TEORIA E TECNICA DELLA COMUNICAZIONE PUBBLICITARIA - Stella Romagnoli LINK Campus University

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TEORIA E TECNICA DELLA
COMUNICAZIONE
PUBBLICITARIA
Stella Romagnoli
LINK Campus University
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Teoria e Tecnica della Comunicazione Pubblicitaria   Stella Romagnoli   1

    COME FUNZIONA LA
    PUBBLICITA’
    Lezione 8
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Sommario
• Definizione di persuasione
• La retorica
• La costruzione del discorso persuasivo
• Figure retoriche e pubblicità
• I modelli di apprendimento
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Come funziona la pubblicità?
          • La pubblicità è un atto di PERSUASIONE, in quanto
  costituisce un’attività intenzionale di comunicazione che, se
   raggiunge il proprio obiettivo, fa mutare gli atteggiamenti
 cognitivi o affettivi del destinatario nei confronti di un oggetto
         o di un’azione, nel senso voluto dall’emittente

• Il problema di come persuadere gli altri è antichissimo, risale
  alla Grecia classica: è da allora che l’uomo si è chiesto come
  ottenere che i suoi interlocutori assumessero un
  atteggiamento favorevole ai suoi interessi. Nasce così la
  prima disciplina che si propone di stabilire le tecniche della
  persuasione: la RETORICA
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LA RETORICA
• Nasce in Sicilia nella seconda metà del V secolo a.C.
• Corace, filosofo allievo di Empedocle, si propone di scrivere i
  discorsi che i siracusani avrebbero utilizzato in tribunale per
  convincere i giudici e recuperare i beni sequestrati dai tiranni
  appena cacciati. Insieme al suo allievo Tisia scrisse il primo
  trattato di tecnica retorica, dando consigli ed esempi su come
  costruire i propri discorsi per avere successo
• La tecnica retorica nasce quindi in ambito giudiziario e parte NON
  dal VERO ma dal VEROSIMILE
• Di retorica si occuparono anche Gorgia (che sosteneva anche
  l’importanza di una bella prosa, oltre che delle argomentazioni) e
  Aristotele, che la riteneva strumento “utile” perché poteva far
  trionfare la giustizia e perché esercita la parola, la facoltà propria
  dell’uomo
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Da Aristotele ai giorni nostri
• Tra Platone che ammette solo il vero assoluto e Protagora
  che ammette solo le verità relative, Aristotele (384-322 a.C.)
  stabilisce per primo il dominio della retorica: che non è
  quello della verità (campo d’azione di filosofia e scienza) ma
  quello delle opinioni e del verosimile
• La dottrina aristotelica resterà alla base di ogni futura
  retorica.
• Dopo di lui divulgheranno questa disciplina Cicerone,
  Quintiliano e poi S. Agostino, che la fece accettare dal
  pensiero cristiano, fino a Perelman e Toulmin, con i loro
  modelli dove l’argomentazione è alla base della persuasione
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I 3 generi di oratoria per Aristotele
• Secondo Aristotele esistono 3 generi di oratoria:
  • IL GIUDIZIO: rivolto a chi deve giudicare, quindi legato all’ambito
    processuale
  • IL DELIBERATIVO: rivolto a chi deve decidere del bene comune, legato
    all’ambiente politico
  • L’EPIDITTICO: rivolto a chi deve farsi un’opinione, quindi legato
    principalmente all’ambiente pubblico

• Ben presto l’oratoria epidittica prese il sopravvento sugli altri
  2 generi e si può tranquillamente assimilare ad essa tutta
  l’attività retorica
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Le 3 tecniche per persuadere
• Per Aristotele, che anticipa il moderno schema base della
  comunicazione: emittente-messaggio-destinatario, ci sono 3
  tecniche per persuadere. Questi 3 ambiti della
  comunicazione argomentativa sono:
• 2 di tipo soggettivo:
    1. L’ETHOS (o messaggio comportamentale) che riguarda il carattere
       dell’oratore il sui scopo è quello di piacere
    2. Il PATHOS (o messaggio emotivo) che riguarda le passioni suscitate
       negli uditori e il cui scopo è quello di emozionare
• 1 di tipo oggettivo:
  3. Il LOGOS (o messaggio razionale) che riguarda il discorso vero e
       proprio e il cui scopo è quello di dimostrare
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L’ethos
• Il termine “etica” ha assunto ormai un’accezione legata al
  comportamento morale in senso positivo e quindi non
  chiarisce cosa voleva dire Aristotele con “ethos”. Forse
  intendeva “carattere apparente”…
• L’oratore –secondo Aristotele- deve piacere al pubblico
  dandogli l’IMPRESSIONE di essere onesto e autorevole, serio
  o divertente, simpatico o attraente, comunque DEGNO DI
  FIDUCIA E CREDIBILE (ma occorre che questa fiducia nasca
  dal discorso stesso, non solo dal carattere dell’oratore…)
• Il corretto uso dell’ethos NON sta nello sfruttare una
  notorietà, ma dall’occasione stessa di quella specifica
  situazione, da quel discorso
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La prova etica
• La prova etica consiste in tutto ciò che contribuisce a
  trasmettere agli uditori una determinata immagine
  dell’oratore:
    • Il tono di voce
    • La dizione
    • La scelta delle parole e dei gesti
    • La mimica, lo sguardo, la posizione, l’andatura
    • L’abbigliamento…
• Tutto quello che contribuisce a determinare l’immagine
  psicologica e sociologica del comunicatore
• L’ethos in pubblicità è il TONO DI VOCE (tone of voice), che
  rende credibile e condivisibile il messaggio, e deve essere
  coerente con la marca che firma. Il modo con cui vengono
  dette le cose
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Il pathos
• Secondo Aristotele “la persuasione è prodotta dalla
  disposizione d’animo degli uditori, quando il discorso li
  spinge a provare delle passioni: perché non si giudica alla
  stessa maniera se si prova dolore o piacere, amicizia o odio”
• Attenzione infatti a presentare una creatività quando il
  cliente è di malumore……….
• L’ironia in pubblicità è uno dei trucchi più utilizzati, come il
  sentimento (le immagini di bambini e cagnolini…)
• O la gola… vendere un gelato con una bella inquadratura in
  primissimo piano degli ingredienti più golosi…
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Il logos
• Possiamo tradurre “logos” come “ragionamento” o “discorso
  razionale”. La logica è il tipo di procedimento per cui da
  determinate premesse si arriva a determinare conclusioni. Il
  logos retorico parte da premesse non necessariamente vere
  ma VEROSIMILI (mentre la logica scientifica parte da
  premesse vere e incontrovertibili)
• La logica vera e propria si basa essenzialmente:
   • Sul sillogismo
   • Sull’induzione
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Sillogismo
• E’ il procedimento deduttivo che, partendo da una premessa
  generale vera e incontrovertibile (tutti gli uomini sono
  mortali) e da una premessa particolare vera e
  incontrovertibile (Socrate è un uomo), giunge a una
  conclusione che anch’essa ha la qualità di essere vera e
  incontrovertibile (dunque Socrate è mortale)
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Induzione
• E’ il procedimento induttivo che, partendo da casi particolari
  veri e indiscutibili (miglior fantino è chi conosce bene i
  cavalli, miglior capitano è chi conosce bene le navi), ne
  deriva leggi generali (dunque è miglior guidatore chi conosce
  bene il proprio mezzo di trasporto)
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La retorica amplia le possibilità di
argomentare
• L’argomentazione retorica sfrutta sillogismo e induzione, ma
  necessita di più possibilità, in quanto ammette anche il
  VEROSIMILE, l’accettabile: da cui derivano:
   • L’entimema: un tipo di sillogismo o deduzione che parte da
       premesse solo verosimili (il caffè ti tira su, Lavazza è un caffè, Lavazza
       ti tira su)
    • L’esempio: il tipo di induzione in cui partendo da uno o più casi
      individuali (Elisabetta Canalis usa i prodotti Pantene ed ha i capelli
      visibilmente più sani settimana dopo settimana) si cerca di proporli
      come modelli all’opinione e al comportamento dell’uditorio (quindi
      usare i prodotti Pantene rende –a tutti- i capelli più sani).
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Altri elementi retorici per suscitare
l’accordo dell’uditorio
• Le presunzioni
   • Concetti pacificamente e quasi universalmente accettati, dati
     considerati “normali” dalla maggioranza e che sono alla base del buon
     senso comune (il caffè è un piacere, i bambini sono golosi)
• I valori
   • Concetti la cui validità è condivisa con l’uditorio e che reggono e
     guidano il comportamento (il valore del bello, la sicurezza, la bontà, il
     rispetto dell’ambiente…). Es. i detersivi biodegradabili fanno appello al
     valore del rispetto dell’ambiente, ecc.
• Le gerarchie
   • Concetti che presentano graduatorie in base alle quali un valore è
     preferibile ad un altro. Le gerarchie di valori sono più importanti dei
     valori stessi. Es. classico: spendere di più per spendere meglio
     (risparmiare è un valore, ma è meglio essere sicuri…)
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Altri elementi retorici per suscitare
l’accordo dell’uditorio
• I luoghi comuni (o topoi)
   • Il molto è meglio del poco, 3 confezioni al prezzo di 2 è meglio di 2, più
     raro più caro, ecc.
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…in sintesi
• Con questi “trucchetti” argomentativi SI CERCA DI AVERE
  L’ACCORDO DELL’UDITORIO. SI DICE: LA PENSO COME TE
  PER PERSUADERLO DELLA PROPRIA POSIZIONE

• ENTIMEMA: IO LA PENSO COME TE. TU HAI RAGIONE, QUINDI
  ANCHE IO HO RAGIONE!
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L’accordo con l’uditorio
• Il concetto di ACCORDO sulle premesse fra chi parla e
  l’uditorio è assolutamente centrale in qualsiasi discorso sulla
  comunicazione persuasiva
• Senza questo accordo NON è possibile costruire una
  comunicazione che riesca a persuadere efficacemente
• Aristotele: “gli uomini ascoltano le persone che sentono
  simili a sè stessi, è chiaro che dobbiamo costruire i nostri
  discorsi in modo da apparire simili ai nostri ascoltatori”

                 Vi dice niente l’importanza del TARGET
                    nella moderna comunicazione…?
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La costruzione del discorso persuasivo
• La retorica classica ha codificato 5 fasi nella costruzione del
  discorso:
    1.    Inventio (la fase di reperimento degli argomeni atti a persuadere)
    2.    Dispositio (l’ordinamento degli argomenti per renderli più efficaci)
    3.    Elocutio (l’atto di dare forma linguistica alle idee)
    4.    Memoria (il processo di studio del discorso, per impararlo e saperlo
          recitare con disinvoltura)
    5.    Dictio o Actio (lo studio della maniera migliore di pronunciare e
          gestire la scena mentre si svolge il discorso di fronte all’uditorio)

                     Anche se è tutto verbale… ovviamente, funziona anche
                                         ai giorni nostri!
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Se trasferiamo allo schema pubblicitario…
• Inventio: preparazione della strategia di comunicazione
   • Gli strategic planner cercano gli argomenti più adatti a convincere il
     target
• Dispositio ed Elocutio: identificazione dell’idea creativa
  • Copywriter e art director cercano di trasformare gli argomenti razionali
    (logos) operando sulla base di pathos e ethos e ideando il concetto: la
    creative idea
• Actio: produzione del messaggio
   • Creativi e producer realizzano la pubblicità

                         Non c’è più bisogno di
                         imparare a memoria….
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                                                           Romagnoli

                        Le figure retoriche
                           in pubblicità
22

Le figure retoriche della Elocutio
• Potremmo definire Elocutio anche “scrittura creativa”, che ha
  però l’obiettivo di essere detta a voce, NON letta. E’ l’arte di
  scrivere per l’orecchio
• Come abbiamo visto, lo stile migliore è quello che si adatta
  all’uditorio, al target. E per Quintiliano la prima virtù
  dell’eloquenza è la CHIAREZZA
• I Latini distinguevano 3 generi di stile:
    • Il sublime (grave): per commuovere
    • L’umile (tenue): per informare e spiegare
    • E il mediocre (medium): per piacere, soprattutto nella fase iniziale e
       finale del discorso

Da Michelangelo Coviello – Figure retoriche e pubblicità, FrancoAngeli editore, 2009
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Figure retoriche dell’elocutio
1.     Catacresi
2.     Similitudine
3.     Allegoria
4.     Metafora, Metonimia e Sineddoche
5.     Prosopopea e Antonomasia
6.     Apostrofe
7.     Antitesi e Ossimoro
8.     Iperbole, Litote e Preterizione
9.     Ipotiposi e Sinestesia
10.    L’interrogazione retorica
11.    Chiasmo
12.    Eufemismo
13.    Proverbio, Entimema e Sillogismo
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Catacresi
• Catacresi significa ABUSO. Un abuso linguistico come dire: il
  letto del fiume, la coda dell’occhio, la gamba del tavolo
• La catacresi risolve il problema di definire qualcosa che non
  era già stato definito prima, antropologizzando le cose.
• Poi il braccio di mare diventa un tratto di mare e l’abuso non
  c’è più…
• Quando non sappiamo come definire qualcosa possiamo far
  uso di questo abuso… inventando una definizione che non
  c’è.
• Ancora oggi le scoperte scientifiche ricorrono alla catacresi
  per nominare ciò che ancora non ha nome
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La similitudine
• Consiste in una comparazione in cui i termini sono esibiti.
  Rispetto alla metafora nella similitudine si usa il “come”
• Fin dai tempi di Omero la similitudine invade la poesia,
  l’epica, il racconto mitico. Senza la similitudine forse la
  poesia non si sarebbe mai evoluta.
• E’ come se la lingua avesse messo il “turbo”: ogni cosa, ogni
  azione, può essere comparata con qualcosa di più piccolo o
  di più grande, di eroico o di meschino
• Nel paragone si potenzia la capacità evocativa del
  linguaggio, il racconto diventa invenzione, la realtà immagine
• La similitudine è alla base dell’utilizzo dei testimonial famosi
  (del meccanismo dell’”image transfer”)
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                                                     Il viaggio sta al cambiamento
                                                     della vita come la fama
                                                     dell’attrice sta alla
                                                     protagonista come Louis
                                                     Vuitton all’eroe

                                                     La similitudine calca la mano
                                                     ma arricchisce il messaggio
                                                     allegorico del racconto di una
                                                     storia dal doppio significato
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L’allegoria
• Dal greco “altro” e “dico”, consiste nel dire o rappresentare
  una cosa sotto cui se ne intende un’altra, che però è in
  stretta relazione e somiglianza con essa
• L’allegoria, come la metafora, consiste in una comparazione,
  ma l’allegoria è una metafora continuata
• Si può affermare che l’allegoria è una similitudine dimezzata:
  si prolunga il paragone facendone un vero e proprio racconto
  ma tacendo la cosa reale a cui viene paragonata l’immagine
  (manca il “paragonato”)
• Ad esempio nelle favole di Esopo, dove gli animali sono
  allegoria delle persone (mai nominate)
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Metafora, Metonimia e Sineddoche
• Metafora, che significa “trasferimento”, è una similitudine
  senza il “come”
• Metonimia, che significa “trasferimento di nome”, indica un
  traslato in cui si limita il concetto di una cosa,
  determinandone solo un particolare che ha un rapporto con
  la cosa stessa. Ad esempio bevo un bicchiere, leggo Dante
    • Con la metonimia comincia il lavoro sulla lingua, il gioco della
       sottrazione, l’effetto a sorpresa: una parola al posto di un’altra che la
       implica
• Sineddoche è l’opposto: si ESTENDE il significato di una
  parola: in luogo del nome proprio si indica la parte per il tutto
  o il tutto per la parte (la vela solca il mare)
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     Il re della foresta diventa re delle paghe…
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                                                     Le frecce d’Argento al posto
                                                     della vettura da corsa
                                                     Mercedes-Benz

                                                     L’associazione tra argento che
                                                     conquista l’oro sembra
                                                     un’ossimoro
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                                                     Invece dell’uva il vino ha
                                                     dentro il Trentino

                                                     La metonimia scambia il
                                                     prodotto con il luogo in cui
                                                     nasce per evidenziarne le
                                                     caratteristiche organolettiche
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Prosopopea e Antonomasia
• Prosopopea o Personificazione consiste nel dar vita e
  sembianze umane a cose inanimate o astratte (il vento
  soffia, la notizia corre)
• Antonomasia consiste nel dar forza di nome proprio ad un
  nome comune o viceversa (es. “il cavaliere”, «Sei un vero
  Attila!» con ciò intendendo che Attila è il distruttore per
  antonomasia)
    • La sostituzione del nome può avvenire nei seguenti modi:
          1) Un nome comune al posto di un nome proprio:
          «Il Poeta [Dante] si rivolse a lui con le seguenti parole.»
          2) Un nome proprio per un nome comune:
          «Tuo figlio è un Einstein.»
    L’iphone è lo smartphone per antonomasia
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                                                     Come se la pelle potesse
                                                     mangiare e apprezzarne il
                                                     gusto
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Moncler di Bruce Weber
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Apostrofe
• Dal greco rivolgimento, è la figura dello spiazzamento e
  consiste nel mutare improvvisamente senso al discorso
• E’ il colpo di scena linguistico che nessuno si aspetta ma che
  conclude, saltando i passaggi, un componimento o un
  discorso (ognuno sta solo/sul cuore della terra/trafitto da un
  raggio di sole/ed è subito sera. S. Quasimodo). Ecco lo
  spiazzamento, l’apostrofe.
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Antitesi e Ossimoro
• L’antitesi consiste in una contrapposizione di parole o di
  concetti fatta allo scopo di dar maggiore colorito o rilievo
  all’espressione (non ha ragione ma neanche torto, non è
  bello ma neanche brutto)
    • L’antitesi mette in evidenza l’incapacità della verità di essere evidente
    • E’ la figura della dialettica per eccellenza in quanto cerca la verità
       senza escludere posizioni opposte, una “terza via”
• L’ossimoro è un’antitesi dove l’accostamento di due parole o
  concetti opposti ha il compito di indicarne un terzo, che è
  solo intuibile (il silenzio assordante, buio accecante, ghiaccio
  bollente)
    • La “terza via” inesistente in questa figura retorica viene emotivamente
       esibita, drammatizzata: l’essere del non essere…
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Iperbole, Litote e Preterizione
• Iperbole significa esagerazione, e consiste nell’esprimere un
  concetto in forma esagerata, sia positivamente che
  negativamente (è un secolo che non ti vedo)
    • Rende con maggior efficacia i sentimenti, perché esprime bene gli
       stati d’animo
• Litote dal greco “semplicità”: consiste in un’attenuazione di
  ciò che si vuole dire, si attenua la realtà risolvendo
  l’espressione nel suo contrario (non è brillante, Don
  Abbondio non era nato con un cuor di leone)
• Preterizione consiste nel fingere di passare sotto silenzio una
  cosa che effettivamente si dice (lasciamo perdere la tua
  avarizia, non per dire…). In questo modo le si dà più risalto.
  Si usa quando si vuole far male, si vuole colpire chi ascolta
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Ipotiposi e Sinestesia
• Ipotiposi significa “rappresentazione, visione”, consiste nel
  rendere con pochi tocchi viva e palpitante una cosa, così da
  farla apparire presente davanti ai nostri occhi (con la faccia
  da pazzo, gli occhi iniettati di sangue, inferocito dal caldo…)
    • E’ una figura della descrizione quasi pittorica, si usa per “far vedere”
       l’oggetto allo sguardo, ama i toni forti, teatrali e visionari
• Sinestesia significa “percezione simultanea”: è una metafora
  che prevede l’accostamento di 2 sfere sensoriali diverse
  (vista, udito, tatto… abbraccio musicale, sorriso azzurro)
    • E’ anch’essa una figura pittorica, e si utilizza per descrivere ciò che si
       conosce in modo inatteso, sorprendente, per metterlo in risalto, in
       primo piano (l’alba sorridente saluta la città squillante)
Teoria e Tecnica della Comunicazione Pubblicitaria   Stella Romagnoli   42

L’interrogazione retorica
• Consiste in una domanda APPARENTE, la cui risposta è implicita.
  E’ un modo di affermare qualcosa sotto forma di interrogazione.
• La forma interrogativa rende più efficace la comune affermazione
  e denota, allo stesso tempo, sorpresa, meraviglia, rammarico
  (vorreste voi…?)
• Fino a quando, o Catilina, approfitterai della nostra pazienza? NON
  è una domanda, ma un’esternazione psicologica, nella sua
  formulazione richiede il coinvolgimento dell’uditorio, una
  complicità sociale e politica. E’ la classica espressione di chi vuol
  contare su coloro che la pensano come lui
• Un altro modo di usarla è per ottenere un effetto comico.
  inserendo la risposta nella domanda (Quanti erano i 3 figli di
  Napoleone?)
Teoria e Tecnica della Comunicazione Pubblicitaria   Stella Romagnoli   43
Teoria e Tecnica della Comunicazione Pubblicitaria   Stella Romagnoli   44

Chiasmo
• Deriva dalla lettera greca X (chi), per la sua forma a croce, e
  consiste nella ripetizione incrociata di due parole in modo che
  compaiano in opposizione tra loro (la bellezza della poesia, la
  poesia della bellezza)
• Si mangia per vivere o si vive per mangiare? Il chiasmo addita i
  poli della questione come se l’esplorazione argomentativa fosse
  già avvenuta e risolta nel chiasmo stesso.
• Eravamo la forza dell’esempio, ora siamo l’esempio della forza
  (Ted Kennedy). Il Chismo non argomenta, mostra il risultato.
• Spesso si mette il primo enunciato dalla parte del bene e il
  secondo da quella del male… Il chiasmo ha una spiccata
  vocazione etica e morale…
Teoria e Tecnica della Comunicazione Pubblicitaria   Stella Romagnoli   45
Teoria e Tecnica della Comunicazione Pubblicitaria   Stella Romagnoli    46

Perifrasi ed Eufemismo
• La perifrasi consiste nell’usare, invece del termine proprio,
  una sequenza di parole (fare un “giro di parole”). Incontro là
  dove si perde il giorno (Leopardi per dire verso occidente)
• L’eufemismo ha affinità con la perifrasi e serve per attenuare
  un concetto, un’affermazione negativa, utilizzando parole ed
  espressioni positive (è passato a miglior vita).
    • E’ la figura retorica della pubblicità. Il prodotto è sempre buono, il
      bicchiere è sempre mezzo pieno. NON ci si esprime mai in modo
      negativo (se non per parlare dei concorrenti…)
    • L’eufemismo è la prima regola che impara chi vuole lavorare in
      pubblicità
Teoria e Tecnica della Comunicazione Pubblicitaria   Stella Romagnoli   47

Proverbio, Entimema e Sillogismo
• Il proverbio è un breve detto popolare che contiene un
  insegnamento desunto dall’esperienza
• L’entimema è il sillogismo retorico, che si basa su premesse
  verosimili, probabili (non necessariamente vere)
• Il sillogismo è l’operazione logico-linguistica costituita da 2
  premesse ed una conclusione. Le 2 premesse devono avere
  una proprietà in comune e nella conclusione figurano le altre
  due proprietà presenti nelle premesse. Nel sillogismo le
  premesse devono essere certe e inconfutabili
Teoria e Tecnica della Comunicazione Pubblicitaria   Stella Romagnoli   48
Teoria e Tecnica della Comunicazione Pubblicitaria   Stella49
                                                           Romagnoli

                 La persuasione al di là
                     della retorica
50

Le ricerche sulla persuasione
• Nel ‘900 si sono sviluppate diverse ricerche che avevano
 l’obiettivo di studiare le condizioni e i meccanismi della
 persuasione (perché e come un individuo riesce a
 persuadere gli altri):
  • La teoria dell’apprendimento
    • Il condizionamento classico di Pavlov
    • Il modello della scuola di Yale
  • La teoria funzionalista
  • Le teorie della coerenza e della dissonanza cognitiva
  • Le teorie sul funzionamento della pubblicità
Teoria e Tecnica della Comunicazione Pubblicitaria   Stella Romagnoli   51

Le teorie sul funzionamento della pubblicità
• Nel 1961 Russell Colley pubblicò i risultati dei suoi studi in
  uno storico libro intitolato: Defining Advertising Goals for
  Measured Advertising Results, proponendo una base di
  ragionamento che è nota con l’acronimo del titolo: DAGMAR
• Questo studio, che si ricollega al modello dell’AIDA (del 1898
  di St. Elmo Lewis), segnò l’inizio di un lungo filone di ricerche
  finalizzate ad indagare come funziona la pubblicità
Teoria e Tecnica della Comunicazione Pubblicitaria         Stella Romagnoli     52

Il modello DAGMAR
• I 3 fondamentali punti fissati da Colley sono:
   1. Non bisogna confondere gli obiettivi di comunicazione che
       riguardano:
         1.     La conoscenza
         2.     La comprensione
         3.     La convinzione
         4.     L’azione (che però dipende dal marketing nel suo complesso)
    2.        Il risultato finale dello sforzo non è merito o demerito della sola
              comunicazione pubblicitaria
    3.        Il controllo sull’efficacia di una campagna pubblicitaria si può fare
              solo:
         1.     Stabilendo un obiettivo misurabile in termini di comunicazione (es. incr.
                conoscenza spontanea del 5%)
         2.     Misurando la situazione prima e dopo l’uscita della campagna (es. prima
                conoscenza spontanea 57% dopo 63%)
Teoria e Tecnica della Comunicazione Pubblicitaria                             Stella Romagnoli      53

Lavidge e Steiner
• Contemporaneamente al saggio di Colley uscì l’articolo di
  Lavidge e Steiner destinato ad influenzare il pensiero
  pubblicitario.
• Gli autori affermano che il funzionamento della pubblicità è
  condizionato dal passaggio della mente del consumatore
  attraverso 3 fasi gerarchicamente ordinate:
    • Fase cognitiva (conoscenza, comprensione)
    • Fase affettiva (apprezzamento, preferenza)
    • Fase conativa (convinzione, acquisto)
• Che corrispondono ad apprendere, provare un sentimento ed
  agire (learn-feel-do)

A Model for Predictive Measurements of Advertising Effectiveness in Journal of Marketing, 25, 1961
Teoria e Tecnica della Comunicazione Pubblicitaria                Stella Romagnoli    54

Modelli di Gerarchia di Apprendimento
                                     Dagmar            Aida       Lavidge e Steiner

          Livello 1:               Attenzione        Attenzione        Notorietà

        conoscenza a
      livello cognitivo

                                 Comprensione                        Conoscenza

          Livello 2:                                 Interesse     Apprezzamento

      atteggiamento a
       livello affettivo

                                                     Desiderio        Preferenza

          Livello 3:              Convinzione                        Convinzione
     comportamento a
      livello conativo

                                      Azione          Azione           Acquisto
Brochand e Lendrevie (1985) riassumono questi approcci
Teoria e Tecnica della Comunicazione Pubblicitaria                         Stella Romagnoli           55

Mia ipotesi: l’attenzione parte dall’interesse
                         1° fase: la                                              4° fase: ricerca di       5° fase:
                                                 2° fase:          3° fase:
                       pubblicità si fa                                             informazioni,       rassicurazione e
                                             dall'attenzione   comprensione e
                      "vedere" e desta                                              convinzione e          stimolo al
                                              alla notorietà      desiderio
                         interesse                                                     acquisto         consumo/azione
    Livello 1:            Contatto             Attenzione
  conoscenza a
livello cognitivo
                                                 Ricordo
                                                Notorietà      Comprensione          Informazione
    Livello 2:            Interesse                                                                     rassicurazione

atteggiamento a
 livello affettivo

                                                                 Desiderio

    Livello 3:                                                                       Convinzione

comportamento a
 livello conativo

                                                                                       Acquisto              Azione
Teoria e Tecnica della Comunicazione Pubblicitaria   Stella Romagnoli   56

King e il valore aggiunto
• Negli anni ‘70 uno strategic planner della J. Walter
  Thompson, Stephen King pubblica uno studio in cui sostiene
  che la persuasione non è facilitata solo da spinte razionali
  ma anche da atteggiamenti di simpatia, fiducia, familiarità
  verso la marca
• “la gente sceglie le proprie marche come sceglie gli amici”
• A parità di giudizio il consumatore sceglierà la marca che,
  attraverso la comunicazione, ha saputo costruirsi una
  personalità più positiva
Teoria e Tecnica della Comunicazione Pubblicitaria   Stella Romagnoli   57

Krugman e la teoria del basso coinvolgimento
• Nel 1965 uno studioso di comunicazioni di massa, Herbert
  E. Krugman, fece delle osservazioni molto interessanti sul
  basso coinvolgimento degli spettatori di fronte agli spot
  televisivi
• Nasce la teoria del Low involvement consumer behaviour,
  che sottolinea come la maggior parte degli atti d’acquisto
  siano compiuti senza che vi sia un vero coinvolgimento, e
  quindi senza ragionamento.
• Minando tutte le teorie sul consumatore razionale
Teoria e Tecnica della Comunicazione Pubblicitaria                     Stella Romagnoli      58

Teoria del basso coinvolgimento
                                          Coinvolgimento alto              Coinvolgimento basso
Frequenza                                 Non importante.                  Importantissima
                                          L’apprendimento avviene
                                          velocemente
Mass media                                Meglio la stampa, che dà         Meglio la televisione, che
                                          più informazioni                 non richiede
                                                                           ragionamento
Contenuto del messaggio                   Molte informazioni               Poche informazioni
Prezzo                                    Importante ma secondario Fondamentale, come
                                                                   anche le promozioni
Probabilità di successo                   Alte, senza molta                Le altre leve del marketing
                                          influenza delle altre leve       sono molto importanti
                                          di marketing
Teoria e Tecnica della Comunicazione Pubblicitaria                             Stella Romagnoli        59

La griglia di Vaughn o FCB
Nel 1980 vengono pubblicate le ricerche di Richard Vaghn per l’agenzia FCB. Secondo
lui la maniera in cui i consumatori pensano ai prodotti può essere schematizzata in
una griglia basata su due assi: coinvolgimento e approccio emotivo Vs. razionale
                                                 Alto coinvolgimento

                                         Quadrante 1                 Quadrante 2

                                        Alta rilevanza              Alta rilevanza
                                      Decisione razionale         Decisione emotiva
                                         Es. Utilitaria              Es. Vacanze

     Approccio razionale                                                                   Approccio emotivo

                                         Quadrante 1                 Quadrante 2

                                       Bassa rilevanza             Bassa rilevanza
                                      Decisione razionale         Decisione emotiva
                                        Es. Detersivo               Es. Caramelle

                                               Basso coinvolgimento
How Advertising Work: a Planning Model - Journal of Advertising Research, 20, 5, 1980
Teoria e Tecnica della Comunicazione Pubblicitaria               Stella Romagnoli   60

Conseguenze in termini di strategia di
comunicazione

                                  Alta rilevanza
                                Decisione razionale      Alta rilevanza
                                      Strategie        Decisione emotiva
                                      altamente            Strategie
                                     informative          d’immagine

                                   Bassa rilevanza
                                                        Bassa rilevanza
                                Decisione razionale
                                                       Decisione emotiva
                                Stimoli superficiali
                                   es.“lava più         Stimoli “mondo
                                     bianco”                 felice”
Processo di apprendimento: modello FCB
• 2 assi per classificare il percorso di apprendimento:
  • Modalità di apprendimento (razionale o emotivo)
  • Grado di coinvolgimento (che dipende dall’interesse soggettivo)
Modello FCB
1.   feel-learn-do (o feel-do-learn):
        Le risposte valutative sono guidate da una spiccata componente
        emotiva (automobile di lusso, abbigliamento firmato)
2.   Learn-feel-do:
        L’apprendimento è basato essenzialmente su aspetti logico-
        razionali (elevato prezzo unitario ma non aspirazionali)
3.   Do-learn-feel:
        Coinvolgimento basso (prodotti banali, es. detersivi)
4.   Do-feel-learn:
        Basso coinvolgimento ma approccio sensoriale ed affettivo (snack,
        cioccolatini, bibita)
MODELLO FCB
              Esempi ed eccezioni...
Feel-learn-do:
un prodotto comune… trattato come un prodotto di lusso
Learn-Feel-do:
un prodotto ad alto valore unitario… ma anche con alto coinvolgimento emotivo
Do-Learn-Feel:
tutto il mondo è paese…
Do-Feel-Learn:
l’ironia e gli snack (che danno energia)…
Teoria e Tecnica della Comunicazione Pubblicitaria                     Stella Romagnoli        68

La griglia di Rossiter-Percy
La differenza sta nel considerare le motivazioni del consumatori (anziché gli approcci):
funzionali e trasformazionali. Quelle funzionali agiscono in modo negativo (abolizione
di un problema), mentre quelle trasformazionali agiscono positivamente (accettazione,
autogratificazione)               Alto coinvolgimento

                                        Quadrante 1          Quadrante 2

                                      Elettrodomestici,       Vacanze,
                                        assicurazioni,
                                             ecc.             auto, ecc.

               Motivazione                                                         Motivazione
                funzionale                                                         trasformazionale
                                        Quadrante 1          Quadrante 2

                                          Detersivi,            Dolci,
                                          medicinali
                                         leggeri, ecc         Birra, ecc.

                                               Basso coinvolgimento
1991
Teoria e Tecnica della Comunicazione Pubblicitaria                       Stella Romagnoli        69

Bonnage e i 6 modelli
• Claude bonnage (1987) propone di riassumere tutti i modelli di strategia
  di comunicazione nella griglia di Rossiter-Percy
                                                 Alto coinvolgimento

                                          Learn                  Feel
                                           Feel                 Learn
                                             do                    do
               Motivazione                                                           Motivazione
                funzionale                                                           trasformazionale
                                     Do         Learn        Do        Feel
                                     Learn      Do           Feel      Do
                                     Feel       Feel         Learn     Learn

                                               Basso coinvolgimento
Teoria e Tecnica della Comunicazione Pubblicitaria   Stella Romagnoli   70

Fabris e le “4 i” e “4 c”
• Un riassunto molto interessante delle varie posizioni e dei
  vari modelli che hanno accompagnato le teorie sul
  funzionamento della pubblicità è quello proposto da Gian
  Paolo Fabris (1992)
• Secondo la griglia 4I 4C, le variabili che entrano in gioco nel
  processo operato dalla pubblicità sono:
    • Impatto (attenzione)
    • Interesse
    • Informazione
    • Identificazione (risultato del pathos)
    • Comprensione
    • Credibilità
    • Coerenza (tra i vari elementi del messaggio con la brand personality)
    • Convinzione (avvenuta persuasione del destinatario del messaggio)
Teoria e Tecnica della Comunicazione Pubblicitaria     Stella Romagnoli   71

Cialdini e la pratica della persuasione
• Un approccio più pragmatico è offerto da Robert Cialdini
  (1984). Secondo lui i principi della persuasione sono:
    • Il principio del CONTRASTO: se voglio mettere in buona luce un
        elemento, lo contrappongo ad uno che è sicuramente in cattiva luce
    •   Il principio di RECIPROCITA’: se voglio ottenere qualcosa da qualcuno, è
        utile fargli prima un piccolo favore, in modo che si senta obbligato a
        ricambiarlo…
    •   Il principio di COERENZA: faccio dichiarare qualcosa al mio
        interlocutore che, se non si vuole smentire, lo porterà a darmi ragione
    •   Il principio di RIPROVA SOCIALE: se lo fanno gli altri, devi farlo anche tu
    •   Il principio di SIMPATIA: se il persuasore è bello, simpatico, piacevole,
        gentile, riuscirà a persuadere più facilmente
    •   Il principio di AUTORITA’: ciò che dice un superiore gerarchico o uno
        che se ne intende persuade più facilmente –formula testimonial…
    •   Il principio di SCARSITA’: se un bene è raro o proibito è più desiderabile
GRAZIE PER L’ATTENZIONE
Fonti:
Alberto Pastore, Maria Vernuccio - Impresa e Comunicazione – 2006
Marco Vecchia – Hapù – Lupetti editore – 2003
Michelangelo Coviello – Figure retoriche e pubblicità, Franco Angeli editore, 2009
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