LINEE GUIDA PER LA GESTIONE DELL'EMERGENZA DA COVID-19 PER LE RESIDENZE SANITARIE ASSISTENZIALI NELLA REGIONE LAZIO - Ordine ...
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LINEE GUIDA PER LA GESTIONE
DELL’EMERGENZA DA COVID-19
PER LE RESIDENZE SANITARIE ASSISTENZIALI
NELLA REGIONE LAZIOrev.02
Linea Guida per emergenza COVID-19 in RSA 22 giugno 2020
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Premessa
La linea guida nasce sulla base delle esperienze maturate nel settore assistenziale e socio In collaborazione e con il
assistenziale degli autori e da un gruppo multidisciplinare di professionisti che, ognuno per il supporto della Federazione
proprio ambito di attività, ha collaborato con preziosi contributi alla redazione di un documento degli Ordini degli Ingegneri del
che ha la finalità di fornire una linea di indirizzo per le Residenze Sanitarie Assistite in relazione Lazio
all’emergenza legata al SARS-CoV-2.
I nostri ringraziamenti vanno a tutti i partecipanti al progetto che hanno donato il proprio tempo
e messa a disposizione la propria competenza, in un momento per tutti emotivamente e
professionalmente impegnativo, per creare un documento destinato ad essere distribuito
gratuitamente alle Residenze Sanitarie Assistite della Regione Lazio. Il nostro auspicio è quello
che la linea guida possa fornire una metodologia e degli esempi applicativi che, nel rispetto delle
indicazioni delle Autorità Competenti, possa permettere di ottimizzare gli sforzi organizzativi e
gestionali delle organizzazioni, nell’interesse dei lavoratori e, soprattutto, nell’ottica della
salvaguardia degli ospiti e nella tutela delle loro fragilità.
Siamo orgogliosi e felici che il documento sia stato scelto come base per la redazione del
Protocollo Nazionale per la Certificazione del processo di prevenzione e gestione delle
Emergenze Sanitarie in RSA da parte di un Ente di Certificazione di valenza internazionale quale
Bureau Veritas SpA, grazie anche alla collaborazione di Caterina Ledda.
Ancora grazie per aver condiviso lo spirito con cui è stata redatta la linea guida e per il contribuito
a realizzarla ai colleghi ed amici:
Dott.ssa Cristina Ancona
1
Responsabile Ufficio Qualità e Miglioramento Organizzativo - Fondazione Santa Lucia
Dott. Guido Lanzara
Clinical Risk Manager
Dott.ssa Loredana Locusta
1
Psicologa presso Servizio di Psicologia Area Residenziale Casa di Cura Merry House
Avv. Valentino Notarangelo
1
DPO Fondazione Santa Lucia
Dott. Antonio Terracina
1
Contarp- Direzione Generale INAIL
Dott.ssa Lucia Vecellio Reane
1
Dirigente Area Infermieristica Fondazione Santa Lucia
Dott. Marco Tramontano
1
Dirigente Area Riabilitativa Fondazione Santa Lucia
Bureau Veritas Italia SpA nella persona di Caterina Ledda
Health&Social Care Leader Certification Division Bureau Veritas Italia SpA
e in particolare a:
ing. Vitaliano Pascasi - Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Rieti
ing. Massimo Cerri - Vice Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Roma
oltre che per l’apporto ai contenuti, anche per l’impegno nella promozione del documento.
Dedicato ai nostri genitori
Ing. Lia Tozzi
Health, Safety & Environment manager, consulente, Auditor e Formatore settore Sanità,
membro commissione sicurezza Ordine degli Ingegneri di Rieti
Dott. In ing. Marco D’Orinzi
Consulente, Auditor e Formatore settore Sanità
1
Quanto contenuto in questo documento riflette l’opinione e l’esperienza professionale del singolo e non impegna
in alcun modo l’amministrazione/azienda di appartenenzarev.02
Linea Guida per emergenza COVID-19 in RSA 22 giugno 2020
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“Non stancatevi di sottolineare con la parola e con le azioni che la presenza e la
partecipazione degli anziani alla vita sociale è indispensabile per il buon
cammino di un popolo.”
Discorso del Santo Padre in occasione della Visita "ad Limina Apostolorum" dei Presuli della Conferenza Episcopale di Grecia, 05/02/2015rev.02
Linea Guida per emergenza COVID-19 in RSA 22 giugno 2020
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Indice del documento
1. PREMESSA........................................................................................................................................................6
2. SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE DEL DOCUMENTO ................................................................................7
3. ACRONIMI, TERMINI E DEFINIZIONI ..................................................................................................................7
4. CONTESTO AZIENDALE ..................................................................................................................................10
5. ADEGUAMENTO STRUTTURA ORGANIZZATIVA ............................................................................................11
6. CONSULTAZIONE E PARTECIPAZIONE ..........................................................................................................13
7. RISK MANAGEMENT .......................................................................................................................................14
7.1. SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO ......................................................................................................................14
7.2. RISCHIO CLINICO ..............................................................................................................................................14
8. PRECAUZIONI IGIENICHE PERSONALI ...........................................................................................................15
9. RIUNIONI, EVENTI INTERNI, INFORMAZIONE, FORMAZIONE E ADDESTRAMENTO ......................................16
10. SENSIBILIZZAZIONE E FORMAZIONE DEI RESIDENTI, VISITATORI E CAREGIVER.........................................18
11. GESTIONE INFRASTRUTTURE ........................................................................................................................19
11.1. GESTIONE LOCALI CHIUSI (AMBIENTI INDOOR).......................................................................................................19
11.2. GESTIONE MENSE, CUCINE E MAGAZZINI ALIMENTARI .............................................................................................19
11.3. GESTIONE SPAZI COMUNI .................................................................................................................................20
11.4. SANIFICAZIONE AMBIENTI DI LAVORO ..................................................................................................................20
11.5. GESTIONE STRUMENTI ED ATTREZZATURE ...........................................................................................................26
12. GESTIONE BIANCHERIA .................................................................................................................................27
13. RIFIUTI .............................................................................................................................................................29
14. GESTIONE VISITATORI ....................................................................................................................................30
14.1. TRATTAMENTO E PROTEZIONE DEI DATI DEI VISITATORI ...........................................................................................30
15. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE ....................................................................................................31
16. APPROVVIGIONAMENTO ................................................................................................................................34
16.1. GESTIONE DEI FORNITORI IMPATTANTI SULLA DIFFUSIONE DEL COVID-19 ................................................................34
16.2. FORNITORI DI ALIMENTI E INCARICATI DELLA RISTORAZIONE COLLETTIVA (BAR E CENTRI COTTURA) .................................35
16.2.1. GHP (BUONE PRASSI IGIENICHE) E GMP (BUONE PRASSI DI LAVORAZIONE) ...........................................................36
16.2.2. UTILIZZO DI DPI PER GLI ADDETTI ALLA PREPARAZIONE E SOMMINISTRAZIONE.........................................................36
16.3. ACQUISTI DI PRODOTTI E DPI .............................................................................................................................37
17. MODALITÀ DI INGRESSO/USCITA PERSONALE IN STRUTTURA ...................................................................38
17.1. TRATTAMENTO E PROTEZIONE DEI DATI DEL PERSONALE .........................................................................................38
18. GESTIONE DELL’OSPITE ................................................................................................................................40
18.1. INGRESSO DELL’OSPITE IN STRUTTURA ...............................................................................................................40
18.2. MONITORAGGIO DELLE CONDIZIONI DELL’OSPITE ..................................................................................................41
18.3. GESTIONE DEL PAZIENTE CON DISABILITÀ PSICHICA E NEUROLOGICA ........................................................................41
18.4. GESTIONE DI CASI SOSPETTI/PROBABILI/CONFERMATI COVID-19 .............................................................................41
18.5. GESTIONE DI DEFUNTI PER CUI NON SI POSSA ESCLUDERE POSITIVITÀ A SARS –COV- 2 .............................................43
18.6. INDICAZIONI RELATIVE ALL’INSORGENZA DI UN CLUSTER INFETTIVO ...........................................................................44
18.7. GESTIONE DEGLI OSPITI E DEGLI OPERATORI DURANTE LE ATTIVITÀ MOTORIE, COGNITIVE E SOCIO-EDUCATIVE...................44rev.02
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19. SORVEGLIANZA SANITARIA/MEDICO COMPETENTE/RLS.............................................................................45
19.1. MEDICINA OCCUPAZIONALE ..............................................................................................................................46
20. NORMATIVA E FONTI ISTITUZIONALI ..............................................................................................................47
20.1. PRIVACY - RISPETTO DELLA NORMATIVA SULLA PROTEZIONE DEI DATI ................................................47
21. MONITORAGGIO DELL’IMPLEMENTAZIONE DELLE MISURE ADOTTATE ......................................................49
21.1. MIGLIORAMENTO DELLE MISURE ADOTTATE ..........................................................................................................49
22. NORMATIVA E DOCUMENTI CONSIDERATI PER LA STESURA DEL DOCUMENTO .......................................50
23. ALLEGATI ........................................................................................................................................................54
ALLEGATO N. 01 – SWOT ANALYSIS ..............................................................................................................................54
ALLEGATO N. 02 – MODELLO AUTODICHIARAZIONE .............................................................................................................55
ALLEGATO N. 03 – AUTODICHIARAZIONE DELLE MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE ADOTTATE .............................................57
ALLEGATO N. 04 – VERBALE DI RIUNIONE COOPERAZIONE E COORDINAMENTO ........................................................................58
ALLEGATO N. 05 – COME LAVARSI LE MANI ......................................................................................................................60
ALLEGATO N. 06 – “5 PUNTI CHIAVE PER ALIMENTI SICURI” ..................................................................................................62
ALLEGATO N. 07 – INFORMATIVA PRIVACY AL PERSONALE _MISURE STRAORDINARIE COVID-19 ..................................................63
ALLEGATO N.08 – VADEMECUM SUI DISINFETTANTI ............................................................................................................64rev.02
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1. PREMESSA
Il virus SARS-CoV-2 è stato identificato dopo essere stato segnalato a Wuhan, in Cina, a dicembre 2019. Nella prima
metà del mese di febbraio l'International Committee on Taxonomy of Viruses (ICTV), che si occupa della designazione
e della denominazione dei virus (ovvero specie, genere, famiglia, ecc.), ha assegnato al nuovo coronavirus il nome
definitivo: "Sindrome respiratoria acuta grave coronavirus 2" (SARS-CoV-2). Sempre nella prima metà del mese di
febbraio (precisamente l'11 febbraio) l'OMS ha annunciato che la malattia respiratoria causata dal nuovo coronavirus
è stata chiamata COVID-19. La nuova sigla è la sintesi dei termini CO-rona VI-rus D-isease e dell'anno d'identificazione,
2019.2
Il SARS-CoV-2, responsabile di una malattia chiamata COVID-19, colpisce principalmente il tratto respiratorio inferiore
e provoca una serie di sintomi simil-influenzali, tra cui febbre, tosse, dispnea, dolore muscolari e stanchezza; nei casi
più gravi può verificarsi una polmonite, una sindrome da distress respiratorio acuto, sepsi e shock settico, fino ad
arrivare in particolar modo in soggetti anziani e con concomitanti malattie (cardiovascolari, respiratorie o metaboliche,
quali il diabete) al decesso del paziente.
L’emergenza coronavirus si fa sentire con gravità anche nelle RSA (le Residenze sanitarie assistite) dove vivono a stretto
contatto tra loro e con il personale che le assiste, persone con disabilità, con gravi patologie neurologiche e anziane.
Pertanto è in questo contesto che si evidenzia un maggiore rischio per:
• i residenti, in quanto “Gli anziani e le persone affette da patologie neurologiche, croniche e da disabilità sono
una popolazione particolarmente fragile nello scenario epidemiologico attuale. L’età media dei pazienti
deceduti e positivi a COVID-2019 è 81 anni, circa 20 anni superiore a quella dei pazienti che hanno contratto
l’infezione. Circa il 60% dei malati di COVID-19 ha un’età superiore a 60 anni. Inoltre, il 95% dei decessi
avviene in persone con più di 60 anni e con patologie di base multiple. Pertanto, nell’ambito delle strategie di
prevenzione e controllo dell’epidemia da virus SARS CoV-2 è necessaria la massima attenzione nei confronti
di tali gruppi di popolazione. Tuttavia, nelle strutture residenziali sociosanitarie sono ospitati anche soggetti
con patologie croniche, affetti da disabilità di varia natura o con altre problematiche di salute; anche queste
persone sono da considerarsi fragili e potenzialmente a maggior rischio di evoluzione grave se colpite da
COVID-19.” in accordo a quanto riportato nel documento ISS COVID-19 n°4/2020 “Indicazioni ad interim per
la prevenzione e il controllo dell’infezione da SARS-COV-2 in strutture residenziali sociosanitarie” del
17/04/2020.
• il personale, con particolare riferimento agli operatori sanitari e al personale di assistenza (incluso il personale
addetto alle pulizie) per via dell’esposizione a rischio.
Allo stato attuale delle conoscenze i coronavirus umani, tra cui i SARS-CoV-2, si trasmettono da una persona infetta a
un’altra attraverso:
• grandi particelle respiratorie (droplets > 5 μm);
• per contatto diretto o indiretto;
• trasmissione aerea tramite aerosol (particelle < 5 μm) e legata alla eliminazione fecale, ma che non sono state
ancora del tutto chiarite.
L’OMS identifica il motore principale del nuovo coronavirus SARS-CoV-2 nel contatto con casi sintomatici (persone
che hanno contratto l’infezione e hanno già manifestato i sintomi della malattia). La possibile trasmissione del virus da
persone infette ancora asintomatiche è comunque ritenuta, allo stato delle conoscenze attuali, possibile. 3
In particolare, per quanto riguarda la contaminazione ambientale, potenziale modalità di contagio indiretta, l’evidenza
emersa da precedenti studi sui coronavirus mostra che questo particolare gruppo è più stabile nell’ambiente degli altri
virus con envelope. 4
È quindi necessario porre in atto tutte le misure essenziali a limitare la trasmissione ambientale del virus e adottare tutte
le precauzioni da contatto necessarie:
2
http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus aggiornato al 22 aprile 2020
3
https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/trasmissione-prevenzione-trattamento aggiornato al 25/04/2020
4
Wolff MH, Sattar SA, Adegbunrin O, Tetro J. Environmental survival and microbicide inactivation of coronaviruses. In: Schmidt A, Weber O,
Wolff MH, eds. Coronaviruses with Special Emphasis on First Insights Concerning SARS. Basel: Birkhäuser Basel; 2005. p. 201-12.rev.02
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• limitare l’esposizione;
• igienizzare correttamente delle mani;
• utilizzare correttamente i dispositivi medici e i DPI;
• sanificare le superfici e gli ambienti.
2. SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE DEL DOCUMENTO
La linea guida ha lo scopo di organizzare le indicazioni emanate dagli Enti e dalle Istituzioni per la prevenzione e il
controllo dell’infezione da SARS-COV-2 nelle Residenze Sanitarie Assistite (RSA).
I contenuti della stessa NON sono da ritenersi applicabili ad RSA COVID-19 (RSA destinate a pazienti COVID che non
necessitino di cure ospedaliere) e devono ritenersi integrativi e NON sostitutivi di eventuali altri documenti emanati dalle
Autorità.
Il documento è rivolto al personale di Direzione delle RSA, ai Risk Manager operanti nel settore e agli operatori sanitari,
socio assistenziali e assistenziali.
Il documento è stato utilizzato da Bureau Veritas Italia SpA come base per l’elaborazione del Protocollo Nazionale per
la Certificazione del processo di prevenzione e gestione delle Emergenze Sanitarie in RSA.
3. ACRONIMI, TERMINI E DEFINIZIONI
ACRONIMI
CoViD-19 Corona Virus Disease – anno di diffusione
DPI Dispositivi di Protezione Individuale
DUVRI Documento Unico di Valutazione dei Rischi Interferenziali
DVR Documento di Valutazione dei Rischi
ECDC ECDC - European Centre for Disease Prevention and Control
FMEA Failure Mode and Effect Analysis
GDPR Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (UE) 2016/679
GHP Good Hygiene Practice (buone prassi igieniche)
GMP Good Manifacturing Practice (buona pratica fabbricazione)
HACCP Hazard Analysis Critical Control Point
ICA Infezioni correlate all’assistenza
INAIL Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro
ISS Istituto Superiore di Sanità
OMS Organizzazione Mondiale della Sanità
PAICA Piano Aziendale per il controllo delle Infezioni Correlate all’Assistenza
PARM Piano Aziendale Risk Management
RLS Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza
RLST Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale
RSP Rifiuti Sanitari Pericolosi a rischio infettivo
RSPP Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione
SARS CoV-2 Sindrome Acuta Respiratoria Grave Coronavirus 2rev.02
Linea Guida per emergenza COVID-19 in RSA 22 giugno 2020
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DEFINIZIONI
1. Una persona con infezione respiratoria acuta (insorgenza improvvisa di almeno
uno tra i seguenti segni e sintomi: febbre, tosse e difficoltà respiratoria)
e
senza un'altra eziologia che spieghi pienamente la presentazione clinica
e
storia di viaggi o residenza in un Paese/area in cui è segnalata trasmissione locale
durante i 14 giorni precedenti l’insorgenza dei sintomi;
Definizione di caso sospetto di oppure
COVID-19 che richiede 2. Una persona con una qualsiasi infezione respiratoria acuta
l’esecuzione di test diagnostico e
Circolare Ministero della Salute che è stata a stretto contatto con un caso probabile o confermato di COVID-19
n.7922 del 09/03/2020 nei 14 giorni precedenti l’insorgenza dei sintomi;
oppure
3. Una persona con infezione respiratoria acuta grave (febbre e almeno un
segno/sintomo di malattia respiratoria – es. tosse, difficoltà respiratoria)
e
che richieda il ricovero ospedaliero (SARI)
e
senza un'altra eziologia che spieghi pienamente la presentazione clinica.
Un caso sospetto il cui risultato del test per SARS-CoV-2 è dubbio o inconcludente
Definizione di “caso probabile”
utilizzando protocolli specifici di Real Time PCR per SARS-CoV-2 presso i
Circolare Ministero della Salute
Laboratori di Riferimento Regionali individuati o è positivo utilizzando un test pan-
n.7922 del 09/03/2020
coronavirus.
Il contatto stretto di un caso probabile o confermato è definito come:
• una persona che vive nella stessa casa di un caso di COVID-19;
• una persona che ha avuto un contatto fisico diretto con un caso di COVID-
19 (per esempio la stretta di mano);
• una persona che ha avuto un contatto diretto non protetto con le
secrezioni di un caso di COVID-19 (ad esempio toccare a mani nude
fazzoletti di carta usati);
• una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso
di COVID-19, a distanza minore di 2 metri e di durata maggiore a 15
minuti;
• una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio aula, sala
riunioni, sala d'attesa dell'ospedale) con un caso di COVID-19 per almeno
Definizione di “contatto stretto” 15 minuti, a distanza minore di 2 metri;
Circolare Ministero della Salute • un operatore sanitario od altra persona che fornisce assistenza diretta ad
n.7922 del 09/03/2020 un caso di COVID-19 oppure personale di laboratorio addetto alla
manipolazione di campioni di un caso di COVID-19 senza l’impiego dei
DPI raccomandati o mediante l’utilizzo di DPI non idonei;
• una persona che abbia viaggiato seduta in aereo nei due posti adiacenti,
in qualsiasi direzione, di un caso di COVID-19, i compagni di viaggio o le
persone addette all’assistenza e i membri dell’equipaggio addetti alla
sezione dell’aereo dove il caso indice era seduto (qualora il caso indice
abbia una sintomatologia grave od abbia effettuato spostamenti all’interno
dell’aereo, determinando una maggiore esposizione dei passeggeri,
considerare come contatti stretti tutti i passeggeri seduti nella stessa
sezione dell’aereo o in tutto l’aereo).
Il collegamento epidemiologico può essere avvenuto entro un periodo di 14
giorni prima dell'insorgenza della malattia nel caso in esame.
Un caso con una conferma di laboratorio per infezione da SARS-CoV-2, effettuata
Definizione di “caso
presso il laboratorio di riferimento nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) o
confermato” Circolare
da laboratori Regionali di Riferimento che rispondano ai criteri indicati nell’Allegato
Ministero della Salute n.7922
3 della Circolare Ministero della Salute n° 7922/2020, indipendentemente dai segni
del 09/03/2020
e dai sintomi clinici.
Chi, a livello familiare o professionale, presta assistenza a un malato, specialmente
Caregiver
terminalerev.02
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DEFINIZIONI
Partecipazione
Coinvolgimento nel processo decisionale
Rif. ISO UNI 45001:2018
Consultazione
Ricerca di pareri prima di prendere decisioni
Rif. ISO UNI 45001:2018
Persona od organizzazione che può influenzare, essere influenzata, o percepire se
Stakeholders stessa come influenzata, da una decisione o attività. Ad esempio: Clienti,
(Parti interessate) proprietari, persone di un'organizzazione, fornitori, banchieri, autorità in ambito
Rif. ISO EN UNI 9000:2015 legislativo, sindacati, partner o collettività che possono comprendere concorrenti
o gruppi di pressione contrapposti.
Attività di pulizia: quelle che riguardano il complesso di procedimenti ed operazioni
Pulizia
atti a rimuovere polveri, materiale non desiderato o sporcizia da superfici, oggetti,
D.M.274/1997
ambienti confinati ed aree di pertinenza.
La pulizia è un procedimento atto a rimuovere polveri, materiale non desiderato o
sporcizia da superfici, oggetti, ambienti chiusi (generalmente indicati con il termine
inglese indoor), ed è quindi l’operazione che consente di rendere le superfici
Pulizia visibilmente pulite combinando l’azione di prodotti chimici con azioni meccaniche
Rapporto ISS CoViD-19 (es. strofinamento, frizione, effetto di trascinamento). I prodotti per la pulizia
n.20/2020 del 14/05/2020 possono includere sapone liquido, detergenti enzimatici e detersivi che hanno lo
scopo di rimuovere il materiale organico (es. sporco, fluidi corporei ecc) e di
sospendere il grasso e l’olio. Nella scelta dei detergenti devono essere privilegiati
prodotti neutri (pH tra 6-8) e facilmente solubili in acqua calda ed acqua fredda.
Attività di disinfezione: quelle che riguardano il complesso dei procedimenti ed
Disinfezione
operazioni atti a rendere sani determinati ambienti confinati ed aree di pertinenza
D.M.274/1997
mediante la distruzione o inattivazione di microrganismi patogeni.
La disinfezione s’intende il complesso di procedimenti e operazioni atti a sanificare
determinati ambienti mediante la distruzione o inattivazione di microrganismi
Disinfezione
patogeni. I disinfettanti servono solo per la disinfezione dopo la pulizia e non sono
Rapporto ISS CoViD-19
sostituti della pulizia, a meno che non si tratti di prodotti disinfettanti-detergenti
n.20/2020 del 14/05/2020
combinati. Prima della disinfezione, utilizzare un prodotto di pulizia per rimuovere
tutto il materiale organico e lo sporco.
Attività di disinfestazione: quelle che riguardano il complesso di procedimenti e
operazioni atti a distruggere piccoli animali, in particolare artropodi, sia perché
Disinfestazione
parassiti, vettori o riserve di agenti infettivi sia perché molesti e specie vegetali non
D.M.274/1997
desiderate. La disinfestazione può essere integrale se rivolta a tutte le specie
infestanti ovvero mirata se rivolta a singola specie.
Attività di derattizzazione: quelle che riguardano il complesso di procedimenti e
Derattizzazione operazioni di disinfestazione atti a determinare o la distruzione completa oppure la
D.M.274/1997 riduzione del numero della popolazione dei ratti o dei topi al di sotto di una certa
soglia.
Attività di sanificazione che riguardano il complesso di procedimenti e operazioni
atti a rendere sani determinati ambienti mediante l'attività di pulizia e/o di
Sanificazione
disinfezione e/o di disinfestazione ovvero mediante il controllo e il miglioramento
D.M.274/1997
delle condizioni del microclima per quanto riguarda la temperatura, l'umidità e la
ventilazione ovvero per quanto riguarda l'illuminazione e il rumore.
Sanificazione
La sanificazione è l’insieme dei procedimenti e operazioni atti ad igienizzare
Rapporto ISS CoViD-19
determinati ambienti e mezzi mediante l’attività di pulizia e di disinfezione.
n.20/2020 del 14/05/2020
Sindrome di esaurimento emotivo, di depersonalizzazione e derealizzazione
Burn-Out personale, che può manifestarsi in tutte quelle professioni con implicazioni
relazionali molto accentuate.
L’isolamento di coorte consiste nel collocare, nella stessa stanza, pazienti con la
Isolamento di coorte
stessa infezione
Attività svolte sulle salme finalizzata a curarne l’aspetto quali, ad esempio, lavaggio,
Tanatocosmesi
taglio delle unghie, dei capelli, della barba e tamponamento.rev.02
Linea Guida per emergenza COVID-19 in RSA 22 giugno 2020
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4. CONTESTO AZIENDALE
Le strutture territoriali denominate Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) sono strutture di accoglienza
(temporanea o permanente) per persone non autosufficienti, anche anziane. Queste strutture offrono a tali persone,
che non necessitano di ricovero in Ospedale o in Centri di riabilitazione, prestazioni sanitarie ed assistenziali e
prestazioni di recupero funzionale e di prevenzione dell'aggravamento del danno funzionale.
Le RSA possono essere pubbliche, private e private accreditate con il Servizio Sanitario Regionale (SSR) e
contrattualizzate con le Aziende sanitarie locali del territorio su cui insistono.
• RSA Intensiva rivolta a persone gravemente compromesse necessitanti di elevata tutela sanitaria con
continuità assistenziale (ventilazione meccanica assistita, nutrizione enterale / parenterale protratta, in stato
vegetativo, in coma prolungato, ecc.).
• RSA Estensiva rivolta a persone con bisogno di elevata tutela sanitaria, necessitanti di stabilizzazione clinico-
funzionale con l’obiettivo del rientro al domicilio del paziente o il passaggio al livello di mantenimento.
• RSA Estensiva per disturbi cognitivo comportamentali gravi rivolta a persone affette da demenza nelle fasi in
cui il disturbo mnesico è associato a disturbi gravi del comportamento e dell’affettività che richiedono
trattamenti di ri-orientamento e tutela personale in ambiente protetto.
• RSA di Mantenimento rivolta a persone con necessità di lungo assistenza a media tutela sanitaria. Queste
RSA, a seconda della maggiore o minore intensità assistenziale richiesta dall’ospite, sono articolate in RSA:
mantenimento Alto e mantenimento Basso.5
Le RSA comunque, indipendentemente dalla tipologia, ospitano persone con diversi livelli di fragilità e che di
conseguenza hanno maggiore probabilità di contrarre gravi forme di malattia (decorso clinico più severo di COVID-19).
Per ogni RSA, in riferimento alla gestione dell’emergenza da SARS-CoV-2, al fine di consentire un’analisi completa di
rischi e opportunità, che tenga conto di tutti i fattori interni ed esterni che impattano sull’organizzazione, deve essere
condotta un’analisi del contesto che tenga conto dei punti di forza e di debolezza dell’organizzazione aziendale, in
riferimento alla gestione dell’emergenza legata all’insorgenza e alla diffusione del COVID-19, e alle minacce e
opportunità di miglioramento delle prestazioni provenienti dall’interazione con l’esterno.
Fattori interni da considerare, che possono essere classificati come punti di forza o di debolezza della struttura,
possono essere ad esempio individuati: considerando le infrastrutture (tipologia degli edifici, spazi, impianti ecc.), le
competenze delle persone in merito alla gestione del rischio (clinico e salute e sicurezza sul lavoro) con particolare
riferimento al COVID 19 ed il grado di governance dei processi.
Fattori esterni da considerare, dai quali possono derivare minacce o opportunità, possono consistere ad esempio nella
presenza di cluster nell’area di riferimento, nell’evoluzione della normativa di riferimento, nei rapporti con strutture
similari e con gli enti di controllo o nella reperibilità sul mercato dei DPI e dei prodotti da utilizzare per la sanificazione.
Un esempio di analisi di contesto, realizzata con la SWOT Analysis è riportata in allegato 1 al presente documento.
Comunque, al di là della metodologia adottata per l’analisi del contesto, la struttura deve far fronte e gestire, con le
modalità di seguito descritte, le minacce interne quali ad esempio, l’inadeguatezza della cultura aziendale in materia di
prevenzione e contenimento delle infezioni correlate all’assistenza e una cultura aziendale legata alla prevenzione e
contenimento del rischio.
Nell’analisi del contesto è opportuno focalizzare l’attenzione ed individuare in maniera documentata le parti interessate
(stakeholders) nell’attuazione dei diversi processi organizzativi ed assistenziali e definirne bisogni ed aspettative in
termini di comunicazione e di attivazione di canali che possano permettere di valorizzare il contributo delle persone
nella definizione delle misure di prevenzione e protezione. È, inoltre, necessario condividere con gli stekeholders le
strategie e gli obiettivi finalizzati ad aumentare la consapevolezza del rischio e la promozione di adeguati comportamenti
anche a livello individuale.
5
sito internet ASL ROMA 1 aggiornato al 02 maggio 2020 e allegato C del DCA 8/2011 e s.m.i. Regione Laziorev.02
Linea Guida per emergenza COVID-19 in RSA 22 giugno 2020
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5. ADEGUAMENTO STRUTTURA ORGANIZZATIVA
Nell’ambito della RSA, ad integrazione della struttura organizzativa di base, sono istituiti i seguenti Comitati, che
dovranno collaborare strettamente potendo eventualmente essere integrati, e che hanno la finalità di tenere sotto
controllo i processi e, con specifico riferimento alla gestione dell’emergenza COVID 19, prevenire il rischio di insorgenza
e contagio:
• Comitato per l’applicazione e la verifica dei contenuti del “Protocollo condiviso di regolamentazione delle
misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID-19 negli ambienti di lavoro”.
Detto comitato deve avere una connotazione multidisciplinare e prevedere la presenza dei
Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS/RLST) e, ove presenti, delle rappresentanze
sindacali.
Laddove, per la particolare tipologia di impresa e per il sistema delle relazioni sindacali, non si desse
luogo alla costituzione di comitati aziendali, verrà istituito, un Comitato Territoriale composto dagli
Organismi Paritetici per la salute e la sicurezza, laddove costituiti, con il coinvolgimento degli RLST e dei
rappresentanti delle parti sociali. Si ritiene opportuna la partecipazione del Datore di Lavoro o di un suo
delegato, del RSPP, del MC e di altre funzioni ritenute necessarie dall’organizzazione (es. preposto,
addetto alle emergenze, ecc.).
Tutte le attività del Comitato devono essere verbalizzate, comunicate alle parti interessate e conservate.
• Comitato di Controllo delle Infezioni Correlate all’Assistenza (CCICA) che si occupa di definire la strategia
di lotta contro le infezioni, di verificare l’effettiva applicazione dei programmi di sorveglianza e controllo e
la loro efficacia e di curare la formazione culturale del personale operante sotto il controllo
dell’organizzazione.
Nell’ambito di tale comitato, che assicura il contatto con le Autorità Sanitarie Locali, deve essere:
o Nominato formalmente il presidente del CCICA (referente sanitario per il COVID-19, figura richiesta
dal Rapporto COVID-19 n.04/2020 dell’Istituto Superiore di Sanità). Il referente sanitario per il
COVID-19 deve collaborare, ove non coincida, con la figura del Risk Manager, con il Medico
Competente di struttura e con le autorità locali;
o Specificata la nomina del CCICA con estensione alla gestione del COVID-19;
o Data evidenza della formazione di tutti i membri del gruppo multidisciplinare e/o CCICA in merito alle
modalità di prevenzione e contenimento del COVID 19.
Le strutture dei comitati devono essere rese note a tutto il personale e disponibili alle parti interessate rilevanti, quali
Enti di Controllo, caregiver, parenti ecc. (ad esempio mediante pubblicazione sul sito internet aziendale, comunicazione
documentale ai caregiver, comunicazione documentale al comitato di partecipazione ecc.).
Al fine di gestire eventuali emergenze di natura psicologica, che richiedono competenze e piani di azione specifici, non
delegabili ad altre figure professionali, è opportuno strutturare all’interno della RSA una specifica Unità di Supporto
Psicologico che intervenga su più fronti:
• fornire supporto psicologico alla persona ricoverata in RSA;
• fornire supporto psicologico da remoto alla famiglia della persona che abita la RSA, accompagnando la
persona verso un riequilibrio tra realtà interna (paure ed emozioni) e realtà esterna riferita;
• garantire l’iter comunicativo efficace tra persona che abita la RSA e la propria famiglia, con supervisione
dell’attività da parte degli Educatori professionali interni alla struttura;
• fornire supporto psicologico agli operatori della RSA, al fine di prevenire il burnout e, qualora siano
identificati campanelli di allarme tra gli operatori, utilizzare strumenti di rilevazione con caratteristiche di
attendibilità e validità;
• organizzare attività di supervisione psicologica per tutti gli operatori di struttura RSA, individuale e di
gruppo (con modalità da remoto), con una maggiore attenzione ai Coordinatori di Area. In tali momenti,
si dovrà lavorare nel mantenere il focus sulla normalizzazione delle risposte emotive.
Nell’ambito dell’organizzazione devono essere adottate delle misure volte a prevenire la diffusione del contagio
mediante la riduzione dei contatti sociali nell’ambito delle RSA. Alcune di queste misure possono consistere:rev.02
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• nella richiesta dell’esclusività delle prestazioni del personale a partita IVA o part time, sospendendo dal servizio
chi non possa garantirla;
• nell’impedimento della rotazione del personale fra diverse strutture sanitarie anche se facenti parte di uno
stesso gruppo;
• nella ridotta esposizione del personale sanitario qualora si riscontri un caso sospetto o positivo COVID 19,
attraverso l’assegnazione di operatori dedicati all’assistenza del paziente e all’ottimizzazione delle attività al
letto del paziente (vedi capitolo 18);
• nella suddivisione della struttura in nuclei o aree operative separate con personale sanitario dedicato (la
creazione di gruppi autonomi distinti e riconoscibili consente una più agevole tracciabilità in caso di necessità)
e l’attuazione di piani di continuità operativa in caso di contagio e isolamento domiciliare del personale. La
predisposizione dei turni del personale dovrà essere effettuata in accordo a quanto sopra riportato;
• nella pianificazione di attività di riabilitazione, educazione terapeutica e laboratori all’interno dei nuclei o aree
operative individuate all’interno della struttura assicurando la presenza di personale dedicato;
• nell’impedire o limitare in casi di effettiva necessità gli spostamenti del personale tra i nuclei o aree operative;
• nella sospensione di trasferte e viaggi di lavoro nazionali e internazionali del personale operante nella struttura;
• nell’incentivazione, ove possibile, delle ferie e dei congedi retribuiti per i dipendenti, nonché gli altri strumenti
previsti dalla contrattazione collettiva;
• nella promozione del lavoro “agile” (smart-working), ove e nella misura in cui lo stesso sia applicabile (ad
esempio, per gli impiegati amministrativi), effettuando anche la rotazione del personale d’ufficio;
• nell’adottare orari differenziati e flessibili che possano favorire il distanziamento sociale e prevenire il rischio di
assembramenti all’ingresso, all’uscita e all’interno degli spazi comuni (ad esempio spogliatoi);
• nel promuovere misure specifiche per disciplinare e/o disincentivare l’uso del mezzo pubblico o l’aggregazione
sociale in merito agli spostamenti per raggiungere il posto di lavoro e tornare a casa (per esempio condivisione
della stessa autovettura);
• nell’impedire o contingentare l’ingresso alla struttura di visitatori, caregiver, fornitori, ecc., come descritto nel
seguito del documento;
• nel facilitare la video-comunicazione con parenti e caregivers.
L’organizzazione dei luoghi di lavoro deve garantire un livello adeguato di protezione a tutti i lavoratori operanti sotto il
controllo dell’organizzazione, anche con le misure di gestione degli ambienti di lavoro finalizzate a garantire la distanza
interpersonale di un metro e, ove ciò non sia possibile, mediante utilizzo di Dispositivi di Protezione Individuale.rev.02
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6. CONSULTAZIONE E PARTECIPAZIONE
6
I termini di consultazione (termine con il quale si intende: “ricerca di pareri prima di prendere decisioni” ) e
partecipazione (termine con il quale si intende: “coinvolgimento nel processo decisionale”7), più volte richiamati nelle
disposizioni emanate per l’emergenza da COVID-19, si riferiscono ai lavoratori, ai Rappresentanti dei Lavoratori la
Sicurezza (RLS) e agli RLS Territoriali (RLST) e per certi aspetti (ad esempio nel comitato COVID-19) alle rappresentanze
sindacali presenti nei luoghi di lavoro e, per le piccole imprese, alle rappresentanze territoriali come previsto dagli
accordi interconfederali.
Il processo di consultazione e partecipazione degli RLS/RLST è un processo “essenziale” per la gestione degli aspetti
di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro all’interno di una qualsiasi organizzazione indipendentemente dalle dimensioni
e dal contesto in cui essa opera, proprio per la “centralità” del lavoratore nell’ambito dell’organizzazione che può
condividere le proprie proposte sulla base della propria esperienza e conoscenza.
Pertanto, il Datore di Lavoro con la collaborazione del RSPP, Medico Competente e, considerata la specificità della
struttura e della situazione emergenziale, della Direzione Sanitaria e dei membri del CCICA deve consultare gli
RLS/RLST, con le modalità ritenute opportune, per la gestione degli aspetti afferenti all’emergenza da COVID-19 e
almeno nei seguenti casi:
• valutazione dei rischi (consultazione preventiva e tempestiva);
• individuazione, programmazione, realizzazione e verifica delle attività di prevenzione;
• organizzazione delle attività formative;
• identificazione degli stakeholder (parti interessate rilevanti), interni ed esterni, e delle relative esigenze ed
aspettative;
• definizione dei controlli da applicare nel caso di appalti e forniture;
• modalità di comunicazione da adottare.
A tal proposito, al fine di dimostrare l’avvenuta consultazione e partecipazione, l’organizzazione deve
acquisire/predisporre tutta la documentazione ritenuta necessaria (mail, verbali di riunione, ecc.) che deve essere
conservata e, ove necessario, messa a disposizione degli organismi di vigilanza e di eventuali enti o soggetti preposti
alle attività di controllo.
La consultazione e partecipazione dei lavoratori, con specifico riferimento agli RLS (o, ove non istituiti agli RLST) è
garantita anche attraverso l’istituzione e le attività del comitato di cui al precedente capitolo.
6
fonte UNI 45001:2018
7
fonte UNI 45001:2018rev.02
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7. RISK MANAGEMENT
7.1. SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO
Il rischio COVID-19 rappresenta un rischio biologico “generico”, per il quale occorre adottare misure uguali per
tutta la popolazione.8
Nel contesto delle RSA il rischio biologico assume un profilo “specifico” connesso all’attività degli operatori sanitari,
degli addetti alle pulizie e riconducibile in ogni caso alla presenza degli impianti (ad esempio, gli impianti di
climatizzazione).
Partendo dal presupposto che il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) di una RSA deve includere la valutazione
del rischio biologico, in questa situazione emergenziale, è comunque opportuno, per assolvere agli obblighi di cui
all’art.17 e 28 del D.lgs.81/08 e s.m.i, predisporre un documento “specifico ed integrativo” al DVR stesso in cui sia
analizzato l’impatto del virus SARS CoV-2 nell’ambito della RSA e siano indicate tutte le misure ritenute opportune per
prevenire il contagio, identificate previa consultazione degli RLS o RLST, in linea con gli aggiornamenti legislativi di
riferimento e lo stato di avanzamento della situazione emergenziale.
7.2. RISCHIO CLINICO
Le misure di prevenzione e protezione volte a prevenire e/o ridurre il rischio di insorgenza o diffusione del virus
SARS CoV-2 e della malattia ad esso correlata COVID-19, definite nel DVR devono essere congruenti ed integrate con
quelle definite nei documenti di gestione del rischio clinico PARM (Piano Aziendale Risk Management) e PAICA (Piano
Aziendale per il controllo delle Infezioni Correlate all’Assistenza) redatti nell’ambito delle attività afferenti al rischio clinico.
I pericoli e i rischi in quest’ambito, con specifico riferimento al rischio legato all’insorgenza e alla potenziale diffusione
della malattia COVID-19, possono essere valutati con metodologie quali la FMEA (Failure Mode Effect Analysis), con gli
esiti di audit clinici ed analisi di potenziali cluster, eventi avversi o eventi sentinella verificatisi nella struttura o in strutture
similari.
A partire dal PAICA 2021, la Direzione Sanitaria, direttamente o per il tramite del CCICA, ove presente, dovrà dare
adeguata evidenza delle risultanze delle indagini epidemiologiche condotte a qualsiasi titolo (non solo per l’emergenza
COVID-19), nonché delle specifiche misure di prevenzione e monitoraggio adottate per il contenimento del SARS-CoV2
e di tutti i batteri MDR (Multi Drug Resistant), con particolare riguardo alle infezioni da enterobatteri resistenti ai
9
carbapenemici (CRE).
Le azioni di adeguamento e miglioramento adottate dalla struttura dovranno essere congruenti con quanto definito
dalla Regione Lazio per le RSA nel documento Azioni di Fase IV.
8
D.P.C.M del 26/04/2020 e Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus
COVID-19 negli ambienti di lavoro
9
Ordinanza Regione Lazio n° Z00034 del 18.04.2020rev.02
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8. PRECAUZIONI IGIENICHE PERSONALI
Indipendentemente dall’emergenza da SARS CoV-2 il personale sanitario, di assistenza e il personale alimentarista
durante l’orario di servizio deve:
• rimuovere orecchini, collane, anelli, bracciali, orologio e qualsiasi altro dispositivo non necessario
all’erogazione della prestazione assistenziale, in quanto, possono essere contaminati da materiale biologico
e costituire un vettore per virus e batteri favorendone la diffusione anche al di fuori degli ambienti sanitari (ad
esempio, la collana che entra in contatto con materiale biologico durante l’igiene dell’ospite). L’utilizzo degli
anelli, inoltre, non assicura un’efficace igiene delle mani neanche applicando le procedure di lavaggio indicate
dal Ministero della Salute; si dovrebbe procedere ad una separata igienizzazione con perdite di tempo,
maggiori costi e consumo di prodotti attualmente (vedi gel igienizzante) poco reperibile sul mercato;
• curare la barba e mantenere i capelli in ordine;
• mantenere le unghie corte (pareggiate fino all’attaccatura) e prive di smalto. Le unghie lunghe, così come le
unghie finte possono danneggiare i guanti ed altri DPI forniti in dotazione, costituire un punto di accumulo di
materiale biologico e, quindi, un vettore per virus e batteri;
• gestire correttamente gli abiti da lavoro e i DPI.
Il mancato rispetto di tali semplici disposizioni può invalidare l’efficacia di tutte le altre misure messe in campo
dall’organizzazione e incrementare il rischio per sé stessi, gli ospiti e tutte le persone con cui si hanno dei contatti.
Allo scopo di permettere il rispetto delle precauzioni igieniche personali la struttura deve rendere disponibili:
• idonee attrezzature (ad esempio, negli spogliatoi: armadietti a doppio scomparto che possano garantire la
separazione fra abiti personali ed indumenti da lavoro),
• dotazione dei servizi igienici con dispenser di sapone, gel alcolico igienizzante, carta asciugamani,
• gel alcolico igienizzante nelle postazioni maggiormente accessibili al personale (ad esempio, nelle infermerie,
sui carelli delle medicazioni, ecc.)
I dispenser di prodotti detergenti o di gel alcolico igienizzante devono essere accessibili a tutti i lavoratori e devono
essere collocati in punti segnalati e facilmente individuabili (soprattutto ad inizio e fine percorso).rev.02
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9. RIUNIONI, EVENTI INTERNI, INFORMAZIONE, FORMAZIONE E ADDESTRAMENTO
L’organizzazione deve fornire un’informazione adeguata, che tenga conto delle mansioni e del contesto lavorativo,
in merito alle misure adottate, e che il personale deve rispettare, e rispetto al corretto utilizzo dei Dispositivi di Protezione
Individuali finalizzato alla prevenzione di ogni possibile forma di contagio. A tale scopo possono essere utilizzate mailing
list per la diffusione di comunicazioni, cartellonistica e depliants informativi, newsletter, intranet aziendale, sito internet
aziendale, ecc.
Non sono consentite le riunioni in presenza. 10 Le riunioni devono essere svolte preferibilmente in modalità “a
distanza”. Considerata la peculiarità delle attività, tale disposizione non può essere sempre osservata (si pensi ad
esempio alle riunioni di equipe o agli interventi di emergenza). Qualora si verificasse la necessità di effettuare riunioni in
presenza, deve essere ridotta al minimo la partecipazione degli operatori e, successivamente, deve essere eseguita
una regolare pulizia dei locali utilizzati. Qualora non fosse possibile assicurare il mantenimento delle distanze (almeno
un metro), il personale dovrà indossare la mascherina chirurgica e dovrà essere disponibile gel igienizzante per le mani.
È comunque raccomandato al personale di prestare attenzione alle precauzioni da adottare (ad esempio: non
scambiarsi oggetti quali telefoni cellulari, penne, ecc.; e, ove ciò avvenga, provvedere alla sanificazione degli stessi e
delle mani. Si ricorda che l’utilizzo dei guanti NON sostituisce l’igiene delle mani.
Sono sospesi e annullati tutti gli eventi interni e ogni attività di formazione in modalità in aula (anche quella
obbligatoria), anche se già programmati. È possibile qualora l’organizzazione aziendale lo permetta, effettuare la
formazione a distanza, anche per i lavoratori per i quali è stato attivato il lavoro in modalità “agile” (smartworking). 11
Il personale sanitario e di assistenza è già in possesso di formazione in merito all’utilizzo dei DPI e, ove previsti, anche
addestrato all’uso dei DPI di terza categoria (ad esempio, filtranti facciali), in quanto esposto a rischio biologico. Ciò
nonostante, considerata la situazione emergenziale e l’utilizzo di kit specifici di DPI, lo stesso deve essere formato
rispetto alle procedure di vestizione e svestizione dei DPI.
Tutto il personale sanitario e di assistenza, compresi gli addetti alle pulizie, deve ricevere una formazione specifica sui
principi di base della prevenzione e controllo delle ICA, con particolare attenzione alle precauzioni standard e alle
modalità di prevenzione della trasmissione dell’infezione da SARS COV-2, specialmente all’igiene delle mani e alla
protezione delle vie respiratorie.
Tutto il personale alimentarista addetto alla preparazione o somministrazione dei pasti, compresi il personale dei fornitori
addetti alla ristorazione collettiva, bar, ecc, deve ricevere una formazione specifica sui pericoli legati al SARS-CoV-2 in
ambito alimentare e una sensibilizzazione al rispetto delle GHP (Good Hygiene Practies), alle regole di igiene personale
e lavaggio mani, all’utilizzo dei DPI, al rispetto e mantenimento dei cibi a temperatura controllata, ove applicabile, e alla
prevenzione della contaminazione crociata.
Nel caso in cui le attività di pulizia o di gestione degli alimenti siano effettuate da fornitori esterni all’organizzazione, le
evidenze dell’effettuazione della formazione devono essere gestite in accordo a quanto riportato al capitolo 16.1 del
presente documento.
I programmi di formazione devono prevedere almeno i seguenti contenuti:
• precauzioni standard: igiene delle mani e etichetta respiratoria;
• precauzioni per contatto e droplets nell’assistenza di casi sospetti/confermati per COVID-19: guanti,
mascherina chirurgica, occhiali di protezione/visiera, camice monouso; stanza di isolamento;
• precauzioni per via aerea nel caso in cui nella struttura si eseguano procedure che possono generare aerosol
nell’assistenza di casi di COVID-19;
• infezione da SARS-CoV-2 e malattia COVID-19, con particolare attenzione a caratteristiche del virus e
modalità di trasmissione, epidemiologia, presentazione clinica, diagnosi, trattamento e procedure da seguire
in presenza di un caso sospetto o probabile/confermato;
10
D.P.C.M del 26/04/2020 e Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del
virus COVID-19 negli ambienti di lavoro
11
D.P.C.M del 26/04/2020 e Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del
virus COVID-19 negli ambienti di lavororev.02
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• utilizzo di DPI appropriati in relazione alla valutazione del rischio e corretta esecuzione delle procedure di
vestizione e svestizione;
• buone pratiche di sicurezza nell’utilizzo di aghi e taglienti;
• smaltimento sicuro dei rifiuti;
• gestione appropriata della biancheria e degli effetti letterecci;
• sanificazione ambientale;
• comportamenti da attuare nei momenti di pausa e riunioni, al fine di ridurre la eventuale trasmissione del virus;
• disinfezione delle attrezzature.
Il personale addetto alla preparazione e somministrazione degli alimenti deve essere sensibilizzato in accordo a quanto
indicato al successivo capitolo 16.1.1.
Ove possibile, le attività di formazione possono essere svolte in modalità “a distanza” per una durata di 2 ore,
prevedendo video-tutorial su aspetti pratici, quali, ad esempio, pratiche corrette per l’igiene delle mani e per la vestizione
e svestizione dei dispositivi e DPI. Possono essere anche utilizzati i video tutorial predisposti dall’organizzazione oppure,
verificandone prima la corrispondenza con le procedure definite all’interno dell’organizzazione stessa, utilizzando quelli
messi a disposizione dall’Istituto Superiore della Sanità di cui al seguente link:
http://www.regione.lazio.it/rl_sanita/?vw=contenutiDettaglio&id=374
Altri strumenti di formazione sono messi a disposizione, ove costituiti, dai rispettivi ordini professionali (ad esempio,
FNOPI per gli infermieri).
Il datore di lavoro deve, inoltre, assicurare adeguata e costante informazione a tutti le parti interessate per quanto di
competenza, con particolare riguardo a:
• l’obbligo di rimanere al proprio domicilio in presenza di febbre (oltre 37.5°) o altri sintomi influenzali e di
chiamare il proprio Medico di Medicina Generale e l’Autorità sanitaria;
• la consapevolezza e l’accettazione del fatto di non poter fare ingresso o di poter permanere in azienda e di
doverlo dichiarare tempestivamente laddove, anche successivamente all’ingresso, sussistano le condizioni di
pericolo (sintomi di influenza, temperatura, provenienza da zone a rischio o contatto con persone positive al
virus nei 14 giorni precedenti, etc.) in cui i provvedimenti dell’Autorità impongono di informare il Medico di
Medicina Generale e l’Autorità sanitaria e di rimanere al proprio domicilio;
• l’impegno a rispettare tutte le disposizioni delle Autorità e del datore di lavoro nel fare accesso in azienda (in
particolare, mantenere la distanza di sicurezza, osservare le regole di igiene delle mani e tenere comportamenti
corretti sul piano dell’igiene);
• l’impegno a informare tempestivamente e responsabilmente il datore di lavoro della presenza di qualsiasi
sintomo influenzale durante l’espletamento della prestazione lavorativa, avendo cura di rimanere ad adeguata
distanza dalle persone presenti;
• l’aggiornamento in merito alle disposizioni legislative e alle misure adottate dall’organizzazione, mediante
l’attento studio di tali disposizioni e la loro puntuale applicazione.
Devono essere previsti momenti di ascolto e confronto tra gli operatori che possono essere gestiti con sportelli di
ascolto, con la raccolta documentale dei suggerimenti o segnalazioni e con incontri, da effettuare da remoto o con le
misure previste per le aggregazioni di più persone. Momenti di confronto da cui possono emergere sentimenti di
preoccupazione, spunti di miglioramento per le procedure, best practices per l’assistenza. Le segnalazioni emerse
devono essere verbalizzate e riesaminate con il comitato CCICA e la Direzione della RSA al fine di individuare attività di
miglioramento suggerite “bottom-up” e eventuali difficoltà di attuazione delle misure intraprese. La condivisione dei
successi e dei fallimenti può portare ad individuare nuovi elementi utili all’aggiornamento dell’analisi di contesto
consentendo una rivalutazione dei rischi e una conseguente ri-pianificazione della strategia aziendale.Puoi anche leggere