Imprenditoria e Lavoro Autonomo - Centri per l'Impiego di Forlì - Cesena - Savignano sul Rubicone - Agenzia regionale per il ...

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Imprenditoria e Lavoro Autonomo - Centri per l'Impiego di Forlì - Cesena - Savignano sul Rubicone - Agenzia regionale per il ...
Centri per l'Impiego
                        di Forlì – Cesena – Savignano sul Rubicone

                  Imprenditoria
               e Lavoro Autonomo
    Finanziamenti, Normativa, Sharing Economy,
         Start up, Coworking, Lavoro Agile

Agenzia Lavoro Regione Emilia Romagna

                                                                     1
Imprenditoria e Lavoro Autonomo - Centri per l'Impiego di Forlì - Cesena - Savignano sul Rubicone - Agenzia regionale per il ...
Indice

•   Autoimpiego – Autoimprenditoria                                3
•   Il Business Plan                                               5
•   La Partita IVA                                                 6
•   Gli adempimenti per l'apertura di un'attività “in proprio”     7
•   Le Start up innovative                                         8
•   Gli Incubatori di Impresa                                      9
•   Autoimprenditoria Giovanile                                    10
•   Nuove Imprese a tasso zero – Il Decreto n.140/2015             11
•   Naspi – Cigs: incentivi per il lavoro autonomo                 12
•   Le principali agevolazioni per l'assunzione di collaboratori   13
•   La Sharing Economy                                             13
•   Franchising                                                    14
•   Crowd Funding                                                  14
•   Co-working – Smart Working - Lavoro Agile                      15
•   Microcredito                                                   16
•   Fablab                                                         19
•   Link Utili                                                     20

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Imprenditoria e Lavoro Autonomo - Centri per l'Impiego di Forlì - Cesena - Savignano sul Rubicone - Agenzia regionale per il ...
L'imprenditorialità e il lavoro autonomo sono riconosciuti dalla strategia Europa 2020 come fattori
fondamentali per una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva favorendo la creazione di
nuovi posti di lavoro oltre alla partecipazione attiva dei cittadini alla società e all'economia.

Per perseguire questi obiettivi vengono stabilite possibilità di supporto e di finanziamento per chi
vuole inserirsi nel mondo del lavoro aprendo una nuova attività, riconoscendo tali iniziative come
strumenti strategici di politica attiva.

Autoimpiego e Autoimprenditoria

Il Decreto Legislativo 185/2000 (modificato dal Decreto Legge 145/2013 convertito dalla Legge
9/2014) disciplina la materia e definisce un quadro normativo rispetto alla modalità di esecuzione
e attivazioni di progetti lavorativi in ambito autonomo/imprenditoriale.

L'Autoimprenditoria riguarda la capacità di creare e sviluppare iniziative e imprese in grado di
ampliare la base produttiva e occupazionale. Nel quadro normativo attuale sono incentivate le
idee imprenditoriali create, in particolare, nelle aree economicamente svantaggiate. Altre misure
specifiche riguardano l’imprenditoria femminile e giovanile oltre a particolari settori come
quello agricolo e sociale. Le misure di sostegno che vengono offerte sono sia di tipo economico
sia intellettuale, tramite il supporto professionale nelle varie fasi di avvio della nuova impresa. Il
codice civile distingue, in base al genere di attività, tre figure fondamentali di imprenditore:

• imprenditore commerciale (art. 2195 c.c.) svolge un’attività industriale diretta alla
produzione di beni e servizi oppure un’attività intermediaria nella circolazione dei beni (cioè
l’attività “commerciale” comunemente intesa commercio all’ingrosso, commercio al dettaglio,
commercio ambulante, pubblici esercizi commerciali) oppure un’attività di servizi (attività di
trasporto per terra, per acqua o per aria, attività bancaria o assicurativa altre attività ausiliarie
delle precedenti). L'imprenditore commerciale è assoggettato al fallimento;

• imprenditore agricolo (art. 2135 c.c.) è colui che esercita una o più delle seguenti attività:
coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali, attività connesse (produzione e
vendita diretta di olio, vino, miele, formaggi, etc.);

• piccolo imprenditore (art. 2083 c.c.) sono piccoli imprenditori i coltivatori diretti del fondo,
gli artigiani, piccoli commercianti, coloro che esercitano un’attività professionale organizzata
prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia;

L'autoimpiego considera invece la possibilità di creare occupazione attraverso progetti di lavoro
autonomo, microimpresa o franchising, finalizzate a favorire l'inserimento nel mondo del lavoro
di persone prive di occupazione o aiutare i giovani a fare il loro primo ingresso nel mercato del
lavoro. Per Lavoro autonomo si intende (art. 2222 c.c. – “contratto d’opera”) ogni attività
lavorativa che prevede:

   ✔ l’esecuzione, contro corrispettivo, di un’opera o di un servizio;
   ✔ il lavoro prevalentemente proprio;
     ✔ l'assenza di vincolo di subordinazione nei confronti del committente;
Il lavoro autonomo si differenzia dall’impresa principalmente per l’assenza di una significativa
organizzazione, cioè di una azienda. Le attività autonome possono essere svolte nei modi seguenti:

• esercizio di arti o professioni (musicisti, designer, attori, avvocati, medici, consulenti, etc)

• collaborazione a progetto (il Decreto Legislativo 81/2015 introduce un nuovo regime secondo il
quale le collaborazioni di tipo parasubordinato o nella forma di lavoro autonomo sono considerate
come lavoro subordinato, qualora si concretizzino in prestazioni di lavoro esclusivamente personali,

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continuative, ripetitive ed organizzate dal committente rispetto al luogo ed all’orario di lavoro);

• lavoro autonomo occasionale (contratto d'opera - caratterizzate dalla mancanza di continuità e
abitualità e coordinamento della prestazione di lavoro autonomo svolta). Il contribuente che
effettua la prestazione di lavoro autonomo occasionale è tenuto a rilasciare al soggetto
committente della prestazione, una ricevuta “non fiscale”, nella quale è tenuto ad indicare i
seguenti elementi obbligatori: i propri dati personali; le generalità del committente; la data e il
numero progressivo d’ordine della ricevuta; il corrispettivo lordo concordato; la ritenuta
d’acconto (pari al 20% dei compenso lordo); l’importo netto che verrà corrisposto dal committente.
La ritenuta d’acconto del 20% deve essere applicata a riduzione del compenso lordo dovuto per la
prestazione. In pratica, si tratta di un acconto sulle imposte che il committente è tenuto a
trattenere e versare all’Erario per conto del soggetto che presta la propria attività professionale.

                                        Mi metto “in
                                          proprio”
           Impresa
                                                               Lavoro Autonomo
         Imprenditoria

           Commerciale                                           Arti Professioni

           Agricola                                              Coll. Progetto

           Piccola Impresa                                      Lavoro Occasionale

               Attività di
               produzione
            di Beni e Servizi

          Intermediazione,
             Commercio,
          Pubblici Esercizi

          Attività di servizi

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Il Business Plan

Il Business Plan può essere definito come quel documento che riassume le caratteristiche del tuo
progetto imprenditoriale con il duplice obiettivo di pianificazione e di comunicazione esterna,
soprattutto per richiedere finanziamenti e per presentare il progetto ad eventuali investitori.
Si tratta quindi, sostanzialmente, di uno studio, un'analisi di fattibilità utile a fornire informazioni
e dati anche di natura economica e finanziaria per la realizzazione pratica dell'idea
imprenditoriale.
E' importante analizzare ad esempio, in una fase iniziale, quelli che sono i vincoli e le opportunità
del contesto in cui la nuova attività andrà ad operare tenendo conto che spesso si tratta di contesti
economici, sociali e finanziari instabili e in continuo cambiamento: servirà quindi rendere il
Business plan uno strumento flessibile ed adattabile sui cui apportare nel tempo gli aggiornamenti
necessari a mantenerne l'utilità.

In linea di massima, un Business Plan deve contenere due parti fondamentali:

   ✔ Una parte descrittiva (qualitativa);
   ✔ Una parte economico-finanziaria (quantitativa);

Di seguito, gli item fondamentali:

   ➔ I dati dell'attività, dell'Imprenditore, dell'azienda: la copertina del Business Plan deve
       contenere il Nome dell'attività, indirizzi, recapiti, sede legale, etc;

   ➔ Il Progetto Imprenditoriale: si tratta di un momento fondamentale, perché in questa fase
       dovrà emergere l'idea imprenditoriale, le motivazioni che ne sostengono la realizzazione,
       la tipologia di prodotto o di servizio che si intende offrire oltre a fornire informazioni su
       quali modalità, quali strumenti o conoscenze rendere operativo il progetto;

   ➔ Analisi di Mercato: a questo punto è indispensabile elaborare tutte quelle informazioni
       macro e microeconomiche che riguardano il mercato di riferimento su cui l'attività andrà
       ad operare, considerando gli aspetti normativi, le caratteristiche degli operatori
       concorrenti diretti e indiretti, i potenziali fornitori, ma soprattutto le caratteristiche
       dettagliate dei target della tua attività (clienti, aziende, PA, etc);

   ➔ Organizzazione dell'attività: si tratta di prendere in considerazione e valutare quale tipo
       di struttura giuridica e organizzativa dovrà assumere la tua attività (libero professionista
       con P.Iva, impresa agricola, SNC, SRL, SPA, etc). Oltre a questo aspetto, è necessario
       descrivere le eventuali esperienze professionali del/i responsabile/i dell'attività, se si
       intende assumere personale e con quali caratteristiche, che tipo di modello organizzativo
       interno si intende adottare, definire ruoli, mansioni e responsabilità di ognuno. Descrivere,
       inoltre, le caratteristiche, le dimensioni e l'ubicazione dell'azienda e come è stata acquisita,
       affittata;

   ➔ Piano e strategia di Marketing: è il modo in cui l'azienda dovrà farsi conoscere sul mercato
       e fare conoscere a potenziali clienti i propri prodotti e servizi per iniziare ad operare. A
       seconda del tipo di attività e dei target di riferimento, si possono adottare strategia di
       marketing differenziate: da forme pubblicitarie tradizionali (insegne, inserzioni, volantini,
       sito internet, passaggi radio/video) all'utilizzo di strategie di web marketing, Social media
       marketing, SEO (Search Engine Optimization);

   ➔ Previsioni Economico-finanziarie: è la parte tecnica dove fornire i dati sugli investimenti
       di capitale fisso (macchinari, immobili, beni, attrezzature, impianti)

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➔ La copertura degli Investimenti: si tratta della stima del fabbisogno finanziario, tenendo
       conto delle uscite di cassa per il c.d. capitale attivo circolante (scorte, crediti, Iva,
       liquidità) e indicando le eventuali fonti di finanziamento, i tempi e le modalità di rimborso
       dei debiti;

   ➔ Stato Patrimoniale e Conto economico: dovrai stabile una stima (solitamente triennale)
       delle attività e passività dell'azienda sulla base dei costi di gestione, flussi di cassa mensili
       e ricavi di esercizio alla fine di ogni anno. Dovrai considerare sia le previsioni di spese
       correnti sia i ricavi attesi oltre ad indicare le condizioni di pagamento concesse ai clienti
       e quelle richieste dai fornitori;

   ➔ Gestione dei Flussi di Cassa: si tratta di un momento delicato e difficoltoso perché dovrai
       cercare di prevedere le uscite finanziarie che dovrà affrontare l'azienda nel primo anno di
       vita e capire come le entrate e i finanziamenti possano coprire le spese d'investimento e
       gestione;

   ➔ Allegati: si tratta di allegare al Business Plan i CV dei soci e dei collaboratori, la
       documentazione sulle strategie di marketing e le indagini di mercato, preventivi di fornitori,
       contratti di locazione, compravendita, leasing, mutui, fidi, planimetrie, pre-accordi, e
       tutto quanto di altro possa sorreggere al meglio la tua idea imprenditoriale;

Per approfondire: Video-lezioni sulla stesura di un Business Plan (fonte: Università Bocconi)
Parte 1 - presentazione generale, finalità e funzioni, dalla visione iniziale alla formula
imprenditoriale
Parte 2 - mercato target, sistema d'offerta e struttura
Parte 3 - proiezioni economico finanziarie

La Partita Iva

La Partita IVA è quello strumento giuridico e fiscale che permette a prestatori d'opera, vale a dire
lavoratori autonomi, di stipulare contratti di lavoro dietro un corrispettivo e senza vincolo di
subordinazione nei confronti di un committente/datore di lavoro, per l'erogazione di un servizio o
la realizzazione di un bene materiale. Comunemente si stratta di liberi professionisti, consulenti,
etc.
Al fine di sfavorire un uso improprio di questa tipologia contrattuale, a partire dal 1 gennaio 2016
il Decreto Legislativo 81/2015 introduce un nuovo regime secondo il quale le collaborazioni di tipo
parasubordinato o nella forma del lavoro autonomo sono considerate come lavoro subordinato,
qualora si concretizzino in prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative, ripetitive
ed organizzate dal committente rispetto al luogo ed all’orario di lavoro.
Tale presunzione non riguarda i seguenti casi:
     • le collaborazioni individuate dalla contrattazione collettiva nazionale, siglata dalle
        confederazioni comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, anche per
        venire incontro a particolari esigenze del settore di riferimento;
     • le prestazioni rese dagli iscritti ad Albi professionali;
     • le attività prestate dai componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società
        e dei partecipanti ai collegi ed alle commissioni, esclusivamente in relazioni alle loro
        funzioni;
     • le prestazioni rese a fini istituzionali nelle associazioni sportive e dilettantistiche
        riconosciute dal Coni;
     • le prestazioni di cui sono certificati i requisiti presso le commissioni di certificazione
        istituite ai sensi dell’art 76 del Decreto Legislativo 276/2003.

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Gli Adempimenti per l'apertura di un'attività “in proprio”

L'avvio di un’attività di lavoro autonoma di qualsiasi tipo implica una serie di adempimenti previsti
dalla legge. Quello che verrà fatto in questa fase, avrà l'obiettivo di formalizzare l'avvio
dell'attività. Di seguito alcuni adempimenti previsti:

    • Il Codice Attività: si tratta della classificazione del tipo d'attività che s'intende esercitare.
       Se l'attività non è descritta in alcun codice, sarà necessario utilizzare un codice generico
       che più si avvicina alla tipologia d'attività. Per approfondire
    • Il Regime Fiscale: a secondo del fatturato annuo previsto si potranno scegliere specifici
       regimi fiscali dai quali potranno derivare diverse modalità di tenuta della contabilità (ad
       esempio quello per i Contribuenti Minimi che fatturano meno di 30mila Euro all'anno).
       L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione un servizio gratuito di supporto a favore delle
       imprese che usufruiscono del regime fiscale agevolato per le nuove iniziative produttive.
       L’assistenza si svolge attraverso collegamenti telematici tra il contribuente e il sistema
       informativo dell’Agenzia. Gli uffici locali aiutano i contribuenti negli adempimenti tributari
       e forniscono consulenza nelle materie relative all’applicazione del regime fiscale agevolato.
    • La Dichiarazione Inizio Attività: per la compilazione della Dichiarazione di Inizio attività,
       ci si può rivolgere direttamente all'Agenzia dell'Entrate (Lavoro Autonomo) o alla Camera
       di Commercio (Attività Impresa)
    • Aprire la Partita IVA: se il codice attività scelto rientra tra le Attività d'Impresa è necessario
       rivolgersi alla Camera di Commercio. Invece, se costituisce attività di lavoro autonomo
       bisogna rivolgersi all'Agenzia delle Entrate. L'apertura e la chiusura della Partita IVA sono
       gratuite. Per approfondire
    • Iscrizione all'INPS o altre Casse Previdenziali: in funzione dell'attività svolta, bisognerà
       iscriversi ad una specifica forma di previdenza gestita dall'INPS oppure da altri enti
       previdenziali settoriali
    • Iscrizione all’INAIL: iscrizione all'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e
       le malattie professionali presso la sede INAIL del tuo territorio
    • Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) La SCIA è una segnalazione certificata
       d'inizio di un'attività che, per alcune categorie economiche, sostituisce il rilascio di
       un'autorizzazione da parte della Pubblica Amministrazione: la SCIA costituisce titolo
       necessario per intraprendere con decorrenza immediata l'esercizio dell'attività.
    • A seconda del tipo di attività possono essere richieste autorizzazione o adempimenti di
       altro genere
Unioncamere ha elaborato una Guida approfondita rivolta agli aspiranti e neo-imprenditori, per
orientarsi nella prima fase di avvio di una nuova attività: il manuale "Mettersi in proprio"

                                                                                                     7
Le Start up Innovative

                                                La Legge 17 dicembre 2012 n.221 convertita e
                                                modificata con il D. L. n. 179/2012 ha
                                                regolamentato la materia riguardante le Start up
                                                introducendo un quadro di riferimento organico per
                                                favorire la nascita e la crescita di nuove imprese
                                                innovative.

                                                Sono start up innovative le società di capitali, anche
                                                in forma cooperativa, non quotate su un mercato
                                                regolamentato o su un sistema multilaterale di
                                                negoziazione, che presentano i seguenti requisiti:

    • la maggioranza del capitale sociale e dei diritti di voto nell’assemblea ordinaria deve essere
       detenuto da persone fisiche;
    • la società deve essere costituita e operare da non più di 60 mesi (modifica apportata dal
       Decreto Legge n.3/2015 convertito dalla Legge n.33/2015);
    • deve avere la sede principale dei propri affari e interessi in Italia;
    • il totale del valore della produzione annua, a partire dal secondo anno di attività, non deve
       superare i 5 milioni di euro;
    • la società non deve distribuire, o aver distribuito, utili;
    • deve avere quale oggetto sociale esclusivo, lo sviluppo e la commercializzazione di prodotti
       o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;
    • non deve essere stata costituita per effetto di una fusione, scissione societaria o a seguito
       di cessione di azienda o di ramo di azienda;
Le start up innovative, inoltre, devono soddisfare almeno uno dei seguenti requisiti:
    • sostenere spese in ricerca e sviluppo in misura pari o superiore al 20 per cento del maggiore
       tra il costo e il valore della produzione;
    • impiegare personale altamente qualificato per almeno un terzo della propria forza lavoro
       o in possesso di laurea magistrale per almeno un terzo (Interpello del 14 ottobre 2014);
    • essere titolare o depositaria o licenziataria di una privativa industriale relativa ad
       un'invenzione industriale connessa all'attività dell'impresa;

Esiste anche la possibilità di creare start up innovative a vocazione sociale, le quali operano in
settori di particolare valore per la collettività. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha previsto
una procedura semplificata di riconoscimento sul Registro delle Imprese, nella sezione dedicate
alle startup innovative, con la Circolare del 20 gennaio 2015.

La norma stabilisce anche le caratteristiche e i requisiti richiesti per gli Incubatori di start up
innovative che offrono servizi per sostenere la nascita e lo sviluppo di nuove attività. Nello
specifico, presso gli Incubatori gli startupper possono avvalersi dell’esperienza di formatori, tutor
e manager, con competenze in strategia aziendale, marketing e finanza.
Il dlgs 81/2015 al fine di favorire l’instaurazione di rapporti di lavoro a tempo determinato,
nell’ambito delle attività inerenti o strumentali all’oggetto sociale proprio delle imprese start up
innovative, prevede alcune deroghe all’applicazione della disciplina generale sui rapporti di lavoro.
Rispetto ai trattamenti retributivi è previsto che i contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni
sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, in via diretta o in via
delegata ai livelli decentrati, con accordi interconfederali o di categoria o avvisi comuni,
definiscano:
     • criteri per l’individuazione sia dei minimi tabellari per la promozione dell’avvio delle start
        up, sia della parte variabile della retribuzione;
     • disposizioni per adattare le regole in tema di gestione del rapporto di lavoro alle necessità
        delle imprese innovative;

                                                                                                     8
Di conseguenza, risulta ampliata la possibilità di ricorso alla contrattazione collettiva includendo
anche eventuali deleghe ai livelli decentrati. Per approfondire e trovare informazioni di supporto,
orientamento e guide utili, Unioncamere ha messo a disposizione un Portale rivolto agli aspiranti
startupper

Gli Incubatori di Impresa
L’incubatore       d’impresa        (business
incubator) è un luogo all'interno del quale
un'idea imprenditoriale innovativa può
ottenere supporto per trasformarsi in una
reale attività produttiva o di erogazione di
servizi. Lo scopo degli incubatori è quello
di creare un meccanismo virtuoso che
permetta ad un’idea ancora in fase
embrionale di trasformarsi in tempi rapidi
in     impresa     grazie     all’immediata
disponibilità di risorse finanziarie e la
consulenza di esperti.
All'interno degli incubatori di impresa
operano e lavorano diverse figure
professionali quali formatori, esperti
organizzativi, finanziari e fiscali, informatici, tutor, manager ed altre figure che assistono gli
startupper nella fase iniziale del progetto imprenditoriale. Un altro aspetto fondamentale degli
incubatori sta nella possibilità di entrare in contatto anche con potenziali finanziatori dei progetti,
interessati a supportare e realizzare idee imprenditoriali innovative.
Gli incubatori offrono i loro servizi attraverso il reperimento di risorse per finanziare il proprio
funzionamento (richiesta di quota d'iscrizione agli startupper, partecipazione del capitale
azionario dell'impresa incubata o attraverso sponsor o finanziamenti pubblici). E' possibile
individuare alcune figure fondamentali all'interno degli incubatori di start up:

    • Il Venture Capitalist: è colui (o sono coloro) che investono nel capitale di rischio di una
       start up in vista di un aumento del valore di quel capitale nel tempo. Le operazioni di
       investimento vengono effettuate attraverso aumenti di capitale e partecipazione attiva al
       business. L’attività di investimento istituzionale in capitale di rischio, effettuata su società
       non quotate, viene generalmente definita come attività di Private Equity. Solitamente si
       tratta investitori istituzionali interessati ai ritorni ottenibili anche nel lungo periodo. L’Aifi
       (Associazione Italiana del Private Equity e Venture Capital) la definisce come “attività di
       investimento nel capitale di rischio di imprese non quotate, con l’obiettivo della
       valorizzazione dell’impresa oggetto dell’investimento, ai fini della sua dismissione entro
       un periodo di medio-lungo termine”;

    • I Business angels: sono investitori, spesso singoli professionisti o privati che dispongono di
       liquidità e che sono particolarmente interessati ad investire nel capitale di rischio di
       piccole start up. L’imprenditore investitore nella relazione con l'incubatore avrà la
       possibilità di accedere ad informazioni e valutazioni che possono meglio definire le
       decisioni di investimento;

Esistono anche gli incubatori universitari che lavorano in stretta collaborazione con gli istituti di
ricerca, sostengono idee provenienti da studenti laureati e ricercatori; incubatori pubblici e privati,
incubatori specializzati in singoli settori e orientati ad aumentare i profitti (profit oriented) e
quelli non profit spesso finanziati da istituzioni pubbliche.
Oltre alle start up, la legge ha anche definito i requisiti che deve possedere l'incubatore
certificato di start up innovative. Per essere certificato l'incubatore deve essere in possesso dei
seguenti requisiti:

                                                                                                       9
• disporre di strutture e attrezzature adeguate ad accogliere start up innovative, come
      sistemi di accesso in banda ultra larga alla rete internet, sale riunioni, macchinari per test,
      prove o prototipi;
    • amministrato o diretto da persone di riconosciuta competenza in materia di impresa e
      innovazione e avere a disposizione una struttura tecnica e di consulenza manageriale
      permanente;
    • avere adeguata e comprovata esperienza nell'attività di sostegno a start up innovative;
    • avere regolari rapporti di collaborazione con università, centri di ricerca, istituzioni
      pubbliche e partner finanziari che svolgono attività e progetti collegati a start-up
      innovative;

Per le startup innovative e per gli incubatori certificati è previsto l'obbligo di iscrizione ad una
apposita sezione speciale del registro delle imprese per poter usufruire di numerosi benefici
economici: deroghe al diritto societario, esonero dal pagamento dell'imposta di bollo e dei diritti
di segreteria dovuti per gli adempimenti al registro imprese, e dal pagamento del diritto annuale
dovuto alle Camere di Commercio.
Il sito del Ministero dello Sviluppo Economico rende disponibili i moduli di autocertificazione oltre
alla guida sugli adempimenti per gli incubatori.

Autoimprenditoria Giovanile

                                                            Lo studio di Eurofound dedicato
                                                            all'autoimprenditoria     in     Europa
                                                            dimostra come la diffusione e lo
                                                            sviluppo della cultura d'impresa sia un
                                                            elemento fondamentale per creare e
                                                            moltiplicare nuove opportunità di
                                                            lavoro.
                                                            La cornice normativa è delineata
                                                            dall’art. 27 del Decreto Legge n.
                                                            98/2011, convertito dalla L. n.
                                                            111/2011, che riforma i regimi fiscali
                                                            forfettari a favore dell'imprenditoria
                                                            giovanile. È prevista un'imposizione
                                                            fiscale ridotta al 5% sul reddito
                                                            imponibile e sulle addizionali comunali
                                                            e regionali per le imprese nate
successivamente al 31 dicembre 2007. L'agevolazione fiscale è prevista a condizione che:
    • il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti l'inizio della nuova attività,
        un’attività artistica, professionale ovvero d'impresa, anche in forma associata o familiare;
    • l'attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività
        precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in
        cui l'attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini
        dell'esercizio di arti o professioni;
    • qualora venga proseguita un’attività d'impresa svolta in precedenza da altro soggetto,
        l'ammontare dei relativi ricavi, realizzati nel periodo d'imposta precedente quello di
        riconoscimento del predetto beneficio, non sia superiore a 30.000 euro;
Dal 2000 INVITALIA, Agenzia del Ministero dello Sviluppo Economico, promuove la creazione di
nuove imprese o l'ampliamento di quelle già esistenti (soprattutto del Mezzogiorno) a condizione
che la loro maggioranza, numerica e di capitali, sia detenuta da giovani di età compresa tra 18 e
35 anni.
Le agevolazioni per l’autoimprenditorialità del Decreto Legislativo 21 aprile 2000 n.185 sono state
modificate con D.L. n. 145/2013 , convertito in L. n. 9/2014.

Dal 1 marzo 2016 è attivo il Fondo SELFIEmployment rivolto ai ragazzi/e iscritti/e a Garanzia

                                                                                                  10
Giovani che abbiano già concluso gli specifici percorsi di accompagnamento all'autoimprenditoria
previsti dal Programma. SELFIEmployment finanzia con prestiti a tasso zero l'avvio di piccole
iniziative imprenditoriali, promosse da giovani NEET. Il Fondo è gestito da Invitalia nell’ambito del
Programma Garanzia Giovani, sotto la supervisione del Ministero del Lavoro. Consulta le Faq sul
programma: Scarica il PDF

Nuove imprese a tasso zero – il Decreto 140/2015

Il decreto 8 luglio 2015 n. 140 ha introdotto una radicale modifica degli incentivi per
l'autoimprenditorialità (Titolo I del decreto legislativo n. 185/2000).

Le principali novità sono che gli incentivi:
    • si rivolgono non solo ai giovani fino a 35 anni, ma anche alle donne indipendentemente
       dall’età;
    • sono applicabili non più nelle sole aree svantaggiate ma in tutto il territorio nazionale;
    • non prevedono l’erogazione di contributi a fondo perduto, ma solo la concessione di mutui
       agevolati a tasso zero, per investimenti fino a 1,5 milioni di euro (per singola impresa);
    • sono erogati alle imprese costituite al massimo da 12 mesi;
    • possono riguardare anche persone fisiche che intendono costituire una società;

Sono agevolabili, fatti salvi alcuni divieti e limitazioni previsti dal regolamento comunitario sugli
aiuti d’importanza minore, cosiddetti de minimis, le iniziative che prevedono programmi
d’investimento non superiori a 1,5 milioni di euro relativi a:
     • produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato, della trasformazione dei
        prodotti agricoli;
     • fornitura di servizi, in qualsiasi settore;
     • commercio e turismo;
     • attività riconducibili anche a più settori di particolare rilevanza per lo sviluppo
        dell’imprenditorialità giovanile, riguardanti:
             • la filiera turistico-culturale (intesa come attività finalizzate alla valorizzazione e
                alla fruizione del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico, nonché al
                miglioramento dei servizi);
             • l’innovazione sociale (intesa come produzione di beni e fornitura di servizi che
                creano nuove relazioni sociali ovvero soddisfano nuovi bisogni sociali, anche
                attraverso soluzioni innovative).
Le agevolazioni sono concesse, sulla base di una procedura valutativa con procedimento a sportello,
ai sensi e nei limiti del sopra citato regolamento de minimis, che prevede, in particolare, che le
imprese possono beneficiare delle agevolazioni fino al limite massimo di 200 mila euro, tenuto
conto di eventuali ulteriori agevolazioni già ottenute dall’impresa a titolo di de minimis
nell’esercizio finanziario in corso alla data di presentazione dell’istanza e nei due esercizi
finanziari precedenti.

L’impresa beneficiaria deve garantire la copertura finanziaria del programma di investimento
apportando un contributo finanziario, attraverso risorse proprie ovvero mediante finanziamento
esterno, in una forma priva di qualsiasi tipo di sostegno pubblico, pari al 25% delle spese
ammissibili complessive.
Con circolare direttoriale 9 ottobre 2015 n. 75445 sono stati definiti i termini e le modalità per la
presentazione delle domande di agevolazione.
Le domande di agevolazione, corredate dei piani di impresa e della documentazione possono
essere presentate al Soggetto gestore a partire dal giorno 13 gennaio 2016 (vedi comunicato
stampa 12 ottobre 2015)
Alcuni chiarimenti interpretativi e precisazioni relativi alle indicazioni operative contenute nella
circolare direttoriale 9 ottobre 2015 n. 75445 sono stati forniti con circolare direttoriale 23
dicembre 2015 n. 100585.
Allegati:

                                                                                                  11
•   Decreto 8 luglio 2015 n. 140
    •   Circolare direttoriale 9 ottobre 2015 n. 75445
    •   Circolare direttoriale 28 ottobre 2015 n. 81080
    •   Circolare direttoriale 23 dicembre 2015 n. 100585

Eventuali richieste di chiarimento possono essere formulate al Soggetto gestore Invitalia - Agenzia
nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa S.p.A., con una delle modalità
indicate alla pagina https://www.invitalia.it/contatti. Il Soggetto gestore ha pubblicato le
risposte alle domande ricorrenti (Frequently Asked Questions – FAQ) in un’apposita sezione delle
pagine del sito istituzionale www.invitalia.it dedicate alla misura. Nuove imprese a tasso zero-
Sezione dedicata del sito Invitalia.

              Consulta gli incentivi alle imprese: https://www.incentivi.gov.it

Altre risorse per l’autoimprenditorialità possono pervenire da specifiche iniziative regionali
previste dai POR (Programmi Operativi Regionali), predisposti per la realizzazione di azioni
finanziate dai fondi strutturali. Per conoscere possibilità di finanziamenti, bandi ed altro in Emilia
Romagna è possibile consultare il portale Regionale Emilia Romagna Imprese

Naspi – Cigs: incentivi per il lavoro autonomo

Sono previste anche forme di finanziamento per le persone che stanno percependo indennità di
disoccupazione (NASPI) o che si trovano in CIGS.

Le persone disoccupate percettrici di indennità di disoccupazione NASPI possono richiedere
l’erogazione anticipata in un’unica soluzione dell'indennità al fine di avviare un'attività in proprio
aprendo la partita IVA. Infatti la circolare Inps n. 94 del 12 maggio 2015 stabilisce che “Il lavoratore
avente diritto alla corresponsione della NASpI può richiedere la liquidazione anticipata in
un’unica soluzione dell’importo complessivo del trattamento che gli spetta e che non gli è stato
ancora erogato, a titolo di incentivo all’avvio di un’attività lavorativa autonoma o di impresa
individuale o per la sottoscrizione di una quota di capitale sociale di una cooperativa nella quale
il rapporto mutualistico ha ad oggetto la prestazione di attività lavorativa da parte del socio”.

Il lavoratore che intende avvalersi della liquidazione in un’unica soluzione della NASpI deve
presentare all’INPS domanda di anticipazione in via telematica entro 30 giorni dalla data di
inizio dell’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale o dalla data di
sottoscrizione di una quota di capitale sociale della cooperativa. Tale comunicazione vale
anche ai fini della comunicazione di lavoro autonomo.
Anche per i lavoratori che percepiscono il trattamento di CIGS è stata introdotta, dal 2009, la
possibilità di una liquidazione anticipata per favorire progetti di autoimprenditorialità o
autoimpiego.

                                                                                                     12
Le principali agevolazioni per l'assunzione di collaboratori

Se hai avviato un progetto di lavoro autonomo o imprenditoriale, potresti avere la necessità di
reperire collaboratori/dipendenti per lo svolgimento della tua attività. Di seguito troverai un breve
excursus dei principali incentivi/agevolazioni alle assunzioni che, soprattutto in una fase iniziale
della tua attività, potrebbe esserti utile per decidere come selezionare personale in base alle tue
necessità, tenendo conto anche di possibili risparmi di risorse che potrai impiegare in altri ambiti.

                          Per un approfondimento sulle agevolazioni alle assunzioni

La Sharing Economy

Il termine ha origine nel 1978 e fu coniato da Marcus
Felson e Joe. L. Spaeth nel loro articolo
“Community        Structure     and     Collaborative
Consumption: A routine activity approach"
pubblicato nel American Behavioral Scientist.

Collaborare e condividere: sono gli elementi
cardine di nuove forme di scambio economico
diffuse attraverso tecnologie relazionali. Questo
inedito paradigma basato sulla condivisione si
chiama Sharing Economy e propone forme di
consumo più consapevoli basate sul riuso invece che
sull’acquisto e sull’accesso piuttosto che sulla
proprietà. La Sharing Economy può essere considerata, quindi, un nuovo modello economico
impostato sullo scambio e la condivisione di beni, servizi e conoscenze. La Sharing Economy trova
spazio in vari settori industriali e si realizza a seconda del tipo di fornitori e di interazioni, alcuni
esempi:

                                                                Settore
Fornitore     Interazione        Lavoro       Educazione         Viaggi        Mobilità   Ristorazione
                   B2C        wework        cheeg            onefinestay    blablacar     kuhteilen
   Startup
                   C2C        freelancer    sharingacademy airbnb           turo          eatwithme
                   B2C        liquidspace   coursera         tripping       car2go        wefarm
    Altri
                   C2C        taskrabbit    khanacademy      tripadvisor    justpark      p2pfooblab

B2C = Business to consumer, C2C = Consumer to consumer (wikipedia)

Alcuni siti di riferimento:
OuiShare: organizzazione non-profit fondata a Parigi nel 2012. Si tratta di un think tank, un do-
tank, è un movimento internazionale della società civile che tenta di guidare l’attuale sistema
economico verso una società fondata su valori di apertura, collaborazione e condivisione.

Shareable: il primo magazine dedicato interamente all’economia collaborativa, un punto di
riferimento per chiunque nel mondo si interessi a questi temi.
Meet the Media Guru: piattaforma di idee ed eventi che pongono al centro il tema
dell’innovazione e del digitale come fondamentale crocevia per la cultura, l’economia e le
professionalità del nostro tempo.
Collaboriamo: portale utile per avere un quadro di riferimento complessivo ed una lista
esauriente di tutte le aziende collaborative italiane.
CO+: spazio aperto per il coworking con professionisti che operano nell’ambito della

                                                                                                       13
riqualificazione urbana di aree degradate. Lo spazio nasce nell’area da riqualificare e si propone
come collettore di nuove idee imprenditoriali e progettualità nel sociale sviluppando le proposte
nate dagli stessi lavoratori che affittano gli spazi del coworking.
Iris Network: la rete nazionale degli istituti di ricerca sull’impresa sociale. Sostiene attività di
indagine empirica e di riflessione teorica per favorire una conoscenza approfondita delle
organizzazioni di impresa sociale.

Altri siti dedicati al lavoro in ottica social: joebee – prontopro - justknock

Il Franchising

Il franchising, o affiliazione commerciale, è una formula di collaborazione tra imprenditori per la
distribuzione di servizi e/o beni, indicata per chi vuole avviare una nuova impresa ma non vuole
partire da zero, e preferisce affiliare la propria impresa ad un marchio già affermato.

Il franchising è infatti un accordo di collaborazione che vede da una parte un'azienda con una
formula commerciale consolidata (affiliante, o franchisor) e dall'altra una società o una persona
fisica (affiliato, o franchisee) che aderisce a questa formula (wikipedia).

L'articolo 1 della Legge 129/2004 definisce l'affiliazione commerciale come “il contratto,
comunque denominato, fra due soggetti giuridici, economicamente e giuridicamente indipendenti,
in base al quale una parte concede la disponibilità all'altra, verso corrispettivo, di un insieme di
diritti di proprietà industriale o intellettuale relativi a marchi, denominazioni commerciali,
insegne, modelli di utilità, disegni, diritti d'autore, know how, brevetti, assistenza o consulenza
tecnica e commerciale, inserendo l'affiliato in un sistema costituito da una pluralità di affiliati
distribuiti sul territorio, allo scopo di commercializzare determinati beni o servizi”

La legge n. 129/2004 prevede la definizione degli elementi essenziali del contratto di franchising.
     • il know-how come patrimonio segreto, sostanziale ed individuato di conoscenze pratiche
       non brevettate dell'affiliante;
     • il diritto d'ingresso (entrance fee) quale cifra fissa che l'affiliato versa al momento della
       stipula del contratto di franchising;
     • le royalties come una percentuale commisurata al giro d'affari o in quota fissa,
       periodicamente dovuta all'affiliante;
     • beni dell'affiliante: i beni prodotti dall'affiliante o secondo le sue istruzioni sono
       contrassegnati dal nome dell'affiliante.

Per approfondire:
assofranchising.it – franchisingcity.it - infofranchising.it

Il Crowdfunding

Il Crowdfunding (dall'inglese crowd: folla – funding: ricerca fondi/finanziamento) è un processo
collaborativo di un gruppo di persone che utilizzano il proprio denaro in comune per sostenere gli
sforzi di persone ed organizzazioni al fine di realizzare progetti, produrre o erogare servizi.

È un processo di finanziamento dal basso che mobilita persone e risorse. Il termine trae la propria
origine dal crowdsourcing, vale a dire quel processo di sviluppo collettivo di un prodotto.

Il crowdfunding si può riferire a processi di qualsiasi genere, dall'aiuto in occasione di tragedie
umanitarie, al sostegno all'arte e ai beni culturali, all'organizzazione di una campagna elettorale,
al giornalismo partecipativo, fino all'imprenditoria innovativa e alla ricerca scientifica. Il Web è lo
strumento principale che consente l'incontro e la collaborazione di coloro che sono coinvolti nel
provesso di crowdfunding.

                                                                                                    14
Per approfondire:
http://eppela.com – youcapital.it - crowdfunding-italia.com – produzionidalbasso.com –
takeoffcrowdfunding.com/it – kickstarter.com - starsup.it

Coworking – Smart Working – Lavoro Agile

Il Coworking è una forma di lavoro sempre più diffusa che permette di condividere spazi di lavoro
per periodi più o meno brevi, distribuendo i costi tra i professionisti che vi aderiscono. Può essere
definito come uno stile lavorativo di condivisione di uno spazio (generalmente un ufficio)
svolgendo la propria attività in modo autonomo e indipendente.

Solitamente gli spazi preposti al coworking coincidono con strutture aperte, simili ai loft/open
space, nelle quali sono presenti una serie di postazioni con connessione internet wi-fi, sale riunioni
e strumenti quali stampanti, fax, fotocopiatrici, stampanti 3D, etc. Ogni coworker ha la possibilità
di accedere allo spazio affittato secondo le proprie esigenze, pagando una quota per le spese di
gestione in rapporto alla quantità/qualità di servizi offerti. Gli aspetti positivi di svolgere la
propria attività in coworking sono molteplici:

   –   condividere, quindi ridurre le spese di organizzazione, locazione e più in generale le spese
       di gestione di un ufficio (luce, acqua, servizi, connessioni internet, pulizie, portineria, etc);
   –   accesso agli spazi libero rispetto a orari e festivi in contesti generalmente informali;
   –   collaborazione e scambio di informazioni fra i vari coworkers;
   –   collaborazione e scambio di servizi fra i vari coworkers in base alle competenze di ognuno;
   –   possibilità di instaurazione di partnership con altri interlocutori quali ad esempio startup,
       incubatori di impresa, ect;

Per Smart Working o Lavoro Agile si intende un nuovo concetto di lavoro che de-localizza il
tradizione luogo di lavoro prestabilito e che consente di lavorare in qualunque luogo e in qualunque
momento, soprattutto grazie all'utilizzo di smartphone, tablet, portatili e grazie al cloud
computing che consente l'archiviazione, l'elaborazione o la trasmissione di dati, caratterizzato
dalla disponibilità on demand attraverso Internet. L’adozione diffusa di questa modalità di lavoro
potrebbe portare notevoli vantaggi economici sia alle aziende, con una crescita dell’efficienza sul
lavoro e minori costi di gestione, sia ai lavoratori rispetto ai minori costi di spostamento (in termini
di tempo e denaro) oltre al non secondario minor impatto ambientale in termini di inquinamento.
Altri effetti positivi si possono creare in ambito sociale (si pensi al maggior tempo per la cura di
bambini, anziani, etc).
Il 14 giugno 2017 è entrato in vigore la Legge 81/2017 che definisce le “modalità flessibile di
esecuzione del rapporto di lavoro subordinato allo scopo di incrementare la produttività e
agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro”

La norma precisa che:
    • il lavoro agile è svolto in parte nella sede aziendale e in parte altrove, ma comunque entro
      l’orario di lavoro;
    • il trattamento economico in caso di scelta del lavoro agile non deve subire una contrazione;
    • l’accordo tra azienda e lavoratore deve avere obbligatoriamente la forma scritta, con la
      definizione dettagliata di mansioni e orari;
    • l’azienda deve fornire al lavoratore l’informativa sulla sicurezza del lavoro;
    • il lavoratore ha diritto ad una copertura assicurativa sugli infortuni sul luogo di lavoro ance
      in caso di lavoro agile.

Per approfondire:
deskmag.com coworkingproject.com talentgarden.it/it/#!/home multiverso.biz benetural.com
workitout.it in-spire.biz/site selfstorageromagna.it labolabo.it

                                                                                                     15
Il Microcredito

Il microcredito è uno strumento di sviluppo economico che permette l'accesso ai servizi finanziari
alle persone in condizioni di povertà o a rischio esclusione oppure per supportare aziende o attività
autonome in difficoltà economica (soprattutto piccole e medie imprese, professionisti).
Il microcredito viene definito come "credito di piccolo ammontare finalizzato all’avvio di
un’attività imprenditoriale o per far fronte a spese d’emergenza, nei confronti di soggetti
vulnerabili dal punto di vista sociale ed economico, che generalmente sono esclusi dal settore
finanziario formale” (diz. di microfinanza, G. Pizzo, G. Tagliavini, Carrocci ed.)

In Italia nel 2006 è nato il Comitato nazionale italiano permanente per il microcredito con il
decreto-legge 10 gennaio 2006 n. 2 convertito in legge con la Legge 11 marzo 2006 n. 81.

Le norme sul Microcredito sono state introdotte il 4 settembre 2010 quando è stato pubblicato il
Decreto legislativo 13 agosto 2010 n. 141, attuativo della Direttiva comunitaria n. 48/2008, che
riforma la disciplina del credito al consumo. Il d.l. 141/2010 ha apportato modifiche al Testo Unico
Bancario (D.lgs. 385/1993), prevedendo le disposizioni specifiche riguardanti la definizione e le
caratteristiche del microcredito, i soggetti finanziabili, gli organismi finanziatori tenuti a iscriversi
nell'Albo degli operatori del microcredito presso la Banca d'Italia, l'istituzione di un organismo di
gestione e controllo dei finanziatori iscritti all'Albo.

Nel maggio del 2011 il Governo ha trasformato il Comitato nell’Ente Nazionale per il Microcredito
(ENM) microcredito.gov.it con l'obiettivo di sradicare la povertà e di supportare la lotta
all'esclusione sociale in Italia e, in ambito internazionale, nei paesi in via di sviluppo e nelle
economie in transizione, di coordinare con compiti di promozione, indirizzo, agevolazione,
valutazione e monitoraggio degli «strumenti microfinanziari» promossi dall'Unione europea,
nonché delle «attività microfinanziarie» realizzate a valere su fondi dell'Unione Europea. L’Ente
Nazionale per il Microcredito è un ente pubblico non economico che esercita importanti funzioni
in materia di microcredito e microfinanza, a livello nazionale ed internazionale. In particolare:
     • promozione, indirizzo, agevolazione, valutazione e monitoraggio degli strumenti
        microfinanziari promossi dall’Unione Europea e delle attività microfinanziarie realizzate a
        valere sui fondi comunitari;
     • monitoraggio e valutazione delle iniziative italiane di microcredito e microfinanza;
     • promozione e sostegno dei programmi di microcredito e microfinanza destinati allo sviluppo
        economico e sociale del Paese, nonché ai Paesi in via di sviluppo e alle economie in
        transizione.
I principi del microcredito sono stati applicati anche nell'affrontare diverse questioni non legate
alla povertà. Infatti alcune organizzazioni hanno sviluppato piattaforme web basate su forme di
prestito peer-to-peer dove il prestito è il risultato di un'aggregazione di un certo numero di piccoli
prestiti, spesso ad un tasso di interesse trascurabile.

Per approfondire:
microcredito.gov.it - bancaetica.it       – permicro.it     - microcreditodonna.it - permicro.it -
microcreditosolidale.eu

I Fablab

Un FabLab (dall'inglese fabrication laboratory) è un laboratorio incentrato sull’autoproduzione,
aperto al pubblico e provvisto di moderne macchine di fabbricazione digitale, come ad esempio
macchine al taglio laser (o ad acqua o plasma), fresatrici a controllo numerico, stampanti 3D.
Questi strumenti d’avanguardia sono in grado di trasformare idee in prototipi e prodotti di
altissima qualità, a costi bassissimi rispetto all’industria tradizionale ma soprattutto customizzati
secondo le proprie esigenze e la propria espressione personale oltre che personalizzate per le
esigenze di eventuali clienti.

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Le persone che frequentano i fablab vengono definiti makers oppure artigiani digitali e
rappresentano sempre di più un vero e proprio movimento culturale, nel senso che alla base della
loro attività si intrecciano nuovi approcci produttivi, tecnologici e di condivisione dei risultati,
generalmente attraverso l'utilizzo di applicativi a codice open source.

Le possibilità dell'artigianato digitale e della customizzazione dei prodotti trova e troverà sempre
più applicazione nell'industria e nei più svariati settori (dall'architettura alla medicina, dalla moda
alla gioielleria, dal design all'alimentazione), tanto da far parlare gli addetti ai lavori e non solo,
di una nuova rivoluzione industriale.

Per approfondire:

Wired
Il sito web della rivista sulla cultura digitale
Make in Italy
Associazione volta a promuovere la cultura della personal fabrication
Domusweb
Rivista che tratta di arte, design e nuove forme di produzione di contenuti
Roma makers
Canale di informazione e social network sui maker a Roma
http://www.openmakersitaly.org/ Associazione di promozione sociale che propone e realizza
progetti innovativi in ambito tecnologico per lo sviluppo di modelli di business alternativi e
sostenibili
Artigianato Digitale: il sito italiano dedicato al movimento maker in Italia
Maker Faire Rome: il sito del più grande evento di innovazione al mondo

fablabromagna.org/blog       -    fablabforli.org    -    fablabfaenza.org      -   makerslab.it      -
officine.romamakers.org

Alcuni Link utili

http://europa.eu/youreurope/business/start-grow/start-ups/index_it.htm#
Portale EU dedicato all'imprenditoria in Italia
sviluppoeconomico.gov.it
Portale del Ministero per lo Sviluppo Economico
unioncamere.gov.it
Portale della Unione delle Camere di Commercio
invitalia.it/site/ita/home.html
Portale Nazionale sull'imprenditorialità
imprese.regione.emilia-romagna.it
Portale Imprese della Regione ER
fc.camcom.it
Portale della Camera di Commercio di FC
aster.it - emiliaromagnastartup.it - startup.registroimprese.it
Info e approfondimenti su Startup
startupbusiness.it
Web Community
almacube.com
Imprenditorialità di supporto a progetti accademici Università di Bologna
http://larancia.org
Portale di idee ed esperienze imprenditoriali

Fonti: Dottrinalavoro – Unioncamere – Wikipedia – Ministero Sviluppo Economico – Agenzia delle
Entrate – Dipartimento Gioventù presso Presidenza Consiglio dei Ministri - Invitalia

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Agenzia Lavoro Regione Emilia Romagna
                         Centri per l'Impiego di Forlì Cesena
                                 Le sedi dei Centri per l’Impiego

                       Viale Salinatore, 24 – 47121 Forlì – tel. 0543.714471

                        Via Fornaci, 170 – 47521 Cesena – tel. 0547.621026

                     Via Cipriani, 4 – 47039 Savignano S.R. - tel. 0541.800511

                          Ufficio per il Diritto al lavoro dei Disabili:
                      Piazza Morgagni, 9 47121 Forlì – tel. 0543.714407

                  Sito internet: www.agenzialavoro.emr.it/forli-cesena

                                 Aggiornamento generale aprile 2019
                                  Ultimo aggiornamento: aprile 2019

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