Imprese a rischio usurai: la lancia

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Imprese a rischio usurai: la lancia
Imprese a rischio usurai: la
Confcommercio         lancia
l’allarme

Dopo liquidità, costi e crollo dei consumi, anche l’usura e i
tentativi illeciti della malavita di impadronirsi delle
aziende sono tra gli ostacoli all’attività delle imprese del
commercio e della ristorazione durante e dopo l’emergenza
Covid-19.

Un 11% di imprese, secondo un’indagine di Confcommercio in
collaborazione con Format Research, indica nella criminalità
“un ulteriore, pericoloso ostacolo” allo svolgimento della
propria attività; in particolare, circa il 10% degli
imprenditori, in questo periodo, “risulta esposto all’usura” o
a tentativi di “appropriazione anomala” dell’azienda. E la
percentuale cresce fino a quasi il 20% per quegli imprenditori
che sono molto preoccupati per il verificarsi di questi
fenomeni nel proprio quartiere o nella zona della propria
attività.
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Il 67,4% delle imprese intervistate giudica comunque “molto” o
“abbastanza” efficace l’azione delle Forze dell’ordine e della
magistratura per contrastare l’azione della criminalità e il
66% del campione ritiene “molto” o “abbastanza” efficaci le
diverse forme di collaborazione in atto tra Autorità centrali
e locali, Forze dell’ordine e magistratura da una parte e
Associazioni di categoria degli imprenditori e altre forze
della società civile dall’altra. Fondamentale, per il 60% del
campione, è anche ricorrere subito alla denuncia. Però, ancora
oggi, quasi un’impresa su 3, di fronte a questi fenomeni
criminali, non sa che cosa fare.

Dall’indagine risulta poi che carenza di liquidità e calo dei
consumi hanno rappresentato il principale ostacolo
all’attività di impresa durante l’emergenza, mettendo in
difficoltà il 60% delle imprese del commercio e della
ristorazione; quasi il 30%, invece, tra burocrazia e le
necessarie procedure di sanificazione, igienizzazione e altri
protocolli di sicurezza, ha visto incrementare i costi.

“La crisi economica – commenta il presidente di Confcommercio,
Carlo Sangalli – crea una zona d’ombra dove rischia di
rafforzarsi la criminalità. Le nostre imprese in difficoltà
denunciano sempre più spesso usura, estorsioni e acquisizioni
illecite. Abbiamo comunque fiducia nella magistratura e nelle
Forze dell’ordine ma, insieme, è necessaria più rapidità per
far giungere i sostegni previsti dal Decreto rilancio alle
aziende e irrobustirli. Solo così si combatte la criminalità e
si ricostruisce un’economia sana”.
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Smartphone, in Italia il
mercato crolla del 21 per
cento

L’epidemia di coronavirus e il conseguente lockdown hanno
colpito duramente anche il mercato italiano degli smartphone,
che nel primo trimestre ha registrato vendite in crollo del
21% su base annua. A riferire il dato sono gli analisti di
Counterpoint, secondo cui si tratta del risultato peggiore
riportato in Europa. Tra le aziende, Samsung resta prima con
il 39% del mercato italiano. Seguono Huawei e Apple, appaiate
al 20%.   Stando a quanto diffuso dai ricercatori, da gennaio
a marzo le vendite di smartphone in Europa sono diminuite del
7% su base annua. A livello europeo Samsung mantiene la
leadership ma la sua quota scende dal 31 al 29%. Apple tiene,
cresce di un punto percentuale e scavalca Huawei piazzandosi
al secondo posto con il 22%. Huawei passa invece dal 23 al 16%
e scivola in terza posizione. Le vendite di Huawei “sono
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diminuite del 43% su base annua, a causa delle sanzioni Usa
che continuano a colpire”, osserva l’analista Abhilash Kumar.
A guadagnare del calo europeo di Huawei è principalmente
Xiaomi, che registra una crescita del 145% nel trimestre,
seguita da Oppo. Xiaomi è infatti passata dal 4 al’11% di
quota di mercato; Oppo dall’1 al 3%. Guardando ai mercati
principali, in cui rientra anche l’Italia, il Regno Unito ha
subito un calo dell’8%. Qui in testa c’è Apple, con un solido
49% di market share; Samsung è al 23% e Huawei al 10%. In
Germania la flessione è stata dell’11%. Sul podio dei
costruttori c’è Samsung (35%) davanti a Apple (32%) e a Huawei
(13%). In Francia le vendite di smartphone sono diminuite del
9%. Samsung detiene il 35%, Apple il 32% e Xiaomi il 13%. In
Russia la flessione è stata contenuta all’1%. A guidare la
classifica delle vendite è Huawei con il 33%, seguita da
Samsung (19%) e da Xiaomi (18%). Insomma, anche un mercato
solido come quello degli smartphone ha subito un duro colpo a
causa del virus. Riuscirà nei prossimi mesi a riconquistare
quanto perso in questi mesi di lockdown? Non resta altro che
aspettare e incrociare le dita.

F.P.L.

CNA Roma: “Nella Capitale il
12,5% del turismo nazionale.
Subito politiche efficaci per
far ripartire il settore”
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“Quello del turismo è uno dei settori trainanti della nostra
città. In tempi di emergenza sanitaria, è stato tra i primi a
fermarsi e sarà tra gli ultimi a ripartire: proprio per questo
ha bisogno di supporto e liquidità, accompagnati da politiche
efficaci che rilancino concretamente il marchio Roma nel
mondo. Chiediamo ad Alitalia, rifinanziata anche con gli
ultimi provvedimenti “covid”, di assicurare tratte dirette con
le principali capitali mondiali, comprese quelle del Medio
Oriente e dell’Asia, così determinanti per la ripresa dei
flussi turistici di fascia alta”, così dichiara Stefano Di
Niola, Segretario della CNA di Roma.

Secondo quanto emerge da Roma: Global Challenge, uno studio
realizzato dalla CNA di Roma, in collaborazione con Nina
International, il GISLAB dell’Università de L’Aquila e con il
contributo della Camera di Commercio di Roma, negli ultimi
dieci anni la capacità attrattiva del sistema locale è
aumentata, soprattutto nei confronti dei viaggiatori
provenienti dai principali paesi extra-europei.

Basti pensare che al 31/12/2018 in termini di valore della
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spesa, numero di viaggiatori e di pernottamenti, la quota di
visitatori è passata dal 10 al 12,6% del totale nazionale.
L’aumento più significativo è di viaggiatori provenienti dai
paesi extra-europei, a scapito dei principali paesi UE, tranne
la Francia.

In particolare, la quasi totalità dei giapponesi che vengono
in Italia (80% nel 2018) scelgono Roma e provincia come meta
turistica. Quote molto elevate si registrano anche per gli
argentini (68%), i brasiliani (64%) e gli australiani (54%).

La spesa media per viaggiatore a Roma è più alta di quella
nazionale: nel 2018 un turista straniero spendeva 609 euro
rispetto ad una media nazionale di 444 euro. Tuttavia, negli
ultimi anni Roma ha richiamato in misura maggiore viaggiatori
con un reddito più basso della media, segno della perdita di
attrattività verso turisti con fascia di reddito alta. Anche
la durata media del soggiorno si è ridotta negli ultimi anni
(20,5%), rimanendo comunque al di sopra della media nazionale.

Finnair      riprende                                    i
collegamenti    aerei                                  per
l’Italia dall’estate

La compagnia aerea di bandiera finlandese, Finnair,
interrompeva il 9 marzo i suoi voli per Milano da Helsinki ed
il 12 marzo da Roma, come poi ha dovuto fare per molte
destinazioni internazionali e nazionali, riducendo il suo
traffico ad almeno il 90%. Del resto, come hanno dovuto fare
tutte le compagnie aerea del mondo con tutte le conseguenze
economiche e sociali a tutti ben note. I collegamenti
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stagionali per Venezia venivano sospesi il 29 marzo e per
Bologna il 30 marzo.

Anche la Finlandia ha avviato una sua prudente fase di
ripartenza, per cui ha quindi deciso di riattivare i propri
collegamenti aerei diretti con li Italia, a partire
dall’estate. Nello specifico, i voli per le due città italiane
verso e da Helsinki ripartono il 2 agosto prossimo. Nel
complesso, la compagnia, il cui controllo è dello Stato, che
ha recentemente approvato un sostegno di ricapitalizzazione
fino ad un massimo di 700 milioni di euro, ha deciso di
riprendere gradualmente i voli verso le destinazioni europee e
asiatiche da luglio in quanto le restrizioni ai viaggi sono
allentate. La compagnia ha quindi reso noto che da luglio
inizierà a servire importanti destinazioni europee come
Berlino, Bruxelles, Londra, Mosca, Parigi,   Amsterdam,
Bruxelles, Budapest, Copenhagen, Dublino, Düsseldorf,
Edimburgo, Francoforte, Göteborg , Ginevra, Amburgo, Malaga,
Manchester, Monaco, Oslo, Praga, Riga, Tallinn, Stoccolma, San
Pietroburgo, Vilnius, Vienna e Zurigo. Da agosto ha dichiarato
di aver pianificato voli per gli aeroporti di Barcellona, ​
Madrid, Varsavia, Milano e Roma. Nel frattempo, la compagnia
aerea, che ha scommesso da anni pesantemente su una strategia
redditizia come snodo tra Asia ed Europa, ha dichiarato che
inizierà a volare a Pechino, Hong Kong, Shanghai, Tokyo,
Nagoya, Osaka, Singapore, Seoul e Bangkok a luglio. Ad agosto,
prevede anche di riprendere il servizio su Delhi e New York,
mentre la stagione invernale la porterà a Miami, Krabi e
Phuket.
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Secondo il responsabile commerciale di Finnair, Ole Orvér,
l’intenzione del vettore è di operare il 30 % del normale
numero di voli per luglio. “Un recente sondaggio tra i clienti
ha indicato che le persone stanno già pianificando viaggi
d’affari e di piacere“, ha dichiarato Orvér, aggiungendo che
“inseriamo rotte e voli settimanali di mese in mese man mano
che la domanda recupera”, precisando che la compagnia
aggiornerà il suo programma di volo su base mensile, pronta ad
aggiungere più voli a seconda della domanda e delle possibili
modifiche delle restrizioni di viaggio.

Sul piano interno, Finnair ha deciso di continuare un
congelamento dei servizi verso taluni aeroporti nazionali,
almeno fino alla fine dell’anno, affermando che eventuali
decisioni relative ai suoi servizi post-estivi verso
destinazioni nazionali saranno prese in un secondo momento,
sulla base degli sviluppi della domanda.

A luglio, Finnair opererà sei rotte domestiche in Finlandia,
volando verso Kuopio, Mariehamn, Oulu, Rovaniemi, Turku e
Vaasa. Ad agosto Finnair inizierà a volare verso Ivalo e
Kittilä nella Lapponia finlandese, mentre a settembre
inizieranno le operazioni a Kuusamo e Tampere. Finnair non
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opererà a Joensuu, Jyväskylä, Kajaani, Kemi o Kokkola durante
l’estate 2020. Le decisioni per queste cinque destinazioni per
l’inverno 2020/2021 saranno prese in seguito, quando vi sarà
maggiore chiarezza sullo sviluppo della domanda.

Flessibilità e sicurezza

Dallo scorso marzo Finnair sta offrendo ai suoi clienti una
flessibilità straordinaria per modificare le date del viaggio
e questa modalità prosegue: infatti si possono modificare le
date del viaggio per tutti i voli acquistati dai canali di
Finnair tra il 1 ° aprile e il 30 giugno 2020 in modo
flessibile e viaggiare entro la validità del biglietto. Dato
che Finnair pubblica il suo programma di voli da luglio 2020 a
fine marzo 2021, cancella anche i voli che non saranno
operativi ma gestirà le cancellazioni in più fasi e i clienti
saranno contattati entro la fine di giugno su tutti i voli
cancellati su cui siano stati prenotati.

Un elenco di collegamenti che Finnair non opererà durante
l’estate 2020 e l’inverno 2020/2021 è disponibile sulla pagina
degli          aggiornamenti             di         viaggio,
 https://www.finnair.com/fi-en/flight-information/travel-updat
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es?_ga=2.111248961.498396802.1589880522-1917849237.1589880522

La compagnia ha predisposto tutte le misure di sicurezza per i
passeggeri e gli equipaggi, che dovranno usare mascherine per
la durata dei viaggi; ne sono esenti i bambini sotto i sette
anni. Ma ogni dettaglio è precisato sulla pagina di cui al
link.

Se il volo di un cliente viene annullato, ma Finnair opera
ancora verso la destinazione in questione, il vettore si
impegna ad offrire automaticamente un volo alternativo. I
clienti possono chiedere un rimborso per i voli cancellati e
se hanno voli cancellati, possono modificare le date del
viaggio fino al 31 maggio 2021 tramite il sito Web o il
servizio clienti di Finnair su Finnair.com

La crisi del coronavirus ha visto precipitare il numero dei
passeggeri.: in aprile, solo circa 1.000 passeggeri hanno
utilizzato i terminal dell’aeroporto di       Helsinki-Vantaa
rispetto ai consueti da 50.000 a 60.000.

Cessione del quinto: quando
conviene richiederla?

Cosa si intende per cessione del Quinto? Vediamo di cosa si
tratta e la sua convenienza. A volte le famiglie si ritrovano
a dover affrontare delle spese imminenti come una nuova auto
usata, l’intervento del dentista o un lavoro urgente in casa.
Per tutte queste e altre necessità è prevista una formula di
finanziamento che non sconvolgerà troppo i bilanci familiari
grazie alla possibilità di pagare in comode rate. La maggior
parte degli italiani approfitta della cessione del quinto più
conveniente per far fronte a spese improvvise, che non
rientrano nel bilancio preventivo familiare.

Cos’è la cessione del quinto?
La Cessione del Quinto è un prestito con rimborso a rate fisse
studiato per lavoratori e pensionati. Viene chiamato in questo
modo perché si rimborsa pagando rate fino ad un quinto dello
stipendio netto mensile o della pensione netta mensile. Le
rate sono versate direttamente dal datore di lavoro o
dall’Istituto di Previdenza Sociale che paga la pensione. Il
rapporto di finanziamento, inoltre, è coperto da
un’assicurazione obbligatoria.

Come si richiede?
Per richiedere una cessione del quinto è necessario possedere
uno stipendio o essere titolari di una pensione. Quindi
bisogna essere in possesso di un contratto di lavoro a tempo
indeterminato oppure essere pensionati. La richiesta è molto
semplice e avviene tramite un istituto bancario il quale
svolgerà tutte le pratiche per conto del cliente. Trattandosi
di un finanziamento non finalizzato, non è previsto l’obbligo
a fornire le motivazioni del prestito ma è necessario
sottoscrivere una polizza assicurativa che possa coprire la
perdita del lavoro o il decesso. Quindi possono richiedere la
cessione del quinto i dipendenti pubblici e statali, i
dipendenti privati e i pensionati. Anche i dipendenti a tempo
determinato possono accedere a questo finanziamento ma a
condizione che il rientro non superi la data di termine del
contratto.

Chi può richiederlo?
Le   condizioni   di   ammissibilità   sono   molto   semplici.   I
dipendenti pubblici e statali residenti in Italia devono avere
18 anni e aver maturato anzianità di servizio dimostrabile con
busta paga. I dipendenti di privati devono avere anch’essi
residenza in Italia e presentare garanzie di assicurabilità
dell’azienda presso cui operano.

Quali sono in vantaggi?
Si tratta quindi di un prestito davvero vantaggioso che
permette di affrontare spese cospicue in comode rate facili da
pagare. È un prestito detto “non finalizzato”, ovvero che non
richiede di specificare la motivazione della richiesta di
finanziamento. Le rate verranno addebitate direttamente sulla
busta paga o sulla pensione, per questo non bisogna ricordare
le scadenze avendo sempre la garanzia che tutto vada a buon
fine. È un prestito per piccole cifre ma che può avere una
durata massima fino a dieci anni, dando la possibilità di
rimborsare il prestito in comode rate. Inoltre non richiede
particolari garanzie dato che la copertura assicurativa evita
di fornire ulteriori di garanzie patrimoniali. Infine nel caso
in cui dovessi aver avuto problemi di pagamenti protestati o
segnalazioni come cattivo pagatore, potrai comunque richiedere
la Cessione del Quinto: sarà la banca a valutare
l’affidabilità del soggetto richiedente, ma i trascorsi non
causano direttamente l’esclusione.
Ambiente, sanificazione e
ospitalità:    Prosegue    il
dialogo delle associazioni di
Confindustria       con    il
Parlamento.          “Servono
interventi strutturali per
ripartire       con      meno
burocrazia”

Proseguono gli incontri che le associazioni confindustriali
stanno organizzando con le forze politiche. Si è tenuto ieri
il secondo meeting sui temi di Ambiente, Sanificazione e
Ospitalità che ha coinvolto Confindustria Cisambiente, ANIP-
Confindustria e Confindustria Alberghi.
Ogni associazione ha potuto esporre alla delegazione presente
(in questa tornata i referenti del Partito Democratico) le
problematiche e le prospettive dei rispettivi settori, anche
alla luce degli ultimi provvedimenti del Governo cui le Camere
potranno adoperarsi con emendamenti migliorativi.

Lucia Leonessi, Direttore Generale di Confindustria
Cisambiente, ricorda come “il settore ambiente, ecologia ed
energie rinnovabili non si sia mai fermato garantendo
all’Italia il mantenimento degli ottimi standard raggiunti
negli ultimi anni. Oggi la reale difficoltà per la ripresa è
sciogliere i nodi creati con il Decreto “Cura Italia” del 17
marzo, emanato in piena emergenza, perché rendano possibile
mettere in moto la macchina industriale e permettano la
ripresa del Paese. Un punto su tutti l’abrogazione dell’Art.
42 comma 2 sulla responsabilità penale”.

Lorenzo Mattioli, Presidente di ANIP-Confindustria, ha
sottolineato come “il comparto dei Servizi integrati è
strategico per la ripartenza di tutti i settori, e la
sanificazione è oggi il primo pilastro della salute pubblica.
Abbiamo calcolato in due miliardi di metri quadri le superfici
da sanificare relative agli ambienti da fruire nella
ripartenza (scuole, uffici, fabbriche, aree commerciali,
alberghi, ospedali etc…) e crediamo che ad oggi il credito
d’imposta rappresenti ancora una misura insufficiente per
garantire una fase 2 più sicura per la vita sociale e per la
vita lavorativa. La sanificazione è la ripartenza del Paese,
continuiamo a ribadirlo in tutte le sedi, ma quanto messo in
campo dal governo non è ancora sufficiente”.

Dal punto di vista di Associazione Italiana Confindustria
Alberghi: “Il momento è molto difficile e la nostra speranza è
di ripartire al più presto con indicazioni chiare e precise,
indispensabili per garantire sicurezza e serenità dei nostri
ospiti. In attesa dei testi definitivi, il decreto rilancio
sembrerebbe lasciare molte problematiche insolute e non
offrire quella visibilità sui prossimi mesi che è fondamentale
per un imprenditore che deve decidere se riaprire o meno.
Stiamo aspettando conferma su un protocollo sulle misure di
sanificazione e sicurezza che abbiamo proposto ormai da
diverse settimane. Non sappiamo ancora in che modo
funzioneranno gli spostamenti all’interno delle Regioni e tra
Regione e Regione per non parlare di alcune scelte europee di
favorire determinati mercati a scapito del nostro. E poi su
tutto l’incredibile e inaccettabile indicazione del covid 19
come “incidente sul lavoro”. Un complesso di problemi che se
non troverà chiarimenti e risposte lascerà chiusa la maggior
parte delle strutture italiane”

L’obiettivo degli incontri in videoconferenza dalla sede di
Viale dell’Astronomia, è quello di portare a conoscenza delle
Istituzione la condizione dell’economia reale e del mondo
produttivo affinché le scelte del legislatore affinché le
scelte del legislatore siano quanto più possibile rispondenti
alle esigenze di impese e lavoratori.

Decreto “rilancio”: per le
famiglie che non beneficiano
di altri sussidi arriva il
Rem
Un maxi decreto con 258 articoli. Così si presenta il decreto
Rilancio in una bozza di questa notte. Le misure vanno da
salute e sicurezza, al sostegno alle imprese e all’economia,
alla tutela del risparmio e del settore creditizio.

“Abboneremo il saldo e acconto dell’Irap” di giugno, ha detto
il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri parlando delle
misure per le medie imprese che, con il decreto Rilancio
avranno anche “incentivi fiscale e misure di sostegno da parte
dello Stato alla ricapitalizzazione, un meccanismo un po’
complesso ma estremamente incisivo”. “Oggi anche per effetto
di questa discussione in corso per dare aiuto maggiore a
questa fascia di imprese abbiamo deciso di aggiungere anche
questo”, cioè la misura sull’Irap.       Per le imprese, il
ministro ha spiegato che    “ci saranno dei ristori a fondo
perduto per tutte le imprese fino a 5 mln di fatturato: si
arriverà fino a 62 mila euro possibili”, che verranno dati
alle imprese “con bonifico” da parte dell’Agenzia delle
entrate. Sulla cig “abbiamo fatto un intervento massiccio,
abbiamo stanziato a marzo risorse per coprire tutta la cig per
tutti lavoratori. Molti la stanno prendendo ma alcuni milioni
no e questo riguarda la cig in deroga” che è una procedura
regionale che prevede “una serie di passaggi e che si è
rivelata troppo lunga. Non va bene, e abbiamo chiesto all’Inps
di preparare delle norme che saranno nel decreto x accelerare
queste procedure”. “Sulla liquidità stiamo migliorando, i
numeri sono incoraggianti, ma vogliamo fare più e chiediamo un
impegno maggiore al sistema bancario”.

Cosa prevede la bozza del decreto Rilancio in lavorazione:

Niente Iva su mascherine, gel disinfettanti e su tutti i
dispositivi di protezione anti-Coronavirus nel 2020. Dal 2021
tutti questi prodotti avranno l’Iva agevolata al 5%. La norma
vale anche per ventilatori polmonari e una serie di altre
strumentazioni e dispositivi medici. Iva azzerata anche sugli
strumenti per la diagnostica, come i tamponi, e per le
attrezzature degli ospedali da campo.

Si prevede inoltre un premio fino a 1000 euro per tutti gli
operatori sanitari, medici, infermieri, tecnici, in prima
linea contro il Coronavirus.

E’ prevista la cancellazione definitiva delle clausole di
salvaguardia che prevedevano aumenti di Iva e accise a partire
dal 2021. Confermato anche il rinvio al 2021 di sugar e
plastic tax.

Per le famiglie che non beneficiano di altri sussidi arriva il
Rem, il reddito di emergenza, che sarà riconosciuto “in due
quote” tra i 400 e gli 800 euro ciascuna in base al nucleo. Il
nuovo strumento sarà gestito dall’Inps. La domanda andrà
presentata entro la fine di giugno. Previsto un limite di Isee
di 15mila euro e di patrimonio entro i 10mila euro (tetto che
può crescere fino a 25mila in base al nucleo e alla presenza
di disabili).

Un credito in favore dei nuclei familiari con un reddito ISEE
non superiore a 35.000 per le vacanze. La misura è contenuta
nell’ultima bozza, non verificata, del dl Rilancio. Il credito
è utilizzabile dal primo luglio al 31 dicembre 2020, da un
solo componente per nucleo familiare nella misura di 500 euro.
300 euro per le famiglie da 2 persone e di 150 euro per quelle
da 1 sola persona. Sarà fruibile nella misura del 90% in forma
di sconto sul corrispettivo dovuto e per il 10% in forma di
detrazione di imposta nella dichiarazione dei redditi.

Nella bozza del decreto è previsto un credito d’imposta
dell’80%, per un massimo di 80 mila euro, per le spese di
investimento necessarie per la riapertura in sicurezza delle
attività economiche. La misura riguarda gli interventi
necessari per far rispettare le prescrizioni sanitarie e le
misure di contenimento contro la diffusione del COVID-19, come
gli “interventi edilizi per il rifacimento spogliatoi, mense,
realizzazione di spazi medici, ingressi e spazi comuni”; gli
arredi di sicurezza o quelli per l’acquisto di “tecnologie per
l’attività lavorativa” e le “apparecchiature per il controllo
della temperatura dei dipendenti”.

Un credito d’imposta fino al 60% dell’affitto per le imprese
con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni, che abbiano
subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi ad
aprile 2020 di almeno il 50%. Per le strutture alberghiere
invece il credito è previsto indipendentemente dal volume di
affari registrato nel periodo d’imposta precedente. Nei giorni
scorsi i ministri Gualtieri e Patuanelli in parlamento avevano
parlato di ristoro integrale per tutte le attività.

In arrivo 150 milioni per potenziare i centri estivi e
contrastare la povertà educativa. Lo prevede la bozza del
decreto Rilancio che destina le risorse ai Comuni per
rafforzare, anche in collaborazione con istituti privati, dei
centri estivi diurni, dei servizi socioeducativi territoriali
e dei centri con funzione educativa e ricreativa, durante il
periodo estivo, per le bambine e i bambini tra i 3 e i 14
anni. Il 10% dei fondi andrà al finanziamento di progetti
mirati per contrastare la povertà educativa nel periodo
dell’emergenza.

Ci potrebbe essere anche un capitolo ‘banche’ nel decreto
Rilancio: nella nuova bozza si prevede da un lato che il Mef
possa concedere per i prossimi sei mesi garanzia dello Stato
fino al valore nominale di 15 miliardi su nuove passività
degli istituti di credito. Dall’altro si prevedono una serie
di aiuti – garanzie e misure fiscali – agli acquirenti di
piccole banche sotto i 5 miliardi di attività che dovessero
essere sottoposte, dopo l’entrata in vigore del decreto, a
liquidazione coatta amministrativa.

Vendere all’estero con l’e-
commerce: vale la pena?

Quello dell’e-commerce è un mondo in continua evoluzione e
crescita, soprattutto negli ultimi anni. Nel 2019 il valore
degli acquisti online in Italia ha raggiunto i 31,6 miliardi
di euro, +15% rispetto al 2018. In valore assoluto,
l’incremento è il più alto mai registrato (+4,1 miliardi di
€). Uno scenario che dimostra come anche in Italia l’e-
commerce sia ormai diventato un fenomeno di assoluta
rilevanza, che svolge un ruolo decisivo nella creazione e
nella promozione di modelli di interazione con consumatori
fortemente innovativi, che non restano confinati all’online ma
si estendono a tutto il retail.

Infatti, l’e-commerce è responsabile per il 65% della crescita
complessiva (online + offline) del retail: gli acquisti online
crescono del 15%, mentre i consumi complessivi sono
sostanzialmente stabili (+1,5%). Anche nel 2019 sono stati i
prodotti a trainare la crescita. Con 281 milioni di ordini e
una spesa media di 66€ circa, i prodotti hanno raggiunto un
valore di 18,1 miliardi di euro, con un incremento del 21%.
Sia i comparti storici (Informatica ed elettronica e
Abbigliamento), sia quelli emergenti (Arredamento & home
living, Food&Grocery e Beauty) hanno ottenuto risultati
positivi.

Con un +19% e un valore complessivo di 5,3 miliardi di euro,
il settore Informatica ed elettronica si conferma quello più
rilevante, seguito dall’abbigliamento (+16%, 3,3 miliardi di
euro). Invece, food&grocery e arredamento & home living sono i
comparti che crescono      più   velocemente   (+42%   e   +30%
rispettivamente).

I vantaggi dell’e-commerce sono dunque tanti. Innanzitutto su
un e-commerce si possono effettuare ordini di ogni tipo, anche
in dropshipping. Con l’e-commerce si può, ad esempio, vendere
un prodotto senza averlo in magazzino. Trova i migliori
prodotti in dropshipping per capire il funzionamento di questo
sistema di vendita.

La vendita all’estero
Uno dei migliori vantaggi nel possedere un e-commerce è quello
di raggiungere un numero illimitato di potenziali utenti. Si
può, ad esempio, vendere in Europa grazie all’e-commerce, ma
anche nel resto del mondo. Con un e-store ogni tuo potenziale
cliente può raggiungere da tutto il mondo il tuo sito web ed
acquistare in comodità ogni articolo, 24 ore su 24, 365 giorni
all’anno.

Se poi sappiamo in anticipo che il nostro prodotto o servizio
potrebbe avere una certa presa, magari in particolari nazioni
estere, l’e-commerce può sostituire l’investimento gravoso
dell’apertura di un punto vendita in quell’area. Le risorse,
in questo caso, saranno quelle dedicate, almeno inizialmente,
a rendere visibile il mio negozio online.

Non è detto che vendere in tutto il mondo possa incrementare i
guadagni, le metriche da analizzare per attivare una campagna
di advertising e farsi conoscere sono molto più complesse, ma
se sfruttate bene permettono ampi margini di guadagno. Per
esempio in UK più del 20% delle vendite avvengono online, ma
la competizione per farsi trovare è elevata. Va quindi
studiato una strategia di marketing che pianifichi gli
obiettivi e tenga conto dei costi per curare il contatto nel
tempo, anche se non dovesse acquistare con una prima campagna.
Importante è capire come porsi con il target personas.

Ammortizzatori sociali. Spera
(Ugl): Le imprese ancora
aspettano gli effetti della
promessa

“Altro che ‘potenza di fuoco’, le imprese ancora attendono gli
effetti della promessa, non hanno avuto quel sostegno
massiccio tanto sbandierato. La verità è che oltre a mancare i
fondi dei famosi 600 Euro, mancano anche per la Cig: cosa
spaventosa, a luglio le aziende pagheranno, come ogni anno,
l’anticipo fiscale 2020 basato sui guadagni 2019”.

Forte e’ il grido d’allarme lanciato da Antonio Spera,
Segretario nazionale Ugl Metalmeccanici.

Per il sindacalista, “ il Governo, ha creato un grosso
pasticcio ai danni di imprese e lavoratori: un errore di
calcolo madornale ha messo in discussione e fatto emergere,
problemi importanti che riguarderebbero la Cassa integrazione
guadagni (Cig). Per la copertura degli ammortizzatori
sociali annunciati da Conte per far fronte alla crisi
economica provocata dal nuovo coronavirus, per conti
sbagliati, mancherebbero 7 miliardi di euro. Qui si scherza
con il fuoco – dichiara Spera –, molte aziende non
riapriranno, il Governo assegna alle imprese un forte ruolo
sociale e in contemporanea, sono obbligati al pagamento di
tutti i versamenti contributivi e fiscali mensili sospesi a
causa del covid-19: nonostante le pressanti richieste dell’Ugl
Metalmeccanici, non c’è verso di avere una proroga almeno fino
a fine anno. Conte aveva puntato tutto o quasi sulle iniezioni
di liquidità ma il meccanismo burocratico infernale, unito ad
altri errori del Governo, stanno rendendo la situazione
alquanto insostenibile. Le Pmi, i lavoratori, le famiglie
vogliono risposte, ormai siamo arrivati alla fase 2, e il
mondo produttivo di molte regioni d’Italia stanno ancora
aspettando il riconoscimento della cassa integrazione. E’
vergognoso – tuona forte il sindacalista – altro che nei
giorni scorsi l’Inps aveva fatto finta di spiegare che il
problema dei ritardi non sarebbe stato da imputare
all’istituto quanto alle regioni. Per l’Ugl serve chiarezza e
verità: il problema è grande, Conte e il Ministro del Lavoro
devono risolvere il pasticcio dei conti sbagliati dei 7
miliardi di Euro mancanti che, vanno ad aggiungersi ai ritardi
che la Cig deve scontare. L’Ugl metalmeccanici ricorda –
conclude Spera – che, in conseguenza alle misure attuate dal
Governo per contenere la diffusione del virus, molte imprese
sono state costrette a chiudere e non tutte, una volta
terminata l’emergenza, saranno più in grado di ripartire
lasciandosi alle spalle un dramma occupazionale e montagne di
debiti”.
Regione   Lazio,   sostegno
all’editoria: c’è chi può e
chi non può. Ecco l’elenco
dei beneficiari

Europa Verde Albano Laziale si unisce all’appello lanciato
dall’Associazione sindacale emittenza radiofonica e televisiva
locale affinché, “in questa fase – hanno dichiarato Elena
Grandi e Angelo Bonelli – di crisi generale, si pensi anche
alle ‘voci del territorio’ che, da sempre, hanno avuto un
ruolo fondamentale in termini culturali oltre che
giornalistici: raccontando le cronache, denunciando le
storture, portando alla luce i paradossi, giorno dopo giorno.

L’informazione locale ha aiutato a formare consapevolezza,
contribuendo alla crescita dei territori, della loro classe
dirigente, dell’economia, dei cittadini.

 Pubblicato da Europa Verde Albano Laziale su Giovedì 30
 aprile 2020

Stampa ed emittenti televisive e radiofoniche locali –
proseguono Grandi e Bonelli – non sono esenti dalla profonda
crisi che sta colpendo famiglie, lavoratori e imprese. Con la
chiusura di attività ed esercizi commerciali, non sono pochi i
contratti pubblicitari sospesi o disdetti. È quindi
fondamentale che all’impegno assunto dal Governo nel Decreto
Cura Italia di stanziare risorse aggiuntive rispetto a quelle
previste attualmente dal Fondo per il pluralismo e
l’innovazione dell’informazione venga dato seguito al più
presto e in maniera urgente”.

Ebbene, la maggior parte della stampa e delle emittenti
televisive e radiofoniche locali in questo periodo di profonda
crisi economica da Covid-19 evidenziano un malessere relativo
a quella che ormai è una realtà di abbandono consolidata da
molto tempo da parte delle istituzioni.

E così, per quanto riguarda il Lazio, “pochi fortunati”
riescono ancora oggi a raccogliere qualche contributo qua e
là, mentre c’è chi ancora riesce a proseguire con le proprie
forze aspettando il minimo accenno di un segnale di
cambiamento.

281.334,76 euro dalla Regione Lazio
La Regione Lazio lo scorso dicembre 2019 è intervenuta a
sostegno dell’editoria, delle emittenti televisive e
radiofoniche locali, della distribuzione locale della stampa
quotidiana e periodica nonché delle emittenti radiotelevisive
e testate online locali approvando la cifra di 281.334,76 euro
di cui 41.334,76 euro per 4 domande a sportello idonee e
ammissibili a finanziamento e 20 domande a graduatoria idonee
e ammissibili a finanziamento per un importo complessivo pari
a 240.000,00 euro.

La Regione ha quindi approvato la
graduatoria definitiva dalla quale
risultano   finanziabili i seguenti
interventi:
Fase      2,       Terziario.
Confcommercio Trentino: “Non
è questo il modo di garantire
la ripresa al sistema Paese”

Mentre il governo Conte annuncia i primi provvedimenti per la
cosiddetta fase 2, quella di riapertura, il terziario entra in
una crisi che rischia di diventare irreversibile portando alla
morte centinaia di imprese con le conseguenze drammatiche che
ciò comporterebbe.

“Non accettiamo questa impostazione – spiega il vicepresidente
vicario di Confcommercio Trentino Massimo Piffer. Non è questo
il modo di garantire la ripresa al sistema Paese: così il
terziario viene pesantemente danneggiato e rischia di subire
un tracollo irreversibile. Si è deciso per la riapertura di
alcune tipologie di esercizi commerciali, lasciandone fuori
molti altri. Con il giusto senso di responsabilità, regole
chiare e misure di prevenzione crediamo che anche le altre
attività oggi rimandate a data di destinarsi, come il settore
della moda, le librerie, potrebbero invece ripartire subito.
Magari ci fosse l’afflusso di clienti, ma non sarà comunque
così: dobbiamo però mettere le aziende in grado di ripartire
subito, in sicurezza”.
“Stesso discorso – prosegue Piffer – anche per gli altri
settori del terziario, dalla ristorazione ai pubblici
esercizi, all’alberghiero: questo fermo ad oltranza sta
mettendo in ginocchio migliaia di imprese, e con loro gli
imprenditori ed i loro collaboratori, che significano famiglie
che rischiano di entrare in uno stato di miseria. Così non può
funzionare: dopo l’emergenza sanitaria ora rischiamo
un’emergenza economica e sociale senza precedenti”.
“Valuteremo con la provincia la sua possibilità di manovra,
per intervenire subito e concretamente. Il primo problema è la
liquidità, e nonostante protocolli e accordi il sistema
bancario sta opponendo ancora troppa resistenza ed è troppo
lento. Per chi sta garantendo gli stipendi occorre prevedere
interventi che abbattano il costo aziendale. Il tempo ormai è
agli sgoccioli e il malcontento tra gli imprenditori sta
montando in maniera veloce e massiccia: si cambi strategia e
lo si faccia in fretta”.
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