PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI - 2016-2019 la buona SCUOLA - Miur

 
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI - 2016-2019 la buona SCUOLA - Miur
PIANO PER LA
FORMAZIONE
DEI DOCENTI
  2016-2019
 la buona
 SCUOLA
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI - 2016-2019 la buona SCUOLA - Miur
1                                        3
PERCHÉ UN PIANO PER LA                   IL SENSO DELLA FORMAZIONE
FORMAZIONE DEI DOCENTI
                                         3.1 La formazione serve al Paese
                                         3.2 Formarsi per migliorare la propria

2
                                             scuola
                                         3.3 Formazione come sviluppo
                                             professionale e personale
                                             - Gli standard professionali
                                               del docente
I PRINCIPI DEL PIANO
                                             - Un portfolio professionale
                                               per ogni docente
2.1 Un sistema per lo sviluppo               - Il piano individuale di sviluppo
    professionale                              professionale

                                         4
2.2 Promuovere e sostenere la
    collaborazione
2.3 Assicurare la qualità dei percorsi
    formativi
2.4 Definire con chiarezza le priorità
    della formazione                     LE PRIORITÀ PER LA
2.5 Promuovere l’innovazione             FORMAZIONE NEL PROSSIMO
    continua                             TRIENNIO (2016-2019)
2.6 A cosa serve creare un sistema
    per lo sviluppo professionale        4.1 Autonomia organizzativa e
    continuo                                 didattica
2.7 In coerenza con la formazione        4.2 Didattica per competenze,
    iniziale                                 innovazione metodologica e
2.8 Il legame con la formazione dei          competenze di base
    dirigenti scolastici e di tutto il   4.3 Competenze digitali e nuovi
    personale                                ambienti per l’apprendimento
                                         4.4 Competenze di lingua straniera
                                         4.5 Inclusione e disabilità
                                         4.6 Coesione sociale e prevenzione
                                             del disagio giovanile globale
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI - 2016-2019 la buona SCUOLA - Miur
4.7 Integrazione, competenze di
    cittadinanza e cittadinanza globale
4.8 Scuola e Lavoro
4.9 Valutazione e miglioramento
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   Il coinvolgimento di tutta la             ELEVARE LA QUALITÀ
   comunità scolastica                       DEI PERCORSI FORMATIVI

5                                            8.1 Standard per la qualità e l’efficacia
                                                 delle iniziative formative
                                             8.2 Startup della formazione e
                                                 leadership educativa
COME È ORGANIZZATA LA
FORMAZIONE: I LIVELLI DI                     8.3 Una biblioteca delle migliori
                                                 attività didattiche
GOVERNANCE DEL PIANO
                                             8.4 Una strategia per valorizzare
                                                 i migliori formatori
5.1 Cosa fa il MIUR a livello centrale
                                             8.5 Rafforzare la formazione all’estero
5.2 Cosa fanno le articolazioni
                                                 e la collaborazione internazionale
    territoriali del MIUR
                                                 per il personale scolastico
5.3 Cosa fanno le scuole

                                             9
5.4 Il ruolo della ricerca
5.5 Il ruolo degli enti accreditati
5.6. Gli insegnanti e la carta elettronica

6                                            LE RISORSE A DISPOSIZIONE

                                             9.1 Le risorse che avevamo fino al 2015
LA FORMAZIONE                                9.2 Le risorse per il triennio 2016-2019
IN SERVIZIO, STRUTTURALE
E OBBLIGATORIA

                                             10
7                                            MONITORAGGIO DEL PIANO

ECOSISTEMA DIGITALE                          TUTTE LE AZIONI DEL PIANO
DELLA FORMAZIONE
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     PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

              PERCHÉ UN
             PIANO PER LA
             FORMAZIONE
             DEI DOCENTI
       Le profonde trasformazioni della società italiana e le sfide da
      affrontare a livello europeo e globale impongono, oggi più che
    mai, una particolare attenzione allo sviluppo del capitale culturale,
    sociale e umano che rappresenta l’insieme dei fattori fondamentali
           per sostenere e accelerare la crescita del nostro Paese.

4
CAPITOLO 1

In questo contesto, il sistema di istru-   Il Piano per la Formazione del perso-
zione è una delle risorse strategiche      nale, come atto di indirizzo adottato
su cui occorre investire, a partire dal    con decreto del Ministro dell’Istruzio-
personale della scuola. La formazio-       ne, dell’Università e della Ricerca, defi-
ne del personale scolastico durante        nisce le priorità e le risorse finanziarie
tutto l’arco della vita professionale      per il triennio 2016-2019 e delinea, a
è un fattore decisivo per il migliora-     partire dall’anno scolastico 2016-2017
mento e per l’innovazione del sistema      (considerando anche gli interventi
educativo italiano.                        formativi avviati nel 2015-2016), un
La crescita del Paese (e del suo           quadro strategico e allo stesso tempo
capitale umano) richiede un siste-         operativo tale da sostenere in maniera
ma educativo di qualità, che guar-         trasparente, innovativa ed efficace una
di allo sviluppo professionale del         politica concreta per la crescita del
personale della scuola - in coeren-        capitale umano e professionale della
za con una rinnovata formazione            scuola.
iniziale - come ad un obiettivo            Il Piano, quindi, oltre a orientare la
strategico, di respiro internazio-         progettualità delle scuole e dei docen-
nale, ripreso e valorizzato dal Mi-        ti, assume una funzione di indirizzo
nistero dell’Istruzione, dell’Uni-         per concretizzare le proposte forma-
versità e della Ricerca.                   tive dell’Amministrazione centrale e
La legge 107/2015 interviene a soste-      periferica, in modo da rendere coe-
gno di questa politica proponendo un       renti e sistematici gli interventi for-
nuovo quadro di riferimento per lo         mativi e creare una sinergia virtuosa
sviluppo professionale di tutti gli ope-   tra scelte possibili e risorse disponi-
ratori della scuola. In particolare, la    bili. Rappresenta quindi un quadro
formazione in servizio del personale       di riferimento istituzionale rinnovato
docente, “obbligatoria, permanente e       della formazione in servizio, e non un
strutturale” (comma 124), è ripensata      semplice insieme di prescrizioni am-
attraverso alcuni passaggi innovativi:     ministrative o gestionali.

a. il principio della obbligatorietà       La formazione in servizio diventa
   della formazione in servizio in         “ambiente di apprendimento con-
   una logica strategica e funzionale      tinuo”, cioè un sistema di opportuni-
   al miglioramento;                       tà di crescita e di sviluppo professio-
                                           nale per l’intera comunità scolastica.
b. la definizione e il finanziamento
   di un Piano nazionale di forma-         La crescita professionale del perso-
   zione triennale;                        nale, la partecipazione attiva al dibat-
                                           tito culturale e il contributo concreto
c. l’inserimento, nel piano triennale      all’innovazione e alla qualificazione
   dell’offerta formativa di ogni scuo-    del sistema educativo e quindi del
   la, della ricognizione dei bisogni      sistema Paese, rappresentano altret-
   formativi e delle conseguenti azio-     tante condizioni per restituire una
   ni di formazione da realizzare;         rinnovata credibilità sociale a chi
d. l’assegnazione ai docenti di una        opera nel mondo della scuola.
   carta elettronica personale per la      Il Piano è immediatamente at-
   formazione e i consumi culturali;       tuabile: indirizza concretamente le
e. il riconoscimento della partecipa-      azioni e le relative risorse messe a
   zione alla ricerca e alla documen-      disposizione dalle diverse Direzioni
   tazione di buone pratiche, come         Generali del Ministero a partire dalla
   criteri per valorizzare e incentiva-    sua pubblicazione.
   re la professionalità docente.

                                                                                        5
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    PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

                     I PRINCIPI
                     DEL PIANO

    Il Piano costituisce l’attuazione di una visione che utilizza i contenuti
     dell’innovazione normativa come occasione strategica per sviluppare
     un solido sistema per lo sviluppo professionale dei docenti. Il Piano
       Formazione Docenti si fonda su alcuni presupposti fondamentali,
     necessari per superare le debolezze del sistema scolastico italiano e
    allinearlo ai migliori standard internazionali. Non si tratta quindi solo
     di attuare la legge o di realizzare un’architettura amministrativa per
           organizzare l’obbligo di formazione del personale docente.

6
CAPITOLO 2

2.1                                      2.2                                        1 Schleicher, A.,
                                                                                    (2016), Teaching
                                                                                    excellence through
                                                                                    Professional
                                                                                    Learning and
                                                                                    Policy Reform:
                                                                                    Lessons from
UN SISTEMA PER LO                        PROMUOVERE E                               Around the World,
SVILUPPO PROFESSIONALE                   SOSTENERE LA                               International
                                                                                    Summit on
                                         COLLABORAZIONE                             the Teaching
                                                                                    Profession, OECD
                                                                                    Publishing, Paris
Il sistema educativo, caratterizzato
da una pluralità di interventi forma-    Il sistema italiano è caratterizzato
tivi, richiede che questi siano inqua-   da elevata autonomia a livello di sin-
drati in un sistema che, longitudi-      gola scuola. L’autonomia è una delle
nalmente, segua il docente lungo la      tre dimensioni della professionali-
propria carriera e, orizzontalmente,     tà docente identificata dall’OCSE
permetta di “leggere” e rafforzare le    (2016)1, che porta maggiori benefici
diverse componenti della professio-      se controbilanciata da adeguate reti
nalità. La missione di questo Piano      di collaborazione professionale: l’I-
è proprio quella di armonizzare le       talia, come dimostrano i recenti dati,
azioni formative che il singolo do-      soffre di uno sbilanciamento. Questo
cente realizza individualmente nella     Piano si propone di promuovere la
propria comunità professionale e di      collaborazione in tutte le sue forme
ricerca, e nella comunità scolastica,    come elemento essenziale per lo svi-
unitamente ai piani formativi delle      luppo del sistema educativo italiano.
singole istituzioni scolastiche e con
il contributo dei piani nazionali.       La collaborazione va incoraggiata a
                                         tutti i livelli:
                                         •   a scuola, anche istituzionalizzan-
                                             do modelli di tutoraggio e men-
                                             toring;
                                         •   a livello territoriale, per la co-
                                             struzione di filiere formative ef-
                                             ficaci e di reti cooperative per lo
                                             sviluppo di azioni coordinate;
                                         •   a livello nazionale, all’interno dei
                                             gruppi disciplinari e interdisci-
                                             plinari;
                                         •   a livello internazionale, stimo-
                                             lando l’apertura al confronto e
                                             l’intensificazione degli scambi
                                             internazionali, anche attraverso
                                             esperienze oggi rese possibili dai
                                             gemellaggi europei.

                                                                                                          7
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

                         2.3
                         ASSICURARE LA QUALITÀ
                         DEI PERCORSI FORMATIVI

                         L’efficacia dei percorsi formativi è in-   Per questo motivo risulta fondamen-
                         dubbiamente uno dei fattori di mag-        tale investire prioritariamente sulla
                         giore complessità per tutti i Paesi,       formazione dei formatori affinché
                         compresa l’Italia, che affrontano la       tutte le figure coinvolte nella forma-
                         sfida della costruzione di un sistema      zione possano seguire percorsi effi-
                         di sviluppo professionale continuo         caci e intraprendere proficuamente
                         dei propri docenti. Una larga porzio-      lo sviluppo professionale richiesto.
                         ne di questo problema è legata alla        La qualità dei percorsi formativi è
                         bassa qualità dei percorsi formativi       quindi sostenuta da buoni contenuti
                         in termini di modelli e metodologie        e da buoni formatori la cui corret-
                         utilizzate: questo disincentiva ul-        ta identificazione e valorizzazione
                         teriormente la partecipazione alla         diventa essenziale. Occorre partire
                         formazione e contribuisce a costru-        da una vera valorizzazione delle mi-
                         ire un’idea sbagliata di formazione        gliori risorse, già presenti nella scuo-
                         come mero “aggiornamento”. Anche           la, integrandole, ove necessario, con
                         quando le risorse sono disponibili,        autorevoli contributi.
                         questo problema contribuisce a sva-
                         lutare parzialmente gli investimenti
                         fatti dal Ministero.
                         Questo Piano sostiene, quindi, in
                         maniera concreta diverse azioni per
                         favorire l’innalzamento della qualità
                         dei percorsi formativi, introducendo
                         linee guida, regole e incentivi perché
                         i percorsi offerti e organizzati dalle
                         scuole possano diventare prototipi e
                         riescano a massimizzare il proprio
                         impatto sul capitale professionale
                         e sociale di tutta la scuola.

8
CAPITOLO 2

2.4                                        2.5
DEFINIRE CON CHIAREZZA                     PROMUOVERE
LE PRIORITÀ DELLA                          L’INNOVAZIONE CONTINUA
FORMAZIONE

                                           Il nostro sistema di istruzione vive
Un sistema per la formazione incen-        e si sviluppa attraverso la continua
trato sull’autonomia scolastica ha         sperimentazione e innovazione. In
bisogno di definire priorità strate-       questa direzione, il Piano agisce at-
giche. Per la prima volta, attraverso      traverso diversi strumenti per valo-
un Piano Nazionale si definiscono          rizzare l’innovazione, sia a livello di
ambiti tematici e priorità che guar-       singola scuola, che di intero sistema
dano oltre la differente natura delle      scolastico. Questo si concretizza me-
risorse e la diversa collocazione am-      diante finanziamenti dedicati, incen-
ministrativa delle aree di intervento      tivi ed efficaci regole che permetta-
del Ministero. Come sarà sviluppato        no alle migliori pratiche di diventare
nel capitolo 3 di questo documento,        sistema, e alle migliori energie di
è fondamentale chiarire la triplice        proporre continuamente nuovi pro-
natura degli obiettivi formativi rife-     totipi formativi.
ribili a:                                  Il legame con il mondo della ricerca,
a. obiettivi di crescita personale e       non solo a livello di tematiche peda-
   professionale del singolo docente;      gogiche e metodologiche, va esteso
                                           a tutti gli ambiti (inclusi quelli in-
b. obiettivi di miglioramento della        fluenzati dallo sviluppo tecnologico,
   scuola;                                 l’evoluzione di spazi e ambienti per
c. strategia per lo sviluppo dell’in-      l’apprendimento, le sfide dell’infor-
   tero Paese.                             mazione e dei contenuti nell’era di-
Il Piano parte da una seria analisi        gitale, ecc.).
dei bisogni formativi dei docenti.
Se lingue straniere e competenze
digitali sono indubbiamente priori-
tà riconosciute, sempre ponendo al
centro la formazione e l’innovazione
metodologica, è altrettanto impor-
tante definire ulteriori priorità “del
sistema” in coerenza con le direttrici
della riforma della “Buona Scuola”:
le sfide dell’inclusione e dell’integra-
zione, la creazione di competenze di
cittadinanza globale nonché il rap-
porto tra scuola e lavoro sono alcuni
esempi in questo senso.

                                                                                                  9
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

                          2.6
                          A COSA SERVE CREARE UN
                          SISTEMA PER LO SVILUPPO
                          PROFESSIONALE CONTINUO

                          Come avviene in diversi sistemi edu-     scimento di impegni e meriti, scelta
                          cativi nel mondo, è fondamentale         della sede di servizio, assegnazione
                          che una strategia di sviluppo profes-    di incarichi specifici all’interno della
                          sionale continuo crei le condizioni      scuola, ecc.
                          per un reale miglioramento del si-       Infine, un sistema per lo sviluppo
                          stema.                                   professionale dei docenti permet-
                          In primis, il sistema di sviluppo pro-   te di programmare al meglio la
                          fessionale continuo consente di          formazione negli anni successivi,
                          rafforzare e valorizzare la pro-         raccogliendo periodicamente i biso-
                          fessione docente, dando, inoltre,        gni formativi e costruendo una base
                          riconoscimento a chi si impegna          complessiva di informazioni per il
                          non solo nella propria formazione,       sistema di istruzione.
                          ma anche in favore della crescita dei
                          propri colleghi.
                          In secondo luogo, questo sistema
                          guarda, inevitabilmente, alle pro-
                          spettive di carriera dei docenti,
                          in termini di legittimazione struttu-
                          rale delle attività condotte. Questo
                          Piano, con le innovazioni che esso
                          introduce, costituisce il presupposto
                          informativo e strategico per affron-
                          tare il tema della valorizzazione del-
                          la carriera dei docenti.
                          In terzo luogo, un sistema per lo
                          sviluppo professionale consente di
                          documentare, attraverso disposi-
                          tivi come il portfolio professionale
                          e il piano di sviluppo professionale
                          (di cui si parlerà nel capitolo 3), il
                          progressivo affinamento di com-
                          petenze, attitudini, expertise dei
                          docenti, per dare una rappresen-
                          tazione complessiva della funzione
                          docente. Tale patrimonio profes-
                          sionale potrà essere riconosciuto,
                          valorizzato e incentivato mediante
                          gli strumenti normativi messi a di-
                          sposizione dal legislatore - ricono-

10
CAPITOLO 2

2.7                                       2.8
IN COERENZA CON LA                        IL LEGAME CON LA
FORMAZIONE INIZIALE                       FORMAZIONE DEI DIRIGENTI
                                          SCOLASTICI E DI TUTTO IL
                                          PERSONALE
Una formazione per lo sviluppo del-
la professionalità dei docenti è ne-
cessariamente pensata, progettata e
                                          Seppure questo Piano tratti priori-
realizzata in coerenza con la forma-
                                          tariamente la formazione in servizio
zione iniziale.
                                          dei docenti, per affrontare comples-
È ormai chiaro dai risultati di molte     sivamente tali tematiche non è pos-
ricerche che le competenze acquisite      sibile separare la formazione per
nella formazione iniziale divengono       i docenti da quella per i dirigenti
inerti se non supportate e ricostruite    scolastici e per il resto del personale
in modo continuo e attivo, soprattut-     scolastico.
to nel campo delle soft skills. In que-
                                          Per questo motivo all’interno del ca-
sta logica, la legge 107/2015 (art. 1
                                          pitolo 4 sarà preso in considerazione
comma 181 lettera c) definisce i prin-
                                          il fabbisogno formativo complessivo
cipi per le nuove modalità di accesso
                                          delle scuole, considerando tutto il
alla professione docente, favorendo
                                          personale.
la costruzione di percorsi formativi
che tengano insieme la riflessione        I Piani formativi, ad esempio, pro-
teorica e la pratica.                     muoveranno anche modalità di
                                          formazione in grado di coinvolgere
La ricchezza del rapporto e dello
                                          diverse figure nello stesso “spazio
scambio di competenze e ruoli che
                                          formativo”, proprio per stimolare
le università costruiscono con le
                                          quella collaborazione che migliora e
scuole nella elaborazione dei cur-
                                          rafforza la scuola e la sua comunità.
ricoli di studio e di tirocinio per la
specializzazione e l’insegnamento,
divengono quindi spazi reali di evo-
luzione del sapere professionale di
entrambe e terreno per la costruzio-
ne di alleanze formative valide, non
solo per la definizione dei contenuti
della formazione iniziale, ma anche
nella prospettiva della formazione
continua.

                                                                                                 11
3
     PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

     IL SENSO DELLA
      FORMAZIONE

      Il senso e la cura della propria formazione in servizio, come previsto
         dalla legge 107/2015, non possono essere interpretati come una
     generica e ripetitiva “partecipazione a corsi di aggiornamento”, spesso
        caratterizzata solamente da iniziative frontali, talvolta anche non
                       connessi con le pratiche scolastiche.

12
CAPITOLO 3

                                    La formazione in servizio rappre-
                                    senta, eticamente oltre che giuridica-   2 Education and
      Il senso della                mente, il presupposto fondamen-          training 2020 (ET
       formazione                   tale per lo sviluppo professionale       2020) - Conclusioni
                                                                             del Consiglio
                                    individuale e della intera comuni-       dell’Unione
                                    tà docente, oltre che obiettivo prio-    Europea del 12
                                    ritario da raggiungere per il 2020       Maggio 2009
                                    nello spazio europeo dell’istruzione
                                                                             3 Insegnanti
                                    e della formazione2, che individua       in Europa.
  ESIGENZE NAZIONALI                nel corpo docente la risorsa chiave      Formazione, status,
                                    per il miglioramento della qualità       condizioni di
                                    dei sistemi educativi in Europa.         servizio. Bollettino
                                                                             di Informazione
        Priorità del sistema        In questa prospettiva, lo sviluppo       Internazionale,
         e Piani Nazionali          professionale continuo (Continuing       Indire, Ottobre
(es. lingue, competenze digitali,   Professional Development - CPD) è        2013
   inclusione e integrazione,       ormai considerato come un obbligo
   didattica per competenze,        professionale nella maggior parte
            autonomia)              dei paesi europei.
                                    Come indicato nella legge 107/2015,
                                    dal 2016 anche il sistema educati-
                                    vo italiano si allinea ai migliori
                                    standard internazionali facendo
     MIGLIORAMENTO                  dello sviluppo professionale con-
      DELLA SCUOLA                  tinuo dei docenti un obiettivo
                                    strategico permanente3.
                                    La formazione è un dovere profes-
Legame tra bisogni individuali,     sionale oltre che un diritto contrat-
    bisogni della scuola            tuale. Ai singoli insegnanti spetta
       e del territorio             inserire, nel proprio codice di com-
                -                   portamento professionale, la cura
       Piano di formazione          della propria formazione come scel-
dell’Istituto (indicatore per RAV   ta personale prima ancora che come
 e per valutazione del dirigente    obbligo derivante dallo status di
             scolastico)            dipendente pubblico. La formazio-
                                    ne continua è parte integrante della
                                    funzione docente (artt. 26 e 29 del
                                    CCNL 2006-2009) e ora la legge
                                    107/2015 (La Buona Scuola) ricono-
                                    sce e dà forza a questo principio, lo
 SVILUPPO PERSONALE                 correda di alcune regole di funzio-
   E PROFESSIONALE                  namento, inserite in questo Piano, e
                                    lo dota di risorse finanziarie.

    Standard Professionali
                -
Portfolio professionale docente
                -
     Piano individuale di
    Sviluppo Professionale

                                                                                                    13
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

                               L’investimento strategico sulla             Come sottolineato dalla recente
        4 Burns, T. and        formazione permanente risponde              pubblicazione Governing Education
 F. Köster (eds.) (2016),      in primo luogo ad esigenze nazio-           in a Complex World (2016)4, gover-
 Governing Education           nali, legate alla modernizzazione           nare la complessità degli attuali si-
  in a Complex World,
                               del sistema Paese all’interno della         stemi d’istruzione implica modelli
     OECD Publishing,
    ParisMaggio 2009           comunità internazionale, come, ad           multilivello che siano in grado di bi-
                               esempio, l’acquisizione di competen-        lanciare le politiche educative nazio-
                5 Francesca    ze nelle lingue straniere e di compe-       nali sia con i bisogni delle comunità
         Caena, Quality in
      Teachers’ continuing
                               tenze digitali.                             locali, sia con il raggiungimento di
                professional   In secondo luogo, l’arricchimento           standard educativi a livello europeo.
               development,    del profilo professionale dei docenti       Anche la Commissione Europea5
                   European
                               è strettamente correlato al miglio-         ha evidenziato il ruolo fondamen-
        Commission, 2011,
        http://ec.europa.eu/   ramento del sistema di istruzio-            tale della formazione in servizio dei
         education/policy/     ne e all’adeguamento dell’offerta           docenti per garantire questo delica-
     strategic-framework/      formativa della singola scuola ai           to equilibrio tra i vari livelli delle
                doc/teacher-   bisogni educativi espressi dalla            politiche educative e l’ efficacia dei
      development_en.pdf       popolazione scolastica e dal terri-         sistemi d’istruzione in termini di svi-
                               torio, in una società caratterizza-         luppo delle competenze per la vita e
                               ta dalla complessità e da una sem-          per il mondo del lavoro.
                               pre maggiore diversificazione.
                               Infine, la formazione è espressio-
                               ne dei bisogni e delle prospettive
                               di crescita professionale del singo-
                               lo docente, come individuo e come
                               professionista.
                               Questi diversi livelli di bisogni for-
                               mativi possono integrarsi ed essere
                               declinati in temi legati alla realtà
                               territoriale, alle esigenze dell’istituto
                               scolastico e all’esperienza professio-
                               nale del singolo docente.

14
CAPITOLO 3

                                            Anche nel caso dei docenti di se-
                                            condaria di II grado si hanno dati         6 OECD (2014),
DA DOVE PARTIAMO:                           simili. Solo il 76% degli insegnanti       TALIS 2013 Results:
ALCUNI DATI                                 ha svolto attività di sviluppo profes-     An International
                                                                                       perspective on teaching
                                            sionale contro il 90%, media dei 10        and learning, OECD
                                            Paesi OCSE in cui è stata condot-          Publishing
La percentuale di docenti italiani che
                                            ta l’indagine, e solo il 55% dichia-
partecipa alle iniziative di formazio-                                                 7 OECD (2014) “New
                                            ra di aver ricevuto feedback contro
ne in servizio è inferiore a quella dei                                                Insights from Talis
                                            l’83,8% rilevato nel complesso dei
Paesi nostri partner in Europa e ne-                                                   2013: teaching and
                                            Paesi partecipanti7. Occorre anche         Learning in Primary
gli ultimi anni il divario si è ulterior-
                                            considerare l’età media molto eleva-       and Upper Secondary
mente ampliato (cfr. OECD, 20146),
                                            ta dei docenti italiani, che suggerisce    Education, OECD
così come è assai limitata la quota di                                                 Publishing
                                            comunque di offrire opportunità di
docenti che ha ricevuto un feedback
                                            formazione per tutte le generazioni
sulla propria azione didattica.
                                            degli insegnanti, avendo riguardo ai
L’indagine TALIS2013 evidenzia che          diversi profili di competenze, alle
solo il 75% dei docenti di secondaria       esperienze pregresse, alle diverse
di I grado ha svolto attività di for-       fasi del ciclo di vita professionale (i
mazione in servizio contro una me-          primi 10 anni di servizio sono diver-
dia dell’ 88% tra i paesi che hanno         si dagli ultimi 10), alle possibili aree
partecipato all’indagine, così come         di criticità.
risulta assai limitata, pari al 57%, la
quota di docenti che ha ricevuto un
feedback sulla propria azione didat-
tica (rispetto all’88% della media dei
Paesi partecipanti).

                                                                                                            15
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

     3.1
                                                  gital Economy & Society Scoreboard
                                                  della Commissione Europea ci vede         8 Fonte: Eurobarometro
                                                  al 25mo posto su 28 paesi, con un         2012,
                                                  risultato particolarmente debole sul      http://europa.eu/rapid/
                                                  pilastro “Capitale Umano” (24mo           press-release_IP-12-
                                                  posto). Significa che gli italiani sono   679_it.htm?locale=en
                                                  poco preparati ad una società sem-
     LA FORMAZIONE SERVE                          pre più digitale. Allo stesso tempo,
     AL PAESE                                     in una società sempre più interdi-
                                                  pendente e globalizzata, le compe-
                                                  tenze linguistiche rappresentano un
                                                  bagaglio fondamentale: ma solo il
     L’importanza di elevare gli standard         34% degli italiani8 dichiara di ave-
     professionali dei docenti italiani           re una competenza adeguata per
     deve andare in sintonia con le tra-          intrattenere una conversazione in
     sformazioni sociali, culturali, tecno-       lingua inglese, un dato inferiore alla
     logiche, scientifiche in atto a livello      media europea.
     globale: la formazione permanente
     e continua del personale scolastico
     serve al Paese. Non si tratta solo di
     una consapevolezza politica, né di
     un obbligo morale verso il progresso
     e il rapido cambiamento in atto. Dati
     nazionali e internazionali definisco-
     no uno scenario in cui la cura del
     capitale umano di un Paese rap-
     presenta la priorità sociale prima
     ancora che economica, con parti-
     colare attenzione alla popolazione
     giovane e ai protagonisti del sistema
     educativo.
     A titolo esemplificativo, competenze
     digitali e lingue straniere rappre-
     sentano due fabbisogni importanti
     e hanno la massima priorità. Se è
     ormai accertato da diversi anni, con
     crescente enfasi, che le competenze
     digitali sono alla base di ogni setto-
     re dell’economia e della cittadinanza
     del 21mo secolo, è altrettanto vero
     che l’Italia riscontra una debolezza
     intrinseca su questo piano su cui
     occorre agire strutturalmente. Il Di-

16
CAPITOLO 3

                           3.2
9 Bruxelles, 3.8.2007                                                   Tuttavia non è solo il singolo inse-
         COM(2007):                                                     gnante, ma piuttosto l’insieme dei
       Comunicazione                                                    docenti a caratterizzare una scuola
 della commissione al                                                   o un sistema di scuole e a determi-
 Parlamento europeo                                                     narne la qualità. Il capitale profes-
        ed al consiglio                                                 sionale dei docenti è la risorsa imma-
“Migliorare la qualità
     della formazione      FORMARSI PER                                 teriale che rende grande una scuola ed
                                                                        il suo paradigma è la cultura profes-
     degli insegnanti”     MIGLIORARE LA
      SEC(2007) 931;                                                    sionale collaborativa. Questa consape-
       SEC(2007)933        PROPRIA SCUOLA                               volezza è rafforzata, nella pratica, da
  10 OECD, Teachers                                                     tre strumenti: il Piano Triennale per
   matter. Attracting,                                                  l’Offerta Formativa, il Piano di Miglio-
       developing and                                                   ramento della scuola e il Rapporto di
    retaining effective    Il legame tra un docente e l’organiz-        Autovalutazione (RAV).
       teachers, Paris,    zazione scolastica è stato rilevato in
   OECD Publishing.                                                     In primo luogo, è la stessa legge
                           diverse occasioni dalla ricerca e dal di-
      http://www.oecd.                                                  107/2015 a riconoscere che la parte-
                           battito internazionale. La stessa Com-
        org/education/                                                  cipazione ad azioni formative, con
   school/34990905.        missione Europea9 da tempo ha evi-
                                                                        una pluralità di scelte possibili, deve
pdf (2014)education/       denziato che quella del docente è una
                                                                        fare riferimento alla comunità sco-
       policy/strategic-   professione che richiede qualifiche
                                                                        lastica, nello specifico al Piano Trien-
      framework/doc/       specifiche, che comporta un appren-
teacher-development_                                                    nale dell’Offerta Formativa che dovrà
                           dimento lungo tutto l’arco della vita
                 en.pdf                                                 contenere al suo interno anche la
                           e che si sviluppa all’interno di una
                                                                        previsione delle azioni formative che
                           comunità professionale e sociale.
                                                                        l’istituto si impegna a progettare e a
                           Questo profilo, che è già richiamato
                                                                        realizzare per i propri docenti (e per
                           in termini generali nella legislazio-
                                                                        tutto il personale), in forma differen-
                           ne italiana, trova conferma nelle più
                                                                        ziata in relazione ai bisogni rilevati.
                           accreditate ricerche internazionali,
                           come nel rapporto Teachers Matter            In secondo luogo, vi sono gli strumen-
                           dell’OECD (2014): “Al docente va             ti per legare il disegno organico sulle
                           offerta l’opportunità di continuare a        azioni formative all’interno della scuo-
                           riflettere in maniera sistematica sulle      la alle priorità e ai traguardi di miglio-
                           pratiche didattiche; di intraprendere        ramento di ogni Istituto.
                           ricerche; di valutare l’efficacia del-       Il Rapporto di autovalutazione
                           le pratiche educative e se necessario        (RAV), che ogni scuola ha realizzato
                           modificarle; di valutare le proprie          e aggiornato, individua gli obiettivi
                           esigenze in materia di formazione;           di miglioramento che, concordemen-
                           di lavorare in stretta collaborazione        te, ogni comunità scolastica intende
                           con i colleghi, i genitori, il territorio”   realizzare nei successivi tre anni. Le
                           (OECD, 2014)10.                              analisi interne al RAV sono la base di
                           La formazione in servizio si collega         partenza per il Piano di Migliora-
                           direttamente con il contesto di lavoro       mento e lo stesso RAV individua la
                           in aula del docente, si qualifica come       formazione come una delle 7 aree
                           riflessione alta sullo stile di insegna-     di processo su cui viene espresso
                           mento, attraverso un rapporto maturo         un giudizio sull’istituto e uno degli
                           con le conoscenze e le trasformazioni        obiettivi di processo che la scuola può
                           culturali, con le innovazioni in mate-       indicare e definire per raggiungere i
                           ria didattica e una migliore conoscen-       risultati.
                           za delle dinamiche dell’apprendimen-         Il Piano di ogni scuola deve conside-
                           to. È indispensabile avere a scuola          rare la formazione del personale come
                           persone di cultura, professionalmente        una leva per perseguire con successo
                           preparate, consapevoli della loro re-        la strategia di sviluppo e miglioramen-
                           sponsabilità pubblica (OECD, 2011).          to dell’Istituto.

                                                                                                                     17
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

            11 Si veda ad
   esempio per il sistema
     inglese il documento
     Teachers’ Standards
      del Department for
 Education https://www.
      gov.uk/government/
                            3.3                                      GLI STANDARD
                                                                     PROFESSIONALI DEL
                                                                     DOCENTE

uploads/system/uploads/     FORMAZIONE COME                          Come avviene in molti sistemi edu-
        attachment_data/    SVILUPPO PROFESSIONALE                   cativi nel mondo11, è necessario lega-
 file/301107/Teachers__                                              re gli obiettivi di sviluppo professio-
            Standards.pdf   E PERSONALE
                                                                     nale continuo del docente a standard
                                                                     professionali chiari e definiti.
                                                                     Anche attraverso una analisi dei
                            La formazione permanente è ele-          principali modelli proposti a livello
                            mento fondante della professio-          internazionale, e come anticipato dal
                            nalità docente, nel quadro degli         DM 850/2015, saranno considerate
                            obiettivi istituzionali di qualità,      come punto di partenza le seguenti
                            miglioramento ed equità, affidati al     aree di sviluppo professionale:
                            sistema di istruzione del nostro Pa-     1. possesso ed esercizio delle com-
                            ese. La formazione in servizio non è        petenze culturali, disciplinari, di-
                            adempimento formale o contrattua-           dattiche e metodologiche in rela-
                            le, è scelta professionale che con-         zione ai traguardi di competenza
                            sente ampia autonomia culturale,            ed agli obiettivi di apprendimen-
                            progettuale, didattica, di ricerca,         to previsti dagli ordinamenti sco-
                            nell’ambito della libertà di inse-          lastici;
                            gnamento e nel quadro delle in-
                            novazioni scientifiche.                  2. possesso ed esercizio delle com-
                                                                        petenze relazionali e organizza-
                            Questa dimensione suggerisce quin-          tive in relazione alla migliore ge-
                            di la creazione di un sistema di svi-       stione dell’insegnamento e degli
                            luppo professionale continuo, un            ambienti di apprendimento;
                            ambiente di apprendimento “diffu-
                            so” qualificato da un insieme di dif-    3. partecipazione      responsabile
                            ferenti opportunità culturali per la        all’organizzazione scolastica, al
                            formazione: corsi, comunità di prati-       lavoro collaborativo in rete, an-
                            che, riviste, pubblicazioni, esperien-      che assicurando funzioni di co-
                            ze associative, proposte di ricerca,        ordinamento e animazione;
                            attività accademiche.                    4. cura della propria formazione in
                            Per fare questo e per raggiungere gli       forma di ricerca didattica, docu-
                            obiettivi correlati ad un’efficace ri-      mentazione, riflessione sulle pra-
                            caduta della formazione nell’ambito         tiche, diffusione di esperienze di
                            dell’insegnamento, il punto di par-         eccellenza.
                            tenza è l’adozione di “standard pro-     Il raggiungimento di adeguati stan-
                            fessionali”. Sarà immediatamente         dard rende indispensabile l’intro-
                            costituito (ottobre 2016) un gruppo      duzione di strumenti in grado di
                            di lavoro che avrà lo scopo di defini-   accompagnare il percorso di cresci-
                            re tali standard.                        ta professionale. Il MIUR renderà
                                                                     disponibile un sistema on-line nel
                                                                     quale ciascun docente potrà docu-
                                                                     mentare e riorganizzare la propria
                                                                     “storia formativa e professionale”
                                                                     costruendo il proprio portfolio pro-
                                                                     fessionale.

 18
CAPITOLO 3

                                       Il portfolio professionale permetterà
                                       ai docenti di documentare la propria
UN PORTFOLIO                           storia formativa operando diretta-
PROFESSIONALE                          mente sulla piattaforma on line. La
                                       sua elaborazione aiuterà inoltre i
PER OGNI DOCENTE
                                       docenti a riflettere sulla propria at-
                                       tività didattica e sul proprio modo
                                       di progettare e realizzare l’insegna-
                                       mento, consentendo a ciascuno di
                                       individuare ed esplicitare i campi di
                                       attività e le competenze professio-
                                       nali attraverso cui fornire il maggior
       CURRICULUM                      apporto all’istituzione scolastica, in
      PROFESSIONALE                    relazione alla specifica realtà.
                                       Il portfolio fornisce inoltre l’am-
                                       biente digitale in cui documentare
 Anagrafe delle professionalità        le Unità Formative acquisite, anche
     (fascicolo docente + altre        per valutarne l’efficacia. Diventa
     esperienze professionali +        quindi lo strumento per riconosce-
    qualifiche e certificazioni +      re e valorizzare ogni passaggio della
attività di ricerca e pubblicazioni)   propria storia formativa e professio-
                 -                     nale - dentro e fuori la classe, nella
                                       comunità scolastica allargata, a di-
 Storia formativa (quali e quanti
                                       versi livelli nel sistema scolastico.
   percorsi, con che costanza, di
    che tipo, con quali risultati)     In sintesi il portfolio, inizialmente
                                       composto da un diverso insieme di
                                       informazioni strutturate e non, a par-
                                       tire da quelle contenute nel sistema
                                       informativo del Ministero, consente
    ATTIVITÀ DIDATTICA                 al docente di:
                                       •   descrivere il proprio curriculum
                                           professionale, comprensivo anche
Progettazione, documentazione
                                           della propria “storia formativa”;
     e riflessione sull’attività
               didattica               •   mettere a disposizione dei di-
    (es. link a risorse didattiche         rigenti scolastici il curriculum
     prodotte, lavoro condotto             come supporto alla scelta nella
nell’anno di prova, progettazione          chiamata per competenze per
 di particolari percorsi formativi)        l’assegnazione dell’incarico trien-
                                           nale;
                                       •   elaborare un bilancio di compe-
                                           tenze e pianificare il proprio svi-
                                           luppo professionale;
    PIANO INDIVIDUALE
                                       •   raccogliere e documentare fasi
 DI SVILUPPO PERSONALE
                                           significative della progettazione
                                           didattica, delle attività didattiche
  Aggiornato con le proposte di            svolte, delle azioni di verifica in-
sviluppo professionale del docente         traprese.
                                       Dal punto di vista amministrativo, il
                                       portfolio diventa quindi parte in-
                                       tegrante del fascicolo digitale del
                                       docente, permettendo ad ammini-

                                                                                               19
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

                            strazione, scuole e dirigenti di rico-
            12 Cedefop,     struire e comprendere la storia pro-             IL PORTFOLIO
         Terminology of     fessionale del docente e di disporre di         PROFESSIONALE
   European education       tutte le informazioni di carattere am-
and training policy, 2nd
                                                                              DEI DOCENTI
                            ministrativo relativo al percorso pro-
Edition, pp. 241-3,2014.                                              Il Portfolio consente di valutare
www.cedefop.europa.eu/      fessionale. Esso sarà formato da una
                            parte pubblica che troverà spazio in      la qualità della formazione effet-
        files/4117_en.pdf
                            un applicativo in corso di sviluppo       tuata, attraverso un’analisi delle
                            da parte del MIUR (e che permetterà       seguenti caratteristiche:
                            di indicare riferimenti, risorse e link   •   la tipologia dei percorsi fre-
                            esterni), e una parte riservata, che          quentati (monte ore, fonti for-
                            sarà disponibile e gestita internamen-        mative, traguardi raggiunti,
                            te dal docente stesso. Il MIUR fornirà        ecc);
                            a ottobre 2016 indicazioni operative      •   le modalità di formazione
                            e strumenti per il concreto avvio del         (peer to peer, lezioni, labora-
                            portfolio professionale del docente           tori pratici, approcci “on the
                            nell’anno scolastico 2016/2017.               job”, azioni di accompagna-
                                                                          mento, ecc);
                                                                      •   i contenuti di formazione;
                                                                      •   percorsi di formazione all’e-
                                                                          stero;
                                                                      •   l’utilizzo delle risorse (econo-
                                                                          miche, professionali, materiali,
                                                                          strumentali, ecc); la progettua-
                                                                          lità conseguente alla forma-
                                                                          zione;
                                                                      •   il report narrativo del per-
                                                                          corso formativo svolto e delle
                                                                          considerazioni relative allo
                                                                          svolgimento (positività, ele-
                                                                          menti critici, perplessità, inap-
                                                                          plicabilità, ecc) e la ricaduta
                                                                          sulle pratiche in classe e nell’i-
                                                                          stituzione;
                                                                      •   la presentazione pubblica del-
                                                                          la progettualità e del percorso
                                                                          formativo;
                                                                      •   l’autovalutazione del percorso;
                                                                      •   la partecipazione al progetto
                                                                          formativo della scuola.

20
CAPITOLO 3

     IL PIANO DI SVILUPPO
        PROFESSIONALE                    IL PIANO INDIVIDUALE DI
A titolo di esempio, le macro aree su    SVILUPPO PROFESSIONALE
cui si basa il piano sono:
1 Area delle competenze relative         Una buona formazione si innesta
all’insegnamento (didattica)             sulla rilevazione dei bisogni espres-
                                         si dai docenti. Un passaggio signifi-
a. Progettare e organizzare le si-       cativo è rappresentato dal Bilancio
   tuazioni di apprendimento con         delle competenze12, adottato in via
   attenzione alla relazione tra stra-   sperimentale per la formazione dei
   tegie didattiche e contenuti disci-   neoassunti (DM 850/2015) e già
   plinari;                              praticato da oltre 110.000 docen-
b. Utilizzare strategie appropria-       ti neoassunti negli ultimi 2 anni. Il
   te per personalizzare i percorsi      bilancio delle competenze sarà adat-
   di apprendimento e coinvolgere        tato agli scopi della formazione in
   tutti gli studenti, saper sviluppa-   servizio nel Piano individuale di
   re percorsi e ambienti educativi      sviluppo professionale.
   attenti alla personalizzazione e      Il Piano individuale di sviluppo
   all’inclusione;                       professionale è uno strumento, che
c. Osservare e valutare gli allievi;     ciascun docente curerà con aggior-
                                         namenti periodici, in cui indicare
d. Valutare l’efficacia del proprio
                                         esigenze e proposte di crescita pro-
   insegnamento.
                                         fessionale in riferimento alle aree
2. Area delle competenze relative        indicate più avanti.
alla partecipazione scolastica (orga-
                                         Questo permette, da una parte, di
nizzazione)
                                         rendere ciascun docente parte attiva
e. Lavorare in gruppo tra pari e fa-     nel processo di crescita e di miglio-
   vorirne la costituzione sia all’in-   ramento della comunità professio-
   terno della scuola ch e tra scuole;   nale di appartenenza e, dall’altra, di
f. Partecipare alla gestione della       raccogliere complessivamente le esi-
   scuola, lavorando in collabora-       genze formative della scuola.
   zione con il dirigente e il resto     Il dirigente, infatti, nella definizione
   del personale scolastico;             delle linee di indirizzo da proporre
g. Informare e coinvolgere i ge-         al Collegio Docenti per l’elaborazio-
   nitori;                               ne del Piano di formazione dell’I-
                                         stituto, tiene conto delle esigenze
h. Contribuire al benessere degli        formative espresse dai docenti nei
   studenti.                             propri piani individuali. Il Piano di
3. Area delle competenze relative alla   formazione dell’istituto è quindi il
propria formazione (professionalità)     risultato di tali valutazioni e dovrà
                                         essere inserito nell’aggiornamento
i.   Approfondire i doveri e i proble-
                                         annuale del PTOF.
     mi etici della professione;
j.   Curare la propria formazione
     continua;
k. Partecipare e favorire percorsi di
   ricerca per innovazione, anche
   curando la documentazione e il
   proprio portfolio.

                                                                                    21
4
     PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

        LE PRIORITÀ
       DEL PROSSIMO
          TRIENNIO
         (2016-2019)
     Questo Piano Nazionale identifica le priorità strategiche per il sistema
        scolastico in materia di formazione, come innovazione necessaria
      per due ragioni: dare coerenza, sia tematica che amministrativa, agli
       interventi che il MIUR mette in campo, e comunicare alle scuole e
      ai territori le direzioni dell’intero sistema, fermo restando il rispetto
              dell’autonomia scolastica e delle specificità territoriali.

22
CAPITOLO 4

Il punto di partenza per definire
le priorità della formazione per                  Sintesi dei dati degli oltre
il prossimo triennio è dato dai
bisogni reali. Questi sono dati, a                25.000 docenti neoassunti
loro volta, dall’intersezione tra                     nell’a.s. 2014/2015
bisogni nazionali, esigenze delle
scuole e necessità di sviluppo pro-        Dall’analisi dei bilanci di competenze compilati
fessionale.                                dai docenti neoassunti è emerso che:
Pur con i limiti dell’autodichiarazio-     •   Il 58% attribuisce il valore e la centralità ai
ne, il nuovo percorso di formazione            contenuti disciplinari;
in ingresso per i neoassunti rap-
                                           •   Il 72% concepisce lo sviluppo di competenze
presenta un corpus importante per
                                               come un elemento fondamentale nella
identificare le esigenze formative dei
                                               progressione dell’apprendimento degli studenti;
docenti.
                                           •   Il 62% dà un grande risalto al lavoro di gruppo
                                               per il coinvolgimento degli studenti nei percorsi
                                               di apprendimento;
                                           •   Il 68% ritiene che vi sia un ruolo evidente dei
                                               genitori nelle dinamiche scolastiche ed il 59%
                                               ritiene che nell’ambito della partecipazione
                                               scolastica sia importante collaborare con i
                                               colleghi attraverso la realizzazione di progetti;
                                           •   Il 59% manifesta l’interesse e la propensione
                                               a partecipare a percorsi di ricerca in campo
                                               educativo e a sperimentare le odierne
                                               opportunità innovative.
                                           Le prime 5 competenze che i docenti neoassunti
                                           ritengono di dover potenziare nel futuro sono:
                                           •   Come curare la propria formazione continua
                                               (78%)
                                           •   Come lavorare in gruppo - network
                                               professionali (63%)
                                           •   Come utilizzare in modo adeguato le tecnologie
                                               nella didattica (62%)
                                           •   Come coinvolgere gli studenti nel loro
                                               apprendimento (57%)
                                           •   Come organizzare e animare le situazioni di
                                               apprendimento (51%)
                                           I primi 5 argomenti trattati nei laboratori
                                           formativi realizzati sul territorio sulla base
                                           della domanda:
                                           •   Bisogni Educativi Speciali (Bes) (93%)
                                           •   Nuove tecnologie e didattica (83%)
                                           •   Gestione della classe e delle problematiche
                                               relazionali (71%)
                                           •   Sistema Nazionale di valutazione (54%)
                                           •   Inclusione e aspetti interculturali (36%)

Fonte dati INDIRE – neoassunti 2014/2015

                                                                                                        23
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

                            Il già citato Rapporto TALIS (2013)       innovazioni tecnologiche nelle
 13 Si veda comunque        rivela i bisogni di sviluppo profes-      scuole. In tutte le ricerche si evi-
      la parte finale di    sionale segnalati dai docenti italiani,   denzia infatti il contributo positivo
 questo capitolo per un     mettendo ai primissimi posti le com-      che le tecnologie possono apportare
   approfondimento su
                            petenze legate all’uso didattico delle    alla produzione degli apprendimen-
   dirigenti scolastici e
        personale ATA.      nuove tecnologie, nonché quelle ne-       ti. Tuttavia, esso non si realizza me-
                            cessarie per l’insegnamento in con-       diante l’introduzione sic et simplici-
                            testi multilingue e multiculturali.       ter nella didattica delle tecnologie,
                            L’esperienza maturata in questi anni      ma necessita di un’attenta riflessione
                            a livello nazionale sulla valutazione     metodologica, affinché l’innovazione
                            standardizzata degli apprendimenti        tecnologica eserciti un ruolo positi-
                            ha messo in luce che la scuola ne-        vo per l’acquisizione di competenze
                            cessita di supporto formativo per         strategiche per tutti e per ciascuno.
                            utilizzare al meglio gli esiti delle      I risultati degli studenti
                            prove nazionali (INVALSI) e inter-        Gli esiti delle rilevazioni nazionali
                            nazionali (OCSE-PISA, IEA-TIMSS,          e internazionali evidenziano alcuni
                            IEA-PIRLS, ecc.).                         punti di difficoltà degli allievi del-
                            Dalle indagini internazionali e           le scuole italiane che meritano una
                            nazionali emerge con chiarezza            particolare attenzione, specie nella
                            che sovente i docenti non han-            prospettiva dell’individuazione di
                            no un’adeguata conoscenza degli           azioni formative rivolte al personale
                            strumenti per valutare l’impatto          docente.
                            delle soluzioni assunte.                  I risultati delle prove standardizza-
                            Tutti i dati forniti da OCSE e IN-        te indicano piuttosto chiaramente
                            VALSI mostrano che la scuola non          che molti studenti sono in difficoltà
                            sempre possiede gli strumenti me-         quando viene chiesto loro di eser-
                            todologici necessari per tradurre         citare le competenze che hanno
                            l’enorme quantità di dati a disposi-      acquisito o che avrebbero dovuto
                            zione in un reale strumento per pro-      raggiungere durante il loro percorso
                            muovere il miglioramento.                 scolastico: non viene riservata una
                            Dal punto di vista più strettamente       cura sufficiente allo sviluppo del-
                            didattico-metodologico gli esiti delle    le competenze di base. Non sem-
                            prove standardizzate sugli apprendi-      pre gli studenti delle nostre scuole
                            menti, realizzate sia a livello nazio-    posseggono con adeguata sicurezza
                            nale sia a livello internazionale (IN-    adeguate capacità di comprensio-
                            VALSI, OCSE-PISA, IEA-TIMSS,              ne della lettura e, in generale, del-
                            IEA-PIRLS, ecc.), mettono in luce         la propria lingua, specie quando
                            la necessità di azioni informative in     viene chiesto loro di attivarsi posi-
                            grado di promuovere una didatti-          tivamente nello svolgimento di un
                            ca che punti alla promozione delle        compito. Lo stesso vale anche per
                            competenze. In questo senso le pro-       la matematica dove molti giovani
                            ve nazionali, ancorate puntualmen-        sono in forte difficoltà nel proporre
                            te alle Indicazioni nazionali per il      soluzioni o argomentare strategie
                            curricolo e alle Linee guide, possono     risolutive.
                            fornire utili spunti per la promozio-     Le rilevazioni sugli apprendimen-
                            ne di azioni formative concretamen-       ti mettono in luce forti differenze
                            te orientate alle prassi didattiche       all’interno del Paese e rispetto ai
                            delle scuole.                             maggiori paesi avanzati, specie ri-
                            Un altro campo d’intervento nel           spetto alla capacità di applicare po-
                            quale gli esiti delle prove standar-      sitivamente e correttamente quanto
                            dizzate possono essere di supporto        si apprende a scuola.
                            è quello dell’introduzione delle          È evidente quindi la necessità di

24
CAPITOLO 4

promuovere modalità d’insegnamen-          •   la cultura della valutazione e del
to che puntino principalmente allo             miglioramento;                         13 il presente
sviluppo di solide e mature compe-         •   l’alternanza scuola-lavoro e il
tenze di base, specie in ambito mate-          rapporto tra scuola e mondo
matico e nella comprensione attiva             esterno;
della lingua madre. Infatti, tutte le
ricerche nazionali e internazionali        Le priorità nazionali, riferimento
indicano chiaramente la necessità di       per tutto il personale e per lo stesso
promuovere azioni formative rivolte        MIUR, saranno considerate e conte-
ai docenti per favorire, da un lato,       stualizzate dai dirigenti scolastici at-
una didattica che miri essenzial-          traverso gli indirizzi forniti al Colle-
mente allo sviluppo di competenze          gio dei docenti per la realizzazione,
disciplinari e trasversali, basate su      l’elaborazione e la verifica del Piano
solide conoscenze e, dall’altro, all’ac-   di formazione integrato nel Piano
quisizione da parte dei docenti di         triennale dell’Offerta Formativa.
adeguate competenze nell’utilizzo
dei dati e delle evidenze empiriche
per valutare l’efficacia e l’opportuni-    Ogni area rappresenta un ambi-
tà delle scelte effettuate.                to di lavoro che coinvolge in primo
                                           luogo i docenti, ma che si rivolge
Oltre a questi dati, sono state ana-       anche alle altre tipologie di sogget-
lizzate le altre fonti in possesso del     ti professionali (dirigenti, figure di
Ministero e fornite in parte dall’ana-     sistema, personale ATA in quanto i
grafe delle professionalità del corpo      fabbisogni formativi non possono e
docente, realizzata nel 2012 e in cor-     non devono necessariamente essere
so di manutenzione, e in parte dalle       “separati” per categoria)13. Occorre
indicazioni raccolte dalle Direzioni       anche evitare, quando possibile, so-
attraverso azioni nazionali e territo-     luzioni a “taglia unica”, e aiutare in-
riali.                                     vece scuole e loro reti a organizzare
La legge 107/2015, partendo da que-        percorsi il più possibile rispondenti
sti bisogni, individua alcuni obiettivi    alle diverse esigenze.
prioritari che per poter essere rag-       Come approccio comune a tutte le
giunti necessitano di specifiche azio-     priorità della formazione, andranno
ni a livello nazionale. In particolare     valorizzate scuole e gruppi di inse-
ci si riferisce a:                         gnanti, nonché associazioni disci-
•   l’innovazione metodologica in          plinari e professionali, università e
    tutte le sue forme e connessa ai       soggetti che a vario titolo erogano
    nuovi ambienti per l’apprendi-         formazione e che siano promotori di
    mento e all’utilizzo delle tecno-      didattiche innovative e partecipate.
    logie nella didattica;                 Gli obiettivi che si ritengono pri-
•   le lingue straniere, con la finalità   oritari per lo sviluppo del nostro
    di innalzare il livello delle com-     sistema educativo per il triennio
    petenze linguistico-comunicative       2016-2019 sono sintetizzati nelle
    degli allievi, con particolare at-     seguenti aree tematiche.
    tenzione alla metodologia CLIL;
•   le opportunità dell’autonomia
    curricolare, organizzativa e di-
    dattica.
•   l’accoglienza, finalizzata all’in-
    clusione, come modalità “quoti-
    diana” di gestione delle classi;

                                                                                                           25
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

        Le priorità della                        COME UTILIZZARE QUESTO CAPITOLO
     Formazione 2016-2019
                                                 In questo capitolo sono indicate, come richiesto dal
                                                 comma 124 della legge 107, le priorità per la formazione
                                                 in servizio per il prossimo triennio.
                                                 In primo luogo, le priorità riguardano le azioni formati-
     COMPETENZE DI SISTEMA                       ve garantite dal MIUR e sviluppate attraverso le diverse
                                                 modalità a disposizione (es. scuole-polo, gara naziona-
                                                 le, chiamata alle università, progettazione degli ambiti,
           Autonomia didattica                   etc.) e con differenti partner. Le scuole inseriscono le
             e organizzativa                     azioni indicate dalle priorità nei propri piani di istituto,
                       -                         in aggiunta o in integrazione di quanto decideranno di
                                                 proporre partendo dai bisogni interni alla singola scuola
      Valutazione e miglioramento                e progettati dalla rete di ambito.
                       -                         In secondo luogo, le priorità, i temi e le azioni contenute
       Didattica per competenze e                in questo capitolo possono essere interpretate come “li-
       innovazione metodologica                  nea guida” con cui il Ministero anticipa e qualifica l’im-
                                                 portanza di alcuni contenuti e modalità formative per il
                                                 nostro sistema educativo.
                                                 In sintesi, i piani formativi delle scuole incroceranno
                                                 azioni e percorsi descritti nelle priorità considerando
           COMPETENZE                            sia quelli proposti e realizzati direttamente dal MIUR,
        PER IL 21MO SECOLO                       che quelli progettati a livello di scuola e in rete.
                                                 Per sostenere la progettazione delle scuole e delle reti di
              Lingue straniere                   ambito, la Cabina di Regia comunicherà tempi e moda-
                     -                           lità di erogazione delle azioni proposte per l’attuazione
       Competenze digitali e nuovi               di questo Piano.
      ambienti per l’apprendimento               In aggiunta, si precisa che le diverse sezioni di questo
                       -                         capitolo non sono da intendere come “scatole chiuse”,
                                                 ma in interazione tra loro - si pensi, tra i vari esempi
              Scuola e lavoro                    possibili, al rapporto tra innovazione metodologica, in-
                                                 novazione digitale e competenze linguistiche.

      COMPETENZE PER UNA
       SCUOLA INCLUSIVA

        Integrazione, competenze
             di cittadinanza e
           cittadinanza globale
                      -
          Inclusione e disabilità
                      -
     Coesione sociale e prevenzione
          del disagio giovanile

26
CAPITOLO 4

4.1
AUTONOMIA ORGANIZZATIVA E DIDATTICA

La piena realizzazione dell’autonomia organizzativa e didattica delle scuole
rappresenta l’orizzonte strategico prefigurato nella Legge 107/15 per realiz-
zare finalità di qualificazione, sviluppo, equità del nostro sistema educativo.
L’autonomia affida alle scuole, singole e associate in rete, di interpretare tali
finalità attraverso l’elaborazione, la realizzazione e la verifica della proget-
tazione curricolare (riferita alla scuola, alle discipline, alle classi, agli allievi).
Questo implica un adeguato ripensamento delle modalità tradizionali di
insegnamento e di organizzazione didattica. Gli spazi di flessibilità previsti
dal nuovo quadro normativo si sostanziano nella vita dell’aula, nella costru-
zione di ambienti di apprendimento innovativi, nella capacità di coinvolgere
gli allievi, nel prendersi cura del funzionamento della scuola e dei rapporti
con genitori e comunità di riferimento. Solo in questo modo l’autonomia
esprime la capacità di ogni scuola di assumersi la responsabilità dei compiti
formativi essenziali ad essa affidati.
In considerazione della possibilità di utilizzare in modo funzionale ed inte-
grato il personale scolastico, la formazione deve consentire la valorizzazione
delle diverse competenze professionali, le specifiche specializzazioni, le atti-
tudini e le motivazioni.
Tali inserimenti vanno accompagnati da una specifica attenzione formativa,
che vada oltre le conoscenze disciplinari e che sia orientata alla preparazio-
ne di figure di docenti con particolari funzioni che sono correlate a “profili
professionali”.

CONTENUTI CHIAVE

Progettare nell’ambito dell’autonomia; progettazione europea; flessibilità
organizzativa; didattica modulare; gestione della classe; progettazione
partecipata degli ambienti di apprendimento; gestione e valorizzazione
della quota dell’autonomia del curricolo d’Istituto; utilizzo dell’organico
dell’autonomia: modelli e simulazioni; lavorare in gruppo; tempo-scuola;
organico potenziato e organico funzionale; team teaching; peer review
                                                                                          AUTONOMIA ORGANIZZATIVA E DIDATTICA

e tutoraggio; ruolo del middle management nella scuola; lavorare nella
comunità professionale; progettazione del piano dell’offerta formativa,
lavorare in reti e ambiti.

                                                                                          27
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

                                                           LINEE STRATEGICHE

                                                           •   Rafforzare la capacità di ogni scuola di utilizzare risorse umane, risorse
                                                               didattiche, risorse finanziarie per migliorare la qualità della didattica e
                                                               gli apprendimenti degli allievi;
                                                           •   Caratterizzare ogni scuola come comunità professionale impegnata
                                                               nella progettazione partecipata, gestione e valutazione della propria
                                                               offerta formativa, anche attraverso la formazione di nuove figure con
                                                               particolari funzioni (referenti, tutor, responsabili di aree di lavoro);
                                                           •   Promuovere forme di leadership educativa favorendo il lavoro
                                                               collaborativo tra gli insegnanti, la formazione di staff, il presidio
                                                               dell’autonomia di ricerca e innovazione, i rapporti con la dirigenza
                                                               scolastica;
                                                           •   Arricchire l’offerta formativa di progetti correlati con gli apprendimenti
                                                               disciplinari e le competenze cross-curricolari;
                                                           •   Sensibilizzare i docenti ed il personale della scuola verso l’utilizzo
                                                               delle opportunità offerte dalla piena attuazione dell’autonomia
                                                               (organico potenziato, piano triennale, flessibilità organizzativa, figure di
                                                               coordinamento, fondi di incentivazione, formazione di istituto);
                                                           •   Sostenere lo sviluppo di una cultura dell’autonomia tra gli operatori
                                                               scolastici e nella comunità sociale, per favorire le azioni di rete, i
                                                               partenariati, la progettazione partecipata, la governance territoriale
                                                               dell’offerta formativa;
                                                           •   Sperimentare ed implementare modelli organizzativi e di gestione degli
                                                               spazi innovativi anche finalizzati a nuove modalità di lavoro d’equipe
                                                               (aule laboratorio, spazi alternativi all’aula, diversi moduli orari, diversa
                                                               scomposizione del gruppo classe, ecc).

                                                           ESEMPI DI DESTINATARI

                                                           •   Referenti di istituto, funzioni strumentali, figure di coordinamento,
                                                               tutor, per presidiare i processi organizzativi e didattici, finalizzati al
                                                               miglioramento dell’insegnamento e dei risultati scolastici;
                                                           •   Formatori, anche per la produzione di materiali didattici innovativi;
                                                           •   Docenti, consigli di classe, dipartimenti impegnati nei progetti di
                                                               arricchimento, differenziazione e individualizzazione dell’insegnamento
AUTONOMIA ORGANIZZATIVA E DIDATTICA

                                                               e in processi di innovazione delle metodologie e delle didattiche;
                                                           •   Dirigenti scolastici;
                                                           •   Personale ATA.

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