del
L'ultima parte del percorso at-
Ruà di Pramollo, posto-tappa a posto-tappa presso il Rifugio
traversa i vigneti di montagna
1124 metri, da dove l'itinera- Barfè.
coltivati appena sopra Poma-
rio propone ancora una breve
retto e, dal villaggio, perviene
escursione in località Ticiùn,
infine a Perosa Argentina, po-
sormontata dalla Roccio l'Em-
sto-tappa a 608 metri di quota,
paro che schiude un piacevole
nuovamente in Val Chisone.
scorcio del vallone.
UNDICESIMA TAPPA
ULTIME TRE TAPPE
Alla Val Chisone, dove durante
Le ultime tre tappe di Sentie-
la Guerra di Liberazione fu atti-
ri della Resistenza portano a
va la 44ª divisione Autonoma,
conclusione l'itinerario in Val
Sentieri della Resistenza dedica
Pellice, in cui durante la Guer-
ra di Liberazione combatté la
5ª divisione Giustizia e Liber-
tà. La dodicesima tappa - la più
lunga dell'itinerario con i suoi
oltre 24 chilometri, oltre che
quella con il maggior dislivello
per effetto dei 1400 metri da La tredicesima tappa sale per
percorrere tanto in salita quan- strada sterrata alle case di Pra-
to in discesa - lascia il vallone to Stella, a 1310 metri, e da qui
di Pramollo dirigendosi verso inizia a scendere verso il fon-
il Monte Gran Truc. Risalendo do della Val Pellice. Toccati gli
un costone che alterna i bo- impianti ormai in disuso per la
schi di faggi, betulle e larici ad risalita sciistica sul Monte Van-
aree a pascolo, a 2232 metri di dalino e gli sport sul ghiaccio,
quota – la massima elevazione sotto la Sea di Torre il traccia-
toccata da Sentieri della Resi- to si sposta su un sentiero che
12 CRONACHE DA PALAZZO CISTERNAI SENTIERI DELLA RESISTENZA
Rorà, posto-tappa a 952 metri,
dal quale, per strada dapprima
asfaltata e poi sterrata e co-
steggiando le borgate Roumer
e Peyret, si raggiunge la cava di-
smessa alle pendici della Punta
Cornour. E proprio qui, a quo-
ta 1100 metri in un ambiente
sorprendentemente lunare, si
conclude il “ricordo cammina-
to” tra i luoghi e i segni della
memoria partigiana proposto
da Sentieri della Resistenza.
Marco Sguayzer
Comitato Resistenza Colle del Lys
conduce agli abitati di Cougn
e Ruà e torna quindi su strada
sterrata fino a Servera e Cop-
pieri. Un ultimo tratto su stra-
da asfaltata consente infine al
camminatore di raggiungere il
posto-tappa a Torre Pellice, a
545 metri di altitudine.
La quattordicesima e ultima
tappa dell'itinerario per trek-
king risale infine la Val Luser-
na. Varcato il torrente Pellice,
mediante un sentiero che sale
nei castagneti e poi nelle fagge-
te si arriva a Pian Prà, a 1152
metri di quota. Una rapida di-
scesa conduce al villaggio di
CRONACHE DA PALAZZO CISTERNA 13I SENTIERI DELLA RESISTENZA
Un protagonista per ogni tappa
I Sentieri della Resistenza dedicati a 14 partigiani che hanno fatto la storia
L
a Guerra di Liberazione ha certamente di fatto conosciuto con il soprannome familiare
giocato un ruolo chiave nella storia d'I- Titàla, nel settembre 1943 organizzò il grup-
talia. Dopo vent'anni di dittatura e di re- po Aquila. Arrestato nel novembre dello stesso
gime, la Resistenza ha segnato l'esplicita anno, fu tradotto in carcere a Ivrea dove rimase
rottura del consenso dato dal Paese al fascismo. oltre due mesi. Dopo l’evasione, resa possibile
Di più, l'esperienza partigiana ha ridato vita ai dai documenti falsi procuratigli dai parenti, di-
valori avversati dal fascismo, come la libertà, la venne comandante della 50ª brigata Garibaldi
democrazia e la giustizia sociale. Ai protagoni- “Mario Zemo”. Ucciso dai nazifascisti l'11 ago-
sti di questa guerra combattuta valle per valle, sto 1944 durante la battaglia di Ceresole Reale,
in molti casi anche a costo della vita, sono dedi- gli fu intitolata la 77ª brigata Garibaldi. A Batti-
cate le diverse tappe dei Sentieri resistenti. sta Goglio fu attribuita la medaglia d’argento al
valor militare.
Tappa 1
ALPETTE - RIFUGIO ALPE SOGLIA Tappa 2
Dedicata a Battista Goglio "Titàla" RIFUGIO ALPE SOGLIA - RIFUGIO SALVIN
Figura chiave della Resistenza ad Alpette è Bat- Dedicata a Giovanni Picat Re "Perotti"
tista Goglio. Nato nel 1894, operaio a Torino, Giovanni Picat Re nacque da una famiglia di al-
fu uno dei principali dirigenti del Partito comu- levatori di bestiame nel 1917 a Corio Canavese.
nista d’Italia nel Canavese e per questo venne Ostile al fascismo, raccolse armi per i repub-
perseguitato dal fascismo con il carcere e il con- blicani impegnati nella guerra civile spagnola
fino. Assunto il nome di battaglia Spartaco, ma contro Franco e venne condannato dal Tribuna-
le Speciale a sette anni e mezzo di carcere. Du-
rante la Seconda guerra mondiale, fu arruolato
negli alpini e combatté come sergente maggiore,
14 CRONACHE DA PALAZZO CISTERNAI SENTIERI DELLA RESISTENZA
rimanendo ferito nella campagna di occupazio- parte del servizio sanitario militare e sviluppò
ne dei Balcani. All'armistizio, fu tra i primi or- una forte opposizione al fascismo dopo aver
ganizzatori della Resistenza nelle Valli di Lan- vissuto la disastrosa occupazione dei Balcani e
zo. Con il nome di battaglia Perotti, prese la l'invasione dell'Unione Sovietica. Nel settembre
guida delle bande operanti a monte di Corio. del 1943 riuscì a fuggire da un treno diretto in
Il 27 giugno 1944 costituì la 4ª divisione Gari- Germania e si unì al movimento partigiano di
baldi "Piemonte": tra luglio e agosto gli attacchi Pian Audi, dove fece rapidamente carriera gra-
delle truppe tedesche e delle milizie fasciste zie alle sue capacità organizzative e alla sua de-
contro le postazioni della 4ª divisione conobbe- dizione. Nel novembre 1944 fondò l'80ª Briga-
ro intensità crescente e, alla fine della battaglia ta Garibaldi e condusse con successo azioni di
di Ceresole, Picat Re guidò la ritirata verso la guerriglia tra Torino e Milano. Nel dopoguerra
Val Grande di Lanzo. Tra il 4 e il 5 settembre, ricevette la medaglia d'argento al valor militare
la 4ª divisione fu investita da un'offensiva na- e divenne membro di spicco dell'Associazione
zifascista ancor più micidiale della precedente. nazionale partigiani italiani. Nonostante avesse
Picat Re dovette ordinare il ripiegamento dap- perso il braccio sinistro in combattimento, con-
prima verso la Val Grande di Lanzo e poi verso tinuò a lottare per la giustizia e la democrazia.
la Francia appena liberata dagli Alleati. Supera-
ti gli ultimi attacchi fascisti, Perotti coordinò le Tappa 4
formazioni ai suoi ordini affinché partecipas- TRAVES - VIÙ
sero alla Liberazione di Torino. In via Cernaia Dedicata a Nicola Grosa
venne ferito alla testa da un cecchino, ciò che Nicola Grosa nacque a Torino nel 1904 da una
gli valse nel 1947 il riconoscimento della meda- famiglia operaia e socialista. Durante una mani-
glia d'argento al valor militare. festazione per la pace nel 1917, entrambi i suoi
genitori furono feriti dalle cariche dell'esercito
Tappa 3 regio. Grosa si impegnò personalmente nella lot-
RIFUGIO SALVIN - TRAVES ta politica, partecipando all'occupazione della
Dedicata a Giovanni Burlando "Primula Rossa" fabbrica in cui lavorava. Nel 1921 fu incarcerato
Giovanni Burlando nacque nel 1922 a Levone per uno scontro con i fascisti e successivamente
Canavese. A causa della povertà emigrò a To- divenne il segretario del circolo giovanile comu-
rino in giovane età e lavorò come meccanico. nista "Francisco Ferrer". Chiamato alla leva mili-
Durante la Seconda guerra mondiale entrò a far tare nel 1924, venne sottoposto a vigilanza spe-
CRONACHE DA PALAZZO CISTERNA 15I SENTIERI DELLA RESISTENZA
ciale in quanto antifascista. Dopo l'8 settembre nese come graduato e al suo ritorno in Italia si
1943 abbracciò la causa della Resistenza e si ar- unì al movimento partigiano. La sua banda si
ruolò nelle formazioni garibaldine nelle Valli di trovò presto a combattere contro le forze tede-
Lanzo. Fu nominato commissario politico della sche e fasciste, partecipando a numerosi attac-
46ª Brigata e prese parte alla battaglia che por- chi contro le colonne nemiche. Nel giugno del
tò alla nascita della zona libera partigiana nelle 1944, Rolandino formò la 19ª brigata Garibaldi,
valli. Nel marzo del 1945 fu nominato vice com- impegnata nella fornitura di cibo alle migliaia di
missario di guerra della III zona militare del Pie- partigiani tra le montagne. La formazione resi-
monte delle Valli di Lanzo e Canavese del Cor- stette all'attacco delle truppe tedesche e Rolan-
po Volontari della Libertà. Grosa contribuì alla dino negoziò per salvaguardare la popolazione
riorganizzazione della 2ª divisione Garibaldi e civile consentendo la ritirata agli aggressori: per
prese parte alla liberazione di Torino. Dopo la questa ragione il comando della 2ª divisione Ga-
Liberazione, fu nominato ispettore dell'assisten- ribaldi lo costrinse a dimettersi. Rolandino pre-
za post-bellica presso la Prefettura e si dedicò se poi il comando della 103ª brigata Garibaldi
ad aiutare i partigiani feriti e le famiglie dei ca- “Nino Nannetti”, che fu inclusa nella 1ª divisione
duti. Fu consigliere comunale per 19 anni a Tori- Garibaldi “Leo Lanfranco” protagonista della li-
no e gli sono state intitolate diverse aree verdi e berazione di Chieri e di Torino. Dopo la guerra,
un centro di documentazione di storia contem- Rolandino si distinse come promotore del Co-
poranea e della Resistenza nelle Valli di Lanzo. mitato per le onoranze ai caduti delle Valli di
Grosa è morto nel 1978 a causa di un'infezione Lanzo e Ceronda, e morì nel 1972.
necrotica contratta nel recupero delle salme dei
caduti disperse in montagna. Tappa 6
RIFUGIO COLLE DEL LYS - CAPRIE
Tappa 5 Dedicata a Alessio Maffiodo "Alessi"
VIÙ - RIFUGIO COLLE DEL LYS Alessio Maffiodo nacque nel 1917 a Caprie da
Dedicata a Natale Rolando "Rolandino" una famiglia di contadini. Lavorò come agricol-
Nato a Lanzo Torinese nel 1920, Natale Rolan- tore e tornitore meccanico presso lo stabilimen-
do, detto Rolandino, proveniva da una famiglia to della Moncenisio a Condove. Chiamato alle
socialista e lavorava come operaio meccanico armi, svolse il servizio militare per cinque anni
a Torino. Durante la Seconda guerra mondiale nel corpo delle Guardie alla Frontiera. Alla noti-
partecipò alle campagne francese e greco-alba- zia dell'armistizio, per non essere catturato dai
16 CRONACHE DA PALAZZO CISTERNAI SENTIERI DELLA RESISTENZA
tedeschi decise di lasciare la caserma di Cesana
Torinese e, indossati abiti civili, raggiunse la pro-
pria abitazione di famiglia a Mocchie. Conobbe
Felice Cima, studente universitario e tenente dei
Bersaglieri, e formò un gruppo armato partigia-
no. Attaccarono un'autocolonna corazzata tede-
sca e l'audacia dell'azione convinse il nemico a
imporre il coprifuoco nella media Val di Susa.
Cima fu ucciso due giorni dopo dalle SS a Nova-
retto, e Maffiodo assunse il comando del grup-
po. Partecipò a un attacco alla linea ferroviaria
tra Torino e Modane e successivamente si unì ad
altri gruppi per formare la 17ª Brigata Garibaldi,
di cui divenne il comandante. Tuttavia, il gruppo
si trovò in grandi difficoltà a causa della man-
canza di armi e attrezzature e dell'inesperienza
delle sue reclute. Maffiodo venne criticato per
aver sottovalutato l'importanza della formazio-
ne dei suoi uomini e minacciò di scindere in due
la 17ª brigata, ma in seguito tornò al comando
della 3ª divisione Garibaldi. Dopo la Liberazione
divenne una figura di spicco dell'Anpi. Morì nel
1997.
Tappa 7
CAPRIE - COAZZE
Dedicata a Eugenio Fassino "Geni"
Eugenio Fassino, soprannominato Geni, nacque Torino, interrogato e infine tradotto dapprima
nel 1923 ad Avigliana da una famiglia di alber- in carcere e quindi all'ospedale Molinette. Con-
gatori di orientamento socialista. Dopo gli studi dannato a morte, si salvò grazie a uno scambio
universitari in economia e commercio, durante tra prigionieri. Fassino tornò quindi nella divi-
la Seconda guerra mondiale, fu arruolato nell'A- sione "Sergio De Vitis". Nuovamente arrestato
e condannato a morte nel gennaio del 1945, si
eronautica, ma fu rimandato a casa a causa del-
la mancanza di velivoli nella sua base. Dopo salvò dalla fucilazione per l'inatteso aiuto di un
l'Armistizio, si unì alla Resistenza e formò una capitano delle Ss. Dopo la Liberazione, Fassino
banda di partigiani che raggiunse 500 effettivi divenne imprenditore e si dedicò alla politica
locale, diventando membro del Consiglio della
nel 1944 e venne quindi divisa in tre tronconi,
uno dei quali al comando di Fassino. La banda si Comunità della bassa Valle di Susa e Cenischia.
mise in luce grazie ad azioni tanto efficaci quan- Morì prematuramente nel 1966 e nel 2005 gli è
to spesso prive di pianificazione e, proprio per stato intitolato l'auditorium del Centro polifun-
questo, foriere di rischi per i civili. Nel maggio zionale "La Fabrica" di Avigliana.
del 1944 l’uccisione di due ufficiali tedeschi in
Tappa 8
seguito a un rastrellamento causò una forte rap-
presaglia contro i civili. Nella prima metà di giu- COAZZE - PALAZZINA SERTORIO
gno, il gruppo di Fassino si organizzò come 41ª Dedicata a Sergio De Vitis
brigata Garibaldi "Carlo Carli" che ad Avigliana Sergio De Vitis nacque a Lettopalena nel 1920 e
si impegnò in un attacco contro il Dinamitificio frequentò l'Accademia militare di Modena. Nel
Nobel e la stazione ferroviaria. Respinto, il grup- 1942 fu assegnato al 3° reggimento alpini e in-
po iniziò a ritirarsi ma venne sorpreso dall'ar- viato in Montenegro, dove si trovò a fronteggia-
rivo di un convoglio di rinforzi fascisti. Grave- re la guerriglia dei partigiani jugoslavi contro le
mente ferito, Fassino fu arrestato e condotto a truppe d'occupazione italiane. Rientrato in Italia,
CRONACHE DA PALAZZO CISTERNA 17I SENTIERI DELLA RESISTENZA
del 1943, venne rinchiuso nelle Carceri Nuove
di Torino. Riottenuta la libertà, tornò ad opera-
re con la propria banda nella media Val Chiso-
ne e nel Pinerolese, fino ad essere chiamato, al
momento della costituzione del comando della
4ª zona militare piemontese nella seconda metà
del ’44, a capeggiare la 5ª banda “Fratelli Caffer”,
attestata lungo la fascia prealpina tra Cumiana
e Pinerolo. Eugenio Juvenal cadde il 4 novembre
1944 a San Martino di Cantalupa, con l’amico e
raggiunse l'amico e commilitone Nino Criscuolo,
che aveva preso il comando della banda parti-
giana dislocata a Cumiana. De Vitis fu assegnato
al comando di una banda schierata nella zona di
Forno di Coazze. Nell'operazione Habicht, la sua compagno d’arme Adolfo Serafino e altri quat-
banda si spostò in quota ma fu sorpresa da una tro partigiani. Alla sua morte, il comando della
colonna nemica e perdette parecchi uomini. De “Fratelli Caffer” fu assunto da Rodolfo Sacco.
Vitis decise di attaccare la polveriera di Sangano Dopo la Liberazione gli fu assegnata la meda-
per rifornirsi di esplosivi e armi ma cadde con glia d'argento al valor militare alla memoria e gli
sei partigiani. Dopo la Liberazione, alla memoria vennero dedicate una via centrale a Pinerolo e la
De Vitis fu assegnata la medaglia d'oro al valor scuola elementare di Roure.
militare.
Tappa 10
Tappa 9 CHASTEIRAN - PEROSA ARGENTINA
PALAZZINA SERTORIO - CHASTEIRAN Dedicata a Maggiorino Marcellin “Bluter”
Dedicata a Eugenio Juvenal Maggiorino Marcellin nacque nel 1914 a Seytes
Eugenio Juvenal nacque a Chargeoir (oggi Ro- in val Troncea, in una famiglia socialista pove-
reto) di Roure nel 1923. Formatosi all’Accade- rissima. Subì con i genitori l'esilio in Francia e,
mia Aeronautica di Caserta, entrò prestissimo tornato in Italia, diventò maestro di sci a Sestrie-
nelle file della Resistenza, formando assieme al re. Rimasto in contatto con i circoli degli emi-
compaesano Fiore Toye un gruppo che riuniva grati antifascisti a Cannes e Lione, fu arrestato
elementi locali, studenti torinesi o pinerolesi e al ritorno da un viaggio oltralpe per propaganda
giovani ufficiali dell’Aeronautica e della Caval- antifascista. Arruolato nel 3° Reggimento alpini
leria. Arrestato con Toye già alla fine di ottobre di stanza a Pinerolo, tra richiami e punizioni per
18 CRONACHE DA PALAZZO CISTERNAI SENTIERI DELLA RESISTENZA
il suo antifascismo venne comunque promosso Tappa 11
sergente grazie alla sua abilità di sciatore. Parte- PEROSA - RUÀ DI PRAMOLLO
cipò alle campagne militari in Francia e in Gre- Dedicata a Paolo Favout "Poluciu"
cia, quindi venne rimpatriato per essere stato Paolo "Poluciu" Favout nacque a Bricherasio nel
ferito in Albania. Dopo l'armistizio dell'8 set- 1919 e diventò un ebanista a Torino prima di
tembre 1943, si unì ai partigiani nascondendosi essere chiamato alle armi nel giugno del 1940.
nei boschi e formando la brigata Autonoma "Val Durante la guerra contro la Francia, venne in-
Chisone". Riorganizzò la brigata dopo il rastrel- quadrato nel 3° reggimento Alpini e combattè
lamento nazifascista del marzo 1944. Durante nella valle del Guil. Nel 1942 fu dislocato in Bo-
l'operazione Nachtigall, la brigata perse la sua snia-Erzegovina e, ferito in un combattimento
"zona libera". Marcellin riorganizzò la forma- contro i partigiani jugoslavi, venne congedato e
zione come Divisione autonoma "Val Chisone" rimpatriato. Tornato a casa, si dedicò all'attività
e lottò contro l'avanzata nemica. Dopo la fine antifascista e diventò un punto di riferimento
della guerra, si occupò delle relazioni con gli per i giovani ribelli della Val Pellice. Con Roberto
Alleati e con il comando della 4ª zona militare Malan e Jacopo Lombardini gestì il comando mi-
del Piemonte. Ferito due volte in scontri con i litare della Resistenza in Val Pellice e, nel genna-
nazifascisti, Maggiorino Marcellin ha ricevuto la io del 1944, dalla Val d'Angrogna condusse una
medaglia d'argento al valor militare e la bronze cinquantina di ribelli a battersi nelle vicine valli
star alleata. San Martino e Germanasca. Proprio in quest'ulti-
ma, nel marzo del 1944, organizzò la banda par-
tigiana al suo comando come brigata Giustizia
e Libertà "Val Germanasca". Rimasto ferito pochi
mesi dopo, rientrò a guidare dopo la guarigione
una formazione di Giustizia e Libertà, la brigata
"Val Pellice", e infine assunse il comando della
5ª divisione Giustizia e Libertà "Sergio Toja" il
30 novembre. Dopo la Liberazione, costituì con
altri partigiani la Cooperativa Trasporti "La Pi-
nerolese". È morto a Luserna San Giovanni nel
2006. Oggi importanti fondi di documenti a lui
appartenuti sono conservati nell'Archivio dell'I-
stituto Piemontese per la Storia della Resistenza
e della Società Contemporanea di Torino e pres-
so il Centro di documentazione di storia con-
temporanea e della Resistenza di Luserna San
Giovanni.
CRONACHE DA PALAZZO CISTERNA 19I SENTIERI DELLA RESISTENZA
Tappa 12 a mezza strada tra il commissario politico e il
RUÀ DI PRAMOLLO - RIFUGIO BARFÈ cappellano. Fu catturato durante un rastrella-
Dedicata a Jacopo Lombardini mento nel marzo del 1944 e interrogato sotto
Jacopo Lombardini nacque nel 1892 a Gragnana, tortura. Venne poi trasferito alle Carceri Nuove
in provincia di Lucca, in una famiglia di cavato- di Torino e deportato nel campo di sterminio di
ri di marmo. Cresciuto in un ambiente sensibile Mauthausen, dove morì il 25 aprile 1945. Jacopo
alle idee mazziniane e repubblicane, in occasio- Lombardini affrontò il periodo di prigionia con
ne della Prima guerra mondiale si schierò con grande dignità, dando prova di fede e dirittura
gli interventisti, ma senza riuscire a partecipare morale. Fino alla fine, cercò di portare assisten-
al conflitto. Dopo la fine del conflitto, proseguì za religiosa, conforto spirituale e sostegno mo-
la collaborazione con i repubblicani e subì in rale ai suoi compagni di sventura. Ha ricevuto la
più occasioni le aggressioni delle squadracce fa- medaglia d'argento al valor militare e il Comune
sciste. In questo stesso periodo, attraversò una di Gragnana gli ha dedicato una lapide e la scuo-
profonda crisi religiosa che sfociò nell'adesio- la primaria, mentre a Cinisello Balsamo è stato
ne alla Chiesa riformata. Nel 1923 si trasferì a dedicato un centro culturale impegnato nel so-
Roma per formarsi teologicamente alla Facoltà stegno ai migranti.
valdese e nel 1941 divenne istitutore nel Con-
vitto valdese di Torre Pellice, dove seppe con- Tappa 13
quistare la stima e l'amicizia di molti giovani. RIFUGIO BARFÈ - PIAN PRÀ
Dopo l'8 settembre 1943, aderì senza esitare alle Dedicata a Orlando Buffa
formazioni di Giustizia e Libertà della Val Pelli- Orlando Buffa nacque a San Giovanni di Luser-
ce, unendosi alle bande partigiane. In montagna, na nel 1921 da una famiglia di contadini. Alla
assunse un ruolo che potrebbe essere definito fine dell'estate del 1943, si unì a uno dei primi
20 CRONACHE DA PALAZZO CISTERNAI SENTIERI DELLA RESISTENZA
cascina Bertona presso la frazione Olmetto di
Bagnolo Piemonte. Lì, aderì alla Resistenza con
il nome di battaglia "Romanino".
In seguito, divenne vicecomandante del distac-
camento della Prabina - località del Comune di
Bagnolo posta a monte della frazione Olmetto -,
guidato da Vincenzo Modica “Petralìa”. Insieme,
si riunirono a Pian Porcile e poi si insediarono
gruppi di ribelli in Val Pellice, guidato da Paolo
Favout e composto prevalentemente da giovani
artigiani e agricoltori di Torre Pellice e Luserna.
In poco tempo, la banda di Buffa divenne una
tra le più importanti della Resistenza pinerole-
se, impegnata in azioni pericolose come l'elimi- nell'alpeggio della Galiverga. La formazione si
nazione di spie e il supporto al Gruppo Inten- ingrandì fino a contare un centinaio di effetti-
denza nell'approvvigionamento di cibo per la 5ª vi, che divennero 500 dopo l'effetto dei bandi
Divisione Giustizia e Libertà. Dopo la morte di di leva della Repubblica sociale italiana. Durante
Sergio Toja, Buffa assunse la guida del Gruppo questo periodo, l'alta valle fu dichiarata "zona
Intendenza, composto da una settantina di uo- libera" e amministrata da una giunta di partigia-
mini. Nel gennaio del 1945, Buffa venne sorpre- ni e civili. Abruzzese assunse il comando del
so da un rastrellamento di brigatisti neri guidati battaglione "Carlo Pisacane" insediato in Val Lu-
da Spirito Novena e ucciso. Negli ultimi mesi del serna. Tuttavia, nel periodo tra ottobre e novem-
conflitto, in suo onore fu intitolata la formazio- bre, perse il rango di comandante del "Pisacane"
ne partigiana che operava nel Vigonese e nella a favore di Riccardo Di Nanni, per essersi inna-
pianura pinerolese. morato di una prigioniera fascista. In questo
stesso periodo, dopo la creazione dell'8ª zona
Tappa 14 militare piemontese, la 1ª divisione Garibaldi fu
progressivamente pianurizzata. Il comando, af-
TORRE PELLICE – RORÀ fidato a Petralìa, si spostò a Villafranca Piemon-
Dedicata a Mario Abruzzese te, mentre la 4ª brigata "Cuneo" si trasferì nell'A-
Mario Abruzzese nacque a Nettuno, in provincia stigiano. Solo l'ex battaglione "Carlo Pisacane",
di Roma, nel 1920. Studente universitario di chi- rinominato 105ª brigata Garibaldi, è rimasto in
mica, prestò servizio di leva come sottotenente Val Luserna fino alla Liberazione.
nel Nizza Cavalleria di Pinerolo. Dopo l'8 settem-
bre 1943 rifiutò di sottomettersi al nazifascismo Le biografie dei Partigiani sono state tratte
e si nascose con un gruppo di commilitoni nella dal sito www.sentieriresistenti.org
CRONACHE DA PALAZZO CISTERNA 21I SENTIERI DELLA RESISTENZA
Un fumetto sui partigiani
della Val Sangone, per non dimenticare
R
accontare la storia, quella dei territori, re di realizzare con quell’impostazione un’altra
e la lotta di liberazione in Val Sangone storia, una vicenda fondamentale per il nostro
dura e tragica, fra l’8 settembre 1943 Paese: la liberazione e il raggiungimento della
e il 25 aprile 1945, con un linguaggio pace e della democrazia.
nuovo e di facile uso come quello del fumet- Importante è stata l’adesione della Città metro-
to. Farlo attraverso testi, tavole, disegni, inse- politana di Torino che ha subito apprezzato il
rendo cartoline dei luoghi, fotografie originali progetto e l’ha sostenuto con i fondi del piano
e dell’epoca, immagini di oggetti e cimeli. È que- tematico Pa.C.E. del programma transfrontalie-
sto il lavoro che è stato compiuto dall’Ecomu- ro Alcotra Italia – Francia.
seo della Resistenza della Val Sangone attraver- Nel corso dell’attuale anno scolastico i ragazzi
so il coinvolgimento e l’attività di due classi, la e le ragazze hanno così ripercorso la storia
2G e la 2H, dell’Istituto Superiore Blaise Pascal di Sergio De Vitis, militare degli Alpini e co-
di Giaveno, con le quali è stata realizzata la mandante partigiano della Resistenza in Val
graphic novel “Sergio e Reginalda: storia della Sangone, colpito a morte dal nemico insieme
resistenza in Val Sangone”. ad altri compagni il 26 giugno 1944 mentre
Un impegno articolato che ha interessato do- era impegnato a mantenere un caposaldo per
centi, referenti dell’Ecomuseo e della Città di proteggere la ritirata della
Giaveno, lo storico Gianni Oliva, sua formazione, presso la
disegnatori, polveriera di Sangano, e
scrittori, Co- quella di Reginalda San-
muni, enti e tacroce, giovane mae-
altre collabo- stra nella piccola scuola
razioni. pluriclasse del Forno
L’idea che di Coazze. Due perso-
ha portato al naggi assunti a simbolo
progetto è del nuovo allestimento
nata dal libro dell’Ecomuseo della
“Heimat” di Resistenza con sede a
Nora Krug. La Coazze.
conoscenza di Un volume che potrà
quel lavoro così essere un utile stru-
attento e plu- mento di conoscen-
rale sulla storia za della storia e di
di una giovane riflessione, vivo e
donna alla ricerca fertile, per anima-
delle proprie radi- re altre narrazioni
ci che affondano e mettere a valore
nella Germania hit- la memoria, chiave
leriana e la raccolta della porta per
di materiali diversi costruire il futu-
e di memorie inclu- ro, “per non di-
se nel volume hanno menticare”.
offerto uno spunto Alessandra Maritano
attraente e molto ef-
ficace per immagina-
22 CRONACHE DA PALAZZO CISTERNAI SENTIERI DELLA RESISTENZA
Foto di Zahra Boukachaba
Venerdì 12 maggio 2023 ore 19
Palazzo Cisterna, sede aulica della Città metropolitana di Torino
via Maria Vittoria, 12 - Cortile d’onore
CO.ME. Comunità di Memoria. Fare la Storia - Fare l’Europa
Incontro pubblico, testimonianze, dibattito,
proiezione video del viaggio a Cracovia, Auschwitz e Birkenau
Un progetto di Con
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