Opera - Le nozze di Figaro Wolfgang Amadeus Mozart - Teatro Alighieri

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Opera - Le nozze di Figaro Wolfgang Amadeus Mozart - Teatro Alighieri
opera
Stagione teatrale 2018-2019
 TEATRO DANTE ALIGHIERI

Wolfgang Amadeus Mozart

Le nozze di Figaro
Opera - Le nozze di Figaro Wolfgang Amadeus Mozart - Teatro Alighieri
Teatro di Tradizione Dante Alighieri

            Stagione d’Opera e Danza
                              2018-2019

     Le nozze di Figaro
                           opera lirica in quattro atti
                               di Lorenzo da Ponte
                   musica di Wolfgang Amadeus Mozart
                    (Edizione Bärenreiter-Verlag, Kassel
rappresentante per l’Italia Casa Musicale Sonzogno di Piero Ostali, Milano)

                          Teatro Alighieri
                 venerdì 22 febbraio ore 20.30
                domenica 24 febbraio ore 15.30
Opera - Le nozze di Figaro Wolfgang Amadeus Mozart - Teatro Alighieri
Sommario
                                                  La locandina................................................................. pag.            5

                                                  Il libretto. ........................................................................ pag.    7

                                                  Il soggetto...................................................................... pag.       55

                                                  Le tre commedie
                                                  di Stefan Kunze ......................................................... pag.               57

                                                  Voi che sapete
                                                  di Cinzia Dichiara ..................................................... pag.                65

                                                  I protagonisti .............................................................. pag.           75

Coordinamento editoriale
Cristina Ghirardini
Grafica Ufficio Edizioni
Fondazione Ravenna Manifestazioni

Foto di scena Teatro Coccia di Novara
© Mario Finotti (in copertina e alle pp. 4, 54,
58, 59, 61, 62, 64, 65, 66, 67, 70, 71, 75)

Foto di scena Festival di Spoleto
© Andrea Kim Mariani (pp. 55, 57)
© Maria Laura Antonelli (p. 60)

L’editore si rende disponibile
per gli eventuali aventi diritto
sul materiale utilizzato.

Stampa Grafiche MDM, Forlì
Opera - Le nozze di Figaro Wolfgang Amadeus Mozart - Teatro Alighieri
Le nozze di Figaro
opera lirica in quattro atti di Lorenzo da Ponte
musica di Wolfgang Amadeus Mozart
(Edizione Bärenreiter-Verlag, Kassel
rappresentante per l’Italia Casa Musicale Sonzogno di Piero Ostali, Milano)

personaggi e interpreti
Il Conte di Almaviva, Grande di Spagna Vittorio Prato
La Contessa Rosina, sua moglie Francesca Sassu
Figaro, cameriere del Conte Simone Del Savio
Susanna, cameriera della Contessa Lucrezia Drei
Barbarina, figlia di Antonio Leonora Tess
Cherubino, paggio Aurora Faggioli
Bartolo, medico Ion Stancu
Marcellina, governante Isabel De Paoli
Don Basilio, maestro di musica Jorge Juan Morata
Don Curzio, giudice Riccardo Benlodi
Antonio, giardiniere Jonathan Kim
due contadine Carlotta Linetti, Simona Pallanti

direttore Erina Yashima
regia Giorgio Ferrara ripresa da Patrizia Frini
scene Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo
costumi Maurizio Galante

Orchestra Giovanile Luigi Cherubini
Coro San Gregorio Magno
maestro del coro Mauro Rolfi
maestro al cembalo Maria Silvana Pavan
ballerini Sara Giacci, Mirko Guarino, Matteo Sangalli, Chiara Valli
coreografia Simona Chiesa
direttore di scena Luigi Maria Barilone
direttore tecnico Helenio Talato
maestri collaboratori Mirco Godio, Alba Pepe
maestro alle luci Cesare Della Sciucca
sovratitoli a cura di Matteo Minetti
datore luci Ivan Pastrovicchio
capo macchinista Pasquale Zanellato
macchinista Alessio Onida
capo attrezzista Lorenzo Mazzoletti
attrezzisti (stagisti) Jacopo Dolce, Giulia Facchetti, Eleonora Fasano, Siria Giraldo, Federica Giudici, Patrick Zanetta
capo sarta Silvia Lumes
trucco e parrucco Rosalia Visaggio

costumi Farani Sartoria Teatrale
calzature Calzature Pompei 2000, Roma

coproduzione Festival di Spoleto 59, Fondazione Teatro Coccia Novara, Teatro Alighieri di Ravenna

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Opera - Le nozze di Figaro Wolfgang Amadeus Mozart - Teatro Alighieri
Le nozze di Figaro
                       opera lirica in quattro atti di Lorenzo da Ponte
                           musica di Wolfgang Amadeus Mozart
                              (Edizione Bärenreiter-Verlag, Kassel
            rappresentante per l’Italia Casa Musicale Sonzogno di Piero Ostali, Milano)

                                            PERSONAGGI

         Il Conte di Almaviva                                                         basso
         La Contessa di Almaviva                                                    soprano
         Susanna, promessa sposa di                                                 soprano
         Figaro                                                                       basso
         Cherubino, paggio del Conte                                                soprano
         Marcellina                                                                 soprano
         Don Bartolo, medico di Siviglia                                              basso
         Don Basilio, maestro di musica                                              tenore
         Don Curzio, giudice                                                         tenore
         Barbarina, figlia di                                                       soprano
         Antonio, giardiniere del Conte e zio di Susanna                              basso

                   Coro di paesani, villanelle, vari ordini di persone, servi

                La scena si rappresenta nel castello del Conte di Almaviva.

Il tempo prescritto dall’uso alle drammatiche rappresentazioni, un certo dato numero
di personaggi comunemente praticato nelle medesime ed alcune altre prudenti viste e
convenienze, dovute ai costumi, al loco e agli spettatori, furono le cagioni per cui non
ho fatto una traduzione di questa eccellente commedia, ma una imitazione, piuttosto, o
vogliamo dire un estratto.
Per questo sono costretto a ridurre a undici attori i sedici che la compongono, due de’ quali
si possono eseguire da uno stesso soggetto, e ad omettere oltre un intiero atto di quella,
molte graziosissime scene e molti bei motti e saletti ond’è sparsa; in loco di che ho dovuto
sostituire canzonette, arie, cori ed altri pensieri e parole di musica suscettibili: cose che
dalla sola poesia, e non mai dalla prosa si somministrano.
Ad onta, però di tutto lo studio e di tutta la diligenza e cura avuta dal maestro di Cappella e
da me per esser brevi, l’opera non sarà delle più corte che si sieno esposte sul nostro teatro:
al che speriamo che basti di scusa la varietà delle fila onde è tessuta l’azione di questo
dramma, la vastità e grandezza del medesimo, la moltiplicità de’ pezzi musicali che si son
dovuti fare per non tener di soverchio oziosi gli attori per scemare la noia e monotonia dei
lunghi recitativi, per esprimere a tratto a tratto con diversi colori le diverse passioni che
vi campeggiano, e il desiderio nostro, particolarmente, di offrire un quasi nuovo genere di
spettacolo ad un pubblico di gusto sì raffinato e di sì giudizioso intendimento.
                                                                                       Il Poeta
                       (Editore proprietario Bärenreiter-Verlag, Kassel.
           Rappresentante per l’ltalia: Casa Musicale Sonzogno di Piero Ostali, Milano)

                       Le parti in grigio sono omesse in questa rappresentazione.

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Opera - Le nozze di Figaro Wolfgang Amadeus Mozart - Teatro Alighieri
[Sinfonia]       Susanna                                                 Susanna                                                Susanna
                                                         Io per me te la dono.                                   Ascolta…                                               Queste le grazie son, questa la cura
ATTO PRIMO                                                                                                                                                              ch’egli prende di te, della tua sposa.
Camera non affatto ammobiliata, una sedia                Figaro                                                  Figaro
d’appoggio in mezzo.                                     		                      E la ragione?                            Fa’ presto…                                   Figaro
                                                                                                                                                                        Oh guarda un po’ che carità pelosa!
                                                         Susanna                                                 Susanna
Scena prima                                              (toccandosi la fronte)                                  Se udir brami il resto,                                Susanna
Figaro con una misura in mano e Susanna allo             La ragione l’ho qui.                                    discaccia i sospetti                                   Chètati: or viene il meglio. Don Basilio,
specchio che si sta mettendo un cappellino                                                                       che torto mi fan.                                      mio maestro di canto, e suo mezzano,
ornato di fiori.                                         Figaro                                                                                                         nel darmi la lezione
                                                         (facendo lo stesso)                                     Figaro                                                 mi ripete ogni dì questa canzone.
                                     [1. Duettino]       		                  Perché non puoi                     Udir bramo il resto,
                                                         far che passi un po’ qui?                               i dubbi, i sospetti                                    Figaro
Figaro                                                                                                           gelare mi fan.                                         Chi? Basilio? Oh birbante!
(misurando)                                              Susanna
Cinque… dieci… venti… trenta…                            			                            Perché non voglio.                                     [Recitativo secco]       Susanna
trentasei… quarantatré…                                  Sei tu mio servo o no?                                                                                         		                      E tu credevi
                                                                                                                 Susanna                                                che fosse la mia dote
Susanna                                                  Figaro                                                  Or bene; ascolta, e taci!                              merto del tuo bel muso!
(specchiandosi)                                          		                     Ma non capisco
Ora sì ch’io son contenta;                               perché tanto ti spiace                                  Figaro                                                 Figaro
sembra fatto inver per me.                               la più comoda stanza del palazzo.                       (inquieto)                                             Me n’era lusingato.
Guarda un po’, mio caro Figaro,                                                                                  Parla; che c’è di nuovo?
guarda adesso il mio cappello.                           Susanna                                                                                                        Susanna
(seguitando a guardarsi)                                 Perch’io son la Susanna, e tu sei pazzo.                Susanna                                                		                   Ei la destina
                                                                                                                 		                        Il signor Conte,             per ottener da me certe mezz’ore…
Figaro                                                   Figaro                                                  stanco di andar cacciando le straniere                 che il diritto feudale…
Sì, mio core, or è più bello,                            Grazie; non tanti elogi! guarda un poco                 bellezze forestiere,
sembra fatto inver per te.                               se potrìasi star meglio in altro loco.                  vuole ancor nel castello                               Figaro
                                                                                                                 ritentar la sua sorte,                                 Come? ne’ feudi suoi
Susanna e Figaro                                                                                 [2. Duettino]
                                                                                                                 né già di sua consorte, bada bene,                     non l’ha il Conte abolito?
Ah il mattino alle nozze vicino                                                                                  appetito gli viene…
                                                         Se a caso madama
quanto è dolce al mio/tuo tenero sposo                                                                                                                                  Susanna
                                                         la notte ti chiama,
questo bel cappellino vezzoso                                                                                    Figaro                                                 Ebben; ora è pentito, e par che voglia
                                                         din din, in due passi
che Susanna ella stessa si fe’.                                                                                  		                  E di chi dunque?                   riscattarlo da me.
                                                         da quella puoi gir.
                                [Recitativo secco]       Vien poi l’occasione                                    Susanna                                                Figaro
                                                         che vuolmi il padrone,                                  Della tua Susannetta.                                  		                Bravo! mi piace:
Susanna                                                  don don, in tre salti                                                                                          che caro signor Conte!
Cosa stai misurando,                                     lo vado a servir.                                       Figaro                                                 Ci vogliam divertir: trovato avete…
caro il mio Figaretto?
                                                                                                                 (con sorpresa)                                         (si sente suonare un campanello)
                                                         Susanna                                                 Di te?                                                 Chi suona? la Contessa.
Figaro                                                   Così se il mattino
Io guardo se quel letto                                  il caro Contino,                                        Susanna                                                Susanna
che ci destina il Conte                                  din din, e ti manda                                            Di me medesma; ed ha speranza                   Addio, addio, Fi… Fi… Figaro bello…
farà buona figura in questo loco.                        tre miglia lontan,                                      che al nobil suo progetto
                                                         din din, e a mia porta                                  utilissima sia tal vicinanza.                          Figaro
Susanna                                                  il diavol lo porta,                                                                                            Coraggio, mio tesoro.
E in questa stanza?…                                     ed ecco in tre salti…                                   Figaro
Figaro                                                                                                           Bravo! tiriamo avanti.                                 Susanna
                                                         Figaro
		                   Certo: a noi la cede                                                                                                                               		                    E tu, cervello.
                                                         Susanna, pian pian!
generoso il padrone.                                                                                                                                                    (parte)

                                                     8                                                                                                              9
Opera - Le nozze di Figaro Wolfgang Amadeus Mozart - Teatro Alighieri
Scena seconda                                         bastò più spesso un pretesto; ed egli ha meco,          fingiam di non vederla.                                    Marcellina
Figaro solo, passeggiando con foco per la             oltre questo contratto, certi impegni…                  (forte)                                                    (riverenza)
camera e fregandosi le mani.                          so io… basta… or conviene                               E quella buona perla                                       La sposa novella!
                                                      la Susanna atterrir. Convien con arte                   la vorrebbe sposar!
Figaro                                                impuntigliarla a rifiutare il Conte.                                                                               Susanna
Bravo, signor padrone!… ora incomincio                Egli per vendicarsi                                     Susanna                                                    (riverenza)
a capir il mistero… e a veder schietto                prenderà il mio partito,                                (resta indietro)                                           La dama d’onore!
tutto il vostro progetto: a Londra, è vero?…          e Figaro così fia mio marito.                           		                     (Di me favella.)
Voi ministro, io corriero, e la Susanna…                                                                                                                                 Marcellina
secreta ambasciatrice…                                Bartolo                                                 Marcellina                                                 (riverenza)
Non sarà, non sarà, Figaro il dice.                   (prende il contratto dalle mani di Marcellina)          Ma da Figaro alfine                                        Del Conte la bella!
                                                      Bene, io tutto farò: senza riserve                      non può meglio sperarsi: argent fait tout.
                                    [3. Cavatina]                                                                                                                        Susanna
                                                      tutto a me palesate. (Avrei pur gusto
Se vuol ballare,                                      di dar per moglie la mia serva antica                   Susanna                                                    (riverenza)
signor contino,                                       a chi mi fece un dì rapir l’amica.)                     (Che lingua! Manco male                                    Di Spagna l’amore!
il chitarrino                                                                                                 ch’ognun sa quanto vale.)
                                                                                                  [4. Aria]                                                              Marcellina
le suonerò.
                                                      La vendetta, oh la vendetta                             Marcellina                                                 I meriti!
Se vuol venire                                                                                                Brava! questo è giudizio!
                                                      è un piacer serbato ai saggi:
nella mia scuola,                                                                                             Con quegli occhi modesti,                                  Susanna
                                                      obliar l’onte, gli oltraggi
la capriola                                                                                                   con quell’aria pietosa,                                          L’abito!
                                                      è bassezza, è ognor viltà.
le insegnerò.                                                                                                 e poi…
                                                      Coll’astuzia… coll’arguzia…                                                                                        Marcellina
Saprò… ma piano…                                                                                                                                                         Il posto!
                                                      col giudizio… col criterio…                             Susanna
meglio ogni arcano
                                                      si potrebbe…. il fatto è serio…                             (Meglio è partir.)
dissimulando                                                                                                                                                             Susanna
                                                      ma, credete, si farà.
scoprir potrò!                                                                                                                                                                 L’età!
                                                      Se tutto il codice                                      Marcellina
L’arte schermendo,                                                                                            		                    (Che cara sposa!)
                                                      dovessi volgere                                                                                                    Marcellina
l’arte adoprando,                                                                                             (vanno tutte due per partire e s’incontrano alla
                                                      se tutto l’indice                                                                                                  (infuriata)
di qua pungendo,                                                                                              porta)
                                                      dovessi leggere,                                                                                                   Per Bacco, precipito,
di là scherzando,
                                                      con un equivoco,                                                                                  [5. Duettino]    se ancor resto qua.
tutte le macchine
                                                      con un sinonimo
rovescierò.                                                                                                   (Marcellina fa una riverenza)
                                                      qualche garbuglio                                                                                                  Susanna
Se vuol ballare, ecc.                                 si troverà.                                             Via, resti servita,                                        (minchionandola)
(parte)                                                                                                       madama brillante.                                          Sibilla decrepita,
                                                      Tutta Siviglia
                                                                                                                                                                         da rider mi fa.
                                                      conosce Bartolo:                                        Susanna                                                    (Marcellina parte infuriata)
                                                      il birbo Figaro                                         (fa una riverenza)
Scena terza
                                                      vinto sarà.                                             Non sono sì ardita,
Bartolo e Marcellina con un contratto in mano.
                                                      (parte)                                                 madama piccante.                                           Scena quinta
                              [Recitativo secco]                                                                                                                         Susanna e poi Cherubino.
                                                                                                              Marcellina
                                                      Scena quarta                                            (riverenza)                                                                               [Recitativo secco]
Bartolo
                                                      Marcellina, poi Susanna con cuffia da donna, un         No, prima a lei tocca.
Ed aspettaste il giorno
                                                      nastro e un abito da donna.                                                                                        Susanna
fissato alle sue nozze
                                                                                                              Susanna                                                    Va’ là, vecchia pedante,
per parlarmi di questo?
                                                                                        [Recitativo secco]    (riverenza)                                                dottoressa arrogante,
                                                                                                              No, no, tocca a lei.                                       perché hai letto due libri
Marcellina
                                                      Marcellina                                                                                                         e seccata madama in gioventù…
		                     Io non mi perdo,
                                                      Tutto ancor non ho perso:                               Marcellina e Susanna
dottor mio, di coraggio:
                                                      mi resta la speranza:                                   (riverenza)                                                Cherubino
per romper de’ sponsali
                                                      ma Susanna si avanza: io vo’ provarmi…                  Io so i doveri miei,                                       (esce in fretta)
più avanzati di questo
                                                      (piano)                                                 non fo inciviltà.                                          Susannetta, sei tu?

                                                 10                                                                                                                     11
Opera - Le nozze di Figaro Wolfgang Amadeus Mozart - Teatro Alighieri
Susanna                                          (bacia e ribacia il nastro)                           Scena sesta                                           Susanna
Son io, cosa volete?                             Io non te ’l renderò che con la vita!                 Cherubino, Susanna e poi il Conte.                    Lasciatemi, signor; dritto non prendo,
                                                                                                                                                             (con smania)
                                                                                                       (Cherubino va per partire, e vedendo il Conte da
Cherubino                                        Susanna                                                                                                     non ne vo’, non ne intendo… oh me infelice!
                                                                                                       lontano, torna indietro impaurito e si nasconde
Ah cor mio, che accidente!                       (sèguita a corrergli dietro, ma poi si arresta
                                                                                                       dietro la sedia)
                                                 come fosse stanca)                                                                                          Conte
Susanna                                          Cos’è quest’insolenza?                                                                                      Ah no, Susanna, io ti vo’ far felice!
                                                                                                                                      [Recitativo secco]
Cor vostro! Cosa avvenne?                                                                                                                                    (come sopra)
                                                 Cherubino                                                                                                   Tu ben sai quanto io t’amo: a te Basilio
                                                                                                       Cherubino
Cherubino                                        		                   Eh via, sta’ cheta!                                                                    tutto già disse: or senti,
                                                                                                       Ah son perduto!
			                         Il Conte ieri        In ricompensa poi                                                                                           se per pochi momenti
perché trovommi sol con Barbarina,               questa mia canzonetta io ti vo’ dare.                                                                       meco in giardin sull’imbrunir del giorno…
                                                                                                       Susanna
il congedo mi diede;                                                                                                                                         ah per questo favore io pagherei…
                                                                                                                      Che timor! il Conte!
e se la Contessina,                              Susanna
                                                                                                       (cerca di mascherar Cherubino)
la mia bella comare,                             E che ne debbo fare?                                                                                        Basilio
                                                                                                       Misera me!
grazia non m’intercede, io vado via,                                                                                                                         (dentro la scena)
(con ansietà)                                    Cherubino                                                                                                   È uscito poco fa.
                                                                                                       Conte
io non ti vedo più, Susanna mia!                 Leggila alla padrona;
                                                                                                                  Susanna, tu mi sembri
                                                 leggila tu medesma;                                                                                         Conte
                                                                                                       agitata e confusa.
Susanna                                          leggila a Barbarina, a Marcellina;                                                                                           Chi parla?
Non vedete più me! Bravo! Ma dunque              (con trasporti di gioia)
                                                                                                       Susanna
non più per la Contessa                          leggila ad ogni donna del palazzo!                                                                          Susanna
                                                                                                       Signor… io chiedo scusa…
secretamente il vostro cor sospira?                                                                                                                          			                           Oh Dei!
                                                                                                       ma… se mai… qui sorpresa…
                                                 Susanna
                                                                                                       per carità! partite.
Cherubino                                        Povero Cherubin, siete voi pazzo!                                                                           Conte
Ah che troppo rispetto ella m’ispira!                                                                                                                        Esci, e alcun non entri.
                                                                                                       Conte
Felice te, che puoi                                                                        [6. Aria]
                                                                                                       Un momento, e ti lascio;
vederla quando vuoi,                                                                                                                                         Susanna
                                                                                                       odi.
che la vesti il mattino,                         Cherubino                                                                                                   (inquietissima)
                                                                                                       (si mette a sedere sulla sedia, prende Susanna
che la sera la spogli,                           Non so più cosa son, cosa faccio,                                                                           Ch’io vi lasci qui solo?
                                                                                                       per la mano)
che le metti i merletti,                         or di foco, ora sono di ghiaccio,
gli spilloni…                                    ogni donna cangiar di colore,                                                                               Basilio
                                                                                                       Susanna
(con un sospiro)                                 ogni donna mi fa palpitar.                                                                                  (dentro)
                                                                                                       (si distacca con forza)
              ah se in tuo loco…                                                                                                                             Da madama ei sarà, vado a cercarlo.
                                                 Solo ai nomi d’amor, di diletto,                          Non odo nulla.
Cos’hai lì? Dimmi un poco…
                                                 mi si turba, mi s’àltera il petto
                                                                                                                                                             Conte
                                                 e a parlare mi sforza d’amore                         Conte
Susanna                                                                                                                                                      (addita la sedia)
                                                 un desìo ch’io non posso spiegar.                     Due parole. Tu sai
(imitandolo)                                                                                                                                                 Qui dietro mi porrò.
                                                                                                       che ambasciatore a Londra
Ah il vago nastro, e la notturna cuffia          Parlo d’amor vegliando,
                                                                                                       il re mi dichiarò; di condur meco
di comare sì bella.                              parlo d’amor sognando,                                                                                      Susanna
                                                                                                       Figaro destinai.
                                                 all’acque, all’ombra, ai monti,                                                                             		                   Non vi celate.
Cherubino                                        ai fiori, all’erbe, ai fonti,
                                                                                                       Susanna
(toglie il nastro di mano a Susanna)             all’eco, all’aria, ai venti,                                                                                Conte
                                                                                                       (timida)
Deh dammelo, sorella,                            che il suon de’ vani accenti                                                                                Taci, e cerca ch’ei parta.
                                                                                                                      Signor, se osassi…
dammelo, per pietà!                              portano via con sé.                                                                                         (il Conte vuol nascondersi dietro il sedile;
                                                                                                                                                             Susanna si frappone tra il paggio e lui; il Conte la
                                                 E se non ho chi m’oda,                                Conte
Susanna                                                                                                                                                      spinge dolcemente. Ella rincula, intanto il paggio
                                                 parlo d’amor con me.                                  (sorge)
(vuol riprenderglielo)                                                                                                                                       passa al davanti del sedile, si mette dentro in
                                                                                                       Parla, parla, mia cara, e con quel dritto
		                   Presto quel nastro!                                                                                                                     piedi, Susanna lo ricopre colla vestaglia)
                                                                                                       (con tenerezza, e tentando di riprenderle la mano)
                                                                                                       ch’oggi prendi su me finché tu vivi
Cherubino                                                                                                                                                    Susanna
                                                                                                       chiedi, imponi, prescrivi.
(si mette a girare intorno la sedia)                                                                                                                         		                         Ohimè! che fate?
Oh caro, oh bello, oh fortunato nastro!

                                            12                                                                                                              13
Opera - Le nozze di Figaro Wolfgang Amadeus Mozart - Teatro Alighieri
Scena settima                                          Susanna                                                Susanna                                             Basilio
Detti e Basilio.                                       (con forza)                                            Che ruina, me meschina,                                    Che!
                                                                 Uom maligno,                                 (quasi svenuta)
Basilio                                                un’impostura è questa.                                 son oppressa dal dolor.                             Conte
Susanna, il ciel vi salvi: avreste a caso                                                                                                                                      Da tua cugina
veduto il Conte?                                       Basilio                                                Basilio e Conte                                     l’uscio ier trovai rinchiuso;
                                                       È un maligno con voi chi ha gli occhi in testa.        (sostenendola)                                      picchio, m’apre Barbarina
Susanna                                                E quella canzonetta?                                   Ah già svien la poverina!                           paurosa fuor dell’uso.
                 E cosa                                ditemi in confidenza; io sono amico,                   come, oh Dio! le batte il cor!                      Io dal muso insospettito,
deve far meco il Conte? Animo, uscite.                 ad altrui nulla dico;                                                                                      guardo, cerco in ogni sito,
                                                       e per voi, per madama…                                 Basilio                                             ed alzando pian pianino
Basilio                                                                                                       (approssimandosi al sedile in atto farla sedere)    il tappeto al tavolino
Aspettate, sentite.                                    Susanna                                                Pian pianin su questo seggio.                       vedo il paggio…
Figaro di lui cerca.                                   (mostra dello smarrimento)                                                                                 (imita il gesto colla vestaglia e scopre il paggio;
                                                       (Chi diavol gliel’ha detto?)                           Susanna                                             con sorpresa)
Susanna                                                                                                       (rinviene)                                                           ah! cosa veggio!
		                  (Oh cieli!) Ei cerca               Basilio                                                Dove sono! cosa veggio!
chi dopo voi più l’odia.                               A proposito, figlia,                                   (staccandosi da tutti due)                          Susanna
                                                       instruitelo meglio;                                    Che insolenza, andate fuor.                         (con timore)
Conte                                                  egli la guarda a tavola sì spesso,                                                                         Ah! crude stelle!
(Veggiam come mi serve.)                               e con tale immodestia,                                 Basilio
                                                       che se il Conte s’accorge… ehi su tal punto,           (con malignità)                                     Basilio
Basilio                                                sapete, egli è una bestia.                             Siamo qui per aiutarvi,                             (con riso)
Io non ho mai nella moral sentito                                                                             è sicuro il vostro onor.                                             Ah! meglio ancora!
ch’uno ch’ama la moglie odî il marito.                 Susanna
Per dir che il Conte v’ama…                            		                    Scellerato!                      Conte                                               Conte
                                                       E perché andate voi                                    Siamo qui per aiutarti,                             Onestissima signora!
Susanna                                                tai menzogne spargendo?                                non turbarti, oh mio tesor.                         or capisco come va.
Sortite, vil ministro
(con risentimento)                                     Basilio                                                Basilio                                             Susanna
dell’altrui sfrenatezza: io non ho d’uopo              Io! che ingiustizia! quel che compro io vendo.         (al Conte)                                          Accader non può di peggio,
della vostra morale                                    A quel che tutti dicono                                Ah del paggio quel ch’ho detto                      giusti Dei! che mai sarà!
del Conte, del suo amor…                               io non ci aggiungo un pelo.                            era solo un mio sospetto.
                                                                                                                                                                  Basilio
Basilio                                                Conte                                                  Susanna                                             Così fan tutte le belle:
		                          Non c’è alcun male.        (sortendo)                                             È un’insidia, una perfidia,                         non c’è alcuna novità.
Ha ciascun i suoi gusti: io mi credea                  Come, che dicon tutti!                                 non credete all’impostor.
che preferir doveste per amante,                                                                                                                                                                  [Recitativo secco]
come fan tutte quante,                                 Basilio                                                Conte
un signor liberal, prudente, e saggio,                 		                     Oh bella!                       Parta, parta il damerino!                           Conte
a un giovinastro, a un paggio…                         Susanna                                                                                                    Basilio, in traccia tosto
                                                       			                                Oh cielo!           Susanna e Basilio                                   di Figaro volate:
Susanna                                                                                                       Poverino!                                           (addita Cherubino che non si muove di loco)
(con ansietà)                                                                                 [7. Terzetto]                                                       io vo’ ch’ei veda…
			                              A Cherubino!                                                                 Conte
                                                       Conte                                                  (ironicamente)                                      Susanna
Basilio                                                (a Basilio)                                                     Poverino!                                  (con vivezza)
A Cherubino! a Cherubin d’amore                        Cosa sento! tosto andate,                              ma da me sorpreso ancor.                            		                  Ed io che senta: andate.
ch’oggi sul far del giorno                             e scacciate il seduttor.
passeggiava qui d’intorno,                                                                                    Susanna                                             Conte
per entrar…                                            Basilio                                                Come!                                               Restate: che baldanza! e quale scusa
                                                       In mal punto son qui giunto,                                                                               se la colpa è evidente?
                                                       perdonate, oh mio signor.

                                                  14                                                                                                             15
Opera - Le nozze di Figaro Wolfgang Amadeus Mozart - Teatro Alighieri
Susanna                                                                                               [8. Coro]   Tutti                                                 Figaro
Non ha d’uopo di scusa un’innocente.                                                                              Evviva, evviva, evviva!                               Ah in un giorno sì bello!
                                                          Coro
Conte                                                     Giovani liete,                                          Susanna                                               Susanna
Ma costui quando venne?                                   fiori spargete                                          (malignamente)                                        In un giorno di nozze!
                                                          davanti il nobile                                       Che virtù!
Susanna                                                   nostro signor.                                                                                                Figaro
		                           Egli era meco                                                                        Figaro                                                Quando ognuno v’ammira!
                                                          Il suo gran core
quando voi qui giungeste, e mi chiedea                                                                                      Che giustizia!
                                                          vi serba intatto
d’impegnar la padrona                                                                                                                                                   Cherubino
                                                          d’un più bel fiore
a intercedergli grazia: il vostro arrivo                                                                          Conte                                                 (s’inginocchia)
                                                          l’almo candor.
in scompiglio lo pose,                                                                                            (a Figaro e Susanna)                                  Perdono, mio signor…
ed allor in quel loco si nascose.                                                                                 		                        A voi prometto
                                                                                          [Recitativo secco]
                                                                                                                  compier la cerimonia:                                 Conte
Conte                                                                                                             chiedo sol breve indugio; io voglio in faccia         		                       Nol meritate.
                                                          Conte
Ma s’io stesso m’assisi                                                                                           de’ miei più fidi, e con più ricca pompa
                                                          (a Figaro, con sorpresa)
quando in camera entrai!                                                                                          rendervi appien felici.                               Susanna
                                                          Cos’è questa commedia?
                                                                                                                  (Marcellina si trovi.) Andate, amici.                 Egli è ancora fanciullo!
Cherubino
                                                          Figaro
(timidamente)                                                                                                                                              [9. Coro]    Conte
                                                          (piano a Susanna)
Ed allora di dietro io mi celai.                                                                                                                                        Men di quel che tu credi.
                                                          		                         (Eccoci in danza:
                                                                                                                  Coro
                                                          secondami, cor mio.)
Conte                                                                                                             (spargendo il resto deifiori)                         Cherubino
E quando io là mi posi?                                                                                           Giovani liete,                                        È ver, mancai; ma dal mio labbro alfine…
                                                          Susanna
                                                                                                                  fiori spargete
                                                          		                    (Non ci ho speranza.)
Cherubino                                                                                                         davanti il nobile                                     Conte
Allor io pian mi volsi, e qui m’ascosi.                                                                           nostro signor.                                        (lo alza)
                                                          Figaro
                                                                                                                                                                        Ben ben; io vi perdono.
                                                          Signor, non isdegnate                                   Il suo gran core
Conte                                                                                                                                                                   Anzi farò di più; vacante è un posto
                                                          questo del nostro affetto                               vi serba intatto
(a Susanna)                                                                                                                                                             d’uffizial nel reggimento mio;
                                                          meritato tributo: or che aboliste                       d’un più bel fïore
Oh cielo! dunque ha sentito                                                                                                                                             io scelgo voi: partite tosto: addio.
                                                          un diritto sì ingrato a chi ben ama…                    l’almo candor.
quello ch’io ti dicea!                                                                                                                                                  (il Conte vuol partire, Susanna e Cherubino
                                                                                                                  (partono)
                                                                                                                                                                        l’arrestano)
                                                          Conte
Cherubino
                                                          Quel dritto or non v’è più; cosa si brama?                                              [Recitativo secco]
Feci per non sentir quanto potea.                                                                                                                                       Susanna e Figaro
                                                                                                                                                                        Ah fin domani sol…
                                                          Figaro                                                  Figaro
Conte
                                                          Della vostra saggezza il primo frutto                   Evviva!
Oh perfidia!                                                                                                                                                            Conte
                                                          oggi noi coglierem: le nostre nozze
                                                                                                                                                                        		                       No, parta tosto.
                                                          si son già stabilite: or a voi tocca                    Susanna
Basilio
                                                          costei che un vostro dono                                    Evviva!
             Frenatevi: vien gente.                                                                                                                                     Cherubino
                                                          illibata serbò, coprir di questa,
                                                                                                                                                                        (con passione e sospirando)
                                                          simbolo d’onestà, candida vesta.                        Basilio
Conte                                                                                                                                                                   A ubbidirvi, signor, son già disposto.
                                                                                                                                Evviva!
(lo tira giù dal sedile)
                                                          Conte
E voi restate qui, piccol serpente!                                                                                                                                     Conte
                                                          (Diabolica astuzia!                                     Figaro
                                                                                                                                                                        Via, per l’ultima volta
                                                          ma fingere convien.) Son grato, amici,                  (a Cherubino)
                                                                                                                                                                        la Susanna abbracciate.
                                                          ad un senso sì onesto!                                  E voi non applaudite?
Scena ottava                                                                                                                                                            (Cherubino abbraccia la Susanna che rimane
                                                          ma non merto per questo
I suddetti. Figaro con bianca veste in mano;                                                                                                                            confusa)
                                                          né tributi, né lodi; e un dritto ingiusto               Susanna
Coro di contadine e di contadini vestiti di bianco                                                                                                                      (Inaspettato è il colpo.)
                                                          ne’ miei feudi abolendo,                                È afflitto, poveretto!
che spargono fiori, raccolti in piccioli panieri,
                                                          a natura, al dover lor dritti io rendo.                 perché il padron lo scaccia dal castello!
davanti al Conte e cantano il seguente                                                                                                                                  Figaro
                                                                                                                                                                        		                         Ehi, capitano,

                                                     16                                                                                                                17
a me pure la mano                                       ATTO SECONDO                                             Susanna
(piano a Cherubino)                                     Camera ricca con alcova e tre porte.                     Eccolo: vieni, amico.
		                  (io vo’ parlarti                                                                             Madama impaziente…
pria che tu parta).
(con finta gioia)                                       Scena prima                                              Figaro
		                 Addio,                               La Contessa; poi Susanna e poi Figaro.                   (con ilare disinvoltura)
picciolo Cherubino;                                                                                              		                       A voi non tocca
come cangia in un punto il tuo destino.                                                        [11. Cavatina]    stare in pena per questo.
                                                                                                                 Alfin di che si tratta? Al signor Conte
                                          [10. Aria]
                                                        Contessa                                                 piace la sposa mia,
(a Cherubino)                                           Porgi, amor, qualche ristoro                             indi segretamente
Non più andrai farfallone amoroso                       al mio duolo, a’ miei sospir.                            ricuperar vorria
notte e giorno d’intorno girando,                       O mi rendi il mio tesoro,                                il diritto feudale.
delle belle turbando il riposo,                         o mi lascia almen morir.                                 Possibile è la cosa, e naturale.
Narcisetto, Adoncino d’amor.
                                                                                           [Recitativo secco]
                                                                                                                 Contessa
Non più avrai questi bei pennacchini,                                                                            Possibil!
                                                        (Susanna entra)
quel cappello leggero e galante,
                                                        Vieni, cara Susanna,
quella chioma, quell’aria brillante,                                                                             Susanna
                                                        finiscimi l’istoria.
quel vermiglio donnesco color.                                                                                             Natural!
Tra guerrieri, poffar Bacco!                            Susanna
gran mustacchi, stretto sacco,                                             È già finita.                         Figaro
schioppo in spalla, sciabla al fianco,                                                                           		              Naturalissima.
collo dritto, muso franco,                              Contessa                                                 E se Susanna vuol, possibilissima.
un gran casco, o un gran turbante,                      Dunque volle sedurti?
molto onor, poco contante!                                                                                       Susanna
                                                        Susanna                                                  Finiscila una volta.
Ed invece del fandango                                  		                    Oh il signor Conte
una marcia per il fango,                                non fa tai complimenti                                   Figaro
per montagne, per valloni,                              colle donne mie pari;                                    		                  Ho già finito.
con le nevi e i sollioni                                egli venne a contratto di danari.                        Quindi prese il partito
al concerto di tromboni,                                                                                         di sceglier me corriero, e la Susanna
di bombarde, di cannoni                                 Contessa                                                 consigliera segreta d’ambasciata:
che le palle in tutti i tuoni                           Ah il crudel più non m’ama!                              e perch’ella ostinata ognor rifiuta
all’orecchio fan fischiar.                                                                                       il diploma d’onor ch’ei le destina,
Cherubino alla vittoria,                                Susanna                                                  minaccia di protegger Marcellina.
alla gloria militar.                                    			                              E come poi              Questo è tutto l’affare.
(partono tutti alla militare)                           è geloso di voi?
                                                                                                                 Susanna
                                                        Contessa                                                 Ed hai coraggio di trattar scherzando
                                                                       Come lo sono                              un negozio sì serio?
                                                        i moderni mariti:
                                                        per sistema infedeli,                                    Figaro
                                                        per genio capricciosi,                                   		                     Non vi basta
                                                        e per orgoglio poi tutti gelosi.                         che scherzando io ci pensi? Ecco il progetto:
                                                        Ma se Figaro t’ama… ei sol potria…                       per Basilio un biglietto
                                                                                                                 io gli fo capitar che l’avvertisca
                                                        Figaro                                                   di certo appuntamento
                                                        (cantando entro la scena)                                (alla Contessa)
                                                        La la la la la la la la la la                            che per l’ora del ballo
                                                        La la la la laran la la la la.                           a un amante voi deste…

                                                   18                                                           19
Contessa                                            Cherubino vi mando; lascio a voi             che stamane a me deste                                  Non trovo pace
		                    Oh ciel! che sento!           la cura di vestirlo.                         a madama cantate.                                       notte né dì,
ad un uom sì geloso!…                                                                                                                                    ma pur mi piace
                                                    Contessa                                     Contessa                                                languir così.
Figaro                                              		                 E poi?…                   Chi n’è l’autor?
                                                                                                                                                         Voi che sapete
		                       Ancora meglio.
                                                                                                                                                         che cosa è amor,
Così potrem più presto imbarazzarlo,                Figaro                                       Susanna
                                                                                                                                                         donne, vedete
confonderlo, imbrogliarlo,                          		                           E poi…          (additando Cherubino)
                                                                                                                                                         s’io l’ho nel cor.
rovesciargli i progetti,                            (cantando)                                                    Guardate: egli ha due braccia
empierlo di sospetti, e porgli in testa             Se vuol ballare,                             di rossor sulla faccia.
                                                                                                                                                                                          [Recitativo secco]
che la moderna festa                                signor contino,
ch’ei di fare a me tenta altri a lui faccia;        il chitarrino                                Contessa                                                Contessa
onde qua perda il tempo, ivi la traccia.            le suonerò.                                  Prendi la canzonetta, e l’accompagna.                   Bravo! che bella voce! io non sapea
Così quasi ex abrupto, e senza ch’abbia             (parte)                                                                                              che cantaste sì bene.
fatto per frastornarci alcun disegno,                                                            Cherubino
vien l’ora delle nozze, e in faccia a lei                                                        Io sono sì tremante…                                    Susanna
(segnando la Contessa)                              Scena seconda                                ma se madama vuole…                                     		                     Oh in verità
non fia ch’osi d’opporsi ai voti miei.              La Contessa, Susanna, poi Cherubino.                                                                 egli fa tutto ben quello ch’ei fa.
                                                                                                 Susanna                                                 Presto a noi, bel soldato:
Susanna                                             Contessa                                     Lo vuole, sì, lo vuol. Manco parole.                    Figaro v’informò…
È ver, ma in di lui vece                            Quanto duolmi, Susanna,
s’opporrà Marcellina.                               che questo giovinetto abbia del Conte                                               [12. Arietta]    Cherubino
                                                    le stravaganze udite! Ah tu non sai!…                                                                		                   Tutto mi disse.
Figaro                                              ma per qual causa mai                        (la Susanna fa il ritornello sul chitarrino)
		                     Aspetta: al Conte            da me stessa ei non venne?…                                                                          Susanna
farai subito dir che verso sera                     Dov’è la canzonetta?                         Cherubino                                               (si misura con Cherubino)
attèndati in giardino:                                                                           Voi che sapete                                          Lasciatemi veder: andrà benissimo:
il picciol Cherubino                                Susanna                                      che cosa è amor,                                        siam d’uguale statura…
per mio consiglio non ancor partito,                		                    Eccola: appunto        donne, vedete                                           (gli cava il manto)
da femmina vestito,                                 facciam che ce la canti…                     s’io l’ho nel cor.                                      		                     Giù quel manto.
faremo che in tua vece ivi sen vada!                Zitto: vien gente: è desso.
                                                                                                 Quello ch’io provo
Questa è l’unica strada                             (a Cherubino)                                                                                        Contessa
                                                                                                 vi ridirò,
onde monsù sorpreso da madama                       		                         Avanti, avanti,                                                           Che fai?
                                                                                                 e per me nuovo,
sia costretto a far poi quel che si brama.          signor uffiziale.
                                                                                                 capir nol so.
                                                                                                                                                         Susanna
Contessa                                            Cherubino                                    Sento un affetto                                              Niente paura.
(a Susanna)                                                       Ah, non chiamarmi              pien di desir
Che ti par?                                         con nome sì fatale! ei mi rammenta           ch’ora è diletto,                                       Contessa
                                                    che abbandonar degg’io                       ch’ora è martir.                                        E se qualcuno entrasse?
Susanna                                             comare tanto buona…
            Non c’è mal.                                                                         Gelo e poi sento                                        Susanna
                                                    Susanna                                      l’alma avvampar,                                        Entri, che mal facciamo?
Contessa                                            		                     E tanto bella!        e in un momento                                         La porta chiuderò.
		                         Nel nostro caso…                                                      torno a gelar.                                          (chiude la porta)
                                                    Cherubino                                    Ricerco un bene                                         		                 Ma come poi
Susanna                                             (sospirando)                                 fuori di me,                                            acconciargli i capelli?
Quand’egli è persuaso… e dove è il tempo?           Ah sì… certo…                                non so chi ’l tiene,
                                                                                                 non so cos’è.                                           Contessa
Figaro                                              Susanna                                                                                              		                    Una mia cuffia
Ito è il Conte alla caccia; e per qualch’ora        (imitandolo)                                 Sospiro e gemo                                          prendi nel gabinetto.
non sarà di ritorno: io vado e tosto                                Ah sì… certo… Ipocritone!    senza voler,                                            Presto: che carta è quella?
(sempre in atto di partire)                         Via, presto la canzone                       palpito e tremo                                         (Susanna va nel gabinetto a pigliar una cuffia;
                                                                                                 senza saper.                                            Cherubino si accosta alla Contessa, e gli lascia

                                               20                                                                                                       21
veder la patente che terrà in petto; la Contessa            (piano alla Contessa)                               Contessa                                          Cherubino
la prende, l’apre, e vede che manca il sigillo)             Mirate il bricconcello!                             E segui a far la pazza?                                      Oh ciel! perché morir non lice!
                                                            mirate quanto è bello!                              Va’ nel mio gabinetto e prendi un poco            Forse vicino all’ultimo momento…
Cherubino                                                   che furba guardatura!                               d’inglese taffetà, ch’è sullo scrigno:            questa bocca oseria!…
			                             La patente.                 che vezzo, che figura!                              (Susanna parte in fretta; Cherubino
                                                                                                                inginocchiato osserva attentamente la             Contessa
Contessa                                                    Se l’amano le femmine
                                                                                                                Contessa)                                         (gli asciuga gli occhi col fazzoletto)
Che sollecita gente!                                        han certo il lor perché.
                                                                                                                in quanto al nastro…                              Siate saggio: cos’è questa follia?
                                                                                                                (guarda un poco il suo nastro)                    (si sente picchiare alla porta)
Cherubino                                                                                  [Recitativo secco]
                                                                                                                		                    inver… per il colore        Chi picchia alla mia porta?
L’ebbi or or da Basilio.                                                                                        mi spiacea di privarmene.
                                                            Contessa
                                                                                                                                                                  Conte
Contessa                                                    Quante buffonerie!
                                                                                                                Susanna                                           (fuori della porta)
(gliela rende)                                                                                                  (entra e le dà il taffetà e le forbici)           Perché chiusa?
Dalla fretta obbliato hanno il sigillo.                     Susanna
                                                                                                                		                            Tenete
                                                            		                  Ma se ne sono
                                                                                                                e da legargli il braccio?                         Contessa
Susanna                                                     io medesma gelosa.
                                                                                                                                                                                  Il mio sposo, oh Dei! son morta!
(sorte)                                                     (prende pel mento Cherubino)
                                                                                                                Contessa                                          voi qui: senza mantello!
Il sigillo di che?                                          		                   Ehi, serpentello,
                                                                                                                		                      Un altro nastro           in quello stato! un ricevuto foglio…
                                                            volete tralasciar d’esser sì bello?
                                                                                                                prendi insiem col mio vestito.                    la sua gran gelosia!
Contessa
                                                                                                                (Susanna parte per la porta ch’è in fondo e
                     Della patente.                         Contessa
                                                                                                                porta seco il mantello di Cherubino)              Conte
                                                            Finiam le ragazzate: or quelle maniche
                                                                                                                                                                  (con più forza)
Susanna                                                     oltre il gomito gli alza,
                                                                                                                Cherubino                                         		                    Cosa indugiate?
Cospetto! che premura!                                      onde più agiatamente
                                                                                                                Ah più presto m’avria quello guarito!
Ecco la cuffia.                                             l’abito gli si adatti.
                                                                                                                                                                  Contessa
Contessa                                                                                                        Contessa                                          (confusa)
                                                            Susanna
               Spìcciati: va bene:                                                                              Perché? Questo è migliore!                        Son sola… anzi… son sola…
                                                            (eseguisce)
miserabili noi, se il Conte viene.                          		                 Ecco.
                                                                                                                Cherubino                                         Conte
                                                            Contessa
                                              [13. Aria]                                                        			                       Allor che un nastro…    			                           E a chi parlate?
                                                            		                      Più indietro.
                                                                                                                legò la chioma… ovver toccò la pelle…
                                                            Così:
Susanna                                                                                                         d’oggetto…                                        Contessa
                                                            (scoprendo un nastro, onde ha fasciato il
(prende Cherubino e se lo fa inginocchiare                                                                                                                        A voi… certo… a voi stesso…
                                                            braccio)
davanti poco discosto dalla Contessa che siede)                                                                 Contessa
                                                                  che nastro è quello?
Venite, inginocchiatevi:                                                                                        (interrompendolo)                                 Cherubino
restate fermo lì.                                                                                                          Forastiero,                            Dopo quel ch’è successo, il suo furore…
                                                            Susanna
(lo pettina da un lato, poi lo prende pel mento e                                                               è buon per le ferite! non è vero?                 non trovo altro consiglio!
                                                            È quel ch’esso involommi.
lo volge a suo piacere)                                                                                         Guardate qualità ch’io non sapea!                 (entra nel gabinetto e chiude)
Pian piano or via giratevi:                                 Contessa
bravo, va ben così.                                                                                             Cherubino                                         Contessa
                                                            		                         E questo sangue?
(Cherubino mentre Susanna lo sta acconciando                                                                    Madama scherza: ed io frattanto parto.            (prende la chiave)
guarda la Contessa teneramente)                                                                                                                                   Ah mi difenda il cielo in tal periglio!
                                                            Cherubino
La faccia ora volgetemi:                                                                                        Contessa
                                                            Quel sangue… io non so come…
olà! quegli occhi a me.                                                                                         Poverin! che sventura!
                                                            poco pria sdrucciolando…
(sèguita ad acconciarlo ed a porgli la cuffia)                                                                                                                    Scena terza
                                                            in un sasso… la pelle io mi graffiai…
Drittissimo: guardatemi.                                                                                        Cherubino                                         La Contessa ed il Conte da cacciatore.
                                                            e la piaga col nastro io mi fasciai.
Madama qui non è.                                                                                               		                       Oh me infelice!
Più alto quel colletto…                                                                                                                                           Conte
                                                            Susanna
quel ciglio un po’ più basso…                                                                                   Contessa                                          Che novità! non fu mai vostra usanza
                                                            Mostrate: non c’è mal: cospetto! ha il braccio
le mani sotto il petto…                                                                                         (con affanno e commozione)                        di rinchiudervi in stanza!
                                                            più candido del mio! qualche ragazza…
vedremo poscia il passo                                                                                         Or piange…
quando sarete in pie’.

                                                       22                                                                                                        23
Contessa                                             Conte                                                Conte                                                Conte
		                     È ver; ma io..                Susanna! e donde viene                               Dunque parlate almeno,                               Voi la condiscendenza
io stava qui mettendo…                               che siete sì turbata?                                Susanna, se qui siete…                               di venir meco avrete.
                                                                                                                                                               (con affettata ilarità)
Conte                                                Contessa                                             Contessa                                             Madama, eccovi il braccio, andiamo.
		                          Via, mettendo…           (con un risolino sforzato)                           Nemmen nemmen nemmeno,
                                                     Per la mia cameriera?                                io v’ordino, tacete.                                 Contessa
Contessa                                                                                                  (Susanna si nasconde entro l’alcova)                 (con ribrezzo)
Certe robe… era meco la Susanna…                     Conte                                                                                                     				                                  Andiamo.
che in sua camera è andata.                          		                   Io non so nulla:                Conte e Contessa
                                                     ma turbata senz’altro.                               Consorte mia/o, giudizio,                            Conte
Conte                                                                                                     un scandalo, un disordine                            (accenna il gabinetto)
			                             Ad ogni modo         Contessa                                             schiviam per carità.                                 Susanna starà qui finché torniamo.
voi non siete tranquilla:                            		                   Ah questa serva                                                                      (partono)
guardate questo foglio.                              più che non turba me, turba voi stesso.              Susanna
                                                                                                          Oh ciel! un precipizio,
Contessa                                             Conte                                                un scandalo, un disordine                            Scena quarta
		                     (Numi! è il foglio            È vero, è vero: e lo vedrete adesso.                 qui certo nascerà.                                   Susanna esce dall’alcova in fretta, poi
che Figaro gli scrisse…)                             (la Susanna entra per la porta ond’è uscita, e                                                            Cherubino che esce dal gabinetto.
(Cherubino fa cadere un tavolino ed una sedia in     si ferma vedendo il Conte, che dalla porta del                                      [Recitativo secco]
gabinetto, con molto strepito)                       gabinetto sta favellando)                                                                                                                    [15. Duettino]
                                                                                         [14. Terzetto]   Conte
Conte                                                                                                     Dunque voi non aprite?                               Susanna
Cos’è codesto strepito? in gabinetto                 Susanna, or via sortite;                                                                                  (alla porta del gabinetto)
qualche cosa è caduta.                               sortite, io così vo’.                                Contessa                                             Aprite, presto aprite;
                                                                                                          		                       E perché deggio             aprite, è la Susanna:
Contessa                                             Contessa                                             le mie camere aprir?                                 sortite, via sortite
Io non intesi niente.                                (al Conte, affannata)                                                                                     andate via di qua.
                                                     Fermatevi… sentite…                                  Conte                                                (Cherubino esce)
Conte                                                sortire ella non può.                                		                  Ebben, lasciate,
Convien che abbiate i gran pensieri in mente.                                                             l’aprirem senza chiavi: ehi gente…                   Cherubino
                                                     Susanna
                                                                                                                                                               (confuso e senza fiato)
                                                     Cos’è codesta lite!
Contessa                                                                                                  Contessa                                             Ohimè, che scena orribile!
                                                     il paggio dove andò!
Di che?                                                                                                   			                                Come?             che gran fatalità!
                                                                                                          porreste a repentaglio                               (accostandosi or ad una, or ad un’altra porta)
                                                     Conte
Conte                                                                                                     d’una dama l’onore?
                                                     E chi vietarlo or osa?
        Là v’è qualcuno.                                                                                                                                       Susanna
                                                     Contessa                                             Conte                                                Di qua, di qua, di là.
Contessa                                             Lo vieta l’onestà.                                   		                   È vero, io sbaglio:
Chi volete che sia?                                  Un abito da sposa                                    posso senza rumore,                                  Susanna e Cherubino
                                                     provando ella si sta.                                senza scandalo alcun di nostra gente,                Le porte son serrate,
Conte                                                                                                     andar io stesso a prender l’occorrente.              che mai, che mai sarà!
		                Lo chiedo a voi.                   Conte                                                Attendete pur qui… ma perché in tutto
Io vengo in questo punto.                            Chiarissima è la cosa:                               sia il mio dubbio distrutto,                         Cherubino
                                                     l’amante qui sarà.                                   anco le porte io prima                               Qui perdersi non giova.
Contessa                                                                                                  chiuderò.
Ah sì, Susanna… appunto…                             Contessa                                             (chiude a chiave la porta che conduce alle           Susanna e Cherubino
                                                     Bruttissima è la cosa:                               stanze delle cameriere)                              V’/M’uccide se vi/mi trova.
Conte                                                chi sa cosa sarà.
Che passò, mi diceste, alla sua stanza!…                                                                  Contessa                                             Cherubino
                                                     Susanna                                              (a parte)                                            (affacciandosi alla finestra)
Contessa                                             Capisco qualche cosa:                                          (Che imprudenza!)                          Veggiamo un po’ qui fuori,
Alla sua stanza, o qui – non vidi bene…              veggiamo come va.

                                                24                                                                                                            25
(facendo moto di saltar giù)                             (il Conte getta il martello e la tenaglia sopra una   ritrovar questo paggio in ogni loco!)                    Conte
dà proprio nel giardino.                                 sedia)                                                (forte)                                                  (tornando indietro)
                                                         Mi credete capace                                     Come? non è partito? Scellerati!                         Qua la chiave.
Susanna                                                  di mancar al dover?                                   Ecco i dubbi spiegati: ecco l’imbroglio,
(trattenendolo)                                                                                                ecco il raggiro, onde m’avverte il foglio.               Contessa
Fermate, Cherubino!                                      Conte                                                                                                          (dandogli la chiave)
fermate per pietà!                                       		                  Come vi piace.                                                                                           Egli è innocente.
                                                         Entro quel gabinetto                                  Scena sesta                                              Voi sapete…
Cherubino                                                chi v’è chiuso vedrò.                                 Il Conte, la Contessa, poi Susanna nel gabinetto.
(tornando a guardare)                                                                                                                                                   Conte
Un vaso o due di fiori,                                  Contessa                                                                                       [16. Finale]                 Non so niente.
più mal non avverrà.                                     (timida e tremante)                                                                                            Va’ lontan dagl’occhi miei:
                                                         		                  Sì, lo vedrete…                   Conte                                                    un’infida, un’empia sei,
Susanna                                                  ma uditemi tranquillo.                                (alla porta del gabinetto, con impeto)                   e mi cerchi d’infamar.
(trattenendolo sempre)                                                                                         Esci omai, garzon malnato,
Tropp’alto per un salto,                                 Conte                                                 sciagurato, non tardar.                                  Contessa
fermate per pietà!                                       (alterato)                                                                                                     Vado… sì… ma…
                                                         Non è dunque Susanna!                                 Contessa
Cherubino                                                                                                      (ritirandolo a forza dal gabinetto)                      Conte
Lasciami: pria di nuocerle                               Contessa                                              Ah signore, quel furore                                                   Non ascolto.
nel fuoco volerei.                                       (come sopra)                                          per lui fammi il cor tremar.
(si scioglie)                                            No: ma invece un oggetto                                                                                       Contessa
Abbraccio te per lei                                     che ragion di sospetto                                Conte                                                    Non son rea…
addio: così si fa.                                       non vi deve lasciar: per questa sera…                 E d’opporvi ancor osate?
(salta fuori)                                            una burla innocente…                                                                                           Conte
                                                         di far si disponeva… ed io vi giuro…                  Contessa                                                                Vel leggo in volto!
Susanna                                                  che l’onor… l’onestà…                                 No, sentite.                                             Mora, mora e più non sia
Ei va a perire, oh Dei!                                                                                                                                                 ria cagion del mio penar.
fermate per pietà!                                       Conte                                                 Conte
(mette un alto grido, siede un momento, poi va           		                      Chi è dunque! dite…                       Via, parlate.                                Contessa
al balcone)                                              (più alterato)                                                                                                 Ah la cieca gelosia
                                                         l’ucciderò.                                           Contessa                                                 qualche eccesso gli fa far.
                               [Recitativo secco]
                                                                                                               Giuro al ciel ch’ogni sospetto…                          (il Conte apre il gabinetto e Susanna esce sulla
Oh guarda il demonietto! come fugge!                     Contessa                                              (tremante e sbigottita)                                  porta tutta grave, ed ivi si ferma)
è già un miglio lontano.                                 (come sopra)                                          e lo stato in che il trovate…
Ma non perdiamci invano:                                           Sentite.                                    sciolto il collo… nudo il petto…
entriam in gabinetto:                                    Ah non ho cor!                                                                                                 Scena settima
venga poi lo smargiasso, io qui l’aspetto.                                                                     Conte                                                    I suddetti e la Susanna ch’esce dal gabinetto.
(entra in gabinetto e si chiude dietro la porta)         Conte                                                 Nudo il petto! seguitate!
                                                                          Parlate.                                                                                      Conte e Contessa
                                                                                                               Contessa                                                 (con maraviglia)
Scena quinta                                             Contessa                                              Per vestir femminee spoglie…                             Susanna!
La Contessa, il Conte (con martello e tenaglia in        È un fanciullo…
mano; al suo arrivo esamina tutte le porte)                                                                    Conte                                                    Susanna
                                                         Conte                                                 Ah comprendo, indegna moglie,                                      Signore,
Conte                                                                     Un fanciul!…                         mi vo’ tosto vendicar.                                   cos’è quel stupore?
Tutto è come il lasciai: volete dunque                                                                         (s’appressa al gabinetto)                                (con ironia)
aprir voi stessa, o deggio…                              Contessa                                                                                                       Il brando prendete,
(in atto di aprire a forza la porta)                     			                             Sì… Cherubino…        Contessa                                                 il paggio uccidete,
                                                                                                               (con forza)                                              quel paggio malnato,
Contessa                                                 Conte                                                 Mi fa torto quel trasporto                               vedetelo qua.
			                          Ahimè, fermate;             (da sé)                                               m’oltraggiate a dubitar.
e ascoltatemi un poco.                                   (E mi farà il destino

                                                    26                                                                                                                 27
Conte                                                  Conte                                         Conte e Susanna              Conte
(Che scola! la testa                                   Io v’amo!                                     Confuso, pentito             (con tenerezza)
girando mi va.)                                                                                      è/son troppo punito,         Guardatemi!
                                                       Contessa                                      abbiate pietà.
Contessa                                               (rinvenendo dalla confusione a poco a poco)                                Contessa
(Che storia è mai questa;                                       Nol dite!                            Contessa                                  Ingrato!
Susanna v’è là.)                                                                                     Soffrir sì gran torto
                                                       Conte                                         quest’alma non sa.           Conte
Susanna                                                Vel giuro!                                                                 (bacia e ribacia la mano della Contessa)
(Confusa han la testa,                                                                               Conte                        Ho torto: e mi pento.
non san come va.)                                      Contessa                                      Ma il paggio rinchiuso?
                                                                Mentite!                                                          Contessa, Susanna e Conte
Conte                                                  (con forza e collera)                         Contessa                     Da questo momento
(a Susanna)                                            Son l’empia, l’infida                         Fu sol per provarvi.         quest’alma a conoscermi/la/vi
Sei sola?                                              che ognora v’inganna.                                                      apprender potrà.
                                                                                                     Conte
Susanna                                                Conte                                         Ma i tremiti, i palpiti?
(al Conte)                                             Quell’ira, Susanna,                                                        Scena nona
          Guardate:                                    m’aita a calmar.                              Contessa                     I suddetti e Figaro.
qui ascoso sarà.                                                                                     Fu sol per burlarvi.
                                                       Susanna                                                                    Figaro
Conte                                                  Così si condanna                              Conte                        Signori, di fuori
Guardiamo, guardiamo,                                  chi può sospettar.                            Ma un foglio sì barbaro?…    son già i suonatori:
qui ascoso sarà.                                                                                                                  le trombe sentite,
(il Conte entra nel gabinetto)                         Contessa                                      Susanna e Contessa           i pifferi udite;
                                                       (con risentimento)                            Di Figaro è il foglio        tra canti, tra balli
                                                       Adunque la fede                               e a voi per Basilio…         de’ nostri vassalli
Scena ottava
                                                       d’un’anima amante                                                          (prendendo Susanna sotto il braccio)
Susanna, la Contessa e poi il Conte.
                                                       sì fiera mercede                              Conte                        corriamo, voliamo
Contessa                                               doveva sperar?                                Ah perfidi! io voglio!…      le nozze a compir.
Susanna, son morta:
il fiato mi manca.                                     Conte                                         Susanna e Contessa           Conte
                                                       Quell’ira, Susanna,                           Perdono non merta            (trattenendolo)
Susanna                                                m’aita a calmar.                              chi agli altri nol dà.       Pian piano, men fretta.
(allegrissima, addita alla Contessa la finestra
onde è saltato Cherubino)                              Susanna                                       Conte                        Figaro
Più lieta, più franca!                                 (in atto di preghiera)                        (con tenerezza)              La turba m’aspetta.
in salvo è di già.                                     Signora!                                      Ebben se vi piace
                                                                                                     comune è la pace;            Conte
Conte                                                  Conte                                         Rosina inflessibile          Pian piano, men fretta;
(esce confuso dal gabinetto)                           (in atto di preghiera)                        con me non sarà.             un dubbio toglietemi
Che sbaglio mai presi!                                 Rosina…                                                                    in pria di partir.
appena lo credo;                                                                                     Contessa
se a torto v’offesi                                    Contessa                                      Ah quanto, Susanna,          Susanna, Contessa e Figaro
perdono vi chiedo;                                     (al Conte)                                    son dolce di core!           La cosa è scabrosa:
ma far burla simile                                              Crudele!                            di donne il furore           com’ha da finir!
è poi crudeltà.                                        più quella non sono;                          chi più crederà!
                                                       ma il misero oggetto                                                       Conte
Susanna e Contessa                                     del vostro abbandono                          Susanna                      Con arte le carte
(la Contessa col fazzoletto alla bocca per celar il    che avete diletto                             Cogl’uomin, signora,         convien qui scoprir.
disordine di spirito)                                  di far disperar.                              girate, volgete,             (a Figaro, mostrandogli il foglio)
Le vostre follie                                                                                     vedrete che ognora           Conoscete, signor Figaro,
non mertan pietà.                                                                                    si cade poi là.              questo foglio chi vergò?

                                                  28                                                                             29
Figaro                                   Figaro                                             Susanna, Contessa, Conte e Figaro       Conte
(fingendo d’esaminarlo)                                  Niente, niente.                              Via, parla, di’ su.                        Taci là.
Nol conosco…
                                         Conte                                              Antonio                                 Antonio
Susanna, Contessa e Conte                Dunque accordi?                                    Dal balcone che guarda in giardino      (a Figaro)
(a Figaro)                                                                                  mille cose ogni dì gittar veggio,                               Cosa ridi?
            Nol conosci?                 Figaro                                             e poc’anzi, può darsi di peggio?
                                                            Non accordo.                    vidi un uom, signor mio, gittar giù.    Figaro
Figaro                                                                                                                              (ad Antonio)
No, no, no!                              Susanna e Contessa                                 Conte                                   Tu sei cotto dal sorger del dì.
                                         (a Figaro)                                         (con vivacità)
Susanna                                  Eh via, chètati, balordo,                          Dal balcone?                            Conte
E nol désti a Don Basilio…               la burletta ha da finir.                                                                   (ad Antonio)
                                                                                            Antonio                                 Or ripetimi: un uom dal balcone?
Contessa                                 Figaro                                             (mostrandogli il vaso)
Per recarlo…                             Per finirla lietamente                                        Vedete i garofani.           Antonio
                                         e all’usanza teatrale,                                                                     Dal balcone…
Conte                                    (prendendo Susanna sotto il braccio)               Conte
Tu c’intendi…                            un’azion matrimoniale                              In giardino?                            Conte
                                         le faremo ora seguir.                                                                                       In giardino…
Figaro                                                                                      Antonio
               Oibò, oibò.               Susanna, Contessa e Figaro                                     Sì.                         Antonio
                                         (al Conte)                                                                                 		                              In giardino…
Susanna                                  Deh signor, nol contrastate:                       Susanna e Contessa
E non sai del damerino…                  consolate i miei/lor desir.                        (piano a Figaro)                        Susanna, Contessa e Figaro
                                                                                                           Figaro, all’erta!        Ma, signore, se in lui parla il vino!
Contessa                                 Conte
Che stasera nel giardino…                (Marcellina, Marcellina!                           Conte                                   Conte
                                         quanto tardi a comparir!)                          Cosa sento!                             (ad Antonio)
Conte                                                                                                                               Segui pure: né in volto il vedesti?
Già capisci…                                                                                Susanna, Contessa e Figaro
                                         Scena decima                                       (come sopra)                            Antonio
Figaro                                   I suddetti, Antonio giardiniere infuriato con un               Costui ci sconcerta:        No, nol vidi.
               Io non lo so.             vaso di garofani schiacciato.                      (forte)
                                                                                            quel briaco che viene a far qui?        Susanna e Contessa
Conte                                    Antonio                                                                                    (piano a Figaro)
Cerchi invan difesa e scusa;             (infuriato)                                        Conte                                               Olà, Figaro, ascolta!
il tuo ceffo già t’accusa:               Ah signor… signor…                                 (ad Antonio, con fuoco)
veggo ben che vuoi mentir.                                                                  Dunque un uom… Ma dov’è? dov’è gito?    Figaro
                                         Conte                                                                                      (ad Antonio)
Figaro                                   (con ansietà)                                      Antonio                                 Via, piangione, sta’ zitto una volta,
(al Conte)                               		                    Cosa è stato?                Ratto ratto il birbone è fuggito        (toccando con disprezzo i garofani)
Mente il ceffo, io già non mento.                                                           e ad un tratto di vista m’uscì.         per tre soldi far tanto tumulto:
                                         Antonio                                                                                    giacché il fatto non può star occulto,
Susanna e Contessa                       Che insolenza! chi ’l fece! chi fu!                Susanna                                 sono io stesso saltato di lì.
(a Figaro)                                                                                  (piano a Figaro)
Il talento aguzzi invano;                Susanna, Contessa, Conte e Figaro                  Sai che il paggio…                      Conte
palesato abbiam l’arcano:                Cosa dici, cos’hai, cosa è nato?                                                           Chi? voi stesso?
non v’è nulla da ridir.                                                                     Figaro
                                         Antonio                                            (piano a Susanna)                       Susanna e Contessa
Conte                                    (come sopra)                                       		               So tutto, lo vidi.                  (Che testa! che ingegno!)
Che rispondi?                            Ascoltate…                                         (ride forte)
                                                                                            Ah ah ah!

                                    30                                                                                             31
Figaro                                        Conte                                           Antonio                                           Conte
(al Conte)                                    (a Figaro)                                      Sarà forse il sommario de’ debiti.                		                           Vi manca?
Che stupor!                                   Dunque tu…
                                                                                              Figaro                                            Contessa
Conte                                         Figaro                                          No, la lista degl’osti.                           (piano a Susanna)
              Già creder nol posso.           (con disinvoltura)                                                                                Il suggello.
                                                           Saltai giù.                        Conte
Antonio                                                                                       (a Figaro)                                        Susanna
(a Figaro)                                    Conte                                           		                    Parlate:                    (piano a Figaro)
Come mai diventaste sì grosso?                		                     Ma perché?               (ad Antonio)                                                 Il suggello.
Dopo il salto non foste così.                                                                 e tu lascialo.
                                              Figaro                                                                                            Conte
Figaro                                        Il timor…                                       Susanna, Contessa e Figaro                        		                        Rispondi.
A chi salta succede così.                                                                     (ad Antonio)
                                              Conte                                                       Lascialo/mi, e parti…                 Figaro
Antonio                                                Che timor?                                                                               (finge di pensare)
Chi ’l direbbe?                                                                               Antonio                                           È l’usanza…
                                              Figaro                                          Parto, sì: ma se torno a trovarti…
Susanna e Contessa                            (additando la camera delle serve)                                                                 Conte
(a Figaro)                                    		                    Là rinchiuso              Figaro                                                        Su via, ti confondi?
            Ed insiste quel pazzo!            aspettando quel caro visetto…                   Vanne, vanne, non temo di te.                     Figaro
                                              tippe tappe un sussurro fuor d’uso…             (Antonio parte; il Conte riapre la carta e poi    È l’usanza di porvi il suggello.
Conte                                         voi gridaste… lo scritto biglietto…             tosto la chiude)
(ad Antonio)                                  saltai giù dal terrore confuso…                                                                   Conte
Tu che dici?                                  (fingendo d’aversi stroppiato il piede)         Conte                                             (guarda e vede che manca il suggello; guasta il
                                              e stravolto m’ho un nervo del pie’!             (a Figaro)                                        foglio e con somma collera lo getta)
Antonio                                                                                       Dunque…                                           Questo birbo mi toglie il cervello,
              E a me parve il ragazzo.        Antonio                                                                                           tutto tutto è un mistero per me.
                                              (porgendo a Figaro alcune carte chiuse)         Contessa
Conte                                         Vostre dunque saran queste carte                (piano a Susanna)                                 Susanna e Contessa
(con fuoco)                                   che perdeste…                                             O ciel! la patente del paggio!          (Se mi salvo da questa tempesta,
Cherubin!                                                                                                                                       più non avvi naufragio per me).
                                              Conte                                           Susanna
Susanna e Contessa                            (togliendogliele)                               (piano a Figaro)                                  Figaro
        (Maledetto!)                                          Olà, porgile a me.              Giusti Dei! la patente!…                          (Sbuffa invano e la terra calpesta;
                                                                                                                                                poverino, ne sa men di me).
Figaro                                        Figaro                                          Conte
		                       Esso appunto         (piano alla Contessa e Susanna)                 (a Figaro ironicamente)
(ironicamente)                                Sono in trappola.                               		                      Coraggio!                 Scena undicesima
da Siviglia a cavallo qui giunto,                                                                                                               I suddetti Marcellina, Bartolo e Basilio.
da Siviglia ov’ei forse sarà.                 Susanna e Contessa                              Figaro
                                              (piano a Figaro)                                (fingendo di risovvenirsi)                        Marcellina, Basilio e Bartolo
Antonio                                                        Figaro, all’erta!              Uh che testa! Questa è la patente                 (al Conte)
(con rozza simplicità)                                                                        che poc’anzi il fanciullo mi diè.                 Voi, signor, che giusto siete,
Questo no, questo no, ché il cavallo          Conte                                                                                             ci dovete or ascoltar.
io non vidi saltare di là.                    (apre il foglio e lo chiude tosto)              Conte
                                              Dite un po’, questo foglio cos’è?               Per che fare?                                     Conte
Conte                                                                                                                                           (Son venuti a vendicarmi
Che pazienza! finiam questo ballo!            Figaro                                          Figaro                                            io mi sento consolar.)
                                              (cavando di tasca alcune carte, per guardare)   (imbrogliato)
Susanna e Contessa                            Tosto… tosto… n’ho tanti, aspettate.                             Vi manca…                        Contessa, Figaro e Susanna
(Come mai, giusto ciel! finirà?)                                                                                                                (Son venuti a sconcertarmi,
                                                                                                                                                qual rimedio ritrovar?)

                                         32                                                                                                    33
Figaro                                Certo un diavol dell’inferno           ATTO TERZO                                            Susanna
(al Conte)                            qui li ha fatti capitar.               Sala ricca con due troni e preparata a festa          		                   Oh Dio… non oso!
Son tre stolidi, tre pazzi,                                                  nuziale.
cosa mai vengono a far?               Marcellina, Basilio, Bartolo e Conte                                                         Contessa
                                      Che bel colpo, che bel caso!                                                                 Pensa ch’è in tua mano il mio riposo.
Conte                                 è cresciuto a tutti il naso,           Scena prima                                           (si nasconde)
Pian pianin senza schiamazzi          qualche nume a noi propizio            Il Conte, solo.
dica ognun quel che gli par.          qui li/ci ha fatti capitar.                                                                  Conte
                                                                                                             [Recitativo secco]    (c.s.)
Marcellina                                                                                                                         E Susanna? chi sa ch’ella tradito
Un impegno nuzïale                                                           Conte                                                 abbia il segreto mio… oh se ha parlato,
ha costui con me contratto:                                                  (che passeggia)                                       gli fo sposar la vecchia.
e pretendo che il contratto                                                  Che imbarazzo è mai questo! un foglio
deva meco effettuar.                                                         anonimo…                                              Susanna
                                                                             la cameriera in gabinetto chiusa…                     (s’avanza)
Susanna, Contessa e Figaro                                                   la padrona confusa… un uom che salta                  (Marcellina!) Signor…
Come! come!                                                                  dal balcone in giardino… un altro appresso
                                                                             che dice esser quel desso…                            Conte
Conte                                                                        Non so cosa pensar. Potrebbe forse                    (serio)
              Olà, silenzio:                                                 qualcun de’ miei vassalli… a simil razza              		                      Cosa bramate?
io son qui per giudicar.                                                     è comune l’ardir, ma la contessa…
                                                                             ah che un dubbio l’offende… ella rispetta             Susanna
Bartolo                                                                      troppo se stessa: e l’onor mio… l’onore…              Mi par che siate in collera!
Io da lei scelto avvocato                                                    dove diamin l’ha posto umano errore!
vengo a far le sue difese,                                                                                                         Conte
le legittime pretese                                                                                                               Volete qualche cosa?
io qui vengo a palesar.                                                      Scena seconda
                                                                             Il suddetto, la Contessa e Susanna.                   Susanna
Susanna, Contessa e Figaro                                                                                                         Signor… la vostra sposa
È un birbante!…                                                              (S’arrestano in fondo alla scena, non vedute dal      ha i soliti vapori,
                                                                             Conte)                                                e vi chiede il fiaschetto degli odori.
Conte
                Olà, silenzio:                                               Contessa                                              Conte
io son qui per giudicar.                                                     Via, fàtti core: digli                                Prendete.
                                                                             che ti attenda in giardino.
Basilio                                                                                                                            Susanna
Io com’uom al mondo cognito                                                  Conte                                                             Or vel riporto.
vengo qui per testimonio                                                     (a parte)
del promesso matrimonio                                                      Saprò se Cherubino                                    Conte
con prestanza di danar.                                                      era giunto a Siviglia: a tale oggetto                 		                            Eh no: potete
                                                                             ho mandato Basilio…                                   ritenerlo per voi.
Susanna, Contessa e Figaro
Son tre matti.                                                               Susanna                                               Susanna
                                                                             		                     Oh cielo! e Figaro?                             Per me? Scusate,
Conte                                                                                                                              questi non son mali
               Olà, silenzio!                                                Contessa                                              da donne triviali.
lo vedremo,                                                                  A lui non dei dir nulla: in vece tua
il contratto leggeremo,                                                      voglio andarci io medesma.                            Conte
tutto in ordin deve andar.                                                                                                         Un’amante, che perde il caro sposo
                                                                             Conte                                                 sul punto d’ottenerlo…
Susanna, Contessa e Figaro                                                   (c.s.)
Son confusa/o, son stordita/o,                                               			                           Avanti sera
disperata/o, sbalordita/o.                                                   dovrebbe ritornar.

                                 34                                                                                               35
Susanna                                               Susanna                                           Scena quarta                                         Figaro
Pagando Marcellina                                    Col paggio ch’ivi c’era…                          Il Conte solo.                                                 Ed io moro.
colla dote che voi mi prometteste…
                                                      Conte                                                       [18. Recitativo accompagnato ed Aria]      Marcellina
Conte                                                 		                           Ed a Basilio                                                              (Alfin sposa io sarò d’un uom ch’adoro.)
Ch’io vi promisi, quando?                             che per me ti parlò?                              Conte
                                                                                                        Hai già vinto la causa! cosa sento!                  Figaro
Susanna                                               Susanna                                           In qual laccio io cadea? Perfidi! io voglio          Eccellenza, m’appello…
Credea d’averlo inteso.                               		                 Ma qual bisogno                di tal modo punirvi… a piacer mio
                                                      abbiam noi che un Basilio…                        la sentenza sarà… Ma s’ei pagasse                    Conte
Conte                                                                                                   la vecchia pretendente?                              È giusta la sentenza.
Sì, se voluto aveste                                  Conte                                             Pagarla! in qual maniera! E poi v’è Antonio,         O pagar, o sposar; bravo Don Curzio.
intender me voi stessa.                               			                       È vero, è vero,         che a un incognito Figaro ricusa
                                                      e mi prometti poi…                                di dare una nipote in matrimonio.                    Don Curzio
Susanna                                               se tu manchi, oh cor mio… ma la contessa          Coltivando l’orgoglio                                Bontà di sua Eccellenza.
		                     È mio dovere:                  attenderà il fiaschetto.                          di questo mentecatto…
e quel di sua Eccellenza è il mio volere.                                                               tutto giova a un raggiro… il colpo è fatto.          Bartolo
                                                      Susanna                                                                                                Che superba sentenza!
                                                                                                        Vedrò, mentr’io sospiro,
                                    [17. Duettino]    		                     Eh fu un pretesto:
                                                                                                        felice un servo mio!
                                                      parlato io non avrei senza di questo.                                                                  Figaro
                                                                                                        E un ben, che invan desio,
Conte                                                                                                                                                        		                      In che superba?
                                                                                                        ei posseder dovrà?
Crudel! perché finora                                 Conte
                                                                                                        Vedrò per man d’amore
farmi languir così?                                   (le prende la mano)                                                                                    Bartolo
                                                                                                        unita a un vile oggetto
                                                      Carissima!                                                                                             Siam tutti vendicati…
                                                                                                        chi in me destò un affetto
Susanna
                                                                                                        che per me poi non ha?
Signor, la donna ognora                               Susanna                                                                                                Figaro
tempo ha di dir di sì.                                (si ritira)                                       Ah no, lasciarti in pace,                            Io non la sposerò.
                                                                    Vien gente.                         non vo’ questo contento.
Conte                                                 Conte                                             Tu non nascesti, audace,                             Bartolo
Dunque in giardin verrai?                             		                          (È mia senz’altro.)   per dare a me tormento,                              		                La sposerai.
                                                                                                        e forse ancor per ridere
Susanna                                               Susanna                                           di mia infelicità.                                   Don Curzio
Se piace a voi, verrò.                                (Forbitevi la bocca, o signor scaltro.)                                                                O pagarla, o sposarla. Lei t’ha prestati
                                                                                                        Già la speranza sola                                 due mila pezzi duri.
Conte                                                                                                   delle vendette mie
E non mi mancherai?                                   Scena terza                                       quest’anima consola,                                 Figaro
                                                      Figaro, Susanna, e subito il Conte.               e giubilar mi fa.                                    Son gentiluomo, e senza
Susanna                                                                                                 (vuol partire e s’incontra con Don Curzio)           l’assenso de’ miei nobili parenti…
No, non vi mancherò.                                  Figaro
                                                      Ehi, Susanna, ove vai?                                                                                 Conte
Conte                                                                                                   Scena quinta                                         Dove sono? chi sono?
Mi sento dal contento                                 Susanna                                           Il Conte, Marcellina, Don Curzio, Figaro e
pieno di gioia il cor.                                Taci: senza avvocato                              Bartolo, poi Susanna.                                Figaro
                                                      hai già vinto la causa.                                                                                Lasciate ancor cercarli:
Susanna                                               (parte)                                                                          [Recitativo secco]    dopo dieci anni io spero di trovarli.
Scusatemi se mento,
voi che intendete amor.                               Figaro                                            Don Curzio                                           Bartolo
                                                      		                        Cos’è nato?             (tartagliando)                                       Qualche bambin trovato?
                               [Recitativo secco]     (la segue)                                        È decisa la lite.
                                                                                                        O pagarla, o sposarla; ora ammutite.                 Figaro
Conte                                                                                                                                                        No, perduto, dottor, anzi rubato.
E perché fosti meco                                                                                     Marcellina
stamattina sì austera?                                                                                  Io respiro.

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