Mostre di primavera, dove andare

Pagina creata da Maria Arena
 
CONTINUA A LEGGERE
Mostre di primavera, dove andare
Mostre           di      primavera,                 dove
andare
A Roma si approfondisce l’influenza che l’Oriente ha avuto
sulla pittura di Matisse, con i suoi colori vibranti, i suoi
arabeschi e i suoi artifici. Un’influenza che ha significato
nuovi schemi compositivi e una maggiore spiritualità.Potrete
visitare Matisse. Arabesque alle Scuderie del Quirinale fino
al 21 giugno.

A Milano la più grande esposizione dedicata a Leonardo mai
vista in Italia. Attraversa infatti tutta la sua opera,
mettendone in luce la natura poliedrica tra disegno, pittura,
scultura, scienza e puntando l’attenzione non solo sulla sua
formazione fiorentina e gli anni milanesi, ma anche sul suo
soggiorno in Francia.
Dal 15 aprile al 19 luglio a Palazzo Reale.

Torino come Parigi. Questo grazie a una mostra che svela il
forte legame tra Amedeo Modigliani e la capitale francese
attraverso novanta opere firmate da lui e da altri esponenti
della cosiddetta Scuola di Parigi, ovvero Brancusi, Soutine,
Utrillo, Chagall, Gris, Marcousiss, Survage e Picasso.
Alla GAM di Torino dal 14 marzo al 12 luglio.

Venezia celebra Henri Rousseau e il suo sguardo candido sul
mondo, che l’ha trasformato da semplice impiegato a grande
artista, famoso per le atmosfere oniriche, le foreste e i
paesaggi incantati.
A Palazzo Ducale fino al 5 luglio.
Mostre di primavera, dove andare
A Firenze omaggio a uno dei protagonisti del nuovo linguaggio
figurativo dei primi del ‘900 nonché uno degli interpreti più
innovativi della scultura cubista, con una mostra che
raccoglie oltre sessanta tra disegni, acqueforti e un taccuino
di schizzi.

Potrete visitare Jacques Lipchitz a Monaco e a Firenze.
Disegni per sculture 1910-1972 agli Uffizi fino al 3 maggio
Le amanti del rock e in particolare le fans di David Bowie non
devono assolutamente perdere la mostra a Bologna, che espone
tutti gli scatti realizzati da Masayoshi Sukita. Il fotografo
giapponese ha seguito Bowie per quarant’anni ed è autore dello
shooting del celebre album Heroes.

Fino al 10 maggio alla galleria Ono Arte.

Grande inaugurazione per il
126esimo anniversario della
Tour Eiffel
Oggi è il 126esimo anniversario dell’inaugurazione della Tour
Eiffel. A progettare la maestosa Dama di ferro, alta 324
metri, è stato chiamato l’ingegnere Gustave Eiffel, già famoso
per aver costruito la struttura interna della Statua della
Libertà.

Nel 2014 il monumento simbolo della Ville Lumière ha
festeggiato i 125 anni di storia con la mostra evento “La
Grande exposition universelle”. La Tour Eiffel, sottoposta
Mostre di primavera, dove andare
negli ultimi tempi a un restyling in chiave ecologica per
diminuire il suo impatto sull’ambiente, ha dato il benvenuto
l’anno scorso a un pavimento di cristallo sospeso a 57 metri
d’altezza.

Forse non tutti sanno che in cima è ospitato un
piccolo appartamento privato, progettato proprio da Monsieur
Eiffel. Nell’angusto stanzino, arredato con armadi e tavoli in
legno e divani di velluto, Eiffel era solito ospitare i
colleghi ingegneri e scienziati per discutere di progetti e
poter godere di una vista privilegiata sulla città. Henri
Girard, nel suo libro “La Torre Eiffel a trecento
metri” scrive: “Eiffel ha ricevuto innumerevoli richieste per
affittare quello straordinario pied à terre rifiutando tutte
le offerte perché nessun’altra abitazione avrebbe potuto
offrire al suo proprietario un luogo lontano dai rumori e
dalla sofferenza umana. Da qui si può guardare sugli splendori
di Parigi e di notte cullati dal canto del vento, ci si
addormenta con la luce delle stelle eternamente vigili”.

AL SESTRIERE PER PROVARE LE
TOP AUDI QUATTRO
La stagione bianca sta volgendo al termine, ma ci regala
ancora un bel weekend con sole in quota. E allora perchè non
approfittarne puntando sulla Via Lattea del Sestriere, dove si
può trovare anche l’ospitality dell’Audi, la casa che ha
Mostre di primavera, dove andare
siglato l’accordo appunto con la Via Lattea, per esservi
presente con le sue magnifiche vetture sportive con trazione
integrale permanente, appunto le QUATTRO.

Audi A6 3.0 TDI Competition

Fino al 6 aprile si può provarle telefonando al 345.9585673
oppure scrivendo a experience@atton.it. Noi lo abbiamo fatto,
salendo dove pensavamo potessero solo gli skilift e scendendo
dove pensavamo potessero solo gli sciatori. D’altra parte è da
anni che l’Audi fornisce le auto alla nostra nazionale di sci,
rafforzando il proprio connubio con lo sport.

Arrivando vicino Torino con la A4, prendere per Pinerolo-
Sestriere e seguire le insegne, passando anche per Villar
Perosa (feudo degli Agnelli). A Sestriere vi accoglieranno le
due torri circolari che appaiono ancora moderne, ma che gli
Agnelli fecero costruire nel lontano 1932. E ancora oggi pare
che qui si segua la costruzione di edifici circolari, come le
nuove dependance dell’Hotel Principi di Piemonte, che ci
accoglie con addobbi e uova di Pasqua.

Le Audi Quattro vanno dappertutto, con le loro trazioni
integrali e i loro cavalli, ma quando di sera abbiamo voluto
andare al rifugio Aquila Nera, ci siamo dovuti affidare al
Mostre di primavera, dove andare
gatto delle nevi: coperto, riscaldato e sicuro. E così siamo
arrivati a 2.200 metri. Godendoci il panorama notturno con il
cielo stellato e le luci di Sestriere laggiù in basso.

Questo rifugio sorprende anche di sera con la sua cantina con
speck e formaggi, ma principalmente per le pizze sfornate
calde e per il croccante fritto di pesce ( ovviamente non
surgelato). Certo non aspettatevi alta cucina, e atmosfera da
rifugio primo novecento. L’indomani ricca colazione al
Principi di Piemonte, dove domina un grande uovo pasquale e
via sulle piste.

Gestore del rifugio Aquila Nera

Audi RS A7 Sportback 3.0 TDI

Audi RS A7 Sportback 3.0 TDI

Dove dormire:
Hotel Principi di Piemonte
Via Sauze di Cesana, 3 – 10058 –         SESTRIERE   (TO)   –
info@principidipiemontesestriere.com

Dove mangiare Sulle piste
NUOVO RIFUGIO AQUILA NERA
Mostre di primavera, dove andare
Area sciistica di Sestriere, a monte seggiovia Nube d’Argento

Le compagne di viaggio
Audi A6 e A7 Sportback 3.0 TDI competition
Il gruppo Audi vanta una lunga tradizione nello sviluppo del
Turbo Diesel. Per l’esattezza nel 1989 venne prodotta la prima
TDI e allora si trattò di una novità assoluta dal punto di
vista tecnico. La tecnologia del Turbodiesel a iniezione
diretta si è consolidata come la tecnologia motoristica
efficiente più riuscita, e tuttora in costante sviluppo,
infatti le nuove A6 e A7 Sportback 3.0 TDI competition lo
dimostrano. Sulle Audi A6, A6 Avant e A7 Sportback 3.0 TDI,
nella versione speciale “competition” è montato un 3.0 TDI V6
bi-tur bo clean diesel, da 2.967 cm3 di cilindrata. Grazie a
modifiche apportate alla sovralimentazione e agli alberi a
camme, la potenza è stata aumentata a 326 CV (240 kW), con un
incremento di 6 CV rispetto alla versione di serie. Quando il
guidatore accelera con decisione, grazie alla funzione
overboost vengono erogati per brevi periodi altri 20 CV (15
kW) di potenza. La coppia massima è di 650 Nm, ed è
disponibile in maniera costante tra 1.400 e 2.800 giri. Il
propulsore rispetta la normativa Euro 6 sulle emissioni allo
scarico. In linea con il loro temperamento dinamico, le Audi
3.0 TDI competition hanno in dotazione il pacchetto sportivo S
line, che comprende anche la carrozzeria ribassata di 20
millimetri. Fanno parte della dotazione di serie: i cerchi in
alluminio fucinato, il Pacchetto sportivo S line con assetto
sportivo, il Pacchetto S line exterior, Pinze freni in colore
rosso lucido, Sedili anteriori sportivi e Verniciatura con
colore metallizzato o perla.

Audi A6 e A7 Sportback 3.0 TDI competition
Dimensioni: 493/208/145 cm.
Potenza: 326 CV
Coppia: 650 Nm da 1.400 a 2.800 giri
Velocità massima: 250 km/h (limitata elettronicamente)
0-100 km/h: da 4,9 a 5,1 sec.
Mostre di primavera, dove andare
Consumo medio: 9,4 l/100 km.
Emissioni di Co2: 214/219 g/km
Prezzi:
– A6: a partire da 70.200 euro
– A6 Avant 3.0 TDI competition: a partire da 72.600 euro
– A7 Sportback 3.0 TDI competition: a partire da 77.410 euro

Fuga di primavera dove si va?
Lo “spring break”, ovvero la pausa primaverile, è da anni
entrato nei costumi degli studenti statunitensi. Anche nel
resto del mondo, sono in molti a scegliere i mesi primaverili
per una breve e rigenerante vacanza. In effetti, il passaggio
dall’inverno alla primavera, con un clima timido e incerto e
la voglia crescente di sole, è un po’ come svegliarsi dal
letargo ancora un po’ assopiti. E nulla ricarica meglio le
batterie di una breve, ma rilassante vacanza. Il tempo, però,
non è ancora quello giusto per il mare, e la neve inizia a
scarseggiare. Dove andare dunque? PaesiOnLine ha chiesto di
rispondere ai suoi utenti, per conoscere i trend e le
preferenze in Italia e in Europa.

Per quanto riguarda la classifica generale, che comprende sia
città italiane, sia europee, al primo posto con il 17,5% dei
voti si piazza Parigi , città dell’amore per eccellenza, ma
ideale anche per chi cerca arte e cultura, o per far vivere ai
propri bambini il sogno di Disneyland.

Secondo scalino del podio per Praga, distanziata di poco più
di un punto percentuale con il 16% delle preferenze, tra le
più amate dai giovani e dalle giovani coppie, mentre al terzo
posto si piazza l’immancabile Londra, che riesce a coniugare
magistralmente divertimento, shopping e cultura e ottiene un
14,6%.

Al quinto posto, con il 10,3% dei voti, troviamo a pari merito
due città italiane Roma, la città eterna, e a sorpresa
Matera nota come la città dei sassi, e nominata Capitale
Europea della Cultura per il 2019. In vista di questo
importante appuntamento, la città lucana ha già iniziato a
prepararsi, proponendo numerosi eventi culturali e dando il
via ad opere strutturali, come l’ampliamento della fibra
ottica.

Sul fronte delle Regioni italiane, la più votata resta la
Toscana, che, con le sue campagne, località termali come
Montecatini Terme e, soprattutto, le sue eccellenze
enogastronomiche, si aggiudica il 21% delle preferenze.

Al secondo posto il 17,7% degli utenti del portale segnala il
Piemonte, che deve gran parte dei suoi voti a Torino e al suo
fermento culturale, ma anche a Alba, nota per il suo
profumatissimo tartufo, e a Stresa, con le sue isole Borromee.

Medaglia di bronzo, infine, per la Lombardia con il 14,3%dei
voti totali. Certamente con l’apertura dell’Expo, Milano
attirerà migliaia di turisti, ma gli utenti di PaesiOnLine la
scelgono anche per la bellezza dei suoi laghi, dal Lago di
Como, al Lago di Garda, fino al Lago Maggiore.
10 città che non potrete fare
a meno di visitare
Tutti noi abbiamo dei sogni nel cassetto e delle cose che
prima o poi almeno un volta nella vita vogliamo fare. Noi di
Autoedonna, donne amanti dei viaggi oggi vi consigliamo le 10
città da visitare almeno una volta nella vita, preparate carta
e penna!!
Dalle antiche capitali alle moderne città dell’Asia, nelle
Americhe e oltre, ecco le 20 città da vedere almeno una volta
nella vita.

1) Siviglia, Spagna – Siviglia è il gioiello della corona
imperiale spagnola, e i visitatori possono godersi le sue
strette stradine contornate di fiori d’arancio, castelli
arabeggianti e le famosissime tapas spagnole.

2) Lasa, Cina – Lasa è il centro spirituale del Buddismo
Tibetano e le montagne aspre dell’Himalaya che circondano i
suoi monasteri pieni di incenso e i suoi palazzi la rendono
una delle viste più indimenticabili della Terra.

3) Marrakech, Marocco – Entrare nella medina di Marrakech è
un’esperienza che non si dimentica: infinita, vicoli
labirintici pieni di mercati all’aperto, architetture
impressionanti e tajine a ogni angolo.

4.) Petra, Giordania – Tra tutte le antiche grandi città del
mondo, Petra è una cosa a parte. Situata nel bel mezzo di un
epico deserto spazzato dal vento, i monumentali edifici
intagliati nella pietra di Petra devono essere visti per
credere che sono veri.

5.) Siem Reap, Cambogia – Mentre la maggior parte dei turisti
va a visitare l’antica città di Angkor Wat, l’atmosfera
bohémienne dei viaggiatori a Siem Reap e il cibo gustoso ne
fanno di per sé una destinazione imperdibile.

6.) Firenze – Come casa del Rinascimento, Firenze vanta una
delle collezioni d’arte più incredibili al mondo, per non
parlare delle meravigliose cattedrali, del buonissimo cibo
toscano e dell’architettura ricca ed incantevole.

7.) L’Avana, Cuba – Esplorare le strade della Vecchia Havana è
come tornare indietro nel tempo in un mondo di edifici
grandiosi pre-rivoluzionari, e l’odore di cibo fatto in casa
si mescola con la brezza marina.

8.) Kyoto, Giappone – Kyoto è stata un tempo la Capitale
giapponese, ed esplorare le sue eleganti case di the, i suoi
giardini e i castelli, è il modo migliore di scoprire la vera
essenza della tradizione giapponese.

9.) Lalibela, Etiopia – Lalibela è una delle grandi città
sante etiopi ed è famosa nel mondo per la sua collezione di
chiese monolitiche scolpite dentro la roccia, unica e
sorprendente.
10.) Bagan, Myanmar – Che il tramonto dell’antica città di
Bagan sia il migliore del mondo? Molti direbbero di si.
Immaginatelo: la foschia che evapora nella prima luce del
giorno, rivelando una fila di antiche pagode quasi senza fine.

AGRICATERING DI MATILDE SFIDA
GLI CHEF STELLATI CON I
SAPORI NATURALI
AgriCatering rivoluziona la scena del gusto distanziandosi
dagli chef stellati e promuovendo un’idea speciale: basare i
propri piatti sui sapori naturali usando prodotti a filiera
corta nati dal lavoro nei campi e senza intermediazioni.

L’iniziativa ha preso il via in Toscana e in Basilicata, ma si
mira a farlo diventare un fenomeno di scala nazionale e i dati
danno buone notizie: infatti le stime Cia svelano che il
progetto AgriCatering ha un valore di ben 150 milioni di euro
l’anno, a quanto pare i naturali sapori bio premiano
l’impegno!

Le regole dell’azienda sono chiare e “i prodotti agricoli
impegnati nell’attività di AgriCatering devono provenire
prevalentemente dall’impresa, singola o associata,
beneficiaria del marchio e del territorio in cui essa opera”
recita il disciplinare, inoltre nel menu si deve specificare
“la provenienza dei prodotti, i tipi di produzione, la
stagionalità degli alimenti e i requisiti del servizio”.
L’idea è nata proprio dalla volontà dell’imprenditrice Matilde
Iungano di «evitare di copiare i grandi chef. Preparare i cibi
come facevano le nostre mamme» perchè «ogni pietanza si porta
dietro la nostra storia. Ed è una grande emozione assaggiare
un cibo se a raccontarlo c’è chi lo ha prodotto».

Il protagonismo delle donne depositarie del sapere contadino
ci condurrà alla scoperta dei sapori locali e di stagione,
talvolta troppo nascosti o dimenticati, e contribuirà a
tutelare le biodiversità con l’opportunità di conoscere
ricette e sapori contadini.

AgriCatering mira a un grande obbiettivo che prevede la
rivalutazione e l’esaltazione di antichi, naturali sapori per
riavvicinare i consumatori al territorio ed ai produttori,
oggigiorno troppo distanti e sconosciuti. Il tutto al prezzo
di un normale catering!

Facebook si lancia nel mondo
del Fitness
Il famoso servizio di rete sociale fondato da Mark Zuckerberg
il nostro amato e odiato Facebook, ha deciso di buttarsi nel
mondo del fitness acquistando l’app Moves sviluppata
da ProtoGeo.

L’applicazione Moves grazie all’utilizzo del GPS comprende
quando l’utente cammina, corre o va in bici. In questo modo
durante la giornata traccia automaticamente tutte queste
attività sommando il carico di lavoro di giorno in giorno.

L’app traccia anche le attività quotidiane su una mappa. In
questo modo l’utente potrà comprendere cosa ha fatto durante
la giornata. Se fino alle nove del mattino si sta casa e ci si
sposta in ufficio, per esempio, l’applicazione permette di
comprendere mediante i punti di interesse forniti da
Foursquare, dove l’utente si è mosso e per quanto tempo. Dei
riepiloghi settimanali aggregano i dati per comprendere se
determinati obiettivi sono stati raggiunti. Le attività
quotidiane possono anche essere condivise nei social network,
ma solo se l’utente lo vorrà fare. Utilizzando il GPS
continuamente, dovete fare attenzione del fatto che la
batteria si consumerà prima, di circa il 10-15% al giorno.

«Moves continuerà a operare come una app indipendente e non ci
sono piani che questo possa cambiare», si legge sul sito
dell’azienda, nata due anni fa in Finlandia. Moves è stata
scaricata oltre quattro milioni di volte dall’App Store di
Apple e da Google Play. È una sorta di diario che segue in
ogni momento l’attività fisica di chi la usa, elaborando i
dati dei sensori di movimento incorporati nello smartphone.
Facile da usare, distingue camminate, corse, pedalate in
bicicletta, calcola le calorie spese per ogni attività e non
costa nulla.
Un gioiello per EXPO
In attesa di Expo 2015, a Milano è già esplosa la food mania o
forse sarebbe meglio dire la “Foody” mania.

Foody è la simpatica mascotte di Expo Milano 2015 e ha
ispirato un rinomato brand di gioielli made in Italy: Mattioli
Gioielli. La mascotte racchiude i temi fondanti della
manifestazione proponendoli in una chiave positiva           e
originale: rappresenta la comunità, la diversità             e
il cibo inteso nella sua accezione più estesa, fonte di vita
ed energia. Per questo è costituito da una famiglia di undici
elementi, ognuno con caratteristiche e personalità diverse,
che agiscono come veri e propri personaggi. Riuniti in
un Volto Unico essi rappresentano l’ideale sinergia tra i
Paesi del mondo chiamati a rispondere con energia e positività
alle sfide del nostro Pianeta sull’alimentazione presentandosi
come una vera famiglia, unica, simpatica e dinamica.

Arcimboldo Primavera, Arcimboldo Estate, Arcimboldo
Autunno     e     Arcimboldo     Inverno,    sono     4
originalissimi anelli realizzati con gemme preziose che
interpretano frutti e ortaggi del volto simbolo
dell’Esposizione Universale composti da Rubini, zaffiri,
quarzi, tormaline, opali, ametiste         taglio   cabochon,
smeraldi e peridoti taglio navette.

Il quartetto di gioielli dedicato a Expo, presentati insieme
per la prima volta a Baselworld 2015, è destinato a diventare
un must have dal primo maggio al 31 ottobre 2015.
Dal 21 marzo al 19 luglio
“Johannesburg Art Gallery a
Pavia”
Dal 21 marzo al 19 luglio 2015 le scuderie del castello
visconteo di Pavia presentano “Capolavori della Johannesburg
Art Gallery. Da Degas a Picasso”. L’esposizione presenta oltre
60 dipinti, tra olii, acquerelli e grafiche che portano la
firma di alcuni dei principali protagonisti della scena
artistica internazionale del XIX e del XX secolo: da Edgar
Degas a Vincent Van Gogh a Paul Gauguin, Pablo Picasso, Andy
Warhol e molti altri

Il    percorso      espositivo,      diviso     in    sezioni
cronologiche e tematiche, permette ai visitatori di percorrere
un viaggio nella storia dell’arte, spaziando dall’Europa
agli Stati Uniti fino al Sud Africa in un racconto che si
sposta tra momenti storici, luoghi e linguaggi artistici
diversi. La mostra, oltre a presentare una ricca selezione di
opere di grandi Maestri, consente al pubblico di scoprire
l’affascinante       storia     della    Johannesburg      Art
Gallery. Principale protagonista della nascita e della
formazione della collezione museale fu Lady Florence Phillips,
moglie del magnate dell’industria mineraria Sir Lionel
Phillips, celebrata a Pavia da un ritratto di Antonio Mancini.
Donna dal grande fascino, a sua volta collezionista, convinta
che la sua città dovesse avere un museo d’arte, persuase il
marito e alcuni magnati dell’industria a investire nel
progetto. Determinata a portare avanti la sua idea, Lady
Phillips vende un diamante azzurro regalatole dal marito per
acquistare i primi lavori. Hugh Lane, altra grande personalità
della scena culturale anglosassone, la aiuta nell’impresa,
suggerendole possibili acquisizioni.

Sin dalla sua apertura il museo presenta una selezione di
opere di straordinaria qualità e modernità, un nucleo
arricchitosi poi negli anni grazie a nuove acquisizioni e
donazioni. La mostra è ideata, prodotta, organizzata da ViDi
in collaborazione con il Comune di Pavia e la Johannesburg Art
Gallery, con il patrocinio del Consolato Generale del
Sudafrica di Milano e realizzata con la consulenza scientifica
di Simona Bartolena.

Un uragano chiamato Aventador
Auto Premium – Sport weekend: Lamborghini Aventador LP 750-4
Superveloce

Direttamente dai palchi del Salone di Ginevra e da quello di
Milano Autoclassica, la nuova Aventador LP 750-4 Superveloce
infrange ogni barriera. Con un motore da 12 cilindri a V è
capace di sprigionare la bellezza di 750 Cavalli a 8400
Giri/min.. Accellera da 0 a 100 km/h in soli 2,8 secondi e
supera i 350 km/h.
Il merito è anche della riduzione del peso di 50 kg., rispetto
alla prima Aventador e di 90 kg in confronto alla precedente
Murciélago, frutto del telaio monoscocca in fibra di carbonio,
sviluppato dall’Advanced Composite Research Centre di
Lamborghini. Nella cura dimagrante, ha dovuto rinunciare però
a un po’ di materiale fonoisolante ed al sistema di
infotainment, richiedibile però senza sovraccosti.

La LP 750-4 è dotata di una trazione integrale Haldex (IV
generazione), con controllo elettronico, accoppiata al nuovo
cambio robotizzato ISR (Independent Shifting Rods) a sette
marce, capace di inserire i rapporti in soli 50 millesimi di
secondo.

La Lamborghini più veloce in produzione, ha un consumo di 16
l/100 km, emissioni di Co2 di 370 g/km e ha un prezzo che si
aggira attorno ai 400.00,00 euro.

AL CASTELLO DI PAVIA CON UNA
SIMPATICA CACTUS
Il nostro tour parte da Milano a bordo della Citroen C4 Cactus
dal colore davvero sgargiante.

La Citroën C4 Cactus, è stata premiata quest’anno come “World
Car Design of the Year”, per un design unico, caratterizzato
da coraggiose forme altamente innovative, che sono oramai un
marchio di fabbrica della casa francese. Un nuovo modo di
intendere l’auto fatto anche di comfort, tecnologia. Vedendola
dal vivo, il primo aggettivo che ci viene in mente è:
“originale”, infatti rappresenta una ventata di aria fresca
nel mondo dell’auto.

La nostra destinazione oggi è Pavia. Imbocchiamo l’autostrada
Milano-Genova nostra, non passando di certo inosservati… con
questo design caratterizzato soprattutto dai paracolpi
laterali, disponibili in quattro diversi colori, che
richiamano la linea delle vecchie station wagon americane. la
C4 Cactus si fa notare per la sua spaziosità, decisamente
comoda nei lunghi viaggi e per gli allestimenti interni
caratterizzati da una strumentazione completa e totalmente
digitale, il cruscotto è dotato di uno schermo touchscreen
dove noi impostiam la nostra meta: il Castello Visconteo.
Usciamo a Bereguardo, e in pochi minuti ci troviamo nel centro
di Pavia. Il centro storico di Pavia è, in parte, ancora
segnato   dalla rete viaria romana: il “Cardo Maximus” ha
mantenuto nei secoli l’originaria importanza, ed ancora oggi,
divenuto Strada Nuova, costituisce l’asse principale della
città, un’animatissima arteria di shopping e passeggio. La
strada si conclude al Ticino, trasformandosi nel suggestivo
Ponte Coperto, simbolo della città.
Ecco il suggestivo Castello Visconteo dove attualmente, e fino
al 30 agosto, potrete visitare la mostra “Da Degas a Picasso”
capolavori della Johannesburg Art Gallery.
All’interno del castello invece, potrete ammirare altre
fantastiche opere insieme all’eccezionale esposizione di uno
dei grandiosi e celebri arazzi fiamminghi sulla “Battaglia di
Pavia” e un percorso multimediale touchscreen e 3D del tutto
innovativo.
Dal 19 settembre al 20 dicembre 2015 il castello ospiterà la
mostra “ I Macchiaioli” una rivoluzione d’arte al caffè
Michelangelo. Un’occasione per ritornarci.

Per Info:

www.scuderiepavia.com
www.vivipavia.it

In auto:
Pavia si trova sulla A7 Genova – Milano.
Pochi chilometri a sud della città, oltre il Po, passa anche
l’autostrada A21 Torino – Piacenza.

Compagna di viaggio:
La compagna di viaggio: Citroen C4 Cactus 1.6 BlueHDi 100 S&S
Shine C4 Cactus è equipaggiata con motorizzazioni di
ultimissima generazione a bassa cilindrata: motori benzina
PureTech e Diesel BlueHDi, che riducono i consumi e le
emissioni di CO2, sono dotati di Stop & Start e rispettano la
norma Euro6. Motorizzazioni moderne ed efficienti che
consumano poco: il BlueHDi 100 S&S con cambio manuale ha basse
emissioni di Co2 (90g/km) e consumi contenuti (da 3.4l/100km)
anche grazie al peso ridotto, risultato di diverse
innovazioni, come il tetto in vetro panoramico ad alta
protezione termica, senza pannello di protezione, e il sistema
di tergicristalli Magic Wash. Grazie al peso ridotto, i costi
di utilizzo di Citroën C4 Cactus sono stati ridotti di quasi
il 20% rispetto ai riferimenti del segmento delle berline
compatte. Sono disponibili anche una motorizzazione aspirata
PureTech 82, con architettura a 3 cilindri e cilindrata di
1.2l, e una motorizzazione sovralimentata PureTech 110 S&S con
iniezione diretta. Tutti i comandi di Citroën C4 CACTUS sono
riuniti in un solo display. Il touch pad 7” di serie, abbinato
a 7 pulsanti touch, che permette di accedere a tutte le
funzioni. Gli ampi sedili anteriori sono studiati in stile
sofà, per favorire la convivialità. Gli Airbump che circondano
l’auto, sono un morbido rivestimento fatto di una serie di
capsule d’aria, inglobate in un morbido strato di TPU
(poliuretano termoplastico), esente da particolare
manutenzione, che protegge il veicolo dai piccoli urti
quotidiani.

La C4 Cactus può essere personalizzata con 4 tinte per gli
Airbump®: Dune, Chocolate, Black e Grey.
Dimensioni: cm.416/173/149
Motore: Diesel -1560 cc.
Potenza: 99 CV a 3750 giri/min
Coppia max: 254 Nm
Velocità massima: 184 km/h 0-100 km/h: 10,7 sec.
Consumo misto: 3,4 litri/100 km
Emissioni di CO2: 87 g/km.
Prezzo a partire da 21.500,00 euro
Grazie alle App di Tesla
ricaricare la propria auto
elettrica sarà più facile
Elon Musk, fondatore di Tesla Motors ha infatti annunciato
pochi giorni fa, che grazie a due nuove applicazioni per
smartphone, gli utenti non dovranno più temere di rimanere “a
secco” con la propria auto elettrica.

Con lo scopo di annientare la “range anxiety”, cioè il terrore
di rimanere a piedi, il sig.Musk, ha lanciato due nuove
applicazioni che consentiranno ai proprietari Tesla, ma
probabilmente utilizzabile da tutti i possessori di auto
elettriche in cerca di punti di ricarica, di trovare quello
più vicino. Forse ciò può essere ancora più utile per
l’Italia, dove per ora le colonnine sono veramente rare. Le
applicazioni sono: il “Trip Planner” che appoggiandosi al
navigatore satellitare, inserisce nel tragitto le fermate in
corrispondenza del punto di ricarica più vicino e il “Range
Assurance” che segnala invece quando la vettura si allontana
eccessivamente da una sorgente di energia. Ciò vale sia per i
punti “Supercharger”, che per le colonnine pubbliche, fornendo
al conducente una lista di stazioni raggiungibili. La versione
6.2 del software Tesla, introduce inoltre altre nuove funzioni
in materia di sicurezza: come la frenata d’emergenza e
l’avviso rispetto ai punti ciechi.

Recentemente Tesla ha presentato tra l’altro, il nuovo
software per la Roadster, che ottimizza il funzionamento degli
accumulatori e garantisce un’autonomia reale superiore a 550
chilometri.Ad oggi la Tesla S possiede un’autonomia di 430 km
(utilizzando batterie da 85 kWh), quindi con questo
“potenziamento” energetico (pari al 40/50% di carica in più),
potrebbe arrivare a percorrere più di 600 km.

Mappa della rete Tesla Supercharging oggi

Progetto di espansione della rete Supercharger per il 2016

Anche Audi annuncia che entro il 2018 verrà lanciata un nuova
berlina sportiva elettrica, con una autonomia di 500 km. La R8
Etron, oggi acquistabile su ordinazione, raggiunge i 450 km di
autonomia. Mentre Porsche, Nissan e molti atri produttori
stanno spingendo sempre di più la ricerca in questa direzione,
Apple e Google ha alzato le antenne….

UN TOCCO RETRO’ PER LA NUOVA
500 VINTAGE’57
Appassionati e appassionate del vintage sentite qui! Se siete
amanti della Fiat 500 e del vintage tanto quanto lo siamo noi
allora non lasciatevi scappare questa notizia..

Oggi a Torino, presso il suggestivo Centro Storico Fiat di via
Chiabrera 20, ci sarà la presentazione della 500 Vintage ’57,
la nuova serie speciale che rende omaggio all’icona Made in
Italy del 1957. Dopo l’anteprima mondiale al salone di
Ginevra, il marchio sceglie il Centro Storico Fiat di Torino
per svelare la nuova 500 Vintage ’57 alla stampa
internazionale.

Al Centro Storico Fiat sono stati riprodotti alcuni ambienti
che sono legati in modo indissolubile all’iconica 500 come
dimostrano sia la linea di montaggio di Mirafiori, così
com’era negli anni Cinquanta, sia l’ufficio del famoso Dante
Giacosa che ideò la Nuova 500 del 1957.

Disponibile esclusivamente nella versione berlina, la nuova
serie speciale Vintage ’57 si caratterizza per un look rétro
che richiama alcune peculiarità della vettura storica quali
livrea azzurro pastello, ora abbinata al bianco di tetto,
spoiler, antenna e specchietti; selleria in pelle Poltrona
Frau color tabacco o, in alternativa, in cuoio. Il tutto reso
ancora più suggestivo dall’impiego dei loghi Fiat storici
posti all’esterno e sul volante, oltre all’adozione della
fascia bianca della plancia e dei cerchi in lega da 16″
bianchi e cromati che rinviano ai pneumatici di una volta.

Commercializzata in tutta Europa e disponibile in 12 colori di
carrozzeria, la nuova 500 Vintage ’57 presenta alcune
differenze nelle motorizzazioni e dotazioni, di serie e a
richiesta, in modo da soddisfare le esigenze dei singoli
Paesi. Nell’area EMEA il cliente può scegliere tra i
propulsori benzina 1.2 da 69 CV, 0.9 Twin Air da 65 CV, 0.9
Twin Air da 85 CV e 0.9 Twin Air 105 CV, oltre al diesel 1.3
Multijet da 95 CV.
Caratterizzata da un equipaggiamento di serie completo, la
nuova serie speciale arricchisce la gamma 2015 di Fiat 500 che
oggi si declina in due configurazioni (berlina e cabriolet),
quattro allestimenti (Pop, Lounge, S e Vintage ’57), due
trasmissioni (manuale o Dualogic) e sei motorizzazioni (ai
propulsori della Vintage ’57 si aggiunge il 1.2 69 CV
EasyPower alimentato a benzina/GPL).

500 è stata e continua a essere un piccolo laboratorio di
grande successo, sotto ogni punto di vista: è stata la prima
vettura equipaggiata con i propulsori bicilindrici Twin Air,
ma anche la prima vettura del marchio a utilizzare il proprio
nome come logo, un brand nel brand, oltre che la prima della
sua categoria a presentarsi fin dal suo esordio ricchissima di
contenuti e con ampie possibilità di personalizzazione. Oggi
la Fiat 500 è commercializzata in più di 100 Paesi nel mondo e
ha segnato anche il ritorno del marchio Fiat negli Stati
Uniti. Un modello globale, quindi, che ha già superato la
quota di 1,5 milioni di immatricolazioni.

Tra i segreti del suo successo vi è certamente la capacità di
evolvere con nuove interpretazioni – dalla 500 Abarth (2008)
all’ultima nata del 2014, l’esclusiva 500 “Ron Arad Edition” –
ma anche di esplorare nuovi territori dando vita a una
famiglia di vetture simpatiche e accessibili che assicurano la
massima libertà di scelta e di utilizzo: sono nate così la
500L (2012), la 500L Trekking e la 500L Living (2013) e la
nuova 500X (2014). Oggi il testimone viene raccolto dalla
serie speciale 500 Vintage ’57 che, da una parte, rende il
giusto tributo all’icona del 1957 e, dall’altra, conferma
l’indiscussa leadership di Fiat in questo segmento.
RICETTA DEI SENZA: RISOTTO
CON SCAMPI E GOCCE DI CAFFE’
Buongiorno amiche, finalmente è arrivato il momento della
pubblicazione di un’altra ricetta dei senza, che oggi è
proprio particolare: risotto gran riserva del pavese con
scampi e gocce di caffè concentrato, ideata da Paolo Taverini.

Ricordiamo che le ricette dei senza che proponiamo derivano
dalla rivoluzionaria Cucina del Senza, ideata da Marcello
Coronini che si propone di offrire piatti salutari e gustosi.
Infatti, la Cucina del Senza presentata a Venezia all’evento
Gusto in Scena vuole incentivare la riduzione del consumo
giornaliero di sale, grassi e zuccheri aggiunti e molto
dannosi per il nostro benessere. Basti pensare che consumiamo
circa 10 gr di sale ogni giorno… Ma ce ne basterebbe solo 1!

Come Marcello Coronini ci tiene a precisare, le ricette della
Cucina del Senza si impegnano a non aggiungere questi
ingredienti, ma non nega al cibo la sua naturale composizione.

Procediamo ora a vedere come preparare la deliziosa ricetta
dei senza di Paolo Taverini: risotto gran riserva del pavese
con scampi e gocce di caffè concentrato.

Ingredienti:

240 gr di riso carnaroli gran riserva del Pavese

20 scampi della misura 4/7
120 gr di asparagi di mare ( salicornia )

300 gr di brodo di crostacei

30 gr di cipolla

80 gr di burro

100 gr di parmigiano reggiano

Un doppio caffè espresso

1 gr di caffè solubile

Xantana

Procedimento:

Aggiungete al caffè espresso il caffè solubile poi legatelo con xantana.
Mette la crema ottenuta in un biberon da cucina.

Sgusciare 12 scampi lasciando le code completamente nude. Eliminare
l’intestino. Metterli tre a tre fra due fogli di pellicola da cucina e
batterli con l’aiuto di un batticarne fino ad ottenere un carpaccio di
forma rotonda. Staccare la testa dalla coda ai restanti scampi e
sgusciarli lasciando attaccata la parte finale della coda. Eliminare
l’intestino.

Tritate la cipolla e fatela rosolare in casseruola con 40 gr di burro.
Quando è pronta aggiungete il riso e tostate per circa 2 minuti.
Aggiungete una parte del brodo bollente ottenuto con le carcasse degli
scampi. Continuare la cottura fino al punto giusto. Se necessario durante
la cottura aggiungere ancora brodo. A cottura ultimata aggiungete fuori
dal fuoco gli asparagi di mare tagliuzzati in piccoli pezzi. Il burro
restante e il parmigiano reggiano. Mantecate bene. Disporre su un piatto
piano il risotto dandogli forma rotonda non più grande del carpaccio di
scampi. Appoggiate il carpaccio sul risotto. Cuocete alla griglia le code
di scampi e depositatele sui risotti in maniera armoniosa. Con la crema
di caffè fare diverse gocce sulla parte del piatto rimasto vuoto e sul
carpaccio. Decorate asparagi di mare.
TORINO: VIA GARIBALDI E’ LA
VIA  PEDONALE   PIU’  LUNGA
D’ITALIA
Con i suoi 963 metri via Garibaldi a Torino è la via pedonale
più lunga d’Italia, seconda d’Europa dopo Rue Sainte-Catherine
a Bordeaux. Collega piazza Castello con piazza Statuto ed è
tutta pedonale dal 1979.

Fu intitolata a Garibaldi in seguito all’Unità d’Italia, ma la
sua memoria è antica quanto Torino: in epoca romana infatti
era il decumanus maximus della allora Julia Augusta
Taurinorum, uno dei principali assi della città. Dopo la
caduta dell’Impero romano mantenne la funzione commerciale e
fu nominata via Sant’Espedito, protettore dei mercanti. Ma nel
1573 Emanuele Filiberto ordinò di canalizzare la Dora e altri
canali per ripulire i vicoli della città: la via venne così
chiamata, fino al 1882, Contrada di Dora Grossa. Nel frattempo
fu prolungata, lastricata e dotata dal 1730 di marciapiedi,
probabilmente i più antichi d’Europa. Ora rimane un’elegante
via commerciale, affiancata da chiese e palazzi storici.

Info: www.comune.torino.it
Puoi anche leggere