Milano Scomodo n 41 ALLEGATO DIGITALE
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Scomodo n°41 € 0,00 Mensile indipendente di attualità e cultura ALLEGATO DIGITALE Milano EDIZIONE LOCALE
01
03
13
27
INDICE
Scomodo n° 41EDITORIALE
*01
AMENTO
RL
PACULTURALE
*03
L'occupazione al Piccolo
Teatro Grassi di Milano si è
conclusa nel tentativo di tenere
PERMANENTE
alta l'attenzione sul mondo
dello spettacolo e sull' urgente
riforma di cui necessita:
studenti e lavoratori raccontano
la loro cooperazione
*13
li
INVISIBILI
g
COMUNITÀ
della Condizione abitativa, diritti
e integrazione sociale nella
ROM E SINTA
prospettiva attuale e futura
A L ISMO
TU
*27
M U
e
SOLIDARIETÀ
La crisi pandemica è stata in
grado di mettere in moto un
ingranaggio sociale alimentato
da sentimenti di cittadinanza e
dal
BASSO
mutualismo.
EDIZIONEMilan
LOCALE oEDITORIALE
di Arianna Preite
Milano nell’ultimo decennio ha attraversato una schiera immensa
di continui cambiamenti. L’evoluzione che ha accompagnato il
tessuto urbano ha condotto verso una città nuova, che in molte
sue parti risulta irriconoscibile rispetto a quella Milano che le
generazioni precedenti hanno conosciuto. Diverse aree sono state
riqualificate, riprogettate e immaginandole in modo nuovo è stata
consentita la loro restituzione alla cittadinanza; tante altre invece
- pur subendo un processo molto simile - sono state sottratte alla
partecipazione e all’uso pubblico, costituendo sempre più spesso
zone inaccessibili e chiuse, e nel tentativo di renderle piene e di
tutti sono state rese, al contrario, maggiormente vuote.
La pandemia ha costituito un cambiamento ulteriore,
o meglio, un obbligo a frenare temporaneamente
il continuo fermento e la costante corsa verso il
01 cambiamento che hanno accompagnato la città in
questi anni; esacerbando naturalmente anche le
disuguaglianze e marcando in modo più netto i confini
tra le aree privilegiate e quelle più marginali, in tutti i
sensi che la parola racchiude. Questo momento ha
condotto però anche verso una meta nuova, verso
valori che, in una città simbolo di quel progresso
che si realizza nell’intreccio con il capitalismo e
l’individualismo, sembravano essere da tempo sulla
strada della scomparsa. Si è ritrovato un sentimento
di quartiere, di mutuo soccorso, di solidarietà dal
basso e cittadinanza attiva che ha messo in moto una
spinta nuova di coesione e comunità. Nella speranza,
naturalmente, che queste ultime non costituiscano
unicamente una fiammella rinvigorita attraverso un
momento particolarmente drammatico, ma che restino
un pilastro cruciale del capoluogo meneghino anche
in tempi post pandemici, così da riuscire, forse, ad
arginare quella spinta verso il cambiamento che
spesso tende sì a migliorare le condizioni di vita di
alcuni, ma a lasciare indietro molti altri, frammentando
le comunità e facendo perdere di vista il senso del loro
esistere e la loro importanza.
Scomodo n° 41E In merito a questo discorso c’è una riflessione di
Paolo Cognetti uscita qualche anno fa sul suo blog,
poco dopo l'inaugurazione di Piazza Gae Aulenti, che
risulta particolarmente valida ancora oggi, alla luce
delle riflessioni sui cambiamenti in atto all’interno
del tessuto urbano: “Questa la prova definitiva che
una città è la tua. È tua perché a un certo punto l'hai
esplorata, hai trovato rifugio in certe sue strade, te
ne sei innamorato. È tua perché hai difeso la parte di
città che amavi – la sua anima, per come la vedevi
allora – hai perso e ti sei sentito derubato di lei. È tua
perché quando la guardi i tuoi occhi vedono in quattro
dimensioni, e la quarta è il tempo: vedono la città di
oggi sopra a quella di ieri, e le mettono in relazione.”
La nascita di una sezione milanese di “Scomodo” ha
quindi proprio quest’obiettivo: analizzare la città di
oggi, senza dimenticarsi di quella di ieri e osservarla
attraverso il filtro del tempo, condurre un bilancio
approfondito sui cambiamenti cercando di valutare
l’impatto che questi avranno sulla forma e sulle
dinamiche della città.
Senza dimenticare, come scriveva anche Cognetti,
che “è giusto che una città si trasformi, anzi più
si trasforma e più è viva, e io riesco perfino ad
apprezzare le forme dei grattacieli, a trovarli belli,
a riconoscere in loro una prova dell'intelligenza e
02
del gusto umani. Intanto però mi chiedo: che cosa
si fa lì dentro? Che cosa si fa per Milano? Oltre
quelle finestre ci sono luoghi aperti o chiusi, luoghi
che possono essere anche miei o che saranno per
sempre di qualcun altro? Scambiando la Stecca con
l'Orto verticale, chi abita a Milano ne è stato arricchito
o impoverito? Per fortuna nel tempo ho scoperto
anche un'altra cosa, e cioè che l'anima di una città
non muore, si sposta soltanto.”
Il lavoro della sezione avrà quindi l’ambizione di guardare ai
nuovi spazi cittadini domandandosi cosa si faccia lì per gli
abitanti del quartiere e se questi siano spazi chiusi o aperti, se
arricchiscano complessivamente la città o la impoveriscano,
tutto ciò restando sulle tracce dei luoghi in cui si sposta
l’anima della città e dando loro il giusto valore per mantenere
vivi quei valori di cambiamento, comunità e cittadinanza attiva
indispensabili per rendere questo posto ancora casa.
EDIZIONE Milan
LOCALE oPARLAMENTO CULTURALE PERMANENTE: prospettive per una riforma dello spettacolo L'occupazione al Piccolo Teatro Grassi di Milano si è conclusa nel tentativo di tenere alta l'attenzione sul mondo dello spettacolo e sull' urgente riforma di cui necessita: studenti e lavoratori raccontano la loro cooperazione
cul
u
tra
04
olaluce
Foto di Sebastiano Cl 27 marzo
2021, in
concomitanza
con la Giornata
Mondiale
del Teatro,
avrebbero
dovuto riaprire
cinema e teatri,
anche se
esclusivamente
in zona gialla.
Una promessa fatta nel a zone non avrebbe per-
mese di febbraio dal messo al settore dello
Ministro per i beni e le spettacolo una riparten-
attività culturali Dario za che garantisse entra-
Franceschini che ave- te sufficienti a sostenere
va sollevato molte criti- il funzionamento di una
che, legate al fatto che macchina costosa qua-
la precarietà del sistema le può essere un teatro.
Scomodo n° 41cul
Già venti giorni dopo
l’annuncio della riaper-
Permanente, ovvero una
realtà di dialogo tra lavora-
u
tra
tura però le indicazioni tori del settore spettacolo,
erano cambiate e il per- istituzioni e cittadinanza.
messo di aprire teatri e All’interno del Parlamen-
cinema era passato dal- to convivono attori, registi, Se fino allo
le regioni in zona gialla tecnici, sarte di scena, ar- scoppio della
a quelle in zona bianca. tisti di strada, studenti di
pandemia
Il colpo finale però viene
accademie, università e
scuole superiori. Lo spazio questa
inferto con il Dpcm entrato è aperto tutti i giorni dalle 8 condizione era
in vigore da lunedì 15 mar- alle 21:30 e giorno per gior- sopportata con
zo, con cui non è più pos- no si può prendere parte sofferenza,
sibile essere in zona gialla ad assemblee che coinvol- dopo un anno
o bianca fino alla fine del gono le differenti maestran- senza lavoro
mese di aprile: una possi- ze del settore o a incontri e a seguito
bile ripartenza per il settore di formazione con registi e
della cecità
dello spettacolo viene quin-
di spostata ipoteticamente
attori. Inoltre, il dialogo in-
staurato con gli studenti ha delle istituzioni
a maggio. Così la mattina fatto sì che venisse dedica- rispetto alla
condizione del
del 27 marzo una folla si
raduna davanti al Piccolo
to uno spazio all’interno del
Parlamento predisposto a settore dello 06
Teatro Grassi ed entra nel seguire le lezioni in Dad e spettacolo si è
chiostro per dimostrare la alle assemblee studente- resa necessaria
propria necessità di riap- sche sia per studenti dei la creazione
propriarsi del teatro, evi- licei che delle università e
di una realtà
denziando quanto questo
sia uno spazio di discussio-
degli AFAM (istituzioni per
l’Alta Formazione Artisti- di confronto
ne e riflessione fondamen- ca, Musicale e Coreutica). permanente che
tale per la città. L’occupa- portasse alla
zione, raccontano gli stessi L’obiettivo del Parlamento realizzazione
occupanti, è avvenuta in Culturale Permanente è di alcuni punti
maniera pacifica: le for- quello di portare sotto gli da presentare
ze dell’ordine e il direttore occhi di tutti la necessi- davanti alle
del Piccolo Teatro Claudio tà di riforma di un settore
autorità al fine
Longhi sono stati avvisati
appena la situazione si è
come quello dello spetta-
colo, che nel nostro Pae- di realizzare
stabilizzata. Dal presidio se è sempre stato in una una necessaria
iniziale nasce quello che condizione di estrema riforma a
tutti conosciamo adesso precarietà dal punto di vi- tutela di questi
come Parlamento Culturale sta lavorativo e salariale. lavoratori.
EDIZIONE Milan
LOCALE oLa battaglia di Alcuni studi della psicolo- a prezzi calmierati per chi
regolarizzazione, gia culturale descrivono un ne ha bisogno, la pezza è
che viene continuum costituito da due
estremi rappresentati da
posta dalle iniziative popo-
lari, di formazione, socialità
portata avanti una parte dal collettivismo e politica attiva» ci raccon-
dagli operatori e dall’altra dall’individuali- ta. Queste iniziative sono
del mondo dello smo. Hofstede – psicologo molto spesso portate avan-
spettacolo, vede sociale tedesco - definisce ti dai giovani, i quali hanno
tra le sue fila la il fattore individualismo/ a disposizione più tempo
partecipazione collettivismo come il relati- perché nell’individualismo
dei ragazzi, i vo peso della preoccupa- delle società capitalistiche
quali lamentano zione dell’individuo per sé
stesso piuttosto che per la
(come quella occidenta-
le in cui viviamo) il tempo
principalmente collettività di cui fa parte. è denaro; di conseguen-
due condizioni Da questo continuum de- za l’attivismo non è, come
oramai non più riva un ordine che organiz- prevedibile, la tipica prero-
tollerabili: la za perfettamente - quanto gativa di chi lavora otto ore
mancanza di meno ne semplifica la si- al giorno. Continua Gaja:
spazi di socialità stematizzazione - le idee «La democrazia italiana
- nei quali che vengono portate avanti non riporta l’interesse del
sia possibile gli studenti che attivamen- cittadino stesso: dal saba-
07 scambiarsi
te occupano. Essi, infatti,
sembrano porsi verso l’e-
to dell’occupazione, attra-
verso assemblee e confe-
opinioni critiche stremo collettivista, sottoli- renze, stiamo costruendo
e idee - e una neando la rilevanza che gli un’alternativa» che rifiuta
sempre più spazi culturali – intesi come l’idea di un’organizzazio-
triste prospettiva luoghi di aggregazione - ne verticale - l’assemblea
lavorativa hanno, e rivendicando l’im- del Parlamento Cultura-
all’interno del portanza della relazione tra le Permanente, nella sua
settore culturale. i cittadini come fondamento
della formazione della citta-
collettività, è sovrana - e si
incarna nell’idea della cre-
dinanza. Gaja Ikeaguana è azione di un tessuto socia-
una rappresentante di que- le dal basso - approccio in
sta forma di collettivismo: parte ispirato da grandis-
ventenne, studentessa di simi protagonisti del teatro
nuove tecnologie dell’arte sociale come Dario Fo e
a Brera con all’attivo dodi- lo stesso Paolo Grassi. «Il
ci anni in formazione atto- teatro è una forma popola-
riale: «Dove non arriva lo re, estremamente inclusi-
stato, e i suoi aiuti verso va, che ha sempre aiutato
una formazione garantita a sopperire le mancanze
Scomodo n° 41cul
delle istituzioni» dice Gaja.
«Il Parlamento Culturale
l’idea che viene condivisa
tra i ragazzi e i lavoratori tu
Permanente come il tea- dello spettacolo è la neces-
tro greco si concretizza in sità di formare il cittadino,
una forma di cittadinanza non l’essere produttivo. La
che ritengo molto più for- meta non è segnata dalla
temente rappresentativa costruzione del lavoratore
della democrazia diretta diligente, ovvero l’individuo
rispetto al sistema gover- di successo che ha caval-
nativo italiano». Altro punto cato il sogno americano;
fondamentale di protesta si il bisogno rivendicato da
pone rispetto a come vie- queste forme sociali, da
ne concepita la didattica e quando la morte è diventa-
l’istruzione: la didattica a ta –sempre più superficial-
distanza nella forma solita- mente – tematica quotidia-
ria della “cameretta” – per na, è quello di vivere bene
chi, tra l’altro, ha la fortuna psicologicamente e fisica-
di avere uno spazio proprio mente la propria vita.
di questo tipo - non si adat- In Italia siamo stati tra i
ta a molti di questi studenti, primi paesi europei - ad
finendo addirittura col co-
stringere alcuni di loro ad
esempio attraverso la Fra-
ternal Compagnia, fondata
08
abbandonare gli studi per- a metà del XVI secolo – a
ché impossibilitati a affron- dimostrare d’esser capaci
tare l’istruzione così con- di riunirci in forme collettive
cepita. In un certo modo la di tutela lavorativa e socia- Il rischio è che,
formazione in Italia è fan-
tasiosamente rappresen-
le, mentre ora siamo tra le
ultime realtà europee nella
ancora una volta,
tabile come una bomba ad gestione di questi aspetti solo o soprattutto
orologeria. Per colpa della di vita. «Noi studenti par- chi ha il privilegio
pandemia questa bomba tecipiamo alla creazione economico potrà
è esplosa: Gaja ci spiega del documento di regola- farsi spazio nel
come il sistema d’istruzio- zione insieme ai lavoratori mondo della
ne italiano soffra ancora, dello spettacolo; l’iniziativa cultura, senza
a suo parere, dei lasciti del è partita dal basso e deve il timore di
fascismo e nello specifico
della riforma gentiliana, la
sempre essere approvata
nelle modifiche dal basso.
vivere in uno
quale è conservatrice d’u- Nel particolare la nostra stato assente e
na colonialità eurocentrica. preoccupazione principale sempre più ben
Il focus sulla formazione è è che il Recovery Fund non disposto verso
importante per chiarire che destina fondi agli Afam». gli enti privati.
EDIZIONE Milan
LOCALE o09 Lavoratori dello spettacolo,
studenti delle Belle Arti,
Questa punta a garan-
tire una base solida per
si sono uniti all’interno sostenere la precarietà
del Parlamento Culturale e la discontinuità che è
Permanente per aprire caratteristica propria del
un dialogo con i diversi lavoro nel settore spetta-
comparti del settore cultura colo e comune a tutte le
e richiamare l'attenzione sue professioni.È proprio
delle istituzioni. Lavoratrici questo uno dei punti cen-
e lavoratori dello trali della proposta, dice
spettacolo hanno anche Francesca Biffi, membro
presentato una proposta del Coordinamento Lom-
di riforma, redatta dai bardo e di Attrici Attori
gruppi che compongono Uniti, che può essere ef-
il coordinamento e ficace solo se affiancato
aperta fino a fine aprile a soluzioni che permetta-
ai contributi di altre no di fare emergere tut-
associazioni, teatri, spazi te le giornate lavorative
culturali e singoli. in termini di contributi.
Scomodo n° 41cul
La pandemia ha mostrato
chiaramente che ci sono
della creazione effettiva di
tale organo, che collabori
u
tra
professioni dello spettaco- con altrettante istituzioni
lo che non hanno dei propri regionali per la mappatura
codici IVS (Invalidità, Vec- delle realtà territoriali, ne-
chiaia, Superstiti); questo cessaria per poter distri-
ha escluso molti dai soste- buire i fondi alle entità cul-
gni e bisogna porvi rime- turali più piccole, le quali
dio. Il tentativo di riforma difficilmente riescono ad
che viene portato avanti accedere ai fondi statali.
cerca anche di prendere L’obiettivo è quello di
ispirazione da altre realtà sfruttare lo spazio del Par-
europee, come in Fran- lamento Culturale Perma-
cia, dove la lotta al lavoro nente e la realtà di con-
irregolare si combatte at- fronto che è nata attorno
traverso istituzioni come il ad esso in modo da deli-
GUSO: Il Guichet Unique neare le linee guida per
du Spectacle Occasionnel poter ampliare il docu-
è stato infatti fondato nel mento e sottoporlo all’at-
1999 come sportello unico tenzione degli assessori
per gli organizzatori che la-
vorano nello spettacolo dal
regionali e dei ministri. A
questo proposito oltre ai
10
vivo in modo occasionale. tavoli di discussione tra la-
Lo sportello virtuale po- voratori si è cercato anche
trebbe essere una risposta un momento di confronto
a questa esclusione, per- con autorità istituzionali.
mettendo a ciascuno di po-
ter essere assunto in modo Il perché
diretto anche da imprese dell’urgenza e
che non sono considera- la necessità di
te "dello spettacolo", così queste riforme ci
come dagli enti pubblici. viene spiegato
Anche l'osservatorio na- da Francesca
zionale è fondamentale Biffi, la quale è
per monitorare, mappare e
vigilare sul settore. Un os-
tra gli occupanti
servatorio era già stato pre- del Piccolo Teatro
visto dal Contratto Colletti- Grassi, nel tentativo
vo Nazionale nel 2018, ma di tenere alta
non è mai stato messo in l’attenzione sullo
moto: la richiesta è quella spettacolo dal vivo.
EDIZIONE Milan
LOCALE oSecondo Francesca identificare questi profes- In Lombardia, invece, il
il dialogo dei sionisti sono necessaria- dialogo fa fatica ad espan-
lavoratori dello mente le giornate, ce lo dersi: «con l’assessore
spettacolo con ha ben spiegato questo culturale del capoluogo di
le istituzioni ultimo anno, le quali mol- regione – Filippo Del Cor-
risulta ancora to spesso non vengono no – si è costruito un utile
conteggiate per colpa di rapporto… con la regione e
insufficiente: le sue istituzioni, purtroppo,
una fiscalità troppo fram-
nell’anno si sono mentata». non si è ancora raggiunto
tenuti tavoli In molte regioni italiane un livello sufficiente» rac-
ministeriali mal esistono movimenti che conta Francesca, «diverse
organizzati, senza si sono formati durante sono state le fasi di discus-
alcun ordine del la pandemia, perché le sione, si è passato dall’as-
giorno né una specifiche regionali ren- sessorato della cultura e
discussione dono necessaria una co- dell’assessore Bruno Galli,
focalizzata. agulazione territoriale; in abbiamo ricevuto audizio-
Lombardia abbiamo il Co- ne ma due giorni prima è
Eppure, nell’ultimo anno, ordinamento Spettacolo stata rimandata e il tavolo
è risultato possibile in Lombardia (CLS) che è costituito non ha portato i
qualche modo smuovere composto da Lavoratrici frutti sperati». In partico-
la grande macchina bu- e Lavoratori Spettacolo lare alla regione si chiede
rocratica: è infatti vero Lombardia, A2U-Attrici At- un primo passo simboli-
che se in cinquant’anni è tori Uniti, Sarte di Scena, co, attraverso l’istituzione
stata presentata una sola Lirica Muta, Movimento di dell’osservatorio a livello
proposta di legge per i la- scena, CUB informazione regionale, di simile strut-
voratori dello spettacolo, e spettacolo, Attrezzismo tura a quello nato a Como
nel 2020 siamo arrivati Violento, Saltimbanchi questo febbraio. L’osser-
a quota sei. «È un set- Senza Frontiere, Teatran- vatorio da una mappatura
tore diversificato, in cui ti Uniti Como e Provincia, della filiera dello spettacolo
è necessario riformare Brescia Unita Lavoratrici che agevola l’incontro tra
partendo da una radice e Lavoratori dello Spet- istituzioni e associazioni
comune a tutte le profes- tacolo e da singole indi- e regolamenta reddito e
sioni» ci spiega France- vidualità. Un’organizza- contributi del lavoratore.
sca «e questa radice per zione orizzontale in cui si Quello che sottolinea inol-
noi potrebbe essere rap- ascoltano le voci di tutti tre Francesca è che la re-
presentata dalla “discon- e il risultato proposto è gione, come il Ministero
tinuità”: sono molte le la sintesi e la traduzione dei beni culturali, fino a qui
ore che il lavoratore dello delle idee nelle riforme hanno lavorato sostenendo
spettacolo riserva alla for- necessarie al settore e al i grandi enti, senza com-
mazione e alla creazione mantenimento delle tu- prendere che è dalle basi
del prodotto artistico; a tele per questi lavoratori. che il settore si sostiene:
Scomodo n° 41cul
«non basta usare i social
per farsi propaganda, pro- Il pensiero finale u
tra
clamando di versare i soldi
agli enti culturali più impor-
di Francesca
tanti. Manca uno sguardo sembra riassumere
perfettamente ciò
sistemico. I sostegni sono
una tutela necessaria, ma
questi, legati ad una riaper-
tura attuata con parametri che è importante
estremamente generici,
hanno il risultato di tenere
ricordare, che
in piedi solo il 20% del set- l’uomo è un essere
sociale e che «lo
tore» e tuttavia la ripresa
sociale del paese è deter-
minata dalle piccole real-
tà, la restante percentuale, spettacolo dal vivo
che ha tentato di ripren-
dersi, senza esito soddi-
è sostegno alla
sfacente, la scorsa estate. vita, non semplice
Il Coordinamento Spettaco- intrattenimento, 12
lo Lombardia si è impegna-
to, durante tutta l'occupa- e questo lavoro
zione, nella raccolta e nella
sintesi delle documentazio-
viene fatta da
ni che trovano già un accor- professionisti,
lavoratori che vanno
do tra le parti: il documento
è scritto dalle fondamenta.
Le proposte di legge ora in
discussione al Parlamento considerati come
hanno alcuni punti in comu-
ne con le richieste del Csl,
tali» e andrebbero
ma anche innegabili punti
critici; tuttavia l’obiettivo è di
garantiti e tutelati.
dare la possibilità a chi vive
ogni giorno nel ruolo del la-
voratore dello spettacolo di
dire quale sarebbe l'ipotesi
migliore da mettere in atto,
M a r c o D e Lucia
senza rimanere vittime di di
giochi politici e di potere. e Beatrice Puglisi
EDIZIONE Milan
LOCALE oLA COMUNITÀ ROM E SINTA DI MILANO: GLI INVISIBILI SOTTO I NOSTRI OCCHI Condizione abitativa, diritti e integrazione sociale nella prospettiva attuale e futura
at
tua
li
tàA più di un anno Questo è quanto è
accaduto anche ad una
dall’inizio della parte della comunità
rom e sinta di Milano
pandemia, che vive in insediamenti
mono-etnici formali,
il presentimento che il
informali o in contesti
di occupazione. A
contesto emergenziale
confermare, purtroppo,
l’aura di invisibilità che
abbia esacerbato le
avvolge queste persone
è il fatto che se qualcuno
condizioni di numerose
volesse sapere cosa
è accaduto loro nel
categorie già fragili
corso di quest’anno,
cosa è cambiato e di
conseguenza se e quali
o in situazioni precarie provvedimenti sono
stati presi, dovrebbe
è ormai divenuto scontrarsi con l’assoluto
15
silenzio dei canali
certezza. Spesso di informazione e
dell’amministrazione
altrettanto indubbia comunale. Da qui il
nostro desiderio di
è stata anche l’assenza provare a raccontare non
solo il vissuto di questa
di una reazione pronta comunità in pandemia
e quel (poco) che è
e risolutiva da parte stato fatto per essa, ma
anche parte della sua
delle istituzioni, storia, delle spinte e delle
difficoltà che la animano,
dimentiche di chi del suo contesto di vita
quotidiano, affinché
risiede al margine, l’emergenza sanitaria
diventi occasione
al di fuori dei registri per comprendere la
reale cronicità di altre
burocratici.
“emergenze”, per aprire
gli occhi e affrontarle.
Scomodo n° 41at
• STORIA E tua
li
(S)RADICAMENTO • tà
Quando si parla di rom e Infine, l’ultimo flusso
sinti, spesso si adotta il
termine “comunità” a indi- migratorio ha avuto luogo
care un insieme di individui negli anni Novanta e agli
che vivono nello stesso inizi del XXI secolo, a
ambiente, condividendo la
medesima cultura, lingua e seguito di una profonda
religione. Tuttavia, la co- crisi economica che ha
munità rom ha una compo- interessato la Romania.
sizione molto eterogenea Dagli anni Sessanta, con la
in termini di storia, prove-
nienza, lingua, modalità di terza grande migrazione e
vita, tradizioni culturali e l’arrivo di circa trentamila
organizzazione familiare. rom jugoslavi, il problema
In Italia l’esistenza di que-
della marginalizzazione ed
sta realtà etnica è la diretta
conseguenza dei quattro organizzazione di questa 16
grandi flussi migratori che etnia è stato oggetto di
hanno interessato il no-
importanti discussioni a livello
stro Paese a partire dai
primi anni del XV secolo, sia nazionale che europeo.
quando diverse famiglie di Più nello specifico, sul nostro
origine rom, provenienti in territorio è stata lasciata fin
gran parte dalla Grecia, si
insediarono in Italia. da subito larga autonomia
Tra il primo e il secondo agli apparati regionali per
dopoguerra la nostra pe- l’organizzazione e la gestione
nisola è stata poi rifugio di
di questa comunità e della
circa settemila rom istriani
e sloveni, in fuga dalla sua sistemazione abitativa;
Germania nazista, a cui tuttavia, bisogna attendere
quarant’anni dopo si sono gli anni Novanta perché si
aggiunte, a causa della
cruenta guerra balcanica, inizino a porre in essere delle
numerose famiglie prove- soluzioni concrete al problema
nienti dall’ex Jugoslavia. in maniera più strutturata.
EDIZIONE Milan
LOCALE o“È tutt’oggi
pesante
la marginalità
abitativa,
sociale,
culturale
e lavorativa in
cui le comunità
rom e sinti
si trovano a
vivere”
Scomodo n° 41Oggi in Italia dando luogo ad un pro- menti formali”: esse sono
cesso che si potrebbe de- realizzate al di fuori del tes-
- uno tra finire “polverizzazione”: le suto urbano con servizi tal-
i Paesi europei famiglie sono state e sono volta insufficienti, recintate
con il tasso di periodicamente sottoposte e sottoposte ad un controllo
popolazione rom ad allontanamenti, spinte da parte della vigilanza. A
più bassosul così all’occupazione di case Milano si possono contare
territorio - popolari o alla creazione di
insediamenti sempre più
quattro realtà di questo tipo
- in via Chiesa Rossa, via
le persone piccoli e nascosti. Tale feno- Bonfadini, via Martirano e
appartenenti meno ha reso difficile per le via Negrotto - le quali sono
a questa etnia associazioni che agiscono gestite in modo centralizza-
sono sul territorio il contatto con to dal Comune in collabo-
centocinquanta questa comunità. Per fron- razione con il terzo settore.
teggiare le problematiche Infine, oltre ai già citati inse-
-mila, di cui insorte, nel 2012 sono stati diamenti mono-etnici infor-
duemila e allestiti dalla giunta comu- mali ai quali talvolta vengo-
cinquecento nella nale di Milano i CES (Cen- no forniti servizi minimi, per
città di Milano. tri di Emergenza Sociale), alcuni vi è la possibilità di ac-
strutture molto costose rive- cedere all’edilizia popolare.
Originariamente, la mag- latesi un vero e proprio fal- 18
gioranza di questi viveva in limento, la cui funzione era Come è facile
contesti abitativi informali, quella di aiutare famiglie in
i cosiddetti “insediamenti condizioni socio-economi- immaginare,
mono-etnici irregolari”, ini- che precarie a trovare una la sopraggiunta
zialmente molto diffusi sul sistemazione temporanea emergenza
territorio e di grandi dimen- a seguito di uno sgombero. sanitaria ha
sioni. Successivamente, Il loro intervento avrebbe
l’amministrazione Moratti, dovuto quindi momentane- messo in luce
così come quella di Pisa- amente tamponare l’emer- la precarietà di
pia e Sala, ha sgomberato genza abitativa, ma ciò non questo sistema,
in maniera massiccia gran è mai stato possibile poiché, evidenziando
parte delle realtà informali, essendo solo due i centri
causandone la quasi com- attivi, la capienza totale su- come gli stessi
pleta scomparsa. Se però perava di poco i duecento- insediamenti
da un lato poteva apparire cinquanta posti, mentre gli formali non
come una soluzione effica- sgomberi coinvolgevano rappresentino
ce al problema, tale politica fino a ottocento persone.
ha in realtà incentivato una Esistono anche altre solu- una soluzione
frammentazione di que- zioni abitative riconosciute, abitativa
sta comunità sul territorio, qualificate come “insedia- adeguata.
EDIZIONE Milan
LOCALE oNel corso della pandemia, le
criticità riscontrate riguardano
in primis la mancanza di
un’assistenza sanitaria
continuativa che non provenisse
dalle sole associazioni; in
secundis, la disorganica
erogazione di sussidi e di forme
di aiuto alimentare, in quanto il
requisito essenziale per ottenerli
consiste nel possesso della
residenza, non riconosciuta a
molte famiglie che vivono nelle
19 realtà informali o negli edifici
occupati.
L’unica manifestazione di alcun tipo, in linea
di supporto da parte con la già citata tattica
comunale si è realizza- degli allontanamenti.
ta mediante la distribu- Dagli interventi istitu-
zione di pacchi alimen- zionali, tuttavia, è stata
tari nei contesti formali esclusa la consegna di
e non fino all’inizio del beni di prima necessità
periodo estivo, quando (assorbenti, pannolini)
si è poi ripresa massic- e quindi fondamentale
ciamente anche l’azio- è stata l’azione del-
ne di sgombero nelle le associazioni come
case popolari occupa- Naga, che hanno crea-
te, senza che venisse- to una rete di sostegno
ro fornite alternative a queste comunità.
Scomodo n° 41at
• ISTRUZIONE E LAVORO, tua
li
DIRITTI FONDAMENTALI • tà
Alla luce del Senza dubbio, un
complesso ed
eterogeneo quadro importante ostacolo
che si delinea circa la all’inserimento e
condizione abitativa all’integrazione
delle comunità rom e
sinti, è fondamentale dei bambini nel
individuare quali contesto della classe
siano le principali è rappresentato
aree di intervento dagli sgomberi
su cui agire in
maniera tempestiva che avvengono ad
al fine di generare anno scolastico
un reale ed effettivo già in corso: le
miglioramento della
loro qualità di vita. In conseguenze 20
primis, emerge tra tutti inevitabili sono
l’ambito scolastico, ritardi nelle iscrizioni,
a cui le associazioni
trasferimenti in
dedicano particolare
attenzione, fornendo altre scuole, scarsa
supporto alle famiglie partecipazione alle
nell’iscrizione dei lezioni o vero e
propri figli a scuola
e promuovendo proprio abbandono
una regolare scolastico.
partecipazione.
Tuttavia, è difficile
stabilire se e come, a
livello qualitativo, il
diritto all’istruzione
sia effettivamente
riconosciuto a
tutti i minori in età
dell’obbligo.
EDIZIONE Milan
LOCALE oCome Per una più profonda testa non basta»; è neces-
prevedibile, comprensione di queste
dinamiche, “Scomodo” ha
saria una volontà di appren-
dimento e di conoscenza,
il lockdown intervistato Flaviana Rob- bisogna sapersi mettere in
e la biati - membro attivo della gioco in prima persona ed
conseguente comunità di Sant’Egidio
- la quale, ex insegnante
essere in grado di costru-
ire un dialogo con l’altro.
didattica di scuola elementare ora
a distanza in pensione, aiuta nello L’inserimento lavorativo è
hanno studio ragazzi in difficoltà, il secondo e fondamenta-
comportato e cercando in questo modo
di frenare la dispersione
le aspetto da considerare
se si desidera attuare una
continuano a scolastica. Flaviana è sta- valutazione delle reali op-
comportare ta maestra della scuola portunità a cui hanno ac-
difficoltà elementare di via Cima,
nella periferia est della cit-
cesso le comunità rom e
sinti a Milano, e non solo.
aggiuntive tà, e nel 2008 si è trova- Come per qualsiasi nucleo
e situazioni ta ad accogliere in classe familiare, infatti, il benes-
di ulteriore alcuni bambini provenienti sere economico, sociale e
disagio. dall’insediamento infor- psicologico dipende forte-
21
male di via Rubattino. La mente dalla possibilità di
loro presenza a scuola ha poter praticare un lavoro
La problematica maggiore aiutato a scardinare i pre- stabile e dignitosamente
è rappresentata dalla man- giudizi non solo di Flavia- retribuito, in quanto stru-
canza di strumenti (tablet, na, ma di molti suoi colle- mento che può garantire
computer, connessione a ghi e di alcune famiglie del indipendenza e autonomia,
Internet, stampanti); tutta- quartiere, tanto che, quan- una certa qualità di vita e li-
via, anche nel momento in do nel 2009 il Comune ha bertà di scegliere tra opzio-
cui questi siano stati forniti annunciato lo sgombero ni alternative, atto non pra-
alle famiglie dalle scuole del campo, in moltissimi si ticabile quando a muovere
o dalle associazioni, sono sono attivati fornendo co- le scelte sono l’emergen-
emerse le comprensibili perte, borse della spesa, za e l’ingente necessità.
difficoltà dei genitori nell’a- vestiti e addirittura ospi-
iutare i propri figli a distri- talità nelle proprie case. Pur nella difficoltà di repe-
carsi tra password, link e Flaviana è convinta che rire dati certi e aggiornati,
aule virtuali. Questo ha di- per garantire una migliore diverse ricerche operate a
minuito la partecipazione inclusione di questi bam- livello nazionale e locale
alle lezioni e ha reso pro- bini e ragazzi nel contesto su alcune grandi città, tra
blematico per i ragazzi riu- scolastico «bisogna stu- cui Milano, mostrano in
scire a stare al passo con diare, informarsi, cono- maniera evidente che la
il programma scolastico. scere: quello che si ha in situazione lavorativa della
Scomodo n° 41at
popolazione rom e sinta
che vive in insediamenti
A questo si aggiunge un
altro fattore che consiste tua
li
mono-etnici è drammati-
ca: si riscontrano altissimi
nella pesante marginalità
abitativa, sociale, cultura-
tà
tassi di disoccupazione e le e quindi lavorativa in cui
inattività, insieme a una queste comunità si trovano
forte irregolarità dovu- a vivere. Purtroppo è an-
ta a lavori precari, sotto- cora estremamente pre-
pagati e spesso in nero. sente un forte stigma co-
stituito da false credenze e
Le ragioni di questa ge- pregiudizi che una grande
Di certo
nerale emergenza lavo-
rativa in cui le comunità
fetta di popolazione discri-
minante applica a questa il contesto
in questione si trovano minoranza, la quale si tro- pandemico
coinvolte sono moltepli- va di frequente costretta ed
ci e diversificate. Da un
lato, in un ritorno circola-
a nascondere le proprie
origini e il proprio stile di emergenziale
re quanto mai prevedibi- vita per poter vedere rea- dell’ultimo
le, gli ostacoli già descrit- lizzato un qualsivoglia tipo anno ha solo
ti relativi all’accesso allo di inserimento lavorativo.
aggravato 22
la situazione
studio hanno certamente A tal proposito, sarebbe
un impatto fortissimo nel fondamentale investire in
momento in cui l’individuo programmi e progetti di in- lavorativa
si approccia al mondo del tegrazione e de-margina- e quindi
lavoro, cosa che avviene
spesso precocemente: il
lizzazione da parte delle
istituzioni locali e nazionali, economica di
basso livello di istruzione il cui obiettivo dovrebbe es- molte famiglie
e qualificazione ha come sere realizzare l’inclusione rom e sinte,
sua principale conse- sociale di queste comu-
le quali si
sono trovate
guenza la limitazione della nità, al fine di consentire
gamma di mansioni a cui loro di vivere stabilmente
queste persone posso- e dignitosamente. Laddo- in condizioni
no pensare di accostarsi, ve questo manca - il con- di difficoltà a
comportando così sempre
minori opportunità di tro-
testo milanese ne è un
chiaro esempio - a com- cui il comune
vare lavoro. È quindi que- pensare possono essere di Milano non
sta condizione a generare le associazioni e i volon- è riuscito a
talvolta situazioni in cui la tari attivi sul territorio, il cui
porre rimedio
adegua-
mendicanza e l’illegalità apporto è tuttavia solo una
appaiono come alternati- minima parte di quanto
ve, seppur non auspicabili. sarebbe essenziale fare. tamente.
EDIZIONE Milan
LOCALE o⁜ INTEGRAZIONE E DIALOGO,
UN’ALTERNATIVA POSSIBILE ⁜
A risultare Le iniziative dell’ammi- dente di Opera Nomadi,
problematica non nistrazione, infatti, si ri- un’associazione che si
è solo l’assenza di volgono soprattutto agli occupa di mediazione tra
interventi comunali insediamenti mono-etnici pubblici poteri e comunità
atti a supportare formali - dove vive circa rom e sinte con la finalità
concretamente le un terzo della popolazio- di tutelarne i diritti e favo-
comunità rom e ne rom di Milano - e que- rire interventi specifici atti
sinte, ma anche la sta scelta non è casuale: a sanare le situazioni di
mancanza da parte è molto più facile agire svantaggio. Intervistato
delle istituzioni in tale contesto, dove le da “Scomodo”, racconta
della sensibilità persone si trovano tutte che parte della comuni-
necessaria per andare nella stessa area, rispet- tà rom vive lo spazio e
oltre al rapporto to, ad esempio, a quello la socialità in modo pro-
utente-servizio e delle case popolari oc- fondamente diverso da
costruire forme di cupate nelle periferie. quanto avviene nei con-
23 coinvolgimento e Gli interventi, tuttavia, si testi urbani italiani e, di
partecipazione attiva rivelano spesso poco ef- conseguenza, ha uno
all’interno delle ficaci, limitandosi a porre stile abitativo differente.
comunità. rimedi provvisori a pro- Alcune persone trovano
blematiche che, per es- inaccettabile la prospetti-
sere risolte, necessitano va di vivere in un appar-
di un piano a lungo termi- tamento, separate dalla
ne e di una comprensio- propria famiglia e comu-
ne profonda della comu- nità, e in questo senso gli
nità con cui ci si rapporta. insediamenti mono-etni-
ci si adattano bene alle
Quando ci si relaziona necessità culturali delle
con una cultura dai trat- persone che li abitano.
ti distintivi ben definiti, è La loro gestione, tuttavia,
fondamentale partire da esclude chi in quello spa-
un approccio più aperto e zio vive e così le iniziative
meno giudicante. Si pen- comunali sono destinate
si, ad esempio, alla que- a fallire, vista l’assenza di
stione abitativa. Maurizio soluzioni abitative in gra-
Pagani è il vice-presi- do di dare un ruolo cen-
Scomodo n° 41at
tua
li
tà
trale alla comunità nelle degli italiani nei confronti
fasi di progettazione e delle persone rom, il 92%
costruzione degli spazi. degli intervistati (in tutto
La mancanza di inclu- 2.171) è convinto che i
sione sociale, abitativa rom vivano solo di espe-
e lavorativa pregiudica il dienti e furti, che sfruttino
dialogo ed espone le per- i bambini o che li rapi-
sone rom a forme di odio scano; l’84% che siano
e discriminazione. Scrive in prevalenza nomadi (in
l’Associazione 21 Luglio realtà le famiglie che an-
nel suo report del 2019: cora viaggiano in carova-
«A periodi alterni, a vol- na sono il 2-3%); il 47%
te con minore, altre volte si dichiara apertamente «Uno dei modi
con maggiore intensità, ostile nei loro confronti. in cui la stampa
l’antigitanismo continua a In questo quadro va contribuisce a costruire
costituire uno dei caratteri considerata inoltre la re- l’immaginario negativo 24
distintivi della società ita- sponsabilità della stam- sui rom è l’associazione
liana», e prosegue: «Tale pa nella diffusione di un sistematica con fatti
atteggiamento risulta linguaggio inesatto e negativi anche dove non
sempre accompagnato discriminatorio, che co- vi sia coinvolgimento
da uno scarsissimo gra- struisce culturalmente di cittadini rom», o
do di conoscenza delle la figura della persona ancora, «un’altra
comunità rom e sinte e da rom come minacciosa, modalità riscontrata nel
un clima di generale osti- da temere ed escludere. trattamento dei rom sulla
lità. Questi due elementi Come evidenziato da un stampa è quella di creare
rappresentano l’humus rapporto di Naga, che nel una separazione: un noi
in cui, a varie riprese, la 2013 ha monitorato per e un loro, i “cittadini” e
retorica stereotipata e i dieci mesi la trattazione i rom, due gruppi divisi,
discorsi incitanti alla di- riguardo la comunità nel diversi ontologicamente
scriminazione e all’odio racconto giornalistico, e che non si intersecano.
possono sopravvivere e nella maggioranza dei La separazione ha una
proliferare». Come emer- casi la rappresentazione funzione importante nei
ge infatti dal rapporto è sempre la stessa: in- processi discriminatori
Ispo 2008, che ha inda- quinata dal pregiudizio, perché interrompe il
gato gli atteggiamenti stereotipata e falsata. flusso empatico».
EDIZIONE Milan
LOCALE oIl rischio opposto, Tra
però, è quello di
costringere le persone le iniziative
rom nel solo ruolo di proposte
vittime e di assumere da quest’ultima,
di conseguenza
un atteggiamento la formazione
di tipo caritatevole per mediatori
nei loro confronti. e mediatrici rivolta
Per allontanarsi da
questo genere di a persone rom e
approccio, vanno sinte si distingue
condivisi processi per la straordinaria
di cambiamento,
entro cui le due conformità
parti propongano, si agli obiettivi
confrontino e decidano dell’associazione.
insieme, e proprio in
tale direzione operano Infatti, attribuendo
le due associazioni loro dei ruoli attivi
25
Consulta Rom e Sinti all’interno
e Opera Nomadi.
di servizi pubblici,
come la sanità e
l’istruzione,
Opera Nomadi
favorisce
in questo modo
anche
la credibilità delle
istituzioni,
che da fonte
di minaccia
possono invece
diventare teatro
di integrazione
e dialogo.at
Se il contatto tua
avviene, invece, li
solo in condizioni tà
che promuovono
atteggiamenti ostili
da entrambe le parti,
è inevitabile che la
situazione rimanga
invariata.
‣In questo
modo parte
della comunità
rom continua a
vivere costretta
in condizioni di 26
forte disagio,
marginalizzazione
e stigmatizzazione,
senza avere
accesso a quelli
che sono gli
assi portanti del
cambiamento:
l’istruzione e di Idarah
Umana
l’autonomia r i c a Lainati
economica, oltre Fe d e
Gina Maria Ma
che una condizione rano
abitativa che possa e Mafalda Maria Solz
a
essere sentita come Con la collaborazione di
propria. Maria Cristina Odierna
Milan
EDIZIONE
LOCALE oCOME MUTUALISMO E SOLIDARIETÀ DAL BASSO HANNO CAMBIATO LA MILANO POST- PANDEMICA
28
29 La crisi L’eccezionalità ed esten- terno tessuti urbani molto
sione del fenomeno han- diversificati, in cui la con-
pandemica è no attivato un circuito di dizione di eterogeneità si
stata in grado di dinamiche “dal basso”, reitera se guardiamo alla
mettere in moto in cui la polis ritrova un capacità di governance
un ingranaggio proprio senso di apparte- e intervento istituziona-
nenza e identità nel fare le tra quartieri. Il divario
sociale comunità. La vita urba- è stato amplificato dal
alimentato da na è stata, tanto è vero, contesto epidemico e la
sentimenti di scenario di una riorga- risposta più tempestiva
cittadinanza e nizzazione - dal basso, è stata quella di realtà
per l’appunto - di risorse (centri sociali, associa-
mutualismo. materiali e umane in soc- zioni culturali, movimen-
corso dei destinatari più ti spontanei, comitati di
fragili e vulnerabili. È in- quartiere etc.) che all’alba
dubbio che la vita da un della crisi hanno deciso
anno a questa parte sia di reinventarsi e veicola-
stata stravolta e non è re forze ed energie ver-
una novità che l’area mi- so operazioni di soccor-
lanese contenga al suo in- so diverse e variegate.
Scomodo n° 41È nel principio di
solidarietà la chiave
di lettura della nostra
analisi, che nasce
in collaborazione
con l’agenzia di
trasformazione culturale
CheFare. L’anagrafica
delle iniziative di
mutualismo si è
sviluppata dunque in due
direzioni. Da un lato la
raccolta dati di nomi,
sedi e contatti di tutte le
associazioni, comitati e
spazi occupati che hanno
preso consapevolezza
di un vuoto di potere e
di una forte esigenza
di interventi per e
30
con la comunità
circostante; dall’altro
lato la realizzazione
di una mappatura per
evidenziare la densità del
fenomeno di attivismo
civico e la capillarità dello
stesso. Ciò che la ricerca
vuole far venire alla luce
è un movimento sociale
urbano disaggregato
nelle risorse
organizzative ma unitario
nelle manifestazioni
di interesse verso la
collettività e la coesione
sociale. Libertà è
partecipazione, cantava
Gaber, ed è nei processi
di partecipazione attiva la
forza di queste realtà.
EDIZIONE Milan
LOCALE oCOVID-19
e inasprimento
delle disuguaglianze:
realtà che cambiano forma
Tanto più alcune catego- realtà che hanno avviato
rie sono state colpite dalla progetti e iniziative solida-
pandemia, tanto più si è li di svariata natura. Nello
sviluppato un forte dovere specifico, abbiamo tenuto
morale verso i loro mem- conto della natura di que-
bri da parte di diversi ope- ste e della dimensione del
ratori culturali e sociali. Il loro operato: da una par-
tema della manifestazio- te, come si costituiscono
ne fisica e concreta delle e quindi come si auto-de-
31
disuguaglianze ha ripor- finiscono, dall’altra come
tato al centro il valore sim- hanno agito e cosa hanno
bolico della solidarietà. fatto da un anno a questa
La riconosciuta origine parte. Tra quelle indaga-
sovralocale del fenomeno te, non stupiscono tanto
pandemico ha avuto una le associazioni di volon-
risposta locale nell’attivi- tariato o di promozione
smo, dove l’attivismo ci- sociale, quanto più spazi
vico può essere conside- sociali occupati e auto-
rato, come dice Bertram gestiti e centri culturali.
Niessen, direttore scienti- Realtà che esistevano
fico di CheFare, la «som- già e operavano con fina-
ma di tutti quei fenomeni, lità diverse da quella mu-
formali e informali, di as- tualistica, ma che hanno
sociazionismo volontario, deciso di reinventarsi a
di mobilitazione di gruppi partire dal fatidico marzo
sociali, di esperienze di 2020. L’aspetto antropo-
democrazia deliberativa». logicamente affascinante
Partendo da questa de- è che la metamorfosi ha
finizione, abbiamo con- le potenzialità di funge-
dotto uno screening delle re da incubatore sociale.
Scomodo n° 41Se, infatti, le “disugua-
glianze non si determi- I luoghi, gli
nano più nella sola sfera spazi, gli attori
solitamente
economico-lavorativa,
ma coinvolgono anche
la dimensione culturale e
soprattutto la relazione tra svincolati dalle
queste due dimensioni” dinamiche urbane,
il cui status iniziale
(Magatti, De Benedittis,
2006, p. 14), la riconver-
sione può essere inter-
pretata in una prospettiva nasce dall’esigenza 32
di knowledge sharing, in di isolare una
propria dimensione
cui gli operatori mettono
in comune e scambiano
le proprie competenze,
al fine di massimizza- cittadina
re l’impatto sul territorio. autogestita,
vengono invece
Acquisti solidali, spesa
sospesa, raccolta di ma-
teriale scolastico, collet-
te e distribuzione di beni travolti da un
alimentari, sostegno psi- movimento
spontaneo
cologico: sono solo alcu-
ne delle iniziative messe
in campo, che si sono
diffuse a macchia d’o- che risponde
lio durante i primi mesi
di lockdown e sono poi
all'esigenza di
proseguite fino a oggi. umanità.
EDIZIONE Milan
LOCALE oLe reti Milanesi:
Le Brigate e il risveglio
del sentimento
di quartiere
Uno degli aspetti più in- Da marzo in poi non hanno
teressanti che è venuto avuto tregua e il loro contri-
alla luce durante la ricer- buto è stato di grande va-
ca riguarda il fenomeno lore per attutire i colpi delle
delle Brigate volontarie chiusure. Hanno ricevuto
per l’emergenza. A diffe- aiuto e hanno collaborato
renza delle realtà appena con molte attività e realtà
discusse, le Brigate sono locali, creando un network
gruppi spontanei nati con virtuoso. Geograficamen-
33
l’epidemia. L’iniziativa fa te, si distribuiscono lungo
parte del progetto del Co- tutta l’area urbana e, ten-
mune “Milano Aiuta”, gra- denzialmente, lavorano a
zie anche all’appoggio livello di quartiere. Grazie
di Emergency e Arci, ma a questo lavoro sul pro-
sono indipendenti nelle prio territorio, oggi gli atto-
questioni organizzative. ri coinvolti si sono rivelati
Abbiamo cercato di rac- risorse preziose nella vita
cogliere tutte le neonate quotidiana del quartiere.
Brigate e di individuare le Infatti, mentre il primo lock-
origini del fenomeno e il down ha originato un forte
rapporto con la realtà cir- senso di smarrimento e
costante. La rete è compo- anche la convinzione che
sta da varie centrali opera- presto tutto sarebbe torna-
tive e le attività svolte sono to alla normalità, con il pas-
principalmente: collette sare dei mesi è diventata
alimentari, stoccaggio del reale la presa di consape-
cibo e divisione in pacchi, volezza di una situazione
distribuzione nei quartieri irreversibile con la quale
alle famiglie bisognose ed si dovrà progressivamente
un centralino di ascolto. imparare a convivere. “Sia-
Scomodo n° 41mo il popolo che aiuta il proprio network di collabo-
popolo”: questo è lo slogan razioni da un capo all’altro
che chiama in causa tutti della città, anche tra realtà
e chiede a ognuno di fare molto diverse tra di loro.
la propria parte, esposto Aleggia, infatti, un forte
con grande orgoglio nelle sentimento di antagonismo
pagine social delle Brigate. tra alcuni fenomeni e movi-
Purtroppo, da questa fra- menti locali che nascono
se, si può anche estrapola- con specifiche connotazio-
La causa
economica e34
re un significato più ampio ni politiche: ognuna delle
che riporta alla mancanza Brigate si appoggia infatti
di sostegno concreto da
parte delle istituzioni. A tal
ad un’associazione o ad
un centro sociale. La pan- la necessità
proposito, il sindaco Sala, demia ha spogliato questi di iniziative
aveva inizialmente ricono- ambienti della loro veste come la spesa
sciuto le Brigate definendo
i ragazzi «gli angeli di Mi-
spesso reciprocamente
diffidente per abbracciare o il tampone
lano». Tuttavia, in questi una direzione diplomatica: sospeso sono
mesi, l’Amministrazione una politica del punto di state il collante
Comunale non è stata par-
ticolarmente presente. In-
incontro, del compromes-
so, del dialogo costruttivo. per relazioni
fatti, le Brigate, non hanno Accanto a questo spirito, si che agiscono
una sede fisica e spesso è fortificato il senso di cit- in maniera
sono ricorse alle istituzioni
per ottenere un aiuto, un
tadinanza e appartenenza
al quartiere attraverso una diametralmente
supporto e una collabora- forte retorica di comunità opposta
zione che ancora tardano e inclusività: un’esigen- all’isolamento,
ad arrivare. Forse anche
per questo motivo, le Briga-
za condivisa di agire in-
vece che farsi vincere dal all’impotenza,
te hanno creato un vero e sentimento di impotenza. all’alienazione.
EDIZIONE Milan
LOCALE oIndagine sul
mutualismo:
Percorsi
35
L’analisi appena
delineata nasce
con l’obiettivo di
percorrere diverse
strade e affrontare
l’argomento sotto
molteplici punti
di vista.
Scomodo n° 41Nelle prossime puntate Su una prospettiva più
saremo pronti ad appro-
fondire il tema della me- generica, ci interesseremo
tamorfosi. Guarderemo a fornire un quadro
al fenomeno che ha vi- socio-demografico: quali
sto più realtà reinventar-
si e ridefinirsi, alle origini generazione sono state più o
della riconversione e al meno coinvolte dalle iniziative
rapporto che queste ulti- di mutualismo? Quanti e quali
me hanno instaurato sia
verticalmente - con le isti- mondi economicamente
tuzioni - che orizzontal- distanti si sono riavvicinati? In
mente - con i cittadini e gli ultimo, poseremo lo sguardo,
operatori coinvolti. Conti-
nuando in questa stessa tramite l’analisi grafica delle
direzione, avremo modo nostre mappature, sulle
di poter stimare un impat- aree rimaste “spoglie”: uno
to sul territorio, valutando
differenze tra il periodo spunto di discussione per
pre-pandemico e quello im- ipotizzare quali fattori culturali,
economici, istituzionali
creano ambienti più o meno 36
mediatamente successivo.
Ci siamo infatti chiesti
quale futuro sia possibi-
le e/o auspicabile e vor- fertili, cioè predisposti
remmo essere in grado all’insorgere di determinati
di dare una risposta a
fenomeni come quelli del
mutualismo e dell’attivismo
partire dall’analisi del cor-
rente supporto strategico
e gestionale che stanno spontanei.
offrendo alle comunità. In
secondo luogo, scanda-
glieremo il network del-
le Brigate volontarie per
l’emergenza dall’interno,
per affrontare filoni di ana-
lisi più specifici riguardo
Alioto
le loro matrici politiche e di Giulia
le connesse strategie co-
municative, basate su una Progetto in collaborazione
forte retorica di individua- con l’agenzia di trasforma-
zione culturale CheFare
lismo versus collettività.
EDIZIONE Milan
LOCALE oScomodo è più
Milanese
A
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