Luisa Miller Giuseppe Verdi - Stagione d'Opera - Teatro Alighieri
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Fondazione Ravenna Manifestazioni
Comune di Ravenna
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Regione Emilia Romagna
Teatro di Tradizione Dante Alighieri
Stagione d’Opera e Danza
2013-2014
Teatro Alighieri
venerdì 24, domenica 26 gennaio
Luisa Miller
Melodramma tragico in tre atti
Libretto di Salvatore Cammarano
dal dramma Kabale und Liebe
di Friedrich Schiller
musica di
Giuseppe Verdi
con il contributo di partnerSommario
La locandina................................................................. pag. 5
Il libretto ........................................................................ pag. 6
Il soggetto . ................................................................... pag. 31
Verdi sulle Alpi
di Cristina Ghirardini ............................................. pag. 33
Le preferenze teatrali di Verdi,
ossia la scelta di “Kabale und Liebe”,
alias “Luisa Miller”
di Elisabetta Fava ..................................................... pag. 37
Coordinamento editoriale Luisa Miller
Cristina Ghirardini di Gianandrea Gavazzeni ................................... pag. 43
Grafica Ufficio Edizioni
Fondazione Ravenna Manifestazioni
Il canto nuovo di Luisa Miller
Il testo del libretto è stato tratto da un di Giancarlo Landini ............................................... pag. 47
esemplare del libretto di Luisa Miller
stampato da Ricordi e conservato alla
Biblioteca Comunale Passerini-Landi di Mettere in scena Luisa Miller
Piacenza. Intervista a Leo Nucci
Foto di scena © Prospero Cravedi.
a cura di Giancarlo Landini ............................... pag. 53
Si ringrazia il Teatro Municipale di Piacenza I protagonisti .............................................................. pag. 57
per la concessione del materiale editoriale.
L’editore si rende disponibile
per gli eventuali aventi diritto
sul materiale utilizzato.
Stampa Edizioni Moderna, RavennaLuisa Miller
melodramma tragico in tre atti
libretto di Salvatore Cammarano
dal dramma Kabale und Liebe di Friedrich Schiller
musica di Giuseppe Verdi
personaggi e interpreti
Il Conte di Walter Gianluca Lentini
Rodolfo Vincenzo Costanzo, Medet Chotabayev
Federica Tamta Tarieli, Junhua Hao
Wurm Cristian Saitta
Miller Mansoo Kim, Byunghyuk Choi
Luisa Giulia Della Peruta, Silvia Pantani
Laura, contadina Angela Angheleddu
Un contadino Bruno Nogara
Solisti del Corso d’alto perfezionamento per interpreti del canto
con specializzazione nel repertorio verdiano
direttore Donato Renzetti
messa in scena teatrale Leo Nucci
regista collaboratore Salvo Piro
scene e realizzazione pittorica Rinaldo Rinaldi e Maria Grazia Cervetti
costumi Alberto Spiazzi
luci Claudio Schmid
assistente scenografo Andrea De Micheli
Orchestra Giovanile Luigi Cherubini
Coro del Teatro Municipale di Piacenza
maestro del coro Corrado Casati
figuranti Raffaele Filace, Francesco Lo Feudo, Nasko Paskov
direttore musicale di palcoscenico Fabrizio Cassi
direttore di scena Maria Grazia Martelli
maestri collaboratori Niccolò Nardoianni, Kayoko Ikeda, Paolo Burzoni
nuovo allestimento nell’ambito del progetto “Verdi 2013”
coproduzione Teatro Municipale di Piacenza, Teatro Comunale di Ferrara,
Teatro Alighieri di Ravenna
in collaborazione con Teatro Comunale di Bologna, Ater Formazione - Scuola dell’Opera Italiana
e Comune di Busseto
5Luisa Miller ATTO PRIMO
Amore
Miller
Figlia: ed amore,
appena desto in te, sì vive fiamme
Melodramma tragico in tre atti di Giuseppe Verdi
su libretto di Salvatore Cammarano dal dramma Kabale und Liebe di Friedrich Schiller Scena prima già spande! Oh! mal non sia
Ameno villaggio. Da un lato la modesta casa di cotanto amor locato!
Miller, dall’altro rustica chiesetta: in Iontananza, (Luisa vorrebbe parlare)
prima rappresentazione: Napoli, Teatro San Carlo, 8 dicembre 1849 ed attraverso degli alberi, le cime del castello di Del novello
Walter. signor qui giunto nella corte ignoto
Un’alba limpidissima di primavera è a tutti è questo Carlo.
PERSONAGGI
sull’orizzonte; gli abitanti del villaggio si Io temo!
adunano per festeggiare il dì natalizio di Luisa.
Il Conte di Walter basso Luisa
Rodolfo, suo figlio tenore Laura, contadini Non temer: più nobil spirto,
Federica, Duchessa d’Ostheim, nipote di Walter contralto Ti desta, Luisa, regina dei cori; alma più calda di virtù non mai
Wurm, castellano di Walter basso i monti già lambe un riso di luce: vestì spoglia mortal. M’amò, I’amai.
d’un giorno si lieto insiem con gli albori
Miller, vecchio soldato in ritiro baritono qui dolce amistade a te ne conduce: Lo vidi, e’l primo palpito
Luisa, sua figlia soprano leggiadra è quest’alba sorgente in aprile, il cor sentì d’amore;
Laura, contadina soprano ma come il tuo viso leggiadra non è: mi vide appena, e il core
Un Contadino tenore è pura, soave quest’aura gentile, balzò del mio fedel.
pur meno è soave, men pura è di te. Quaggiù si riconobbero
Damigelle di Federica, Paggi, Famigliari, Arcieri. nostr’alme in rincontrarsi...
Abitanti del villaggio. Formate per armarsi
Scena seconda Iddio le avea in ciel!
Luisa, Miller e detti.
Laura, contadini
L’azione ha luogo nel Tirolo, nella prima metà del secolo XVII. Miller Luisa, un pegno ingenuo
Ecco mia figlia... dell’amistade accetta.
(presentandole tutti, prima le donne, poi gli
Luisa uomini un mazzettino)
O care amiche!
Luisa
Contadini Grata è quest’alma, o tenere
Il Cielo compagne... Ah!
a te sia fausto. (scorgendo un giovane cacciatore, che
anch’esso fra gli altri le porge i suoi fiori)
Laura
In breve
ad invocarlo andrem uniti al tempio. Scena terza
Rodolfo e detti.
Miller
Il vostro affetto dal mio ciglio esprime Rodolfo
pianto di tenerezza... Mia diletta...
Al cor paterno è sacro
il di che spunta... esso mi diè Luisa! Miller
(abbracciandola) (turbato)
(Desso!)
Luisa
Padre!... Né giunge ancor!... Rodolfo
(volgendosi d’intorno inquieta) (andando verso Miller)
Da lui divisa Buon padre!
non v’ha gioia per me!
6 7Luisa Scena quarta Wurm Walter
Abbraccialo... Wurm e detti. Sotto mendace aspetto (inoltrandosi seguito da Wurm)
T’ama qual figlio! il preferito giovine Che mai narrasti!... Ei la ragione dunque
Wurm si mostra a voi. smarrì!
Rodolfo Ferma, ed ascolta!
(salutando i contadini) Miller Wurm
Amici!... Miller Fia vero?... Signor, quell’esaltato capo
(a Luisa) Wurm!... E tu conosci? voi conoscete.
Sei paga?
Wurm Wurm Walter
Luisa lo tutto udia!... Apprendilo! (agitato)
Di letizia Furor di gelosia Ei figlio è dell’altero La Duchessa intanto
colma son io! m’arde nel petto!... Amo tua figlia... eppure, Walter! mi segue!... Digli ch’io lo bramo.
un anno volge, io la sua man ti chiesi: (Wurm si ritira coi servi)
Laura, contadini non dissentisti, ed or che più fortuna Miller Ah! tutto
Felici a me spira seconda, or che il novello Ah ciel!... Dicesti m’arride... tu, mio figlio, tu soltanto
appien vi rende amore. signor più che l’estinto figlio?... Osi... La tua felicità non sai
m’è largo di favor, tu la promessa quanto mi costi!...
Luisa Rodolfo calpesti, ed osi!... Wurm (è preso da subito tremore)
Appien felici?... È ver!... Del tuo signor. Oh! mai nol sappia, mai.
A te dappresso il cuore Miller Addio!
non vive che al piacer! Ah! cessa... Il mio sangue, la vita darei
T’amo d’amor ch’esprimere Il mio paterno assenso Miller per vederlo felice, possente!...
mal tenterebbe il detto!... promisi, ove la figlia Pur... E a’ miei voti, agl’ ordini miei
Né gel di morte spegnere t’avesse amato. si opporrebbe quel cor sconoscente?
può sì ardente affetto; Wurm Di dolcezze l’affetto paterno
ha i nostri cori un Dio Wurm M’intendesti. a quest’alma sorgente non è...
di nodo eterno avvinti, E non potevi forse (parte) Pena atroce, supplizio d’inférno
e sulla terra estinti alle richieste nozze Dio sdegnato l’ha reso per me!
noi ci ameremo in ciel! astringerla? Non hai Miller
dritto sovr’essa tu?... Ei m’ha spezzato il cor!
Miller
(rimane silenzioso qualche momento, come Scena sesta
(Non so qual voce infausta
Miller oppresso dal dolore) Rodolfo e detto.
entro il mio cor favella...
Che dici mai?
Misero me, se vittima
Ah! fu giusto il mio sospetto!... Rodolfo
d’un seduttor foss’ella!
Sacra la scelta è d’un consorte, Ira e duol m’invade il petto!... Padre...
Ah! non voler, buon Dio,
esser appieno libera deve: D’ogni bene il ben più santo,
che a tal destin soccomba...
nodo che sciorre sol può la morte senza macchia io vo’ l’onor. Walter
Mi schiuderia la tomba
mal dalla forza legge riceve. D’una figlia il don soltanto M’abbraccia. Portator son io
affanno sì crudel!)
Non son tiranno, padre son io, ciel, mi festi, e pago io sono... di lieto annunzio. Federica in breve
non si comanda de’ figli al cor. ma la figlia, ma il tuo dono sarà tua sposa.
Laura, contadini
In terra un padre somiglia Iddio serba intatto al genitor.
Un’alma, un sol desio
per la bontade, non pel rigor. D’ogni bene il ben più santo, Rofolfo
ad ambo avviva il petto!
senza macchia io vo’ l’onor. O cielo!...
Mai non si vide affetto
Wurm (parte) Walter
più ardente e più fedel!
Costarti, o vecchio debole, Insiem cresciuti
(odesi la sacra squilla)
caro il tuo cieco affetto nel tetto istesso, più di te quel core
Udiste? I bronzi squillano;
dovrà, ben caro! Scena quinta apprezzar chi potria? Come l’offerta
andiam, ne invita il ciel, ecc.
Sala nel castello di Walter con porta in fondo. della tua man le feci, ebbra di gioia
(tutti entrano nel tempietto; Miller li segue Miller Walter e Wurm. Alcuni Famigliari, che mi rivelò ch’ella per te nudria
lentamente ed è già presso a toccare il sacro Spiegati. rimangono al di là della soglia. segreta fiamma, pria
limite, quando alcuno lo arresta)
8 9che il paterno comando gentil, venite fra queste porte. Duchessa Scena ottava
al Duca la stringesse. È senza orgoglio in voi bellezza, Ah! parla! Interno della casa di Miller.
è senza fasto in voi grandezza; Due porte laterali; una mette nella stanza di
Rodolfo ma pur modesta siccome bella Rodolfo Miller, l’altra a quella di Luisa; accanto alla
(O me perduto!) nacque la rosa ad olezzar, M’astringe un padre spietato prima pende una spada ed una vecchia assisa
la pudibonda romita stella di fallo non mio a chieder perdono... da soldato; nel prospetto l’ingresso ed una
Walter è destinata a sfolgorar. finestra, da cui scorgesi parte della chiesetta.
Fra l’armi estinto quel guerrier canuto, Duchessa Odonsi per le montagne e le vallate circostanti
il nome, ed il retaggio Duchessa Che intendo! grida e rimbombo di strumenti da caccia.
a lei ne resta, a lei cui man d’amica (nella più viva commozione)
porge l’augusta donna Congiunti!... amici miei!... Rodolfo Cacciatori
che preme il trono di Lamagna. Il varco Sì vaga, sì eccelsa consorte Sciogliete i levrieri... spronate i destrieri...
s’apre a te della corte! Walter a me destinata il cielo non ha... allegra, gioconda la caccia sarà...
Nobil signora... Si cingan le selve... snidiamo le belve...
Rodolfo (la Duchessa gettasi amorosamente fra le sue Duchessa la preda è sicura sfuggir non potrà...
Ambiziose braccia) Ah! spiegati.
voglie non alimento Bella nepote, il mio Rodolfo implora
in cor, t’è noto! l’onor di favellarti. Rodolfo Scena nona
Io la bandita caccia Ad altra m’avvince la sorte... Luisa, quindi Miller.
Walter intanto affretterò. M’udisti?
In questo debil core (piano al figlio; ad un suo cenno tutti partono Duchessa Luisa
trema che il guardo mio non scenda. con esso: Rodolfo e la Duchessa rimangono Ad altra! (accostandosi alla finestra)
soli) Nol veggo... allontanarsi dalla caccia
Rodolfo Rodolfo e qui venir promise.
Io voglio Rodolfo Giurai! (entra Miller e si getta sopra una seggiola)
a te scoprirlo... (È d’uopo O padre mio!
(odonsi lieti suoni) al suo cuor generoso Duchessa Che fu? Sembri agitato!
fidarsi appien.) Duchessa... Ad altra!
Walter Miller
Taci... È la Duchessa! Duchessa Rodolfo Il mio timore
Duchessa tu m’appelli! Pietà! non era vano... Sei tradita!
Rodolfo Federica son io... non ho cessato (sorgendo)
O padre! per te d’esserla mai!... Deh! la parola amara
Se la sorte cangiò, io non cangiai. perdona al labbro mio... Luisa
Walter Potea seguirti all’ara, lo?... Come?...
Incontro ad essa Dall’aule raggianti di vano splendore mentir dinanzi a Dio? Narra...
moviam; quindi le nozze al tetto natio volava il desir... Prima d’offrirti un core
chiederne a te s’aspetta... Là dove sorgeva dal vergin mio core che avvampa d’altro amore, Miller
la prima speranza, il primo sospir! la destra mia traffiggerlo Sembianza e nome
Rodolfo a’ piedi tuoi saprà! colui mentì!
E credi?... E speri?... Rodolfo
Degl’anni primieri le gioie innocenti Duchessa Luisa
Walter con me dividesti, divisi con te... Arma, se vuoi, la mano, Carlo? Fia ver?
Obbedisci... Son leggi i miei voleri! Le pene segrete degl’anni più ardenti in sen mi scaglia il brando...
(traendolo per mano all’incontro della or deggio svelarti, prostrato al tuo piè. M’udrai, crudele, insano, Miller
Duchessa) te perdonar spirando. Del Conte
Duchessa Ma da geloso core di Walter figlio, qual comanda il padre,
Deh! sorgi, Rodolfo... Tu sembri turbato!... non aspettar favore; egli a stringer s’appresta
Scena settima amor sprezzato è furia splendide nozze.
Rodolfo che perdonar non sa!
Coro Non giova negarlo, pur troppo lo sono. (partono da vie opposte) Luisa
Quale un sorriso d’amica sorte, Ria menzogna è questa.
10 11Esser non puote... Miller Walter Rodolfo
Ahi, sciagurato!... Puro amor l’amore abbietto E potresti, o genitore?...
Miller E chi sottrarci all’ira di venduta seduttrice?
Dal castello io vengo... potrà del Conte! Laura, Contadini
giunta è la sposa... Luisa, Rodolfo, Miller Ei suo figlio!...
Luisa Ah!
Luisa Io gelo!... (Luisa cade fra le braccia del padre: Rodolfo Walter
Taci! snuda la spada) Arretra, insano!
Uccider vuoi tua figlia? Rodolfo Odi prima...
(solennemente) Rodolfo
Miller A me soltanto e al cielo La vita mi donasti! Rodolfo
Un seduttore arcan tremendo è manifesto! Arcano (ripone il ferro) Udir non vo’.
accolse dunque il tetto mio? che, da me rivelato, a piè cadermi Lo rimembra... t’ho pagato
(aggirandosi per la stanza pieno d’ira, trovasi farebbe... il Conte! ora il dono! Walter
dinanzi alla sua vecchia divisa) Ambo in ceppi.
Per questa Luisa Miller (accennando Miller e Luisa agli Arcieri)
d’onore assisa, che il mio petto un giorno Alcun s’avanza... (che ha posto Luisa su una sedia)
coprì, vendetta io giuro!.. È desso! A me portasti Rodolfo, Laura, Contadini
Rodolfo grave insulto!... Io fui soldato!... Ah!
Luisa (che va veso la soglia) Trema...
(spaventata) Mio padre! Miller
Padre! Luisa Disumano!
Luisa O Dio!
Ah!... son perduta! Luisa
Scena decima Miller (cadendo alle ginocchia di Walter)
Rodolfo e detti. Miller Mi ribollisce Al tuo piè...
Egli?... Egli stesso? nelle vene il sangue ancor...
Rodolfo Miller
(ancor sulla soglia, donde ha udito l’ultima Walter (rialzandola)
parte della scena precedente) Scena undicesima Ardiresti? Prostrata!... No.
Luisa, non temer... Walter e detti.
(Miller fa un passo per andargli incontro, la figlia Miller Fra i mortali ancora oppressa
si frappone avanzandosi) Rodolfo Tutto ardisce non è tanto l’innocenza
Non furo Tu, signor, fra queste soglie!... padre offeso nell’onor! che si vegga genuflessa
bugiarde le promesse A che vieni? d’un superbo alla presenza.
di questo labbro... Il velo, Walter A quel Dio ti prostra innante
ben veggo, è tolto: ma cangiato il nome, Walter Folle! or or ti pentirai de’ mortali punitor,
è sempre il cor lo stesso. A che? Nol rese dell’audacia!... Olà? non a tal che ha d’uom sembiante,
lo spavento che vi coglie e di belva in petto il cor.
Miller assai chiaro, assai palese?
Che intendi tu?... Del mio dritto vengo armato Scena dodicesima Rodolfo
a stornar colpevol tresca. Accorre un drapello di Arcieri, seguito da molti Foco d’ira è questo pianto...
Luisa Contadini e da Laura, e detti. Cedi... cedi all’amor mio...
Ahimè! Miller, Luisa Non voler quel nodo infranto,
Che!... Arcieri che fra noi formava Iddio...
Rofolfo Signore?... Negro vel mi sta sul ciglio!...
(pone Luisa in ginocchio a piè di Miller e Rodolfo Luisa Ho l’inferno in mezzo al cor!...
prostratosi anch’esso, stringendo nella sua la L’accento scellerato Giusto ciel!... Un istante ancor son figlio!
destra di lei, esclama con passione) più dal labbro mai non t’esca! Un istante ho padre ancor!
Sono Puro amor ne infiamma il petto... Laura, Contadini
tuo sposo! Il padre testimone e Dio oltraggiarlo ad uom non lice. Che avvenne mai?... Walter
chiamo del giuramento. Tu piegarti, tu, non io,
12 13devi o figlio cieco, ingrato. Rodolfo ATTO SECONDO Laura
Il mio cenno, il voler mio Ah! pria che l’abbiano Intrigo Dove?...
è immutabil come il fato! quei vili in preda, il core
Fra il suo core e il cor paterno io le trapasso. Scena prima Luisa
frapponeste un turpe amor. (lanciandosi fra gli Arcieri, e mettendo la punta Interno della casa di Miller. Al castello...
(a Miller e Luisa) della spada sul petto di Luisa) Laura e Contadini, poi Luisa.
Non può il ciel, non può l’inferno Tutti
involarvi al mio furor! Walter Laura, Coro Wurm!
Uccidila. (accorrendo agitati)
Luisa Che tardi? Ah! Luisa, Luisa, ove sei?
(alzando al cielo gli occhi lacrimosi) Scena seconda
Ad immagin tua creata, Rodolfo Luisa Wurm e detti.
o Signore, anch’io non fui? O mio furore!... (uscendo)
E perché son calpestata Tutto tentai... non restami Chi m’appella? Voi certo recate Wurm
or qual fango da costui? che un infernal consiglio... tristo annunzio! (a Luisa)
Deh! mi salva... deh! m’aita... se crudo, inesorabile Ascoltarmi è d’uopo.
deh! non m’abbia l’oppressor! tu rimarrai col figlio! Laura (ai contadini che partono)
Il tuo dono, la mia vita (all’orecchio di Walter con terribile accento) Purtroppo! Uscite.
pria riprenditi, o Signor! Trema! Svelato agl’uomini
sarà dal labbro mio Coro Luisa
Laura, Contadini come giungesti ad essere E tu dèi (lo gelo!)
(Il suo pianto al pianto sforza!... Conte di Walter! ascoltarlo...
Il suo duolo spezza il cor!...) (esce rapidamente) Wurm
Luisa Il padre tuo!...
Arcieri Walter Parlate... parlate...
Obbedirlo a tutti è forza; Dio! Luisa
egli è padre, egli è signore! (sembra colpito da folgore) Laura, Coro Finisci.
Rodolfo... m’odi... arrestati... Al villaggio dai campi tornando
Walter (Tutto m’ingombra un gel!...) della roccia pel ripido calle, Wurm
(agli Arcieri) Costei lasciate... è libera... un fragor che veniasi accostando Langue in dura prigion.
I cenni miei si compiano. (convulso e pallido in volto, più della morte, a noi giunse dall’ima convalle:
cerca raggiungere il figlio) eran passi e minaccie di armati, Luisa
Rodolfo cui d’ambascia una voce frammista; Reo di che fallo?
(mettendosi avanti a Luisa col ferro sguainato) Laura, Contadini, Arcieri al ciglion della rupe affacciati
Da questo acciar svenato Fia ver!... ne colpì deplorabile vista! Wurm
cadrà chi temerario Crudi sgherri traenti un vegliardo Ei del Conte vassallo,
s’avanza... Luisa, Miller fra catene!... farlo d’oltraggi e di minacce segno
Pietoso ciel!... ardì! Grave il delitto,
Walter (gli Arcieri partono: Luisa cade in ginocchio Luisa grave la pena fia!
Forsennato!... mezzo svenuta: gli altri le accorrono d’intorno) Ah! mio padre!
(prende Luisa e la spinge fra gli Arcieri) Luisa
In me lo scaglia. Laura, Coro D’interrogarti
Fa cor. tremo!
Rodolfo
Oh rabbia! Laura, Coro Wurm
Se tratta è fra catene Havvi un Giusto, un Possente che il guardo Che val tacerlo?
la sposa mia, nel carcere tien rivolto sui miseri ognor! Sul canuto suo crin pende la scure.
giuro seguirla.
Luisa Luisa
Walter (rimasta oppressa dal cordoglio, scuotesi ad un Ah!... Taci... taci...
Ebbene, tratto, e s’incammina per uscire)
la segui. Oh! padre, oh padre mio!...
14 15Wurm (sorgendo con indignazione) Luisa vinta da cieco affetto
Eppure, Lo speri invano. Di te? spesso è ragion! Del senno empia il difetto
tu puoi salvarlo. pel figlio il padre! L’opra mia si compia...
Tu, puniscimi, o Signore, Wurm nulla cangiar mi debbe:
Luisa se t’offesi, e paga io sono, Acerba è la prova! esser pietoso crudeltà sarebbe.
Io!... Come? ma de’ barbari al furore
non lasciarmi in abbandono. Luisa
Wurm A scampar da fato estremo No. Scena quarta
A te m’invia innocente genitor, Wurm e detto.
l’offeso Conte: un foglio chieggon essi... a dirlo io fremo! Wurm
vergar t’impone, e prezzo della figlia il disonor. Duolmi!... Walter
ne fia lo scampo di tuo padre. Ebben?...
Wurm Luisa
Luisa Qui nulla s’attenta imporre al tuo core: Ed allora? Wurm
Un foglio! tu libera sei! Ti lascio. Tutte apprestai
(in atto di partire) Wurm della trama le fila.
Wurm Allora...
Scrivi! Luisa Walter
(accennando a Luisa una tavola, su cui v’ha Spietato! Luisa Oh! di’: Luisa?...
l’occorrente per iscrivere) E il misero vecchio? Mio padre?...
“Wurm, io giammai Wurm
(dettando) Wurm Wurm Come previdi già, vinta, conquisa
Rodolfo non amai... (freddamente) Fia salvo. da credulo spavento,
(Luisa guarda Wurm un istante, quindi abbassa L’udisti: egli muore! alle minaccie s’arrendea; per calle
gli occhi come rassegnata al sacrifizio e scrive) Luisa recondito qui tratta
Il suo lignaggio erami noto e volli Luisa Mercè. verrà.
stringerlo fra mie reti...” E libera io sono! (un sorriso diabolico spunta sul labbro di
(tocendosi convulsamente le mani, quindi si Wurm) Walter
Luisa accosta alla tavola e scrive) Ma il foglio?
E deggio? Il foglio è vergato. A brani, a brani, o perfido,
(lo dà a Wurm) il cor tu m’hai squarciato!... Wurm
Wurm Almen t’affretta a rendermi Compra man recarlo
Dêi Wurm (prorompendo) deve a Rodolfo: la vittoria è certa.
salvar tuo padre. (dopo aver letto) il padre sventurato.... Eppur dal primo assalto
(Luisa scrive.) Sul capo del padre, spontaneo lo scritto, Di morte il fero brivido qual poter vi respinse io non intendo!
“Ambizion mi vinse... Luisa, mi giura che all’uopo dirai! tutta m’invade omai...
tutto svanì... Perdona. Mi chiuda almeno i rai Walter
Ritorno al primo affetto. Luisa la man del genitore! Inatteso periglio!...
E di Rodolfo ad evitar gli sdegni Lo giuro. Del figlio una minaccia!... Ingrato figlio!...
come la notte regni Wurm
vieni, ed insieme fuggirem.” Wurm Coraggio: il tempo è farmaco L’alto retaggio non ho bramato
Un sol cenno ancor t’è prescritto. d’ogni cordoglio umano, di mio cugino, che sol per esso!...
Luisa di stringer la tua mano Ad ottenerlo, contaminato
Che!... Luisa speranza io nudro ancor. mi son pur troppo di nero eccesso!
lo t’odo. (escono)
Wurm Wurm
Scrivi. Wurm In punto feci del mio Signore
Al castello venirne dovrai, Scena terza nel palesarvi la mente ascosa!
Luisa ed ivi al cospetto di nobil signora Il castello: appartamenti di Walter. A me, cui sempre fidava il core,
E segnar questa mano accesa mostrarti di... Wurm. scovrì la scelta ei d’una sposa.
protrebbe l’onta mia? Walter
Egli delira; sul mattin degli anni
16 17Walter Wurm Walter Luisa
Timori nacquero in me ben tristi!... Oh me perduto! Qual tu chiedesti (Rea fucina d’empie frodi
qui fu condotta. son costor!)
Wurm Walter
Aver quel nodo figli potea!... Sol tu? Congiunto Duchessa Duchessa
non t’ha Satanno a’ miei destini?... Già! (sorgendo, s’accosta a Luisa)
Walter O meco incolume sarai, lo giuro, Luisa, m’odi.
Ad acquetarmi tu suggeristi o sul patibolo verrò con te. Walter Farmi puote un sol tuo detto
orribil mezzo! Non lo volesti? sventurata, o appien felice!
Wurm Non mentir!... Ma no, l’aspetto
Wurm (Più questo capo non è sicuro!... tu non hai di mentitrice!
Varcar dovea Potria del ceppo cadere a piè!) Scena sesta
l’irta foresta notturno il Conte... Vien la Duchessa... La Duchessa siede, cercando ricomporsi dal Luisa
Noi l’appostammo, e... (ad un segno di Walter si ritira) suo turbamento. Walter apre una porta segreta, (Chi soffrì maggior affanno!...)
donde esce Luisa, accompagnata da Wurm.
Walter Duchessa
Non seguir... Scena quinta Walter (prendendo Luisa per mano, ed affiggendole
Sento drizzarsi le chiome in fronte! La Duchessa e detto. Presentarti alla Duchessa avidamente lo sguardo negli occhi)
Tutto il mio sangue rabbrividir!... puoi, Luisa. Intendi? Ami tu?
Duchessa
Wurm Conte! Duchessa Luisa
È ver, che giova parlar d’evento (con sussiego) (Destin tiranno!)
cui notte eterna fra’ suoi misteri Walter Appressa! Amo.
ha già sepolto? Il detto mio confermo:
di Rodolfo nel sen, qual d’un infermo Wurm Duchessa
Walter il delirio, s’apprese (piano a Luisa) E chi? Chi?
Sepolto? amor che spento fia. Ti rammenta in qual periglio
è tuo padre! Luisa
Wurm Duchessa Wurm!
Spento Spento? Luisa (lndegno!)
il sire antico da’ masnadieri, (O mio terrore!...) (mostrandolo, Wurm s’inchina modestamente)
qual noi spargemmo, tutti han creduto... Walter (s’avanza)
Ed in breve. Duchessa
Walter Duchessa Ma Rodolfo?
Non tutti! Duchessa (Dolce aspetto!... Il volto, il ciglio...
(sorpresa e turbamento di Wurm) lo temo!... tutto spira in lei candore!) Luisa
Al rombo mio figlio accorse Fra noi venne
dell’armi nostre... Non era muto Walter Luisa sconosciuto... A qual disegno
ancor quel labbro!... Indarno, di Luisa il core (A costei sarà concesso io lo ignoro.
mai Rodolfo non ebbe; quanto il ciel m’avea promesso!)
Wurm d’altri è colei. Duchessa
Che intendo!... Ah! forse? Duchessa E non ottenne
Duchessa Par che manchi in te coraggio mai d’amor lusinghe, accenti
Walter Fia vero?... E chi potrebbe d’erger gl’occhi al mio sembiante! da Luisa?
In quel supremo, terribil punto attestarlo?
Walter nomava... Walter Luisa
Walter Ella nata in un villaggio!... (Quai momenti!)
Wurm Ella stessa.
Chi? Wurm Duchessa
Duchessa D’alta dama or tratta innante!... Di’.
Walter Ella!
Gli assassini!
18 19Luisa Duchessa già vi narrai. ed ella in suon angelico,
No, mai. Ebben? “amo te sol” dicea,
Rodolfo tal che sembrò l’empireo
Duchessa Luisa Mi giova aprirsi all’alma mia!...
(La speme in cor Lo stesso udirlo ancor! Ah! ...mi tradia!
mi si avviva!) da Luisa udrete ognor,
che alimento sol per esso Contadino
Luisa (accennando Wurm) Segreta e viva prece Scena ottava
(freme di gelosia) fido, immenso, ardente amor. a man giunte mi fece Wurm e detto.
(Esulta!) Luisa, onde recarlo
(Come celar le smanie a Wurm... Wurm
Duchessa del mio geloso amore? Di me chiedeste?
Parmi!... Ahimè, l’ingranto core Rodolfo
sì... cangiasti di colore!... più reggere non può!... E d’evitar la mia presenza... Rodolfo
Ah! che fia?... Non ingannarmi!... Se qui rimango, esanime Appressati.
Non tradir te stessa!... a’ piedi suoi cadrò!) Contadino Leggi.
Mi ripetè più volte. (gli porge il foglio, quando Wurm ha finito di
Luisa Duchessa Sospetto incerto di non so qual trama, leggere lo riprende)
(O cielo!...) (Un sogno di letizia e speme di mercede a voi m’han tratto. Ad entrambi è questa
par quel ch’io veggo e sento!)... ora di morte.
Walter Rodolfo
No, mai sì gran contento
(Oserebbe?) (gettandogli una borsa) Wurm
Quest’alma non provò!...
Esci. (Oh!)
Frena, mio core, i palpiti,
Duchesssa (il contadino si ritira)
o di piacer morrò.)
Parla! Olà? Rodolfo
(comparisce un servo) (presentandogli due pistole)
Wurm Walter, Wurm
Wurm. Scegliere
(lo gelo!) (notando la gioia che si manifesta in volto alla
(il servo parte) tu dêi.
Duchessa)
Oh! fede
Duchessa (Pinto ha di vivo giubilo Wurm
negar potessi agl’occhi miei!... Se cielo
Dell’arcano squarci o il manto, il sorridente viso! (cercando allontanarsi)
e terra, se mortali
se un arcano in sen tu chiudi. Fortuna in quel sorriso Signor...
ed angeli attestarmi
propizia balenò!...
volesser ch’ella non è rea, “mentite”
Luisa Ben io fermarla, e stringerne Rodolfo
io risponder dovrei “tutti mentite”...
Io... i’infido crin saprò) T’arresta...
(mostrando il foglio)
(in procinto di svelare il segreto) Son cifre sue! Tanta perfidia!... Un’alma Meco ad un punto solo,
(la Duchessa si ritira seguita da Walter; Wurm spento cadere al suolo
sì nera! sì mendace!...
Federica riconduce Luisa per l’uscio segreto) t’è forza.
Ben la conobbe il padre!... Io cieco, audace
Favella. (inarcando la pistola)
Osai!... Ma dunque i giuri,
le speranze, la gioia,
Walter Scena settima Wurm
le lagrime, l’affanno?
Si, per quanto Giardino pensile del castello. (Inferno, aiutami...)
Tutto menzogna, tradimento, inganno!
ami il padre!... Porta nel fondo che mette agli appartamenti di (fa qualche celere passo verso il fondo, e
Rodolfo. scarica la pistola in aria)
Quando le sere, al placido
Luisa Rodolfo viene precipitoso da un appartamento:
chiaror d’un ciel stellato,
(reprimendosi ad un tratto) ha il foglio di Luisa tra mani; un contadino lo
meco figgea nell’etere
(Il padre! segue. Scena nona
lo sguardo innamorato,
(gli sguardi di Walter e Wurm stanno immobili Accorrono da ogni parte Armigeri e Famigliari,
e questa mano stringermi
sopra Luisa) Rodolfo quindi Walter.
dalla sua man sentia,
Oh crudi!...) Il foglio dunque?
ah!...mi tradia...
Coro
Wurm Allor ch’io muto, estatico
Contadino Che avvenne? O ciel!
Via, che tardi? da’ labbri suoi pendea,
Io tutto
20 21Rodolfo Walter nemmeno al ciel potrei,
Codardo! Sperai... ché viver senza lei
(Wurm confondendosi tra i sopravvenuti, sarebbe inferno a me!
sparisce.) Rodolfo
L’ali ha viltade! Compiangimi!... Walter
Tradito m’ha colei! Quell’empio cor dimentica,
Coro quell’alma ingannatrice...
Orribile Walter che un dì sarai felice
d’ira vi splende il guardo!... Tradito!... promette il padre a te.
Walter Rodolfo Servi
Rodolfo!... A me t’affretta, Del genitor propizio
o morto! al senno v’affidate...
Rodolfo Nell’avvenir sperate:
Padre!... Walter eterno il duol non è.
No... vendetta! (Walter tragge seco Rodolfo: tutti li seguono)
Walter
Oh Dio! Rodolfo
Calmati... Come?
Rodolfo Walter
Ah! padre mio! Altre nozze attestino
(cade a’ suoi piedi) il tuo disprezzo ad essa!
Walter Rodolfo
Deh... sorgi... M’odi... Abbomino Che intendi?
il mio rigor crudele...
Abbia virtude un premio... Walter
Cedo: alla tua fedele All’ara pronuba
porgi la man. conduci la Duchessa.
Rodolfo Rodolfo
Che ascolto! lo?... Si, lo vo’... Lo deggio...
Tu vuoi?... Che parlo?... Ahimè, vaneggio!...
Walter Walter
Gioisci!... Rodolfo, non pentirti...
Rodolfo Rodolfo
Ah! stolto Ove mi sia non so!...
io diverrò!...
(s’aggira disperato per la scena) Walter
T’arrendi a me, tradirti
Coro il padre tuo, non può...
Qual smanie!
Rodolfo
Walter L’ara, o l’avello apprestami,
Figlio!... Nè pago sei? al fato io m’abbandono.
Non temo... Non desidero...
Rodolfo un disperato io sono!...
Pago?... Or la mia brama volgere
22 23ATTO TERZO Laura Miller Luisa
Veleno La novella Signoria con pompa (Quella calma è funesta!... Il cor mi serra E colpa amore?
sacra inaugura il Conte. non so qual rio presagio!...)
Scena prima (Luisa torna a scrivere) (Luisa che intanto ha piegato il foglio, ritorna Miller
Casa di Miller. La finestra è aperta, Ah! l’infelice ignori presso Miller) Cessa... Deh! cessa...
ed attraverso di essa vedesi il tempio, (sommessamente alle compagne) Che foglio è questo? (si allontana raccapricciato, e cade sopra una
internamente illuminato. qual rito nuzial s’appresta, e quale seggiola: quindi prorompe in lagrime, sorge
Luisa scrive presso una tavola, su cui arde una esser lo sposo debbe!... Luisa e, stretta la figlia per mano, le dice con parole
lampada: havvi sulla tavola medesima un cesto A sì crudele annunzio ella morebbe! Al suo destin prometti, rotte dal singhiozzo)
con frutta, ed una tazza colma di latte; in un se m’ami, o padre, che recato ei fia.
canto della stanza Laura ed altre paesane, che Laura, Contadine Di rughe il volto... mira... ho solcato...
mestamente contemplano Luisa. Sembra mietuto giglio Miller il crin m’imbianca l’età più greve...
da vomere crudel... (guarda fissamente Luisa, poi schiude il foglio L’amor che un padre ha seminato
Laura, Coro Un angiol, che in esiglio e legge) ne’ suoi tardi anni raccoglier deve...
(fra loro) quaggiù mandava il ciel! “Orribil tradimento Ed apprestarmi, crudel, tu puoi
Come in un giorno solo, ne disgiunse, o Rodolfo... un giuramento messe di pianto e di dolor?
come ha potuto il duolo più dir mi toglie... havvi dimora, in cui Ah! nella tomba che schiuder vuoi
stampar su quella fronte Scena seconda nè inganno può, nè giuro fia primo a scendere il genitor!
così funeste impronte? Miller e dette. aver possanza alcuna... ivi t’aspetto...
Sembra mietuto giglio come di mezzanotte udrai la squilla, Luisa
da vomere crudel... Miller vieni...” Ah! no, ti calma, o padre mio...
Un angiol, che in esiglio Luisa!... figlia mia!... (gli cade il foglio di mano) Quanto colpevole, ahimè, son io!...
quaggiù mandava il ciel! (Luisa gettasi nelle sue braccia) Sotto al mio piè il suol vacilla!... Non pianger... m’odi!
(resta un momento trambasciato e silenzioso,
Laura Laura indi volgesi a Luisa con voce tremula) Miller
(accostandosi a Luisa) Quel casto amplesso Quella dimora... Mancarmi sento!... Luisa...
O dolce amica, e ristorar non vuoi deh! non turbiam... sia testimon soltanto Quella dimora saria? Luisa
di qualche cibo le affralite membra? tra figlia e padre Iddio! Il foglio
(si ritira colle compagne) Luisa (facendolo in pezzi)
Luisa La tomba!
No. Miller (Miller inorridisce) lacero... annullo...
Pallida... mesta sei!... Perché t’invade si gran spavento?
Contadine Miller
Cedi... all’amistà cedi, Luisa... Luisa Miller Vuoi dunque...?
No, padre mio, Ah! sul mio capo un fulmin piomba!
Luisa tranquilla io son. Luisa
(sorgendo) Luisa Io voglio
La ripugnanza mia Miller La tomba è un letto sparso di fiori, per te, buon padre, restare in vita...
rispettate... lo imploro. (A questo labbro Del genitore, oh! quanto in cui del giusto la spoglia dorme;
più non s’appresserà terreno cibo! caro lo scampo a te costava!... Io tutto sol pei colpevoli, tremanti cori Miller
Già col pensier delibo da Wurm appresi. veste la morte orride forme; Fia ver?...
le celesti dolcezze!...) ma per due candide alme fedeli
(lo sguardo di lei ricorre involontariamente al Luisa la sua presenza non ha terror... Luisa
tempio) Tutto!... È dessa un angelo che schiude i cieli, La figlia, vedi, pentita
Il tempio, amiche, Miller ove in eterno sorride amor! al piè ti cade...
perchè splende cosi? All’amor tuo,
(le Contadine confuse guardansi l’una l’altra) per me rinunziasti. Miller Miller
Tacete? Figlia?... Compreso d’orrore io sono! No, figlia mia...
Luisa Figlia... e potresti... contro... te stessa!...
Contadine È ver. (Ma in terra!) Pel suicida non v’ha perdono!... Miller
Ignare (va lentamente verso la tavola) Sorgi... deh! sorgi... Qui sul mio cor...
siam. (la rialza, e se la stringe al seno con tutta
24 25l’effusione della tenerezza paterna) Scena terza per seguirmi agli altari Luisa
Rodolfo e detta. altra donna... (prorompendo in lacrime)
Luisa, Miller Piangi, piangi... il tuo dolore
Ah! in quest’amplesso l’anima obblia Rodolfo Luisa più dell’ira è giusto, ahi quanto!
quanti martiri provò finor!... (sommessamente) Che parli?... Ah dunque!... Oh, discenda sul tuo core
Riedi al castello, Rodolfo come balsamo quel pianto.
Luisa e sappia il padre mio che presto è il rito Invano Se concesso al prego mio
Però fuggiamo... qui rio periglio io qui l’attendo. attendon essi! è d’alzarsi fino a Dio,
mi cingerebbe... (il servo dileguasi) (percorre a gran passi la stanza, si strappa la otterrò che men funesto
(Prega! sciarpa e la spada, e la getta lungi da sé) de’ tuoi mali sia l’orror.
Miller Ben di pregare è tempo.) Addio
Sano consiglio!... (si trae dal seno un’ampolla, e ne versa il liquore spada su cui difender l’innocente Rodolfo
nella tazza. Luisa sorge, e vistosi Rodolfo e l’oppresso giurai!... Allo strazio ch’io sopporto
Luisa dinanzi trasalisce) Dio mi lascia in abbandono...
I lumi al sonno chiudi brev’ora... Hai tu vergato questo foglio? Luisa No, di calma, di conforto
ancor lontano è troppo il dì. (spiegandole sott’occhio la lettera scritta a O giusto ciel!.. Che hai? queste lagrime non sono...
Come s’appressi la nuova aurora Wurm: Luisa non può rispondere) Son le stille, il gel che piomba
noi partiremo. Ebbene?... Rodolfo dalla vôlta d’una tomba!...
L’hai... tu... vergato? Mi... si chiude... il... respir! Goccie son di vivo sangue
Miller (nel ripetere la domanda egli trema in tutta la che morendo sparge il cor.
Sì, figlia, sì. persona qual chi aspetta la sentenza di vita o di Luisa (l’oriuolo del Castello batte le ore. Rodolfo
(avviasi alla sua stanza, poscia ritorna, ed morte) Deh! qualche stilla stringe Luisa per mano)
abbraccia ancora una volta la figlia) ne suggi ancor... ti fia
Luisa ristoro... Donna, per noi terribile
Luisa, Miller (con lo sforzo d’un morente che proferisce (volendo nouvamente offrirgli la tazza) ora squillò!... suprema!...
Andrem, raminghi e poveri, l’ultima parola)
ove il destin ci porta... Sì!... Rodolfo Luisa
Un pan chiedendo agl’uomini Rodolfo Ah! quel che m’offre Rodolfo...
andrem di porta in porta... (cadendo su d’una seggiola) par che sappia l’infame!...
Forse talor le ciglia M’arde le vene, Rodolfo
noi bagnerem di pianto, le fauci... orrido foco... Una bevanda... Luisa Nel mendacio
ma sempre al padre accanto (accenna verso la coppa; Luisa la porge ad Rodolfo, e puoi scagliar si rea parola che non ti colga, oh trema!
la figlia sua sarà!... esso) contro la tua Luisa? Amasti Wurm?
Quel padre e quella figlia Amaro è questo nappo.
Iddio benedirà! (dopo aver bevuto) Rodolfo Luisa
(Miller entra nelle sue stanze) Ah! lungi, lungi Oh! calmati...
Luisa da me quel volto lusinghier... quegli occhi
Luisa Amaro?... in cui splende degli astri Rodolfo
(s’avvia lentamente all’opposto lato, quando la raggio più vivo e terso... Guai, se mentisci!... Guai!...
sua attenzione è richiamata dai sacri accordi Rodolfo fattor dell’universo, Pria che questa lampada
che partono dal tempio) Bevi! perché vestir d’angeliche sembianze si spenga, tu starai
Ah! l’ultima preghiera (Luisa beve: esso impallidisce, e volge altrove lo un’anima d’inferno? dinanzi a Dio!
in questo caro suol dove felice sguardo)
trassi la vita!... e dove (Tutto è compiuto!) Luisa Luisa
“T’amo” ei mi disse! Altrove E tacer deggio? Che? Spiegati...
domani pregherò! Luisa Deggio? parla...
(inginocchiasi. Intanto ch’ella è tutta immersa No...
in tacita preghiera, un uomo avvolto in lungo (silenzio terribile) Rodolfo Rodolfo
mantello si è fermato sulla porta; un famigliare T’arretra... In questi Con me bevesti
lo segue.) Rodolfo angosciosi momenti la morte!
Fuggir tu devi... pietade almen d’un infelice, ah! senti... (additando la coppa: Luisa accenna di cadere,
Altr’uomo t’attende per seguirti: attende
26 27egli la pone sovra una seggiola) Scena quarta Rodolfo
Al ciel rivolgiti, Miller e detti. Ah! tu perdona il fallo mio,
Luisa! e perdonato sarà da Dio...
Miller Ambo congiunge un sol destino...
Luisa Quai grida intesi?... Chi veggo, oh cielo!... me pure investe di morte il gel...
(dopo qualche momento sorge come animata Si, teco io vengo, spirto divino...
da un pensiero) Rodolfo insieme accogliere ne deve il ciel.
Tu dicesti Chi? L’assassino, misero, vedi
la morte?... Ah! d’ogni vincolo del sangue tuo!... Miller
sciolta per lei son io! O figlia, o vita del cor paterno,
Il ver disvelo... apprendilo... Miller ci separiamo dunque in eterno?
Moro innocente! Che disse?... Io gelo!... Di mia vecchiezza promesso incanto,
sogno tu fosti, sogno crudel!...
Rodolfo Luisa Non è più mio quest’angel santo...
Oh Dio!... Padre!... me lo rapisce invido il ciel!...
(Luisa muore)
Luisa Miller
Avean mio padre i barbari Luisa!...
avvinto fra ritorte... Scena ultima
ed io... Rodolfo Tutti gli altri Personaggi e detti.
Ma voglio a’ piedi
Rodolfo colui svenarti... Voci confuse
Finisci. (raccogliendo la spada) (di dentro)
Profondi gemiti fra queste porte!...
Luisa Luisa Che avvenne?...
Io misera... Rodolfo... arresta...
onde sottrarlo a morte... Già mi serpeggia... la morte... in sen... Walter
come quel mostro... intendimi... (Rodolfo getta la spada sulla tavola e corre a Spenta!
Wurm imponeva a me... Luisa) (che si è inoltrato per il primo)
il foglio scrissi.
Miller Donne
Rodolfo La morte!... ah!... dite... Dio di pietà!
Oh fulmine!... (si fanno intorno al cadavere di Luisa, presso il
Ed io t’uccisi!... Rodolfo quale è rimasto Miller in ginocchio, immoto e
Scampo non resta!... pallido più del cadavere istesso)
Luisa Un velen bevve!
Ahimè!... Rodolfo
Miller (scorto Wurm, ch’è rimasto sulla soglia, afferra
Rodolfo Figlia!... Un velen!... velocemente la spada e lo trafigge)
(cacciandosi le mani fra’ capelli, e col grido (colto da quell’ambascia che non ha parole, si A te sia pena, empio, la morte...
terribile della disperazione) slancia verso la figlia, che annoda le braccia al (a Walter)
Maledetto il di ch’io nacqui... collo paterno) La pena tua mira!
il mio sangue... il padre mio... (cade morto accanto a Luisa)
Fui creato, avverso Iddio, Luisa
nel tremendo tuo furor!... Padre... ricevi l’estremo... addio... Walter
mi benedici... o padre mio Figlio!
Luisa La man, Rodolfo... sento mancarmi...
Per l’istante in cui ti piacqui... più non ti scerno... mi cinge un vel. Tutti
per la morte che s’appressa, Ah! vieni meco!... Ah!... non lasciarmi... Ah!
d’oltraggiar l’Eterno, ah! cessa... Clemente accogliere... ne voglia... il ciel...
Mi risparmia un tanto orror...
28 29Il soggetto
Atto Primo
Amore
Quadro primo. In Tirolo nella prima metà del xvii secolo, sulla piazza di un villaggio.
Luisa ama, ricambiata, Carlo, un giovane che è però sconosciuto agli abitanti del luogo,
compreso Miller, padre di Luisa. Il vecchio soldato viene avvicinato dal cortigiano Wurm,
che è innamorato di Luisa e vorrebbe sposarla. Quando Miller dichiara di non voler
andare contro i sentimenti della figlia (“Sacra è la scelta di un consorte”), Wurm gli svela
che Carlo altri non è che Rodolfo, il figlio del conte di Walter. Quadro secondo. Nel castello
di questi, Wurm rivela l’amore segreto di Rodolfo al conte, ma quest’ultimo ha già deciso
di dare in sposa a Rodolfo, Federica, la duchessa sua nipote, e lo comunica al figlio. Egli,
rimasto solo con Federica, cui è legato da un antico affetto, le confessa la verità, senza
però ottenere dalla giovane, che è sinceramente innamorata di lui, la comprensione
sperata. Quadro terzo. L’azione si svolge in casa di Miller, il quale svela alla figlia l’inganno
di Rodolfo: ma questi, sopraggiunto, giura che il suo amore è sincero e, inginocchiatosi
davanti a Miller, dichiara Luisa sua sposa. Improvvisamente entra il conte che, accusando
Luisa di inganno, ordina che venga arrestata insieme al padre. Rodolfo, dopo aver
invano tentato di opporsi con ogni mezzo al padre, lo minaccia: se la fanciulla non verrà
immediatamente liberata, egli stesso rivelerà pubblicamente come il padre divenne
conte. Walter, disorientato e confuso, ordina la liberazione di Luisa.
Atto secondo
Intrigo
Quadro primo. Nella casa di Luisa, rimasta sola dopo l’arresto del padre, entra Wurm
che, annunciando come prossima l’esecuzione capitale di Miller, avendo osato snudare
la spada dinanzi al conte, propone alla fanciulla un baratto: la libertà del padre in
cambio di una lettera nella quale ella dichiari il suo amore per Wurm e confessi di aver
ingannato Rodolfo per interesse. La fanciulla, dopo un primo, sdegnato rifiuto (“Tu,
puniscimi, o Signore”), deve cedere e viene costretta da Wurm a seguirlo al castello per
31ripetere la confessione davanti al conte e alla duchessa. Quadro secondo. Nel castello, Walter
e Wurm ricordano come il conte sia giunto al potere assassinando il cugino (“L’alto
retaggio”); Wurm conferma che Rodolfo è al corrente dell’accaduto. Vengono quindi fatte
entrare le due donne e Luisa conferma, in un supremo sforzo, il contenuto della lettera.
Quadro terzo. Nell’appartamento di Rodolfo, al quale un contadino, pagato da Wurm, ha
consegnato la lettera di Luisa, Rodolfo esprime tutto il suo dolore per l’inganno subito
(“Quando le sere al placido”). Entra Wurm, convocato da Rodolfo, che lo sfida a duello:
ma Wurm si sottrae alla prova scaricando in aria la sua pistola e facendo così accorrere
il conte e i suoi servitori. Il conte suggerisce al figlio di vendicarsi del suo amore tradito
sposando Federica.
Atto terzo
Veleno
Quadro primo. In casa di Miller. Mentre si odono gli echi dei festeggiamenti nuziali per
Verdi sulle Alpi
Rodolfo e Federica, Luisa viene raggiunta dal padre, liberato dal carcere. La giovane
confessa la sua intenzione di togliersi la vita (“La tomba è un letto”), ma poi cede alle
preghiere del padre e gli promette di restare con lui (“Andrem, raminghi e poveri”).
di Cristina Ghirardini
Mentre Luisa, rimasta sola, continua a pregare, sopraggiunge Rodolfo che, senza farsi
notare, versa del veleno nella brocca d’acqua posta in tavola. Dopo aver chiesto a Luisa se
la lettera a Wurm fosse sua e aver ricevuto una risposta affermativa, Rodolfo beve l’acqua,
Emanuele Senici, in un articolo nella rivista «19th-Century Music», intitolato Verdi’s
e, dopo aver porto lo stesso bicchiere a Luisa, le rivela che entrambi sono destinati a
Luisa, a Semiserious Alpine Virgin,1 nell’esaminare le implicazioni della scelta di ambientare
morire. La giovane lo mette allora a conoscenza della verità: Rodolfo, disperato, assiste
la Luisa Miller in un villaggio alpino del Tirolo, ci invita ad evitare l’errore di ascoltare
Luisa nei suoi ultimi istanti di vita insieme al vecchio Miller. Quando la fanciulla spira,
l’opera avendo in mente Rigoletto. Se infatti Rigoletto, andato in scena poco più di un anno
entrano i contadini con Walter e Wurm, che viene trafitto dalla spada di Rodolfo prima
dopo, rappresenta un punto di arrivo nel tentativo di perseguire una “fusione dei generi”,
che anche questi cada esanime.
conciliando il serio e il comico (su sollecitazione delle idee di Hugo e della lettura di
Shakespeare), la Luisa Miller invece sembra dimostrare un uso molto più convenzionale
delle forme musicali, fedele alle soluzioni drammaturgiche sviluppatesi nella prima metà
dell’Ottocento. L’importanza di quest’opera, andata in scena al San Carlo di Napoli l’8
dicembre 1839, risiede altrove: il critico Abramo Basevi, contemporaneo del compositore,
le affidava un ruolo fondamentale nel percorso verdiano poiché essa inaugurava, a suo
parere, la seconda maniera, in cui alla celebrazione di eventi grandiosi, si sostituiva
la rappresentazione di individui ed emozioni. Senici ci invita pertanto ad un salutare
viaggio nei paesaggi alpini in cui sono ambientate varie opere italiane ottocentesche
e, mettendo in atto una preziosa indicazione metodologica dell’antropologo Clifford
Geertz, realizza una “descrizione densa” della Luisa Miller gettando luce sui suoi possibili
legami con altre esperienze teatrali ottocentesche.
Per quanto riguarda il dramma a cui Verdi attinge, Kabale und Liebe (1783) è tra le opere più
rivoluzionari di Schiller nel denunciare l’ipocrisia, la corruzione e la violenza della classe
dominante settecentesca, il servilismo dei sudditi che ritengono loro dovere obbedire ai
condizionamenti imposti e la cecità di una passione amorosa la quale, nel tentativo di
affermare il proprio ideale assoluto, porta alla catastrofe. Verdi suggerì per la prima volta
il soggetto a Cammarano in una lettera del 1846 e alcuni studiosi ritengono che, durante
il soggiorno parigino nel 1847, il compositore abbia assistito alla rappresentazione
del dramma nell’adattamento di Alexandre Dumas père, andato in scena l’11 giugno al
Théâtre Historique.
32 33Secondo Virginia Cisotti 2 nel dramma di Schiller lo stesso rapporto tra Ferdinand opere avevano avuto un notevole successo al San Carlo e nei teatri napoletani negli anni
(Rodolfo nella Luisa Miller) e Luise, prima ancora di essere ostacolato dal Presidente von immediatamente precedenti la Luisa Miller e Cammarano, attivo nel maggiore teatro
Walter e da Wurm, è minato dalle costrizioni morali a cui Luise accetta di sottoporsi. partenopeo come poeta e scenografo dal 1834 fino alla morte nel 1852, ebbe modo di
Figlia di un musico in pensione (Miller invece è un soldato nell’opera di Verdi), Luise occuparsi delle loro riprese.
non accetta la proposta di Ferdinand di fuggire insieme per non disonorare il nome La scena iniziale dell’opera con il coro “Ti desta, Luisa, regina de’ cori” per celebrare il
del padre. Miller, benché nel libretto di Cammarano affermi che “Sacra la scelta è d’un compleanno della giovane (avvenimento assente nel dramma di Schiller), seguito dal
consorte”, è in realtà contrario quanto Walter e Wurm al matrimonio di Luise con suono delle campane della vicina chiesa, richiama l’apertura sia della Sonnambula che
Ferdinand, perché appartenenti a ranghi sociali differenti. Quest’ultimo, travolto da una della Linda, dove la purezza del paesaggio alpino è metafora della casta moralità della
passione egoistica, risulta incapace di fare fronte alle iniquità del mondo in cui vive e il protagonista. Come nella Sonnambula, un ruolo di rilievo è affidato al clarinetto in
suo tentativo di intimidire il proprio padre, minacciandolo di rivelare il delitto che l’ha apertura dell’opera e in entrambi i casi il coro è nella tonalità di sol maggiore e in 6/8.
portato ad ottenere il ruolo che ricopre, viene facilmente scardinato dall’intrigo di Wurm. L’aria di Luisa “Lo vidi, e il primo palpito”, definita da Basevi “una romanza del soprano,
Se nel libretto Rodolfo sembra essere venuto a sapere del delitto per caso, nel dramma la quale meglio può dirsi cabaletta”, in due quartine di settenari, ricalca la struttura
di Schiller si presuppone che Ferdinand abbia una conoscenza diretta di come il padre dell’aria di sortita di Linda “O luce di quest’anima”, anch’essa non preceduta da un
sia diventato Presidente, dunque Ferdinand appare pienamente partecipe del mondo movimento lento. Inoltre Luisa utilizza uno stile di canto, definito da Basevi “canto
ipocrita e violento di cui Walter è a capo. staccato”, che richiama lo stile vocale impiegato da Donizetti e da Bellini per le sortite
Cammarano condensa i cinque atti del dramma in un libretto di tre, ciascuno con un titolo: delle loro eroine, rispettivamente nella Linda e nella Sonnambula, che come Luisa entrano
l’amore, l’intrigo, il veleno. Se i primi due atti del libretto corrispondono rispettivamente in scena cantando il proprio amore. Il nascondersi dell’amato sotto mentite spoglie, nel
al primo e secondo ed al terzo e quarto atto del dramma, l’ultimo atto del libretto racconta nostro caso Rodolfo che si presenta come il cacciatore Carlo (la sua identità sarà svelata
gli accadimenti dell’ultimo atto di Kabale und Liebe, dunque amplificando gli eventi che da Wurm), è anch’esso non insolito nell’opera semiseria. Pure Wurm, infine, appare sotto
portano alla catastrofe finale. Inoltre elimina alcuni personaggi, tra cui l’ambiziosa madre una nuova luce guardandolo da questa prospettiva: in una lettera del maggio 1849 Verdi
di Luise e il Maresciallo von Kalb, che viene presentato a Ferdinand come l’amante di Luise chiede a Cammarano di “conservare in tutta la parte di quest’ultimo quel certo non so
e contro cui egli si batte; trasforma Lady Milford (l’amante del duca a nome del quale il che di comico che servirà a dare maggior risalto alle sue finezze e alle sue scelleraggini”.
Presidente esercita il potere) nella duchessa Federica von Ostheim, amica di infanzia di In realtà ciò non avvenne e Wurm è un personaggio estremamente negativo, capace di
Ferdinand, e condensa gli accadimenti incentrando tutta la vicenda sulla protagonista. rompere l’idillio alpino non appena entra in scena, tuttavia non è da escludere che Verdi,
La cecità di Ferdinand è molto mitigata e Rodolfo appare come un amante disperato che in fase di preparazione, avesse pensato per lui al tipico ruolo di buffo dell’opera semiseria.
suscita la pietà dell’ascoltatore, che non può non commuoversi con lui nel momento in Il paragone con il genere semiserio dunque, osserva Senici, spiega l’ambientazione alpina
cui canta, nel secondo atto, “Quando le sere al placido”. Il libretto perde la sua carica di e connota in maniera particolare i personaggi, soprattutto la protagonista, ma sarebbe
contestazione sociale, per concentrarsi invece sull’amore contrastato dei due giovani un errore considerare la Luisa Miller un’opera semiseria: si tratta infatti di una vera e
protagonisti, tuttavia la sintesi di Cammarano è assai efficace e sfrutta alcune possibilità propria tragedia, i cui caratteri tuttavia appaiono più chiari se si tengono presenti altre
tecniche del melodramma per meglio definire i rapporti tra i personaggi. Si pensi agli “a esperienze teatrali europee.
parte” di Luisa e Federica nel confronto tra le due “rivali” nel secondo atto e alla terza scena Senici infatti vede in quest’opera un legame con il mélodrame francese, in particolare
del terzo atto, (nella quale sono sintetizzate le scene dalla seconda alla settima del quinto quello teorizzato da Gilbert Pixérécourt, uno dei più importanti autori di questo
atto del dramma): dopo che il padre ha dissuaso Luisa dal suicidio, facendo leva sull’idea che genere del teatro di parola della prima metà dell’Ottocento. Egli identifica una forma
l’“amor che un padre ha seminato / ne’ suoi tard’anni raccoglier deve”, si presenta Rodolfo, di mélodrame romantique nel quale gli eroi non sono più i “buoni” ma i “cattivi”. Una
il quale, evitando i penosi dialoghi nel dramma di Schiller con Miller e con Luisa, si limita a recensione milanese uscita nel «Barbiere di Siviglia» del 1834, in seguito ad una
chiederle “Hai tu vergato questo foglio” e in pochi endecasillabi “tutto è compiuto”. rappresentazione di Amore e raggiro di Schiller, mette in relazione il dramma con “quella
Il cambiamento della collocazione spazio-temporale della vicenda da parte di scuola satanica, che adesso pare sia appena da pochi giorni nata e cresciuta in Francia,
Cammarano, da una città della Germania nel Settecento (la contemporaneità in cui mercé l’opera di Hugo, Balzac e compagni”. Il mélodrame infatti fu la fonte da cui
viveva Schiller) a un villaggio nel Tirolo nel Seicento, è il dettaglio da cui parte l’analisi attinsero varie opere semiserie e in esso si faceva uso del “colore locale” come elemento
di Senici. Pare appunto che l’idea sia venuta al librettista, dato che in una lettera a Verdi indispensabile per caratterizzare azioni e personaggi. Non è dunque un caso se nelle
del 3 maggio 1849 giustifica la scelta di un villaggio come luogo dell’azione spiegando prime recensioni della Luisa Miller ci fu chi, come il critico Vincenzo Torelli, o lo stesso
che “ha giovato molto in un subietto nel quale a prima giunta l’intervento dei Cori Basevi, notò un cambiamento nello stile di Verdi, che faceva tesoro di esperienze fatte
pareva piuttosto impossibile che difficile”. Senici osserva che altrove Cammarano aveva oltralpe. Così infatti Torelli recensì la prima della Luisa Miller al San Carlo nella rivista
efficacemente inserito parti corali in vicende non ambientate in villaggi e a questo «L’omnibus»:
proposito suggerisce di riflettere sul legame tra eroine vergini e l’ambientazione
alpina di varie opere italiane rappresentate tra il 1820 e il 1860, tra cui La sonnambula Il Maestro, dopo di essere stato oltremonti, dopo avere studiate le leggerezze francesi,
di Bellini (Milano, Teatro Carcano, 1831) e Linda di Chamounix di Donizetti (Vienna, le combinazioni tedesche, la prosa diremmo armonica dei melodrammi parlati, e gli
accompagnamenti a rilievo o picchettati, ha voluto tentare il genere campestre a fronte
Kärntnertortheater, 1842), appartenenti al cosiddetto genere semiserio. Entrambe le
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