HEALTH HEROES - AZIONE PER LA SALUTE GLOBALE

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HEALTH HEROES - AZIONE PER LA SALUTE GLOBALE
HEALTH
             HEROES
              la salute globale
              comincia da te!

         Campagna per fare diventare
          realtà il diritto alla salute

I
HEROES
                                     AZIONE PER LA
                                     SALUTE GLOBALE
                                     RISORSE ADEGUATE
                                     SISTEMI SANITARI RAFFORZATI
                                     ACCESSO EQUO
HEALTH HEROES - AZIONE PER LA SALUTE GLOBALE
HEALTH
HEROES
la salute globale
comincia da te!

Milioni di donne, uomini, adolescenti e bambini in tutto il mondo
vivono senza avere accesso all’assistenza sanitaria di base. I
progressi compiuti fino a oggi per ridurre la mortalità infantile,
migliorare la salute riproduttiva e materna e combattere l’Hiv/Aids, la
malaria e altre malattie sono stati di una lentezza inaccettabile.

Gli Health Heroes sono ovunque, devi solo cercarli. Che si tratti di
operatrici sociali, di peer educator, operatori sanitari o di funzionari
pubblici, le loro storie ed esperienze meritano di essere ascoltate.

Questa pubblicazione presenta le storie di persone come Deepika,
Rani e Robinson, che lavorano infaticabilmente ogni giorno per dare il
loro contributo e salvare tante vite umane. Sono “Health Heroes”.

Sostieni la campagna!
www.healthheroes.eu

 2    Copertina | Polaroid Photo: © Plan Alf Berg
HEALTH HEROES - AZIONE PER LA SALUTE GLOBALE
Chiediamo ai governi di rispettare gli impegni assunti e
sostenere gli Health Heroes affinché il diritto alla salute       Cosa sono gli Obiettivi
diventi realtà.                                                   di sviluppo del
                                                                  Millennio per la salute?
I tre Obiettivi di sviluppo del Millennio per la salute sono:
diminuzione della mortalità infantile, promozione della           Nel 2000, i Capi di Stato e di
salute riproduttiva e materna, lotta all’Hiv/Aids, malaria e      governo di tutti gli Stati membri
alle altre importanti malattie. Sono quelli che registrano i      dell‘ONU hanno adottato gli
maggiori ritardi rispetto agli otto Obiettivi di sviluppo del     Obiettivi di sviluppo del Millennio
Millennio. Ogni tre secondi un bambino muore per cause            (Millennium Development Goals
facilmente prevenibili; 1.000 donne al giorno muoiono per         – MDG) da conseguire entro il
cause collegate alla gravidanza e al parto; ogni anno più         2015.
di 5 milioni di persone sono destinate a morire di Hiv/Aids,
tubercolosi o malaria. Anche se sono stati compiuti alcuni        Gli Obiettivi di sviluppo del
progressi, questi dati nella loro crudezza dimostrano che la      Millennio sono otto traguardi
strada da percorrere è ancora lunga.                              chiari e misurabili, finalizzati, tra
                                                                  le altre cose, a porre fine alla
                                                                  povertà estrema e a migliorare
Cosa vogliamo?                                                    la salute nei paesi in via di
                                                                  sviluppo.
Ci appelliamo alla Commissione Europea e ai governi di
Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Spagna affinché:         I tre Obiettivi per la salute sono:

•    contribuiscano a migliorare la salute infantile, la salute   • MDG 4: ridurre di due terzi
     riproduttiva e materna e rafforzino la lotta contro Hiv/       la mortalità dei bambini al di
     Aids, tubercolosi e malaria                                    sotto dei cinque anni, tra il
                                                                    1990 e il 2015
•    rispettino gli impegni economici già presi e
     reperiscano ulteriori risorse per finanziare la sanità       • MDG 5: a) ridurre di tre quarti
     nei paesi in via di sviluppo                                   il tasso di mortalità materna,
                                                                    tra il 1990 e il 2015; b)
•    sostengano i paesi in via di sviluppo nella                    realizzare l’accesso universale
     realizzazione di servizi sanitari forti che rispondano ai      ai servizi per la salute
     bisogni dell’intera popolazione                                riproduttiva entro il 2015

•    combattano la carenza di personale medico,                   • MDG 6: a) arrestare l’epidemia
     infermieristico e ostetrico nel Sud del mondo,                 dell’Hiv/Aids e iniziare una
     affrontando anche i problemi collegati al flusso di            inversione di tendenza della
     operatori sanitari dai paesi poveri verso i più ricchi         crescita dell’Hiv/Aids entro
                                                                    il 2015; b) favorire l‘accesso
•    sostengano le comunità che intendono abolire i ticket          universale a prevenzione,
     sanitari, soprattutto quelli che gravano sui più poveri e      terapia, cure e assistenza di
     i più vulnerabili                                              qualità per l’Hiv/Aids entro il
                                                                    2010; c) fermare l’incidenza
•    garantiscano il coinvolgimento delle organizzazioni            della malaria e di altre
     della società civile nelle decisioni che interessano la        importanti malattie e iniziare
     vita delle loro comunità                                       a invertirne la tendenza alla
                                                                    diffusione entro il 2015.

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HEALTH HEROES - AZIONE PER LA SALUTE GLOBALE
Incontra Deepika:
                                        il potere della comunità
                                        Insieme a un gruppo di amiche, Deepika ha mobilitato le
                                        donne e gli uomini per migliorare la salute delle bambine.

                                        C’era una domanda che assillava Deepika, una casalinga di
                                        23 anni e madre di una bambina: perché, nella sua comunità,
                                        c’erano così tanti bambini sotto i cinque anni in stato di
                                        malnutrizione? Nonostante in passato si fossero realizzate
                                        molte iniziative sanitarie, quasi il 25 per cento dei bambini
                                        soffriva ancora di denutrizione.

                                        Insieme a un gruppo di amiche, Deepika ha capito che la domanda
                                        da porsi era piuttosto un’altra: che cosa potevano fare a riguardo?

                                        Con il sostegno e la consulenza dell’ostetrica pubblica,
                                        incoraggiata dall’approccio alla salute promosso dal Dipartimento
                                        Nazionale di Sanità, Deepika e il suo gruppo di amiche si sono
                                        organizzate per scoprire quali fossero gli interventi per migliorare la
                                        situazione nutrizionale dei bambini.

                                        Dopo un’attenta analisi hanno scoperto una cosa sorprendente: la
                                        felicità della madre e il supporto del padre erano fondamentali per
                                        la salute dei bambini.

                                        Le donne si sono così divise in cinque gruppi di quartiere e
                                        hanno preparato l’introduzione di una serie di misure: dalla
                                        sensibilizzazione sulla nutrizione a un libro sulla misurazione della
                                        felicità materna. Deepika ha assunto il ruolo di leader, coordinando
                                        e contribuendo a molte di queste iniziative.

                                        Il gruppo ha incoraggiato le madri ad abbandonare il loro quotidiano
                                        lavoro in cucina per partecipare alle iniziative della comunità.
                                        Hanno avviato un programma di prevenzione dell‘abuso di alcol ed
                                        effettuato una campagna pubblicitaria con il sostegno dei familiari
                                        e vicini di casa. Anche i padri sono stati coinvolti partecipando di
Lo sapevi?                              più alle attività dei figli e creando spazi ludici per i bambini.

                                        Nel giro di un paio di mesi, tutte le bambine e tutti i bambini della
La partecipazione delle comunità        comunità avevano guadagnato peso. E non è un’impresa da poco!
alla fornitura dei servizi sanitari,
all’elaborazione dei programmi e ai     Guardandosi indietro, Deepika e le sue colleghe si sentono fiere
                                        dei loro sforzi. Ma non intendono fermarsi qui – hanno ancora molti
processi decisionali è fondamentale
                                        progetti per il futuro.
per il raggiungimento degli Obiettivi
di sviluppo per la salute.              “L’impegno, il coraggio e l’apprendimento sono la chiave del
                                        successo per qualsiasi cosa si faccia”, dice Deepika.”Attraverso una
                                        partecipazione positiva alle decisioni che ci riguardano, abbiamo
Fonte: S. Commins, “Community
                                        guadagnato la fiducia e il rispetto della nostra stessa famiglia e
Participation in Service Delivery and   della comunità”.
Accountability”, 2007
                                        Deepika è una Health Hero. Sostieni il suo lavoro!

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HEALTH HEROES - AZIONE PER LA SALUTE GLOBALE
Incontra Laxmi:
cambiare si può
Nonostante la carenza di risorse umane per la sanità, grazie
ai volontari per la salute ci sono alcuni progressi.

Nel 2006, l’interesse e l’entusiasmo di Laxmi Mohanta
l’hanno portata a essere scelta all’unanimità dagli abitanti
del suo villaggio, Taramana, in India, per lavorare come
volontaria per la salute.
Da allora si dedica con dedizione ai 1200 abitanti della sua
comunità.

Laxmi ha dimostrato una forte volontà e capacità di imparare e
adesso è in grado di fornire formazione e consulenza su tutta
una serie di importanti questioni sanitarie: dalla salute materno -
infantile alla prevenzione della malaria, dalla sensibilizzazione sull’
Hiv/Aids al primo soccorso. Durante le visite in casa, dispensa
consigli e controlla la crescita e il benessere dei bambini; si
assicura che i genitori rimangano vigili sull’immunizzazione
infantile; incontra donne incinte e lavora con infermiere, ostetriche
e ausiliarie, il principale appoggio sanitario su base continuativa in
qualsiasi villaggio.

Laxmi, moglie e madre di due figli, sta facendo una reale differenza
per la salute della comunità. Grazie alla sua instancabile opera
di sensibilizzazione e di educazione, i tassi di mortalità infantile e
materna sono calati, così come la malaria. Le famiglie hanno inoltre
modificato le loro pratiche igieniche di base, dando più importanza
al lavaggio delle mani. Il tradizionale ricorso alle superstizioni e
ai ciarlatani – un aspetto che ha sempre turbato Laxmi - è stato
sostituito dalle visite in ospedale.

Per il suo entusiasmo e per la sua professionalità, si è meritata
il titolo di attivista socio-sanitaria riconosciuta nell’ambito della
Missione di salute rurale del governo nazionale, un piano di
assistenza sanitaria per gli abitanti dei villaggi.

Alla domanda circa il momento più soddisfacente come volontaria
                                                                          Lo sapevi?
della salute, Laxmi racconta il momento in cui ha accompagnato
una paziente di 35 anni affetta da tubercolosi durante un viaggio di      Anche se non possono rimediare
45 km per raggiungere l’ospedale dopo che gli erano stati negati i        alla carenza di personale sanitario
farmaci da un’infermiera locale.                                          qualificato, i volontari per la salute
Laxmi è giustamente fiera del suo lavoro, e i risultati positivi sono
                                                                          svolgono un ruolo fondamentale nel
visibili a tutti.
                                                                          migliorare l’accesso ai servizi sanitari
Laxmi è una Health Hero. Sostieni il suo lavoro!                          e la salute della popolazione.

                                                                          Fonte: Organizzazione mondiale
                                                                          della sanità, Global Experience of
                                                                          Community Health Workers, 2010.

                                                                                                              5
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Incontra Martha:
                                         impegnarsi per la giustizia
                                         La carenza di personale sanitario è uno dei principali ostacoli
                                         allo sviluppo del Malawi.

                                         Quando si tratta di diritto alla salute, Martha Kwataine è una
                                         delle più vivaci e importanti attiviste in Malawi. Martha è
                                         Direttrice Esecutiva della rete locale Health Equity che lotta
                                         per la parità di accesso ai servizi sanitari, controlla la spesa
                                         sanitaria del governo e il funzionamento dei processi di
                                         pianificazione nazionale.

                                         “Il mio lavoro”, spiega, “ruota attorno alla lotta per la giustizia nel
                                         settore sanitario, in particolare per l’accesso alle cure dei poveri e
                                         degli emarginati. Essere poveri”, dice, “non dovrebbe costituire un
                                         ostacolo alla salute. Il mio ruolo è quello di sostenere la gente delle
                                         campagne. Anche se si è poveri, si ha diritto alla vita, un diritto che
                                         può essere raggiunto solo se quello alla salute viene rispettato”.

                                         Una delle sfide maggiori allo sviluppo del Malawi è la carenza di
                                         operatori sanitari qualificati ma, grazie al lavoro di Martha e della
                                         rete, qualcosa sta cambiando.

                                         Uno dei loro successi più recenti è stata la reintroduzione di borse
                                         di studio governative per gli studenti degli Istituti di formazione
                                         della Health Christian Association del Malawi (Cham). Il Cham
                                         fornisce quasi il 40 per cento dei servizi sanitari del paese e una
                                         formazione adeguata per il loro personale diventa fondamentale
                                         per la qualità delle cure.

                                         Ma non si tratta solo di formazione. Martha è spinta ad assicurare
                                         che questi operatori sanitari siano a disposizione di tutte le donne
                                         e di tutti gli uomini, raggiungendo anche quelle aree che non
                                         sono servite da alcuna struttura sanitaria. “Il mio ruolo consiste
                                         nel ricordare al governo che ha la responsabilità di fornire servizi
                                         sanitari di qualità che soddisfino i bisogni della gente”, dice Marta.
Lo sapevi?                               “Mi dà emozione quando vedo le cose cambiare, soprattutto
                                         quando è la gente a riconoscere che qualcosa è cambiato e
                                         quando capisce che l’accesso alle cure è un suo diritto”.
Si stima che in Africa ci siano solo 2
medici ogni 10.000 abitanti, contro      Inoltre, Martha vuole ricordare ai leader mondiali che
una media europea di 32 medici ogni      ridimensionare gli aiuti internazionali non è un’opzione fattibile.
                                         “La recessione economica non deve essere usata come scusa per
10.000 abitanti.
                                         tagliare gli aiuti a spese della povera gente perché resta ancora
                                         molto da fare”, dice. “C’è ancora bisogno di equità all’interno e tra i
Fonte: Organizzazione mondiale           paesi”, aggiunge. “E ‘importante dare priorità ai nostri sforzi”.
della sanità, World Health Statistics,
                                         Martha è una Health Hero. Sostieni il suo lavoro!
2009

  6
HEALTH HEROES - AZIONE PER LA SALUTE GLOBALE
Incontra Michael: lottare
contro la discriminazione
Lottare contro le discriminazioni è di cruciale importanza per
migliorare l’accesso all’assistenza sanitaria.

Michael Gwaba si è sentito tormentato dai sensi di colpa per
essere stato incapace di difendere una collega che perse
il lavoro perché sospettata di avere l’Aids. Era il 1998. Nel
1999, nel giro di sei mesi, ha perso la fidanzata e il figlio
per malattie legate all‘Aids. Nel 2000, l’anno in cui i leader
mondiali si sono riuniti trovando un accordo sugli Obiettivi di
sviluppo del Millennio, è risultato positivo al test dell’Hiv e ha
perso anche lui il lavoro.

“Ero certo che sarei morto”, afferma Michael. Fortunatamente però,
è riuscito ad accedere a cure gratuite presso l’ospedale pubblico
di Chelston, un distretto della capitale dello Zambia, dando poi vita
a un gruppo di sostegno psicologico per altre persone nella sua
stessa condizione. Michael è diventato uno dei sei ambasciatori
della campagna “Here I am” (“Io sono qui”) per dimostrare il suo
riconoscimento nei confronti del Fondo Globale, che lo ha aiutato
“in molti modi” e senza il quale tutto quello per cui ha lavorato gli
sarebbe stato tolto.

“Essere ancora in vita mi permette di aiutare molte altre vite”
afferma. “Usiamo i nostri fondi per fornire supporto nutrizionale
alle persone affette da Hiv/Aids e tubercolosi, formare consulenti,
dare aiuto a chi ha difficoltà ad aderire al trattamento, e formare
volontari che attraverso il programma DOTS (directly observed
treatment short-course) monitorano all’interno della comunità i
pazienti che hanno da poco cominciato la cura per la tubercolosi.
Diamo alle persone i mezzi per uscirne e ci occupiamo al tempo
stesso anche di fornire informazioni sulla salute”.

“Quando parlo con le persone, cerco di affrontare i pregiudizi
che li scoraggiano a fare il test e accedere alle cure e utilizzo la
mia storia personale per cercare di cambiare la loro percezione         Lo sapevi?
dell’Hiv”, afferma Michael. ”Credo di essere riuscito a fare la
differenza nella mia comunità e di aver contribuito a ridurre la
                                                                        L’Aids non può essere compreso a
discriminazione, a causa della quale molti temono di effettuare il
test”. E aggiunge: “Non esiste un’emozione più grande di quella di      fondo né risposte adeguate possono
sapere di aver contribuito a salvare delle vite umane”.                 essere sviluppate senza tenere in
                                                                        conto la disuguaglianza di genere: i
Michael è convinto che gli Obiettivi di sviluppo del Millennio          rapporti di forza tra uomini e donne,
possano essere raggiunti. “Abbiamo fatto grandi passi in questa
                                                                        infatti, influenzano la diffusione,
direzione”, afferma. ”Ci siamo posti degli obiettivi. All’inizio non
erano altro che sogni, ora siamo sulla via del loro raggiungimento.     l’efficacia e il successo degli
Ma”, avverte, “abbiamo bisogno di guardare oltre il 2015. Sono          interventi di prevenzione
sicuro che riusciremo a realizzare gli Obiettivi del Millennio, ma
cosa faremo poi? Ho intenzione di far parte del sogno post-2015”.
                                                                        Fonte: UN Millennium Project,
Michael è un Health Hero. Sostieni il suo lavoro!                       Combating AIDS in the Developing
                                                                        World, 2002 – 2006.

                                                                                                              7
HEALTH HEROES - AZIONE PER LA SALUTE GLOBALE
Incontra Naseer:
                                          informare ed educare per
                                          rivendicare i diritti umani
                                          Dare voce e potere ai soggetti più in difficoltà.

                                          Naseer Ahmad Hekmatjo è considerato un brillante
                                          dottore nel suo paese. Ma è più di questo. Lavorando come
                                          coordinatore dei programmi sull’Hiv/Aids, sente di avere
                                          dato un grande contributo alla sua terra aiutando le persone
                                          più povere ed emarginate a contrastare l’Hiv e a rivendicare i
                                          loro diritti fondamentali.

                                           “Questo, più di ogni altra cosa al mondo, è il mio più grande
                                          contributo al mio paese”, afferma. “Sono diventato qualcosa di più
                                          di un titolo accademico ”.

                                          Sposato, con quattro bambini e una bambina, il Dott. Naseer
                                          ha lavorato all’Università Medica di Kabul come educatore
                                          per la salute e professore di malattie contagiose, dopo avervi
                                          conseguito la laurea in medicina nel 2002. Si è poi unito ad
                                          ActionAid inizialmente come medico part-time fino al 2007, e per
                                          quasi due anni come responsabile di capacity building all’Istituto
                                          per il cambiamento sociale dell’organizzazione. Attualmente
                                          è il coordinatore dei programmi sull’Hiv/Aids e ha un ruolo
                                          fondamentale nel conseguimento del progetto volto a “Rafforzare
                                          il programma per la lotta all’Hiv in otto provincie sviluppando le
                                          potenzialità di pacchetti base di servizi sanitari”.

                                          “A oggi, abbiamo 708 persone tra infermiere, medici, ostetriche,
                                          tecnici di laboratorio, operatori per le vaccinazioni e consulenti
                                          sanitari che hanno partecipato ai corsi di formazione e abbiamo in
                                          programma un corso per 17 futuri master trainers che porteranno
                                          avanti la formazione. Il nostro materiale informativo ed educativo
                                          è stato personalizzato per renderlo di facile comprensione per la
                                          gente locale: 1.500 poster e 7.000 volantini sono stati distribuiti
Lo sapevi?                                nelle aree di intervento”, afferma il Dott. Naseer.

                                          Ma il Dott. Naseer deve pagare un prezzo alto per il suo lavoro
In Afghanistan, l’aspettativa di vita è
                                          con ActionAid: molti dei suoi vicini e membri della comunità lo
di 35 anni per gli uomini e di 36 anni    conoscono più come medico che come attivista di una ong.
per le donne.
                                          “In Afghanistan, i medici sono rispettati mentre chi lavora per una
Fonte: Organizzazione mondiale            ong viene ucciso, rapito e preso di mira. Per questo motivo devo
                                          dire alla gente che sono un dottore. Ma nel mio cuore so di essere
della sanità, 2008
                                          qualcosa di più. Sono un operatore umanitario.” afferma con
                                          fierezza.

                                          Naseer è un Health Hero. Sostieni il suo lavoro!

  8
HEALTH HEROES - AZIONE PER LA SALUTE GLOBALE
Incontra Rani: la forza delle donne
Rimuovere le barriere sociali ed economiche all’accesso
all’assistenza sanitaria è fondamentale per garantire il diritto
alla salute.

Rani ha 32 anni e vive a Bandung, una delle più grandi città
dell’Indonesia. Ha dovuto combattere la sua dipendenza
dall’eroina riuscendo a sconfiggerla nel 2004, ma i suoi
problemi di droga l’hanno resa sieropositiva.

Quando Rani ha saputo di essere affetta dal virus dell’Hiv, non
ha “provato nulla”. “Non avevo alcuna informazione sull’Hiv e
ho lasciato l’ospedale pensando che sarei morta in tre mesi.
Non avevo alcun sostegno, alcuna informazione,” dice. “Mi sono
sentita persa. Ho dovuto affrontare stigma e discriminazione. Le
persone mi allontanavano perché avevano paura di me, temevano
il contagio.”

Dopo aver toccato il fondo, Rani ha cominciato lentamente a
rimettere a posto la sua vita, entrando nel centro di riabilitazione
Rumah Cemara. “Solo allora mi sono resa conto che avrei potuto
vivere la mia vita normalmente,” afferma. In seguito alla sua
esperienza, è diventata sostenitrice dei diritti delle persone che
fanno uso di droghe e che, come lei, sono sieropositive.

Lavorando per Rumah Cemara, un’organizzazione legata
all’International Hiv/Aids Alliance, come una delle poche donne
manager in un paese maschilista, Rami ammette che ricoprire una
carica alta può rappresentare a volte per una donna “una sfida”.
Grazie al lavoro nel centro, Rani ha acquisito un ruolo fondamentale
nella sua comunità. “Coordino i case manager che lavorano sul
campo e negli ospedali, aiutandoli ad accedere ai trattamenti
antiretrovirali per i pazienti. Programmo le visite a domicilio e
fornisco supporto e sostegno ai case manager, che si prendono
cura di circa 1300 persone in tutto.” spiega. “Gestiamo vari gruppi
per le persone sieropositive e la domanda è in continua crescita.”

Da dove arriva la forza di Rani? “Mi piace aiutare le persone.
Quando riesci davvero a farlo, l’emozione è incredibile. Non è
paragonabile a nient’altro. Vado ancora a trovare i miei vecchi
pazienti”, afferma. “Non avrei mai pensato di poter arrivare a questo
punto, ma l’ho fatto. Sono viva e sto facendo la differenza.” E per
Rani, è questa la chiave di tutto. “Essere un eroe della salute per
me significa aiutare altri essere umani,” spiega.

Rani prende con filosofia il suo passato e non ha rimpianti
                                                                            Lo sapevi?
perché ora può mettere la sua esperienza al servizio degli altri.
“Condividendo la mia esperienza e il mio percorso, riesco a sentire         Nel Sud del mondo, le donne sono
di far parte di qualcosa di più grande in questo universo. Non              in prima linea nella prevenzione e
rinnego la mia vita passata perché le mie esperienze possono
essere utilizzate per aiutare gli altri,” afferma. “L’esperienza porta la   informazione sull’Hiv/Aids e nella
speranza, e la speranza porta a credere in un futuro migliore. Spero        promozione della salute materna e
davvero che la mia storia e la mia esperienza possano far nascere
                                                                            infantile.
la speranza in coloro che ne hanno bisogno.”

Mentre Rani è impegnata ad aiutare gli altri, sa che deve prendersi         Fonte: UNFPA, Fondo delle Nazioni
cura innanzitutto di se stessa ed è determinata a vivere secondo
i propri dettami. “Essere sana non è solo una questione fisica, ma          unite per la Popolazione, 2011
anche mentale e spirituale,” afferma. “So di sicuro che non posso
aiutare gli altri se non sono in grado di aiutare me stessa. Amo la
mia vita così come amo me stessa. Cerco sempre di essere grata
per tutto quello che possiedo, vivo, vedo, provo, sento.”

Rani è una Health Hero. Sostieni il suo lavoro!

                                                                                                                 9
HEALTH HEROES - AZIONE PER LA SALUTE GLOBALE
Incontra Robinson: l’innovazione
                                         al servizio dei più emarginati
                                         Lavorare sodo per incrementare l’accesso alle terapie e ai
                                         servizi sanitari.

                                         Il Dott. Robinson Cabello si sveglia ogni giorno pensando
                                         all’aiuto che potrà fornire per aumentare l’accesso alla
                                         prevenzione e alle cure per l’Hiv. Oltre a essere un medico,
                                         è il direttore esecutivo di Via Libre, una delle organizzazioni
                                         peruviane più attive nella lotta a questa malattia.

                                         Grazie alla sue tenaci campagne politiche e alla sua
                                         determinazione, la lotta all’Hiv è stata posta al centro dell’agenda
                                         della Salute Nazionale del Perù. Robinson Cabello ha ricoperto
                                         infatti un ruolo fondamentale nell’avvio, per la prima volta nella
                                         storia del paese, di un Programma Sanitario Nazionale per la
                                         cura delle persone affette da Aids. Il programma, lanciato nel
                                         2004, sta garantendo l’accesso alle cure a più di 15.000 persone
                                         sieropositive e punta a migliorare la qualità delle loro vite.

                                         Oltre a contribuire all’avvio del Programma nazionale, Robinson
                                         è impegnato anche nella promozione di nuove iniziative per
                                         aumentare l’accesso alla prevenzione universale dell’Hiv.
                                         Rappresenta Via Libre in numerose reti in tutto il mondo ed è un
                                         elemento chiave in più di dieci diverse organizzazioni.
                                         Ma è il suo rapporto con la comunità a renderlo davvero fiero.
                                         Afferma infatti : “Ogni giorno c’è qualcosa di nuovo da affrontare. È
                                         vedere gente piena di speranza e ottimismo, nonostante i problemi,
                                         che mi dà la forza di continuare a combattere”.

                                         Sin dalla sua infanzia, Robinson ha sviluppato una passione
                                         nell’aiutare e rendersi utile agli altri. Verso la fine degli anni
                                         universitari ha cominciato a interessarsi alla discriminazione di cui
                                         sono vittime le persone affette da Hiv. “Entrando a far parte di Via
                                         Libre”, aggiunge, “mi sono subito reso conto di aver trovato la mia
                                         missione. Ho visto tante persone morire e soffrire a causa di stigma
                                         e discriminazione legate al virus. Ho capito che c’era ancora tanto
                                         da fare per me, non solo in quanto medico”.

                                         Al momento, gestisce, coordina, sostiene e promuove l’attività di
Lo sapevi?                               circa 100 persone che collaborano con Via Libre, mantenendo i
                                         rapporti con le istituzioni chiave per affrontare il problema dell’Hiv
                                         in Perù. “Il nostro paese ha bisogno di più politiche sanitarie
Il 71% dei paesi del mondo ha leggi      sostenibili, nuove tecnologie e conoscenze per migliorare la lotta
                                         all’Hiv/Aids”, afferma Robinson.
contro la discriminazione delle
persone sieropositive. Tuttavia,         Questo bisogno di innovazione è il motore del suo lavoro.
nella maggior parte di questi paesi      Negli ultimi 10 anni, Robinson è riuscito a mobilitare risorse e
                                         progetti per la prevenzione dell’Hiv raggiungendo più di 100.000
persistono ancora leggi o politiche      beneficiari.
che probiscono l’accesso ai servizi
                                         La sfida per il futuro di Robinson è dare la possibilità alla fascia
per l’Hiv a gruppi di persone, inclusi
                                         della popolazione più emarginata di esercitare il proprio diritto di
i minori.                                accesso universale alle cure. “Continuerò a combattere finché sarà
                                         fatto tutto e c’è ancora molto da fare”, aggiunge.
Fonte: UNAIDS, il programma              Robinson è un Health Hero. Sostieni il suo lavoro!
congiunto delle Nazioni Unite contro
l’AIDS, 2010.

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Cosa puoi fare?                                                    Azione per la salute globale
                                                                   promuove un approccio
Se pensi che i governi debbano fare di più per sostenere           integrato alla salute per la
gli Health Heroes e far diventare il diritto alla salute realtà,   realizzazione del diritto alla
partecipa e sostieni la campagna!                                  salute per tutti e tutte.

Supporta la campagna                                               Un miliardo di persone non
Firma la petizione sul sito www.healthheroes.eu/it                 ha accesso a nessun tipo di
Sostenendo la campagna, unirai la tua voce a chi chiede ai         assistenza sanitaria e crediamo
governi di rispettare gli impegni assunti.                         che l’Europa debba fare di più
                                                                   per cambiare questa situazione.
Condividi una storia                                               L’Europa è il più grande
Se conosci un/a Health Hero e vuoi segnalarci la sua               donatore mondiale di aiuti allo
storia, scrivi oggi stesso a: italia@actionforglobalhealth.eu      sviluppo in generale, ma di essi
                                                                   una quota troppo limitata viene
Fai parte di una organizzazione?                                   destinata alla salute.
Se la tua organizzazione è interessata a diventare un
sostenitore ufficiale della campagna, scrivi a                     Siamo una rete europea
italia@actionforglobalhealth.eu                                    di 15 organizzazioni non
                                                                   governative (ong) con diverse
                                                                   specializzazioni nel campo della
                                                                   salute, inclusi i diritti e la salute
                                                                   sessuale e riproduttiva, l’Hiv/
                                                                   Aids e la tubercolosi, unite per
                                                                   promuovere il diritto alla salute.

                                                                   Azione per la salute globale
                                                                   lavora su tre aree prioritarie:
                                                                   finanziamenti per la salute,
                                                                   accesso equo ai servizi sanitari
                                                                   per tutti e tutte, rafforzamento
                                                                   dei sistemi sanitari.

         I H E RO E S

                                                                                                    11
Photo: © Plan Alf Berg

 Health Heroes: la salute globale comincia da te!
 Health Heroes: la salute globale comincia da te! è una campagna di Azione per la salute globale,
 una rete europea di 15 organizzazioni per la salute e lo sviluppo con sede a Bruxelles e in Francia,
 Germania, Italia, Spagna, Regno Unito.

 Chiediamo all’Unione Europea e ai suoi paesi membri di avere un ruolo più attivo e propositivo per
 migliorare la salute nei paesi in via di sviluppo e per incentivare i progressi relativi agli Obiettivi di
 sviluppo del Millennio per la salute. La campagna è stata lanciata durante il Vertice delle Nazioni
 Unite sugli Obiettivi di sviluppo del millennio che si è tenuto a New York nel settembre del 2010.

                                                                                           International
                                                                                             HIV/AIDS

                AZIONE PER LA
                SALUTE GLOBALE
                 RISORSE ADEGUATE
                 SISTEMI SANITARI RAFFORZATI
                 ACCESSO EQUO

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