NUTRACEUTICA E NUTRIGENOMICA - DTR.SSA ADRIANA CARINO PHD UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA DIPARTIMENTO DI SCIENZE CHIRURGICHE E BIOMEDICHE ...

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NUTRACEUTICA E NUTRIGENOMICA - DTR.SSA ADRIANA CARINO PHD UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA DIPARTIMENTO DI SCIENZE CHIRURGICHE E BIOMEDICHE ...
Corso di Laurea Magistrale
  Scienze dell’Alimentazione e della Nutrizione Umana
                   Gastroenterologia

 Nutraceutica e Nutrigenomica

           Dtr.ssa Adriana Carino PhD

        Università degli Studi di Perugia
Dipartimento di Scienze Chirurgiche e Biomediche
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Queste famose parole di Ippocrate (Coo, 460 a.C. circa – Larissa, 377 a.C.), considerato il padre
della medicina moderna, enfatizzano non solo l’associazione tra alimentazione e salute, ma
anche il ruolo terapeutico di alcuni alimenti.
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LA NUTRACEUTICA

Nel 1989 il Dr. Stephen De Felice, fondatore e presidente della Foundation for Innovation in Medicine
(FIM), ha coniato il termine nutraceutico (nutraceutical), che unisce sincreticamente i termini
“nutrizione" e “farmaceutica”, traducendo in chiave contemporanea il concetto già espresso da
Ippocrate.

   «Un nutraceutico è, nella sua definizione originale, un alimento, o parte di un
   alimento, con comprovati effetti benefici e protettivi sulla salute sia fisica che
                            psicologica dell’individuo.»
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In UE da un punto di vista legislativo il termine NUTRACEUTICA non è
regolamentato:

 Non esiste ancora una precisa definizione legislativa

Non c’è stata armonizzazione delle normative nazionali né per
 categoria degli alimenti né per loro eventuale etichettatura
Un alimento si definisce funzionale se dimostra di avere effetti positivi su
una o più funzioni specifiche dell’organismo, oltre i normali effetti
nutrizionali. Esso deve avere un effetto rilevante nel miglioramento della
salute e/o nel ridurre il rischio di malattia.
• Per molto tempo, parlando di alimentazione, ci si è concentrati su calorie, macronutrienti
  (carboidrati, proteine, grassi) e micronutrienti (sali minerali e vitamine), ponendo troppo in
  secondo piano i tanti composti contenuti negli alimenti che, pur non contribuendo al fabbisogno
  energetico, sono invece fondamentali per il nostro benessere.

• Più che di nutrizione adeguata in macronutrienti e micronutrienti, bisognerebbe parlare di
  “nutrizione ottimale”, ovvero di una nutrizione che tiene in considerazione come i composti
  bioattivi possano aiutare nella prevenzione di alcune patologie e coadiuvarne il trattamento.

• Oggi sentiamo molto spesso parlare di “alimenti funzionali”, “nutraceutici”, “farmaco nutrienti”,
  “alimenti arricchiti” e “integratori dietetici”: questi termini sono utilizzati indiscriminatamente e
  non correttamente, creando disinformazione non solo tra chi li utilizza, ma anche a livello
  legislativo.

• Tale difficoltà di stabilire una definizione chiara della nutraceutica sta nel fatto che i composti
  nutraceutici effettivamente non sono medicine, ma potenzialmente sono sostanze attive che
  possono rafforzare, modificare o contrastare alcune funzioni fisiologiche o metaboliche, tanto
  che alcuni di essi sono utilizzati nel coadiuvare il trattamento di diverse patologie.
Una delle definizioni suggerite, soprattutto a chi è del settore e che tiene conto dei fattori
confondenti, è la seguente:

“ Un nutraceutico è un alimento, o parte di alimento, per somministrazione orale
con dimostrata sicurezza e benefici sulla salute, che vanno oltre le basilari funzioni
nutrizionali di supporto alla dieta, presentato anche in formati alimentari non
convenzionali o estratto dall’alimento, in una quantità tale da eccedere quelle che
possono essere ottenute dal cibo e assunto con la frequenza necessaria a
realizzarne le proprietà”.
Classificazione dei nutraceutici in base al meccanismo di azione

• Le classificazioni in base al meccanismo di azione sono molto utilizzate
  da medici, nutrizionisti, dietisti e da coloro che forniscono alle persone
  indicazioni utili per poter migliorare il loro stato di salute.

• Chi si occupa di malattie cardiovascolari sarà più interessato a quei
  composti che agiscono in questo ambito (miglioramento profilo
  lipidico e azione antiinfiammatoria), così come chi si occupa di
  oncologia sarà più interessato a conoscere quei composti che
  presentano proprietà antitumorali.
Classificazione dei nutraceutici in base al meccanismo di azione

[tradotta e adattata da Raj K. Keservani et al.-Nutraceutical and Functional Food as Future Food: A Review - Der Pharmacia Lettre 2010: 2 (1) 106-116)]
Effetto ipoglicemizzante

            Effetto
    ipocolesterolemizzante
Curcuma
La Curcuma viene raccomandata da molti medici ed esperti della salute che invitano
ad integrarla nella propria dieta sotto forma di condimento o supplemento
nutraceutico. Le ragioni per consumare Curcuma sono molte e sono dimostrate da
centinaia di studi scientifici.
Curcumina

• Ricerche cliniche eseguite negli ultimi anni, confermano le notevoli proprietà
  anticancerogene, antinfiammatorie e antiossidanti della curcumina.
• Inoltre recentemente è stato dimostrato anche un potenziale effetto
  neuroprotettivo della curcumina stessa. Per questo motivo è stata valutata per
  la prevenzione di malattie neurodegenerative come l’Alzheimer
Studi scientifici in letteratura hanno dimostrato l’efficacia della curcumina nel ridurre lo
stress ossidativo e l’infiammazione indotti dall’esercizio fisico. Le basi molecolari di queste
proprietà della curcumina sono legate alla stimolazione di fattori trascrizionali, fattori di
crescita e molecole di segnale che inibiscono lo scavenging dei radicali del superossido,
dell’idrogeno perossidasi e dell’ossido nitrico da parte dei macrofagi attivati, riducendo così
il complesso del ferro e inibendo la perossidazione dei lipidi.
La supplementazione con curcumina può quindi ridurre lo stress ossidativo legato
all’esercizio fisico, aumentare le capacità antiossidanti anche a livello ematico e
influenzare in maniera diretta l’attività dei mediatori dell’infiammazione.
Per gli adulti la comunità medica
raccomanda un dosaggio giornaliero di
Curcuma pari a:
•Radice fresca. Da 1.5 a 3 grammi totali al
giorno, meglio se divisi in 2-3 dosi
giornaliere

•Polvere ottenuta dalla radice essiccata e
macinata. Da 1 a 3 grammi totali al giorno,
meglio se divisi in 2-3 dosi giornaliere

•Estratto concentrato di Curcumina, il
principio attivo terapeutico responsabile
della maggior parte degli effetti curativi della
curcuma. Da 0.4 a 1.2 grammi di Curcumina
totali al giorno, meglio se divisi in 2-3 dosi
giornaliere
Come INTEGRATORI
 Trasformazione metabolica acidi grassi di membrana;
 Sintesi di Prostaglandine;
 Segnalazione cellulare;
 Induzione di espressione genica
L’olio extravergine di oliva è ricco di composti fenolici che hanno effetti benefici sulla salute dell’uomo; in particolar modo è
stato dimostrato il suo ruolo nel ridurre i processi infiammatori all’interno dell’organismo. I benefici della dieta mediterranea
sulla salute sono noti sin dai primi studi epidemiologici eseguiti negli anni ‘70. È stato evidente fin dall’inizio il ruolo
fondamentale dell’olio d’oliva all’interno di questa tipologia di dieta, dal momento che l’incidenza delle malattie croniche
infiammatorie nelle popolazioni che facevano uso di olio di oliva era molto ridotta.
La Nutrigenomica
NUTRIGENOMICA

      STUDIA LE BASI MOLECOLARI DELL’INTERAZIONE DEI
            NUTRIENTI CON IL GENOMA UMANO
È l’applicazione delle tecnologie genomiche in campo nutrizionale. Essa rappresenta
l'interfaccia tra l'ambiente e i processi cellulari/genetici.
Tale scienza consente di capire in che modo sostanze nutritive influenzano l'equilibrio
tra salute e malattia, alterando l'espressione e/o la struttura genetica.
• I componenti del cibo possono interagire con il genoma umano
              direttamente o indirettamente per alterare l’espressione del
              gene o il suo prodotto

                                                               CITOPLASMA                  mRNA
                                                                                          inattivo
NUCLEO
                                                                          Controllo
                                                                          degradazione
   DNA              Trascritto primario di       mRNA           mRNA
                             RNA
                                                                            Controllo
                                            Controllo    Controllo          traduzione
  Controllo                              processamento   trasporto
trascrizionale                               mRNA          mRNA
                                                                           glucidi       proteine

                                                                 lipidi
                                                                                     metabolismi
                                                                 Controllo post-
                                                                  traduzionale
                                                                                         metabolita
Le sostanze chimiche dietetiche
possono influenzare l'espressione
genica direttamente o
indirettamente. A livello cellulare i                     dieta
nutrienti possono:

A. Agire come ligandi per recettori                    nutrienti
   di fattori di trascrizione;

B. Essere metabolizzati da vie
                                        metabolismo                  Segnali di trasduzione
metaboliche primarie o secondarie e
perciò alterare la concentrazione di
substrati o intermedi;

C. Influenzare positivamente o                        Espressione dei
negativamente le vie di trasduzione                        geni
di segnali cellulari.

                                                      Normale crescita
                                                         cellulare
1. Regolazione diretta
2. Regolazione indiretta
CONCETTI CHIAVE
1.    SOSTANZE CHIMICHE COMUNEMENTE
      PRESENTI NELLA DIETA AGISCONO SUL                                              Nutrienti
      GENOMA UMANO IN MODO DIRETTO O                                             Componenti dietetici
      INDIRETTO, ALTERANDO L'ESPRESSIONE
      O LA STRUTTURA DI UN GENE.
                                                                fabbisogni

2.    ALCUNI GENI REGOLATI ATTRAVERSO LA
      DIETA (E LE LORO VARIANTI COMUNI)
                                                                                   Variazione
      POSSONO SVOLGERE UN RUOLO                                                     genetica
      NELL'INIZIO, NELLA PROGRESSIONE E/O
      NELLA GRAVITÀ DI PATOLOGIE CRONICHE.             Aplotipi              +
                                                 Interazione tra geni
                                                 Interazioni tra alleli      -
3.    L'ENTITÀ DELL'INFLUENZA ESERCITATA
      DALLA DIETA NELL'EQUILIBRIO TRA STATO
      DI SALUTE E MALATTIA, PUÒ DIPENDERE                                          malattia
      DALLA PREDISPOSIZIONE GENETICA
      INDIVIDUALE.
                                              La comprensione delle interrelazioni tra
                                              diversità genetica umana, funzione del genoma
                                              e componenti dietetici consentirà di migliorare
                                              la salute umana e prevenire le malattie
CONCLUSIONI

Variazioni genetiche individuali possono influenzare il modo con cui un nutriente
può essere assimilato, metabolizzato, conservato ed escreto.
La possibilità di comprendere le interazioni nutrienti-genoma consentirà quindi di:
  sviluppare una dietetica personalizzata
  influenzare le raccomandazioni dietetiche
  definire le strategie di politica nutrizionale

INTERVENTI DIETETICI basati sulle
conoscenze dei:
FABBISOGNI NUTRIZIONALI,
DELLO STATO NUTRIZIONALE E
DEL GENOTIPO,
Possono essere utilizzati per PREVENIRE,
MIGLIORARE O CURARE PATOLOGIE
CRONICHE (attraverso la NUTRIZIONE
INDIVIDUALIZZATA).
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