Stranieri e dominanti - Alcune iniziative di tutela e assistenza alle donne degli spagnoli a Napoli tra Cinque e Seicento - OpenEdition Journals

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Mélanges de l’École française de Rome -
                           Moyen Âge
                           131-2 | 2019
                           "Questa penna, questa man, questo inchiostro". Centri
                           di scrittura e scritture femminili nel Medioevo e nella
                           prima Età moderna - Hospitalité de l’étranger au
                           Moyen Âge et à l’époque moderne : entre charité,
                           contrôle et utilité sociale. Italie Europe - Varia

Stranieri e dominanti
Alcune iniziative di tutela e assistenza alle donne degli spagnoli a Napoli
tra Cinque e Seicento

Vittoria Fiorelli

Edizione digitale
URL: http://journals.openedition.org/mefrm/5974
DOI: 10.4000/mefrm.5974
ISSN: 1724-2150

Editore
École française de Rome

Edizione cartacea
Data di pubblicazione: 1 gennaio 2019
Paginazione: 485-494
ISBN: 978-2-7283-1413-3
ISSN: 1123-9883

Notizia bibliografica digitale
Vittoria Fiorelli, « Stranieri e dominanti », Mélanges de l’École française de Rome - Moyen Âge [Online],
131-2 | 2019, Messo online il 26 juillet 2019, consultato il 29 décembre 2019. URL : http://
journals.openedition.org/mefrm/5974 ; DOI : 10.4000/mefrm.5974

© École française de Rome
MEFRM – 131/2 – 2019, p. 485-494.

Stranieri e dominanti
Alcune iniziative di tutela e assistenza alle donne degli
spagnoli a Napoli tra Cinque e Seicento

Vittoria F iorelli

         V. Fiorelli, Università degli studi Suor Orsola Benincasa, vittoria.fiorelli@unisob.na.it

             Le istituzioni spagnole per la tutela delle donne a Napoli in epoca vicereale sono l’argomento di questo saggio che
         indaga, attraverso la concessione del privilegio dell’assistenza, le dinamiche della protezione identitaria nazionale e i canali
         di connessione tra il tessuto sociale della capitale del Regno e la comunità degli stranieri definiti “dominanti” in quanto
         rappresentanti della Corona e della potenza imperiale della monarchia degli Austrias. Al centro della ricerca sono soprat-
         tutto i ceti medi e l’impianto confraternale come fulcro laico della rete di connessione delle comunità che convivevano in
         un unico spazio urbano.

         Comunità straniere, donne e assistenza, Napoli e la Spagna in Età moderna

              The Spanish institutions for the protection of women in Naples during the vice-royal age are the subject of this essay
         that investigates, through the granting of the privilege of assistance, the dynamics between national identity protection and
         the channels of connection between the social fabric of the capital of the Kingdom and the foreign community defined as
         "dominant" as consisting of representatives of the Crown and of the imperial power of the Austrias’ monarchy. The focus
         of the research are the middle classes and the confraternal system, secular fulcrum of the network of the communities that
         coexisted in a secular fulcrum of the connection network of the communities that coexisted in a connected urban space.

         Stranger communities, women and assistance, Naples and Spain in Early Modern Age

     Il 10 giugno 1600, firmando la dedica al conte                  pale espressione del potere statale, era stata affidata
di Lemos premessa alla sua Vita di don Pedro de                      dal marchese di Villafranca a un articolato sistema
Toledo, Scipione Miccio tracciava un percorso ideale                 ospedaliero nel quale convergevano molteplici
di continuità tra i due viceré che, a suo modo di                    funzioni, la riorganizzazione e il rafforzamento
vedere, avevano dato forma moderna alla presenza                     di istituzioni esistenti e la fondazione di strutture
spagnola a Napoli, rinnovando e consolidando la                      destinate a dare forma nuova e moderna a quella
struttura di governo e la configurazione della                       “Napoli fedelissima” che, già in epoca medioevale,
capitale senza re1. Tra gli elementi che ne carat-                   aveva tra le sue specificità la rete capillare di opere
terizzavano personalità e azione politica figurava                   pie destinate a governare debolezze e marginalità
una sezione intitolata Della pietà e cura circa i poveri             che ne minavano il profilo “nobilissimo”.
che richiamava il valore che la cultura sociale del                       Che la questione dell’assistenza fosse una delle
tempo attribuiva all’impegno a favore delle fasce                    componenti fondamentali della tenuta degli assetti
deboli della comunità.                                               sociali, sia in chiave di controllo dell’ordine che
     Questa tutela, oltre a essere esercitata nel                    di consolidamento della gerarchia e dei rapporti
quadro del potenziato apparato di giustizia, princi-                 tra i ceti, è tema noto e ampiamente indagato
                                                                     dalla storiografia. Per Napoli, tutela e protezione
                                                                     non solo militare erano anche parte integrante di
  1. Miccio, p. 42-43.                                               quella cultura politica della fedeltà che, tra Cinque
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     e Seicento, caratterizzava il rapporto di Madrid con                   spazi di contrattazione politica e di condivisione
     le élite del Regno2. In questo fondamentale canale                     del privilegio assistenziale originariamente desti-
     della contrattazione tra il sovrano e i suoi sudditi,                  nato agli “stranieri dominanti”.
     nel quale le categorie teoriche della relazione                             Come è noto, l’approccio storiografico degli
     politica e le dinamiche di collisione e collusione                     ultimi anni, incentrato su di una prospettiva trans-
     che ne costituivano una componente essenziale                          nazionale e transculturale prodotta da una moder-
     tendevano ad acquisire contorni molto concreti,                        nità vivacemente policentrica, attento a cogliere
     un ruolo non secondario avevano le iniziative di                       le disomogeneità e il gioco di specchi tra centro e
     patronage promosse dalla Corona e dalla comunità                       periferia, si è da tempo orientato allo studio della
     iberica.                                                               condivisione di spazi politici, religiosi e intellettuali
          All’interno di uno spazio iconicamente segnato                    indagati non solo attraverso le strutture d’identifi-
     dalla rappresentatività del sistema spagnolo, gli                      cazione del diverso, ma anche a partire dai mecca-
     emissari del re ausente avevano ripensato una                          nismi determinati dai forestieri per riconoscersi
     porzione della capitale nella quale ai territori asse-                 come gruppo nei luoghi del loro nuovo radica-
     gnati alle necessità militari e ai luoghi simbolo                      mento4.
     del potere sovrano facevano da corona le resi-                              Diversamente, obiettivo delle pagine che
     denze delle élite trasferitesi nel Regno, ma anche                     seguono è analizzare alcune istituzioni destinate
     le strutture che qualificavano l’azione di governo,                    alle donne spagnole come elemento nevralgico
     marcando canali di compenetrazione con la popo-                        di quelle che potremmo definire comunità “di
     lazione locale.                                                        frontiera”, proiettate come avamposti identitari,
          Così, un’ampia zona contigua alla ciudad anti-                    riferimento duraturo e riconoscibile per tutti gli
     gua e al porto, protetta dai castelli e dagli acquartie-               “stranieri” costretti ad assimilarsi a contesti che,
     ramenti militari, isolata dai divieti di edificabilità,                nonostante la rigidità degli assetti formali, nella
     determinava una frontiera interna per l’espansività                    pratica consentivano inaspettati margini di discre-
     abitativa dei napoletani schiacciati tra gli emblemi                   zionalità e di negoziazione e costituivano il perno
     del potere degli “stranieri dominanti” e l’ininter-                    per l’attivazione di strategie di contatto e di inter-
     rotto afflusso dei regnicoli verso la capitale3. Una                   relazione tra gruppi nazionali all’interno di spazi
     pressione che, nella più popolosa città europea                        urbani almeno in parte condivisi5.
     dopo Parigi, trovava nelle strutture di assistenza                          Il saggio suggerisce una duplice prospettiva che
     uno spazio di conciliazione e di rafforzamento del                     inserisce le iniziative assistenziali in quel labora-
     legame tra i rappresentanti del monarca e i sudditi:                   torio mediterraneo dell’accoglienza costruito nelle
     un laboratorio politico e sociale nel quale l’attac-                   città meridionali. Le opere pie, lungi dallo struttu-
     camento identitario alla patria di provenienza si                      rare un sistema di equità, dispensavano privilegi e
     rifletteva anche nella determinazione a segnare                        cure per rafforzare il modello di società stratificata
     una porzione centrale del tessuto urbano attra-                        dai ceti e distribuivano solidarietà e salvaguardie
     verso la proiezione semantica affidata tanto alla                      in base alla categorizzazione tanto dei beneficiati
     densità abitativa nazionale che alla presenza di isti-                 che delle criticità indicate dai benefattori, legitti-
     tuzioni di matrice spagnola aperte alla città come                     mata dalla rigida applicazione di meccanismi iden-
                                                                            titari, comprese le appartenenze nazionali6. In
                                                                            questo quadro, gli “stranieri” si preoccupavano di
        2. Sulla cultura della fedeltà di età vicereale si veda almeno      programmare le reti di protezione per le loro donne
           Galasso 1998, Muto 2017. Nel 1650, sugli apparati effimeri       percepite non solo come parte del profilo morale
           della processione di S. Giovanni, emblema del potere del
           Seggio del popolo: «Amore con la testa coronata et con un
                                                                            della loro comunità, ma come elemento essenziale,
           cornicopio in mano […] significando l’amore con che ci
           governa la Monarchia Spagnuola, à sinistra stava la statua
           della Fedeltà con uno scudo in mano ove era dipinta l’im-
           presa del Popolo sotto la quale stava dinotando la fedeltà         4. Una visione meno economicista in Calabi – Turk
           Napolitana verso i suoi cattolici regi», Rubino, p. 36. Un            Christensen 2007; Trivellato – Halevi – Antunes 2014;
           informato profilo dei Seggi in Santangelo 2019, p. 172-182.           Broggio – Guarnieri Calò Carducci – Merluzzi 2017.
           Di collisione/collusione ha parlato Musi in molti suoi lavori,     5. Conforti – Sánchez de Madariaga 2007, Fiorelli 2015,
           di recente Musi 2013.                                                 Cabibbo – Serra 2017.
        3. Per il nesso tra urbanistica e ideologia del potere Pessolano      6. Musi 1982, Muto 1982. Per un riferimento d’insieme sulla
           2013. Sullo sviluppo di Napoli capitale, Galasso 1998.                storia del Regno di Napoli si veda Galasso 2006-2011.
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attraverso la gestione degli assetti familiari e dome-         ruolo politico all’interno della comunità urbana.
stici, del processo di mediazione con i luoghi di              Dallo studio di questa longeva impalcatura comu-
trasferimento e snodo delle reti emotive e organiz-            nitaria emergono dinamiche di reciproca contami-
zative, talvolta economiche, di collegamento con               nazione tra gli “stranieri dominanti” e la popola-
le patrie, o con i componenti dei ceppi familiari e            zione della capitale del Regno, ma anche un più
nazionali che migravano verso altre destinazioni7.             incisivo controllo delle appartenenze nei canali di
     Da un lato si è riflettuto sulle emergenze                accesso alle iniziative destinate alle donne.
femminili e sulle destinatarie della tutela verifi-                 Analizzare l’impianto istituzionale delle opere
cando logiche di distinzione, per esempio, tra le              pie attraverso l’impulso performativo impresso alle
spagnole e le donne che godevano del privilegio                loro attività dall’indirizzo delle culture al potere che
di essere incluse nel sistema di assistenza riser-             le avevano promosse e che, spesso, le finanziavano
vato alla rete di governo per legami acquisiti o per           con continuità ha tradizionalmente orientato gli studi
consanguineità, in un quadro sempre attento alla               verso la lettura della documentazione ordinamen-
crescita del numero dei nuclei familiari ascrivibili           tale o alla ricostruzione delle reti istituzionali di legit-
alla comunità nazionale perseguita anche con la                timazione. Un contributo diverso potrebbe invece
distribuzione di maritaggi riservati. Una questione            venire dal tentativo di fare emergere i percorsi attua-
che mette in luce quella, fondamentale, della                  tivi di quelle disposizioni e la verifica dei differimenti
stanzialità, oltre che della nascita, nei processi di          e delle trasformazioni, spesso frutto della negozia-
concessione della cittadinanza in epoca moderna8.              zione di prassi consolidatesi nel tempo, che regi-
     L’altro aspetto ci riporta alle relazioni tra le due      stravano una evidenza politica e sociale più duttile,
sponde del Mediterraneo governate dallo stesso                 fatta di compromessi e di composizioni. Una storia di
sovrano, dando per acquisite, in un quadro storio-             lungo periodo, nella quale l’ostensione pubblica di
grafico nel quale i processi di centralizzazione e             identità nazionali dominanti, nella dimensione terri-
nation building hanno costituito uno dei riferimenti           toriale dei reinos come nella proiezione imperiale
della modernità, le questioni dell’inventio intellet-          del sistema spagnolo, non combaciava in pieno con
tuale della nazione napoletana e dell’appartenenza             la formalizzazione fissata dai linguaggi giuridici e
spagnola, ma anche gli aspetti connessi alla rile-             statutari, integrata in quelle strategie dispiegate dalle
vanza identitaria della cerimonialità e le inferenze           monarchie composite per produrre reti identitarie
delle iniziative caritative nel contemporaneo sforzo           transnazionali secondo la linea indicata da Galasso
di disciplinamento degli Stati e della Chiesa9.                nel consolidamento del profilo politico unitario dei
     Enfatizzando i percorsi di inclusione rintrac-            domini italiani degli Austrias10.
ciabili in questo aspetto vitale e pervasivo delle                  In questo quadro, le strutture assistenziali assu-
comunità occidentali, da una prospettiva bottom                mevano il valore di una potente arma di governo,
up accolta all’interno dei meccanismi compositi                funzionale alla costruzione di una rete di coesione
della costruzione sociale è emersa la persistenza              e di stabilità veicolata dalla fondazione contem-
strategica dello snodo confraternale nella gestione            poranea, nei regni, di molti istituti destinati alla
di ospedali, conservatori e monti, tutti strumenti             salvaguardia dei soldati, cellula identitaria fonda-
essenziali di integrazione culturale, oltre che poli-          mentale del radicamento della Corona nei suoi
tica ed economica. Questo meccanismo, legato                   domini. Se i militari erano particolarmente esposti
a un associazionismo identitario, garantiva la                 al rischio della povertà e della marginalità, infatti,
matrice laica delle istituzioni tramite un presidio            proprio lo spessore semantico nazionale assunto
maggioritario nella governance sancito dalla norma-            dalla loro presenza nei contesti “stranieri” nei quali
tiva statutaria e veicolava la credibilità politica            rappresentavano la Monarquía rendeva prioritario
delle fasce sociali intermedie qualificandone il               il sostegno per loro e le loro famiglie.

  7. Canepari – Mésini – Mourlane 2016 e, al femminile,         10. Salvemini 1999 e Fiorelli 2018a. Per Roma e Madrid, sedi
     Canepari 2014.                                                 di poteri che eccedevano la dimensione statuale, Carrió
  8. Ventura 2018 e, per l’impostazione di metodo, Rovinello        Invernizzi 2014, Garcìa – Recia Morales 2014. Così l’Ospe-
     2009, Zaugg 2011.                                              dale degli Italiani a Madrid, fondato nel 1579 per le nazioni
  9. Cfr. per esempio Musi 2016.                                    rappresentate nel Consiglio d’Italia e gli italiani trasferitisi a
                                                                    Corte: Rivero Rodríguez 2012; Carboni 2017.
Stranieri e dominanti. Alcune iniziative di tutela e assistenza alle donne degli spagnoli a Napoli tra Cinque e Seicento
488 Vittoria F iorelli

         Emblematiche le Capitulaciones del Monte de                      tarde per il periodo che stiamo analizzando, in
     Santiago y Vittoria con Inbocation de la Misericordia,               quelle pagine, con un tono definito da Croce
     consegnate nel 1606 al Cappellano maggiore dai                       “bassamente adulatorio”, dunque certamente di
     maestri dell’ospedale spagnolo di Napoli per l’isti-                 parte e disinteressato a fornire il quadro complesso
     tuendo “monte de enpeños” destinato alla tutela                      degli intrecci cittadini, è testimoniata la persistenza
     “nazionale” dei beni dei militari di stanza nella                    del sistema di valori politici e morali citato in aper-
     capitale11:                                                          tura che aveva attribuito all’impegno laico e civile
                                                                          dei ceti urbani a favore del bene comune la cifra
          Considerando los SS.res Maestros del Real Hospital              principale della nobiltà della capitale13.
          de Santiago y Vittoria desta ciudad de Napoles la ne-                Nelle pagine iniziali, dopo aver dato spazio a
          cessidad que ordinariamente corre entre los soldados            monasteri e conservatori istituiti dai gruppi profes-
          y entretenidos y otras personas de la Nacion española           sionali per le loro figlie, Parrino si soffermava
          causada de algunos trabassos y dilaciones de paga-              sui grandi ospedali, accantonando le numerose
          mentos y enfermedades y que muchas veçes son ne-                strutture assistenziali di piccola dimensione e di
          cesitados hombres principales de la Nacion vender               diversa specializzazione disseminate sul territorio
          sus haciendas por mucho menos de lo que valen de                urbano14. Di seguito, egli elencava le iniziative per
          suerte que totalmente quedan inposibilitados de po-             la protezione delle donne come elemento quali-
          der parecer ante quien los conosca de lo que resulta            ficante dello spessore civico di Napoli capitale, a
          que algunas beces haçen actiones yndinas y contra el            cominciare dal finanziamento delle «doti delle
          serviçio de nuestro señor.                                      Zitelle» presentato come elemento strategico per
                                                                          la tenuta dell’intera comunità. I maritaggi erano
          A Napoli, dove l’incremento demografico                         distinti tra quelli riservati dalle famiglie di élite alle
     aveva composto crescita e immigrazione, le opere                     loro discendenti e quelli finanziati da elemosine e
     pie ricoprivano un ruolo strategico nella saldatura                  lasciti testamentari a favore delle fanciulle povere
     tra società e politica e, inserendosi in modo visi-                  affidati a congregazioni, cappelle e luoghi pii o a
     bile nel tessuto locale, offrivano lo spazio mate-                   “cittadini particolari”.
     riale e immateriale per il riconoscimento pubblico                        Questa persistente presenza dei laici nella fase
     delle patrie. Le chiese nazionali, poi, collegavano                  fondativa e, poi, nella struttura gestionale delle
     alla ritualità identitaria una assistenza ospedaliera,               opere pie napoletane, oltre a confermare l’impor-
     regolata da meccanismi di inclusione selettiva,                      tanza della componente civica e il legame con i ceti
     nella quale prima accoglienza e cura si confonde-                    urbani della capitale per ogni luogo della carità
     vano in prassi informali non sempre facili da docu-                  secondo caratteristiche affini a quelle della grande
     mentare. Sappiamo, per esempio, che la chiesa di                     tradizione assistenziale dell’Italia centro-setten-
     S. Anna de’ Lombardi fu progettata in un «luogo                      trionale, testimoniava l’intreccio sistemico, tipica-
     libero et proprio per potervi edificare lo spedale per               mente moderno, tra direttrici orizzontali, proiettate
     l’infermi di essa natione» e che quella di S. Giorgio                a una solidarietà di mutua assistenza, e iniziative di
     dei Genovesi fu costruita da «governatori deside-                    beneficenza verso i più deboli finanziate dalle élite.
     rosi d’ampliarsi et edificarvi uno spedale» aperto                        Solo nei profili dei singoli viceré erano regi-
     a tutti al quale era stato affiancato un monte per i                 strate, quasi sempre in modo frettoloso, fonda-
     maritaggi per «3 povere donzelle figlie però degli                   zioni di conventi, iniziative in epoche di carestia,
     stessi genovesi»12.                                                  l’accoglienza dei pellegrini, il radicamento degli
          Una fonte interessante per analizzare le istitu-
     zioni spagnole nella capitale è il Teatro eroico pubbli-
     cato da Parrino alla fine del Seicento. Per quanto                    13. Parrino, I, p. 30-33; Mineo 2014.
                                                                           14. Otre all’Annunziata, agli Incurabili e al San Giacomo, egli
                                                                               ricordava gli ospedali di Sant’Angelo a Nido, della Pace e
                                                                               della Misericordia, S. Eligio e la Cesarea. Parrino, p. XXVII.
                                                                               Va ricordato che il longevo ospedale degli Incurabili,
       11. ASNa, Cappellano maggiore, b. 1200, fasc. 41, ff. 1-8. Sulla        fondato dalla catalana Maria Longo, e la breve esperienza
           magitratura del Cappellano maggiore si veda Franzese                del San Gioacchino, poi noto come San Diego, edificato nel
           1994, p. 15-19. Bianchi – Maffi – Stumpo 2008.                      1514 da Giovanna Castriota, erano comunque riconducibili
       12. Araldo, ff. 169r e 220v. per la comunità dei genovesi               al matronage di dame spagnole legate alla Corte vicereale.
           Brancaccio 2001.                                                    Araldo, f. 168r; D’Engenio, p. 484.
489

stranieri, l’assistenza per vedove, orfani e infanzia                  istituzione, legittimata da un breve di Urbano VIII
abbandonata, quasi che la qualità della capitale                       che riprendeva quello indirizzato nel 1583 «a los
fosse soprattutto collegata ai complessi multifun-                     Maestros de Santyago para fundar un convento de
zionali di servizi cresciuti attorno agli ospedali, veri               arrepentidas espanolas» trasformava l’accoglienza
centri della pietà spagnola, mentre la protezione                      laica nel progetto di un monastero di clausura nel
femminile manteneva un intenso legame con lo                           quale governatori di nomina vicereale avrebbero
sviluppo della comunità.                                               gestito le rendite e vigilato perché si accogliessero
     Non possiamo purtroppo soffermarci su questa                      donne native spagnole o discendenti da spagnoli
costruzione delle priorità civiche e morali che                        per via maschile.
apre uno spaccato molto interessante sulla cultura                          A questo luogo, al quale la matrice vicereale
sociale e politica accreditata nella Napoli vicereale,                 e l’appartenenza nazionale assegnavano un denso
ma possiamo seguire questa traccia per ragionare,                      valore semantico, si affiancava la fondazione del
senza alcuna pretesa di completezza, su qualche                        monastero di Santa Maria della Concezione nel
iniziativa destinata alle donne della comunità                         cuore dell’insula spagnola. Voluto dai governatori
iberica con uno sguardo attento soprattutto alla                       del San Giacomo per accogliere le figlie dell’élite
fascia sociale intermedia favorita dal rilievo che la                  amministrativa e per offrire a una quota di fanciulle
matrice confraternale ha mantenuto nella lunga                         della propria comunità monacazioni esenti dalla
storia di queste istituzioni.                                          dote, il convento costituiva un tassello importante
     Tralasceremo dunque le strutture monastiche,                      del sistema assistenziale gestito direttamente dai
luoghi di contaminazione tra fanciulle della nobiltà                   rappresentanti della Corona17.
locale e aristocrazia iberica, ma anche i conventi                          Anche a Napoli, dunque, analogamente a
e i conservatori che l’élite spagnola destinava                        quanto accadeva in altri domini degli Austrias,
all’accoglienza delle donne a rischio appartenenti                     all’apostolo protettore “della Nazione Spagnuola”
alle fasce marginali della popolazione, organici                       era intitolato un complesso sistema di attività
al processo di profilazione sociale impresso dalle                     economiche e assistenziali che affiancavano
culture dominanti per garantire assetti urbani e                       l’esercizio del potere politico. Le strutture aggre-
controllo pubblico15.                                                  gate alla fondazione voluta da Pedro de Toledo,
     Era il caso, per esempio, del progetto di                         luogo-simbolo della rappresentanza nella capitale
«Recogimiento de mujeres peccadoras […] desen-                         del re ausente, spaziavano dalle carceri ai nosocomi,
gannadas del mundo de su vanidad peligros y                            includevano banchi, confraternite, monasteri e
perdicion» del convento per le pentite spagnole                        conservatori, segno tangibile della forza della
intitolato a Maria Maddalena, iniziato dal viceré                      Corona impegnata a definire uno spazio politico ad
conte di Olivares e portato a compimento dalla                         alta densità sociale, economica e cerimoniale nel
figlia contessa di Monterey. Il matronage della                        cuore della nuova urbanizzazione della capitale. In
contessa di Lemos aveva successivamente alimen-                        questo ventaglio composito di forme di sostegno la
tato l’illusione di una stabilizzazione di questo rico-                traccia della cura femminile era parcellizzata e non
vero, ma, mancando alla sua partenza una dota-                         sempre si saldava a quella destinazione non esclu-
zione finanziaria, l’opera pia era decaduta fino a                     siva alla fruizione nazionale, perno della contratta-
quando «Ysabel de Ripa vidua noble y virtuosa»                         zione sociale e politica che si svolgeva anche attra-
affittò una casa da destinare alle pentite solleci-                    verso l’estensione del privilegio assistenziale dagli
tando la viceregina a farsene carico16. La nuova                       spagnoli ai nativi. Un sistema pensato per scon-

 15. Per una visione d’insieme si vedano i saggi raccolti in           17. D’Engenio, p. 541: per «ricevere alcune figliole vergini
     Galasso – Valerio 2001.                                               della loro Natione com’hoggi dove di presente si riceveno
 16. Notizie e citazioni in Madalena, ff. 1r-2r. Da rilevare l’im-         18 monache gratis e senza dote alcuna figliuole de padri
     pegno a non trasformare il conservatorio in luogo di                  ch’habbiano servito la Maestà del Rè in carrichi importanti
     accoglienza per anziane o «mujer que tiene hacienda»                  […] e lo spedale [san Giacomo] dona alle monache (che
     (ff. 2v-4r) dopo avere chiuso l’attività che rileva la presenza       sono di numero 80) quanto giornalmente hanno bisogno».
     femminile attiva nel radicamento degli immigrati spagnoli.            L’esenzione dal controllo diocesano è registrata negli atti
     Per il ruolo della marchesa di Valle Croce 2006, p. 40;               della visita del cardinale Gesualdo. ASDN, Sante visite, 1599,
     Valerio 2006-2007, II, p. 375-379.                                    v. 3, ff. 263r-270v.
Stranieri e dominanti. Alcune iniziative di tutela e assistenza alle donne degli spagnoli a Napoli tra Cinque e Seicento
490 Vittoria F iorelli

     giurare il rischio di ogni marginalità per i membri                        Secondo la testimonianza di D’Engenio, il San
     della nazione dominante che, pur aprendosi agli                       Giacomo distribuiva a fanciulle non solo spagnole,
     abitanti della capitale napoletana, lasciava margini                  ma onorate e legate alla rete confraternale, 22
     più stretti per le donne, garanti della crescita e del                maritaggi di 80 ducati ogni anno e lo stesso faceva,
     radicamento della comunità nazionale18.                               pro quota, la Confraternita spagnola del SS.
          La bolla Rationi congruit del 3 novembre 1534                    Sacramento dei nobili spagnoli, collettore di lasciti
     con la quale Paolo III autorizzava la fondazione di                   e donazioni e strumento di governance laica delle
     «unum hospitale sub dicta invocatione S. Jacobi Apostolj              attività caritative concentrate nella struttura ospe-
     pro eiusdem nationis pauperibus et aliis miserabilibus                daliera20.
     personis suscipiendi ac charitative tractandi» conte-                      Ancora negli ultimi decenni del secolo XVIII,
     neva un chiaro riferimento all’apertura non esclu-                    anche ben oltre la fine del governo degli Austrias,
     sivamente nazionale della struttura spagnola. La                      le attività di questo sodalizio proseguivano la loro
     conferma, inclusa nella bolla Apostolici muneris soli-                attrattività a matrice identitaria. Così Gaspare
     citudo del 15 marzo 1583, oltre a richiamare l’im-                    Delgado nel 1641 istituiva un Monte per finanziare
     pegno della Corona «pro pauperibus et miserabilibus                   4 doti annue di 50 ducati per «donzelle legittime
     personis Nationis Hispaniae» precisava che il finanzia-               e naturali figlie di Spagnuoli … purchè stanziano
     mento delle attività assistenziali spettavano al Regio                e facciano habitatione qui in Napoli», nel 1695
     Erario e alle contribuzioni dei militari, ma faceva                   Tomaso Carbonel finanziava «ogni anno un mari-
     un chiaro riferimento alla complessità della strut-                   taggio in persona di una donzella vergine figlia di
     tura che, oltre all’attività di cura, assumeva l’onere                spagnoli che sia povera, honorata e che non sia
     della protezione dei destini femminili. Priorità asso-                stata a servizio di altri» e lo stesso faceva Giuseppe
     luta di un sentire sociale che, anche nella matrice                   Attegui nel 1698 e Domenico Sandalines ancora
     nazionale e nella chiusura corporativa, trovava il                    nel 170921.
     senso della costruzione di una comunità custode                            Una disamina degli statuti di altre confraternite
     del profilo pubblico di tutti i suoi componenti, ma                   aggiungerebbe certamente molti tasselli a questo
     anche della promozione e della tutela dei sistemi                     panorama, ma è più interessante dare qui spazio
     familiari, fondamento degli assetti sociali: «quibu-                  a due monti spagnoli non direttamente ascrivibili
     scumque aliis egenis, calamitosis, et infirmis personis ad            alla promozione di matrice governativa.
     illa dietim confluentibus alendis, medicamentisque etiam                   Nel 1648 il principe Antonio Luigi de Leyva
     curandis ac honestis Puellis nuptui tradendis exerceri»19.            moriva disponendo che, alla morte del figlio natu-
          Spesso presentato come una specificità della                     rale Giuseppe, dal suo patrimonio italiano si costi-
     Penisola e come espressione della necessità di                        tuisse un Monte per finanziare «l’opra di riparare
     tutelare l’onore delle donne inteso come mani-                        alla fragilità del sesso donnesco e particolarmente
     festazione tangibile della qualità morale dell’in-                    delle donzelle che con la fievolezza della natura
     tera comunità, il finanziamento delle doti era                        tengono al fianco l’acuti sproni della povertà che
     largamente praticato in tutti i sistemi assisten-                     l’incaminano al precipitio e baratro delle lascivie».
     ziali moderni, organico a quel criterio di azioni,                    Tralasciando ancora una volta l’analisi delle tracce
     ammantate di carità cristiana, finanziate dalle élites                di cultura sociale che emergono tra le pieghe del
     per garantire il consolidamento del legame sociale                    rigido linguaggio statutario, va rilevata la desti-
     fondato sulla ferrea gerarchizzazione della popo-                     nazione del beneficio riservata dal testatore a
     lazione in base alle appartenenze professionali, di                   «Donzelle zite povere et orfane senza padre e per le
     ceto e alle determinazioni nazionali.                                 due parti di natione Spagnuola, e per la terza parte

       18. La storia dell’ospedale napoletano si trova dispersa in          20. D’Engenio, p. 529-540.
           molte ricerche di storia politica e delle istituzioni. Tra le    21. Raimondi 1975, p. 147. La documentazione più tarda rela-
           fonti un rilievo particolare ha la relazione scritta da Lope         tiva ai maritaggi è una delle poche superstiti dell’Archivio
           de Guzmán dopo la sua negli anni 1581-1584 (AGS, Visita              del San Giacomo ancora conservata dalla Confraternita.
           d’Italia, leg. 23). Borrelli 1903; Raimondi 1975; Hernando
           Sànchez 1994. Per l’aspetto economico Salvemini 2018.
       19. ASDN, Sante visite, 1599, ff. 263v-264r. Per le riflessioni
           successive si vedano Fiorelli c.d.s.
491

di donzelle Vergini orfane di Napoli, Ascoli, San                             La parte più consistente di quell’eredità fu
Germano e Gaeta» anche se nate da forestieri che                         destinata a istituzioni per l’assistenza delle donne: la
soggiornavano in quei luoghi22. Una beneficenza                          “Casa di Nostra Signora della Solitaria della nazione
non ignara del privilegio nazionale, ma soprattutto                      spagnola” e, con la somma derivante dalla vendita
attenta a legare alla memoria del principe le popo-                      degli arredi e delle rendite depositate nei banchi, la
lazioni dei territori che avevano composto il suo                        “Casa delle Retirate spagnole di questa Città”.
patrimonio signorile attraverso un’opera pia nella                            Il Conservatorio de Nuestra Señora de la Soledad
quale convergevano tanto l’identità spagnola che                         è forse l’esempio che meglio riassume le conside-
quella aristocratica.                                                    razioni svolte fin qui. Il finanziamento, diviso tra i
     Diverso il tributo dato alla presenza nazionale                     militari e la Corona, insieme al controllo gestionale
in terra napoletana dalle disposizioni testamen-                         da parte dell’apparato vicereale ne ha garantito il
tarie di Christoval Ortiz y Villalobos23. Il facoltoso                   profilo laico e questo ha consentito una presenza
ufficiale, morto nel 1631, era esponente di quella                       longeva nel tessuto urbano napoletano nonostante
dirigenza militare che, come si è detto, costituiva                      l’erroneo accorpamento alle strutture religiose che
l’ossatura del sistema imperiale spagnolo mante-                         ne impose la soppressione durante il Decennio fran-
nendo stretti legami con la terra di provenienza.                        cese e lo spostamento, alla riapertura in epoca borbo-
Egli aveva disposto che, alla morte della moglie                         nica, nel convento di Santa Caterina da Siena25.
Francisca de Ludegno, il suo patrimonio finanziasse                           La letteratura ha fissato al 1589 la fondazione
un’opera pia riservata ai connazionali in difficoltà                     della struttura attribuendola al cappuccino Pedro
con il mantenimento di quattro letti nell’ospedale                       Trigoso e al capitano di campo Luis Enriquez.
e la destinazione di sussidi e maritaggi annui per                       Collocato all’interno del teatro urbano vicereale e
tre orfane.                                                              approvato da un breve del 1590, l’istituto, di patro-
     L’affidamento alla Congregazione dell’Imma-                         nato regio, era esentato dalla sorveglianza della
colata Concezione dei cavalieri spagnoli nella                           diocesi e portava a compimento il progetto di Juan
chiesa di S. Francesco Saverio della Compagnia di                        de Zúñiga che, nel 1580, lo aveva posto nell’alveo
Gesù, poi sostituita da quella del SS. Sacramento in                     della omonima confraternita spagnola del convento
San Giacomo, aggregazioni a carattere identitario                        domenicano di Santo Spirito di Palazzo26. Il capi-
promosse dagli ambienti vicereali presso luoghi                          tale, garantito dai vertici della comunità spagnola e
di culto che avevano composto il teatro cultuale                         dai militari, aveva consentito l’accoglienza iniziale
e cerimoniale della presenza spagnola nella capi-                        per «12 figliole con una Maestra, una Rettora una
tale, conferma l’organicità dei quadri militari alla                     Vicaria una torniera o portiera una cuoca et una
cultura imperiale del potere. La lunga durata di                         refettoriera»27.
questo impegno caritativo, poi, ci permette di regi-
strare, ancora in pieno Settecento, la presenza a
Napoli di famiglie di soldati provenienti da diverse
                                                                              di Angela Michela Gregoria Bassi, orfana di Bartolomeo,
regioni della Spagna, tutti residenti nella zona
                                                                              proveniente da Alicante, che abitava in casa del cognato
degli acquartieramenti militari del centro, come                              nell’ottina di Santo Spirito di Palazzo; di Carmina Lucia
attestano i documenti allegati alle richieste di dote                         Lamberto di anni 16, figlia di Michele “magliorchino” e
prodotti dai parroci e dalle ottine24.                                        di Maria Montuoro residenti a S. Anna di Palazzo, o di
                                                                              Florentina Geronima Baso, di anni 26, con casa nell’ot-
                                                                              tina di Santo Spirito, figlia del capitano Gio. Andrea e di
                                                                              Stefania Casorla di Cartagena.
                                                                          25. Il differimento tra l’ideazione e la messa a regime dell’atti-
 22. Capitoli del Monte d’Ascoli, p. 57. La citazione precedente si           vità caritativa e le difficoltà del secolo XIX hanno causato
     trova ivi, p. 2.                                                         la dispersione di parte della documentazione delle origini.
 23. Ristretto del Testamento di D. Giovanni Ortiz de Salazar tradotto        Mazza 2017.
     dall’idioma spagnolo, in ASNa, Cappellano Maggiore,                  26. È noto l’impegno del viceré Juan de Zúñiga per la rete
     b. 1197, fasc. 1. Le Condiciones para la fundacion del Monte             caritativa di matrice spagnola. Parrino, I, p. 348-360, Novi
     que funda el capitan D. Chirtoval Ortiz de Villalobos y estan            2017. La Soledad era intitolazione ricorrente per le inizia-
     contenidas en su testamento furono trasmesse al Collaterale il           tive caritative laiche promosse dagli spagnoli nei Regni,
     22 aprile 1634, ivi, b. 1196, fasc. 48.                                  ma non corrispondeva a un unico assetto istituzionale.
 24. ASNa, Cappellano Maggiore, b. 1197, fasc. 5, doti accor-                 Cfr. Soledad Palermo. Per Napoli: ASDN, Sante visite, 1599,
     date 1726-1730. Per esempio quella a Gertrude Anastasia                  ff. 288r- 291v. Valerio 2006-2007, I, p. 241-245.
     Romero figlia di Matias Romero e Maria de Sevir della                27. Regole della casa, Amministrazione B 1/4, ff. 4r-v: «La Casa
     Villa de Agreda, battezzata in San Marco di Palazzo; quella              Santa della Solitaria sino dalla sua prima eretione dell’anno
Stranieri e dominanti. Alcune iniziative di tutela e assistenza alle donne degli spagnoli a Napoli tra Cinque e Seicento
492 Vittoria F iorelli

          Lo scopo caritativo non era originale e non                       predominante delle donne che, da un controllo a
     lo erano neanche i meccanismi per l’accoglienza                        campione, risultano quasi tutte spagnole29.
     delle fanciulle che, a differenza delle giovinette “in                      In chiusura, credo che questo breve percorso
     educazione” alle quali era sufficiente pagare una                      attraverso alcune istituzioni laiche predisposte
     retta, dovevano appartenere a famiglie spagnole                        dagli spagnoli a tutela delle loro donne possa
     e avere un’età compresa tra i cinque e i dodici                        confermare l’importanza, all’interno delle reti
     anni senza essere mai state a servizio né pote-                        nazionali, del principio di solidarietà che, deter-
     vano essere destinate ad altro che al matrimonio                       minando iniziative di reciproco sostegno, alimen-
     o al convento. Dalla corrispondenza con il Regio                       tava un comune senso di appartenenza. La matrice
     Consiglio emerge la rigidità con cui i maestri appli-                  confraternale e l’attenta profilazione dei gover-
     cavano tali regole, rifiutando ogni deroga anche in                    natori laici, responsabili della gestione del patri-
     occasione di pressioni di alto profilo, se non in casi                 monio e garanti dei principi ispiratori delle opere
     di ospitalità temporanea di nobildonne in difficoltà                   pie, facilitava il consenso sociale e incrementava la
     familiare o di salute28.                                               fiducia e la visibilità necessarie a generare i flussi
          Interessante è la massiccia presenza femmi-                       di finanziamento ai quali era affidata la sopravvi-
     nile tra i membri della Confraria de la Soledad,                       venza economica e la sostenibilità politica di quelle
     la confraternita dalla quale nacque il ritiro. Nella                   iniziative.
     Platea della nuova istituzione iniziata nel marzo                           In questo assetto generale, la condivisione, con
     del 1580 sono andate perdute le prime carte con                        i sudditi napoletani, del privilegio dell’assistenza
     le notizie delle origini. Se l’elenco dei sosteni-                     predisposta per gli spagnoli trasferiti nella capi-
     tori, purtroppo mutilo, include esponenti dell’alta                    tale può essere considerata strumento di governo
     nobiltà spagnola insieme alle loro mogli, le rubriche                  largamente utilizzato nei domini degli Austrias dai
     dei confratelli, per i quali non sono però registrati                  rappresentanti della Corona. Se la negoziazione
     date di affiliazione e provenienze, sono suddivise                     permanente con la comunità napoletana aveva
     tra hombres et mujeres e registrano la presenza                        aperto le porte delle opere pie vicereali, si conser-
                                                                            vava una parziale restrizione di accesso alle tutele
                                                                            riservate alle donne direttamente o indirettamente
                                                                            ascrivibili alla comunità iberica alle quali veniva
                                                                            riconosciuto un ruolo strategico nel radicamento
           1589 fu instituita per ricovero et aiuto di povere figlie di     del gruppo straniero nella capitale del re ausente e
           Spagnoli che restano orfane in questo Regno et secondo           la tutela demografica della presenza nazionale in
           l’elemosine che all’hora si raccoglievano dalla carità de        terra straniera.
           militari […] dopo molto tempo scorso dalla sua fondatione
           che fu l’anno 16 per cedula de S. Maestà che sta in cielo
           fu stabilita la detta elemosina per d. 200 il mese e situata
           per peso forzoso nella Cassa militare per tutto quello che
           potesse importare l’elemosina che da la fanteria cavalleria
           e trattenuti a danno et utile della Real azienda». La qualità
           dell’accoglienza è testimoniata dall’incremento delle ospiti
           e dal personale in servizio: «ciascheduna figlia della casa è
           puntualmente assistita di tutto il necessario cossì di vitto
           come di vestiti vi sono poi le spese di spetiarie, medico,
           chirurgo, sagnatore, maestri di musica, confessori et altri
           officiali et anco delle create che l’assisteno».
       28. L’8 settembre 1629 i governatori scrivevano al viceré
           rappresentandogli le difficoltà delle accoglienze provvisorie:
           «es notorio Ill.mo y Ex.mo S.r los inconvenientes que ay y        29. Il Libro de la Confradia registra al f. 10r l’elenco dei Maestros
           se pueden offrecer de que en esta Santa Casa de la Soledad            de la venerabile confraria de nostra Señora e la Soledad en el
           entre tantas donzellas […] a V.Ex. ha parecido referir las            ano 1582, tutti apparentemente ufficiali dell’esercito. Tra i
           personas que despues que se fundo han entrado en ella por             sostenitori, il viceré duca de Osuna con la moglie, il conte
           ordenes tan precisos respecto de las causas que ha parecido           de Haro Juan Hernandez de Velasco con la contessa, doña
           a los SS.es virreyes suplendolas mandandolas executar en              Leonor de Velasco. La rilevanza della presenza femminile
           esta manera». Libro de ordenes, f. 1r. Di seguito sono anno-          risulta nella rubrica alfabetica ripartita tra hombres/mujeres:
           tate alcune istanze rigettate tra cui quella dell’ 11 ottobre         per la lettera A 14/24, B 27/31, C 33/35, D 37/39, E 41/45,
           1630 per Anna Maria de Solo raccomandata dalla regina di              F 47/52, G 54/58, I 60/67, L 69/73, M 75/81, N 87/89,
           Ungheria che la aveva avuta a servizio durante il soggiorno           O 91/92, P 93/ 97, R 102/104, S 106/110, T 117/114,
           napoletano.                                                           V 116/116, X 120 (f. 13r).
493

Bibliografia

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