NAVIGO E SO QUELLO CHE FACCIO - Un uso consapevole del web - Gruppo n.2: Matteo Fattore, Antonio D'Angelo, Raffaele Palmieri e Michele Paolo - IT ...

Pagina creata da Pasquale Lai
 
CONTINUA A LEGGERE
NAVIGO E SO QUELLO CHE FACCIO - Un uso consapevole del web - Gruppo n.2: Matteo Fattore, Antonio D'Angelo, Raffaele Palmieri e Michele Paolo - IT ...
NAVIGO E SO QUELLO CHE FACCIO

                                  Un uso consapevole del web
                                Educazione Civica anno scolastico 2020/2021

                                                                              Gruppo n.2:
Istituto Tecnico Giulio Cesare Falco
                                                                              Matteo Fattore, Antonio D’Angelo,
Classe 2ATL
                                                                              Raffaele Palmieri e Michele Paolo
NAVIGO E SO QUELLO CHE FACCIO - Un uso consapevole del web - Gruppo n.2: Matteo Fattore, Antonio D'Angelo, Raffaele Palmieri e Michele Paolo - IT ...
INDICE
                       ITALIANO: I rischi del web
      STORIA: Il tempo libero nell’antica Roma e nella società attuale
                INGLESE: social media effects on teenagers
                 RELIGIONE: La religione ai tempi di internet
DIRITTO: L’identità digitale e la tutela della personalità dell’individuo sul web
         SCIENZE: Le patologie legate ad un uso scorretto del web
               ED FISICA: Personal Trainer Virtuale
                 TTRG: Imparare autocad in rete
                  STA: Navigare protetto in rete
 CHIMICA: La dipendenza da smartphone e la chimica del nostro cervello
           FISICA: Lo studio della Fisica attraverso il web
      MATEMATICA: Lettura ed interpretazione di grafici e tabelle
NAVIGO E SO QUELLO CHE FACCIO - Un uso consapevole del web - Gruppo n.2: Matteo Fattore, Antonio D'Angelo, Raffaele Palmieri e Michele Paolo - IT ...
ITALIANO: I rischi del web

                             INDICE

         Gli adolescenti iperconnessi: Matteo Fattore

     I rischi di internet e dei social network: Michele Paolo

I ragazzi iperconnessi; conseguenze e cause: Antonio D’Angelo

    I rischi della dipendenza da internet: Raffaele Palmeri
NAVIGO E SO QUELLO CHE FACCIO - Un uso consapevole del web - Gruppo n.2: Matteo Fattore, Antonio D'Angelo, Raffaele Palmieri e Michele Paolo - IT ...
Gli adolescenti iperconnessi
Si sa che gli adolescenti, per crescere e definire la loro identità,
devono poter stabilire una buona comunicazione con i compagni
e con gli adulti, e i genitori per primi. È indubbio che internet nei
suoi vari aspetti favorisca l’esigenza di contatto nel mondo
esterno. Ma qual è il rapporto dei giovani con le nuove tecnologie
della comunicazione? È vero che gli adolescenti sono
‘’iperconnessi’’?
 Sembra che i ‘’tecnoager’’, ovvero i ragazzi (teenager) che fanno
uso delle nuove tecnologie, siano sempre più giovani. Da una
parte il fenomeno può essere letto in termini positivi, per le enormi
potenzialità di comunicazione offerte dalla rete, in particolare dai
social network, dall’altra parte si adombrano i potenziali pericoli
presenti nell’uso incontrollato delle tecnologie stesse. Il motto
«Ciò che ti rende libero ti imprigiona» può essere usato come
stimolo alla responsabilizzazione, per allontanare il pericolo di
dipendenza dalla connessione, quasi come una droga, o per
evitare il rischio di essere strumentalizzati inconsapevolmente da
comunicazioni pubblicitarie che traggono profitto proprio dal
passa-parola degli adolescenti in rete.

                                                                        Matteo Fattore
NAVIGO E SO QUELLO CHE FACCIO - Un uso consapevole del web - Gruppo n.2: Matteo Fattore, Antonio D'Angelo, Raffaele Palmieri e Michele Paolo - IT ...
I rischi di internet e dei social network

Internet è una immensa risorsa che offre un’innumerevole quantità di servizi
per tutti i gusti. Purtroppo, però, non tutti i servizi offerti vengono impiegati a
fin di bene. Proprio per questo motivo, quando navighi su Internet,
devi essere consapevole dei potenziali rischi che corri se hai intenzione di
visitare certi siti e/o di compiere determinate azioni. Sempre più persone di
qualsiasi età utilizzano siti come Facebook, Twitter, Instagram e via dicendo,
per mettersi e rimanere in contatto con le persone desiderate e, al tempo
stesso, condividere immagini, video, messaggi e in generale informazioni di
qualsiasi natura. Hacker, truffatori, ladri di identità, pedofili, cyberbulli e altri
individui del genere, sono maggiormente interessati a tutti quei luoghi dove ci
sono più informazioni da sottrarre e quindi più probabilità di portare a termine
le loro malefatte. Proprio per questo motivo devi stare molto ma molto attento
a tutte le informazioni che decidi di pubblicare, senza magari pensarci troppo,
sui vari social network e/o forum che di solito utilizzi, soprattutto quando
queste informazioni riguardano proprio te stesso. Rivelare a tutti, ad esempio,
che l’indomani parteciperai ad un determinato evento o visiterai un certo
luogo, sono preziose informazioni che possono fare molto comodo a chi ha
cattive intenzioni sia online che nella vita reale.

                                                                                        Michele Paolo
NAVIGO E SO QUELLO CHE FACCIO - Un uso consapevole del web - Gruppo n.2: Matteo Fattore, Antonio D'Angelo, Raffaele Palmieri e Michele Paolo - IT ...
I ragazzi iperconnessi; conseguenze e cause

Passano più di cinque ore al giorno davanti a uno schermo, sia
ecco il pc o il telefonino, il tablet o la tv. Lo smartphone? "Dalla
mattina fino all'infinito": non lo spengono di notte, è la prima cosa
che guardano al risveglio. “Ormai è un gesto automatico”,
ammettono. Chattano, ascoltano musica, seguono gli youtuber. E
leggono, ma praticamente solo online. Vivono nei social, eppure
non disdegnano la televisione che non ha perso appeal, anzi si
prende una sua rivincita tra i ragazzi rispetto a chi la voleva
vedere dimenticata. Ritratto della Generazione Z (o dei
Centennial): i nati tra il 1995 e il 2010, fratelli minori dei Millenials,
quelli che usano Internet sin dalla nascita. Ne sono stati fatti tanti,
ci prova ora una ricerca condotta da ZooCom e da Havas Media
attraverso un sondaggio realizzato sul profilo di ScuolaZoo, che
ha coinvolto 9mila giovani dai 13 ai 35 anni, focus group con 72
ragazzi di Milano, Roma, Napoli e Padova e interviste a
professionisti, animatori e manager della community studentesca.
"Siamo quelli delle spunte blu di Whatsapp, non conosciamo
l'attesa in una relazione. Siamo quelli delle storie su Instagram e
quelli di Snapchat: viviamo il presente come non mai.
                                                                             Antonio D’Angelo
NAVIGO E SO QUELLO CHE FACCIO - Un uso consapevole del web - Gruppo n.2: Matteo Fattore, Antonio D'Angelo, Raffaele Palmieri e Michele Paolo - IT ...
I rischi della dipendenza da internet

Al giorno d’oggi siamo tutti iper-connessi, sempre. L’utilizzo della
rete e delle nuove tecnologie fa ormai parte delle nostre vite,
tuttavia è importate non perdere di vista l’importanza di un uso
consapevole e controllato di internet. Disturbi comportamentali
legati ad un uso improprio di questi mezzi sono infatti un rischio
sempre più frequente per la salute psico-fisica e le relazioni
sociali, soprattutto dei minori. La "dipendenza da Internet"
nell'adolescenza può essere una vera e propria sindrome:
riguarda ragazzi e ragazze che non riescono a farne a meno e,
privati della Rete, provano un forte disagio che non attenuano in
nessun altro modo. Ma al di là della patologia, piuttosto rara o
molto estrema, un abuso di Internet e delle tecnologie è sempre
negativo.

                                                                       Raffaele Palmieri
NAVIGO E SO QUELLO CHE FACCIO - Un uso consapevole del web - Gruppo n.2: Matteo Fattore, Antonio D'Angelo, Raffaele Palmieri e Michele Paolo - IT ...
STORIA: Il tempo libero nell’antica Roma e nella società attuale

                                        INDICE

            Attività dei romani per passare il tempo libero: Antonio D’Angelo
                     I giovani nell’ antica Roma: Raffaele palmieri
                       I giovani nell’ antica Grecia: Michele Paolo
                    I giovani di oggi, tempo libero: Matteo Fattore
NAVIGO E SO QUELLO CHE FACCIO - Un uso consapevole del web - Gruppo n.2: Matteo Fattore, Antonio D'Angelo, Raffaele Palmieri e Michele Paolo - IT ...
Attività dei romani per passare il tempo libero

I Romani, quando non avevano nulla da fare, passavano il tempo libero
passeggiando, giocando, frequentando le terme. Per godere un po’ di effettivo
riposo ‘’acustico’’ i Romani andavano a passeggiare nei giardini imperiali
gentilmente concessi dal sovrano, nei Fori, nelle basiliche libere da udienze
giudiziarie. Bellissimo era per loro passeggiare sotto i portici; a questo
proposito occorre ricordare quello che Augusto fece costruire dedicandolo
alla propria sorella Ottavia. Tali portici permettevano ai Romani di passeggiare
all’ombra, tra la vegetazione ammirando gli affreschi che ne ricoprivano le
pareti e le statue che le ornavano opera di Fidia, di Prassitele ecc.
Passeggiando formavano crocicchi, parlavano delle ultime novità, criticavano.
Erano invece ammesse le sponsiones fatte nel corso dei giochi sportivi. Era
invece vietato giocare d’azzardo a dadi, ad ossicini, a testa o croce, a pari o
dispari. Fra i divertimenti collettivi molto praticati erano i giochi con la palla
quali il trigon, in cui tre giocatori, disposti ai vertici di un triangolo si lanciavano
con una piccola rete o con le mani una piccola palla di crine, l’arpasto, un
gioco molto violento che prevedeva anche mischie. Nel Campo Marzio in
genere si praticavano l’equitazione per i giovani di buona famiglia, la corsa a
piedi e tutte le altre attività all’aperto. Presso le terme si aveva la possibilità di
irrobustire il corpo con esercizi ginnici e il nuoto. I romani non conoscevano gli
sport di montagna né tanto meno il ballo. Anche per una ragazza di buona
famiglia era sconveniente una tale esibizione in pubblico.
                                                                                           Antonio D’Angelo
NAVIGO E SO QUELLO CHE FACCIO - Un uso consapevole del web - Gruppo n.2: Matteo Fattore, Antonio D'Angelo, Raffaele Palmieri e Michele Paolo - IT ...
I giovani nell’ antica Roma

I giovani romani passavano il tempo libero dagli studi,
passeggiando, giocando e frequentando le terme. Passeggiando
formavano crocicchi, parlavano delle ultime novità e criticavano.
Giocavano al gioco della morra ma era vietato giocare con i dadi.
Fra i divertimenti collettivi molto praticati erano i giochi con la
palla. Nel Campo Marzio i giovani di buona famiglia praticavano
l’equitazione, la corsa a piedi e tutte le attività all’aperto. Presso
le terme si aveva la possibilità di irrobustire il corpo con esercizi
ginnici ed il nuoto. Ogni 17 marzo si festeggiavano “i Liberalia” e
in questa occasione i giovani venivano portati al Foro Augusto
per vedere le statue di Enea, Romolo e i vari Generali di Roma.
Tra i Quattordici e i diciassette anni i ragazzi romani erano
protagonisti di un rito particolare . Essi indossavano una toga
chiamata “pretesta” e al collo portavano una medaglia detta
“bolla”. Nel momento in cui si diventava maggiorenni, si
indossava la toga “ virile “. La cerimonia che accompagnava
questo rito era particolarmente allegra e per questo era molto
attesa dai ragazzi.

                                                                         Raffaele Palmieri
I giovani nell’ antica Grecia

I primi 7 anni di vita di un bambino della Grecia antica
trascorrevano in casa. Molti i termini greci che
definivano l'essere bambino. Si parte da páis
(fanciullo/a, figlio/a), népios (bambino/a piccolo/a,
infante), bréphos (neonato/a), néos (giovane non
adulto/a), paidìon (bambinetto/a). In questi primi sette
anni di vita, la madre allattava il piccolo al seno fino ai
due o tre anni d'età, lo coccolava e ci giocava. Qualche
volta la aiutava anche il padre, ma doveva contare
soprattutto sulla balia e su una nutrice anziana che
curava materialmente il bambino, gli raccontava fiabe e
storie e gli preparava i giochi. Fra questi ultimi c'erano
l'altalena, il salto con la corda, il lancio dell'aquilone, i
sonagli per i più piccoli, la palla, la trottola, i carretti, gli
arnesi da cucina per le femmine e molti giocattoli.

                                                                    Michele Paolo
I giovani di oggi, tempo libero
Se c’è una cosa alla quale i giovani (e non solo loro) non riuscirebbero e, a
mio avviso, non dovrebbero mai rinunciare, nel corso della loro vita, è
il divertimento. Come prima cosa, bisognerebbe chiedersi cosa sia davvero
il divertimento, uno dei temi più discussi negli ultimi anni. I giovani hanno
una concezione di divertimento sicuramente diversa da quella degli adulti,
e questo genera continui litigi all’interno dello stesso nucleo familiare. Ma
non solo. Spesso sono i ragazzi stessi ad avere tra loro una visione
peculiare e diversa di svago. Indubbiamente per divertimento si intende un
qualcosa che ci fa star bene, che usiamo per estraniarci da una realtà
difficile o semplicemente un modo per poter staccare la spina dopo una
faticosa giornata di studio o lavoro. Oggi rispetto al passato sono tante le
possibilità di svago sia nelle città che nei piccoli centri. Sì, anche i piccoli
borghi italiani, si sono dovuti ‘modernizzare’ per rispondere alle esigenze
dei giovani insoddisfatti, in cerca di divertimento. I giovani, più di tutti,
risentono del forte impulso che la musica ha sul loro stato d’animo. La
vedono come un mezzo per evadere da tutto e tutti, ed ecco l’importanza
della discoteca. Ne esistono di ogni genere, dimensione e stile. Appena
entrati si è assaliti da una scarica di adrenalina ed euforia, sintomatici del
divertimento. Oltre ai locali e ai pub, un altro luogo fonte di divertimento o
comunque di intrattenimento è il cinema. Ultimo, ma non per
importanza, l’alcool. L’uso di alcolici viene visto come fonte di divertimento.
Si è diffusa negli ultimi anni, la convinzione che alcuni problemi possano
risolversi o comunque attenuarsi se ci si rifugia in queste bevande.
                                                                                   Matteo Fattore
INGLESE: Social media effects on Teenagers

                         INDICE

      The positive effects of Internet on teenager are:

      There are many negative effects of web on teenagers.
      The most important negative effects we studied are:
The positive effects of Internet on teenager are:

   1)   Help in conversation around the world;
   2)   Data and information can be exchanged easly;
   3)   Money over sms can be saved by using whatsap;
   4)   Information can be directly sent to large nunber of
        people;
   5)   Help in avoid boredom;
   6)   A local business person may expand his business
        over web sites;
   7)   Help in making frends and meeting new people;
   8)   Making in seeking new jo offers;
There are many negative effects of web on teenagers. The most important
                   negative effects we studied are:

               1) Teens who use Facebook more may have
                  psycological disorders including antisocial
                  behaviors, mania and aggressive tendence;
               2) Can be distractive because People check
                  Facebook, Whatsapp very frequentely;
               3) The desire to Compare: we compare ourself to
                  others in terms of looks travelled destinations,
                  shopping sprees friends and so on;
               4) RADIATION: phone call, internet over phone even
                  idle phone has a lot radiation araund it;
               5) Eye problem: prolonged use f display screens
                  may weaken eye sight;
RELIGIONE: La religione ai tempi di internet

                              INDICE
                 La Pasqua 2020: Matteo Fattore

              La religione con internet: Michele Paolo

          Internet secondo la religione: Antonio D’Angelo

 Pontificio consiglio delle comunicazioni sociali: Raffaele Palmieri
La Pasqua 2020

Pasqua 2020 sarà ricordata come la prima dai riti della Settimana
Santa a porte chiuse e in diretta sui canali social. La pandemia di
coronavirus, del resto, ci ha abituato a gesti eccezionali come
il messaggio Urbi et Orbi di Papa Francesco in una Piazza San Pietro
completamente deserta, la prima ostensione in streaming della Sacra
Sindone, i funerali delle vittime di COVID-19 in diretta dalle pagine
Facebook delle parrocchie. Il distanziamento sociale è diventato il
nostro pane quotidiano e mai come in questo momento siamo stati
così dipendenti dai nuovi media e dalle nuove tecnologie. La loro
adozione e diffusione ha subito una accelerazione che in tempi
normali avrebbe richiesto anni per diventare realtà ed è ragionevole
supporre che in molti casi non torneremo sui nostri passi, ma alcuni
cambiamenti diventeranno la normalità anche nel periodo post-crisi.
Questa “digitalizzazione forzata” influenza praticamente tutti,
pervadendo i più disparati aspetti della nostra vita, dal lavoro alla
scuola, dal modo in cui ci teniamo informati e interagiamo con gli altri
fino al modo in cui viviamo la nostra stessa spiritualità e religiosità.

                                                                           Matteo Fattore
La religione con internet
Internet è molto più di un semplice mezzo comunicativo. È una nuova
dimensione del reale che influenza e modifica le nostre ansie, le nostre
domande di senso, le nostre rappresentazioni simboliche, i nostri
comportamenti rituali, ossia tutto ciò che concorre a definire quel fenomeno
che chiamiamo religione. A loro volta, le comunità religiose, anche dei
grandi culti monoteisti, utilizzano gli strumenti delle nuove tecnologie per
fare proselitismo o per accogliere le nuove generazioni che difficilmente
fanno a meno di una connessione al mondo virtuale. La Chiesa cattolica in
un documento ufficiale parla della rete come «un mezzo di comunicazione
sociale», da intendersi, al pari di radio e televisione, come un «dono di Dio»
che illumina il «lungo viaggio dell’umanità». Attingere, dunque, alla nuova
realtà digitale si configura come un’esigenza culturale, spirituale e rituale
che accentua il legame fra religione e capacità immaginativa umana.
Sommando in sé l’incomprensibilità del cosmo e il senso del limite
dell’uomo, Internet diviene per alcuni il nuovo luogo della trascendenza.
Tuttavia, quella che s’incontra nella rete è una trascendenza vicina, con cui
è possibile entrare in contatto, persino ‘armeggiare’: basta picchiettare su di
una tastiera, forgiarsi identità effimere e rinnovabili, condurre vite alternative
per sperimentare un oltre altrimenti inaccessibile.
                                                                                     Michele Paolo
Internet secondo la religione

L'interesse della Chiesa per Internet è un aspetto particolare dell'attenzione che essa
riserva da sempre ai mezzi di comunicazione sociale. Considerandoli il risultato del
processo storico scientifico per mezzo del quale l'umanità avanza « sempre più nella
scoperta delle risorse e dei valori racchiusi in tutto quanto il creato », la Chiesa si è
spesso dichiarata convinta del fatto che i mezzi di comunicazione sociale sono, come
ha affermato il Concilio Vaticano II, « meravigliose invenzioni tecniche » che pur
facendo già molto per soddisfare le necessità umane, possono fare ancora di più.
Quindi l'approccio della Chiesa ai mezzi di comunicazione sociale è stato
essenzialmente positivo. Anche quando ne condannano i gravi abusi, i documenti del
Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali si sono preoccupati di chiarire che «
un atteggiamento meramente restrittivo o censorio da parte della Chiesa... non è né
sufficiente né appropriato ».
Secondo la Chiesa la storia delle comunicazioni umane somiglia a un lungo viaggio
che conduce l'umanità « dall'orgoglioso progetto di Babele, con la sua carica di
confusione e di mutua incomprensione, fino alla Pentecoste e al dono delle lingue: la
restaurazione della comunicazione si incentra su Gesù per l'azione dello Spirito Santo
». Nella vita, nella morte e nella risurrezione di Cristo, la comunicazione fra gli uomini
ha trovato il suo più alto ideale e supremo modello in Dio, il quale è diventato uomo e
fratello.
                                                                                             Antonio D’Angelo
PONTIFICIO CONSIGLIO DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI
La Chiesa considera Internet il risultato del processo storico scientifico per mezzo del quale
l'umanità avanza . La Lettera Enciclica Miranda prorsus di Papa Pio XII del 1957, l'Istruzione
Pastorale sui Mezzi di Comunicazione Sociale Communio et progressio, pubblicata nel 1971, ha
sottolineato questo aspetto: « La Chiesa riconosce in questi strumenti dei “doni di Dio” destinati,
secondo il disegno della Provvidenza, a unire gli uomini in vincoli fraterni, per renderli
collaboratori dei Suoi disegni di salvezza ». « La Chiesa ha un duplice scopo a proposito dei
mezzi di comunicazione sociale. Uno è quello di incoraggiare la loro giusta evoluzione e il loro
giusto utilizzo per il bene dello sviluppo umano, della giustizia e della pace, per l'elevazione della
società a livello locale, nazionale e comunitario, alla luce del bene comune e in spirito di
solidarietà. Tuttavia la Chiesa si preoccupa anche della propria comunicazione e di quella al suo
interno, Inoltre, la Chiesa stessa è communio, una comunione di persone e di comunità
eucaristiche che derivano dalla comunione trinitaria e la riflettono. Opportunità e sfidela
comunicazione che avviene nella Chiesa e attraverso la Chiesa consiste essenzialmente
nell'annuncio della Buona Novella di Gesù Cristo, ed è per questo che la Chiesa ha bisogno di
comprendere Internet. Questo sistema permette accesso immediato e diretto a importanti fonti
religiose e spirituali, a grandi biblioteche, a musei e luoghi di culto, a documenti magisteriali, a
scritti dei Padri e Dottori della Chiesa e alla saggezza religiosa di secoli. Ai giovani in particolare
bisogna insegnare « non solo a essere buoni cristiani quando sono lettori, ascoltatori o
spettatori, ma anche a utilizzare attivamente tutte le possibilità che offrono gli strumenti di
comunicazione. Così i giovani diventeranno a pieno titolo cittadini dell'era delle comunicazioni
sociali, Esistono, però, anche aspetti negativi di Internet, il mondo dei mezzi di comunicazione
sociale può a volte sembrare indifferente e perfino ostile alla fede e alla morale cristiana. Fra i
problemi specifici che Internet crea c'è la presenza di siti denigratori, volti a diffamare e ad
attaccare i gruppi religiosi ed etnici; la Chiesa Cattolica è il bersaglio di alcuni di essi.             Raffaele Palmieri
DIRITTO:L’identità digitale e la tutela della
         personalità dell’individuo sul web

                                   INDICE

                    L’identità digitale: Antonio D’Angelo

Lo SPID (sistema Pubblico d’Identità Digitale) in sei passaggi: Matteo Fattore

                  L’identità personale: Raffaele Palmieri

      La tutela della personalità dell’individuo sul web: Michele Paolo
L’identità digitale

L'identità digitale è l'insieme delle informazioni e delle risorse concesse da
un sistema informatico ad un particolare utente utilizzatore del suddetto
sotto un processo di identificazione. La rappresentazione dell'identità
digitale deve essere tanto più completa, Infatti il grado di affidabilità e le
quantità di informazioni richiesti possono variare in modo molto Un'identità
digitale è articolata in due parti:
1)chi uno è (identità)
2)le credenziali che ognuno possiede (gli attributi di tale identità).
Significativo a seconda del tipo di transazioni. l'identità digitale più semplice
consiste in un ID (o username) e una parola di identificazione segreta
(o password). In questo caso lo username è l'identità, mentre la password è
chiamata credenziale di autenticazione. L‘autenticazione ad un solo fattore
(quella con username e password vista prima) non è molto sicura perché
la password potrebbe essere indovinata da qualcuno che non è il vero
utente. Se si aggiungono informazioni biometriche (iride, impronta
digitale, impronta vocale, riconoscimento del volto, ecc.) abbiamo anche
fattori di autenticazione che rispondono a "qualcosa che sei". Queste
informazioni sono di norma protette da un sistema di autenticazione.

                                                                                    Antonio D’Angelo
Lo SPID (sistema Pubblico d’Identità Digitale) in sei passaggi

         I sei passaggi per creare lo SPID sono:
         1)Ottenere:
            1)Un indirizzo di posta elettronica;
            2)Un numero di telefono;
            3)Un documento d’identità;
            4)Un codice fiscale.
         2)Accesso al sito dell’ identity provider e inserimento dei dati anagrafici
         3)Registrazione
         4)Recarsi all’ufficio postale per il riconoscimento
         5)Ottenimento delle credenziali dello SPID
         6)Utilizzare poste id per accedere con lo SPID 2

                                                                                       Matteo Fattore
L’identità personale

L'identità personale così definita rientra anche tra i beni
giuridici tutelati dall'ordinamento che vuole proteggere
tutelare l'interesse del soggetto ad essere rappresentato
nel contesto sociale in cui vive e in cui esprime la sua
personalità come libera determinazione del proprio io. In
questo contesto l'ordinamento giuridico riconosce il diritto
del singolo a mantenere il controllo sulla rappresentazione
che ha di sé agli occhi della società. Da questi concetti si
sviluppano, peraltro, le questioni giuridiche relative alla
tutela dell'onore, del decoro, della reputazione, nonché del
diritto all'immagine.

                                                               Raffaele Palmieri
La tutela della personalità dell’individuo sul web
Il concetto dell’identità contiene l'insieme delle caratteristiche dell'individuo e può
essere.
L’identità digitale che rappresenta un individuo in cuoi crea /usa il dataset (insieme
di dati) in cui essa è memorizzata.
Il dataset fornisce un sistema dei dati che consentono di ricostruire un profilo più o
meno dettagliato dell’utente a cui si riferiscono, relativo alla sua personalità, alle sue
preferenze ed opinioni personali: in breve, la sua identità personale.
Quindi, la nozione di identità digitale è da intendersi sotto due aspetti:
• come rappresentazione nel mondo online di una persona fisica o giuridica; • come
insieme delle informazioni.
Poi c’è la tutela giuridica il furto d’identità non solo è una pratica eticamente
scorretta, ma è un vero e proprio reato.
Secondo il Codice penale, la condotta di colui che commette un furto d’identità
digitale rientra in due ipotesi delittuose
Ci sono anche dei reati tra cui il reato di sostituzione di persona è disciplinato
dall’articolo 494 del codice penale, secondo cui il furto d’identità poi ci sono tanti
altri reati tipo La frode informatica aggravata dal furto d’identità digitale è un accuont
fake di facebook o di instagram.
Per usare i social dobbiamo fare attenzione e dobbiamo usare la privacy e non
mettete mai il vostro numero di telefono né il vostro e né dei vostri genitori
                                                                                             Raffaele Palmieri
Scienze: Le patologie legate ad un uso scorretto del web

                                  INDICE
                  La sclerosi multipla: Antonio D’Angelo
                   Il Digital life coaching: Michele Paolo
      IAD, la nuova dipendenza patologia da Internet: Matteo Fattore
                 Dipendenza dalla rete: Raffaele Palmieri
La sclerosi multipla

La sclerosi multipla è una malattia neurodegenerativa che colpisce il
sistema nervoso centrale. È complessa e imprevedibile, ma non è
contagiosa né mortale. Grazie ai trattamenti e ai progressi della ricerca,
le persone con sclerosi multipla possono mantenere una buona qualità
di vita con un’aspettativa non distante da chi non riceve questa diagnosi.
È caratterizzata da una reazione anomala delle difese immunitarie che
attaccano alcuni componenti del sistema nervoso centrale scambiandoli
per agenti estranei, per questo rientra tra le patologie autoimmuni. Il
processo infiammatorio, scatenato dal sistema immunitario, può
danneggiare sia la mielina sia le cellule specializzate nella sua
produzione che le fibre nervose stesse. Questo processo,
detto demielinizzazione, può provocare aree di perdita o lesione della
mielina, che vengono definite placche. Possono presentarsi ovunque nel
sistema nervoso centrale, in particolare nei nervi ottici, cervelletto e
midollo spinale. Le placche possono evolvere da una fase infiammatoria
iniziale a una fase cronica, in cui assumono caratteristiche simili a
cicatrici.

                                                                             Antonio D’Angelo
Il Digital life coaching
Si chiama “Digital life coaching” ed è il primo servizio in Italia di disintossicazione
da computer e smartphone. L’obiettivo è uno solo: imparare a gestire correttamente
la tecnologia. Le malattie da Rete sono ormai tra le più svariate: sindrome da
iperconnessione; no mobile fobia (paura di rimanere senza connessione
mobile), Fomo (“fear of missing out”, cioè di essere tagliati fuori dalle reti
social), vamping (stare tutta la notte in chat), hikikomori (uso esagerato della rete
che           porta        a        condotte          di       ritiro       sociale).   E
ancora, cyberbullismo, sexting e sextortion, gioco d’azzardo online
compulsivo, narcisismo digitale e phubbing (tendenza a ignorare gli altri perché
immersi nel proprio cellulare). A lanciare il servizio dalla sede di Milano è Cerba
Healt Care, gruppo internazionale dedicato alla diagnostica ambulatoriale. Quelle
legate a internet sono vere e proprie dipendenze, come quella dai videogiochi
recentemente catalogata dall’Organizzazione mondiale della sanità fra i disturbi
mentali, che colpiscono un numero crescente di italiani, bambini e adulti. Basti
pensare che, secondo l’ultimo rapporto Agi-Censis, la gran parte degli utenti
internet è online anche prima di dormire (77,7%) e subito dopo la
sveglia (63,0%); il 61,7% utilizza i dispositivi anche a letto (tra i giovani si arriva al
79,7%) e il 34,1% a tavola (la percentuale sale al 49,7% fra i giovani). Il 22,7%
degli utenti ha spesso la sensazione di essere dipendente da internet e l’11,7%
dichiara di vivere con ansia un’eventuale mancanza di connessione. Per l’11,2%
inoltre l’utilizzo della rete è fonte di collisioni con i propri familiari.
                                                                                             Michele Paolo
IAD, la nuova dipendenza patologia da Internet
L’avvento di Internet e l’uso di ampia portata che via via le persone ne hanno fatto nel
corso degli anni, lo hanno reso un compagno onnipresente nelle vite di gran parte di
noi, consentendoci di superare le barriere e i vincoli di tempo e di spazio e facendone
uno dei mezzi che offre maggiori opportunità di comunicazione sociale. Ma come tutti
gli strumenti di comunicazione, anche la rete non è esente da cattivi usi e da abusi
tanto che si è presentata nell’ambito della salute mentale, una nuova forma di
dipendenza costituita dalla Internet Addiction Disorder (IAD) o dipendenza da Internet.
La IAD è un disturbo nuovo, differente dalle altre dipendenze; è una condizione
caratterizzata da un forte ed insistente desiderio di connettersi al Web ed è oggetto di
studio e di attenzione clinica da poco più di una decina di anni, in continuo sviluppo da
parte delle comunità scientifiche, le quali evidenziano che ancora molta strada va
percorsa in quanto tanti rimangono gli aspetti da approfondire e i nodi critici da
affrontare. La IAD racchiude in sé diverse forme e sottocategorie legate alla tecnologia
e al mondo della rete:
   • game, dipendenza dai video giochi di rete;
   • sex, dipendenza dalla visione e scambio di materiale pornografico e dalla
frequentazione di chat per soli adulti;
   • social networks, dipendenza dalle relazioni interpersonali virtuali;
   • info surfing, dipendenza dalla continua ed insaziabile ricerca di notizie su internet;
   • net compulsion, dipendenza dallo shopping online, dalle aste online, da eBay, dal
trading finanziario;
   • gambling, dipendenza dal gioco d’azzardo online.

                                                                                              Matteo Fattore
Dipendenza dalla rete

Da tempo si parla di dipendenza della rete. Spesso però vi è da
parte dei genitori una tendenza a drammatizzare, confondendo l'uso
eccessivo, comunque problematico, con una vera patologia:
malattia che riguarda una piccola minoranza degli utenti della rete
(tra 1% e il 9%).La dipendenza della rete, a detta dello psicologico
Jerald J. Block è una patologia che di presenta con quattro
caratteristiche.1) uso eccessivo associato alla perdita della
cognizione del tempo e che finisce per far trascurare i bisogni
fondamentali.2) chiusura verso l'esterno, con sentimenti di rabbia.3)
persistenza, con richieste di nuove dotazione tecnologiche, migliori
software, più tempo per stare al computer.4) ripercussioni negative,
come frequenti litigi con familiari, facilità nel mentire ecc...

                                                                        Raffaele Palmieri
ED FISICA: Personal Trainer Virtuale

                             INDICE

           Il Personal Virtual Trainer: Matteo Fattore
               Il Pesonal Trainer: Antonio Dangelo
        Il Personal Trainer Virtuale; Costi: Michele Paolo
Il Personal Trainer Virtuale durante il lockdown: Raffaele Palmieri
Il Personal Virtual Trainer

Prima di vedere in cosa si distinguono, guardiamo insieme chi è il
personal virtual trainer. Il personal virtual training rappresenta l'ultima
frontiera del fitness, una vera e propria rivoluzione resa possibile
dall'utilizzo della tecnologia, che dà l'opportunità al cliente di allenarsi
semplicemente con l'utilizzo di uno smartphone, di un smartwatch o di
un'app. Gli attori di questa nuova metodologia di allenamento
rimangono il cliente e il professionista stesso che possono rimanere in
contatto tra di loro anche a distanza. Ma qual è la differenza con il
personal trainer online? Nessuna, sono semplicemente sinonimi; due
termini diversi per fare riferimento alla stessa disciplina di allenamento.
Chiamatelo quindi come più vi piace, ma venite a vedere con noi le
motivazioni per preferirlo al classico professionista!

                                                                               Matteo Fattore
Il Personal Trainer
Il personal trainer (anche detto allenatore personale e convenzionalmente
indicato dalla sigla PT) è la figura professionale preposta a gestire in
maniera individualizzata l'esercizio fisico di coloro che si avvicinano o
praticano attività fisica per migliorare il proprio stato di salute o di forma
fisica. Un'altra importante area di intervento del personal trainer è relativa
all'educazione a stili di vita salutari e al ruolo di motivatore nell'ambito della
pratica dell'attività fisica. “Leader” dal verbo inglese "to lead", ovvero
guidare, condurre, sono termini che ben si sposano con l’operato del
personal trainer, che nel suo rapporto col cliente riveste in effetti un ruolo di
leader: il cliente stabilisce in qualche modo i suoi obiettivi, funzionali od
estetici che siano, ed il trainer lo guida, lo conduce al raggiungimento di
questi obiettivi attraverso una serie di competenze e abilità personali. È
difficile però assegnare una definizione precisa di leader o leadership, tutti
sanno nominare questi termini ma nessuno sa definirli con esattezza e, di
fatto, chi tenta di definire la leadership, automaticamente la limita. Questo
perché la leadership rappresenta un concetto complesso che racchiude in
sé molti valori, capacità, esperienze di vita e il cosiddetto fattore X,
ovvero l’unicità che contraddistingue ogni essere umano. In passato la
leadership veniva considerata come il risultato di fattori innati e genetici
oppure, al contrario, il risultato di fattori ambientali, esperienziali.             Antonio D’Angelo
Il Personal Trainer Virtuale; Costi
In molti si chiedono quale sia il costo di un personal trainer, che fino a qualche anno fa era considerato un
lusso per ricchi, VIP che devono tenersi in forma e atleti professionisti. E invece, essendosi modificate le
modalità di fruizione di questo servizio e anche i costi, prendere un personal trainer per il proprio allenamento
non è così impossibile e, soprattutto, se ci si orienta verso un personal trainer on line oppure collettivo. Nel
caso del personal trainer virtuale, spesso si pensa che ci sia un risparmio notevole rispetto al classico coach
che ti segue di persona durante il workout o le gare. I prezzi che si applicano sono diversi, certo, ma questo
vale anche per i personal trainer in carne ed ossa, e non sempre la differenza tra il virtuale e il reale può
essere una fonte di risparmio concreto. Nello specifico: il costo di un personal trainer varia dai 25 euro l’ora
nelle palestre, con un servizio “comune”, ad oltre i 100 euro l’ora per i personal trainer più qualificati e
ricercati. Nella media ci si assesta su un costo di circa 50-60 euro orarie, per personal trainer riconosciuti e
qualificati, ma non iper-specializzati. Chi cerca un personal training di alta forma ed esperienza, deve
orientarsi sui professionisti che praticano le tariffe dai 50 euro in su, mentre salendo fino ad 80 euro si
situano i personal trainer con un curriculum più che valido e una specializzazione in una particolare disciplina
sportiva. Altri sono trainer specialisti del dimagrimento o dell’allenamento per problemi posturali, di cellulite,
circolatori, etc. Quando si sale oltre i 100 euro si arriva a personal trainer che vantano una carriera sportiva
come atleti o coach, il che può dare un vantaggio in termini di affidabilità. Non esiste un tariffario definito,
dato che giuridicamente la figura professionale del trainer non è ancora regolamentata e si tratta di un libero
professionista, senza obbligo di iscrizione ad un albo, che può essere ricercato per le sue competenze con
prezzi che variano a seconda delle sue capacità e disponibilità. Coloro che frequentano un corso da personal
trainer sanno che stanno partendo da una base formativa che poi potrà avere degli sviluppi sia sulle proprie
competenze ma anche sui costi da applicare. I prezzi di un servizio di personal trainer variano anche in base
al servizio stesso, ovvero a ciò che viene offerto all’interno del supporto sportivo. Un personal trainer virtuale
è ben diverso da un personal trainer a domicilio, che sarà sicuramente molto più costoso e dedicato a
personalizzare incontri e allenamenti. Il costo varia anche in base alle attrezzature di cui si deve munire e
che deve fornire all’atleta, così come in base ai master e ai corsi di formazione seguiti. Un personal trainer on
line spesso non è tenuto a mostrare le qualifiche specialistiche che vengono richieste ad un trainer che
lavora in un determinato settore, come ad esempio nella corsa, nel tennis, etc.                                      Michele Paolo
Il Personal Trainer Virtuale durante il lockdown

Durante il lockdown anche chi non lo considerava
favorevolmente si è dovuto ricredere (anche perchè non
c'era altra scelta), sull' allenamento fitness a casa. Il
workout da soli o teleguidati ha rappresentato prassi della
quarantena: palestre e circoli sportivi, associazioni,
influencer, trainer nei mesi di quarantena hanno messo a
disposizioni lezioni on line ed allenarsi così, in
collegamento zoom o youtube o da qualunque altra
piattaforma è diventato             un'abitudine.Secondo gli
osservatori sarà una di quelle 'comodità' che non finiranno
nei prossimi mesi, tutt'altro. “Gli ultimi eventi hanno
rivoluzionato completamente l’industria del fitness - osserva
Giovanni Ciferri CEO di Buddyfit, una nuova applicazione
gratuita per consentire alle persone di allenarsi in qualsiasi
luogo con il supporto di un personal trainer. Ci si allena in
diretta con il proprio trainer in video, oppure seguendo un
workout personalizzato sui propri obiettivi, senza i vincoli di
tempo e luogo.

                                                                   Raffaele Palmieri
TTRG: Imparare autocad in rete

                                      INDICE
                       Come installare autocad: Matteo Fattore

                            Autocad: Antonio D’Angelo

                         A cosa serve Autocad: Michele Paolo

                        I comandi di Autocad: Raffaele Palmieri

Differenza tra disegno in 3D su autocad e di un’ assonometria sul foglio: Matteo Fattore
Come installare autocad
Per installare autocad ci sono alcuni passaggi da dover fare:
1) Cercare su un motore di ricerca “Autodesk account” e cliccare sul
   seguente sito;

2) Come secondo passaggio cliccare su “crea un account”, inserire le
credenziali e cliccare nuovamente su “crea un account”. Dopo bisogna
cliccare su “chiudi”;
3) In seguito cliccare su “esegui verifica e-mail”;
4) Andare sulla propria email, aprire la mail che è arrivata da autodesk e
cliccare su verifica. In seguito andare sul browser, cercare “autodesk
studenti” e cliccare sul seguente sito;
5) In seguito cliccare su “scarica i prodotti”
ed infine su “accedi”;
6) Inserire le credenziali dell’account che abbiamo creato, cliccare su inizia dove
sta scritto autocad e iserire dove è richiesto una foto del proprio libretto delle
giustifiche.

                                                                                      Matteo Fattore
Autocad

AutoCAD è un programma di disegno tecnico assistito dal
computer ideato nel 1982 dalla softwer house statunitense Autodesk. Si
tratta del primo prodotto CAD per personal computer, nonché uno dei più
longevi marchi di software al 2020 ancora in commercio; a tale data è
giunto inoltre alla sua trentaquattresima release in 37 anni di presenza sul
mercato. AutoCAD viene visualizzato in una finestra con le barre degli
strumenti      ai     lati    le     quali    offrono    scorciatoie    per
l’esecuzione di comandi che altrimenti possono essere digitati nello
spazio testuale (normalmente sotto la finestra in cui si disegna). La
finestra del disegno può essere divisa in più parti a seconda delle
preferenze dell'utente, in ciascuna può essere visualizzata una parte
diversa del disegno. Nella versione completa di AutoCAD (non in
AutoCAD LT) è possibile realizzare disegni anche in tre dimensioni e
visualizzarli con punti di vista specificabili dall'utente. Autodesk,
dalla versione 2000 di AutoCAD, distribuisce le nuove versioni a cadenza
annuale e il formato DWG viene variato mediamente ogni 3 versioni,
rendendolo incompatibile verso l'alto, ma non verso il basso: ciò significa
che le versioni più recenti possono aprire i file delle versioni precedenti,
ma non viceversa. La versione più recente è AutoCAD 2021.
                                                                               Antonio D’Angelo
A cosa serve Autocad

Autocad è il principale software destinato alla
produzione di disegni digitali in 2D e 3D, sviluppato
dalla nota azienda 'Autodesk' per la progettazione di
infrastrutture, costruzioni civili e industriali. Autocad, il
noto strumento essenziale per architetti, geometri ed
ingegneri, è un software CAD commercializzato dalla
società Autodesk, con lo scopo di realizzare
prevalentemente progettazione 2D. E' possibile la
modellazione 3D, anche se personalmente preferisco
altri software di cui parlerò in altri articoli.

                                                                Michele Paolo
I comandi di autocad

Il campo per la ricerca di comandi viene visualizzato al di sopra del menu dell'applicazione. I risultati della
ricerca possono includere comandi di menu, descrizioni comandi di base e stringhe di testo della riga di
comando. È possibile immettere un termine di ricerca in qualsiasi lingua. I risultati sono validi per l'area di
lavoro corrente.Non appena si immettono le prime lettere di un comando nella finestra dei comandi o nella
casella di input dinamico, viene visualizzato un elenco dei comandi suggeriti. Per default, l'elenco presenta le
seguenti caratteristiche:I comandi più utilizzati che iniziano con le lettere digitate vengono visualizzati nella
parte superiore dell'elenco. Con il passare del tempo, l'ordine di priorità di questo elenco cambia in base ai
comandi utilizzati più di frequente.Se si digita regolarmente il nome di un comando in modo errato e quindi si
sceglie tale comando, l'elenco dei suggerimenti cambia in modo da visualizzare tale comando ogni volta che si
ripetono gli stessi errori di ortografia.L'elenco dei suggerimenti include comandi che contengono le lettere
immesse nonché comandi che iniziano con tali lettere.

                                                                                                 Raffaele Palmieri
Differenza tra disegno in 3D su autocad e di un’ assonometria sul foglio

                                                               Matteo Fattore
STA: Navigare protetto in rete

                        INDICE
     Come navigare sicuri in rete: Raffaele Palmieri
                Il VPN: Matteo Fattore
Come navigare in sicurezza su Internet: Antonio D’Angelo
               La privacy: Michele Paolo
Come navigare sicuri in rete
Ogni volta che andiamo in rete, lasciamo delle tracce, che
possono essere utilizzate a nostra insaputa e per fine illeciti.
Per mantenere al sicuro i propri dati personali occorre fare le
seguenti cose:1) cambiare spesso le password, almeno ogni
novanta giorni. 2) eseguire il backup di tutti i dati su un disco
rigido. Gli hacker possono addirittura tenere in ostaggio i dati
personali per un un'eventuale riscatto. 3) tenere spento il
bluetooth in modo che i dati non siano vulnerabili. 4)
aggiornare sempre il sistema operativo in modo da combattere
gli attacchi hacker. 5) fare attenzione al wi-fi pubblico perché
se non è crittografato, qualcuno potrebbe monitorare le nostre
attività on line. 6) non visitare siti non sicuri. 7) stare attenti ai
cookie e quindi non accettarli se non strettamente necessario.
8) controllare le impostazione dei social network e non
pubblicare nulla di personale o riservato

                                                                         Raffaele Palmieri
Il VPN
VPN è l'acronimo di Virtual Private Network, ossia “rete privata
virtuale”, un servizio che crittografa il traffico Internet e protegge
l'identità online. Con una VPN, puoi accedere in modo sicuro ad
app, siti web e piattaforme di intrattenimento da qualsiasi parte del
mondo. Una connessione vpn ti garantisce sicurezza e privacy
online. Quando sei connesso a un server VPN, tutto il tuo traffico
web viene criptato. Questo significa che nessuno può vedere ciò
che fai online, neppure il tuo provider di servizi internet (ISP).
Pertanto, il tuo ISP non sarà in grado di strozzare la tua velocità,
cosa che accade spesso quando ti dedichi ad attività che ne
richiedono tanta, come lo streaming o il gioco online. La crittografia
impedisce agli hacker di vedere alle informazioni sensibili che
immetti nei siti web, ad esempio le password. Questo è
particolarmente importante quando utilizzi un Wi-Fi pubblico,
poiché ai cybercriminali viene facile monitorare la tua connessione
su tali reti. Una VPN, però, fa in modo che anche qualora ti
rubassero dei dati, non sarebbero in grado di decifrarli o neppure
di capirli.

                                                                         Matteo Fattore
Come navigare in sicurezza su Internet

È meglio prevenire piuttosto che curare: quante volte ti ho ripetuto
questa frase quando si parla di sicurezza sul Web? Tante, troppe
volte! Ma tu sei un po’ una testa dura e scommetto che non ricordi
più il numero di volte che il tuo computer è stato infettato da virus
navigando su siti Internet poco sicuri.
Come dici? Ci ho preso? Sei poco esperto su questo argomento
relativo alla sicurezza perché lo consideri troppo tecnico e molto
complicato? Beh, ti sbagli di grosso: si può parlare di sicurezza su
Internet anche in maniera semplice e immediata, senza paroloni o
tecnicismi, con un linguaggio che sia comprensibile da tutti; ci puoi
scommettere. Ebbene, se vuoi sapere come navigare in
sicurezza su Internet, senza il timore che proprio quel sito
Internet che stai visitando ora non contenga minacce per la tua
sicurezza, puoi seguire i consigli che ho pensato per te con questo
mio tutorial. Mettiti seduto comodo e prenditi qualche minuto di
tempo libero: sono sicuro che, al termine della lettura, mi sarai
grato per i preziosi suggerimenti che ti ho dato. Ti auguro una
buona lettura.

                                                                        Antonio D’Angelo
La privacy

La privacy nei social media è il diritto tutelato e garantito in capo
all'utente che utilizzi tali applicazioni internet di controllare che le
informazioni che lo riguardano vengano trattate nel rispetto delle
norme che le regolano ed, in particolare nel rispetto.
La password è letteralmente una “parola d'ordine”che si intende una
serie di caratteri alfanumerici che servono a proteggere l'accesso a
computer, piattaforme online, servizi digitali e molto altro: una vera e
propria di chiave d'accesso personale serve, la password è quel
sistema di sicurezza ormai noto ed entrato a far parte dell'uso comune
si utilizza quando si ha necessità di aprire risorse relative ad una rete,
ad una banca dati o quando si deve semplicemente effettuare
l'accesso ad un computer o ad un software. Poi c’è
La captcha ha una funzionalità e si tratta di una sbarra in cui scrivi una
parola e si una questa captcha cioè sbarra serve soprattutto nelle
password si usa quando qualcuno lo può rubare un account e c’è la
captcha per non far rubare il tuo account

                                                                             Michele Paolo
CHIMICA: La dipendenza da smartphone
    e la chimica del nostro cervello
                            INDICE

   GABA: neurotrasmettitore della calma: Matteo Fattore
 L’influenza di internet sul nostro cervello: Raffaele Palmieri
               La nomofobia: Antonio D’Angelo
         Internet addiction disorders: Michele Paolo
GABA: neurotrasmettitore della calma

Vi sentite eccitati, irritabili o tristi senza una ragione apparente? È una sensazione
che vi invade con una certa frequenza? Nonostante vi possano essere diverse
spiegazioni, una possibilità è che soffriate di una carenza di determinate sostanze.
Il nostro cervello può usare fino a 100 diversi neurotrasmettitori, e GABA è uno dei
più importanti. Non a caso, lo si conosce come il neurotrasmettitore della calma e
del rilassamento. L’acido γ-amminobutirrico (GABA) è un amminoacido e
un neurotrasmettitore che regola l’eccitabilità cerebrale mediante l’inibizione del
rilascio di neuroni. Questo meccanismo genera una sensazione di
calma. Equilibrare adeguatamente i livelli di GABA può ridurre lo stress e l’ansia,
nonché ridurre il rischio di certe malattie. L’acido γ-amminobutirrico è uno dei più
importanti neurotrasmettitori (sostanze chimiche che le cellule cerebrali usano per
comunicare fra loro). È, di fatto, il neurotrasmettitore inibitore più usato. I
neurotrasmettitori inibitori diminuiscono le probabilità che un impulso nervoso si
presenti con troppa forza. La funzione principale dell’acido γ-amminobutirrico ,
come neurotrasmettitore inibitore, è rallentare l’attività cerebrale. È inoltre coinvolto
in aspetti quali: vista, sonno, tono muscolare e controllo motorio. Inoltre, è
distribuito ampiamente, dentro e fuori dal sistema nervoso centrale.

                                                                                            Matteo Fattore
L’influenza di internet sul nostro cervello

Il cervello dei giovani è molto sensibile ed è stato
dimostrato che un uso eccessivo di internet influisce
molto negativamente in quando causa alterazioni a
livello dei neurotrasmettitori che sono sostanze
chimiche responsabili della comunicazione tra i
neuroni. È stato condotto uno studio scientifico dal
dottor Hyung Suk Seo a Seoul che ha coinvolto 13
teenager con un'età media di 15 anni e mezzo e con
dipendenza da smartphone o internet. Questo studio ha
dimostrato che i giovani che soffrono di questa
dipendenza hanno disturbi come l'ansia, la
depressione, l'insonnia e l'impulsività. La dipendenza è
stata diagnostica valutando le abitudini quotidiane, la
vita sociale, la produttività e il sonno.

                                                           Raffaele Palmieri
La nomofobia

Al giorno d’oggi si assiste ad una vera e propria rivoluzione
tecnologica, che sicuramente, al pari della passata rivoluzione
industriale, ha apportato grandi benefici dal punto di vista
lavorativo, economico e privato.
La comodità della reperibilità costante della persona, ad
esempio, è un elemento non da poco, in particolare in un clima
di cambiamenti socio-culturali come quello di oggi in cui
soprattutto i giovani e i bambini sono esposti a situazioni più
pericolose nella quotidianità rispetto a prima. Ogni genitore
può essere in contatto col proprio figlio e sapere se sta
tornando a casa da scuola, oppure si possono
mantenere relazioni a distanza da casa guardandosi
comodamente negli occhi, senza il bisogno di scriversi una
lettera che potrebbe arrivare dopo un lungo periodo di attesa,
o ancora non si deve più andare a caccia di una cabina
telefonica libera se si vuole salutare un amico.

                                                                  Antonio D’Angelo
Internet addiction disorder

La dipendenza da Internet, nota anche come internet
dipendenza (in inglese Internet addiction disorder, in acronimo
IAD), è un disturbo da dipendenza legato ad utilizzo intensivo e
ossessivo di internet in tutte le sue forme, dalla navigazione sui
social, alla visualizzazione di filmati, al gioco online.
Preoccupazione e inquietudine per internet. Necessità di
aumentare il tempo speso collegati ad internet per raggiungere
lo stesso grado di soddisfazione precedente. Ripetuti sforzi di
limitare l'uso di internet. Irritabilità, depressione o instabilità
emotiva      quando     l'uso    di     internet  viene    limitato.
L'iperconnessione sui social network ha un nome, si chiama
FOMO ed è un disturbo che spesso deriva da problemi sociali.
Ogni giorno vengono condivisi sui social network, da migliaia di
utenti in tutto il mondo, foto, video, pensieri sotto forma di post
Facebook, Tweet o Story su Instagram.

                                                                       Michele Paolo
FISICA: Lo studio della Fisica attraverso il web

                               INDICE
     I migliori siti per studiare la fisica online: Matteo Fattore
              Internet e lo studio: Raffaele Palmieri
               La fisica e il web: Antonio D’Angelo
             Simulatori di laboratorio: Michele Paolo
I migliori siti per studiare la fisica online

VIALATTEA.NET
Nella Home, cliccando su “Chiedi all’esperto”,. troviamo la lista degli
argomenti del sito, che spaziano dall’astronomia alla fisica, passando anche
per le altre scienze come chimica, scienze della terra, matematica e
biologia. Troviamo anche articoli di filosofia. Vengono inoltre presentati gli
esperti dei vari argomenti che rispondono alle domande.
MUSEOGALILEO
Questo è il canale YouTube del museo Galileo. In questo canale troviamo
video didattici riguardanti la storia della scienza. Vediamo video su
Archimede, Galileo, video sulle macchine semplici o sulla storia
dell’elettromagnetismo.
ASTROSURF
Sito interamente dedicato all’astronomia, con tutorial, su qualsiasi cosa,
dalle stelle alle galassie alle costellazioni. Troviamo cenni di cosmologia con
la descrizione del principio cosmologico, del paradosso di Olbers o della
costante di Hubble.

                                                                                  Matteo Fattore
Internet e lo studio
L’utilizzo del computer e di internet sembrano proprio risultare elementi utili
per imparare, anche se per molti penalizzano la voglia di studiare e la
capacità di concentrazione. L’uso della tecnologia digitale permette oggi
l’accesso pressoché immediato a una moltitudine di materiale interessante
per lo studente, per soddisfare il suo spirito curioso e permettergli così di
prendere l’iniziativa. Cercare un’informazione su un libro, specialmente se
non si ha una vasta biblioteca a disposizione è di certo un procedimento più
lungo, mentre il web ha subito la risposta pronta. È chiaro, tuttavia, che le
informazioni contenute possono soddisfare la mera curiosità, ma che per
fare una ricerca o per studiare un argomento in modo sicuro, è
indispensabile ricorrere alla letteratura tradizionale. L’attendibilità infatti non
è sempre al 100% delle migliori e, è dimostrato, che una volta acceso il
computer, i giovani siano facilmente distraibili: il confine fra l’elemento ludico
e l’apprendimento per essi è molto sottile. Una quantità tale di informazioni
reperibili così facilmente, talvolta mette a rischio la capacità di ricerca,
riflessione e concentrazione dei ragazzi, che sempre più spesso hanno
difficoltà nel fare una ricerca nelle modalità tradizionali, cioè a partire dai
testi.

                                                                                      Raffaele Palmieri
La fisica e il web

Anche in Italia la divulgazione scientifica comincia a risentire gli effetti
delle straordinarie caratteristiche di Internet , questo straordinario
nuovo mezzo di comunicazione. Ad esempio, mentre i buoni libri di
divulgazione sono pubblicati e molto spesso dopo un poco
dimenticati, sul Web assistiamo ad un accumulo lento ma continuo di
materiale. Questo materiale puo' essere talvolta prodotto da una
collettivita' di gente interessata. I motori di ricerca provvedono a
pubblicizzare e a far conoscere i migliori contributi. Per la prima volta
chi ama la fisica puo' accedere a dati sperimentali originali e puo'
letteralmente trasformare il suo computer a casa in un laboratorio di
fisica.

                                                                               Antonio D’Angelo
Puoi anche leggere