DI SUINI ALLEVAMENTI Problematiche e soluzioni relative al benessere animale - Essere Animali
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ALLEVAMENTI
DI SUINI
IN ITALIA
Problematiche e soluzioni relative
al benessere animale
Problematiche e soluzioni relative al benessere animale 1Essere Animali Onlus
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2 Allevamenti di suini in ItaliaIndice
Introduzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5
Produzione e consumo della carne di maiale in Italia . . . . . 6
Il maiale: un animale intelligente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8
Gli allevamenti di suini in Italia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10
Le gabbie di gestazione e le gabbie parto . . . . . . . . . . . . . 12
La mutilazione della coda . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18
La castrazione chirurgica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 21
La troncatura dei denti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 25
Il parere degli esperti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 26
Cambiare si può: le nostre richieste . . . . . . . . . . . . . . . . . . 27
Un impegno chiesto dai consumatori . . . . . . . . . . . . . . . . . 28
Alcuni esempi virtuosi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 29
Bibliografia e fonti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 30
Problematiche e soluzioni relative al benessere animale 34 Allevamenti di suini in Italia
Introduzione
Migliorare le condizioni degli animali da allevamento sarà la nuova sfida del prossimo
decennio. Negli ultimi anni, i cittadini italiani ed europei hanno manifestano un crescente
interesse nei confronti del tema del benessere animale e di metodi di allevamento più
rispettosi dell’etologia e della salute degli animali.
A dispetto di questa crescente sensibilità, gli allevamenti italiani di suini sono ancora
oggi caratterizzati dall’utilizzo di pratiche che causano gravi sofferenze fisiche e psicolo-
giche agli animali, confermate da una densa bibliografia scientifica.
Tali problematiche sono state documentate dall’associazione Essere Animali in una lunga
indagine realizzata in diversi allevamenti, assunti come campione, ma sono la conse-
guenza di prassi sistematiche adottate dalla quasi totalità delle aziende suinicole italiane.
Le procedure analizzate nel report sono l’utilizzo delle gabbie di gestazione e delle
gabbie parto per le scrofe e le mutilazioni a cui sono sottoposti i suinetti, ossia il ta-
glio della coda, la castrazione chirurgica per i maschi e, talvolta, la troncatura dei denti.
Molteplici controlli e audit istituzionali hanno difatti evidenziato che negli allevamenti
italiani, dove i suini sono destinati alla produzione di prodotti simbolo dell’eccellenza ali-
mentare del nostro paese nel mondo, sono tuttora in vigore pratiche illegali nell’Unione
Europea da oltre 20 anni o, quando non vietate, già superate non solo da altri paesi, ma
anche da realtà dell’industria alimentare più attente al benessere animale.
L’obiettivo di questo report non si limita all’analisi delle problematiche attuali negli alle-
vamenti di suini in Italia e dei metodi alternativi a disposizione per apportare dei miglio-
ramenti all’industria, ma prende anche in esame il ruolo delle istituzioni, sia comunitarie
che nazionali.
Difatti, se il Trattato di Lisbona all’art. 13 prevede il riconoscimento degli animali come
esseri senzienti, l’assenza di conformità alle direttive comunitarie da parte delle aziende
suinicole italiane dimostra come sia necessario riportare la tutela del benessere animale
al centro delle policy di allevamento.
Ne consegue che la grande distribuzione organizzata in Italia può ricoprire l’importante
ruolo vacante di mediatore tra le istanze dei consumatori e le esigenze dell’industria sui-
nicola, impegnandosi a vincolare gli allevamenti fornitori al rispetto di policy che garanti-
scano la tutela del benessere animale.
Problematiche e soluzioni relative al benessere animale 5Produzione e consumo della carne di maiale in Italia
In Italia nel 2017 sono stati macellati oltre 11,3 Il numero di suini allevati in Italia risulta leg-
milioni di suini1. Il 99% è allevato in modo germente in calo rispetto al passato e, come
intensivo, con una presenza costante di 8,7 in altri paesi, si è assistito ad un fenomeno di
milioni di suini e 525 mila scrofe2, a fronte dei concentrazione che ha visto una riduzione del
soli 56 mila suini censiti negli allevamenti bio- numero di allevamenti ma una considerevole
logici3. crescita del numero di animali per struttura5.
Circa l’80% delle aziende suinicole è situata
Il 70% appartiene alla categoria del “suino in una zona di pochi chilometri quadrati all’in-
pesante”, destinata alla produzione di salumi terno della Pianura Padana, tra le province di
e insaccati prevalentemente a marchio DOP o Mantova, Brescia, Reggio Emilia e Modena6.
IGP, come il prosciutto di Parma e San Daniele. Quasi la metà dei suini allevati in Italia si trova
Si tratta di animali macellati non prima di nove in Lombardia, con ben 3.937.201 capi7.
mesi di vita e ad un peso che può superare i
160 kg. Le razze comunemente più allevate Il consumo di carne di maiale in Italia si attesta
sono Large White, Duroc e alcuni ibridi com- attorno ai 29,3 kg pro capite8, con un trend
merciali. Nel resto d’Europa invece si alleva leggermente in calo negli anni, probabilmen-
principalmente il “suino leggero”, destinato te dovuto ad una maggiore informazione e
alla produzione di carne fresca e macellato a attenzione sui rischi per la salute associati ad
sei mesi di vita, quando raggiunge un peso di un’elevata assunzione di carni rosse. In crescita
95-120 kg4. le esportazioni dei salumi italiani, che hanno
raggiunto quota 179.318 ton (+3,3%) per un
Il restante 30% dei suini allevati in Italia è costi- valore di 1,5 miliardi di euro (+6,9%) e che
tuito da animali nati nel nostro paese oppure vedono la Germania primo mercato di destina-
provenienti dall’estero, soprattutto da Olanda zione con oltre 33.857 ton (+3,2%) e 329,8 mln
e Danimarca e che affluiscono negli allevamen- di euro (+10,2%)9.
ti d’ingrasso a ciclo aperto. Di recente si sta
sviluppando anche la produzione di un “suino
intermedio”, macellato intorno ai 125-135 Kg,
adatto al consumo fresco e alla lavorazione.
5
Macrì, M. C. (a cura di) [2017], La zootecnia in Italia. Produzioni,
regolamentazione, ricerca, politiche per la qualità e la biodiversità.
1
Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) [2018], Allevamenti e Produ- 6
Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) [2017], Allevamenti e Produ-
zioni animali, Macellazione. zioni animali, Consistenza Allevamenti.
2
Istituto Zooprofilattico Sperimentale (IZS) [2018], Anagrafe Naziona- 7
Ibid.
le Zootecnica - Statistiche. 8
Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi (ASSICA) [2018],
3
Sistema d’Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica (SINAB) Statistiche sul consumo di carne di maiale.
[2017], Statistiche sul numero di animali allevati a biologico per anno. 9
Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi (ASSICA) [2018],
4
Definito peso ‘standard’ di macellazione. L’industria della carne e dei salumi.
6 Allevamenti di suini in ItaliaNumero dei suini macellati in Italia nel corso degli anni
Fonte: ISTAT [2018]
2010 2014 2017
13.764.354 10.930.709 11.380.546
Animali più macellati in Italia
Fonti: ISTAT [2018]; IZS [2018]
Polli Tacchini Galline Conigli Quaglie Suini
Tipologia di allevamenti italiani
Fonti: IZS [2018]; SINAB [2017]
Biologico 1%
Allevati con Allevati con
metodo intensivo: metodo biologico:
Intensivo 99%
8.704.544 56.567
suini suini
525.690
scrofe
Consumo annuale pro capite di carne in Italia nel 2017 in chilogrammi
Fonti: ASSICA, UNAITALIA, ASSOCARNI, Commissione europea [2017]
Carne Carne Carne Carne
di maiale avicola bovina di coniglio
29,3 20,9 17,1
0,5-1
Problematiche e soluzioni relative al benessere animale 7Il maiale: un animale intelligente
Notevoli doti cognitive Alta socialità
Lo sostiene l’EFSA10, l’Autorità Europea per la Non sono troppo dissimili dai cinghiali selva-
Sicurezza Alimentare. Secondo recenti studi11 i tici12 di cui sono diretti discendenti, addome-
maiali possono: sticati per la prima volta in Oriente circa 9000
• manipolare un joystick per muovere un curso- anni fa13 e poi incrociati con gruppi asiatici ed
re sullo schermo, una capacità che condivido- europei14. Studi15 su maiali domestici rinselva-
no con gli scimpanzé; tichiti, fuggiti da allevamenti e su maiali tenuti
• superare in astuzia i cani, districarsi in labirinti in semi-libertà hanno dimostrato che manten-
e usare uno specchio per trovare cibo nasco- gono lo stesso repertorio comportamentale del
sto; loro antenato.
• comprendere un linguaggio simbolico e
imparare combinazioni complesse di simboli
associate ad azioni e oggetti; 12
Held, S., Cooper, J. J., & Mendl, M. T. [2009], Advances in the
• imparare rapidamente, hanno un’eccellente study of cognition, behavioural priorities and emotions. In J. N. Mar-
memoria a lungo termine. chant-Forde (Ed.), The welfare of pigs (pp. 47-94), Springer Science
Business Media B.V..
13
Giuffra, E., Kijas, J. M. H., Amarger, V., Carlborg, O, Jeon, J. T., &
Andersson, L. [2000], The origin of the domestic pig: Independent
domestication and subsequent introgression. Genetics, 154, 1785-
1791.
10
EFSA [2017], Scientific Opinion of the Panel on Animal Health and 14
Ibid.; Larson, G., Dobney, K., Albarella, U., Fang, M., Matisoo-Smi-
Welfare on a request from The Commission on Animal Health and th, E., Robins, J., & Cooper, A. [2005], Worldwide phylogeography of
welfare in fattening pigs in relation to housing and husbandry, The wild boar reveals multiple centers of pig domestication. Science, 307,
EFSA Journal, 564, 1-14. 1618-1621
11
Marino, C. [2015], “Thinking Pigs: A Comparative Review of Cogni- 15
Kurz J.C., Marchinton R.L. [1972], Radiotelemetry studies of feral
tion, Emotion, and Personality in Sus domesticus”, Emory University. hogs in South Carolina. Journal of Wildlife Management 36: 1240.
8 Allevamenti di suini in Italia“Abbiamo dimostrato che i maiali
condividono un certo numero di capacità
cognitive con altre specie altamente
intelligenti come cani, scimpanzé,
elefanti, delfini e persino umani.
Esistono buone prove scientifiche che
suggeriscono che dobbiamo ripensare
il nostro rapporto con loro16”.
Prof. Lori Marino, neuroscienziato della Emory University
Ciò è dovuto alla selezione avvenuta negli Necessità di movimento e di un
anni, che ha riguardato la ricerca di caratteri-
ambiente pulito
stiche legate a qualità e parametri di crescita
Sono animali molto attivi, il gruppo può esten-
della carne, oltre che alla mansuetudine dell’a-
dersi e pascolare in un territorio di 100-800
nimale. Non sono stati dunque intaccati i tratti
ettari17, prediligendo habitat vicini a zone bo-
relativi alla socialità e alla genitorialità16.
schive e valli fluviali.
• In natura vivrebbero in comunità composte
• Normalmente trascorrerebbero gran parte
da 2-4 scrofe e dai loro piccoli, che da adulti si
del tempo a grufolare, esplorando e frugando
disperderebbero per avviare il proprio gruppo
il terreno in cerca di cibo. Sono onnivori, con
familiare.
una dieta composta sia da piante che da picco-
li animali, ma per lo più ricca di fibre.
• Le scrofe sono molto protettive nei confronti
dei suinetti e continuano a nutrirli fino all’età di
• Nonostante i pregiudizi che lo indicano come
13-17 settimane.
un animale sporco, il maiale espleta i propri
bisogni fisiologici in un’area lontano dalla zona
• Creano forti legami con i loro simili, coopera-
di riposo18 e di nidificazione19 e si immerge
no, imparano gli uni dagli altri e amano gioca-
nel fango per regolare la propria temperatura
re, dimostrando un comportamento simile a
corporea e per proteggersi da eventuali paras-
quello dei cani.
siti20.
• Sono empatici, mostrano capacità di imme-
desimazione nelle emozioni in un altro indivi-
duo. 17
EFSA [2017], op. cit. p.8.
18
Simonsen H.B. [1990], Behaviour and distribution of fattening pigs
in the multi-activity pen. Applied Animal Behaviour Science 27: 311-
324.
16
Graves, H. B. [1984], Behavior and ecology of wild and feral swine 19
Wiepkema, P.R. [1986], Remarks on the behaviour of wild boar.
(Sus scrofa). Journal of Animal Science, 58, 482-492; Jensen, P. Applied Animal Behaviour Science 15, 179–180. .
[1986], Observations on the maternal behavior of free-ranging dome- 20
John J. McGlone, Ph.D. [1999], “Managing Heat Stress in the
stic pigs. Applied Animal Behavior Science, 16, 131-142 Outdoor Pig Breeding Herd,” Texas Tech University.
Problematiche e soluzioni relative al benessere animale 9Gli allevamenti di suini in Italia
Nel nostro paese esistono tre diverse tipologie
di allevamenti di suini. A ciclo aperto specializzato nell’ingrasso
Qui vi sono i suini allevati nella fase finale
A ciclo aperto specializzato nella produ- d’ingrasso. Questi allevamenti dipendono
zione di lattonzoli21 dall’acquisto di suinetti e sono la tipologia più
In questo tipo di allevamento sono presenti diffusa, soprattutto nelle aree a maggiore con-
le scrofe e qui nascono i suini che saranno poi centrazione come Lombardia, Emilia Romagna
venduti a strutture collegate che si occupano e Piemonte22, poiché è nel ciclo aperto che
dell’ingrasso. Questi allevamenti sono suddivisi sono solitamente allevati i suini pesanti. Sono
in aree in cui vi sono gli animali che risultano organizzati in aree in cui gli animali vengono al-
omogenei per età o fase produttiva: levati in recinti collettivi a seconda di età, peso
• l’area di fecondazione, dove le scrofe sono e tipologia di razionamento:
stabulate singolarmente nelle gabbie di gesta- • fase di magroncello (durata 55 giorni): il
zione per essere sottoposte a inseminazione lattonzolo da un peso in entrata di 20-35 Kg
artificiale ; raggiunge circa 60 Kg;
• la zona gestazione, dove le scrofe sono • fase di magrone (durata 75 giorni): l’animale
stabulate in recinti collettivi assieme ad altre viene portato a 110 Kg;
scrofe; • fase di ingrasso (durata 85 giorni): fino al
• la sala parto, dove le scrofe sono stabulate peso finale di macellazione di circa 160 Kg.
singolarmente nelle gabbie parto. Qui partori-
scono e allattano i suinetti, che sono sottoposti A ciclo chiuso
a mutilazioni di routine effettuate senza ane- In questa tipologia di allevamento vi sono le
stesia e analgesia: la castrazione, se maschi, il scrofe, i lattonzoli e i suini avviati all’ingrasso.
taglio della coda e talvolta la troncatura dei Questi allevamenti combinano i due prece-
denti; denti cicli e contengono le aree destinate alla
• le sale post-svezzamento, dove i suinetti nascita e all’ingrasso. Sono mediamente diffusi
sono allevati in box multipli dopo la separazio- nelle aree a maggiore concentrazione, dove
ne dalla madre. Qui trascorrono 4-6 settimane rappresentano circa il 30-35% del totale e più
fino a raggiungere un peso di 20-35 Kg, prima frequenti nelle regioni del Centro, come Mar-
di essere venduti e trasportati a strutture colle- che e Lazio e al Sud, in Campania, Basilicata,
gate. Calabria e Sardegna23.
21
Sono chiamati lattonzoli i piccoli suini durante il periodo dell’allat- 22
Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) [2017], op. cit. p.6.
tamento. 23
Ibid.
10 Allevamenti di suini in ItaliaScrofa e suinetti in gabbia parto
Suinetti nella sala post-svezzamento
Suini all’ingrasso
Problematiche e soluzioni relative al benessere animale 11Le gabbie di gestazione e le gabbie parto
All’interno degli allevamenti le scrofe sono sta- CE), ma sollecita al tempo stesso lo sviluppo di
bulate singolarmente, per parte della loro vita, sistemi in cui le scrofe abbiano “una libertà di
in gabbie che le fasciano lungo tutto il perime- movimento che soddisfa le loro esigenze senza
tro del corpo, precludendo loro qualsiasi mo- compromettere la sopravvivenza dei lattonzo-
vimento tranne lo stare in piedi o coricate su li”24.
un fianco. Le gabbie di gestazione e le gabbie
parto, sostanzialmente identiche tra loro, sono Più di un terzo della vita in gabbia
strutture composte da tubi metallici di 200-205 La vita delle scrofe in allevamento si sviluppa in
cm di lunghezza, 60 cm di larghezza e 65 cm diverse fasi:
di altezza. Le gabbie parto sono leggermente • le scrofette25 entrano per la prima volta nelle
più grandi e hanno annesso ai lati uno spazio gabbie di gestazione all’età di 7-8 mesi, quan-
per i suinetti. Mediamente le dimensioni di una do sono inseminate per la prima volta;
scrofa adulta sono di 180 x 45-50 cm. • trascorrono in queste gabbie le prime quat-
tro settimane di gravidanza, la cui durata
Queste gabbie sono state introdotte per la pri- complessiva per una scrofa è circa di 16 setti-
ma volta negli anni Sessanta, con lo scopo di: mane e mezzo;
• ridurre il rischio di schiacciamento dei suinet- • sono poi sposate in recinti collettivi assieme
ti rispetto ad altri sistemi di parto con scrofe ad altre scrofe, dove hanno più spazio a dispo-
libere o semi-libere; sizione e vi rimangono fino ad una settimana
• ottimizzare l’investimento economico e dal parto;
strutturale, per il costo contenuto e la riduzione • sono stabulate nelle gabbie parto l’ultima
dello spazio concesso alle scrofe; settimana di gravidanza e le prime 4 settima-
• garantire una semplice esecuzione degli in- ne in cui i suinetti sono allattati (ridotte a 3 se
terventi su scrofe e lattonzoli, in una fase in cui questi sono destinati ad essere trasferiti in altri
le madri, con la presenza dei piccoli, possono impianti);
essere più aggressive. • sono riportate nelle gabbie di gestazione per
Una vita in gabbia
24
Direttiva 2008/120/CE, art.7, punto 2.f.
La legge consente l’utilizzo limitato di queste 25
Sono chiamate scrofette le femmine che hanno raggiunto la puber-
gabbie, ammesso dal D.Lgs 7 luglio 2011, tà ma non hanno ancora partorito.
n.122 (attuazione della direttiva 2008/120/ 26
Elaborazione dati da Opuscolo CRPA Notizie n.1/2014-2.73.
Dimensioni di una gabbia di gestazione, di una gabbia parto e di una scrofa
Gabbia di Gabbia parto Scrofa
gestazione
65 cm
cm
2 05 m
0- 0c
60
cm 20
50
cm 18
18 m
0c 0c
m 26
La gabbia parto è poco più grande della
gabbia di gestazione e ha annesso uno
spazio per i suinetti.
12 Allevamenti di suini in ItaliaTempo che una scrofa passa in
gabbia nella sua vita
Fonte: Opuscolo CRPA Notizie n.1/2014-2.73
essere nuovamente inseminate ad una sola
7-8 mesi settimana dalla separazione dai suinetti;
• possono rimanere anche più tempo nelle
L’età in cui le scrofette gabbie, ad esempio nel caso di ritorni di calore
entrano per la prima volta
nelle gabbie di gestazione
che costringono ad un’ulteriore inseminazione
artificiale;
• partoriscono in media 2,25 volte l’anno;
4 settimane • hanno una carriera produttiva di 5-7 parti e
sono inviate alla macellazione ad un’età di 3-4
Il tempo che le scrofe
passano nelle gabbie anni, quando calano le performance riprodutti-
di gestazione ve (numero di suinetti portati a svezzamento e
fertilità).
Sommando insieme i vari periodi, ogni scrofa
trascorre almeno il 37% del tempo della sua
Fino ad una settimana dal vita in queste gabbie (in media 134 giorni
parto sono spostate in
l’anno26).
recinti collettivi
Assenza di arricchimenti ambientali
5 settimane
Alla severa limitazione dei movimenti27 si ag-
giunge l’assenza di materiali come la paglia,
Il tempo che le scrofe che consentirebbero agli animali un’attività di
passano nelle gabbie parto, esplorazione e manipolazione, obbligatori per
dall’ultima settimana di
legge per tutti i suini ad eccezione delle scrofe
gravidanza fino alle prime 4
settimane di allattamento negli allevamenti dove ciò “non sia tecnica-
mente realizzabile per il sistema di eliminazio-
1 settimana
ne dei liquami”28.
Il tempo che trascorre tra la
separazione dai suinetti
Privazioni
alla nuova inseminazione Numerosi studi scientifici hanno dimostrato
nelle gabbie di gestazione che queste condizioni di stabulazione privano
le scrofe dei propri pattern comportamentali,
2,25
ovvero quelle attività vitali ed insopprimibili
caratterizzanti l’etogramma di specie.
I parti annuali in media
5-7 parti Costruire il nido
Un comportamento innato, funzionale e inal-
La carriera produttiva terato dalla domesticazione29, più volte docu-
mentato nelle scrofe30.
3-4 anni 27
Anil L., Anil S.S., Deen J. [2002], Relationship between postural
L’età in cui le scrofe sono behaviour and gestation stall dimensions in relation to sow size.
inviate alla macellazione Applied Animal Behaviour Science 77(3): 173-181.
28
D. Lgs 7 luglio 2011, n.122, allegato I, parte II, punto b.3.
29
Jensen, P. [2002], Behaviour of pigs. In The ethology of domestic
37% animals (ed. P Jensen), pp. 159–172. CABI Publishing, Wallingford,
UK .
30
Gundlach, H. [1968], Brutfürsorge, Brutpflege, Verhaltensontoge-
La percentuale di tempo
nese und Tagesperiodik beim Europäischen Wildschwein Sus Scrofa L
che le scrofe passano (translation: maternal care, ontogony of behaviour and daily periodi-
nelle gabbie; in media city in European wild boars, Sus Scrofa L). Zeitschrift für Tierpsycholo-
134 giorni l’anno gie 25, 955–995; Fradrich H 1974. A comparison of behaviour in the
Suidae. In The Behavior of Ungulates and its relation to management
Problematiche e soluzioni relative al benessere animale 13• 2-3 giorni prima del parto aumenterà l’atti- Accudire i propri piccoli
vità locomotoria e l’esigenza di isolamento dal Osservazioni35 su scrofe in ambienti semi-natu-
gruppo. Studi31 su scrofe libere hanno docu- rali mostrano un’elevata reattività nelle prime
mentato spostamenti di 2,5-6,5 km alla ricerca ore dopo il parto, una cura costante dei piccoli
di siti adatti e riparati, con costruzioni frequenti nei giorni successivi con una tendenza ad alzar-
di nidi “finti”, il cui significato funzionale è si per ispezionarli e cercare un contatto con il
ancora sconosciuto. naso.
• 16-24 ore prima del parto le scrofe esegui-
ranno specifici schemi di comportamento: Problematiche
dopo un aumento dell’irrequietezza scaveran- • Le ridotte interazioni con la prole sono causa
no una conca nel terreno e vi porteranno rami, di stress per la scrofa36.
foglie, erba per poi adagiarsi nel nido fino alla • Per contro essa non riesce a sottrarsi dall’at-
nascita dei suinetti32. tenzione costante dei suinetti37, in alcuni alle-
vamenti ancora sottoposti alla troncatura dei
Problematiche denti proprio perché possono danneggiare le
• Indipendentemente dall’ambiente circostan- mammelle con poppate troppo vigorose.
te, ogni scrofa in attesa di partorire cercherà di
eseguire un comportamento di costruzione del Grufolare
nido. Anche se non è chiaro distinguere nei suini il
• La mancanza di spazio e di arricchimenti comportamento di esplorazione dell’ambiente,
ambientali limita fortemente questo compor- tipico di questi animali curiosi, dalla ricerca di
tamento naturale ed è causa di stress per le foraggiamento, studi38 dimostrano che i sui-
scrofe33. ni occuperebbero il 75% del tempo attivo a
• Ricerche su scrofe mantenute in gabbie di grufolare.
5 mq hanno evidenziato una media di 30 km
percorsi al loro interno34. Problematiche
• Il limitato movimento può portare a musco-
(ed. V Geist), pp. 133–143. IUCN Publication New Series, University
of Calgary, Alberta, Canada; Stolba, A., Wood-Gush, D.G.M. [1984],
latura e ossa meno robuste39, ad un sistema
The identification of behavioural key features and their incorporation cardiovascolare meno efficiente40, a disturbi
into a housing design for pigs. Annales De Recherches Veterinaires urinari e infiammazione della vescica41.
15, 287–299; Jensen, P. [1986], op.cit. p.9.
31
Jensen, [1986], op.cit. p.9.
32
Stolba A., Wood-Gush D.G.M. [1984], op.cit. p.14. Progress 104, 9–15.
33
Lawrence, A.B., Petherick, J.C., Mclean, K.A., Deans, L.A., Chirnsi- 35
Gundlach, [1968], op. cit. p.13; Jensen, [1986], op. cit. p.9; Jarvis
de, J., Vaughan, A., Clutton, E., Terlouw, E.M.C. [1994], The effect of et al., [1999], op. cit. p.14; Pedersen, L.J., Damm, B.I., Marchant-For-
environment on behavior, plasma-cortisol and prolactin in parturient de, J.N., Jensen, K.H. [2003], Effects of feed- back from the nest on
sows. Applied Animal Behaviour Science 39, 313–330; Jarvis, S., maternal responsiveness and postural changes in primiparous sows
Lawrence, A.B., Mclean, K.A., Deans, L.A., Chirnside, J., Calvert, during the first 24 h after farrowing onset. Applied Animal Behaviour
S.K. [1997], The effect of environment on behavioural activity, ACTH, Science 83, 109–124
beta-endorphin and cortisol in pre-farrowing gilts. Animal Science 36
Arey D.S., Sancha, S.E. [1996], Behaviour and productivity of sows
65, 465–472; Jarvis, S., Lawrence, A.B., Mclean, K.A., Chirnside, and piglets in a family system and in farrowing crates. Applied Animal
J., Deans, L.A., Calvert, S.K. [1998], The effect of environment on Behaviour Science 50: 135-145.
plasma cortisol and beta-endorphin in the parturient pig and the 37
Cronin, G.M., Smith J.A. [1992], Suckling behaviour of sows in
involvement of endogenous opioids. Animal Reproduc- tion Science farrowing crates and straw-bedded pens. Applied Animal Behaviour
52, 139–151; Jarvis, S., Mclean, K.A., Calvert, S.K., Deans, L.A., Science 33: 175-189.
Chirnside, J., Lawrence, A.B. [1999], The responsiveness of sows to 38
EFSA [2007], Scientific report on animal health and welfare in
their piglets in relation to the length of parturition and the involve- fattening pigs in relation to housing and husbardy. The EFSA Journal
ment of endogenous opioids. Applied Animal Behaviour Science 564, 1-14.
63, 195–207; Jarvis, S., van der Vegt, B.J., Lawrence, A.B., Mclean, 39
Marchant J.N., Broom D.M., [1996], Effects of dry sow housing
K.A., Deans, L.A., Chirnside, J., Calvert, S.K. [2001], The effect of conditions an muscle weight and bone strength. Animal Science 62:
parity and environmental restriction on behavioural and physiological 105-113.
responses of pre-parturient pigs. Applied Animal Behaviour Science 40
Marchant J.N., Rudd A.R., Broom D.M. [1997], The effects of
71, 203–216; Damm, B.I., Pedersen, L.J., Marchant-Forde, J.N., housing on heart rate of gestating sows during specific behaviour.
Gilbert, C.L. [2003], Does feed-back from a nest affect periparturient Applied Animal Behaviour Science 55: 67-78.
behaviour, heart rate and circulatory cortisol and oxytocin in gilts? 41
Tillon J.P., Madec F. [1984], Diseases affecting confined sows. Data
Applied Animal Behaviour Science 83, 55–76. from epidemiological observations. Annales de Recherches Veterinai-
34
Baxter, M.R. [1991], The freedom farrowing system. Farm Building re 15: 195-199.
14 Allevamenti di suini in ItaliaScrofe in gabbie di gestazione
• Ulteriori studi42 che dissociano gli effetti Conseguenze
delle mancanze di movimento e arricchimento Sofferenze fisiche
ambientale hanno dimostrato che la restrizio- • Lesioni che si possono sviluppare su fianchi,
ne spaziale di per sé induce un’elevata attività schiena e spalle, causate dal continuo sfrega-
ipotalamo-pituitaria adrenale considerata indi- mento della pelle con le sbarre della gabbia o
cativa di stress fisiologico. dal contatto prolungato con il pavimento47, con
• Queste condizioni di stabulazione inoltre rischio di infezioni.
obbligano le scrofe, animali puliti, a sporcare • Effetti negativi si possono registrare anche
l’ambiente in cui vivono. su unghie e zampe48. Rispetto a scrofe libere
di muoversi manifestano più zoppie e stanno
Interagire con altri suini sdraiate molto tempo49.
I suini sono animali sociali43 e per rapportarsi • Riduzione del benessere per l’impossibilità di
con i propri simili utilizzano principalmente utilizzare l’ambiente per controllare la propria
il muso44 che contiene la più alta densità di temperatura corporea. Le scrofe infatti necessi-
recettori tattili45. L’olfatto è il loro senso più terebbero di temperature molto più basse dei
sviluppato. suinetti e il confinamento aumenta i problemi
di termoregolazione50.
Problematiche
• L’utilizzo anche parziale delle gabbie di ge- Sofferenze psicologiche
stazione e parto priva le scrofe della possibilità • Stereotipie, ovvero ripetizioni di sequenze
di socializzare liberamente con altri suini con invariate e costanti di uno o più comportamen-
conseguente stress46. ti che sembrano non avere uno scopo. Sono
• Alcune ricerche dimostrano incrementi di cor- considerate segno di scarso benessere51 e
tisolo, l’ormone dello stress, nel sangue delle sono causate dalle restrizioni comportamentali,
scrofe stabulate in gabbia.
47
Bonde M., Rousing T., Badsberg J.H., Sorensen J.T. [2004],
Associations between lying down behaviour problems and body
condition, limb disorders and skin lesions of lactating sows housed
42
Jarvis, S., Calvert, S.K., Stevenson, J., van Leeuwen, N., Lawrence, in farrowing crates in commercial sow herds. Livestock Production
A.B. [2002], Pituitary-adrenal activation in pre-parturient pigs (Sus Science 87: 179-187.
scrofa) is associated with behavioural restriction due to lack of space 48
Barnett J.L., Hemsworth P.H., Cronin G.M., Jongman E.C., Hutson
rather than nesting substrate. Animal Welfare 11, 371–384. G.D. [2001], A review of the welfare issues for sows and piglets in
43
EFSA [2007], op.cit. p.14. relation to housing. Australian Journal of Agricultural Research 52(1):
44
Stolba, A., & Wood-Gush, D.G.M. [1989], The behavior of pigs in a 1- 28.
semi-natural environment. Animal Production 48, 419-425. 49
Edwards S.A., Fraser D. [1997], Housing systems for farrowing and
45
Kruska, D. [1988], Mammalian domestication and its effect on brain lactation. The Pig Journal 39: 77-89.
structure and behavior. In H.J. Jerison & Jerison, I. (Eds.) Intelligence 50
Black J.L., Mullan B.P., Lorschy M.L., Giles L.R. [1993], Lactation in
and evolutionary biology (pp. 211-250). Berlin, Germany: Sprin- the sow during heat stress. Livestock Production Science 35: 153-170.
ger-Verlag. 51
Mason G., Rushen J. (Eds.) [2006], Stereotypic Animal Behaviour:
46
Pedersen L.J. [2007], Sexual behaviour in female swine. Hormones Fundamentals and Applications to Welfare. 2nd edition, CAB Interna-
and Behaviour. 52(1): 64-69. tional Wallingford, UK.
Problematiche e soluzioni relative al benessere animale 15Mortalità suinetti in gabbie parto
e in gabbie con scrofe libere
ma anche da quelle dietetiche. Alle scrofe in Gabbie Gabbie con
gravidanza infatti viene spesso somministrata parto scrofe libere
una razione di cibo limitata. Soffrono di frustra- Numero nati morti 0,7 0,6
zione e fame cronica52 che si manifesta con il
morso ripetuto delle sbarre (combattimento Suinetti per nidiata 11 11
con la gabbia) e la masticazione vuota (morde-
Suinetti svezzati/nidiata 9,6 9,6
re l’aria). Studi53 hanno dimostrato che alcune
scrofe trascorrono sino al 22% del tempo attivo Morti per schiacciamento 0,52 0,62
in comportamenti stereotipati, con segni di
elevata inadattabilità documentate nelle scro- Morti per altre cause 0,89 0,78
fette tenute per la prima volta nelle gabbie di
Morti totale 1,42 1,4
gestazione.
• Apatia, ovvero mancanza di attività e sen-
Indagine su 655 allevamenti in Svizzera.
sibilità all’ambiente circostante, con compor-
tamenti che possono essere paragonati alla
depressione clinica54. Ricerche su scrofe selvati- suinetti nelle gabbie parto rispetto a sistemi
che hanno mostrato un livello di irrequietezza e alternativi. Nelle prime può verificarsi una
reattività verso i suinetti e l’ambiente maggiore maggiore prevalenza di morti per fame, mentre
rispetto alle scrofe allevate55. nelle seconde la principale causa può essere lo
schiacciamento. Ma anche nelle gabbie parto
Lo schiacciamento dei suinetti i suinetti possono essere calpestati e uccisi
La mortalità media dei suinetti negli alleva- dalla scrofa. Il fenomeno ha diverse cause in
menti, considerando sia i fattori pre che post cui intervengono fattori multipli che riguardano
natalità, varia dal 16% al 20%56. L’utilizzo delle scrofa, suinetti e ambiente:
gabbie parto è appoggiato dai produttori
perché, rispetto a sistemi con scrofe libere o Fattori fisici
semi-libere, si ritiene che il confinamento della In natura la scrofa al momento di coricarsi ef-
scrofa riduca l’eventuale schiacciamento dei fettua un movimento circolare volto ad allonta-
suinetti, uno dei principali fattori di morte post nare i piccoli che eventualmente sostano al di
natalità, assieme alla fame. Le preoccupazioni sotto. Se così non fosse le scrofe non riuscireb-
sono scontate: le scrofe moderne hanno un bero ad allevare la propria prole. Nelle gabbie
peso che può raggiungere 300 kg e partorisco- parto l’impossibilità di compiere i movimenti
no anche più di dieci piccoli che pesano 1-2 kg atti a scansare i suinetti può aumentare il ri-
ciascuno. schio di schiacciamento.
In realtà non vi sono evidenze scientifiche57 che Fattori comportamentali
attestino una minor mortalità complessiva dei La costruzione del nido, così come la moti-
vazione a farlo, influiscono sulla regolazione
neuro-endocrina del comportamento della
52
Jarvis S., Lawrence A.B., McLean K.A., Deans L., Chirnside J.,
Calvert S.K. [1997], op. cit. p.14. scrofa58, contribuendo ad un comportamento
53
Jensen P. [1980], Fixeringens effect pa sinsuggors beteende – en
etologisk studie. Institutionen for husdjurshygien med hovslagarsko-
lan. Rapport 2, pp. 66. Uppsala: Sveriges Lantbruksuniversitet.
54
Wemelsfelder F. [1993], The concept of animal boredom and its
relationship to stereotyped behaviour. In: Stereotypic Behaviour: 58
Castre n, H., Algers, B., de Passille, A-M., Rushen, J., Uvnäs-Mob-
Fundamentals and Applications to Animal Welfare (Lawrence A.B., erg, K. [1993], Preparturient variation in progesterone, prolactin,
Rushen J., Eds.), CAB International Wallingford, UK. Pp. 65-95. oxytocin and somatostatin in relation to nest building in sows. Ap-
55
Ahlström S., Jarvis S., Lawrence A.B. [2002], Savaging gilts are plied Animal Behaviour Science 38, 91–102; Damm, B.I., Pedersen,
more restless and more responsive to piglets during the expulsive L.J., Marchant-Forde, J.N., Gilbert, C.L. [2003], op. cit. p.14; Peder-
phase of parturition. Applied Animal Behaviour Science 76(1): 83-91. sen, L.J., Damm, B.I., Marchant-Forde, J.N., Jensen, K.H. [2003], op.
56
Testo disponibile qui. cit. p.14; Algers, B., Uvnäs-Moberg, K. [2007], Maternal behavior in
57
Testo disponibile qui. pigs. Hormones and Behavior 52, 78–85.
16 Allevamenti di suini in Italiapositivo verso i piccoli59. Diversi autori60 hanno Gabbie illegali?
proposto un collegamento tra la nidificazione L’interpretazione della legge è tale da consen-
e il ridotto rischio di schiacciamento: anche in tire, a una prima lettura, l’utilizzo delle gabbie
gabbia le scrofe mostrano la volontà di co- nei tempi consentiti. Tuttavia, il D.Lgs. 7 luglio
struire il nido, di conseguenze aumenta la loro 2011, n. 122, prevede infatti che ad ogni suino
attività e la possibilità di calpestare i suinetti. debba essere consentita la possibilità di sdra-
iarsi per il riposo, alzarsi senza difficoltà e avere
Fattori psicologici accesso ad una zona in cui coricarsi che deve
Studi61 hanno dimostrato che esiste un legame essere confortevole dal punto di vista fisico e
tra l’alloggio restrittivo e lo sviluppo dell’ag- termico, oltre che adeguatamente prosciugata
gressività della scrofa verso i suinetti, conside- e pulita. Il legislatore non ha indicato le dimen-
rata una risposta materna anormale. Esistono sioni minime delle gabbie, limitandosi a stabi-
prove62 che i comportamenti violenti sono più lire che gli animali devono potersi “muovere
diffusi nelle scrofe confinate in gabbie parto. liberamente” al loro interno.
Fattori genetici In assenza di deroga, anche per le scrofe
Le scrofe sono state selezionate negli anni per dovrebbero valere queste norme generali,
avere parti più numerosi. Rispetto al passato compreso il periodo in cui ne è consentito
quindi i suinetti appena nati tendono ad essere l’allevamento in gabbie singole. Questa tesi è
più piccoli e deboli. Ciò causa un aumento del- confortata anche dal Brambell Report, il cano-
la competizione per l’allattamento: quelli nati ne delle cosiddette “cinque libertà” elaborato
prima sono più vulnerabili, soffrono facilmente negli anni Sessanta e ormai acquisito come
il freddo e se non raggiungono la mammella riferimento minimo in etologia, che include:
possono essere più inclini a schiacciamenti ac- • libertà dalla sete, dalla fame e dalla malnutri-
cidentali. Studi63 dimostrano come la mortalità zione;
dei suinetti sia maggiore in nidiate numerose, • libertà dai disagi ambientali;
senza rilevare relazioni tra il tipo di alloggio • libertà da lesioni, malattie e dolore;
delle scrofe. • libertà di poter manifestare il proprio reperto-
rio comportamentale;
• libertà da paura e stress.
59
Arey, D.S., Petchey, A.M., Fowler, V.R. [1991], The preparturient
behavior of sows in enriched pens and the effect of preformed nests. Inoltre anche la circolare 22766-P-12/12/2012
Applied Animal Behaviour Science 31, 61–68; Jensen, P. [1993],
Nest building in domestic sows: the role of external stimuli. Animal del Ministero della Salute64 ammette la pos-
Behaviour 45, 351–358; Damm, B.I., Pedersen, L.J., Marchant-Forde, sibilità di adoperare sistemi di bloccaggio sia
J.N. Gilbert, C.L. [2003], op. cit. p.14; Pedersen, L.J., Damm, B.I.,
Marchant-Forde, J.N., Jensen, K.H. [2003], op.cit. p.14.
per singoli animali che in gruppo ma fintanto
60
Andersen, I.L., Berg, S., Bøe, K.E. [2005], Crushing of piglets by che vengano “utilizzati temporaneamente per
the mother sow (Sus scrofa) – purely accidental or a poor mother? operazioni di pulizia o per medicazioni”, avval-
Applied Animal Behaviour Science 93, 229–243; Pedersen, L.J.,
Jorgensen, E., Heiskanen, T., Damm, B.I. [2006], Early piglet mortality lando l’ipotesi che l’uso anche parziale delle
in loose-housed sows related to sow and piglet behaviour and to gabbie non dovrebbe essere consentito.
the progress of parturition. Applied Animal Behaviour Science 96,
215–232; Baxter, E.M., Jarvis, S., D’Eath, R.B., Ross, D.W., Robson,
S.K., Farish, M., Nevison, I.M., Lawrence, A.B., Edwards, S.A., [2008],
Investigating the behavioural and physiological indicators of neonatal
survival in pigs. Theriogenology 69, 773–783..
61
Ahlström S., Jarvis S., Lawrence A.B. [2002], op. cit. p.16.
62
Cronin, G.M., Simpson, G.J., Hemsworth, P.H. [1996], The effects
of the gestation and farrowing environments on sow and piglet beha-
viour and piglet survival and growth in early lactation. Applied Animal
Behaviour Science 46, 175–192; Jarvis, S., Lawrence, A.B., Mclean,
K.A., Chirnside, J., Deans, L.A., Calvert, S.K. [1998], op. cit. p.14.
63
Nowa, R., Porte, R.H., Lév, F., Orgeu, P., Schaal, B. [2000], Role of
mother–young interactions in the survival of offspring in domestic 64
Allegato I della Circolare 22766-P-12/12/2012 del Ministero della
mammals. Reviews of Reproduction 5: 153-163. Salute, che detta i i criteri applicativi del D.Lgs 7 luglio 2011, n.122.
Problematiche e soluzioni relative al benessere animale 17La mutilazione della coda
Il taglio della coda è una procedura in cui si
rimuovono circa 2/3 della coda dei suinetti, Una direttiva ignorata
con un bisturi o un utensile dotato di fiamma Un audit della Commissione Europea70 ha in-
e lama che taglia e cauterizza la ferita. Viene dividuato che una percentuale compresa tra il
effettuata per prevenire o ridurre la caudofa- 98% e il 100 % dei suini allevati in Italia subi-
gia, ovvero la morsicatura della coda da parte sce la mutilazione della coda, mentre è diffusa
di altri suini, considerata un comportamento l’assenza di materiale manipolabile.
anormale, associato a frustrazione e ridotto
benessere65. Già dal marzo del 2016, con la Raccomanda-
zione (UE) 2016/336 e il correlato documento
Una pratica vietata tecnico di applicazione71, la Commissione
Nell’Unione Europea la mutilazione sistematica Europea aveva prodotto diverse linee guida,
della coda è illegale dal 199466. Il D.Lgs 7 lu- ma gli allevatori e le autorità competenti non si
glio 2011, n.122 stabilisce67 che “il mozzamen- sono conformati alla legislazione.
to della coda dei lattonzoli non deve costituire
operazione di routine, ma deve essere prati- Ora con il piano di azione nazionale del Mini-
cato soltanto ove sia comprovata la presenza stero della Salute “Misure particolari finalizzate
di ferite agli orecchi o alle code di altri suini. alla prevenzione del ricorso al taglio delle code
Prima di effettuare tale operazione si devono e ad assicurare la disponibilità del materiale
adottare misure intese ad evitare le morsicatu- di arricchimento ambientale” è prevista, dal
re delle code e altri comportamenti anormali 2019, l’introduzione negli allevamenti di piccoli
tenendo conto delle condizioni ambientali e gruppi di suinetti con code non tagliate, il cui
della densità degli animali”. numero dovrà aumentare progressivamente
Prima di procedere con la mutilazione della 70
SIVeMP [2018], Prevenzione del taglio delle code dei suini, piano di
coda bisogna quindi fornire ai suini arricchi- azione nazionale.
menti ambientali. Il D.Lgs 7 luglio 2011, n.122 71
European Commission, Tail-docking.
stabilisce68 che “i suini devono avere acces-
so permanente a una quantità sufficiente di
materiale per consentire adeguate attività di
indagine e manipolazione, come paglia, fieno, “Le autorità italiane non hanno
legno, segatura, composta di funghi, torba o adottato provvedimenti efficaci per far
una miscela di questi”. rispettare le disposizioni della direttiva
in materia di prevenzione della
morsicatura della coda e del
Se praticato, il taglio della coda può essere
mozzamento della stessa come
effettuato69:
operazione di routine nei suini. Il fatto
• senza l’utilizzo di anestesia e analgesia, su che le autorità non dispongano di una
suinetti con meno di 7 giorni di vita, da un ve- strategia nazionale per ridurre la mor-
terinario o da una persona con formazione sul sicatura della coda o evitarne il mozza-
benessere animale; mento come operazione di routine nei
• con anestesia e analgesia prolungata, su suini indica che, attualmente, gli stimoli
suinetti a partire dal settimo giorno di vita, da principali per ogni iniziativa in questo
un veterinario. settore provengono dall’industria e
dalla ricerca e che manca una spinta
ufficiale verso la conformità.”
65
EFSA [2007], Conclusions 1,2, The EFSA Journal 2007, 611, 1-13.
66
Direttiva 91/630/CEE (attuata in Italia con il D.Lgs 30 dicembre
1992, n. 534). Commissione Europea – Direzione Generale del-
67
D.Lgs 7 luglio 2011, n.122, allegato I, parte I, punto 9. la Salute e della Sicurezza Alimentare, Relazione
68
D.Lgs 7 luglio 2011, n.122, allegato I, parte I, punto 4. finale dell’audit, novembre 2017
69
D.Lgs 7 luglio 2011, n.122, allegato I, parte I, punto 10.
18 Allevamenti di suini in ItaliaPercentuale stimata di utilizzo della procedura del taglio della coda nei paesi UE
>85-100%
40-85%
10-40%
60-100%
40-60%
10-40%Taglio della coda di un suinetto
nel tempo. In casi estremi, la Commissione ha Anche la selezione genetica sembra avere un
annunciato che avvierà procedura di infrazione. ruolo, le razze suine moderne mostrano una
predisposizione al morso della coda.
Dolore e stress
Studi72 dimostrano che la mutilazione della Il fattore scatenante non è necessariamente
coda causa dolore, come indicato dallo scodin- quello che incide maggiormente, individua-
zolare e dai grugniti dei suinetti. Può portare73 to in numerosi studi75 nella mancanza di un
allo sviluppo di neuromi, tumori del tessuto adeguato arricchimento ambientale e nella
nervoso che possono manifestarsi quando le conseguente impossibilità di soddisfare un
estremità recise dei nervi tentano di ricrescere comportamento esplorativo. La caudofagia si
e che possono causare dolori cronici o “fan- configura quindi come una risposta alla noia e
tasma”, simili a quelli sofferti dagli amputati alla stimolazione insufficiente, in associazione
umani. ad altri fattori ambientali e gestionali negativi
che possono aumentare i livelli di stress.
L’EFSA sostiene74 inoltre che il taglio della coda
riduca la caudofagia, ma non risolva il proble-
75
Raccomandazione n. 5 EFSA Journal 2007; 611, 8-13.
ma. Nonostante infatti sia la coda la parte più
aggredita, le morsicature possono comunque
riguardare i moncherini, oltre che orecchie e
fianchi. Sono diversi infatti i fattori che concor- “L’assenza di paglia è un
rono alla manifestazione del fenomeno: importante rischio per la
• materiale di arricchimento;
morsicatura della coda. Inoltre
• comfort termico, qualità dell’aria e luce;
sono importanti sia la quantità
• salute e benessere;
• competizione;
che la sua forma.”
Conclusione n. 15 EFSA Journal 2007; 611,8-13
• dieta;
• struttura/pulizia dei recinti.
“E’ escluso che vi siano evidenze
72
Noonan G.J., Rand J.S., Priest J., Ainscow J., Blackshaw J.K.
tali per cui la fornitura di giochi
[1994], Behavioural observations of piglets undergoing tail docking, come catene, bastoncini
teeth clipping and ear notching. Applied Animal Behaviour Science
39: 203-213.
masticabili e palle possa
73
Simonsen H.B., Klinken L., Bindseil E. [1991], Histopathology of ridurre il rischio di morsicatura
intact and docked pigtails. British Veterinary Journal 147: 407- 411.
74
EFSA [2007], The risks associated with tail biting in pigs and
della coda.”
possible means to reduce the need for tail docking considering the Conclusione n. 7 EFSA Journal 2007; 611,8-13
different housing and husbandry systems.
20 Allevamenti di suini in ItaliaLa castrazione chirurgica
La castrazione, chiamata anche orchiectomia, è zati rispetto agli altri paesi UE81. L’odore di
quell’intervento chirurgico che prevede l’aspor- verro, una conseguenza degli ormoni scatolo
tazione dei testicoli, dell’epididimo e del tratto e androstenone, può essere percepito più
prossimale del funicolo spermatico. Nei suinet- frequentemente durante il consumo di queste
ti maschi viene effettuata per eliminare il cosid- carni.
detto “odore di verro”, un odore penetrante
accompagnato da un sapore sgradevole che Dolore e stress
può svilupparsi durante la cottura o il consumo È stato ampiamente dimostrato82 che la castra-
della carne di suini non castrati che abbiano zione chirurgica senza l’utilizzo di anestesia e
raggiunto la pubertà. Con la castrazione inoltre analgesia prolungata causa dolore intenso e
i suini, non sviluppando comportamenti ses- persistente, anche se eseguita su suinetti in
suali, sono meno aggressivi e ciò riduce sia le tenerissima età. Questa procedura induce la
ferite dovute a lotte fra animali sia i rischi per la liberazione di glucocorticoidi tra cui il cortiso-
sicurezza degli operatori. lo, l’ormone dello stress e porta ad alterazioni
comportamentali a breve e lungo termine83.
Una direttiva ignorata
La castrazione dei suini è regolamentata dal Dolore
D.Lgs 7 luglio 2011, n.122 che consente l’ope- I suinetti diventano consapevoli pochi minuti
razione “con mezzi diversi dalla lacerazione dei dopo la nascita84 e sono da un punto di vista
tessuti76”. Può essere effettuata77: neurologico simili ai neonati umani85. Rispon-
• senza l’utilizzo di anestesia e analgesia, su dono subito agli stimoli dolorosi, reagendo
suinetti con meno di 7 giorni di vita, da un ve- tramite vocalizzazioni e cambiamenti del com-
terinario o da una persona con formazione sul portamento86. La castrazione provoca dolore87
benessere animale; durante:
• con anestesia e analgesia prolungata, su • l’incisione dello scroto;
suinetti a partire dal settimo giorno di vita, da • la manipolazione del testicolo;
un veterinario. • il taglio dei dotti spermatici (dolore più inten-
Studi78 dimostrano però che è impossibile ca- so);
strare chirurgicamente un maiale senza strap- • i successivi 2-3 giorni (dolore persistente).
pare i tessuti, come ad esempio il gubernacu-
lum testis, il cordone spermatico e la direttiva
viene largamente ignorata.
81
Lo studio LEI Wageningen UR LiveStock Research 2012/2013 dimo-
stra che solo il 3,31% dei “suini leggeri” sviluppa l’odore di verro.
82
Taylor, A., Weary, D.M., Lessard, M., Braithwaite, L. [2001], Beha-
La situazione in Italia vioural responses of piglets to castration: the effect of piglet age.
Applied Animal Behaviour 73, 35–43; Carroll, J.A., Berg, E.L., Strau-
Il 93% dei suini allevati in Italia è sottoposto a ch, T.A., Roberts, M.P., Kattesh, H.G. [2006], Hormonal profiles, beha-
castrazione chirurgica e il 97% di questi viene vioral responses and short-term growth performance after castration
of pigs at three, six, nine or twelve days of age. Journal of Animal
operato senza l’utilizzo di anestesia o analge- Science 84, 1271–1278; Von Borell, E., Baumgartner, J., Giersing,M.,
sia79. Il ricorso alla castrazione è considerato Jäggin, N., Prunier, A., Tuyttens, F. A. M. and Edwards, S. A. [2009],
Animal welfare implication of surgical castration and its alternative in
inevitabile per le produzioni DOP, IGP e STG80, pigs, Animal, 3: 1488-1496.
molto diffuse nel nostro paese, per cui sono 83
Rault JL, Lay Jr DC, Marchant-Forde JN. [2011], Castration induced
macellati suini con un’età e un peso più avan- pain in pigs and other livestock. Appl Anim Behav Sci. 2011;135:214–
25.
84
Mellor, D.J., Gregory, N.G. [2003], Responsiveness, behavioural
76
D.Lgs 7 luglio 2011, n.122, allegato I, parte I, punto 8.c. arousal and awareness in fetal and newborn lambs: experimental,
77
D.Lgs 7 luglio 2011, n.122, allegato I, parte I, punto 10. practical and therapeutic implications. N Z Vet J. 2003;51:2–13.
78
EFSA [2004], Welfare aspects of the castration of piglets, The EFSA 85
Mellor DJ, Stafford KJ. [2004], Animal welfare implications of neo-
Journal (2004) 91, 1-18. natal mortality and morbidity in farm animals. Vet J. 2004;168:118–
79
N. De Briyne, C. Berg, T. Blaha, D. Temple [2016], “Pig castration: 33.
will the EU manage to ban pig castration by 2018?”. 86
EFSA [2004], op.cit. p.21.
80
Sono i suini allevati per le produzioni “Denominazione di Origine 87
Taylor, A.A., Weary, D.M. [2000], Vocal responses of piglets to
Protetta”, “Indicazione Geografica Protetta”, “Specialità Tradizionale castration: identifying procedural sources of pain. Applied Animal
Garantita” e altre razze suine autoctone. Behaviour Science, 70:17-26.
Problematiche e soluzioni relative al benessere animale 21Sebbene siano inclini ad emettere grida ad Un problema di salute pubblica
ogni manipolazione, sono state registrate88 nei L’antibiotico-resistenza, ovvero l’aumento co-
suinetti operati senza anestesia vocalizzazioni stante di batteri resistenti agli antibiotici, è un
più frequenti e di alta intensità rispetto a quelli problema di salute pubblica globale. La castra-
trattati. zione chirurgica può avere effetti dannosi sulla
crescita, sul sistema immunitario e quindi sulla
Alterazioni comportamentali salute dei suini, che possono ammalarsi più
Modifiche del comportamento persistono per frequentemente rispetto a quelli non castra-
giorni dopo la castrazione. I suinetti tendono ti. Inoltre lascia una ferita aperta a suinetti di
a passare meno tempo con la scrofa di conse- pochi giorni di vita, con un’immunità limitata e
guenza vengono allattati per periodi più bre- più inclini alle infezioni, facendo aumentare il
vi89. Da svegli si mostrano inattivi, rimangono ricorso all’utilizzo di antibiotici sugli animali92.
più frequentemente isolati e riducono i com-
portamenti di gioco90. Inoltre impiegano più
Sull’uso di anestesia e analgesia
tempo a sdraiarsi, sono più propensi a tremare,
Nonostante in Italia la castrazione chirurgica
a scuotere le gambe e possono continuare a
dei suinetti sia diffusa e praticata senza alcun
scodinzolare per giorni, aspetti indicativi della
sollievo dal dolore, l’utilizzo di anestesia e
presenza di dolore post operatorio91.
analgesia non risolve il problema, così come
88
Marx, G., Horn, T., Thielebein, J., Knubel, B., von Borell, E. [2003], confermato dalla Commissione Europea93.
Analysis of pain related vocalization in young pigs. Journal of Sound
and Vibration, 266:687-698.
89
McGlone, J.J., Hellman, J.M. [1988], Local and general anesthetic
• Anestesia: stato in cui a seguito della perdi-
effects on behavior and performance of two- and seven-week-old ta di coscienza indotta da farmaci, non si è in
castrated and uncastrated piglets; McGlone, J.J., Nicholson, R.I., Hel-
grado di comprendere lo stimolo doloroso, né
lman, J.M., Herzog, D.N. [1993], The development of pain in young
pigs associated with castration and attempts to prevent castration-in- di ricordarlo in seguito.
duced behavioral changes. Journal of Animal Science, 71:1441-1446; • Analgesia: stato in cui a seguito dell’assun-
Hay, M., Vulin, A., Genin, S., Sales, P., Prunier, A. [2003], Assessment
of pain induced by castration in piglets: behavioral and physiological
zione di farmaci, non si prova dolore94.
responses over the subsequent 5 days. Applied Animal Behaviour
Science, 82:201-218.
90
Marchant-Forde JN, Lay Jr DC, McMunn KA, Cheng HW, Pajor EA,
Marchand- Forde JN. [2009], Postnatal piglet husbandry practices
and well-being: The effects of alternative techniques delivered sepa- 92
EFSA [2004], op.cit. p.21.
rately, Journal of Animal Science 2009;87:1479–92. 93
European Commission, Alternatives to pig castration.
91
Hay, M., Vulin, A., Genin, S., Sales, P., Prunier, A. [2003], op. cit. 94
Prys-Roberts, C. [1987], Anaesthesia: A practical or impossible
p.22. construct? Br J Anaesth; 59: 1341-5.
Analgesia e anestesia non sono la soluzione
Sola Anestesia locale Anestesia generale Sola
analgesia e analgesia e analgesia anestesia
- un utilizzo prolungato - parziale sollievo dal - alcuni anestetici possono - effetti collaterali
può mitigare il dolore dolore causare effetti collaterali dell’uso di anestestici
post chirurgico indesiderati, depressione
- alcuni anestetici possono cardiocircolatoria, respira- - nessun sollievo dopo
- nessun sollievo du- causare effetti collaterali toria, ipotermia l’atto chirurgico, dolore
rante l’atto chirurgico, indesiderati, dolore e intenso
dolore intenso stress - rischio concreto di
schiacciamento
- doppia manipolazione
dei suinetti con stress - doppia manipolazione
aggiuntivo dei suinetti con stress
aggiuntivo
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