RASSEGNA STAMPA TEMATICA* - 16-31 marzo 2019 *realizzata su materiale messo a disposizione da - Life Prepair
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INDICE 28.03.19 LASTAMPA.IT Lettera aperta degli scienziati del clima agli studenti che scioperano per l`ambiente 28.03.19 IL SOLE 24 ORE L`alternativa dell`idrogeno viaggia su rotaia e in aereo 26.03.19 ILSOLE24ORE.COM Il tempo della siccità. Lo stato di salute ambientale dell`Italia, spiegato dall`Ispra 26.03.19 IL RESTO DEL CARLINO ed. RAVENNA Buco dell`ozono, piogge acide, plastica: occhio alla Terra 21.03.19 IL SOLE 24 ORE Piano energia-clima, parte il confronto 20.03.19 LA STAMPA Novara, la macchina mangia smog riduce l`inquinamento. Contro l`inquinamento arriva la macchina mangia smog 20.03.19 IL MANIFESTO In ecologia non sono possibili le scorciatoie 17.03.19 CORRIERE DELLA SERA Intervista ad Elisabetta Casellati - In Italia il clima provoca morti e sfollati La politica non può più restare a guardare 16.03.19 ILFATTOQUOTIDIANO.IT Cambiamenti climatici, l`inverno caldo del Nord mette già in crisi il Po. E nel Delta risale l`acqua del mare: habitat a rischio 16.03.19 AVVENIRE Clima, la piazza globale dei ragazzi 16.03.19 IL MANIFESTO I numeri non tornano. Così si va a sbattere. L`energia è il cuore del problema
Sezione:ARPAE
Notizia del: 27/03/2019
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Lettori: 190.996 Foglio:1/3
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Maremma, il Far West Il costo umano dietro a un Via le bottiglie in plastica Pappagalli amazzonici, “Il pentagono della morte”
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dell’Italia raccontato da barattolo di pomodoro dagli scaffali: la scelta di nati in Sudafrica salvato dalla
Luciano Bianciardi NaturaSì fitorimediazione
Lettera aperta degli scienziati del clima agli
studenti che scioperano per l’ambiente
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Emma ai ragazzi: “Aprite il cervello,
Pubblicato il 27/03/2019 Instagram non è la realtà. E le parole sono
Ultima modifica il 27/03/2019 alle ore 08:21
importanti”
Cari studenti che state scioperando per il clima, noi scienziati e studiosi dei
cambiamenti climatici e dell’ambiente vi offriamo tutto il nostro sostegno. Ci
unisce il desiderio di studiare la realtà, e una delle realtà che oggi purtroppo
emerge è la difficoltà per gli esseri umani a rimettersi in discussione: così si
spiegano gli attacchi contro di voi e le accuse ingiuste, come quella di avere
sporcato una piazza che avete lasciato pulitissima o di essere pupazzi nelle mani
di adulti che vi userebbero - sono accuse che servono, a chi le inventa, ad
evitare di prendere coscienza della crisi climatica in cui ci troviamo. No_Code: eccellenza artigianale e
Il presente documento e' ad uso esclusivo del committente.
avanguardia tecnologica.
Tod’s
Inizia la giornata con la Cucina de La Stampa, la newsletter di Maurizio
Molinari
LEGGI ANCHE Oggi in piazza milioni di giovani manifestano per il clima: “Ma ora
gli adulti devono agire”
E' un riflesso fin troppo umano, a nessuno fa piacere sapere che il nostro
pianeta rischia di diventare inospitale, con un drammatico calo delle risorse a
SPIDER-FIVE-73765340
Wawrinka sconfitto in finale piange:
nostra disposizione. Ma non è moralmente accettabile che si neghi “Federer sei uno str...”
pubblicamente il dato scientifico, come ci è capitato di leggere in questi giorni. Contenuti Sponsorizzati da Taboola
3
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LINK ALL'ARTICOLOSezione:ARPAE
Notizia del: 27/03/2019
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Lettori: 190.996 Foglio:2/3
Possiamo affermare con certezza che se leggete di qualcuno che nega che i
cambiamenti climatici dipendano dall’uomo, oppure che nega siano un grave
pericolo, non sta parlando della realtà, ma della difficoltà ad accettarla. E il
vostro, il nostro compito è di aiutare a diffondere questa importante
consapevolezza. Perché sul clima non esistono nemici, solo interlocutori da
persuadere alla realtà.
Vi chiediamo allora di tentare assieme di persuadere la classe politica, di andare
insieme ad incontrarla. Prima delle elezioni del 2018 ci siamo uniti in un
comitato, «La Scienza al Voto», per convincere tutte le forze politiche a fare del
contesto ambientale in pericolo il centro di ogni altra politica – e abbiamo
proposto un accordo di legislatura trasversale, ritenendo che molte azioni siano
importanti ed urgenti qualunque sia l’appartenenza a partiti o movimenti:
abbiamo in effetti incontrato alcune disponibilità, ma manca ancora una
consapevolezza diffusa e di conseguenza un’azione adeguata.
I politici non ci devono temere: la politica è l'arte di organizzare la vita sociale, e
ai politici spetta il grandioso, storico compito di organizzare la transizione
ecologica. A noi spetta di ricordare loro che ci sono però due elementi basilari
da rispettare, cui peraltro l'Italia si è già obbligata aderendo all'Accordo di
Parigi:
- una riduzione delle nostre emissioni molto maggiore di quella ad oggi prevista,
indispensabile per limitare l'aumento della temperatura a 1,5°C rispetto all'era
preindustriale, e dunque le catastrofi più gravi (e naturalmente un
indispensabile adattamento ai cambiamenti non più evitabili);
- un impegno sostanziale verso i paesi più poveri, secondo il principio della
giustizia climatica, poiché essi sono i meno responsabili e i più colpiti dalla
manomissione del clima, e devono essere aiutati a svilupparsi rinunciando
all'uso dei combustibili fossili, che a noi occidentali è invece stato permesso.
I politici potranno naturalmente essere stimolati da un'opinione pubblica
consapevole della crisi climatica e delle sue soluzioni, e potranno a loro volta
stimolare i cittadini a raggiungere questa consapevolezza – sostenuti da coloro
che formano le coscienze e il pensiero collettivo, gli insegnanti e i giornalisti,
cui spetta uno speciale dovere di raggiungere una consapevolezza in materia di
manomissione del clima e di possibili soluzioni alla crisi.
Cari studenti, la strada di fronte a noi è difficile, ma chiara. Vogliamo, se lo
ritenete opportuno, percorrerla insieme?
Il presente documento e' ad uso esclusivo del committente.
Comitato "la Scienza al voto"
Antonello Pasini, fisico e climatologo, CNR (Coordinatore)
Carlo Barbante, chimico e climatologo, CNR e Università Ca’ Foscari, Venezia
Leonardo Becchetti, economista, Università di Tor Vergata, Roma
Alessandra Bonoli, ingegnere della transizione, Università di Bologna
Carlo Cacciamani, fisico e meteorologo, Protezione Civile
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Stefano Caserini, ingegnere ambientale, Politecnico di Milano
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Notizia del: 27/03/2019
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Lettori: 190.996 Foglio:3/3
Claudio Cassardo, meteorologo e climatologo, Università di Torino
Sergio Castellari, fisico e meteorologo, INGV
Andrea Filpa, urbanista, Università di Roma Tre
Francesco Forastiere, epidemiologo, CNR
Fausto Guzzetti, geologo, CNR
Vittorio Marletto, fisico e agrometeorologo, ARPAE Emilia-Romagna e AIAM
Cinzia Perrino, biologa ed esperta di qualità dell'aria, CNR
Nicola Pirrone, ingegnere ed esperto di cambiamenti globali e inquinamento
atmosferico, CNR
Mario Motta, ingegnere dell'energia, Politecnico di Milano
Gianluca Ruggieri, ingegnere ambientale, Università dell’Insubria
Federico Spanna, agrometeorologo, Regione Piemonte e AIAM
Stefano Tibaldi, fisico e meteorologo, CMCC
Francesca Ventura, fisico e agrometeorologo, Università di Bologna e AIAM
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Padre e una figlia hanno fatto la stessa foto per 14 anni ed è commovente
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Sezione:MOBILITA', TRASPORTI, LAVORI... Tiratura: 173.364 Diffusione: 131.844 Lettori: 744.000 Foglio:1/1
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Notizia del: 25/03/2019
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Lettori: 78.360 Foglio:2/8
acqua, i produttori idroelettrici temono di dover affrontare i consumi
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estivi con le dighe ridotte al fango limaccioso del fondo, i consorzi Qualità della vita 2019 - Il
irrigui già studiano come dissetare le colture quando sarà la stagione clima
più asciutta. Ma il 2017 fu un anno asciutto in modo preoccupante, e CAMBIAMENTI CLIMATICI |
lo certifica l’Ispra nel nuovo Annuario dei dati ambientali, presentato «Il tempo della siccità». Lo stato di salute
ambientale dell’Italia, spiegato dall’Ispra
stamattina: è piovuto il 22% in meno.
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L’Annuario dell’Ispra è il ritratto dello stato di salute ambientale Indice del clima, ecco le città italiane dove si
vive meglio
dell’Italia. Raccoglie e unifica in un disegno coordinato i dati elaborati
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Indici del clima 2019, l’infografica
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La «Qualità della vita» compie 30 anni e
La salute ambientale migliora diventa un percorso
In breve, la salute ambientale dell’Italia migliora. LA NOTA METODOLOGICA | 25 marzo 2019
● Aria: a dispetto dalla percezione di alcuni, migliora la qualità Indice del clima, da 3BMeteo oltre 16mila dati
per ogni città
dell’aria e nelle città si respira sempre meglio. I dati e le misurazioni
Torna alla home del dossier
non lasciano alcun dubbio nemmeno ai dubbiosi: dal 1990 al 2016 le
emissioni nazionali di particolato atmosferico PM10 sono in
diminuzione del -33,7% e le emissioni complessive di ossidi di zolfo,
ossidi di azoto e ammoniaca sono in calo del -66,8%.
● Clima: è stata di +1,30 °C l’anomalia della temperatura
media in Italia, superiore a quella globale sulla
terra ferma (+1,20 °C) mentre le emissioni totali
di gas serra dal 1990 al 2016 sono diminuite del
17,5%.
ATTUALITÀ | 25 marzo 2019 Attenzione alle specie viventi importate in modo
Qualità della vita 2019 - Il inconsapevole, come gli insetti che devastano le
clima
colture: sono 3.182 specie estranee introdotte in
Italia e potenzialmente invasive.
Sul dissesto idrogeologico, i principali eventi di frana nel 2017 sono
stati 172 e hanno causato complessivamente 5 vittime, 31 feriti e danni
prevalentemente alla rete stradale, eventi distribuiti in particolare
nelle regioni Abruzzo, Campania, Sicilia, Trentino-Alto Adige,
Lombardia e Marche. Il mare è di ottima qualità nell’89% delle coste,
Il presente documento e' ad uso esclusivo del committente.
quello migliore è in Sardegna. Dal 1990, in crescita l’agricoltura
biologica, che interessa il 15,4% della superficie agricola utilizzata
(Sau) e il 5,8% delle aziende agricole.
Il rapporto dell’Ispra
Una banca dati con 306 indicatori, tra cui 9 new entry, per un totale di
150mila dati, organizzati in 460 tabelle e 635 grafici. Biodiversità,
clima, inquinamento atmosferico, qualità delle acque interne, mare e
SPIDER-FIVE-73680431
ambiente costiero, suolo, rifiuti, agenti fisici sono solo alcuni dei temi
trattati nell’edizione 2018 dell’Annuario dei dati ambientali, la
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Notizia del: 25/03/2019
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2016 le emissioni nazionali di particolato atmosferico PM10 sono in
diminuzione del -33,7% e le emissioni complessive di ossidi di zolfo,
ossidi di azoto e ammoniaca sono in calo del -66,8%.
Biodiversità
La fauna in Italia conta oltre 60mila specie e la
nostra flora 8.195 specie di piante vascolari e
3.873 non vascolari.
LA GIORNATA MONDIALE Volendo fare un confronto con l’Europa, per
DELL’ACQUA | 22 marzo 2019
Il giorno giusto per
quanto riguarda la fauna, tra gli insetti, gli
domandarsi come stanno le ortotteri (grilli e cavallette) sono circa il triplo di
nostre acque
quelli della Polonia, il decuplo della Gran
Bretagna e della Norvegia e oltre 150 volte quelli
dell’Islanda e il numero di specie dei lepidotteri (farfalle) è più del
doppio di quello della Gran Bretagna.
Resta alto il livello di minaccia: 120 specie di vertebrati terrestri sono
minacciate per la perdita e la degradazione di habitat; sono 3.182
specie alloctone introdotte in Italia e potenzialmente invasive; tra i
vertebrati, sono minacciati gli anfibi (36%) e i pesci ossei di acqua
dolce (48%). Particolarmente minacciate il 42% delle 202 specie
tutelate dalla Direttiva Habitat.
Mare
Più dell’89% delle acque costiere di balneazione è in classe eccellente
nel quinquennio 2014-2017. Nel 2017 lo stato di qualità delle acque
costiere di balneazione, in relazione ai fattori igienico sanitari, ricade
in classe eccellente per l’89,7%, buona per il 5,4%.
Il distretto della Sardegna si conferma migliore dal punto di vista della
qualità chimica delle acque marino costiere: il 90% presenta infatti
uno stato chimico “buono”.
La presenza dell’alga tossica Ostreoptis ovata nel 2017 è stata
riscontrata in 10 regioni costiere e assente in Abruzzo, Emilia-
Romagna e Veneto.
Fiumi e laghi
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L’acqua è un bene prezioso, che va difeso e
preservato. Su 7.493 fiumi, il 43% raggiunge
l’obiettivo di qualità per lo stato ecologico e il
RAPPORTO ISPRA | 15 giugno 75% quello di qualità per lo stato chimico.
2018
Rifiuti speciali in aumento. Su 347 laghi, il 20% raggiunge l’obiettivo di
Riutilizzato e riciclato il qualità per lo stato ecologico e il 48% quello di
65%
qualità per lo stato chimico.
SPIDER-FIVE-73680431
●Fiumi: buono ed elevato lo stato ecologico per la Provincia di
Bolzano (94%), Valle d’Aosta (88%), Provincia di Trento (86%) e
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Notizia del: 25/03/2019
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pubblicazione scientifica di dati statistici e informazioni sull’ambiente
realizzata dall’Istituto in stretta collaborazione con il Sistema
nazionale per la protezione dell’ambiente (Snpa).
Dissesto idrogeologico
I principali eventi di frana nel 2017 sono stati 172
e hanno causato complessivamente 5 vittime, 31
feriti e danni prevalentemente alla rete stradale,
IL NUOVO INDICE DEL SOLE 24 eventi distribuiti in particolare nelle regioni
ORE | 25 marzo 2019
Indice del clima, ecco le
Abruzzo, Campania, Sicilia, Trentino-Alto
città italiane dove si vive Adige, Lombardia e Marche.
meglio
● Frane. Diverse sono state le frane che si sono
attivate o riattivate in Abruzzo, sia a causa dello
scioglimento della neve caduta nell’eccezionale nevicata del 18
gennaio del 2017, sia delle intense precipitazioni.
● Allagamenti. In Italia, oltre 6 milioni di abitanti sono residenti in
aree a pericolosità idraulica media (tempo di ritorno tra 100 e 200
anni), mentre la popolazione a rischio frane, se si considerano le 2
classi a maggiore pericolosità (elevata e molto elevata), è pari a oltre
1,2 milioni di abitanti.
● Terremoti. Dal punto di vista della sismicità, nel 2017 quattro eventi
hanno raggiunto e superato Magnitudo 5, tutti avvenuti il 18 gennaio,
con epicentri in provincia de L’Aquila.
I terremoti di Magnitudo pari o superiore a 4 sono stati 16, di cui 13
nell’area epicentrale della sequenza del Centro Italia. Degno di rilievo
è, inoltre, il terremoto che ha colpito l’isola di Ischia il 21 agosto che,
seppure di Magnitudo 4, ha procurato molti danni al patrimonio
edilizio e 2 vittime. Nel 2017 nessun evento sismico ha raggiunto
Magnitudo 6.
Clima e inquinamento dell’aria
La caratteristica più rilevante del clima in Italia
nel 2017 è stata la siccità.
Con una precipitazione cumulata media sotto la
CLIMATE CHANGE | 18 marzo 2019 norma del 22% circa, il 2017 si colloca al 2° posto,
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Greta, le Cop, Trump e tutto appena dopo il 2001, tra gli anni più “secchi”
quello che c’è da sapere sul
clima dell’intera serie dal 1961.
È stata di +1,30 °C l’anomalia della temperatura media in Italia,
superiore a quella globale sulla terra ferma (+1,20 °C).
Le emissioni totali di gas serra dal 1990 al 2016 sono diminuite del
17,5%.
Il valore limite giornaliero (50 grammi per metro cubo d’aria da non
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superare più di 35 volte per anno civile), di PM10 nel 2017 non è stato
rispettato nel 31% delle stazioni. Complessivamente, però, dal 1990 al
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Notizia del: 25/03/2019
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Lettori: 78.360 Foglio:5/8
Liguria (75%); uno stato chimico buono superiore al 90% per i fiumi in
Molise, Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Emilia-Romagna, Umbria,
Marche, Lazio, Abruzzo e le province autonome di Trento e Bolzano.
●Laghi: obiettivo di qualità ecologica buono in Valle d’Aosta (100%),
Provincia di Bolzano (89%), Emilia-Romagna (60%) e stato chimico
buono per il 100% dei corpi idrici lacustri in Valle d’Aosta, Liguria,
Emilia-Romagna, Abruzzo, Molise e nella Provincia di Bolzano.
Campi elettromagnetici, rumore e altri agenti fisici
Dal luglio 1998 al luglio 2018, sono stati 635 i superamenti dei limiti di
legge degli impianti radiotelevisivi (Rtv) e 119 quelli di stazioni radio
base (Srb).
In diminuzione dal 2016 al 2017 gli impianti Rtv (-4%,), mentre
aumentano i servizi e i siti degli impianti Srb rispettivamente dell’11%
e del 3%.
Il 32,1% delle sorgenti di rumore sottoposte al controllo presenta
almeno un superamento dei limiti previsti dalla normativa,
evidenziando un problema di inquinamento acustico.
Il 61% dei Comuni ha approvato la classificazione acustica
(suddivisione del territorio urbanizzato in aree acustiche omogenee);
le regioni del Nord sono le più virtuose nel 2017, le regioni con la
percentuale di comuni zonizzati superiore al 90% sono Valle d’Aosta
(100%), Marche (97%), Lombardia e Toscana (96%), Veneto (91%).
L’inquinamento dell’agricoltura
Le emissioni di ammoniaca (NH3) in atmosfera
prodotte dal settore agricolo derivano
principalmente dalle forme intensive praticate
ECOMONDO | 07 novembre 2018 negli ultimi decenni, dall’utilizzo esteso di
Italia fuori legge per fertilizzanti sintetici e organici e dalla gestione
mancanza di depuratori: in
arrivo due nuove procedure degli allevamenti.
Ue per infrazione
La revisione della Direttiva sui limiti nazionali di
emissione ha stabilito i nuovi obiettivi di riduzione al 2020 e 2030:
per l’Italia, tali obiettivi saranno di 403,13 migliaia di tonnellate di
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emissioni nazionali di ammoniaca al 2020 (riduzione del 5% rispetto
al 2005) e di 356,45 migliaia di tonnellate al 2030 (riduzione del 16%
rispetto al 2005).
Nel 2016 il settore agricoltura è responsabile dell’emissione in
atmosfera di 358,47 migliaia di tonnellate di ammoniaca, pari al 93,8%
del totale nazionale. L’andamento delle emissioni di ammoniaca è in
linea con gli obiettivi fissati.
Dal 1990, in crescita l’agricoltura biologica, che interessa il 15,4% della
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superficie agricola utilizzata nazionale e il 5,8% delle aziende agricole.
Nel 2017 le superfici già convertite e quelle in via di conversione bio
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Notizia del: 25/03/2019
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Notizia del: 25/03/2019
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Lettori: 78.360 Foglio:6/8
sono state pari a 1.908.653 ettari (+6,3% rispetto al 2016).
Sicilia, Puglia, Calabria le regioni che da sole rappresentano il 46%
dell’intera superficie biologica nazionale.
Agenti chimici
L’Italia è il 3° produttore di agenti chimici in
Europa, dopo Germania e Francia, e il decimo
nel mondo; 2.800 sono infatti le imprese
SALUTE | 28 gennaio 2019 chimiche nel nostro Paese ed occupano circa
Glifosato: la misteriosa 108mila addetti altamente qualificati, ma l’uso
«manina» che ha
condannato il diserbante dei prodotti chimici interessa tutti i settori
produttivi.
In particolare, i pesticidi nelle acque superficiali hanno riportato
superamenti dei limiti in 371 punti, pari al 23,9% del totale.
Via, Aia e altre autorizzazioni
La procedura di Valutazione d’Impatto Ambientale (Via) si conclude
positivamente nell’84% dei casi nel 2017; su 44 decreti Via emanati, 37
sono positivi e solo 7 negativi.
Nel 2017 sono stati rilasciati 1.849 certificati Emas; le organizzazioni
più attive sono quelle del settore rifiuti e recupero materiali con 278
registrazioni: 364 le licenze Ecolabel UE per un totale di 9.333 prodotti
o servizi certificati.
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ARGOMENTI: Arpa Ispra Una banca Liguria Sardegna Sicilia
Lombardia Gran Bretagna Veneto Campania
Trentino Alto Adige Italia Centrale Tutela ambientale
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Notizia del: 25/03/2019
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IlFattoQuotidiano.it / Ambiente & Veleni
Cambiamenti climatici, l’inverno caldo del Nord mette
già in crisi il Po. E nel Delta risale l’acqua del mare:
habitat a rischio
Da 27 giorni consecutivi, secondo i dati del Coordinamento delle agenzie Arpa del Distretto del
fiume Po, non piove nelle province bagnate dal Grande Fiume, e così è stato anche a fine gennaio
per altri 28 giorni. Ma non è l’unico ad accusare il colpo. Secondo l’Anbi l’attuale fase di criticità
idrica interessa tutta l’area della Pianura Padana, con i suoi corsi d’acqua e i suoi laghi: quello di
Como è pieno per appena il 10%. E in montagna è caduta poca neve. Allarme per l'agricoltura:
gli impianti idrovori di bonifica fanno già fatica a prelevare le acque per le coltivazioni e
continua il progressivo dell’insabbiamento dell’alveo
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di Silvia Bia | 15 Marzo 2019
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Più informazioni su: Cambiamenti Climatici, Clima, Regione Emilia Romagna, Siccità, Surriscaldamento Climatico
Quasi un mese senza pioggia, il secondo dall’inizio dell’anno, nella terra attraversata dal Grande Fiume. Così
l’Emilia-Romagna si ritrova a metà marzo, con un piede ancora nell’inverno, a fare i conti con l’allarme
siccità: l’acqua del Po è a livelli troppo bassi per il periodo, così come lo è quella di fiumi, laghi, invasi nel
nord Italia. E le conseguenze potrebbero farsi sentire nei prossimi mesi, quando sarà il momento di
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irrigare campi e coltivazioni e l’acqua potrebbe non bastare, con il rischio di raccolti e produzioni
azzerate, che si ripercuoterebbero sull’intero territorio a vocazione agricola. “Se l’assenza di pioggia si
protrae – spiega a ilfattoquotidiano.it Meuccio Berselli, segretario generale dell’Autorità di bacino
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Distrettuale del Fiume Po – prima dell’estate si potrebbe andare incontro a una situazione di scarsità
idrica. Dobbiamo cercare di conservare al meglio la risorsa e non disperderla”.
Inverno asciutto al nord – Da 27 giorni consecutivi, secondo i dati del Coordinamento delle
agenzie Arpa del Distretto del fiume Po, non piove nelle province bagnate dal Grande Fiume, e così è stato
anche a fine gennaio per altri 28 giorni. Un record al ribasso, che ha visto un calo del 35-40 per cento
delle piogge rispetto alla media stagionale. Il dato è in linea con tutto il nord Italia, che registra
precipitazioni dimezzate in questo inverno, come ha riferito Coldiretti sulla base degli ultimi dati
Isac/Cnr sull’andamento climatologico in occasione della settimana di #Fridaysforfuture, la
mobilitazione globale che chiede azioni concrete contro i cambiamenti climatici. Perché non sono
soltanto le mezze stagioni a non esserci più, come si usa dire in questi casi. A sparire, cancellato da
condizioni meteo sempre più insolite, è anche l’inverno, stravolto da colonnine del mercurio con
temperature al di sopra delle medie di stagione (nel mese di febbraio la media storica italiana è stata
superiore di 1,38 gradi e al Nord addirittura di circa 2 gradi) e scarse, se non addirittura assenti,
precipitazioni. Lo dimostra anche la “finta primavera” di fioriture e coltivazioni in anticipo dovuta al clima
più mite, che ora, come sottolinea Coldiretti, fa temere ai coltivatori il ritorno di un’ondata di freddo per il
rischio di avere danni alla produzione.
Il fiume Po come d’estate – Il primo campanello d’allarme di questa anomalia climatica si riscontra
proprio nei livelli del Po, che secondo i dati diffusi dal Coordinamento Arpa, in questo periodo registra una
portata ben al di sotto della norma. Il problema è la mancanza perdurante di precipitazioni, ma anche lo
scarso contributo derivante dallo scioglimento della neve, che non è caduta in quantità sufficienti nei
mesi invernali. Altro elemento di rilievo sono le temperature di questo periodo, che sono solitamente
tipiche della seconda metà di aprile o di inizio maggio, e che arrivano a oscillare tra i 21 e i 23 gradi.
Tutto questo ha portato la quantità di acqua del Grande Fiume a scendere a limiti preoccupanti. Ovunque,
segnalano gli enti competenti, gli afflussi sono stati inferiori del 70 per cento in gennaio e del 40 per
cento in febbraio rispetto al passato. È inverno, ma sembra già estate sul Po, che presenta condizioni
critiche nei punti di rilevazione lungo tutto il suo corso: Piacenza, Cremona, Boretto, Borgoforte,
Pontelagoscuro. A Boretto, in provincia di Reggio Emilia, per tutto febbraio si sono registrate quote
attorno agli 850-870 metri cubi di acqua al secondo e ora si sono abbassate ulteriormente attorno agli
800, con una diminuzione del 20-25 per cento rispetto alla media, che supera i 1000-1100 metri cubi al
secondo. Le altezze idrometriche riportano risultati sfavorevoli, con un -2,49 metri sullo zero
idrometrico nella prima settimana di marzo, mai registrato nei tre anni precedenti. Nel Piacentino, dove il
livello idrometrico al Ponte della Becca è di -2,73 metri, se non pioverà entro le prossime settimane, la
portata andrà progressivamente ad avvicinarsi ai 400 metri cubi al secondo, la cosiddetta soglia
“minima”. Stessi numeri in negativo anche alla stazione di Pontelagoscuro (Ferrara), già arrivata a 5,46
metri sotto la media.
Sul Delta il cuneo salino minaccia le falde – Anche il delta del Po non versa in buona salute.
L’abbassamento del livello dell’acqua provoca infatti la risalita del cuneo salino. In altre parole, nella
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parte terminale del fiume penetra maggiormente l’acqua di mare, arrivando più facilmente alle falde
acquifere, che acquisiscono una componente salina e diventano quindi inutilizzabili per l’agricoltura.
Un’altra minaccia per l’economia della zona. “L’innalzamento del cuneo salino provoca un cambiamento
‹ nell’habitat del fiume – spiega Berselli – ma anche un cambiamento ambientale del territorio, che perde
così la sua vocazione agricola. Per questo sono previste riserve d’acqua importanti per tenere lontano il
›
cuneo salino. La situazione attuale è già a livelli preoccupanti”.
Come la grande siccità del 2007 – Il quadro complessivo del fiume Po secondo l’Anbi (Associazione
nazionale consorzi per la gestione e la tutela del territorio e delle acque irrigue), ricorda quello dell’anno
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della grande siccità del 2007, il più terribile degli ultimi tempi. Le conseguenze si prospetterebbero
dunque anche peggiori di quelle del 2017. In quell’anno la scarsità di acqua, ricorda Coldiretti, aveva creato
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difficoltà “anche per gli usi civili nei centri urbani”, causando un costo di 2 miliardi di danni
all’agricoltura e tagli ai raccolti delle principali produzioni come ortaggi, frutta, cereali, ma anche vigneti e
fieno per l’alimentazione degli animali per la produzione di latte. Per questo, secondo il presidente di Anbi,
Francesco Vincenzi, è necessario “attivare al più presto tavoli di concertazione nelle regioni del nord, per
contemperare preventivamente i diversi interessi gravanti sull’utilizzo della risorsa idrica, rispettando le
priorità previste dalla normativa, che indica l’uso agricolo dopo quello umano.” Secondo Vincenzi, la
soluzione consisterebbe nell’attuazione del Piano Invasi Straordinario, che prevede opere idriche, e in
ulteriori investimenti nel settore.
Fiumi e grandi laghi del nord in sofferenza – Ma il Grande Fiume non è l’unico ad accusare il colpo.
Secondo l’Anbi l’attuale fase di criticità idrica non interessa solo il Po, ma tutta l’area della Pianura
Padana, con i suoi corsi d’acqua e i suoi laghi. L’Adige è sotto il livello minimo, e drastiche riduzioni di
portata rispetto allo scorso anno hanno registrato i fiumi Enza, Secchia e Reno. Altro indice di sofferenza
è dato dalla riserva rappresentata dai grandi laghi del nord: al 13 marzo il livello di riempimento del lago
Maggiore era del 31,5 per cento, quello di Como del 10,6 per cento, quello di Iseo del 13,4 per
cento. “L’unico lago importante con una riserva ancora sufficiente è il lago di Garda con il 91,4 per cento
del volume – spiega Berselli dell’Autorità di Bacino – Ma quello che ci preoccupa di più è a monte, perché a
questi laghi manca la riserva data dal contributo nivale, ossia l’acqua derivante dallo scioglimento delle
nevi”. In montagna infatti la neve è troppo poca e con le temperature dell’ultimo periodo non si è
preservata, quindi non andrà a breve a ingrossare più di tanto le acque di laghi e fiumi a valle.
Le conseguenze sull’agricoltura e i tavoli di crisi – Sul fiume Po le prime ripercussioni sulla
diminuzione dei livelli di portata si notano già nelle difficoltà degli impianti idrovori di bonifica a
prelevare le acque per le coltivazioni e nel fenomeno progressivo dell’insabbiamento dell’alveo. Ma nei
prossimi mesi, con il pieno avvio delle attività agricole, il quadro andrà peggiorando. Per questo le agenzie e
gli enti competenti sono corsi ai ripari con tavoli sul tema. A Parma il 14 marzo l’Autorità di Distretto del
Fiume Po ha convocato l’Osservatorio sulla Crisi Idrica, struttura volontaria di coordinamento tra i
diversi enti (Autorità di Distretto, Regioni, ministero dell’Ambiente, Consorzi di bonifica, multiutility e
stakeholder) che si riunisce periodicamente con l’obiettivo di prevenire il deterioramento qualitativo e
quantitativo della risorsa idrica, assicurarne un utilizzo sostenibile e mitigare gli effetti delle inondazioni e
della siccità.
L’arrivo dei temporali. “Ma non servono” – La situazione per gli addetti ai lavori è grave ma ancora
reversibile, anche se non nel brevissimo periodo. I pochi giorni di pioggia previsti nelle prossime settimane
non basteranno a riequilibrare una situazione già compromessa. E nemmeno l’agricoltura avrà giovamento,
visto che per essere di sollievo, spiega Coldiretti, “la pioggia deve durare a lungo, cadere in maniera
costante e non troppo intensa, mentre i forti temporali, soprattutto con precipitazioni violente,
provocano danni poiché i terreni non riescono ad assorbire l’acqua che cade violentemente e tende ad
allontanarsi per scorrimento con gravi rischi per l’erosione del suolo”. Le riserve idriche serviranno
invece nei prossimi mesi nei campi, “quando le colture ne avranno bisogno per crescere”. Ma per questo è
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fondamentale attivarsi affinché l’acqua si preservi fino ad allora.
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