UN MONDO DI DONNE Le Azzurre alla World Cup in Nuova Zelanda - 173Ottobre 2022 - Federazione Italiana Rugby
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Matteo Alemanno
celta da
:
L’ estate sta finendo, anzi è finita ormai, e lascia un’eredità di risul-
tati sportivi sui quali vale la pena di soffermarsi per un istante.
I tre/quattro sport che hanno guidato la riscossa dell’Italia nei primi anni
direttore responsabile
Gianluca Barca gianluca.barca@allrugby.it
photo editor
Daniele Resini danieleresini64@gmail.com
s
L’acqua
redazione
del Novecento, e poi nel secondo Dopoguerra, non regalano più ai tifo- Giacomo Bagnasco, Federico Meda, Stefano Semeraro.
si soddisfazione alcuna. Parliamo nell’ordine del calcio, precipitato in un
buco nero dopo l’Europeo del 2021, del ciclismo in cui, tanto per fare un Collaboratori
esempio semplice, un italiano non vince una tappa al Tour de France da Danny Arati, Felice Alborghetti, Alessio Argentieri, Sergio
più di tre anni, della Formula 1 (l’ultimo titolo della Ferrari, con Raikko- Bianco, Simone Battaggia, Enrico Capello, Alessandro
Cecioni, Giorgio Cimbrico, Mario Diani, Diego Forti,
nen, è di 15 anni fa) e del pugilato, sport che dopo i Loi, i Mazzinghi, i Ben- Gianluca Galzerano, Christian Marchetti, Norberto “Cacho”
venuti, Arcari, Antuofermo, Oliva, nei tempi recenti ha visto piano piano Mastrocola, Paolo Mulazzi, Iain R. Morrison, Andrea Passerini,
Q UA
assottigliarsi fino a zero i campioni di assoluto valore. Luciano Ravagnani, Marco Terrestri, Maurizio Vancini, Valerio
È L’ AC I mesi scorsi, viceversa, hanno celebrato i successi strabilianti del nuoto, Vecchiarelli, Giancarlo Volpato, Francesco Volpe.
TO
U LIVE LO SPORT
la pallavolo ha conquistato il titolo mondiale con una squadra di giovani
fotografie
e uno staff tutto italiano, e bene ha fatto anche la pallacanestro agli Eu-
PE R
In copertina, le Azzurre schierate all’Inno durante le qualificazioni
ropei, sconfitta ai supplementari dalla Francia, nei quarti di finale, dopo mondiali (Roberto Bregani/Fotosportit).
aver battuto i giganti della Serbia agli ottavi. In evidenza anche il tennis,
Fotosportit
con i vari Berrettini, Sinner & c., e l’atletica, dignitosa sia a Eugene (marcia Elena Barbini, pag. 66; Stéphanie Biscaye, pag.20; Roberto
e salto in alto femminile) che a Monaco (undici medaglie, tre d’oro). Bregani, pagg. 2, 3, 21, 24, 52; Dave Lintott, pag. 38; Julien
Nel 1974, Gianni Brera scrisse: “Lo sport è semplicemente il Paese. Più che Poupart, pag. 65; Daniele Resini, pagg. 13, 15, 22, 23, 33, 55, 56, 57,
risanato, andrebbe reinventato. E allo stato attuale è perfino lecito dubi- 59, 61, 63, .67, 70a.
tare che esista”. Getty Images
Un’affermazione di cui sarebbe piaciuto ridiscutere con lui alla luce dei Joe Allison, pagg. 42, 43; APO Group, pag. 30; Howard Boylan,
risultati di cui sopra. pag. 32; Bob Bradford, pag. 25; Henry Browne, pag. 44; Niall
Si può dire che c’è stata una mutazione antropologica nel Paese, che dal- Carson, pagg. 70; Federugby, pagg. 12, 19; Ross Kinnaird, pag.
le strade (bici, auto, corse a piedi), dalle palestre negli scantinati dove 70b; Catherine Ivill, pag. 28; Philippe Lopez, pag. 14; Charles
Alain Delon interpretò la sua parte in “Rocco e i suoi fratelli”, lo sport ita- McQuillan, pag. 50; Dan Mullan, pag. 8; Hannah Peters, pagg.
liano ha trovato finalmente casa stabile nelle piscine, sui campi da tennis, 34, 36; David Rogers, pag. 26; Cameron Spencer, pag. 73; Darren
nei palazzetti dove si gioca sotto i canestri o separati da una rete? Che Stewart, pag. 4; Phil Walter, pag. 40; Kirsty Wigglesworth, pag.
anche da noi lo sport è diventato borghese? 68.
Brera scriveva di italiani “affamati e stortignaccoli” destinati a subire sui Altri crediti
campi di gioco la veemenza fisica degli avversari. Per questo invocava la CUBO Photo Milano, pagg. 46, 48; Kevin Linght, pag. 10.
difesa e il colpo improvviso, il contropiede, come unica tattica adatta alle
L’editore è a disposizione degli aventi diritto, con i quali non gli sia stato
nostre caratteristiche plebee e proletarie. possibile comunicare, per eventuali involontarie omissioni o inesattezze
Oggi gli italiani non sono più quelli di allora: il volley ha proposto una nella citazione delle fonti dei brani e delle fotografie.
squadra di giganti, molti sopra i due metri, ci sono Azzurri che giocano
nell’NBA e rugbisti che si fanno valere in Francia e in Inghilterra. editore
Ma il rugby da noi non ha trovato casa adeguata in un Paese che a livello Ruck and Mole soc. crl, via Callegari 10, 25121 Brescia
collettivo ha spesso rifuggito responsabilità e doveri. Autorizzazione del Tribunale di Brescia n.1/2007
“Attraverso la pratica sportiva - scriveva Brera - in Inghilterra si procedeva del 9 gennaio 2007. È vietata la riproduzione anche parziale
alla selezione psicofisica dei quadri e dei soldati per una nazione allo- di testi, documenti e foto.
ra egemone nel mondo”. Thackeray, nel 1847, ne “La Fiera delle Vanità”, abbonamento annuale on line
raccontava addirittura di un nonno benestante che premiava il nipote 25,00 euro
per ogni compagno di scuola più grande di lui che il giovinetto avesse
numeri arretrati
conciato per le feste a suon di calci e pugni. “Da tempo immemorabile - Italia 7,00 euro
scriveva - la gioventù inglese viene allevata secondo questi principi, e noi
redazione
abbiamo così migliaia di persone che lodano e ammirano le ingiustizie e via Callegari 10, 25121 Brescia
le brutalità perpetrate tra fanciulli”.
U LIVETO
Il libro Cuore (1880 circa), per contro, parla di ragazzini italiani gracili, po-
N O
stampa
A
veri, malconci, con i pochi ricchi sopraffatti dall’egoismo e dal senso di
È L’ACQUA DE L RUG BY ITALI colpa.
Il rugby, la volontà di imporsi fisicamente che richiede, la necessità di do-
minare con la forza gli avversari, ci obbliga a superare la nostra storia.
Non ci mancano i mezzi fisici, ma la capacità di canalizzarli in un’aggres-
L’Artegrafica
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sività di squadra, in una voglia di supremazia muscolare matura e col-
lettiva. Ci stanno riuscendo le ragazze e forse è da lì che l’Italia e il Paese
devono provare a (ri)partire.
O SERVIZI A COLORI IN POSITIVO/NEGATIVO Gianluca Barca
ULIVETO E LA FEDERAZIONE ITALIANA MEDICO SPORTIVA INSIEME PER LO SPORT
S E R V I Z I S E R V I Z IFLASH
La matematica non è
un’opinione
Enrico Lucchin, qui placcato da Shikumbuzo Notshe nel match
dello scorso 23 settembre tra Zebre e Sharks. In questo inizio di
stagione, guardando alle statistiche di Benetton e Zebre, è stato
il trequarti centro in Italia che ha portato avanti più palloni e
guadagnato più metri. In vista dell’autunno internazionale forse
merita più di un’attenzione. Nel riquadro, la meta di Gabriele
Venditti che ha rimesso le Zebre in corsa nella sfida con i
sudafricani, prima della beffa finale della mancata convalida di
quella di Trulla.
2 3FLASH
Lotto, quindi sono
Eben Etzebeth, trascinatore degli Springboks nel Rugby Championship.
Insieme a Lood de Jager (26) è stato il miglior saltatore del Sudafrica in
touche, con 25 palloni conquistati in rimessa laterale nell’arco di tutto il
torneo.
4173
SOMMARIO
Pag.38 Tanto rumore per nulla
numero centosettantatre A dodici mesi dalla Coppa del Mondo in Francia, pronostici e statistiche leggendo il ranking.
Pag.40 Il graffio del Puma
COPPA DEL MONDO DONNE
Lo sport argentino è al vertice in tante discipline, scrive Giorgio Cimbrico. E vincendo a Christchurch
i Pumas hanno dimostrato di poter battere chiunque.
Pag.8 3 per la corona UNITED RUGBY CHAMPIONSHIP
Inghilterra, Francia e Nuova Zelanda sembrano un gradino sopra le altre nella lotta per il titolo, scrive Mario Diani,
Pag.44 Metti un Cheeta nel motore
Il punto sulle partecipanti alla vigilia del Mondiale.
Pag.16 Un sogno chiamato semifinale
Jacques du Toit racconta a Gianluca Barca prospettive e motivazioni del suo trasferimento alle Zebre, in Italia.
Andrea Di Giandomenico esamina con Giacomo Bagnasco le prospettive della Nazionale azzurra: “Se passiamo bene il girone…”
Pag.50 Dove sta Zuzu
Pag.20 Vogliamo di più Manuel Zuliani confessa a Federico Meda le emozioni di una carriera vissuta in fretta, tra Mogliano, Benetton
e la maglia dell’Italia.
Elisa Giordano promossa capitana sul campo dopo l’infortunio di Manuela Furlan confessa traguardi e ambizioni dell’Italia.
CAMPIONATO TOP10
Pag.24 Grandi speranze
Emily Scarratt racconta a Mario Diani come si affronta una Coppa del Mondo da favorite e fa il punto sul rugby femminile, Pag.56 Los tres caballeros
che vive con il professionismo una svolta epocale. Franco Properzi, Carlo Orlandi e Giampiero De Carli, da compagni di prima linea ad avversari sulle panchine del Top10.
Pag.30 We believe in miracles
Erika Morri lancia un progetto multimediale per raccontare le diverse culture del rugby fra campo e vita quotidiana. Pag.58 Giocare con la memoria
Investiamo nella storia, dice Franchino Properzi a Valerio Vecchiarelli. “Solo conoscendo da dove veniamo
possiamo ambire a raggiungere risultati”.
UN ANNO AL MONDIALE Pag.60 Allarghiamo i confini
“Il nostro campionato si riduce a tre regioni confinanti - dice Carlo Orlandi -. Ma non possiamo rischiare di diventare uno sport regionale,
Pag.34 Back in black raggomitolato su sé stesso”. Di Valerio Vecchiarelli.
Pag.62 La qualità non sia un alibi
Luciano Ravagnani analizza le trasformazioni sociali della Nuova Zelanda e avverte: “non escludete gli All Blacks
dai pronostici, hanno le armi per recuperare”.
“Georges Coste e Massimo Mascioletti ci hanno insegnato una cosa importante - dice Giampiero De Carlo a Gianluca Barca -:
un’attenzione maniacale a fare le cose bene”.
Pag.64 Mi piacciono le sfide
173 numeri fa nasceva e potrete leggere Allrugby online Dalle Zebre alle FFOO: alla vigilia di una nuova avventura, Carlo Canna si racconta a Alessandro Cecioni.
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della cultura del rugby 25 euro per un anno (11 numeri) LA STORIA SIAMO NOI
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regalate un abbonamento, numero a soli 3,50 euro Pag.68 Farewell to the Queen
il sostegno dei lettori Giorgio Cimbrico ricorda Elisabetta II, protagonista assoluta di settant’anni di storia, anche nello sport e nel rugby.
è decisivo. Sempre su www.allrugby.it
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Per informazioni: Pag.72 Un altro sguardo di Giancarlo Volpato
www.allrugby.it redazioneallrugby@alice.it Pag.73 Mani in ruck di Maurizio Vancini
Pag.74 West end di Giorgio Cimbrico3 per la corona
Inghilterra, Francia e Nuova Zelanda sembrano un gradino sopra le altre nella lotta
per il titolo. Per l’Italia l’obiettivo sono i quarti, il sogno inconfessato è la semifinale.
di Mario Diani
Sembra essere opinione diffusa che la Rugby World Inoltre, alcuni dei test di quest’estate hanno visto
Cup maschile del prossimo anno in Francia sarà as- coinvolte squadre che, non essendosi qualificate per
solutamente incerta negli esiti, visti i risultati degli RWC, hanno dato spazio a massicce sperimentazioni.
ultimi due anni. Cosa aspettarsi invece da RWC 2021, Quale significato attribuire a risultati obiettivamente
competizione al femminile che si apre sabato 8 otto- del tutto inattesi come il doppio ko inflitto dal Su-
bre con Francia-Sudafrica, un anno dopo la data ori- dafrica alla Spagna (44-5 e 37-14), o il successo del
ginariamente prevista? Un mix di prevedibilità e im- Giappone (29-10) nel secondo test contro l’Irlanda?
prevedibilità. Per certi versi, la lotta per le posizioni Il quadro è poi ulteriormente complicato da svilup-
di vertice sembra ancora più ristretta di quanto non pi propri della fase attuale. Il recente passaggio di
sia stato in passato per la Coppa maschile. È difficile molte squadre a un regime semi-professionistico
pensare a qualcuno in lizza per la vittoria oltre Inghil- può avere un effetto positivo estremamente rapido
terra, Francia e le padrone di casa della Nuova Zelan- (molti hanno associato a questo fatto l’ottimo Sei
da, con la prima in netto vantaggio sulle altre due. Nazioni 2022 del Galles). Nella stessa direzione può
Per il resto, invece, la competizione sembra estrema- andare un calendario più ricco: dall’autunno 2021
mente aperta. E l’alto numero di incontri di prepa- l’attività internazionale del Sudafrica si è molto in-
razione che si sono svolti quest’estate non ha certo tensificata, con undici incontri disputati; lo stesso
aiutato a fare previsioni. Questo per diverse ragioni. Giappone ha giocato molto, sette test da maggio
Come sempre accade in questi casi, alcuni incontri a settembre. Siamo quindi di fronte a un quadro in
hanno opposto squadre al rientro da un lungo pe- rapida evoluzione, rispetto a cui appare molto dif-
riodo senza partite ufficiali ad altre che invece ne ficile fare previsioni basandosi su parametri come il
avevano giocate molte: come interpretare allora il ranking di World Rugby.
52-14 di Inghilterra-USA, in un certo senso non trop- Per tutti questi motivi, allo stato attuale almeno due
Il calendario po scoraggiante per le nord-americane, ma in un (A e B) delle tre pool in cui il Mondiale è strutturato
8 ottobre Auckland Sudafrica v Francia POOL C contesto in cui gli USA avevano già disputato quat- appaiono molto aperte, ed anche la terza presenta
tro partite da giugno, mentre l’Inghilterra nessuna? vari motivi di interesse. Vediamole una per una.
Fiji v Inghilterra POOL C
Australia v Nuova Zelanda POOL A
9 ottobre Whangarei Usa v Italia POOL B
Giappone v Canada POOL B
Galles v Scozia POOL A
15 ottobre Whangarei Scozia v Australia POOL A
Usa v Giappone POOL B
Francia v Inghilterra POOL C
16 ottobre Auckland Italia v Canada POOL B
Galles v Nuova Zelanda POOL A
Fiji v Sudafrica POOL C
22 ottobre Whangarei Australia v Galles POOL A
Nuova Zelanda v Scozia POOL A
Francia v Fiji POOL C
23 ottobre Auckland Giappone v Italia POOL B
Canada v Usa POOL B
Inghilterra v Sudafrica POOL C
29 ottobre Whangarei Quarti di finale 1 e 2
30 ottobre Auckland Quarti di finale 3 e 4 Abby Dow, ala delle Wasps, placcata dalla neozelandese Ruahei Demant
5 novembre Auckland Semifinali nel test dello scorso autunno tra Inghilterra e Nuova Zelanda dominato
dalle inglesi 56-15. Una frattura alla gamba subita nello scorso mese di
12 novembre Auckland Finali aprile con la maglia del club, non ha impedito alla Dow si essere inclusa
nella squadra per la Coppa del Mondo.
8 9POOL A: Nuova Zelanda, Australia, Galles e Scozia giocheranno presumibilmente le loro chances contro le Wallaroos. e poi dall’annullamento del test con la Spagna causa lutto reale. POOl B: Canada, USA, Italia e Giappone
Le Black Ferns sono chiaramente favorite. Hanno vinto le Pacific Four Difficile confrontare il percorso di avvicinamento al mondiale delle Nonostante il diverso piazzamento nel Sei Nazioni, l’impressio- Questo è sicuramente il gruppo meno prevedibile dal punto di vi-
Series sconfiggendo nettamente Canada (28-0) e USA (55-6) e incon- due celtiche: le gallesi hanno subito due nette sconfitte contro op- ne, supportata dall’esito degli ultimi due incontri diretti tra le due sta della classifica finale. Nel complesso, la combinazione di tecnica
trando difficoltà soltanto contro l’Australia (23-10), peraltro in condi- posizioni di livello superiore (Canada, 3-31, e Inghilterra, x-xx) ma in squadre (vittorie casalinghe di misura modesta), è che tutto sia in e potenza fisica sembra dare al Canada qualcosa in più rispetto alle
zioni atmosferiche molto difficili. Si sono poi ripetute in agosto con- un contesto relativamente tranquillo; le scozzesi hanno disputato discussione. La vincente dell’incontro inaugurale che le oppone rivali. Ma è difficile pensare ad un dominio comparabile a quello
tro le Wallaroos, battendole largamente in casa (55-5) ma faticando un’ottima partita persa di poco contro gli Usa (17-21), in una pre- il 9 novembre a Whangarei sarà in pole position per raggiungere che le Black Ferns dovrebbero avere nel gruppo A. È vero che le ca-
assai in trasferta (14-22). Nell’insieme sembrano essersi riprese dal ca- parazione resa difficile prima dal conflitto tra la SRU e la famiglia i quarti, ma anche la squadra perdente potrà giocarsi le sue carte nadesi hanno seccamente battuto sia USA (36-5) che Galles, e che
tastrofico tour europeo dell’autunno 2021, reclutando star del Seven di Siobhan Cattigan, tragicamente scomparsa nel novembre 2021, come migliore terza. la differenza di potenza fisica dovrebbe dar loro un margine contro
come l’ala Ruby Tui e un allenatore del calibro di Wayne Smith, ma il Giappone. Ma hanno anche faticato più del previsto contro l’Ita-
non paiono ancora al livello dell’Inghilterra. Dovrebbero comunque lia a fine luglio (34-24), e dovrebbero faticare ancora di più contro
regolare le altre squadre senza troppi problemi. un’Italia in formato “biellese”.
Dietro di loro è all to play for. A prescindere dal ranking, l’Australia Anche gli USA dispongono di un potenziale fisico notevole, ma la
pare la squadra in maggiore difficoltà, con un solo successo all’atti- qualità tecnica sembra di una caratura inferiore e pure sul piano
vo quest’anno, a maggio, contro le Figi (36-19) e sconfitte di misura strettamente dinamico le statunitensi non paiono al livello della
contro USA (14-16) e Giappone (10-12). Sia il Galles che la Scozia si squadra che raggiunse le semifinali nel 2017. È pur vero però che
La spinta delle avanti azzurre contro
il Canada nel test dello scorso luglio a
Langford, vinto dalle canadesi 34-24.
10 11dispongono di un nucleo di ottime giocatrici, tem- to (e anche consigliabile per scaramanzia) attendersi Test match di Biella, lo scorso 9 hanno perso nettamente contro Australia e Giap-
prate dal campionato inglese. Il Giappone è stato il una collocazione intermedia. settembre. Giordana Duca attacca pone nel triangolare di maggio, ed è difficile capire
team più incostante, alternando momenti di grandis- POOL C: Inghilterra, Francia, Sud Africa, Fiji palla in mano con Valeria Fedrighi in se i successi contro Samoa, Tonga e Papua Nuova
sostegno. A sinistra, Beatrice Rigoni.
sima qualità con successi di grande prestigio contro È la pool più squilibrata, con due corazzate a conten- Guinea - e gli incontri disputati nell’imminenza del
Australia e Irlanda a prestazioni a volte inconsistenti, dersi il primo posto. Dell’Inghilterra si sa ormai qua- torneo contro una selezione maori neozelandese e
come nel doppio test contro il Sudafrica, e in altri casi si tutto (ne parliamo anche a parte nell’intervista a il Canada - saranno stati sufficienti a facilitare la tran-
disastrose, come nel primo test con l’Irlanda (addirit- Emily Scarratt). Circa la Francia, l’interrogativo è se e sizione dal Seven (dove le Fiji eccellono anche nella
tura 22-57). quando riuscirà a interrompere la ormai lunghissima versione femminile) al 15. Al contrario il Sudafrica
Dell’Italia diciamo estesamente a parte. I tre incontri lista di sconfitte contro le inglesi, molte delle quali, sembra aver decisamente cambiato passo nell’ulti-
di preparazione hanno dato indicazioni molto con- peraltro, con scarti assai ridotti. Può contare su quella mo anno. La nomina dell’ex-nazionale irlandese Lyn-
fortanti, con due sconfitte contenute con Canada e che è probabilmente la migliore mediana del mon- ne Cantwell a responsabile dell’alto livello è andata
Francia (il 21-0 subito a Nizza è comunque il margi- do al momento (Sansus e Drouin), ma deve risolvere di pari passo con un’intensificazione del numero di
ne più ristretto subìto in terra francese negli ultimi i problemi in rimessa laterale, che erano già emersi incontri disputati dalle Springboks e con una gene-
trent’anni), seguite dallo splendido 26-19 inflitto alle nella sconfitta contro le inglesi nel Sei Nazioni e sono rale revisione dell’impianto del domestic game. Il
transalpine a Biella nel secondo match. La squadra stati confermati anche nei recenti test contro le az- doppio successo sulla Spagna e quello in Giappone
sembra aver reagito bene al disgraziatissimo infortu- zurre. Deve anche mostrare una maggiore capacità sembrano confermare che nel caso del femminile un
nio di Manuela Furlan, ed è innegabile che si tratti di di gestire le partite quando le cose non vanno per il minimo investimento mirato può portare a migliora-
un gruppo di grande esperienza internazionale. Per verso giusto e/o la Sansus non è in campo (come si è menti drastici anche nel breve periodo.
l’Italia saranno tre partite molto serrate, nessuno dei visto a Biella). Ai quarti
piazzamenti estremi (né il quarto posto né il primo Per le altre due squadre non resta onestamente che Come potrebbero configurarsi i quarti di finale? Con
posto) è da escludere a priori, anche se è più sensa- sperare in una vittoria nello scontro diretto. Le Fiji una possibile eccezione - le Fiji, e anche qui con qual-
che margine di incertezza - tutte le squadre in lizza Manuela Furlan è stata inserita fra le
sembrano poter aspirare al passaggio del turno. La 32 atlete convocate per la Coppa del
Mondo nonostante l’infortunio al
decisione di confermare per l’edizione 2021 il formato ginocchio riportato a Nizza contro la
a dodici squadre invece di passare a sedici (cosa che Francia, lo scorso 3 settembre.
avverrà nel 2025) potrebbe generare risultati e accop-
piamenti curiosi. Passeranno ai quarti le prime due
classificate di ogni gruppo più le due migliori terze.
Inoltre, per la composizione dei quarti si farà riferi-
mento, oltre che al piazzamento nel proprio gruppo,
presumibilmente ai punti di bonus ottenuti e succes-
sivamente ai punti segnati e subiti.
Nuova Zelanda, Inghilterra, Canada e Francia do-
vrebbero piazzarsi ai primi quattro posti della mini-
classifica stilata dopo la prima fase. Sembra impro-
12 13babile infatti che Nuova Zelanda e Inghilterra (e dovrebbero avere un margine rispetto al Giappone. Anche fra donne “le crunch” si ripete non avevamo mancato di stigmatizzare (Allrugby Ci sono anche Munarini e Benvenuti
con maggiori difficoltà Canada, anche se il cuore La lotta per le due migliori terze potrebbe riservare quando sono in campo francesi e numero 154). Peraltro, alla luce dei progressi suda- In principio (o quasi) fu Maria Beatrice Benvenuti,
non esclude una sorpresa tricolore) non vincano i qualche sorpresa: è probabile che il Sudafrica pren- inglesi. Qui Leanne Infante apre fricani degli ultimi tempi, si potrebbe vedere una
palla da una maul in cui si combatte la prima donna arbitro - o la prima arbitra, se vole-
propri gironi. Inoltre, la Nuova Zelanda dovrebbe da due scoppole da Inghilterra e Francia, e sia quin- senza esclusione di colpi. loro qualificazione come un segnale della rapidità te - di rugby ad acquisire una certa popolarità nel
conquistare il punto di bonus contro tutte e tre le di svantaggiato in termini di differenza punti, ma con cui sta evolvendo il gioco al femminile. nostro Paese. Soprattutto in virtù del fatto che a soli
avversarie, mentre le inglesi potrebbero faticare quasi sicuramente otterrà il bonus contro Figi. Se Un’evoluzione che peraltro si riflette anche nella 23 anni venne designata come direttrice di gara per
contro la Francia. tutte le partite decisive degli altri due gruppi (tra composizione delle terne arbitrali. Per la prima vol- le Olimpiadi di Rio 2016, quelle che videro il ritorno
Quest’ultima è comunque l’ovvia candidata per la Galles, Scozia e Australia oppure tra Giappone, Ita- ta queste saranno costituite interamente da donne, del rugby, sia pure a sette giocatori/giocatrici, nella
posizione di migliore seconda, in quanto non do- lia e USA) finissero senza l’assegnazione di punti di tra l’altro con una presenza italiana particolarmen- famiglia degli sport a cinque cerchi.
vrebbe mancare il bonus contro Sudafrica e Fiji, bonus, le sudafricane potrebbero passare ai quarti, te significativa: oltre a Clara Munarini, designata tra Maria Beatrice ha continuato ad arbitrare anche il
segnando anche molti punti. Lotta aperta, invece, ai danni di squadre con un record complessivo as- gli arbitri, anche Maria Beatrice Benvenuti è stata “XV”, arrivando nel 2018 all’esordio nel Sei Nazioni
per la seconda posizione negli altri due gironi. La sai migliore. inserita nel pool come giudice di linea (vedi tabel- femminile. Un anno dopo questo traguardo è stato
solidità di Galles e Scozia nelle avanti potrebbe cre- Non è uno scenario probabile, ma non lo si può la). Anche per questo motivo, l’attesa che circonda tagliato da Clara Munarini (nella foto), che dal 2019
are problemi all’Australia nel girone A, mentre nella escludere. Questo sarebbe il risultato di un pro- questa Coppa del Mondo sembra pienamente giu- in avanti è sempre stata impiegata in partite della
pool B, che pure sarà combattutissima, Italia e USA cesso di formazione dei gironi che lo scorso anno stificata. stessa competizione, diventando nel frattempo an-
che la prima italiana a dirigere squadre maschili in
LE 32 ATLETE CONVOCATE match del nostro Top 10 e del Sei Nazioni Under 20.
Clara, 31 anni, raggiunge ora i vertici mondiali del
Piloni “quindici” con la convocazione come arbitra alla
Francesca Barro, Lucia Gai, (entrambe Rugby World Cup delle donne. Con lei in Nuova Ze-
Valsugana), Gaia Maris (Wasps), Michela landa ci sarà anche Maria Beatrice, nelle vesti di as-
Merlo (Colorno), Sara Seye (Calvisano), sistente. Chissà che non aprano la strada a qualche
collega maschio. Francia 2023 è vicina e i talenti non
Emanuela Stecca (Villorba), Silvia Turani
mancano.
(Exeter).
Arbitri (nove): Aimee Barrett-Theron (Sudafrica),
Tallonatori Maggie Cogger-Orr (Nuova Zelanda), Sara Cox (In-
Melissa Bettoni (Stade Rennais), ghilterra), Hollie Davidson (Scozia), Aurélie Groize-
Vittoria Vecchini (Valsugana) leau (Francia), Lauren Jenner (Nuova Zelanda), Clara
Munarini (Italia), Amber McLachlan (Australia), Joy
Seconde linee Neville (Irlanda).
Giordana Duca (Valsugana), Valeria Fedrighi Assistenti (cinque): Doriane Domenjo (Francia),
(Stade Toulousain), Isabella Locatelli (Colorno), Tyler Miller (Australia), Maria Beatrice Benvenuti (Ita-
Sara Tounesi (Sale Sharks) lia), Kat Roche (USA), Julianne Zussman (Canada)
Terze linee TMO (quattro): Chris Assmus (Canada), Lee Jeffrey
Ilaria Arrighetti (Stade Rennais), Giada (Nuova Zelanda), Ian Tempest (Inghilterra), Ben Whi-
Franco (Colorno), Elisa Giordano (Valsugana), tehouse (Galles)
Francesca Sgorbini (Romagnat),
Beatrice Veronese (Valsugana)
Mediani di Mischia
Sara Barattin (Villorba),
Sofia Stefan (Valsugana)
Mediani di apertura
Veronica Madia (Colorno),
Emma Stevanin (Valsugana)
Centri
Beatrice Capomaggi, Alyssa D’Incà (entrambe
Villorba), Beatrice Rigoni, Michela Sillari
(entrambe Valsugana)
Ali/estremi
Manuela Furlan (Villorba), Francesca
Granzotto (Capitolina), Maria Magatti (Cus
Milano), Aura Muzzo (Villorba), Vittoria Ostuni
Minuzzi (Valsugana), Sofia Rolfi (Colorno)
14 15UN SOGNO CHIAMATO
SEMIFINALE
Andrea Di Giandomenico fa il punto su ambizioni e valore della squadra alla vigilia
del Mondiale. “Per come è strutturata la formula potremmo ottenere tutto o niente,
dice, ma se passiamo bene il girone…”.
di Giacomo Bagnasco
Andrea Di Giandomenico guiderà le Azzurre Tredici stagioni da ct lasciate alle spalle, e con questo anche War-
alla Coppa del Mondo per la seconda volta in ren Gatland è sistemato... Se il tecnico neozelandese dal grande
carriera, dopo il Mondiale del 2017 in Irlanda. palmarès si è fermato a 12 annate alla guida del Galles (maschile),
Andrea Di Giandomenico lo ha superato in termini di longevità
con le ragazze italiane, e ora si prepara ad affrontare la sua secon-
da Coppa del Mondo con le Azzurre.
Nel tempo sono arrivati risultati e soddisfazioni, ma obiettiva-
mente 13 anni sono un’enormità...
“Diciamo intanto - spiega lui - che sono stato fortunato a portare
avanti nel frattempo anche vari altri incarichi nell’ambito federa-
le: il periodo al Centro di formazione a Milano, la collaborazione
con il settore della didattica, l’affiancamento a Steve Aboud mi
hanno fornito riflessioni continue e mi hanno consentito di ap-
plicare sul campo le novità che emergevano. Poi gli stimoli sono
venuti anche dalle ragazze: intorno a me ho avuto un ambiente
vivo e curioso, il gruppo è cresciuto continuamente e ha sempre
avuto voglia di migliorarsi. Sì, in passato c’è stato qualche mo-
mento in cui avrei potuto smettere, ad esempio dopo la Coppa
del Mondo del 2017. Ma poi sono intervenute altre motivazioni: il
rinnovamento della rosa, l’introduzione di un nuovo modulo di-
fensivo, il secondo posto nel Sei Nazioni 2019. Insomma, alla fine
il tempo è volato...”.
E adesso un nuovo Mondiale. Preceduto da una sconfitta per 34-
24 in casa del Canada, e da un “pareggio” con la Francia (che ci ha
battuto 21-0 a Nizza ma ha ceduto all’Italia, 19-26, nel match del 9
settembre a Biella).
“Tre partite di preparazione molto importanti. In Canada abbia-
mo sentito un bel peso sulle gambe per via della preparazione
che stavamo facendo, però si poteva intravedere la possibilitàà di
essere competitivi con loro. Abbiamo pagato un po’ di indecisioni
sia in attacco che in difesa, e soprattutto all’inizio della ripresa ab-
biamo perso il controllo di cose che dipendevano da noi, regalan-
do possessi sotto forma di calci di punizione e palloni persi. Il pri-
mo match con la Francia ci ha confortato sul versante difensivo,
perché nell’ora finale di gioco non abbiamo più subìto un punto.
Possesso e conquista non sono mancati, ma non hanno portato
frutti. Invece a Biella abbiamo dato più dinamicità alla manovra,
“tirando fuori” tutte le aree di gioco che ci servivano”.
16 17È venuto un successo in cui sembrava difficile crede- club e con la Fir, perché i percorsi federali accelerano Foto di gruppo dopo il successo nostra velocità per attaccarle e metterle in difficoltà. si potrebbe addirittura fare un altro passo avanti e
re: alla mezz’ora il risultato era 14-0 per le francesi e il processo di formazione”. sulla Francia a Biella, 26-19, Sarà fondamentale la disciplina, e se c’è un aspetto arrivare nelle prime quattro”.
le Azzurre non erano mai entrate nei “22” avversari. Intanto il tempo stringe e la prima fase dei Mondiali nell’ultima partita di preparazione su cui dobbiamo ancora progredire è proprio quello: Sarebbe un modo trionfale di chiudere un ciclo...
prima dei Mondiali.
Eppure dopo la meta di Bettoni, capitana di giorna- è in arrivo. anche nel primo tempo in casa con la Francia abbia- “Certo, anche se credo che il ricambio, dopo questa
ta, Di Giandomenico le si è rivolto dicendole, più o “Se guardiamo agli altri gironi (da una parte ci sono mo concesso falli stupidi. Evidentemente è un difetto Coppa del Mondo, sarà meno massiccio di quanto si
meno: “Giochiamo nella loro metà campo e vinciamo Francia e Inghilterra, dall’altra Nuova Zelanda e Au- difficile da eliminare, servirebbe ancora uno “scatto” può pensare. Qualche ragazza smetterà, ma immagi-
questa partita”. Un ct con doti profetiche? stralia, soprattutto se quest’ultima utilizzerà alcune in questa direzione”. no che non ci sarà la necessità di passare attraverso
“In realtà credo che anche le ragazze avessero la sen- campionesse mondiali del Seven), potremmo pen- E il Giappone? una ricostruzione vera e propria. Ad ogni modo, dal
sazione che poteva succedere qualcosa di buono. A sare di essere capitati in una buona pool. Ma guai “Tutta un’altra cosa. I loro punti di forza sono un amal- lavoro fatto a livello di Under 18 e Under 20 arrive-
Nizza avevamo avuto enormi difficoltà sul piano ter- a ritenerla più “facile”. Con Usa e Canada andiamo gama di squadra enorme, una gran velocità e più di ranno forze fresche, mentre new entry recenti come
ritoriale; in casa, invece, abbiamo saputo modificare ad affrontare match che per noi, paradossalmente, tutto una dedizione assoluta, che contraddistingue Vittoria Ostuni Minuzzi sono già titolari”.
la situazione, dopodiché è sempre una questione di possono essere più complessi di un confronto con la tutte le squadre giapponesi, femminili o maschili”. Ci sarà una quattordicesima stagione da ct?
controllo, se riusciamo a esprimerci con accuratez- Francia. Sono due squadre con un gioco molto fisi- Vanno ai quarti di finale le prime due di ogni girone e “Ne parleremo quando verrà il momento: le scelte
za abbiamo delle carte da giocare. Di questo siamo co, mirato su conquista e possesso. Starà a noi non le due migliori terze... definitive, che riguardino le giocatrici o il loro alle-
consapevoli: d’altronde il gruppo è molto maturo, a fare andare la partita sui binari preferiti dalle avver- “Per come è strutturata la formula potremmo otte- natore, si faranno a Mondiale finito. Adesso è meglio
questo punto veramente io non servo più (ride, ndr)”. sarie. Dovremo mantenere i nostri palloni e usare la nere tutto o niente. Ma se passiamo bene il girone vivere il presente”.
Un gruppo che non ha deluso nemmeno quando si è
trattato di fare i conti con tutte le limitazioni imposte
dalla pandemia...
“Gli ultimi due anni sono stati pesanti come quattro.
Si potrebbe scrivere un libro per raccontare gli sforzi
di energia ed emozionali di queste atlete. Il rinvio di
un anno del Mondiale non è stato facile da assorbi-
re, in particolare per alcune veterane, e il Sei Nazioni
di quest’anno (dopo la qualificazione alla Coppa del
Mondo ottenuta a settembre 2021) è partito con le
ragazze completamente scariche dal punto di vista
emotivo. Non è un alibi, descrivo la realtà. Ma nel cor-
so del torneo sono tornate a crescere”.
E ora c’è un’arrampicata fino al quinto posto nel
ranking internazionale.
“Era già successo nel 2020, dopo la vittoria in casa
del Galles nel Sei Nazioni. Più che la posizione in sé,
fa piacere che l’abbiamo costruita nel tempo e che,
subito dopo le grandi potenze, possiamo stare in
quelle posizioni”.
La vittoria di Biella è una bella presentazione in vista
della Rugby World Cup. E oltretutto si sono viste indi-
vidualità in ottima forma, come Rigoni.
“Un successo del genere ha contribuito a dare una
bella fiducia all’ambiente. Fiducia che, ne sono sicu-
ro, non si tramuterà in supponenza o in superficialità.
Rigoni ha giocato molto bene, è vero. Come primo
centro affianca Madia (mediano di apertura, ndr) in
modo che abbiamo un doppio playmaker, e questo
fa sì che tutte e due si esprimano al meglio. L’obiet-
tivo è di sviluppare il discorso pure con D’Incà, che
ha il potenziale per entrare in questi meccanismi.
Abbiamo visto un miglioramento nei calci, che ci
danno un’altra opportunità per guadagnare terreno,
fondamentale soprattutto in partite tirate. Sono sod-
disfatto della “profondità” nei vari ruoli, ad esempio
in terza linea o a mediano di mischia: ci sono Barattin
e Stefan, lo sapevamo, ma sta salendo Granzotto, che
può anche darci un’alternativa all’ala. Vediamo i frutti
del lavoro di anni, dell’inserimento di tante giovani. E
tengo a dire che il merito va sempre condiviso con i
18 19Grandi
speranze
Emily Scarratt, leggenda del rugby inglese, si appresta a disputare la sua quarta
Coppa del Mondo e racconta a Mario Diani il piacere e l’emozione della trasferta
nel paese della Lunga nuvola bianca.
di Mario Diani
Trentadue anni, trequarti centro dell’Inghilterra (101 Emily Scarratt ha compiuto 32
caps), Emily Scarratt MBE (Member of the Order of anni lo scorso febbraio. A sinistra
the British Empire) è stata World Rugby Player of the placcata da Awa Coulibaly e
da Sara Barattin (numero 9) a
Year 2019 e nel 2014 ha vinto la Coppa del Mondo di- Rovato nel Sei Nazioni del 2014.
sputata in Francia, mettendo a segno 16 dei 21 punti
realizzati dalla sua squadra nella finale contro il Ca-
nada (21-9).
Nata a Leicester e grande tifosa dei Tigers, ha rap-
presentato l’Inghilterra anche nella versione Se-
ven, titolare ai Giochi del Commonwealth del 2018,
a Gold Coast in Australia (medaglia di bronzo). Nel
2016 è stata capitana del Team GB alle Olimpiadi di
Rio 2016. Ex insegnante di Educazione fisica, dal 2019
ha un contratto da professionista con la federazione
inglese che le permette di dedicarsi al rugby a tempo
pieno.
In Nuova Zelanda, dove l’Inghilterra arriva da favorita
al Mondiale, la Scarratt è già stata diverse volte con la
Nazionale inglese e ha sempre apprezzato l’ospitali-
tà dei locali. Nel 2014 faceva parte della squadra che
vinse la serie contro le Black Ferns. Sa però che que-
sta volta non sarà la stessa cosa: “Mi aspetto comun-
que un’ottima accoglienza, per noi come per tutte le
squadre, stanno organizzando una Coppa del mon-
do e ci terranno molto. Ma proprio perché sono la
nazione ospitante che si aspetta di vincere il torneo,
ci metteranno anche addosso un’enorme pressione”.
In effetti la Coppa del Mondo ha una particolare im-
portanza per il Paese ospitante. Arriva in un momen-
to di particolare difficoltà per il rugby neozelandese,
in cui le ripetute sconfitte degli All Blacks dell’estate
2022 sono state precedute dalla disastrosa tournée
autunnale delle Black Ferns (quattro pesanti sconfit-
te contro Inghilterra e Francia). Anche considerando
il fattore campo, è difficile pensare a una favorita per
la vittoria finale che non sia l’Inghilterra. La prospet-
tiva non sembra sconvolgere Scarratt più di tanto:
“E’ ovvio che ci siano grandi aspettative nei nostri
confronti, visti i risultati degli ultimi anni. Ma il mi-
24 25glior antidoto contro quel tipo di pressione viene da terti quando dovevi avere un lavoro. Ma penso che
noi stesse. Noi ci siamo sempre poste degli standard conti moltissimo anche la qualità del campionato in
incredibilmente elevati, spingendoci a migliorare in cui giochiamo. Il campionato inglese è molto, mol-
continuazione, a prescindere da contro chi stiamo to competitivo. Attiriamo molte persone da tutto il
giocando, da dove stiamo giocando e da quale com- mondo per giocarci. E questo ovviamente rafforza la
petizione stiamo affrontando”. qualità dei singoli di settimana in settimana. Va bene
Vale la pena riflettere su come si è arrivati a una si- avere un paio di partite difficili all’anno a livello inter-
tuazione di totale dominio come quella esercitata nazionale, ma se le giochi ogni settimana con il tuo
dall’Inghilterra negli ultimi anni. In fin dei conti, sol- club, allora ti vengono poste costantemente doman-
tanto pochi anni fa l’Italia cedeva contro l’Inghilterra de diverse.”
24-33 (Ivrea 2016) o 15-27 (Twickenham Stoop 2017). Rimane aperta la questione se la crescente profes-
Come si è passati allo 0-74 di Parma del 2022, subìto sionalizzazione, e la maggiore attenzione al risultato
per di più da una squadra che Scarratt concorda es- che inevitabilmente la sta accompagnando, non fini-
sere molto migliorata? Non si tratta soltanto di pa- ranno per snaturare le peculiarità del gioco al fem-
gare le giocatrici, vero?: “Il fatto di essere professio- minile. In particolare, molti sono stati attratti dalla
niste ha sicuramente aiutato, significa che abbiamo maggiore ricerca per gli spazi rispetto alla collisione
più tempo insieme, per affinare tutti i meccanismi di sui punti d’incontro dominante tra i maschi. Negli
gioco, o per recuperare meglio le fatiche degli incon- ultimi tempi, però, il ruolo delle avanti e la potenza
tri. Tutte le cose, insomma, che non potevi permet- nel contatto sono stati tra gli ingredienti essenziali
“Il fatto di essere professioniste
ha sicuramente aiutato, significa
che abbiamo più tempo insieme,
per affinare tutti i meccanismi di
gioco, o per recuperare meglio
le fatiche degli incontri. Tutte le
cose, insomma, che non potevi
permetterti quando dovevi avere
un lavoro. Ma penso che conti
moltissimo anche la qualità del
campionato in cui giochiamo.”
Emily Scarratt con la maglia
dell’Inghilterra placcata da
Stacey Waaka in Inghilterra
v Nuova Zelanda, finale della
Coppa del Mondo 2017 a Belfast.
Le neozelandesi si imposero 42-
31. La Scarratt sogna la rivincita
proprio in casa delle rivali.
26 27del dominio delle inglesi. Ad esempio, tutte e tre le Usando più opzioni avremmo forse faticato di meno Festa per il centesimo cap lo scorso temente, Wasps e Worcester - si trovano in difficoltà ma anche da cosa si muove alla base. Secondo molti
mete segnate contro la Francia nella partita vinta a a creare il gap con le francesi. In effetti mi sembra che aprile a Leicester in occasione di economiche notevoli. Scarratt non pare preoccupata osservatori la vitalità del rugby amatoriale inglese è
Inghilterra v Irlanda. A portare
Bayonne per 24-12 sono venute da rolling maul. “Non ci sia una consapevolezza crescente dell’importanza in trionfo la Scarratt sono Marlie al riguardo: “Questo è quello che dobbiamo cercare a rischio, con numeri di praticanti in forte calo, per
c’è un piano deliberato di andare in quella direzione di lasciare alle giocatrici maggiore creatività. Credo Packer e Hannah Botterman di capire nei prossimi anni, dopo la RWC ci sarà un ragioni non riducibili solo al Covid. “Si potrebbe dire
- spiega Scarratt -. Semplicemente, quando giochi che molte squadre si stiano muovendo in tal senso. (a destra). nuovo ciclo anche per i club. Credo che stiamo an- che saranno le donne a salvare il rugby?” chiediamo
contro la Francia in una partita decisiva per il Gran- C’è un notevole potenziale di attenzione per lo sport dando nella direzione giusta, grazie agli investimenti a Scarratt. Provenendo da una piccola comunità ru-
de Slam, vuoi vincere la partita. Che questo avvenga femminile in questo momento. La Coppa del Mondo che i club stanno effettuando. Non penso che si possa rale vicino a Leicester, Emily è molto consapevole
attraverso una versione di gioco espansiva ed entu- potrebbe essere veramente emozionante anche da passare da un giorno all’altro dal livello amatoriale a dell’importanza del radicamento territoriale, e anche
siasmante, magari con un sacco di offload, o con una questo punto di vista. Ed è entusiasmante far parte quello professionistico, ma il lato professionale dei su questo piano è fiduciosa: “Mi pare che la base del
strategia più conservativa, dipende da come evolve di una squadra nazionale che può dare una spinta in club diventerà sempre più grande grazie al bacino sistema sia solida. Naturalmente, ogni squadra di Pre-
l’incontro e dalle opportunità che si presentano. Non questa direzione in occasioni come la RWC”. di giocatrici di cui questi dispongono. Credo proprio miership ha la propria youth academy per far crescere
sarà sempre bello da vedere (ride, ndr), ma credo che Mentre RWC 2021 segnerà la celebrazione di un che i prossimi cinque-dieci anni saranno molto ecci- le nuove generazioni. Ma al di sotto di questo ci sono
la gente ami anche guardare partite fisiche e di logo- rugby che ai massimi livelli è ormai fortemente pro- tanti per il rugby femminile inglese”. club e competizioni che si svolgono in tutto il Paese.
ramento, in cui le squadre sono attaccate nel pun- fessionale, viene da interrogarsi sulla sostenibilità L’ottimismo di Scarratt sembra fondato: a fine agosto, In particolare, nei college e nelle università l’attività è
teggio. Detto questo, è davvero importante per noi di un sistema che persino in Inghilterra è rimasto pochi giorni dopo la nostra intervista, la RFU ha an- molto intensa. Inoltre, i club locali e le comunità che
mettere in campo un prodotto che sia attraente e che comunque sino a oggi largamente amatoriale, in nunciato un piano di investimento decennale di 220 li sostengono sono ancora una delle cose migliori del
ci permetta di attirare più tifosi, di conquistarne di particolare dal punto di vista dei pagamenti alle milioni di sterline per la completa professionalizzazio- rugby, certamente del rugby di base. E, come hai det-
nuovi e di mantenerli. Dopo la partita con la Francia giocatrici. Con la sola eccezione di Loughborough, ne dell’alto livello femminile. Peraltro, la sostenibilità to tu, penso che le donne possano davvero contribui-
abbiamo ragionato sul fatto che probabilmente non tutte le squadre dell’Allianz Premier 15 sono legate di medio-lungo termine del vertice professionistico re a rivitalizzare questo aspetto del gioco”.
avevamo mosso la palla quanto avremmo potuto. a club maschili, molti dei quali - soprattutto, recen- non dipende solo dalla presenza di risorse finanziarie, (hanno collaborato Giacomo Bagnasco e Gianluca Barca)
28 29We believe in miracles
In vista dellaWorld Cup in Nuova Zelanda, Erika Morri
ha lanciato “Wo*Men’s Rugby Land of Freedom”,
Terra promessa dove si semina per il futuro.
Non solo quello della palla ovale.
Diciannove caps, tra il 1991 e il 2011, lo scudetto del Cresce il rugby femminile anche abbiamo chiesto di raccontare la propria storia e di da si annuncia come un avvenimento planetario, con
2004 da giocatrice con il Riviera del Brenta, due Cop- in Africa. Qui Sudafrica e Uganda scegliere un oggetto o un aforisma che la rappresenti”. alcune nazioni, come l’Inghilterra, che hanno sposato
pe del Mondo con la maglia azzurra, il premio Tina (in maglia rossa) si affrontano Per esempio? ormai anche per le ragazze un professionismo pieno.
in un match valido per la Rugby
Anselmi 2019 per l’impegno contro violenze, discri- Africa Women’s Cup al Bosman “A me è piaciuto molto quello di una ragazza della Na- Questo non rischia di snaturare un po’ la forza del vo-
minazioni di genere e bullismo nel mondo dello Stadium di Brakpan, una città mibia, il cui slogan è stato: tu dì di sì, e poi attrezzati stro messaggio, ovvero di ridimensionare il valore cul-
sport e nelle scuole. Erika Morri, già consigliera fede- della provincia sudafricana perché ciò accada. È un po’ la storia della prima Coppa turale del rugby?
rale, è un vulcano di ottimismo e iniziative. del Gauteng. del Mondo femminile, quella del 1991, organizzata in “Se vuoi partecipare a un Mondiale organizzato dall’al-
Quella che viene lanciata in occasione della Coppa modo informale e visionario da Deborah Griffin e tre tra parte del pianeta, dove le ragazze saranno impe-
del Mondo in Nuova Zelanda si chiama “Wo*Men’s sue compagne di squadra inglesi. Deborah contattò le gnate per un mese o più, non puoi prescindere dagli
Rugby Land of Freedom” ed è un progetto basato federazioni che all’epoca già disponevano di squadre aspetti economici. E questo è il motivo per cui anche
su Agenda 2030, l’iniziativa dell’ONU sottoscritta nel nazionali femminili, tra cui l’Italia. Alla fine al torneo le Azzurre in qualche modo vengono aiutate con delle
settembre del 2015 da 193 Paesi “per le persone, il pia- parteciparono dodici squadre, compresa la nostra, e io borse di studio. Altrimenti la trasferta sarebbe preclu-
neta e la prosperità”. ricordo ancora lo spirito straordinario di quell’avven- sa alle più. Sul piano del gioco però questo non deve
“Wo*Men’s Rugby Land of Freedom” è costituita da tura, l’amicizia che ne è scaturita. C’erano le sovietiche, prevaricare l’idea di una specificità che va mantenuta,
70 interviste, che mettono al centro soprattutto don- che di lì a poco avrebbero visto la fine dell’Urss, erano coltivata e incoraggiata. L’Inghilterra dispone di alme-
ne del rugby sparse in tutti i continenti. L’obiettivo è grandi e grosse, ma non vinsero neanche una partita no 35mila giocatrici, noi forse arriviamo a 5.000.
far raccontare alle persone intervistate la specificità e quando non giocavano allestivano le loro bancarel- Il nostro messaggio deve continuare a essere: di-
culturale di questo sport, in relazione alle diverse le per vendere i prodotti tipici, il caviale, la vodka, per vertiamoci, usiamo il rugby per sviluppare la nostra
esperienze collettive, ambientali e individuali. pagarsi la trasferta. Quel Mondiale venne riconosciu-
“L’idea - dice Erika Morri - è intraprendere un giro del to ufficialmente dall’allora International Board (oggi
mondo attraverso i rimbalzi imprevedibili della pal- World Rugby, ndr) solo una decina di anni dopo. Un
la ovale, facendo sì che ogni atleta rifletta su cosa il premio a chi ci aveva creduto quando aveva lanciato
rugby può dare, o le ha dato, dal punto di vista dell’i- l’iniziativa, forte della convinzione “qui e ora”.
spirazione e delle motivazioni personali. A ognuna Trent’anni dopo, la Coppa del Mondo in Nuova Zelan-
30personalità. Non avremo mai i fisici e la stazza delle rugby. Questo mi sembra un aspetto straordinario
anglosassoni. Non per questo dobbiamo arrenderci. di cui fare tesoro. Ma le storie che proponiamo sono
Il messaggio del rugby è che, per quanto duro sia tante, ognuna diversa dall’altra. E anche leggende
il placcaggio che hai subito, impari sempre a rial- come Farah Palmer (capitano della Nuova Zelanda
zarti e continui a giocare, Tra l’altro ricordo quando campione del mondo nel 2006, ndr) hanno raccon-
l’Inghilterra, che era tanto più forte di noi, venne a tato episodi toccanti di vita personale, di cui il rugby
studiare il nostro gioco, perché la nostra capacità è divenuto un motivo di orgoglio e di forza d’animo.
di movimento, la nostra rapidità negli spazi brevi le Vincere non è tutto, il rugby va oltre il risultato del
avevano messe in difficoltà. Tutti hanno qualcosa da campo e questo vuole essere il messaggio della no-
insegnare”. stra iniziativa”.
Formatrice aziendale, con un master in formazione Eppure da noi, dopo più di vent’anni di partecipazio-
d’impresa, Erika è comunque consapevole dei vinco- ne della Nazionale maschile al Sei Nazioni ancora si
li economici che governano ormai la società attuale, discute, oltre che della mancanza di risultati, di quan-
comprese le attività sportive. Per questo ha prodot- to poco questo sport sia conosciuto nel Paese.
to un’analisi che mostra i benefici che un club può “Il rugby siamo noi, gli agenti del cambiamento sia-
avere dal punto di vista commerciale allestendo una mo noi. È vero, l’Italia è un paese con una scarsa cul-
squadra femminile. “Solo il 19% dei club in Italia ha tura sportiva. Ma sul nostro sito abbiamo scritto che
una squadra riservata alle ragazze - spiega -. Il no- gli uomini e le donne di “WO*MEN’S RUGBY LAND
stro primo traguardo dev’essere che tutte le società OF FREEDOM” vivono in ogni parte del mondo e ci
rugbistiche si attrezzino da quel punto di vista. Il mio raccontano le loro esperienze di rugby e della vita di
studio elenca cinque buoni motivi per aprire il rug- tutti i giorni, ci parlano di diversità e di eguaglianza,
by alle donne. Bisogna eliminare gli alibi: non hai gli condividendo come questo sport sia stato fonda-
spogliatoi separati, devi inventarti qualcosa per far mentale per loro, seminando riflessioni e creando
convivere ragazzi e ragazze? Non tutto dev’essere ispirazioni. La libertà non ci è solo data, si rafforza
perfetto, cominciamo a darci da fare…”. con noi. Tu…noi…siamo le persone che grazie alla
Dacci uno dei cinque buoni motivi per giocare a rug- nostra esperienza sul campo contribuiscono, ciascu-
by anche al femminile. no nel suo piccolo, a mandare avanti il mondo.
“Il rugby fa bene, questa è la prima e più importante Il futuro comincia ogni giorno, costruiamolo insieme,
cosa da sottolineare. Dopo la pandemia, il lockdown, perché i miracoli a volte accadono: guarda, abbiamo
battuto la Francia. Noi, un movimento così piccolo,
Un bell’attacco delle azzurre contro giocare a rugby è un modo per tornare al contatto. ma con questa enorme motivazione. Chi semina rug-
l’Irlanda, da sinistra: Sgorbini, Ci hanno divisi tra mente e corpo, i corpi non si pote-
Bettoni, Furlan (con la palla) e by, raccoglie il futuro”. (gianluca barca)
vano toccare, dovevamo stare lontani, una squadra
Barattin. https://www.womensrugbylandoffreedom.com
A sinistra, la squadra degli Usa è un modo per tornare a educare al contatto, socia-
festeggia la vittoria nella prima lizzare. Ci sono tanti modi per farlo e noi non voglia-
edizione della Coppa del Mondo, mo che il rugby diventi omologazione. Per questo in
disputata nel 1991 in Galles. “WO*MEN’S RUGBY LAND OF FREEDOM” abbiamo in-
A destra, Erika Morri, ventenne
all’epoca della sua partecipazione tervistato e chiesto il contributo di atlete provenienti
alla competizione, con la maglia da diverse parti del mondo. Il rugby deve esaltare le
dell’Italia. unicità, mantenere e valorizzare le caratteristiche di
ciascuno. Vorrei raccontare una storia particolare”.
Prego.
“Abbiamo intervistato una giocatrice dell’Uganda
(paese che peraltro ha partecipato alla Coppa del
Mondo Seven con la rappresentativa maschile, ndr),
e volevamo sapere come riuscivano a far convivere
il gioco del rugby con il problema delle spose bam-
bine, ragazzine che a dodici anni si sposano e ma-
gari a quindici partoriscono il primo figlio. Eravamo
cauti sul modo in cui porre la domanda, perché non
sembrasse un giudizio di merito sulla loro cultura.
Ma la risposta è stata sorprendente: le ragazze che
giocano a rugby si sposano più tardi. I genitori, le
famiglie si incontrano ai terzi tempi, si scambiano
opinioni, le loro esperienze diventano patrimonio
collettivo e questo fa sì che piano piano si diffonda
un atteggiamento che ritarda il momento del matri-
monio, semplicemente perché le ragazze giocano a
32 33Back in black
A un anno dal Mondiale si parla di crisi della Nuova Zelanda e di quali strategie
di gioco consentiranno di alzare la coppa intitolata a William Webb Ellis.
Che rugby vedremo in Francia nel 2023?
di Luciano Ravagnani
Sarà un Mondiale per corazzate mobili, arbitri e TMO. Sudafrica, Sam Whitelock guida una haka degli All sico; se non hai qualche giocatore di abilità ed efficacia superiore La novità del 2023 è, dunque, l’Irlanda. Ce la farà a trascinare per
Francia, Nuova Zelanda, Irlanda. Allargare la lista dei favoriti al ti- Blacks prima del match di Auckland vinto alla media degli avversari (e l’occhio benevolo di arbitri contigui un anno ancora la recente serie di risultati clamorosi? Quale po-
tolo appare arduo a un anno dalla decima World Cup, che si gio- contro l’Australia. al sistema) non hai chance. trebbe essere la vera novità della decima edizione? Un anno an-
cherà in Francia. Nelle nove precedenti edizioni della World Cup il titolo è andato cora di rugby è lungo da passare. Agli All Blacks dopo le recenti
Ma quando uno ha negli occhi (come accade a me, che scrivo 3 volte ciascuna a Nuova Zelanda e Sudafrica (che però ha dispu- sconfitte già intonavano il “de profundis”, eppure hanno vinto il
queste note) le immagini della cerimonia funebre della regina tato 7 edizioni), 2 all’Australia, 1 all’Inghilterra. La Francia è stata 3 “Quattro Nazioni”, pur superati (in casa!) dai Pumas e, prima, da-
Elisabetta II, tra Buckingham Palace e Windsor, “roba” da far im- volte seconda e 1 terza. Due podi bassi a Galles (1987) e Argentina gli Springboks. Non più imbattibili? È comprensibile. Fino a po-
pallidire qualsiasi presuntuosa coreografia di apertura olimpica (2007). La sintesi finale è la seguente: 9 edizioni, 27 podi. Nuova chi anni fa hanno globalizzato il mondo ovale (unici a resistere,
o mondiale, come si fa a non pensare all’orgogliosa Inghilterra, Zelanda, Sudafrica, Australia, Inghilterra e Francia ne hanno occu- ma con giudizio, i sudafricani) e noi di Allrugby, sei-sette anni or
dove il rugby è nato e da dove è partito, e a quell’altro pezzo di pati 25 (92,6 per cento). sono, siamo stati dell’idea che si potevano battere giocando “di-
ex impero che è l’Australia, l’ammalata di palloni ovali con i suoi verso” da loro, non imitandoli nella speranza di fare meglio.
Union, League e Australian Rules? Ora forse stanno subendo gli effetti contrari della globalizzazio-
Sempre tra corazzate, comunque, siamo. Perché ormai il rugby è ne, ma durerà poco. Nei loro “cento anni di serietà”, come disse
questo. Se non metti in campo una squadra da 1.600 kili e passa; Dubroca, uomo di pack francese, si sono sempre analizzati e
se non sei disposto a “morire” di fatica sulla linea dello scontro fi- migliorati. Del rugby hanno praticamente inventato tutto, sulla
base delle sempre valide “3P”, Possession, Position, Pace (nella
traduzione: possesso, avanzamento, velocità). Mai avuto, loro, un
cosiddetto “piano B”, che nel rugby non esiste. Le “3P” e la qualità
individuale hanno determinato la loro (quasi) imbattibilità.
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