La Riabilitazione Nutrizionale nei Disturbi Alimentari Linee di indirizzo nazionali - Ministero della Salute - Dr. Giovanni Gravina

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La Riabilitazione Nutrizionale nei Disturbi Alimentari Linee di indirizzo nazionali - Ministero della Salute - Dr. Giovanni Gravina
La Riabilitazione Nutrizionale nei Disturbi Alimentari
 Linee di indirizzo nazionali - Ministero della Salute
                      Dr. Giovanni Gravina
    Centro Arianna per i DCA - Pisa. ASL Nord Ovest Toscana
  Centro per i Disturbi Alimentari - Casa di Cura San Rossore. Pisa
La Riabilitazione Nutrizionale nei Disturbi Alimentari Linee di indirizzo nazionali - Ministero della Salute - Dr. Giovanni Gravina
Ministero della Salute
                  LINEE DI INDIRIZZO NAZIONALI
              PER LA RIABILITAZIONE NUTRIZIONALE
                NEI DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE

                Un modello multidisciplinare per gli interventi nutrizionali

Convegno Nazionale SISDCA 2017
La Riabilitazione Nutrizionale nei Disturbi Alimentari Linee di indirizzo nazionali - Ministero della Salute - Dr. Giovanni Gravina
LINEE DI INDIRIZZO NAZIONALI PER LA RIABILITAZIONE NUTRIZIONALE
                      NEI DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE

                                   Razionale

   Diverse Linee Guida evidenziano la scarsità di studi randomizzati e controllati sul
   trattamento nutrizionale dei disturbi dell’alimentazione.

   L’obiettivo specifico è quello di focalizzare l’attenzione sui metodi e sugli
   strumenti di valutazione medica e nutrizionale e sulle diverse modalità di
   intervento con le relative implicazioni etiche, in un’ottica interdisciplinare, affinché
   la gestione della RN sia programmata e organizzata sempre in maniera coordinata con
   le terapie mediche, psichiatriche e psicologiche.

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La Riabilitazione Nutrizionale nei Disturbi Alimentari Linee di indirizzo nazionali - Ministero della Salute - Dr. Giovanni Gravina
Di cosa parliamo
quando parliamo di riabilitazione nutrizionale
      per i disturbi dell’alimentazione ?
La Riabilitazione Nutrizionale nei Disturbi Alimentari Linee di indirizzo nazionali - Ministero della Salute - Dr. Giovanni Gravina
Di cosa parliamo
 quando parliamo di riabilitazione nutrizionale
        per i disturbi dell’alimentazione ?

“ La RN affronta l’insieme di comportamenti, azioni e
condotte che esprimono e mantengono il disturbo
alimentare, e dei pensieri disfunzionali su cibo-peso-corpo
che sono alla base dei comportamenti stessi. “

                                                  D. Ballardini, R. Schumann 2011
           La riabilitazione psiconutrizionale nei disturbi del’alimetnazione. Carocci Ed
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LA RIABILITAZIONE NUTRIZIONALE NEI DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE

       REVIEW
       Nutritional rehabilitation in anorexia nervosa:
       review of the literature and implications for treatment.

       Enrica Marzola, Jennifer A Nasser, Sami A Hashim, Pei-an Betty Shih and Walter H Kaye

       BMC Psychiatry 2013, 13:290

    It is our clinical experience that the use of reason, insight, and intuition are of
    limited efficacy in convincing an individual suffering from AN to eat.
    There is little in the way of rigorously evidence in the literature to support
    current practices of refeeding in AN being highly subjective and having limited
    backing in scientific research.

    This review seeks to draw attention to the need for the development of a
    foundation of basic nutritional knowledge about AN so that future treatment
    can be evidenced-based.

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LA RIABILITAZIONE NUTRIZIONALE NEI DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE

                Perché affrontare il “sintomo” alimentare ?
       I DA sono patologie di variabile gravità caratterizzati da :
      - marcata morbilità fisica e psicosociale
      - decorso protratto e tendenza alla cronicizzazione (20 - 40%)
      - elevata comorbilità psichiatrica
            (disturbi dell’umore, disturbi affettivi, spettro bipolare e dipendenze)
      - aumento del rischio di morte e elevato indice di mortalità,
              seconda causa di morte fra adolescenti per qualunque causa.
                                               (Agras 2001, Fairburn and Harrison 2003)

      - mortality rate up to 18 times greater than in non- affected women 15–24 yrs
                                                               (Steinhausen et al., 2003)

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LA RIABILITAZIONE NUTRIZIONALE NEI DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE

                Perché affrontare il “sintomo” alimentare ?

 Solo una parte di soggetti con DA in atto riceve un trattamento
 adeguato (Newman et al. 1996) a causa di diagnosi tardive, spesso dopo molti
 anni di malattia quando il disturbo ha prodotto danni invalidanti e a volte
 irreversibili (Herzog et al., 1992).

 La remissione completa dalla patologia è raggiunta solo nel 40-50 % dei casi
 (Fairburn et al., 2009) e un ampio gruppo di pazienti necessita, durante il
 trattamento, di ospedalizzazione e/o di cure riabilitative residenziali anche per
 lunghi periodi.

                                       (Quaderni Ministero Salute 17/22, 2013)

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LA RIABILITAZIONE NUTRIZIONALE NEI DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE

                 Perché affrontare il “sintomo” alimentare ?

    La maggior parte delle complicanze dei DA è reversibile con il
   miglioramento dello stato nutrizionale e/o la remissione dei comportamenti
   purging

    alcune complicanze possono essere a rischio per la vita (es. alterazioni
   idroelettrolitiche e aritmie cardiache, ipofosfatemia nel refeeding)

    rischi maggiori per bambini ed adolescenti (per minori riserve
   nutrizionali rispetto all’adulto)

    alcune complicanze hanno ripercussioni tardive sulla salute (osteoporosi,
   alterazioni della fertilità, alterazioni neuro encefaliche) più gravi in funzione
   della durata della malattia

                                 (ADA Position. J Am Diet Assoc. 2011; 111: 1236)
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LA RIABILITAZIONE NUTRIZIONALE NEI DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE

                Perché affrontare il “sintomo” alimentare ?

Il sottopeso e la restrizione dietetica calorica, cioè la ridotta assunzione di cibo per
produrre un deficit energetico e una perdita di peso corporeo, così come il binge/purge, e il
binge per sé, specie se frequenti, causano complicanze fisiche, anche gravi, marcato danno
psicosociale e contribuiscono a mantenere la psicopatologia del disturbo alimentare.

 Allo stesso modo la restrizione dietetica cognitiva, cioè il tentativo persistente di
limitare l’assunzione di cibo per controllare il peso e le forme del corpo, indipendentemente
dal fatto che esso produca un deficit energetico, causa danno psicosociale e contribuisce a
mantenere la psicopatologia del disturbo alimentare.

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LA RIABILITAZIONE NUTRIZIONALE NEI DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE

 Cosa conoscere

 e di cosa prendersi cura ?

             e come ?
LA RIABILITAZIONE NUTRIZIONALE NEI DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE

          Valutazione e monitoraggio dello Stato Nutrizionale

   Strumenti di valutazione degli introiti
    (Recall 24 h, Diario alimentare, Scheda di monitoraggio)

   Indici antropometrici e spesa energetica
   (IMC, Circonferenza braccio, Plicometria, Calorimetria, Indici biochimici)

   Valutazione fisica
    (Sit-up test, Squat-stand test, Test SIO-SISDCA per disabilità peso-correlate)

   Studio dei compartimenti corporei
    (BIA, DEXA)

   Indici prognostici e di gravità clinica

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                  Obiettivi della Riabilitazione Nutrizionale

    Affrontare e normalizzare il comportamento alimentare disfunzionale
     (malnutrizione per difetto/restrizione e per eccesso/ binge)

    Affrontare le condotte inappropriate di compenso

    Affrontare la restrizione dietetica cognitiva

    Correggere le conseguenze fisiche e psicosociali della malnutrizione

    Ripristinare le normali percezioni di fame e sazietà

    Correggere il peso corporeo e lo stato nutrizionale

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LA RIABILITAZIONE NUTRIZIONALE NEI DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE

                                 Un semplice esempio

   Le diverse Linee Guida per il trattamento ambulatoriale dell’anoressia nervosa,
   indicano come target della RN un recupero ponderale pari a 0.5 Kg/sett.

   Un target di incremento ponderale di 0.5 Kg/sett. richiede in genere un apporto
   giornaliero di 30-50 kcal/kg/die, in molti casi almeno il doppio dell’intake abituale delle
   pazienti, e comunque, mediamente, un surplus energetico di almeno 500 kcal/die
   rispetto all’intake abituale.

   In tutti i casi occorre evitare il rischio che :
   - si determini lo sviluppo della sindrome da rialimentazione,
   - l’ansia e le reazioni emotive negative prodotte dall’incremento ponderale, per
     quanto minimo esso sia, blocchino i progressi del trattamento
   - le indicazioni alimentari diventino semplici prescrizioni, lette dai pazienti come
     regole dietetiche rigide, finendo per contribuire a mantenere la psicopatologia
     del disturbo dell’alimentazione.

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LA RIABILITAZIONE NUTRIZIONALE NEI DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE

  L’intervento nutrizionale nei vari livelli di cura

     - Unità ambulatoriale specialistica

     - Day H e Trattamento semiresidenziale

    - Unità di riabilitazione intensiva ospedaliera/extra-ospedaliera

     - Ricovero medico ordinario (internistico e psichiatrico)

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LA RIABILITAZIONE NUTRIZIONALE NEI DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE

                          La sfida dei Disturbi Alimentari
       Scarsa consapevolezza di malattia
       Scarsa motivazione al trattamento
       Patologia : interferenza, ostacolo vs. egosintonia
       Difficile collaborazione del paziente al programma di cura

                 necessità di ingaggiare il paziente

                 necessità di condividere con il paziente le scelte terapeutiche

                 necessità di sostegno psicologico agli interventi nutrizionali

 “.. con persone che hanno vissuto un trauma, nessun lavoro terapeutico avrà
 possibilità di riuscita senza garantire al paziente una adeguata sicurezza. “
        in quali modi si trasmettono al paziente accettazione e riconoscimento ?

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LA RIABILITAZIONE NUTRIZIONALE NEI DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE

                                 L’assistenza ai pasti

 Egosintonia : “ chi soffre di un DA vive la malattia, con tutti i disagi che
 comporta, come una parte di sé, un aspetto della propria identità. “

 Come far cogliere al paziente la comprensione delle sue difficoltà, resistenze e
 paure, pur operando per modificarle ?

 Come far cogliere che l’attacco alla patologia non è un attacco alla sua persona ?

 Come motivare e sostenere l’accettazione del cambiamento ?

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LA RIABILITAZIONE NUTRIZIONALE NEI DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE

                                 La relazione terapeutica

          Le modalità della terapia

                  consiglio, raccomandazione
                  prescrizione
                  ammonizione (rimprovero              sfida)

                                   Le modalità della cura

                                        ascolta, accoglie, si pone domande
                                        racconta, fa emergere, fa riconoscere
                                        spiega, integra, connette, associa

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LA RIABILITAZIONE NUTRIZIONALE NEI DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE

               Relazione d’aiuto e alleanza terapeutica

Nel trattamento dei DA, in particolare, la professionalità del clinico si confronta con :

- la necessità di strutturare una relazione che favorisca l’empowerment del paziente

- la sensibilità nel gestire l’ambivalenza dei pazienti e la funzione psicologica
   positiva che attribuiscono al controllo di peso, forma del corpo e alimentazione

- la capacità di instillare la speranza che il cambiamento è possibile.

                                                Nordbo RH et al. (2008) Int J Eat Disord 41:635

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                    Relazione d’aiuto e alleanza terapeutica

 Counseling ed engagement dei pazienti

 Implementare nel paziente l’autoconsapevolezza e le risorse personali (empowerment).

 Il Counseling è strumento d’elezione nel percorso di cura con il paziente al fine di :
  - favorire lo sviluppo delle sue potenzialità e la sua capacità di autogestirsi
  - favorire la messa in atto di decisioni e strategie orientate alla soluzione di problemi
  - favorire le scelte necessarie per migliorare la sua salute.

 Il Counseling Nutrizionale è una modalità di costruzione e di consolidamento
 della relazione d’aiuto che permetta di applicare, nel modo più efficace, contenuti
 e tecniche della RN.
                                                S Hart et al. (2011)   J Hum Nutr Diet, 24, 144

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LA RIABILITAZIONE NUTRIZIONALE NEI DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE

                      Indicazioni per la rialimentazione

- Start 1200 - 1500 kcal/die, ogni settimana > 500 kcal/die (> 0.5 - 0.9 Kg/sett.)

                                                               (Yager et al 2005)

- Start 5 -10 Kcal/Kg (> 0.25 – 0.45 Kg/sett. o > 1 Kg/sett. per ricoverati)

                                                                (NICE 2004)

- Start 20 - 25 Kcal/Kg (600-1000 Kcal/die), ogni 3-4 gg > 300-400 kcal (> 0.5 Kg/sett)

                                                                (Mehler et al. 2010)

- Start 30 - 40 Kcal/Kg (1000-1600 Kcal/die), > 70-100 kcal/die (> 0.5 -1 Kg/sett)

                                                                   (APA 2006)

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                      Indicazioni per la rialimentazione

   Refeeding of severely malnourished patients represents two very complex
   and conflicting tasks:

   avoid “refeeding syndrome” caused by a too fast correction of malnutrition;
   avoid “underfeeding” caused by a too cautions rate of refeeding.

   These patients suffer from poor myocardial contractility and circulatory
   volume should be evaluated with care.

                                                  (MG Gentile Nutrients 2012)

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       Clinical Practice Recommendations (Guideline APA 2006)

      … It is important to implement refeeding programs in nurturing emotional
      contexts (I). “

      “ Weight restoration is essential in treatment, but insufficient evidence is
      available for any single approach”.

       “ A lenient approach is likely to be more accettable to patients than a
      punitive one and less likely to impair self-esteem”.

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       Clinical Practice Recommendations
                        P Hay et al. Aus NZ J Psych 2014, 48: 911

  “ Focus on improved adaptive function as a primary goal.

  Restoration of a normal weight or BMI may not be a primary focus of
  treatment unless desired by the individual.

  Refeeding is a collaborative enterprise so as to avoid unnecessary
  distress and further evasion or avoidance of therapy. “

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      REVIEW
      Nutritional rehabilitation in anorexia nervosa:
      review of the literature and implications for treatment.

      Enrica Marzola, Jennifer A Nasser, Sami A Hashim, Pei-an Betty Shih and Walter H Kaye

      BMC Psychiatry 2013, 13:290

   In summary, we recommend that the restoration of both nutrient status and
   weight starts slowly and gradually accelerate as tolerated.

   There should be a continued focus on nutrient intake, as opposed to caloric
   intake, coupled with psychotherapy to encourage increasing both the amount
   and diversity in food selections with the eventual goal of weight and nutrition
   restoration in mind.

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     Indicazioni per la rialimentazione

 6.4.11 Clinical practice recommendations
 La nutrizione parenterale totale non dovrebbe essere
 utilizzata per i pazienti con anoressia nervosa salvo
 condizioni di significativa disfunzione gastro intestinale .

                                             (NICE Guidelines)

 “ When life-preserving nutrition must be provided, NGF is
    preferable to IVF. (I)

  When NGF is necessary continuous feeding (over 24 hrs.)
    may better tolerated and less likely to metabolic
    abnormalities than 3 or 4 bolus a day (II).”

                                                 (APA 2006)

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     Refeeding Syndrome . Pazienti a rischio:
     -   Perdita di peso corporeo > 10% negli ultimi tre mesi
     -   Sottopeso (BMI  7 giorni
     -   Alterazioni elettrolitiche presenti prima della rialimentazione

          Management :              B6 e B12 ad alte dosi 300 mg e 1000 ug
                                    Complesso multivitaminico 1 cp/die

                                    Correggi i fosfati (9-18 mmol/24h ev)
                                    Mantieni i fosfati (0.3-0.6 mmol/kg/die os)
      10 -15 Kcal/die /Kg
                                    Correggi il magnesio (9-18 mmol/24h ev)
                                    Mantieni il magnesio (0.3-0.6 mmol/kg/die os)

                                    Correggi il potassio (4 mmol/kg/24h ev)
                                    Mantieni il potassio (2 mmol/kg/24h ev)

                                              ( Mehanna HM 2008; Khan LUR 2010; Gentile MG 2010 )
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LA RIABILITAZIONE NUTRIZIONALE NEI DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE

                                 La cassetta degli attrezzi

 All’operatore della RN è richiesta competenza nell’uso di strumenti utili per le
 difficoltà insite nel trattamento nei disturbi dell’alimentazione :

 •   Storia del peso
 •   Desensibilizzazione sistematica dai cibi fobici
 •   Costruzione condivisa del piano alimentare
 •   Gestione dei rituali nel consumo dei pasti
 •   Gestione delle emozioni negative e dell’ansia pre- e post-prandiale
 •   Supplementi orali nutrizionali : quali ? quando ?

 In alcuni casi uno strumento per ridurre l'ansia relativa al calcolo di calorie e grammi degli
 alimenti può essere l’uso di un atlante fotografico delle porzioni o l’applicazione della
 "dietetica per volumi", tecnica basata sul confronto di cibi con volumi di oggetti di uso
 comune (bicchiere, tazza, palla da tennis, ecc) e/o con le dimensioni della mano del soggetto
 (pugno, palmo, dita).

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LA RIABILITAZIONE NUTRIZIONALE NEI DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE

                                 La cassetta degli attrezzi

   All’operatore della RN nei disturbi dell’alimentazione è richiesta conoscenza :
   - dei meccanismi di adattamento biologico alla restrizione calorica
   - dei meccanismi neuroendocrini metabolici e del sistema fame-sazietà
   - dei meccanismi neuroencefalici della risposta sensoriale e del reward
   - dei meccanismi fisiopatologici dell’addiction
   - dei meccanismi di risposta neuroendocrina e metabolica allo stress
   - dei meccanismi neuroencefalici di regolazione emotiva e dell’umore

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                                 La cassetta degli attrezzi

 All’operatore della RN nei disturbi dell’alimentazione è richiesta familiarità con
 complesse strategie di intervento e padronanza di metodi terapeutici non consueti :

 • Tecniche di counseling (per l’engagement e l’empowerment del paziente)
 • Tecniche di educazione terapeutica
 • Tecniche del colloquio motivazionale        (Miller & Rollnick 1991, 2002)

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                                 Dare struttura agli interventi

 Per la RN a livello ambulatoriale o semi residenziale nei DA esistono modelli di
 trattamento strutturati, validati e manualizzati :

 Transdiagnostic Cognitive Behavioral Therapy
                                              (Fairburn CG et al.   2009; Dalle Grave R et al. 2013)

 The New Mausdley Method                         (Treasure J et al. 2007)

 RN ad approccio psicobiologico (Training di Familiarizzazione con il Cibo)

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LINEE DI INDIRIZZO NAZIONALI PER LA RIABILITAZIONE NUTRIZIONALE
                      NEI DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE

                                 Ministero della Salute
  Direzione Generale per l’Igiene e la Sicurezza degli Alimenti e la Nutrizione

  Gruppo di Lavoro

  Presidente : Dr. Giuseppe Ruocco
  Coordinamento : Dr. ssa Denise Giacomini (Dirigente Medico)

  Componenti :            Donatella Ballardini   Armando Cotugno
                          Laura Dalla Ragione    Riccardo Dalle Grave
                          Eugenio Del Toma       Giorgio Galanti
                          Valerio Galeffi        Anna Maria Giannini
                          Giovanni Gravina       Patrizia Iacopini
                          Palmiero Monteleone    Andrea Pezzana
                          Marzia Riccio          Paolo Santonastaso
                          Rosa Trabace           Massimo Vincenzi

Convegno Nazionale SISDCA 2017
LINEE DI INDIRIZZO NAZIONALI PER LA RIABILITAZIONE NUTRIZIONALE
                      NEI DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE

                                 Scopo del documento

   Una guida pratica, un ausilio per identificare correttamente le persone che
   necessitano di un trattamento nutrizionale e favorire la messa in atto di
   interventi appropriati nel momento opportuno del percorso di cura per le
   diverse patologie.

   Gli effetti attesi di queste raccomandazioni sono quelli di ridurre le
   complicanze mediche, conseguenti alla malnutrizione e di facilitare il
   recupero dello stato nutrizionale e della salute fisica, che costituiscono
   tappe essenziali nel processo di guarigione.

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LINEE DI INDIRIZZO NAZIONALI PER LA RIABILITAZIONE NUTRIZIONALE
                      NEI DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE

                                    INDICE

    La Riabilitazione Nutrizionale nelle Linee Guida internazionali.

    Valutazione e Monitoraggio dello Stato Nutrizionale.

    Riabilitazione Nutrizionale dei Pazienti con Disturbi dell’Alimentazione
     nei vari livelli di assistenza.

    Coordinamento, Integrazione e Formazione delle figure professionali
     dell’équipe terapeutica per i Disturbi dell’Alimentazione.

    Il ruolo della famiglia nella Riabilitazione Nutrizionale nei Disturbi
     dell’Alimentazione.

    Esercizio fisico, Attività sportiva e Riabilitazione Nutrizionale.

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Grazie per l’attenzione
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                      NEI DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE

                                 “ Concetti - chiave ”

    BINGE EATING p.68 3 modalità

        Refeeding of severely malnourished patients represents
        two very complex and conflicting tasks:
        list-behavior=enumerated prefix-word= mark-type=decimal
        avoid “refeeding syndrome” caused by a too fast correction
        of malnutrition [13,14,15];
        avoid “underfeeding” caused by a too cautions rate of
        refeeding.
        These patients suffer from poor myocardial contractility and
        circulatory volume should be evaluated with care.

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LA RIABILITAZIONE NUTRIZIONALE NEI DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE

                             Problemi di “con-divisione”

  Trattamento dei disturbi dell’alimentazione

  approccio integrato multidimensionale, interdisciplinare, pluriprofessionale

   Numerose professioni coinvolte e diversi operatori
   Complessità del coordinamento tra i vari interventi
   Progetto terapeutico “in progress “

  Processo condiviso tra tutti gli operatori coinvolti, nelle diverse fasi della cura.

                Quali competenze ? Quale formazione ? Quale allenamento ?
    A oggi nella pratica la stragrande maggioranza di pazienti con DA in prima istanza a chi si rivolge ?
    Talora al medico di famiglia, più spesso a un operatore singolo : un “cosiddetto” dietologo, che spesso
    non è un medico né un nutrizionista, o un dietista, talora un ginecologo, di rado uno psicologo o uno
    psichiatra, quanti si rivolgono a un centro specialistico e quanti vengono inviati ? In media dopo quanto
    tempo dall’esordio di malattia ? E per quanto tempo la cura che riceve è una dieta ?
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LINEE DI INDIRIZZO NAZIONALI PER LA RIABILITAZIONE NUTRIZIONALE
                      NEI DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE

    Figure professionali dell’équipe terapeutica e Operatori sanitari

  Medico specialista in Psichiatria o in Neuropsichiatria Infantile

  Medico specialista in area Internistica o Pediatrica

  Medico specialista in area nutrizionale e Laureato in dietistica

  Psicoterapeuta (Psicologo/Psichiatra)

  Laureato in Fisioterapia, Scienze Infermieristiche, Educazione Professionale,
   Tecnica della Riabilitazione Psichiatrica

  Medici di medicina generale (MMG) e Pediatri di libera scelta (PLS)
  Assistente Sociale

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Aust N Z J Psychiatry
Position of the American Dietetic      2014 48: 977
Association:                           Phillipa Hay, David
Nutrition Intervention in the          Chinn, David Forbes,
Treatment of Eating                    Sloane Madden,
Disorders J Am Diet Assoc. 2011;111:   Richard Newton, Lois
1236-1241.                             Sugenor, Stephen
                                       Touyz and Warren
                                       Ward
                                       Royal Australian and
                                       New Zealand College
                                       of Psychiatrists
                                       clinical practice
                                       guidelines for the
                                       treatment
                                       of eating disorders
                                       Royal Australian and
                                       New Zealand College
                                       of Psychiatrists
                                       clinical practice
                                       guidelines for the
                                       treatment
LINEE DI INDIRIZZO NAZIONALI PER LA RIABILITAZIONE NUTRIZIONALE
                      NEI DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE

      COORDINAMENTO e INTEGRAZIONE DELLE FIGURE PROFESSIONALI

    L’équipe terapeutica multidisciplinare

    Cambiamento di setting terapeutico : la presa in carico condivisa

    L’intervento nutrizionale nei vari livelli di cura

        - Unità ambulatoriale specialistica

        - Day H e Trattamento semiresidenziale

       - Unità di riabilitazione intensiva ospedaliera/extra-ospedaliera

        - Ricovero medico ordinario (internistico e psichiatrico)

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LA RIABILITAZIONE NUTRIZIONALE NEI DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE

I DA chiedono al clinico di cogliere nuove dimensioni nel pensare il corpo e
la malattia, di sperimentare e usare, per la comunicazione e la cura,
parole, modalità e codici della relazione non consueti.

 Attraverso la cura, utilizzando
 le conoscenze e gli strumenti
 tecnici di cui dispone, il clinico
 lavora per riconnettere ciò che
 è sconnesso, comunica non più
 del corpo, ma nel corpo.

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