PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI - 2016-2019 la buona SCUOLA - Miur
←
→
Trascrizione del contenuto della pagina
Se il tuo browser non visualizza correttamente la pagina, ti preghiamo di leggere il contenuto della pagina quaggiù
1 3
PERCHÉ UN PIANO PER LA IL SENSO DELLA FORMAZIONE
FORMAZIONE DEI DOCENTI
3.1 La formazione serve al Paese
3.2 Formarsi per migliorare la propria
2
scuola
3.3 Formazione come sviluppo
professionale e personale
- Gli standard professionali
del docente
I PRINCIPI DEL PIANO
- Un portfolio professionale
per ogni docente
2.1 Un sistema per lo sviluppo - Il piano individuale di sviluppo
professionale professionale
4
2.2 Promuovere e sostenere la
collaborazione
2.3 Assicurare la qualità dei percorsi
formativi
2.4 Definire con chiarezza le priorità
della formazione LE PRIORITÀ PER LA
2.5 Promuovere l’innovazione FORMAZIONE NEL PROSSIMO
continua TRIENNIO (2016-2019)
2.6 A cosa serve creare un sistema
per lo sviluppo professionale 4.1 Autonomia organizzativa e
continuo didattica
2.7 In coerenza con la formazione 4.2 Didattica per competenze,
iniziale innovazione metodologica e
2.8 Il legame con la formazione dei competenze di base
dirigenti scolastici e di tutto il 4.3 Competenze digitali e nuovi
personale ambienti per l’apprendimento
4.4 Competenze di lingua straniera
4.5 Inclusione e disabilità
4.6 Coesione sociale e prevenzione
del disagio giovanile globale4.7 Integrazione, competenze di
cittadinanza e cittadinanza globale
4.8 Scuola e Lavoro
4.9 Valutazione e miglioramento
8
Il coinvolgimento di tutta la ELEVARE LA QUALITÀ
comunità scolastica DEI PERCORSI FORMATIVI
5 8.1 Standard per la qualità e l’efficacia
delle iniziative formative
8.2 Startup della formazione e
leadership educativa
COME È ORGANIZZATA LA
FORMAZIONE: I LIVELLI DI 8.3 Una biblioteca delle migliori
attività didattiche
GOVERNANCE DEL PIANO
8.4 Una strategia per valorizzare
i migliori formatori
5.1 Cosa fa il MIUR a livello centrale
8.5 Rafforzare la formazione all’estero
5.2 Cosa fanno le articolazioni
e la collaborazione internazionale
territoriali del MIUR
per il personale scolastico
5.3 Cosa fanno le scuole
9
5.4 Il ruolo della ricerca
5.5 Il ruolo degli enti accreditati
5.6. Gli insegnanti e la carta elettronica
6 LE RISORSE A DISPOSIZIONE
9.1 Le risorse che avevamo fino al 2015
LA FORMAZIONE 9.2 Le risorse per il triennio 2016-2019
IN SERVIZIO, STRUTTURALE
E OBBLIGATORIA
10
7 MONITORAGGIO DEL PIANO
ECOSISTEMA DIGITALE TUTTE LE AZIONI DEL PIANO
DELLA FORMAZIONE1
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019
PERCHÉ UN
PIANO PER LA
FORMAZIONE
DEI DOCENTI
Le profonde trasformazioni della società italiana e le sfide da
affrontare a livello europeo e globale impongono, oggi più che
mai, una particolare attenzione allo sviluppo del capitale culturale,
sociale e umano che rappresenta l’insieme dei fattori fondamentali
per sostenere e accelerare la crescita del nostro Paese.
4CAPITOLO 1
In questo contesto, il sistema di istru- Il Piano per la Formazione del perso-
zione è una delle risorse strategiche nale, come atto di indirizzo adottato
su cui occorre investire, a partire dal con decreto del Ministro dell’Istruzio-
personale della scuola. La formazio- ne, dell’Università e della Ricerca, defi-
ne del personale scolastico durante nisce le priorità e le risorse finanziarie
tutto l’arco della vita professionale per il triennio 2016-2019 e delinea, a
è un fattore decisivo per il migliora- partire dall’anno scolastico 2016-2017
mento e per l’innovazione del sistema (considerando anche gli interventi
educativo italiano. formativi avviati nel 2015-2016), un
La crescita del Paese (e del suo quadro strategico e allo stesso tempo
capitale umano) richiede un siste- operativo tale da sostenere in maniera
ma educativo di qualità, che guar- trasparente, innovativa ed efficace una
di allo sviluppo professionale del politica concreta per la crescita del
personale della scuola - in coeren- capitale umano e professionale della
za con una rinnovata formazione scuola.
iniziale - come ad un obiettivo Il Piano, quindi, oltre a orientare la
strategico, di respiro internazio- progettualità delle scuole e dei docen-
nale, ripreso e valorizzato dal Mi- ti, assume una funzione di indirizzo
nistero dell’Istruzione, dell’Uni- per concretizzare le proposte forma-
versità e della Ricerca. tive dell’Amministrazione centrale e
La legge 107/2015 interviene a soste- periferica, in modo da rendere coe-
gno di questa politica proponendo un renti e sistematici gli interventi for-
nuovo quadro di riferimento per lo mativi e creare una sinergia virtuosa
sviluppo professionale di tutti gli ope- tra scelte possibili e risorse disponi-
ratori della scuola. In particolare, la bili. Rappresenta quindi un quadro
formazione in servizio del personale di riferimento istituzionale rinnovato
docente, “obbligatoria, permanente e della formazione in servizio, e non un
strutturale” (comma 124), è ripensata semplice insieme di prescrizioni am-
attraverso alcuni passaggi innovativi: ministrative o gestionali.
a. il principio della obbligatorietà La formazione in servizio diventa
della formazione in servizio in “ambiente di apprendimento con-
una logica strategica e funzionale tinuo”, cioè un sistema di opportuni-
al miglioramento; tà di crescita e di sviluppo professio-
nale per l’intera comunità scolastica.
b. la definizione e il finanziamento
di un Piano nazionale di forma- La crescita professionale del perso-
zione triennale; nale, la partecipazione attiva al dibat-
tito culturale e il contributo concreto
c. l’inserimento, nel piano triennale all’innovazione e alla qualificazione
dell’offerta formativa di ogni scuo- del sistema educativo e quindi del
la, della ricognizione dei bisogni sistema Paese, rappresentano altret-
formativi e delle conseguenti azio- tante condizioni per restituire una
ni di formazione da realizzare; rinnovata credibilità sociale a chi
d. l’assegnazione ai docenti di una opera nel mondo della scuola.
carta elettronica personale per la Il Piano è immediatamente at-
formazione e i consumi culturali; tuabile: indirizza concretamente le
e. il riconoscimento della partecipa- azioni e le relative risorse messe a
zione alla ricerca e alla documen- disposizione dalle diverse Direzioni
tazione di buone pratiche, come Generali del Ministero a partire dalla
criteri per valorizzare e incentiva- sua pubblicazione.
re la professionalità docente.
52
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019
I PRINCIPI
DEL PIANO
Il Piano costituisce l’attuazione di una visione che utilizza i contenuti
dell’innovazione normativa come occasione strategica per sviluppare
un solido sistema per lo sviluppo professionale dei docenti. Il Piano
Formazione Docenti si fonda su alcuni presupposti fondamentali,
necessari per superare le debolezze del sistema scolastico italiano e
allinearlo ai migliori standard internazionali. Non si tratta quindi solo
di attuare la legge o di realizzare un’architettura amministrativa per
organizzare l’obbligo di formazione del personale docente.
6CAPITOLO 2
2.1 2.2 1 Schleicher, A.,
(2016), Teaching
excellence through
Professional
Learning and
Policy Reform:
Lessons from
UN SISTEMA PER LO PROMUOVERE E Around the World,
SVILUPPO PROFESSIONALE SOSTENERE LA International
Summit on
COLLABORAZIONE the Teaching
Profession, OECD
Publishing, Paris
Il sistema educativo, caratterizzato
da una pluralità di interventi forma- Il sistema italiano è caratterizzato
tivi, richiede che questi siano inqua- da elevata autonomia a livello di sin-
drati in un sistema che, longitudi- gola scuola. L’autonomia è una delle
nalmente, segua il docente lungo la tre dimensioni della professionali-
propria carriera e, orizzontalmente, tà docente identificata dall’OCSE
permetta di “leggere” e rafforzare le (2016)1, che porta maggiori benefici
diverse componenti della professio- se controbilanciata da adeguate reti
nalità. La missione di questo Piano di collaborazione professionale: l’I-
è proprio quella di armonizzare le talia, come dimostrano i recenti dati,
azioni formative che il singolo do- soffre di uno sbilanciamento. Questo
cente realizza individualmente nella Piano si propone di promuovere la
propria comunità professionale e di collaborazione in tutte le sue forme
ricerca, e nella comunità scolastica, come elemento essenziale per lo svi-
unitamente ai piani formativi delle luppo del sistema educativo italiano.
singole istituzioni scolastiche e con
il contributo dei piani nazionali. La collaborazione va incoraggiata a
tutti i livelli:
• a scuola, anche istituzionalizzan-
do modelli di tutoraggio e men-
toring;
• a livello territoriale, per la co-
struzione di filiere formative ef-
ficaci e di reti cooperative per lo
sviluppo di azioni coordinate;
• a livello nazionale, all’interno dei
gruppi disciplinari e interdisci-
plinari;
• a livello internazionale, stimo-
lando l’apertura al confronto e
l’intensificazione degli scambi
internazionali, anche attraverso
esperienze oggi rese possibili dai
gemellaggi europei.
7PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019
2.3
ASSICURARE LA QUALITÀ
DEI PERCORSI FORMATIVI
L’efficacia dei percorsi formativi è in- Per questo motivo risulta fondamen-
dubbiamente uno dei fattori di mag- tale investire prioritariamente sulla
giore complessità per tutti i Paesi, formazione dei formatori affinché
compresa l’Italia, che affrontano la tutte le figure coinvolte nella forma-
sfida della costruzione di un sistema zione possano seguire percorsi effi-
di sviluppo professionale continuo caci e intraprendere proficuamente
dei propri docenti. Una larga porzio- lo sviluppo professionale richiesto.
ne di questo problema è legata alla La qualità dei percorsi formativi è
bassa qualità dei percorsi formativi quindi sostenuta da buoni contenuti
in termini di modelli e metodologie e da buoni formatori la cui corret-
utilizzate: questo disincentiva ul- ta identificazione e valorizzazione
teriormente la partecipazione alla diventa essenziale. Occorre partire
formazione e contribuisce a costru- da una vera valorizzazione delle mi-
ire un’idea sbagliata di formazione gliori risorse, già presenti nella scuo-
come mero “aggiornamento”. Anche la, integrandole, ove necessario, con
quando le risorse sono disponibili, autorevoli contributi.
questo problema contribuisce a sva-
lutare parzialmente gli investimenti
fatti dal Ministero.
Questo Piano sostiene, quindi, in
maniera concreta diverse azioni per
favorire l’innalzamento della qualità
dei percorsi formativi, introducendo
linee guida, regole e incentivi perché
i percorsi offerti e organizzati dalle
scuole possano diventare prototipi e
riescano a massimizzare il proprio
impatto sul capitale professionale
e sociale di tutta la scuola.
8CAPITOLO 2
2.4 2.5
DEFINIRE CON CHIAREZZA PROMUOVERE
LE PRIORITÀ DELLA L’INNOVAZIONE CONTINUA
FORMAZIONE
Il nostro sistema di istruzione vive
Un sistema per la formazione incen- e si sviluppa attraverso la continua
trato sull’autonomia scolastica ha sperimentazione e innovazione. In
bisogno di definire priorità strate- questa direzione, il Piano agisce at-
giche. Per la prima volta, attraverso traverso diversi strumenti per valo-
un Piano Nazionale si definiscono rizzare l’innovazione, sia a livello di
ambiti tematici e priorità che guar- singola scuola, che di intero sistema
dano oltre la differente natura delle scolastico. Questo si concretizza me-
risorse e la diversa collocazione am- diante finanziamenti dedicati, incen-
ministrativa delle aree di intervento tivi ed efficaci regole che permetta-
del Ministero. Come sarà sviluppato no alle migliori pratiche di diventare
nel capitolo 3 di questo documento, sistema, e alle migliori energie di
è fondamentale chiarire la triplice proporre continuamente nuovi pro-
natura degli obiettivi formativi rife- totipi formativi.
ribili a: Il legame con il mondo della ricerca,
a. obiettivi di crescita personale e non solo a livello di tematiche peda-
professionale del singolo docente; gogiche e metodologiche, va esteso
a tutti gli ambiti (inclusi quelli in-
b. obiettivi di miglioramento della fluenzati dallo sviluppo tecnologico,
scuola; l’evoluzione di spazi e ambienti per
c. strategia per lo sviluppo dell’in- l’apprendimento, le sfide dell’infor-
tero Paese. mazione e dei contenuti nell’era di-
Il Piano parte da una seria analisi gitale, ecc.).
dei bisogni formativi dei docenti.
Se lingue straniere e competenze
digitali sono indubbiamente priori-
tà riconosciute, sempre ponendo al
centro la formazione e l’innovazione
metodologica, è altrettanto impor-
tante definire ulteriori priorità “del
sistema” in coerenza con le direttrici
della riforma della “Buona Scuola”:
le sfide dell’inclusione e dell’integra-
zione, la creazione di competenze di
cittadinanza globale nonché il rap-
porto tra scuola e lavoro sono alcuni
esempi in questo senso.
9PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019
2.6
A COSA SERVE CREARE UN
SISTEMA PER LO SVILUPPO
PROFESSIONALE CONTINUO
Come avviene in diversi sistemi edu- scimento di impegni e meriti, scelta
cativi nel mondo, è fondamentale della sede di servizio, assegnazione
che una strategia di sviluppo profes- di incarichi specifici all’interno della
sionale continuo crei le condizioni scuola, ecc.
per un reale miglioramento del si- Infine, un sistema per lo sviluppo
stema. professionale dei docenti permet-
In primis, il sistema di sviluppo pro- te di programmare al meglio la
fessionale continuo consente di formazione negli anni successivi,
rafforzare e valorizzare la pro- raccogliendo periodicamente i biso-
fessione docente, dando, inoltre, gni formativi e costruendo una base
riconoscimento a chi si impegna complessiva di informazioni per il
non solo nella propria formazione, sistema di istruzione.
ma anche in favore della crescita dei
propri colleghi.
In secondo luogo, questo sistema
guarda, inevitabilmente, alle pro-
spettive di carriera dei docenti,
in termini di legittimazione struttu-
rale delle attività condotte. Questo
Piano, con le innovazioni che esso
introduce, costituisce il presupposto
informativo e strategico per affron-
tare il tema della valorizzazione del-
la carriera dei docenti.
In terzo luogo, un sistema per lo
sviluppo professionale consente di
documentare, attraverso disposi-
tivi come il portfolio professionale
e il piano di sviluppo professionale
(di cui si parlerà nel capitolo 3), il
progressivo affinamento di com-
petenze, attitudini, expertise dei
docenti, per dare una rappresen-
tazione complessiva della funzione
docente. Tale patrimonio profes-
sionale potrà essere riconosciuto,
valorizzato e incentivato mediante
gli strumenti normativi messi a di-
sposizione dal legislatore - ricono-
10CAPITOLO 2
2.7 2.8
IN COERENZA CON LA IL LEGAME CON LA
FORMAZIONE INIZIALE FORMAZIONE DEI DIRIGENTI
SCOLASTICI E DI TUTTO IL
PERSONALE
Una formazione per lo sviluppo del-
la professionalità dei docenti è ne-
cessariamente pensata, progettata e
Seppure questo Piano tratti priori-
realizzata in coerenza con la forma-
tariamente la formazione in servizio
zione iniziale.
dei docenti, per affrontare comples-
È ormai chiaro dai risultati di molte sivamente tali tematiche non è pos-
ricerche che le competenze acquisite sibile separare la formazione per
nella formazione iniziale divengono i docenti da quella per i dirigenti
inerti se non supportate e ricostruite scolastici e per il resto del personale
in modo continuo e attivo, soprattut- scolastico.
to nel campo delle soft skills. In que-
Per questo motivo all’interno del ca-
sta logica, la legge 107/2015 (art. 1
pitolo 4 sarà preso in considerazione
comma 181 lettera c) definisce i prin-
il fabbisogno formativo complessivo
cipi per le nuove modalità di accesso
delle scuole, considerando tutto il
alla professione docente, favorendo
personale.
la costruzione di percorsi formativi
che tengano insieme la riflessione I Piani formativi, ad esempio, pro-
teorica e la pratica. muoveranno anche modalità di
formazione in grado di coinvolgere
La ricchezza del rapporto e dello
diverse figure nello stesso “spazio
scambio di competenze e ruoli che
formativo”, proprio per stimolare
le università costruiscono con le
quella collaborazione che migliora e
scuole nella elaborazione dei cur-
rafforza la scuola e la sua comunità.
ricoli di studio e di tirocinio per la
specializzazione e l’insegnamento,
divengono quindi spazi reali di evo-
luzione del sapere professionale di
entrambe e terreno per la costruzio-
ne di alleanze formative valide, non
solo per la definizione dei contenuti
della formazione iniziale, ma anche
nella prospettiva della formazione
continua.
113
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019
IL SENSO DELLA
FORMAZIONE
Il senso e la cura della propria formazione in servizio, come previsto
dalla legge 107/2015, non possono essere interpretati come una
generica e ripetitiva “partecipazione a corsi di aggiornamento”, spesso
caratterizzata solamente da iniziative frontali, talvolta anche non
connessi con le pratiche scolastiche.
12CAPITOLO 3
La formazione in servizio rappre-
senta, eticamente oltre che giuridica- 2 Education and
Il senso della mente, il presupposto fondamen- training 2020 (ET
formazione tale per lo sviluppo professionale 2020) - Conclusioni
del Consiglio
individuale e della intera comuni- dell’Unione
tà docente, oltre che obiettivo prio- Europea del 12
ritario da raggiungere per il 2020 Maggio 2009
nello spazio europeo dell’istruzione
3 Insegnanti
e della formazione2, che individua in Europa.
ESIGENZE NAZIONALI nel corpo docente la risorsa chiave Formazione, status,
per il miglioramento della qualità condizioni di
dei sistemi educativi in Europa. servizio. Bollettino
di Informazione
Priorità del sistema In questa prospettiva, lo sviluppo Internazionale,
e Piani Nazionali professionale continuo (Continuing Indire, Ottobre
(es. lingue, competenze digitali, Professional Development - CPD) è 2013
inclusione e integrazione, ormai considerato come un obbligo
didattica per competenze, professionale nella maggior parte
autonomia) dei paesi europei.
Come indicato nella legge 107/2015,
dal 2016 anche il sistema educati-
vo italiano si allinea ai migliori
standard internazionali facendo
MIGLIORAMENTO dello sviluppo professionale con-
DELLA SCUOLA tinuo dei docenti un obiettivo
strategico permanente3.
La formazione è un dovere profes-
Legame tra bisogni individuali, sionale oltre che un diritto contrat-
bisogni della scuola tuale. Ai singoli insegnanti spetta
e del territorio inserire, nel proprio codice di com-
- portamento professionale, la cura
Piano di formazione della propria formazione come scel-
dell’Istituto (indicatore per RAV ta personale prima ancora che come
e per valutazione del dirigente obbligo derivante dallo status di
scolastico) dipendente pubblico. La formazio-
ne continua è parte integrante della
funzione docente (artt. 26 e 29 del
CCNL 2006-2009) e ora la legge
107/2015 (La Buona Scuola) ricono-
sce e dà forza a questo principio, lo
SVILUPPO PERSONALE correda di alcune regole di funzio-
E PROFESSIONALE namento, inserite in questo Piano, e
lo dota di risorse finanziarie.
Standard Professionali
-
Portfolio professionale docente
-
Piano individuale di
Sviluppo Professionale
13PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019
L’investimento strategico sulla Come sottolineato dalla recente
4 Burns, T. and formazione permanente risponde pubblicazione Governing Education
F. Köster (eds.) (2016), in primo luogo ad esigenze nazio- in a Complex World (2016)4, gover-
Governing Education nali, legate alla modernizzazione nare la complessità degli attuali si-
in a Complex World,
del sistema Paese all’interno della stemi d’istruzione implica modelli
OECD Publishing,
ParisMaggio 2009 comunità internazionale, come, ad multilivello che siano in grado di bi-
esempio, l’acquisizione di competen- lanciare le politiche educative nazio-
5 Francesca ze nelle lingue straniere e di compe- nali sia con i bisogni delle comunità
Caena, Quality in
Teachers’ continuing
tenze digitali. locali, sia con il raggiungimento di
professional In secondo luogo, l’arricchimento standard educativi a livello europeo.
development, del profilo professionale dei docenti Anche la Commissione Europea5
European
è strettamente correlato al miglio- ha evidenziato il ruolo fondamen-
Commission, 2011,
http://ec.europa.eu/ ramento del sistema di istruzio- tale della formazione in servizio dei
education/policy/ ne e all’adeguamento dell’offerta docenti per garantire questo delica-
strategic-framework/ formativa della singola scuola ai to equilibrio tra i vari livelli delle
doc/teacher- bisogni educativi espressi dalla politiche educative e l’ efficacia dei
development_en.pdf popolazione scolastica e dal terri- sistemi d’istruzione in termini di svi-
torio, in una società caratterizza- luppo delle competenze per la vita e
ta dalla complessità e da una sem- per il mondo del lavoro.
pre maggiore diversificazione.
Infine, la formazione è espressio-
ne dei bisogni e delle prospettive
di crescita professionale del singo-
lo docente, come individuo e come
professionista.
Questi diversi livelli di bisogni for-
mativi possono integrarsi ed essere
declinati in temi legati alla realtà
territoriale, alle esigenze dell’istituto
scolastico e all’esperienza professio-
nale del singolo docente.
14CAPITOLO 3
Anche nel caso dei docenti di se-
condaria di II grado si hanno dati 6 OECD (2014),
DA DOVE PARTIAMO: simili. Solo il 76% degli insegnanti TALIS 2013 Results:
ALCUNI DATI ha svolto attività di sviluppo profes- An International
perspective on teaching
sionale contro il 90%, media dei 10 and learning, OECD
Paesi OCSE in cui è stata condot- Publishing
La percentuale di docenti italiani che
ta l’indagine, e solo il 55% dichia-
partecipa alle iniziative di formazio- 7 OECD (2014) “New
ra di aver ricevuto feedback contro
ne in servizio è inferiore a quella dei Insights from Talis
l’83,8% rilevato nel complesso dei
Paesi nostri partner in Europa e ne- 2013: teaching and
Paesi partecipanti7. Occorre anche Learning in Primary
gli ultimi anni il divario si è ulterior-
considerare l’età media molto eleva- and Upper Secondary
mente ampliato (cfr. OECD, 20146),
ta dei docenti italiani, che suggerisce Education, OECD
così come è assai limitata la quota di Publishing
comunque di offrire opportunità di
docenti che ha ricevuto un feedback
formazione per tutte le generazioni
sulla propria azione didattica.
degli insegnanti, avendo riguardo ai
L’indagine TALIS2013 evidenzia che diversi profili di competenze, alle
solo il 75% dei docenti di secondaria esperienze pregresse, alle diverse
di I grado ha svolto attività di for- fasi del ciclo di vita professionale (i
mazione in servizio contro una me- primi 10 anni di servizio sono diver-
dia dell’ 88% tra i paesi che hanno si dagli ultimi 10), alle possibili aree
partecipato all’indagine, così come di criticità.
risulta assai limitata, pari al 57%, la
quota di docenti che ha ricevuto un
feedback sulla propria azione didat-
tica (rispetto all’88% della media dei
Paesi partecipanti).
15PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019
3.1
gital Economy & Society Scoreboard
della Commissione Europea ci vede 8 Fonte: Eurobarometro
al 25mo posto su 28 paesi, con un 2012,
risultato particolarmente debole sul http://europa.eu/rapid/
pilastro “Capitale Umano” (24mo press-release_IP-12-
posto). Significa che gli italiani sono 679_it.htm?locale=en
poco preparati ad una società sem-
LA FORMAZIONE SERVE pre più digitale. Allo stesso tempo,
AL PAESE in una società sempre più interdi-
pendente e globalizzata, le compe-
tenze linguistiche rappresentano un
bagaglio fondamentale: ma solo il
L’importanza di elevare gli standard 34% degli italiani8 dichiara di ave-
professionali dei docenti italiani re una competenza adeguata per
deve andare in sintonia con le tra- intrattenere una conversazione in
sformazioni sociali, culturali, tecno- lingua inglese, un dato inferiore alla
logiche, scientifiche in atto a livello media europea.
globale: la formazione permanente
e continua del personale scolastico
serve al Paese. Non si tratta solo di
una consapevolezza politica, né di
un obbligo morale verso il progresso
e il rapido cambiamento in atto. Dati
nazionali e internazionali definisco-
no uno scenario in cui la cura del
capitale umano di un Paese rap-
presenta la priorità sociale prima
ancora che economica, con parti-
colare attenzione alla popolazione
giovane e ai protagonisti del sistema
educativo.
A titolo esemplificativo, competenze
digitali e lingue straniere rappre-
sentano due fabbisogni importanti
e hanno la massima priorità. Se è
ormai accertato da diversi anni, con
crescente enfasi, che le competenze
digitali sono alla base di ogni setto-
re dell’economia e della cittadinanza
del 21mo secolo, è altrettanto vero
che l’Italia riscontra una debolezza
intrinseca su questo piano su cui
occorre agire strutturalmente. Il Di-
16CAPITOLO 3
3.2
9 Bruxelles, 3.8.2007 Tuttavia non è solo il singolo inse-
COM(2007): gnante, ma piuttosto l’insieme dei
Comunicazione docenti a caratterizzare una scuola
della commissione al o un sistema di scuole e a determi-
Parlamento europeo narne la qualità. Il capitale profes-
ed al consiglio sionale dei docenti è la risorsa imma-
“Migliorare la qualità
della formazione FORMARSI PER teriale che rende grande una scuola ed
il suo paradigma è la cultura profes-
degli insegnanti” MIGLIORARE LA
SEC(2007) 931; sionale collaborativa. Questa consape-
SEC(2007)933 PROPRIA SCUOLA volezza è rafforzata, nella pratica, da
10 OECD, Teachers tre strumenti: il Piano Triennale per
matter. Attracting, l’Offerta Formativa, il Piano di Miglio-
developing and ramento della scuola e il Rapporto di
retaining effective Il legame tra un docente e l’organiz- Autovalutazione (RAV).
teachers, Paris, zazione scolastica è stato rilevato in
OECD Publishing. In primo luogo, è la stessa legge
diverse occasioni dalla ricerca e dal di-
http://www.oecd. 107/2015 a riconoscere che la parte-
battito internazionale. La stessa Com-
org/education/ cipazione ad azioni formative, con
school/34990905. missione Europea9 da tempo ha evi-
una pluralità di scelte possibili, deve
pdf (2014)education/ denziato che quella del docente è una
fare riferimento alla comunità sco-
policy/strategic- professione che richiede qualifiche
lastica, nello specifico al Piano Trien-
framework/doc/ specifiche, che comporta un appren-
teacher-development_ nale dell’Offerta Formativa che dovrà
dimento lungo tutto l’arco della vita
en.pdf contenere al suo interno anche la
e che si sviluppa all’interno di una
previsione delle azioni formative che
comunità professionale e sociale.
l’istituto si impegna a progettare e a
Questo profilo, che è già richiamato
realizzare per i propri docenti (e per
in termini generali nella legislazio-
tutto il personale), in forma differen-
ne italiana, trova conferma nelle più
ziata in relazione ai bisogni rilevati.
accreditate ricerche internazionali,
come nel rapporto Teachers Matter In secondo luogo, vi sono gli strumen-
dell’OECD (2014): “Al docente va ti per legare il disegno organico sulle
offerta l’opportunità di continuare a azioni formative all’interno della scuo-
riflettere in maniera sistematica sulle la alle priorità e ai traguardi di miglio-
pratiche didattiche; di intraprendere ramento di ogni Istituto.
ricerche; di valutare l’efficacia del- Il Rapporto di autovalutazione
le pratiche educative e se necessario (RAV), che ogni scuola ha realizzato
modificarle; di valutare le proprie e aggiornato, individua gli obiettivi
esigenze in materia di formazione; di miglioramento che, concordemen-
di lavorare in stretta collaborazione te, ogni comunità scolastica intende
con i colleghi, i genitori, il territorio” realizzare nei successivi tre anni. Le
(OECD, 2014)10. analisi interne al RAV sono la base di
La formazione in servizio si collega partenza per il Piano di Migliora-
direttamente con il contesto di lavoro mento e lo stesso RAV individua la
in aula del docente, si qualifica come formazione come una delle 7 aree
riflessione alta sullo stile di insegna- di processo su cui viene espresso
mento, attraverso un rapporto maturo un giudizio sull’istituto e uno degli
con le conoscenze e le trasformazioni obiettivi di processo che la scuola può
culturali, con le innovazioni in mate- indicare e definire per raggiungere i
ria didattica e una migliore conoscen- risultati.
za delle dinamiche dell’apprendimen- Il Piano di ogni scuola deve conside-
to. È indispensabile avere a scuola rare la formazione del personale come
persone di cultura, professionalmente una leva per perseguire con successo
preparate, consapevoli della loro re- la strategia di sviluppo e miglioramen-
sponsabilità pubblica (OECD, 2011). to dell’Istituto.
17PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019
11 Si veda ad
esempio per il sistema
inglese il documento
Teachers’ Standards
del Department for
Education https://www.
gov.uk/government/
3.3 GLI STANDARD
PROFESSIONALI DEL
DOCENTE
uploads/system/uploads/ FORMAZIONE COME Come avviene in molti sistemi edu-
attachment_data/ SVILUPPO PROFESSIONALE cativi nel mondo11, è necessario lega-
file/301107/Teachers__ re gli obiettivi di sviluppo professio-
Standards.pdf E PERSONALE
nale continuo del docente a standard
professionali chiari e definiti.
Anche attraverso una analisi dei
La formazione permanente è ele- principali modelli proposti a livello
mento fondante della professio- internazionale, e come anticipato dal
nalità docente, nel quadro degli DM 850/2015, saranno considerate
obiettivi istituzionali di qualità, come punto di partenza le seguenti
miglioramento ed equità, affidati al aree di sviluppo professionale:
sistema di istruzione del nostro Pa- 1. possesso ed esercizio delle com-
ese. La formazione in servizio non è petenze culturali, disciplinari, di-
adempimento formale o contrattua- dattiche e metodologiche in rela-
le, è scelta professionale che con- zione ai traguardi di competenza
sente ampia autonomia culturale, ed agli obiettivi di apprendimen-
progettuale, didattica, di ricerca, to previsti dagli ordinamenti sco-
nell’ambito della libertà di inse- lastici;
gnamento e nel quadro delle in-
novazioni scientifiche. 2. possesso ed esercizio delle com-
petenze relazionali e organizza-
Questa dimensione suggerisce quin- tive in relazione alla migliore ge-
di la creazione di un sistema di svi- stione dell’insegnamento e degli
luppo professionale continuo, un ambienti di apprendimento;
ambiente di apprendimento “diffu-
so” qualificato da un insieme di dif- 3. partecipazione responsabile
ferenti opportunità culturali per la all’organizzazione scolastica, al
formazione: corsi, comunità di prati- lavoro collaborativo in rete, an-
che, riviste, pubblicazioni, esperien- che assicurando funzioni di co-
ze associative, proposte di ricerca, ordinamento e animazione;
attività accademiche. 4. cura della propria formazione in
Per fare questo e per raggiungere gli forma di ricerca didattica, docu-
obiettivi correlati ad un’efficace ri- mentazione, riflessione sulle pra-
caduta della formazione nell’ambito tiche, diffusione di esperienze di
dell’insegnamento, il punto di par- eccellenza.
tenza è l’adozione di “standard pro- Il raggiungimento di adeguati stan-
fessionali”. Sarà immediatamente dard rende indispensabile l’intro-
costituito (ottobre 2016) un gruppo duzione di strumenti in grado di
di lavoro che avrà lo scopo di defini- accompagnare il percorso di cresci-
re tali standard. ta professionale. Il MIUR renderà
disponibile un sistema on-line nel
quale ciascun docente potrà docu-
mentare e riorganizzare la propria
“storia formativa e professionale”
costruendo il proprio portfolio pro-
fessionale.
18CAPITOLO 3
Il portfolio professionale permetterà
ai docenti di documentare la propria
UN PORTFOLIO storia formativa operando diretta-
PROFESSIONALE mente sulla piattaforma on line. La
sua elaborazione aiuterà inoltre i
PER OGNI DOCENTE
docenti a riflettere sulla propria at-
tività didattica e sul proprio modo
di progettare e realizzare l’insegna-
mento, consentendo a ciascuno di
individuare ed esplicitare i campi di
attività e le competenze professio-
nali attraverso cui fornire il maggior
CURRICULUM apporto all’istituzione scolastica, in
PROFESSIONALE relazione alla specifica realtà.
Il portfolio fornisce inoltre l’am-
biente digitale in cui documentare
Anagrafe delle professionalità le Unità Formative acquisite, anche
(fascicolo docente + altre per valutarne l’efficacia. Diventa
esperienze professionali + quindi lo strumento per riconosce-
qualifiche e certificazioni + re e valorizzare ogni passaggio della
attività di ricerca e pubblicazioni) propria storia formativa e professio-
- nale - dentro e fuori la classe, nella
comunità scolastica allargata, a di-
Storia formativa (quali e quanti
versi livelli nel sistema scolastico.
percorsi, con che costanza, di
che tipo, con quali risultati) In sintesi il portfolio, inizialmente
composto da un diverso insieme di
informazioni strutturate e non, a par-
tire da quelle contenute nel sistema
informativo del Ministero, consente
ATTIVITÀ DIDATTICA al docente di:
• descrivere il proprio curriculum
professionale, comprensivo anche
Progettazione, documentazione
della propria “storia formativa”;
e riflessione sull’attività
didattica • mettere a disposizione dei di-
(es. link a risorse didattiche rigenti scolastici il curriculum
prodotte, lavoro condotto come supporto alla scelta nella
nell’anno di prova, progettazione chiamata per competenze per
di particolari percorsi formativi) l’assegnazione dell’incarico trien-
nale;
• elaborare un bilancio di compe-
tenze e pianificare il proprio svi-
luppo professionale;
PIANO INDIVIDUALE
• raccogliere e documentare fasi
DI SVILUPPO PERSONALE
significative della progettazione
didattica, delle attività didattiche
Aggiornato con le proposte di svolte, delle azioni di verifica in-
sviluppo professionale del docente traprese.
Dal punto di vista amministrativo, il
portfolio diventa quindi parte in-
tegrante del fascicolo digitale del
docente, permettendo ad ammini-
19PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019
strazione, scuole e dirigenti di rico-
12 Cedefop, struire e comprendere la storia pro- IL PORTFOLIO
Terminology of fessionale del docente e di disporre di PROFESSIONALE
European education tutte le informazioni di carattere am-
and training policy, 2nd
DEI DOCENTI
ministrativo relativo al percorso pro-
Edition, pp. 241-3,2014. Il Portfolio consente di valutare
www.cedefop.europa.eu/ fessionale. Esso sarà formato da una
parte pubblica che troverà spazio in la qualità della formazione effet-
files/4117_en.pdf
un applicativo in corso di sviluppo tuata, attraverso un’analisi delle
da parte del MIUR (e che permetterà seguenti caratteristiche:
di indicare riferimenti, risorse e link • la tipologia dei percorsi fre-
esterni), e una parte riservata, che quentati (monte ore, fonti for-
sarà disponibile e gestita internamen- mative, traguardi raggiunti,
te dal docente stesso. Il MIUR fornirà ecc);
a ottobre 2016 indicazioni operative • le modalità di formazione
e strumenti per il concreto avvio del (peer to peer, lezioni, labora-
portfolio professionale del docente tori pratici, approcci “on the
nell’anno scolastico 2016/2017. job”, azioni di accompagna-
mento, ecc);
• i contenuti di formazione;
• percorsi di formazione all’e-
stero;
• l’utilizzo delle risorse (econo-
miche, professionali, materiali,
strumentali, ecc); la progettua-
lità conseguente alla forma-
zione;
• il report narrativo del per-
corso formativo svolto e delle
considerazioni relative allo
svolgimento (positività, ele-
menti critici, perplessità, inap-
plicabilità, ecc) e la ricaduta
sulle pratiche in classe e nell’i-
stituzione;
• la presentazione pubblica del-
la progettualità e del percorso
formativo;
• l’autovalutazione del percorso;
• la partecipazione al progetto
formativo della scuola.
20CAPITOLO 3
IL PIANO DI SVILUPPO
PROFESSIONALE IL PIANO INDIVIDUALE DI
A titolo di esempio, le macro aree su SVILUPPO PROFESSIONALE
cui si basa il piano sono:
1 Area delle competenze relative Una buona formazione si innesta
all’insegnamento (didattica) sulla rilevazione dei bisogni espres-
si dai docenti. Un passaggio signifi-
a. Progettare e organizzare le si- cativo è rappresentato dal Bilancio
tuazioni di apprendimento con delle competenze12, adottato in via
attenzione alla relazione tra stra- sperimentale per la formazione dei
tegie didattiche e contenuti disci- neoassunti (DM 850/2015) e già
plinari; praticato da oltre 110.000 docen-
b. Utilizzare strategie appropria- ti neoassunti negli ultimi 2 anni. Il
te per personalizzare i percorsi bilancio delle competenze sarà adat-
di apprendimento e coinvolgere tato agli scopi della formazione in
tutti gli studenti, saper sviluppa- servizio nel Piano individuale di
re percorsi e ambienti educativi sviluppo professionale.
attenti alla personalizzazione e Il Piano individuale di sviluppo
all’inclusione; professionale è uno strumento, che
c. Osservare e valutare gli allievi; ciascun docente curerà con aggior-
namenti periodici, in cui indicare
d. Valutare l’efficacia del proprio
esigenze e proposte di crescita pro-
insegnamento.
fessionale in riferimento alle aree
2. Area delle competenze relative indicate più avanti.
alla partecipazione scolastica (orga-
Questo permette, da una parte, di
nizzazione)
rendere ciascun docente parte attiva
e. Lavorare in gruppo tra pari e fa- nel processo di crescita e di miglio-
vorirne la costituzione sia all’in- ramento della comunità professio-
terno della scuola ch e tra scuole; nale di appartenenza e, dall’altra, di
f. Partecipare alla gestione della raccogliere complessivamente le esi-
scuola, lavorando in collabora- genze formative della scuola.
zione con il dirigente e il resto Il dirigente, infatti, nella definizione
del personale scolastico; delle linee di indirizzo da proporre
g. Informare e coinvolgere i ge- al Collegio Docenti per l’elaborazio-
nitori; ne del Piano di formazione dell’I-
stituto, tiene conto delle esigenze
h. Contribuire al benessere degli formative espresse dai docenti nei
studenti. propri piani individuali. Il Piano di
3. Area delle competenze relative alla formazione dell’istituto è quindi il
propria formazione (professionalità) risultato di tali valutazioni e dovrà
essere inserito nell’aggiornamento
i. Approfondire i doveri e i proble-
annuale del PTOF.
mi etici della professione;
j. Curare la propria formazione
continua;
k. Partecipare e favorire percorsi di
ricerca per innovazione, anche
curando la documentazione e il
proprio portfolio.
214
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019
LE PRIORITÀ
DEL PROSSIMO
TRIENNIO
(2016-2019)
Questo Piano Nazionale identifica le priorità strategiche per il sistema
scolastico in materia di formazione, come innovazione necessaria
per due ragioni: dare coerenza, sia tematica che amministrativa, agli
interventi che il MIUR mette in campo, e comunicare alle scuole e
ai territori le direzioni dell’intero sistema, fermo restando il rispetto
dell’autonomia scolastica e delle specificità territoriali.
22CAPITOLO 4
Il punto di partenza per definire
le priorità della formazione per Sintesi dei dati degli oltre
il prossimo triennio è dato dai
bisogni reali. Questi sono dati, a 25.000 docenti neoassunti
loro volta, dall’intersezione tra nell’a.s. 2014/2015
bisogni nazionali, esigenze delle
scuole e necessità di sviluppo pro- Dall’analisi dei bilanci di competenze compilati
fessionale. dai docenti neoassunti è emerso che:
Pur con i limiti dell’autodichiarazio- • Il 58% attribuisce il valore e la centralità ai
ne, il nuovo percorso di formazione contenuti disciplinari;
in ingresso per i neoassunti rap-
• Il 72% concepisce lo sviluppo di competenze
presenta un corpus importante per
come un elemento fondamentale nella
identificare le esigenze formative dei
progressione dell’apprendimento degli studenti;
docenti.
• Il 62% dà un grande risalto al lavoro di gruppo
per il coinvolgimento degli studenti nei percorsi
di apprendimento;
• Il 68% ritiene che vi sia un ruolo evidente dei
genitori nelle dinamiche scolastiche ed il 59%
ritiene che nell’ambito della partecipazione
scolastica sia importante collaborare con i
colleghi attraverso la realizzazione di progetti;
• Il 59% manifesta l’interesse e la propensione
a partecipare a percorsi di ricerca in campo
educativo e a sperimentare le odierne
opportunità innovative.
Le prime 5 competenze che i docenti neoassunti
ritengono di dover potenziare nel futuro sono:
• Come curare la propria formazione continua
(78%)
• Come lavorare in gruppo - network
professionali (63%)
• Come utilizzare in modo adeguato le tecnologie
nella didattica (62%)
• Come coinvolgere gli studenti nel loro
apprendimento (57%)
• Come organizzare e animare le situazioni di
apprendimento (51%)
I primi 5 argomenti trattati nei laboratori
formativi realizzati sul territorio sulla base
della domanda:
• Bisogni Educativi Speciali (Bes) (93%)
• Nuove tecnologie e didattica (83%)
• Gestione della classe e delle problematiche
relazionali (71%)
• Sistema Nazionale di valutazione (54%)
• Inclusione e aspetti interculturali (36%)
Fonte dati INDIRE – neoassunti 2014/2015
23PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019
Il già citato Rapporto TALIS (2013) innovazioni tecnologiche nelle
13 Si veda comunque rivela i bisogni di sviluppo profes- scuole. In tutte le ricerche si evi-
la parte finale di sionale segnalati dai docenti italiani, denzia infatti il contributo positivo
questo capitolo per un mettendo ai primissimi posti le com- che le tecnologie possono apportare
approfondimento su
petenze legate all’uso didattico delle alla produzione degli apprendimen-
dirigenti scolastici e
personale ATA. nuove tecnologie, nonché quelle ne- ti. Tuttavia, esso non si realizza me-
cessarie per l’insegnamento in con- diante l’introduzione sic et simplici-
testi multilingue e multiculturali. ter nella didattica delle tecnologie,
L’esperienza maturata in questi anni ma necessita di un’attenta riflessione
a livello nazionale sulla valutazione metodologica, affinché l’innovazione
standardizzata degli apprendimenti tecnologica eserciti un ruolo positi-
ha messo in luce che la scuola ne- vo per l’acquisizione di competenze
cessita di supporto formativo per strategiche per tutti e per ciascuno.
utilizzare al meglio gli esiti delle I risultati degli studenti
prove nazionali (INVALSI) e inter- Gli esiti delle rilevazioni nazionali
nazionali (OCSE-PISA, IEA-TIMSS, e internazionali evidenziano alcuni
IEA-PIRLS, ecc.). punti di difficoltà degli allievi del-
Dalle indagini internazionali e le scuole italiane che meritano una
nazionali emerge con chiarezza particolare attenzione, specie nella
che sovente i docenti non han- prospettiva dell’individuazione di
no un’adeguata conoscenza degli azioni formative rivolte al personale
strumenti per valutare l’impatto docente.
delle soluzioni assunte. I risultati delle prove standardizza-
Tutti i dati forniti da OCSE e IN- te indicano piuttosto chiaramente
VALSI mostrano che la scuola non che molti studenti sono in difficoltà
sempre possiede gli strumenti me- quando viene chiesto loro di eser-
todologici necessari per tradurre citare le competenze che hanno
l’enorme quantità di dati a disposi- acquisito o che avrebbero dovuto
zione in un reale strumento per pro- raggiungere durante il loro percorso
muovere il miglioramento. scolastico: non viene riservata una
Dal punto di vista più strettamente cura sufficiente allo sviluppo del-
didattico-metodologico gli esiti delle le competenze di base. Non sem-
prove standardizzate sugli apprendi- pre gli studenti delle nostre scuole
menti, realizzate sia a livello nazio- posseggono con adeguata sicurezza
nale sia a livello internazionale (IN- adeguate capacità di comprensio-
VALSI, OCSE-PISA, IEA-TIMSS, ne della lettura e, in generale, del-
IEA-PIRLS, ecc.), mettono in luce la propria lingua, specie quando
la necessità di azioni informative in viene chiesto loro di attivarsi posi-
grado di promuovere una didatti- tivamente nello svolgimento di un
ca che punti alla promozione delle compito. Lo stesso vale anche per
competenze. In questo senso le pro- la matematica dove molti giovani
ve nazionali, ancorate puntualmen- sono in forte difficoltà nel proporre
te alle Indicazioni nazionali per il soluzioni o argomentare strategie
curricolo e alle Linee guide, possono risolutive.
fornire utili spunti per la promozio- Le rilevazioni sugli apprendimen-
ne di azioni formative concretamen- ti mettono in luce forti differenze
te orientate alle prassi didattiche all’interno del Paese e rispetto ai
delle scuole. maggiori paesi avanzati, specie ri-
Un altro campo d’intervento nel spetto alla capacità di applicare po-
quale gli esiti delle prove standar- sitivamente e correttamente quanto
dizzate possono essere di supporto si apprende a scuola.
è quello dell’introduzione delle È evidente quindi la necessità di
24CAPITOLO 4
promuovere modalità d’insegnamen- • la cultura della valutazione e del
to che puntino principalmente allo miglioramento; 13 il presente
sviluppo di solide e mature compe- • l’alternanza scuola-lavoro e il
tenze di base, specie in ambito mate- rapporto tra scuola e mondo
matico e nella comprensione attiva esterno;
della lingua madre. Infatti, tutte le
ricerche nazionali e internazionali Le priorità nazionali, riferimento
indicano chiaramente la necessità di per tutto il personale e per lo stesso
promuovere azioni formative rivolte MIUR, saranno considerate e conte-
ai docenti per favorire, da un lato, stualizzate dai dirigenti scolastici at-
una didattica che miri essenzial- traverso gli indirizzi forniti al Colle-
mente allo sviluppo di competenze gio dei docenti per la realizzazione,
disciplinari e trasversali, basate su l’elaborazione e la verifica del Piano
solide conoscenze e, dall’altro, all’ac- di formazione integrato nel Piano
quisizione da parte dei docenti di triennale dell’Offerta Formativa.
adeguate competenze nell’utilizzo
dei dati e delle evidenze empiriche
per valutare l’efficacia e l’opportuni- Ogni area rappresenta un ambi-
tà delle scelte effettuate. to di lavoro che coinvolge in primo
luogo i docenti, ma che si rivolge
Oltre a questi dati, sono state ana- anche alle altre tipologie di sogget-
lizzate le altre fonti in possesso del ti professionali (dirigenti, figure di
Ministero e fornite in parte dall’ana- sistema, personale ATA in quanto i
grafe delle professionalità del corpo fabbisogni formativi non possono e
docente, realizzata nel 2012 e in cor- non devono necessariamente essere
so di manutenzione, e in parte dalle “separati” per categoria)13. Occorre
indicazioni raccolte dalle Direzioni anche evitare, quando possibile, so-
attraverso azioni nazionali e territo- luzioni a “taglia unica”, e aiutare in-
riali. vece scuole e loro reti a organizzare
La legge 107/2015, partendo da que- percorsi il più possibile rispondenti
sti bisogni, individua alcuni obiettivi alle diverse esigenze.
prioritari che per poter essere rag- Come approccio comune a tutte le
giunti necessitano di specifiche azio- priorità della formazione, andranno
ni a livello nazionale. In particolare valorizzate scuole e gruppi di inse-
ci si riferisce a: gnanti, nonché associazioni disci-
• l’innovazione metodologica in plinari e professionali, università e
tutte le sue forme e connessa ai soggetti che a vario titolo erogano
nuovi ambienti per l’apprendi- formazione e che siano promotori di
mento e all’utilizzo delle tecno- didattiche innovative e partecipate.
logie nella didattica; Gli obiettivi che si ritengono pri-
• le lingue straniere, con la finalità oritari per lo sviluppo del nostro
di innalzare il livello delle com- sistema educativo per il triennio
petenze linguistico-comunicative 2016-2019 sono sintetizzati nelle
degli allievi, con particolare at- seguenti aree tematiche.
tenzione alla metodologia CLIL;
• le opportunità dell’autonomia
curricolare, organizzativa e di-
dattica.
• l’accoglienza, finalizzata all’in-
clusione, come modalità “quoti-
diana” di gestione delle classi;
25PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019
Le priorità della COME UTILIZZARE QUESTO CAPITOLO
Formazione 2016-2019
In questo capitolo sono indicate, come richiesto dal
comma 124 della legge 107, le priorità per la formazione
in servizio per il prossimo triennio.
In primo luogo, le priorità riguardano le azioni formati-
COMPETENZE DI SISTEMA ve garantite dal MIUR e sviluppate attraverso le diverse
modalità a disposizione (es. scuole-polo, gara naziona-
le, chiamata alle università, progettazione degli ambiti,
Autonomia didattica etc.) e con differenti partner. Le scuole inseriscono le
e organizzativa azioni indicate dalle priorità nei propri piani di istituto,
- in aggiunta o in integrazione di quanto decideranno di
proporre partendo dai bisogni interni alla singola scuola
Valutazione e miglioramento e progettati dalla rete di ambito.
- In secondo luogo, le priorità, i temi e le azioni contenute
Didattica per competenze e in questo capitolo possono essere interpretate come “li-
innovazione metodologica nea guida” con cui il Ministero anticipa e qualifica l’im-
portanza di alcuni contenuti e modalità formative per il
nostro sistema educativo.
In sintesi, i piani formativi delle scuole incroceranno
azioni e percorsi descritti nelle priorità considerando
COMPETENZE sia quelli proposti e realizzati direttamente dal MIUR,
PER IL 21MO SECOLO che quelli progettati a livello di scuola e in rete.
Per sostenere la progettazione delle scuole e delle reti di
Lingue straniere ambito, la Cabina di Regia comunicherà tempi e moda-
- lità di erogazione delle azioni proposte per l’attuazione
Competenze digitali e nuovi di questo Piano.
ambienti per l’apprendimento In aggiunta, si precisa che le diverse sezioni di questo
- capitolo non sono da intendere come “scatole chiuse”,
ma in interazione tra loro - si pensi, tra i vari esempi
Scuola e lavoro possibili, al rapporto tra innovazione metodologica, in-
novazione digitale e competenze linguistiche.
COMPETENZE PER UNA
SCUOLA INCLUSIVA
Integrazione, competenze
di cittadinanza e
cittadinanza globale
-
Inclusione e disabilità
-
Coesione sociale e prevenzione
del disagio giovanile
26CAPITOLO 4
4.1
AUTONOMIA ORGANIZZATIVA E DIDATTICA
La piena realizzazione dell’autonomia organizzativa e didattica delle scuole
rappresenta l’orizzonte strategico prefigurato nella Legge 107/15 per realiz-
zare finalità di qualificazione, sviluppo, equità del nostro sistema educativo.
L’autonomia affida alle scuole, singole e associate in rete, di interpretare tali
finalità attraverso l’elaborazione, la realizzazione e la verifica della proget-
tazione curricolare (riferita alla scuola, alle discipline, alle classi, agli allievi).
Questo implica un adeguato ripensamento delle modalità tradizionali di
insegnamento e di organizzazione didattica. Gli spazi di flessibilità previsti
dal nuovo quadro normativo si sostanziano nella vita dell’aula, nella costru-
zione di ambienti di apprendimento innovativi, nella capacità di coinvolgere
gli allievi, nel prendersi cura del funzionamento della scuola e dei rapporti
con genitori e comunità di riferimento. Solo in questo modo l’autonomia
esprime la capacità di ogni scuola di assumersi la responsabilità dei compiti
formativi essenziali ad essa affidati.
In considerazione della possibilità di utilizzare in modo funzionale ed inte-
grato il personale scolastico, la formazione deve consentire la valorizzazione
delle diverse competenze professionali, le specifiche specializzazioni, le atti-
tudini e le motivazioni.
Tali inserimenti vanno accompagnati da una specifica attenzione formativa,
che vada oltre le conoscenze disciplinari e che sia orientata alla preparazio-
ne di figure di docenti con particolari funzioni che sono correlate a “profili
professionali”.
CONTENUTI CHIAVE
Progettare nell’ambito dell’autonomia; progettazione europea; flessibilità
organizzativa; didattica modulare; gestione della classe; progettazione
partecipata degli ambienti di apprendimento; gestione e valorizzazione
della quota dell’autonomia del curricolo d’Istituto; utilizzo dell’organico
dell’autonomia: modelli e simulazioni; lavorare in gruppo; tempo-scuola;
organico potenziato e organico funzionale; team teaching; peer review
AUTONOMIA ORGANIZZATIVA E DIDATTICA
e tutoraggio; ruolo del middle management nella scuola; lavorare nella
comunità professionale; progettazione del piano dell’offerta formativa,
lavorare in reti e ambiti.
27PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019
LINEE STRATEGICHE
• Rafforzare la capacità di ogni scuola di utilizzare risorse umane, risorse
didattiche, risorse finanziarie per migliorare la qualità della didattica e
gli apprendimenti degli allievi;
• Caratterizzare ogni scuola come comunità professionale impegnata
nella progettazione partecipata, gestione e valutazione della propria
offerta formativa, anche attraverso la formazione di nuove figure con
particolari funzioni (referenti, tutor, responsabili di aree di lavoro);
• Promuovere forme di leadership educativa favorendo il lavoro
collaborativo tra gli insegnanti, la formazione di staff, il presidio
dell’autonomia di ricerca e innovazione, i rapporti con la dirigenza
scolastica;
• Arricchire l’offerta formativa di progetti correlati con gli apprendimenti
disciplinari e le competenze cross-curricolari;
• Sensibilizzare i docenti ed il personale della scuola verso l’utilizzo
delle opportunità offerte dalla piena attuazione dell’autonomia
(organico potenziato, piano triennale, flessibilità organizzativa, figure di
coordinamento, fondi di incentivazione, formazione di istituto);
• Sostenere lo sviluppo di una cultura dell’autonomia tra gli operatori
scolastici e nella comunità sociale, per favorire le azioni di rete, i
partenariati, la progettazione partecipata, la governance territoriale
dell’offerta formativa;
• Sperimentare ed implementare modelli organizzativi e di gestione degli
spazi innovativi anche finalizzati a nuove modalità di lavoro d’equipe
(aule laboratorio, spazi alternativi all’aula, diversi moduli orari, diversa
scomposizione del gruppo classe, ecc).
ESEMPI DI DESTINATARI
• Referenti di istituto, funzioni strumentali, figure di coordinamento,
tutor, per presidiare i processi organizzativi e didattici, finalizzati al
miglioramento dell’insegnamento e dei risultati scolastici;
• Formatori, anche per la produzione di materiali didattici innovativi;
• Docenti, consigli di classe, dipartimenti impegnati nei progetti di
arricchimento, differenziazione e individualizzazione dell’insegnamento
AUTONOMIA ORGANIZZATIVA E DIDATTICA
e in processi di innovazione delle metodologie e delle didattiche;
• Dirigenti scolastici;
• Personale ATA.
28Puoi anche leggere