Conference a Taranto dal 15 al 19 settembre - Smart Marketing

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Conference a Taranto dal 15 al 19 settembre - Smart Marketing
MEDIMEX 2021: Conclusa la versione
ibrida dell’International Festival & Music
Conference a Taranto dal 15 al 19
settembre
Chi, come me, segue il MEDIMEX da tanti anni conosce bene l’aria e l’energia che si respirano
durante le giornate dell’International Festival & Music Conference: musica, condivisione,
formazione, arte, cultura, promozione del territorio e dei talenti che esprime, soprattutto da quando
la location principale della manifestazione si è spostata a Taranto.

Taranto, città dai panorami mozzafiato e dalle molteplici contraddizioni, con tante anime differenti,
tante quante la musica ne riesce ad esprimere, sembra essere l’approdo naturale di un Festival che
mette insieme amatori ed addetti ai lavori, appassionati e specialisti, multimediale e tradizionale,
fisico e digitale, riunendoli in una grande community che cresce di anno in anno, seguendo e
rendendo vivo ogni appuntamento tra showcase, incontri d’autore, mostre, film, libri, workshop e
talk.

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sono per gentile concessione dell’uffico stampa MEDIMEX.

Dopo la scorsa edizione interamente in streaming, il MEDIMEX è tornato quest’anno in forma ibrida,
in parte in presenza ed in parte on-line, grazie anche al supporto della piattaforma tecnologica
WYTH™, nata con l’obiettivo di aiutare aziende, festival, musei, scuole e organizzatori di eventi a
costruire location ibride esclusive e personalizzate, in cui fisico e digitale convergono in
un’esperienza totalmente integrata.

La piattaforma WYTH™, pensata per dare un’esperienza più immersiva all’utente, non si limita allo
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streaming HD degli eventi, ma prevede la possibilità di networking tra gli iscritti, che possono
interagire con gli altri partecipanti e con gli speaker, ma anche inserire gli eventi a cui si è
interessati nella propria agenda e fissare appuntamenti ed incontri con i professionisti.

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sono per gentile concessione dell’uffico stampa MEDIMEX.

Un bel salto di qualità dal punto di vista tecnologico, che apre il Festival al mondo e lo rende più
interattivo ed ancor più internazionale: basti pensare che gli appuntamenti in streaming sono stati
seguiti, oltre che in Italia, nel Regno Unito, in Germania, Ucraina, USA, Irlanda, Francia, Portogallo,
Spagna e persino in Cina, con oltre 20mila visite uniche al sito web medimex.it.

Risultati che lasciano immaginare ed auspicare che la forma ibrida sia la soluzione migliore, per
questo e per altri festival, per non rinunciare all’incontro ed al confronto in presenza, ma
allargandolo al grande popolo del web, che costituisce il fondamento della grande community che si
identifica in questo evento di riferimento per tutto il panorama musicale internazionale.
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sono per gentile concessione dell’uffico stampa MEDIMEX.

Se così non fosse, non si spiegherebbe il grandissimo successo di pubblico non solo per gli eventi
mainstream, come i numerosissimi showcase e talk con i musicisti più affermati del panorama come
Laurie Anderson, Ligabue, Negramaro, Joe Talbot, Malika Ayane, Mahmood, Coma_Cose,
Willie Peyote, Gaia, Gemello, Aiello, Motta e Speranza (solo per citarne alcuni), ma anche il
grandissimo successo degli eventi riservati alla formazione ed agli addetti ai lavori, con oltre 1500
utenti iscritti alla piattaforma per partecipare alle attività professionali e scuole di musica.

Del resto, il fine principale con il quale il MEDIMEX fu creato da Puglia Sounds (il programma
della Regione Puglia per lo sviluppo del sistema musicale regionale), attuato dal Teatro Pubblico
Pugliese, è sempre stato quello di offrire strumenti professionali atti a far crescere le eccellenze
della regione, valorizzandole all’interno di una vetrina prestigiosa ed autorevole che facesse da
cassa di risonanza per il comparto musicale pugliese a livello internazionale.
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Crescita che non può passare soltanto dalle oltre 80mila interazioni e 10mila menzioni sui
Social, che hanno registrato oltre 50mila account, raggiunti con copertura giornaliera di oltre
220mila utenti, ma che passano soprattutto dalla formazione e dallo sviluppo delle competenze dei
musicisti e di tutte le figure professionali legate al comparto musicale che, per forza di cose, devono
adeguarsi e prontamente formarsi ad un mercato che sta cambiando paradigma velocemente.

Questa edizione del MEDIMEX, più delle altre, infatti, pone l’attenzione sul futuro del comparto
musicale, sui nuovi mercati, reali e virtuali, e sui nuovi modi di fruire la musica, ma pone anche
l’accento su quello che la musica è stata fino ad ora, e se da un lato omaggia la città che lo ospita di
un’opera tridimensionale, 3D WAVES, di Hermes Mangialardo – video mapping sulla facciata del
Castello Aragonese a cura di Valentina Iacovelli, dedicato alla new wave che vide Taranto
protagonista, negli anni ’80, di concerti di musicisti del calibro di Bauhaus, Simple Minds, New
Order, Siouxsie & The Banshees, Style Council, Christian Death e Nina Hagen (periodo d’oro
documentato anche dalla mostra fotografica “Pictures of you” a cura di Marcello Nitti, Franzi
Baroni, Arturo Russo e Roberto Pastore) – dall’altro dimostra il respiro internazionale
dell’iniziativa con un’altra mostra fotografica che racconta la storia musicale e culturale della città di
Manchester e l’avventura dei Joy Division (KevinCummins: Joy Division and Beyond), che sarà
visitabile al MarTA (museo archeologico di Taranto) fino al 23 gennaio 2022.
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Il MEDIMEX si pone, così, come un ponte, un tramite tra quello che la musica ci ha regalato e
quello che ancora deve venire, tenendo insieme storia e modernità, così come la città che lo ha
ospitato tiene legate le sue innumerevoli anime con un ponte che unisce l’Isola madre, la parte più
antica di Taranto, al Borgo Umbertino che si spalanca alla parte più moderna.

Il MEDIMEX si è appena concluso, ma già si parla dell’edizione del 2022 che vedrebbe Taranto
protagonista di un live dell’artista internazionale St. Vincent, fissato per il 12 giugno del prossimo
anno e che potrebbe segnare la ripartenza definitiva del comparto musicale pugliese.

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Taranto punta sul futuro del digitale con
la prima edizione del TAWAVE
Tutto pronto per la 1° edizione dell’evento “TAWAVE: Sostenibilità digitale e società data
driven”, che si terrà, sabato 25 settembre, presso il suggestivo Salina Hotel, sito in Viale Unità
d’Italia, 648-650 a Taranto. L’evento, organizzato dall’associazione di promozione sociale surfHers
in collaborazione con Sabanet – Main Partner – e lo studio Pirola Pennuto Zei & Associati, gode
del patrocinio del Comune di Taranto e dell’Università degli Studi “Aldo Moro”di Bari.

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ell’Salina Hotel a Taranto.

L’iniziativa, che mira a diventare un appuntamento con cadenza annuale, nasce per incentivare il
dibattito tra imprenditori, professionisti e istituzioni del Meridione sul tema dell’innovazione. Gli
organizzatori per questa edizione inaugurale hanno ritenuto di affrontare uno dei temi di maggiore
attualità a livello nazionale e internazionale: la digitalizzazione delle imprese e le politiche di
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responsabilità sociale.

L’evento si pone, infatti, l’ambizioso obiettivo di approfondire il complesso rapporto tra innovazione
tecnologica e sostenibilità e di fornire una panoramica sulle principali soluzioni che le imprese sono
chiamate ad implementare al fine, da una parte, di digitalizzare la propria attività e, dall’altra, di
includere tra i propri obiettivi di business l’attenzione all’ambiente e al sociale.

“L’obiettivo che vogliamo raggiungere attraverso questo evento – ha dichiarato a tal proposito
Fabrizio Manzulli, assessore allo Sviluppo Economico al Comune di Taranto – è quello di
creare sul territorio una sinergia di interessi comuni tra aziende, professionisti, imprenditori e
studenti interessati al mondo digital. L’enfasi sull’innovazione e sull’imprenditorialità costituisce un
punto fondamentale nella nostra analisi economica”.

Il programma, che si svolgerà in una mezza giornata full-immersion dalle ore 15:00 in poi, prenderà
avvio con il Workshop gratuito “Lightning Decision Jam: il meglio dei processi di problem-
solving del mondo”, tenuto da Andrea Romoli, autore presso StartupItalia, Event and Workshop
Organizer, Digital Connector.

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ng Decision Jam: il meglio dei processi di problem-solving del mondo”, Andrea
Romoli, autore presso StartupItalia, Event and Workshop Organizer, Digital Connector.

A partire dalle 16.30 e fino alle 20.30 si alterneranno una serie di interventi, strutturati in maniera
tale da coinvolgere attivamente i partecipanti presenti in sala, a cui prenderà parte un ricco parterre
di ospiti:

■   Gianfranco Zizzo, CEO di Sabanet.
■   Armando Reale, Direttore commerciale Sabanet.
■   Marco Belardi, Consulente Direzione delle Politiche Industriali presso il Ministero dello Sviluppo
    Economico e presidente della commissione tecnica UNI CT 519 “Tecnologie Abilitanti per Industry
    4.0”.
■   Antonio Poggi, COO di Visokio (azienda inglese che si occupa di Business Intelligence e Data
    Analytics).
■   Cosimo Palmisano, Imprenditore Digitale, TEDx Speaker, Esperto di Intelligenza Artificiale.
■   Mattia Salerno, IT e Data Protection Lawyer e Senior Associate di Pirola Pennuto Zei.
■   Giovanni Liotta, Senior Associate Pirola Pennuto Zei – Dottore Commercialista e Revisore
    Contabile con expertise in materia di Sostenibilità e Terzo Settore.
■   Giuseppe Desolda, docente di Programmazione per il Web presso il CdS Informatica e
    Comunicazione Digitale dell’Università degli studi di Bari “Aldo Moro”.
■   Vittoria Cinzia Cardone, Innovation Manager.
■   Lara D’Argento, Growth Mentor, si occupa di innovazione culturale con esperienza in progetti sia
    ROI-oriented, sia SROI-oriented.
■   Giuseppe Sanseverino, professore di Diritto Amministrativo presso l’Università degli Studi di
    Bari “Aldo Moro”.
■   Lino Fornaro, Senior Security Consultant.

L’evento si rivolge ad imprese, professionisti, lavoratori free-lance e studenti ed
a tutti quei curiosi che vogliono comprendere meglio il mondo digitale che noi
tutti abitiamo.
La partecipazione è gratuita, l’iscrizione è tuttavia obbligatoria, trattandosi di posti limitati. Il
Workshop d’apertura è riservato a n° 20 persone.

Per iscriversi è necessario compilare il Form disponibile al seguente link
https://www.tawave.it/evento/ o, in alternativa, inviando una e-mail all’indirizzo:
eventotawave@gmail.com

L’iniziativa segna il debutto dell’associazione, tutta al femminile, surfHers, fondata da Alessia
Demarco, Mariagrazia Efato, Valeria Merlo, Stefania Ressa e Carlotta Spalluto –
professioniste tarantine nel settore digitale – che ha l’obbiettivo di promuovere campagne di
sensibilizzazione volte a diffondere maggiore consapevolezza e conoscenza delle tematiche legate
all’innovazione digitale.
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atrici dell’Associazione surfHers: Alessia Demarco, Mariagrazia Efato, Valeria Merlo,
Stefania Ressa e Carlotta Spalluto.

Proprio a Mariagrazia Efato, presidente associazione surfHers, abbiamo chiesto quanto è
importante per una città come Taranto che venga organizzato un evento “innovativo” come questo:

“Era un venerdì d’estate quando ci siamo ritrovate a scambiarci idee, pensieri e riflessioni.
Lavoravamo già da diversi mesi nella stessa azienda, Sabanet, e non era la prima volta che ci
capitava. Ma quel giorno aveva un sapore diverso, nuovo. Eravamo stanche di condividere solo tra
noi le nostre esperienze ed aspirazioni. Così, con 4 visionarie, colleghe ed amiche, Alessia
Demarco, Valeria Merlo, Stefania Ressa e Carlotta Spalluto, abbiamo fondato l’Associazione
surfHers. SurfHers nasce da una forte comunanza di intenti, dall’esigenza di dar voce a tutto quello
che quotidianamente facciamo e dal desiderio impellente di avere un impatto sulle persone e sul
territorio in cui viviamo. Abbiamo deciso di presentarci, così, attraverso l’evento TAWAVE – l’onda
del cambiamento. Quello che ci auguriamo, con questa prima edizione, è di poter essere un punto di
riferimento nel settore dell’innovazione e di creare sinergie tra imprenditori, studenti e appassionati
di digital, per crescere, migliorare insieme e dare vita ad una Community vera e propria.”

Hanno contribuito all’ideazione dell’iniziativa Sabanet, software house tarantina con sedi in tutta
Italia, e Pirola Pennuto Zei & Associati, primario studio di consulenza tributaria e legale in Italia,
che da tempo promuove iniziative congiunte per diffondere consapevolezza sui temi della tecnologia
e dell’innovazione digitale all’interno delle aziende.

Importanti sostegni alla manifestazione sono arrivati dalle aziende del territorio, fra cui: Rino
Petino srl (MAIN SPONSOR) – Progetto Automatico srl – Abintrax srl – Medical Center
Taranto srl – Fondazione Taranto25, Lavanderia Fanelli srl, Tinazzi srl.

Ribadiamo che l’evento “TAWAVE: Sostenibilità digitale e società data driven” si terrà a
Taranto sabato 25 settembre, dalle ore 15:00 alle 20:30 e che la partecipazione è gratuita,
trattandosi però di posti limitati l’iscrizione è obbligatoria.

Il Workshop d’apertura è riservato a n° 20 persone.

Per iscriversi è necessario compilare il Form disponibile al seguente link
https://www.tawave.it/evento/ o, in alternativa, inviando una e-mail all’indirizzo:
eventotawave@gmail.com

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La Copertina d’Artista - Orizzonte Elettrico
La sagoma di un’iconica “Vespa” si staglia su uno sfondo nero e ci abbaglia – letteralmente – dalla
Copertina d’Artista di questo numero di Agosto, dedicato alla rivoluzione elettrica con il focus sulla
mobilità.

L’artista ha colto perfettamente lo spirito di questo numero di Smart Marketing, dal titolo di
“Orizzonte Elettrico”, ed ha confezionato un’opera che da una parte richiama il senso della
mobilità con la mitica Vespa, lo scooter della Piaggio che nel secondo dopoguerra motorizzò la voglia
di ricostruzione e di ripartenza degli Italiani, dall’altra, realizzando l’opera con delle lampadine, ha
perfettamente definito quell’aggettivo, “elettrico”, presente nel titolo del nostro magazine.
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Agosto 2021, realizzata da Valerio D’Elia.
Ma quest’opera è molto di più, osservandola meglio emergono altre cose che ad una prima occhiata
ci potrebbero essere sfuggite. L’opera richiama ed omaggia fortemente le famose “luminarie” delle
tradizionali feste patronali del Sud Italia, che sono diventate note a tutti gli abitanti dello stivale
grazie al turismo interno che sta portando molti Italiani a scoprire il Bel Paese e tantissimi
settentrionali a conoscere borghi, tradizioni ed usanze del Meridione.

               Scopri il nuovo numero: “Orizzonte elettrico”
      Al pari di quella digitale, la rivoluzione elettrica è arrivata quasi sottovoce e sta prendendo
  letteralmente piede molto velocemente. E quando si parla di rivoluzione elettrica, tra le altre cose,
                                      non si può non parlare di mobilità.

Ma c’è di più: l’opera è allo stesso tempo un oggetto di design e una lampada con funzioni pratiche,
e sarebbe un’ottima idea regalo per “irradiare” di bellezza qualsiasi angolo della nostra casa.
Un’opera che allo stesso tempo ci invita alla mobilità, ci illumina con le sue luci e – come solo l’arte e
gli artisti sanno fare – condensa e cristallizza nella sua forma ogni possibile significato di “orizzonte
elettrico”.
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ight – con alcune sue opere.

L’opera si intitola “Vespeggiando in Puglia”, e questo dissipa ogni nostro dubbio sull’origine e i
natali dell’autore che forse avevamo già intuito, Gipsylight, al secolo Valerio D’Elia, un giovane
artista e designer tarantino che infonde nelle sue creazioni le tradizioni, i colori, le forme, in una
parola il mood del lifestyle pugliese o, se volete una definizione più dotta: “un artista perfettamente
in sintonia con il genius loci della sua terra”.
Valerio D’Elia è nato a Taranto nel 1987;
  laureato in Economia e Marketing a Parma, torna
  nella sua natia Puglia. Amante della vela, del
  vecchio e del vintage, si destreggia con abilità nei
  lavori manuali di restauro, di recupero e comincia
  a realizzare piccole creazioni di design. Le
  luminarie nascono dal suo amore per la Puglia;
  incantato sin da piccolo dalle grandi installazioni
  delle feste patronali, lui le reinterpreta come vere
  e proprie composizioni artistiche per portare le
  luci della Puglia in tutte le cose e se possibile in
  tutte le case. Il suo claim è “M’Illumino di
  Puglia”.

  La sua arte lo riporta alla luce da un periodo buio; ricava una piccola bottega in un polveroso
  sottoscala nel quale ancora oggi, in compagnia del suo inseparabile fratello Riccardo, adora
  rinchiudersi e creare le sue luminarie artistiche con dedizione, ironia ed estro.

  Per informazioni e per contattare l’artista
  Instagram: gipsylight_puglia

  E.mail: gipsylight@hotmail.com

  Partecipazioni

  “Comparte”, Biblioteca Comunale, Lecce;

  “Aperitivi D’autore”, Canneto Beach, Taranto;

  “DueMariWinefest”, Castello Aragonese, Taranto;

  “Concerto di Michele Gregucci”, Casa Vestita, Grottaglie;

  Numerosi allestimenti per diversi eventi in Puglia.

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Orizzonte elettrico - L'editoriale di
Raffaello Castellano

  La notizia, poco considerata dai media
  tradizionali, è sensazionale, se non proprio
  epocale.

  Tutto avviene mercoledì 14 luglio a Bruxelles: una proposta della Commissione prevede
  l’abbattimento del 100% delle emissioni delle auto in vendita a partire dal 2035. E, fra le
  varie misure di questo ambizioso pacchetto di proposte, la più eclatante è quella che contempla
  che dal 2035 in poi non potranno più essere venduti veicoli che emettono Co2.

  È la stessa presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen che lo ha spiegato bene
  in una conferenza stampa: “Oggi presentiamo una strategia con la quale raggiungere i nostro
  obiettivi climatici, che non sono solo un impegno politico, sono ormai un obbligo
  giuridico.Cambiamenti di questo tipo non sono mai facili. Molti diranno che dobbiamo fare meno e
  più lentamente. Ma nella situazione in cui versa il nostro pianeta fare meno significa non fare
  nulla, e non possiamo permettercelo”.

Fin qui la politica che, come sappiamo ha i suoi tempi e le sue procedure, spesso e volentieri
farraginose e lente; ma veniamo ad un’altra dichiarazione, questa sì senza dubbio epocale, fatta
questa volta da uno dei produttori di auto più antichi, prestigiosi e ricchi del mondo.
Il 22 luglio, esattamente una settimana dopo l’annuncio di Bruxelles, è la gloriosa casa
automobilistica di Stoccarda Mercedes a scuotere i mercati e l’attenzione dei media più attenti, con
un comunicato ufficiale che dichiara che “dal 2025 verranno sviluppate esclusivamente
piattaforme elettriche. Entro lo stesso anno la società si aspetta che le auto
completamente elettriche e ibride-elettriche costituiscano il 50 per cento delle vendite,
migliorando così la precedente previsione che fissava lo stesso obiettivo al 2030”.

È lo stesso ceo Ola Kallenius che ha precisato la strategia e gli obiettivi aziendali: “La Mercedes
sarà pronta alla trasformazione come azienda esclusivamente dedicata alle elettriche entro la fine
del decennio, quando le condizioni di mercato lo permetteranno. Abbiamo bisogno di spostare il
dibattito da quando si costruisce l’ultimo motore a combustione, perché non è rilevante. La
questione è quanto velocemente si possa ‘scalare’ fino a essere vicini a una quota del 100 per cento
elettrico, e questo è ciò su cui ci stiamo concentrando”.

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us, ceo di Daimler e Mercedes-Benz.

Insomma è la Mercedes a parlare, il marchio che ha inventato l’automobile così come la
conosciamo, una società che domina non solo il mercato ma anche le competizioni sportive come la
Formula 1, da sempre laboratorio on the road per sviluppare e testare nuove tecnologie che poi
confluiranno nelle auto di serie del marchio, quindi si tratta davvero di una svolta epocale che, a
cascata, riguarderà altri costruttori e poi, si spera, l’intero comparto automobilistico.

Ma la rivoluzione elettrica, soprattutto in ambito mobilità, è già da
tempo in atto sotto i nostri occhi con una velocità costante ed
inarrestabile.
Come sapete abito in una città del sud Italia, a Taranto, certo non nota per la sua propensione alla
mobilità green, eppure anche qui, in una città che certo non è Milano o Bologna, sono almeno 3 anni
che la rivoluzione – o meglio – l’Orizzonte elettrico, come lo abbiamo chiamato noi di Smart
Marketing, è in pieno sviluppo. L’amministrazione guidata dal sindaco Rinaldo Melucci sta
facendo della svolta green la sua bandiera, ed infatti è da poco più di un anno che un servizio di
monopattini elettrici (più tardi anche di motocicli), molto efficiente e capillare, gestito dalla nota
azienda “BitMobility”, è disponibile per i cittadini attraverso un’apposita app a tariffe
estremamente convenienti.

               Scopri il nuovo numero: “Orizzonte elettrico”
      Al pari di quella digitale, la rivoluzione elettrica è arrivata quasi sottovoce e sta prendendo
  letteralmente piede molto velocemente. E quando si parla di rivoluzione elettrica, tra le altre cose,
                                      non si può non parlare di mobilità.

Ed ancora precedente è l’esperienza della startup “Taranto in Calessino”, che nasce nel 2017
nell’ambito di “StartTà”, un incubatore di impresa fra pubblico, privato e università, che consente,
attraverso l’utilizzo dei calessini – il famoso tre ruote della Piaggio conosciuto con il nome
commerciale di “APE” – di esplorare diversi itinerari turistici nella città dei due mari.

Il parco veicoli della startup tarantina è ancora con motore endotermico, ma noi di Smart Marketing
abbiamo raggiunto al telefono il titolare, Giovanni Cianciaruso, che ci ha raccontato della volontà
di trasformare il suo parco mezzi, composto da 4 calessini, aggiornando i motori da endotermici ad
elettrici. A tal proposito lo stesso Cianciaruso ha dichiarato: “Quest’anno abbiamo avviato le pratiche
per la richiesta di un finanziamento ad Invitalia per rinnovare i nostri calessini trasformandoli in
elettrico; abbiamo preso contatto anche con l’azienda Newtron Group di Messina, l’unica
riconosciuta dalla Piaggio, e appena sapremo l’ammontare del finanziamento cominceremo a
trasformare il nostro parco mezzi. La trasformazione ci costerà circa 10.000 euro a calessino,
mentre un calessino nuovo costa circa 8.000 euro, ma credo che allungare la vita di questi mezzi –
evitando la demolizione e lo smaltimento delle carrozzerie – sia la scelta più giusta, anche perché mi
sono affezionato a questi miei calessini, con i quali è cominciata la mia avventura imprenditoriale”.
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a startup “Taranto in Calessino”, nata nel 2017.

Insomma, l’Orizzonte elettrico si avvicina sempre di più, è già fra noi, sotto i nostri occhi e quindi
non resta che adeguarsi e seguire – è proprio il caso di dirlo – la corrente.

Noi di Smart Marketing, da sempre attenti alle nuove tendenze in ambito tecnologico ed alle
istanze ambientali e solerti nel divulgare quelle notizie importanti ma bistrattate dai media
mainstream, abbiamo voluto dedicare questo 88° numero, che esce ad Agosto, proprio a quella
rivoluzione elettrica che, come questo editoriale dimostra, è in atto su scala mondiale (Mercedes),
europea (Bruxelles), ma anche locale, come testimonia l’esempio di Taranto con “BitMobility” e
“Taranto in Calessino”.

Abbiamo voluto chiamare questo numero “Orizzonte elettrico” affinché rappresenti non solo
un’esplorazione del presente, ma anche la “visione” ed un “auspicio” del futuro prossimo, quello che
si schiuderà dinanzi a noi alla fine di questo decennio: praticamente domani.

Buona lettura!

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Il SIC e La Scelta della critica – Taranto
  Lo scorso 26 e 27 giugno lo Spazioporto di Taranto ha ospitato la 35° Settimana Internazionale
  della Critica, organizzata dal SNCCI in collaborazione con il Comune di Taranto e l’Apulia Film
  Commission. Noi di Smart Marketing eravamo partner dell’evento e, durante la due giorni,
  abbiamo incontrato altri operatori della comunicazione, fra cui i nuovi amici di InArt – Art
  Where You Are, Damian Killeen & Guglielmo Greco, che hanno intervistato il nostro direttore
  responsabile Raffaello Castellano, e dei quali pubblichiamo molto volentieri il loro contributo.

Normalmente non si include Taranto nella lista degli eventi cinematografici significativi insieme a
Venezia, Cannes, Edimburgo o Sundance negli Stati Uniti, ma forse questo sta per cambiare grazie
anche all’energia imprenditoriale della critica cinematografica Gemma Lanzo, forte sostenitrice
dello sviluppo culturale del Mezzogiorno.

“Con il supporto dell’Apulia Film Commission e del Comune di Taranto, abbiamo presentato nell’arco
di due giorni un programma di sette film, selezionati da una giuria del Sindacato Nazionale Critici
Cinematografici (SIC), che sono stati proiettati nella Settimana della Critica al Film Festival di
Venezia“, sottolinea la critica.

Spazioporto di Taranto, appare come location perfetta per questo evento, con la sua capacità
tecnica di elevata qualità, atmosfera informale e un bar ben fornito.

“Questa è stata l’unica proiezione di questo programma nel Sud Italia, al di fuori di Venezia e
rappresenta un modello ispirante di come le eccellenze presentate nei grandi festival possano essere
divulgate a un pubblico impossibilitato a partecipare all’evento principale”, dice Gemma Lanzo.

Perché proprio Taranto può diventare un nuovo Cineporto?

Raffaello Castellano di Smart Marketing magazine, media partner dell’evento, fissa un caposaldo
piuttosto fondamentale a riguardo: “Per Taranto un evento di questo tipo è importante perché,
anche se molti lo hanno dimenticato, questa città era, fino a una sessantina di anni fa, la cittadina
pugliese del Meridione con il più alto numero di sale pro capite. Il legame dei tarantini con il cinema
è sempre stato significativo, grazie anche alle basi navali che si erano insediate proprio qui”.

Secondo Massimo Causo che, insieme a Davide di Giorgio, è stato tra i due principali
interlocutori del mini festival, il quale ha sperimentato la sua esperienza personale come selettore
del SIC: ‘i critici sono quasi sempre alla ricerca di film di registi nuovi ed emergenti che portino una
nuova prospettiva al mestiere di fare film e che hanno qualcosa di ben distinto da dire’. La
sensazione generale di questa selezione era di realismo grintoso, piuttosto che di umorismo o
intrattenimento popolare. Detto questo, la qualità era uniformemente alta e molti dei film
meritavano sicuramente una distribuzione ben più ampia.

Il momento clou dell’evento è stata la proiezione del vincitore della ‘35a edizione della Settimana
della Critica’, “GHOSTS“, preceduta da un’intervista in streaming con la regista, Azra Derniz
Okyay, che ha parlato direttamente delle sue esperienze in quel giorno di oppressione della polizia
nelle strade di Istanbul durante una protesta contro l’oppressione delle comunità LGBTQ e trans in
Turchia. Moderata da Gemma Lanzo, questa sessione ha visto anche i contributi di Beatrice
Fiorentino, in rappresentanza della Settimana Internazionale della Critica (SIC) e di Simonetta
Dellomonaco, Presidente dell’Apulia Film Commission.

Dal nostro punto di vista, sono risultati eccezionali: “50-OR DUE WHALES MEET AT THE
BEACH” del messicano Jorge Cuchi, una versione contemporanea di Romeo e Giulietta, con una
conclusione più che straziante; ‘TOPSIDE‘ di Celine Held e Logan George, USA, in cui una
bambina, la cui vita intera è stata vissuta nei labirinti sotterranei sotto New York, è costretta a
confrontarsi con la realtà del mondo fuori terra e dei compromessi che sua madre ha dovuta fare per
mantenerla; e il cattivissimo “SHORTA“, film danese di Anders Olholm e Frederik Louis Hviid, in
cui un poliziotto rabbioso, i cui estremi di violenza a cui possono condurre il razzismo bianco e gli
abusi di potere, saranno in seguito completamente esposti a effetti collaterali decisamente
devastanti.

Questi film, molto diversi, erano uniti dalla qualità della loro narrazione, dalle loro rappresentazioni
inflessibili delle realtà contemporanee e da un barlume di luce nelle loro raffigurazioni della vecchia
idea che “l’amore vince su tutto” e che la società umana potrebbe evolversi in qualcosa di meglio
(forse…). Le tecniche cinematografiche sono state portate al limite in questi e in altri film in
programma.

‘Porta Napoli’, quartiere che sta decisamente rinascendo si sta aprendo a più opportunità, un po’
come succede in alcune città del Nord Europa, in cui troviamo quartieri dedicati esclusivamente
all’arte, alla cultura, a ritrovarsi per raccontare qualcosa’ spiega Sabrina Morea, pubbliche
relazioni Spazioporto.

Davide Di Giorgio, critico cinematografico, descrive un’altra significativa realtà: ‘Un evento del
genere fa parte di un programma più ampio che la città sta conducendo per reinventarsi. Quindi,
poter mettere in scena la presentazione esclusiva della scelta della critica, contribuisce sicuramente
a ridisegnare il percorso culturale della città’.

Taranto dovrebbe essere molto orgogliosa di questa aggiunta alla sua vita culturale in continua
espansione, nell’impaziente attesa della sua prossima edizione a Spazioporto, trampolino di lancio
dell’immaginazione a Porta Napoli, quartiere culturale emergente della città.

by Damian Killeen & Guglielmo Greco Piccolo – pics ©ourtesy InArt – Art Where
You Are

English version
We don’t normally include Taranto on the list of significant film events along with Venice, Cannes,
Edinburgh or Sundance in the US, but maybe that is about to change through the entrepreneurial
energy of the film critic Gemma Lanzo, and a strong supporter of cultural development in the South.

With the support of the Apulia Film Commission and the Comune of Taranto, Gemma presented
over two days the programme of seven films, selected by a panel of the National Union of Film
Critics (SIC), that were shown in the Critic’s week of the Venice Film Festival. The venue, the
Spazioporto in Taranto, was perfect for this event, with its high quality technical capacity and its
informal vibe and well stocked bar. ‘This was the only showing of this programme in South of Italy,
outside of Venice and it serves as an inspiring model of how the excellence presented in major
festivals can be disseminated to audiences unable to participate in the main events’, Gemma says.

Why Taranto can become a new Cineporto?

Raffaello Castellano from Smart Marketing Magazine, media partner event, highlights a relevant
strong point about: ‘For Taranto an event like this is important because, even if many have
forgotten, this city was, up to sixty years ago, the Apulian town in the South with the highest number
of cinemas per capita. The connection of the Taranto people with the cinema has always been
significant, thanks also to the naval bases here’.

According to Massimo Causo who, along with Davide Di Giorgio, was a major interlocutor in the
mini festival, and who has personal experience of being on the SIC selection panel, the critics are
looking for films from new and emerging directors who bring a fresh perspective to the craft of film
making and who have something distinctive to say. The overall feeling of this selection was one of
gritty realism, rather than of humour or popular entertainment. That said, the quality was uniformly
high and several of the films were definitely deserving of wider distribution.

A highlight of the event was a showing of the winner of the ‘35th edition of the Critic’s Choice’,
‘Ghosts’, preceded by a live interview with the director, Azra Derniz Okyay, speaking directly
about her experiences that day of police oppression in the streets of Istanbul during a protest
against the oppression of the LGBTQ and trans communities in Turkey. Moderated by Gemma Lanzo,
this session also included contributions from Beatrice Fiorentino, representing the International
Critics’ Week (SIC) and from Simonetta Dellomonaco, President of the Apulia Film Commission.

Outstanding for us were ’50-OR TWO WHALES MEET AT THE BEACH’ from Jorge Cuchi of
Mexico, a contemporary take on Romeo and Juliet , with a harrowing conclusion; ‘TOPSIDE’ by
Celine Held and Logan George, USA, in which a child, whose whole life has been experienced in
the underground labyrinths beneath New York city, is forced to confront the realities of the above
ground world and of the compromises her mother has had to make to maintain her; and ‘SHORTA’ a
Danish film by Anders Olholm and Frederik Louis Hviid, a bad cop good cop movie, in which the
extremes of violence to which white racism and abuses of power can lead are fully exposed to
devastating effect.

These very different films were united by the quality of their storytelling, their unflinching
representations of contemporary realities and by a glimmer of light in their representations of the
old idea that ‘love conquers all’ and that human society might evolve into something better. Film
techniques were stretched to the limits in these and other films in the programme.

‘Porta Napoli ‘, a neighborhood that is definitely being reborn, is opening up to more opportunities,
as happens in some cities of Northern Europe, where we find neighborhoods dedicated exclusively to
art and culture, for everyone with something to say’, explains Sabrina Morea, public relations
Spaceport.

Davide Di Giorgio, film critic, describes another significant reality: ‘Such an event is part of a
broader program that the city is conducting to reinvent itself. Therefore, being able to stage the
exclusive presentation of the Critics’ Choice certainly contributes to redesigning the cultural path of
the city’.

Taranto should be very proud of this addition to it’s expanding cultural life and we look forward to
its next edition in Spazioporto, a launchpad of the imagination in Porto Napoli, Taranto’s emerging
cultural quarter.

by Damian Killeen & Guglielmo Greco Piccolo – pics ©ourtesy InArt – Art Where
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"The Rossellinis", il docu-film di
Alessandro Rossellini alla Settimana
Internazionale della Critica a Taranto
Si è da poco conclusa la 35esima Settimana Internazionale della Critica a Taranto, l’evento
realizzato dall’Apulia Film Commission, Comune di Taranto e SNCCI e finanziato dalla Regione
Puglia, che si è svolto il 26 e 27 giugno presso lo Spazioporto di Taranto, struttura dedicata al
mondo del cinema, nata da pochi mesi nella cittadina jonica; media partner dell’evento il nostro
magazine Smart Marketing.

Due giorni di proiezioni, a cura del Critico Cinematografico SNCCI Gemma Lanzo, che si sono
conclusi con l’intervento dei critici Massimo Causo e Davide Di Giorgio, che hanno anticipato la
visione del docu-film “The Rossellinis”.

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ne del docu-film “The Rossellinis”, allo Spazioporto durante la SIC a Taranto.

Il docu-film è diretto da Alessandro Rossellini, nipote del famoso regista Roberto Rossellini e il
motivo che l’ha spinto a girare questo documentario è raccontare e raccontarsi la verità, quella
verità che sta dietro il genio universalmente riconosciuto che ha girato il capolavoro “Roma città
aperta”, rendendolo uno dei film simbolo del neorealismo cinematografico italiano.

Alessandro, nipote cresciuto dai nonni quasi come un figlio, cerca di ricostruire le vicende di tutta la
famiglia partendo dal legame particolare che lo lega ad ogni componente della grande famiglia dei
Rossellini.

Il documentario inizia con il funerale di nonno Roberto, che diventa l’espediente per presentare tutti
i protagonisti, insieme ai titoli di testa che mostrano una panoramica di foto di famiglia. Dopo
quarant’anni il regista si ritrova nella cappella di famiglia con la zia Isabella e inizia il racconto della
sua vita sfortunata, fatta di problemi con la droga e mancanza di denaro, condizioni in cui, visto il
prestigio delle sue origini, mai si sarebbe aspettato di vivere.

Tanti i conflitti nella sua grande famiglia e tanta l’ossessione per quel capofamiglia che amava avere
tutti al suo cospetto, in sua adorazione, come fossero allo stesso livello dei tanti fan che aveva nel
mondo.

Il regista intervista dapprima suo padre Renzo, regista anche lui, e da lì inizia il tormentato racconto
della madre, il cui allontanamento probabilmente è stato causato proprio dalla famiglia.
Successivamente Alessandro va in visita alla residenza estiva di Ingrid Bergman dopo la separazione
e incontra lo zio Roberto e tra i tanti racconti di famiglia il regista parla di questa ansia da
prestazione che lo accompagna sin da piccolo, quando tutti prevedevano per lui un futuro
meraviglioso.

Svelando le sue fragilità e ripercorrendo la vita di tutta la famiglia, Alessandro cerca di persuadere
tutti dell’esistenza di una vera e propria sindrome, una sorta di malattia che colpisce lui e tutti i suoi
familiari, la “rossellinite”, un mix di sentimenti che fa sentire sempre inadatti, ma desiderosi di
bellezza, di successo, una ricerca affannosa di quella perfezione che tanto rivede nella famiglia della
zia Isabella. Isabella Rossellini, forse l’unica della famiglia ad aver raggiunto la notorietà del grande
Roberto, bella, bellissima, attrice, modella, donna forte e vincente dalla luminosa carriera, ma anche
piena di grande dolcezza ed umanità, quella stessa umanità che l’ha spinta in passato ad aiutare
economicamente il nipote Alessandro, quando quest’ultimo le chiese denaro per difficoltà
economiche, che poi utilizzò per un Rolex, per cercare di sentirsi anche lui, nel suo piccolo, un
vincente.

Il docu-film scorre tra video di famiglia, spezzoni di film, interviste dell’epoca e prosegue con
l’intervista ai figli di Isabella e alla sorella gemella Isotta Ingrid, che racconta di aver vissuto tutta la
vita con il peso del continuo paragone con la sorella, così diversa da lei e dalla bellezza così
irraggiungibile.
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ilm The Rossellinis

Uno dei momenti più toccanti è sicuramente l’incontro del regista con la madre che ora vive in una
clinica e che non vedeva da otto anni: lei era una bellissima ballerina di colore e la conoscenza con
Renzo fu nel segno di quella tanto ostentata inclusione di cui il nonno Roberto si faceva portavoce,
ma nella sua famiglia allargata questa donna non ha mai meritato un posto, infatti, racconta di
essere stata allontanata e di aver dovuto lasciare il figlio ancora piccolo.

Ma le molteplici vite di Roberto Rossellini non finiscono qui, perché finiti i soldi e in crisi con il
cinema, lui parte per l’India dove troverà l’ennesima moglie con cui formerà un’altra famiglia.

Questo percorso storico e interiore si conclude con una grande riunione di famiglia in cui il regista
dopo tanti anni metti insieme tutti i Rossellini e scopre che in realtà la “rossellinite” era tutta nella
sua testa, perché davanti si ritrova sicuramente una famiglia non usuale, allargata e complessa, ma
assolutamente piena di amore; si accorge che probabilmente lui, con la sua vita difficile, è stato il
collante di questo ramificato albero genealogico.

A fare da timbro a questa ritrovata unione familiare ci ha pensato la rivista Vogue Italia, che ha
deciso di fotografare tutta la famiglia Rossellini, dai più grandi ai più piccoli, tutti con abiti firmati
Dolce e Gabbana, a suggello di quella bellezza che li tocca inevitabilmente, grazie solo a quel
cognome.

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Si è conclusa anche la seconda ed ultima
giornata della SIC allo Spazioporto di
Taranto, con gli ultimi 4 film e un
interessante talk
Con le ultime 4 proiezioni e un interessante talk, si è conclusa la due giorni della Settimana
Internazionale della Critica a Taranto promossa dal Sindacato Nazionale Critici
Cinematografici Italiani (SNCCI), dal Comune di Taranto e dall’Apulia Film Commission.

L’evento, fortemente voluto dalla critica cinematografica Gemma Lanzo, ha riunito un contenuto
ma appassionato ed irriducibile gruppo di spettatori che, nelle giornate del 26 e 27 giugno, hanno
sfidato temperature torride e rinunciato al mare ed alle partite della nazionale pur di scoprire quelle
nuove “geografie cinematografiche” che stanno ottenendo tanti premi e riconoscimenti in festival
e rassegne.

Domenica 27 il primo film in programma è stato “Non odiare”, di Mauro Mancini, una produzione
italo-polacca passata anche nelle sale italiane lo scorso settembre, che vede protagonista
Alessandro Gassmann. Il film racconta la storia di Simone, uno stimato chirurgo di origine ebraica,
che conduce una vita tranquilla a Trieste. Un giorno si trova a soccorrere per strada un uomo, ma
una volta scoperta sul petto di quest’ultimo una svastica tatuata decide di non prestargli soccorso.
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“Topside”.

Secondo film in programma è stato il crudo e visionario “Topside” dei registi Logan George e
Celine Held. Il film comincia con un vero e proprio rastrellamento nei tunnel sotterranei della
metropolitana di New York, in una gelida notte d’inverno: una madre, Nikki, interpretata da Celine
Held (impegnata nel doppio ruolo di regista ed attrice), e sua figlia di 5 anni, Little, sono costrette a
scappare ed a lasciare quella fatiscente e precaria condizione che loro chiamano casa. Attraverso un
ampio uso della videocamera a mano, dello steadycam, dell’illuminazione naturale e di un montaggio
veloce spesso nervoso, i due registi ci consegnano una visione totalmente inedita della Grande Mela,
dove dominano degrado, sporcizia, vite al margine ed un’umanità cinica e smarrita. Il film sembra
dirci che il “sogno americano” è ormai sepolto nel profondo ed oscuro abisso di New York.

Terzo lungometraggio in programma è stato il tesissimo e sincopato poliziesco danese “Shorta” dei
registi Frederik Louis Hviid e Anders Ølholm. Siamo a Svalegården, l’immaginario quartiere di
Copenhagen abitato in maggioranza da immigrati non occidentali, che diventa il teatro ideale per
ospitare la rivoluzione “dal basso” che esplode nel corso del film. Tutto accade perché un ragazzo
fermato dalla polizia (shorta in arabo) è morto per le brutalità subite. Siamo in Danimarca, ma
potrebbe benissimo essere la Minneapolis del caso George Floyd; in realtà la pellicola, che sembra
un instant-movie, prende ispirazione dal caso molto simile di Benjamin Christian Schou, vittima di
un altro arresto violento avvenuto nel 1992 proprio in Danimarca.
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“
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rta”.

Il film si incentra sul viaggio attraverso il ghetto di Svalegården di due poliziotti rimasti a piedi ed
isolati, che attraverso la loro fuga metteranno in crisi le loro convinzioni etiche e morali. Girato con
un ampio uso della ripresa a mano, con una fotografia calda e fortemente contrastata e con un
montaggio frenetico, il film ci proietta direttamente nell’azione, dove anche noi spettatori facciamo i
conti con le nostre convinzioni e la paura dell’altro.

Alle 21:30 è andato in scena il talk, che ha visto dialogare Gemma Lanzo con gli altri due critici
cinematografici SNCCI presenti, Massimo Causo e Davide Di Giorgio, che hanno parlato
dell’importanza che per il cinema mondiale hanno tutte quelle “geografie cinematografiche” solo
all’apparenza minori e che tanti premi e riconoscimenti stanno ottenendo nei festival e nelle
manifestazioni cinematografiche di mezzo mondo.

  Proprio ai due critici ospiti della SIC a Taranto noi di Smart Marketing, media partner
  dell’evento, abbiamo chiesto due dichiarazioni in merito ai film della Settimana
  Internazionale della Critica.

A chiudere il programma di questa due giorni di visioni cinematografiche è stato il documentario
“The Rossellinis”, di Alessandro Rossellini, che con un piglio ironico ma veritiero e documentato
esplora la vita, anzi l’epopea, della famiglia Rossellini, soffermandosi soprattutto sulla figura del
grande Roberto Rossellini, che qui viene visto innanzitutto nella sua dimensione umana più che
artistica. La nostra contributor Simona De Bartolomeo, presente alla SIC, presto recensirà questo
interessante documentario.
Il filo rosso che univa i film proiettati è stato quello di una visone cupa della condizione umana, fra
povertà, emarginazione, razzismo, violenza e mancanza di speranza. Val la pena ricordarlo, tutti i
lungometraggi sono stati prodotti nel 2020, e quindi presumibilmente girati fra il 2018 e il 2019,
cioè prima dello scoppio della pandemia da Coronavirus. Questi film hanno, quindi, risentito più
della crisi sociale innescata dalle politiche di Trump e compagnia bella e della radicalizzazione del
pensiero e della generale crisi di valori che degli effetti della pandemia da Covid-19.

Chissà, allora, cosa dobbiamo aspettarci dopo un anno come quello che tutti abbiamo vissuto; alla
prossima SIC, io spero che la speranza accompagni la visione e la riflessione sia dei registi che dei
critici selezionatori, perché, dopo il 2020, il cinema quest’anno deve tornare a farci sognare sia di
mondi possibili che di orizzonti probabili.

Si chiude quindi, in questo torrido fine giugno 2021, la due giorni della SIC a Taranto, che ha
proposto 7 lungometraggi selezionati dal SNCCI all’ultima Biennale di Venezia, quella del 2020,
che arrivano allo Spazioporto con 8 mesi di ritardo e due rinvii a causa della pandemia da
Coronavirus, che per fortuna non hanno fermato l’entusiasmo e la determinazione di Gemma
Lanzo, risoluta come non mai a non far saltare il secondo anno della SIC a Taranto.

L’evento ha visto la sinergia del SNCCI, del Comune di Taranto e dell’Apulia Film Commission
e, come successe nel 2019, ha permesso ai Tarantini di scoprire e godere di due giorni di visioni e
suggestioni appartenenti ad “altre geografie cinematografiche”, diverse, variegate ed estremamente
vitali.

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Prima giornata di proiezioni della SIC allo
Spazioporto di Taranto: come scoprire il
mondo esplorando le geografie
cinematografiche più interessanti
Si è svolta ieri la 1° giornata della SIC a Taranto, che ha permesso ad un piccolo, ma appassionato
gruppo di spettatori, che hanno sfidato un torrido sabato di fine giugno, di vedere i primi 3 film dei 7
in programma.

I sette lungometraggi sono quelli selezionati dai critici cinematografici del SNCCI (Sindacato
Nazionale Critici Cinematografici Italiani) per la Settimana Internazionale della Critica, uno
dei più importanti appuntamenti della scorsa Biennale di Arte Cinematografica di Venezia.

È grazie all’impegno della critica cinematografica Gemma Lanzo, membro del consiglio nazionale
del SNCCI, che insieme al Comune di Taranto e all’Apulia Film Commission sono riusciti a
portare in trasferta la SIC dalla città lagunare a quella dei due mari, che ieri abbiamo potuto vedere
tre film d’autore davvero interessanti.

Il primo film proiettato è stato il crudo, romantico e disturbante “50 o Dos Ballenas se
Encuentran en la Playa” (Messico 2020), del regista 58enne Jorge Cuchi. Una storia
adolescenziale fuori dagli schemi che mette in scena la relazione fra Félix ed Elisa, impegnati nella
50 sfide del famigerato gioco “Blue whale”, che, attraverso sfide di difficoltà e rischio sempre
crescenti, alla fine dovrebbe terminare con il suicidio dei partecipanti. Il film è girato con un grande
uso del piano sequenza e dello split screen per mostrarci in contemporanea le vicende dei due
protagonisti, gli straordinari ed intensissimi Karla Coronado e José Antonio Toledano.
Incredibilmente suggestive e potenti le musiche di Giorgio Giampà ed i suoni di Alvaro Mei.

Il secondo film è stato l’ucraino “Bad roads”, titolo originale Pohani Dorogy, della 46enne
drammaturga, sceneggiatrice e regista ucraina Natalya Vorozhbit. Acclamatissimo a Venezia, il
film parte da uno spunto interessante, mostrare gli orrori della guerra senza mostrare mai una
battaglia, ma mostrando gli effetti sui civili e indifesi, ma i quattro episodi, anzi quadri, di cui è
composto sono eccessivamente cinici e violenti, soprattutto il 3° episodio, che per il suo esagerato e
gratuito calcare sulla misoginia, violenza e crudezza non slemberebbe girato da una donna.

Infine, prima dell’ultimo film in programma, c’è stato l’evento speciale della serat: alle 20:30, in
diretta online, Gemma Lanzo dallo Spazio porto ha dialogato con la regista turca vincitrice del Gran
Premio della SIC 2020, la 38enne Azra Deniz Okyay, e con Beatrice Fiorentino, delegato della
SIC.

Alla fine della chiacchierata online è stato proiettato proprio il film di Azra Deniz Okyay, “Ghosts”,
titolo originale Hayaletler, che in uno stile molto cinematografico mescola e fa collidere quattro
storie e quattro vite diversissime sullo sfondo di una Turchia contemporanea, divisa fra passato e
futuro, fra poteri forti e giovani idealisti. Un affresco neorealista che sfocia nel musical elettro-punk,
mescolando generi e linguaggi, e strizza l’occhio al cinema sia dei fratelli Dardenne che a quello di
Jonathan Demme.

Si replica stasera con gli ultimi 4 film in programma e il talk, alle ore 21:30, con i critici
cinematografici Massimo Causo, Davide Di Giorgio e Gemma Lanzo.

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Ritorna a Taranto, per il secondo anno, la
“Settimana Internazionale della Critica
(SIC)”, che proporrà i 7 film proiettati
durante l’ultima edizione della Biennale
d’Arte Cinematografica di Venezia

Per due giorni, sabato 26 e domenica 27 giugno, lo Spazioporto di
Taranto, ospita la 2° edizione della “Settimana Internazionale della
Critica” (SIC).
Con l’accordo firmato tra la Fondazione Apulia Film Commission, il Sindacato Nazionale
Critici Cinematografici Italiani (SNCCI) e il Comune di Taranto, la Città Jonica torna ad
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