Tra Facebook e Twitter: risorse per la famiglia" - Corso di nazionale di formazione AIART Hotel Sporting - Rimini 11 Dicembre 2010
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”Tra Facebook e Twitter:
risorse
i per la
l famiglia”
f i li ”
Corso di nazionale di formazione AIART
Hotel Sporting - Rimini
11 Dicembre 2010
Domenico Infante 1Intervista al prof. Paolo Peverini, docente di Semiotica della
comunicazione
co u ca o e visivas aaalla
a facoltà
aco tà d
di Sc
Scienze
e e po
politiche
t c e de
della
a
Luiss 'Guido Carli' di Roma da Avvenire 17/11/10
• I nuovi media in realtà 'appartengono'
appartengono ai giovani
giovani.
Lei però pensa sia necessario farli conoscere
meglio anche ai genitori?
Certo. Il compito che spetta alle famiglie è molto
importante: devono imparare a osservare con sguardo
acuto i fenomeni della comunicazione, capire come
nascono e quindi comprendere meglio come educare i
figli a viverli in maniera consapevole. Occorre
insomma sviluppare uno sguardo critico e rendersi
conto di quanto possano essere complesse le logiche
della comunicazione
comunicazione.
Domenico Infante 2“The social network”
• Il film “The social network”, campione d’incassi negli
Stati Uniti,
Uniti presentato al recente festival del cinema di
Roma nella sezione eventi speciali, racconta la storia
autentica dell
dell’invenzione
invenzione di Facebook da parte di
alcuni compagni di college tra cui Mark Zuckerberg,
che però ben presto tradisce il gruppo considerandolo
un ostacolo al veloce sviluppo della piattaforma. Il film
termina con lo stesso Zuckemberg
Zuckemberg, ormai
multimiliardario e famoso in tutto il mondo,
condannato alla solitudine
solitudine, senza amici
amici,
costretto anch’egli a ricorrere a Facebook per
contattare la ragazza di cui è innamorato
innamorato.
(da Avvenire 2/11/10) Domenico Infante 3Ormai è ufficiale:
• Il web ha superato la tv come mezzo di
comunicazione preferito dai giovanigiovani. Lo rivela una
ricerca – Abitudini e Stili di vita degli adolescenti –
condotta dalla Società Italiana di Pediatria
Pediatria, che ha
rivelato che i ragazzi compresi tra i 12 e i 14 anni d’età
preferiscono Facebook e YouTube alla televisione e
quelli che non hanno un account sul famoso social
network sono ormai una “speciespecie rara”
rara .
Domenico Infante 4Cambiamenti nei modelli di
comunicazione
• “Le nuove tecnologie
g digitali
g stanno
determinando cambiamenti fondamentali nei
modelli di comunicazione e nei rapporti
pp umani.
Questi cambiamenti sono particolarmente
evidenti tra i g
giovani che sono cresciuti in stretto
contatto con queste nuove tecniche di
comunicazione e si sentono q quindi a loro agio
g in
un mondo digitale che spesso sembra invece
estraneo a qquanti di noi,, adulti… ”.
(Benedetto XVI 43^ GMCS)
Domenico Infante 5I Social network
• Il social
i l network
t k è costituito
tit it dda un gruppo di persone
aperte a condividere pensieri, conoscenze, ma anche
pezzii d
della
ll lloro vita.
it
• Ma qual è la diversità tra socializzazione in un social
network e quella reale di ogni giorno?
• Le ppersone,, attraverso un sistema tecnologico
g
mediale, possono conoscersi , incontrarsi e tenere
vive le relazioni anche senza vedersi e sentirsi,,
persino senza incontrarsi realmente.
• Questa particolarità dà il vantaggio di rimanere in
costante contatto anche con persone lontane e
lavorare in equipe senza
problemi. 6Bisogni, conoscenza
• I social network consentono di entrare nella vita degli
altri e permettono agli altri di entrare nella propria. Ma
gli altri non sono tutti ma coloro con i quali si decide di
stabilire una relazione.
• Si entra nei social network per il bisogno di conoscere
e farsi conoscere stringendo
g un’amicizia che corre il
rischio, però, di essere superficiale, di essere
semplice
p comunicazione di sé con esibizionismo, di
essere voglia di voyerismo.
• Ma la relazione umana non è un gioco e richiede
tempo, conoscenza diretta ed un contatto nella realtà.
• L
L' idea di fondo dei social network è proprio quella di
addomesticare il web e restringerlo ai propri bisogni.La comunicazione nei social network
• E’ svincolata da limiti spazio-temporali.
• Ha carattere reticolare
reticolare, scambio molti-molti
molti-molti.
• E’ autentica, inclusiva, empatica, vibrante
• Si possono allestire forme di condivisione e
visibilità del lavoro dei singoli.
• La comunità dialogica può sempre
espandersi.
• Favorisce le aggregazioni territoriali.
• Consente l’organizzazione.
l’organizzazione
Domenico Infante 8Uso del social network
• A frequentare regolarmente i social
network, è il 66,7% degli adolescenti, con una
prevalenza delle ragazze (59%) sui ragazzi (48%).
• I giovani oggi navigano 3 3’ sui siti normali e 25
25’ sui
social network
• I giovani hanno la tendenza a rivelare molti
dettagli personali nei profili:
¾ il 74% dichiara di riportare il vero nome
¾ il 61% posta proprie foto
¾ il 57% dà l’indirizzo
l indirizzo e-mail
¾ il 48% il cognome
¾ il 18% il nome della scuola
9I principali portali di social network
S
Source: comScore
S W ld Metrix
World M ti
Total Unique Visitors (000)
Jun 2007
Jun-2007 Jun 2008
Jun-2008 % Change 2009
Total Internet : Total Audience 778,310 860,514 11%
Social Networking 464 437
464,437 580 510
580,510 25%
FACEBOOK.COM 52,167 132,105 153% 200
MYSPACE.COM 114,147 117,582 3% 253
HI5.COM 28,174 56,367 100%
FRIENDSTER.COM 24,675 37,080 50%
Orkut 24,120 34,028 41%
BEBO.COM 18,200 24,017 32%
Sk
Skyrock
kNNetwork
t k 17 638
17,638 21 041
21,041 19%
Twitter.com a luglio 08 2,218 a luglio 09 23,284 a gennaio 2010 100,00 (1400%)
NB a Gennaio 2010 Facebook nel mondo ha raggiunto 400 mln di utenti di cui circa 100 mln
di utenti da cellulare. Oggi ha superato i 500 milioni di utenti.
A fine Ottobre 2010 Facebook in Italia ha raggiunto 17 mln di utentiCambia il mondo dell'informazione
• Venticinque milioni di utenti, di cui una buona
percentuale è rappresentata dai giovani, non
vedono più la rete come semplice piazza virtuale
per fare nuove amicizie o scambiare opinioni e
foto, bensì come una vera e propria finestra
informativa su ciò che accade nel proprio Paese e
nel resto del mondo e questo, specie nel momento
in cui si verificano fatti di una certa importanza
quali, ultimo in ordine di tempo, il delitto di
Avetrana.
(Dal sito Key4biz del15 novembre 2010)
11Che cosa è Facebook?
• E’ un derivato molto evoluto del blog;g;
• La scrittura ha perso il suo ruolo principale e
protagonista c’è
protagonista, c è tanto altro;
• Contiene informazioni sulle proprie attività e
preferenze lasciando agli amici la possibilità
preferenze,
di commentare;
• Aumentano i contenuti multimediali;
• I ta
tanti
t racconti
acco t delle
de e pagine
pag e del
de b
blog
og sono
so o
sostituiti da album fotografici, video e
applicazioni;
• L’aspetto relazionale si rafforza. 12Facebook: Su di me si può essere
presenti in tre diversi modi
13
(Prof. Francesco Micali, esperto in new media)Bacheca di Facebook
Entrare in Facebook
• Iscriversi a Facebook è semplice.
• Basta inserire la ppropria
p e-mail,, scegliere
g una
password ed entrare nel sistema per cercare gli amici.
• Nel proprio profilo si riporta il proprio nome e
cognome, la propria foto; non ha senso l’anonimato in
un social network che è nato per cercare i propri
amici. La condivisione è possibile esponendo quello
che si è realmente.
• E’ possibile disiscriversi da Facebook ma rimane il
fatto che le tracce lasciate sui profili di altre persone
non potranno essere cancellate. In questo senso la
propria identità rimarrà in rete fino a quando un amico
con cui si è entrati in contatto sarà ancora iscritto. 15Cosa si condivide con gli amici
• Si condivide ciò che è inserito nel proprio profilo. Il
profilo contiene molti elementi gestiti da una serie di
applicazioni. Gli elementi base sono: foto e account
• Accanto
A t alla
ll ffoto
t cii sono lla bbacheca
h ((o wall),
ll) lle iinfo
f e
le foto più svariate. Le info esprimono ciò che l’utente
vuoll di
dire di sé,
é id dati
ti di stato
t t (d
(dati
ti anagrafici,
fi i
professione, istruzione, passioni, ecc.).
• La wall è il cuore di ogni profilo. Nella wall si scrive ciò
che si sta facendo, ciò che si vuole esprimere, ciò che
si sente, usando frasi brevi da comunicare in maniera
pubblica agli amici.
16Cosa stai facendo?
• Q
Questat è la
l ddomandad piùiù iimportante
t t di F Facebook.
b k
Essa attiva la conversazione perché gli amici possono
commentare
t una certa
t situazione
it i di stato.
t t
• 13 milioni di persone aggiornano il proprio stato
almeno una volta al giorno.
g mese vengono
• Ogni g caricate 700 mln di immagini
g ((in
totale sono 10 mld), 4 mln di video, 15 mln tra note,
link e p
post vari. Le applicazioni
pp sono 500 mila e p
più.
• Ogni elemento aggiunto al proprio profilo costruisce
un pezzo della propria identità che a volte viene
“forzata” allo scopo di sembrare più
gradevoli accettabili
gradevoli, accettabili, desiderabili
desiderabili.
(Dal libro Web 2.0 di Padre Antonio Spadaro) 17Funzioni di Facebook
• E’
E possibile formare dei gruppi di interesse che
consentono di aggregare amici e amici degli amici.
• Si può comunicare tra amici tramite e-mail che
possono raggiungere migliaia di persone
contemporaneamente. Oggi prevale questa modalità.
• Facebook consente di dare voce e visibilità a eventi (2(
milioni al mese) e alla pubblicità (che si trova nella
colonna a dx della bacheca). )
• Facebook non è non un’associazione filantropica e la
pubblicità sta ad indicare che Facebook è una società
che mira a creare profitti.
18Amici, perché e come?
• Nella relazioni su Facebook, si cerca di apparire
estroversi, amati, richiesti, socialmente attraenti e
tutto per cercare di “adescare” più amici possibili per
ottenere un certo “rango”.
• Troppi amici fanno perdere di significato Facebook
che diventa solo un elenco digitale
g di indirizzi. D’altra
parte pochi amici lo renderebbero inutile perché ci si
può vedere e sentire p
p più facilmente.
• Perciò è necessario un certo equilibrio.
• In realtà Facebook,
Facebook per le sue caratteristiche sociali e
relazionali, darà sempre più dinamicità al web
rubando spazio alla tipologia tradizionale della
navigazione in internet. (Da Web 2.0 di Padre Antonio Spadaro) 19Facebook trasforma la Rete
• Una nuova antropologia digitale va emergendo: con i
social network le persone e i loro rapporti sono
sempre più al centro delle relazioni, Facebook è
importante non per i servizi che fornisce ma per il
contributo libero di tutti i partecipanti nella condivisione
dei contenuti in maniera sincronica.
• La novità sta nel fatto che internet era nei fatti una rete
di pagine e contenuti e non di persone; le persone
potevano contattarsi e dialogare
tra loro ma non con una moltitudine
nel web sincronicamente.
Domenico Infante 20Che cosa è Twitter?
• E’ una forma di socializzazione lanciata nel 2006;
testualmente significa “cinguettio”.
cinguettio .
• Questo sistema di comunicazione consente di inviare,
da un computer o da uno smartphone
smartphone, un messaggio
messaggio,
detto “tweet”, di lunghezza massima di 140 caratteri.
• Ovviamente,
Ovviamente trattandosi di messaggi di testo brevi e
leggeri, possono raggiungere subito il mittente ma,
soprattutto possono essere spediti in maniera veloce
soprattutto,
da qualunque posto ci si trovi.
• Peraltro,
P l T
Twitter,
i come F
Facebook,
b k h ha un’applicazione
’ li i
che consente di “geolocalizzare” l’utente.
Domenico Infante 21I vantaggi
• Twitter, per le sue caratteristiche di leggerezza simili
ai blogg ed agli
g SMS, consente di inviare dei testi
contemporaneamente a migliaia di persone,
di stare in contatto continuo con tutti quelli
che si desidera, attraverso invio di “cinguettii”.
• La
L diff
differenza di T
Twitter
itt d da F
Facebook
b k sta t nell ffatto
tt che,
h
alla domanda “cosa stai facendo”, su Facebook si può
commentare la domanda
domanda, ssu T Twitter,
itter in
invece,
ece si
risponde interagendo in maniera diretta, in modo
privato o pubblico
pubblico.
• Twitter nasce proprio dall’idea di rendere partecipi gli
altri della propria vita, istante per istante, cinguettando
22
al mondo delle proprie relazioni.Bacheca di Twitter
Domenico Infante 23La crescita di Twitter
• Twitter è in continua crescita; durante l’arco di
un anno,
anno su Facebook il tempo speso è
cresciuto del 700%, su Twitter del 3700%.
• Gli utenti di Twitter appartengono ad una fascia
di età tra 25 e 50 anni;; gli
g adolescenti non sono
presenti, forse perché non interessati.
• Allo stato attuale
attuale, nel mondo vengono inviati
oltre 230 tweets al secondo.
(Dal libro Web 2.0 di Padre Antonio Spadaro)
Domenico Infante 24Perché questa crescita di Twitter?
• Il primo motivo è da attribuire alla semplicità di twitter,
ma anche alla versatilità e all’adattabilità ai vari
bisogni, al luogo e alla situazione in cui ci si trova. Si
può scegliere di volta in volta la modalità di ricevere e
mandare messaggi.
• Twitter p
può assumere varie valenze: p può essere
instant messaging (tipo chat), SMS, blog. In effetti
deriva direttamente dal blog g e, come tale, p permette di
creare, scambiare notizie, idee, concetti.
• Tre sono i requisiti principali di Twitter: ubiquità,
rapidità e semplicità per cui, senza interrompere ciò
che si sta facendo, si può ricevere ed inviare
messaggi come in un flusso continuo. 25Le potenzialità di Twitter
• U
Uno d deii vantaggi
t i di T
Twitter
itt è di servirsi
i iddella
ll piattaforma
i tt f T bl
Tumblr
che consente di creare un tumblelog cioè offrendo sia la
piattaforma software che lo spazio web necessario
necessario. In pratica è
possibile segnalare articoli, discussioni, video e immagini in un
singolo tweet, tipica dei blog. Quindi Twitter è anche un motore
di ricerca, come Google.
• Ma Google ricerca le notizie secondo il cosiddetto "effetto San
Matteo”, cioè le pagine che sono più cliccate, mentre Twitter
offre agli utenti ciò che gli stessi cercano su quello che si
stanno dicendo.
dicendo
• Twitter ha tante altre applicazioni che sono create e sviluppate
dagli stessi utenti i quali,
quali da consumatori di un servizio
servizio,
diventano innovatori di una piattaforma che da semplice, come
sostanzialmente è, diventa un sistema di comunicazione
complesso.
Domenico Infante 26Yes, I Twitter and Facebook
• Si può essere talmente fanatici (o addicted) dei social networks al punto da
arrivare a sospendere, durante le nozze, il momento del si, per “cinguettare”
sul proprio cellulare che ci si sta sposando?
• La risposta è si, visto che è già successo. Non appena dichiarati marito e
moglie, lo sposo, Dana Hanna, non bacia la sposa, ma tira fuori dalla tasca il
cellulare
ll l sii collega
ll aF
Facebook
b k per aggiornare
i il suo stato,
t t d da “fid
“fidanzato”
t ”a
“sposato”, poi invia anche un messaggio a Twitter: “Sono all’altare con Tracy
Page e un secondo fa lei è diventata mia moglie! Devo andare, è ora che
baci la sposa.”
• Le nozze ora, come nello stile degli sposi, sono su YouTube, dove
ll’interessato
interessato spiega: “HoHo molti familiari qua e là nel Paese e tutti usiamo
Facebook per rimanere in contatto. Quando Tracy ed io ci siamo fidanzati,
molti di loro hanno saputo della cosa via Facebook, perché abbiamo
aggiornato il nostro stato
stato”.
• “Non ho sorpreso solo gli ospiti – dice ancora lo sposino – ma anche Tracy,
quando ho tirato fuori il cellulare ed ho postato su Facebook e su Twitter.
L’ho fatto solo per fare un gesto simpatico – in realtà noi non “feisbukkiamo”
poi così tanto…! 27
(Tratto dal sito Newslite)In definitiva
• S
Secondo d PPadre
d A Antonio
t i S Spadaro
d “T itt con i suoii
“Twitter,
piccoli cinguettii, porta le persone dentro la vita e la
storia
t i degli
d li altri,
lt i creando d un ambientebi t che h
emotivamente ha il calore di una narrazione. In un
mondo d sempre più iù strangolato
t l t d da ritmi
it i ffrenetici
ti i d
della
ll
vita, e da una mentalità calcolatrice e pragmatica, il
bi
bisogno di raccontare t e di sentirsi
ti i raccontare,
t via
i
Twitter, che cosa si sta mangiando a colazione, o
qualunque
l altro
lt particolare
ti l iinsignificante
i ifi t ddella
ll propria i
vita, paradossalmente può diventare una possibilità in
più
iù per ttestimoniare
ti i che
h il senso d della
ll nostrat
esistenza si gioca in realtà su piccole cose e sulla
condivisione
di i i d
della
ll realtà”.ltà”
Domenico Infante 28Regole sull’uso consapevole della rete
dal garante della privacy
• autogoverno: pensarci bene prima di pubblicare
proprii d
dati
ti personalili ((soprattutto
tt tt nome, iindirizzo,
di i
numero di telefono) in un profilo utente;
• uso consapevole: astenersi da pubblicare
informazioni personali e foto relative ad altri senza il
loro consenso;;
• login e password: usare login e password diversi da
quelli utilizzati su altri siti web;
• essere informati: informarsi su chi gestisce il servizio
e quali garanzie dà il fornitore del servizio rispetto al
trattamento dei dati personali
personali. Utilizzare impostazioni
orientate alla privacy, limitando al massimo la
disponibilità
p di informazioni, soprattutto
p rispetto
p alla
reperibilità dei dati da parte dei motori di ricerca. 29Privacy
• T
Tuttavia,
tt i è necessario i precisare
i alcune
l cose
importanti: una volta caricate le proprie foto, i
pensieri,
i i i nomii di persone,ecc. Facebook,
F b k ne
diviene di fatto proprietario, tanto da poterle usare
senza alcun
l consenso e anche h per fini
fi i
commerciali . Conoscere in dettaglio il profilo, le
abitudini,
bit di i gli
li interessi
i t i degli
d li utenti,
t ti per aziende
i d
come Facebook, significa poterle analizzare e
rivenderle
i d l ad d altre
lt aziende.
i d
• Molte persone che creano il proprio profilo su un
social network, spesso, ignorano che le
informazioni immesse sono raggiungibili
attraverso i motori di ricerca. 30Attenzione ai post fasulli
• Gli utenti Facebook devono stare in guardia
perché p
p potrebbero trovare un p post sulla loro
bacheca o ricevere una notifica inviati da
qualche amico - anche lui vittima inconsapevole
- che invita a installare l'applicazione fasulla tra
fi t rassicurazioni
finte i i i circa
i l'l'affidabilità
ffid bilità
dell'applicazione stessa.
31
Domenico InfanteAttenzione ai falsi profili
• Basta la foto, il nome e qualche informazione
sulla vita di una ppersona pper impadronirsi
p on
line della sua identità. Sono già molti i casi di
attori politici,
attori, politici persone pubbliche
pubbliche, ma anche di
gente comune, che hanno trovato su social
network
t k e blog
bl lal propria
i id
identità
tità gestita
tit dda altri.
lt i
32Dalle condizioni d’uso di Facebook sappiamo questo:
• 1.Non inviare o pubblicare in altro modo comunicazioni commerciali non autorizzate (ad
esempio spam) ad altri utenti su Facebook
Facebook.
• 2.Non raccogliere contenuti o informazioni degli utenti, né accedere in altro modo a Facebook,
usando strumenti automatizzati (come bot di raccolta, robot, spider o scraper) senza la nostra
autorizzazione.
• 3.Non intraprendere azioni di marketing multi-livello illegali, ad esempio schemi piramidali, su
Facebook.
• 4.Non caricare virus o altri codici dannosi.
• 5.Non cercare di ottenere informazioni di accesso o accedere ad account di altri utenti.
• 6.Non denigrare, intimidire o molestare altri utenti.
• 7.Non pubblicare contenuti che incitino all’odio, minatori, pornografici, con immagini di
nudo o altri contenuti grafici o con violenza gratuita.
• 8.Non sviluppare o utilizzare applicazioni di terzi che contengano, pubblicizzino o
commercializzino in altro modo contenuti correlati all’alcol o comunque rivolti ad un pubblico
adulto
d lt senza lle ddovute
t restrizioni
t i i i di età.
tà
• 9.Non offrire gare, offerte o concorsi a premi (“promozioni”) su Facebook senza disporre del
nostro consenso scritto. In caso di autorizzazione da parte nostra, l’utente è pienamente
responsabile della promozione e si atterrà alle nostre Linee guida sulle promozioni e a tutte le
leggi applicabili.
• 10.Non usare Facebook per scopi illegali, ingannevoli, malevoli o discriminatori.
• 11.Non intraprendere azioni che possano impedire, sovraccaricare o compromettere il corretto
funzionamento di Facebook, ad esempio con un attacco di negazione del servizio.
• 12.Non favorire o incoraggiare alcuna violazione della presente Dichiarazione. 33
Blob Catepol 3.0Distacco dalla realtà
• Uno dei rischi più concreti per chi naviga nei social
network è quello di percepire un’intimità
un intimità apparente
apparente, e
questa anche tra persone che si conoscono,
attraverso il trovarsi senza comunicare
comunicare, socializzando
in maniera individualistica.
• Purtroppo la relazione fatta di rapporti umani ,oggi,
oggi è
di fatto superata da una realtà mediata
tecnologicamente che può portare in un futuro ad una
nuova antropologia.
• Ma
M questa t realtà
ltà di
digitale
it l rimane
i un fatto
f tt concreto
t
non eludibile e trascurabile.
Domenico Infante 34Desiderio di volare
“Il desiderio di connessione e l’istinto di
comunicazione,, che sono così scontati
nella cultura contemporanea, non sono in
verità che manifestazioni moderne della
fondamentale e costante propensione degli
esserii umanii ad
d andare
d oltre
lt se stessi
t i per
entrare in rapporto con gli altri”.
(Papa Benedetto XVI messaggio della 43^ GMCS)
Domenico Infante 35Non si può rimanere indifferenti
• Twitter e Facebook possono essere sia un modo per perdere
tempo e per alienarsi dalla propria vita in una marea di
messaggi inviati e ricevuti, sia un modo nuovo per tenere vive
le relazioni, per comunicare meglio e per essere informati in
una maniera più efficace.
• Rispetto a questa nuova realtà tecnologica, non si può
rimanere indifferenti o peggio dare un giudizio negativo, bensì
occorre un approccio concreto in termini educativi perché
bisogna aiutare i giovani a saper integrare la vita
quotidiana con le potenzialità che ci vengono offerte
dall’ambiente virtuale. La Rete è virtuosa se non è intesa
come sostituto alienante della realtà, ma se arricchisce di
potenzialità la vita attuale, reale, anche la vita di relazione.
(Prof.ssa Chiara D’Alessio - ADOLESCENZA. UN PROGETTO PER CRESCERE)
Domenico Infante 36Gli educatori
• Gli educatori non devono dimenticare che la Rete è un
fatto una realtà viva per molti giovani: fa ormai parte
fatto,
della vita quotidiana di molte persone. E la tecnologia
sempre di più sarà integrata con la nostra vita
ordinaria, divenendo anche sempre più invisibile.
• Se
S una volta lt era necessario
i collegarsi
ll i con un
computer, oggi basta un telefonino per essere
connessii iin rete.
t
Domenico Infante 37Demarcazione
• La novità non va affrontata col sospetto, ma con la
consapevolezza delle opportunità che presentano
però anche dei rischi.
• Bisogna
g convincersi che la
vita di ogni giorno non può
scindersi tra vita reale,
concreta e vita mediata
dalle tecnologie
g digitali:
g le
due dimensioni devono
integrarsi
g in una vita di
relazioni armoniche in cui i
genitori hanno un
g
compito niente affatto 38
secondario.L'approccio all'apprendimento dei
giovani
i i neii social
i l network
t k
• imparano con estremo interesse ed
impegno
• fanno tutta la fatica che serve per imparare
• apprendono in modo auto-diretto
• apprendono per uno scopo
• apprendono in connessione con altri
• sanno monitorare il proprio apprendimento
• sono riconosciuti
i i ti all'interno
ll'i t della
d ll propria
i
comunità per ciò che sanno.
(Fonte: Blog di Gianni Marconato)
Domenico Infante 39Domande a genitori e insegnanti
• Si comportano così anche a scuola?
• Se no,
no come è ovvio,
ovvio perchè?
• Perchè non sono interessati a nulla?
• Perchè non hanno voglia di imparare?
• Perchè non hanno un "metodo di studio"?
• P
Perchè
hè non vogliono
li fare
f fatica?
f ti ?
• Perchè non sono determinati?
• Perchè hanno, nel migliore dei casi, limitate abilità
cognitive e metacognitive?
• Mi si dirà: la scuola è la scuola; la vita fuori è un
altra cosa.
(Fonte: Blog di Gianni Marconato)
Domenico Infante 40I figli non devono essere spiati
• Gli esperti sono tutti d’accordo sul fatto che in nessun
modo i loro figli debbano essere spiati, poiché è
chiaro il fatto che qualche post pubblicato possa
essere facilmente frainteso o se ne capisca un
significato diverso perchè non si conosce a fondo il
linguaggio dei giovani.
• La cosa più giusta sarebbe quella di dialogare coi
propri
p p figli
g e spiegar
p g loro che dare troppe pp
informazioni private – quali ad esempio l’indirizzo e il
numero di telefono – a p persone che non si conoscono,
può portare a gravi conseguenze perché online,
così come nella vita reale, le insidie possono
p
nascondersi dietro ogni angolo. 41
(Secondo i dati raccolti dalla Nielsen negli Stati Uniti)Modo nuovo di relazionarsi
• Ciò che conta però, è il modo in cui si decide di far
fruire ai ragazzi internet: è di fondamentale importanza
la presenza dei genitori, che mostrano invece di
effettuare ancora pochi controlli. Gli adulti devono
invece sforzarsi di capire qual è il nuovo modo di
relazionarsi dei giovani, come utilizzano la rete, che a
sua volta mette comunque a disposizione degli
strumenti per controllare ciò che i ragazzi fanno sul
web, come nel caso di Piggyback messo a
disposizione
d spos o e da Facebook.
aceboo
(Ricerca “Abitudini e Stili di vita degli adolescenti “ condotta dalla Società Italiana di
Pediatria)
Domenico Infante 42Tre fragilità: tre parole-chiave
• Questo scenario consente di inquadrare, nella logica della famiglia
digitale, almeno tre fragilità relative ad altrettante parole-chiave:
(denunciare queste fragilità non significa, naturalmente, disconoscere le
enormi opportunità che i social media alla famiglia dischiudono).
a) Tempo. Non c'è più tempo per guardarsi negli occhi, la connettività
perenne prolunga il tempo lavorativo ben oltre i suoi limiti con il duplice
risultato di produrre una ferializzazione indiscriminata anche del tempo
festivo e una colonizzazione anche di quei non-tempi che si sottraevano
all'agire
ll' i ((quandod non so cosa ffare messaggio, i ttelefono,
l f gioco
i con lla play-
l
station, ...).
b) Spazio. Si è sovvertito il rapporto tra dentro e fuori. La comunicazione
mediata pare più facile, rapida, efficace. Il risultato è un'estroflessione
generalizzata di aspetti personali (pensiamo agli adolescenti in Facebook):
alla difesa della privacy
y di noi adulti, ai più giovani
g rispondo con una
gigantesca fuga dal privato.
c) Relazione. La comunicazione si fa rapida, frammentaria, spesso
superficiale (se è rapida, difficilmente può essere profonda). Mancano
regole condivise che la possano disciplinare.
43
(Da Pier Cesare Rivoltella su Blog di Gianni Marconato)Strategia del dialogo
• Quali ipotesi di intervento, allora? Ne indico quattro che meriterebbero
di essere riprese ed approfondite:
a) evitare il surriscaldamento affettivo.
affettivo Essere troppo teneri
teneri, protettivi,
protettivi
remissivi, colloquiali non paga;
b) evitare l'effetto-tenaglia. Non paga nemmeno costringere all'angolo,
stressare,
t ripetere
i t fino
fi alla
ll nausea raccomandazioni
d i i e di
divieti
i ti che
h poii magarii
non si ha la forza di far rispettare (le grida dei Bravi);
c) conoscere i linguaggi e le culture. Evitare l'effetto di quella vignetta di
Glasbergen in cui un padre dice al figlio che gli chiede se può tenere un
blog: "Io e tua madre non sappiamo cosa sia un blog, in ogni caso te lo
p
proibiamo!";
d) promuovere una pedagogia del contratto. Una pedagogia del contratto
non è sintomo di una resa, ma una strategia dialogica che consente al
genitore di riaffermare il suo diritto all'asimmetria
all asimmetria educativa, ma allo stesso
tempo di promuovere la responsabilità dei figli attraverso il dialogo.
(Da Pier Cesare Rivoltella su Blog di Gianni Marconato)
Domenico Infante 44Una risposta
• La grande "emergenza educativa", a cui si
riferisce il Papa, è quella per realizzare la quale i
genitori gli insegnanti,
genitori, insegnanti i sacerdoti e tutti
t tti coloro
che hanno dirette responsabilità educative, non
possono tirarsi indietro,
indietro devono avere alta la
tensione a svolgere il loro ruolo, pur nelle grandi
difficoltà oggi presenti.
• «Senza clamori – esorta il Pontefice – con paziente
fiducia cerchiamo di far fronte a tale emergenza,
anzitutto nell’ambito della famiglia». 45• Video social media
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