A Venezia per i 750 anni dalla partenza di Marco Polo da Venezia (1271) - Stella Errante
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con il patrocinio a Venezia per i 750 anni dalla partenza di Marco Polo da Venezia (1271) dal 11 al 13 febbraio 2022
PARTENZA CON IL TRENO DA ROMA O DA ALTRE LOCALITÀ. POSSIBILITÀ DI RITROVO DIRETTAMENTE A VENEZIA. 1. giorno venerdì 11/2 ROMA – VENEZIA Possibilità dei partecipanti di ritrovarsi direttamente alla stazione ferroviaria di Venezia Santa Lucia alle ore 12.30. Ritrovo dei partecipanti alla stazione ferroviaria di Roma Termini in tempo utile per la partenza, alle ore 8.35, del treno Frecciarossa per Venezia. All’arrivo alla stazione di Venezia Santa Lucia, alle ore 12.34, i bagagli verranno portati direttamente in albergo con un servizio di facchinaggio esclusivo per il nostro gruppo. I partecipanti inizieranno una passeggiata lungo le calli della città lagunare. Pranzo in ristorante. Visita al Palazzo Labia. Richiesta in corso. Questo grandioso edificio, tra i più fastosi palazzi privati costruiti a Venezia nel Settecento, domina in modo davvero suggestivo e scenografico gran parte dell’area sita alla confluenza del Rio di Cannaregio nel Canal Grande. Costruito secondo modi tardobarocchi durante la seconda metà del XVII secolo e giunto a definitivo compimento nella prima metà del XVIII secolo, è uno dei rari palazzi veneziani a tre facciate: una che guarda il Canal Grande, una che insiste su Campo San Geremia e infine una sul Rio di Cannaregio, tutte rivestite da grossi blocchi di pietra d’Istria e adornate in modo davvero fastoso. Labia, ricchissimi mercanti provenienti dalla Catalogna, furono iscritti al patriziato veneziano nel 1646, anno in cui fu aperto il libro d’oro della nobiltà, dopo aver versato nelle casse della Serenissima ben trecentomila ducati per il sostegno della guerra di Candia. Per costruire e abbellire questo vero e proprio gioiello architettonico, i Labia spesero somme favolose. Su tutte le opere d’arte del palazzo domina lo splendore degli affreschi di Giambattista Tiepolo che, nella seconda metà del Settecento, dipinse sui soffitti del salone da ballo le famosissime Storie di Antonio e Cleopatra. Attraverso il Ponte delle Guglie si entra nel quartiere ebraico. Il Ghetto era il quartiere dove gli ebrei erano obbligati a risiedere durante il periodo della Serenissima. A Venezia, grande centro di scambi fra l’oriente e l’occidente, gli ebrei giunsero, secondo la tradizione, verso gli inizi del secolo XI. A poco a poco, nonostante l’alternarsi di permessi e divieti di soggiorno in città, gli ebrei divennero a Venezia un nucleo considerevole. Avvertendo la necessità di organizzare la presenza ebraica in Venezia, il governo della Repubblica, con decreto del 29 marzo 1516, stabilì che questi dovessero abitare tutti in una sola zona della città, nell’area dove anticamente erano situate le fonderie, “geti” in veneziano; inoltre stabilì che dovessero portare un segno di identificazione nonché a sottostare a molte altre gravose regole, per avere in cambio libertà di culto e
protezione in caso di guerra. Il Ghetto veniva chiuso durante la notte, mentre custodi cristiani percorrevano in barca i canali circostanti per impedire eventuali sortite notturne: nacque così il primo vero ghetto d’Europa. Proseguimento per la visita alla Fornace Orsoni, l’unica fornace a fuoco vivo a Venezia. Richiesta in corso. In una piccola stradina della fondamenta di Cannaregio, si cela uno dei segreti più spettacolari e meglio custoditi di Venezia: sin dal lontano 1888 la Fornace Orsoni, la più antica del mondo specializzata nella produzione del preziosissimo mosaico di vetro a foglia d’oro e smalti, ha fornito i suoi mosaici per i più scenografici monumenti e residenze principesche del mondo. La storia della Fornace inizia con la passione di Angelo Orsoni per un’arte antica che tramanda alchimie misteriose da quattro generazioni. All’interno della Fornace si assiste allo spettacolo della trasformazione, a oltre 1300 gradi, di sabbia, soda, opacizzanti e ossidi metallici in una pasta di vetro colorata che viene sottoposta all’azione di un rullo per ottenere i pani di vetro che vengono quindi raffreddati e, infine, tagliati; il tutto rigorosamente a mano. Un caleidoscopio di colori che si fa opera d’arte nell’incredibile “biblioteca del colore”, adiacente alla fornace, una stanza dove sono custoditi gli smalti, un’esposizione di più di 3.500 tonalità di colori diversi, tra cui 32 varietà del prezioso oro mosaico di cui Orsoni è indiscusso maestro nel mondo. Proseguimento in direzione del Ponte di Rialto. Rialto è considerato il più antico nucleo della città lagunare. Le origini di Venezia si fanno risalire alla fuga degli abitanti di Aquileia di fronte ad Attila nel 452 d.C., i quali prima si stabilirono nell’isola di Grado e poi nelle isole lagunari dalla cui unione sarebbe poi nata la città di Venezia. Oggi i dati, in particolare modo archeologici, ci confermano che a popolare Venezia furono, accanto ad aquileiesi passati da Grado, anche gli antichi abitanti di Altino e delle città romane del Veneto, ma Grado però può ben dirsi genitrice di Venezia dal punto di vista religioso. La tradizione, infatti, racconta dell’approdo dell’evangelista Marco presso una pineta che si affaccia sulla laguna gradese. Il patriarca di Grado, abbarcciato il culto marciano, estendeva il suo controllo su un vasto territorio della “Venetia et Istria” bizantina. Nel IX secolo fu la stessa Venezia ad abbracciare il culto di San Marco le cui spoglie vennero traslate in città da Alessandria d’Egitto nel 828. Da quel momento si cominciò a guardare Venezia come centro religioso anche seppur sottoposto al controllo del patriarcato gradese. Dal XII secolo i patriarchi di Grado si trasferirono in pianta stabile a Venezia. Nel 1451, constatando che oramai la residenza ufficiale dei patriarchi gradesi era posta in Venezia, il papa traslava definitivamente la sede patriarcale da Grado alla figlia Venezia. La passeggiata continua fino in albergo. Sistemazione nelle camere riservate, cena libera e pernottamento. 2. giorno sabato 12/2 VENEZIA Prima colazione e visita alla Basilica di San Marco. La prima chiesa dedicata a San Marco fu costruita nell’820 per accogliere il corpo del Santo che, secondo la tradizione, due mercanti veneziani, avevano trafugato da Alessandria d’Egitto. A partire dal 1063, sotto il dogado di Domenico Contarin fu nuovamente demolita la chiesa per lasciare il posto alla terza basilica, quella l’attuale, edificata prendendo a modello due edifici di Costantinopoli: la chiesa dei Dodici Apostoli e Santa Sofia. All’interno, sull’altare maggiore si trova l’inestimabile Pala d’Oro, decorata da più di ottanta smalti e centinaia di pietre preziose. I mosaici sviluppano il tema della Gloria della Chiesa; i colori dominanti sono quelli caldi, in particolare l'oro. Questo incredibile rivestimento musivo di ben quattromila metri quadrati, fu iniziato alla fine del XII secolo e terminato dopo cento anni. I soggetti dei mosaici sono tratti dal Vecchio e dal Nuovo Testamento ed è possibile seguire la narrazione come se si trattasse di un enorme Bibbia spalancata per poter essere compresa dai fedeli.
Visita alla Biblioteca Nazionale Marciana. La Biblioteca Nazionale Marciana, nota anche come Biblioteca di San Marco, oggi occupa, oltre al Palazzo della Libreria in Piazza San Marco, anche la Fabbrica della Zecca e contiene una delle più pregiate raccolte di manoscritti greci, latini ed orientali del mondo. Essa conserva vari documenti e testimonianze della vita di Marco Polo ed in particolare un documento di straordinario valore storico, il suo testamento. Il 9 gennaio 1324, il veneziano Marco Polo, settantenne in punto di morte, chiama il prete-notaio Giovanni Giustinian per dettare il testamento con la nomina della diletta moglie Donata Badoer e delle tre figlie - Fantina, Bellela e Moreta - per l'esecuzione delle sue volontà. Una lista di volontà che danno però anche l'idea di un uomo certo ricco ma timorato di Dio che lascia 20 soldi di grossi veneziani al monastero di San Lorenzo, nel quale elegge sepoltura, ed altri denari a conventi, ospedali e congregazioni. Il testamento, in pergamena di pecora, mostra l'attualità del suo protagonista: "un uomo capace di stabilire relazioni con mondi e culture diversi e lontanissimi, con spirito critico ma senza pregiudizi; un ambasciatore culturale, un mediatore di conoscenze, un uomo di pace". Incontro, all’interno della Biblioteca, con un esperto che ci aiuterà a “Leggere Il Milione di Marco Polo” un breve viaggio lungo il testo di questo notissimo libro. Perché rileggere ora “Il Milione” di Marco Polo? Forse per scoprire insieme il segreto o i segreti del successo di uno dei libri più diffusi e tradotti al mondo: fu letto avidamente sin dall'inizio come una storia meravigliosa e fantastica o consultato attentamente come straordinaria documentazione di luoghi e costumi estranei all'Occidente, oppure ricercato quasi fosse una bibbia mercantile e al contempo una guida per viaggiatori, infine viatico per missionari e religiosi in terra straniera. “Il Milione” è tutto questo, ma è assai altro e la lettura delle sue pagine sa ancora catturarci e sorprenderci. Nella Biblioteca Nazionale Marciana è conservato un capolavoro della cartografia rinascimentale, il planisfero di Fra’ Mauro. Il Mappamondo di Fra Mauro, databile all'anno 1450 circa, è uno dei più preziosi, e più noti, cimeli conservati nella Biblioteca. Composto dal monaco camaldolese Mauro, il quale visse e operò lungamente nel monastero dell'Isola di San Michele a Venezia, esso può ritenersi per la sua fattura, per l'aspetto monumentale e, ancor più, per la storia della sua composizione e per il contenuto geografico, uno dei più importanti documenti della cartografia veneziana nel periodo di transizione fra la concezione medievale del mondo e le nuove conoscenze apportate dai viaggi di esplorazione e dalle navigazioni. L'opera è manoscritta su fogli di pergamena incollati a un supporto ligneo, fittamente annotati di iscrizioni (circa 3000) contenenti informazioni e notizie di ogni sorte sui vari luoghi del mondo per come esso era concepito prima della scoperta delle Americhe. Particolarmente importante, tra le altre cose, la definizione della geografia dell'Africa, basata su disegni e informazioni provenienti da fonti delle quali Mauro poté disporre in modo esclusivo. Tali informazioni affermano con chiarezza la circumnavigabilità del continente africano mezzo secolo prima che i viaggiatori portoghesi ne sperimentassero la fattibilità. Di grande interesse, ancora, il disegno dell'Asia, basato sulle indicazioni di viaggiatori quali Marco Polo e Nicolò de Conti, mentre di straordinaria importanza appare l'originale “dialogo” che Mauro intesse con la Geografia di Claudio Tolomeo, opera che costituì la pietra di paragone di ogni discorso geografico dal XV secolo in poi.
Visita a Palazzo Ducale. Capolavoro dell’arte gotica, il Palazzo Ducale di Venezia si struttura in una grandiosa stratificazione di elementi costruttivi e ornamentali: dalle antiche fondazioni all’assetto tre-quattrocentesco dell’insieme, ai cospicui inserti rinascimentali, ai fastosi segni manieristici. All’anno 810 del doge Angelo Partecipazio risale la scelta di far edificare il “palatium duci”, il Palazzo Ducale. Si può ipotizzare che il modello potesse essere il palazzo di Diocleziano di Spalato. Il doge Sebastiano Ziani (1172-1178) ristruttura radicalmente l’intera area di Piazza San Marco. L’antico castello chiuso e fortificato viene sostituito con una costruzione più aperta verso la città, per aderire alle nuove esigenze di una struttura politica, economica, sociale in espansione. Un nuovo ampliamento si rende necessario alla fine del XIII secolo. Nel 1297, mutamenti politici – la cosiddetta “serrata del Maggior Consiglio” – determinano un considerevole aumento del numero delle persone aventi diritto a partecipare all’assemblea legislativa, da quattrocento a milleduecento. I lavori che condurranno Palazzo Ducale all’aspetto che ci è familiare iniziano intorno al 1340 sotto il doge Bartolomeo Gradenigo (1339-1343). Il Maggior Consiglio si riunisce qui per la prima volta nel 1419. Palazzo Ducale viene completato solo nel 1559. Pranzo in ristorante. Nel pomeriggio visita allo Squero più famoso di Venezia, quello di San Trovaso, monumento vincolato. Qui si potrà capire come nasce una gondola, conoscerne la storia, vivere la tradizione delle maestranze e capire perché l’arte degli squeraroli si sia trasformata in qualcosa di eterno. Mentre una guida procede con accurate spiegazioni sugli attrezzi della tipica bottega del maestro d’ascia, pialle, seghe, trapani, martelli, raspe e scalpelli cominciano ad accordarsi. La loro voce si alza e lo spettacolo ha inizio. Sembrano materializzarsi assi di abete, mogano, ciliegio, rovere, olmo e ancora larice, tiglio e noce. Otto tipi di essenze da cui si ricaveranno esattamente 280 pezzi. Poi al coro si aggiungono altre voci: ferri da prua e da poppa, forcole e remi, careghini e panchetti, putti, sirene e cavalli. Tutti assieme danno vita a gondole di uguali misure, tutte con la tipica asimmetria dei fianchi, tutte nere. Proseguimento lungo le calli per arrivare all’Università Ca’ Foscari. Ca’ Foscari è un edificio in stile tardo-gotico veneziano costruito nel 1453 per volontà del Doge Francesco Foscari (1373-1457) che si affaccia sul Canal Grande. Per costruire la sua dimora, il Doge comprò all’asta un edificio preesistente, conosciuto come Casa delle due Torri, in seguito abbattuto per cedere il posto al nuovo palazzo di famiglia. La Casa delle due Torri, edificio in stile bizantino, era conosciuta in città per la sua fortunata posizione “in volta del Canal” e per le due torrette laterali che le conferivano un aspetto singolare. Rispetto alla Casa delle due Torri, furono apportate sostanziali modifiche tra cui l’aggiunta di un secondo piano nobile; fu ampliato il cortile - il più grande appartenente a casa privata - secondo per dimensioni solo a Palazzo Ducale. Il palazzo ospitò personaggi illustri e divenne nel 1868 sede della Regia Scuola Superiore di Commercio, futura Università Ca’ Foscari Venezia.
Tavola rotonda per celebrare l’anniversario dei 750 anni dalla partenza di Marco Polo da Venezia per il suo viaggio verso la Cina. Cena libera e pernottamento in albergo. 3. giorno domenica 13/2 VENEZIA – ROMA Prima colazione e camminata lungo le calli per arrivare alla Casa di Marco Polo. Visita dall’esterno. Vicino alla chiesa di S. Giovanni Crisostomo si trova la zona dove sorgeva la casa di Marco Polo, il sottoportico e la Corte del Milion. La casa che vediamo oggi non è quella originale di Marco Polo. Nell’area dell’antica casa dei Polo fu costruito nel 1677 il Teatro Malibran. Il teatro subì numerose ristrutturazioni fino a quella del 1919 che gli ha dato l’attuale aspetto. Marco Polo, vissuto tra il 1259 e il 1324 dettò le sue memorie di viaggio a Rusticiano da Pisa durante la loro detenzione in carcere, essendo stati fatti prigionieri dai Genovesi dopo la battaglia di Curzola del 1298. Il titolo originale scelto da Marco era “Descrizione del mondo” ma a tutti divenne noto come "Il Milione" per la frequente abitudine di Marco di usare il termine milioni per indicare i beni del Gran Khan. Continuazione della passeggiata fino alla chiesa di Santa Maria dei Miracoli. Visita all’interno con apertura straordinaria per il nostro gruppo. La chiesa dei Miracoli è una chiesa davvero speciale, sia dal punto di vista storico-artistico, sia sentimentale per i veneziani. Diversamente da tutte le altre chiese della città, frutto di numerose sovrapposizioni di stili, la chiesa dei Miracoli è giunta a noi praticamente intatta: fondata molto più recentemente rispetto le altre, è stata progettata, costruita e decorata da un unico artista e la sua bottega. Questo capolavoro dell'architettura della prima rinascenza veneziana progettato da Pietro Lombardo, paragonabile per unitarietà ad uno straordinario scrigno scolpito e rivestito di marmi policromi, è oggi interamente godibile grazie ai recenti restauri. La chiesa fu costruita tra il 1481 e il 1489 su commissione di Angelo Amadi per custodire un'immagine della Vergine con Bambino tra due Santi di cui era proprietario e che era stata detta miracolosa. La facciata, con l'originale fronte semicircolare ornata di rosoni e la copertura cilindrica, racchiudono perfettamente il volume della chiesa. Proseguimento per l’Ospedale Civile San Giovanni e Paolo e straordinaria visita alla Scuola Grande di San Marco. La visita, eccezionalmente condotta dal direttore di questo Polo Culturale e Museale privilegia la lettura storico-sostanziale degli apparati simbolici che in modo importante sono presenti sulla facciata della Scuola e al suo interno, che raccontano una delle pagine più alte della charitas marciana. In questo contesto viene anche presentato l'eccezionale contributo che Venezia ha dato alla storia occidentale della medicina e della sanità, ben rappresentato dalla Biblioteca monumentale ospitata nella Scuola, quale una delle più prestigiose raccolte di questo tipo d’Europa. L’Ospedale è uno dei maggiori complessi monumentali della città; è anche un compendio architettonico-artistico che abbraccia quasi nove secoli; è una realtà morale e medico-scientifica indispensabile per conoscere e vivere la straordinaria civiltà veneziana.
Al suo interno è presente, infatti, il mondo ospedaliero della cura contemporanea ma anche il mondo della cultura, della storia, dell’arte, della spiritualità. Da alcuni anni all’interno del perimetro ospedaliero, si coltiva in modo articolato la cultura storica e museale conglobando l’ex-Convento domenicano, l’antico Ospedale dei Mendicanti, la Scuola Grande di San Marco vero “santuario identitario” della Serenissima. È particolarmente importante il Museo di storia della medicina, ricchissimo di strumenti medico-chirurgici, con la sua Biblioteca monumentale dotata di migliaia di opere degli autori della medicina occidentale. La Scuola Grande di San Marco costituisce l'attuale ingresso principale dell'Ospedale Civile e fu costruita dalla Confraternita di San Marco. La Scuola era la sede di una “confraternita dei battuti” e fu istituita nel 1260, ebbe la prima sede presso la demolita chiesa di Santa Croce. Nel 1437 i Domenicani della vicina Basilica dei Santi Giovanni e Paolo concessero un'area adiacente per la costruzione di una nuova sede. Nel 1807, sotto il dominio napoleonico, la confraternita fu soppressa: l'edificio fu sede prima di un ospedale militare austriaco e in seguito venne trasformata in ospedale civile, alterando sostanzialmente l'interno. La facciata, delicata composizione di edicole, lesene corinzie e statue in marmo bianco e policromo è un gioiello rinascimentale. Tempo a disposizione e pranzo libero. Ritrovo in albergo, ritiro dei bagagli e fine del viaggio per coloro che hanno raggiunto Venezia individualmente. Trasferimento a piedi alla stazione di Santa Lucia e partenza, alle ore 17.26, con il treno Frecciarossa per Roma. Arrivo alle ore 21.25 alla stazione Termini e fine del viaggio. Quota individuale di partecipazione (minimo 20 persone) Euro 587,00 Supplemento camera singola Euro 65,00 Tassa di iscrizione Euro 35,00 La quota di partecipazione verrà riconfermata al raggiungimento del numero minimo previsto di partecipanti. La quota di partecipazione comprende: • viaggio in treno Frecciarossa da Roma a Venezia S.L. e viceversa in classe seconda/standard; • servizio di facchinaggio dalla stazione ferroviaria di Santa Lucia fino all’albergo e viceversa; • sistemazione in camera a due letti con servizi privati in albergo 3 stelle; • tassa di soggiorno alberghiera; • pasti come da programma incluse le bevande; • guida locale per le giornate di permanenza a Venezia; • radioguida per ciascun partecipante per le tre giornate; • visita allo Squero di San Trovaso; • visita alla Scuola Grande di San Marco presso l’Ospedale Civile San Giovanni e Paolo; • polizza assicurativa medico-bagaglio, Copertura Covid-19 e annullamento viaggio. La quota di partecipazione non comprende: • gli ingressi tranne quelli menzionati nella “quota comprende”; • l’eventuale utilizzo del vaporetto; • le mance; • gli extra di carattere personale; • tutto quanto non espressamente menzionato nel programma. Per coloro che non usufruiscono del viaggio in treno il diffalco è di Euro 120,00 a persona. per informazioni STELLA ERRANTE Roma cell. 393 2868172 comunica@stellaerrante.it www.stellaerrante.it organizzazione tecnica CIVATURS VIAGGI - BOLOGNA All’atto dell’iscrizione il partecipante prenderà visione e sottoscriverà le Condizioni generali di contratto di vendita e di pacchetti turistici facenti parte del programma.
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