PROGRAMMAZIONE DELLE ATTIVITA' EDUCATIVE ANNO SCOLASTICO 2020-2021 - Comune di ...

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PROGRAMMAZIONE DELLE ATTIVITA’ EDUCATIVE
           ANNO SCOLASTICO 2020-2021

Comune di Moncalieri
Asilo nido “Il Piccolo Principe”
Via Ungaretti, 24
10024 Moncalieri
Tel. e fax 011/642543
mail: asilo.piccoloprincipe@comune.moncalieri.to.it

Direttore educativo: dott. ssa Giuliana Rana
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PIANETA PECORA

Educatrici: Comparetto Sonia, Ripani Silvia, Scalvini Roberta, Sclerandi
           Martina

Bambini: n. 12 di età compresa tra i tre e i quindici mesi al momento
        dell’inserimento
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Descrizione del contesto:

La sezione Pecore accoglie 12 bambini dai 3 ai 14 mesi al momento dell’inserimento.
Questo ciclo è iniziato con bambini di età compresa dai 6 agli 11 mesi.
La sezione è strutturata in angoli specifici per le attività ludico-educative: l’angolo morbido,
l’angolo senso-motorio e l’angolo simbolico. La sezione ha un antibagno con un lavandino a
misura di bambino per l’igiene personale delle mani e del viso. Il bagno ha tutto l’occorrente per
l’igiene personale: un fasciatoio, una vaschetta, quattro water piccoli e un mobile diviso in 12
scomparti ognuno contenente il corredo personale dei bambini. In sezione è presente una zona
per la preparazione delle pappe e uno sgabuzzino. La zona nanna è una stanza unica con 12
lettini in legno. Di fronte alla sezione c’è il giardino ed è di facile accesso grazie alle grandi porte-
finestre che rendono molto luminoso l’ambiente.

Obiettivi della Progettazione:

Questo è un anno molto particolare a causa della pandemia di Coronavirusdisease-19. Per
questo motivo il progetto educativo 2020-2021 si basa sull’Outdoor Education (educare
all’aperto) e la sua caratteristica è di prevedere moltissime esperienze educative nell’ambiente
esterno in tutte le stagioni dell’anno, cercando di superare il timore che stare fuori possa far
ammalare i bambini. L’eccessiva preoccupazione da parte dell'adulto ostacola il bambino nel suo
processo di crescita e limita la fiducia nelle sue capacità.
Le esperienze in natura offrono un setting diverso dal gioco in sezione e, se vissute con
continuità e con educatori attenti a promuoverle e sostenerle, apportano diversi benefici :
benessere psico-fisico, sviluppo sensoriale, maturazione cognitiva, socializzazione e senso di
appartenenza. Il movimento all’aperto, fin dai primi anni di vita, svolge anche una funzione
protettiva contro l’obesità; il bambino che fa esperienze diverse e gratificanti sviluppa la
sicurezza di sé e una maggiore gestione delle situazioni difficili in autonomia, contando sulle sue
potenzialità. Gli spazi aperti, inoltre, incoraggiano a sviluppare migliori qualità motorie
grossolane e fini attraverso delle esperienze difficilmente replicabili negli spazi chiusi.
L’esposizione alla luce solare favorisce la produzione di vitamina D dando benefici alle ossa e si
riducendo l’incidenza delle malattie delle vie respiratorie.
I destinatari del nostro progetto sono i 12 bambini che, suddivisi in piccoli gruppi, compongono
la sezione. Il nostro progetto si basa sull’Experiential Education (educazione esperienziale)
attraverso:
- percorsi sensoriali;
- manipolazione di materiali naturali;
- vasche con all’interno materiali naturali;
- raccolta dei materiali;
- passeggiate intorno all’asilo nido;
- giochi d’acqua;
- piantare piantine e osservare i processi naturali di crescita.
Gli stimoli esperienziali, tenendo conto dell’età dei bambini in sezione, si basano sullo sviluppo
dei cinque sensi:
- tatto: confronto tra gli elementi presenti in natura attraverso la costruzione di pannelli
sensoriali, tavoliere, etc..
- vista: costruzione di percorsi d’acqua, travasi, etc..
- udito: confronto tra i suoni presenti in natura e costruzione di pannelli musicali e del suono
- gusto e olfatto: orto
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L’obiettivo di tutte queste esperienze è l’Environmental Education (educazione ambientale) con
la finalità di educare alla conoscenza dell’ambiente e alla valorizzazione della natura.

Abbiamo deciso di riassumere il progetto educativo attraverso la rappresentazione grafica della
margherita perché è il fiore della purezza, della delicatezza, della semplicità, dell’amore fedele e
della pazienza; tutte caratteristiche che ci rappresentano sia in ambito professionale sia come
persone. Le radici del fiore, con i cinque sensi, costituiscono la base di partenza del nostro
progetto. Attraverso il nutrimento, cresce lo stelo (l’outdoor education) e la foglia (l’experiental
education) che danno vita ai petali e al pistillo (i benefici naturali e l’obiettivo finale del
progetto).

Documentazione:

La documentazione è uno strumento per fare memoria delle esperienze e della vita all’interno
dell’asilo nido. La documentazione avverrà attraverso foto, video e la successiva creazione di
pannelli esposti nel corridoio del nido di fronte agli armadietti e alla porta d’ingresso della
sezione.

Proposta iniziale:

La nostra proposta iniziale è di far conoscere nella sezione, ambiente già consolidato e
rassicurante, i materiali naturali, in modo tale da creare un ponte e/o contatto tra il mondo
interno e il mondo esterno.

Individuazione delle risorse:

   1.   Risorse umane: educatrici di sezione;
   2.   Materiali e strumenti: materiali naturali;
   3.   Spazi: sezione e giardino;
   4.   Rapporto con il territorio: passeggiate intorno all'asilo nido;
   5.   Spese: innaffiatoi, terra, semi,piantine di fiori, bacinelle, palette, vasi, rastrelli e setacci.
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PIANETA ELEFANTE

Educatrici: Camagnoli Elisa, Russo Giada, Vacca Ilaria, Visconti Maria
            Grazia

Bambini: n. 17 dai quindici mesi al momento dell’inserimento
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CONTESTO:
La sezione è composta da 18 bambini da 1 a 3 anni. Gli spazi di pertinenza sono: un grande
salone diviso per angoli gioco ad apprendimento specifico, la stanza nanna, composta da due
ambienti, l’antibagno e il bagno. La sezione ha accesso diretto al giardino che è attualmente
diviso in tre parti di modo da permettere alle 3 sezioni verticali del nido Piccolo Principe di
accedervi tutti i giorni della settimana, rispettando il distanziamento tra bolle differenti.

Sull’urgenza della tutela della salute e del contenimento della pandemia si è innestata, in
quest’anno educativo, la volontà di lavorare sullo spazio esterno facendosi guidare dai principi e
dai valori propri dell’outdoor education.

L’outdoor education è un orientamento pedagogico che si riferisce ad una vasta area delle
pratiche educative accomunate dall’idea centrale che l’ambiente esterno è un ambiente
fondamentale per i processi di sviluppo del bambino, è un luogo privilegiato di cui i bambini non
possono fare a meno per la loro formazione e la loro crescita. L’outdoor education non definisce
il come, non è un metodo, ma si concretizza laddove l’educatore mette al centro del proprio
pensiero e del proprio progetto quotidiano il bambino in relazione all’ambiente esterno.
                                              Per lavorare con un approccio di outdoor education
                                              l’adulto educatore deve essere fortemente connesso
                                              con l’ambiente esterno. L’apprendimento in natura
                                              sostenuto dall’adulto è possibile solo se l’adulto è in
                                              sintonia con l’ambiente naturale, se sente su di sé
                                              l’effetto benefico di quell’ambiente. L’adulto deve,
                                              perciò, percepire la potenza didattica dell’ambiente
                                              esterno e mettere in campo la sua personale energia
                                              psichica nei confronti della natura (biofilia: potenziale,
                                              tutto ciò che predispone l’uomo ad essere connesso
                                              con l’ambiente.).
                                              Come adulti dobbiamo provare a ritrovare e nutrire
                                              questa potenzialità, questa energia psichica. Questo è
                                              il prerequisito per poter progettare percorsi educativi
                                              in natura.
I pilastri dell’educazione in natura sono:
      L’immersione nel selvatico: l’interazione dei bambini con l’ambiente sostiene percorsi di
         apprendimento completi. Al centro non c’è il bambino ma l’interazione tra il bambino e
         l’ambiente.
      L’importanza del gioco spontaneo: non si progettano attività/laboratori ma esperienze e
         si fanno rilanci rispetto a ciò che emerge e viene portato dai bambini stessi.
Per l’essere umano lo stare in un ambiente naturale crea una condizione di apprendimento
inconsapevole che va a rilassare tutta quella parte di apprendimento consapevole che non può
essere sostenuto per lungo tempo e che provoca forti tensioni.
L’educazione in natura si fonda sulla convinzione che tutti gli apprendimenti scaturiscono e sono
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sostenuti dalla motivazione intrinseca ad ogni bambino che si esprime attraverso i suoi interessi.
L’educatore che educa in natura deve, perciò, assumere un atteggiamento non direttivo e
lasciare largo spazio al gioco spontaneo di modo che ogni bambino possa interagire con
l’ambiente con i tempi e le modalità che preferisce. L’adulto deve predisporsi all’imprevisto, alla
impossibilità di avere tutto sotto controllo. La progettazione in natura deve cominciare da una
profonda conoscenza dell’ambiente esterno, per valutarne limiti, risorse ed eventuali rischi. Lo
stare all’esterno chiede all’educatore di lasciare andare i limiti e gli orari che ci si impone
all’interno, di aprirsi all’imprevedibilità. I tempi dei bambini fuori sono tempi maggiormente
dilatati rispetto a quelli previsti e ottenuti all’interno.
La curiosità nell’ambiente esterno viene sollecitata e soddisfatta in così tanti modi diversi che il
litigio è notevolmente ridotto, inoltre, i bambini hanno negli spazi aperti una naturale
predisposizione al distanziamento.
Nell’ambiente esterno i bambini attingono a tante risorse, sollecitano e affinano tutti i sensi e la
psicomotricità trova espressione completa. Nello spazio esterno ha possibilità di esprimersi e
definirsi il bambino scienziato, il bambino esploratore, il bambino raccoglitore.

Gli elementi essenziali dell’outdoor education sono:
     Esplorare in modo libero dalla mediazione adulta
     Ricercare liberamente risposte personali ai bisogni conoscitivi
     Formazione di aggregazioni spontanee che danno vita a progetti grandiosi (questo punto
        viene limitato in questo anno in corso dall’impossibilità di incontrare e conoscere
        bambini ed adulti appartenenti a sezioni differenti)
     Ampio spazio al gioco libero che ha un potere altamente formativo
     Opportunità di potersi misurare con il rischio. L’ambiente deve essere privo di pericoli
        non di rischi. Il rischio è una grande occasione di apprendimento; affina la capacità
        valutativa e la capacità di scelta, sostiene l’autostima e aumenta il senso di autoefficacia.
Una relazione educativa che vive in un ambiente naturale comprende emozioni, eventi, oggetti
sicuramente meno conosciuti. Ecco che frequentare lo spazio esterno con continuità senza
lasciarsi condizionare troppo dalle condizioni atmosferiche o dalla primitività di alcuni contesti
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può consentire alle professionalità educative di uscire da schemi e ruoli, dando piena fiducia alle
capacità del bambino. L’educatore che sa accettare il proprio ruolo e sa stimolare esperienze
all’aria aperta non è un irresponsabile o un superficiale; è in realtà un regista meticoloso e
scrupoloso, che interviene senza ansia e senza paura ancor prima che l’azione possa diventare
pericolosa, senza inibirla, ma la modifica, la ri-orienta.
Appare, quindi, sempre più essenziale un modello del possibile in grado di mostrare come si
possano trovare con il proprio ingegno nuove forme e funzionalità in ogni cosa. Un intervento
educativo dovrebbe realizzarsi attraverso il linguaggio delle cose concrete, perché nella
relazione col bambino è fondamentale interagire per mezzo di cose che concretamente si fanno
o si vivono insieme. Ci riferiamo ad “oggetti” che non si rompono, piuttosto muoiono, si
trasformano, nascono e crescono, s’ammalano e si seccano. Nella dimensione dello spazio-
giardino le variazioni che la natura ci mette a disposizione sono molteplici; temperature, luci,
colori, variazioni climatiche come pioggia, vento, sole, neve; il sentire il proprio corpo sudato,
libero, infreddolito, impegnato in uno sforzo. I bambini inventano giochi e ambientazioni di
fantasia. Gli spazi esterni sono privilegiati perché sono disponibili a “lasciarsi fare” e i bambini
sono motivati dal loro interesse, sollecitati a prendere delle decisioni, a risolvere problemi. Gli
spazi esterni offrono occasioni che attivano pensieri, ragionamenti, domande, che invitano a
fare progetti e diventano un luogo di continuo scambio tra il dentro e il fuori, dove le cose si
trovano, si raccolgono, si portano e si modificano.
Materiali naturali, spazi odorosi, piante colorate, pavimentazioni differenti, luoghi riservati,
dislivelli del terreno, sono tutte condizioni da non trascurare per poter valorizzare le esperienze.
Raccomandazioni pratiche:
      È importante uscire con un piccolo gruppo o con un gruppo più numeroso ma
         accompagnato da più educatrici di modo da poter far fronte all’imprevisto senza inficiare
         la serenità del gruppo.
Le condizioni per vivere bene il fuori vanno create già stando dentro (ad esempio lavorando sul
saper stare in fila).
Educare in natura non significa portare i bambini a giocare in giardino ma esprimere
nell’ambiente esterno le proprie intenzionalità educative, pertanto come gruppo educativo
vogliamo proporre un ripensamento dell’area esterna che parta dall’osservazione di cosa c’è,
cosa è superfluo e cosa manca, per definire punti di interesse, valutare i rischi, comprenderne
le potenzialità e possibili sviluppi.
Il periodo che stiamo vivendo implica tutta una serie di nuove regole e restrizioni che limitano
non poco la libertà di movimento soprattutto in sezione e all’interno del Nido.
Per questo motivo si è pensato di sfruttare maggiormente lo spazio esterno sviluppando il
concetto di outdoor education.
Con questo termine gli educatori devono ricreare l’ambiente esterno allestendo spazi che
permettano ai bambini di apprendere, creando condizioni di stimolo, contatto, emozione,
sviluppo della creatività.
La progettazione per questo deve viaggiare di pari passo con l’ambiente interno.
Non ci sono prescrizioni o regole, l’educatore deve porre importanza all’ambiente naturale come
fonte di stimolazione sensoriale in cui si mettono in gioco vari stimoli:
      Sensoriali (olfatto, tatto, udito, vista e più limitatamente gusto)
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   Contatto con altri esseri viventi
      Relazione dei bambini con i veri elementi della natura
      Raccolta, collezione e categorizzazione dei vari reperti naturali
      Vivere la varietà dell’ambiente esterno in base ai periodi, stagioni notando la diversità, il
       cambiamento, il deperimento e il rinnovamento del giardino.

Per offrire tutto questo ai bambini è necessario avere un ambiente naturale equilibrato fra
ordine, dando al bambino regole per mantenersi in sicurezza, e disordine, per dare possibilità di
modificare, spostare, ricreare e fantasticare.

Alcuni esempi di attività possono essere:
     GIOCHI DI RISCHIO con tronchi e funi di varie misure allestiti per poter stimolare il senso
        dell’avventura.
     GIOCHI DI STIMOLAZIONE con teli e stoffe montati come tende per creare nascondigli e
        stimolare la creatività.
     GIOCO SIMBOLICO riproposto anche all’esterno per mantenere la continuità con lo
        spazio interno. Costruzione di cucine, lavanderie, tavoli.

      SPAZIO TATTILE con la creazione di buche, vasoni e contenitori di legno per offrire ai
       bambini la possibilità di manipolare, travasare, impastare terra, sabbia e acqua.
      CASETTE PER INSETTI E UCCELLINI per poter favorire la presenza nel giardino di insetti,
       farfalle, coccinelle e uccellini e permettere ai bambini di prendersene cura.
      ORTO E GIARDINO per condividere e utilizzare nuovi strumenti (palette, zappe, rastrelli,
       innaffiatoi) e interiorizzare i tempi della semina e raccolto e trasformare i prodotti
       (marmellate, infusi, acque profumate).

DOCUMENTAZIONE

La documentazione dà forma a quanto sperimentato e osservato, perciò si rivolge in primis alle
famiglie perché possano sentirsi partecipi dello sviluppo del progetto e possano avere una
finestra su quanto accade al nido in loro assenza.
Si rivolge altresì al personale educativo che fissando l’esperienza, esplicita i vissuti e rende
possibile in ogni momento la valutazione che, fondandosi su tracce concrete, permette un
rilancio specifico e ragionato.
Tipologia di documentazione:
     Pannelli: con materiale fotografico e scritti da appendere nel corridoio adiacente la
        sezione e, se possibile, in giardino (visibile dalla rampa di ingresso).
     Presentazioni: composte da fotografie, scritti e brevi video da condividere con le famiglie
        in occasione delle riunioni periodiche.

PROPOSTA INIZIALE:
Il giardino è attualmente allestito con giochi di plastica molto strutturati. Sono presenti alcuni
alberi ad alto fusto, un ulivo e una siepe che ne delimita il perimetro.
Vorremmo nel corso dei mesi invernali destrutturare il giardino sostituendo ai giochi già
presenti alcuni punti di interesse realizzati con materiali naturali che facilitino esperienze
diverse e sempre nuove, non aprioristicamente definite.
Questo progetto mira all’inclusione delle famiglie, viste non solo come utenti di un servizio ma
quali co-costruttrici dello stesso. Il loro coinvolgimento avverrà in fase di progettazione, sviluppo
e valutazione del progetto al fine di creare la sinergia necessaria affinché i bambini possano
goderne appieno, sostenuti dall’alleanza nido-famiglia e dal loro agire sinergico.
In particolare:
      GIOCO DI RISCHIO due funi che colleghino i due alberi di nostra pertinenza, una a 10 cm
         da terra e l’altra ad un metro d’altezza  scavalcare, saltare, arrampicarsi, percorrere la
         lunghezza sospesi
      GIOCO DI RISCHIO: più sezioni di tronco di diversa altezza disposte in cerchio  sedersi,
         salire e scendere, salire e saltare, salire e percorrere il cerchio
      GIOCO DI RISCHIO: 2 pile di pallet coperte da un foglio di compensato sotto la zona
         gazebo  salire e scendere, salire e saltare, passare dall’uno all’altro, base per
         attività/esperienze al tavolo
      ZONA SCAVO: da ricavare preferibilmente scavando direttamente il terreno o, qualora
         non fosse possibile, creando una struttura in legno ad hoc da riempire di terra
Sarebbe altresì importante aumentare la varietà della flora presente in giardino così che i
bambini possano godere di un ventaglio di esperienze maggiore.
Pertanto, si propone la piantumazione di:
      alcuni cespugli aromatici;
      salice piangente → una tana naturale
      albero di fico → perfetto per arrampicarsi.

RISORSE necessarie alla realizzazione del progetto
RISORSE UMANE: si richiede la collaborazione delle famiglie, oltre che del personale del nido,
per il recupero materiali e per il montaggio degli stessi.
MATERIALI E STRUMENTI: due/tre funi robuste (gomene delle navi); pallet/bancali e fogli di
compensato; sezioni di tronco; palette e secchielli.
SPAZI: l’allestimento è pensato per la porzione di giardino dedicata alla sezione ma può essere
esteso a tutto il giardino per poter permettere l’accesso a queste esperienze a tutti i bimbi del
nido.
SPESE: si confida di recuperare la maggior parte del materiale ma saranno presumibilmente da
acquistare i secchielli, le palette, le funi, il compensato per coprire i pallet e le piante da mettere
a dimora.

SVILUPPI FUTURI:
Nel medio periodo si pensava di proporre al gruppo sezione le seguenti esperienze:
     cucina di fango: da costruire con materiali di recupero vicino ad un punto acqua così da
      permettere ai bambini di sperimentare con più materiali aventi differenti proprietà;
     semina in vaso di fiori: ogni bambino avrà a disposizione un vaso in cui seminare alcuni
      semi di fiori primaverili. Le educatrici guideranno i bambini nella cura quotidiana del loro
      seme e sosterranno l’osservazione del cambiamento che avverrà grazie all’esposizione al
      sole e all’annaffiatura giornaliera (seme → germolio → pianta).
     Semina e piantumazione a terra o in vasca di piante dell’orto: dopo una prima
      sperimentazione all’interno del processo di crescita della pianta verrà proposta la stessa
      esperienza con piante che danno frutto di modo da poter sperimentare con tutti i sensi
      la portata del cambiamento che la cura permette → manipolazione della terra, messa a
      dimora dei semi/piantumazione delle piantine, annaffiatura giornaliera, eliminazione
      delle piante indesiderate, osservazione dei vari stadi di sviluppo della pianta,
      sperimentazione visiva, olfattiva e tattile dei fiori e dei frutti, utilizzazione di frutta e
      verdura prodotta in loco durante i pasti.
     Relazionarsi al naturale: raccogliere reperti naturali, collezionare, categorizzare e, di
      conseguenza, ragionare e meravigliarsi. Conoscere l’ambiente attraverso i suoi
      cambiamenti e rinnovamenti che avvengono nel corso del tempo e delle stagioni.
PIANETA VOLPE

Educatrici: Barisone Valentina, Furnò Carmen, Greppi Elena, Pia
           Giancarla e Rigoni Antonietta

Bambini: n. 18 dai quindici mesi al momento dell’inserimento
L’OUTDOOR EDUCATION

“La natura non ha fretta, eppure tutto si realizza”
Lao Tzu

L’outdoor education è un orientamento pedagogico ispirato all’apprendimento esperenziale di
D. Kolbe, di J. Dewey, di Piaget, di K. Lewin e di molti altri, che mette al centro dell’educazione
l’ambiente naturale esterno. Il bambino è protagonista attivo del processo educativo e
l’ambiente esterno diventa “spazio di apprendimento”.
All’aperto il bambino fa esperienze e conoscenze esprimendo numerosi linguaggi: emotivo,
sociale, motorio, creativo, espressivo.
In un ambiente naturale i piccoli rafforzano il proprio sistema immunitario, acquisiscono
consapevolezza dei propri limiti e capacità, si misurano con il rischio, sviluppano il pensiero
creativo, giocano in piena libertà, corrono, gridano gioiosamente, imparano il rispetto per
l’ambiente.
Nell’età dello sviluppo l’ambiente esterno favorisce una molteplicità di apprendimenti per via
spontanea e naturale che riguardano un ampio spettro di abilità adattative, fondate
biologicamente, prima ancora che culturalmente .
Consentire ai bambini di trascorrer tempi non residuali ma significativi all’aperto, è la condizione
fondamentale per affidare a loro stessi un’autonomia di azione e di relazione impossibile in
ambienti chiusi.
I bambini hanno indubbiamente bisogno di stare fuori, di giocare liberamente, di sperimentare
eventuali rischi e di imparare a relazionarsi con il mondo che li circonda, a rispettare la natura
perché ne fanno parte, ed è importante imparare a conoscerla e a rispettarla fin da piccoli
secondo il concetto di Biofilia, il sentimento di affinità che ci lega alla natura in un’educazione
improntata al rispetto per l’ambiente.
I bambini devono potersi sentirsi sempre parte della natura, vivere in essa non come elementi
estranei o dominanti ma come un tutt’uno.
Esplorare la vita e associarvisi emotivamente costituisce il succo dell’idea di Biofilia, elaborata
da Edward O. Wilson nel 1984, sostanziata dal fatto che “ gran parte della natura umana è stata
codificata nei nostri geni nei lunghi periodi in cui la nostra specie ha vissuto a stretto contatto
con il resto del mondo vivente”.
Ecco quindi presentarsi sulle vie dell’esplorazione il bambino, sensibile oltre ogni misura al
vibrare della vita altra e dell’universo di voci che gli si offre in ascolto.
Non c’è esploratore più attivo e aperto a ciò che è sconosciuto del bambino.
E’ nella sua natura avventurarsi sin da piccolo lungo la strada dell’apprendimento per dare
significato e collocazione al suo esistere, arricchendolo di emozioni, sintonie, competenze per
vivere al meglio il proprio habitat.
I bambini sanno vivere sentimentalmente ogni incontro con il manifestarsi della vita, cogliendo
stranezze e bellezza: partecipano, si immergono, manifestano empatia, osservano con sguardo
curioso, esplorano con tutti i sensi, confrontano, associano.
Se la vita è continua scoperta, bisogna garantire ai bambini il diritto di vivere una condizione di
costante esplorazione, individuando e creando contesti stimolanti, stando e ritornando sulle
cose, dandosi il tempo di osservarle nel loro mutare, in quel flusso che inevitabilmente le
cambia e ci cambia.
E’ partendo da considerazioni stimolanti che quest’anno proporremo ai bambini l’esperienza
dell’outdoor education.

FINALITÀ’

-Conoscenza di se stessi, delle proprie capacità e dei propri limiti
-Sviluppo del concetto di sé come soggetto capace
-Sviluppo del concetto di sicurezza e di salvaguardia di se stessi
-Sviluppo di conoscenza e rispetto verso l’ altro esterno da sé in qualità di essere vivente
(persona, pianta, animale)
OBIETTIVI

Gli obiettivi sono ampi e generici e vanno a toccare tutte le aree, essendo questo progetto
destinato all’intera persona, comprensiva di tutti gli aspetti (affettivi, cognitivi, motori,
sensoriali).
Quelli specifici riguardano le singole attività proposte:
-Acquisizione di piccole autonomie nelle fasi di preparazione all’uscita e al rientro in sezione,
nonché durante il momento dell’igiene personale
-Conoscenza ed esplorazione dell’ambiente naturale attraverso i cinque sensi (percezione del
cambiamento della temperatura esterna, constatazione delle diverse percezioni tattili,
riconoscimento di varie categorie di elementi naturali, sperimentazioni motorie del proprio
corpo nello spazio, utilizzo del linguaggio verbale per nominare gli elementi circostanti,
verbalizzazione di stati d’animo ed emozioni provate, sperimentazione del prima e del dopo
attraverso l’osservazione della natura e dei suoi fenomeni.

METODO

Si basa sull’apprendimento esperienziale, sull’azione diretta, sul ruolo del bambino da
protagonista attivo.
Un antico proverbio giapponese recita: "Chi ascolta dimentica, chi vede ricorda, chi fa impara."
L'esperienza diretta è uno dei principi fondamentali della pedagogia: fare per capire. Si
apprende in modo autentico solo da ciò che ci interessa, che attira la nostra curiosità, che ci fa
emozionare, ed ognuno ha il proprio percorso unico e speciale, senza giusto o sbagliato. Offrire
ai bambini proposte ed opportunità di educazione all'aperto implica il presupposto che fare
educazione significa far fare esperienza, ed in seguito rielaborare tutto ciò che si è conosciuto
col corpo, coi cinque sensi, col movimento, cioè sperimentato direttamente.

ATTIVITÀ’

Di seguito illustriamo alcune attività che quest’anno intendiamo proporre ai bambini nell’ottica
dell’outdoor education:
Esplorazione dell’ambiente naturale

Nel nostro giardino i bambini possono incontrare alcuni piccoli animali come le lumachine, le
formiche, le farfalle, gli uccellini, i bruchi, le lucertole. Ciò favorisce un elemento di scoperta e
primo approccio con animaletti che vivono all’aperto e non sono domestici.
I bambini sono curiosi e noi li invogliamo ad osservare ciò che fanno questi animali, attuiamo
proposte di dialogo con i bambini su come vedono questi esseri, sulle attenzioni che bisogna
porre nei loro confronti, accogliamo le reazioni sui loro primi approcci con la vita e la morte,
come per esempio una chiocciolina schiacciata da un altro bambino.
Cerchiamo di aiutare i bambini ad iniziare ad avere il pensiero di come la natura muti a
prescindere dal nostro volere: gli animali si muovono e vanno dove vogliono, anche se il
bambino li vorrebbe magari sempre davanti a sé, un po' come la mamma che non può essere
sempre presente vicino a loro.

Attività strutturate fuori-dentro

Proporremo ai bambini attività che colleghino l’ambiente esterno con quello interno in un’ottica
di correlazione tra i due spazi, con collegamenti con attività di lettura, musicali, manipolative,
grafico pittoriche.
Partiamo dall’osservazione in giardino degli elementi naturali come le foglie, le pigne, il trifoglio:

                                                    li osserviamo, han colori e forme diverse, sono
                                                    puliti o sporcati dalla terra, sono interi o rotti,
                                                    fan rumore

                                                    li manipoliamo, ci giochiamo, lanciamo le
                                                    foglie o facciamo rotolare le pigne, le
                                                    rompiamo, le impiliamo

                                                    In seguito li portiamo in sezione e:
                                                    li osserviamo con la lavagna luminosa,
                                                    o li coloriamo,
                                                    o li incolliamo,
                                                    o creiamo un tappeto di foglie e ci
                                                    camminiamo sopra per sentire che rumore
                                                    fanno,
                                                    cantiamo una canzone su di essi.

Percorsi e attività motorie

I bambini han bisogno di correre, saltare, di sfogarsi e socializzare.
L’obiettivo principale dell’attività motoria, oltre all’acquisizione di competenze, è quello di
interagire con gli altri attraverso il gioco, la condivisione e le regole.
Il movimento è per i bambini la via principale attraverso la quale fare esperienze, costruire la
propria identità, provare piacere, interesse, ed anche sfogarsi.
Le abilità motorie fondamentali come l’equilibrio, la locomozione e la differenziazione motoria
servono ai bambini a percepire il mondo.
Nei bambini il movimento inizia con uno scopo preciso come prendere qualcosa, spostarsi,
salire, scendere.
Il bambino così modifica il mondo tramite il movimento e il movimento gli consente di adattarsi
al suo ambiente.
Creando situazioni motorie di equilibrio/disequilibrio, tensione/distensione, i bambini possono
crearsi un proprio mondo tramite l’esperienza diretta, influenzarlo, costruirlo, modificarlo
attraverso la scoperta dell’ambiente circostante, imparando a padroneggiare i movimenti.
I bambini hanno bisogno di immergersi nella natura, di viverla in libertà e per questo bisogna
organizzare lo spazio esterno per renderlo un luogo di scoperta e avventura.
Bisogna rendere il giardino multifunzionale, in modo che i bambini siano invogliati a correre,
saltare, rotolarsi.
Lo spazio esterno va modificato, creando percorsi e ostacoli dove il bimbo si possa mettere alla
prova e sviluppare competenze, con l’ausilio di materiali come tronchi, pietre di grandi
dimensioni, pneumatici delle auto disposti in modi diversi.
Si possono anche creare delle tende con bastoni di legno e stoffe.
Lo scopo fondamentale sarà quello di creare uno spazio ricco, diversificato e stimolante che
permetta a tutti i bambini di vivere i momenti e i movimenti in giardino come una fonte di
incitamento per sviluppare abilità motorie e sensoriali.

Creazione di un sentiero sensoriale

Con contenitori di legno o cassette della frutta creeremo un sentiero sensoriale composto di vari
materiali.

In ogni cassetta verrà messo un elemento naturale come paglia, sabbia, foglie, pietre.
I bambini verranno invitati a toccare con le mani i vari elementi delle cassette, a giocare,
manipolare.
Potranno percorrerlo a piedi nudi, per percepire, con una parte del corpo più sensibile al tatto,
varie sensazioni , duro, morbido, liscio, ruvido, tiepido, freddo.

Creazione di un angolo per il gioco simbolico, di un pulmino e di una pista per macchinine

Grazie alla collaborazione di un nonno verrà costruito un bancale con funzione di cucina di
legno, per permettere ai bambini di giocare a preparare la pappa all’esterno con gli elementi che
offre la natura, come l’erba, le foglie, la terra.
Inoltre una famiglia della sezione si è resa disponibile a costruire un piccolo splendido pulmino
di legno per far giocare i bimbi in giardino.
Usando delle mattonelle di pietra o di legno si potranno creare delle piste per giocare all’esterno
con le macchinine, o per giocare a far rotolare le pigne, le noci o altri oggetti.

Orto in condotta

Provate a pensare allo stupore di un bambino che mangia un pomodorino che lui stesso ha
piantato, ha innaffiato e ha osservato mentre cresceva. O alla meraviglia di poter mettere un
semino nella terra, osservarlo crescere pian piano e con pazienza e gioia vedere che ad un certo
punto spunta un fiorellino.

L’ attività che proporremo, importante e ricca di soddisfazioni per i bambini , è l’ortocoltura.
Essa:
   •    stimola l’area di sviluppo cognitivo nelle azioni di semina e memoria della piantina
        messa nella terra,
   •    favorisce le relazioni sociali nella realizzazione insieme di un’attività comune,
   •    funge da stimolo per l’area linguistica e comunicativa, in quanto i bambini vengono
        invitati ad esprimere le loro osservazioni,
   •    favorisce lo sviluppo dell’autostima e della motivazione perché il bambino ha realizzato
        qualcosa di tangibile, è stato lui a far crescere la piantina prendendosene cura.

Ad ogni bambino verrà fornito un kit di giardinaggio per poter sperimentare l’attività e sentirsi
un piccolo giardiniere in erba.
DOCUMENTAZIONE E VERIFICA

Le attività proposte verranno documentate per mezzo di foto, che saranno in parte visionabili
nel nido su pannelli espositivi e in parte verranno date alle famiglie, inoltre i prodotti dell’attività
di ortocoltura saranno visibili direttamente in giardino.
Durante l'anno verranno svolte delle verifiche per osservare il coinvolgimento e le reazioni dei
bambini rispetto alle attività proposte.

CONTINUITÀ' CON LA SCUOLA MATERNA

A settembre 2021 i bimbi più grandi andranno alla scuola dell'infanzia e diventa perciò
fondamentale che le due strutture dialoghino per dare continuità educativa.
Le insegnanti di alcune scuole materne del territorio e le educatrici, verso fine anno scolastico,
prendono accordi e stabiliscono un momento per parlare e presentare i loro bambini.
Purtroppo, a causa della situazione sanitaria, non sappiamo se sarà possibile far conoscere ai
bambini direttamente la scuola materna attraverso momenti di gioco insieme. Verificheremo nel
corso dell’anno questa possibilità.
PIANETA BOA

Educatrici: Berardi Laura, Fiocco Mariella, Magazù Rita e Passarin
           Patrizia

Bambini: n. 17 dai quindici mesi al momento dell’inserimento
L’OUTDOOR EDUCATION
                                                                              “I bambini sono fiori
                                                                           da non mettere nel vaso:
                                                                      crescono meglio stando fuori
                                                                          con la luce in pieno naso.
                                                                            Con il sole sulla fronte
                                                                                 e i capelli ventilati:
                                                                                i bambini sono fiori
                                                                          da far crescere nei prati.”
                                                                                  (Roberto Piumini)
Progettazione degli spazi esterni come risorsa
La concezione della natura e del suo rapporto con essa è molto cambiata negli ultimi decenni.
Oggi la natura occupa solo poche ore della nostra giornata, spesso è caratterizzata da pregiudizi e
paure da parte degli adulti che vengono trasmesse ai bambini.

                                                                            Il giardino potrebbe
                                                                            essere usato in ogni
                                                                            stagione, perché l’uso
                                                                            dello spazio esterno al
                                                                            nido dovrebbe essere
                                                                            vissuto come un’attività
                                                                            il     più      possibile
                                                                            quotidiana non solo
                                                                            nella bella stagione.

                                                                            Come dice un detto
                                                                            svedese: “… non c’è
                                                                            brutto tempo, ma solo
                                                                            vestiti adatti …”.

                                                                            Negli asili nido i
                                                                            giardini spesso non
                                                                            rispondono a nessun
criterio di progettazione, sono strutturati con attrezzature come scivolo e altalene e offrono come
unica finalità lo “svago” dei bambini. Per questo motivo si vuole cercare di valorizzare in ambito
educativo l’approccio all’outdoor education in modo da ricostruire e valorizzare il rapporto
bambino-natura.

Lo spazio esterno consente ai bambini di ogni età di esprimere tutta la loro fisicità.
Essi hanno bisogno di abitare lo spazio aperto e di percepire il proprio sé corporeo. E’ condivisa
l’idea secondo la quale i bambini apprendono meglio attraverso il gioco libero e la scoperta. Il
gioco libero è un concetto complesso, ma è il gioco tipico dei bambini per tanti motivi: è
piacevole, auto-motivante, immaginativo, non diretto a scopi precisi, spontaneo, attivo e libero
da regole imposte dagli adulti.

Il gioco all’aperto offre al bambino un setting privilegiato rispetto al solito gioco in sezione:
l’esperienza sensoriale è diversa, si svolgono attività che al chiuso sarebbero proibite o appena
tollerate, si gode di maggiore libertà e respiro, è possibile correre e gridare, esiste la libertà di
svolgere anche attività “disordinate” che al chiuso sarebbero irrealizzabili.
Lavorare all’esterno, giocare nel giardino con il sole, la pioggia, la neve, saltare nelle
pozzanghere, sporcarsi con il fango e la terra, è un’esperienza che richiede equipaggiamento
adatto, per bambini e adulti, tempi di preparazione per accompagnare e rientrare (autonomia del
bambino), ma è ciò che caratterizza la scelta di vivere e proporre ai bambini un’esperienza
completa di relazione e rapporto con la natura.

Lo stare all’aria aperta permette al bambino di avere più spazio per il corpo, per le emozioni, per
le sensazioni, per i pensieri che se hanno campo aperto possono muoversi liberamente
incrociando altri pensieri, altri stimoli e generarne di nuovi.
Ogni bimbo può sperimentare i propri limiti, mettersi alla prova, rendersi conto e acquisire
consapevolezza in merito al proprio corpo, alle potenzialità che esso può esprimere e ai limiti
che esso propone.

La natura come “maestra” consente di fornire al bambino gli strumenti per aumentare il proprio
concetto di stima, di identità e di acquisizione del concetto di limite, rendendolo sempre più
autonomo dal punto di vista cognitivo, motorio ed affettivo, oltre che partecipe del concetto di
sicurezza e di salvaguardia di se stesso.

Molto spesso la nostra comunicazione da adulti con i bambini è ostacolata da divieti piuttosto
che da opportunità: “Non saltare! Scendi che ti fai male!Non sporcarti!” … piuttosto che:
“Prova! Mantieni l’equilibrio! Stai concentrato!...”

Il tempo in natura è un tempo moltiplicato e rallentato, spesso considerato poco utile.
In realtà si tratta di un investimento essenziale per il benessere dei bambini, dove c’è la
possibilità di sperimentare e sperimentarsi in una dimensione in cui il tempo cronologico perde
di importanza per passare il testimone al tempo delle esperienze e dei vissuti.

La progettazione è un’attività fondamentale in ambito educativo, spesso però tralasciata per
quanto riguarda lo spazio esterno. Predisporre lo spazio è una parte importante del lavoro
educativo, perché “l’adulto esercita la propria funzione di sostegno allo sviluppo non solo
quando interviene nel rapporto diretto con il bambino, ma anche quando agisce indirettamente
organizzando il contesto” (Cirlini et al, 2007, p. 17).
L’idea di base è la proposta di alcuni elementi vadano a costruire un’idea di giardino che
risponda alle vere esigenze di chi lo frequenta. Che sia quindi ricco di stimoli, piacevole ed
accogliente, che sappia sostenere e stimolare libere esplorazioni, sperimentazioni, movimenti e
ricerche dei bambini.

Il primo elemento da tenere in considerazione è la differenziazione “funzionale” dello spazio
che consiste nel creare un ambiente articolato in una pluralità di zone di interesse aventi una
valenza educativa. In questo modo il bambino potrà avere dei punti di riferimento stabili e
riconoscibili. E’ inoltre fondamentale delimitare gli spazi creando barriere naturali (siepi,
aiuole, tronchi disposti orizzontalmente) oppure artificiali (recinti, etc…).

Importante è anche la ricchezza di possibilità di azione che viene offerta ai bambini, creando
aree che plasmino delle possibilità di apprendimento.
Si possono pensare diverse zone:
     zone di quiete: per garantire angoli tranquilli di ascolto e di osservazione della natura
     zone di movimento attivo: per garantire l’esercizio di abilità attraverso percorsi sensoriali.
       Si possono predisporre materiali naturali come tronchi o rondelle di legno, sperimentando
       così la capacità di sedersi, salire, scendere, stare in equilibrio etc…
     zone di cura: dedicate al relazionarsi con gli altri e al prendersi cura della natura,
       predisponendo piante e piccoli orti. I bambini avranno a disposizione strumenti come
       innaffiatoi, rastrelli, palette che verranno poi riposti in un armadietto apposito.

Il terzo elemento importante è la predisposizione di cassette contenenti materiali naturali
destrutturati, diversi per categoria e messi a disposizione dei bambini per stimolare la creatività
e sostenere l’autonomia. In questo modo il bambino si esercita nella capacità di scelta,
sperimentando liberamente.

Il quarto elemento è quello della accessibilità e dell’indipendenza. E’ fondamentale che le aree
predisposte per i bambini siano tutte raggiungibili in maniera autonoma. Rendere gli spazi
leggibili, permette al bambino di orientarsi nello spazio.

Flessibilità e riprogettazione sono le parole chiave di un altro principio fondamentale per
garantire una costante risposta del servizio ai bisogni e agli interessi dei bambini che, in quanto
predisposti a rapidi progressi e cambiamenti, necessitano di uno spazio che cresca insieme a loro.
Il mantenimento e la cura del giardino dovrebbe essere inoltre co-gestito dai bambini in quanto
colui che impara già dai primi anni di vita a prendersi cura e rispettare i bisogni dell’ambiente,
sarà probabilmente un adulto consapevole e rispettoso verso la natura.

       “Quando si sta in mezzo alla natura, bisogna stare attenti e vigili, bisogna riempirsi gli
       occhi con la sua bellezza, per tenerla dentro di sé il più possibile.”

Infine è fondamentale tracciare elementi di continuità interno-esterno, in modo che le due zone si
arricchiscano a vicenda. Le idee che si generano stando a contatto con la natura, se portate
all’interno, originano competenze ed apprendimenti diversi. Al contrario si possono realizzare
nel giardino attività che generalmente si svolgono in sezione. In conclusione offrire ai bambini
proposte e opportunità di educazione all’aperto significa considerare i processi di apprendimento
fondati anche sul presupposto che “fare educazione” significa “far fare esperienza” e rielaborare
ciò che il bambino ha prima conosciuto con il proprio corpo, con il movimento, con i propri
sensi, dunque sperimentando. In questo contesto il ruolo dell’adulto risulterà fondamentale nella
pronta capacità di rilanciare e sostenere la curiosità del bambino nel momento stesso in cui si
presenta, predisponendo gli “ambienti” e i materiali perché i bambini possano autonomamente
giungere a nuove conoscenze. I percorsi e i rilanci sono dettati dall’osservazione e dalla
partecipazione attiva dell’educatore ai processi di sperimentazione che a loro volta sono sospinti
dalla passione e dalla curiosità dei bambini e di chi li accompagna.

  Riflessioni tratte dalla rivista “Bambino” e da letture di interviste ad educatrici che da anni
                      lavorano outdoor education del comune di Baraggiole
Obiettivi generali:
    Favorire la comprensione dell’ambiente circostante.
    Favorire l’attenzione e il rispetto per la natura.
    Stimolare lo sviluppo corporeo e sensoriale.
    Sostenere l’apprendimento concreto, diretto, di prima mano.
    Favorire un atteggiamento attivo verso l’ambiente naturale e i suoi elementi.
    Esplorare sensazioni tattili e corporee.
    Superare la paura di sporcarsi.
    Interagire con i pari e con l’adulto.
    Esprimere le proprie emozioni.
    Prendersi cura di un elemento naturale (piantina).
    Incrementare la produzione verbale.
    Valutare l’abbigliamento al tempo atmosferico esterno.
    Favorire il coinvolgimento delle famiglie.

Obiettivi per il nostro orticello:
    Seminare
    Riconoscere le erbacce e strapparle.
    Bagnare le piantine.
    Controllare la crescita.
    Utilizzare degli strumenti.
    Raccogliere e assaggiare i prodotti coltivati.
    Prendersi cura delle piantine e degli altri.

Tempi di svolgimento:
Sarà stilato un calendario che permetterà alle singole “Bolle-Sezione” di uscire in giardino in
massima sicurezza.

Materiali:
I bambini utilizzeranno tutti i materiali che verranno acquistati dal nido per il progetto di
outdoor education ma anche materiali poveri e di riciclo.

Ruolo dell’adulto:
Gli educatori avranno il compito di creare un contesto facilitante dal punto di vista pratico ma
anche emotivo che favorisca l’apprendimento
e la relazione tra bambini.
Gli educatori dovranno inoltre ascoltare e sostenere i bambini nelle loro ricerche, dando al
momento opportuno, gli stimoli giusti per compiere passi avanti e restituire significato alle loro
esperienze.
Dovranno poi documentare e valorizzare i processi di apprendimento dei bambini.

Modalità di verifica:
Le attività saranno documentate e monitorate costantemente attraverso osservazioni e foto che
saranno presentate alle famiglie. Le foto verranno anche appese su pannelli all’interno del nido.
Le educatrici si incontreranno periodicamente per verificare gli obiettivi raggiunti e quelli ancora
da perseguire, migliorando e modificando i percorsi anche e soprattutto in relazione alle reazioni
e ai rilanci dei bambini.
Attività:
    Scoperta, ricerca e osservazione degli elementi che costituiscono l’ambiente naturale e
       individuazione delle caratteristiche sensoriali (olfattive, tattili, gustative, visive, uditive)
       che lo rendono simile ad altri e di quelle che lo rendono unico.
    Gioco con materiale non strutturato: legnetti, foglie, pigne etc
    Gioco simbolico (casetta e cucina di terra e acqua).
    Predisposizione di elementi che opportunamente organizzati consentano al bambino di
       sperimentarsi sulla motricità generale e fine: corde, copertoni, tronchi, rondelle e
       tavolette di legno, contenitori per travasare e trasportare, palette, rastrelli e carriole.
    Attività grafica con elementi naturali: acqua, terra, funghi, erba, fiori.
    Attività pittoriche con materiali naturali come pigne e noci che possono diventare utili
       stampini per lasciare una traccia di colore sul foglio.
    Realizzazione di un piccolo orto.

Le attività verranno rimodulate in base al materiale che verrà acquistato per permettere ai
bambini di vivere esperienze in outdoor education.

Documentazione:
Come ormai da qualche anno, un’attenzione particolare verrà data alla documentazione con
parole, immagini, foto e opere dei bambini. Documenteremo:
      Per i bambini, per dare loro un senso di appartenenza, per suscitare in loro il piacere di
         rivedersi e per creare emozioni.
      Per i genitori, per restituire loro preziosi momenti della giornata al nido, creando un
         ponte tra nido e casa.
      Per l’equipe educativa, in quanto la documentazione è uno strumento di riflessione.
         Osservarsi nella relazione educativa mette a confronto esperienze tra colleghe, rende
         visibile il lavoro quotidiano. Documentare quindi per pensarsi e ripensarsi, per conoscersi
         e raccontarsi.
Cercheremo di curare l’estetica della documentazione in modo che risulti facilmente leggibile a
tutti, grandi e piccini.
Useremo pannelli uguali per tutte le sezioni da esporre poi nei corridoi con foto ed elaborati dei
bambini.
All’interno delle sezioni verranno esposte foto e disegni ad altezza bimbo.
Si utilizzerà anche la cornice digitale per condividere con le famiglie le esperienze vissute al
nido.
Si ricorderà ai genitori che anche in corridoio davanti alle foto dovranno rispettare il
distanziamento imposto in questo difficile momento.

Continuità con la Scuola dell’Infanzia:
Per tutti i bambini che andranno alla Scuola dell’Infanzia in primavera è prevista la continuità,
uno scambio di informazioni tra insegnanti che al momento non è possibile programmare. Come
abbiamo già fatto nel precedente anno scolastico, probabilmente i colloqui saranno svolti a
distanza.

Laboratori:
I laboratori con i genitori, che da sempre fanno parte della nostra programmazione, i laboratori
del “Piano diritto allo studio” e la festa di fine anno sono al momento sospesi.
Progetto “Orto in condotta”

                                                             Si tratta di un progetto in
                                                             collaborazione con Slow Food,
                                                             fortemente                     voluto
                                                             dall’amministrazione del Comune
                                                             di Moncalieri, che prevede un
                                                             lungo lavoro con tutti i nidi e le
                                                             scuole dell’infanzia della città.
                                                             Un progetto che punta a creare
                                                             angoli di tutela della biodiversità
                                                             coinvolgendo tutta la comunità, i
                                                             bambini, le maestre, i genitori, i
                                                             nonni ortolani che, oltre ad aiutare

                                                             nella coltivazione delle verdure,
                                                             contribuiscono alla conservazione

e alla diffusione dei saperi tradizionali del territorio .

                Tratto da un articolo edito sul “Moncalieri” a novembre 2020
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