La teoria del tutto Regia di James Marsh - Lumsa

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La teoria del tutto Regia di James Marsh - Lumsa
La teoria del tutto
 Regia di James Marsh
La teoria del tutto Regia di James Marsh - Lumsa
Corso: Diversity Management e Cambiamento Organizzativo
Unità: 4

Docente: Marcella Mallen

                    Disability Diversity
La teoria del tutto Regia di James Marsh - Lumsa
 COSA DICONO I NUMERI
 QUADRO DEFINITORIO
 QUADRO GIURIDICO E NORMATIVO: LE FONTI
 IL DISABILITY MANAGER
 LA DISABILITA’ GESTITA IN CHIAVE MANAGERIALE : CASI AZIENDALI
La teoria del tutto Regia di James Marsh - Lumsa
Cosa dicono i numeri
      Secondo l’OMS 1/10 della popolazione mondiale
                    presenta forme di disabilità

        650 milioni di disabili al mondo (l’80% in paesi in via di sviluppo)
        38 milioni di cittadini europei
        4,1 milioni di cittadini italiani (6,7% della popolazione)
        800 mila i potenziali lavoratori disabili

   Fonte: Censis

Cosa dicono i numeri
La teoria del tutto Regia di James Marsh - Lumsa
Cosa dicono i numeri
  • Un italiano su quattro afferma che non gli è mai
    capitato di avere a che fare con persone disabili

  • Due italiani su tre fa combaciare la disabilità con una
    limitazione nei movimenti, ignorando che sono le
    disabilità intellettive quelle più diffuse e quindi
    nascoste                                          Fonte: Censis

        Dei disabili c’è tuttavia una parte emersa e una ancora
     sommersa che sfugge alle attuali tecniche di misurazione per
   l’eterogeneità dei dati, per le modalità di raccolta e per il livello
                               di precisione.

Cosa dicono i numeri
La teoria del tutto Regia di James Marsh - Lumsa
"Sono stato sfortunato nella salute, ma molto fortunato in
  tutto il resto. Ho avuto la fortuna di lavorare in fisica teorica
    in un momento affascinante ed è una delle poche aree in
     cui la mia disabilità non era un grave handicap. È anche
    importante non arrabbiarsi, non importa quanto difficile
   possa sembrare la vita perché puoi perdere ogni speranza
   se non riesci a ridere di te stesso e della vita in generale",

                                              Cit. Stephen Hawking

Cosa dicono i numeri
La teoria del tutto Regia di James Marsh - Lumsa
Cosa dicono i numeri

Cosa dicono i numeri
La teoria del tutto Regia di James Marsh - Lumsa
Tecnologia che abilita
    Anche la tecnologia può essere uno
  strumento per favorire l’inclusione nel
 mondo del lavoro. L’azienda può fornire
  alla persona con disabilità le tecnologie
     assistive, cioè strumenti giusti per
esprimere al meglio le proprie competenze
             ed essere produttivi.

                      Per esempio:
 -    un computer con screen reader o uno
      smartphone con sintesi vocale per non udenti
 -    il video ingranditore per un ipovedente
 -    un mouse speciale per la carrozzina se si ha una
      disabilità motoria grave
Cosa dicono i numeri
La teoria del tutto Regia di James Marsh - Lumsa
L’importanza della scuola
 La scuola gioca un ruolo fondamentale a
 fianco della famiglia, nel processo di
 presa in carico e inclusione della persona
 con       disabilità      nella     società,
 rappresentando forse l'unica risposta
 istituzionale efficace, su questo fronte.

 Ricorda il Censis che il numero di alunni
 disabili nella scuola statale è cresciuto
 dai 202.314 dell'anno scolastico
 2012/2013 ai 209.814 del 2013/2014
 (+3,7%).      Contemporaneamente        è
 aumentato il numero dei docenti di
 sostegno: dai 101.301 del 2012/2013 ai
 110.216 del 2013/2014 (+8,8%)".
Cosa dicono i numeri
La teoria del tutto Regia di James Marsh - Lumsa
Inclusione lavorativa
                       E dopo la scuola?
     E' lì che la persona con disabilità intellettiva
                    diventa invisibile.

              DOWN                         PERSONE
                                          AUTISTICHE
      Solo il 31,4% over 24 ha
     un lavoro, di cui il 60% non   Solo il 10% delle persone
         è inquadrato con un        over 20 affette da disturbi
     contratto e oltre il 70% non    dello spettro dell’autismo
      riceve compensi adeguati              ha un lavoro
               al lavoro

Cosa dicono i numeri
Il carico sulle famiglie
          Il vero perno del welfare è la famiglia
                        I sostegni istituzionali sono
                          limitati e focalizzati quasi
                       esclusivamente sul supporto
                                  economico

Cosa dicono i numeri
Il carico sulle famiglie
 Il vero perno del welfare è
          la famiglia
   Dal confronto con gli altri Paesi
europei emerge che la spesa per le
prestazioni di protezione sociale per
la disabilità, cash e in natura, è pari
   a 437 euro pro-capite all'anno,
superiore solo al dato della Spagna
  (404 euro) e molto inferiore alla
   media europea di 535 euro (il
           18,3% in meno).

Cosa dicono i numeri
Il carico sulle famiglie
 Tra le ore dedicate all'assistenza diretta
   e quelle di semplice sorveglianza, i
  genitori delle persone autistiche e di
    quelle Down spendono 17 ore al
                  giorno.

   E il costo annuo arriva a circa 44.000
      euro per famiglia nel caso delle
  persone Down e circa 51.000 euro per
    le persone affette da disturbi dello
              spettro autistico.

Cosa dicono i numeri
Il carico sulle famiglie
     E quando il disabile
          cresce?
  Tra le persone con Sindrome di
     Down di 25 anni e oltre, il
    32,9% frequenta un centro
     diurno, ma il 24,3% non fa
  nulla, sta a casa. Tra le persone
   con autismo dai 21 anni in su,
    il 50% frequenta un centro
  diurno, ma il 21,7% non svolge
          nessuna attività.

Cosa dicono i numeri
Il colore nascosto delle cose
                          Regia di Silvio Soldini

Cosa dicono i numeri
L’OMS il 22 maggio 2001 ha approvato la nuova

      classificazione ICF          (classificazione internazionale
      del funzionamento della disabilità e della salute) che
      tiene conto anche della variabile ambientale e propone un
      approccio di tipo bio-psico-sociale per meglio evidenziare
      la complessità dei fattori che intervengono tra le
      determinanti della salute.

Quadro definitorio
«La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale
    e sociale e non solo assenza di malattia o infermità, per cui le
    conseguenze di una condizione di salute vanno considerate in
    termini di funzionamento. La descrizione del funzionamento e
    della disabilità prende quindi in considerazione tre
    prospettive differenti: corpo, persona e persona in un
    contesto (sociale, fisico, attitudinale, ecc….)»

Quadro definitorio
ICF   è una classificazione delle componenti della salute
      anziché una conseguenza delle malattie.
      Una sorta di rovesciamento dei termini, usando un
      vocabolario positivo e propositivo (funzioni e strutture
      corporee, attività e partecipazione), anziché affidarsi ad un
      lessico esclusivamente negativo e puramente descrittivo
      (menomazioni, disabilità, handicap).

Quadro definitorio
Conseguenze delle malattie – Modello ICIDH

    MENOMAZIONE        DISABILITA’   HANDICAP

     LIVELLO           LIVELLO       LIVELLO
    CORPOREO         PERSONALE       SOCIALE

Quadro definitorio
Componenti della salute – Modello ICF

       FUNZIONI E
       STRUTTURE      ATTIVITA’     PARTECIPAZIONE
       CORPOREE

     FATTORI                          FATTORI
    AMBIENTALI                       PERSONALI

Quadro definitorio
Definizioni

  Il funzionamento umano è definito
  come la possibilità dell’individuo di
  eseguire un compito o un’azione
  (attività) e di essere coinvolto in una
  situazione di vita (partecipazione).
  La disabilità finisce cosi per divenire
  un    termine      “ombrello”      per
  limitazioni dell’attività e restrizioni
  alla partecipazione.

Quadro definitorio
Definizioni
   L’ICF è una classificazione che riguarda tutti, poiché qualunque
   persona, in un contesto ambientale sfavorevole, può avere una
   condizione di salute che la rende disabile.
   La disabilità, quindi, è interpretata come un aspetto universale
   dell’umanità, e non come la caratteristica di un gruppo
   minoritario.

Quadro definitorio
Definizioni

   In sostanza “disabile” non è
  un soggetto privo di abilità ma
   semplicemente una persona
  con abilità “diverse” da quelle
   riscontrabili in persone con
   condizioni lavorative normali
           e standard.

Quadro definitorio
La Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità

      del 13 dicembre 2006 – ratificata in Italia con legge n° 18

      del 3 marzo del 2009 - la prima legge vincolante sui diritti
      delle persone disabili inaugura un’epoca in cui i disabili
      possano diventare cittadini a pieno titolo della società.
      Gli Stati che hanno ratificato la Convenzione sono obbligati
      ad un impegno concreto, sia emanando leggi e misure per
      garantire i diritti, sia rimuovendo eventuali pratiche
      discriminatorie.

Quadro giuridico e normativo: le fonti
Contesto internazionale
                 Convenzione ONU sui diritti delle persone con
                                       disabilità
                  Ratificata in Italia con legge 3 marzo 2009 n.
                                          18
                           DEFINIZIONE DI DISABILITA’

   Si riconosce il diritto al lavoro delle persone con disabilità, su
   base di uguaglianza con gli altri, ossia il diritto di potersi
   mantenere attraverso un lavoro liberamente scelto o accettato
   in un mercato del lavoro e in un ambiente lavorativo aperto,
   che favorisca l’inclusione e l’accessibilità alle persone con
   disabilità". […]

Quadro giuridico e normativo: le fonti
Contesto internazionale
                 Convenzione ONU sui diritti delle persone con
                                       disabilità
                  Ratificata in Italia con legge 3 marzo 2009 n.
                                          18
                           DEFINIZIONE DI DISABILITA’

   “Al fine di promuovere l’uguaglianza ed eliminare le
   discriminazione, gli Stati Parti adottano tutti i provvedimenti
   appropriati, per garantire che siano forniti accomodamenti
   ragionevoli”, ossia modifiche e adattamenti necessari e
   appropriati che non comportino onere sproporzionato o
   eccessivo.
Quadro giuridico e normativo: le fonti
Contesto europeo

  Direttiva 2000/78/CE contiene un quadro generale sulla parità
  di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di
  lavoro e rende obbligatorio per i datori di lavoro realizzare
  adeguate modifiche strutturali in azienda per le persone disabili.

  A livello di policy nel 2003 - anno europeo delle persone con
  disabilità - veniva approvato il Piano d’azione europeo a favore
  delle persone disabili 2003-2010.

Quadro giuridico e normativo: le fonti
Contesto europeo
   La strategia europea sulla disabilità 2010-2020 contiene
   l’individuazione di 8 specifiche aree di intervento:

          accessibilità, partecipazione, uguaglianza,
       occupazione, istruzione, formazione, protezione
                        sociale e salute.

Quadro giuridico e normativo: le fonti
Contesto europeo
  La Strategia prevede l’adozione del cd European Accessibilità act,
  uno strumento normativo in grado di incrementare l’accessibilità di
   beni e servizi nel mercato interno (es.sportelli bancomat e servizi
   bancari, personal computer, telefoni e apparecchi televisivi, sevizi
     audiovisvi , trasporti, ebook e servizi di commercio elettronico.

Quadro giuridico e normativo: le fonti
Costituzione italiana

   Art    4     “La Repubblica           Art 38 “ Gli inabili ed i minorati
   riconosce a tutti i cittadini il      hanno diritto all’educazione e
   diritto al lavoro e promuove          all’avviamento professionale”.
   le condizioni che rendano
   effettivo questo diritto. Ogni
   cittadino ha il dovere di
   svolgere, secondo le proprie
   possibilità e la propria scelta,
   un’attività o una funzione
   che concorra al progresso
   materiale o spirituale della
   società”.

Quadro giuridico e normativo: le fonti
Leggi italiane
    Legge n. 482/1968 su collocamento obbligatorio
    Il primo regolamento del fenomeno con l’istituzione di una
    corsia preferenziale sui percorsi lavorativi con la riserva di posti
    di lavoro, per legge, alle fasce deboli.

    Legge n. 68/1999 Norme per il diritto al lavoro dei disabili
    La legge con l’introduzione del collocamento mirato vuole
    restituire ai disabili la dignità di sentirsi persone attive nella
    società in cui vivono.

Quadro giuridico e normativo: le fonti
Leggi italiane – non solo legge 68

Quadro giuridico e normativo: le fonti
Leggi italiane

   La sostituzione del termine «collocamento obbligatorio» con
   l’espressione   «collocamento mirato» lascia intendere       il
   cambiamento di prospettiva del legislatore, che non si
   accontenta più di garantire un sistema a vocazione puramente
   assistenziale, ma si preoccupa di costruire un modello di piena
   integrazione sociale, dove il ruolo delle aziende sia attivo e
   l’inserimento del disabile sia produttivo.

Quadro giuridico e normativo: le fonti
Leggi italiane
   Un posto su misura per il disabile
   Il significato del collocamento mirato è spiegato nell’art.2 della
   legge: «Per collocamento mirato dei disabili si intende quella serie di
   strumenti tecnici e di supporto che permettono di valutare
   adeguatamente le persone con disabilità nelle loro capacità
   lavorative e di inserirle nel posto adatto, attraverso analisi di posti di
   lavoro, forme di sostegno, azioni positive e soluzioni dei problemi
   annessi con gli ambienti, gli strumenti e le relazioni interpersonali
   sui luoghi quotidiani di lavoro e di relazione».

Quadro giuridico e normativo: le fonti
Il Jobs Act
 La «nuova» Legge 68 (D. Lgs. 151/2015: razionalizzazione e
 semplificazione in materia di collocamento mirato)

  La chiamata nominativa: assunzione mediante richiesta
  nominativa di avviamento agli uffici competenti o mediante stipula
  di apposite convenzioni

  La Banca dati del collocamento mirato : interoperabilità flussi
  amministrativi e statistici

   L’ estensione obblighi di assunzione a tutte le imprese con 15-
  35 dipendenti non più solo in relazione alle nuove assunzioni

   Semplificazione per invalidi INPS e non vedenti

Quadro giuridico e normativo: le fonti
Il Jobs Act
 La «nuova» Legge 68 (D. Lgs. 151/2015: razionalizzazione e
 semplificazione in materia di collocamento mirato)

  I nuovi incentivi all’assunzione:
  • Riduzione capacità lavorativa superiore al 79%: incentivo pari al
     70% della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini
     previdenziali per 36 mesi
  • Riduzione capacità lavorativa tra il 67% e il 79%: incentivo pari al
     35% della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini
     previdenziali per 36 mesi
  • Riduzione della capacità lavorativa superiore al 45% per
     lavoratore con disabilità psichica o intellettiva: incentivo pari al
     70% della RML per 60 mesi mediante conguaglio nelle denunce
     contributive mensili

Quadro giuridico e normativo: le fonti
Il Jobs Act
 La «nuova» Legge 68 (D. Lgs. 151/2015: razionalizzazione e
 semplificazione in materia di collocamento mirato)

  L’introduzione del finanziamento forfettario parziale di tutti gli
  accomodamenti ragionevoli previsti dalla Convenzione ONU
  inclusa l’istituzione di un responsabile dell’inserimento lavorativo
  delle persone con disabilità nei luoghi di lavoro, a valere sul Fondo
  regionale per l’occupazione secondo linee guida nazionali che
  dovranno disciplinare limiti e modalità

                       .. In attesa decreti attuativi
Quadro giuridico e normativo: le fonti
Il contesto nazionale - barriere e complessità

  mansione NoN idonea
      disinformazione
                                         sicurezza
 STRESS         normativa inapplicata
    Carenza di formazione specializzata
                            Rigidità di orari
  Riqualificazione??
                                Carriera
    NO aUsiLi
                       Periodo comporto
 pregiudizio
Quadro giuridico e normativo: le fonti
Il contesto nazionale - facilitatori e fattori di successo

             Integrazione delle
                  politiche
                                              accomodamenti
        ambiente fisico                         ragionevoli
          adattato                                            cultura

        trasporti

                    accessibi                  litÀ            ausili

   Reti e fliiere             Tecnologie           CCNL
                          di informazione e
                           comunicazione

Quadro giuridico e normativo: le fonti
Inquadramento
   A livello globale, l'approccio al Disability
   Management nasce alla fine degli anni
   '80 all'interno di diverse discipline e si
   diffonde in alcuni Paesi quali il Canada,
   gli USA e nel Nord Europa mentre in Italia
   questa figura viene definita per la prima
   volta nel «Libro bianco su accessibilità e
   mobilità urbana» (Comune di Parma e
   Ministero del Lavoro, della Salute e delle

   Politiche Sociali 2009).

Il disability manager
Inquadramento

   In Italia la figura del Disability manager è stata introdotta dal
   2006 a partire dal Master, dell’Università Cattolica, al quale
   hanno partecipato esperti esperti in Bioetica, di ICF e di politiche
   sociosanitarie       con   riferimento   alla   scuola,   al   lavoro,
   all’accessibilità ambientale e ai diritti umani.

Il disability manager
Inquadramento
   Nel 2013 il DM fa un salto ulteriore come ruolo in Italia e trova la
   sua ufficializzazione nelle politiche nazionali grazie al suo
   inserimento come figura importante nel Primo Piano di Azione
   Nazionale Disabilità redatto dall’Osservatorio Nazionale sulla
   condizione delle persone con disabilità, OND.

   Con il Secondo Piano di Azione Nazionale Disabilità del 2016 il
   Disability Manager viene definitivamente accreditato come un
   ruolo essenziale anche nel mondo del lavoro.

Il disability manager
Inquadramento
    Il Programma d'Azione riconosce l'importanza cruciale delle
    tutela della salute delle Persone con Disabilità e per questo
    individua tutta una serie di azioni specifiche e puntuali per
    arricchire e consolidare i Livelli Essenziali di Assistenza e
    l'integrazione sociosanitaria.

    I primi 10 anni dei Disability Manager Italiani sono stati
    caratterizzati da un crescendo di ambiti di applicazione e ci sono
    tutte le premesse perchè questo ruolo si definisca sempre
    meglio e possa servire a migliorare la partecipazione di
    chiunque ne possa avere bisogno, con o senza disabilità.

Il disability manager
Il Ruolo
       Il    Disability      Manager    è     un
       professionista che si occupa in genere
       di temi più vasti dei soli lavoratori con
       disabilità con l’obiettivo di soddisfare i
       bisogni delle persone con disabilità e
       contemporaneamente di valorizzarle,
       apportando vantaggi e opportunità a
       beneficio          dell’intero   contesto
       aziendale.

Il disability manager
Il Ruolo
     Deve ricoprire un ruolo aziendale adeguato ad incidere in
     maniera significativa sulle strategie e sulle politiche
     dell’azienda stessa.

     La coincidenza della figura professionale con il responsabile
     delle Risorse Umane è una buona scelta, ma non l’unica
     possibile. Molto dipende dalle dimensioni aziendali

Il disability manager
Il Profilo
   La Regione Lombardia, in attesa dell’emanazione dei Decreti
   Attuativi previsti dal Jobs Act (articolo 1 del Decreto Legislativo
   151/15), con il Decreto Dirigenziale n. 2922 del 1° marzo scorso
   pubblicato il 9 marzo nel Bollettino Ufficiale Regionale
   Lombardo, ha inserito il profilo e le competenze del disability
   manager nel «quadro regionale degli standard professionali».

Il disability manager
Il Profilo
   Nella descrizione del profilo viene previsto che il disability
   manager sia il responsabile di tutto il processo di integrazione
   socio-lavorativa delle persone con disabilità all’interno delle
   imprese: dalla pianificazione, ricerca e selezione, all’inserimento e
   mantenimento in azienda, fino allo sviluppo professionale e
   organizzativo.

   Si prevede che il contesto in cui opera
   questo profilo professionale sia la
   Direzione Risorse Umane, presso
   imprese di grandi e medie dimensioni,
   mentre in aziende meno strutturate,
   possa collocarsi come consulente esterno
   al Responsabile delle Risorse Umane.

Il disability manager
Le funzioni specifiche
   1. E’ il primo referente di supporto del lavoratore con disabilità
   sia in fase di accesso all’impiego che per lo svolgimento delle sue
   mansioni.
   2. Elabora, con il coinvolgimento del lavoratore, soluzioni
   operative a situazioni di disagio che condizionino negativamente
   la piena inclusione lavorativa nello specifico contesto aziendale
   3. promuove interventi di sensibilizzazione e cultura aziendale
   sugli specifici temi

Il disability manager
Le funzioni specifiche
 4. relativamente all’adeguamento delle postazioni di lavoro e degli
 strumenti di lavoro, pianifica e sovraintende a interventi di formazione
 del lavoratore ad eventuali dispositivi adattati e l’accesso, ove possibile,
 da parte dell’azienda ai rimborsi attivabili presso INAIL o presso il Fondo
 regionale per l’occupazione dei disabili.
 5. promuove e sostiene percorsi di abilitazione e empowerment del
 lavoratore con disabilità
 6. si relaziona con strutture, servizi, figure interne (addetti sicurezza, IT,
 etc.) ed esterne (centri per l’impiego, medico competente, associazioni di
 rappresentanza, etc.)

Il disability manager
Le funzioni specifiche
  7. monitora costantemente le singole situazioni, i cambiamenti del
  contesto lavorativo e delle caratteristiche individuali al fine della
  prevenzione e della rimozione di eventuali problematiche, della
  costruzione di opportunità di valorizzazione professionale e della
  definizione di soluzioni organizzative e adattamenti ragionevoli da
  adottare
  8. Partecipa come figura chiave a eventuali osservatori aziendale
  sull’inclusione lavorativa

Il disability manager
Gli strumenti
                   Gli strumenti possono essere:
  1. di natura informatica, tecnologica, ergonomica e iniziative
  formative di tutoraggio e di mentoring.

  2. Economici e qui ricordiamo due incentivi:
  - Decreto Legislativo 151/15, art.10 (Jobs Act)
  - Fondo Regionale per l’Occupazione dei Disabili, Legge 68/99 art. 14:
     contributo in favore dei datori di lavoro come rimborso per le spese
     di adeguamento degli ambienti di lavoro e per agevolare il
     telelavoro delle persone con disabilità

Il disability manager
Gli strumenti
  3. Politiche attive del lavoro dedicate alla disabilità, queste
  prevedono l’utilizzo di strumenti (non solo incentivi e tirocini) e la
  collaborazione di operatori specializzati per favorire l’inserimento e il
  reinserimento delle persone con disabilità
  4. Smart Working ossia la possibilità di lavorare in parte o totalmente
  fuori dalla sede aziendale, grazie al supporto d una serie di strumenti
  aziendali. Lo smart working riduce i costi di assenteismo relativo alla
  disabilità a beneficio dell’efficienza produttiva
  5. Welfare Contrattuale di Previdenza e la Sanità Integrativa

Il disability manager
Le competenze
  Il Disability Manager deve avere una serie di competenze molto
  diverse fra loro, per questo non è possibile trovarle in una sola
  persona quindi a livello pratico il DM deve essere un «facilitatore»
  che coordina e gestisce diverse figure professionali guidando:

   Istituzioni, in particolare quelle locali
   Sindacati, in fase di contrattazione collettiva aziendale
   Professionisti, Hr-consulenti del lavoro-architetti-medici-
     informatici-ecc…

Il disability manager
IBM
  IBM, azienda che sviluppa prodotti e soluzioni tecnologicamente
  avanzate in ambito IOT e Cognitive, è presente un team che si occupa
  del progetto MWA (mobile, wireless, accessibily) che consiste nella
  creazione di tecnologie e processi per l’integrazione delle persone con
  disabilità. Tale progetto funge da incubatore di soluzioni innovative
  rivolte in primo luogo al mondo della disabilita’ ma che possono
  anche essere adottate per semplificare la vita quotidiana di tutti.

Casi aziendali
Merck Serono
  La farmaceutica Merck Serono e le rappresentanze sindacali di
  settore di CISL, CGIL e UIL, hanno sottoscritto un accordo per un
  progetto sperimentale della durata di due anni, volto all’inserimento
  dei lavoratori con disabilità, con la presenza di uno specifico
  Osservatorio Aziendale sull’Inclusione Lavorativa e con la nomina di
  un disability manager.

  Rappresenta una proposta strutturata -azienda, sindacati, lavoratori,
  professionisti - garantiti dalla presenza di un Osservatorio Tecnico
  Aziendale sull’inclusione lavorativa, ossia di un organismo paritetico
  bilaterale aziendale

Casi aziendali
Everis Italia
    Everis Italia, società di consulenza informatica, ha aderito al
    progetto di Specialisterne, organizzazione danese che offre
    sbocchi professionali alle persone affette da autismo.

    Everis Italia ha assunto 10 persone con disabilità, tutte formate da
    Specialisterne, che le segue passo passo e una volta alla settimana
    si reca in azienda per seguire tutti i ragazzi appena assunti e
    migliorare i punti deboli (scrivere mail, parlare in riunione, capire il
    contesto).

Casi aziendali
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