Globalizzazione ed E-commerce. Tra rischi, frodi e opportunita' - Martino Martini

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Globalizzazione ed E-commerce. Tra rischi, frodi e opportunita' - Martino Martini
Globalizzazione ed E-commerce. Tra rischi, frodi e opportunita’.

                              Maria Luigia Segnana

                        Dipartimento di Economia e Management, Unitn

           Istituto Martino Martini, Mezzolombardo, 18 gennaio, 2018.

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Globalizzazione ed E-commerce. Tra rischi, frodi e opportunita' - Martino Martini
Indice
1   La globalizzazione, le globalizzazioni. Cosa ci insegna la storia
      Le ondate delle globalizzazioni
      I timori oggi
      I timori oggi negli USA. L’ OCCUPAZIONE
      I timori oggi. GTC ovvero The Great Trade collapse.
      OGGI: Global production: beni, servizi e funzioni
      OGGI: Terminologia ed esempi
2   E-commerce
      E-commerce e la new economy
      Internet e e-commerce. I dati europei
      E-commerce e il ritardo italiano
      Il mondo, l’Italia e l’industria della contraffazione
3   Le critptovalute
      La moneta e le criptovalute
      Il bitcoin
      La crittografia
      Le blockchains
      Oggi, 4 tesi
      La bolla dei tulipani

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La globalizzazione, le globalizzazioni. Cosa ci insegna la storia

Una definizione condivisa?

Con globalizzazione ci si riferisce sia alla compressione del mondo sia all’intensificarsi
della coscienza del mondo come un tutt’ uno (Robertson, 1992). Accentuazioni
disciplinari.
    La morte della distanza (Cairncross,1997).
    L’ intensificarsi delle relazioni sociali che uniscono nel mondo luoghi distanti tra
    loro, in modo tale che cio’ che accade a livello locale sia influenzato da cio’ che
    accade a migliaia di chilometri di distanza(Giddens, 2000).
    Il villaggio globale (Marshall McLuhan, 1964).
    Integrazione dei mercati.
    Assumiamo, quest’ ultima definizione che vede la globalizzazione come un
    fenomeno fondamentalmente economico: e’ la tendenza dell’economia ad
    assumere una dimensione mondiale, anche se poi il fenomeno economico della
    crescente integrazione dei mercati dei beni, dei servizi e dei fattori produttivi
    genera implicazioni politiche, culturali e ambientali di natura locale.

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La globalizzazione, le globalizzazioni. Cosa ci insegna la storia

La storia importa

Le ondate o fasi 1, 2 e 3
    I trasporti e le comunicazioni
           1a ondata 1870-1914: macchina a vapore, reti ferroviarie, telegrafo, elettricitá.
           2a 3a ondata 1950-2000: , trasporto aereo, comunicazioni, telecomunicazioni, internet.
    I mutamenti delle politiche commerciali
           1a ondata : Esempio 1: le Corn Laws, introdotte da Importation Act 1815 vengono
           abrogate nel 1846. La loro abolizione segno’ il passaggio da un regime economico di
           tipo feudale ad uno industriale. Esempio 2: Cobden Treaty (1860), UK e Francia.
           Bilateralismo/Unilateralismo. .
           2a e 3a ondata : GATT(1947), WTO (1995): Multilateralismo (Bretton Woods e
           istituzioni multilaterali), almeno fino ai primi anni ottanta. A partire dai primi anni
           novanta Regionalismo.
    Clima politico
           1a ondata: Pax Britannica, colonialismo, gold standard.
           2 ondata: Regionalismo (EEC, EFTA, Piano Marshall.
           3a ondata: Esplosione del regionalismo (il cosiddetto regionalismo del XXI secolo)
           (Baldwin, 2011).

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La globalizzazione, le globalizzazioni. Cosa ci insegna la storia   Le ondate delle globalizzazioni

Le diverse fasi delle globalizzazioni

                                       Diversi i numeri? Diversa la qualitá?

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La globalizzazione, le globalizzazioni. Cosa ci insegna la storia   Le ondate delle globalizzazioni

I timori oggi

3 grandi timori:
  1   Percezione di aumentata diseguaglianza
  2   Effetti sul mercato del lavoro
  3   Cosa succede dopo il collasso del commercio del 2008-2009?

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La globalizzazione, le globalizzazioni. Cosa ci insegna la storia   I timori oggi

1. La percezione della globalizzazione. I risultati dell’ Eurobarometro

Visione positiva globalizzazione (migliorata rispetto ad anni precedenti) in funzione di:
      diminuisce con eta’
      aumenta con scolarita’
      diminuisce in presenza difficolta’ economiche
      aumenta con ”voice”.
MA:
      La maggioranza percepisce globalizzazione associata ad aumentata
      diseguaglianza.

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La globalizzazione, le globalizzazioni. Cosa ci insegna la storia   I timori oggi

Esempio: L’elefante di Milanovic

Crescita cumulativa del reddito reale tra il 1988 e il 2008 per i vari percentili della
distribuzione mondiale del reddito

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Fonte: Milanovic, 2012
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La globalizzazione, le globalizzazioni. Cosa ci insegna la storia   I timori oggi

L’elefante di Milanovic

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Fonte: Milanovic, 2012

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La globalizzazione, le globalizzazioni. Cosa ci insegna la storia   I timori oggi

Punto B: notevoli guadagni di reddito in termini reali da parte delle persone
collocate intorno alla mediana mondiale. Il 90 per cento di quelli situati intorno alla
mediana mondiale sono asiatici, in particolare cinesi e indiani. Questa classe
media mondiale emergente e’ composta di individui con redditi familiari pro capite
compresi fra i 5 e i 15 dollari internazionali al giorno. Occorre ricordare che la
soglia di poverta’ nazionale nei Paesi ricchi spesso e’ superiore a 15 dollari al
giorno per persona.
Punto D: L’ 1 per cento piu’ ricco a livello mondiale e’ composto nella stragrande
maggioranza da cittadini di economie avanzate: la meta’ sono americani, o, se
vogliamo metterla in altri termini, il 12 per cento degli americani si colloca nel
percentile piu’ alto della distribuzione mondiale.
Punto C: Il 70 per cento delle persone che rientrano in quella fascia e’ composto
da cittadini dei vecchi Paesi ricchi dell’ Ocse.
A usufruire del massimo incremento di ricchezza sono stati gli abitanti dei Paesi
emergenti, in primissimo luogo i cinesi; il declino delle classi medie dei Paesi
sviluppati; il boom dei guadagni per la ristrettissima e’lite globale.

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La globalizzazione, le globalizzazioni. Cosa ci insegna la storia   I timori oggi negli USA. L’ OCCUPAZIONE

2. Lo shock CINESE negli USA

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La globalizzazione, le globalizzazioni. Cosa ci insegna la storia   I timori oggi negli USA. L’ OCCUPAZIONE

2.IL DECLINO DEL MANIFATTURIERO

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L’arrivo delle esportazioni cinesi negli USA sembra coincidere con un sostanziale
declino dell’occupazione manifatturiera. Duplice ruolo delle importazioni cinesi: creano
competizione con industrie che producono beni concorrenti con effetti sul mercato del
lavoro; beneficiano i consumatori.
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La globalizzazione, le globalizzazioni. Cosa ci insegna la storia   I timori oggi negli USA. L’ OCCUPAZIONE

2. IL DECLINO DEL MANIFATTURIERO: attenzione

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Ma il declino dell’occupazione nel settore manifatturiero negli USA.... precede l’arrivo
delle merci cinesi!

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La globalizzazione, le globalizzazioni. Cosa ci insegna la storia   I timori oggi. GTC ovvero The Great Trade collapse.

3. Il collasso del 2008-2009

Il collasso del commercio nel 2008-2009 é stato piuttosto diverso da quanto successo
dopo las crisi del 1929. É stato infatti:
    improvviso
    severo
    sincronizzato
Recupero post GTC
    Oggi il commercio (dopo la crisi) sembra crescere meno.
    Il commercio cresceva in passato piu’ del PIL dei paesi (in media), 7% in passato,
    oggi 3 %.

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La globalizzazione, le globalizzazioni. Cosa ci insegna la storia   I timori oggi. GTC ovvero The Great Trade collapse.

EX: Il collasso sincronizzato

Il 90 % dei paesi OCSE subisce riduzioni di X e M maggiori del 10 %

                                     Il collasso del commercio: da 2008 Q2 a 2009 Q2

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La globalizzazione, le globalizzazioni. Cosa ci insegna la storia   OGGI: Global production: beni, servizi e funzioni

Il problema: Made in the world

Tre grandi sviluppi
    La rivoluzione ICT, le applicazioni tecnologiche e la convergenza tecnologica.
    Lo smantellamento delle barriere commerciali. Nuove barriere?
    Aumentata partecipazione alla globalizzazione: il ruolo dei paesi emergenti e in
    via di sviluppo.

Le conseguenze
    Integrazione attraverso gli scambi commerciali(beni, servizi, FDI, rimesse degli
    emigranti)
    Disintegrazione dei processi produttivi attraverso i confini (unbundling).
    Disintegrazione relativa a beni, servizi (tra cui anche distribuzione e logistica) e
    tasks.
    Made in ⇒ Made in the world.

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La globalizzazione, le globalizzazioni. Cosa ci insegna la storia   OGGI: Global production: beni, servizi e funzioni

                                               Fonte: Baldwin, 2006

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La globalizzazione, le globalizzazioni. Cosa ci insegna la storia   OGGI: Terminologia ed esempi

Made in the world. Terminologia

The slicing of the value chain, delocalization, global production sharing, global
production, unbundling, disintegration of production, fragmentation, offshoring.
Integration of trade, disintegration of production processes.
Casi:
    Boeing e outsourcing di parti e componenti.
    Apple e iphone.
    Nella UE: La nuova geografia della produzione nelle industrie intensive in lavoro.
           Footwear, clothing, electronics e software.
           In 5 paesi europei.
           Impatto sul numero dei lavoratori e sui livelli di disoccupazione.
           Qualitá dell’occupazione
           Conseguenze di lungo periodo per il benessere: locale, regionale, nazionale.

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La globalizzazione, le globalizzazioni. Cosa ci insegna la storia   OGGI: Terminologia ed esempi

Made in the world. Esempio: Apple e Iphone

   Componentistica: In quali paesi e quali aziende producono la componentistica
   dell’ Iphone? CFR. Figura che segue
   Assemblaggio: Dove ha luogo? Foxconn (Hon Hai Precision Industry Co. Ltd.)
   and Pegatron, Taiwan.
   Come viene ripartito il valore aggiunto tra gli assemblatori da un lato e coloro che
   mantengono le prime e le ultime fasi della catena del valore dell’Iphone? CFR.: La
   SMILING curve che segue.

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La globalizzazione, le globalizzazioni. Cosa ci insegna la storia   OGGI: Terminologia ed esempi

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La globalizzazione, le globalizzazioni. Cosa ci insegna la storia   OGGI: Terminologia ed esempi

Smile curve

Fonte: Mudambi, 2008

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La globalizzazione, le globalizzazioni. Cosa ci insegna la storia   OGGI: Terminologia ed esempi

Made in the world. Esempio: Il progetto del Boeing 707

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La globalizzazione, le globalizzazioni. Cosa ci insegna la storia   OGGI: Terminologia ed esempi

Conclusioni parziali

    Una analisi storica della globalizzazione cercando di capire cosa c’ é di nuovo
    oggi.
    Integration though trade, disintegration of production processes.
    Tecnologia, convergenza, scambi.
    How to produce? Make or buy. Il problema dei confini dell’impresa.
    Where to produce? F versus H ovvero nel proprio paese (H) o all’estero (F)?
    Le catene globali del valore (dette anche GVC, Global value chains).

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La globalizzazione, le globalizzazioni. Cosa ci insegna la storia   OGGI: Terminologia ed esempi

Indice
1   La globalizzazione, le globalizzazioni. Cosa ci insegna la storia
      Le ondate delle globalizzazioni
      I timori oggi
      I timori oggi negli USA. L’ OCCUPAZIONE
      I timori oggi. GTC ovvero The Great Trade collapse.
      OGGI: Global production: beni, servizi e funzioni
      OGGI: Terminologia ed esempi
2   E-commerce
      E-commerce e la new economy
      Internet e e-commerce. I dati europei
      E-commerce e il ritardo italiano
      Il mondo, l’Italia e l’industria della contraffazione
3   Le critptovalute
      La moneta e le criptovalute
      Il bitcoin
      La crittografia
      Le blockchains
      Oggi, 4 tesi
      La bolla dei tulipani

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E-commerce     E-commerce e la new economy

Il commercio elettronico e la NEW ECONOMY

   Dalla nuova economia alla economia digitale.
   Inizio anni novanta: Identificare ICT e loro effetto di rete
   OGGI: Next Production Revolution (Industry 4.0): La Nuova Rivoluzione
   Industriale avverrá attraverso l’ utilizzo delle tecnologie che spaziano da un’ampia
   gamma di sistemi digitali (stampa 3D, Internet of Things, robotica avanzata, ecc.),
   a nuovi materiali (bio o nano) e processi (produzione guidata dai dati, intelligenza
   artificiale, biologia di sintesi).
   NPR fa riferimento alle implicazioni economiche e strategiche di una variegata
   serie di tecnologie che verosimilmente trasformeranno i processi produttivi nel
   breve periodo (fino al 2030 circa). Tali tecnologie incideranno notevolmente sulla
   produzione e avranno conseguenze di vasta portata sulla produttivitá,
   l’occupazione, le competenze, la distribuzione del reddito, il commercio, il
   benessere e l’ambiente.

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E-commerce     E-commerce e la new economy

Il commercio elettronico

E-commerce: transazioni e scambio di beni e servizi effettuati mediante l’ impiego della
tecnologia delle telecomunicazioni e dell’ informatica (Internet, Intranet, personal
computer, televisione digitale ecc.). Non esiste definizione univoca per le diverse
organizzazioni internazionali per cui le statistiche fanno spesso riferimento a
transazioni di natura diversa.
I mercati relativi all’ e-commerce sono generalmente classificati in tre categorie che, a
loro volta, possono includere sottocategorie specifiche:
    B2B (Business to Business, fra imprese)
    B2C (Business to Consumer, fra imprese e consumatori)
    C2C (Consumer to Consumer, fra consumatori).
Si possono identificare varie sottocategorie

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E-commerce     E-commerce e la new economy

Visualizzazione

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E-commerce     Internet e e-commerce. I dati europei

Il commercio elettronico nella Unione Europea

Eurostat
    E commerce. Per paese
    E commerce. Individui
    E commerce. Imprese
    Social media utilizzati dalle imprese (da indagare)
    Accessi a Internet. Famiglie, individui e il digital divide(da indagare)

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E-commerce     Internet e e-commerce. I dati europei

E-commerce e gli individui nella UE.

   Il 68 % degli utilizzatori UE di Internet ha fatto acquisti on line nel 2017.
   E-shopping cresce con una maggiore incidenza tra gli utilizzatori giovani di
   Internet.
   Gli acquisti piú popolari: abbigliamento, attrezzatura e scarpe sportive.
   Il 69 % degli e-buyers non segnalano problemi negli acquisti on line.
   Il 33 % di chi acquista on line ha comprato o ordinato beni da altri paesi UE.
   8 su 10 acquistano dall’estero beni fisici.

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E-commerce     Internet e e-commerce. I dati europei

Imprese e Internet nella UE.

   La presenza delle imprese su internet: il 92 per cento delle imprese europee con
   almeno 10 dipendenti sono connesse.
   Lo usano in termini di website or homepage.
   Piú del 77% delle imprese attribuisce importanza alla loro visibilitá on line.
   Quale format? Automated processing (EDI-type sales) utilizzando Electronic Data
   Interchange or Extensible Markup Language oppure via web sales o apps??
   Differenze significative tra paesi.
   Il 45 % delle imprese fanno uso di social media con 15 punti % di aumento tra il
   2013 e il 2016. Social media: internet-based applications, social networks, blogs,
   multimedia content-sharing sites oppure wikis. Importanti differenze tra i vari stati
   membri.
   L’ uso del cloud computing é in crescita ma caratterizza soprattutto le grandi
   imprese

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E-commerce     Internet e e-commerce. I dati europei

Imprese e E-commerce nella UE.

   La proporzione di imprese nella EU-28 che fa e-sales ha raggiunto il 20 % nel
   2015
   La quota di fatturato da e-sales é intorno al 18 % nel 2016 con ampia variazione
   tra paesi.
   Web sales nella media europea avvengono principalmente attraverso il proprio
   sito.Infatti la quota di fatturato da web sales attuate con il proprio website Ãĺ
   maggiore della quota via marketplace (Amazon)
   Imprese che fanno e-commerce:
        42 % di grandi imprese fa e-sales nel 2015. L’ incidenza delle e-sales diminuisce al
        diminuire
        della dimensione delle imprese
        28 % per le imprese medie
        18 % per le imprese piccole

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E-commerce     E-commerce e il ritardo italiano

Il caso italiano. I risultati dell’ OCSE: Digital Economy Outlook, 2017

Il rapporto OCSE segnala il ritardo italiano.
    Il ritardo italiano riguarda soprattutto gli investimenti, cosí come l’accesso e l’uso
    delle tecnologie piú avanzate, sia da parte delle imprese che della popolazione.
    In base ai dati Ocse, le imprese italiane dedicano alla spesa su ricerca e sviluppo
    solo lo 0,76 % del Pil, contro il 2 % delle concorrenti tedesche e il 3,6% delle
    aziende di Israele, che guidano la graduatoria davanti a Corea e Giappone.
    Inoltre, le imprese italiane dedicano solamente il 14 % della spesa totale alle
    tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT), contro il 75% della Cina
    Taipei, il 53% della Corea, il 45% di Israele e il 35% degli Usa.
    Solo 7 aziende su 10 hanno un sito web. Solo il 71 % delle imprese italiane nel
    2016 aveva una home-page (il 69 % nel caso delle piccole aziende) contro la
    media Ocse del 77% e contro valori attorno o superiori al 90% degli altri paesi
    occidentali (Finlandia 95% e Germania 89%).
    In Italia le e-sales prevalenti sono via marketplace (tipo Amazon); questa é una
    differenza importante rispetto ai risultati medi europei.

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E-commerce     E-commerce e il ritardo italiano

Il caso italiano. I risultati dell’ OCSE: Digital Economy Outlook, 2017

    Si naviga poco. Tra le nazioni industrializzate, l’Italia permane nelle zone basse
    della classifica Ocse anche nell’ utilizzo di internet: naviga in rete meno del 69 %
    della popolazione, contro la media dell’84 %, con percentuali inferiori agli altri
    paesi anche tra i piú giovani (il 90 % tra i 16-24enni contro il 96,5 % Ocse) e un
    divario ancor piú evidente nella fascia d’etá piú avanzata (42% tra i 55-74enni
    contro il 63% Ocse).
    Uso del web per fare shopping: nel 2016 solo un italiano su tre si é avvalso di
    Internet per acquisti online contro la media Ocse del 52% e, ad esempio, l’83%
    britannico.

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E-commerce     E-commerce e il ritardo italiano

Conclusioni parziali

    Internet e E-commerce. Ampi margini non sfruttati.
    Ragionevole sfruttamento delle potenzialité solo in grandi imprese.
    L’Italia come sistema di piccole imprese che non ne sfrutta le potenzialitá.
    Soprattutto nell’e-business.

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E-commerce     Il mondo, l’Italia e l’industria della contraffazione

Geografia del crimine organizzato internazionale. Dati al 2010

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E-commerce     Il mondo, l’Italia e l’industria della contraffazione

Il mondo e l’industria della contraffazione
Dal 7% al 9% é la valutazione della quota di vendite di merci contraffatte sull’ intero
commercio mondiale.
    RILEVANZA: Tenendo conto anche di quelli prodotti e consumati all’interno della
    stessa area doganale (ad esempio UE, NAFTA, ecc.) il totale potrebbe
    raddoppiare o piú. Si passa dal 5 % dell’ industria degli orologi, al 6%
    dell’industria farmaceutica (con incidenze pressoché nulle nei paesi occidentali e
    superiori al 50% in quelli invia di sviluppo), al 10% della profumeria, al 20% di
    tessile, moda e abbigliamento, al 25% dell’ audiovideo, al 35% del software.
    RISPETTO AL PASSATO 1.850 % circa é la stima dell’incremento mondiale della
    contraffazione dei prodotti negli ultimi anni (1994/2011). 270.000 é la stima dei
    posti di lavoro persi negli ultimi 10 anni a livello mondiale, a causa della
    contraffazione, di cui 125.000 circa nella sola UE.
    LA PROVENIENZA E IL CONSUMO DEI FALSI: Piú del 50 % della produzione
    mondiale di contraffazioni proviene dal Sud-Est asiatico. La destinazione ´’ per il 60
    % l’ Unione Europea, per il 40% il resto del mondo).
    La Cina é di gran lunga al primo posto, seguita da Corea, Taiwan e altri paesi dell’
    area. Il 35 % circa della produzione mondiale di contraffazioni proviene dal bacino
    mediterraneo, con destinazione l’ Unione Europea, gli Stati Uniti, l’Africa, l’Est
    Europeo. I paesi leader sono Italia, la Spagna, la Turchia, il Marocco.
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E-commerce     Il mondo, l’Italia e l’industria della contraffazione

Il mondo e l’industria della contraffazione

    I DUE BACINI (cinese e mediterraneo): tra questi due bacini, un tempo separati, vi
    e’ ormai una completa interconnessione Sempre piu’ spesso componenti falsificati
    di origine cinese entrano nella UE scegliendo i varchi doganali piu’ deboli.
    I beni vengono quindi assemblati e spesso dotati di marchi contraffatti in diversi
    paesi dell’ Unione, tra cui purtroppo primeggia l’Italia, che oltretutto e’ anche prima
    in Europa come consumatore di beni contraffatti.

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E-commerce     Il mondo, l’Italia e l’industria della contraffazione

L’Italia e l’industria della contraffazione

    Il FENOMENO IN ITALIA 3,7/7,5 mld di euro é il giro d’affari stimato dei produttori
    di falsi in Italia, al 2011. Di questi, oltre il 60 % si riferisce a prodotti d’
    abbigliamento e di moda (tessile, pelletteria, calzature), il resto a orologeria, beni
    di consumo, componentistica, audiovisivo, software, importati completi (anche da
    altri paesi UE dove sono arrivati dall’ Estremo Oriente) o perfezionati in Italia.
    Analogo il consumo apparente (consumo apparente = beni contraffatti prodotti -
    beni contraffatti esportati + beni contraffatti importati). Secondo un’ altra stima,
    piu’ prudente e basata sulla proiezione a partire dai sequestri operati dalle Forze
    dell’ Ordine, la cifra sarebbe ridimensionabile a 1,5 miliardi di euro.
    L’industria della contraffazione - sia come fabbricazione di prodotto contraffatto, sia
    come ricondizionamento/completamento di prodotto proveniente dall’ estero - é
    diffusa in tutto il territorio nazionale, con punte particolarmente elevate in
    Campania (abbigliamento, componentistica, beni di largo consumo), Toscana,
    Lazio e Marche (pelletteria), Nord Ovest e Nord Est (componentistica e
    orologeria).

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E-commerce     Il mondo, l’Italia e l’industria della contraffazione

L’emergenza web

   Negli ultimi anni l’uso di Internet a fini commerciali, ha avuto una crescita
   esponenziale.
   Gli stessi tratti del web che favoriscono il commercio legittimo, finiscono per
   essere preziosi anche alla filiera della contraffazione.
   I tratti maggiormente responsabili del suo uso distorto sono l’ anonimitá dell’offerta
   o la facile simulazione della l’autenticitá cosí come la possibilitá di scegliere tra un’
   amplissima tipologia di punti vendita virtuali, la sicurezza delle transazioni sia sul
   lato economico, sia su quello distributivo-logistico.
   Le maglie della rete sono, di solito, sufficientemente larghe da lasciar passare le
   piccole spedizioni che interessano i consumatori finali. Segnano un +55% i
   sequestri di spedizioni postali.
   Nate oltre 10 anni fa in uno scenario completamente diverso, le norme in vigore
   nell’Unione Europea non hanno né’ considerato di particolare gravitá né previsto il
   particolare rilievo che avrebbe potuto assumere l’incremento della contraffazione
   (che ex post é invece risultato esponenziale). Per molti marchi particolarmente
   famosi nel lusso, l’incidenza dei siti contraffattivi puó anche avvicinarsi all’ 80%.

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E-commerce     Il mondo, l’Italia e l’industria della contraffazione

Conclusioni parziali

    E se cambiassimo prospettiva?
    Ovvero invece che occuparci un po’ troppo di contraffazione ci occupassimo di
    sfruttare al meglio le potenzialitá offerte dalle nuove tecnologie informatiche?
    INNOVANDO I MODELLI DI BUSINESS (soprattutto nelle piccole imprese).

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E-commerce     Il mondo, l’Italia e l’industria della contraffazione

Indice
1   La globalizzazione, le globalizzazioni. Cosa ci insegna la storia
      Le ondate delle globalizzazioni
      I timori oggi
      I timori oggi negli USA. L’ OCCUPAZIONE
      I timori oggi. GTC ovvero The Great Trade collapse.
      OGGI: Global production: beni, servizi e funzioni
      OGGI: Terminologia ed esempi
2   E-commerce
      E-commerce e la new economy
      Internet e e-commerce. I dati europei
      E-commerce e il ritardo italiano
      Il mondo, l’Italia e l’industria della contraffazione
3   Le critptovalute
      La moneta e le criptovalute
      Il bitcoin
      La crittografia
      Le blockchains
      Oggi, 4 tesi
      La bolla dei tulipani

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Le critptovalute   La moneta e le criptovalute

La moneta e le criptovalute: la moneta e le sue tre funzioni

    Unitá di conto
    Mezzo di scambio. L’ aspettativa/fiducia é una condizione essenziale affinché la
    moneta possa utilizzarsi quale mezzo di scambio. Nel caso della moneta-merce
    fiducia intrinseca a causa metallo inciorporato. Nel caso della valuta cartacea, non
    ci sono caratteristiche intrinseche su cui basarsi e quindi é rilevante l’ attivitá di un’
    autoritá pubblica che consente all’ oggetto di mantenere (piú o meno) inalterato il
    potere di scambio. Quando l’autoritá viene meno a questo compito
    l’aspettativa/fiducia si riduce o scompare. Si aggiunge poi la funzione di mezzo di
    pagamento che si sovrappone a quella di mezzo di scambio. La funzione di mezzo
    di scambio rende interscambiabili gli oggetti. La funzione di mezzo di pagamento
    consente ad esempio alla moneta di estinguere il debito che é stato contratto.
    Questa funzione attribuisce alla moneta un potere liberatorio (sgravarsi dell’ onere
    del debito). Essa richiede la presenza di una struttura socio-economica-giuridica
    che riconosca il potere liberatorio alla moneta stessa.
    Riserva di valore. La moneta conserva il suo valore nel tempo e in forza di questo
    motivo, di essere tenuta per un uso futuro senza il pericolo di deteriorarsi.

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Le critptovalute   La moneta e le criptovalute

La moneta e le criptovalute: la moneta e le sue tre funzioni

    Le monete cartacee oggi usate (totalmente svincolate dalle quantitá di metalli
    preziosi) hanno valore in quanto mezzo di pagamento stabile riconosciuto nell’
    economia di un certo paese.
    La stabilitá e’ garantita dal controllo sull’ emissione da parte delle banche centrali
    (la crescita dell’ offerta di moneta deve essere infatti in linea con la crescita dell’
    economia, altrimenti eventuali eccessi si riproducono nel lungo periodo come
    inflazione).
    Il riconoscimento come mezzo di pagamento é garantito dalla legge.
    Il potere d’ acquisto stabile e giuridicamente riconosciuto della moneta é rilevante
    solo in quanto puó essere rivolto a beni e a prodotti finanziari che sono prodotti e
    offerti dal paese in cui circola quella moneta.

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Le critptovalute   La moneta e le criptovalute

La moneta e le criptovalute

   Criptovalute: piu’ di 1300, ognuna con la sua blockchain, che utilizza crittografia
   informatica.
   (+) SICUREZZA (crittografia).
   (+) Il sogno dei cyberpunk: sistemi di pagamento elettronico, decentralizzato
   come parte di un percorso di cambiamento sociale e politico.
   (−) Emissioni di criptovalute su progetti poco trasparenti.
   (−) ANONIMATO Nascondersi dietro pseudonimi (deep web, armi e droga).
   (−) Furto e Hackeraggio,

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Le critptovalute   Il bitcoin

Il caso Bitcoin. Un confronto con le funzioni della moneta cartacea

Tecnicamente é una critpovaluta; Valuta digitale: é fatta solo di bit; valuta garantita
dalla crittografia garantita da chiave private e chiave pubblica.
    NON é unitá di conto
    É mezzo di scambio
    É difficile immaginare un sistema socio-economico-giuridico che attribuisca al
    Bitcoin il potere liberatorio dal debito. Quindi é difficile pensarla come un mezzo di
    pagamento.
    Difficile attribuire alla criptovaluta la funzione di riserva di valore. Questa funzione
    potrebbe essere ricondotta alla capacitá che la moneta mantenga nominalmente
    la sua identitá nel tempo. Tuttavia la volatilitá impedisce al Bitcoin di essere
    riserva di valore. É rigida la sua offerta nel medio-lungo periodo il che rende il
    Bitcoin molto sensibile alla domanda. Il che non lo fa considerare una riserva di
    valore. Perlomeno non efficiente.
    Allo stato attuale il Bitcoin non é definibile come una moneta; piuttosto é un mezzo
    di scambio. Nel futuro le cose potrebbero cambiare.

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Le critptovalute   Il bitcoin

Il caso Bitcoin.

    Peculiaritá: una moneta senza autoritaá di emissione e senza una economia
    dietro.
    Algoritmo di Nakamoto (2008). I bitcoin emessi nei prossimi 130 anni saranno 21
    milioni (quantitá max. ovvero offerta rigida).
    Nata come criptovaluta non ha avuto un grande successo come mezzo di scambio
    (macchinoso, lento e costoso).
    Ma la sua performance: Valore moltiplicato per 20 volte in un anno. 60/70 volte
    negli ultimi 3 anni.
    Nemmeno i tulipani sono cresciuti cosí!.
    CRITTOGRAFIA e BLOCKCHAIN (questa considerata da qualcuno il vero valore
    della criptovaluta.....)

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Le critptovalute   La crittografia

La crittografia asimmetrica

    La vera novitá é l’invenzione di una tecnica crittografica asimmetrica (avvenuta
    ormai nel secolo scorso)che utilizza chiavi diverse per cifrare e per decifrare un
    messaggio, facilitando incredibilmente il compito di distribuzione delle chiavi.
    Infatti in questo caso non é necessario nascondere le chiavi o le password: c’ é
    una chiave per crittografare (che chiunque puó vedere) e una per decifrare, che
    conosce solo il destinatario senza necessitá quindi di riceverla (scambiarla) dal
    mittente.
    Le applicazioni della crittografia moderna sono diffuse nell’ambito informatico e
    delle telecomunicazioni in tutti i casi in cui é richiesta confidenzialitá dei dat.
    Esempi: messaggi e file presenti su supporti di memorizzazione, nelle
    comunicazioni wireless (Wi-Fi e reti cellulari) per garantire la confidenzialitá(ad es.
    WEP e WPA), nella Rete Internet per oscurare la comunicazione dati in transito tra
    client e server (protocolli SSH, SSL/TSL, HTTPS, IPsec), nelle transazioni
    finanziarie-bancarie (home banking), nella pay per view per impedire la visione di
    contenuti audiovisivi a pagamento ai non abbonati ecc...

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Le critptovalute   Le blockchains

Le blockchains

   Blockchains: un sistema decentralizzato che elimina intermediari centrali a favore
   del peer-to-peer, quindi una sorta di database decentralizzato che archivia asset e
   transazioni su una rete di tipo peer-to-peer.
   La Blockchain usa la tecnologia per la creazione e gestione di un grande database
   distribuito per la gestione di transazioni condivisibili tra piú nodi di una rete. Si
   tratta di un database strutturato in Blocchi (contenenti piu’ transazioni) che sono
   tra loro collegati in rete in modo che ogni transazione avviata sulla rete debba
   essere validata dalla rete stessa nell’ analisi di ciascun singolo blocco. (Non
   replicabilitá).
   La Blockchain risulta cosí costituita da una catena di blocchi che contengono
   ciascuno piú transazioni.
   Costituisce l’ evoluzione del concetto di Ledger (Libro Mastro). La Blockchain
   come database per transazioni crittografate del tipo ’decentralized Ledger’

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Le critptovalute   Le blockchains

Le blockchains

   Si tratta di qualcosa di simile ad un Registro pubblico per la gestione di dati
   correlati alle transazioni presenti nei blocchi e gestite tramite crittografia dai
   partecipanti alla rete che verificano, approvano e successivamente registrano tutti
   i blocchi con tutti i dati di ciascuna transazione su tutti i nodi. La stessa
   informazione é presente su tutti i nodi e diventa immodificabile se non attraverso
   una operazione che richiede la approvazione della maggioranza dei nodi della rete
   e che in ogni caso non modifica lo storia di quella stessa informazione.
   La Blockchain costituisce una sorta di protocollo di comunicazione, per certi versi
   un nuovo paradigma per la gestione delle informazioni che permette di garantire la
   reale immutabilitá dei dati perché in grado di garantire e certificare la storia
   completa di tutti i dati e di tutte le operazioni collegate a ciascuna transazione.
   Libro Mastro decentralizzato, aperto a tutti, sicuro e immutabile nel tempo,
   posseduto da tutti gli utenti.

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Le critptovalute   Le blockchains

Come funziona una blockchain: dalla transazione alla blockchain

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Le critptovalute   Le blockchains

Come funziona una blockchain: Paolo e Anna

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Le critptovalute   Le blockchains

Come funziona una blockchain: Paolo e Anna

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Le critptovalute   Oggi, 4 tesi

Successo improvviso bitcoin, non tanto come mezzo di scambio, ma come strumento
di investimento.
      4 tesi:
         Ad uso investimento. Una sorta di legittimazione (Novembre 2013) come legittimo
         servizio finanziario(?) durante la discussione del caso Ulbricht. Discussione su Silk
         Road chiusa da FBI. Su Silk Road venivano venduti illegalmente farmaci, narcotici,
         armi, documenti falsi. Ross Ulbricht (Silk Road) Ãĺ stato condannato all’ ergastolo negli
         Stati Uniti per traffico di droga, pirateria informatica e riciclaggio di denaro sporco.
         Mezzo di esportazione di capitali? Corea del Sud e Cina.
         Come bene rifugio, ovvero oro digitale: bitcoin come criptomoneta di riserva del
         mondo? Gli scambi in bitcoin oggi sono circa 1% mercato monetario globale.
         Mercato delle ICO (initial coin offering) ovvero come strumento per raccogliere fondi in
         poco tempo, evitando circuiti bancari su progetti innovativi ma spezzo poco chiari. Un
         esempio: Filecoin, progetto che utilizza la blockchain per creare uno spazio cloud
         distribuito mettendo insieme la potenza di calcolo inutilizzata dei computer di singoli.
         Bitcoin potrebbe rappresentare la moneta di riserva delle ICO
         Bitcoin ha tutte le caratteristiche che la condurranno a diventare una bolla speculativa.
    Al margine: Si ricordi che una operazione su bitcoin richiede una quantita’ di
    energia elettrica (rete di computer) pari al consumo quotidiano di 9 abitazioni.

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Le critptovalute   La bolla dei tulipani

La storia (la bolla) dei tulipani

    La bolla dei tulipani. Paesi Bassi 1937
    La mania per i tulipani, che portó alla bolla e poi al suo scoppio, si innescó
    partendo dalla considerazione che i bulbi erano un investimento solido perché
    erano un concentrato di fiori futuri.
    Quello che oggi si puó definire un vero e proprio future sui bulbi di tulipano, una
    vera e propria scommessa sul loro valore futuro. Gli acquirenti pagavano subito un
    acconto del prezzo finale e poi davano il saldo alla consegna dei bulbi fioriti. I
    prezzi iniziarono a salire a dismisura.
    É in questo contesto che entró in gioco la speculazione: in molti, infatti,
    acquistavano i bulbi con consegna futura solo per far lievitare i prezzi. A quel
    punto, attraverso la vendita, ottenevano guadagni basati sull’incremento indotto
    dei prezzi stessi. Poi l’inversione di marcia.
    La bolla dei tulipani culminó nella famosa asta di Alkmaar del febbraio 1637, in cui
    centinaia di lotti di bulbi furono venduti per un ammontare monetario di 90.000
    fiorini (l’equivalente di circa 5 milioni di euro), ossia ciascun bulbo venne venduto
    al prezzo medio pari al reddito di oltre un anno e mezzo di un muratore dell’epoca.
    Nei giorni immediatamente successivi, la febbre dei tulipani si tramutó
    all’improvviso in panico con vendite incontrollate.
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Le critptovalute   La bolla dei tulipani

Cosa é una bolla, come nasce. Esempi di bolle

   Il professor Robert Shiller ha vinto il premio Nober per il suo lavoro sulle bolle.
   Cosa é una bolla speculativa? La bolla speculativa é una particolare fase di
   mercato caratterizzata da un aumento considerevole e ingiustificato dei prezzi di
   uno o piú beni, dovuto ad una crescita della domanda improvvisa e spesso limitata
   nel tempo.
   Come nasce? L’eccesso di domanda che spinge verso l’alto in poco tempo il
   valore di un bene, di un servizio, di una impresa o piú semplicemente di un titolo
   che rappresenta un qualche diritto sugli stessi, si riconduce all’irrazionale (o
   razionale) euforia di soggetti economici convinti che una nuova industria, un nuovo
   prodotto, una nuova tecnologia potranno offrire cospicui guadagni e registrare una
   crescita senza precedenti. Scatta, pertanto, la corsa all’acquisto del diritto, nella
   speranza di rivendere lo stesso ad un prezzo superiore. La corsa all’acquisto
   provoca un aumento del prezzo che conferma, secondo molti, la bontÃă della
   precedente previsione di un futuro aumento del prezzo del diritto. Questo stimola
   ulteriormente gli acquisti e quindi fa aumentare ancora una volta il prezzo.

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Le critptovalute   La bolla dei tulipani

Cosa é una bolla, come nasce. Esempi di bolle

   La profezia in altri termini si autoavvera inducendo nuovi soggetti economici ad
   acquistare i medesimi titoli. Tra questi, man mano che i valori crescono, si
   annoverano sempre piú soggetti solitamente restii ad acquistare strumenti
   finanziari dal rischio elevato.Quando il valore dei titoli scende repentinamente e si
   assiste a un cambiamento radicale delle prospettive economiche retrostanti, si
   parla di scoppio della bolla speculativa.
   L’eccesso di acquisto di un diritto (su un bene o su un titolo) ad un certo punto si
   arresta. Per diverse ragioni: é difficile trovare nuovi investitori disposti ad
   acquistare ulteriori diritti ad un prezzo che nel frattempo é diventato elevato; chi ha
   comperato diritti in precedenza é spinto a vendere i titoli per monetizzare il
   guadagno; le ottimistiche prospettive di guadagno precedentemente formulate
   possono essere riviste e ridimensionate.
   Alla fase di crescita dei valori segue dunque una fase opposta, durante la quale si
   assiste ad un calo considerevole delle quotazioni. All’ eccesso di vendite
   contribuiscono la consapevolezza che, di fronte a prospettive economiche meno
   ottimistiche, i valori dei titoli trattati sono destinati a calare, e la volontá di molti
   possessori di titoli di cederli prima che si verifichino ulteriori diminuzioni del loro
   valore. Molti gli esempi.
        Bolla immobiliare irlandese, esplode a fine 2008.
        Bolla dot.com, tra il 1997 e il 2000.
        Bolla mutui subprime.
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Le quotazioni dei tulipani
Le critptovalute   La bolla dei tulipani

La storia dei tulipani o dei bitcoin ?

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Bitstamp

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Conclusioni sui bitcoin

    Scarsa chiarezza.
    Novitá: tecnologia delle blockchains
    Potenzialitá applicative delle blockchains: operazioni di back-office delle banche;
    garanzia di tracciabilitá agri-business; applicabili a scambi di energia tra paesi.
    Internet del futuro?
    Pericolositá: volatilitá, garanzie, hackeraggio, furto, fallimento. Alto potenziale per
    aggirare le leggi fiscali, ma funzione sociale ? Natura speculativa.
    Robert Shiller sul Bitcoin:an amazing example of a bubble.

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Le critptovalute   La bolla dei tulipani

Qualche lettura, rapporto o sito istituzionale.

    Richard E. Baldwin, Philippe Martin(1999), Two Waves of Globalisation:
    Superficial Similarities, Fundamental Differences
    Richard E. Baldwin (2006), The Great Unbundling.
    OCSE (2016)Trade in Counterfeit and Pirated Goods. Mapping the Economic
    Impact.
    OCSE (2016) The Next Production Revolution
    Siti EU, Eurostat e European Ecommerce Report 2017.
    WTO’s, Made in the World Initiative
    WTO(2017) World Trade Report 2017. Trade, technology and jobs

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Le critptovalute   La bolla dei tulipani

GRAZIE per il vs. invito e la vs. attenzione e .......alcune osservazioni finali.....
     Il programma con cui sono state fatte queste diapositive ha qualche problema con
     apostrofi e accenti.....Me ne scuso ma per favore non confondiamoli quando
     scriviamo in italiano.
     Fonti dei dati e siti di riferimento potrebbero essere incompleti, cosi come qualche
     notazione. Nel caso scrivete a: marialuigia.segnana@unitn.it

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