L'universo emergente della gravità quantistica - arXiv

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L'universo emergente della gravità quantistica - arXiv
L’universo emergente
                                                  della gravità quantistica
                                                                                                               Possiamo davvero “conoscere" l’universo? Mio Dio, è già così
arXiv:1811.12458v1 [physics.pop-ph] 29 Nov 2018

                                                                                                               difficile orientarsi a Chinatown. - Woody Allen

                                                                         Max Planck Institute for Gravitational Physics (Albert Einstein Institute)
                                                                         Am Mühlenberg 1, D-14476, Potsdam, Germany, EU
                                                  Daniele Oriti          Arnold-Sommerfeld-Center for Theoretical Physics, Ludwig-Maximilians-Universität
                                                                         Theresienstrasse 37, D-80333 München, Germany, EU

                                                  U
                                                           na introduzione al problema del-                       Ma questo non rende ancora l’idea. Tornate a
                                                           la gravità quantistica, alle recen-                 guardarvi attorno, adesso facendo uso di un po’
                                                           ti prospettive su uno spaziotempo                   di immaginazione (e ce ne vuole parecchia per
                                                                                                               fare gravità quantistica). Immaginate di rimuo-
                                                  emergente, e alla loro realizzazione (po-
                                                                                                               vere uno ad uno tutti i corpi che vedete attorno
                                                  tenziale) nel contesto delle teorie di cam-
                                                                                                               a voi, facendo finta che non ci siano. Cosa ri-
                                                  po su gruppi, in cui l’universo emerge co-                   mane, quando avete finito? Nulla, direte voi. E
                                                  me un condensato di costituenti elementari                   lo stesso pensavamo in molti, fino all’inizio del
                                                  non-spaziotemporali.                                         secolo scorso. Oppure direte: rimane lo spazio
                                                                                                               vuoto, dentro cui si muovono i corpi materiali,
                                                  Il problema della gravità                                    che però non è altro che un contenitore inerte
                                                  quantistica                                                  e vuoto, appunto, niente di troppo interessante.
                                                                                                               Questo è quello che pensavano tutti gli altri, in-
                                                                                                               clusi molti fisici. Ecco questo è quello che, più
                                                  Chiariamo innanzitutto di cosa stiamo parlando:
                                                                                                               esattamente, studia chi si occupa di gravità quan-
                                                  cosa studia la gravità quantistica?
                                                                                                               tistica. Non molto eccitante, detta così. Ciò che
                                                     Guardatevi attorno. Vedrete tanti corpi mate-             lo rende eccitante è quello che abbiamo imparato
                                                  riali, fatti di atomi, in movimento e in interazione         dalla Relatività Generale, un secolo fa.
                                                  l’uno con l’altro, tramite forze elettriche o nuclea-
                                                  ri (le particelle che compongono gli atomi così                La lezione principale di questa teoria, bella
                                                  interagiscono). Gli stessi corpi cadono a terra              come poche altre, è che la gravità non è altro
                                                  oppure orbitano uno attorno all’altro (nel caso              che la geometria dello spazio, o meglio dello
                                                  in cui siate all’aperto sotto un cielo stellato e non        spaziotempo, stesso (Figura 1).
                                                  seduti al chiuso di una stanza). In quest’ulti-                Più precisamente, quando diciamo che due
                                                  mo caso, stiamo assistendo alla loro interazione             corpi materiali si attraggono tramite interazio-
                                                  gravitazionale. Chi lavora in gravità quantistica            ne gravitazionale stiamo in realtà dicendo che
                                                  studia questa interazione.                                   questi due corpi deformano lo spaziotempo in-

                                                  Ithaca: Viaggio nella Scienza MCXIV, 2067 • L’universo emergente della gravità quantistica                             1
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Figura 1: Lo spazio(tempo) stesso diventa un sistema fisico e dinamico, in Relatività Generale

torno ad essi, in una maniera dipendente dalla                alle increspature che si propagano sulla superfi-
loro massa e dalla loro energia (inclusa quella               cie di un fluido materiale. Una specie esotica di
dovuta al loro stesso movimento, quella dovuta                fluido, questa è infatti un’altra maniera intuitiva
alla loro carica elettrica, ecc.), e che si muovono           di pensare allo spaziotempo relativistico, come
liberamente (cioè senza che ci sia ad agire su di             vedremo meglio nel seguito.
essi alcuna “forza”) in questo spaziotempo de-                   Ok, ma questo è quello che studia già la Rela-
formato. La deformazione a cui ci riferiamo è                 tività Generale. Dove e perché serve la gravità
quella codificata da tutte le misurazioni di di-              quantistica? Il fatto è che sappiamo ormai che,
stanze spaziali e temporali tra oggetti materiali             nonostante tutti i suoi successi, la Relatività Ge-
ed eventi fisici, di angoli e volumi, cioè appunto            nerale non è abbastanza. Non lo è innanzitutto
della geometria dello spaziotempo. In un certo                perchè tutti gli altri sistemi fisici sono molto ben
senso questi aspetti geometrici sono la definizione           descritti da un formalismo totalmente diverso, la
di spaziotempo. Ecco la Relatività Generale ci ha             Meccanica Quantistica (più precisamente la Teo-
insegnato che lo spaziotempo stesso è un sistema              ria Quantistica dei Campi), basata su una mate-
fisico in sè, che interagisce con gli altri sistemi           matica diversa e, soprattutto, un apparato concet-
fisici (i campi materiali, gli altri campi di intera-         tuale che contraddice la gran parte dei pilastri su
zione come quello elettromagnetico, ecc.), che ha             cui si basa la Relatività Generale. In particolare,
delle proprietà intrinseche e una propria dina-               la Meccanica Quantistica tratta lo spaziotempo
mica, per descrivere le quali essa ci fornisce le             alla maniera di Newton, come uno sfondo inerte
equazioni appropriate. Per quanto possa sembra-               piuttosto che come un sistema fisico esso stesso.
re sorprendente, lo spaziotempo stesso diventa                Non ha assorbito, in altre parole, la lezione prin-
un attore alla pari degli altri campi di interazione          cipale della Relatività Generale, la quale d’altra
e dei corpi materiali, piuttosto che il palcosceni-           parte non ha assorbito nessuna delle lezioni che
co inerte, della grande rappresentazione teatrale             la fisica quantistica ci ha impartito riguardo il
cosmica.                                                      comportamento dei sistemi fisici. Viviamo quin-
   Non è stato e non è facile interiorizzare questa           di, come fisici, un mondo schizofrenico, in cui
lezione, così controintuitiva. Ma ormai la Rela-              siamo costretti ad utilizzare due apparati concet-
tività Generale è la base di tutta l’astrofisica, di          tuali incompatibili l’uno con l’altro, a seconda
tutta la cosmologia (la scienza che studia come è             che si stia cercando di dar conto dei fenomeni
nato e come evolve l’universo nel suo insieme),               gravitazionali, cioè dello spaziotempo in sè, o
e ha ricevuto una quantità enorme di conferme                 del comportamento preciso (quindi quantistico)
osservative. L’ultima, da mozzare il fiato, la ri-            degli altri sistemi fisici. Abbiamo ovviamente
levazione diretta delle onde gravitazionali, solo             una quantità di modelli semplificati, e di appros-
tre anni fa. E le onde gravitazionali sono niente             simazioni utili, che ci permettono di fare fisica
altro che piccole increspature, deformazioni in               nonostante questa incompatibilità di fondo. Ma
movimento, dello spaziotempo stesso, analoghe                 hanno validità limitata e non danno quindi tutte

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le risposte che vorremmo avere, e soprattutto si
basano su assunzioni e ipotesi, che solo una teo-
ria più fondamentale può giustificare o modifica-
re. È questa teoria più fondamentale, questa base
più solida e completa (concettualmente quanto
fisicamente) che ci manca per capire il mondo, è
la gravità quantistica [1, 2, 3].
   In sintesi, construire una teoria di gravità quan-
tistica vuol dire ottenere una comprensione più
completa e più profonda della natura di spazio
e tempo, e della loro interazione con la materia.
E se lo spaziotempo in sè è l’oggetto di studio,
dobbiamo ottenere una descrizione del mondo in
                                                             Figura 2: La lunghezza di Planck, in confronto con altre
cui lo spaziotempo non è un dato di partenza ma                        scale di lunghezza più familiari.
qualcosa da capire. Dobbiamo pensare il mondo
senza ipotizzare l’esistenza dello spaziotempo.
                                                                È evidente che stiamo parlando di scale molto
                                                             distanti da qualunque fenomeno riproducibile in
Quale fisica                                                 laboratorio o negli acceleratori (l’LHC raggiunge
                                                             energe dell’ordine del TeV (≈ 103 GeV): tra la
Messa così, potrebbe sembrare una questione pu-              scala di Planck e le distanze più piccole mai te-
ramente concettuale, da lasciare ai filosofi. Non            state, quelle dei quark, c’è circa a stessa distanza
è così. Il punto generale è, infatti, che non abbia-         che tra i quark stessi e noi umani! Insomma, la
mo una teoria consistente e completa per trattare            gravità quantistica governerebbe solo fenomeni
l’interfaccia tra fisica gravitazionale e fisica quan-       a distanze piccolissime ed energie enormi, e rim-
tistica, cioè tutte quelle situazioni fisiche in cui         piazzerebbe la Relatività Generale solo quando
sia le proprietà quantistiche dei corpi materiali            la curvatura dello spaziotempo diventa parimen-
e delle loro interazioni sia i loro effetti gravita-         ti enorme. Una conseguenza immediata è che
zionali e la dinamica propria dello spaziotempo              non ci possiamo aspettare osservazioni dirette
sono rilevanti. Per esempio, queste situazioni               di tali fenomeni, e quindi che la costruzione di
sono le fasi iniziali dell’universo (quindi la co-           una teoria di gravità quantistica venga guidata
smologia primordiale) e i buchi neri (quindi una             direttamente da input sperimentali.
parte della astrofisica relativistica).                         Questo rende le cose molto più difficili, e stori-
   Enunciata la questione generale, cerchiamo di             camente inusuali per un fisico teorico. Vuol dire
chiarire meglio cosa rende la gravità quantistica            anche che la gravità quantistica è destinata a ri-
un problema fisico importante.                               manere speculazione o gioco matematico, o che
   Chiediamoci innanzitutto a che scale di di-               solo alla matematica (e magari a criteri estetici)
stanze ed energie dovrebbe essere rilevante. Se              possiamo affidarci per giudicare la validità delle
devono essere rilevanti sia gli effetti relativisti-         verie proposte di teoria? Assolutamente no!
ci, sia quelli quantistici, sia quelli gravitaziona-            Per quattro ragioni.
li, in qualunque formulazione di una teoria di                  Intanto, anche se le modifiche alla fisica che
gravità quantistica devono comparire la velo-                conosciamo, indotte dalla gravità quantistica, fos-
cità della luce c, la costante di Planck ~, e la             sero dell’ordine della scala di Planck, potrebbero
costante gravitazionale di Newton G. Una lo-                 bene esistere meccanismi fisici di amplificazione
ro combinazione       dà una misura di lunghezza:            tali da renderle osservabili. Un esempio è quello
                                                             di modifiche alla propagazione della luce o del-
       q                                         q
lp =     G~
         c3
            ≈ 10−33 cm, di tempo tp =    G~
                                         c5
                                            ,
                q                                            le particelle materiali che portino a discrepanze
                    5
di energia: Ep = cG~ ≈ 1019 GeV, e di curva-                 (rispetto alla teoria dei campi usuale) che si ac-
tura Rp ≈ l1p ≈ 1033 cm−1 , che definiscono la               cumulino con la distanza percorsa. Immaginate
cosiddetta ‘scala di Planck’ (vedi Figura 2).                due particelle identiche emesse contemporanea-

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mente da una galassia a distanza cosmologica da              zionale) nelle primissime fasi dopo il big bang,
noi, e nella nostra direzione, e supponiamo che              e sono queste stesse fluttuazioni, secondo le teo-
gli effetti di gravità quantistica causino la loro           rie cosmologiche moderne, ad aver originato le
velocità relativa essere diversa (contrariamente             strutture cosmiche (galassie ecc.). L’origine e la
a quello che risulterebbe dalla Relatività Gene-             dinamica di queste fluttuazioni sono l’oggetto
rale). Il loro tempo di arrivo sui nostri telesco-           principale di attenzione dei modelli cosmologici,
pi sarebbe di conseguenza leggermente diverso.               le cui predizioni possono poi essere confrontate
Quanto? dipende da quanto tragitto hanno per-                con i dati osservativi sulla CMB.
corso; se pure la differenza di velocità/energia                 E di modelli cosmologici ne esistono diversi.
di una rispetto all’altra fosse piccolissimo, del-            L’inflazione (a sua volta codificata in un nume-
l’ordine della scala di Planck (cioè ≈ 1/Ep ), se il          ro di modelli, diversi nei dettagli) postula che
tempo trascorso prima di finire sui nostri telesco-           l’universo abbia avuto una fase di espansione
pi fosse enorme, il ritardo accumulato potrebbe               accelerata subito dopo il Big Bang, e che questa
essere grande abbastanza da essere osservabile.               espansione sia dovuta ad un nuovo campo di
Un’altra possibilità è che effetti di gravità quan-           materia, il cosiddetto ‘inflatone’. Le predizioni
tistica portino a violazioni di simmetrie fonda-              dettagliate sulla CMB, però, dipendono anche da
mentali (per esempio quelle alla base della stessa            specifiche ipotesi sullo stato iniziale dell’univer-
Relatività Generale). In questo caso, fenomeni                so al momento dell’inizio di questa espansione
che sarebbero semplicemente proibiti sulla base               accelerata e sulla dinamica dell’inflatone, giusti-
delle teorie usuali, diventerebbero possibili ed              ficabili pienamente solo da una teoria più fon-
esperimenti di precisione che li rivelassero (non             damentale come la gravità quantistica. Modelli
importa quanto raramente o debolmente manife-                 alternativi predicono che il big bang sia in realtà
sti) diventerebbero importanti input osservativi             parte di un ‘Big Bounce’ cosmico, cioè di una di-
nella costruzione della teoria. Queste due clas-              namica dell’universo che include un periodo di
si di possibilità sono infatti la base di una vasta           contrazione, alla fine della quale raggiunge un
letteratura riguardo la possibile fenomenologia              volume minimo e una densità massima (in gene-
della gravità quantistica.                                    re immaginata dell’ordine della scala di Planck),
   Un’altra ragione per considerare la gravità                e infine un ‘rimbalzo’, un Big Bounce appunto,
quantistica a tutti gli effetti una questione fisi-           seguito da un periodo di espansione che è quel-
ca è che curvature spaziotemporali grandi abba-               la che osserviamo attualmente. Le fluttuazioni
stanza da chiamare in causa aspetti quantistici               all’origine della CMB verrebbero generate nel-
del campo gravitazionale vengono prodotte al-                 la fase di contrazione. Ma la natura precisa del
l’interno dei buchi neri e nelle fasi iniziali della          bounce e la sua esistenza stessa possono essere
vita dell’universo, al ‘big bang’ (Figura 3). In en-          giustificati di nuovo solo da una teoria di gravi-
trambi i casi, non abbiamo una teoria completa                tà quantistica. Infine, altri modelli cosmologici
per descrivere cosa succede in queste circostanze.            contemplano una fase ‘pre-Big Bang’ in cui l’u-
Sappiamo anche che descrizioni alternative di                 niverso è statico, cioè non evolve e si mantiene
ciò che succede (suggerite da modelli diversi di              a volume costante, seguita da una transizione
gravità quantistica) hanno conseguenze rilevanti              repentina ad una fase di espansione, quella in
dal punto di vista osservativo.                               cui ci troviamo. Anche questi modelli (detti di
   Facciamo un esempio. La radiazione di fondo               ‘universo emergente’) possono spiegare le carat-
cosmica, cioè la prima luce che ci giunge dopo es-            teristiche osservate nella CMB. Ma anche questi
sere stata emessa poco tempo (≈ 105 anni) dopo                modelli hanno bisogno di una teoria più fonda-
il big bang, è la base della cosmologia osserva-              mentale che descriva la transizione di fase co-
tiva e della nostra comprensione dell’universo                smologica che li caratterizza. Insomma, in tutti
primordiale. È l’oggetto della ‘fotografia’ fatta            questi scenari cosmologici possibili, in diverso
dal satellite Planck nel 2013 (Figura 4).                     modo, la gravità quantistica gioca un ruolo e può
   Le sue variazioni di temperatura, minime, so-              avere conseguenze rilevanti dal punto di vista
no prodotte da piccole fluttuazioni dei campi di              osservativo.
materia e di interazione (incluso quello gravita-               L’ultima ragione per non disperare sulla pos-

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Figura 3: Le fasi chiave dell’evoluzione dell’universo, compresa (oltre alla fase di inflazione, che è ben accreditata, ma non
          senza alternative plausibili) quella di cui non sappiamo nulla e per descrivere la quale serve una teoria di gravità
          quantistica: il big bang. (Immagine prodotta da Dana Baram - https://www.pinterest.de/danabaram1/)

sibilità di porre in contatto la gravità quantistica              quella più immediata e naturale. Abbiamo una
con gli esperimenti, a causa della distanza tra la                ottima teoria classica della gravità e dello spazio-
scala di Planck e i fenomeni comunemente os-                      tempo, la Relatività Generale, e ce ne serve una
servati, è che la definizione stessa della scala di               versione quantistica. Abbiamo a nostra disposi-
Planck e l’idea che solo questa sia quella rilevan-               zione molte procedure diverse per costruire una
te per la fisica della gravità quantistica, si basano             teoria quantistica a partire dalla sua formulazio-
sulla fisica che conosciamo. Detta così sembra                    ne classica; applichiamole alla Relatività Gene-
una banalità. Non è sempre così che procede                       rale. In questa prospettiva, il problema è pura-
la scienza? Ci si basa su quello che si conosce                   mente tecnico, e ben definito, almeno per quanto
per andare oltre. Certo. Il problema è che ci                     riguarda la costruzione della teoria. Rimane un
aspettiamo, dalla gravità quantistica stessa, cam-                problema formidabile, dato che le difficoltà mate-
biamenti drastici sia della Relatività Generale sia               matiche nel portare a termine le varie procedure
della Teoria Quantistica dei Campi, nei loro prin-                di quantizzazione della Relatività Generale so-
cipi più fondamentali. E quindi non sappiamo                      no molte ed enormi. Non facciamo qui neanche
se le deduzioni che facciamo, sulla base di questi                una rassegna breve per descrivere i vari filoni
principi fondamentali potenzialmente in via di                    di ricerca basati su questa strategia, che corri-
dismissione, siano così affidabili. Questo è un                   spondono più o meno alle diverse tecniche di
invito a mantenersi aperti alle sorprese.                         quantizzazione utilizzabili. Esistono approcci ca-
                                                                  nonici, covarianti, perturbativi, non-perturbativi
                                                                  [3, 4]. Da ognuno abbiamo imparato molto, tutti
Cosa deve essere la gravità                                       sono incompleti. Quanto promettenti, è giudica-
quantistica?                                                      to diversamente da ciascun ricercatore, e non è
                                                                  così importante discuterne qui.
Chiarito che si tratta di un problema fondamen-                      Ciò che è importante è dare una idea di quanto
tale e con importanti conseguenze fisiche, come                   anche questa prospettiva conservatrice, che cerca
risolvere il problema della gravità quantistica?                  di non introdurre ipotesi radicali o nuove entità
Come costruire questa teoria? La prospettiva                      fondamentali, si confronta con questioni fisiche
tradizionale, seguita in tutto il secolo scorso, è                e concettuali profonde e difficili.

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Figura 4: La prima foto dell’universo bambino: la radiazione di fondo cosmica. I diversi colori corrispondono a piccolissime
          variazioni della temperatura ( ≈ 3K) osservata. Possiamo leggerci l’impronta della gravità quantistica?

    Tutti questi approcci condividono l’oggetto di               co. Se questo non vi basta, considerate il fatto
base: un campo gravitazionale quantistico, cioè                  che le possibili relazioni causali tra eventi diver-
uno spaziotempo quantistico (Figura 5), dato che                 si dipendono strettamente dalle loro relazioni
il campo gravitazionale coincide con la geometria                geometriche. Tecnicamente, è la geometria dello
dello spaziotempo. Vediamo cosa implica.                         spaziotempo che determina il ‘cono di luce’ di un
   Se lo spazio, il tempo, la geometria sono quan-               evento, e distingue tra tutti gli altri eventi quelli
tistici, sono necessariamente soggetti a fluttuazio-             che giacciono nel suo futuro (e possono essere
ni e determinabili solo in maniera probabilistica.               da questo influenzati) e quelli nel suo passato
È già difficile avere una intuizione di questo com-              (che possono averlo influenzato) (Figura 6).
portamento in Meccanica Quantistica ordinaria,                      In altre parole, l’affermazione “l’evento A è
riguardo particelle di materia (un elettrone, ad                 nel passato (futuro) dell’evento B, e puà averlo
esempio). Pensate cosa vuol dire avere quantità                  influenzato (influenzarlo)” è una affermazione
geometriche, come l’area di un tavolo, il volu-                  sul campo gravitazionale, cioè sullo spaziotem-
me di una stanza, la lunghezza di una strada,                    po. Se questo ha natura quantistica, anche le
soggette a fluttuazioni quantistiche (ci aspettia-               relazioni causali, e la distinzione tra passato e
mo che queste fluttuazioni siano quasi assenti                   futuro, sono soggette a fluttuazioni quantistiche
per oggetti macroscopici, ma la questione concet-                e al principio di sovrapposizione. E ancora, in
tuale rimane). Alla base di queste fluttuazioni                  tutti i sistemi quantistici che conosciamo, il ri-
c’è la sovrapposizione di stati quantistici. Nel                 sultato del processo di quantizzazione a partire
caso della geometria vuol dire che qualunque                     dalla teoria classica è (anche) che alcune quantià
affermazione del tipo: “La distanza tra l’ogget-                 fisiche, che avevano natura continua (potevano
to A e l’oggetto B è X centimetri” deve essere                   prendere qualunque valore intermedio in un da-
riformulata come “La distanza tra l’oggetto A e                  to intervallo, anche infinito) diventano discrete.
l’oggetto B è X1 cm con probabilitá P1 , X2 cm                   Esiste quindi una risoluzione minima nella loro mi-
con probabilitá P2 , ecc.” con una probabilità non               surazione. Pensate cosa può voler dire nel caso
nulla (in generale) che sia qualunque cosa! Lo                   di quantità geometriche: una lunghezza mini-
stesso per affermazioni sugli intervalli temporali               ma, un volume minimo, e quindi una curvatura
tra due eventi, o il volume occupato da un corpo,                massima, una energia massima? Non esistereb-
o la curvatura attorno da un altro. Le quantitá                  be nulla di più piccolo della lunghezza di Planck,
geometriche stesse non hanno un valore univo-                    ad esempio, o di più energetico della energia di

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Figura 5: Uno spaziotempo (continuo, relativistico, geometrico) soggetto a fluttuazioni quantistiche? (© 1998 Cetin BAL)

                                                               senza di una rivoluzione dei nostri concetti di
                                                               spazio e tempo e, di conseguenza, della nostra
                                                               immagine del mondo fin dalle sue fondamenta.

                                                               Lo spaziotempo emergente
                                                               Per quanto la prospettiva descritta finora (basata
                                                               sulla quantizzazione diretta del campo gravita-
                                                               zionale) sia radicale per implicazioni concettuali
                                                               e fisiche, la prospettiva moderna sul problema
                                                               della gravità quantistica lo è ancora di più [4].
                                                                  Vediamo cosa porta i fisici verso questa nuova
                                                               prospettiva.
                                                                  Le singolarità gravitazionali, cioè le situazioni
                                                               in cui, secondo la Relatività Generale, la curva-
                                                               tura della spaziotempo cresce senza limiti, come
Figura 6: Il cono di luce di un osservatore, le limitazioni    all’interno dei buchi neri o al big bang, sono si-
          alle relazioni di causalità, e la distinzione tra    tuazioni in cui la Relatività Generale smette di
          passato e futuro. Cosa cambia quando tutto
                                                               essere applicabile. Questo fatto indica di sicuro
          questo diventa quantistico? (da Wikipedia)
                                                               che modifiche quantistiche sono necessarie. Ma
                                                               molti fisici lo interpretano come un segnale di
Planck. Cosa rimane della nostra intuizione del-               inapplicabilità più generale del continuum spaziotem-
lo spaziotempo come un continuum di eventi,                    porale e dell’idea di campi di interazione (incluso
in questo caso? Soltanto la natura continua dei                il campo gravitazionale, quantizzato o meno) an-
campi che abbiamo quantizzato, che rimarreb-                   ch’essi continui che vivono su di esso. Sarebbe
bero le entitá fisiche fondamentali. Ma questa                 cioè l’idea stessa di spaziotempo e di campi a
non si tradurrebbe più in proprietà osservabi-                 venir meno a livello più fondamentale.
li anch’esse necessariamente continue, e la loro                  Vari argomenti basati sulla fisica semi-classica,
comprensione andrebbe rivista in profondità.                   che cercano di stimare gli effetti gravitazionali
   Al di là di come gli approcci specifici imple-              del comportamento dei campi quantistici, sug-
mentano questi aspetti in dettaglio, siamo in pre-             geriscono invece che vi sia un limite a quanto

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precisamente possiamo localizzare gli eventi nel             variabili dinamiche corrispondenti a rappresen-
tempo e nello spazio. Questi stessi argomenti                tazioni di gruppi di simmetria (eg il gruppo di
portano ad ipotizzare l’esistenza di una lunghezza           Lorentz) (Figura 7). Quindi strutture puramente
minima, cioè di una discretizzazione fondamen-               combinatorie-algebriche, che al massimo posso-
tale dello spaziotempo. Il risultato è di nuovo              no essere messe in corrispondenza con retico-
una dissoluzione del continuum spaziotempo-                  li dotati di qualche forma di geometria discre-
rale su cui si basa la teoria dei campi classica e           ta, rimpiazzano totalmente varietà differenziali,
quantistica. Questo avrebbe quindi natura soltan-            geometria e campi continui.
to approssimata, emergente, basandosi proprio
sulla nozione di località delle interazioni fisiche.
   Una natura fondamentalmente discreta del
mondo è anche ciò che indicano con forza i risul-
tati sulla termodinamica dei buchi neri, in particola-
re il loro possedere una entropia finita (sostanzia-
ta anche dalla radiazione di Hawking, che essi
emettono secondo la fisica semi-classica). Se in-            Figura 7: Una spin network: un grafo decorato con semi-
terpretata alla Bolzmann, infatti, questa entropia                     interi (rappresentazioni di SU(2) - spins); e
misura il numero di gradi di libertà (o ‘costituen-                    la corrispondenza intuitiva con poliedri (qui
ti elementari’) discreti che li costituiscono. Ma i                    tetraedri) incollati a formare reticoli estesi.
buchi neri non sono altro che particolari regio-
ni di spazio (benché con caratteristiche molto                  Strutture analoghe, corrispondenti a reticoli
peculiari), quindi stiamo parlando di costituenti            discreti, sono alla base di tutti gli approcci di
elementari discreti dello spazio(tempo) in sè!               gravità quantistica simpliciale (calcolo di Regge,
                                                             triangolazioni dinamiche) (Figura 8).
   Le proprietà termodinamiche dei buchi neri
hanno anche ispirato una quantità di altre ricer-
che che hanno mostrato come le equazioni della
Relatività Generale ammettano una interpreta-
zione termodinamica esse stesse. Possono essere
ottenute come equazioni di stato macroscopiche
che legano energia ed entropia di gradi di liber-
tà microscopici sconosciuti, ma collettivamente
                                                             Figura 8: Reticoli simpliciali ottenuti dalla composizione
caratterizzabili in termini di geometria (campo                        di simplessi 3d (tetraedri).
gravitazionale) e campi di materia.
   Insomma, qual è l’idea generale suggerita da                 La teoria dei causal sets è similmente basata su
questi risultati? Che esistono delle entità micro-           entità discrete (reti di relazioni causali elemen-
scopiche fondamentali, e discrete, che costituiscono         tari) e lontane da quelle alla base delle nozioni
ciò che chiamiamo spaziotempo e di cui la geometria          usuali di spaziotempo.
e i campi con cui lo descriviamo sono soltanto                  Tutti questi approcci, quindi, suggeriscono
manifestazioni (approssimate) collettive [5].                che lo spaziotempo emerge da strutture più
   Aggiungiamo un altro elemento a supporto di               fondamentali e non spaziotemporali in sè.
questa idea generale.                                           In questa prospettiva più moderna, quindi,
   Evidenze dell’esistenza di queste entità fon-             uno spaziotempo emergente, non soltanto quan-
damentali, e suggerimenti concreti sulla loro                tistico, è l’oggetto della gravità quantistica. Il
natura, arrivano direttamente da vari approcci               problema della gravità quantistica prende una
moderni alla gravità quantistica.                            nuova forma, e si carica di compiti ulteriori,
   In gravità quantistica a loop e nelle teorie di           ponendosi obiettivi ancora più radicali.
campo su gruppi, le entità fondamentali sono                    Descriviamo meglio questi nuovi compiti.
descritte in termini di spin networks, cioè grafi (o            Il problema della gravità quantistica diven-
reti, strutture combinatorie fatte di nodi e link            ta duplice [5, 6]: a) individuare e descrivere
(connessioni) tra questi) decorati con ulteriori             matematicamente le entità quantistiche, non-

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spaziotemporali e discrete che costituiscono l’u-            campi di materia e interazione può emergere so-
niverso al livello più fondamentale, e la loro dina-         lo alla fine di un’approssimazione continua che
mica; b) mostrare come lo spaziotempo come lo                coinvolga un gran numero di queste entità fon-
conosciamo e la sua dinamica effettiva in termi-             damentali e che sia resa possibile dal risultato
ni di Relatività Generale e teoria quantistica dei           della loro dinamica collettiva. A livello più tecni-
campi emergono in una approssimazione e nelle                co, questa intuizione a sua volta suggerisce che
circostanze appropriate, preceduti, magari, da               un ruolo fondamentale debba essere svolto dal
un regime in cui lo spaziotempo e la geometria               gruppo di rinormalizzazione, che è esattamente
sono già ‘emersi’ e manifestano proprietà quan-              lo strumento che ci permette di ottenere la di-
tistiche (il regime corrispondente al problema               namica effettiva (e approssimata) macroscopica
della gravità quantistica tradizionale). Questo,             di sistemi quantistici formati da molti corpi mi-
a livello formale. A livello fisico, c’è anche il            croscopici. Andiamo oltre. Se si deve analizzare
compito ulteriore di ottenere, da questa nuova               la dinamica collettiva di un numero grande di
descrizione, predizioni qualitativamente chiare              entità quantistiche interagenti, ci si deve anche
e quantitativamente precise su nuovi fenomeni o              aspettare che il risultato di questa dinamica col-
possibili osservazioni che permettano di testarla.           lettiva non sia unico. Un sistema di questo tipo
   Si cerca uno spaziotempo emergente a partire              si può organizzare, generalmente, in una mol-
da entità non spaziotemporali più fondamentali               teplicità di fasi distinte, alle quali corrisponde
[6].                                                         una fisica molto diversa. Pensate all’acqua al-
   Ma cosa emerge, esattamente, di ciò che usia-             lo stato liquido, che è solo una delle fasi in cui
mo per definire lo spaziotempo? Di certo, il cam-            le molecole (quantistiche, interagenti) che la co-
po gravitazionale (la metrica, cioè la geometria             stituiscono può organizzarsi, le altre essendo il
continua) e la varietà differenziale che lo sup-             ghiaccio (fase solida) e il vapore (fase gassosa).
porta (l’insieme continuo dei ‘punti dello spa-              Pensate a tutti gli esempi, compresi quelli mol-
ziotempo’). Forse anche la materia, che viene                to esotici, che ci presenta la fisica dei sistemi di
definita e classificata in base alle sue proprietà           materia condensata classica e quantistica: fasi
spaziotemporali (come regisce quando spostata                macroscopiche con proprietà osservabili molto
e ruotata, localizzata nel tempo e nello spazio ,            diverse, a partire dagli stessi costituenti elemen-
ecc.). In ultima analisi, forse, tutto. Tutte le no-         tari (tutta o quasi la fisica della materia conden-
zioni che usiamo per fare fisica vanno ripensate,            sata si basa su elettroni che interagiscono tramite
in quanto basate sulle nozioni base di spazio e              campo elettromagnetico). Nel caso di quel siste-
tempo, e forse sono anch’esse solo approssimate,             ma peculiare che è lo spaziotempo, assumendo
non fondamentali, emergenti: la localitá delle               sia anch’esso costituito da ‘molti corpi quanti-
interazioni, la simmetria di Lorentz, il principio           stici (non spaziotemporali)’ci dobbiamo quindi
di relatività, il principio di equivalenza, ecc. .           aspettare che questi possano organizzarsi in fasi
   Da cosa dovrebbero emergere? Beh, questo di-              diverse. Una di queste deve necessariamente es-
pende necessariamente da quale approccio spe-                sere caratterizzabile in termini spaziotemporali
cifico alla gravità quantistica consideriamo. For-           (la nostra, quella in cui ci troviamo), ma dobbia-
malismi diversi presentano candidati diversi per             mo aspettarci anche fasi dove le usuali nozioni
le entità fondamentali. Qualche accenno è stato              di spaziotempo e geometria non emergono sotto
già dato. Un esempio specifico verrà discusso un             nessuna approssimazione, fasi interamente non
pò più in dettaglio nel seguito.                             spaziotemporali.
   E come, esattamente, dovrebbero emergere lo                 Per finire, chiediamoci di nuovo: dove può
spaziotempo e tutte queste nozioni che su es-                essere la fisica, in tutto ciò? che conseguenze
so si basano? Anche qui, molto dipende dal                   osservative dobbiamo aspettarci?
contesto specifico. Approcci diversi troveranno                 A questo punto, dovrebbe essere chiaro quello
conveniente usare tecniche e idee diverse.                   che affermavamo già in precedenza: aspettiamo-
   Il punto cruciale è però generale [6]. Qualun-            ci sorprese, in ogni direzione! Tutte le strutture
que siano le entità fondamentali, lo spaziotem-              e i concetti su cui si basa tutta la fisica moderna
po continuo e la sua descrizione in termini di               vengono messi in discussione. Potremmo ben

Ithaca: Viaggio nella Scienza MCXIV, 2067 • L’universo emergente della gravità quantistica                     9
L'universo emergente della gravità quantistica - arXiv
L’analogia tra spaziotempo e fluidi (quantistici)
                 FLUIDO/CONDENSATO
                                                                             SPAZIOTEMPO
       • Entità fondamentali: atomi di materia.
                                                              • Entità fondamentali: atomi di spazio
       • Dinamica quantistica fondamentale:
                                                         • dinamica quantistica fondamentale: inte-
         processi di interazioni tra particel-
                                                           razioni tra atomi di spazio, codificate in
         le e atomi (ad esempio scattering,
                                                           strutture discrete (ad esempio reticoli).
         creazione/distruzione).
                                                         • Fasi continue prodotte dalla dinamica
       • Fasi continue prodotte dalla dinamica
                                                           collettiva di molte entità fondamentali:
         collettiva di molte entità fondamentali:
                                                           geometrica/spaziotemporale, altre?
         gassosa, liquida, solida, ecc.
                                                         • Approssimazione utile nella fase spa-
       • Approssimazione utile a livello macrosco-
                                                           ziotemporale/geometrica: in termini di
         pico nella fase liquida (e, in parte, gassosa):
                                                           spaziotempo continuo, campi relativistici
         idrodinamica (o campo medio, ecc.).
                                                           (classici e quantistici), cosmologia.

scoprire che gli effetti di gravità quantistica sono         tinuo, e identificata con la nascita dell’universo
ovunque attorno a noi, che magari li avevamo già             primordiale: il Big Bang.
sotto gli occhi, ma non li avevamo riconosciuti in
quanto tali. Potremmo scoprire che osservazio-
ni e dati sperimentali già nelle nostre mani, ma             Teorie di campo su gruppi: il
che non mettevamo in relazione con la gravità
                                                             contesto giusto?
quantistica in quanto si riferivano a fenomeni
‘macroscopici’, hanno invece la loro spiegazio-
                                                             Per illustrare le idee appena discusse, ecco un
ne nella gravità quantistica, proprio perchè lo
                                                             esempio di formalismo di gravità quantistica ba-
spaziotempo in sè, compresi i suoi aspetti macro-
                                                             sato su entità discrete e non spaziotemporali, in
scopici, ha natura emergente. Due esempi che
                                                             cui lo spaziotempo emerge a livello di dinami-
sono stati infatti studiati da questo nuovo punto
                                                             ca collettiva, e la Relatività Generale ne diventa
di vista sono la materia oscura e l’energia oscura,
                                                             la descrizione appropriata in un regime idrodi-
fenomeni tuttora in attesa di spiegazione appro-
                                                             namico. Questo formalismo è chiamato teoria di
priata, e normalmente approcciati da un punto di
                                                             campo su gruppi (Group Field Theory, GFT).
vista puramente cosmologico, non direttamente
                                                                Cosa sono queste nuove teorie di campo, in-
collegato a questioni di gravità quantistica.
                                                             tanto? Sono una descrizione ‘atomica’e quanti-
   In alcuni approcci alla gravità quantistica, l’i-         stica dello spaziotempo stesso, una teoria di campo
dea di uno spaziotempo come risultato collettivo             in cui i ‘quanti’ fondamentali sono i costituenti
della dinamica di un sistema a molti corpi è preso           elementari dello spaziotempo stesso, i suoi ‘ato-
talmente sul serio da modellizzare letteralmen-              mi’ costitutivi. Per definizione quindi non sono
te l’universo come un fluido o un condensato.                definite su nessuno spaziotempo fisico, ma su
L’emergere dello spaziotempo continuo viene                  spazi in qualche modo ausiliari e più astratti,
trattato alla stregua dell’emergere della descri-            corrispondenti a possibili gruppi di simmetria
zione idrodinamica del fluido stesso, a partire              dello spaziotempo che essi dovrebbero genera-
dalla sua descrizione atomica/molecolare. E la               re. E, hanno l’onere di spiegare in che modo lo
transizione di fase che porta all’esistenza di tale          spaziotempo emerge a partire dai loro quanti
fluido acquista una possibile interpretazione fi-            fondamentali e dalla loro dinamica quantistica,
sica in termini cosmologici, come ciò che rende              come in tutti i formalismi di gravità quantistica
possibile l’esistenza di questo spaziotempo con-             basati sull’idea di spaziotempo emergente.

Ithaca: Viaggio nella Scienza MCXIV, 2067 • L’universo emergente della gravità quantistica                   10
I ‘pezzettini di spazio’ descritti dalle GFT sono         metria discreta, ancorché quantistica, ai singoli
visualizzabili come poliedri 3d astratti, normal-            quanti di GFT in quanto tetraedri (e parlare delle
mente tetraedri, ad ognuno dei quali può esse-               aree delle loro facce o del loro volume), uno stato
re attribuito un volume, una lunghezza dei lati,             generico di GFT, fatto da molti di questi tetrae-
una ‘forma’ (schiacciata, equilatera, ecc.) (Figura          dri, non ha nessuna geometria chiara neanche
9). Uno stato quantistico generico di GFT sarà               a livello discreto. I tetraedri che lo compongo-
quindi dato da un numero arbitrario di tetraedri             no non saranno in genere incollati l’uno all’altro
ognuno con forma arbitraria; o meglio, essendo               a formare alcuna struttura estesa, e, se lo sono,
una teoria quantistica, sarà dato da una sovrap-             non necessariamente sarà possibile visualizzarli
posizione di stati siffatti. Stiamo dicendo davve-           come un reticolo geometricamente ben formato.
ro che il mondo è fatto, lì giù alla scala di Planck,           Insomma, anche prendendo seriamente l’im-
da piccoli tetraedrini che si muovono? Si e no. Si,          magine proto-geometrica dei quanti di GFT co-
nel senso che stiamo ipotizzando, qui, che una               me tetraedri, siamo ancora ben lontani da uno
teoria di GFT sia la descrizione corretta del mon-           spaziotempo e una geometria continui come
do. No, perché la visualizzazione dei gradi di               quelli alla base della fisica macroscopica.
libertà fondamentali in termini di tetraedri è una              Tutto quello che vale per i quanti di GFT, vale
guida alla scelta degli ingredienti matematici da            anche per i loro processi di interazione, la loro
includere nei modelli di GFT, per poter estrarre             dinamica nel regime in cui un numero limitato
da questi, alla fine di un processo complesso, una           di essi viene fatto interagire. I loro processi di
geometria continua e uno spaziotempo realisti-               interazione, infatti, possono essere messi in corri-
co, ed è un aiuto alla visualizzazione di questi             spondenza anch’essi soltanto, e non sempre, con
modelli e di questo processo. Ma così come un                reticoli, interpretabili come ‘spazitempi’ discreti
elettrone non è una sferetta puntiforme che gira,            (con le stesse limitazioni appena menzionate).
anche se ci è utile visualizzarlo così, i quanti di             Non molto di più può essere ottenuto a questo
GFT non sono piccole piramidine che si muo-                  livello di descrizione. Per andare oltre, alla ri-
vono. La ragione più profonda per cui questa                 cerca di una approssimazione continua soddisfa-
visualizzazione non va presa alla lettera è che es-          cente, bisogna lavorare con numeri sempre più
sa fa uso inevitabilmente di uno spazio ambiente:            grandi di quanti fondamentali, così come per ot-
i tetraedrini, appunto, si trovano e si muovono,             tenere una fisica effetiva continua a partire dalla
nella nostra immagine mentale, in un qualche                 fisica atomica o molecolare bisogna considerare
spazio. I quanti GFT, invece, sono lo spazio, o              numeri grandi di atomi o molecole interagenti
quantomeno lo formano in un qualche regime                   (Figura 10). In questo formalismo, lo spaziotem-
della loro dinamica collettiva.                              po continuo e la sua fisica emergono a partire da
                                                             queste entità elementari discrete, e la dinamica
                                                             relativistica del mondo rimane una approssima-
                                                             zione macroscopica del pullulare sottostante dei
                                                             loro processi quantistici di interazione.
                                                                Prima di presentare risultati recenti in questa
                                                             direzione, chiariamo come questo formalismo sia
                                                             strettamente collegato ad altri approcci di gravità
                                                             quantistica già menzionati. Le strutture alla base
                                                             della gravità quantistica a loop, le spin networks,
                                                             sono comuni alle GFT, dato che rappresentano
                                                             una riscrittura equivalente degli insiemi di te-
                                                             traedri incollati di cui dicevamo. I reticoli alla
                                                             base degli approcci di gravità quantistica simpli-
Figura 9: I quanti di GFT: costituenti elementari dello      ciale sono gli stessi che vengono generati come
          spazio stesso?                                     processi di interazione elementari tra i quanti di
                                                             GFT. Molte altre tecniche e strutture in comune
  Oltretutto, se possiamo assegnare una geo-                 possono essere evidenziate, così come inevitabili

Ithaca: Viaggio nella Scienza MCXIV, 2067 • L’universo emergente della gravità quantistica                    11
Figura 10: Come emerge lo spazio(tempo) dalla dinamica collettiva di (molti) quanti di GFT?

differenze di prospettive e di procedure.                    modifica compatibile con le osservazioni), in una
   Rispetto a questi altri formalismi, le GFT han-           approssimazione classica.
no un vantaggio chiave. La riformulazione del-                  A che punto siamo, nelle teorie di campo su
le stesse strutture matematiche, che descrivo-               gruppi, rispetto a questi punti? Il progresso è
no pressoché le stesse entità fisiche discrete (e            stato rapido e sostanziale, negli ultimi 10 anni
non spaziotemporali), nel linguaggio della teoria            circa, facilitato dal fatto che, come abbiamo anti-
quantistica dei campi permette di trattarle in ma-           cipato, questi modelli permettono l’applicazione
niera potenzialmente molto più efficiente. Infatti,          diretta di idee e tecniche standard per i sistemi
la riformulazione in termini di teorie quantisti-            quantistici a molti corpi (quelle definiti cioè nello
che dei campi è esattamente ciò che permette di              spaziotempo). Riassumiamo alcuni risultati.
trattare in maniera efficiente i sistemi quantistici            Per identificare una fase continua geometrica
a molti corpi, nell’ambito dei sistemi di materia            di un sistema quantistico a molti corpi o di una
condensata, e di estrarre la loro dinamica effet-            teoria di campo, bisogna tanto per cominciare
tiva macroscopica (in particolare, nel caso dei              avere una mappa chiara delle sue fasi continue.
fluidi e condensati quantistici, la loro descrizio-          La maniera principe per mappare lo spazio delle
ne idrodinamica). In GFT, ci si propone di fare              fasi di tali sistemi è studiarne il cosiddetto flusso
lo stesso, ma per gli atomi di spazio!                       di rinormalizzazione. In sintesi estrema, questo
                                                             vuol dire controllare come cambia la dinamica
                                                             effettiva del sistema quando si prendono in con-
                                                             siderazione interazioni tra numeri sempre mag-
L’emergere dello spaziotempo in                              giori dei suoi costituenti. Quando questi sono
GFT: risultati recenti                                       stati tutti considerati, e sono in numero infini-
                                                             to, si parla di limite continuo. Le possibili fasi
Mostrare l’emergere dello spaziotempo in una                 continue sono identificate dai valori che in esse
teoria di gravità quantistica basata su entità non           prendono i parametri che caratterizzano le pos-
direttamente spaziotemporali o geometriche ri-               sibili interazioni dei costituenti del sistema. In
chiede due cose. Primo, l’esistenza di una fase              fasi diverse, la dinamica effettiva può essere ra-
continua che possa essere descritta in termini di            dicalmente diversa, e il sistema stesso prendere
geometria e campi di materia/interazione. Se-                aspetti così radicalmente diversi da sembrare un
condo, una riscrittura della dinamica effettiva              sistema fisico differente. Di nuovo, pensate al-
delle entità fondamentali, in questa fase, che cor-          l’acqua in forma liquida, solida o gassosa, ma le
risponda alla Relatività Generale (o ad una sua              differenze fisiche tra fasi diverse possono essere

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ancora maggiori, come per esempio in sistemi                 la dinamica collettiva delle entità fondamenta-
che sono ottimi conduttori elettrici in una fase, e          li, trascurando le loro fluttuazioni e interazioni
ottimi isolanti in un’altra.                                 microscopiche, cioè quello che ci aspettiamo da
   Lo studio del flusso di rinormalizzazione del-            una teoria macroscopica continua, e sulle loro
le GFT è diventato un ambito di ricerca molto                osservabili globali, che è quello che ci aspettiamo
attivo, con molti risultati interessanti [8]. Potete         corrisponda ad una dinamica cosmologica.
immaginare le difficoltà tecniche, però! La mag-                 Gli stati condensati di GFT, poi, con tutti gli ato-
gior parte dei risultati più solidi, infatti, sono           mi di spazio nello stesso stato quantistico, sem-
stati ottenuti per modelli semplificati, che non             brano perfettamente adattati a questa interpre-
posseggono cioè tutte quelle caratteristiche che             tazione cosmologica. Intuitivamente, corrispon-
vorremmo in modelli realistici di gravità quan-              dono al tipo di geometrie continue utilizzate per
tistica. Questo è ovviamente un male. La nota                descrivere l’universo su scale cosmologiche, cioè
positiva, d’altro canto, è che i risultati ottenu-           quelle omogenee, con tutti i punti dello spazio
ti finora danno indicazioni che sembrano ave-                caratterizzati dalla stessa geometria locale. A li-
re validità piuttosto generale. Per cominciare, i            vello matematico, questa corrispondenza può
modelli di GFT sembrano consistenti e ben de-                essere codificata più precisamente. La forma
finiti sia quando si considerano interazioni tra             matematica degli stati di condensato ha un’altra
pochi costituenti sia quando se ne prendono in               conseguenza importante: essi sono interamente
considerazione un numero arbitrariamente alto.               caratterizzati (di nuovo, nell’approssimazione
Questa è cosa affatto scontata. Inoltre, sembra-             più semplice) da un’unica funzione (la ‘funzione
no possedere almeno due fasi continue distinte:              d’onda del condensato’), pur essendo composti
una apparentemente degenere dal punto di vista               da un numero infinito di gradi di libertà. Inol-
della geometria continua, che non sembra ave-                tre, i dati da cui questa funzione dipende sono
re chances di corrispondere al nostro mondo, e               traducibili direttamente nelle variabili che descri-
un’altra più promettente. Questa corrisponde, in             vono spazitempi cosmologici. è quindi lo stesso
primissima approssimazione, ad una fase ‘con-                tipo di funzione che viene usata in cosmologia
densata’, in cui cioè i quanti di GFT si organizza-          quantistica e interpretata come ‘funzione d’onda
no in modo da avere tutti o quasi lo stesso stato            dell’universo’. Tutto torna, fin qui.
quantistico. L’universo diventa un condensato,                   Il vantaggio di considerare stati condensati è
un fluido quantistico di quanti di GFT.                      anche un altro. L’estrazione della loro dinami-
   È questa la fase geometrica e pienamente spa-             ca effettiva, in approssimazione idrodinamica, a
ziotemporale che corrisponde all’universo che                partire dalla dinamica microscopica, è immedia-
osserviamo? Questi primi risultati sono incorag-             ta, almeno nei casi più semplici. Anche nel caso
gianti ma certo non conclusivi. Serve una analisi            dei condensati di GFT, infatti, è possibile estrar-
più dettagliata sulla possibilità di estrarre da essa        re l’idrodinamica di condensato per ogni dato
la fisica gravitazionale che conosciamo.                     modello di partenza. E data la natura e interpre-
   Anche su questo secondo aspetto cruciale, i ri-           tazione della funzione d’onda di condensato, le
sultati negli ultimi anni sono stati molti e promet-         equazioni dell’idrodinamica assumono la forma
tenti [7, 9]. L’attenzione, anche per via delle indi-        di una estensione non-lineare delle equazioni
cazioni date dal flusso di rinormalizzazione, si             della cosmologia quantistica! Queste possono
è concentrata sui condensati di GFT, e sull’estra-           poi essere usate, come in quel contesto, per deri-
zione di una dinamica cosmologica. Ma anche                  vare predizioni cosmologiche, ma qui esse sono
in questo caso le indicazioni ottenute sembrano              direttamente ricavate dalla teoria fondamentale.
avere validità più generale.                                     Va bene, ma insomma: cosa dice tutto questo
   Il quadro concettuale di riferimento si basa sul-         riguardo l’evoluzione del cosmo, assumendo che
l’ipotesi che la dinamica effettiva gravitazionale,          questa idea di spaziotempo emergente e di uni-
e in particolare la cosmologia, vadano cercate al            verso come condensato siano sensate, e che le
livello di approssimazione idrodinamica dei mo-              GFT siano il contesto giusto per realizzarle?
delli di GFT. La giustificazione intuitiva è che,                Per una classe abbastanza generale di modelli
in questa approssimazione, ci si concentra sul-              di GFT realistici, e sotto l’assunzione che l’uni-

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verso sia non solo omogeneo, ma anche isotropo               studiato in maggior dettaglio. Più importante
(cioè con tutte le direzioni spaziali equivalenti,           ancora, tutto ciò che abbiamo detto finora si ap-
un caso ancora più semplice, ma alla base di mol-            plica non solo alll’interno dell’approssimazione
ta cosmologia), la dinamica effettiva del volume             idrodinamica, e quando si guarda soltanto alla
dell’universo può essere dedotta esplictamente               dinamica del volume cosmico, senza calcolare
dalle equazioni idrodinamiche del condensato.                cosa succede alle fluttuazioni quantistiche dello
    Le evoluzioni possibili sono diverse, ma so-             stesso, nè introdurre altri campi di materia, nè
 no caratterizzate da alcuni punti in comune,                studiare altre osservabili geometriche, nè consi-
 tutti piuttosto eccitanti. Tanto per cominciare,            derare cosa succede alle piccole perturbazioni
 l’universo-condensato si espande nel tempo, e               della geometria (che introducono le inomoge-
 fin qui tutto coincide con quello che osserviamo            neità alla base della radiazione di CMB). Non
 nell’universo reale. Inoltre, quando l’universo             sappiamo, al momento, come queste complica-
 cresce abbastanza, le equazioni dinamiche che lo            zioni aggiuntive, sicuramente necessarie, altera-
 governano sono ben approssimate da quelle del-              no lo scenario appena descritto. Una possibili-
 la Relatività Generale, che è l’altra condizione ne-        tà in particolare va menzionata. La dinamica
 cessaria per continuare a fidarsi delle equazioni           delle fluttuazioni e delle perturbazioni attorno
 medesime. Continuando ad seguire l’evoluzione               alle configurazioni di condensato semplice che
 dell’universo-condensato e la sua espansione, i             sono state considerate finora potrebbero altera-
 modelli di GFT in cui le interazioni tra i costi-           re drammaticamente la dinamica vicino al big
 tuenti fondamentali sono forti predicono che l’e-           bounce, e in maniera tale da rendere l’appros-
 spansione si fermerà e comincerà invece una fase            simazione idrodinamica totalmente inadeguata.
 di contrazione cosmica, con l’universo che assu-            Questo in particolare è quello che ci dovremmo
 me volumi sempre più piccoli. Gli stessi volumi             aspettare se la nascita dell’universo, la fase subi-
piccoli che aveva all’inizio della sua espansione,           to a ridosso del Big Bang classico, fosse in realtà
vicino al big bang. E prima? e dopo? Cosa suc-               il risultato di una transizione di fase del sistema
 cede al big bang? L’universo-condensato, questo             di quanti di GFT, da una fase non geometrica e
 dicono le equazioni idrodinamiche, attraversa un            non spaziotemporale ad una fase geometrica, in
‘big bounce’, rimbalza, passando da contrazione              cui i concetti di spazio e tempo possono essere
 ad espansione. Il big bang, con la sua singola-             applicati. Questa transizione sarebbe il proces-
 rità gravitazionale è sostituito da una regione             so di condensazione degli atomi di spazio che dá
puramente quantistica a volume minimo. Que-                  origine alla fase condensata in cui tutti i risultati
 sto può avvenire infinite volte, in infiniti cicli di       appena menzionati sono stati ottenuti. In questo
 espansione-contrazione.                                     caso, lo scenario cosmologico sarebbe quello di
                                                             ‘universo emergente’menzionato in precedenza.
   La gravità quantistica ha fatto quindi la sua
scelta, tra tutti i modelli di universo primordia-               Manca ancora molto lavoro, prima di poter de-
le che abbiamo elencato in apertura, scegliendo              cidere cosa è successo all’inizio dell’evoluzione
uno scenario di Big Bounce? Non così in fretta!              cosmica (Figura11). La speranza è che questa sia
Non solo perchè la scienza non è scienza senza               il sentiero concettuale e il contesto formale giusto
innumeravoli ‘ma’, ‘però’e ‘a meno che’, cioè per            per rispondere a questa domanda, e per realiz-
la cautela intellettuale e lo scetticismo che ci de-         zare l’idea di spaziotempo emergente in gravità
finiscono (dovrebbero definirci) in quanto scien-            quantistica. La speranza ulteriore è che quanto
ziati. Ma per ragioni più tecniche. Intanto, per-            stiamo imparando in questo specifico approccio
ché quando le interazioni tra quanti di GFT sono             al problema abbia in realtà validità più generale.
abbastanza forti, l’espansione in ‘uscita’ dal Big             Nel frattempo, altri risultati sono stati ottenuti,
Bounce sembra essere di tipo accelerato, come ne-            nell’ambito della cosmologia di GFT. Riguarda-
gli scenari inflazionari (ma con un accelerazione            no la dinamica delle anisotropie, altri aspetti di
generata invece da puri effetti di gravità quanti-           questa idrodinamica cosmica e, soprattutto, la
stica, senza bisogno di campi inflatonici aggiun-            teoria delle perturbazioni cosmologiche, la ba-
tivi). Quindi, in questi casi siamo in presenza di           se necessaria per mettere in contatto la gravità
uno scenario misto Big Bounce-inflazione che va              quantistica con la cosmologia osservativa.

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