ANNO ACCADEMICO 2022-2023 CORSO MEDIOEVO LEZIONE DEL 26 APRILE - DOCENTE: Dott. Paolo Zubelli
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I POPOLI GERMANICI: I LONGOBARDI Paolo Diacono monaco di Montecassino di origine longobarda, scrisse intorno al 780, Historia Longobardorum. Da lui sappiamo che le origini dei Longobardi potrebbero essere in Scandinavia e che prendono il nome dalle lunghe barbe portate incolte. In realtà, al di là della fumosa origine, troviamo questo popolo inserito fra quelli germanici. Troviamo, infatti, loro insediamenti nella Germania settentrionale ma, ai fini della nostra storia, dobbiamo pensarli insediati in Pannonia (Ungheria), all’interno dei confini imperiali come federati dell’impero bizantino. Da questo impero vengono chiamati in Italia come alleati contro i Goti e … l’Italia fece loro una buona impressione. Nel 568 Alboino entrò in Italia da est con circa 300.000 persone (fra cui non più di 100.000 guerrieri) non solo Longobarde: infatti Alboino chiese aiuto anche ai Sassoni e, durante il cammino, altri gruppi si uniranno. L’invasione dei Longobardi avviene per cause peculiari e diverse da quelle usuali di altre popolazioni barbariche (la spinta di altri popoli). Alboino invade l’Italia sostanzialmente perché è … facile e lui lo sa. I Longobardi in Italia Il Paese è in ginocchio dopo le guerre gotiche. VI-VII secolo. Mappa estratta dai File Wikipedia di In breve i Longobardi ebbero ragione delle esauste forze bizantine. «pubblico dominio» Alboino si preoccupa di dare un’ organizzazione amministrativa ai suoi possedimenti definendo i ducati.
I POPOLI GERMANICI: I LONGOBARDI 572, Rosmunda, moglie di Alboino, vendica il padre favorendo l’uccisione del marito durante una congiura cui Bisanzio non era estranea. Per la cronaca Rosmunda non riesce ad imporre all’assemblea il suo amante come re, e viene uccisa. Clefi viene nominato re ma un’altra congiura di palazzo ne provoca la morte dopo poco più che un anno di regno. Per dieci anni i duchi longobardi non eleggono un altro re e molti duchi dichiarano fedeltà all’imperatore di Bisanzio. Nel 584 viene eletto Autari, figlio di Clefi, che espande il territorio a spese dei bizantino (isola Comacina) e respinge incursioni del Franchi aizzati dai bizantini. Autari spostò la capitale del regno da Pavia a Milano. Nel 590 Autari muore, forse avvelenato. Sua moglie Teodolinda sposa Agilulfo duca di Torino. Costui rinforza i domini, respinge le incursioni dei Franchi, rafforza la sua posizione in Italia centrale arrivando ad assediare Roma e a imporre un pesante tributo al pontefice Gregorio Magno. La storia di Rosmunda si ammanta di contorni fantasiosi e macabri: si dice che Alboino, durante un banchetto, bevesse da una coppa fatta col cranio del di lei padre e, anzi, la obbligasse a fare altrettanto : sicché, la notte della congiura, Rosmunda legò la spada di Alboino al fodero. Il re non riuscì a difendersi e venne ucciso. Nella realtà, è probabile che Alboino morisse nel suo letto e la vedova, secondo l’usanza, poteva legittimare un successore col matrimonio . Rosamunda propose il suo amante. Ma l’assemblea dei guerrieri doveva approvare la scelta. L’assemblea dei guerrieri non approvò.
I POPOLI GERMANICI: I LONGOBARDI La moglie, di origine bavara e cattolica, portò , però, il marito sulla via del negoziato con Bizantini, Franchi e papato e influì sulle conversioni dei Longobardi dall’arianesimo al cattolicesimo. La regina elesse Monza come residenza estiva e la abbellì con una cappella ove si trova la Corona Ferrea, che si dice modellata intorno ad un chiodo della Croce e che diventerà la corona dei re d’Italia. Dopo Agilulfo scomparso nel 616 dovremo aspettare il 636 per avere una figura di spicco fra i Re Longobardi: Rotari. Rotari espanse i confini del regno a spese dei bizantini, ma divenne famoso per l’editto che da lui prese il nome: l’Editto di Rotari. Opera in latino ( anche se con moti neologismi germanici), l’editto voleva normare la vita delle popolazione Longobarde, mentre gli Italiani avrebbero continuato a seguire le leggi romane. In realtà, col tempo, l’editto venne applicato a tutti i sudditi. Di fatto l’editto sostituisce alla faida il guidrigildo, cioè un rimborso pecuniario in caso di offese alla persone, ratifica la potestà dell’uomo sulla donna(mundio) e nei casi dubbi istituisce l’ordalia. Il codice si basava sul concetto di • Stato (assemblea degli uomini validi alle armi), • diritto della comunità a difendere il proprio territorio, • suddivisione amministrativa in ducati, • giurisdizione basata sulla persona (l’Editto valeva solo per i Longobardi, almeno per un certo tempo).
I POPOLI GERMANICI: I LONGOBARDI Da notare che con l’Editto di Rotari l’organizzazione base delle genti germaniche sippe ( o fara per i Longobardi), cioè famiglia comprendente i discendenti da uno stesso antenato, sfuma in quello di comunità o gruppo liberamente accettato. Questo spiega il passaggio dalla faida, vendetta di sangue, al guidrigildo, indennità monetaria risarcitoria. Dopo Rotari, seguono alcuni monarchi minori. Dovremo aspettare il 662 perché Grimoaldo salga al trono e risolva, almeno momentaneamente il problema delle incursioni dei Franche e dei tentativi Bizantini di riconquistare l’Italia. Dopo Grimoaldo seguirono altri monarchi che impiegarono il tempo in lotte intestine. Nel 712 e fino al 744 regna Liuptrando sotto il quale il domino Longobardo in Italia raggiunge la sua massima espansione a danno dei Bizantini e del papa che di fatto gestiva il cd patrimonio di San Pietro all’interno dell’Esarcato bizantino. Liuptrando corse anche in aiuto di Carlo Martello nel contenere l’espansione araba in Francia. Il conflitto in Italia non portò bene ai Longobardi perché il papa Stefano II chiese aiuto ai Franchi. Pipino, unto dal papa re dei Franchi, scese in Italia , sconfisse Astolfo re dei Longobardi e restituì i territori al papa con l’obbligo, per costui, di non riconsegnarli ai Bizantini; nasceva lo Stato della Chiesa. Nel 756 sale al trono Desiderio, si riaccende la questione dei territori in mano alla Chiesa di Roma, papa Adriano chiama in suo aiuto Carlo Magno , Desiderio viene sconfitto e dopo un lungo assedio in Pavia, finisce prigioniero dei Franchi che lo manderanno in esilio in un monastero oltralpe. Nel 774 finisce il regno longobardo.
I POPOLI GERMANICI: I FRANCHI - MEROVINGI I Franchi sono una popolazione di origine germanica, una delle tante che attraversò il confine dello impero romano e si installò in alcuni territori. Nello specifico i Franchi si insediarono nell’attuale Francia e in parte della Germania. Gregorio di Tours ci ha lasciato una Historia Francorum in dieci volumi. Il termine «franco» potrebbe significare «libero» o «giavellotto». In realtà l’arma che caratterizza i Franchi era una sorta di ascia, francisca, che veniva lanciata contro il nemico prima del corpo a corpo. I Franchi lottarono contro l’impero e a volte si allearono ad esso come fecero tutte le popolazioni germaniche. Li troviamo, sotto il comando di Meroveo, alleati di Ezio contro gli Unni. Alla fine del V secolo di fatto cessò il controllo imperiale nelle terre dei Franchi. Da Meroveo nasce la casata reale dei Merovingi. Dopo Meroveo abbiamo Childerico e quindi Clodoveo. Con Clodoveo i Franchi si convertono al Cristianesimo era il 496. Il battesimo di Clodoveo è un punto centrale della storia di Francia, infatti: • Clodoveo e 3000 dei suoi guerrieri si converte al Cattolicesimo e non all’arianesimo che era maggioritario in altre popolazioni Germaniche come Vandali e Visigoti. • Questo lo pone in perfetta sintonia coi Gallo-Romani da lui conquistati e si guadagna il plauso dell’imperatore Bizantino che guarda a lui come al continuatore dell’Impero Occidentale. • Le lotte dei Franchi contro altre popolazioni barbare ariane saranno viste come guerre contro l’eresia. • C’è da dire che non fu solo calcolo politico, infatti Clodoveo aveva sposato una principessa Cattolica e prima di scegliere il cattolicesimo fece un robusto … catechismo con San Remigio.
I FRANCHI: I MEROVINGI Dopo Clodoveo, sempre per linea di successione maschile (Legge Salica voluta da Clodoveo), abbiamo diversi re che espansero i confini a scapito di altre tribù germaniche (tanto che i Vandali ripararono in Spagna) e il regno venne diviso fra i figli di Clodoveo con intuibili lotte fra fratelli. Con Clotario I, unico fratello superstite il regno si riunifica, ma alla sua morte esso viene di nuovo diviso fra i 4 figli , legittimi ed illegittimi . Clotario ebbe, infatti, 5 moglie ed un certo numero di amanti; ora conto tenuto che le donne non ereditavano, che in qualche caso non ci furono eredi e che era pericoloso, a quei tempi ribellarsi ai padri (Clotario fece, appunto, uccidere un figlio che si era ribellato) , rimasero 3 figli legittimi e uno illegittimo a spartirsi il regno. Clotario muore nel 561. Scoppia una guerra civile fra fratelli. Alla fine, nel 613 prevale Sigeberto, anche grazie alla collaborazione della moglie Brunilde o Brunechilde. E’ proprio Brunilde che , alla morte del marito, reggerà per cinque anni il regno che verrà passato al figlio Childeberto II. Childeberto morirà avvelenato in una congiura di palazzo e la reggenza verrà tenuta ancora da Brunilde , a nome dei suoi nipoti. Ancora una volta il regno veniva separato. Questa situazione andrà avanti fino al 614, quando Clotario II, figlio di uno dei fratelli cui era stato dato in eredità parte del regno di Clotario I, dopo alterne, vicende diventa re di tutti i regni Franchi.
I FRANCHI: I MAGGIORDOMI I regni di Francia mantenevano una loro autonomia ma riconoscevano il primato del re di tutti i Franchi. Lo Stato veniva definitivamente considerato come un patrimonio personale da lasciare in eredità. Nella sua scalata al potere, Clotario II aveva ricevuto un forte aiuto da un gruppo di nobili chiamati «maggiordomi». Per ringraziarli il re associò ai re queste figure con funzione di controllo sulla corte. Non passerà molto tempo che il maggiordomo diventerà la vera autorità dei regni. Dagoberto, figlio di Clotario II, sarà l’ultimo Merovingio a fregiarsi del titolo di rex francorum essendo riuscito a riunificare il regno sotto di se’. Alla sua morte, 639, il regno venne di nuovo suddiviso. La storia dei Franchi trona ad essere una storia di guerre civili, di congiure di palazzo, di matrimoni di comodo, di spedizioni contro i nemici di sempre , i Sassoni, e di reazioni contro i nuovi nemici, i mussulmani. I «maggiordomi» , di fatto, detenevano il potere assoluto e la possibilità di lasciare la carica in eredità. Da ricordare uno di questi, Carlo Martello, che riuscì a stabilizzare i confini coi Sassoni e a contenere le incursioni degli arabi dall’Andalusia anche con l’ausilio dei Longobardi. Celebre, a questo proposito, è la battaglia di Poitiers del 732. Fu un fatto d’arme, tutto sommato minore nel quale la cavalleria islamica fu fermata dalle linee della fanteria pesante Franca. La cosa ebbe una eco immensa e diventò l’emblema della riscossa cristiana. In Carlo, molto più pragmaticamente, confermò l’idea di dotare l’esercito franco di reparti di cavalleria pesante: stava nascendo la cavalleria medievale.
I FRANCHI: I CAROLINGI Il potere dei «maggiordomi» era talmente forte che Carlo decise di non sostituire il defunto re merovingio Teodorico IV e, di fatto regnò in sua vece fino alla morte nel 741. Il regno venne diviso fra i figli, Pipino il Breve e Carlomanno , che decisero di incornare re Childerico III, detto l’idiota, ultimo dei Merovingi. Quando Carlomanno prese i voti ed entrò nell’abazia di Montecassino, Pipino depose Childerico e divenne re di tutti i Franchi. Nel 751 i Merovingi erano finiti ed iniziava l’ascesa dei Carolingi, fondati da Carlo Martello ( che non fu mai formalmente re ). Pipino il Breve fu formalmente incoronato re dal papa che necessitava di supporto contro l’invadenza longobarda. • I Merovingi regnarono per circa tre secoli. • In genere il potere passava per discendenza maschile fra fratelli, non sempre della stessa madre, che per matrimonio, congiure, guerre o semplicemente la morte di un fratello senza eredi maschi, potevano poi diventavano re di più regni. • La scelta di Clodoveo di convertirsi al cristianesimo cattolico, differentemente dalla scelta ariana di altri re germanici, significò un notevole avvicinamento dei Franchi alle popolazione gallo-romane, un interesse positivo da parte di Bisanzio e il favore Papale. • In ultimo, Carlo Martello riorganizzò il sistema agrario per farlo diventare capace di mantenere un certo numero di cavalieri e per legarlo a persone a lui fedeli e gettando così le basi del sistema feudale.
I FRANCHI: I CAROLINGI La deposizione dell’ultimo re merovingio avvenne senza spargimenti di sangue e con l’accordo del papa: Childerico venne portato in un monastero e di lui non si seppe più nulla. Pipino dovette combattere a lungo sia come maggiordomo che come re per ridurre all’obbedienza baroni ribelli, fratellastri bellicosi , popolazioni non ancora domate e cristianizzate come i Sassoni o bande di saraceni. Pipino morì nel 768 dopo aver diviso il regno fra i figli Carlo ( di seguito nominato Magno) e Carlomanno . Alla morte del fratello , Carlo Magno si trovò re di tutto il territorio dei Franchi Carlo proseguì la politica del padre e si trovò ad affrontare nemici interni ed esterni. ❖ dovette lottare per rafforzare i confini e per espandersi e portò a termine l’annosa guerra coi Sassoni che vennero soggiogati e si convertirono al cristianesimo; parimenti conquistò la Baviera e sconfisse gli Avari. ❖ A sud si scontrò coi Longobardi che furono sconfitti e Carlo assunse il titolo di rex Longobardorum. ❖ Tenne buoni rapporti con alcune fazione mussulmane tanto che il califfo Abbaside gli donò il Santo Sepolcro. ❖ I rapporti non furono altrettanto buoni con gli Omayyadi in Spagna. Ci furono spedizioni militari e, durante una di queste, avvenne il massacro di Roncisvalle, in realtà compiuto dai baschi e non dai mussulmani. ❖ Carlo lottò anche contro i danesi e stabilizzò i confini dalle incursioni vichinghe. ❖ I rapporti con l’impero bizantino furono tesi, in primo luogo perché i bizantini non riconobbero la sua nomina a imperatore e, secondariamente, perché l’intervento in Italia andava a scapito della residua autorità Bizantina su Roma, il sud e le terre orientali ( dove si stava affermando una nuova potenza: Venezia).
I FRANCHI: I CAROLINGI ❖ La notte di Natale dell’800, papa Leone III incorona Carlo Imperatore del Sacro Romano Impero. A questa incoronazione si arrivò dopo un periodo di turbolenza che vide Leone III ferito e arrestato. Carlo lo liberò ma dovette imbastire una sorta di processo per confutare le accuse di dissolutezza mosse dei suoi confronti da una fazione che proponeva un nuovo pontefice. Le accuse vennero confutate, non senza qualche imbarazzo. I capi dei congiurati vennero condannati a morte, pena poi commutata nell’ esilio ( alla morte di Carlo i congiurati tentarono ancora di uccidere Leone, ma questa volta furono condannati a morte, e la condanna fu eseguita). Per molti secoli gli imperatori verranno incoronati dal papa di Roma con un gesto che mostrava chiaramente la supremazia dell’ordine spirituale su quello temporale. Per offrire una chiara sintesi dei rapporti fra Stato e Chiesa ai tempi di Carlo, basterà esaminare il mosaico del Triclinium Leoninium in Roma Laterano. L’opera voluta da papa Leone III mostra, su un lato, Cristo che consegna a San Pietro le chiavi e il vessillo con la croce a Costantino e, sull’altro San Pietro che consegna a Leone la veste vescovile e a Carlo il vessillo. Questa è una sintesi del potere e dell’autorità nel medioevo.
I FRANCHI: I CAROLINGI ❖ Carlo non si limitò a garantire ed espandere i confini dell’impero ma svolse anche una profonda opera di rinnovamento giuridico, amministrativo, monetario , culturale ed ecclesiale che va sotto il nome di «Rinascimento Carolingio». ➢ Giuridico: cercò di unificare il diritto attraverso dei capitolari validi in tutto l’impero. Istituì tribunali regolari presieduti dai conti con degli esperti di diritto (scabini), basati su leggi scritte. ➢ Amministrativo: istituì i missi dominici, funzionari imperiali che agivano in coppia (un laico, conte, e un ecclesiastico). Costoro rappresentavano l’imperatore e avevano giurisdizione sul potere politico e sul clero. Presiedevano i tribunali e raccoglievano le lagnanze della popolazione. ➢ Monetario: istituì un sistema di scambi monetari basato sull’argento, più adatto in un’economia chiusa e basata sull’agricoltura più che sul commercio. ➢ Culturale: cercò di aumentare il livello di scolarizzazione, almeno per i ceti più elevati . Promosse la fondazione in Aquisgrana della scuola palatina sotto la guida dell’ecclesiastico Alcuino di York. Si rilanciò l’interesse per la cultura classica, si formalizzò la scrittura, si riprese l’interpretazione dei testi antichi e si assorbirono elementi di cultura longobarda, araba e persiana. Attività notevole se si pensa che Carlo aveva qualche problema a leggere e, soprattutto, a scrivere (l’unico «testo» scritto di suo pugno è il monogramma qui riprodotto dai file di Wikipedia).
I FRANCHI: I CAROLINGI ➢ Ecclesiale: Carlo credeva veramente di essere il difensore della cristianità, anche da un punto di vista morale e comportamentale. Cosa che gli riuscì tramite l’opera dei Benedettini che agirono come argine verso le eventuali deviazioni del clero. Carlo diede anche mano ad una riforma liturgica e si interessò direttamente alle dispute fra clero occidentale ed orientale( con qualche scontro con il Papa). La mappa è stata estratta dai file di Wikipedia definiti di «pubblico dominio»
I FRANCHI: I CAROLINGI- FEUDALESIMO ❖ Non meno importante è la strutturazione della società sotto il regno di Carlo. Parliamo del feudalesimo. Parliamo di un sistema ( nato nel IX secolo e abolito da Napoleone) che • si fonda primariamente sulla terra (il feudo cioè un prestito di beni in cambio di prestazioni). • si basa su un beneficio reale (terra o carica) concesso ad un sottoposto, il vassus o giovane. • si identifica da una stretta relazione personale (quindi, almeno all’inizio, non trasmissibile ereditariamente). • si esprime in una giurisdizione esclusiva del vassallo. ❖ Questo sistema definiva una precisa organizzazione al cui vertice stava il sovrano seguito in rango discendente da vassallo, valvassore, valvassino, milites e caballari, comunità degli artigiani, dei commercianti e del basso clero e, in ultimo, servi della gleba. Questi ultimi erano, in realtà, personalmente liberi, potevano cioè sposarsi, possedere e lasciare in eredità beni mobili. Non potevano però lasciare la terra. Avevano poi dei compiti, ben codificati, per quanta riguarda servizi «extra» quali la guardia o l’alloggio ai militari. Dovevano pagare un affitto ma erano difesi e rappresentati dal signore. Solo le città , al di fuori del regime agrario, potevano raccogliere entro le proprie mura contadini che si fossero allontanati dalla terra e questo sarà uno dei problemi che si avranno coi liberi comuni. Era, del resto, una società statica a tutti i livelli. Ad esempio era difficile che il figlio di un carpentiere facesse un lavoro differente da quello del padre.
FEUDALESIMO … e altro Anche in questo caso non bisogna pensare al feudalesimo come ad un fenomeno totalizzante ed uguale ovunque, a una sorta di periodo cupo dove il mondo era cristallizzato in una organizzazione castale rigida. Sicuramente fino all’XI secolo il feudalesimo la fece da padrone. Nella realtà le città non scomparvero e in alcune aree esse continuarono a svolgere una funzione importante; stiamo parlando della nascita dei Comuni. Ogni organizzazione territoriale apparteneva teoricamente ad un feudatario e, in ultima istanza all’Imperatore o , più tardi, al re. Nella realtà esistevano centri di traffici e di cultura che avevano caratteristiche proprie e spiccate tendenze all’autonomia. Nell’Italia centro settentrionale e in alcune aree dell’Europa centrale si erano venute a creare, soprattutto dopo l’anno 1000 organizzazioni basate sulle città. Queste città avevano terre da coltivare, reti commerciali, magistratura ed amministrazione propria, truppe per la difesa, un vescovo. Erano organizzate in quartieri, sestrieri, contrade, corporazioni,… ed ogni sotto gruppo provvedeva al benessere e alla difesa della città. Anche in questo caso il cd ascensore sociale era piuttosto vincolato: si nasceva in una corporazione e si moriva in essa, però non era una fotocopia del modello feudale (modello, si noti bene, che formalmente verrà distrutto con la Rivoluzione Francese).
FEUDALESIMO … e altro Questo sistema dovette affrontare lotte e guerre per mantenere i propri organi di autogoverno e le proprie autonomie. Valga ad esempio la lotta fra Milano e l’Imperatore Barbarossa (battaglia Legnano nel 1176) . I Comuni subiranno una evoluzione che porterà alla nascita di potentati economico-militari in mano a famiglie (Sforza o Medici), alla nascita di una classe borghese, dedita al commercio e agli affari, all’affermarsi di sintesi politiche conosciute come Signorie. Ma questa è un’altra storia. In sintesi: nel medioevo abbiamo una certa vivacità di strutture politiche.
I FRANCHI: I CAROLINGI- piccolo dizionario sul feudalesimo. BARONE: guerriero, uomo libero. Titolo nobiliare di altissimo rango (pari a quello di vescovo) DUCA: duce, comandante. Titolo nobiliare. MARCHESE: capo di una marca o territorio di confine. CONTE: compagno, comes. Nobile della cerchia del sovrano, a lui vicino. BANNO: potere del signore sul suddito: imporre tasse, muovere guerra, ordinare lavori (es. corvées). OMAGGIO (hommage- homagium): cerimonia con la quale si instaurava un rapporto di vassallaggio. Il vassallo prestava omaggio , cioè si dichiarava fedele al signore, giurando sul Vangelo e sulle reliquie congiungendo le mani nelle mani del signore e impegnandosi a combattere per lui con cavallo e relativo equipaggiamento. BENEFICIUM: proprietà terriera o immobiliare concessa dal signore al beneficiarius (vasso). JUS PRIMAE NOCTIS: semplicemente … una balla.
I FRANCHI: I CAROLINGI ❖ Alla morte di Carlo, l’impero passa al figlio superstite Ludovico (detto «il Pio»). Niente a che vedere con la stoffa e la tempra del padre. ❖ Alla sua morte (840) il regno viene spartito, secondo l’uso Franco, fra i figli e, come intuibile, nascono i problemi di successione. Nell’843 a Verdun si sigla un trattato che divide i territori fra Lotario I (imperatore) e i fratelli Ludovico II e Carlo il Grosso (come si vede dalla cartina, tratta dai file Wikipedia, si inizia a delineare la nascita della Francia e della Germania). Dell’impero si dirà più avanti.
I FRANCHI: I CAPETINGI Trattiamo brevemente dei re di Francia. I Carolingi regnarono, come re di Francia, fino al 987, anno in cui morì Luigi V, il Fannullone. Nobiltà e clero elessero a re di Francia Ugo Capeto, nascevano i Capetingi. Bisognerà notare che il territorio direttamente controllato dal re di Francia era limitato alla regione in cui si trovava Parigi. Il resto era nelle mani di nobili, anche consanguinei quando non Inglesi . I Capetingi dovettero, quindi, recuperare alla corona tutta la Francia attuale tramando contro parenti, combinando matrimoni e scacciando gli Inglesi (Guerra dei Cento anni). Questa opera si concluderà molto avanti, se si pensa che la Bretagna verrà acquisita alla corona nel XVI secolo. Una breve sintesi della formazione della Francia si avrà nella parte riguardante Eleonora d’Aquitania. Fra i Capetingi ricordiamo: Filippo II Augusto (1165-1223)) che molto fece per conquistare territori alla corona di Francia. E ancora, Luigi IX (1214-1270), crociato e canonizzato santo, e, infine, Filippo IV, il Bello, distruttore dei Templari (1268-1324). All’estinzione del ramo principale (inizi del XIV secolo), regneranno in Francia rami cadetti quali i Valois, gli Angioini, i Borbone e gli Orleans fino al 1848 ( a parte le parentesi napoleoniche) . Si narra che Jacques de Molay, il Gran Maestro dei Templari, prima di salire al rogo, avesse maledetto i Capeto. Nel 1792, mentre Luigi XVI saliva sulla ghigliottina , si narra che fosse apparso il fantasma di de Molay ai piedi della forca.
I FRANCHI: IL SACRO ROMANO IMPERO Il titolo di Sacro Romano Imperatore proseguì nei secoli con alterna rilevanza: • Dall’800, incoronazione di Carlo Magno, all’887 (morte di Carlo il Grosso), la corona imperiale è nelle mani dei Carolingi di diretta discendenza. • Segue un periodo di vacanza del trono imperiale che vede la Francia prendere una via autonoma mentre la Germania decide di eleggere il proprio re. • In Italia abbiamo diversi imperatori che provengono da rami collaterali carolingi. E’ un periodo di anarchia. • Nel 962, Ottone I di Sassonia, parente alla lontana di Ludovico il Pio, già re di Germania, calato in Italia per riportare all’obbedienza un suo vassallo, Berengario, viene incoronato da papa Giovanni XII Imperatore. La corona tedesca, Italiana e imperiale diventano inscindibili. • Enrico II, il Santo, ultimo degli Ottoni, muore nel 1024 senza eredi. • Il trono cambia ancora casata perché viene eletto Corrado II di Franconia. Seguendo un copione usuale, il re di Germania scende in Italia, in questo caso c’erano le avvisaglie dell’autonomia comunale, viene incoronato re d’Italia a Milano dall’Arcivescovo Ariberto d’Intimiano, scende a Roma e , nel 1027, viene incoronato imperatore dal papa. • Enrico IV (quello di Canossa), abdicò senza eredi. Anche il successore, Enrico V, non lasciò eredi, per cui gli Elettori Tedeschi si riunirono e nominarono re di Germania, non senza forti contrasti, Lorario di Supplimburgo, incoronato imperatore a Roma nel 1133. • Nel 1155, dopo un breve periodo nel quale il re di Germania non viene eletto imperatore, diventa imperatore Federico I Hohenstaufen, meglio conosciuto come il Barbarossa; per intenderci quello della battaglia di Legnano.
I FRANCHI: IL SACRO ROMANO IMPERO • Sarebbe troppo lungo esaminare nel dettaglio le varie successioni ( fra gli imperatori ricordiamo Federico II della casata Sveva degli Hohenstaufen nominato imperatore nel 1220). Possiamo dire che nella seconda metà del XIII secolo, Venne formalizzata la nomina imperiale attraverso il sistema dei Grandi Elettori (3 ecclesiastici e 4 laici). L’investitura papale diventava puramente formale, tanto che molti re di Germania nemmeno vennero nominati imperatori. • Varie casate si susseguono fino a che diventa predominate a casata degli Asburgo, ma siamo già nel XIV secolo. Gioverà ricordare Carlo V, quello del sacco di Roma e di cui si diceva che sul suo impero non tramontasse Il sole, grazie alle colonie in America Latina. Fu nominato imperatore nel 1530. La corona di Spagna e quella Imperiale erano, sotto di lui, riunite. Sotto gli Asburgo, si svolgerà l’ultimo conflitto religioso europeo, la Guerra dei Trent’anni (1618-1648), fra protestanti e cattolici. Era imperatore Ferdinando III d’Asburgo, Ricorderemo anche la vicenda di Maria Teresa d’Austria che, in quanto donna, non poteva essere imperatrice. Questa questione fu una delle cause della guerra di successione Austriaca (1740-1748). Alla fine salirà al trono il figlio Giuseppe II. Con qualche rara eccezione gli Asburgo furono imperatori del Sacro Romano Impero fino al 1806, anno di scioglimento dell’impero ad opera di Napoleone … e non si sentì il bisogno di restaurarlo. L’ultimo Sacro Romano Imperatore fu Francesco II degli Asburgo Lorena.
LA MUTAZIONE Alla fine del secolo VIII la situazione geopolitica era mutata: • Il mediterraneo non era più il centro commerciale data la presenza dei saraceni (letteralmente: popolo del deserto). • I commerci internazionali con l’oriente (papiro, stoffe, spezie) si erano fortemente ridotti. • La moneta aurea come mezzo di transazione economica entra in crisi . • Il popolo assiste alle funzioni religiose in latino senza capirne più la lingua. • Si aprono due aree commerciali marittime alternative al nord (Venezia e i Paese Bassi). • Se l’economia era basata prima sui commerci, ora appare fondata sulla terra. • Si inizia a sviluppare una economia curtense, basata sul controllo della terra e sui lavori obbligatori. • Si instaura un sistema sociale conosciuto come feudalesimo e il paesaggio viene modificato dalla costruzione di castelli e fortificazioni. • La terra è posseduta dai monasteri ( e aumenta per le donazioni ) e dal re ( e diminuisce per i benefici). • Nei monasteri e nei palazzi fortificati si organizzano attività artigianali e lo scambio avviene un natura. • La figura dell’Imperatore di Bisanzio si sbiadisce nell’immaginario dell’occidente. • Appare sulla scena politica la figura del Papa; il re non è più Rex Francorum ma Gratia Dei Rex Francorum. • Carlo Magno riforma la politica monetaria con una moneta unica e basata sull’argento e non sull’oro. • Gli Ebrei, sotto i Carolingi, mantengono inalterata la capacità commerciale, possono avere servitori. cristiani e mantengono i rapporti con l’Islam ma non via mare ma via Spagna. Ebreo diventa sinonimo di commerciante. • L’esercito viene sviluppato in funzione difensiva con leve territoriali nelle quali i singoli territori si impegnano a fornire soldati e cavalli o soldi in cambio. Non si riesce a creare una marina.
LA MUTAZIONE … e ancora • Carlo Magno diventa protettore della Cristianità (si intende quella occidentale) e assume il titolo di Sacro Romano Imperatore. L’imperatore regna ad oriente e Carlo Magno a occidente. • Pur essendosi imposto come padrone dell’Italia, Carlo non eserciterà mai il ruolo di potenza mediterranea. Ormai il centro del potere sarà a Nord. Differentemente dal padre Pipino, tenne rapporti dialettici col papato che appoggiava ma mantenendo una chiara visione del potere politico nei confronti di quello religioso. Possiamo dire che alla fine dell’VIII secolo nasce qualche cosa di profondamente diverso dal passato. La figura di Carlo Magno fu la più importante ma non l’unica del periodo. Carlo tracciò una sorta di modello da seguire. Infatti, alla fine del IX secolo , in Inghilterra, sorse un sovrano che la storia chiamerà il Grande e la Chiesa proclamerà Santo: re Alfredo. Fu il primo a definirsi re degli anglo-sassoni, diede impulso alla vita culturale con la fondazione di scuole e il finanziamento di opere e traduzioni, eresse chiese e monasteri e, infine, seppe contenere l’invasione dei Danesi. Insomma, un grande sovrano medievale, religioso, protettore della cultura, saggio e … con la mano sulla spada.
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