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Hashtag Magazine Direttore Responsabile
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Indice
#MAG / Comune di Limbiate
Giampiero Filella
Redazione
Nika Antico Editore
Chiara Tricarico Univers Edizioni
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E. direttore@hashtagmagazine.it Angela Pinetti
ANTONIO ROMEO
INTERVISTA LIMBIATE PINZANO Primo cittadino
AL PRIMO CITTADINO UN’AREA RITROVATA
ANTONIO DOMENICO
ROMEO
Sono lieto di presentarvi questa pubblicazione realizzata con l’intento di dare vita
ad un prodotto che valorizzi la storia del nostro territorio e della nostra città. L’idea
4 6 12
è quella di presentare Limbiate attraverso un viaggio tra i quartieri, ciascuno con
le proprie vicende, le proprie ricchezze artistiche e culturali, le proprie curiosità.
Nei capitoli che seguono scopriamo una Limbiate del passato e ripercorrendone
la storia possiamo cogliere le tracce della sua costante evoluzione. Vediamo la
MOMBELLO, INTERVISTA AL DOTTOR IL CENTRO CITTADINO, trasformazione dei luoghi che ci hanno descritto genitori e nonni nei loro racconti
UNA RICCHEZZA LEONARDO CALDARINI UN INCONTRO TRA o di cui sentiamo spesso parlare e allo stesso tempo pensiamo ai progetti che
STORICA DA SCOPRIRE IL PASSATO prenderanno vita in futuro, ai cambiamenti che verranno e alle nuove sfide che la
E IL PRESENTE
nostra comunità è pronta ad accogliere.
Attraverso questo percorso prendiamo consapevolezza delle nostre radici e
comprendiamo – con un certo orgoglio – l’importante ruolo di Limbiate nei secoli
18 24 32 passati. Dalle chiese del 1200 alle Ville del Settecento, fino ad arrivare al nuovo
Teatro Comunale, siamo in possesso di un bagaglio di risorse che molti ci invi-
diano.
Il nostro compito, come Amministrazione e come comunità, è quello di custodirle
e valorizzarle per fare in modo che tutti possano goderne.
Questo libretto, dedicato ai limbiatesi e a tutti coloro che vogliono scoprire la
nostra storia, si presta bene all’intento. Buona lettura!
Il Sindaco Antonio Romeo#MAG / Comune di Limbiate 4 #MAG / Comune di Limbiate 5
Qual è il suo sogno nel cassetto per la città di sfazioni e gli obiettivi del singolo diventano
Limbiate? soddisfazioni e obiettivi della comunità.
In primo luogo la speranza è quella di uscire
Quali sono le ricchezze di Limbiate alle quali Lei
INTERVISTA
rafforzati e uniti da questa pandemia che ha
chiesto a tutti noi enormi sacrifici e rinunce. è affezionato?
Da primo cittadino mi auguro che Limbiate Oltre alle bellezze architettoniche come le
Comune numerose ville storiche presenti in città,
di Limbiate prosegua sul percorso di crescita iniziato
molti anni fa, continuando a tagliare impor- credo che una grande risorsa sia costituita
tanti traguardi e alimentando quello spirito da parchi ed aree verdi; ne abbiamo diver-
di comunità e collaborazione che mi sembra si e dalle dimensioni generose, che pochi
essere sempre più presente nella nostra cit- comuni possono vantare. Inoltre non pos-
so non essere legato alle nostre scuole: ci
tà. A tale proposito abbiamo creato il brand
sono ben 18 plessi sul territorio che ogni
“Limbiate in fiore: una comunità che cresce
anno accolgono migliaia di studenti; come
in una città che fiorisce” che intende rac-
5 domande al Sindaco
Amministrazione interveniamo puntualmen-
cogliere in sé lo spirito con cui affrontiamo
te, anche attraverso progettualità condivise
il futuro.
con i docenti, per far sì che la scuola sia un
di Limbiate
luogo di incontro, crescita ed inclusione.
Come ha visto crescere limbiate negli ultimi
20/30 anni? Qual è il Suo augurio ai cittadini?
La nostra città è stata protagonista di gran- Potrei sembrare ripetitivo, ma in un periodo
di cambiamenti ed è tuttora in fermento per come quello che stiamo attraversando con-
il futuro; sarebbe impossibile, per me che dividiamo tutti la stessa speranza: ritorna-
sono cresciuto qui, elencare tutti le novità a re a quella che chiamiamo “normalità”. La
Come è cambiato, se è cambiato, il rapporto con la comunica- cui ho assistito. possibilità di tornare a scuola per bambini
zione via social nella Sua esperienza politica e nei rapporti con Posso però mettere in evidenza ciò che ci e ragazzi, la ripresa a pieno regime delle at-
il territorio? caratterizza come limbiatesi attraverso l’a- tività lavorative e il ripristino di un ‘senso di
nalogia con il simbolo della città: l’ape em- sicurezza’ per i più deboli. Restare uniti e
Le innovazioni corrono veloci e i canali social blema del lavoro collettivo e dell’operosità, collaborare è un invito concreto per fare in
sono diventati parte integrante della comunica- dell’alveare come società in cui le soddi- modo che queste speranze diventino realtà.
zione. La mia Amministrazione punta molto su
questo aspetto e cerca sempre di rimanere al
passo coi tempi comunicando attività, proget-
ti e interventi sul territorio attraverso la pagina
web istituzionale, Facebook e anche Whatsapp.
Sono convinto che un cittadino ben informato
possa essere una risorsa per la comunità.
D’altra parte sono consapevole che il miglior
strumento di comunicazione rimane il rapporto
interpersonale e il contatto diretto con i cittadini,
una cosa che in questo periodo di pandemia è
stata sacrificata e che spero possa riprendere al
più presto.#MAG / Comune di Limbiate 6
LIMBIATE
C
on i suoi 36.000 abitanti, nell’area
sud – ovest della provincia di Mon-
za e Brianza in Lombardia si estende
il territorio di Limbiate. Attraversato
da corsi d’acqua come il Lombra e il
Garbogera e ubicato in posizione chiave tra Mila-
no e Monza occupa un’area di confine tra la Valle
del Seveso e l’altopiano del Parco delle Groane,
una superficie naturale protetta che si estende
lungo l’alta pianura a nord ovest di Milano.
Limbiate si posiziona nell’omonimo Parco, un’a-
rea geologicamente caratterizzata da una scarsa
produttività per l’agricoltura, ma terreno ferti-
le per l’urbanizzazione. Brughiera, zone umide,
boschi e fauna autoctona caratterizzano questa
zona tutta da scoprire grazie a percorsi a piedi e
ciclabili.#MAG / Comune di Limbiate 8 #MAG / Comune di Limbiate 9
La natura del Parco si intreccia con la curio- accampò nel 1285, nei pressi di Lemiate per
sa origine del nome di Limbiate, “Lemiate”. affrontare i comaschi e i torriani che avevano
Il toponimo sembra stia a significare “Limite” preso Castel Seprio.
e indica proprio la parte di terra che confina Nel XV secolo Limbiate e Mombello passa-
con le Groane. rono sotto la giurisdizione dei Marliani nella
Originariamente Limbiate costituiva una Pieve di Seveso, mentre Pinzano facente
realtà a sé. In epoche successive si unì a parte della contea di Bollate fu confiscato
Mombello (Monte Bello) e a Pinzano (Plan- per motivi politici e concesso a Francesco II
tianus o Planziano della Gens Plantia) for- Sforza e successivamente a Giacomo Galla-
mando la odierna cittadina. rati. Nel 1580 il feudo di Pinzano fu ceduto
Antiche e complesse sono le sue vicende. ad Ottaviana Ugolani.
La mancanza di notizie precise anteriori al Limbiate e Mombello furono cedute a Barto-
tredicesimo secolo non rende facile la rico- lomeo Arese.
struzione storica. Per comprendere la na- Nel XVII secolo la famiglia Arese rappresen-
tura della città occorre partire da lontano. tava un punto di riferimento tra i grandi pro-
Le prime fonti legano le origini della città ai prietari del territorio limbiatese. Il XVIII è ca-
processi di migrazione celtica d’epoca pre- ratterizzato dalla presenza a Mombello della
romana e agli insediamenti dei legionari di famiglia Pusterla proprietaria della maestosa
Roma. Villa all’interno del Parco delle Groane.
Notizie più certe risalgono, appunto al tre- La fine del 1700 vede Mombello teatro di im-
dicesimo secolo, quando Alberto Confalo- portanti avvenimenti storici come la presen-
niero, podestà della repubblica milanese, si za di Napoleone e del suo Quartier Generale
e i matrimoni delle due sorelle, Paolina ed cata con un tessuto produttivo che spazia-
Elisa. Alcune fonti riportano che probabil- va dalla tradizionale agricoltura all’industria
mente la fine della Repubblica di Venezia, la tessile e siderurgica. Intorno alla città erano
caduta di Genova e la stipula delle basi del sorte fabbriche e laboratori artigianali per at-
trattato di Campoformio siano state pianifi- tività di supporto alla produzione industria-
cate tra le mura della sontuosa Villa Pusterla. le. Cambia, così, il volto della campagna: i
Il Congresso di Vienna (1815) assegnò all’ nuovi mezzi di comunicazione e l’obbligato-
Austria il territorio lombardo-veneto, quindi rietà dell’istruzione elementare avvicinarono
anche Limbiate si trovò a sottostare alle de- la campagna alla città creando una nuova
cisioni prese da Vienna. rete di collegamenti sociali e professionali.
Nel 1861, anno dell’Unità d’ Italia, Limbiate Pinzano rimase dedita alla campagna e alle
e Mombello costituivano una sola comunità. attività delle fornaci, anche se l’economia
Solo otto anni più tardi si unì Pinzano. locale limbiatese era sostenuta dalla coltiva-
Le sorti di Limbiate si sovrappongono agli zione dei gelsi e dall’allevamento dei bachi
eventi degli altri Comuni italiani vicini a zone da seta.
di maggior sviluppo industriale. L’area nord Gli anni del “boom” economico fanno cam-
di Milano costituiva il polo economico e in- biare il volto a Limbiate. I consumi e tutti gli
dustriale di una giovane Italia appena unifi- indici legati al tenore di vita erano cresciuti.#MAG / Comune di Limbiate 10 #MAG / Comune di Limbiate 11
tenzione e all’impegno delle Amministrazioni
Comunali si presenta con un aspetto rinno-
vato.
La nascita dei quartieri aveva delineato aree
di differente sviluppo e tessuto sociale. Oggi
queste differenze stanno lentamente scom-
parendo e stanno dando a Limbiate un volto
omogeneo e solidale.
Il centro di Limbiate, ricco di attrazioni che
si mescolano di passato e presente, si cir-
conda delle sue storiche frazioni: Ceresolo,
Mombello, Villaggio dei Giovi, Villaggio del
Sole e Villaggio Risorgimento che presenta-
no luoghi di interesse in grado di fare riemer-
gere e conoscere il passato di Limbiate.
Ogni frazione ha da raccontare la propria
Storia e ogni Storia si intreccia con le altre.
Spiccano i Personaggi, le Ville storiche, le
Chiese di importante evoluzione architettoni-
ca e i vecchi cortili che ancora conservano i
segreti del passato.
E’ bello parlare di memorie, notizie e testi-
monianze che le generazioni si trasmettono;
queste costituiscono una grande ricchezza
Si cominciava a vivere bene. In questo sce- per l’individuo e per il territorio. Esplorare un
nario Limbiate fu investita da un’ondata im- territorio significa anche conoscere i suoi usi
migratoria senza precedenti. Il territorio non e i suoi costumi. Le tradizioni sono sempre
fu direttamente interessato alla presenza di state un forte richiamo per i limbiatesi. Fe-
industrie; le grandi fabbriche si concentraro- ste popolari, valori religiosi e non ultimo la
no nelle aree limitrofe trasformando Limbiate vecchia gastronomia brianzola costituiscono
in luogo di residenza per migliaia di operai ancora oggi un punto fermo nella vita di ogni
provenienti dal Veneto e dalle regioni del singolo cittadino.
Sud. Le grandi industrie, l’Alfa Romeo ad Limbiate non si ferma. Due grandi progetti
Arese, la Snia Viscosa a Varedo, la Triplex illumineranno gli occhi dei limbiatesi: l’acqui-
a Solaro, il Tonolli e la Metalli Preziosi a Pa- sto di Villa Medolago Rasini e il recupero di
derno Dugnano, l’Acna e la Snia a Cesano Città Satellite.
Maderno svilupparono un’ampia area in- Diverse vicissitudini coinvolsero il prezio-
dustriale che trasformò il ceto contadino in so immobile storico Villa Medolago Rasini.
ceto industriale. Limbiate cambiò fisionomia, Ora un progetto prevede la conservazione
cominciarono a nascere quartieri e villaggi dell’edificio storico e la realizzazione di un
legati alla presenza di immigrati e di qualche polo culturale per i cittadini. Città Satellite ha
attività di riferimento. rappresentato dal 1965 al 2000 un autentico
Per anni la città è stata considerata il “brutto parco di divertimento. Poi degradata e teatro
anatroccolo” rispetto ai paesi limitrofi, oggi è di episodi di illegalità ha perso il suo smalto.
riuscita a riscattarsi. Si è liberata dalla cupa Una recente Convenzione prevede la riquali-
immagine del passato ed ora grazie all’at- ficazione dell’area e il ritorno allo splendore.#MAG / Comune di Limbiate 12
PINZANO
Un’area ritrovata
S
ituata alle porte del Parco delle Gro-
ane e a sud rispetto al centro del Co-
mune di Limbiate, Pinzano è una zona
da sempre soggetta a profondi cam-
biamenti.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale Pinzano cam-
bia il proprio volto: cortili e fabbricati degradati
lasciano il posto a nuovi immobili, ma saranno
gli anni ’70-80’ a segnare per il quartiere profondi
segni di deterioramento. Il suo degrado sociale
e le spinose questioni legate alla malavita hanno
rappresentato per Limbiate una spina nel fianco.
Grazie all’impegno e all’attenzione delle Ammini-
strazioni, Pinzano è riuscita a far risentire la pro-
pria voce riscattando quella buia e triste immagi-
ne di un tempo e oltrepassando i pesanti macigni
e condizionamenti del passato.
Oggi il quartiere mostra il suo lato migliore, sono
state costruite palazzine residenziali e alcune
aziende sono riuscite a decollare.
Pinzano può ora vantare aree verdi, un centro
di vita cittadina con negozi e piccoli artigiani, un
campo sportivo comunale, un teatro cittadino, la
bellissima Chiesa dei Santi Cosma e Damiano,
Villa Fornace e la Villa Bonavilla Zuccoli.#MAG / Comune di Limbiate 14 #MAG / Comune di Limbiate 15
CHIESA DEI SANTI COSMA E DAMIANO
Curiosità
Nel centro del quartiere di Pinzano, di fronte L’antico e storico organo presente nella
al parco giochi, sorge la bellissima chiesa Chiesa S.S. Cosma e Damiano di Pinzano
ha origini nobilissime. Proviene dalla ormai
dedicata ai Santi Cosma e Damiano. Risa-
scomparsa Chiesa di S. Paolo in Compi-
lente al XIII secolo, la chiesa piccola e buia to, situata all’inizio di corso Vittorio Ema-
sorgeva lontano dal centro abitato. Citata nuele, non lontana quindi dall’abside del
da Goffredo da Bussero nel Liber Noti- Duomo di Milano. Organo a trasmissione
tiae Sanctorum Mediolani, oltre ad essere meccanica, collocato in cantoria sopra
esempio di evoluzione architettonica, rac- l’ingresso principale, costituisce uno stru-
chiude tesori di reliquie. mento di rilevante testimonianza sonora
grazie al recupero svolto all’inizio del ‘700
La prima importante modifica alla struttura da Giacomo Brunelli fu Carlo secondo cri-
architettonica venne decretata da San Car- teri di totale rispetto per l’antica struttura e
lo Borromeo e successivamente, nel 1600, ponendo l’attenzione al concetto di “suo-
furono apportate migliorie tra le quali spic- no storico”. Nel corso dell’800 l’organo è
ca la costruzione del campanile, il rifaci- stato soggetto a diverse restaurazioni, ma
mento del soffitto e l’allargamento dell’ab- nessuna ha mai alterato l’animo e il valore
dello strumento.
side e del coro.
Nel 1700 furono costruiti la sacrestia e
l’altare dedicato alla Beata Vergine Imma-
colata situato accanto all’altare maggiore.
Questo fu sostituito con uno di linea neo-
classica nel 1750.
Per significative e notevoli modifiche si do-
vette attendere la fine del XIX secolo. E’ a
partire da questo periodo che ci furono in
successione, l’allargamento longitudina-
le della navata centrale, il collocamento
delle statue in cemento dei Santi Carlo ed
Non passa inosservata la statua della Ma- tettore delle donne, S. Giuseppe Cottolengo,
Ambrogio in facciata e l’inizio, nel 1890,
donna della Vittoria che reprime un drago. Il Santi Pietro e Paolo apostoli, S. Camillo, S.
dell’ampliamento della chiesa terminato poi
Bene vince sul Male. Sebastiano. S. Antonio Abbate, S. Antonio
nel 1942 con la consacrazione e la dedica
Sono venerate le reliquie dei martiri Cosma da Padova e S. Agnese.
ai Santi Cosma e Damiano. Negli anni ’60 e Damiano, patroni di medici, chirurghi e far-
e ’70 furono apportate modifiche al presbi- macisti nonché quelle di San Protaso Marti- IL TEATRO COMUNALE DI LIMBIATE
terio e all’altare maggiore. Negli anni ’90 la re, di San Massimo D’Averia che resistette
chiesa è stata ristrutturata esternamente fino alla morte alle pressioni per abiurare in Il 14 novembre 2009 i cittadini di Limbiate
con copertura ed internamente con restau- epoca romana e di San Galdino. San Gal- vedono realizzato un sogno. Sulle note musi-
ro di affreschi e decorazioni. dino, compatrono della città di Milano con cali della Banda Corinna Bruni di Limbiate si
L’organo realizzato da Paolo Chiesa alla San Carlo Borromeo ed il Patrono Sant’Am- taglia il nastro dell’inaugurazione tanto atte-
fine del 1700 è stato completamente ri- brogio, è noto per le sue opere caritatevoli sa che ha destato gioia sui volti dei cittadini
strutturato nel 1999 dalla Bottega Organara in favore dei poveri e di quanti rinchiusi in e di coloro che hanno contribuito alla realiz-
di Carlo Capra. carcere per debiti non saldati. Altre reliquie zazione del progetto.
arricchiscono la bellissima chiesa: S. Agata, Ubicata in un’area verde, vicino alla strada
S. Lucia, S. Antonia, S. Pasquale Baylon pro- che collega Limbiate con Senago, la strut-#MAG / Comune di Limbiate 17
all’avanguardia. La sua platea, circondata ALTRI LUOGHI DI INTERESSE
da pareti nere, ospita seicento poltrone
rosse. Americane motorizzate e graticcio Camminando nel centro di Pinzano si viene
caratterizzano l’ampio palco così da per- attratti da una costruzione con facciata
mettere la programmazione di spettacoli e settecentesca, portale ad arco e balconci-
scenografie di rilievo. Lo schermo motoriz- ni in ferro battuto. È Villa Bonavilla Zuccoli
zato e il proiettore, all’occorrenza, possono
situata in via Buonarroti. Modificata la sua
trasformare la struttura in sala cinemato-
funzione originaria, è riuscita a conservare
grafica.
Il teatro è stato pensato e realizzato affin- nel tempo la sua valenza simbolica.
ché potesse diventare un’attrazione non Lasciando alle spalle la bellissima Chiesa
solo per i cittadini di Limbiate, ma anche dei Santi Cosma e Damiano e percorrendo
per quelli dei paesi limitrofi. Ha sempre via Giotto ci si addentra in un’area comple-
presentato un palinsesto ricco di even- tamente verde. Nascosta dalla vegetazi-
ti, pensati per un pubblico di tutte le età. one, si intravede una costruzione a pianta
La struttura nel suo complesso e i cartello- rettangolare con torretta. Edificio del 1925
ni densi di appuntamenti non hanno nulla con mattoni faccia a vista. Per generazioni
da invidiare ai teatri metropolitani. La pre- è stata la residenza dei proprietari della
senza di grandi ospiti come Teo Teocoli, fornace, i signori Pogliani. Dal 1700 nell’ar-
Pino Insegno, Andrea Scanzi, Barbara De
ea Groane, grazie all’abbondante presenza
Rossi e Enzo Iacchetti e di famose com-
di argilla rossa, sono sorte attività legate
pagnie teatrali come “Ballet of Russia “con
il famoso “Lago dei Cigni” gli hanno dato alla costruzione del mattone. Esempio ne è
un’immagine di rilievo. la fornace Pogliani, la cui attività produttiva
è cessata nel 1982.
Non possiamo dimenticare di Città Satellite
Curiosità o come successivamente chiamata, Green-
tura si presenta moderna ed innovativa. lo culturale, ha portato, con una spesa di Si narra che nella zona vicina al Teatro sor- land, il parco di divertimento dei limbiatesi
Non è stato un lavoro facile, ma la deter- quattro milioni di euro di cui uno a fondo geva una piccola dimora chiamata “Baia del e dei cittadini dei paesi limitrofi. Costruito
minazione e il desiderio di un’importante perduto da Regione Lombardia, alla con- Re”. Qui il Re sostava durante i preparativi
per battute di caccia. nel 1965 all’interno dell’area verde del Par-
crescita per la Città anche sotto il profi- cretizzazione di una struttura moderna e
co delle Groane è oggi in stato di abban-
dono e di degrado. È vietato l’ingresso, ma
uno sguardo dall’esterno potrebbe ripor-
tare indietro la memoria di qualche anno.
Voluto dal Commendatore Giuseppe Brollo
ha rappresentato per diverse generazioni il
luogo della felicità e del divertimento. Un
progetto, ancora in stato embrionale, po-
trebbe rilanciare un nuovo luna park sulle
ceneri di Città Satellite regalando ai più
piccoli e non solo, momenti di gioia.#MAG / Comune di Limbiate 18
MOMBELLO
Una ricchezza storica da scoprire
S
ituata a nord-ovest in posizione so-
praelevata rispetto al centro di Lim-
biate, al confine con la vicina Bovisio
Masciago si trova Mombello. L’origine
del nome deriverebbe da Monte Bello
probabilmente grazie alla posizione e al rigoglio-
so parco che accoglie il noto quartiere.
Mombello è nota per il suo manicomio. La strut-
tura nasce nel 1865 per far fronte ad un’epide-
mia di colera e nel 1878 fu trasformata, su de-
cisione della Provincia di Milano, in manicomio
provinciale. Così la storica Villa Pusterla, che nel
1797 ospitò la corte napoleonica, diventò sede
del nuovo Ospedale Psichiatrico Provinciale
intitolato, successivamente, al noto psichiatra
Giuseppe Antonini, direttore sanitario dal 1911
al 1931. Arrivò ad ospitare oltre 3 mila pazienti,
fra i quali il figlio di Benito Mussolini.
Oggi la vasta area dell’ex-manicomio con presenti le sedi del Centro AVIS Vittorio
Il manicomio, luogo di dolore e sofferenza, rima-
il suo parco è in parte in disuso ed in parte Formentano e del Centro di addestramen-
se attivo fino all’approvazione della Legge Basa-
sede di un polo scolastico della provincia to dei cani guida per non vedenti dei Lions.
glia. Dopo la chiusura diventò preda di vandali, di Monza e Brianza che comprende l’Isti- Percorrendo via Monte Grappa, dirigen-
fotografi e registi in cerca di set cinematografici tuto Agrario Luigi Castiglioni e l’Istituto PA- doci verso il centro cittadino incontriamo
suggestivi. CLE Elsa Morante. Nell’area sono anche l’Ospedale “Giuseppe Corberi”. Nasce nel#MAG / Comune di Limbiate 20 #MAG / Comune di Limbiate 21
1968 per accogliere i minori con disturbi sto e forme poco armoniche.
neuropsichiatrici. Nel 1543 muore Giacomo Antonio Carcano Tradizioni
Mombello non è solo legato al ricordo appartenente ad una nobile e antica fami- Napoleone a Limbiate. Rievocazione sto-
dei malati psichiatrici. Mombello è an- glia milanese e lascia in eredità ai nipoti Ar- rica. Limbiate ogni anno ricorda la presen-
za di Napoleone (maggio-giugno 1797).
che Storia. Napoleone la scelse come conati il territorio di Mombello comprese le
Cortei con splendide carrozze e costumi
sede del suo Quartier Generale. La Villa “case da nobili”. d’epoca sfilano per il quartiere. La tradi-
Pusterla – Crivelli – Arconati costituisce Gli Arconati caddero in miseria e la Villa fu zione rievoca i matrimoni di Paolina Bo-
uno storico elemento di vanto per il terri- venduta al senatore Giuseppe Angelo Cri- naparte con il generale Vittorio Emanuele
torio in grado di affascinare dal semplice velli, che dopo una serie di lavori la trasfor- Lecler e Elisa Bonaparte con il capitano
passante allo studioso di storia e di arte. mò in una lussuosa dimora con giardino Felice Baciocchi. I matrimoni furono cele-
Anche le chiese, situate all’interno della all’italiana e giochi d’acqua. La casa ven- brati presso la chiesetta di San Francesco
in Mombello da Don Giuseppe Maria Bri-
verde area, rappresentano nella loro sem- ne rimodernata in stile barocco e divenne
oschi il 14 giugno 1797.
plicità valori e richiami storici indelebili. un’importante sede di incontri diplomatici.
La fastosa residenza ospitò nelle sue sale
VILLA PUSTERLA-CRIVELLI-ARCONATI Ferdinando IV di Borbone, re delle Due Si-
cilie e Napoleone Bonaparte che ne fece la
Importante sotto l’aspetto storico ed arti- sua dimora estiva durante il soggiorno mi-
stico, Palazzo Crivelli, più conosciuto come lanese nel 1797. A Villa Crivelli, Napoleone
Villa Pusterla Arconati Crivelli è una sontuo- vi insediò il suo Quartier Generale e la sua
sa Villa settecentesca situata nella zona alta corte. A Mombello soggiornarono anche la
di Mombello. Le sue origini sembrano risa- madre di Napoleone, Maria Nunziata e le tre
lire all’alto medioevo. Realizzata dall’archi- sorelle Carlotta, Elisa e Paolina.
tetto Francesco Croce su incarico del Conte Annesso alla Villa, c’è l’Oratorio di San
Stefano Gaetano Crivelli, probabilmente nel Francesco, la piccola chiesetta, passata
1754, l’attuale struttura, alla vista, si presen- alla Storia per aver ospitato i matrimoni del-
ta a forma di ferro di cavallo e con due torri le sorelle di Napoleone, Paolina ed Elisa.
che ornano la facciata. Si narra che, nei sotterranei della lussuosa
Gli edifici che costituivano la Villa, erano residenza esista un passaggio segreto vo-
ORATORIO SAN FRANCESCO
originariamente disposti su quattro lati in luto dallo stesso Napoleone per fuggire in
OSPEDALE ANTONINI
modo da formare una corte. caso di pericolo.
L’affascinante Storia della Villa regala al let- Nel 1863 la Villa e il parco vennero ven-
La chiesetta di San Francesco (nei secoli
tore la curiosità di approfondire i dettagli che duti alla Provincia di Milano per adibirli passati le piccole chiese venivano chia-
l’hanno resa popolare e oggetto di studio. a manicomio. Il triste edificio rimase tale mate anche Oratori) è stata voluta dalla fa-
La Villa permette un affascinante viaggio nel fino all’approvazione della Legge Basaglia miglia Crivelli e dedicata a San Francesco
tempo. Internamente ed esternamente sono (L.180/1978) che decretò la chiusura degli d’Assisi.
ancora visibili i segni del passato di cui è istituti psichiatrici La chiesa ha un importante richiamo sto-
stata protagonista. rico, sono stati celebrati i matrimoni delle
La struttura ha subito nel corso degli anni sorelle di Napoleone, Paolina ed Elisa. Nel
diverse modifiche. La cucina, la dispensa e Curiosità 1923 tutte le strutture intorno alla chiesa
la cantina risalgono a prima del 1500, men- Benito Albino Mussolini (1915-1942) figlio sono state demolite, regalandole così una
tre la moderna struttura del Palazzo nobilia- del Duce e della giovane e bellissima au- facciata luminosa. Sulla sommità è stato
stroungarica Ida Irene Dalser (1880-1937)
re e il porticato aperto sono opera della fa- posto un piccolo campanile, dotato di una
fu internato nell’ospedale psichiatrico di
miglia Arconati. Gli elementi antichi si sono squillante campanella, gioioso richiamo
Limbiate dove vi morì all’età di 26 anni.
mescolati con quelli nuovi creando contra- alla preghiera per i fedeli della Villa.#MAG / Comune di Limbiate 22
CHIESA DI SANT’AMBROGIO alla cui sommità c’è un piccolo sagrato.
OSPEDALE “ANTONINI” Un campanile non molto alto completa la
costruzione. La forma delle finestre slancia
La piccola ma bella chiesa di San France- verso l’alto la struttura.
sco d’Assisi ha costituito per anni punto
Tre campane di dimensioni modeste invita-
di incontro per la celebrazione delle Sante
no i fedeli alla preghiera. Due di esse con-
Messe per i malati e gli operatori sanitari.
tano quasi due secoli di vita. Provengono
Nel 1935 si sentì l’esigenza di una nuova
dall’ex Palazzo di Giustizia in piazza Becca-
chiesa più ampia e adeguata alle esigenze ria a Milano, dove cessato di scandire i lenti
della popolazione dell’Ospedale psichiatri- rintocchi sulle ultime ore di vita dei condan-
co ormai aumentata. nati, furono portate a Mombello ad allietare
Il 12 giugno 1937 l’Arcivescovo di Milano gli animi dei malati e del personale sanitario.
benedisse la prima pietra della futura chie- A pochi passi dalla chiesa, sorge la piccola
sa e per suo espresso desiderio la chiesa e graziosa cappella situata nella casa dedi-
fu dedicata a Sant’Ambrogio, patrono della cata alle Revv. Suore e decorata nel 1951
Chiesa di Milano. dal pittore Bruschi.
Il complesso è di importante dimensione e vi Con la chiusura dell’Ospedale “Antonini”, la
si accede dal piazzale tramite una scalinata chiesa ha cessato d’avere la sua funzione
principale. È stata recentemente recupera-
ta ed oggi viene frequentata dalla comunità
rumena-ortodossa.
CHIESA DI SAN GIUSEPPE LAVORATORE
La storia della chiesetta dedicata a San Giu-
seppe Lavoratore si intreccia con la nascita
dell’Ospedale psichiatrico di Mombello. La
necessità di un nuovo edificio religioso si
fece sentire con l’aumento del numero dei
malati residenti. Situata al confine con Bo-
visio Masciago, risale ad una costruzione
del 1879. Edificata con mattoni a vista tra
il 1932 e il 1933 come chiesa parrocchiale,
diventò successivamente chiesa sussidiaria
della parrocchia di San Antonio da Padova
costruita quaranta anni più tardi.
L’attuale chiesetta è ad unica navata. Le de-
corazioni e l’ampia pala dell’altare maggiore
risalgono al 1934. Nel 1947 venne inaugura-
to l’altare dedicato alla Madonna Immaco-
lata e successivamente quello dedicato al
Sacro Cuore.#MAG / Comune di Limbiate 24 #MAG / Comune di Limbiate 25
La parola al Dottor Leonardo Caldarini… ne, oltre ai luoghi di cura, anche delle biblio-
Grazie per avermi dato un’occasione pre- teche, degli ambienti in cui poter praticare
ziosa, anche se io non sono uno storico, né attività loro congeniali e anche un terreno
INTERVISTA
uno studioso patentato di storia locale, di da coltivare. E stando alla testimonianza
parlare un po’ di Mombello, in maniera un del giornale dell’ospedale, un bimestrale
Dottor po’ diversa da quella in voga in questi ultimi nato nel 1880 e che fu poi stampato per 25
Leonardo Caldarini anni, che vede nel manicomio un luogo da anni, l’ospedale dimostrò l’impegno dei me-
brividi, da Halloween, adatto a scene par- dici alla terapia attraverso un sano stile di
ticolari di film o canzoni (come ben sanno vita (oggi ritenuto fondamentale). Mombel-
i bene informati) o una grande serie di cu- lo infatti partecipò nel 1887 all’Esposizione
nicoli da esplorare rigorosamente di notte, Internazionale per apparecchi per la maci-
cercando anche ciò che non c’è. Ora l’ex nazione, panificazione e affini, presentando
Ospedale Psichiatrico è fatiscente, purtrop- un pane fatto di patate e farina di frumento,
Dottor Leonardo Caldarini po. Qualcosa di positivo merita di essere ci-
tato, come l’Istituto agrario Castiglioni che
utile nel prevenire la pellagra, illustrata da
tavole realizzate da un ricoverato che aveva
per ora riesce ancora a mantenere “viva” la ritratto malati e segni della malattia. Come
Villa Crivelli Pusterla ed è riuscito a far ri- si può capire, i medici non erano degli aguz-
strutturare ed a recuperare, almeno ester- zini o degli insensibili. Anzi.
namente, una parte del “quartiere industria-
le”. Ma vedremo… Allora l’immagine di persone indemoniate lega-
te ad alberi con catene?
Dottor Caldarini, Mombello viene spesso asso- Non è quello che Mombello viveva. Il diretto-
C
ciato all’ex Ospedale Antonini. Tutti pensano re Gonzales, a fine Ottocento, preoccupato
di sapere tutto su questo luogo di dolore. Ma della cosiddetta “educazione morale” degli
on l’intervista al dottor Leonardo forse non è davvero così. Si è parlato di “ergo- ammalati, introdusse anche attività teatrali.
Caldarini, medico in pensione e resi- terapia”. Ci puoi spiegare cos’era e come veniva Nel 1881 è documentato un attestato rila-
dente a Mombello dal 1953, cerche- inserita nel contesto di recupero dei malati? sciato a Edoardo Giraud a riconoscimento
remo di catturare la vostra attenzio- Per rispondere è necessario fare qualche della “istruzione drammatica” da lui presta-
ne e speriamo di scoprire qualche accenno alla storia del manicomio, che ini- ta gratuitamente agli ammalati di Mombello.
curiosità su Mombello, entrando virtualmente zia nel 1865 quando Milano si trovò nella Venne creato anche il villaggio del fanciullo
nel ex Ospedale Psichiatrico Antonini e nell’O- necessità di costruire un nuovo ospedale con la presenza di una scuola che usava
“per i matti”, perché la Senavra non bastava materiale Montessori.
spedale Corberi. Durante l’intervista verremo a
più e un’epidemia di colera rese la situazio-
contatto con i dolori, ma anche con le singolari-
ne sanitaria ancora più drammatica. Ma torniamo all’ergoterapia..
tà che hanno caratterizzato questi tristi luoghi… Certo. Mombello piano, piano divenne una
Non è nato per essere un luogo di dolore, di
poi non mancheranno, sicuramente, i racconti di torture, di isolamento, perché i primi medici, specie di cittadella autonoma e quasi indi-
fatti meno noti della vicenda napoleonica. Avre- a cominciare da Cesare Castiglioni, diret- pendente. Bisogna considerare che si arrivò
mo le idee più chiare alla fine? Vedremo… tore della Senavra, pensavano a Mombello ad ospitare più di 3000 malati e tutti hanno
come ad una specie di colonia agricola per potuto, quando è stato possibile, dare il loro
malati tranquilli che non avevano bisogno di contributo. Oltre ai reparti, erano attivi una
“cure insistenti”. Era una specie di “villag- lavanderia, un guardaroba, un servizio di
gio” dove i ricoverati avevano a disposizio- riparazione della biancheria, cui erano ad-#MAG / Comune di Limbiate 26
dette tante ricoverate, che venivano istruite tici, violenti e con complicanze di malattie
con corsi di cucito e ricamo. Chi aveva ca- come la sifilide o l’alcolismo componevano
pacità lavorative si rendeva utile in campa- parte della massa di ricoverati. Ma c’erano
gna, dove venivano anche allevati animali; anche persone affette da epilessia (oggi
chi poteva aiutava come falegname, mura- curabile tranquillamente “fuori”) o con de-
tore, stradino ed aiuto cuoco, in quanto era pressione maggiore o forme di psicosi fobi-
attiva la cucina. Fu attivata, poi, la tipografia co ossessiva. Tanti drammi. Qualche volta il
che ha continuato a funzionare anche dopo manicomio è stato il luogo ove rinchiudere
la chiusura dell’Ospedale, per stampare persone “scomode”. Un caso ben noto: nel
moduli vari per le necessità delle strutture 1931 venne ricoverato il figlio di Mussolini
sanitarie. (Benito Albino Dalser) per essere curato del
Numerosi pittori vissero in un reparto a “male caduco” e usci dal manicomio, mor-
Mombello. Il più noto fu Gino Sandri. Il to, nel 1942.
giornalista definì questo reparto la “Brera Alcuni reparti, prima dell’avvento degli psi-
di Mombello”. Gino Sandri è uno dei tanti cofarmaci, erano realtà non piacevoli, né
esempi di persone finite in manicomio per allegre. Mi riferisco soprattutto agli “agi-
motivi non medici. Infatti, nato nel 1892 di- tati”, reparti in cui venivano usate misure
segnatore molto apprezzato, nel 1924 vie- drastiche di contenzione come le famose
ne fermato dalla milizia a Roma e internato “camicie di forza” o l’isolamento in came-
per stato di eccitazione e sproloqui politici. re chiuse a chiave. Qualcuno era anche, a
Tornato a Milano viene di nuovo rinchiuso volte, immobilizzato nel letto. Le urla erano
più volte in manicomio, finchè resta defini- comunque una manifestazione abbastanza
tivamente a Mombello, dimenticato ed ab- comune di un disagio profondo.
bandonato. Qui muore nel 1959. Negli ultimi
anni è stato riscoperto e rivalutato ed è sta- Si parla anche di esperimenti..
to protagonista di diverse mostre e le sue Ricordiamo che i primi laboratori di psico-
opere sono esposte a Ravenna, in Inghilter- logia sono nati nei manicomi e c’erano an-
ra e negli Stati Uniti. che a Mombello. All’Istituto Universitario di
malattie nervose e mentali, diretto da Carlo
Allora Mombello tutto rose e fiori? Besta venne data la possibilità di studiare
Assolutamente no. Il rovescio della meda- sul posto alcuni tipi di malattie, facendo
glia esiste. Partiamo da una frase di Gino scegliere 20 uomini e 20 donne tra i ricove-
Sandri, da una lettera alla mamma del 1931 rati. Erano analizzati, studiati, non trattati
“ci vuol pazienza a imparare da tanti altri come nei campi di concentramento. Un di-
sfortunati per i quali la sventura e la ingiusti- scorso un po’ diverso è quello che riguarda
zia sono le uniche memorie”. Non sembra la l’applicazione di uno strumento che venne
frase di un pazzo, vero? E certamente esse- usato come terapia per alcune malattie. Mi
re in manicomio non era la miglior situazione riferisco all’elettroshock. Ugo Cerletti diven-
per una persona. Oligofrenici, persone con ne famoso per il suo trattamento di “malat-
difetti fisici, o con “intelligenza” inferiore alla tie mentali” con l’elettroshock, che è stato
media, ritenute incapaci di intendere, volere osannato o denigrato. Non entro nel merito
e lavorare, ma anche schizofrenici, sociopa- di un giudizio assoluto, ma sappiamo che è#MAG / Comune di Limbiate 28 #MAG / Comune di Limbiate 29
Ma mi sembra che ci sia anche dell’altro... piccola, brutta, secca, nera, vecchia a
Certamente. Bisogna ricordare che a Mom- vent’anni, pedante, senza civetteria, senza
bello esercitò anche Gaetano Perusini, me- dolcezza, fu così la descrive uno storico. E
dico udinese nato nel 1864, che collaborò riuscì a sistemare a modo suo la sorella pre-
col professor Alzheimer, tanto che la ma- ferita, Paolina (venne poi definita una delle
lattia o sindrome di Alzheimer si chiama in più belle donne d’Europa e immortalata dal
realtà malattia di Alzheimer-Perusini. Amico Canova, come tutti sanno), un’adolescente
anche di Cerletti, Perusini si occupò, oltre molto frizzante, civettuola e piuttosto liber-
al caso di Augusta D presentato da Alzhei- tina, liberandola da quello che per Napole-
mer nel 1906, anche di altri 4 casi di perso- one era un suo capriccio, cioè staccandola
ne affette da demenza precoce con segni di da Frenon, un giacobino ambiguo che con
atrofia cerebrale che non rientravano nelle i suoi garbugli aveva aiutato i Bonaparte e
patologie note. Nel 1913 venne a Mombel- che aveva in qualche modo irretita la splen-
lo. Partito per la guerra, morì verso la fine dida Paolina, di 16 anni, ma con i sensi ben
del 1915. Ma la sua opera di ricerca con- risvegliati. Napoleone l’aveva voluta in Ita-
tinua ancor oggi. Non si possono elencare lia per allontanarla da quell’essere viscido
tutti gli operatori sanitari che hanno dato il ed opportunista. Paolina gli scriveva lettere
loro prezioso contributo, anche di grande di fuoco, da innamorata pazza, senza orto-
umanità. Ma almeno un accenno a persone grafia. Comunque il fratello riuscì nel suo
che negli ultimi decenni si sono distinte la- intento, con la lontananza e proponendole,
sciamelo fare. Voglio citare solo il professor si fa per dire, il suo generale Charles Victoire
Alberto Madeddu (1925-1996) che dal 1954 Emmanuel Leclerc, un giovane prometten-
fu a Mombello e si occupò soprattutto di te, già colpito dalla bellezza di Paolina, che
alcolismo, creando anche una struttura che tornò serena e contenta.
ancora adesso funziona benissimo. Un al- Famoso fu il matrimonio notturno del 14
tro medico che è ancora attivo sul territorio giugno, che tutti conoscono. Comunque
e che anche in questo periodo di Covid ha “Paolina scimmiottava i generali, i funzio-
dato forma ad un servizio di assistenza psi- nari, i diplomatici ammessi alla mensa di
cologica, è il dott. Renato Durello che ormai Bonaparte, interrompeva le conversazioni
da decenni si occupa di tossicodipenden- serie con una chiacchiera burlona o con un
stato applicato per molti anni. Certo, la me- il lato b del manicomio, perchè un lavoro di ze e ha dato un grosso contributo anche al pettegolezzo. Aveva ed accettava corteg-
moria di sperimentazioni come il virus della recupero e di inserimento degli ammalati è Centro sorto qui a Mombello. giatori senza farsi troppi scrupoli e qualcu-
malaria o del cosiddetto shock insulinico sempre stato fatto, tant’è che tanti ricorda- no disse che la carrozza che usava per an-
non può rendere piacevole una certa visione no come sia l’Ospedale che il campo spor- Ora passiamo ad un altro argomento interes- dare a Milano a fare compere (lo shopping
dell’Ospedale che in più di 120 anni ha visto tivo fossero un esempio di pulizia, di ordine sante, Napoleone e Mombello… era di moda anche allora!) diventava spesso
passare oltre centomila “ammalati”. Tanto è e di cura continua. E tutto questo per opera Si è scritto talmente tanto che occorrerebbe- un’alcova.
vero che nel 2016 è stato messo in scena di ricoverati, che non erano certamente né ro diversi volumi solo per farne il riassunto. Comunque anche Giuseppina, la moglie,
uno spettacolo teatrale per ricordare anche incatenati, né usati come cavie, ma trova- Comunque è noto che fu Napoleone stes- non si faceva scrupoli nel tradire Napole-
a Mombello, il luogo “dove si è fatta la psi- vano nelle loro attività e nel rapporto con so a scegliere Villa Crivelli in collina, dove one. Napoleone si lamentava “mia moglie
chiatria”, come ha detto qualcuno, il luogo le persone anche “esterne” una ragione di il clima, per un malaticcio di polmoni, era ha certamente un nuovo amante. Maledette
di storie di anime alla deriva prendendo vita. E, pur potendolo facilmente fare, non decisamente l’ideale. donne!” E inoltre Giuseppina non andava a
spunto dalla storia di Gino Sandri. Questo è sono mai fuggite. Napoleone sistemò due sorelle. Elisa era genio alla suocera Letizia, che la detestava,#MAG / Comune di Limbiate 31
gradini dell’oratorio di San Francesco per da una scuola di cinematografia di Milano.
poter essere visto dal numeroso pubblico E venne a Mombello anche l’allora ultimo
presente, che non avrebbe certo potuto en- discendente diretto del Bonaparte. Fu una
trare, date le piccole dimensioni della chie- grande emozione vedere un erede di Napo-
setta (in essa era presente una pala d’altare leone. Vennero coinvolti anche il Comune
del Campi, scoperta da Brevi). Anno dopo di Limbiate (campo napoleonico nel giar-
anno l’evento divenne sempre più cono- dino di Villa Mella) ed il Comune di Bovisio
sciuto ed apprezzato e sponsorizzato anche Masciago con la rappresentazione di una
dalla Provincia di Milano finché nel 1997 battaglia tra Francesi ed Austriaci nel parco
raggiunse l’apice, in occasione del bicente- antistante il municipio. Poi tutto finì, anche
nario della campagna d’Italia. l’attenzione agli ex “matti”. Solo nel 2014 è
Ci furono eventi culturali, musicali, incontri stata ripresa la manifestazione.
vari con la presenza del Console Francese,
con la realizzazione di un cortometraggio
della rievocazione del matrimonio realizzato
forse non del tutto a torto, per tanti moti- Insomma un ospite che non viene veramente
vi. Ma Letizia si lamentava di Giuseppina amato. Danni ne ha fatti, sembra…
perchè non dava un erede a Napoleone. E Si, ma dopo quasi due secoli c’è stato per
sappiamo poi come andò a finire. A Mom- Mombello un risvolto positivo.
bello c’era anche l’altra sorella, Carolina, Con la legge Basaglia, nel 1979, sono sta-
16 anni, che qui incontrò Murat. Lo sposò ti “chiusi” i manicomi. E per tanti ex ospiti
in seguito. Sarebbe troppo dover parlare è stata una tragedia. C’erano ancora molti
degli altri familiari e parenti. Comunque gli “matti” tra le mura dell’Antonini e del Corbe-
uomini spesso erano impegnati in “cose ri. E noi Mombellesi che vivevamo da molti
di guerra” o diplomatiche e le donne a di- anni con loro, non volevamo che fossero
vertirsi.. Comunque se qualcuno vuole no- dimenticati, abbandonati. Allora abbiamo
tizie “gossip” può leggere il libro di Octa- avuto un’idea: riportare la gente dentro il
ve Aubry sulla vita privata di Napoleone. manicomio, per far vedere la situazione re-
Spesso, comunque, c’erano delle feste, ale. In tanti ci siamo impegnati, soprattut-
cui partecipavano le migliori casate della to Dario Brevi, professore a Brera e artista
borghesia e della nobiltà (!), tra cui Melzi in ascesa (oggi veramente conosciuto ed
d’Eril, Castiglione, Gallo, Nava Visconti. E apprezzato in Italia ed all’estero) e così nel
Carolina Lattanzi, sul “Corriere delle don- 1988 cominciò con l’appoggio del parroco
ne” celebrava in maniera esagerata quelle Don Sandro Frigerio in occasione della festa
“incantevoli serate che allegramente si tra- patronale di giugno, la rievocazione storica
scorrevano con Bonaparte” e che spesso, delle nozze delle sorelle di Napoleone. La
naturalmente, davano origine a infiniti pet- corte degli altolocati, la guarnigione, Napo-
tegolezzi. Pensiamo, però, che tutto que- leone con parte della famiglia, i popolani,
sto si verificò in un lasso di tempo brevis- Don Brioschi si ritrovavano a Villa Crivelli
simo. Pusterla ed il matrimonio si celebrava sui#MAG / Comune di Limbiate 32
IL CENTRO
CITTADINO
Un incontro tra il passato e il presente
U
na passeggiata tra le vie del centro
cittadino stimola la curiosità e il de-
siderio di scoprire e approfondire la
Storia di Limbiate. Negli ultimi anni il
centro ha rinnovato la sua immagine.
Nuovi negozi, bar ed attività commerciali hanno
dato slancio positivo, la nascita di una città viva
al passo con i tempi.
Il nuovo Municipio inaugurato nel 2004 ha una
moderna forma elissoidale. Disposto su tre pia-
ni si collega, con apposite strutture, al vecchio
Municipio costruito in pieno ventennio fascista Le vie Trento, Mazzini e Dante propongono Molto sentito è l’aspetto religioso che ha
ed ora sede della Polizia Municipale. diversi luoghi di interesse che ci rimanda- sempre giocato un ruolo fondamentale nella
Il quadro rinnovato non si scontra, anzi è in si- no indietro nel tempo a conoscere le vite e i vita dei cittadini: l’effigie della Madonna del
nergia con il passato. Chiese e antiche nobili di- segreti delle nobili famiglie che hanno dato Rosario, l’antica chiesa ora sconsacrata, la
more sono un punto di richiamo e di studio per lustro alla città di Limbiate. Anche il parco, Grotta della Madonna di Lourdes e la Chie-
lungo via Dante, rappresenta un piccolo sa di San Giorgio Martire sono ancora luo-
limbiatesi e non, che amano ed apprezzano la polmone verde dove si può assaporare il ghi che catturano l’interesse dello studioso
“piccola” Storia che rende grande un Paese. profumo degli alberi ad alto fusto. e dell’uomo comune.#MAG / Comune di Limbiate 34
del dipinto, forniva comodi posti a sedere.
Risultava naturale ritrovarsi, socializzare e
discutere all’incrocio di vie, sotto la benevo-
la presenza della Beata Vergine.
In passato il punto d’incontro era purtrop-
po soggetto a frequenti allagamenti dovuti
alle esondazioni del Garbogera e allo scarso
drenaggio del terreno argilloso della zona.
Curiosità
L’alluvione del 1976
Anche Limbiate ha avuto in passato le
sue alluvioni causate dall’esondazione del PALAZZO CASTIGLIONI CAVRIANI BOSISIO Era un edificio piccolo, povero e spoglio
torrente Garbogera. I Limbiatesi ricordano con le pareti prive di intonaco e di decori.
l’ultima alluvione del novembre 1976. Le Lasciando il tabernacolo della Madonna L’esterno abbellito da archi in stile roma-
strade più basse del paese si trasformaro-
d’In Giò alle nostre spalle e percorrendo la nico. All’interno era invece presente un af-
no in fiumi di acqua limacciosa. Abitazioni
e negozi allagati. L’acqua ha raggiunto i storica via Mazzini ci troviamo ad ammirare fresco del XII secolo raffigurante Gesù Cri-
massimi livelli all’incrocio con le vie stori- vecchie corti e Palazzo Castiglioni, noto ai sto, gli Evangelisti e gli Apostoli i cui resti
che: via Trento e via Mazzini. La soluzione Limbiatesi come Cà del Barbun. sono visibili ora nella Chiesa di San Giorgio.
del problema fu la chiusura di alcuni tratti La struttura presenta tuttora un impianto a
del Garbogera, coperti da aree pedonali. corte aperta ad U. Interessante era la pre-
senza adiacente alla struttura della chieset- Tradizioni e curiosità
MADONNA D’IN GIÒ
ta dei Santi Filippo e Giacomo. Nel 1573 Papa Gregorio ordinò che la pri-
Il livello delle acque in centro paese saliva Dimora dei Castiglioni, nobile famiglia del ma domenica di ottobre si celebrasse la
La Madonna del Santo Rosario, meglio co- Festa della Vergine del Rosario in tutte le
nosciuta come Madonna d’In Giò, si trova lentamente e quando le piogge perdurava- Varesotto, l’edificio ha subito nel corso dei
secoli XVIII e XIX diversi passaggi di pro- chiese in cui esisteva un altare dedicato
nel centro storico all’incrocio delle vie Tren- no gli abitanti avevano il tempo di spostare a Maria Santissima. La nostra chiesa ac-
famiglie, animali e beni in altri luoghi. prietà tutti regolarmente registrati.
to-Bolzano-Mazzini. E’ un tabernacolo ve- cettò la direttiva del Pontefice. La prima
Il tempo concesso agli abitanti per fronteg- All’inizio del 1900, dopo il rifacimento delle domenica del mese di ottobre è dedicata
nerato dai cittadini, simbolo dell’amore dei
giare le acque poteva venire attribuito all’in- facciate, la nobile struttura e i terreni sono alla festa patronale. Ancora oggi In questa
fedeli nei confronti della Beata Vergine che
tervento della Madonna che aveva sempre stati acquistati da Ernesto Bosisio che ne occasione i devoti venerano in processio-
con affetto materno protegge i suoi devoti. mantenne la proprietà sino alla morte, avve-
nel cuore il bene dei cittadini. ne la statua della Madonna del Rosario.
Il dipinto originale del XVIII secolo, più volte nuta nel 1951. Villa e terreni vennero eredi-
restaurato, ora è su tela collata resistente tati dal nipote signor Castelli che successi-
alle intemperie. Curiosità vamente cedette il patrimonio all’architetto
La Beata Vergine Maria con il Bambino Gesù La Curt, il cortile Rubens. La struttura oggi è sede di uffici.
in braccio è raffigurata tra gli angeli. Offrono Percorrendo le vie del centro storico
il rosario a San Domenico Guzman e a San sono ancora visibili i vecchi cortili, la curt CHIESA SANTI FILIPPO E GIACOMO
Carlo Borromeo genuflessi vicino al pasto- dei limbiatesi, uno spazio creato da case
unite confinanti con prati. Vivevano fami-
rale, alla mitra ed al cane con la fiaccola in Adiacente a Palazzo Castiglioni, nel nucleo
glie contadine. Le abitazioni erano molto
bocca, simbolo dell’Ordine dei Domenicani. modeste dotate di stalle per gli animali. Si
primitivo del paese, si trovava l’antica chie-
Il sito, fino a quando il traffico automobilisti- conduceva una vita semplice, ma felice. setta dei Santi Filippo e Giacomo, più cono-
co lo consentiva, era luogo di incontro dei Si condividevano gioie, dolori e si ono- sciuta come Oratorio, luogo simbolo della
residenti. Una ravano le tradizioni. Il cortile era la prima religiosità popolare. Qui ha avuto origine la
lastra sporgente di marmo posta ai piedi esperienza associativa. festa del Santo Rosario, fissata alla prima
domenica di ottobre.#MAG / Comune di Limbiate 37
attratto dalla presenza di un pozzo posto
al centro del cortile, di belle decorazioni Curiosità
a mosaico con ciottoli colorati e di nic- Carlo Cattaneo
chie e statue poste alla sommità del muro. La storia della facoltosa famiglia Cattaneo
Dal 1979 Villa Mella è sede della biblioteca si intreccia con l’economia del paese le-
comunale e di uffici pubblici. gata alla produzione dei bachi da seta. E’
il momento di maggior espansione della
VILLA CATTANEO coltura e il sistema doganale continua a
proteggere le sete lombarde e a monopo-
lizzare i mercati danubiani. Ne approfitta
Carlo Cattaneo che acquista molti terreni
e fa costruire magazzini per la coltura dei
bachi da seta.
VILLA MOLINARI RASINI MEDOLAGO
La sontuosa Villa Medolago fu realizzata
dalla famiglia Molinari tra il 1760 e il 1764
ristrutturando, mantenendo l’originaria
struttura architettonica ad U, una mode-
sta casa in posizione dominante nell’area
del Parco delle Groane. Un lungo e nobi-
Davanti al Parco Villa Mella si nota ora una le viale conduceva da via Dante, nel cen-
struttura residenziale privata. La costruzio- tro storico del paese, alla lussuosa Villa.
ne risale all’Ottocento; le sue eleganti fini- Sulla sommità della facciata due statue
VILLA GIOVIO-LATTUADA-CAPPONAGO zero Mella, una delle dimore più note ed ture, la terrazza panoramica e il vasto giar- raffiguravano aquile appoggiate alle ruote
antiche del territorio limbiatese. Documenti dino ne facevano residenza padronale della da mulino, stemma della famiglia Molina-
Di fronte a Palazzo Castiglioni si può am- ufficiali che ne testimoniano la presenza ri- facoltosa famiglia Cattaneo, proprietaria di ri. Una descrizione, questa che catapulta
mirare Villa Marelli, conosciuta dalla Storia salgono al 1724. terreni e cascine a Limbiate. il lettore e il visitatore indietro nel tempo.
come Villa Giovio Lattuada Capponago. L’edificio, nato come casa rurale data in
Dopo diversi passaggi di proprietà la sette- affitto ai contadini, nel XVIII secolo risulta
centesca residenza, oggi, è proprietà priva- appartenere a Giovanni Andrea Besozzo
ta. Villa, giardino e la famosa torretta Caffè che la vende all’inizio del XIX secolo a Lu-
House destano l’interesse per questa nobile igi Ferni.
dimora. Dopo la Seconda Guerra Mondiale Alla morte del Ferni la proprietà viene mes-
tutta la struttura passò al signor Angelo Ma- sa all’asta e nel 1841 passa alla contessa
relli di Paderno Dugnano. Alla sua morte la Beatrice Castiglioni Rasini.
splendida Villa andò in eredità ai figli, attuali Nel 1842 la contessa cede la proprietà ad
proprietari. Ambrogio Bazzero che trasforma la strut-
tura in Villa signorile. Il terreno a nord del-
VILLA BAZZERO MELLA E IL PARCO la Villa viene trasformato in un “giardino
all’inglese”, un parco con ampie zone verdi
Dopo l’antica chiesetta dei Santi Filippo e e la presenza di statue di marmo.
Giacomo si affaccia sulla centrale via Dan- Di particolare interesse risulta essere il cor-
te una struttura di colore rosa: Villa Baz- tile interno della Villa. L’occhio viene subitoPuoi anche leggere